Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Leggi insesatte, procedura inesistente, ecco dov'è il match, ed è lì che dobbiamo incidere
Perché la legge cornelia è la legge Cornelia. Il punto sta nel convogliare dentro la Cornelia
Tutto l'insieme di circostanze di indizi di mezze prove...
- Come sarebbe di mezze prove? - Mezze, Rufì, mezze!
Non ci facciamo illusioni amico mio...
La cornelia è sempre la Cornelia!
Scusa ma non capisco.
Cornelia, cornelia chi?
La legge cornelia! Chiunque somministra agl'altri fitto eccetera.
- Pena di morte, questi è il succo! - Ahh ecco.
È questa la legge che ci vuole, leguleio! - E lo so!
Ma ci vogliono le prove amico mio, le prove!
e scusa non è tutta una prova questa, sì o no?
Una vedova che ha rifiutato tutti i migliori partiti della provincia.
E un giorno ti arriva questo tizio e in quattro e quattr'otto ci raggira tutti quanti.
E prima ancora di rendercene conto, prende e se la sposa.
Quello che gli ha fatto la fattura, ha usato la magia con lei, la stregoneria!
Noi siamo logici, non si può far condannare una per magia solo perché ha sposato un sacco di sesterzi.
Be' sta a sentire.
Io posso parlare francamente con te.
Se vinciamo la causa.
È inutile che ti dica che non bado a spese.
Ma tu sei ricco?
Lo diventerò.
Mia cognata non ha nessuno resterà sola.
Sconsolata.
Mi taglierò la barba.
Ho lo stesso profilo di mio fratello.
Le starò vicino.
Sicuramente si innamorerà di me... e mi sposerà!
- I tuoi propositi sono nobili, ma le prove invece... - E il diario?
Be' diario proprio non è.
Come sarebbe a dire non è? C'è scritto chiaro e tondo che si è trasformato in un asino.
Scusa eh ma se questo non è magia che cosa è?
Uno scherzo?
Coraggio coraggio che qui facciamo notte.
In colonia si starà comodi ma a Roma era un'altra cosa...
Guardate che straccioni! ma che è una divisa questa!?
Ma che razza di soldati sono?
Poi dice che c'è la crisi, che ci sarà la caduta dell'impero. Me ne frego!
Quando c'era chi dico io gli imperi si costruivano.
Mi ci voleva pure questo processo.
Qui mi gioco la carriera con questi pianta grane di intellettuali uno ha sempre da rimetterci.
Gente infida.
- Ave. - Ave ave...
Processo a porte chiuse.
Per fatti strani contro Lucio Apuleio.
Cittadino romano.
Siamo arrivati alla caduta del fascio che frana sta colonia! Seduti, seduti!
- La parola alla parte civile: - Giusto Proconsole, eccellentissimi giuristi,
Signori della corte.
Mi sia permesso un conciso excursus sulla situazione generale prima di venire ai fatti.
La Gaetulia questa colonia syrtica.
Un tempo così ridente, prospera e pacifica...
E oggi nell'anno XII dell'illuminata guida del nostro imperatore Antonino Pio,
Avvilita, spaurita, soggiogata...
Da quella che potrei definire, perdonatemi il bisticcio,
La psicosi di psiche.
Psiche, questa maga ha fatto del deserto il suo regno.
E con le sue magiche arti va trasformando la nostra più balda gioventù,
I nostri militi, in un campionario animalesco.
Ci troviamo di fonte ad una vera con congiura.
I gaetuli da psiche sobillati,
usano la magia come una guerriglia organizzata,
e vogliono minare le granitiche basi
Del nostro impero secolare.
Carovane misteriosamente assalite e misteriosamente scomparse.
E animali, animali ovunque.
Non ci si può avvicinare a un cammello, a un cane, a un somaro
senza il sospetto di trovarsi di fonte ad un ex legionario della nostra eroica milizia
O alla stessa Psiche sotto aspetto bestiale.
I ribelli hanno massacrato i nostri camerati e li stanno spogliando!
Tutti con me, alle armi!
Belli quei soldati romani, così marziali non trovi?
- Perché vanno avanti indietro in quel modo? - Boh!
Non mi fate sgolare, che il sole scotta!
Zitta besticaccia!
Addio inboscata...
Alle armi! Alle armi!!!
Massacrateli tutti! Fermi ma che fate?
- Non tirare, c'è un equivoco! - Ti ammazzo carogna!
Fermo con quella spada! Io sono un Milone di Theveste, lascia che ti spieghi!
Ho l'appalto per la raccolta dei residuati di guerra è solo amico legato di Roma.
Cosa fate con gli schiavi miei? Vi rendete conto con quello del costano?
Lascia stare, il mio gioiello, che gli avete fatto?
Fai vedere a Milone tuo... Ha un buco come una cisterna!
Mamma mia bella!
- Che ci facciano adesso con uno schiavo bucato? - Ma dai adesso non esageriamo.
In guerra se ne vedono di peggio. Aspetta un momento, si rimedia a tutto!
Una piegolina, una cuciturina...
Un bottoncino... e con questa che ti faccio?
- La trippa? - E quante storie per un po' di budella.
È morto, è morto! Allora questi 100 sesterzi me li dai tu?
O faccio reclamo al proconsole? Facciamo 70 e resta tutto fra di noi, eh?
60.
65, chiudiamo l'argomento e mi rovino tutto.
Tutta colpa di quell'asino schifoso. Presto andate a prenderlo.
Ma perché non riescono a salire?
Prendi un arco!
No per carità, non tirate!
È sparito, hai visto?
Scherzi da stregone sono.
Io me ne ritorno a casa mia. Qui tira aria di metamorfosi, ave.
Alle armi!
Ave.
Che cosa hai detto?
Ave Cesar, lunga vita all'Imperatore.
Tu chi sei?
- Io sono Lucio Apuleio e questo è il mio... - Che cosa cercavi?
No, niente stavamo solo seguendo le orme di un cavallo o di un asino e dove c'è un asino che c'è l'acqua.
E questi chi sono?
Quello più basso è un certo Lucio Apuleio.
- Che vuole? - Non lo so dice che stava seguendo le orme di un asino.
L'asino?
Giove ci scampi. Alla larga!
Perché ti sei fermato?
Vieni a vedere.
È una carovana!
Su su sbrigatevi pelandroni, muovetevi per Giove!
- Che qui ormai abbiamo finito. - Prendi sta roba.
Ci siamo perduti nel deserto, eravamo diretti a Oea...
- Oea è da quella parte. Sta daga è ancora buona! - Te l'avevo detto quello che bisognava buttarsi a destra.
Nobile signore noi siamo stanchi e affamati, non c'è un villaggio nella vicinanze?
Theveste a poco più di 3 ore di cammino.
Theveste? Mio padre mi diceva di avere un buon amico a Theveste.
- Tu conosci per caso un certo Milone? - Milone?
Milone sono io. E tu chi sei?
Egli è per l'esattezza Lucio Apuleio retore e filosofo,
io sono Aristomene da Atene, cantore e autore per talento e vocazione, studente a tempo perso.
Tu sei il figlio di Mario allora? - Sì!
Ah amatissimo Lucio, che piacere!
- E il tuo caro papà? - È morto vent'anni fa.
- Oh, vivissime condoglianze allora. - Grazie.
Che aspettiamo? Su muovetevi!
- Sta per alzarsi il Ghibli, andiamo! - E allora che facciamo mio padre mi diceva sempre che...
Andiamo a casa!
Grazie.
Grazie di che?
In nome di Mercurio, protettore dei viandanti, noi ti chiediamo ospitalità.
Ospitalità? Vedi io te lo offrirei con estremo piacere caro Lucio.
Ma lo sai con queste con le tasse di Selene che mi si mangiano vivo?
Ma noi pagheremo sì certo una retta ragionevole si intende, ma la pagheremo.
- Allora è diverso! - Grazie!
Tu amico Lucio e tu...
Amico coso di cosa?
- Aristomene. - Aristomene sarai benvenuto nella mia modesta dimora.
Entrate.
Entrate
Camere senza bagno per noi.
Fortunata quella moglie che si rallegra a rivedere tornare il suo sposo...
- Così a lungo desiato! - Sembra vero.
- Hai fatto buon viaggio, marito mio? - Oh eccellente!
Ho guadagnato anche 30 sesterzi su uno schiavo che era da buttare.
Ah questi sono due miei amici.
Ci saranno nostri ospiti finché a loro piacerà.
Lucio de Madaura.
E Atene... e Aristomene di cose.
Ah mia moglie, Panfilia.
Vi do il mio più sincero benvenuto e spero che la vostra permanenza qui vi sarà gradita.
La tua bellezza renderà triste la partenza.
- Fotide, la coppa dell'ospite! - Sì padrone.
Ma che fai li vuoi ubriacare?
La coppa dell'ospito deve essere un simbolo.
Basta un assaggio che spreconi che siete.
Buono, buono.
Immagino che i nostri giovani amici saranno letteralmente affamati, non è così?
Voglio una cena allietata dalle portate più succolente e appetitose.
E invita più gente che puoi, che stasera voglio dare festa grande.
E festa sarà data.
Porcello lattonzolo, primogenito di scrofa primipara.
Rosolato sul fuoco di legno di cedro, farcito con olive giganti di grecia e funghi di castagneto.
Capperi di muraglia ciclopica e salvia a nostrana!
No, no porta via.
Il maiale di sera è pesante da digerire.
Si è andato agli schiavi.
Mettimi da parte fegatelli o ti strangolo.
Buono Cornelio! Buono.
Vino dell'isola di Lesbo
Di uva lesbica originale.
Colta da autentinche vendemmiatrici lesbiche.
No, questi vini di Lesbo! Così pervertiti così contro natura!
Peccato in fondo queste cose contro natura...
Porta via, è vino da rammolliti questo! I nostri vigneti danno un vino più virile.
Bevi pure Lucio, non ti farà rimpiangere il vino di Lesbo.
Lucio,
lo sai che Panfilia si diverte a tramutare gli uomini in animali?
Cane,
gatti...
È vero.
Io adoro gli animali.
- E come si chiama? - Cornelia.
Lo vedi si è innamorata di te.
Anche lei?
Scampi grigliati e guarniti con insalata di lattarini del bosforo.
Pesce dei mari del nord fiocinato in mese con la R disseccato in grotta di Salnitro.
a temperatura ambiente e servito mantecato con crema di latte di capra maltese.
Crema di baccalà, Milone vuol prenderci per la gola.
Ma perché ci hai preso? Per dei cristiani mangia pesce?
E tuo marito perché ci ha preso, per dei fachiri?
E il tuo Milone che fa ci prende per il...
Agello d'altopiano nato di notte di luna piena
rosolato su carbone di bosco giovane farcito di lardo e grasso d'oca contornato di patate a novembre.
No, no, basta con la carne! Abbiamo già avuto il maiale, sia dato agli schiavi.
Io comincio tanto per gradire.
Ma questo è gesso.
È tutta roba di gesso.
Sì, purtroppo.
Cuori di gazzella della Syrte, affogati in salsa di peperoncino rosso con pepe contornato di papaveri dell'Epiro.
- Vattene! - Guarnite con code di pavone di Macedonia.
Ma domattina come farai per...
Eh sì, domattina sarà dura. Durissima!
Aristomene, una ballata in onore del nostro Anfitrione, no?
Oh, canti e musiche!
Attenzione per favore attenzione ascoltiamo il nostro autore cantore.
Cibi, vini, spezie, son venuto per goder.
Cos'è un amico geloso?
Sono qui per dire che:
- Un ex? - Come corri subito le conclusioni.
È soltanto un cane da guardia.
La fav la fa la fa...
La fava fresca è buona da mangiar.
La fav la fa la fa... - La fava fresca.
La fava è meglio ancor che di là. - La fava meglio ancor?
Noi vogliamo festeggiar dell'ospite Milone la prodigalità
Sono prodigo?
A Milone noi vorremmo regalar
Un dono tanto grande che più grande non ce l'ha
l'immorta ta ta, l'immortali li li
di Milo canto l'immortalità, all'immorta ta ta, l'immortali li li,
doniamo a Milo l'immortalità.
Bellissima, vero bellissima!
Sei un uomo, spiritosissimo pieno di umori pungenti e saterici.
E di fame arretrata.
- Qualcosa non va a Milone? - Hai mangiato troppo?
No, no cari ospiti.
È solo che un urgente bisogno mi chiama fuori casa.
Ci rivedremo domani al...
mio ritorno...
O Giove che caldo!
Panfilia.
Aristo...
Fotide.
- Fotide. - Ma che Fotide e Fotide io sono Mario!
Scusa ho sbagliato camera.
- Mi hai fatto piacere. - Dormi dormi.
Mi sa tanto che questo è proprio un po'...
Non essere così irruente, entra.
Chi è?
Sono io, sono io.
Scusami tanto.
Ma cosa fai rimani?
Troppa folla.
Ci azzeccassi una volta.
Panfilia.
A cuccia.
Da uomo a cane, anzi da uomo a uomo.
Buono cornelio, buono!
Ma che succede?
Niente dormi dormi tu.
Lucio se cercavi il bagno potevi dirmelo.
Senti non fare lo spiritoso.
Io avrei un piano.
Su andiamo.
Forza.
Documenta.
Documenta il perché di questa tua deambulazione nottambula e miagolante, chi sei?
Sono Aristomene, abito qui dal munifico Milone e miagolo per insonnia.
Ciao cornelio.
Be'...
Questo è il cane di Milone.
- Sembra che non ti conosca! - Che cosa ci mancherebbe siamo vecchi amici noi due.
Vecchi amici, eh?
Appunto dicevo vecchi nemici tra cani e gatti voi sapete com'è?
Ma tu sei un uomo non sei un gatto.
- Noi lo sappiamo ma lui non lo sa. - Cerca di fare un po' meno non lo spiritoso.
Se ti ritroviamo per la strada ti riportiamo in gattabuia.
Così anche tu sarai in compagnia.
Andiamo va!
Micia, per favore adesso no.
Dai fammi entrare Cornelio.
Tutte queste storie di uomini trasformati in animali non sono favole.
Sono pericolosissime! Mario una volta inseguì un ladro.
e se lo ritrovò davanti trasformato in un leone. Mai fidarsi in questi tempi di magie.
Cani o porci se sono sospette le sbattiamo le tutte dentro.
- Lucio! - Ma che fai vieni giù!
Butta il gatto cretino. Sbrigati vai a chiudere il portone.
Svelto.
Ma non se ne può più.
Che ti importa pensa a dormire.
Maledizione.
Il gatto!
Il cane!
Milone ti sei svegliato?
Ho tanta fame.
Prendi quel gatto, quel cane prima che si trasformano di nuovo.
- Il gatto è sull'albero. - Ci vado io a prenderlo.
Non ce la faccio aiutami.
- Ecco. - Ahi che mi brucio il culo e fammi la scaletta dai aiutami.
Aspetta...
- Saluti. - Miao.
Questa è il pura magia.
Aristomene? Panfilia.
Ritrova quei due pazzi o svegliano tutta la casa.
Non sono neanche qui.
Ma dove si saranno cacciati quei due?
Oh mamma ci hanno chiuso dentro.
Sì ma qui si sta bene.
Che fai lì dentro?
Un po' di nuoto.
Così tanto per tenermi in forma. Mi dai una mano?
Certo.
Io voglio uscire.
Ma perché? In fondo non tutti i mali vengono per nuocere.
Aiuto! Aprite la porta! Corro seri pericoli di integrità personale.
C'è un maniaco sessuale qui dentro.
Mi ha fatto delle proposte oscene.
E poi gratis et amore Dei.
- Fotide... - Tesoro.
Lucio!
Ah no! Ne le scatole piene di cani di gatti di Fotide e di Aristomene, entra lì e sta buona!
- Povero tesoro sei bagnato come un pulcino. - Basta né gatti né pulcini.
Un gatto?
Sì, un gatto.
- Ne sei sicuro? - Come ora vero te.
Sì sì sì è vero.
Prima uomo poi gatto.
Poi di nuovo uomo, ma differente.
Tu che ne pensi?
Sono gatti amari.
La mia vita,
sta diventando un incubo.
Voglio quel gatto.
E quel cane.
È ora di finirla, avanti!
Portatemeli qui.
- Sì camerate - Voglio interrogarli.
Con le mie stesse mani.
Andemo.
Andiamo.
Sta buono disgraziato!
- Voglio il mio leguleio! - Avrai tutto il tempo.
Sta arrivando il centurione per l'interrogatorio.
- Me ne frego! - Sì, signore!
I gaetuli ribelli ci fanno fuori 3 o 4 soldati al giorno e voi andate in giro a inseguire e ad arrestare gatti.
Sì, signore! Voglio dire, no, signore.
- Idiota! - Sì, signore.
Io me ne frego della magia.
Non può, non deve esistere la magia.
È sovversione, sobillamento.
La magia è tutta un'invenzione di quella Psiche per minare il morale delle nostre truppe.
E se le truppe sono terrorizzate rendono la metà lo vuoi capire?
Sì, proconsole.
Passiamo ai fatti.
Perché hai arrestato quel Lucio Apuleio?
Perché ho fondati sospetti che si dedichi alla magia.
Lucio è un filosofo, mi dicono.
E a un intellettuale basta che gli metti una multa ingiusta e si trasforma in un simbolo, in un eroe.
- E io non voglio né eroi né simboli! - Sì. signore niente simboli.
Devo liberarlo, allora?
Liberarlo?
No, liberarcene.
E tu ti lamenti dei romani?
Guarda amico come trattano i prigionieri.
Questa si chiama civiltà.
Civiltà.
Civiltà.
Ben detto.
Ben detto.
Ahio.
Ehi, oste della malora!
La mia umile cella.
È onorata dalla tua presenza.
Proconsole.
Per Giove è il primo proconsole che vedo da vicino in vita mia.
La tua fama a mio buon Lucio corre in tutto l'impero.
Ed è giunta fin qui in questa sperduta colonia.
Grazie, proconsole.
E sono venuto a scusarmi per il madornale errore commesso dai miei uomini.
Lucio sei libero puoi correre dal tuo ospite Milone che ti aspetta con Panfilia.
Voi mi avete arrestato adesso avete il dovere di tenermi qui.
Quando mai sei mangiato tanto in casa di Milone?
- Io ti ringrazio proconsole. - Oh, non c'è di che.
- Ma siamo tutti e due un po'... - Alticci.
La casa di Milone è vicina, vi darò delle spade per difendervi dai cattivi incontri.
Che fai?
Grazie.
Ave.
Aprite il nome della legge, aprite!
... La fav la fa la fa...
La fava fresca è buona da mangiar...
Mi hanno detto che sarà un gioco da ragazzi sono ubriachi fradici.
Ho due braccia riprenditi il tuo.
Oh guarda un coltello...
- E da dove è venuto fuori? - Non lo so.
Un'altro coltello? Ma qui piovono coltelli, evidentemente Giove ha finito i fulmini.
Speriamo che spiova...
- Panfilia vorrei tanto... - Lascia la spada Lucio, dove sei?
Ma sono qui, sono qui Aristomene, non mi sono mai mosso.
Mi era sembrato di vedere un'ombra. Andiamo.
- Dove? - A fare un pino alla botte ubriaca.
No, a fare a botte con l'ubriaco, andiamo!
- Ma io non ce la faccio più! - Vabbé monta.
Su monta.
Opplà. ... La fav la fa la fa...
... La fav la fa la fa...
La fava fresca è buona da...
Che piacere rivedervi.
E come sarà contenta la padrona, pensavamo che quei romanacci cattivi vi tenessero dentro.
E invece sei di nuovo qui finalmente tra le mie braccia, un momento.
Aristomene, devo andare ad avvertire Panfilia!
Panfilia può anche aspettare...
Se vogliamo cominciare noi intanto.
Come asino hai russato,
E in asino sei trasformato.
- Rimettimi subito Lucio com'era prima. - Altrimenti?
Vuoi la guerra?
E guerra sia.
Eccolo il tuo otre pieno di vino.
E il tuo spaventapasseri.
Sei una strega.
Sì, e sono stata la tua maestra e quindi ne so più di te.
Cornacchia.
- No, Io voglio il mio Lucio! - E va bene prenditi pure il tuo Lucio.
Aristomene però devi pagare l'oltraggio di dormire invece di fare l'amore con me.
Strappagli il cuore.
Spugna, spugna che sei nata dentro il mare.
Pane e cacio ti faranno strozzare.
Sogno o realtà?
Tu che cosa ne pensi mio dolce filosofo?
Addio mia bella e dolce Fotide.
- Unica donna che mi ha rubato il cuore. - Addio Panfilia.
Mia dolce incantatrice.
Ma scusa, quei due non sono..? - Il gatto e il cane!
Presto, avvisiamo il centurione!
Fate largo!
- Ci fermiamo qui Lucio? - Sì, è bello vicino al fiume.
Staranno da quella parte. Alle armi!
- Belli per i soldati romani così marziali. - Trovi?
- Ma perché vanno avanti indietro in quel modo? - Boh.
- Guarda come è ridotta. - Cosa?
Troppo leggera. Qui mi ci vorreebbe una lira peante come in Gallia.
E poi è uno strumento poco valorizzato.
Voglio lanciare una campagna in difesa della lira.
Bravo!
Ho visto degli aranci vado a prenderti.
Ne vuoi?
Spugna, spugna che sei nata dentro il mare.
Pane e cacio ti faranno strozzare.
Fermo.
Non ti muovere o ti infilziamo come un porcellino da latte.
E non mi fare metamorfosi.
Che metamorfosi?
Ah bene, non solo hai ucciso quei due poveracci l'altra notte.
Ma hai anche sgozzato il tuo compagno e amico Aristomene.
Eh certo!
Ho bruciato a viva la nonna, ho sgozzato mio figlio.
Ah, e non ho pagato le tasse!
Non ti consiglio di fare lo spiritoso.
Ma che volete da me?
Pendete quest'uomo, lo arresto il nome della legge di Roma per magia, beneficio e omicidio.
Aristomene!
Lasciatemi, lasciatemi, carogne!
Aristomene, che gli avete fatto?
Carogne! Aristomene!
Cammina!
Aiuto, un asino, centurione! L'asino!
Sono un viandante ho percorso molta strada e...
e mi sono perduto.
Che paese è questo?
Ipata, ma togliti mi fai ombra.
Il villaggio mi sembra abbandonato.
Dov'è la gente?
Chiusa nelle loro case fino a quando non trascorreranno le idi.
- Perché? - Le streghe, è morto Epulone.
Ma non capisco. Quali streghe?
Se vuoi saperne di più, arriva alla piazza giù in fondo alla strada.
Là troverai il banditore.
Ipatesi, Ipatesi, udite udite!
Una ennesima sventura ha colpito il nostro benamato paese.
Il fato ha rapito ancora nel verde degli anni.
Il migliore dei nostri concittadini.
Epulone, ne danno il triste annuncio l'inconsolabile vedova Pudentilla, il cognato Rufino e gli amici conoscenti tutti.
Le prefiche sono già al lavoro, ma chi vaglierà il corpo del culone durante la notte?
La famiglia dell'estinto offre generosamente a chiunque accetti di vegliarlo, la mano dell'inconsolabile Pudentilla.
O la somma di 1000 sosterzi. Un'occasione unica per chiunque si trovi in difficoltà finanziarie.
Ipatesi, 1000 sesterzi possono cambiare la vita di un uomo.
Chi si presenta allora? Coraggio!
La guardia a un morto?
Cos'è questa storia?
I cadaveri hanno l'abitudine di scappare qui?
- Insomma tu saresti disposto o no? - Spiegami prima di che si tratta.
Il paese è infestato dalle streghe che trafugano o mutilano i cadaveri.
Per punire i cittadini di Ipata,
che non si sono opposti all'invasione romana.
E un morto mutilato non raggiunge l'Ade.
Ma attenzione però è un lavoro che ha i suoi rischi.
Se il guardiano la mattina dopo non restituisce intatto il cadavere che gli è affidato,
dovrà risarcire con parti del proprio corpo quelle parti del cadavere,
che risultassero mancanti.
Ora sai tutto decidi.
Ho già deciso, conducimi sul posto bene.
Udite popolo, udite!
Lo straniero ha accettato le condizioni e veglierà sul corpo del compianto Epulone.
Avete detto di no alla fortuna.
E la dea bendata è stata ghermita da uno straniero.
Udite popolo, Epulone raggiungerà la dimora degli dei,
o con gli attributi dello straniero,
- O con i propri! - Sempre fortunato!
Udite popolo, udite popolo!
Lo straniero ha accettato le condizioni.
E veglierà sul corpo del nostro ormai troppo lodato cittadino Epulone.
Io l'ho gridato, io ve l'ho detto, chi ha udito ha udito.
- Aprite, voi di casa! - È giovane!
Questo straniero ha accettato le condizioni e veglierà il cadavere di Epulone, aprite!
Entra straniero.
Eccolo qui.
Questo è l'uomo.
Egli dice che compirà le cose a dovere.
Io ti prego straniero attendi a questo tuo triste ufficio...
con la massima diligenza.
Sta certa signora, è il mio interesse è in questa bisogna
non sarà inferiore al tuo.
Luce dei miei occhi!
Vita della mia vita!
Mio adorato sposo!
- Ahimé! - Calmati, calmati mia adorata cognata!
Frena le tue lacrime.
E che fai, tocchi? Come posso frenare le mie lacrime?
- Ormata come sono... - Coraggio, andiamo! Ci sono già i testimoni.
Adempi serenamente all'ufficio. Io qui ho le tavolette e lo stilo.
Va bene.
Scrivete...
Capelli...
E adesso basta!
Capelli di eccelsa qualità!
Pochi ma lucenti.
Di colore castano scuro.
Ondulati lateralmente.
Fronte spaziosa con ruga centrale pronunciata.
E bozzi di intelligenza chiaramente visibili.
Occhi...
Dall'iride cerulea, aguzzi da falco.
Naso aquilino.
Con relative alle narici provviste di pelo. Orecchie laterali.
Bocca centrale.
24 denti sani.
3 piombature.
e 5 artificiali!
Braccia regolari.
Mani con 5 dita.
Petto villoso.
Ventre con relativo ombelico.
Ed ecco il passerotto!
Che a tempo e luogo debito sapeva...
Trasformarsi in aquila reale.
Il passerotto.
Il mio passerotto mai troppo lodato.
Gambe 2.
2 ginocchia.
2 piedi con 5 dita ciascuno, visto?
Tutto in ottimo stato. Integro e regolare.
Controllate i cittadini.
C'è tutto quanto.
Il corpo è integro.
Firmi anche l'altro.
Sì non ci manca niente.
Ah, mio dolce e mio caro sposo!
E ora secondo la legge...
firma l'inventario.
Ecco fatto, è tutto in ordine.
Ora possiamo andare mia cara.
A domattina straniero.
Sii molto accorto.
E attento a non cadere nelle braccia...
dell'insidioso sonno.
Potrei avere un po' d'acqua almeno.
Ti verrà portata subito.
Andiamo.
Va tutto bene?
Pare di sì.
Il morto non dà alcun segno di vita.
Sei coraggioso.
Anche curioso.
Basta così.
Allora straniero.
Hai fatto buona veglia?
L'infido sonno ha tentato di assalirmi e più di una volta.
Ma io ho resistito, sì.
Il corpo è qui.
Intatto.
Guardate voi stessi.
Certo.
Siamo qui per controllare.
Si leggano le tavole.
Che caldo!
Allora do lettura l'inventario del corpo in questione.
Capelli...
di accelsa qualità.
Pochi ma lucenti.
- Ci sono? - Ci sono.
Sopracciglia castano scuro...
cespugliose e folte.
- Ci sono? - Ci sono.
Fronte spaziosa...
con ruga centrale e bocca... Per favore, controllate dopo!
E bozzi di intelligenza.
- Ci sono? - Ci sono.
Occhi dall'iride cerulea.
Aguzzi da falco.
Ci sono.
Naso aquilino con relative narici provviste di pelo ci sono?
Ci sono.
Orecchie laterali.
- Ci sono. - Dove vai?
Bocca centrale.
Fa un caldo, ho passato tutta la notte qui dentro mi manca il respiro.
Ho bisogno di una boccata d'aria posso uscire?
No, dopo.
Braccia regolari.
Ma cos'è quello? Che stai facendo?
- Ci sono? - Ci sono.
Sterilizziamo i ferri, è una questione di igiene.
- Complete di omero... - Che pensiero gentile!
- Ci sono. - Mani con 5 dita.
Di cui 2 pollici.
2 indici, 2 medi...
2 anulari, 2 mignoli.
- Ci sono? - Ci sono.
- Petto villoso con ciuffi di pelo. - C'è!
- Ventre con ombelico centrale. - C'è!
Passerotto con... va bene.
Gambe, piedi...
Ci sono.
Allora abbiamo finito.
C'era tutto, c'era.
C'era!
- Ma non di cera! - Vuoi dire che...?
Che è di cera!
Ma forse...
- È sempre stato di cera. - Questa è una calunnia, dovrai risarcire.
E no! Non facciamo scherzi!
Scherzi? Chiamateli scherzi!
Ehi, dico ma... non sarete mica diventati matti? Io...
- Ci tengo, io! - Fermatelo!
- Occhio per occhio. - Occhio per occhio?
Dito per...
- Non possiamo fare un dito? - Sì, un dito!
2 dita?
No, niente dita. Quello!
Prendetelo, prendetelo! Chi non collabora ne pagherà in proprio.
Si butta!
E...
Lucio Apuleio di che ti stupisci?
Ciò che è reale non è apparente e ciò che è apparente...
Non è reale.
Lucio Apuleio,
Questo è il ben triste premio per essere scivolato nella china di una giovinezza troppo dissipata.
Altre tribolazioni avrai... ma tu capisci, vero? Ne avevi fatte proprio di grosse.
Non sarà sempre così un giorno ti appariranno tre candidi cigli.
Va!
In piena coscienza io non mi sentivo di condividere il duro giudizio di quella maga.
Sulla china di una troppo dissipata giovinezza nella quale, secondo lei, sarei disceso.
In realtà, adesso andavo risalendo la china troppo erta di una montagnosa regione.
Poiché la mia trasformazione è stata piuttosto repentina allo scopo di facilitarvi l'identificazione.
Vi dirò che il secondo di quei quadrupedi a partire dalla vostra destra sono io.
Mi era accaduto di aver vagato a lungo nella regione e di essere capitato
ormai allo stremo delle forze nelle vicinanze di un villaggio.
Lì fu rifocillato da un vecchietto, che mi aveva ceduto per pochi denari a quello stesso mugnaio,
che avevo conosciuto in tempi ben migliori e sotto altra veste.
Mi rincuorava d'altronde il considerare che avrei rivisto la dolce Birrena.
Che avrebbe certo contribuito a rendermi la vita molto meno dura.
È tornato, Birrena, il tuo caro marito è tornato!
Come stai padrone mio? Hai fatto buon viaggio?
- Abbastanza, dov'è mia moglie? - È arrivato, è arrivato tuo marito.
- Sì, sì, sono tornato lo hai già detto! - Ah, uomo fortunato.
Fortunato fra tutti gli uomini, poiché non hai sposato una donna ma la dea pudicizia in persona! La più casta delle donne.
- La più innamorata delle spose, la più... - Ma perché non viene a ricevere suo marito?
- Non entrare, non toglierle il piacere che vuol darti... - Oh, andiamo con tutte queste storie!
Il più amato tra tutti gli sposi compi almeno il sacro lavacro. Ecco l'acqua, lavati il padrone mio.
- Anche oggi? - Sì.
Pure ancora oppresso da così nera ambascia...
Mi rallegrai in cuor mio di essere almeno capitato nella casa di una coppia di sposi così dabbene.
Perché ad ogni mio ritorno questa storia del lavacro?
Maledetto imbecille.
Aveva detto che tornava a tarda sera.
Invece, eccolo già qua.
Via libera, amore.
Ecco presto, rivestiti! Sparisci!
- Alla svelta - Sì.
Passerotto mio scappa! Va'!
Ecco tesoro, va'... A più tardi, va'!
- Ecco il tuo fiorellino! - Oh, finalmente cominciavo a preoccuparmi di non vederti.
Guardala, che creatura soave! A pervinca tra i fiori, la più soave delle mogli.
Bentornato mio signore e sposo.
Ma via diamine, non essere così timida. Dammi un bacio!
Sposo adorato, ti prego non mettermi così in imbarazzo di fronte a tutti.
Tutti? Tutti chi?
Questa? E poi cosa c'è di male in un bacetto tra marito e moglie?
- La dea pudicizia in persona, la più soave delle... - Ancora? Piantala vecchia vattene!
No, non essere così brutale con la mia buona nutrice.
Che cosa avrò mai fatto per aver meritato,
me indengo, una tale benedizione sul mio capo?
Aspetterò in trepida attesa e il tuo ritorno.
Grazie mia adorata.
Ti proteggano gli dei mio dolce sposo.
A stasera, allora.
Che tu possa cadere da cavallo e fracassarti il cranio.
- Ciao tesoro! - A stasera.
Maledetto! Detto tornava tarda sera e invece già qui!
Presto sparisci.
Svelto via libera.
Su, su, va' passerotto!
Finalmente!
Preoccupato non vederti.
- Mio signore! - Così timida, dammi un bacio.
Sposo adorato imbarazzo per tutti.
Tutti? Questo no, niente male. Bacetto...
Pianta vecchiaccia! Non così brutale vecchia nutrice.
Cosa ho fatto mai da meritare dagli dei tale benedizione, mah!
Maledetto tornava sera invece qua.
Presto sparisci di libera, passerotto.
- Finalmente preoccupato vederti! - Signore...
- Così timida? Bacio! - Sposo adorato imbarazzo!
Tutti? Questa? Bacetto.
- Pianta vecchiaccia! - Non brutale nutrice!
Cos'ho fatto meritare dei benedizione, mah?
Il monotono ripetersi di quella squallida scena finì con l'inbestialirmi più di quanto già non fossi.
Decisi così di voltare le spalle, si fa per dire, al mio destino...
per aiutare il poco avveduto mugnaio a cambiare il suo.
Accidenti non si apre!
Salvami padrona, se tuo marito mi trova qui m'ammazza!
Sta' zitto!
Presto sotto il letto.
Oh, che lieta sorpresa, sei tornato a mio sposo.
Sì, sono venuto prima del previsto.
Ma non avevi detto che saresti rimasto a cena dal tuo amico il tintore?
Ah, che disgrazia!
Quel poveretto ha tentato di uccidersi!
Orrore!
Ma perché?
Perché ha scoperto oggi nel pomeriggio che la moglie lo tradiva con un garzone di stalla.
Che ignobile impudicizia!
Che bella giornata! Perché non andiamo a prendere un po' d'aria?
- Sono rimasta qui sempre ad attenderti. - Sei stata qui e non ti sei accorta di quello?
- Quello cosa? - Questo!
Guarda qui sotto il letto. Chi sei? Vieni fuori!
- Esco, perdono! - Aiuto un uomo!
- Un "uomo-maschio"! - Non esagerare un "uomo-maschio"!
- Guardalo è soltanto un ragazzo. - Che vergogna!
Ma se era sotto il letto mi avrà visto... le caviglie?
Be', penso proprio di sì.
Giove è orribile!
Ciò che mi dici è orribile.
Ha visto cose che finora soltanto tu avevi visto.
Non è vero, non ho visto niente!
Via non ti disperare figliolo. Per chi mi hai preso?
Non sono un selvaggio che voglio spargere sangue di altri e di se stesso per queste sciocchezze.
Su calmati e siediti.
E no, come sarebbe?
Pretendo che tu lo pulisca come si merita.
Non ci si introduce così nella camera da letto di una signora perbene.
Io non sono neanche uno di quegli sciocchi desiderosi di mettere in piazza le loro corna.
Strombazzando le loro disavventure coniugali e invocando la legge sulle mogli adultere.
Ma che cosa stai dicendo?
Non riesco a capirti.
Ma ho capito io tesoro. Ho capito da un pezzo!
Di pure la tua buona nutrice così prodiga di lavacri che ti prepari il fagottello.
Tornatete a Roma da dove non avresti mai dovuto partire.
Va via tesoro! La cuccagna è finita, sparisci!
Vecchio imbecille che non sei altro!
Dunque tu credevi che io fossi rimasta con te per...
per la tua mascolina bellezza?
Tornerò fra i romani e ti farò vedere io di che cosa sarò capace.
E adesso...
Finalmente soli!
- Non ci fate del male! - Muovetevi!
- Correte, al fuoco! - Distruggete, bruciate tutto!
La fiamma è bella! Distruggete questi sporchi gaetuli!
Quell'asino! Fermate quell'asino!
- Vieni qui, brutta bestiaccia! - All'attacco!
Costretto alla fuga dal dilagante incalzare degli avvenimenti...
giusti in quell'oasi di feconda illuminata operosità a cui l'uomo ha dato il nome di teatro.
Istituzione che offriva già ricetto ad un gran numero di cani e tollerò di buon grado di darne anche a un asino.
Son Genesio, il mimo dei cesari e il cesare dei mimi.
Inclito pubblico eseguirò per te una fantasia mimica, didascalica e cristiana.
La passione di Santa Tersilia vergine e martire.
E del suo sposo Aureliano.
Tersilia mia dolce sposina, finalmente soli!
No no non soli, Lui ci vede.
Lui? Chi Lui?
L'occhio che tutto sa, che tutto vede, che tutto intende, che tutti per lui ci vuole.
Tersilia, ti ha detto nulla la tua mamma?
Quale mamma?
La tua mamma Calpurnia.
Calpurnia è solo la mia mamma terrena.
Di mamme ce n'è una sola.
Per voi pagani, ma noi cristiani abbiamo un'altra mamma.
Una mamma celeste molto molto più vergine.
Odo un frullo, uno svolazzo chi sarà mai?
Sono l'angelo Bello, mezzo uomo e mezzo uccello.
Tersilia, Tersilia, purissimo fiore destinato alle aiuole celesti.
Esulta!
Ti porto una buona novella.
Qual dono alle tue nozze celebrate stamani,
Dal cielo ti è stato riservato il martirio!
Che bell'angioletto!
- Non te lo mangeresti di baci? - Sai che allegria!
Il martirio? Ma è il più splendido dono nuziale.
A te marito mio...
Taglieranno la testa.
Io invece sarò pasto di un dolce leone.
Che occhi! Che fauci!
Che lingua! Che dentoni! Che criniera!
Come è dolce l'attesa.
Mordi. Su coraggio...
Più giù ancora, ecco mordi, rosicchia, divora!
Il canino al midollo, sì più giù sulla schiena, sul collo!
Gli arrostigli sul cuore, delizia e dolore.
Che artigli di gelo! Che artigli del cielo!
Che gioia, Paradiso! Più giù, più giù.
Che martirio ragazze!
I nobili romani, meno nobili gaetuli,
calma, per favore, è una reazione incivile per un pubblico raffinato! Ecco ora a voi...
Reduci dai successi in Cappadocia, i gladiatori Armodio e Aristogitone!
Che muscoli quei gladiatori!
Quello lo ammazza! Sarebbe un peccato.
- Pietà! - Sgozzalo, uccidilo, tanto sono impotenti!
Ave populus, morituri te salutant.
Le morituri tua!
Va bene, lo risparmierò!
Piano, quarda che la prossima volta il morituro lo fai tu, eh?
- Urca, che sgobbata! - Oh, la mia schiena...
Ragazzi non va eh, ogni volta sono più fischi che sesterzi, non ci mettete l'anima!
Ue te con quei pochi soldi che ci dai vorresti anche l'anima?
L'anima di tua nonna!
Chi più in alto raglia, vince la medaglia. Ed un mio amico parlator preclaro
a forza di ragliar si ritrovò somaro!
Non è vero cara?
E non crediate dunque al suo aspetto, cuore d'uomo batte nel suo petto!
Ecco voi in questo angusto foro...
- L'asino d'oro! - Eccolo a voi!
Ma com'è bello, cara!
Buongiorno a te, carissimo amico!
Vuoi mangiare? C'è del fieno!
No? Perché no? È buono il fieno!
Ma allora che cosa vuoi? Vuoi della verza?
Vuoi della buona erba medica. no? Vuoi della insalata fresca di campo tenera e verde?
Allora del buono arrosto.
Bravo, questo ti piace! Che vi dicevo?
Dorme, è vero, nei fienili ma ha dei gusti signorili!
Ma son due giorni che non mangi! Sentiamo che cosa vuoi?
- Come? Che cosa dici? - Che cosa vuole?
Oh, no! Aiuto!
Non ho capito. Che cosa avrà chiesto?
Non hai gli stessi gusti di un uomo?
- E con questo? - Vorrà la ragazza.
Povera figliola! Oh, che orrore!
Dopo l'esperienza con quella bestia di mio marito,
Guarda, ti assicuro che bestia per bestia preferisco quello.
Ecco un appartamento intimo.
Fiori, profumi,
cuscini.
E lui o meglio...
Esso.
È stato tutto predisposto, signora, secondo i tuoi desideri.
Ti ringrazio. Eccoti 100 sesterzi.
Ma mi raccomando, che la cosa rimanga segreta. Come se non fosse successo niente.
Signora...
Lui non può parlare.
Ed io sarò più muto di lui.
Bene, lasciaci soli, allora, che nessuno venga a disturbarci.
- Sì, mia signora. - Lasci soli!
- Sì, mia signora. - Va'.
Sì, mia signora vado.
Ed essa lentamente...
si spogliò di ciò che aveva indosso.
Si tolse perfino la fascia che le stringeva le reggiade mammelle.
E preso da un vasetto dell'olio profumato,
Se ne sparsi tutto il corpo.
Poi prese a mangiarmi di baci.
E appressandosi il cruciale momento...
Io mi andavo facendo più vergognoso e timoroso.
Ma la signora mi dimostrò quanto ingenue fossero le mie vergogne.
E balordo il mio timore.
La cosa purtroppo si riseppe.
Ella fuggì sotto mentite spoglie a Roma.
Io ebbi la colpa di tutto lo scandalo.
Riuscì a salvarmi solo per miracolo.
Mi ritrovai quindi solo.
Più desolato e angustiato che mai.
Vagai per giorni e giorni,
senza neppure mangiare.
Crollai infine a terra esausto dalla fatica, dalla fame, dall'angoscia.
E fu allora che col muso rigato di lacrime così pregai:
O regime del cielo, sia che ti chiami Cerere o Venere di Saffo
Che all'inizio del mondo desti vita all'amore o Proserpina o Iside o Dea Psiche maga di questi luoghi.
Dea soccorrimi, cancella da me questa orribile faccia da quadrupedepe.
Rendi Lucio al vero Lucio.
- Sei felice? - Sì.
Non rimpiangerai il tuo passato.
I viaggi, le avventure,
ora che mi hai sposato? - No.
Perché ti ho sempre cercato, Pudentilla.
E per quanto riguarda l'avventura potrò sempre ricrearla con la fantasia.
Dopo tutto sono un poeta e anche pubblicato.
Non ti assellerà la nostalgia?
Saranno lunghi gli inverni.
Mi sembrà la breve la vita, perché ho ancora tante cose da dire.
Da dirti.
Guarda che fanno quei soldati?
Davanti a te, o proconsole massimo, il mio cliente Erennio Rufino
accusa Lucio Apuleio di Madaura di beneficio,
di assassinio e di magia.
Ti chiedo pertanto di volergli combinare la più alta delle pene.
Lucio Apulieo, hai ascoltato l'accusa?
- Ti dichiari colpevole o innocente? - Saggio proconsole!
Questo uomo,
giunse nella nostra città,
più o meno quattro mesi fa.
Era povero.
Senza risorse.
Adesso è ricco e pieno di rendite.
Ora possiede la più bella villa di Sabrata
Vesti lussuose e vaste terre al sole.
Come ho potuto ottenere tutto ciò?
Circuendo la più mirabile delle donne.
La ricca e virtuosa Pudentilla.
Mediante filtri magici...
E afrodisiaci!
Esibisco copia autenticata da uno scriba, di una lettera scritta dalla stessa Pudentilla a suo cognato.
Nella quale ella si dice vittima delle magiche arti di costui.
Lucio Apuleio è un mago...
Il quale mi ha stregata.
Mi ha fatto bere filtri magici che mi hanno fatto innamorare di lui.
Pudentilla di Oea
riconosci per tue queste parole?
Sì, proconsole le riconosco.
Le ho scritte di mio pugno, ma...
Lucio Apuleio!
Che cosa hai da dire a tua discolpa?
- In verità io vorrei... - Accuso, inoltre, formalmente Lucio Apuleio...
di aver assassinato in riva ad un ruscello il suo compagno di viaggio e amico,
Aristomene, di professione studente. - L'accusa è grave, puoi provarlo?
- Sì, signore! - E provalo!
- Sia introdotto il centurione. - Fatelo entrare.
Ehi tu, dove si fa il processo per magie?
Il processo contro Apuleio?
Appunto, al palazzo di giustizia.
Sempre dritto in fondo a destra, ma fa' presto prima che crolli.
Ave.
- Ave. - Ave.
- Ave... - E mo mi avete rotto!
Centurione,
conosci quest'uomo?
Lo conosco proconsole, è Lucio Apuleio.
Delinquente, filosofo, scrittore.
Insomma un'estremista.
Centurione confermi dunque contro di lui l'accusa di assassinio?
Arrestai quest'uomo, perché con un coltello aveva squarciato la gola del suo amico Aristomene.
Lo feci secondo il diritto delle genti.
Ma mentre attraversavo il deserto della Syrte,
questo demonio facendo ricorso ad arti magiche si trasformò in asino.
- E riuscì a sfuggirci. - Centurione,
Ti rendi conto di quello che dici?
È vero, giusto proconsole, del resto lo stesso imputato ha ammesso
in queste pagine del suo diario di essersi trasformato in un asino.
Un diario...
Non è un diario!
È il mio ultimo libro, Fabula milesia, che solo uno sciocco può scambiare per cronaca di fatti reali.
- E questa è una ammissione di magia! - La magia non esiste!
Non deve esistere, non voglio che esista!
Tu puoi andare centurione.
Mo lo sistemo io a questo.
- Ave. - Ave.
Oh, macché ricominciate?
Qualcuno cacci via quel gatto.
Abbiamo udito tutti in questo tribunale miagolare un gatto.
- Vorrei citare quel gatto come testimone. - Che cosa?!
Ho sentito giusto?
- Hai detto un gatto? - Un gatto.
- Aristomente! E lasciami! - Stai lontano dalla finestra.
Ma questo è un matto, non un mago!
- Torno subito. - Sì, vabbé...
- Protesto vivamente! - Sì, lui protesta.
In quest'aula non sembra più regnare la legge e la giustizia.
O giusto proconsole,
c'è qui l'uomo che io avrei ucciso, il mio fedele Aristomene.
- Ti prego fallo parlare. - Magia! Magia!
Quale prova migliore? È illegale!
Leguleio, stai zitto.
Lui voleva dire che si oppone.
Fate entrare il testimone.
Sta tranquillo.
Lucia Apuleio,
che cos'è questa buffonata?
Anche la nostra pazienza ha un limite!
O giusto proconsole,
Una serie di circostanze sfavorevoli mi ha fatto ritardare. Ma ora sono qui pronto a dirti come sono andate le cose.
La colpa fu tutta ad un innocuo boccone di pane con il calcio che mi andò di traverso.
E in un momento di panico per evitare di finire soffocato fui spinto a tagliarmi da solo la gola.
dopodiché sopraggiunse il centurione e vedendomi così ridotto mi ritenne sgozzato da questo mio caro amico.
A ciò assistetti da una posizione, che posso definire estremamente disagevole.
Quando se ne furono andati, facendo appello a tutte le mie forze, riuscì a trascinarmi in un casale.
Dove venni curato e dove restai fino alla mia guarigione.
Purtroppo io persi così di vista il mio caro Lucio e me ne tornai ad Atene,
Due mesi fa, ho appreso per combinazione che il mio amico viveva ad Oea e così mi gli ho scritto per raccontargli..
E perciò, non c'è stato nessun assasinio, giusto proconsole.
Rimane il dubbio che io sia mago o non lo sia.
La mia dolce Pudentilla, lo ha scritto, è vero.
Ma tu avrai la compiacenza di leggere la lettera originale.
E non soltanto il pezzo così abilmente estrapolato dall'illustre leguleio.
Io mi oppongo.
Contesto! Il testo non è contestuale.
Fate silenzio.
Diletto cognato,
Tu sai che avevo deciso di risposarmi già prima di incontrare Lucio Apuleio.
Tu eri ben felice di questa mia decisione.
Ma tu adesso cambi parere,
E ho ragione di lagnarmi con te avendo saputo che vai in giro dicendo a tutti:
Che Lucio Apuleio è un mago,
che mi avrebbe stregata,
stordita con filtri magici i quali mi avrebbero fatto innamorare di lui.
Sono le tue parole Pudentilla?
Queste sono le mie parole e i miei intendimenti.
La verità è nuda, il contesto è lampante.
I contesti, proconsole, sono solo facciate. Le parole hanno un significato per se stesse.
- Non per i contesti! - E la stregoneria?
La stregoneria non esiste!
È solo una manovra per demoralizzarci per farci imbestialire, ma noi vinceremo.
Pudentilla...
Pudentilla...
- Tu sei Pudentilla? - Il mio nome non è Pudentilla.
Il mio nome è Psiche.
Ma allora nulla è stato reale?
Reale?
È reale ciò che è apparente non è reale.
E ciò che è reale non è apparente.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.