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PRIMA PARTE
10 LUGLIO 2016
Merda!
Julie, tutto bene?
Lucie...
Scusami.
Tutto bene?
Non ce la faccio più.
È mezz'ora che cerco di spiegarle che lei porta una 38.
Non lasciare che ti rovini l'umore.
Mi tratta come un cane!
Ora mi calmo.
Non lasciare che ti demoralizzi, Lucie.
No, non mi lascio demoralizzare.
Stai bene?
Sì, sto bene. Scusa.
Tranquilla.
Sto male.
Non so cosa mi prende. Io...
È normale. È la fine della settimana, no?
Sei distrutta. Lo siamo tutti.
Domani ti sentirai meglio.
Fidati, è normale.
E...
Fa bene parlare.
- Grazie. - Di niente.
Che ne dici di bere qualcosa domani?
Scusa, non posso. Mi piacerebbe, ma...
Cosa farai?
Vado al centro sportivo di Cergy con un'amica.
Andiamo a farci una nuotata.
Non conoscevo questo centro.
Scusami.
- Tranquilla. - Mi dispiace davvero.
- Mi aspetti da molto? - Mezz'ora.
Scusami, non ho sentito la sveglia.
- Ho perso il mio costume. - Pensavo te ne fossi dimenticata.
E la tua amica?
Mi ha chiamato per dirmi che ha la febbre.
Deve andare da un dottore.
Meno male che mi hai invitata.
L'AMICA DELLA DOMENICA
- Hai portato il costume? - Sì.
Ho portato un ombrello per sicurezza.
Possiamo usarlo come ombrellone.
Non si sa mai.
Ho portato dello smalto per le unghie.
Te lo presto, se vuoi.
No, non mi tingo mai le unghie.
- Non ti piace? - È strano dipingersi le punte delle dita.
Mi sembra assurdo.
Ma è la stessa cosa per le labbra.
Sì, ma...
Attirare l'attenzione a questa parte del corpo...
Lo trovo strano.
Ma non trovi strano attirare l'attenzione sulle tue labbra?
No, credo sia più carino.
Vado a tuffarmi.
Vieni?
Fammi sapere com'è l'acqua.
Ok.
Oh, merda!
Ti sei bagnata il sedere?
È bellissimo.
- Ehi, ragazze. - Buongiorno.
Attente ai serpenti.
- Dove? - Lì.
- Davvero? - Un bambino è stato morso poco fa.
No, scherzo!
Ma non potete rimanere qui. Avete bisogno di una mano?
Oh, merda!
Prendo questa borsa.
E le tue scarpe?
No, tranquillo. Quello, magari. Grazie.
Grazie.
- Tutto bene? - Sì.
Jean, tutto bene?
- Sì, certo. - Cosa stavi facendo?
Dicevo a queste ragazze che non possono rimanere qui.
Sì, scusate, non potete.
Attendete in fila all'entrata per la zone balneare.
Mettete della crema. Fa molto caldo oggi.
Buon pomeriggio. Ciao.
A dopo.
Baci.
Adoro cucinare, ma non ho mai tempo.
Mi piace trovare il tempo di cucinare.
Quando cucini per qualcun altro,
è ancora più piacevole.
Voglio dire, quando ho preparato questa insalata di pasta...
Non ho pensato...
...che questo momento...
- ...sarebbe stato eccezionale. - ...incredibile.
Forse ho messo troppe spezie.
- No, è perfetta. - Davvero?
Oh, wow, è un centro sportivo.
Sono bravissimi.
Oh, merda!
- Ehi, ragazze. - Ciao.
Tutto bene?
Sì, ma una ragazza
è appena stata trascinata. Dio, troppo divertente.
Tenete d'occhio i ragazzi?
Stiamo solo guardando.
- Volete provare? - No.
Possiamo?
Qui lavora un mio amico, Ben.
Non l'abbiamo mai fatto prima.
È davvero semplice.
È una questione di equilibrio.
- Sicuro? - Sì.
- No... - Proviamo.
No...
- Possiamo provarci. - È pericoloso.
Non voglio finire su una sedia.
Cosa? Una sedia?
Una sedia a rotelle.
Non finirai su una sedia a rotelle, Lucie!
Non è così pericoloso, no?
Beh, ci sono stati un paio di incidenti mortali.
Sei proprio un simpaticone, tu.
Ehi, non puoi entrare così!
Scusate. Avete bisogno di una mano?
No? Scusa, davvero, non sapevo che eri...
Ci vediamo tra poco. Vi aspetto fuori.
Ehi, non sei divertente!
Smettila, idiota!
Oh, calmati!
Che palle!
Prova a immaginare
che sei una pietra che sta cercando di cacare, ok?
Una pietra che vuole cacare. Devi essere dura come una pietra, ok?
Capito?
- Non è romantico. - È questo il segreto.
Il segreto dello sci d'acqua.
Le anche.
È degradante.
- Grazie, Yan. - Prego.
- Al tre... - Userò la mia immagine.
Attenzione alle anche, te l'ho detto!
Tocca a te.
Ok, vai.
Brave, ragazze.
Ti do una mano.
È davvero difficile.
Non male per una prima volta.
Capito cosa intendo quando parlo di anche e di equilibrio?
Non è la mia coscia.
Sporgi le anche in avanti.
Un po' tipo... Così.
- Come? - Come un granchio.
Un passo in avanti... Avanti.
- Tutto bene? - Stai bene?
- La caviglia! - Che caduta!
Vieni... Ti aiuto.
Passami quello.
Aiuto!
Ci sono alghe ovunque!
Tirami fuori.
Reggiti forte, reggiti...
Ti aiuto a uscire.
Oh, morirò qui!
L'asciugamano...
La caviglia fa malissimo.
- Oh, merda! - Non è stato male, no?
- Ti sei fatta male alla caviglia? - Sì.
Togliti questo.
Oh, fa male.
Riscaldati.
Ora, alziamoci.
Siediti qui.
Visto come sono caduta?
Siediti.
Sei fortunata, sono un fisioterapista.
Davvero?
- Mi prendi in giro? - No.
Questo non è il mio lavoro.
Serve solo a pagare l'università.
Fa male?
- No. - Sicura?
- E qui, fa male? - No.
E ora?
Ora?
- Ora? - No.
Non è niente.
Idiota!
Almeno non è rotta.
Quando il centro chiude alle 18 potremmo fare un giro in canoa.
Conosco un posto segreto.
- Cosa? - Un posto segreto.
Io vado.
- Cosa? - Io vado, sono esausta.
E domani cominciamo presto. Sarò distrutta tutta la settimana.
- Come ti chiami? - Jean.
Jean vuole che rimaniamo dopo la chiusura per fare un'escursione.
Forza, Lucie! Un posto segreto!
Non è un'ottima offerta?
- Allora? - Non mi va.
Forza! Come puoi dire così alla tua età?
- Cosa? - Forza, sarà bellissimo.
Voglio andarci. Vieni con noi.
- Vai, allora. - Non da sola.
- Perché no? - Siamo venute qui insieme.
- Ci divertiremo di più. - Certo.
- Rimani. - Potresti darci un minuto?
Certo.
Torno tra poco.
Ciao.
Vuoi che ti regga la candela per tutta la giornata?
Mi fa incazzare.
È assurdo. Perché dici questo?
Ci ha fatto un'ottima proposta. Vieni.
- L'ha proposto a te. - Ma tu sei qui.
Voglio solo avere una piccola avventura e divertirmi.
Tu ti divertirai, io mi annoierò a morte e mi sentirò a disagio.
Ti senti sempre a disagio.
Voglio andare in quel posto nascosto!
Vai, allora!
Vuoi obbligarmi a venire?
Non vuoi mai fare niente.
Nessuno vorrebbe fare ciò che stai chiedendo.
Non ti va mai di fare niente.
Tu sei l'unica che si sta divertendo!
Te ne freghi di me!
Tu non ti diverti mai!
Guarda che faccia che hai!
- Ok? - Sì.
Seguimi.
Dove mi stai portando?
Lo vedrai, vieni con me.
Non te ne pentirai.
Perché? Cos'è?
Un posto magico.
Vedrai delle fate.
Cazzate!
Fa' attenzione.
Rimani vicina. Dammi la tua mano.
Ci sono molti cinghiali selvatici.
- È lontano? - Ci siamo quasi.
Eccoci qui.
- Ti piace? - È bellissimo.
- Adoro questo posto. - È stupendo.
Mi emoziona molto.
Vieni, ti porto dall'altro lato.
È ancora più poetico.
- È il tuo posto per rimorchiare? - Già.
Voglio dire, a volte...
Scusa.
Perdonami.
È stata colpa mia. Troppo vicina.
Tranquilla.
Ti dispiace se ti osservo?
No, tranquilla.
Vorresti provare?
- L'hai già fatto prima? - No.
Mi presteresti la tua spada?
È un fioretto.
- Sei destrorsa? - Sì.
Tieni.
Scusa.
Metti un piede perpendicolare all'altro... Così.
Piega le ginocchia.
Ruota il busto nella direzione del piede anteriore
senza ruotare il ginocchio. Ecco.
Apri la mano.
Il braccio che regge il fioretto, vicino al petto... Così.
Per camminare, libera la gamba anteriore e spingi con quella posteriore.
No, quello è un affondo.
Serve per attaccare.
Prima di attaccare, devi rimanere in posizione e camminare.
Stessa cosa di prima.
Spingi con la gamba posteriore. Libera la gamba anteriore.
Mantieni le gambe alla stessa distanza.
Ora affonda.
Oh, scusa.
- Tutto bene? - Sì.
- Ti ho fatto male? - No.
Porti molte ragazze qui?
Sì.
Frequentavo il liceo qui vicino.
- Frequentavi il liceo qui vicino? - Sì.
- Quale? - Boris Vian.
Anch'io!
- Sei di Cergy? - Anch'io lo frequentavo.
- Sì? - Sì, frequentavo quel liceo.
- Boris Vian? - Sì.
- Anch'io. - Non ci posso credere!
Aspetta un attimo...
Non sarai mica Jean...
Jean... com'era? Aspetta, sei Jean Joudé?
Sì, sono io.
Non ci posso credere! Tu sei Jean Joudé?
Sì, perché?
Non ci posso credere!
- Andavamo in classe insieme. - Eri grasso.
- Sì, come tutti... - Ti chiamavamo Palla di Lardo!
Sì, come molti adolescenti.
Non ti ricordi di me?
- No. - Miléna.
- Miléna, chi? - Miléna Csergo.
Davvero? Miléna Csergo!
Wow!
Sono io.
- Sei tu. - Sì, io e te.
Miléna, sei cambiata molto.
- Davvero? - Oh, sì.
Sei cambiata tantissimo.
Non ti piaccio?
Non ci hai mai provato con me.
Ehi, aspetta un attimo.
- Cosa? - Beh...
- Non ti piace? - No, basta così.
Aspetta un secondo. Aspetta...
Aspetta...
Smettila! Ti ho detto di fermarti!
Fermati!
Che diamine!
Pazzo!
È per i film di cappa e spada
che hai deciso di imparare la scherma?
No, ho seguito un corso a scuola.
Molto più banale.
Mentre ti guardavo non sembravi banale.
Assomigliavi al Conte di Montecristo.
Davvero?
- Era molto bello. - Grazie.
Beh, nonostante fosse una prima volta, sei stata brava.
- Davvero? - Sì, davvero.
Ti andrebbe di riprovarci?
O se vuoi...
Potrei insegnartelo.
Potremmo vederci un'altra volta.
Sì.
Ti aspetto da ore.
Scusami, le stavo mostrando la baia.
Avevamo una riunione alle 19. Dov'eri?
- Ho dimenticato, scusa. - Scusa?
- Sul serio? - Non ho visto l'orario.
Ma certo! Cosa facevate con quella canoa?
Niente. Non è successo nulla.
Chi è questa puttana?
- Scusa? - Non parlo con te.
Vi lascio risolvere la cosa.
Lui non parlerà, quindi dimmi cosa stavate facendo.
Perché ridi?
- Credi sia divertente? - No, io...
Dimmi, perché ti sei fatta scopare come una puttana su una canoa
dal mio ragazzo con le tette da fuori?!
Non è successo nulla. Non sapevo fosse il tuo fidanzato. Lui non...
Lasciami in pace.
- Stronza! - Ehi!
Merda!
Smettila!
- Che ti prende? - Sono stanca.
È finita. Non ce la faccio più.
- Smettila di mentirmi. - Calmati.
No! Sono stanca delle tue bugie!
L'hai capito? È finita.
- Tesoro... - Non mi toccare, cazzo!
Mi dispiace.
Non è colpa tua.
Lucie!
Cos'è successo?
Ho fatto un incontro di judo!
- Io di scherma. - Davvero?
- Sì. - Con chi?
Un cavaliere.
Sei fortunata.
Io mi sono scontrata con la fidanzata del tipo con la maglietta arancione.
- Non ci posso credere! - Ebbene, sì!
- Ma come? - Così!
E io ho risposto così.
Attenta, mi sento fragile.
Cos'è successo?
SECONDA PARTE
14 LUGLIO 2016
- Mio Dio, Andrea, cosa stai facendo? - Niente.
- Ti stavi masturbando? - No!
Non essere ridicola!
- Sparisci! Ora! - Hanne...
Non ho fatto nulla! - Sparisci immediatamente!
- Sei pazza. - Io sarei pazza?
Non stavo facendo nulla!
Non dirlo nemmeno.
Hanne, tutto bene?
Sì, aspetta...
- Che ci fai qui? - Ciao, Salome.
Perché è nella tua stanza in mutande?
Ha cominciato a masturbarsi, proprio qui.
- Cosa? - Ci credi?
L'hai invitato a dormire qui?
No, è arrivato con le lacrime agli occhi...
L'hai fatto dormire qui? Sei impazzita?
Siamo solo amici.
Cosa t'aspettavi?
È come un elettrone carico.
Il suo movimento è difficile da prevedere...
Sono stanca di parlare di cazzi!
- È Sven. - Sì, dovresti andare.
Sparisci!
- Ok, ok... - Salome!
HANNE E LA FESTA NAZIONALE
Smettila di seguirmi.
Non ti sto seguendo.
- Non mi dire. - No.
Ti sono piaciuti gli aerei?
Mi hanno fatto paura.
Paura?
Cosa si fa nel tuo Paese?
Nel mio Paese...
Una parata di bambini seguiti da...
- Lau... - Laureandi?
- Da dove vieni? - Norvegia.
Ti va di guardare i fuochi d'artificio insieme?
Sei serio?
I miei amici abitano vicino alla Torre Eiffel.
- Siete tutti uguali. - Chi?
Voi uomini francesi.
E come saremmo?
Con doppi fini.
Ti solo invitando a vedere i fuochi d'artificio.
Ti va?
Sei molto gentile, ma devo fare le valige.
Perché?
- Parto domani. - Per la Norvegia?
- Sì. - A maggior ragione, allora!
Devi vedere i fuochi d'artificio.
È la tua ultima notte!
Come ti chiami?
- Hanne. - Roman.
Piacere.
Ti vengo a prendere?
Mangi con noi?
Ti passo a prendere alle 20?
- Dove vivi? - Nel dormitorio del campus.
Ti vengo a prendere in scooter.
Intorno alle 20?
- Mi prendi in giro. - No, sono serio.
Chi è?
Sono io.
Hanne?
Che vuoi?
Scusami per stamattina.
Non so cosa mi sia preso.
Ti ho vista nel letto...
Volevo baciarti... Scusami.
Sono un uomo dopo tutto... Non un criminale.
Non è un crimine.
È molestia.
Potrei denunciarti.
Hai tradito la mia fiducia.
E te l'ho già detto, ho un fidanzato in Norvegia.
Non m'importa di lui!
Hanne, io sono qui. È la tua ultima notte.
- Ti va di cenare insieme? - No.
Non partire con rimorsi.
Rimorsi per cosa?
Per non aver trascorso una notte con me.
Bel vestito.
- Andrea... - Indossi un reggiseno?
Smettila!
Ascolta, non sono quel tipo di ragazza...
- Ti amo. - Non sei il mio tipo.
Non è vero!
Pronto?
Già?
Al primo piano. Roman?
Pronto? Sono di fronte a te.
Ciao! Arrivo subito.
- Che fai? - Chi è quello?
Un amico.
- Amico? - Un amico!
Quale amico?
Quando l'hai incontrato?
Oggi.
- Cosa farete? - Guarderemo i fuochi d'artificio.
E poi farete l'amore?
Non tutti i ragazzi sono come te. Fuori.
Stai mentendo.
Vado a chiederglielo.
Andrea... Sei serio?
Hai qualcosa da nascondere?
Chi sei tu? Che ci fai qui?
- Scusa. - Chi è questo?
Sono il suo fidanzato.
Non sei il mio fidanzato! Scusami, è solo un amico.
Perché sei qui?
- Calmati. - Sono calmissimo!
Qual è il...
Ehi, non mi toccare!
Tu e il tuo scooter di merda.
Lascialo. Io non...
Mio Dio, cosa hai fatto?
Cazzo.
Roman, stai bene?
Stai bene?
No!
- Chiama un dottore! - Fa male?
Certo che fa male!
Mi dispiace.
Mi ha rotto il naso.
Sta sanguinando?
Roman? Guardami.
Chiama un dottore!
Salome!
Roman, riesci a vedermi?
Cosa?
Qualcuno... Come ti chiami?
- Roman! - È caduto.
- Chiama qualcuno! - Ci penso io.
- Vieni, ti porto nella mia stanza. - Ho perso troppo sangue.
Sto per svenire. Piano! Sto per svenire!
Piano, ha detto!
Calmati.
- Starà bene. - Non sento le mani.
- Ora ti facciamo stendere. - Piano.
- Ho perso troppo sangue. - Non l'ho mai fatto prima.
- Stai bene? - Andrà tutto bene.
Apri la porta!
Piano, piano!
Tolgo il tampone per vedere se stai sanguinando.
- Sanguina? - No.
- Sicuro? - Sì.
Totalmente.
Ce n'è un po' sulle labbra.
- Qui. - Buongiorno.
È arrivato.
Cos'è successo?
È caduto...
Non è caduto, è stato picchiato.
È svenuto?
Non ne sono sicura, chiedilo a lui.
Fatemi vedere.
Come ti chiami?
Roman.
Sposta la mano, Roman.
- Ti sto togliendo il tampone. - Piano!
Sanguina ancora?
No. Non toccarlo, Roman!
Ora esaminerò il tuo naso.
- Attento! - Vediamo se è rotto.
Quando sei nato?
22 aprile 1991.
Dove vivi?
8, rue de la Boétie.
Che lavoro fai?
Studio Economia e Commercio.
Un capitalista borghese.
Non è rotto, Roman.
- Sicuro? - Sono sicuro.
Che buffonata.
Sto male!
Sparisci. Ora.
Roman, in passato facevo pugilato.
Il tuo naso non è rotto.
Grazie mille.
Grazie per essere venuto. Ti accompagno fuori.
Vuoi qualcosa da bere?
Un po' d'acqua, per favore.
- Scusa, io... - Tranquilla.
Grazie.
Forse in un'oretta...
Non riesco a respirare bene.
Davvero?
Mi batte forte il cuore?
Credo sia normale.
Che pelle liscia.
Sembra tu stia meglio.
Mi sarebbe piaciuto molto essere uno studente qui.
In un luogo come questo.
È...
L'insieme di tradizioni, nazionalità...
È bellissimo.
Cosa studi?
Fisica.
Sto scrivendo una tesi in fisica quantistica.
Fisica quantistica? Cos'è?
Da dove comincio?
Tratta degli elementi più piccoli dell'universo.
Sento di essere in una scatola nera.
Scatola nera?
È come se vivessimo in una scatola nera.
Un piccolissimo foro lascia entrare della luce e a volte lo senti.
Non so perché.
Non capisco cosa mi stai dicendo.
Non lo senti anche tu?
- Che c'è? - Non credo sia una buona idea.
- Esci con l'italiano? - No.
No, te l'ho già detto.
Qual è il problema?
Credo che...
Non siamo sulla stessa...
Ok. Ho capito.
Che fai?
- Ho capito! - Ma Roman...
- L'uomo ha detto di aspettare. - Sto bene.
- Non dovresti guidare! - Vai al diavolo.
Qual è il tuo problema?
Cos'è successo?
È... Se n'è andato, ho cercato...
- Guiderà lo scooter? - Sì.
Perché è andato via così?
- Cos'è successo? - Allora?
Io... Ci ha provato con me e...
Ci ha provato? Incredibile.
Cristo, i ragazzi sono...
Cosa posso dirti, ha provato a baciarmi.
- Ho fatto bene a picchiarlo. - Tu non sei da meno!
Torno nel mio ufficio.
Lavori stasera?
Sì, fino alle 22:30.
Poi andrò a ballare con gli altri pompieri!
Ottimo!
Potremmo venire anche noi.
- Adoro ballare. - Sì, venite!
Lascio il mio nome all'entrata, così potrete saltare la coda.
Fantastico. Come ti chiami?
Mi chiamo Sipan.
Ok, perfetto.
Ottimo... Vuoi mangiare qualcosa prima?
- Rimani per cena! - Cucinerò della pasta.
Non voglio essere invadente.
Figurati.
Mangia con noi, ci farebbe piacere.
Cucineremo ora e ti aspetteremo.
Sono italiano. Ho delle melanzane.
- Rimani? - Certo, mi fa piacere.
- Cena e poi andiamo a ballare. - Bene!
- A dopo, allora. - A dopo!
Che fai...
Ero curioso,
quindi ho fatto una ricerca sulla fisica quantistica.
- È un argomento molto vasto. - Già.
Quindi, stai facendo una ricerca, una tesi...
Sì, sto studiando un problema in particolare.
Sto scrivendo una tesi sui neutrini.
- Sai cosa sono? - No.
Sono particelle molto discrete nell'universo.
Sono quasi dei fantasmi. Attraversano la materia,
ma in modo speciale...
- Attraversano anche noi, allora. - Esatto.
Miliardi di neutrini ci attraversano senza che ce ne rendiamo conto.
Vuoi da bere?
- No, grazie. - Sicuro?
Bevi per noi!
Non sei di turno!
Ehi, la prima volta che lo fai, sarà con noi!
Per due anni,
ho sempre sperato
di avvicinarmi, se questa è la parola giusta...
Oh no, è troppo.
Prendine un po'.
Io mi bagnerò le labbra.
Nei due anni e mezzo in cui ho lavorato qui,
non ho mai trascorso del tempo con gli studenti.
È sempre stato solo un "buongiorno" e "buonasera".
- Non sei mai uscito con una studentessa? - Questa è la tua occasione.
No.
- Mai. - Salute!
Alla Norvegia!
All'Italia!
Da dove vieni?
- Armenia. - All'Armenia!
Quindi sei un pompiere? Ti occupi solo di incendi?
Sicurezza e incendi.
Anzi, più sicurezza.
Non ti piace nemmeno, lo stai solo bevendo.
Ehi, sono norvegese.
Dal nord!
Nessun problema.
E poi abbiamo mangiato. Va tutto bene.
Sono quasi russa.
Quindi, cos'altro fai? Sport? Passioni?
Beh, dato che ho molto tempo libero,
a volte guardo video o registrazioni di danza.
Davvero? Danza?
Adoro la danza... Ridi per ogni cosa che dico!
È ubriaca.
Danza armena?
No, è... Danza contemporanea.
Studi danza?
No, sto sviluppando il mio linguaggio corporeo.
- Linguaggio gestuale. - La mia danza.
"Gestuale"?
Non è colpa mia se non capisco!
Il suo stile.
- Quando guardi Pina Bausch... - Sì.
Ma lo puoi fare da solo?
Certo! Chiudo la porta, metto della musica...
Oh, so cosa sta facendo.
Cosa fa?
Dovrai darci una dimostrazione.
- No, no. - Devi.
Non ballo.
Forza.
- Cosa? - Una piccola dimostrazione.
Ha preso la chitarra, ora devi ballare.
Solo un po'.
Ma tu canti, però.
Nessun problema.
Forse sarò stonato, ma...
Che tipo di musica vuoi?
Sto già pensando ai passi.
Qualcosa di lento, dolce... Calmo.
Qualcosa di sensuale.
Mi tolgo le scarpe.
Questo è il preludio?
Interludio delle scarpe.
- Cosa? - Creo l'atmosfera.
Pronto.
Improvviserò.
Devo accordare la chitarra.
Cambiamo canzone.
- Qualcosa di più... - Sì.
- Balli così bene. - Sì, bravissimo!
- Grazie. - Incredibile.
È imbarazzante.
Perché? È stato perfetto!
E sei coraggioso.
Ok, ora qualcosa che faccia ballare anche noi.
Balliamo.
È ora di ballare!
Come la balliamo?
Non lo so! Sei tu l'esperto.
Non sono un ballerino.
Eccoci qui.
Due volte...
Tre volte...
Perfetti!
E ora due!
Salome!
Calmati!
Stupida cagna!
Stavamo solo ballando.
Non sarei dovuto venire.
Sarei dovuto andare alla mia festa.
Non andare, tornerà...
- Mi dispiace. - Anche a me.
Grazie. Credi che...
Merda.
Non te ne sei accorta?
Di cosa?
Che è tutta la serata che Salome ci prova con lui.
Dovevi proprio metterti a ballare con lui?
Devi sempre essere al centro dell'attenzione?
Non hai limiti?
Io non...
- Che pena. - Pensavo che...
- Cosa? - Un amico.
Non sono stato qui tutta la sera?
Anche tu te ne vai?
Che vuoi?
Che dorma accanto al tuo letto?
Per farti compagnia?
Per farti sentire importante fino a domattina?
Ecco le ultime notizie da Nizza:
74 morti, questa la prima stima delle vittime.
Tuttavia, altre 42 persone sono in condizioni gravi.
I soccorsi si stanno prendendo cura di dozzine di feriti,
sopraffatti dalla portata dell'attacco terroristico.
Passo la parola a Nathalie Magnani, che è stata con noi poco fa.
Ha raggiunto il sito pochi minuti dopo l'attacco,
e ci darà degli aggiornamenti.
Sono sulla Promenade des Anglais.
Siamo arrivati subito dopo il primo allarme.
I fuochi d'artificio erano appena finiti.
La gente si è fatta prendere dal panico.
Un furgone si è diretto verso la folla sulla Promenade des Anglais.
Quando siamo arrivati, abbiamo assistito a una carneficina.
Sopraffatti dalla situazione,
i servizi di soccorso si stanno ora concentrando sui feriti.
Quindi i corpi dei defunti rimangono stesi sull'asfalto,
coperti da teli bianchi.
C'è un corpo circa ogni 10 metri.
Ovviamente, al momento
sono tante le domande e le lacrime.
La gente singhiozza implorando i soccorritori
di aiutare i propri cari feriti.
I soccorritori sono sopraffatti.
Uno di loro ha detto che ci sono almeno 70 persone che necessitano aiuto.
Sono costretti a chiedere ad alcuni feriti di attendere,
perché ci sono casi più gravi...
Andrea.
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