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Original subtitles

sottotitoli: tradotti.blogspot.com Verdana

Brichet... tribunale.

E basta! Quella e la sua porta ci ha rotto le palle!

Marceau... tribunale.

Ciao piccolina, ti aspetta una giornata dura.

Mi lasci in pace!

Allora, vai o no?

Lasciala in pace, che oggi deve andare in tribunale.

Oh, lei e' la tua cocca! Io, almeno, non ho ucciso, ne' rubato!

Si', lo so. Tu sei qui dentro a causa del tuo buon cuore.

- Ammassati qui dentro, tra un'ora si crepa. - Stanno aprendo dietro.

Signora, mi perdoni. Vediamo...

Guardia!

Le dispiace aprire?

Non e' regolare, signore. Devo chiedere al comandante.

Vuol dire che saro' io a fare entrare la signora.

La ringrazio tanto, avvocato! Da la' in fondo non vedevo niente.

Certamente lei non puo' capire, voi avvocati siete ormai annoiati!

Quando ci si annoia e' ora di cambiare mestiere.

Come va?

Hai visto Eparvier, che entrata?

Sorregge la madre affranta.

La poverina e' quasi svenuta nel corridoio!

Eparvier probabilmente aveva avvisato un fotografo.

- Ma dove era finita? - Con la cliente.

- E io a sistemare la signora Boutreau. - Non posso dividermi in due.

I Laboratori Boutreau ci portano 5 milioni l'anno,

in confronto ai quali, gli stati d'animo di Dominique Marceau...

- Cosa dice? - Indovina? Vuole spiegare il suo gesto.

Le passera' la voglia. Quando sono sul banco da soli, passa a tutti.

- Mi stupirebbe. - Vedremo.

E dire che questo sarebbe proprio un bel mestiere, senza i clienti.

Come l'ha vestita? Non troppo provocante, spero!

Certo che no, ma e' difficile da imbruttire.

Si mette male, guardi la giuria!

Nel caso, ricusi le donne.

- Hai visto il mio giornale, contento? - Molto!

Brutti ceffi, vero? Proprio quello che ci vuole.

Chi massacri oggi: i testimoni? L'accusata?

Tutti. Ce n'e' per tutti.

Soprattutto per lui.

Non c'e' un buon avvocato senza un buon affare.

Oggi puoi chiedere il massimo della pena. Lo avrai, devi solo spingere un po'.

Troppo gentile, cosa c'e' sotto?

Ma non e' come dicevi, sembrano in ottimi rapporti.

Aspetta e vedrai.

- Ma sono proprio cosi' cattivi? - No, feroci.

Andiamo, e' ora.

- Seduti! - Seduti!

La corte e' in sessione.

L'udienza e' aperta.

Cognome, nome, eta' e professione.

Dominique Marceau, 22 anni.

Professione?

Bene, si sieda.

Per favore, proceda al sorteggio dei giurati.

Si calmi, ce ne sara' ancora per un'ora.

Aspettare, sempre aspettare... da stamattina, sono molto nervosa.

Cerchi di rilassarsi. Presto ci serviranno nervi saldi.

Si proceda all'estrazione a sorte dei giurati.

Primo giurato: signor Verdier, numero sette.

- Signora Tardy, numero 12. - Ricusata.

- Signora Galon, numero 23. - Ricusata.

- Che imbroglioni! - Lei e' giovane!

Cosa ne pensi di lei?

Una carogna. Ha premeditato tutto, e' evidente.

Guerin invochera' il delitto passionale.

E' esagerato.

Se riesce a dimostrarlo,

la ragazza prende 5 anni, 18 mesi di carcere e l'anno prossimo e' fuori.

E' un regalo.

Eparvier non fa regali, chiedera' l'ergastolo.

Peggio per lei. Ma questo e' per domani, vediamo prima l'edizione di oggi.

Per quelli che desiderano assistere all'udienza, c'e' una tribuna riservata.

I giurati di alzino per la lettura della formula.

Voi giurati, promettere di esaminare con attenzione le prove

presentate contro Marceau Dominique,

di non avere pregiudizi nei confronti dell'accusata, ne' della societa' che la accusa,

e di non comunicare con nessuno fino all'emissione del verdetto,

di non farsi influenzare da sentimenti di odio, ne' di compassione,

ma di decidere secondo coscienza, dopo aver ascoltato accusa e difesa,

con l'imparzialita' e la fermezza proprie di un uomo retto e libero

e di conservare il segreto fino alla vostra decisione finale.

Accusata, ascolti con attenzione le accuse a suo carico.

Prego il segretario di dare lettura degli atti per l'udienza a ruolo.

Il 15 ottobre 1959, presso la Corte d'Appello di Parigi,

ha inizio il processo contro Marceau Dominique, nata a Rennes...

Con una ragazza cosi', forse sarebbe il caso di usare la verita', per una volta.

Quale verita'?

Non so, ma e' una storia di ragazzi, potrebbe farglielo capire.

Neanche non li conoscesse!

E poi non ho intenzione di fare un fiasco per stare dietro a quella piccola pazza.

Ho trovato un modo per segnare punti a mio vantaggio.

Gilbert era un porco, le ha raccontato qualche balla per portarsela a letto,

c'era una povera scema che viveva nel mondo sei sogni

quando ha aperto gli occhi gli ha sparato. Eccola, la verita'.

Sempre la stessa.

In tribunale ce n'e' solo una.

Il 15 dicembre 1958, il commissariato ha ricevuto una telefonata

del signor Martineau Andre, recatosi al domicilio del suo amico Tellier Gilbert.

Prima di uscire, aveva avvertito quest'ultimo di un pericolo che lo minacciava.

- Il suo giornale, signor Guillet. - Grazie.

- Sta andando da Tellier? - Si', ceniamo insieme.

Non esercitatevi fino a tardi, i vicini si lamentano del rumore.

Certo, signora Gaubert.

Gilbert!

Gilbert, apri. Sono io.

- Signora Gaubert? - Si'?

Il signor Tellier e' uscito?

Sicuramente no, e' venuto a trovarlo una ragazza bionda.

Dio mio! Ha una chiave?

Ho un duplicato, se vuole. Cosa succede?

Si sente un odore strano, sembra una fuga di gas.

E' successo un incidente?

Signor Tellier!

- Aspetti! - Ma mi lasci fare!

Signor Tellier!

Merda!

Apro le finestre.

Non toccate niente, chiudo il gas.

Signor Martineau, e' qui. Chiami la polizia.

Avverto i pompieri.

Fosse per me, la lascerei morire.

- Certo che ha la pelle dura! - Non so se le stiamo facendo un piacere.

Se fosse morta ora non si sarebbe accorta di niente.

Giusto, troppo comodo.

La corte dichiara l'incriminazione di Dominique Morceau

e ordina che Marceau Dominique, attualmente detenuta, accusata dei fatti

sia condotta al carcere

dalla Corte d'Assise del Dipartimento della Senna

per esservi giudicata, conformemente alla legge.

Accusata, si alzi.

Come risulta dagli atti che sono stati letti, lei e' accusata di omicidio.

Per questo reato e' prevista la pena di morte.

Proceda con l'interrogatorio.

Lei e' nata il 12 ottobre 1939 a Rennes, dove ha vissuto fino all'eta' di 18 anni.

Suo padre era militare di carriera,

era sua madre ad occuparsi della sua educazione

e quella della sua sorella minore, Annie.

Tutti i testimoni concordano nel definire alcuni suoi tratti caratteriali:

egoismo, instabilita' di umore, poca affettivita', ingratitudine.

Nonostante abbia trascorso un'infanzia serena e piena di attenzioni.

Avevo quello che mi serviva, ma...

Ma era maltrattata?

No. Era lugubre.

Sua madre viveva una vita ritirata, da donna sola.

Il suo senso del dovere la irritava, come la condotta perfetta di sua sorella.

Me la portava sempre ad esempio.

Da bambina, la odiava!

Ho qui davanti il resoconto di un incidente molto indicativo.

A sua sorella avevano regalato una bellissima bambola.

Lei l'ha rubata, le ha tagliato i capelli, le ha staccato le mani,

le ha strappato gli occhi

e ha infierito sui suoi resti con una crudelta' inquietante.

L'omicidio di una bambola, bella dimostrazione.

Avvocato, la prego!

Allora?

Avevo otto anni.

Proprio cosi'. A otto anni lei era gia' gelosa di sua sorella.

A me non davano mai niente!

Perche' non se lo meritava. Annie faceva il suo dovere.

E' sempre stata cosi', lei apprende con facilita',

io no.

Non aveva molto tempo. Mentre sua sorella si sacrificava...

Signori giurati, Annie andava a scuola e studiava anche violino.

Lei... lei se ne andava in giro per la citta' con i ragazzi

- e il suo comportamento dava scandalo! - Scandalo! A Rennes basta poco.

Davvero?

E lei trova normale portare a scuola un libro scandaloso come I Mandarini?

Ce lo passavamo tra noi. E se devo dire era piuttosto noioso.

E questa lettura non l'ha ne' sorpresa ne' turbata?

Signor presidente, leggo a caso a pagina 74...

La sua bocca stimolava i miei seni, striscio' sul mio ventre e sce...

Avvocato!

Mi rifugiai completamente nel piacere che lui mi provocava.

Ma no, signor Presidente! Ha scelto con cura tre righe su 600 pagine!

E non ci sono?

Ma non hanno impedito al libro di vincere il Premio Goncourt!

Quindi, lo farebbe leggere a sua figlia?

E' un processo a Simone de Beauvoir?

Signori, per favore! Non siamo qui per giudicare le vostre letture.

Mi fa piacere sentirlo.

Ho riportato l'episodio perche' ha causato la sua sospensione.

Diventata del tutto sfaccendata,

e' rimasta sorda ai consigli di suo padre che si era congedato ed era tornato a casa.

La si vedeva nei caffe', andava al cinema anche tre volte alla settimana!

Questa vita dissoluta

la porto' rapidamente alla sua conclusione piu' logica:

si trovo' un amante.

E' corretto?

Sono stata io a riferirlo al Giudice Istruttore.

Si', e' vero. La cosa strana e' che il ragazzo l'ha negato.

Povero Henri!

Si', di solito e' il contrario. Comunque,

oggi e' una persona sposata.

La storia cominciava a far parlare

e, forse per evitare conseguenze, lei decise di lasciare la citta'.

Quali conseguenze? Non c'e' nessuna relazione.

Annie aveva vinto il primo premio per il violino, a Rennes.

Papa' la mandava al Conservatorio a Parigi e io ho preso al volo l'occasione.

Se Annie va a Parigi ci vado anche io!

- No! - Perche'?

Tu resti qui!

Qui ci muoio!

Dominique! Cosa stai dicendo?

Smetti con le sciocchezze. Bisogna lavorare, figlia mia!

A Parigi lavorerei.

Non sei mai stata molto abile con le mani, quanto al cervello...

Potrei fare, che ne so... La segretaria.

Non sai scrivere a macchina, vuoi lavorare in un ufficio?

Non ci sono solo gli uffici! Negozi, saloni di bellezza...

Ci mancherebbe altro, mia figlia manicure!

E qui, cosa posso diventare?

Sentite, non vi chiedero' niente, mi guadagnero' da vivere prima di Annie!

Estetista o in un salone di moda,

- Ti rimborsero' il viaggio entro un mese! - No, no e no!

Io ci vado comunque.

- E io ti do due sberle! - Bene.

Ve ne pentirete.

E' buonissimo, cara.

Buona notte, tesoro. Vai a letto, che e' tardi.

Li hai presi male. Avresti ottenuto di piu' con un po' di diplomazia.

Dai, non fare finta, non stai dormendo.

Faccio la doccia.

Oh, senti! Sei stata tu, a cena!

Dominique, basta!

Dominique?

Dominique.

Dominique, rispondi, dimmi qualcosa!

Dominique, dimmi qualcosa!

Dominique!

Mamma!

Mamma!

E' d'accordo oggi che tutto questo non era molto serio?

Cercare di morire e' serio.

Mi scusi, ma la sincerita' del suo gesto e' molto discutibile.

- Era una commedia. - Una rappresentazione.

Una commedia? - Lo prenda.- La chiamate "commedia"?

Personalmente, il fatto che una diciottenne prenda due grammi di Veronal,

lo chiamerei "dramma".

Non esageriamo! Il medico chiamato a soccorrerla, ha dichiarato

che il tentato suicidio e' stato teatrale.

Teatrale, non simulato!

Leggo:

La paziente era in uno stato semicomatoso, quindi, la dose assorbita era mortale.

Ah, no. Se vuole leggere, legga tutto.

Vediamo come continua:

quindi la dose assorbita era mortale, ma la paziente non ha mai corso alcun rischio.

Sto aspettando. Non ci teneva a leggere tutto?

Allora, continui!

La paziente non ha mai corso alcun rischio

per il fatto che i soccorsi sono arrivati in un tempo sufficientemente breve.

Sottinteso: perche' sono arrivato in tempo.

Contava su quello.

Ne' i medici, ne' i genitori hanno dubitato un istante della sincerita' del suo gesto.

La prova e' che hanno ritenuto prudente cedere alle sue richieste.

In effetti, i suoi genitori si dimostrarono disponibili

e si imposero un sacrificio ulteriore per farla stabilire, con sua sorella, a Parigi.

A La Chapelle. Un'ora di metro.

Si'. Un quartiere un po' eccentrico, forse, ma sano e salutare.

In un appartamento modesto, ma confortevole.

Vai avanti ancora molto?

Mi puoi dare una mano?

- Sempre comodo. - Parola mia, sei proprio negata.

Buon cri-cri!

Subito, fu tentata dalla vita facile.

A Parigi comincio' a cercare l'animazione dei quartieri di lusso.

Si lascio' abbagliare da tutti quei miraggi:

l'esibizione del denaro, lo scintillio delle vetrine...

Non per molto.

In effetti, ben presto lascio' gli Champs Elysees per la Rive Gauche.

Certamente non alla ricerca della gioventu' studiosa.

All'ombra dell'universita', lei scopri' i caffe',

la confusione,

il degrado fisico e morale, l'atmosfera malsana

e il falso cameratismo che vi regna.

Questa promisquita', che autorizza tutto, le sembra piena di promesse.

Gli apprezzamenti piu' volgari non le dispiacciono, anzi!

Mi scusi. Oh, notevole!

Invece di esserne sconvolta, si sentiva a suo agio, in quell'ambiente dissoluto.

Lei vi si trasferi' stabilmente

e subito fece conoscenza con quelli che sarebbero diventati suoi amici.

Grazie!

Aveva trovato il suo ambiente.

Ogni giorno e ogni sera lei tornava la',

tra quelli che lei chiamava "gli altri", perche' erano come lei.

Gli altri, come lei.

Dai, lasciami stare!

Non toccare George, sta studiando.

Da qualche parte lo devo fare, in camera mia si gela.

- Ciao. - Oh, vuoi?

No, grazie. Mi sono appena alzata. Un caffe'.

- Hai l'aria di passartela bene. - Io? Ti invito.

Grazie, sei molto gentile. Se permetti me lo annoto.

- Ma cosa annoti? - Tanto per informarti,

ti ha messo nel suo romanzo.

Il suo romanzo? E dove sarebbe?

- Qui. - E ci rimarra' per sempre!

L'importante e' che sia stato ideato.

- Posso? - E' occupata.

Allora, di cosa parla la tua storia?

Il mio lavoro? Della vita.

- Gran bell'argomento. - Lo puoi dire forte.

- Hai finito di rompere le scatole? - Cerco il ritmo.

Non gli basta il conservatorio.

Non se ne puo' piu' di musica!

- Suoni anche tu? - Io?

- Neanche morta. - Allora cosa fai?

Devo saperlo, per il mio romanzo, capisci?

Io faccio... un po' di niente.

Cosi' ha infranto definitivamente la promessa fatta ai suoi genitori!

Quale promessa?

Non aveva promesso di guadagnarsi rapidamente da vivere?

Aveva detto che sarebbe andata per lavorare, no?

Beh...

No ha altro da rispondere?

Mi sono iscritta a un corso di estetista in un salone di bellezza.

Ma ha resistito una settimana.

Il corso era di mattina e la mattina non e' il mio momento.

Silenzio!

Cosi' continuo' con quelle abitudini

di ignavia, licenziosita' e ozio che l'hanno condotta al crimine.

Per sfuggire al buon esempio di sua sorella rientrava sempre piu' tardi.

O a volte non rientrava affatto.

- A domani. - A domani.

- Michel? - Cosa?

Senti, Michel...

- Pensi mai a suicidarti? - Ma certo, come tutti!

Anche io, ogni volta che prendo il metro.

Mi fa schifo tornare a casa.

Cosa vuoi fare?

Allora?

Potrei dormire da te.

Dai!

E' molto piccolo. Anche il letto e' molto piccolo.

- Ciao, Daisy - Vive qui?

Ehi, Michel? Oh. Hai da accendere?

- Puoi tenerlo. - Si'.

Bella la mia macchia, eh?

E il mio mobile, Ti piace, il mio mobile?

Si'.

- Si puo' guardare dal letto. - Me lo ha fatto Barbaste.

- Barb... chi? - Non lo conosci. Nessuno.

A cosa serve la corda?

Serve per quello di cui parlavamo: la corda per impiccarsi.

- Ma pensi di usarla presto? - No, c'e' tutto il tempo.

Non potrei impiccarmi, e' brutto.

- Non c'e' molto spazio per dormire. - Oh, ma io dormo dappertutto.

- Non lavori mai la notte? - Non lavoro mai e basta. Io penso.

Strano, non ci raccontiamo molto, noi due.

Quindi non dico niente.

Infatti.

Tutti questi razzi finiscono in fuochi artificiali.

Si'.

Buna notte, tesoro.

Buona notte.

Spegni tu?

Mi piaci, sai?

Ti va?

Allora lo facciamo come amici.

Non siamo fatti per amare, noi due. Per questo ci comprendiamo.

Sono stufa, stufa, stufa!

Questo nel lavandino, le tue calze sul leggio, il vaso di marmellata sul mio Mozart!

Se passi la notte fuori, non mi interessa. Ma se devi tornare a fare questo casino, no!

Rubi il mio profumo, butti il sapone dalla finestra...

Non posso immaginarmi quando decidi di lavarti.

Ecco, non c'e' piu' zucchero!

L'ho finito ieri.

E non potevi comprarlo? Non fai niente tutto il giorno e devo pensarci io!

Oh, rilassati.

E' domenica, i negozi chiudono presto!

Senza di me, moriresti di fame!

No, di gioia!

Si'?

Si'!

Oh, mi scusi. Cerco la signorina Annie Marceau.

- E' appena scesa. - Mi scusi.

Ehi, dove va?

La aspetti qui, sta arrivando.

Ma entri!

Chiuda la porta.

Si puo' avvicinare, non mordo.

- Allora lei e' Dominique? - Sono io.

Gilbert Tellier.

- Si sieda. - No, grazie.

- Fuma? - No, grazie.

Sentendo la musica, credevo di avere sbagliato porta.

Non e' proprio il genere di Annie.

- Lei e' piuttosto classica. - Anche io, sa?

- Scherza? - Veramente.

La musica popolare mi disgusta, letteralmente.

Invece a me piace.

Annie non le ha parlato di me?

No, e' un persona poco aperta. Anche lei suona il violino?

No, piano, organo e composizione. E adesso direzione d'orchestra.

Una carriera da virtuoso e' splendida, ma...

ma quando ci si vuole dare alla musica, dirigere e' un'altra cosa.

- La sto annoiando? - No, e' interessante.

E con Annie, vi vedete spesso?

- Spesso, si'. - Avete gia' scopato?

No, allora... lei e' quantomeno sfacciata. Annie e' una brava ragazza!

Infatti! Allora cosa aspetta? Potrebbe solo migliorarle il carattere!

Il suo carattere va bene cosi'. E' un'amica eccellente, andiamo ai concerti

ci esercitiamo insieme, le do dei consigli, la faccio lavorare...

Vi divertite un sacco, voi due!

Ma insomma, non esiste solo il divertimento, non e' quello che riempie la vita!

- E se ancora non l'ha capito... - Oh! Ho gia' la mia dose di grandi principi!

E a quanto pare, lei e Annie vi siete trovati!

Gilbert! Cosa ci fai qui!

Ho due posti per la sala Pleyel, alle quattro.

Sei stato gentile a pensare a me.

Igor Markevitch che dirige Bartok merita.

Certo, ottima idea.

- Allora ci vediamo li'. - A dopo.

A dopo.

Arrivederci.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Ma sei diventata matta? Quando siamo sole va bene,

ma davanti alle persone alle quali tengo!

Cosa pensera' di me? Non capisci, mi fai vergognare!

Tutto questo per quel coglione presuntuoso.

Coglione? Sei fuori strada. E' fantastico, il migliore della scuola.

- Ma come ti comporti? - Ecco che ricomincia.

Non ricomincia, finisce! Adesso ne ho abbastanza!

Anche io ne ho abastanza! Quando torni non mi troverai piu'.

Benissimo.

Taglio' l'ultimo legame con le tradizioni d'onore e di onesta' della sua famiglia,

e lascio' sua sorella per raggiungere il suo amante Michel Delaunay.

- Non e' affatto cosi'. - Come, non e' cosi'.

- Michel Delaunay e' stato il suo amante? - Si'.

- E non abitava all'Hotel Boileau? - Si'.

E lei si e' trasferita all'Hotel Boileau. Quindi a' andata a raggiungerlo.

No, io abitavo in camera con Daisy.

Dividevamo l'appartamento: 15.000 franchi a testa.

Con Michel avevo smesso da tempo.

Da tempo? Ma se era stata la sua amante una settimana prima!

Si', piu' o meno.

E avevate gia' smesso?

Cosa era successo?

Niente. Era finito, tutto qui.

Nonostante cio' continuava a vederlo.

Lo vedevo prima e lo vedevo dopo, non capisco la differenza.

Silenzio!

Rinuncio a capire.

Arriviamo a Gilbert..

Lei dice che si presento' all'Hotel Boileau un mattino

di sua iniziativa e inatteso.

Era stata Annie a mandarlo.

E' falso, sua sorella lo nega.

Su questa cosa Annie mi e' sembrata sincera.

- E anche lei. - Allora?

Non sei a tempo. Ascolta me.

- Cosa c'e'? - Niente.

Niente, ma volevo sapere con tua sorella, avete sistemato le cose?

- Si', se n'e' andata. - Andata dove?

Ha raggiunto la sua banda all'Hotel Boileau.

- Perche', ti interessa? - No.

No, ma e' stata colpa mia e...

se dovesse fare qualche sciocchezza mi sentirei resposabile.

- Non c'e' modo di rimediare? - Oh, lasciala perdere.

Avanti!

Buongiorno, sono io.

Il ragazzo prodigio!

Ah! E' il...

Ah, no. No, piuttosto il...

- Ciao. - Ciao.

- Ciao. - Ciao.

Ciao.

- Cosa la porta qui? - Vorrei parlarle.

Dica.

Credo che preferisca parlare da solo. Non e' vero?

Vero.

Visto, capiamo al volo. Andiamo Daisy.

Sono discreti i suoi amici!

La discrezione e' una virtu' che talvolta pratico.

Escono di scena.

Si droga, fuma?

No, ho solo sparso incenso. Mi evita di aprire la finestra, non amo le correnti.

Non si fa troppi problemi.

No, infatti. E' venuto per dirmi questo?

No...

No, mi ha mandato sua sorella. E' preoccupata e la capisco.

Non poteva scomodarsi lei?

Forse temeva di incontrare il suo amante.

Michel? E' solo un ex.

Un ex che continua, non lo chiamerei ex.

Non fa piu' niente, Michel. Mi tocca i piedi ogni tanto, perche' mi piace.

E il seno perche' piace a lui. Nient'altro.

Pensa di scandalizzarmi?

Allora cosa le faccio?

Mi interessa. Mi diverte osservarla.

Lei e' un caso.

Un caso?

Ma chi crede di prendere in giro. Mi devo vestire.

Cosi' presto? Ma sono solo le tre e mezzo!

Muoio di fame.

Con i seccatori, andare a mangiare e' sempre la cosa migliore.

Senta...

tutti i ragazzi hanno cosi' voglia di venire a letto con lei?

Cosi', subito?

Si'.

Sarebbe piu' semplice, no?

Lei non e' il tipo.

Grazie.

Le sono molto antipatico, vero?

Un po' meno, adesso. Posso prenderne uno al formaggio?

- Anche due! - E' messo bene a soldi, il tipo.

- Ma smetti! - Dai lezioni di piano ai mocciosi.

Tre mocciosi.

- E la carne fredda? - Carne fredda?

Questo individuo vuole dire che mi sostento suonando l'organo ai funerali.

Si nutre del dolore umano.

Preferirei anche io. Io faccio il babysitter!

Quando le mamme vanno al cinema, io do il biberon e cambio i pannolini.

Di' un po', bella questa camicia! Come l'hai avuta?

Regalo di una donna affascinante.

- Ne hai di fortuna! - No, e' talento! Dimostrazione.

E' vero che e' dotato!

Sei proprio impossibile.

- Allora perche' continui a venire qui? - Ma si vede che e' innamorato!

Non mi sembra proprio il tipo. Piu' forte!

Ancora. Si', cosi'.

Ti piace farti toccare.

Poverino! Hai visto, e' geloso!

Allora, quando avete finito di giocare...

- Li', mi piace! - Ehi!

Sei libera, stasera?

No, stasera no.

- Chi e'? - Non lo conosci.

Ma si', che sono sola. Si'.

No, vado al cinema. Con un tipo. Si', ci risentiamo.

- Vai al cinema, stasera? - Si'.

- E con chi? - Con un tonto.

- Sei un po' goffo, ma sei dolce. - Posso salire?

No, prima di tutto c'e' Daisy e comunque...

- Ma perche', ti dispiacerebbe? - No.

Con te non e' lo stesso, tu sei serio.

Ma che serio, Minou. Tu hai tutti i difetti del mondo, ma io ti amo.

Ti amo davvero. Ti dispiace?

No, a me piace tutto. Mi piace anche essere amata.

Dimostralo!

No! No!

No!

Oh, scusate.

No, al contrario! Arrivi al momento giusto.

Ho capito. Ciao. Arrivederci Daisy.

- Arrivederci Daisy. - Arrivederci.

Di', quanto tempo lo vuoi far soffrire?

Non lo so. Non ho un'idea precisa.

Per circa due settimane lei ha rifiutato Gilbert. Perche'?

Voleva farsi desiderare?

Signor Presidente, una precisazione:

dopo quale lasso di tempo e' opportuno che una ragazza si conceda?

No, perche'... tre giorni e' poco, si comporta da ragazza leggera,

due settimane e' troppo, la consideriamo una civetta.

Allora, vorrei sapere cosa dice la legislazione in proposito.

Avvocato! Lasci rispondere la sua cliente.

Insomma, signorina, non si puo' dire che lei sia un'educanda.

Perche' fare aspettare proprio lui, l'unico che dice di avere amato.

Mi sembrava che con lui fosse diverso.

Lei lo spiega cosi'.

Aveva scoperto il grande amore e si e' imposta un'attesa,

una specie di fidanzamento.

Proprio cosi'.

No, che non e' cosi'. E sa bene a cosa alludo.

Allora, imbecille, non puoi fare attenzione?

- Allora, assassino? - Fai schifo!

Qui c'� della meccanica!

- Ciao, Louviers. - Ciao.

- Ciao, campione! - Ah, sei qui tu!

- Senti un po', ti vanno bene gli affari, eh? - Maglio che studiare!

- Buongiorno. - Veramente buonasera.

- Vuoi fare un giro? - Non posso lasciare tutti qui.

Ma solo un giro intorno alle case.

Va bene, due minuti.

Dai, forza!

Fate in fretta, io cronometro.

- Otto... nove... - Ma e' un idiota, quello!

- Dodici... - Ti piace quella moto, vero?

Neanche lui e' tanto male!

Mi fai schifo. Vieni.

- Geloso! - Idiota!

Lascia perdere, sono tute uguali! Queste sono le cose che fanno colpo.

- Dove andate? - A fare un giro.

Eccoli qui!

Allora, avete finito di fare gli stronzi?

Ma insomma, non ci si puo' piu' divertire un po'?

Oh, io la mattina lavoro, mi devo alzare!

Vada a letto prima, cosi' e' meno brutta!

Merda!

Tra tre secondi dovremmo sentirli.

Ventotto... ventinove...

trenta... trentuno...

- trentadue... trentatre... - Ma dove saranno finiti?

Trentaquattro... Forse un guasto?

Forse.

Trentotto... trentanove...

Basta contare, non val la pena.

Andare via con uno stronzo del genere!

Mi pare che siamo stati piantati.

Forse un incidente.

Negli incidenti cosi' non si muore, tranquillo.

E lei non e' morta.

Le sembro' normale tradire Gilbert con il primo venuto?

Non l'ho tradito perche' non ero la sua amante.

Va bene. Ma allora perche' parlare di amore appassionato, fidanzamento...

Dica: "Mi divertiva ridicolizzare un innamorato timido, farlo soffrire".

Ma non e' vero. Volevo solo fare un giro in moto, tutto qui.

E ha fatto l'amore con Louviers sulla sua moto.

- E' facile fare del'ironia. - Peggio, e' odioso.

E' qui per difendere la memoria di un morto,

non per fornire armi all'accusa.

Quando pone delle domande, si ricordi che e' un avvocato.

Le mie domande mirano a stabilire la verita', anche se questo le da' fastidio.

Per ora sono io che interrogo.

Torniamo a Louviers.

- Non ha nessuna importanza. - Per lei, forse.

Ma per Gilbert?

- Ah, sei qui! - Ci chiedevamo cosa ti era successo.

Aspetti Dominique?

Ah, no, no!

Se vuoi andare a letto con una ragazza, correrle dietro non e' una buona tattica.

Si', lo so.

Al tuo posto, se avessi i soldi, mi prenderei una sbornia. E' il rimedio migliore.

Forse non hai torto.

- Sa che ore sono? - Le 10.20.

Taxi!

Cosa fai qui?

- Dove sei stata? - Cosa te ne importa?

Ti ho aspettato tutta la notte, sono completamente congelato.

- Questo e' un problema tuo. - Poi ci spieghiamo, sali.

- Ma sei matto? - Ho un matrimonio alle 11, dai!

Alla chiesa di Pinet, presto!

Allora?

E' finito bene il giretto?

Cosi'...

Cosi'... a letto?

E' andato bene?

Insomma.

Stai andando a letto con tutti uno dopo l'altro. Tutta la lista.

E allora?

Puttana!

In fondo e' bello, non credevo di fare niente di male.

- Perche' mi insulti, non sei il mio amante. - Questo lo so benissimo.

- Abbiamo deciso di no, meglio restare cosi'. - Cioe', io rimango come un coglione.

Vuoi essere sulla lista? Perfetto, vieni.

- Rovini tutto. - Sei tu, che rovini tutto.

Ti decidi o no?

Andiamo, facciamo questa cosa e non parliamone piu'.

Forza, Daisy. In piedi!

Ci serve il letto.

Va bene, ho capito.

Tieni.

- Comunque buongiorno. - Si', buongiorno.

Il posto e' ancora caldo.

Aprite, sono io.

Io vorrei entrare in camera mia!

Non e' il momento. Passa piu' tardi.

Sai, non l'avrei mai creduto.

Anche io, non l'avrei creduto.

- Ciao, uccellini! - Due minuti ed e' pronto.

- Non ho tempo. - Sei impazzita?

Credo di essere innamorata.

Mi scusi, l'aula di direzione d'orchestra?

La seconda porta a sinistra.

- Si puo' entrare? - Se non fa rumore, si'.

Grazie.

Allora, Annie, non sai piu' contare?

- Senti, Tellier... - Si', maestro?

Attenzione ai corni, sono deboli.

Allora, riprendiamo.

Quattro passaggi prima. E i corni!

Basta cosi', ragazzi. Abbiamo finito.

- Proprio niente male, Tellier. - Grazie, maestro.

Un po' troppo teso.

- Se permetti, finisco. - Si', maestro.

Se non ti abitui da ora a tenere l'orchestra piu' serrata, vedrai

che non riuscirai a governarla.

Hai visto tua sorella?

Non ha perso tempo, Gilbert.

Brava! Non sapevo che ti piacesse la musica.

- Perdonami, Annie. Non e' colpa mia. - Puttana!

Sei peggio di come pensavo.

- Ascolta, cerca di capire. Ti prego! - Ho capito.

Tu mi disgusti. Buona fortuna.

Amore mio!

Ti amo, sei stato meraviglioso.

Cosa le ha preso, era furiosa.

Le ha dato fastidio. Ti stupisce?

E' stato stupido. Povera Annie.

Come sono complicate le donne.

Lasciamo che le passi. Hai un fazzoletto?

Tieni.

Non ne hai uno piu' piccolo?

- Di', Tellier... - Si'?

- Non ti abbiamo visto molto, ultimamente. - Si', io...

- Sono stato molto preso. - Ah, vedo!

Comunque abbiamo discusso il tuo progetto.

Allora?

- Io penso che si possa fare. - Davvero?

- Puoi contare su trenta elementi. - In gamba?

- I migliori. - Hai sentito?

- Sono settimane che tento di convincerli. - E ce l'abbiamo fatta.

- Bene, arrivederci. - Ciao.

Hai sentito?

Mi danno fiducia.

Avro' un gruppo musicale.

Un'orchestra mia!

E' una sensazione stranissima, sai?

Prima... esitavo, avevo un po' paura.

Ma ora...

ora mi sento sicuro.

Ehi, Tellier!

Si chiude.

Vieni.

Bello, vero?

Guarda com'e' bello.

Qui mi sento a casa. Qui respiro.

Ci sono giorni in cui va tutto bene.

Sei bella.

Cosi' bella.

Non posso piu' vivere senza di te.

Minou, ci sposiamo.

- Cosa? - Ci sposiamo.

- Vai in fretta. Non ci si sposa a vent'anni. - Perche'?

Avremo piu' tempo per essere felici.

- Quelli sposati hanno l'aria infelice. - Gli altri, non noi.

Tieni.

Ti ho pensato tutta la notte, non ho mai dormito.

Non ti lascio piu' andare via.

Adesso appartieni a me, qualunque cosa succeda.

Vorrei capire i suoi sentimenti.

Ricapitoliamo.

Lei non e' andata al conservatorio per provocare sua sorella?

Provocare mia sorella?

Volevo solo vedere Gilbert.

Non poteva stare lontano da lui ma quando le ha chiesto di sposarlo, ha rifiutato.

Non ho rifiutato.

Non pensavo al matrimonio, volevo solo essere felice.

Per lei la felicita' non e' compatibile con una vita onesta?

Per essere onesti non occorre essere sposati.

Forse non per lei.

Ma quando Gilbert le ha chiesto di sposarlo,

sembra che lo pensasse, no?

Ma lui non lo ha mai chiesto seriamente.

Un giorno ha tirato fuori l'idea del matrimonio. Ma cosi'...

Quando non aveva mezzi,

quando sapeva che lei non avrebbe potuto accettare.

Signorina Marceau, quel giorno

Gilbert era sincero o no? Lasci rispondere alla sua cliente.

Non rispondera', glielo proibisco.

- Lei e' prudente. - No, troppo vecchio per cadere in trappola.

Certo che ha creduto a Gilbert, in quel momento

e gli ha creduto sempre, altrimenti non sarebbe qui!

E questo cosa dimostra? Che lei e' stata un'ingenua

e non che Gilbert era sincero.

Voglio fare una domanda alla sua cliente, so che non mi rispondera'

ma vi puo' fare riflettere.

Gilbert le ha parlato dei suoi progetti di matrimonio? No.

Le ha presentato Dominique? No.

- Pero' ha annunciato il fidanzamento. - A chi?

- Alla sua padrona di casa. - Ma era uno scherzo!

Uno stratagemma di Gilbert per poterci vedere da lui.

- Senti? - Non sono sorda.

Attenzione... prima entrata.

Hai visto cosa riesce a fare con niente? E'...

Non hai Cinemonde?

Ma non sai dire altro? Questo e' Bach, mia cara!

- Mi piace leggere, mentre ascolto la musica. - Ma no, non e' possibile. Lo fai apposta.

- Santo cielo, cosa ti smuove al mondo? - Marlon Brando.

No, basta. Tre filmacci in due settimane sono troppi.

Ma cosa facciamo?

- Torniamo a casa. - Ancora!

Basta, smettila.

- Cosa succede, non mi ami piu'? - Ma si'!

Tu non pensi che a quello, solo a quello! Esisto anche io.

- Ma certo che esisti. - Si', ma solo a letto.

Non possiamo passare la vita qui dentro. Io ho voglia di uscire,

Ho voglia di passeggiare, andare in giro,

di ballare, di vivere, di incontrare gli amici, merda!

Non vediamo piu' nessuno da quando stiamo insieme.

Io non ho tempo da perdere con i tuoi amici.

Gia' cosi', che non esco mai, non riesco a lavorare.

Passano i giorni, passano le settimane e sono sempre piu' in ritardo.

- E poi in amore bastano due persone. - Piu' che amore e' una zuppa in scatola.

Tra la tua musica e il tuo letto non ne posso piu'. Soffoco.

E vai a prendere aria, che ti fa bene! Va'!

Sai, mio caro? Non devi dirlo due volte.

Me ne vado subito. Vado a prendere aria, come dici tu.

- Va bene, a domani. - A domani?

Ma chi ti credi di essere?

Non sono stata io a venirti a cercare. Me ne vado, ma sul serio.

Dominique.

Minou, non fare la scema.

No, non c'e'.

- Ma non lo so, davvero. - Sono tre giorni che non la vedo.

Si', e' andata via arrabbiata.

Delle stupidaggini.

Si', lo so, ma non c'era motivo,

soprattutto in un anniversario. Si', sono due mesi, un record!

Le avevo comperato un regalo.

Anche io!

Grazie, Daisy. E' qui.

Da dove arrivi?

Cosa hai fatto in questi tre giorni? Chi hai incontrato?

- La banda, come al solito. - No, no. Non fare finta di non capire.

- Guardati allo specchio. - Non vedo niente.

- Non vedi? - No.

- Questa camicia! - Ahi!

- Mi fai male. - Me ne frego!

Da dove viene questa camicia? La conosco, sai?

Tutti la conoscono. E' la camicia di Jerome.

E allora?

E allora?

No! Sei pazzo?

Fermati, mi fai male!

No, Gilbert!

Sono stufa, stufa!

Anche io sono stufo! Sei una puttana, non voglio vederti mai piu'!

Cosa succede? Cosa state facendo?

Niente!

Una scena abominevole, signor Presidente. Mi vengono ancora i brividi.

I suoi urli avrebbero svegliato un morto! L'indomani parlai al povero Gilbert.

Gli dissi che cosi' non poteva continuare,

la ragazza non doveva piu' mettere piede a casa mia.

Gilbert ha capito perfettamente.

- Non ha fatto discussioni. - Nient'altro?

Nient'altro.

- L'accusa deve fare qualche domanda? - No, mi basta.

Lei, avvocato?

Lei ha riferito di numerose liti, delle quali l'ultima e' stata particolarmente violenta.

Sa il motivo di quella discussione?

Lo tradiva continuamente.

Non e' vero!

L'ho tradito solo una volta, con Jerome.

Una volta sola?

E perche'?

Ma che ne so?

Ma veramente, quando si tradisce continuamente, e' un'abitudine,

ma l'unica debolezza di una donna fedele

deve avere avuto una spiegazione molto seria. Quale?

Un momento di debolezza, ha perduto la testa?

- Per Jerome? - No. Allora?

E' stata una stupidaggine.

Eravamo in camera mia e Jerome aveva una camicia bellissima.

Mi sono spogliata per provarla e poi non volevo piu' renderla. Abbiamo lottato e...

- Ecco tutto. - E le ha lasciato la camicia.

Era il meno!

E in seguito, non le sono piaciute altre camicie?

- Ma per chi mi prende! - Per una bugiarda.

Lei non ha mai amato Gilbert. E' l'unica spiegazione per la sua infedelta' ripetuta.

Ripetuta? Come, "ripetuta"!

Durante una relazione durata 18 mesi

non si e' trovato altro che questa misera storia.

Ed e' lei che ne ha parlato per prima.

Ha avuto un amante, va bene.

Ma voglio sapere: la stiamo giudicando perche' si e' comportata da donna leggera

o perche' ha ucciso un uomo?

E' lei che parla di crimine passionale.

Abbandoni la sua tesi e io chiudo il discorso.

Ma se la sua cliente recita la parte dell'innamorata affranta, io dico no!

Si e' presa gioco troppe volte dell'amore di Gilbert.

L'amore di Gilbert!

Bene, parliamone, dell'amore di Gilbert. Signora...

Ha appena detto che chiese a Gilbert di scegliere tra Dominique e l'appartamento.

Gli ho detto: o cosi' o se ne deve andare.

E lui, senza esitare, ha scelto l'appartamento.

- Ma non smise certo di vederla. - Si', ma in che condizioni, di nascosto.

- Per quello che dovevano fare. - Per quello che dovevano fare!

Allora siamo d'accordo. Grazie.

Puo' ritirarsi. Entri il teste seguente.

Ludovic Toussaint! Signor Ludovic Toussaint!

Cognome, nome, eta', professione e domicilio.

Toussaint Ludovic. Trent'anni. Ristoratore.

Non e' parente dell'accusata, che era una sua dipendente.

Giuri di dire la verita', tutta la verita', alzi la mano destra e dica "lo giuro".

Lo giuro.

Faccia la sua deposizione.

Come ha conosciuto l'accusata?

Cercava lavoro, suo padre le aveva tagliato i viveri.

I genitori sono degli ingrati, cara mia.

Quando hanno finito di giocare con noi ci buttano nel cestino.

Comunque devo fare qualcosa.

- Che cosa sai fare? - Io? Beh...

Non e' colpa sua, e' fatta cosi'. Ed e' cosi' che io la amo.

Ma non e' cosi' che trovera' da mangiare.

Lui, il maschio, la manterra'.

Lo spero, un po' piu' avanti. Ho dei progetti, nel frattempo...

Si', nel frattempo!

- Pasticceria cerca commesse. - Si richiedono referenze.

- Operaia tessile esperta. - Cos'e' un'operaia tessile?

Te lo spiegheranno.

Commessa negozio di biancheria Champs-Elysees. Ottima presenza.

Eh, ottima presenza!

Allora: qualificata, specializzata, ragioniera, con esperienza...

Si cerca una ragazza non specializzata, bella e ben fatta.

- Senta, qualcuno le ha chiesto qualcosa? - E' per il guardaroba.

- Davvero? - Veramente, la ragazza che avevo e' malata.

- Come si chiama il suo locale? - Spoutnik. Lo conosce?

- Ma certo! - Le faremo sapere.

- Ma cosa ti prende? - Dominique, ti proibisco di accettare.

Henri, passami una sedia.

- Ma che belle scarpe! - Idiota!

- Tempestate di diamanti! - Si', diamanti per 8.500 franchi!

- Tieni, aiutami. - E' cosi' che ti guadagni da vivere?

Guadagnare senza dovermi alzare presto! Pensavo non fosse possibile.

Io il giorno lavoro. Non ci vediamo piu'.

Ma ceniamo insieme tutte le sere e il martedi' sono libera.

Se ti va bene cosi', perfetto!

Dominique, il mio cappotto.

- Si copra bene, o prendera' freddo. - Se mi ammalo, spero che verrai a curarmi!

- Promesso! - Sento che ho gia' la febbre!

Via! Ciao.

- E lo trovi divertente? - Lo faccio per le mance!

- Bel modo di pensare! - Ma cosa faccio di male?

Farti toccare, civettare con i clienti e chissa' che altro...

Con 200 franchi si compra un sorriso. E' disgustoso.

Tieni, te ne do 500. A cosa ho diritto?

A quello che vuoi.

- C'e' solo una cosa che voglio. - Ah si'?

Darti un paio di schiaffi.

Senti un po', il tuo amico comincia a rompere le scatole.

Porta un pacchetto di Camel laggiu', forza.

Buonasera.

- Chiudi tu? - Va bene. Buonanotte, capo.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- E' un freddo da morire, sei col bus? - Forse e' gia' passato.

- Dove abiti? - Via Antoine Dubois.

- Dai, ti porto. - Bene!

Fara' strada, la ragazza.

- E' indispensabile? - Ti da' fastidio?

Non mi da' fastidio, ma... amo Gilbert, si figuri.

- Davvero? - Si'.

Bene, bene. In effetti anche io sono...

impegnato, del resto.

Grazie.

Smetti di brontolare. Abbiamo solo una sera libera alla settimana, non rovinarla.

La nostra vita e' rovinata comunque. Un po' piu' o un po' meno...

- Rovinata, perche' lavoro allo Spoutnik? - Non e' solo il tuo lavoro, si tratta di te.

- Ma non vedi come ti guardano? - Non e' colpa mia!

- No, ieri sera non e' stata colpa tua? - Ma non mi posso divertire 5 minuti?

- Ho 20 anni e due gambe per balare! - E con me non vuoi mai!

- Non sai ballare. - Certamente non il cha-cha-cha.

- E neanche il rock. - Insegnami!

Davvero, vuoi imparare? Sul serio?

- Allora stasera si va a ballare! - Ah, no. Non stasera.

- Stasera ho le prove. - Non e' possibile, lo fai apposta!

Martedi' scorso c'era la borsa di studio,

quello prima tua madre e stasera le prove!

- Prendo la sala quando e' libera. - Anche io sono libera stasera, pensa un po'!

- Allora scegli. - Ma non posso scegliere!

Ci sono quaranta persone che si fidano di me e lavorano come pazzi.

- Lo capisci, Minou? - Ma per una sera!

No.

Non ne ho il diritto.

Adesso sei tu che sei in ritardo.

Non mi importa, stiamo qui fino alle quattro del mattino!

Sienzio, per favore!

Ecco!

Riprendiamo. Riprendiamo una battuta prima della 13.

Ti sei presa un bel raffreddore!

La sala era ghiacciata e hanno provato fino alle tre del mattino.

Non potevi andare via?

Non conosci Gilbert. Avrebbe fatto una delle sue tragedie!

- E allora? - Non ho il coraggio.

Quando dirige si trasforma, ha un'aria cosi' felice...

Certo, se ne frega degli altri. E' un egoista e un ambizioso.

Perche' dice cosi'? Gilber e' una persona eccezionale.

Ci sono momenti in cui, ascoltandolo, dimenticavo tutto.

Certo, dormivi!

Mi prendi per una scema?

Invece ogni tanto mi interessa la musica seria, pensi un po'.

A parte gli scherzi, se sei sola martedi' prossimo ti porto fuori.

Come amici, ovvio.

- Davvero? - Davvero.

- E dove mi porti? - A Saint-Eustache, danno la messa in re.

E' proprio incredibile, non puo' essere volato via.

- Ma sei sicura di averlo perso qui? - Non e' all'hotel.

Ho cercato dappertutto.

In camera, in anticamera, all'ingresso...

- Deve essere qui. - Puoi averlo perso per strada, rientrando.

No, non e' possibile.

- Come fai a saperlo? - Perche' lo so! Smetti di innervosirmi.

- Gia' sono abbastanza arrabbiata. Cercalo! - Ma dove?

Dappertutto, dietro il bar.

Dobbiamo trovarlo.

Hai perso qualcosa?

Guarda, sembra che sia orba da un piede!

- Hai guardato nella segatura? - Se ci fosse stato l'avrei visto.

Henri!

Prendi.

- Paulette? - Si'?

- Dominique e' arrivata? - Si'.

- Sono qua. - Ah. sei la'?

Vieni a vedere. Indovina dove l'ho trovato?

- Sul marciapiede, davanti alla porta. - Un vero colpo di fortuna!

Arrivo.

La portiera.

- Gilbert? Cosa ci fai qui? - Bravo!

- Mancava alla tua collezione? - Le prende spesso?

Brutto stronzo!

- Adesso basta! - No!

- Gilbert, non essere ridicolo. - Ci pensi tu?

Vi siete divertiti alle mie spalle, no?

- Perche' accompagno Dominique una sera... - Tutte le sere!

- E se fosse, cosa vuol dire? - Non scomodarti.

Dovrei darti un pugno, ma non mi interessa piu'.

- Lascia stare! - No, e' troppo ingiusto.

Gilbert...

- Gilbert, ascoltami. E' assurdo! - Non mi toccare!

Non ho fatto niente di male, te lo giuro, ti amo!

Racconti balle. Mi hai sempre mentito. Non sei altro che un'enorme menzogna.

- Non guardarmi cosi', non e' vero. - Ti guardo, si'...

Ti guardo e ti vedo, ti vedo come sei.

- E non e' un bello spettacolo. - Ti sbagli!

- Ti posso spiegare tutto. - Finiscila con le balle.

Non e' possibille, non puoi!

E invece posso, certo che posso!

Sono libero. Libero e felice di esserlo.

Allora ti dico: grazie e buona serata.

- Ti sbagli, Gilbert. Ti sbagli! - E pazienza!

Ci hai pensato bene?

Perfettamente.

Perfettamente. Ne ho abbastanza delle tue storie.

Anche io ne ho abbastanza. Non ho fatto niente di male. Niente!

Allora, se mi vuoi lasciare, lasciami!

- No, Dominique... - No!

- Bastardo! - Proprio cosi'.

- Dove si va? - Non importa, andiamo a divertirci!

- Allora a Saint-Eustache? - Perfetto, a Saint-Eustache.

- Pero' non siete andati a Saint-Eustache. - No.

Ho portato Dominique a bere un ultimo bicchiere a Montmartre.

E avete finito la serata all'hotel Radio.

Si', signor Presidente.

L'accusata aveva preso la rottura con filosofia!

Al contrario, era molto arrabbiata e voleva vendicarsi.

- Ho approfittato della sua collera. - Ha colto l'occasione.

Non e' impossibile. Anche se, stando a quello che dice la sua impiegata,

- l'accusata era la sua amante da piu' tempo. - E' falso.

Questo qui lo facciamo a pezzi.

E questa improvvisa relazione e' finita cosi'? Lei non ha piu' cercato Dominique.

Si', le ho fatto qualche telefonata, ma mi ha sempre risposto che stava male.

L'ho rivista solo quando e' tornata allo Spoutnik, dopo le vacanze.

E al momento dei fatti?

La incontravo ogni tanto nel locale o nel quartiere, tutto qui.

Grazie. L'accusa ha qualche domanda?

Secondo lei, durante tutto il periodo in cui e' stata sua impiegata,

l'accusata si e' mostrata sinceramente innamorata del suo fidanzato.

Lo confermo. Gilbert era l'unico e non pensava che a lui.

- Quindi tutti i testi che riferiscono di liti... - Era Gilbert che le provocava.

- Senza ragione? - Trovava sempre un pretesto.

Una mancia un po' piu' generosa, uno scherzo, un sorriso... tutto andava bene.

Rimproverava a Dominique di lavorare la notte, ma non si offriva di mantenerla.

- Non ne aveva i mezzi. - Almeno avrebbe potuto aiutarla.

Ma lui niente, mai un'attenzione.

Per esempio, se Dominique aveva bisogno di un paio di scarpe,

se le comprava da sola e non mangiava per giorni!

Signori Giurati, per la prima volta dall'inizio dell'udienza,

ci viene presentato un Gilbert Tellier ingiusto e meschino

e una Dominique Marceau fedele e appassionata.

Torniamo ai fatti.

La sua relazione con l'accusata spiega il suo atteggiamento, ma non lo giustifica.

Solo una precisazione.

Quando la polizia l'ha interrogata sulla sua relazione con Dominique,

lei ha parlato di quella notte all'Hotel Radio?

Si' o no?

No, non ne vedevo l'utilita'.

Ho capito.

Vede, una cosa mi rende perplesso,

lei ha visto questa utilita' solo quando le e' stato mostrato il registro dell'hotel.

Allora, quando lei oggi dice

che la notte in cui Gilbert vi sorprese, Dominique non era la sua amante

mi chiedo se e' vero o se, a un piu' attento esame, le sembri inutile.

Non discuto con la gente che non stimo.

Siamo diversi, infatti io con lei discuto.

Esaminiamo la sua tesi, la tesi dell'amicizia.

Un pomeriggio, lei trova in un bar una bella ragazza in difficolta',

le offre un lavoro e non si aspetta nessuna ricompensa. E' corretto?

Non sono solito sfruttare la gente.

Qualche settimana dopo, lei le offri', in amicizia, di diventare la sua amante.

Lei ha rifiutato, io non me la sono presa.

Al contrario! Da quel momento, tutto tra di voi va a meraviglia.

Gilbert moltiplica le scenate allo Spoutnik con notevole disagio per la clientela,

ma lei chiude un occhio, per amicizia.

E all'alba sale in macchina con l'accusata, sempre in amicizia, naturalmente.

- Come le sembra? - Era stanca, la accompagnavo al suo hotel.

Aveva l'abitudine di accompagnare a casa i suoi dipendenti?

Passavo da quelle parti, non era un gran disturbo.

E poi, se si e' amici...

- E allora, perche' non dirlo a Gilbert? - Pensavo che lo immaginasse.

Che domanda! Ma quindi Gilbert non aveva alcun motivo di dubitare di voi?

Quindi, una mattina, si nasconde vicino allo Spoutnik,

certamente per farvi uno scherzo,

e senza spiegazioni la lascia, ovviamente a torto.

Le ho gia' risposto e ho giurato di dire la verita'.

Oh, e' certamente la verita', nel vostro caso!

Mi dia. Ludovic Toussaint, detto Luidot, trent'anni, venditore di bevande. E' lei?

Dichiarazione giurata: affermo di non avere avuto rapporti sessuali

con la mia impiegata Dominique Marceau, ne' prima, ne' dopo

la sua rottura con Gilbert Tellier.

Lo affermo in maniera categorica.

Dichiarazione giurata! Lo affermo in maniera categorica.

- Ed era una menzogna. - Ma e' facile comprendere il motivo!

Infatti l'ho capito!

E lo hanno capito tutti.

Silenzio!

La difesa?

Mi ascolti, lasciamo perdere la retorica da tribunale e ragioniamo.

Vediamo. Secondo il mio collega, Dominique aveva una relazione precedente.

Ma, se fosse vero,

avrebbe rotto con Gilbert o con lei. Non con tutti e due, sarebbe ridicolo!

Certo che e' ridicolo.

Se non voleva rivederla, e' perche' le cedette per ripicca e ne era dispiaciuta.

La prova. Il giorno dopo:

Si era chiusa in camera, non voleva vedere nessuno,

tormentata dal dolore e dal rimpianto.

- E non cerco' di chiarire con Gilbert? - Evidentemente no.

Avrebbe voluto vederlo, mo non osava chiamarlo.

Quello che era successo la notte passata le provocava rimorso,

non sapeva cosa fare, avrebbe voluto ammalarsi.

- Ancora chiusa qui? - Devo avere l'influenza.

Ma la depressione costa cara.

- Ma dove sono i tuoi vestiti? - Li ho venduti tutti.

Arrivano le vacanze e tutti partono,

Daisy ritorno' negli Stati Uniti

e la sostitui' una straniera.

- Ho pagato il mese scorso e questo mese. - Non ti affaticare, ho capito.

Avrei voluto tenerti, ma...

Tieniti i miei bagagli, tanto non mi servono sotto i ponti.

Tieni, prenditi un caffe' e un panino.

- Non uno grande, uno piccolo. - Grazie, Jerome.

Un caffe'.

Ehi! Ehi, Michel!

Come stai, Minou?

Non bene.

Davvero hai una brutta cera. Ti strapazzi troppo.

Per forza. Ho passato la notte nella sala d'attesa della stazione.

- Ho bisogno di un posto per stanotte. - Da me niente da fare, lo sai bene.

E da te?

- Sei una bella scocciatura. - Lo so.

Per oggi va bene.

- Grazie, George. - Ma domani devi trovare un altro alloggio.

- Senta, avrebbe 300 franchi? - Ah, no!

Ma vai all'inferno.

Non ci sai fare.

Lascia. Ti piace dormire sul pavimento?

Ascolta, lo vedi quel tipo con gli occhiali?

E' americano. E' venuto a Parigi per divertirsi.

Se ti vuoi lavare...

lui ha certamente una stanza da bagno.

- Buonasera, signore. - Salve.

- Permette? - Certo.

Ma guarda che eleganza!

E com'e' finita con l'americano?

E' finita che l'ho accompagnato a Orly.

- Non e' durata molto! - Quattro giorni sono piu' che sufficienti.

- Ti ha lasciato dei soldi? - Mi ha lasciato la stanza, che va gia' bene!

Dominique, vieni.

- Dov'eri? - Al Mondova.

Ti stiamo cercando da due giorni. Tuo padre ha avuto un incidente.

E' orribile.

Davvero. Avrebbero gia' dovuto portare via tutto.

Gli do un colpo di telefono.

Dio mio. Sembra che sia passato un ciclone.

Vai in camera tua a riposare, io rimetto un po' in ordine.

Cerchero' di andare avanti, ma e' troppo ingiusto!

Il mio povero Marcel, era cosi' allegro, cosi' buono...

- Cosa faro' senza di lui! - Smettila, mamma. Capisco la tua paura,

ma hai vissuto benissimo senza di lui per anni.

Ma e' colpa mia?

Sposando un ufficiale, non pensavo che ci sarebbero state tutte queste guerre!

- Non ti devi rimproverare! - Ci mancherebbe solo questo.

Tieni, bevi questo.

Mammina, non essere triste, ci sono qui io.

Meno male che ci sei tu. Sei la mia unica consolazione.

Non so per quanto tempo. Quando penso che stai per sposarti...

Non prima della fine dell'anno. E poi tu ci verrai a trovare spesso.

Molto spesso.

Annie e' fidanzata?

Sei fidanzata, Annie?

Con Gilbert Tellier.

Congratulazioni.

Suoneranno insieme, due o tre bambini...

saranno felicissimi.

Il ragazzo prodigio e la ragazza modello, uniti delle belle arti.

Proprio una bella storia.

Ma non la ama, comunque. Non e' possibile, non puo' amarla!

Ma quello non � importante. Fammi vedere.

Hai il raffreddore? Non ti si vedono piu' gli occhi.

Ho pianto tutta la notte.

- Per Gilbert? - No.

Perche' sono invecchiata, figurati.

Cosi', improvvisamente?

Si', sono diventata vecchia e brutta.

Cosa ti succede, Minou. Tu pensi?

- Dove ti e' venuto questo pensiero? - Sul treno da Rennes.

I treni sono cattivi.

Insomma, adesso devi smetterla!

- Era la mia giovinezza. - E anche io sono la tua giovinezza.

Lascia perdere quel completo deficiente!

Per te, forse. Tu non l'hai mai capito.

Ah, questo devo proprio ammetterlo.

Tu invece lo avevi classificato subito: un coglione presuntuoso.

- Io ho detto questo? - Ma se lo prendevi in giro da mattina a sera!

Ma dove, quando? Eri nascosto sotto il letto?

Vuoi saperlo meglio di me? Cos'altro inventerai!

Scusa. Saro' un bugiardo, ma ho una memoria eccellente.

Non ero innamorata di Gilbert? Non l'ho adorato?

E Louviers?

Louviers?

Mi era proprio passato di mente.

Me ne ero dimenticata. Questa e' la prova che sono Gilbert era importante.

Senti, a che gioco stai giocando?

Dominique era sincera.

Non era come quelle brave signore borghesi

che chiedono il mantenimento al marito, il piacere all'amante

poi si infilano il loro visone per andare a giudicare gli altri.

Si limiti a parlare dell'accusata.

Ecco un altro che non sa star zitto.

Dominique non credeva piu' alla morale ipocrita dei nostri genitori.

Come noi tutti. Noi siamo simili,

voi siete adulti e non potete capire.

Dominique dovrebbe essere giudicata da gente giovane.

Non dico che noi siamo nel giusto, solo che la pensiamo diversamente.

Coglione.

Io credo, signore, che...

Avvocato, la prego, sono io che conduco l'interrogatorio.

Signor presidente, il teste si esprime in una forma un po' letteraria...

Forse la Corte non comprende i giovani, ma capisce ancora il francese.

Insomma, lei sostiene che Dominique era sincera.

E che al ritorno dal funerale di suo padre era disperata di sapere

che Gilbert era perduto per sempre. E' cosi'?

Si', signor Presidente. Quel giorno ho capito che non aveva mai smesso di amarlo.

- Bene. L'accusa ha domande? - Nessuna domanda.

Avvocato?

Forse io sono un po' ignorante e non ho la sua preparazione letteraria,

ma non ho capito. E quando non capisco, io chiedo spiegazioni.

Lei ha l'aria intelligente, potrei sbagliarmi.

Non mi sbaglio? Perfetto, allora mi dara' chiarimenti.

Lei ha detto:

"Quel giorno ho capito che non aveva mai smesso di amare Gilbert".

- Esattamente, si'. - Esattamente. Ma...

per non avere mai smesso di amare bisogna aver amato, prima. No?

Allora,

Le sembro' un colpo di fulmine, quello tra Gilbert e Dominique?

- Non subito, no. Ma in seguito... - Quando?

La voglio aiutare:

quando gli si rifiuto'?

Quando gli preferi' il ragazzo della moto?

Mi fermi. Quando ha ridicolizzato questo amante adorato con Luidot?

Quando lo lascio'?

Quando, dimentico' la sua disperazione e si diede alla prostituzione?

Niente ancora? Allora quando?

- Ma tornava sempre da Gilbert! - Quando?

Quando ha saputo che avrebbe sposato sua sorella.

La sorella che detestava.

Detestava... detestava! Non andavano d'accordo, ecco tutto.

Ma come? Se Dominique amava Gilbert allora non si capisce niente.

Si'. Dal primo momento lei lo definisce un piccolo coglione presuntuoso. Strano.

In seguito Louviers, Jerome, Luidot... tre amanti, uno dietro l'altro.

Per una donna innamorata e' piuttosto strano.

Veniamo alla rottura.

Una donna innamorata cercherebbe di spiegarsi.

Telefonerebbe, farebbe qualunque cosa per vedere Gilbert. Lei, niente.

Le sembra normale?

E questo va avanti 6 mesi.

Sei mesi di apatia, sei mesi di dissolutezza

sei mesi di silenzio.

E poi, all'improvviso,

decide che non puo' piu' vivere senza Gilbert.

Si procura un'arma e si precipita da lui.

Voi lo capite? Io no.

Invece,

se Dominique detesta sua sorella,

se agisce solo per portarle via Gilbert, allora tutto si spiega.

Dal primo incontro, lei lo riceve a letto.

Lo provoca in modo indecente.

Non le piace, ma vuole portarlo via ad Annie.

Adesso capiamo.

Gli si nega, lo fa trottare,

gli cede solo quando pensa che lui possa tornare da Annie.

Continuiamo a capire.

Appena rivestita, corre al conservatorio. Perche'?

Per annunciare la notizia a sua sorella, per metterla davanti al fatto compiuto!

Comprendiamo benissimo!

A questo punto,

Annie sembra definitivamente fuori gioco, a che scopo, allora, continuare con Gilbert?

Lui la annoia, lei lo tradisce,

lo lascia,

lo dimentica.

E' chiarissimo.

E all'improvviso: colpo di scena!

Gilbert ha ritrovato Annie.

Contro ogni aspettativa, lei lo perdona. Eccoli fidanzati. E allora?

Annie sara' la vincitrice? E lei assistera' impotente

e disarmata alla loro felicita'? No! Le resta solo un mezzo per separarli.

E lo usa.

Io sono senza dubbio un po' tonto e non ho la sua preparazione teatrale,

ma non capisco e quando non capisco... eccetera, eccetera.

Insomma, lei vuole che il teste le dica quello che pensa su una serie di ipotesi!

- Sono idiozie. - Ecco, le ha risposto.

Parliamo di cose serie. Quando Gilbert ha conosciuto Dominique,

e' stata lei a fargli delle proposte?

Al contrario, era lui che le correva dietro! Era un bel po' appiccicoso!

Diremo che le faceva una assidua corte.

Con quale scopo?

- Voleva andare a letto non lei. - Andare a letto con lei, esatto!

E... dopo aver raggiunto il suo obiettivo, si mostro' tenero e premuroso?

Non so. La teneva sotto vetro. Come una reclusa.

Allora questa Dominique, cosi' frivola, volubile e libertina,

ha sacrificato subito tutto

a questo secchione preso unicamente da se' e dalla sua carriera.

Rimane con lui,

sopportando la noia, i sermoni, anche le violenze, come e' stato riferito.

- Perche'? Per interesse? - Non le ha mai dato un soldo.

- Allora perche'? - Lo amava, ovviamente.

Non l'ho detto io. Ma dopo la rottura, chi stava male? Lui...

Si', so che non si e' visto, aveva di meglio da fare.

Ma lei?

Lei l'ha vista sofferente?

Era in uno stato pietoso.

Passava le giornate a trascinarsi, era come inebetita.

Ma io lo aspettavo!

Volevo che tornasse, sapeva che non lo avrei potuto dimenticare.

Non lo dicevo a nessuno, ma tu, Michel, tu l'avevi capito.

Allora dillo, te ne prego. Dillo!

- Cosi' non rischia piu' di sbagliarsi. - Ma perche'? Perche' non vuole credermi?

Almeno io lo so.

Ne ho passate di notti a piangere continuamente!

Lo afferma lei, ma di questa attesa non c'e' nessuna prova.

E poi, cosa le permetteva di nutrire questa speranza insensata?

- Il suo notes. - Notes? Quale notes?

Non c'e' nessun notes, fra i documenti.

Gruppo strumentale Gilbert Tellier cerca oboe e contrabbasso per un tour.

Visto? Ha traslocato. Crede di essere arrivato.

Ha fatto un concerto a Chatel Guyon e si crede Toscanini!

Ma che cos'ha nella testa?

Che cosa hai tu, la' dentro. Prestami la matita.

Pronto?

Pronto, chi parla?

Dite qualcosa, insomma!

Pronto?

Tu?

Cosa vuoi?

- Niente. - Come, niente?

- Sai che ore sono? - Le tre.

Come... arrivi cosi', in piena notte e... e non vuoi niente?

- Allora... - Gilbert!

Fammi entrare, solo un minuto.

Va bene. Un minuto.

Allora? Cosa succede?

Te l'ho gia' detto: niente.

Volevo solo vederti, sentirti.

Ecco, mi vedi e mi senti.

Ma non capisci? Io ti amo.

Sto bene accanto a te, insieme a te.

Sono stata cosi' sfortunata

Perdonami.

Perdonami se vengo a disturbarti.

Perdonami per me, per tutto, per il passato.

Perdonami.

Non sei cambiata. Sempre bella,

- inaffidabile, egoista, - Non e' vero!

- Bugiarda, - Non e' vero!

- Immorale, - Non e' vero!

- Svergognata, indecente... - Non e' vero!

- Non e' vero! - Ma si' che e' vero!

E ti ringrazio di essere come sei. Ti ringrazio di essere venuta.

Dominique, per favore, sbrigati. Sono in ritardo.

Scusa, amore, non lo sapevo.

E' mezzora che te lo dico.

Ci metto tre minuti, vedrai che ti stupiro'.

Dove ti aspetto stasera, direttamente qui?

- Ne' qui, ne' altrove. - Cosa hai detto?

Ho detto: ne' qui, ne' altrove.

Ma non sara' per causa sua!

Molto piu' semplice.

Vedi, Minou,

ne ho passate di tutti i colori, a causa tua.

La sera di Ludo, della macchina...

pensavo di morire.

Mi sono buttato nel lavoro e...

mi sono ripreso.

Ogni giorno ti dimenticavo un po' di piu', ma...

restava sempre qualcosa come...

come se tra me aspettassi quello che e' successo stanotte.

Poi, stamattina...

- La mattina e' tutto chiaro. - Non mi ami piu'.

Mi sembra di non averti mai amato.

Non e' colpa mia, sai?

Mi dispiace. Io...

No, non esagerare!

Allora, arrivederci.

Tesoro, non fare quella faccia. Non e' poi una tragedia!

Spostatevi, santo cielo! Lasciatemi fare.

- Cosa le e' successo? - Si e' buttata sotto!

Ma no, non mi sono buttata sotto!

Ma deve guardare dove va! Avrebbe potuto farsi male.

Devo prendere i suoi dati per fare rapporto.

Cerchi di capirmi bene, signora.

L'accusata sostiene

di avere fatto visita al suo inquilino nella notte tra l'8 e il 9 dicembre

e di essere rimasta li' dalle tre alle dieci circa del mattino.

Non e' vero!

Faccia attenzione, signora. E' molto importante.

Se l'accusata, come afferma, e' stata ricevuta dalla vittima

che le avrebbe dimostrato il suo affetto,

prima di rimandarla a casa abbastanza gentilmente,

noi potremmo, in qualche modo,

accettare il reato passionale.

Se non e' cosi', la questione diventa molto diversa, cerchi di capire.

Se si e' sbagliata, lo dica. Nessuno la rimprovera.

E' tutto corretto.

La notte, la porta si apre automaticamente.

Si', ma gli inquilini devono dire il loro nome.

Se non lo fanno, io esco.

E lei scarta assolutamente l'ipotesi di un momento di sonnolenza

o di disattenzione?

Faccio questo lavoro da 10 anni e non mi e' mai successo.

Bene.

E neppure il giorno dopo vide l'accusata che usciva dal palazzo verso le 10.30.

Di questo sono piu' che sicura.

La mattina sono d'accordo con una vicina che mi fa le compere.

Io non mi muovo mai dalla guardiola.

Nemmeno per un minuto!

Cos'ha da guardare cosi'? Sono una donna affidabile!

Una donna affidabile, le cui dichiarazioni mi danno da pensare.

Avvocato, se ha dei dubbi, li esprima.

Ho dei dubbi, ma li rendero' noti piu' tardi.

Se si tratta del guidatore del bus che abbiamo aspettato fino ad ora,

bene, ci arriviamo.

Signora, la mattina stessa

Dominique Marceau afferma di essere uscita dall'immobile senza che lei la vedesse.

Cosa che voi dite impossibile.

Questo testimone ha rischiato di investirla precisamente in via dottor Barbier.

Ha fatto rapporto alla sua amministrazione.

Il 9 dicembre, alle 10.47,

all'altezza del numero 3 di via dottor Barbier

una ragazza stava per... eccetera.

- Capite cosa significa? - No.

Signora, un fatto e' certo e incontestabile.

Alle 10.47, l'accusta era all'altezza del numero 3 di via Barbier.

Appare verosimile quello che afferma: di essere uscita dal 9 qualche istante prima.

Bisogna riconoscerlo.

Quindi, signora, nessuno sfugge al suo occhio vigile.

DI giorno, niente la puo' distrarre,

- di notte, lei dorme con un occhio solo. - E' il mio mestiere.

Mi e' venuta voglia di introdurmi in questo immobile tanto ben custodito.

E perche' voi signori non possiate avere alcun dubbio,

ho pregato la mia collaboratrice di farsi accompagnare da una guardia.

Ecco il suo rapporto.

E' sorprendente come siano riusciti a penetrare la fortezza.

Ve lo leggo.

28 novembre. Io, sottoscritto... eccetera, eccetera,

ci siamo presentati alle 10 del mattino.

La portiera e' assente e la porta della guardiola e' chiusa.

7 gennaio, 9.30.

Troviamo sulla guardiola un biglietto: "la portiera torna subito".

Non ci e' stato possibile avere informazioni dagli inquilini

sull'ora del probabile ritorno della portiera.

6 marzo, 3 del mattino.

La porta dell'immobile si apre automaticamente.

Noi non decliniamo alcuna generalita',

andiamo avanti a tentoni per cercare l'interruttore

Prendiamo le scale, saliamo fino al sesto piano

poi scendiamo e usciamo senza essere stati interpellati.

Che belle maniere!

Mi rammarico che questa verifica non sia stata comunicata.

Signor avvocato, mi stupisco che non abbia pensato di farla lei stesso,

con tutta la squadra omicidi a disposizione.

Vorrei sottolineare l'atmosfera confidenziale nella quale si dibatte questa causa.

Non vorrei che traessimo conclusioni avventate da questa verifica.

Dimostra solo che Dominique avrebbe potuto entrare in via Barbier,

ma non prova affatto che ci sia stata.

E' solo un'ipotesi.

Ogni volta che la parola ipotesi viene usata suona come una dimostrazione dell'accusa!

Non si lamenti della scelta del termine, e' dovuto solo alla cortesia dell'accusa.

Un ipotesi... la menzogna spudorata della sua cliente!

Vediamo. Il 9 dicembre, all'indomani di questa presunta notte d'amore,

Gilbert aveva appuntamento con Annie e sappiamo perfettamente dove andarono.

Siamo stati in municipio a fare le pubblicazioni.

Silenzio!

Alla prossima manifestazione faccio sgomberare l'aula.

Lo avevamo rimandato diverse volte,

Gilbert aveva molto da fare, provava per la televisione.

Era nervoso, stanco. Ma quella mattina,

e' arrivato di corsa e mi ha stretto forte, tanto forte tra le braccia.

Mi ha detto: "Vieni, tesoro. Annie, abbiamo perso troppo tempo".

E ha aggiunto: "sei fatta per me, noi invecchieremo insieme".

E ora e' tutto finito.

- Perche' lo hai fatto, perche'! - Non volevo!

Lo amavo, lo amo!

Ma che ne sai, dell'amore? Tu non ami che te stessa. Te stessa, solo te stessa!

- Non dire cos! Darei la mia vita per... - Faccia silenzio!

Il suo comportamento e' intollerabile.

Signorina, la prego di far tacere il dolore ed essere completamente sincera.

Niente, nel comportamento di Gilbert, le fece mai pensare

che nel periodo che precedette la tragedia, lui avesse rivisto l'accusata?

No, signor Presidente.

- Gilbert non mi nascondeva niente. - Non te lo avrebbe mai raccontato!

Ci sono stata, signor Presidente, lo giuro. E mi ha preso tra le braccia, come sempre.

Non e' vero! Era tutto finito tra di loro. Finito per sempre!

Gilbert me lo ripeteva continuamente.

Diceva che era felice di essersene sbarazzato!

Bugiarda! Non puo' averti detto questo!

Perche' sei cosi' dura?

Non valgo molto ma tu, Annie, mi fai paura. Sei falsa, e' il tuo orgoglio che parla.

- Sei senza cuore, sei arida! - No, avrei voluto salvarti,

mi fai pena, vorrei poterti credere, ma Gilbert non avrebbe potuto farlo.

Era troppo leale, era troppo puro...

Mi dispiace, ma mia sorella non dice la verita'.

- Ma perche' avrei dovuto inventarlo? - Per farmi del male, perche' sei gelosa.

Gelosa! Di chi, di cosa?

Ma ti sei mai guardata?

C'eravamo solo io e lui, tu non hai mai contato niente!

- Sposava me, pero'! - Per farsi rammendare i calzini!

La smetta!

E' indecente. alla prossima interruzione la faccio espellere dall'aula.

Eravamo innamorati. Siamo stati felici come lei non sara' mai.

Per questo l'ha ucciso, perche' io non fossi felice.

Ha sempre avuto tutti gli uomini che voleva. Tutti!

- Io avevo solo lui. - Tu non l'hai mai avuto. Mai!

Non ha mai fatto l'amore una volta con te!

Fate uscire l'accusata!

Con me cento volte, capito? Mille volte!

Stai zitta, me l'hai ucciso!

No, non volevo! Volevo uccidermi io!

Io, non lui! Io volevo uccidermi!

L'odore e' buono, sai?

Sono crauti. E' l'ultima scatola.

- Ho dimenticato le sigarette. - Nella borsa.

Ma guarda un po', non ti fai mancare niente!

Una calibro 7.65, ben rifinita.

Mi sono fatta un regalo. E' la mia corda.

Interessante. Hai delle ambizioni, tesoro.

Ma un suicidio non e' cosi' facile, parlo perche' ne so qualcosa.

Ci vuole metodo.

- Immaginazione, talento... - Per premere un grilletto?

Cosi' e' un lavoro da dilettante. Chissa' che bella cera, il giorno dopo!

- Il giorno dopo non importa. - Se la pensi cosi', non hai capito niente!

Io ho studiato bene la questione, ci ho pensato,

ho provato il mio suicidio in ogni dettaglio.

E non sei mai morto.

No, ma ci sono andato vicino.

Mi sono messo la corda al collo, sono salito su una sedia,

- mi sono guardato allo specchio... - E ti e' mancato il coraggio.

No, ho riflettuto.

Ho capito che lo spettacolo sarebbe stato un fiasco.

Un fiasco?

Per forza, quando il pubblico entra, l'attore e' gia' uscito di scena.

Ci si suicida per se', non per gli altri.

Sbagliato. Ci si suicida contro qualcuno: individuo o collettivita'.

E se non puoi vederlo in faccia, quel qualcuno

il suicidio perde molto del suo fascino.

Hai ragione, deve vederti qualcuno.

Sentimi bene, non sono io il tuo spettatore, capito?

Non e' a te che pensavo.

Forza, mangiamo!

Hai ragione.

Il suicidio ha senso solo se la persona e' in buona salute.

Insomma, e' stato lei ad avvertire Gilbert Tellier

che la sua ex amante era armata e che voleva ucciderlo?

- Si', signor Presidente. - Come faceva a saperlo, senza conoscerla?

E' stato Jerome Lamy a dirmi di avvertire Gilbert.

Jerome Lamy, al banco dei testimoni.

Ha gia' spiegato che riferi' solo un discorso di Michel Delaunay.

Si avvicini anche Michel Delaunay.

Bisognera' ampliare il banco dei testimoni.

E' importante chiarire questo punto, riguarda la questione della premeditazione.

Michel Delaunay, era al corrente delle intenzioni criminali dell'accusata?

Assolutamente no. Sapevo che Dominique aveva comprato una pistola,

era per suicidarsi.

Insomma! Lei e' suo amico e confidente, sa che vuole suicidarsi e le lascia un'arma?

Sa, spesso il suicidio era un argomento di conversazione.

Io ho da 4 anni una corda per impiccarmi.

Dominique trovava la cosa molto simpatica.

Quindi lei non l'aveva mai presa sul serio.

No. E mi sbagliavo.

E lei vuole che crediamo che il dubbio non l'abbia mai sfiorata.

Come spiega, allora, che fece avvertire la vittima?

- Io non ho fatto avvertire nessuno. - Jerome Lamy.

Non e' stato Michel Delaunay a informarla?

No.

Insomma... non direttamente. Michel parlava a un gruppo di persone,

diceva che Dominique era armata e che stava per fare una sciocchezza.

Immaginavo che volesse usarla per uccidersi,

- ed e' quello che ho detto a Martineau. - E anche che Gilbert doveva stare attento.

Pero' lei temeva il suicidio.

Cosa ti prende?

Non mi piace questa storia del suicidio.

- Tutta scena! - Tutta scena...

Quando una va in giro con un'arma nella borsa

non sai cosa puo' succedere.

Ti preoccupi?

Sei certo che non corri rischi?

Certo non puo' farle piacere che io sposi sua sorella!

Comunque devi stare attento. Per prima cosa, non esci.

- Meglio cenare qui, e' piu' sicuro. - Ma non c'e' niente da mangiare!

Vado a fare spesa.

- Copriti, sta per piovere. - Torno subito.

- Dove comperi il vino? - Chiedi alla signora Gaubert.

- Andre'! - Si'?

- Tieni, sta diluviando. - Grazie.

- Non mi aspettavi, vero? - No.

Cosa vuoi?

Dura molto questo scherzo?

Allora, ti decidi si' o no?

Buongiorno.

Allora mi devi fare un favore: te ne vai, gentilmente e senza storie.

Io di discussioni e di tragedie ne ho fin sopra i capelli, hai capito?

- E' finita. Finita! - Si', e' finita. Per davvero.

Tranquillo, non ti disturbero' piu'.

Ho sofferto abbastanza, sono stanca.

Ti lascero' stare, per sempre!

Ah, si', il suicidio. Mi hanno gia' informato,

- solo che con me non fuziona, capito? - Come ho fatto?

E dire che ti trovavo bello.

Sei brutto. Brutto!

Brutto!

E dire che sto per morire per te.

Mi hai raccontato solo cazzate.

Nei sei mesi passati insieme

mi hai tradito con tutti i tuoi amici.

Un giorno abbiamo detto basta, tutti e due!

E ora ti sei messa in testa che sono l'uomo della tua vita.

Ti suicidi a causa mia!

Ora io ti chiedo di nuovo: mi stai prendendo per il culo?

Non e' colpa mia se ti amo.

No, no. E' un altro espediente per rovinarmi la vita.

Adesso mi devi lasciare in pace, eh? E subito!

Forza, vattene. Vattene o ti butto fuori.

E vattene al diavolo! Va' fuori, vattene! Vattene!

Ma cosa ho fatto, santo Dio, per essere perseguitato cosi'!

Sei matta?

- Tu sei malata. - Cosi' non ti disturbero' piu'.

Ecco che ricomincia! Mi hai veramente stancato, adesso!

Non hai capito? Le tue cazzate mi hanno stancato!

Te le puoi tenere!

Non voglio piu' vederti!

Mi disgusti! Tu mi... mi fai vomitare, mi esci dagli occhi!

Allora vuoi morire? E muori! Ma che sia la volta buona!

Sull'ordine dei colpi sparati non posso pronunciarmi,

vi parlero' quindi dell'esame delle ferite.

La prima era mortale:

ha trafitto la parte posteriore del torace perforando il polmone destro

causando una seria emoraggia.

Dottore, la ascoltiamo.

Dicevo che il proiettile ha colpito il torace, facendo esplodere il polmone destro.

Causando una vasta emorragia endopleurica.

Questo significa, signori giurati, che e' entrato da qui

e io l'ho trovato qui.

Il secondo proiettile, sempre mortale,

- Ce ne sono sei! - Se entra nei dettagli non finisce piu'.

E leggermente dall'alto in basso.

Attraversando l'emisfero destro

andando a fissarsi nella regione occipitale,

determinando una perdita di materia cerebrale.

Il terzo proiettile...

Ma i proiettili non sono oggetto di contestazione!

La mia cliente riconosce di avere sparato.

Avvocato, il dottor De Girard espone le sue conclusioni dopo l'autopsia.

Ma noi siamo d'accordo: sei colpi, tre mortali. La mia cliente non nega.

Allora, i dettalgi tecnici, le traiettorie...

Quello che importa, signori, e' la verita' umana.

Guerin ci prova a sorvolare sui proiettili.

Il parere dell'accusa?

A dire il vero, l'accusata non ha mai negato di avere provocato delle ferite,

quello che nega e' di avere premeditato di uccidere Gilbert Tellier.

Quindi non richiede una esposizione piu' dettagliata?

Dottore, vuole aggiungere qualcosa?

Come desidera la Corte.

- La Corte la congeda. - Eh, no!

Avvocato, ci sono domande?

Malgrado il rispetto e l'ammirazione che nutro

per l'avvocato dell'Accusa, io sono di parere diverso.

Ritengo indispensabile chiedere a Dominique Marceau alcune precisazioni.

Ha sparato e lo confessa.

Quindi non ne parliamo piu'? Un po' troppo facile.

Non ricorda piu' i particolari di quella scena terribile.

E quindi non e' facile riuscire a raccontarla, allora.

Avendola del tutto dimenticata.

Signor Presidente, chiedo che l'accusata scenda

tra i giurati e provi a mimare la scena, cosi' vedremo

se i dettagli tecnici, le traiettorie... si accordano con la verita' umana.

Guardia, porti l'accusata in aula.

Questa esibizione mi pare poco compatibile con i criteri di decenza

e di serieta' che questo dibattimento richiede.

Avvocato, tocca a me far rispettare la dignita' di questa udienza.

Del resto, a noi interessa solo stabilire la realta'.

Non cerco affatto di impressionare i giurati, ma essi hanno diritto alla verita'.

La tesi della sua cliente e' che voleva suicidarsi davanti a Gilbert.

Ma che al culmine di una scenata violenta, ha perso la testa.

Vediamo se e' possibile.

In quell'occasione la teneva con piu' decisione.

Come impugnava l'arma?

E cosi' voleva suicidarsi?

No, prima cosi'.

E il proiettile ha colpito Gilbert?

Ma che cosa vuole farle dire? Non capisce quello che le chiede!

Cominciamo dall'inizio.

Gilbert era distante?

Qui?

Cosi'?

Chiaramente di fronte.

Non mi ricordo.

Il proiettile in testa lo ha colpito in fronte.

- Dottore? - E' entrato da qui e uscito di li'.

Quindi e' stato sparato dall'alto in basso. Cosi'.

Allora Gilbert era gia' caduto, non e' cosi', dottore?

- Verosimilmente. - Quindi, non era il primo colpo.

Il solo proiettile penetrato orizzontalmente,

cioe' quella sparata mentre l'uomo era in piedi,

e' quello sparato la'!

Le ha detto che non se lo ricorda!

A cosa serve questa sceneggiata? Ha sparato in un momento di collera!

- Di schiena, davanti... Come vuole! - Io non voglio niente, questi sono i fatti.

Provano che ha mentito, due volte.

Lei non ha mai detto a Gilbert: "Mi voglio suicidare!"

L'avrebbe disarmata. Non le avrebbe certo girato la schiena!

Ma non ci sono state discussioni.

Quando si minaccia qualcuno lo si guarda in faccia.

Non mi ha minacciato, mi ha detto cose terribili.

E questo le e' bastato. Ha sparato istantaneamente,

in preda a un raptus. In che modo?

E' in ginocchio. Non minaccia piu', la supplica.

Spara ancora. Lui cade, quattro colpi per finirlo.

- No! - Come no?

Gli ultimi quattro colpi

erano quelli di cui stava per parlarci quando e' stato opportunamente interrotto.

A giudicare dalla traiettoria, la vittima doveva essere per forza caduta.

Nient'altro.

Guardia, riporti l'accusata al box.

Dottore, la Corte la congeda.

Sfido chiunque a dire che ci fu, tra colpo e colpo, un attimo di riflessione!

Si sono succeduti a raffica, senza interruzione.

Come tutte le donne impazzite, ha svuotato il caricatore. Cosa vuole di piu'?

Che sia sincera!

Che ci risparmi la commedia dell'amore e del tentativo di suicidio.

Non puo' contestare il suo suicidio, e' stata trovata agonizzante!

Ma si e' arrivati in tempo, come al solito.

Lei sapeva che Martineau stava per tornare, lo ha confessato all'interrogatorio.

Quindi, non ha corso un gran rischio.

Non ho riflettuto, mi sono precipitata in bagno.

- Subito? - Si'.

Ma come...

L'uomo che adora e' a terra, potrebbe non essere morto, ma non le interessa.

Lei lo abbandona, senza soccorrerlo.

- Non pensavo che a suicidarmi. - Ci pensa spesso, bisogna riconoscerlo.

Ho provato a spararmi, ma la pistola era scarica.

Non ha pensato a tenersi un colpo? Saggia precauzione.

Eh, no. Pensi un po', non ha contato i colpi!

E non ha pensato a buttarsi dalla finestra, ovviamente.

Troppo pericoloso. Ha preferito il gas, era sicura che sarebbero arrivati in tempo.

Volevo morire! Morire!

Morire!

L'ha in pugno.

E' la terza o quarta volta che fallisce un suicidio.

Decisamente le riesce meglio l'omicidio.

Basta cosi'!

Ho finito.

Lei ha troppo talento, Eparvier, ma non abbastanza cuore!

Per giudicare un amore, bisogna essere in grado di amare.

Come osa mettere in dubbio questo suicidio?

Dipinge questa donna come una vamp, una Circe

E' forse colpa sua se e' bella?

Se gli uomini le danno la caccia?

E Gilbert piu' degli altri!

Lei lo ha mai provocato? No!

La perseguita per tre settimane, la assilla...

Niente lo scoraggia, nemmeno l'avventura che ha avuto quasi sotto i suoi occhi.

Lui la desidera e la vuole a tutti i costi!

E la prende, appena uscita dalle braccia di un altro.

E questo lo chiamate amore? Durante questa relazione, cosa le ha offerto?

Il suo letto.

Il suo letto tutti i giorni, e' vero.

Ma non piu' di un'ora al giorno.

Passava la notte con lei, ma solo per fare il suo comodo!

Ma in fondo, le aveva anche proposto il matrimonio.

Certo, quando non rischiava niente!

Quando non aveva i mezzi per farlo.

Ma quando apparve un'ombra di possibilita', allora non parlo' piu' di matrimonio.

Anzi, si lasciarono. E con che scusa?

Per delle chiacchiere!

Un malinteso che non cerco' di chiarire,

l'ha detto proprio lei!

Ora la carriera di Gilbert prende forma,

a cosa gli serve Dominique?

E questo lo chiamate amore?

Avvocato, questa e' un'arringa. Non e' ancora il momento.

Non e' il momento?

Perche' pensate che ci sia un momento per la giustizia?

Per due mesi

questa mendica, muore di fame, si prostituisce... Si', si prostituisce!

Lui fa un gesto per aiutarla? No!

E questo lo chiamate amore?

Una notte, lei va a chiedergli perdono.

Lui si e' preso gioco dei suoi sentimenti. Le ha fatto intravvedere la speranza

per approfittare di lei ancora una volta, poi l'ha mandata via come una puttana.

Lei torna, gli dice: "Sono disperata",

lui la sfida a sparare!

E voi credete ancora a questo amore?

Io no.

Ma invece Gilbert mi ha amato!

Ma voi non volete ammetterlo, vi da' fastidio!

E' la verita', l'unica.

Sono stata stupida, bugiarda, piena di difetti.

Ma lui mi ha amato lo stesso.

E ora non lo vedro' piu'.

Non lo vedro' piu', mi capite?

Allora non mi importa niente, non ho paura di niente!

Voi state li', con quei costumi ridicoli.

Volete giudicare ma non avete mai vissuto. Mai amato!

E per questo che mi odiate,

perche' siete tutti morti! Morti!

Queste offese sono intollerabili! E' scandaloso!

E perche' spingere a tanto questa poveretta! Questo e' lo scandalo!

Se cerca la lite...

La sua crudelta' e' indegna dell'abito che porta.

- Cosa ha detto? - Signori! Signori!

Sono le 19.30, l'udienza e' sospesa.

Riprendera' domani all'una. Guardia, accompagni l'accusata.

Di' un po', te le ha cantate, Guerin. Non te l'aspettavi.

Ma cosa ti ha preso, perche' sei stato cosi' duro con lei?

Perche' io rappresento la madre della vittima.

Perche' io parlo per lei, al posto suo!

Se fosse stato tuo figlio ad essere ucciso, capiresti meglio.

Signori, questa notte Dominique Marceau ha cercato di uccidersi.

Non e' in grado di presenziare all'udienza

pertanto vi leggo la lettera che mi ha fatto pervenire.

Signor Presidente,

devo scrivere al buio perche' con la luce rischio di attirare l'attenzione della guardia.

Non so se potra' leggere questa lettera,

in ogni caso, ho capito che tutti hanno ragione, tranne me.

Non ho mai ascoltato mia sorella,

mia madre, i miei professori e neanche lei.

Chiedo perdono a tutti.

Soprattutto alla mamma di Gilbert.

Ho amato solo lui, non amero' mai piu' nessuno.

So che non e' una gran promessa, perche' sto per morire,

e giuro che era vero, che volevo uccidermi con lui.

Non ci sono riuscita perche' sono stata maldestra.

Ma oggi arrivo fino in fondo.

E se Gilbert puo' ancora vedermi, mi perdonera'.

Anche lui mi ha amato,

solo che non ci siamo amati nello stesso momento.

Nello stesso momento.

Per questo lui e' morto e io vado a raggiungerlo.

Ho scelto di spiegarle...

Signori, ci informano in questo momento che Dominique Marceau e' morta.

Il processo e' concluso.

La seduta e' tolta.

Non vorrei essere al suo posto.

Ci saremo la settimana prossima, per il processo Moreau.

- Brutto affare. - Gli incerti del mestiere.

Sottotitoli: tradotti.blogspot.com Verdana

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