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Forza, andiamo.
- Cosa fate? - Vai.
- Si sieda. Restate qui. - Che succede?
- Libero. - Idem.
Qui non c'è.
Non è in casa.
Dov'è?
Non è qui.
Voi chi siete?
VIVIAN KENNEDY, CITTADINA ESEMPLARE
DI BOATRIGHT, LASCIA PREMATURAMENTE
Ammetto che abbiamo fatto degli errori,
ma il figlio che abbiamo cresciuto era gentile, ammodo.
Come sia finito sulla cattiva strada sfugge alla mia comprensione.
E ora cosa facciamo?
Beh, se Yates non compare,
possiamo solo tenerci pronti per quando si rifarà vivo.
Essere Ben
DEVASTAZIONE - NOI
Non riuscivo a smettere di pensare a Yates.
Lui era là fuori da qualche parte a osservarci, in agguato.
YATES SKURK CENTRO EAST
E io ero a un punto morto.
PREVISIONI METEO TRI-CITIES BOATRIGHT
Dobbiamo quindi aspettarci delle nubi temporalesche?
Non nei prossimi giorni, quindi fuori il telo da spiaggia!
Saranno giornate di solleone.
Niente sembrava più lo stesso.
Io non ero più lo stesso.
- Ciao. - Ciao.
Una straordinaria e netta vittoria.
Un fulgido bagliore ha catturato gli elmetti dei nostri soldati...
Forse i libri di storia dicevano cose importanti,
ma ora c'era chi rischiava la vita e contava su di me.
Me.
Ora, questa non è certo la fine.
Non è nemmeno l'inizio della fine.
Ma è forse la fine dell'inizio.
- Domani che serata, eh? - Perché, che c'è?
- Il ballo. - Era una battuta.
Anche la mia.
Anche vostra madre vi sta asfissiando per...
Come si chiama? Il corsage?
Esatto. È un fiore. Ma posso anche farne a meno.
Mio padre dice che anche i maschi devono mettersi un fiore.
- Sì, all'occhiello. - Esatto.
Beh, a dopo, ragazzi.
Ehi, Ben. Come mai non hai invitato nessuno al ballo?
Ehi, ragazzi.
- Perché me lo... - Io ti avrei detto di sì.
Quindi vuoi venirci con me?
Adesso?
No.
BALLO DI PRIMAVERA
Stupendo.
Bellissimo. Un attimo. Un'altra con le scarpe e fatta.
Che eleganza!
Oh, cavolo, che bella. Grazie, mamma.
- Wow. Tanto parlare di vestiti e... - Ciao.
- Guardala. - Sapevo che l'avresti detto.
E qualcosa sulla pettinatura no?
No, no. Cioè stai benissimo.
Forza, venite. Foto di gruppo!
- Ciao. - Tutti qui.
- Tutti qui! - Ok, ok.
- Certamente. - Eccoci.
- Ciao. - Come va?
Potresti farla tu? Grazie.
- Certo. - Sì.
No, Elizabeth, vieni. Devi esserci anche tu.
- Andiamo. Per favore. - No, va bene.
- Leonard, per favore... Grazie. - Tutto a posto.
- Avanti. - Bene. Grazie, Leonard.
- Ecco. - Dite "cheese".
- Cheese! - Sì! Cheese!
Una buffa, dai.
- Ecco fatto. - Grazie.
No, è mio. È il mio telefono. Grazie.
- Ma che carina. - Sì. Fantastica.
Ignorala.
Chi?
- Senti, Max. - Sì?
Anche se mi hai detto che non dovevo... Ecco, è per te.
Grazie.
Ben! Strofinaccio. Dobbiamo asciugare.
Torno subito.
Cosa sei venuto a fare qui?
È successo un pasticcio, devo pulire.
Come il pasticcio che hai combinato con Max e Kenny?
Ma come? Lei te l'ha detto?
Una madre sa tutto.
Ben, arriva quello strofinaccio?
Mi chiamano, devo andare.
- Ehi, Max. - Sì, che c'è?
Hai raccontato a tua madre la faccenda di Kenny, e il resto?
- Eh? No. Perché? - Kenny, cosa?
Mi ha dato addosso in cucina dicendo che ho fatto...
Che cosa?
- Mamma. - Max. Stavo pensando...
Mamma, hai trattato male Ben?
- Trattato male... Io? No. - In cucina.
- No. - Ne sei sicura?
- Sì, certo. - Mamma, piantala.
Senti, non ho capito bene di cosa parlavate,
ma sua mamma è sempre rimasta qui in soggiorno.
- Ti prego, ascoltami. - Non mi toccare.
- Non inventarti niente, ok? - Non lo faccio, ok?
Devo dirlo a Morgan.
Ok. No.
MORGAN YATES È QUI
- Ok. - Ben?
Ehi. Tutto bene?
Noi stiamo per andarcene.
Sì, scusa, arrivo subito.
Che pace quassù, vero?
E che buio.
Alla tua età avrei avuto una gran fifa di starmene qui da solo.
Per conto mio.
Ben, quassù cosa combini esattamente?
- Mi do alla fotografia. - Ti dai alla fotografia.
Certo.
Dopo tutto quello che ho fatto per te,
hai anche il coraggio di guardarmi in faccia e mentirmi così.
Ben, io lo so chi sei...
e quindi so pure che cosa sei.
Io non so di cosa stai parlando.
Risparmiami le bugie. Non te lo chiederò due volte. Dove si trova Carter?
Senti, io non so più come spiegartelo...
Lo so, tu sei la mia mamma, ma devi renderti conto
che Elizabeth e Ben sono anche loro la mia famiglia.
- Tesoro, certo, lo so. - Davvero?
Sì, sta' tranquilla. Certo che lo so.
Tu sei Yates.
Ebbene sì.
Perché non lasci in pace Carter?
Lo farò. Non appena avrò avuto ciò che voglio.
Ben, Ben, Ben.
Non puoi vincere.
Io sono io, e tu sei solo tu.
Già meglio.
Ciao, Morgan. Ho trovato Yates. Sta andando alla scuola.
Ci vediamo là.
Eccoti. Ero preoccupata.
Non preoccuparti. Sto benissimo.
Ancora non ci credo che tu sia venuta.
E io che tu non mi abbia invitata.
Andiamo a ballare.
Non so cosa ci trovi in lui.
Che c'è? Dico solo la verità.
Cosa?
SCUOLA MEDIA ERIC NUETZEL
Che cosa c'è?
C'è un'allerta tornado, in effetti.
- Ma davano cielo sereno. - Lo so, lo so.
Comunque ci chiedono di assicurarci che stiano tutti dentro.
Va bene. D'accordo.
- Sei arrivata? - Sto entrando adesso.
- Carter è con te? - Sì.
Scusami un attimo.
Aiuto! Yates è qui!
Per fortuna siete qui.
E lui dov'è?
Fermi! No! Quello non è Ben.
Ehi, cosa facevi fuori?
Non puoi più scappare.
Tua madre mi ha portato via tutto. Ora posso restituirle il favore.
No!
Ehi! Non provare a toccarla!
Papà, no!
Ehi, ehi! Lasciala stare!
No. No!
Mi raccomando, ragazzi, calma!
Cioè, datevi una mossa, ma niente panico!
- Ehi, Max! - Tu chi sei?
- Datti meno arie. - Meno male!
Oh, Dio. Oddio.
Ti fidi di me?
Non potevi darmi quello che volevo?
Non mi hai lasciato scelta.
È troppo potente!
Ben, non farlo!
Adesso!
No! Basta!
Basta!
Smettetela! Lasciatemi!
No!
NOI
- Ben. - Abbiamo vinto.
Io non li vedo.
Sta' tranquilla, saranno qui intorno. Non possono essere lontani.
Mamma! Mamma!
Grazie al cielo, Ben, sei qui.
- Ma dov'eravate? Oh, mio Dio. - Ero così in pensiero.
Vieni qui, vieni, vieni.
- Oh, cavolo, state bene? - Ehi.
Venite. Oh, che sollievo.
Ti vedo.
Adesso ti vedo.
Era la mia prima volta da chaperon,
- e credo sarà l'ultima. - Già.
Alla fine è stata una serata molto impegnativa.
Sì, per me può bastare.
E ora dove lo portate?
- Non me lo dirai, vero? - No. Almeno, non stasera.
Ma un giorno...?
Stasera la vittoria è tua,
e nessuno di noi dimenticherà ciò che hai fatto.
Tra non molto riavremo bisogno di te.
Allora...
Allora...
La prossima volta balleremo insieme?
Facendo arrabbiare i nostri partner?
Tu intendevi che andremo al ballo insieme.
Certo.
Aspetta.
Che c'è?
Mi hai detto di bussare e così ora busso.
Ma datti meno arie. Non ce l'avresti mai fatta senza di me.
Le cose cambieranno.
- Per noi? - Per me.
Max, sai che per me sarai sempre una s...
Non azzardarti a dire "spalla".
Sorella.
Ok, sì, direi che così va bene.
Sei dei nostri ora.
In che senso? Io non sono come voi, non ho dei poteri.
Ti sei mai guardata allo specchio? Se non hai poteri tu, non so chi li abbia.
Sii paziente, e lo vedrai.
IMPEGNO SCOLASTICO
Era lei.
Darren mi ha mentito.
La cosa non finisce qui.
Ehi, che cos'hai?
Quando ho afferrato Yates, ho sentito qualcosa.
Era come se mamma fosse con me.
- Ascolta, tesoro... - Forse so come riportarla qui.
Mi è stato detto che i miei racconti fanno pena,
che sono storie campate per aria.
Ma forse io non vedo le cose come gli altri.
Forse non sono come vi aspettereste.
Ma so chi sono. E so chi voglio essere.
Le cose cambieranno, e cambierò anch'io.
Ma il cambiamento, qualunque esso sia, non è mai lineare.
Si dice che per ogni due passi avanti, se ne faccia uno indietro.
Forse è vero.
Però una cosa la so, questa non è la fine.
Non è nemmeno l'inizio della fine.
Ma è forse la fine dell'inizio.
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
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