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Vedo che hai trovato un passatempo.
- Non dovevamo tenere le distanze? - Infatti, ma era urgente.
Che cosa c'è?
Wyatt, tu lo sai cos'è l'occhio del ciclone?
La parte più calma?
Ma più la tempesta si allarga, più l'occhio diventa piccolo.
Finché tutto quello che prima era al sicuro al suo interno,
smette di esserlo.
Non ti capisco.
Yates è ritornato.
Dobbiamo trovare Carter prima che lo faccia lui.
Essere Ben
IL GIORNO PRIMA
Avere potere non cambia chi sei.
Ma rivela chi sei.
O così dice uno scrittore che leggemmo in classe una volta.
Allora, ricordo di aver pensato: "Ma lui che ne sa?
È chiaro che non ha mai avuto dei veri poteri."
Se li avesse avuti, l'avrebbe pensata come me allora.
E cioè che i poteri ti cambiano eccome. In meglio.
Ciao, come va, Max?
È identico a te, Leonard.
- Io non ho quella voce. - Io non ho quella voce.
- Piantala, dai. - Piantala, dai.
È vero, ci imita alla perfezione.
Sì, come ci riesci?
Non hai ancora cambiato voce?
Hai ragione. Non l'ho cambiata.
Incredibile.
- Bravo, sei forte. - Ma come cavolo fai?
Ma come cavolo fai? Max, tu magari lo sai?
A causa della tua imitazione,
Jason ha disinvitato Danielle al ballo perché ha riso.
E il problema, mi spieghi dov'è?
Dico solo che è successo perché non mi hai dato retta.
Non sarebbe successo se Jason non mi avesse stuzzicato.
E poi, se continua a fare il bullo a scuola--
Allora cosa? Tu fai l'eroe?
- Carter ne sarà entusiasta. - Non mi serve il suo permesso.
Finora ho fatto da solo.
Solo perché "puoi" non vuol dire che "devi". Morgan ha detto--
Di tornare alla mia vita, non di tornare com'ero.
Ehi, voi due, è tardi.
Sì, va bene, dacci un secondo.
IMPEGNO SCOLASTICO
Ancora cinque minuti e poi a letto.
LE PREVISIONI DANNO BALLO IN PRIMAVERA
Un altro messaggio di tua madre?
- Che vuoi, è fatta così. - L'hai salutata un attimo fa.
"Ben, questa sera pollo alla parmigiana.
Per favore compra le seguenti cose tornando da scuola."
- Perché non lo fai tu? - Mi dispiace, esco con mia madre.
Non ti dispiace affatto.
No. In realtà no.
- Sì, devi chiederglielo. - Eccoli, stanno arrivando.
Ehi, ciao. Venite un attimo.
Stavamo parlando del ballo. Voi che fate? Ci andate?
Figurati, io neanche morta. E tu?
Io una mezza idea ce l'avrei.
Di' a Kenny che vuoi andare al ballo con lui.
Non credo sia una buona idea.
Nemmeno io. Cioè, li ha visti quei capelli?
Forse, se prestasse più attenzione alle moltiplicazioni
che ai miei capelli, non dovrebbe ripetere l'anno in matematica.
- Avresti dovuto dirglielo. - Fa niente.
Non ho bisogno di offendere gli altri per sentirmi forte.
Non hai bisogno di offendere gli altri per difenderti.
- Perché lo farò volentieri io per te. - Non voglio.
- No, Ben, davvero. Non farlo. - Ma sì, non dicevo sul serio, rilassati.
Bene, ma non farlo.
Vedi questa trave? Mantiene la simmetria della struttura.
- Va bene. Grazie, Cedric. - Nessun problema, capo.
Ciao.
Ehilà.
Sei venuto fin qui. Grazie.
Sempre meglio che stare in ufficio.
- Come va il progetto? - Bene, bene.
- Sì? - Senti...
Guarda un po' qua.
Wow.
Viv.
Sì. Nessuno era capace di socializzare con chiunque come lei.
Sì, era brava a tirare fuori il meglio dalla gente,
- vero? - Sì, eccome.
- E lei che fine ha fatto? - Oh, Morgan, dici?
Non lo so. Ci siamo persi di vista.
Dove hai preso queste foto?
Da Ben. Nella sua camera oscura.
Ma, D, guarda.
Le due foto sono state scattate a, tipo, 30 anni di distanza?
Eppure questa donna non sembra affatto invecchiata.
D?
Beh, queste immagini non è che siano proprio in alta definizione, ti pare?
Insomma, non hai cose più importanti a cui pensare?
- Lei era un'amica di tua moglie. - Sì,
ma lascia stare, il fotoritocco digitale ormai sanno farlo anche i bambini.
Stammi bene.
Il verde era orrendo ma quello, poi, è dieci volte peggio.
Dieci volte peggio? Detto da una che non sa nemmeno fare le moltiplicazioni?
Hai detto che avevi preso ottimo.
Maxine!
- Oh, no. - Maxine!
Ehi! Lo so che mi senti!
Sai, mi sa che sta parlando con te.
Sì, infatti. Grazie.
Forza.
Ciao. Ce ne hai messo.
Allora? Come va?
Ciao, Jul-- Mamma. Ciao, mamma.
Perché sei venuta a prendermi?
Dobbiamo andare a cercare il tuo vestito.
L'hai dimenticato?
- Credevo ne avessi voglia. - No, certo, mamma. Me lo ricordavo.
È solo che non so se andrò. Non sono molto per i balli.
Come lo sai se non ci sei mai andata?
Wow, nessuna rispostaccia. Qui c'è qualcosa che non va.
No! No, va tutto bene.
Ok. Certo.
Senti, so che è una cosa che non hai voglia di fare.
Ma cerchiamo di tirarne fuori qualcosa di buono?
Non litighiamo, dai, divertiamoci.
Hai ragione, divertiamoci. D'accordo.
Ciao, Kenny. Ciao. Ciao.
Ciao, Max. Cosa c'è?
Niente, niente. È solo che--
Mi chiedevo a che punto sei tu con il ballo.
Oh, quello. Ma che importa. Non preoccuparti.
No, non intendevo in quel senso?
Fa niente. Davvero. Ho capito benissimo. Un po' ci speravo di andarci con te,
ma massimo rispetto al fatto che sei contro il ballo.
Cosa? No. Non è che sia contro il ballo. È che, vedi--
È per questo che ho detto di sì a Danielle quando mi ha invitato.
Eh, sì.
Mi spiace.
Ok.
A quanto pare a Kenny non importa se non so--
Cosa mi hai detto? Fare le moltiplicazioni?
Ecco, così impari.
Ma io a te non l'ho mai detto.
Pronto?
Ciao. Ti ho mandato la lista. Te lo ricordi?
Mamma?
Max? Scusa, perché rispondi al telefono di Ben?
Lui dov'è?
Era Elizabeth?
Sì, mi ha chiesto... Mi ha chiesto se sapevo dov'è Ben.
Torno subito. Compro una cosa.
Ehi, Max.
Ciao, come va? Ho appena visto tuo padre.
Detec-- Zio, D.
Ehi, tra l'altro, ascolta,
tuo padre ha trovato le fotografie di Morgan.
Davvero?
Sì. Credo nella camera oscura di Ben.
E ho le mie idee sul perché potessero essere là.
Senti, tuo padre inizia a fare domande.
Domande che portano dritto a quell'amico che mi hai fatto conoscere.
Sistemo io la cosa.
Sì, mi raccomando.
Beh, ci vediamo.
- Certo. - Ciao.
- Ciao, Darren. Tutto bene? - Ciao. Oh, sì, benissimo.
Stavo solo salutando Max.
Ma ora devo scappare. Arrivederci.
Ehi, salutami Ben.
Mi dici quando hai cominciato a chiamare Elizabeth "mamma"?
Non lo so. Capita così, a volte mi sfugge.
- Sta diventando un'abitudine? - No. No davvero.
Ok, mettiti la cintura.
Allora, che ne dici?
Non saprei.
Certo. Beh, diamo un'occhiata in giro.
Dunque, vediamo un po'. Carino questo. Eh?
Per me è come se fossero tutti uguali.
Ho capito, ma uno diverso ci sarà. Quindi...
Vediamo.
Che bel colore. Di questo che mi dici, eh?
Non hai nessuna-- nessuna opinione?
D'accordo. Vedi, tesoro, io posso sopportare tante cose,
ma quello che mi distrugge è che tu mi faccia sentire un'estranea.
Dove sei?
MESSAGGIO A: MAMMA INVIA
CHIAMATA - PAPÀ RISPONDI
Papà, hai sentito la mamma?
- Quale? - Cosa?
Beh, Elizabeth mi ha detto che l'hai chiamata mamma,
quindi credevo intendessi--
Ascolta, non è un problema.
È bello che tu ti sia affezionata a Elizabeth al punto di chiamarla mamma.
Io--
Lei è stata molto gentile con me.
Sono felice che tra voi stia andando come speravo.
Volevo dirti, hai sentito Ben? Liz dice che non risponde al telefono.
Cosa? No, non lo vedo da quando è--
Scusami un attimo.
MAMMA NELL'ANGOLO IN FONDO
"Nell'angolo in fondo."
SECONDO ME POI DOVRESTI PROVARTI QUESTO
Ok.
Ok...
Oh, Dio.
CHIAMATA... MAMMA
Oh, no.
Un momento, per favore.
Ben, apri subito la porta.
- Che cos'hai fatto? - Questo non faceva parte del piano.
Quale piano? Te l'avevo proibito. E tu avevi promesso.
- Tecnicamente, non ho fatto niente. - Sì, tranne mentire.
Ti ho vendicata con Danielle. Non mi scuserò per questo.
No, certo. E perché dovresti, quando sei convinto di non aver fatto niente di male?
Senti chi parla, tu non ti scusi mai per nessun motivo.
Perché so badare a me stessa. Non mi è mai, mai servito il tuo aiuto.
Sono io quella che ti salva sempre a qualsiasi costo. E tu mi ripaghi così?
Ripagarti? Perché dovrei ripagarti? Sei mia sorella.
Sorella acquisita.
Pensare che mi facevi pena
perché affrontavi una nuova scuola, dei nuovi amici, una nuova casa.
Perché credi che ti abbia aiutato?
- Per obbedire a tuo padre. - Questo non è vero.
Invece sì, lo è.
- Magari all'inizio, ma-- - Visto? Chi mente ora?
Si può sapere cos'hai?
Pensi che ti sia amica per pietà? O per dovere?
Perché io ho dei poteri.
Eppure sono sempre io a salvare te.
Fai tanto la dura,
ma se devi tener testa a Danielle o a tua madre, allora getti la spugna.
Io non devo dimostrare assolutamente niente né a te né ad altri.
- Tu ti lasci mettere sotto i piedi. - Io so chi sono io.
- Davvero? - Sì, davvero.
Disse la ragazza che cambiava tinta ogni cinque minuti.
Forse proprio cambiare colore di capelli mi fa essere me stessa.
- Forse i miei poteri mi fanno essere-- - Un eroe?
Mi fanno essere me stesso.
E guarda un po' come li usi. Per far questo.
- Max? - Piantala.
Possiamo ancora scambiarci e tornare come prima.
Non siamo più un duo, se non posso fidarmi.
Sì, certo.
A volte i cambiamenti sono esaltanti.
Altre volte, non molto.
Sapevo solo che avevo sbagliato.
I miei poteri non avevano cambiato chi ero.
Avevano rivelato chi ero.
Benjamin Vasani, perché hai un cellulare se poi decidi di non usarlo?
Sperduto.
E scommetto che ti sei pure dimenticato.
Chi sei? Io non ti riconosco più.
Carter! Carter!
Dove sei?
Devi aiutarmi.
E io ho bisogno di te.
Hai trovato Carter?
IO: DOBBIAMO INCONTRARCI CARTER: VADO DA MORGAN.
È APPENA STATA AGGREDITA.
Tu non sei Morgan.
No, effettivamente no.
Yates.
Quand'eravamo al Centro,
tanto allenamento e tanta preparazione
perché un giorno avessimo questo.
E finalmente l'ho avuto.
Ti ringrazio.
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
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