Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Dicono che fallire non è concesso.
Ma quando sei sconfitto,
la cosa migliore è riconoscerlo e imparare dai tuoi errori.
Ovvio, più facile dirlo che farlo.
Essere Ben
UN PO' DI SETTIMANE PRIMA
Se ammettere una sconfitta è così difficile
è perché hai perso, hai fallito.
È bello fare affari con te.
Ci si vede.
BALLA TUTTA LA NOTTE AL GARDEN PARTY
Ma non significa che il fallito sei tu.
E non puoi migliorare,
se non accetti quello che è successo.
- Forza, ragazzi. - Dai, passa qui!
Muovete quelle gambe. Bene, bene.
Non benissimo. Anzi, faceva schifo.
Fermatevi.
Chiamo l'ambulanza? Dai, cammina che ti passa. Avanti.
Tu, quello nuovo. Dentro.
Sì, tu.
Muoviti, dai, forza. Facci vedere chi sei.
Ripensandoci adesso,
ero così preso a farmi passare la storta che il resto non importava.
Una storta contagiosa?
Era orribile, imbarazzante.
Va bene. Ricominciamo.
Erano le emozioni a innescarmi,
ma non sapevo prevederlo.
Esci, Ben! Sei lì dentro da una vita!
Un attimo!
Ben.
Se non c'è più acqua calda...
Quello è il mio orecchio?
Sì.
Magari potessi tornare indietro e capire.
Allora non ragionavo come avrei dovuto.
Visto che volo?
Prima o poi Jason le sconterà tutte.
Sì, e spero di essere qui a vederlo.
Papà vuole spedirmi all'accademia militare per "temprarmi".
Cosa?
Ti sei portato il cambio?
Certo. Ti devi organizzare.
- Allora ci aiuti? - Non esiste.
Il patto è scaduto e non regalo a Jason le mie cuffie...
- Non era un "prestito"? - Ti ho già detto di no.
Ma guarda, sembrate gemelli acquisiti.
- Ciao, zio D. - Salve.
Ho visto i manifesti del ballo. Non potete perdervelo.
- Beh, non so. - Non sai cosa?
Non so se andrò al ballo.
Non dirai sul serio.
Dopo tutte quelle domeniche in cui zio D ti ha insegnato a ballare...
15:30 ULTIMO AVVISTAMENTO MENTRE ENTRAVA IN UNA ROSTICCERIA IN CENTRO
NOI
Comunque, salutami tuo padre.
- Senz'altro. - Ciao.
Arrivederla.
- Di cosa stavamo parlando? - Owen.
- "Owen". Sembri una foca. - Sì, vabbè.
Eccoti finalmente.
Da Paula stanno già facendo i saldi.
E manca poco al ballo, andiamo a dare un'occhiata?
Ma sì, certo.
Bene. Phil torna tra poco.
Loro cucinano e noi usciamo.
- Come sarebbe? Cuciniamo noi? - Divertitevi.
Andate sul piccante.
Ok. E così, ora dobbiamo solo lasciarlo qui a marinare.
- Cioè deve assorbire... - So cosa vuol dire marinare.
Certo. Ovviamente.
Ehi! Prepariamo una verdura? Eh?
O, non so, possiamo anche fregarcene,
e farne completamente a meno come due fuorilegge della dieta.
Oh, cavoli. Plurale.
Facciamoli.
Oh, cacchio.
- Oh, mi dispiace. Io... - Fa niente.
No, no. Dovevo stare più attento. Scusami.
No, tranquillo, tranquillo. Davvero.
Capita.
Nella vita si fanno dei pasticci a volte. Vediamo...
Puoi passarmi il rotolo della...
Perfetto. Grazie.
E sai cosa? Magari quella roba per...
Esatto.
Grazie.
Ascolta, in questa casa non esistono gli errori. Chiaro?
Ma soltanto le opportunità.
E questa era un'opportunità?
Beh, non lo so. Può anche darsi.
Ciò che facciamo di fronte alle avversità, definisce chi siamo, ti pare?
Non ci sono errori.
Somiglia a quello che avevi alle nostre nozze.
Già.
Quindi lo scartiamo. Ok.
Pensavo, non so, questo per esempio.
È carino.
Abbastanza.
Ok.
Oh, guarda lì.
- Che cosa ne pensi di questo? - Caspita.
- Beh, è decisamente molto... - Te?
Sì.
Ci facciamo dare un camerino per provarne vari?
- Certo. - Bene.
Scusi. Salve. Può portarlo in un camerino per Maxine?
Max. Tu non puoi chiamarmi Maxine.
- Non sapevo che fosse un... - Non farlo. Ricordati che mi chiamo Max.
E come va con quel tuo compagno di scuola? Il bullo?
È sempre un bullo.
Non era tutto "sistemato"?
Sta prendendo di mira un altro.
Accidenti, quando avevo la tua età, Darren l'avrebbe fatto smettere.
Gli avrebbe spaccato il...
Senti, cancella tutto.
Quelli erano altri tempi.
Però, sai,
è triste quando vedi qualcuno preso di mira.
Voglio fare qualcosa.
Beh, sì, dovresti.
L'errore non esiste.
L'errore non esiste.
Cosa hai detto?
Veramente... niente.
Beh, chi se l'aspettava.
No, no, no, no. Ok. Non ora, non ora.
Ok. Ritorna alla tua voce normale.
Concentrati e ci riuscirai.
La tua voce normale.
Voce normale.
Forza, ti prego.
Voce normale.
Voce normale.
Stava andando tutto bene, e di colpo...
Ti capisco, credimi, e mi rincresce.
Ehi, Ben. Lo porteresti su a Max?
- Sì. - Grazie.
Devi sapere che la mamma di Max è l'unica a chiamarla Maxine.
- No. - Sì, mi dispiace.
RESTATE FUORI RESTATE VIVI
Non ho detto avanti.
Grazie.
Sai, mia madre non parla mai alle spalle di chi non c'è,
e la tua assenza ci ha messo molto a disagio. Quindi, grazie tante.
Io ho già una mamma.
Non sarà perfetta ma è comunque la mia.
Ok.
È come se tua madre cercasse continuamente di sostituirla.
- Non è mica la matrigna cattiva? - Infatti non dico che lo sia.
È solo che...
Mi sembra sbagliato.
Gliel'hai spiegato?
No. Certo che no.
Beh, lo faccio io. Lascia che glielo spieghi.
- Ma non le dirò che me l'hai chiesto tu. - Anche perché non è vero.
Lo fai per convincermi ad aiutarti con Owen?
No.
Può darsi.
- Come ci riesci? - A far cosa?
Leggermi nel pensiero.
Sei un libro aperto.
Allora? Mi aiuterai con Owen?
E va bene, mi hai convinta.
STOP AL BULLISMO
Tu. Sei stato tu a farlo.
La pagherai...
Mi dispiace tantissimo.
- Tu? - È stato un incidente.
Ehi, Max. Cosa ti ha detto?
Ehi, Max, rallenta.
Non so proprio come ho fatto a lasciarmi convincere a...
"Convincere"? Io non ti ho convinto a fare un bel niente.
D'accordo. Almeno, tu hai fatto la tua parte con tua madre?
Non ancora.
Senti, escogiteremo qualcosa.
Il preside Nelson chiamerà mio padre stasera alle 6:30.
Cosa vuoi escogitare?
Mi è venuta un'idea.
Oggi, vado al lavoro.
Arrivo là. Mi accorgo che non ho i progetti. Torno a casa.
Rivado al lavoro. Mi accorgo che non ho il cellulare.
Torno a casa. Rivado al lavoro. Mi accorgo che non ho gli occhiali.
Una giornata infernale.
Ma la cena ti è venuta bene.
Sì, è vero. Sono d'accordo.
- Grazie. - Non c'è di che.
È squisita.
A meno che tu non ti senta bene.
Ben?
Ben, ma mi stai ascoltando?
È andata bene.
Mi fa piacere, ma non ti ho chiesto della tua giornata.
Vuole sapere perché non mangi.
E va bene.
Parliamone apertamente.
Aspettare non ha senso, direi.
Questa è una situazione nuova
sia per me che per tuo padre.
Ma se vogliamo riuscire a superarla,
dobbiamo almeno concedere a ciascuno il beneficio del dubbio.
Se uno di noi ha qualcosa che lo disturba, parliamone con franchezza.
Insomma, certe cose è meglio non covarsele dentro, perché peggiorano.
Quindi nessuno ha niente da dire?
Dobbiamo essere capaci di comunicare anche se è difficile.
Dai, Max, comincia tu.
Ok. Sì, va bene.
Torno subito.
Il fatto è che in realtà io non sento il bisogno
di avere un'altra mamma.
- Phil. - Un secondo.
Phil, sono il preside Nelson.
- Salve. - È un brutto momento?
- Se vuole posso richiamarla più tardi... - No. No.
- Io... Ecco... - Tu dici quello che pensi...
- Phil? Pronto? - ...e altrettanto io.
Devo solo...
trovare...
Mi dica. Che cosa c'è?
- Beh, la chiamo per... - Mia figlia. Lo so già, me l'ha detto
e sono arrabbiato.
Non deve aggiungere altro, merita una punizione e l'avrà.
- Resterà in castigo dopo la... - Perfetto. D'accordo. Ottima idea.
Grazie mille. Siamo d'accordo. La saluto.
Io, in castigo?
Durerà solo qualche giorno.
Ma non è questo il punto. Ha funzionato.
Ero tuo padre.
- Che c'è? - Niente.
- Sputa il rospo. - No, va tutto bene.
Non esistono errori.
Hai parlato con mio padre, vero?
- Può darsi. - Non farlo.
Ciao. Ho un paziente tra poco,
ma se ti sbrighi puoi raggiungere Max. Capito?
Certo.
Cosa fai?
Hai un dono. Perché lo sprechi così?
Non lo sto sprecando.
Credi non ti abbia visto imbrogliare il preside?
Anche se sei capace di fare una cosa,
non è detto che tu debba farla.
- Senti chi parla. - Come, scusa?
Lasci dei segni nella sabbia per tuo padre. È crudele.
Ti sta cercando dappertutto. Così lo fai soffrire.
- Non sai di cosa parli. - Allora dimmelo.
- Non sei pronto. - Non sono pronto? Per cosa?
- Cos'è che non puoi dirmi? - Non sei pronto, fidati.
Mio padre ti ha detto della tempesta?
Ti ha detto che l'ho fermata?
Carter!
Non è mai successo.
Comunque, non come ti ha detto lui.
Come lo spieghi a tuo padre che stai diventando invisibile?
Ero come te.
INVISIBILITÀ
Impaziente. Cercavo una spiegazione.
CI SI PUÒ RENDERE INVISIBILI?
RISULTATI PER "E SE SONO INVISIBILE?"
L'INVISIBILITÀ NEGLI ANIMALI? ANCHE NEGLI ESSERI UMANI?
Ma invece di trovare risposte,
le risposte hanno trovato me.
E non ero pronta.
Per testardaggine avevo aperto il vaso di Pandora
e non sapevo come richiuderlo.
Mio padre, vedendo come avevo scacciato la tempesta,
non ha mai supposto che l'avessi scatenata io stessa.
Carter!
Ho messo in pericolo la loro vita.
Non ti permetterò di rifare i miei errori.
Sei troppo importante.
Io? Perché sono importante?
- Non posso. - Ti prego. Devi dirmi qualcosa.
No, non devo affatto.
Senti, sei riuscito a fare un parziale.
È un buon inizio. Davvero.
Ma le tue capacità non ti porteranno lontano.
Prima dobbiamo sapere se sei affidabile.
Poi risponderò alle tue domande.
E io come posso dimostrarvi che lo sono?
Ci risiamo.
Bene. Proprio bene.
Mi aspettavi?
Entra con me. L'unione fa la forza.
Grazie per ieri, con quell'uovo.
Che cosa c'entro io?
Non sono stupido. È stato un bel gesto.
Per sicurezza ho portato un'altra camicia anche oggi.
DIPARTIMENTO DI POLIZIA DI BOATRIGHT
- Buongiorno. - Signori.
Sembra tanto facile.
Ammettere la sconfitta. Imparare dagli errori.
Invece non lo è mai.
D'altra parte, quando le hai provate tutte,
hai dato tutto,
cos'altro puoi fare?
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.