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Mi è stato detto che i miei racconti fanno pena,
che sono storie campate per aria.
Ma che cosa dovrei fare? Non raccontarle?
Sono le mie storie.
Prendetelo!
Lo so che sei qua dentro!
Tanto sei fregato.
Non mi scappi, Ben.
Ormai sei spacciato.
Leonard?
E Ben dov'è?
ESSERE BEN
QUATTRO, FORSE CINQUE SETTIMANE PRIMA...
SCUOLA MEDIA ERIC NUETZEL
- Ha tutti i dati? - Sì.
- Serve altro? - Va bene così.
- Il mio numero ce l'ha? - Sì.
- Bene. Grazie mille. - Non c'è di che.
- È stato un piacere. - Anche per me.
- Arrivederla. Altrettanto. - Buona giornata.
Ehi. Ehi, ascolta:
è tutto a posto. Nel caso chiamami o scrivimi.
Ti troverai benissimo.
Ti voglio bene. Lo sai, vero?
Kenny, potresti dare una mano tu a quel ragazzino? È nuovo della scuola.
Ciao, sono Kenny.
Ben.
- Max è tua... - Sì, sì.
Bella macchina.
Sentite, so come vi aspettate che vada.
Le storie di tipi con doti speciali si somigliano tutte.
Tranne la mia.
Io mi sento sempre sopraffatto dalle cose.
- No, è solo stato se stesso. - Jason che fa il Jason.
Bella battuta.
Non ci sono mai risposte né soluzioni semplici.
Mi sembra di chiedermi continuamente: "È questo che devo fare?"
"È questo che devo essere?"
"Questo sono io?"
Ben?
Ben?
Com'è andata oggi?
Bene.
Davvero?
Tutto ok.
La tua giornata, Max, com'è stata?
- Strana. - Strana?
Sorprendente.
Mi chiedo perché.
Hai dato una mano a Ben come d'accordo?
Facciamo un gioco?
Che gioco? Non mi hai risposto.
Sì. Due bugie e una verità.
- Max. - Tu sei capace?
- Non basta capire il titolo? - Quindi, sì?
Un attimo. Io non so giocare.
Beh, racconti tre cose di te, di cui una però non è vera.
- Per rompere il ghiaccio. - Bene. Facciamolo.
Sì. È un ottimo modo per vedere se una persona è sincera.
Vuoi cominciare tu?
Beh, preferisco di no.
Ok. Comincio io.
Allora sono nato e cresciuto sempre qui a Boatright.
Ma non eri nato in New Jersey?
E infatti è proprio così.
Eccola la tua bugia.
Scusate. Devo imparare.
Vuoi provare adesso, Ben?
Scusa, perché proprio io?
Va bene. Allora vado io.
Vediamo,
io ero super amica di Danielle Cooper
prima che lei decidesse che qualsiasi ragazzo al mondo
era più importante della nostra amicizia.
- Piantala, papà. - Scusa.
La seconda cosa è che andiamo sempre da Arturos per ogni mio compleanno,
anche se io lo detesto, perché a mia madre piace.
E terza cosa,
oggi a scuola sono stata coinvolta in una zuffa e ne hanno parlato tutti.
- Hai partecipato a una zuffa? - Aspetta.
Una delle tre cose non è vera.
- Arturos? - No, Julia ne va matta.
La zuffa.
Sì, la bugia è quella.
Cioè, c'è stata una zuffa a scuola, ma non c'entrava niente con me.
Cosa fai?
Io... non riuscivo a dormire.
Così, ecco... Ho pensato che...
Non lo so più.
Beh, ok. Come storia fa un po' pena.
Perché non dormi?
È sentire qui la voce di tua madre: mi fa strano.
Come mai?
Non è la mia mamma.
Perché non le hai detto di oggi a scuola?
Per non creare problemi. È talmente felice...
Tieni. Ascolta.
Che te ne pare?
È non male, direi.
Ho capito. Allora tu che cosa ascolti?
Cioè? Non hai una musica del cuore?
Senti, lo capisco, sai?
Una casa nuova, una scuola nuova: è tanta roba.
Io ho una specie di regola per cui se mi capita qualcosa di grosso...
Bum! Mi reinvento.
Tipo, quando si sono fidanzati mi sono fatta viola,
e dopo le nozze, rosa.
Sembrerà una cosetta, ma devi capire che cosa vuoi fare, chi vuoi essere veramente.
Ma io chi voglio essere?
- La colazione! Ben! Max! - Ho sentito.
Ehi, Max! Non vuoi aspettare Ben?
Non sapevo che avessimo ospiti.
Ti ha fatto entrare Ben?
Ma perché mi guardate così?
Cos...
Sei un amico di Max, dico bene?
Amico?
- Come hai fatto a entrare? - Io abito qui.
Mamma.
Ben?
Mamma!
- Ben? Ben, dove sei? - Mamma, sono qui!
Senti, se si tratta di uno scherzo, non è divertente. Chiaro?
Non è uno scherzo.
- Di sopra non c'è. - Chiamalo al cellulare.
- Sì, giusto. - Ehi!
Sei ancora in tempo per dire la verità.
Ma cos'avete tutti quanti?
ll suo cellulare è qui.
Ehi, Ben!
Va bene, basta. Chiamo Darren.
Darren, sono Phil. Qui a casa abbiamo un piccolo problema...
- Ma che cosa... - ...con Ben, il figlio di Liz.
Oh, no.
Dov'è Max? Dov'è Max?
SCUOLA MEDIA ERIC NUETZEL CASA DEI NEWTS
Max!
Max, aspetta.
Ehilà, ciao, Kenny.
Sono io: Ben, tuo fratello.
Che ridere.
No, sul serio! Stanotte è successo qualcosa e ora sono così.
Piantala, Kenny.
E magari cambiati, no? O vieni a scuola in pigiama?
Forse hai scatenato qualcosa con la storia del reinventarsi,
dell'essere chi si vuole. E ora guardami.
E secondo te dovrei crederti?
- È tutto vero! - Come storia fa davvero pena.
Lo so. Ma del resto è quello che mi hai detto anche stanotte.
Ti prego.
Max. Ho bisogno che tu mi creda.
- E va bene, ti credo Kenny. - Max, ti prego!
Ascolta, ti trovavo simpatico, ma è chiaro che...
mi sbagliavo.
- Come hai fatto? - Non lo so. Adesso mi credi?
Non puoi entrare in classe. Non vestito così.
- Non con la faccia... - Di Kenny?
Esatto.
Aspetta! Ora dove vai?
Se risulto assente, chiamano mio padre e così siamo fritti entrambi.
Vai a nasconderti e quando posso ti scrivo, d'accordo?
Non ho con me il telefono.
Posso fidarmi a dartelo?
Ecco la password, non dirla a nessuno.
No, promesso.
- Che eleganza, Walker - Sì.
Hai notizie?
No, ma ascolta, è troppo presto per sapere qualcosa.
Lo so.
- Che posso fare? Cosa... - Non lo so.
Non posso nemmeno chiamarlo, non lo so.
Ok, magari Max sa qualcosa.
SEI CON BEN? NON RIUSCIAMO A TROVARLO
STO BENE
Non è il tuo telefono.
Non so, ha scritto?
"Sto bene"?
COME STA BEN?
Che razza di risposta è, Max?
BEN DOV'È? DIGLI DI CHIAMARMI!
Oh, no.
Tutto questo è ridicolo... Basta, la chiamo.
CHIAMATA ELIZABETH
- Perché non risponde? - Non lo so.
Beh, sai che ti dico? Vado là.
- Amore, aspetta! - No.
Meglio che guidi io.
- Ciao, Max. - Ehi, Kenny, ciao!
- Come sta tuo fratello? - Fratello acquisito.
Oggi non è completamente in sé.
Bene, fate silenzio, cominciamo.
- Vieni? - Arrivo.
- Dai, sbrigati. - Eccomi, arrivo.
- Perché Max non risponde? - Non lo so.
Adesso lo vedremo.
Max!
- Vuoi provare a richiamarla? - Ma tanto non risponde.
- Max! - Dove sarà? Dove?
- Max! - Max!
- Dov'è Ben? - Io non lo so.
Perché ci hai scritto, allora?
Max, c'è qualcosa che non ci stai dicendo?
- Ehi. - Ehi.
- Ciao. Ne deduco che non l'avete trovato - No.
- Grazie di essere venuto. - Ci mancherebbe.
- Ciao. - Ciao.
Mi dispiace.
- Avete una sua foto da diramare? - Sì, certamente.
Sarà qui da qualche parte.
Bimba, ascolta, so che questo è un caso eccezionale, ma quando
- ricevi dei messaggi da lei o da me... - Mandamela.
...rispondi, ok? Non ti chiedo altro.
Senti, Phil, è meglio tornare a casa vostra,
capire com'era vestito, dove può essere andato.
- D'accordo. - Bene.
- Mandami la foto. - Già fatto.
Max! Ehi, forza, muoviti.
Scusa, non posso tornare in classe?
Cosa? No, Max. Siamo una famiglia.
Su, vieni.
Noi non consideriamo scomparsa una persona prima di 24 ore.
- Quindi non dovete preoccuparvi. - Credi sia facile?
A suo padre avete chiesto?
Non si occupa di lui.
Sta per piovere.
Così non puoi tornare a casa, e noi due sappiamo che non sei Kenny.
E tu chi sei?
Carter.
Siediti.
Giusto per curiosità, come pensi ti sia capitato?
Non so che cosa pensare. Forse era qualcosa che desideravo.
Ben, non è stato un desiderio.
E le cose non torneranno più come prima.
Com'è possibile?
- Che cos'è la pioggia? - Non lo so.
- Indovina. - Non lo so.
Tante gocce si accumulano e precipitano.
Oh, beh, grazie. Chiarissimo.
L'acqua, l'aria, tutto si ammassa sempre di più nel corso del tempo
e poi un giorno: bum! Piove.
Non sei solo, Ben.
E questo non è maturato oggi,
ma nel corso della tua vita.
Tutte le tue esperienze, tutto quello che hai vissuto
si è accumulato fino a raggiungere il punto di rottura.
Doveva venire fuori.
Casa nuova, famiglia nuova, scuola nuova e ieri la lite in corridoio.
Come mai mi conosci così bene?
Una volta ero anch'io come te
e so che non è facile stare calmo quando scopri che sta succedendo qualcosa.
Sei giovane, è questa la tua colpa.
Devi passarne ancora tante.
Visto? Tutto bene.
Fammi un favore.
La prossima volta, di' a te stesso che non hai fatto niente di male.
Tu vai bene così, le cose miglioreranno.
Aspetta, la prossima volta?
Ehi.
Me lo sentivo che qualcosa non andava.
Ieri, quella zuffa a scuola...
Ben.
Tu eri così felice e lui non se l'è sentita di rovinare tutto.
Dove sono?
Ben? Ben Vasani?
Sono ore che giro in macchina.
Lo sai, vero, che i tuoi sono preoccupati da morire.
Come mai sei in pigiama?
Anche oggi al parco ho visto un ragazzino in pigiama, da solo sull'altalena.
Era da solo?
Sì. Perché?
Rilassati, non te la prendere
Sei giovane, è questa la tua colpa
Devi passarne ancora tante
Una volta ero anch'io come te
E so che non è facile stare calmo quando scopri che sta succedendo qualcosa.
...stare calmo quando scopri Che sta succedendo qualcosa
La prossima volta, di' a te stesso...
Non hai fatto niente di male.
Tu vai bene così.
Tu vai bene così.
Le cose miglioreranno.
Ben! Ben!
Mamma.
- Ben. - Sì.
Voi volete una spiegazione e io non voglio mentire.
Allora non farlo.
Dacci la possibilità di capire. Hai idea dello spavento che ci siamo presi?
- Io non volevo spaventarvi? - Ma l'hai fatto.
Invece di venire da me, sei scomparso.
Ma è proprio questo il fatto. Io non sono scomparso, ho solo...
Sentite, non è ovvio?
Oggi si è svegliato con l'aspetto di un altro e da lì è nato tutto.
Max, per favore.
Voglio dire, se non altro non si è inventato una storia pazzesca, vi pare?
Conterà pur qualcosa.
Beh, c'è una differenza tra il non mentire e l'essere sinceri.
La zuffa.
E la macchina fotografica.
Lo so. La rimetteremo a posto.
Giusto, il suo telefono.
Bù.
Prenderai l'abitudine di spaventarmi?
Può darsi.
Come hai fatto a...
Non ne ho idea.
Ascolta, so che, sì, insomma, a volte posso essere un po' brutale...
- Non importa. - Sì, invece, importa.
Aspetta... Sbaglio o mi stai chiedendo scusa?
- No, perché dovrei? 'Notte. - 'Notte.
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
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