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Pronto?
- Pronto? - Pronto, buongiorno!
Buongiorno, come va?
Bene. E tu stai bene?
Sì, grazie. Novità?
Nessuna. Sto facendo colazione.
Buon appetito!
Non sei in ufficio?
No. Sto tentando di combinare qualcosa.
Allora sei occupato.
Più o meno.
Ascolta...
Ho un problema.
Cosa hai fatto a proposito di quella cosa?
Sto tentando di saperne di più...
e sto tentando di parlare con un paio di persone.
In realtà, sto aspettando il momento giusto.
Allora non hai ancora iniziato?
Sto provandoci qua e là...
Ma non sono ancora partito sul serio con la produzione.
Sto solo risolvendo questioni minori.
Ascolta, io...
Io non posso dire molto al telefono. Potresti venire a casa mia?
Cosa c'è? E' successo qualcosa?
No, non ti preoccupare!
Tu vieni e basta. Ho qualche idea di cui voglio parlarti.
Vieni qui e vediamo cosa si può fare.
Va bene. Sono in giro ma tenterò di arrivare lì presto.
Allora ti aspetto tra una mezz'ora, va bene?
Spero di sì. C'è traffico, ma tenterò.
Allora, a dopo!
- Certo. - Però non dire a nessuno che stai venendo qui, va bene?
- C'è un problema? - No, non preoccuparti. Tu vieni e basta.
Ciao.
- A dopo. - A dopo.
QUESTO NON E' UN FILM
Pronto, Jafar?
Pronto?
Pronto, sei sveglio?
Pronto?
Volevo dirti che Panah e io stiamo andando da tua madre.
Le daremo il regalo del Nuovo Anno e poi forse...
andremo assieme da tua sorella per dare il regalo anche a lei.
Vuoi parlare con tuo padre? Aspetta...
Papà, ascolta. Ho acceso la videocamera e l'ho messa sulla sedia.
Solo che credo che non sia rimasta molta carica. La batteria potrebbe esaurirsi.
Ciao.
Non preoccuparti se torniamo a casa tardi.
Proverò a richiamarti.
Ah, non dimenticarti di dare da mangiare a Igi.
Alzati subito dal letto.
Il cibo per Igi è sul balcone. Però lavalo bene.
Nostra figlia ci ucciderà se il suo Igi si ammala.
Ricordati di dare l'acqua ai fiori.
E non preoccuparti se ti chiamo tardi...
o se non ti chiamo affatto.
La città è davvero intasata, oggi,
e le linee saranno probabilmente scollegate.
Torneremo a casa tardi stasera. Se posso, ti telefono.
Ti amo! Ciao!
Igi. Mangia e facciamo la pace.
Testardo...
Mangia il formaggio!
Prendi qui, Igi...
- Pronto? - Pronto, signorina Gheyrat?
- Salve. Come sta? - Sono Panahi. Molto bene. E lei?
- Bene, grazie. - Ci sono novità, signorina Gheyrat?
Nessuna. La Corte d'Appello non ha ancora deciso.
Allora dove mi trovo in questo momento?
Voglio dire, si saprà con l'anno nuovo?
Dipende. Se c'è qualche influenza,
allora potranno emettere un verdetto immediatamente.
Ma per i verdetti recenti hanno impiegato molto tempo.
Lei crede...
che il giudice d'appello...
confermerà il verdetto oppure no?
Vorrei tanto saperlo.
Io credo che la pena complementare...
- Che cos'è? - Alludo al bando di 30 anni.
Di 20 anni.
Sì, di 20 anni. Io credo che il bando di 20 anni sarà revocato...
e che i sei anni di reclusione saranno forse ridotti in qualche modo.
Questo è ciò che penso.
Ciò significa che andrò definitivamente in prigione.
Sì, la prigione è certa. Non la assolveranno.
A meno che non ci sia un ordine perentorio, una decisione forte, o una qualche pressione,
loro non annullano mai completamente la pena.
Cosa intende con "pressione"?
Allude alle reazioni internazionali?
Sì, e anche alla pressione interna.
La pressione interna può avere una maggiore influenza.
Di questo ho parlato anche con Rakhshan (Bani-Etemad).
- Capisco. - Le ho detto tutto questo. Ogni tipo di sforzo, raccomandazione, attenzione,
sono cose che fanno la differenza, lo sa.
La comunità cinematografica locale ora non è in una posizione
da poter aiutare molto.
Voglio dire che se fanno il minimo movimento,
anche a loro sarà proibito fare film.
Non mi aspetto davvero nessuna reazione da loro.
Capisco perfettamente.
Recentemente sono riuscita a ridurre un caso che durava da quattro mesi...
nello stesso tribunale, da una condanna di due anni a una condanna di un anno.
- Perciò, capisce? - Sì, però...
Ma io non ho mai visto un caso nel quale il giudice di appello
annulla completamente una condanna.
La confermano oppure la riducono un po'.
- Dunque io... - Ma il suo verdetto... secondo me il giudice...
revocherà il bando di 20 anni,
e potrebbe fare uno sconto sulla pena di 6 anni.
Dunque io, da quello che dice, dovrei preparare la valigia
e metterla accanto alla porta.
Io spero che non accada, ma come posso saperlo?
Mi vergogno molto perfino io stessa.
Perché nemmeno noi sappiamo cosa accadrà.
Perché queste decisioni non sono legali, sfortunatamente.
E' per questo che le nostre argomentazioni legali non sono state ascoltate.
Devo dirle chiaro e tondo che le decisioni sono...
al cento per cento politiche e per nulla legali.
Né giudiziarie. 100 per cento politiche.
Dipende tutto dagli attuali condizionamenti sociali,
e dalle pressioni e reazioni.
Grazie mille.
Sono davvero dispiaciuto di disturbarla così tanto.
Oh, no. Per favore, non dica così.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Penso che dovrei togliere questo gesso e buttarlo via.
Ricordi il film "Lo specchio"?
Il film "Lo specchio"...
E' stato il mio secondo film.
Raccontava di una bambina la cui madre non si era presentata...
per prenderla a scuola e lei tenta di andare a casa da sola,
e di trovare la strada. Lei sale sul bus e, quando il bus parte,
capisce che sta andando nella direzione sbagliata.
Alla fine la piccola non ce la fa più.
Si toglie il gesso e lo butta via.
Dice che vuole essere se stessa.
"Quello che avete fatto è falso.
Io so come andare a casa.
Non capisco cosa vogliate da me."
Non guardare nell'obiettivo, Mina.
- Io non recito più! - Taglia!
Mina...
Voglio scendere!
Cosa succede?
Io non recito più!
Qualcuno ti ha molestato?
Apri la porta! Fammi scendere!
- Cosa devo fare? - Ferma il bus.
Apri!
Mina...
- Non mi dici nulla? - No!
Lasciatela scendere.
Non sono sicuro del risultato, però...
Avvicina la macchina da presa.
- Devo filmare questo? - Sì.
- Chiudiamo il marciapiede? - No, non importa.
Lei potrebbe toccare il microfono.
Abbiamo la sua voce?
Sì.
Pronto per girare?
Allora andiamo.
Verifica il suono.
Si gira!
Come dicevo...
mi sembra di essere ora in una posizione simile a quella di Mina.
In qualche modo devo togliere il mio gesso e buttarlo via.
Stamattina, dopo che abbiamo parlato al telefono,
mi sono seduto a riguardare le riprese che ho girato.
Ho notato che sembrano false, in un certo modo.
E' saltato fuori che sono menzognere e io non sono affatto così.
Mi sono ricordato che tu stavi per fare un film...
su questi problemi. Cos'era, esattamente?
Dietro le quinte dei cineasti iraniani che non fanno film.
Capisco.
E' per questo che ti ho chiesto di venire qui.
Forse potremmo fare qualcosa...
dentro a questa casa.
Ora ti dico. Solo un momento, lasciami prendere questo.
A proposito, io non so molto di problemi tecnici.
Abbiamo bisogno di luce addizionale per l'ambiente?
In questo momento il problema è la troppa luce. C'è una sovraesposizione.
C'è troppa luce che entra dalla finestra.
Allora non servono luci addizionali?
Bene. Andiamo in cucina.
- Cosa vuoi fare? - Beviamo il nostro tè e pensiamo a cosa fare.
La ragione per cui ho preso questa sceneggiatura è che...
Aspetta un momento.
Cambiamo inquadratura.
Non so se ricordi questa sceneggiatura.
Questo è l'ultimo film che stavo per fare.
La inviai per l'approvazione, ma purtroppo non l'approvarono.
Mi dissero di apportare dei cambiamenti alla sceneggiatura...
e di addolcirla un po' e avrebbe potuto essere approvata,
però non l'approvarono lo stesso e non mi è stato permesso di lavorare.
Adesso ho pensato che forse potrei leggere la sceneggiatura.
Adesso che non mi è consentito di fare dei film,
forse leggendo e spiegando
potrei crearne una immagine.
Forse lo spettatore vedrà
il film che non è stato fatto.
Il film tratta di una ragazza che è stata ammessa
all'università nel campo delle arti.
Ma siccome viene da una famiglia tradizionale,
i suoi genitori non le permettono...
di studiare in quel campo.
Soprattutto dopo che lei supera...
l'esame di ammissione all'università,
e il suo nome viene pubblicato sui giornali.
Suo padre lo scopre e la famiglia la sottopone a delle restrizioni.
- Vuoi che scaldo il tuo tè? - No, grazie.
Poi i genitori partono per un viaggio e rinchiudono in casa la ragazza.
Da quel momento, con tutte le porte chiuse a chiave,
la ragazza tenta di trovare
un modo per uscire dalla casa.
Se non arriva a Teheran in tempo per l'iscrizione,
le sarà negata la possibilità di andare all'università.
Il film doveva essere ambientato
all'interno della casa e io tentai di farlo,
ma non ci riuscii.
E' per questo che ti ho chiesto di venire ad aiutarmi
in questo posto per poter recitare la sceneggiatura.
Con la macchina da presa che mi segue,
invece di metterla sul treppiede,
io posso recitare la sceneggiatura più facilmente.
Dunque stai per recitare
la tua ultima sceneggiatura che non è stata realizzata?
Sì, però non in questa stanza.
Se mi sedessi qui a leggere...
annoierei tutti.
Se però noi andiamo di là,
possiamo creare le condizioni
per spiegare tutto più facilmente.
Bene. Allora andiamo di là.
Molto bene. Taglia.
- Taglio? - Dai, taglia.
Tu non stai dirigendo. E' un reato.
Tu leggi soltanto la sceneggiatura.
Dunque io non sono più un regista.
Bene. Se ti accingi a descriverla, allora lascia il resto a me.
Narraci il tuo copione e io ti seguo.
Spero che funzioni.
A proposito, se recito e leggo un mio copione, sarà considerato un reato?
Spero di no.
No, infatti.
Finora mi hanno detto: proibito girare film per 20 anni,
proibito scrivere copioni per 20 anni,
proibito uscire dall'Iran per 20 anni, proibito...
dare interviste per 20 anni.
La recita e la lettura di copioni non è stata menzionata.
Grazie al cielo.
Penso che questo spazio qui
dovrebbe essere abbastanza per la nostra storia.
Questa location non si abbina...
al nostro personaggio principale, Maryam...
poiché è di una classe più umile.
Possiamo soltanto ricreare la location qui,
così da avere un'idea della sua situazione...
Un momento...
Immaginiamo che questo tappeto sia la casa della ragazza.
Supponiamo che tutta la casa della ragazza sia concentrata qui.
E io inizierò da qui...
E queste linee che sto tirando...
sono le pareti della camera della ragazza.
Questa è la sua camera.
Poniamo che questo sia il suo letto e lei sia distesa qui.
Qui c'è una finestra...
L'inquadratura iniziale sarà da questa finestra.
Questa inquadratura durerà circa 6 secondi
e noi vedremo soltanto il vicolo.
Allora l'accesso alla camera sarà qui.
Qui c'è l'accesso alla camera della ragazza.
E qui c'è l'accesso alla casa.
Loro entrano passando da qui.
Qui c'è il salotto...
Pochi gradini e noi entriamo nella...
nella camera della ragazza.
Facciamo finta che questi siano i gradini.
Questo è il vicolo...
Questa è la casa accanto.
Il ragazzo si mette sempre qui.
Ora dirò di alcuni eventi
che avvengono in questa casa.
Questa è la location che avevo trovato andando in giro per Isfahan.
La finestra doveva essere modificata per accordarsi alla mia idea.
Ecco la camera della ragazza, che ora è in disordine,
e avremmo dovuto cambiare la disposizione delle cose.
Queste sono le scale
che portano alla camera della ragazza.
Questo è il salotto di cui parlavo.
E questo è l'ingresso alla casa di cui avremo bisogno.
Nei miei ultimi cinque film, l'azione ha sempre avuto luogo in strada,
e, per le limitazioni vigenti a proposito del velo per le attrici,
non ho mai girato dentro alle case.
Allora sottoposi al Ministro una sceneggiatura intitolata "Il ritorno",
però non mi diedero il permesso di girarlo.
E io insistetti per un paio di anni.
"Il ritorno" trattava dell'ultimo giorno di guerra con l'Iraq,
basato su un breve racconto di uno scrittore che aveva trascorso
l'intero conflitto al fronte.
L'Iran ha finalmente accettato la risoluzione per terminare la guerra.
E i soldati stanno rientrando ai loro luoghi di origine.
Però non ci sono abbastanza veicoli per farli ritornare.
Alla fine, alcuni soldati...
si stendono sui binari della ferrovia...
e obbligano un treno a fermarsi, così possono salire.
Solo dopo che sono saliti sul treno iniziamo a vedere i problemi della guerra.
Bene, dopo non aver ottenuto il permesso di girare,
iniziai a pensare cosa fare. Abbozzai altri soggetti...
e tutti erano ambientati in singole location.
Così decisi di filmare in interni.
La mia sceneggiatura seguente, intitolata "Mare",
era ambientata in una casa di vacanza al mare.
C'erano soltanto tre o quattro personaggi...
perciò potevamo girare dentro la casa...
nel caso avessero negato il permesso di fare il film.
Sfortunatamente, neppure così funzionò.
Il mio film successivo doveva essere girato assieme con Rasoulof,
dentro a questa casa e avevamo girato il 30 per cento delle scene...
quando all'improvviso sono entrati con la forza e ci hanno portato via
con tutto il girato e sono iniziati i problemi.
Ma non pensiamoci!
Scena iniziale. Qui c'è l'inquadratura...
che ci mostra il vicolo.
C'è un ragazzo in fondo al vicolo.
Un'anziana donna svolta nel vicolo e lo percorre fino a metà.
Il ragazzo va ad aiutarla con un pesante sacco che sta portando.
Loro passano sotto la nostra inquadratura
mentre noi continuiamo a vedere il vicolo attraverso l'inquadratura fissa.
Udiamo il campanello suonare e dopo un momento il ragazzo appare di nuovo.
L'anziana donna entra in casa...
sale le scale...
apre questa porta ed entra nella camera.
Vede che la ragazza sta dormendo.
Possiamo capire tutto questo dal sonoro.
"Ciao, nonna. Mi hai portato la sim per il cellulare?"
Non con questo tono, ovviamente.
Ricordiamoci che s'è appena alzata ed è un po' assonnata.
- "Tuo padre mi ha detto di non comprartela." - "Glielo hai detto?"
"Cosa pensavi? Che non glielo avrei detto?"
"Oh, nonna!"
Udiamo l'anziana donna: "Alzati, alzati!"
L'anziana donna si lamenta dei propri acciacchi,
e dice che non può venire a trovarla tutti i giorni.
E così apprendiamo che la ragazza è da sola in casa,
che soltanto l'anziana va a trovarla
e che quella è in realtà...
la nonna paterna della ragazza.
L'anziana si congeda dalla ragazza parlandole del ragazzo
e dice che è un bravo ragazzo.
Lei dice che forse il ragazzo è lo spasimante della figlia dei vicini.
Di nuovo l'anziana si congeda dalla ragazza,
e le dice che non verrà a trovarla per una settimana.
Noi udiamo il rumore dei suoi passi...
e se ne va come era arrivata.
Udiamo aprirsi la porta che dà sul vicolo...
e attraverso questa stessa inquadratura...
vediamo l'anziana.
Quando udiamo la porta, vediamo anche il ragazzo
lasciare il suo posto in fondo al vicolo.
L'anziana che è entrata nell'inquadratura...
cammina sino in fondo al vicolo e volta a destra.
Dopo un attimo, il ragazzo riprende la propria posizione
e guarda verso la finestra. Questa era la scena iniziale.
Per la seconda scena, questo posto deve diventare il bagno...
e la macchina da presa è dietro la porta del bagno.
Noi udiamo i soliti rumori dell'interno di un bagno.
Poi la porta si apre e per la prima volta
vediamo la ragazza che ha la testa rasata.
Va verso il letto e si siede sul ciglio.
E il letto è qui come ho detto prima.
Poi si sdraia sul letto per un momento...
e si tocca la faccia.
Il telefono suona.
Lei va verso il telefono, che è collocato qui.
Supponiamo che questo sia il telefono sul tavolo.
Lei risponde al telefono, ma nessuno risponde.
Allora sbatte il ricevitore sul pavimento.
Si butta sul letto...
Si butta sul letto, volta la faccia contro il materasso e piange.
Dopo un po', si volta e guarda il soffitto per qualche istante.
C'è una grossa corda che pende dal soffitto.
La macchina da presa si inclina verso il basso.
E proprio qui c'è una sedia.
La ragazza è seduta sulla sedia e...
guarda con attenzione,
come se decidesse di fare l'ultima cosa...
che deve fare prima di suicidarsi.
Prima, quando nessuno ha risposto al telefono,
aveva sbattuto il telefono per terra ed era in frantumi su tutto il pavimento.
Ora sta guardando il telefono distrutto.
Prossima scena. Taglia!
La cornetta che lei ha sbattuto è qui a pezzi.
Questa scena è, di fatto, una soggettiva della ragazza.
Lei inizia a mettere assieme i pezzi quando...
d'improvviso il telefono suona.
Lei porta automaticamente la cornetta al suo orecchio.
"Pronto? Pronto?"
Lei sente di nuovo lo squillo.
Va verso la base del telefono...
e preme...
Cosa c'è? Perché non continui?
Un momento...
Noi udiamo il tono di fine chiamata.
Maryam riflette per un istante.
Anche se è agitata...
Se possiamo narrare un film, allora perché farlo?
- Salve. - Salve.
- Ecco a lei. - Grazie.
Quant'è?
Ci mancherebbe.
Cosa sta succedendo là fuori?
Ancora nulla. E' appena iniziata. Presto diventerà violenta.
- Perché lo chiede? - Così.
Ecco a lei.
Va bene?
Sì, grazie.
Tenga il resto.
Grazie.
Arrivederci.
E' arrivato il pranzo.
Sto cercando la scena...
in cui Hossein va dal gioielliere
e costui lo umilia.
Lui ha recitato in un tale modo che era al di fuori del mio controllo.
Un istante...
Qui... no, qui no.
Qui non ne abbiamo.
Potete trovarlo al bazar del distretto di Galubandak.
Sapete, là c'è un mercato dell'oro,
Se mia figlia stesse per sposarsi...
io la consiglierei di fare un investimento.
Le direi di non comprare dei gioielli.
Comprate dell'oro che può essere rapidamente trasformato in contanti.
Arrivederci.
Congratulazioni.
Cosa ti ha preso?
Che cos'hai?
E' stato Ali, lo giuro.
Mi ha detto lui di vestirmi così.
Io non volevo farlo.
Lui non sa con chi ha che fare.
- Vuoi una sigaretta? - No, ho freddo.
Vado a prenderti il giubbotto.
Sono io? E' per colpa mia che sei turbato?
No. Andiamocene.
Ecco il tuo berretto.
- Vuoi un passaggio? - No, vai pure.
- Dai un passaggio a mia sorella? - Sì, vai pure.
- Ciao. - Ciao.
Ecco! Guarda questo.
Quando narri una storia, devi farlo con un mucchio di dettagli.
Ma con un attore non professionista come Hossein,
i dettagli non sono affatto prevedibili.
Tu scrivi delle cose,
ma quando vai sulla location
ed entra l'attore non professionista
è lui che dirige te.
E' lui che ti dice come spiegare il film.
Ciò che intendo è che prima il film deve essere fatto
per darci la possibilità di spiegarlo dopo.
Come posso spiegare un film prima di farlo?
Hossein si sarebbe appoggiato al muro e avrebbe fatto...
ciò che ha fatto con gli occhi e che non gli avevo mai visto fare prima?
Quando gli ho detto di recitare l'ha fatto di sua iniziativa.
Non lo so...
Forse io...
sto segnando il passo in qualche modo.
Sento che anche quello che stiamo facendo qui è una menzogna.
Come la prima sequenza che abbiamo visto.
Il resto certamente diventerà una menzogna, non importa come procede.
Prendiamo il film "Il cerchio", per esempio...
Dov'era?
Però ora non puoi fare un film comunque, vero?
Come sarebbe a dire? E' per questo che ti chiedo...
di fare un film su di me.
Pensi che questa diventi un'opera d'arte?
- Non è quello che hai detto? - Cosa ho detto?
Mi hai chiesto di venire. Hai detto che avevi tentato un paio di riprese
che però non funzionavano, sembravano false.
Jafar, tu ora stai aspettando la conferma del verdetto
per il film che stavi facendo prima.
Tu hai un bando da ogni attività per 20 anni, oltre a 6 anni di prigione.
- E allora? - Be', questa è un'attività legata al cinema.
Ciò che facciamo ora e ciò che io farò più tardi.
- Che cosa? - Il film che stiamo facendo.
- Questo è un film secondo te? - A me pare di sì. Tu che dici?
Vieni a guardare. Vedi questa sequenza?
In quel film, se l'attrice fosse anche la regista...
Inquadra lo schermo!
Bene, guarda. Qui è la location che sta facendo la regia.
Questa attrice non ha bisogno di fare nessuna faccia per mostrare l'ansia.
Quelle linee verticali nella location...
Quelle linee...
riflettono la sua condizione psicologica.
Tutto funziona alla perfezione.
Ora, come posso realmente esprimermi dentro i confini...
che ho delimitato con quelle linee?
Come posso narrare il senso e il sentimento in questo tipo di film?
Impossibile.
Continuiamo, magari il mio stato d'animo migliora...
Vedremo cosa possiamo fare più tardi.
Cosa vuoi?
Ovunque tu vada, è bloccato.
Molti siti web sono filtrati e gli altri non dicono nulla.
Igi!
Le tue unghie sono troppo affilate!
Dai, Igi. Vai su.
Le tue unghie mi stanno facendo male.
Qui dice: "Siamo felici di aver fatto sì
che la Casa del Cinema si interessi alla rivoluzione."
Il Delegato al Cinema del Ministero dice che sono felici che per la prima volta
l'esecuzione delle politiche per il conseguimento degli obiettivi rivoluzionari
sia diventata lo scopo degli attuali registi della Casa del Cinema.
Lui dice: "Noi andiamo al Festival di Berlino".
Ciao, Rakhshan.
- Ciao, come stai? - Io bene. E tu?
Dimmi di te.
Sto bene. Non male.
- Diciamo così così. - Novità?
No. Ho parlato col mio avvocato, poco fa.
Sembra che lei abbia parlato con te.
Sì, ho parlato con lei.
Cosa ha detto?
Volevo verificare il numero del distretto del tribunale e altri dettagli.
Pensavo che il minimo che potessimo fare era mettere di nuovo in circolazione
l'appello originale fatto da dodici importanti registi,
e inviarlo alla Corte d'Appello.
Non hai altre novità?
No. Ho parlato con Gheyrat. Non era troppo ottimista...
Ha detto che forse le reazioni e le proteste...
da parte degli artisti di tutto il mondo potrebbe influenzare la decisione.
Le stesse voci che si odono particolarmente all'interno della nazione.
Io le ho detto che non volevo mettere i colleghi iraniani nei guai.
Ci sono dei problemi per noi che tutti conoscono bene.
Però...
Be', di problemi ce ne sono parecchi.
Il fatto è che tutti se ne tengono alla larga per la paura.
Voglio dire che non so...
Tu conosci bene le condizioni.
Trasformare ogni piccolo caso...
in un grosso problema per chiunque...
ha fatto sì che tutti diventassero insensibili.
Proprio ieri sera stavo pensando di parlare con te per dirti
che il caso è adesso alla Corte d'Appello,
e lo stesso appello dei registi, stavolta firmato da più nomi,
sarà poi consegnato direttamente alla magistratura.
Va bene, grazie!
Ciao. Ciao.
Va bene. Continuiamo.
Ho detto di nuovo "Taglia"!
Cosa c'è? Non so cosa possiamo fare veramente.
Lasciami tentare di narrare un'altra parte della sceneggiatura.
So che non può essere paragonata a un film o a un vero lavoro. Però...
Vorrei narrare un'altra scena. Vediamo cosa ne esce.
La scena in cui la ragazza...
A proposito, non vi ho mai mostrato la ragazza.
Sì... eccola.
Queste due ragazze parlano con accento di Isfahan.
Abbiamo provinato 30 o 40 ragazze,
ma queste due erano le più vicine a quello che cercavo.
Soprattutto se si rapavano la testa.
Questa con gli occhi incavati,
ha l'aria di una che ha avuto una vita...
piena di patimenti e di problemi.
Sentii che la parte era adatta a lei,
e aveva anche un perfetto accento di Isfahan.
Ora... a proposito, lasciami dire che nel corso di tutto il film
lei ha sviluppato una relazione molto intensa col ragazzo
che è piazzato alla fine del vicolo,
e nel giro di 4 o 5 giorni...
lei si accorge di essersi innamorata di lui.
E ciò fa sì che lei perda gradualmente interesse
ad andare a Teheran, e c'è una relazione che si sta creando.
Verso la fine del film iniziamo ad apprendere che,
come nella storia originale...
Poiché questa storia è basata su un breve racconto
di Chekhov intitolato "Diario di una ragazza"
su cui Kambuzia (Partovi) e io abbiamo lavorato...
iniziamo a imparare che il ragazzo non è andato lì...
perché era innamorato,
ma perché aveva brutte intenzioni, e...
ed era in realtà una spia.
Comunque, una scena che mi piace
è quando sua sorella viene verso la porta...
Perché continuo a passare di qui? E' l'abitudine.
Prima avevo lasciato il telefono oltre la linea.
La sorella viene verso la porta e dopo scopriamo che...
che ha lasciato suo marito irritato e che non ha un posto dove andare.
La porta è chiusa e soltanto la nonna ha la chiave.
La ragazza prova a parlare con la sorella attraverso la finestra, ma non ci riesce.
Allora viene fin qui e scende queste scale,
e arriva dietro la porta.
Lei prima ha tentato di aprire la porta, ma non c'è riuscita
così s'è soltanto seduta dietro la porta,
in questo modo, e parla con sua sorella.
Noi non vediamo mai la sorella.
Abbiamo un'inquadratura fissa.
Noi udiamo soltanto la sorella che parla da dietro la porta.
La sorella parla dei propri problemi,
e Maryam parla dei propri problemi, così salta fuori...
che hanno entrambe dei seri problemi.
La sorella, che è dietro la porta,
si accorge della presenza del ragazzo.
In uno dei miei dialoghi preferiti,
lei dice: "Ascolta...
vai con lui."
Dall'anno scorso, quando ci furono i primi Fuochi d'Artificio del Nawruz
in seguito alle proteste seguite alle elezioni presidenziali,
il Presidente dell'Iran per la prima volta
ha denunciato i Fuochi d'Artificio del Nawruz come blasfemi,
e ha affermato che non hanno alcun fondamento religioso.
Perciò, praticamente dall'anno scorso...
Ciao.
- La zia Tahereh è in casa? - No, è uscita.
- E Panah? - Panah è andato con Tahereh a dare il regalo del Nuovo Anno a sua nonna.
Sai quando torneranno?
Stasera tardi, credo.
Posso chiederti un favore?
Non chiedermi di tenere questo.
Per favore. Non c'è nessuno che tenga Micky.
Sto uscendo con Shahrzad per i fuochi d'artificio. Gliel'ho promesso.
Perché non lo porti all'ottavo piano?
Shahrzad ha lasciato il suo gatto da loro.
Solo per un'ora, prometto di tornare presto.
- Ma io cosa dovrei fare con lui? - Tornerò presto!
- Quando tornerai? - Tra un'ora.
Va bene, entra!
Tornerò davvero presto!
Vai, Micky.
Tornerò presto. Grazie mille.
Va bene. Ciao.
Vieni. Vieni qui.
Shima! Shima!
Portalo via, Shima. Igi è spaventato.
Ma non gli fa nulla...
Mi dispiace, non posso. Portalo al sesto piano.
- Pronto? Pronto? - Pronto!
Ciao.
- Ciao, come va? - Bene, grazie. Cosa succede?
Dove sei?
Seduto, qui in casa.
Dove sono Tahereh e Panah?
Sono andati a portare a mia madre il regalo del Nuovo Anno.
Dovresti vedere qui fuori. Vuoi che venga a prenderti?
No, no...
Non posso venire.
I ragazzi mi hanno detto di telefonarti per chiederti se vuoi venire.
No, grazie. Sto aspettando Tahereh e Panah.
Voglio vedere come stanno.
C'è un traffico incredibile.
La folla è in mezzo alla strada e ovunque ci sono uomini armati.
- Dove? - Fuori c'è una strana atmosfera.
Mi sembra che gli uomini armati aiutino ad accendere i fuochi.
Dove sei?
Sto tornando dall'ufficio, ma non preoccuparti.
Vuoi che io passi a prendere Tahereh e che la porti a casa?
No. Ho chiesto loro di aspettare finché le strade sono calme.
Scusami, mi dispiace. Ti chiamo dopo.
La polizia mi ha fermato.
Cos'è successo?
Pronto?
Riesci a vedere i fuochi d'artificio?
Pronto? Lasciami spegnere il televisore. Pronto?
Ho chiamato per dirti di non preoccuparti.
Stavano controllando la mia videocamera.
Non temere, ho già passato il posto di blocco.
Ma chi erano quelli che ti hanno fermato?
Ci sono dei posti di blocco. Fermano le auto.
Ti fanno accostare e iniziano a rovistare.
E' stato un controllo casuale.
Hanno visto la mia videocamera sul sedile e mi hanno chiesto di accostare.
Mi hanno chiesto perché ho una videocamera.
Ho detto che è per il mio lavoro e che tornavo dall'ufficio.
Ha guardato la mia videocamera e mi ha lasciato andare.
Ascolta, sii prudente!
Va bene.
Se sei in pensiero, posso andare a prendere Tahereh e Panah.
C'è un traffico incredibile qui fuori.
E vedo un mucchio di polizia nelle strade.
Non c'è bisogno che tu faccia nulla.
Pensa a te stesso.
Non metterti nei guai!
Ok, vado direttamente a casa.
Non metterti nei guai. Vai a casa.
Va bene. Prima ero in ufficio e ora vado a casa.
- Molto bene. - Grazie. Ciao.
Ciao.
Cosa stai facendo?
Mi annoio, sto filmando.
Non possiamo fare il nostro film, perciò almeno...
Voglio vedere se posso fare qualcosa col cellulare.
Si dice: "Quando i parrucchieri non hanno nulla da fare,
si tagliano i capelli a vicenda".
Bene, filma anche tu.
Ma a cosa può servire? La qualità è troppo bassa.
Io credo che ciò che importa sia quello che è documentato.
Dal giorno in cui ti sono capitate quelle cose,
e dopo che sei uscito di prigione,
se tu avessi acceso la videocamera del tuo telefonino,
avresti registrato molti momenti importanti.
Non sappiamo se possono diventare un film oppure no.
Anche le cose che abbiamo fatto oggi.
Se vuoi trasformarle in un film, ne dubito, però...
se stai documentando le giornate, allora fai pure.
Non so cosa stavamo facendo.
Ma ho pensato che potrei ascoltare il mio verdetto in qualunque momento...
e che mi sono stancato di stare seduto a casa tutti questi mesi,
così ho pensato che potrei fare qualcosa.
E' naturale.
- Non tagliare, Jafar. - Perché? - Continua a riprendere.
E cosa filmo?
Riprendi me, in caso mi arrestassero...
ci saranno rimaste delle immagini.
Non si riesce a vedere nulla da questa parte.
Non si riesce a vedere fuori.
Non contare troppo su quello che ho filmato,
perché io non sono un fotografo.
Almeno sai alcune cose. Io non so proprio nulla di tecnico.
Vuoi davvero che continuiamo, o cosa?
Non lo so.
Non potresti rimanere di più stasera, così vediamo come va a finire?
Vuoi che stiamo seduti così a guardarci per tutta la notte?
E non possiamo fare nulla.
Penso che dovrei andare. Sono preoccupato per mio figlio Yasna.
Andava ai Fuochi d'Artificio del Nawruz con un mucchio di munizioni.
E' già tardi.
Possiamo rivederci domani.
Ora ti lascio la videocamera nello stesso modo...
- in cui io l'ho presa da te... - Credi che filmerò qualcosa?
No, ma l'importante è che le videocamere siano accese.
E' importante che le videocamere siano accese.
Adesso la stabilizzo.
Come la metti a livello? Con un accendino?
Un accendino come treppiede.
Passami il tuo pacchetto di sigarette.
Dopo che sono uscito, hai solo da sederti e parlare alla videocamera.
Magari possiamo guardare più tardi questo girato,
e montarlo e vedere come è venuto.
Va bene. Io penso che l'importante sia documentare.
- Te ne vai proprio? - Se non ti dispiace, sì.
Lascia che ti accompagni alla porta, così filmo la tua partenza.
Ho anche il mio cellulare.
- Vai via? Salutami tua moglie. - Certo.
Perdonami per tutti questi problemi.
Dille che due uomini pigri si sono filmati a vicenda.
- No, va tutto bene. - Oh, a proposito di Rakhshan...
Una volta che stavamo parlando e non avevamo nulla da fare,
Rakhshan suggerì di iniziare una cucina mobile.
Noi chiedemmo "cosa intendi per cucina"?
Lei disse di noleggiare un furgone e di scriverci sopra:
"Cucina mobile dei cineasti pigri".
Poi concordammo che ognuno di noi avrebbe cucinato un piatto.
Lei mi chiese cosa sapevo cucinare. Io dissi che non sapevo cucinare affatto.
Poi ci pensai un po' su e dissi che mia madre prepara delle ottime polpette.
Lei ci suggerì di scrivere nel menù: "Polpette della mamma di Jafar"!
- Salve, signor Panahi. - Salve.
Ti conosco?
Hassan, il fratello di Nasrin.
Il cognato di Akbar, il portinaio.
- E allora? - Sono qui per prendere la sua spazzatura.
Ah, per prendere la spazzatura.
Io me ne vado, se non ti dispiace.
Un momento. Va bene. Vai a prenderla.
E' in cucina, sotto il lavello.
Non toglierti le scarpe. Vai via?
Sì. Chiamami e ci organizziamo per domani.
Mi lasci togliere la spazzatura dall'ascensore.
- Nessun problema, la lasci. - Ma c'è disordine. - Non si preoccupi.
Ciao. I miei saluti alla signora.
Senti, a che ora ci incontriamo domani?
Mi telefoni?
Chiamami domani quando ti svegli.
Ci metteremo d'accordo per vederci e per esaminare...
- Dov'è la spazzatura? - Laggiù, sotto il lavello.
- E' questa? - Sì, è tutta lì.
- Nulla nel balcone? - No, nulla.
Allora aspetto la tua telefonata.
Sarò sveglio.
La sua videocamera è accesa, signor Panahi.
Nessun problema.
Lasci andare prima me. Lei scende dopo. Quella roba puzza.
Allora lasci che la tolga.
- Non c'è bisogno, c'è il coperchio. - Ciao!
Per favore, poi prema il pulsante del piano 9.
Grazie mille. Anche questa è spazzatura, signor Panahi?
No, è un impianto stereo che qualcuno deve portare via.
Sta filmando, signor Panahi?
Mi lasci mettere una camicia decente, almeno.
Stai sostituendo il portinaio?
Sì. Mia sorella Nasrin sta per avere un bambino...
- Oh, già! Sono andati a Isfahan. - Esatto.
Vogliono che il bambino nasca ad Isfahan.
Ma tu cosa fai qui a Teheran? Fai il portinaio da qualche altra parte?
No, sto solo sostituendo Akbar per qualche giorno.
Voglio dire, qual è il tuo lavoro?
In realtà faccio di tutto, però studio anche.
- Tu studi? - Sì.
Dove?
Alle Belle Arti.
Sei un universitario?
- Sì. - Bravo. - Grazie.
Quale campo?
Studio Investigazione delle Arti.
Investigazione...
- Investigazione delle Arti. - Così studi per un master? - Sì.
Bene.
Non sembro uno così con questi vestiti. E' il mio abito da lavoro.
Io sono qui per raccogliere la spazzatura, quindi temevo di sporcarmi.
Dev'essersi dimenticato...
La sua faccia mi è famigliare.
Non è lo stesso tizio che ha recitato in "Berretto rosso"?
Per nulla!
Era piuttosto simile.
Pensavo che fosse lui, ma senza baffi.
No, è un mio amico.
Ed è un regista di documentari.
E' il signor Mirtahmasb e gira documentari.
Ha fatto dei buoni documentari.
Stavamo solo parlando.
Non stavamo lavorando.
Pensavo che lui fosse qui per un provino.
Pensavo di essere entrato all'improvviso in un suo film...
A proposito, di là c'è una videocamera ad alta qualità...
e sta filmando con questa?
- E allora? - La videocamera professionale è di là. - Vuoi dire che questa non ti piace?
Anch'io ne ho una in tasca. Eccola.
Crede che io possa fare un film con questa?
Di certo lei ci riuscirà, ovviamente.
Va bene, allora. Solo un momento...
Lasciami andare a prendere l'altra.
Porto giù la spazzatura?
Aspetta, vengo anch'io.
Aspetta...
Mi faccia portare giù la spazzatura.
- E questa come ti sembra? - Accipicchia! E' fantastica!
Andiamo. Prendi anche quella. Vengo con te.
- Fai entrare prima me. - Lasci che tolga questa roba, puzza. - No, va bene.
Sta facendo di me un attore. Però io sono uno che arrossisce.
Non dire così.
Mi scusi.
Non ti avevo mai visto prima.
Come mai? Sono venuto qui molte volte.
Io sono venuto qui 20 o 25 volte, finora.
Come minimo.
Non hai null'altro da fare?
Mi scusi.
Sì, ho altre cose da fare. Ma questo fa parte di ciò che faccio.
Mia sorella ha bisogno...
Ti pagano per questo?
No, questo è solo per aiutare Akbar e Nasrin. Sa...
Come ti paghi gli studi?
- Lavorando. - Quale lavoro fai?
Qualsiasi.
Per esempio?
Torno e glielo dico.
La spazzatura puzzerà se rimane dentro il palazzo.
Diversi lavori, come distribuire volantini o lavorare per un'industria tessile.
Siamo al settimo, andiamo al sesto.
Io lavoro per un'industria tessile e faccio consegne in bicicletta, in taxi...
Per un po' ho anche disegnato delle pubblicità.
Ha idea di com'è lavorare per un'industria tessile?
Significa rovinare i propri polmoni...
Significa perdere l'udito per tutto il rumore che c'è.
Non ho resistito 6 mesi.
Perché non lavori nello stesso campo per il quale stai studiando?
Qui non c'è spazzatura. Io lavoro anche in quel campo.
- Bene. - Ma tutto dipende, lo sa com'è.
A volta c'è lavoro e gli servono delle pubblicità, altre volte no.
Non è come un lavoro a tempo pieno.
Non c'è nulla di sicuro.
Non capisco perché non c'è spazzatura oggi.
Siamo al quinto, andiamo al quarto.
E' come se io fossi andato a spasso con lei, signor Panahi.
Una passeggiata con cattivo odore!
La sera che hanno fatto l'irruzione qui dentro, c'ero anch'io.
- Davvero? - Lo giuro.
Tu eri qui?
Vengo qui spesso per fare un bagno, ecco perché.
Non c'è un bagno nel nostro dormitorio.
Io vengo qui da mia sorella per farmi un bagno.
Poi all'improvviso hanno bussato e...
Andai io alla porta invece di Akbar...
Mi scusi.
Bussa alla loro porta. Forse hanno della spazzatura.
Lo so già, signor Panahi.
Loro la lasciano fuori se ne hanno.
Altrimenti non lasciano nulla di fuori.
Questo significa che sono andati tutti a vedere i fuochi d'artificio, stasera.
Mi faccia vedere...
Oh, no! Quelli del secondo piano!
- Perché? - Ora avranno venti scatole di pizza.
Io lavoravo alle consegne e gli portavo una pizza ogni 10 minuti.
Non so come facciano a mangiare così tanta pizza.
Aspetti un secondo.
Questi tizi hanno sempre della spazzatura.
Salve.
Ti richiamo tra un minuto.
Porti la sua spazzatura.
La spazzatura?
- Lei resta a casa stasera? - Devo restare a casa.
No, voglio dire: non va da nessuna parte, stasera?
No, io sarò qui per quasi tutta la sera.
Posso chiederle di tenere Micky per un paio di ore?
Oh, no! Per amor del cielo, non mi chieda questo.
L'ultima volta ce l'avete lasciato per una settimana.
- Lo guardi! - Non le darà alcun fastidio.
No, aspetti che torni Akbar.
Ma qui non c'è nessuno stasera. Nemmeno Akbar.
Lo lasci dal signor Panahi.
L'ho lasciato dal signor Panahi.
Non ha resistito più di due minuti.
Guardi, ora devo andare...
Non le darà alcun fastidio.
Allah sa che se io potessi...
O muoio io entro domattina, oppure muore Micky.
Tornerò tra due ore.
Mi porti la sua spazzatura, per favore.
Allora lo tiene lei?
No, però lo porti nell'androne.
- Dice sul serio? - Sì.
- Allora ci aspetti. - Lo porti nell'androne.
- Ora mi porti la sua spazzatura. - Va bene. - Grazie mille.
- Ha visto il cane? - Perché mi hai menzionato?
Sarebbe un bel soggetto per lei.
Mi sta chiedendo di entrare...
e di prenderla!
Per favore, non gettate più scatolette nel sacchetto.
- L'ultima volta mi sono tagliato la mano. - Certo. Mi scusi. - Grazie.
- Allora lo porto nell'androne. - Va bene.
Quel cane è un numero!
Allora eri qui la notte in cui sono venuti?
Sì, bussarono...
e io andai alla porta al posto di Akbar...
Mi scusi, mi lasci prendere anche questa.
Arrivai alla porta...
Aspetti un secondo...
Io arrivai là quella sera...
Penso che fosse tra le 8 e le 10. Non me lo ricordo esattamente.
Ricordo soltanto che ero appena uscito dalla vasca ed ero bagnato.
Loro bussarono e io andai alla porta.
Mi scusi, signor Panahi.
Questa è una storia folle.
Va bene, non importa.
Non sono soltanto uno o due piani.
- Quando aprii la porta... - Quando finirai gli studi?
Faccio il secondo anno.
Esca, così non si sporca.
No, vai prima tu. Io ti seguo.
Mi scusi.
Cosa farai quando finisci gli studi?
Dopo gli studi avrò un mucchio di cose da fare.
Sa cosa farò per prima cosa?
Prima, cercherò un posto dove posso stare in pace.
Vivrò in mezzo alla natura per un mese.
Fuggirò da motociclette, inquinamento, traffico, spazzatura...
E da Micky...
Fuggirò da tutto questo.
Ma sa qual è la cosa peggiore di tutte?
La cosa peggiore è che ottieni una laurea specialistica e...
poi non c'è lavoro per te.
Signor Panahi, per favore non esca. La vedranno con la videocamera!
QUESTO NON E' UN FILM
Un'opera di:
Grazie ai colleghi:
Mille grazie a:
Dedicato a:
I cineasti iraniani.
Traduzione: Jago71 younditalia.wordpress.com
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