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Di nuovo quel sogno.
Lo faccio continuamente.
È così reale.
Sono in Messico, a casa mia.
Sono tornato.
Ho gli occhi aperti.
Ed eccomi lì, sono io da giovane.
Il sogno finisce sempre allo stesso modo.
Mi sveglio nel letto, sudato.
Mi rendo conto di non poter tornare.
E se me ne andassi, a che sarebbe servito tutto questo?
Ordine pronto!
Ecco qua.
Eccoli.
PUEBLA, MESSICO 1994
Perché avete fatto tardi?
C'era tanta coda. Scusa.
Mamma, ti avevo detto di non dargli del succo.
È acqua.
Paola, ti ho messo il pollo in freezer.
Ce n'è abbastanza per Ricky, domani a pranzo.
- Buonanotte, signora. - Buonanotte.
Lo metto a letto.
Buonasera, signore.
- Buonasera. - Con permesso.
Mi prendevi in giro, eh?
Alzati. Così ti pulisco.
Poi si dorme, va bene?
Vediamo.
Vediamo se viene via.
- Ti faccio male? - No.
- Non riesco... - Iván.
Ehi.
Grazie per avermelo lasciato per un po'.
Quando posso rivederlo?
Gli servono delle scarpe nuove.
Sì, lo so.
Tieni.
Prendi anche questi.
- Te ne rimangono per il bus? - Sì, tranquilla.
Appena mi pagano, gli compro le scarpe.
Sta' attento.
Ehi, il mole. Prova il mole.
Aggiungi la cipolla.
Piatto mole per il 2.
Ha proprio un buon profumo.
Chi pensi che l'abbia fatto?
Il sottoscritto.
Usi ancora il mortaio e il pestello?
Certo. Si fa così il mole.
Ti avevo detto di provare con il frullatore.
Lo rende più amaro.
No. Vuoi sapere il segreto di mio padre?
- Qual è? - Appena togli i pomodori...
...dalla padella, li frulli subito e non rimane amaro.
È più veloce.
- Prova tu stesso. - Iván.
- La maniglia è di nuovo rotta. Sistemala. - Sì, capo.
Ragazzi, il tavolo 5 sta ancora aspettando.
Signore!
Cosa c'è? Hai aggiustato il bagno?
- Sì, funziona. - Bene.
Si ricorda che mi aveva detto del posto in cucina?
Che avrei preso il posto di Pedro.
Riesci a crederci? Mio nipote è tornato qui...
...e ho dovuto darlo a lui. Devo aiutare la famiglia.
Ma aspetto da un anno.
Sì, ma c'è gente che aspetta quattro o cinque anni per entrare in cucina.
Rassegnati. È così.
Però ho un diploma della scuola di cucina.
Sì, lo so.
Ringrazia di avere un lavoro.
Alcuni non hanno nulla.
Ti manca la pazienza.
Pazienza. Ci sentiamo.
Chulito.
Chulita, sei in anticipo. Come sei entrata?
Ho fatto un pompino al proprietario.
Non sapevo ti piacessero le vecchiette.
Non conosci le mie doti.
Così questo è il tuo nuovo nascondiglio.
Al telefono avevi detto che è come una scatole di sardine.
- Non lo è? - No!
È più una...
...una scatola di scarpe puzzolente.
Salute.
Piccola...
Pensavo avessi mollato quell'idiota.
Ti ricordi di Janeth?
- Chi? - Janeth.
Del palazzo 21? Quella zoccola. Più zoccola di te.
Di te!
Ha superato il confine.
Se n'è andata con uno del palazzo 21.
Hanno un lavoro tranquillo in un negozio di fiori o qualcosa di simile.
Lei manda tanti soldi alla famiglia.
L'idiota di suo fratello ha comprato un camion a Ecatepec.
E sua moglie si è fatta bionda.
"Perché una bionda naturale..."
"Attira sempre l'attenzione".
Sono andati a New York, Chulito.
Che figata.
Allora? Dove ti porto a ubriacarti?
Aspetta, mi cambio un attimo.
È un bel posto?
Non ci sono mai stato. Dicono che sia bello.
Cazzo, non ci credo.
Ciao.
Sì? Cosa?
Vedremo.
Cos'è quello?
- Cosa? - Non lo vedi?
Cosa?
Che cazzo è?
Là, guarda.
È carino.
- Ma non è lui. - Sì, è lui.
Ha la valigetta e quant'altro.
Dai, vai a parlargli.
Devi esserti perso.
Forse non lo sai, ma questo è un bar gay.
Come mai non ti ho mai visto?
Perché, conosci tutti qui?
Quasi tutti.
Allora devi sapere chi sono.
Sei di Città del Messico.
Vivi qui da un paio di anni.
Sei...
Cosa sei?
Non ti credo.
L'avranno presa bene lì a Guerrero.
A Chiapas.
Anche peggio.
Diciamo solo che ne sono uscito vivo.
Se ci fossi stato io, ti avrei insegnato a fingerti etero.
Allora dov'eri nel 1985, quanto avevo davvero bisogno di te?
A smanettarmi.
Con il poster di Tom Cruise.
Non hai mai avuto problemi con nessuno?
So come sembrare etero.
E ti viene davvero bene.
Vedi quel convento laggiù?
Sì.
Lì inventarono i Chiles en Nogada.
- Non ci credo. - Sì.
Davvero?
E come accadde?
Venni a Puebla per imparare a cucinare.
E quando arrivai, andai a bussare a quel convento.
E mi aprì una suora.
Disse: "Dio ti benedica, fratello...
...ma questo è un posto per sole donne. Non puoi stare qui".
Allora le hai detto di essere gay...
- ...e ti hanno lasciato entrare, vero? - Idiota.
Le dissi che volevo la ricetta dei Chiles en Nogada...
...e che avrei dato un'offerta in cambio.
Mi chiese: "Quanto?" Le dissi mille.
E mi sbatté la porta in faccia.
- No. - Sì.
Torna indietro dieci minuti dopo.
Apre la porta e dice:
"La Madre Superiora dice 2000 o niente".
Cavolo che suore infami.
Sì, ma anch'io sono furbo, perché alla fine ho avuto la ricetta.
Devo andare.
Dammi il tuo numero.
Non ho un telefono.
Però ci rivedremo, vero?
Sì.
Grazie.
- Buona giornata. - A presto.
A domani, signor Pedro.
Mi sembri diverso.
Quasi ti sento sorridere.
Dimmi, come si chiama la fortunata?
Mamma...
Quindi è una cosa seria?
Dimmi. Come si chiama?
È... è troppo presto per saperlo.
Descrivimela.
Assomiglia a te.
Buon Dio, no!
Mamma, ho finito la pausa.
Ti chiamo dopo, okay?
Bada a papà.
Fai quel che puoi.
...per i tuoi tamales.
Pronto! Prova! Prova!
Buongiorno, signore e signori!
Ehi, ciccione! Vuoi un tamale?
Per mantenere la ciccia!
Ciccio!
Se vuoi crescere forte e sano, un tamale ti manterrà giovane.
Non mettere troppa carne. È cara.
Caspita, mamma.
Sta venendo stupendo.
Niente mani sporche.
Julissa dovrebbe pagarti il doppio.
È la sua festa, dev'essere bellissima.
Ehi, mamma. Posso farla anch'io?
Una festa da quinceañera?
È solo per ragazze, Iván. Non ricominciare. È solo per ragazze.
- Ti lascio al comando. - Buona fortuna.
Oh, merda.
Sandra! Stai bene?
Aspettami, Chulito.
Non ci credo, cazzo.
Non troppo volgare.
Ma Madonna si trucca così.
Per essere così carino, sei una femmina piuttosto brutta.
Tempo scaduto, ragazzi.
Smettete tutti di scrivere. Tempo scaduto.
Poiché sono di buon umore...
...per dei punti extra...
...qual è la tendenza di tutte le imprese?
Andare lentamente in bancarotta.
Penso che dovrò farvi dei test più difficili.
Li finite troppo velocemente.
Guarda.
- Guarda qui. - Ma sono troppo grandi.
Chiediamo.
Guarda!
Questa è incredibile.
Scusate. Buonasera.
- Buonasera. - Stiamo chiudendo.
Ma è presto. Ce ne mostra una in fretta?
- Sì, un attimo. - Stiamo chiudendo.
Non posso aiutarvi.
Grazie.
So che ho un bel culo...
...ma quanto pensi che costerebbe farmi un corpo così?
Così?
Beh, sicuramente ti costerebbe un viaggio in Thailandia.
Che stronzo!
E per quel culo, forse anche in Brasile.
Pensa quanti finocchi verrebbero al mio spettacolo.
Tantissimi.
Certo. Servirebbero più tavoli.
Saresti magnifica.
Guarda là.
Figlio di puttana.
È il tuo signor Nessuno, vero?
Sì.
Ma guardalo.
È proprio tipico.
Buonasera, zoccolette e signori.
Vi prego di dare il benvenuto alla gran diva di Puebla...
...Cucusa Minelly.
Mi ha mentito
Mi ha detto che mi amava E non era vero
Mi ha mentito
Non mi ha mai amato Neanche un po'
Ha lasciato che lo adorassi Mi ha mentito
Mi ha mentito
Era solo un gioco
Era solo un gioco crudele e disumano
Mi ha mentito
Il mio cuore è spezzato
Ho il viso rigato dalle lacrime
Mi sento misera
Preferirei morire
Menzogne, erano tutte menzogne
Parole al vento
Era solo un capriccio di un bambino
Okay, basta così.
Basta.
Bene, benvenuti, amici.
Qui nessuno è gay, vero?
Ma io vi appoggio, davvero.
Mi metto i tacchi e il resto per farvi stare meglio.
- Oh. - Che c'è?
Guarda chi c'è.
Oh, no.
Ti piace venire maltrattato, eh?
Fa' attenzione.
- Ciao. - Ciao.
Ti lascio ai tuoi affari.
Ciao.
Ciao.
È il mio autobus.
Hai degli spiccioli?
- Lei sa di te? - No.
Non posso dirglielo. Sai com'è la gente qui.
Se glielo dicessi, non rivedrei mio figlio.
È lei che decide quando lo posso vedere.
E come farai?
Come lo crescerai, se ti nascondi così?
Non ne ho idea.
Per prima cosa, mi serve un lavoro più remunerativo.
Stavo pensando di attraversare il confine.
Saresti un fidanzato molto complicato.
Vogliamo la torta
Tutto questo è della tua famiglia?
Sì. Apparteneva a mio bisnonno.
- Occhi chiusi! - Sono chiusi.
Vediamo.
Wow, mamma.
Ti faccio spazio.
Vediamo.
- Come sto? - Bene.
Stai molto bene.
- Sei davvero elegante. - Grazie mille, mamma.
- È davvero bello. - Molto elegante.
Magnifico.
Carino, vero?
Scommetto che passavi qui i pomeriggi.
Questo lo usavo a otto anni.
Te lo immagini?
- Chi è il responsabile? - Non so, signore.
- Controllo. - Non dire: "Non lo so".
Ha un caratteraccio.
Cosa c'è?
Tuo padre ci beccherà.
È troppo vecchio.
Non riesce a salire le scale.
- Questo è buono. - Grazie, mamma.
Sei in ritardo.
Buonasera.
Sono Iván.
Buonasera.
Ciao, papà.
È il migliore amico di Gerardo.
Quante mucche hanno partorito?
Due, papà.
Quella nera c'è quasi, tienila d'occhio.
Sì, papà, la controllo.
Il caffè è freddo.
Sai che mi piace bollente.
Cosa ti sei messo?
Non ti piace?
No.
Che lavoro fai?
È uno chef.
No.
È un cuoco.
No. Aiuto in cucina.
Lavo i piatti.
A casa mia, le donne lavano i piatti.
Angelica...
È un lavoro da donne, vero?
Quando andate via?
Domattina presto.
Lascia stare. Avranno qualcosa da fare.
Sì, signora. Dobbiamo tornare al lavoro.
Andiamo.
Papà?
Alzati. Alzati!
- Papà? - Sta' zitto!
Dove andiamo?
Sta' zitto.
Vuoi dirmelo?
Non sei un uomo, tu?
Non credi mi faccia vergognare che tutti in paese...
...dicano quelle cazzate?
Non ti ho insegnato a essere un uomo?
Perché ti comporti come una cazzo di femminuccia?
Dicono tutti che sei finocchio.
- È questo che sei? - No, papà.
Allora perché lo dicono?
Non lo so.
Sai cosa succede a quelli come te?
Vengono uccisi.
E vengono gettati sulla montagna.
Vuoi fare quella fine?
No.
Rimani qui e impara cosa succede se continui a comportarti così.
Iván, sono Francisco. Ti cerco da un po'.
Si tratta dell'affitto.
Iván, non l'hai ancora pagato?
Lo farò.
Ti ho detto che posso prestarti di nuovo i soldi.
Ti ho detto di no.
Beh, come vuoi.
Iván, ci sei?
È mia mamma.
Tua mamma, qui a Puebla?
È col bambino e Paola.
- Allora? - Vorranno salire.
Sono un amico del lavoro, no?
Iván!
Ciao, mamma.
Ricky, cos'è successo?
Sono caduto a scuola.
- Ti fa male? - Sì.
Dov'eri? È caduto giovedì e si è rotto il braccio.
Mi sono spaventata, così ho chiamato tua mamma.
Dov'eri?
Alcuni amici del lavoro mi hanno invitato a Hidalgo.
Una cosa improvvisata.
Mi dispiace. Dovevo avvertirvi.
Il bambino sta meglio.
Ma voleva vederti. Voleva vedere il papà.
Ricky, andiamo al Sanborns e ti compro un gelato?
Sì, gelato!
Sta piovendo.
Possiamo usare il bagno?
- Ricky ne ha bisogno. - È rotto.
Non funziona, non c'è acqua.
Perché non possiamo entrare?
Chi c'è di sopra?
Mamma, non puoi entrare.
È quello con cui passi tutto il tempo?
Di che parli?
- Andiamo. - Ma voglio il mio gelato.
È tardi. Andiamo.
- Vieni. - Mamma, aspetta.
Lo sapevo.
Non voglio che ti avvicini più a Ricky.
Paola, è mio figlio.
Tu non hai nulla da offrirci.
Me ne vado a casa.
Toglilo.
Tua madre ci ha lavorato sodo.
Cos'è successo, Iván?
Che ci fai qui?
A che ora vieni a casa?
Tardi. Devo aspettare che il mio capo torni da Cholula.
Okay, ti aspetto.
Non fare troppo tardi.
Cosa c'è, Chulito?
Cos'è successo?
E cosa farai là?
Spiumare i polli?
Vendemmiare o raccogliere il cazzo che coltivano in California?
Gli avocado?
Iván, siamo gay.
Non raccogliamo gli avocado.
Ma là ho più possibilità di diventare chef.
Ho talento, e lì adorano chi ha talento.
Grazie.
Qui stiamo bene.
No, non stiamo bene.
Tu stai bene.
Vieni con me.
Là ci odiano.
Allora perché chi va là ci rimane?
Tutta queste stronzate solo perché tua madre ti ha beccato con il fidanzato.
Cresci un po'.
Devo tirare avanti per Ricky e per me stesso.
Devo andarmene.
Potresti morire.
Non hai visto le foto?
Texas, Arizona...
Quei posti uccidono la gente con la solitudine.
Gerardo, sarai fiero di me.
Ti amo.
Ti odio.
Un anno.
Un anno.
Credi nel destino?
Ho sempre pensato che tutti abbiamo qualcosa di speciale che ci attende.
Come se la vita riservi una sorpresa a ognuno di noi.
Tu sei la mia.
Ma sei arrivato un po' presto.
Ascoltatemi tutti. D'ora in avanti, farete ciò che vi dico.
Roberto Martinez.
Iván e Sandra Campos.
È per entrambi?
Tua moglie è troppo grassa.
Come?
Non ce la farà.
- Sì, ce la faccio. - Rimarrà indietro.
No, può farcela.
Ce la faccio.
Ernesto Camacho.
Javier Garcia.
Andiamo.
Gesù, ci sono un sacco di spine.
- Stai bene? - Sì.
- Ha detto che sono quattro ore, no? - Sì.
È come guardare due film di fila.
Oh, Chulita.
- Cosa c'è? - Mi sento male. Sono già stanca.
Chulita.
Riprendi fiato.
Andiamo o ci lasciano qui. Puoi farcela.
- Chulito. - Vieni.
Attenti! Correte, cazzo!
Correte!
Stai bene? Sandra!
Sandra, Sandra.
Sandra, alzati!
Chula.
Ti prego, per favore.
- Non riesco. - Su.
Ne ho abbastanza di questa cicciona.
Non possiamo più aspettare.
Te l'avevo detto.
Okay, ragazzi.
Andiamo. Se ci sbrighiamo, ce la faremo prima dell'alba.
Aspettate.
Mia moglie ha bisogno di cinque minuti. Solo cinque minuti.
No, non c'è tempo da perdere. Te l'avevo detto, stronzo.
Non possiamo lasciarla qui.
Potrebbe morire.
E tu chi cazzo sei?
Per colpa di questi stronzi ci prenderanno tutti.
Forza, andiamo.
Vi prego, non andate. Solo cinque minuti. Per favore, signore!
Solo cinque minuti, per favore!
Aspettateci!
A sinistra.
- Se ne vanno. Alzati. - Non ci riesco.
Non ci riesco. Tu vai.
Vai. Lascia che mi prendano e mi rimandino a casa.
Non ce la faccio.
No.
Aspettatemi!
Arrivo!
Chula! Chula!
Perdonami.
Non moriremo in questo cazzo di deserto.
Su.
Ehi! Ehi! Quaggiù!
Si fermi!
Mio Dio, stai bene?
Io sì. Ma la mia amica, no.
Siamo ancora in Messico?
No, figliolo, sei negli Stati Uniti.
Grazie a Dio!
Può darci un passaggio?
Ovunque. La prego.
È troppo pericoloso.
Però, guarda, segui questa strada per 40 minuti.
Rimani vicino al ciglio, perché passa l'Immigrazione.
Alla fine della strada troverai...
...la San Luis Middle School.
L'inserviente si chiama Sid.
Digli che vi manda Jimena. Vi può aiutare.
Sicura di non poterci portare?
Davvero, non posso.
Però, posso darti questo.
Prendi. Prendi.
- Grazie. - Che Dio ti benedica.
Buona fortuna.
Grazie.
Non voglio che tu te ne vada. Non voglio.
Ma ascoltami, tornerò presto.
Farai tardi a scuola.
Figlio mio...
...ci siamo salutati 14 anni fa.
Mi ricordo il tuo volto innocente.
Dissi che sarei tornato.
E non l'ho fatto.
Ora sai la verità.
Se me ne vado da qui, non potrò tornare.
Quando sogno, passa tutto in fretta.
Come dei flash.
Il sogno americano passa lentamente.
Impiega anni.
Ero venuto qui per compiere qualcosa.
Non perdere la fiducia in me.
- La spostiamo. Pronto? - Aspetta.
Hai schede telefoniche?
Ne ho da due, cinque o 15.
Quanto costano?
Due per un dollaro.
- E una? - Cinquanta centesimi.
Avevamo detto un'ora fa.
Abbiamo finito tardi al lavoro.
Allora? Come va il nuovo lavoro?
Bene. Molto bene. Va tutto benissimo.
Oggi ho cucinato.
Ho fatto le enchiladas.
Con pollo o maiale?
Con il pollo.
E?
Sono piaciute a tutti.
Ma lo chef è rimasto colpito.
Ha detto che non le aveva mai provate...
...e che ho un talento unico.
Ne era sorpreso?
Te l'ho detto che sono strani qui.
Non usano il coriandolo. Mettono il prezzemolo ovunque.
Te l'avevo detto, negli Stati Uniti sono dei barbari, Iván.
Sono fiero di te.
Mi manchi.
Mi manchi tanto.
È passato più di anno da quando sei andato via.
Non sono così bravo ad aspettare come pensavo.
Iván...
...vengo lì.
No. Non puoi venire.
Non fa per te.
Gerardo, devi dimenticarti di me.
Per un po'.
- Età? - Ventisei anni.
Proprietà qui in Messico?
Ho un appartamento a Puebla.
Valore?
Otto mila dollari americani.
Qualche altra proprietà?
Beh, la mia famiglia ha un ranch a Chiapas.
Un ranch per il bestiame.
Professore assistente all'Università di Puebla?
Sì.
Sono uno studente laureato.
Ha mai viaggiato all'estero?
Fuori dal Messico?
No. Mai.
Ha figli in Messico o negli Stati Uniti?
No. No.
Famigliari o persone care negli Stati Uniti?
No. Nessuno.
Mi dispiace.
Il prossimo.
Il prossimo.
Glielo dico.
Gerardo, no.
No, non farlo.
Datti una regolata, bella.
Guarda cosa succede quando bevi così.
Finocchi.
Guarda che frocetti.
- Che finocchi. - Gerardo.
Gerardo, lascia stare.
Colpiscilo!
- Prendi. Ti sta bene. - Stronzo.
Dovrebbe tornare lui qui.
Qui tu hai il tuo lavoro.
Ciò che hai costruito, figlio mio.
Voglio stare con lui.
Lo capisci?
Potresti morire.
Pensaci bene, figlio mio.
Non picchiare mai nessuno. Mai.
Ehi, hai una pizza per me?
Ehi.
Quella ti sembra una pizza, idiota?
Ehi, è il messicano!
Dai. Ti ho detto di smetterla.
Che cazzo gli prende a quel cane?
Chula.
- Chula. - Come va?
Stai uscendo?
Devo essere al lavoro tra mezz'ora, ricordi?
Ti ho fatto il pozole.
Non ho fame. Lascialo lì.
Tutto bene?
Janeth mi ha detto che...
...la sua amica è andata in vacanza a Miami...
...e l'hanno fermata all'aeroporto.
L'hanno deportata, così.
All'aeroporto?
Chula, è tutto temporaneo.
Ci odiano qui.
Voglio tornare a casa.
Ma va tutto bene.
Mia mamma ha detto di aver visto la tua con un'auto nuova.
Sai che ha detto mia mamma?
Che preferirebbe avermi di fronte a lei in cucina...
...che guidare quell'auto.
Ed è usata, la macchina.
È una Toyota Camry che ha 12 anni.
Sono tutti laggiù.
E noi due qui?
E tua mamma?
E il bambino?
Gerardo ti aspetterà per sempre?
Io me ne vado.
Andiamocene.
No.
No.
Siamo venuti qui per fare qualcosa. Dobbiamo fare qualcosa.
- Finestra. - Finestra?
Finestra, finestra.
Window, no?
- Window? - Window.
Finestra, finestra.
Così.
Window.
Però non penso si scriva così.
Come si dice "forno"?
Forno...
Come si dice "griglia"?
Griglia?
Guarda, "griglia" è grill.
Dettamelo.
- G-R-I... - I?
- Con la I o la Y? - La I.
- L-L. Grill. - L-L.
Aspetta, c'è una parola che non ricordo.
Era "mushrooms".
- Mushrooms. - Mushrooms?
- Mushrooms. - Cos'è?
Mushrooms. Mushrooms.
Mushrooms?
Iván, non significa "funghi"?
- I funghi. - Che idiota.
- Funghi. - Come si scrive?
- Come si scrive? - Funghi.
No, in inglese!
Mushrooms.
Tra tutti e due abbiamo 212 dollari in totale.
Serve più sale qui. Dai.
Okay. Come sta venendo la salsa? Fammi vedere.
Ma cazzo. L'hai fatta bruciare.
- Cosa, boss? - Ricomincia da capo.
Raccoglilo, cazzo.
Dai, chef.
Mi metti le mani addosso? Fai bruciare la mia roba?
Stupido stronzo, giuro su Dio, vattene dal mio ristorante!
Tornate a lavorare! Dai.
Forza, muoversi, gente.
Forza, siamo a corto di uno.
Vai a prendere i piatti. Sì, proprio tu. Muoviti.
Sveglia.
Ehi. Posso aiutare.
Scuola di cucina, in Messico, a Puebla.
Iván.
Oh, mio Dio. Cristo santo. Sei il cazzo di fattorino.
Dai, dategli un grembiule. Muoversi.
Forza.
Vai.
Vado a vedere se è rimasto del risotto.
Cercherò di salvare la cena. Penso di farcela.
Continua a fare quello che stai facendo. Continua a tagliare.
Assicurati che siano messi bene, okay?
Va bene, muoviamoci.
Ehi, tu, Eric. Vieni qui.
Vai nel frigo, okay? Devi prendermi otto zucchine.
Una zucca gialla larga.
E devi prendermi funghi champignon. Vai, vai!
E prezzemolo!
Tagliato finemente.
Vanno bene, ma un po' più corti, okay?
È pronto, chef.
Penserò io a te.
Sei venuto da me.
Hai lasciato tutto.
Ora siamo legati.
Dicono che qui dovremo vivere nascondendoci.
Ma io voglio solo vivere.
Possiamo vivere e basta?
Chulito, come stai?
Qui a Chiapas va tutto bene.
Gerardo mi ha detto che finalmente sei in una cucina vera.
Sono così fiera di te!
Ti mando tanti baci.
Un altro piatto di tacos, per favore.
OGGI, NEW YORK CITY
Mi piace.
Bello, abbinato al nero.
Queste le mettiamo qui. Vieni, Iván.
Iván, ce n'erano quattro.
No, solo tre.
Quando pensi di pulire tutto?
- Lo fanno loro. - Puliranno loro questa parte.
Ci credi che Matt voleva togliere le lampade rosse?
Diceva che erano brutte. Gli ho detto di no.
Non ci sono le lampadine.
Come va, papà?
Sono appena stato all'ambasciata.
Non mi danno il visto.
Sono stufo. Non so quale sia il motivo.
Non vogliono approvarmelo...
...e sono severissimi con i documenti e tutto il resto.
Quindi basta.
Mi arrendo.
Pensi di ritornare?
O rimarrai lì per sempre?
Non ti vedo da 20 anni...
...e sai che il tempo passa.
Vent'anni.
Quanti turni di lavoro sono?
Ho perso il conto.
Inserviente. Lavapiatti.
Cuoco.
Chef.
Proprietario.
Padre.
Immigrato.
Messicano.
I miei ricordi stanno svanendo.
Non ricordo il nome del chile preferito di mio padre.
Cos'altro sta svanendo?
E io sto svanendo dai loro ricordi?
E se decidessi di tornare in Messico, cosa farai là?
Torneresti in un Paese fortemente instabile, dove non c'è lavoro...
...dove dovresti capire cosa fare.
Sarebbe come ricominciare da zero.
- Non siete aperti? - No, mi spiace. Apriamo alle 17.
- Oh, va bene. - Scusate.
Iván...
Ora non riesco a vedermi a vivere in Messico.
Non riesco a immaginarmelo.
Alla stazione centrale, per favore.
Presto!
Vieni qui.
Gerardo!
Ciao.
Voglio solo--
Voglio solo dire una cosa, velocemente.
No, vorrei-- Voglio fare pratica con il mio Spanglish.
Grazie mille a tutti per essere qui--
Così tante belle facce rispetto a dieci anni fa...
- ...prima delle Torri Gemelle. - Grazie.
Vedo degli amici con cui lavoravamo...
...in diversi ristoranti, tipo, 12 anni fa...
...a pulire tavoli.
Oggi pulisco ancora i tavoli, ma sono i vostri tavoli!
E penso che ci troviamo qui grazie al cibo di Iván.
Stasera...
...per me si è avverato uno dei miei sogni...
...ovvero vedere un posto pieno di nostri amici.
Abbiamo creato questo posto non pensando solo a noi...
...ma pensando anche al nostro quartiere...
...ai nostri amici e alle nostre famiglie.
E ai messicani che vengono qui a cercare opportunità.
Grazie, grazie.
- Salute! - Salud!
Papà, sto facendo un video per Iván.
Fratello...
...ci cambieranno la stanza. Mamma ha già chiamato il prete.
Ti terrò aggiornato sui cambiamenti.
È così doloroso. Mi sta davvero uccidendo...
...non poter essere lì.
Non potergli dire addio, a mio padre.
Per le nostre famiglie che sono rimaste nel nostro Paese...
...ti chiediamo, Signore, di aiutarci a non dimenticarle.
Porta speranza e pazienza ai nostri fratelli e sorelle arrivati illegalmente.
Dacci la forza di superare gli abusi razzisti.
Ti preghiamo.
Lunga vita agli immigrati latinoamericani!
Lunga vita!
Lunga vita agli immigrati in questo Paese!
Lunga vita!
Ho un figlio in Messico che ha 20 anni.
Pertanto vorrei viaggiare in Messico. Non lo vedo da tanti anni.
Quindi... non voglio andarmene definitivamente da qui...
...perché ho l'attività, perché...
Non voglio chiudere i ristoranti e lasciare 80 persone senza lavoro.
Non sto chiedendo la residenza o la cittadinanza.
Vorrei solo un permesso per viaggiare e tornare qui per continuare a lavorare.
Nonostante tutto ciò, nonostante l'attività e gli impiegati...
...poiché siete entrati nel Paese senza documentazione...
...e poiché siete rimasti qui illegalmente...
...non c'è nulla da fare.
È come essere intrappolati in una gabbia.
Sinceramente, non sono felice. Non lo sono.
Ma ci sono tantissime persone, Iván...
...la cui vita è stata distrutta...
...e hanno problemi peggiori dei nostri.
Oh, no.
Non possiamo che andare avanti.
Non è possibile che un Paese distrugga il legame tra un padre e un figlio.
O di una famiglia.
Non ne vale la pena.
E questa cosa ci dividerà.
Hai mai sognato di tornare in Messico?
Io in continuazione.
I fiori di jaracanda disseminati per strada.
I colori del mercato.
Riesco a vederli.
È così reale.
Certi giorni quella sensazione non mi lascia.
La porto con me, ovunque.
A volte confondo i miei sogni con i ricordi.
Perché una parte di me è ancora lì.
Mi dispiace.
Non so se esista il destino.
Ma quello che so è che la vita ci riserva delle sorprese.
Tu sei la mia sorpresa.
E io la tua.
Ed eccoci qui.
Noi due.
Insieme.
Che sogniamo ancora.
GRAZIE, IVÁN E GERARDO, PER AVERCI RACCONTATO LA VOSTRA STORIA
IN RICORDO DI EDUARDO GARCÍA
Traduzione sottotitoli di: Federico Gianusso
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