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Il Governatore vuole riaprire queste vie commerciali.
La ribellione dei Celti va sedata una volta per tutte.
Questo territorio deve ricevere un messaggio forte e inequivocabile.
Sì, Tribuno Corvo.
Uccideteli. Uccideteli tutti.
Mi hai fatto rinunciare ai piaceri del lupanare per questo schifo?
Che cosa ci trovi Cesare in queste province è un mistero.
Dimezzare i Traci è troppo costoso.
La loro ferocia sta decimando i nostri uomini.
Cerco qualcosa di nuovo, Bellatore, qualcosa di fresco.
Lo chiamano il Celta. Il suo popolo addestrava cavalle.
Lui è l'ultimo discendente.
Celta! Celta! Celta!
E' sprecato quassù nelle province, non credi, padrone?
- Fate largo! Lasciate passare! - Largo! Via dalla strada!
Muoversi! Levatevi di mezzo.
- Fate passare i signori. - Avete sentito che ha detto?
Spostati!
- Il cavallo. - Torna al tuo posto, schiavo.
- L'animale sta soffrendo, scimmione. - Fermo!
Lascia che aiuti il cavallo.
Ai tuoi ordini.
Tranquillo, stai buono.
Se fai pressione lì sulla gamba, sentirà un po' meno dolore.
Perdonalo, Cassia, è un selvaggio.
Alzati.
Attaccate un altro cavallo.
Perché l'ha ucciso?
Perché era la cosa più giusta da fare.
Andiamo.
Ti ringrazio.
Muovetevi!
Un anno a Roma e non ti ho mai vista guardare un uomo come lo schiavo.
- Non so come abbia avuto la forza di farlo. - Era pieno di muscoli.
- Non è di quello che parlavo. - Sei sicura?
Oh, per favore.
Eccolo, guarda.
Siamo a casa.
- Cocchiere, che succede? - Le Vinalia, Cassia.
Le strade sono bloccate da orde di ubriachi.
- Che vuoi fare? - Andiamo.
Cassia! Cassia!
- Tu vai alla villa. - Aspetta!
- Lì c'era una stalla, ricordi? - Quanto mi è mancata Pompei!
Sono così contenta per essere tornata per le Vinalia.
Mi ricordo tutto. Ogni statua, ogni angolo.
- Ti manca Roma? - Me la sono già scordata.
Cassia! Sono così contenta di vederti.
Come mai sei già tornata? Ti aspettavamo dopo le Vinalia.
Ero impaziente di andare via da Roma.
Troppi uomini arroganti che ti lusingano con le loro bugie.
Ho la sensazione che la mia bambina sia diventata grande.
Padre, ma tu piangi!
Non dirlo a nessuno o non avrò più alcun potere contrattuale.
Ci sei mancata.
Per le tette di Giunone, è tutta roba tua?
Sei la prima donna che è riuscita a saccheggiare Roma.
- Hai conosciuto qualcuno? - Nessuno di cui valga la pena parlare.
Non preoccuparti. Tuo padre ha già informato gli scapoli della città.
Oh, no, sul serio?
Coraggio, devi raccontarmi tutto di Roma. Quanto mi sei mancata.
Benvenuti nella vostra nuova casa, selvaggi.
Muoviti!
Fermi.
- Slegateli. - Liberate questi animali.
Vires! Oh, quanto mi sei mancato!
Come sei bello.
- E' contento di vederti, Cassia. - Lo trovo in ottima forma.
- Ti ringrazio, Felix. - Farò in modo che sia pronto per domattina.
- Me ne occuperò io stesso. - Grazie. Ci vediamo domani allora.
Attico, quello è il Celta.
- Quale Celta? - ll Celta.
Dicono che sia più veloce anche di te.
Lo dicono sempre di tutti.
Vuole sapere il tuo nome, amico.
Di' il nome dell'uomo che ha ucciso suo fratello.
Vuole sapere il mio nome?
Due razioni di vino sul Tracio grosso.
Due razioni di vino? Ci sto.
- Spiega. - Non ha iniziato lui, stava mangiando.
Bellatore!
ll tuo compito è prenderti cura di questi uomini o sbaglio?
Non devi permettere che si massacrino tra loro,
non voglio, se nessuno paga per vedere lo spettacolo.
Mi dispiace, padrone.
Quello è andato.
Questo qui... può essere recuperato.
La prossima volta, Bellatore, sarai tu a pagare.
Non finisce qui, schiavo.
Aprite la cella!
Chiudete!
Ho perso due razioni di vino per colpa tua.
Hai sete? D'accordo.
Che c'è?
Vires!
Sveglia, pezzente.
Tutti in piedi.
Rilassati.
Se avessi voluto ucciderti,
l'avrei già fatto, non credi?
Qual è il tuo nome?
Dovremo parlare, a un certo punto.
No, invece. Dovremo solo ucciderci, a un certo punto.
ll mio nome non deve interessarti, come a me non interessa il tuo.
Tutti fuori. Muovetevi!
Stai invecchiando, Attico.
C'è molta carne giovane che non vede l'ora di fare a pezzi il campione.
Quando vincerò nell'arena domani, sarò un uomo libero.
E' la legge Romana e tu non potrai fare niente per impedirlo.
Attico, mio campione, domani avrai l'onore di chiudere i giochi.
Ma prima, permettimi di vedere se ho trovato un avversario
degno di te.
Allora...
chi è il povero bastardo che deve morire in cambio della mia libertà?
Sei sfortunato.
Molto sfortunato.
Ma non ho intenzione di ucciderti.
Ti lascerò una possibilità, per domani.
Ti sei guadagnato una reputazione,
ma non combattendo contro un gladiatore come me.
Finiscilo, Attico!
Era un movimento troppo prevedibile.
Anche questo era troppo prevedibile?
- Bellatore! - Fatemi passare. Alzati, pezzente.
Tornate ad allenarvi.
Perché mi hai salvato la vita?
Nessun gladiatore deve morire per un colpo alle spalle.
Quando uccidi, devi farlo guardando in faccia l'avversario.
Ti prometto che ti ucciderò così domani.
Guardandoti dritto negli occhi.
Anch'io ti faccio una promessa.
Quando sarà il momento,
morirai molto velocemente e avrai i miei occhi fissi su di te.
Non preoccuparti. ll tuo progetto è mirato e brillante.
Solo un folle sconsiglierebbe all'imperatore di investire.
Confidiamo nella saggezza del suo delegato.
Senatore, spero mi perdonerai se non sono venuto al porto a riceverti.
Severo, sei molto impegnato. Lo capisco perfettamente.
Con una moglie deliziosa come la tua,
è normale non voler privarsi della sua compagnia.
Sono il Senatore Quinto Attio Corvo.
Che gli dei benedicano la vostra cortese ospitalità.
- Sei il benvenuto, Senatore. - Quali nuove ci porti da Roma?
Come si comporta il nuovo imperatore?
ll "nuovo" imperatore?
Tito si comporta bene. Il popolo adorava suo padre Vespasiano,
ed è rimasto fedele anche al figlio.
- Come domandano gli dei. - Esatto. Severo, ho una domanda da porti.
Venendo qui ho notato che alcuni dei tuoi paesani mi voltavano le spalle.
Che tu sappia, c'è del malumore o risentimento nei confronti di Roma?
No, no, niente del genere. Forse c'è una piccola minoranza
della popolazione che si oppone ai nostri piani.
Ma il nostro progetto offrirà al popolo un nuovo acquedotto,
fognature migliori, delle terme più grandi, e una seconda arena.
Faremo rinascere Pompei.
Perché si è irritato quando ho detto "nuovo imperatore"?
E' un politico. Con lui devi calibrare ogni parola.
Riusciremo a concludere l'accordo.
Non sarebbe qui se l'imperatore non fosse interessato.
Perché mio padre ha invitato un senatore romano in casa nostra?
E tu come hai potuto permetterlo?
Se vogliamo che i patrizi investino qui dobbiamo accontentarli.
Dobbiamo accontentarli? Hai idea di quello che sta succedendo a Roma?
Da quando Tito è salito al potere è cambiato tutto.
L'imperatore si circonda di uomini senza scrupoli,
abituati a prendersi tutto ciò che vogliono.
Casia, perché sei tornata prima? Che è successo a Roma?
Mi ero semplicemente stancata.
Madre, quello è Vires?
Vires! Vires!
Che è successo?
Dov'è Felix?
- So che domani è il tuo ultimo combattimento. - Esatto.
Dopo che ti avrò ucciso, finalmente mi lasceranno libero.
Non lo faranno. Non finché il tuo braccio è ancora forte.
- Roma promette la libertà. - Sei convinto che manterrà la promessa?
lo credo nella legge romana.
C'è soltanto una libertà per i gladiatori.
Quando muori dentro l'arena, muori da vincente
Perché non ti sei mai piegato a Roma.
Allora questo... è il tuo futuro.
Morire da schiavo.
Ma non sarà il mio. Roma manterrà la sua promessa.
Sfortunatamente tu non sarai vivo per poter vedere che ho ragione.
- Ne sei sicuro? - Oggi mi hai mostrato i tuoi punti deboli.
ll tuo braccio sinistro è meno forte del destro.
Quindi proteggi le costole lasciando scoperto il collo.
E tu dovresti imparare ad affondare il colpo mentre sposti il peso,
e smetterla di favorire la guardia alta. Ti renderebbe meno...
prevedibile.
Questo.
Quello.
E quei due.
Alzatevi in piedi, schiavi.
Siamo arrivati.
Tu, qui. E tu, barbaro, accanto a lui.
Sono entrambi dei lottatori eccellenti. Lui è un campione,
e l'altro è nato e cresciuto nelle province imperiali.
Voglio vedere il campione da dietro.
Perché sei così serio?
Questa è la parte piacevole del nostro lavoro.
Sodo. Vediamo l'attrezzatura davanti.
Per questa ispezione, però, devi pagare.
E lì ci sarà la nuova arena,
appositamente progettata per le corse con le bighe.
Sì.
Molto accurato, Severo. Ma non credo che sia un progetto
particolarmente adatto a un investimento imperiale.
Le attività provinciali non interessano l'imperatore.
- A dire il vero avevo capito che... - No, no, purtroppo l'imperatore
è concentrato esclusivamente su Roma. Ma per fortuna,
i miei orizzonti sono ben più ampi.
Bene. Prepara il contratto.
Vi apporrò il mio sigillo domani. Dopo i giochi nell'arena.
- E' il momento di fare un brindisi. - Ma certo, raggiungiamo gli altri.
Preferirei farlo con Cassia.
Mia figlia?
Guarda chi c'è.
Lo schiavo che parlava ai cavalli.
E' sicuramente di razza pregiata.
Questo non lo puoi certo negare.
Fila.
Cassia. Posso disturbarti un momento?
- E' stata richiesta la tua presenza. - Sì, certo, padre.
Ti servirà questo, ma non è per te.
Cassia, ho l'onore di presentarti...
Senatore Corvo.
Dolce, Cassia.
Che piacere rivederti!
- Sei deliziosa. - Senatore Corvo, non so che dire.
- E' per me? Che gentile. - Vi conoscevate già?
- Severo, sei ancora qui? - Non mi hai detto che conoscevi mia figlia.
Domani ti dirò il resto della storia,
nell'arena, quando firmerò il contratto.
Ti ringrazio.
Marco.
ll Senatore e Cassia si erano già conosciuti a Roma.
lo non la lascio sola con lui.
E' sopravvissuta un anno senza di noi.
Di sicuro saprà tenerlo a bada per 10 minuti.
A Roma credevo fosse nata una simpatia.
No, tu avevi una simpatia. Ma io non te ne ho mai dato motivo.
La tua sola presenza me ne dava motivo, Cassia.
La tua bellezza non si addice a una qualunque casa di campagna.
Una creatura divina non può che dimorare nella Città Eterna.
Senatore, non ho alcuna intenzione di tornare a Roma.
- Neanche se dovessi tornarci come mia moglie? - Tua moglie?
- Consideralo un complimento. - Senatore Corvo,
mi hai scambiato per una delle tante che si gettano ai tuoi piedi a Roma.
- lo non desidero diventare tua moglie. - Un esuberante rifiuto.
Non mi sarei aspettato niente di meno.
Goditi la fine delle Vinalia, Senatore. Buonanotte.
Capita spesso?
E' la montagna. Si risveglia di tanto in tanto.
- Mi serve quest'uomo, slegalo. - lo... - Subito.
Attenti! Chiudete le porte, presto!
E' Vires!
- Ti prego, aiutalo prima che si faccia male. - Entro solo io.
No.
- Lascialo passare. - Cassia, è un selvaggio.
Lascialo passare.
Non andare, è pericoloso.
Spostati.
Aspetta fuori.
- Come ci sei riuscito? - Gli ho parlato.
Cavalcavi già, prima di fare il gladiatore?
Cavalcavo prima di camminare. ll mio popolo addestrava cavalli.
- E non lo fa più? - Sono stati tutti massacrati dai romani.
- Mi dispiace tanto. - Ti dispiace?
- Che ne sa un romano di queste cose? - lo non sono romana.
- Sono una cittadina di Pompei. - Ma vedo l'aquila romana ovunque.
lo non ho alcuna colpa.
Dopo un anno a Roma, speravo di non rivedere più quell'aquila.
E invece me la ritrovo dappertutto, anche a casa mia.
Mio padre vuole fare affari con quelle bestie.
Mio padre... li avrebbe uccisi dal primo all'ultimo.
Cassia?
Se ti trovano a cavallo ti puniranno.
Risponda!
Va tutto bene?
- Fermatelo! Fermatelo! - Guardie!
Che cosa hai?
- Se ti trovassero qui con me... - Dirò che te l'ho ordinato io.
Eccoli!
Devo riportarti indietro.
No. Tu vai e lasciami qui.
- Se scappi, avrai una possibilità. - Di fare che cosa?
Di essere libero.
E che ne sarà di te?
Di' alle guardie che ti ho portata via con la forza. Che è colpa mia.
Giù da quel cavallo!
Non è stata colpa sua. Il cavallo si è imbizzarrito ed è scappato.
Questo schiavo mi ha salvato la vita. Non merita di morire.
- Questo schiavo ti ha fatto del male? - Non mi ha neanche sfiorata.
Se gli risparmiassi la vita, che cosa mi daresti in cambio?
- Non capisco. - Hai capito benissimo la mia domanda.
Apprezzerei la tua clemenza.
Beh...
è il tuo giorno fortunato, schiavo. Cassia ti ha salvato la vita.
Di chi è questo schiavo?
- Mio, Senatore. - Allora ti suggerisco di punirlo adeguatamente.
1 5 frustate dovrebbero essere sufficienti.
ln fondo, la clemenza è una virtù.
Padre, ferma questa barbarie.
Non posso fare niente.
Gli hai salvato la vita, accontentati.
- ll Senatore Corvo ha una richiesta da farti. - A me?
Questo gladiatore, quando combatterà domani?
Si esibirà per ultimo. Un incontro a due con il mio campione.
No. Combatterà per primo, e morirà per primo.
1 5 frustate senza neanche un lamento.
Avrei dovuto impedirlo. lnvece sono rimasta lì immobile a pensare...
Che ti ha fatto sentire viva?
Mi ha fatto sentire sicura.
Un uomo del genere non dovrebbe morire nell'arena.
Non è colpa tua, Cassia. Lui ha scatenato l'ira del Senatore.
Credevo che andando via da Roma quell'uomo mi avrebbe dimenticata,
rivolgendo le sue attenzioni a un'altra povera vittima.
Ho visto il suo sguardo stasera, Ariadne.
Lo stesso sguardo che ho visto a Roma.
Ma il Senatore non ti ha mai sfiorata, giusto?
Perché sono scappata prima che ne avesse occasione.
E' come se Roma mi avesse seguita fino a Pompei
per stravolgermi la vita.
Non c'è modo migliore di prepararsi a una battaglia.
Spero che ne valesse la pena.
Che terribile spreco di buon vino.
Lo senti anche tu?
Sono gli dei. Hanno un disegno per ognuno di noi.
Per me di sicuro.
Che cosa intendi?
Oggi ho visto l'uomo che ha massacrato la mia famiglia.
Forse gli dei mi hanno risparmiato per questo.
l Romani sterminarono la mia famiglia 20 anni fa.
Di notte provo a ricordare i loro volti, ma non ci riesco.
Non posso che aspettare il giorno in cui gli dei mi riuniranno a loro.
lo mi chiamo Milo.
Attico.
Tu, entra da lì.
- Manda il Celta in quella galleria. - Non deve sfidare Attico?
- Abbiamo ricevuto nuovi ordini. - Sì, padrone.
E... Attico?
Combatterà il suo ultimo incontro come deciso contro lo spartano.
Sarà un bello spettacolo lo stesso.
Ma Attico lo batterà di sicuro e diventerà libero.
- E' questo che il popolo vuole vedere? - Che cosa intendi?
Non è meglio vedere un gladiatore trovare la morte che la libertà?
Specialmente una morte così gloriosa come questa.
Fermi.
Tu, da quella parte.
Anche tu, barbaro.
Senatore, Corvo.
Dolce, Cassia. Siediti accanto a me.
Deliziami con la tua saggezza. Ti piace questo sport?
Uomini che si uccidono per divertire la gente, non è uno sport.
Sono ovunque e tutte nuove.
Non ho tempo da perdere, Greco. Che cosa suggerisci?
- Non vorrai sospendere i giochi? - Ovviamente no. Posticipiamoli.
Questa arena regge da oltre 100 anni.
Ha superato anche il grande terremoto.
Potrebbe essere pericoloso, non vedi?
Non voglio essere responsabile per quello che potrebbe succedere.
Non preoccuparti, mi assumo io ogni responsabilità.
Roma non finanzierebbe mai la ricostruzione della città,
se non sappiamo neanche mettere in scena uno spettacolo.
Preparatemi la lettiga. Lascerò la città per un paio di giorni.
Cammina.
Fermi. Legateli.
- Che cosa significa? - E' il tuo grande momento, Attico.
ll tuo ultimo giorno nell'arena.
Dovevo combattere un incontro a due.
Portate le armi.
Buona fortuna, Attico.
Quelli che vanno a morire, vi salutano!
Grazie al merceratismo di Marco Cassio Severo
e per la gloria dell'imperatore Tito,
siamo qui a rappresentare la grande vittoria
del Senatore Quinto Attio Corvo
e la sua repressione della ribellione dei Celti.
La ribellione dei Celti?
Sì, la tua nobile vittoria per l'lmpero, Senatore,
che ha riaperto le vie commerciali a nord.
Gli annali ricorderanno la tua grande impresa.
A te l'onore di aprire i giochi in modo altrettanto glorioso.
Severo, tu mi lusinghi.
Stai diventando un romano a tutti gli effetti.
Popolo di Pompei! Che Giove e Venere
benedicano le Vinalia e onorino questo spettacolo!
Che i giochi abbiano inizio!
- Non è una battaglia. - Che cosa?
- Questo è un massacro. - Tu come lo sai?
Perché ero lì.
l ribelli Celti si ritirano. Lasciano a terra donne stuprate
e cadaveri sventrati e tornano nei loro empi toni
per pasteggiare con la carne delle vittime innocenti.
E' per questo che vi siete allenati, schiavi. Fatevi valere!
Quinto Attio Corvo concede loro la possibilità di arrendersi.
Ma la misericordia è un concetto alieno a questi selvaggi.
E con la morte nel cuore, Quinto Attio Corvo,
ordina alle sue potenti legioni, nel nome dell'imperatore,
di attaccare!
ln alto gli scudi!
Respingiamoli!
- E questo lo chiami sport? - No, cara Cassia, non si tratta di sport.
Questa è politica.
- Sono troppi. - lndietro.
Severo, la battaglia non è andata esattamente così.
Cosa ci trovi di bello in quello schiavo?
Ha tutto quello che non hai tu, Senatore.
Ti farà piacere sapere che tuo padre ha acconsentito al matrimonio.
- Che cosa? - lo non ho acconsentito a niente.
Perché sa che se non lo facesse, dovrò riferire a Tito
che tuo padre ha messo in dubbio la capacità
del nostro "nuovo" imperatore di governare.
E in questo caso Tito dovrà far impiccare tutta la famiglia.
Milo!
- Se accettassi di sposarti... - Cassia...
Se ci sposassimo, risparmieresti la mia famiglia?
La tua famiglia diverrà la mia famiglia.
Godrete della protezione dell'imperatore,
e degli innumerevoli benefici annessi.
- Senatore. - Non mi arrenderò mai al potere di Roma.
- lo combatterò. - Non può arrivare a tanto.
Pompei! Pompei! Pompei!
Manda subito un distaccamento nell'arena, presto!
Avevi ragione, fratello.
Le promesse di Roma sono tutte menzogne.
Vita! Vita! Vita! Vita! Vita!
Che cosa pensi di fare? Aurelia, non avvicinarti.
Se vuoi vivere, mettiti a sedere.
Subito.
Se lo uccidi adesso, con le frecce dei soldati romani,
lo farai diventare un martire. E' questo che vuoi?
Scatenare una rivoluzione contro l'imperatore?
Se invece annulli la mia decisione, cosa diranno di te a Roma?
Diranno alle tue spalle che hai una moglie che non ti obbedisce.
Pensa a che reputazione ti faresti.
- Puoi anche sposarmi, ma non mi piegherai mai. - Ti piegherò,
ti alzerai in piedi, ti metterai seduta o in ginocchio
solo quando lo deciderò io. Mi hai capito?
Proculo, falla accompagnare a casa dalle guardie e chiudila dentro.
ll matrimonio sarà celebrato a Roma.
Popolo di Pompei!
Popolo di Pompei! ll Dio Vulcano parla.
Vulcano dichiara quell'uomo campione di Pompei.
E impone che debba sfidare personalmente la potenza di Roma.
O grande Vulcano, ti ascoltiamo e obbediamo al tuo volere.
Proculo, vieni qui.
Mostra a quei codardi cosa succede quando osi sfidare l'impero romano.
Con piacere.
Veloce! Più veloce! Fate presto, sbrigatevi.
- Che succede? - Non toccatela!
Lasciatela stare.
Cassia!
Grazie al Senatore Quinto Attio Corvo,
il campione di Roma, Marco Proculo, eroe della ribellione dei Celti,
affronta il nuovo campione di Pompei, il Celta,
in un combattimento a due.
Per l'imperatore Tito.
- lo ti conosco. - Davvero?
Se stai cercando vendetta, mi dispiace, ma non la troverai adesso.
Portategli un'altra spada.
- La lama è rovinata. - Scusa.
Facciamoli divertire comunque.
Uccidilo. Uccidilo adesso.
No!
Sei coraggioso, lo riconosco.
Ma nessun selvaggio potrà mai sconfiggere un romano.
E 20 selvaggi ce la fanno?
No! Aspetta.
Aspetta. Fermo.
- Sono felice di vederti. - Anch'io.
Aurelia.
Uccidilo.
Uccidilo, ti prego.
Dopo accurate riflessioni,
ho deciso di non investire nel tuo inutile paesino.
Al porto, presto.
Mi dispiace.
Largo! Spostatevi!
Largo!
Via!
Tu! Vieni qui!
Fammi salire a bordo.
Fatelo salire.
Dobbiamo salpare subito.
Mollate gli ormeggi!
Aiutatemi... vi prego.
Tu...
devi aiutarci.
- Devi salvare Cassia. - Dov'è andata?
Deve andare via.
- Dove stai andando? - Devo trovarla.
Milo, è una follia. Dobbiamo andare al porto e imbarcarci
- o la montagna ci ucciderà tutti. - Ha rischiato la vita per me.
Ha rischiato tutto per me. Senza di lei, ci avrebbero uccisi nell'arena.
- Allora vengo con te. - No.
Tu ora sei un uomo libero.
A lei penserò io.
Ti aspetto al porto.
Ci vediamo lì.
Le chiavi, dammi le chiavi!
Cassia, hanno preso le chiavi.
Dov'è?
Acqua!
Sei tornato a prendermi.
Bevi, coraggio.
Grazie, sorella.
Guardami.
Dobbiamo arrivare al porto.
E' un suicidio, tornate indietro. Presto! Toglietevi di mezzo!
Fate largo!
Ora basta! Uccideteli. Uccideteli tutti!
Remate, smidollati! Remate!
Giratevi! Dovete tornare indietro.
La mia bambina!
Non mi lasciare!
Aiutate la mia bambina!
E' la fine del mondo?
Perché gli dei sono così arrabbiati?
- Milo! - Attico!
Sapevo che gli dei non ti avrebbero preso, corri come il vento.
E ora capisco perché.
- Dobbiamo andare! - No. Il porto è distrutto.
- Serve un'altra via di fuga. - Scappiamo a sud, sulle colline.
- E' troppo lontano per andarci a piedi. - Allora andiamo lì.
Nell'arena? Perché?
l cavalli.
l miei genitori.
Vado a prendere i cavalli.
Ti prego.
Va' ad aiutare il tuo amico.
Attico?
Romani, dappertutto.
Andiamo.
- Mettiti comoda, è lunga fino a Roma. - Perché mi fai questo?
Le proprietà di Quinto Attio Corvo non saranno rubate da uno schiavo.
- Proculo, non c'è spazio per te. - Ci vediamo a Roma, Senatore.
Corvo!
Mille denari all'uomo che mi porterà la testa di quello schiavo.
- Lascialo a me. Tu, vai. - Attico...
Più aspetti e più rischi di perderla.
Spero di vederti presto.
Un barbaro... non può morire alla pari... di un romano.
Vediamo se un romano...
può morire alla pari di un gladiatore.
No.
Ti prego. Ti prego.
l gladiatori non pregano mai.
Maledetta. Maledetta!
Aspetta, aspetta, aspetta. Chi sei tu per farmi questo?
lo sono il Senatore Quinto Attio Corvo.
Non vali niente per me. Niente, Senatore Quinto Attio Corvo.
Hai ucciso la mia famiglia, hai sgozzato la mia gente,
e se non te ne sei accorto, i miei dei sono venuti a prenderti.
Aspettate! Non potete lasciarmi qui!
Quelli che vanno a morire...
ti salutano.
Muoio da uomo libero!
- Prendi il cavallo e scappa. - No.
Non è abbastanza forte, non può portare tutti e due.
- No, io non ti lascio qui. - Non abbiamo altra scelta.
Vai! Vai!
Non voglio passare i nostri ultimi istanti fuggendo.
Non guardare.
Guarda me.
Solo me.
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