All language subtitles for Succede Anche Nelle Migliori Famiglie 2024

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic Download
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
da Danish Download
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz Download
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian Download
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

110 e la lode, ancora complimenti.

Mi saluti il Ministro.

Venga il candidato Davide Di Rienzo.

Che ansia.

Buongiorno. Non vedo il suo papà.

- Sta lavorando, è in sala operatoria. - Capisco. Del resto, lui è il migliore.

Me lo saluti, suo padre è un medico eccezionale.

Va bene.

Competente, dedito ai pazienti e alla ricerca.

Sì, nessuno sarà mai alla sua altezza.

- Vogliamo cominciare? - Sì, questa è la mia tesi.

Ah!

- Ma cosa… - Mi scusi.

Ma che fa, mi tocca?

- Non l'ho fatto apposta. - Prenda un rotolo di carta!

Sì. Datemi un rotolo di carta.

Questo rotolo è bloccato.

- Che fa? - Datemene un altro.

Non so cosa devo fare.

- Sono finiti i rotoli. - Scusi, ho perso una lente.

Chissà dov'è finita, sistemo io tutto.

Se ne vada, velocemente!

Scusate, presidente…

Oh…

Risolto tutto.

Tuttavia… per me va bene anche 109 e lode.

Madonna, che vergogna.

Prendi 68 alla laurea e la vuoi mettere sopra al camino?

Questa andrebbe messa dentro al camino.

Papà, mi viene l'ansia da prestazione. Quelli mi parlavano di te.

Io mi agito.

Togliti la gomma dalla bocca.

Che fai, sputi sulla scrivania?

Che fai, la metti in bocca? Che stai combinando?

È caduta per terra! Togliti la gomma dalla bocca, sputala!

Che schifo!

Fermati, basta!

Madonna mia, che schifo.

Il medico che si agita sbaglia.

È quello che prescrive 20 farmaci per un malanno.

Il grande medico, invece, prescrive un farmaco e ti risolve 20 malanni.

Wow, papà.

Noi Di Rienzo siamo un nome in medicina già dall'800.

Con 68, è meglio che cambi strada.

Che cosa vuoi fare?

Papà, voglio aiutare gli altri.

Va bene, se vuoi aiutare gli altri…

vai a fare il volontario alla Caritas.

Nel frattempo io ti cerco un bel lavoro. Sei contento?

Eh?

Adesso scusami, ma devo telefonare al Ministro della Sanità.

Diventerò un grande medico.

Buongiorno, sono il nuovo tirocinante.

Il dottore è in ritardo, c'è un paziente.

Come faccio? Quello è il mio paziente zero.

Vabbè, vado in pausa.

Le mando due caffè, così prende tempo.

- Grazie. - Si tolga il cartellino del prezzo.

- Salve. - Buongiorno.

- Il vecchio è andato in pensione? - Ehm… Sì.

- Cioè, io sono il nuovo tirocinante. - Ah.

- Largo ai giovani! - Grazie.

Come sta?

Io sto benissimo! Mia moglie è fissata, è paranoica.

Ho un piccolo dolorino al braccio.

Lei fa così. Ah!

Ah!

Ah…

- Sua moglie fa così? - No, io adesso faccio…

- Ah! - Come "adesso"?

- Ah! Dottore, non riesco a respirare. - Oh. Come?

Mi tira il braccio, mi… Mi fa male il petto.

- Questo è infarto. - "Infarto"? Non si direbbe.

- Come "non si direbbe"? È infarto. - No, respiri con calma.

Mamma mia, dottore.

Adesso le… Le prendo un po' di… Di aloe vera.

Mica ho preso il sole!

- Stia calmo. - Che sta prendendo? Che roba è?

- Un calmante. - Io ho un infarto e mi dà un calmante?

Non è per te, è per me, sennò mi agito.

- Stia calmo. - Se non è in grado, chiami qualcuno.

- Sì, chiamo sua moglie? - È dottore mia moglie?

- Sua moglie faceva "ah", quindi sapeva. - Io lo facevo, non mia moglie.

- Chiama… - Chiamiamo il…

- Il 118! - Bell'idea.

Eh, "bell'idea", è il 118.

Mamma mia.

Pronto? Pronto… Pronto!

Chiami un'ambulanza! Chiami un'ambulanza!

Va bene un'ambulanza, no?

Che facciamo, metà? Stai ordinando la pizza?

- Una intera! - Una, esatto.

Siamo… Siamo nello studio medico, c'è un infartuato.

Siete in uno studio medico? Chiamate un dottore!

Io sono un medico, ma sono un tirocinante.

- Se può arrivare… Sì. - Dai.

Sì, esattamente.

Stringiamo.

Perfetto, allora devo…

- Devo mettere il vivavoce. - Il pulsante rosso, là!

Veda se c'è un defibrillatore.

- Ce n'è uno in ogni studio medico. - Prendiamo il…

- Defibrillatore! - "Defibrillatore".

- Sta là! Mamma mia. - Defibrillatore.

Allora, lei stia calmo.

- Ma tu non puoi venire qui? - Io vengo lì?

- No, stia calmo. - Forza.

Ah! Mamma mia!

- Allora, stia calmo. - Ah…

Stia calmo, non si muova.

- Ah… - Non si muova.

- Calmo. - Sta stirando la giacca?

- Questo è acceso? - Dottore, dottore…

Dica a mia moglie che io l'ho sempre a…

- "Attesa"? - Amata.

Nemmeno questo ha indovinato!

- Pronto? L'ha acceso? - Si è spento.

- Lo accenda! - Si è spento.

- Lo accenda! - Si è spento! È morto!

Mi vergognavo per ciò che era successo,

così ho ascoltato il consiglio di papà

e sono andato a fare il volontario alla Caritas in attesa di un lavoro.

- Grazie. - Quanti ce ne sono?

Circa 150.

E 16 anni dopo sono ancora qui.

Ciao, Lello.

Nell'auto c'è Irene, la mia fidanzata.

Dice che per me l'amore è come l'assicurazione,

dura un anno.

- Uè, grande. - Guaglio'.

- Tutto a posto? - Grazie a noi stranieri, avete vinto.

Ci vuole umiltà. Abbiamo rotto la testa a tutti.

Uè!

Anche tu migrante?

No, sto partendo in campeggio, vado in Croazia.

Devo arrivare con la macchina fino in Croazia.

Poi, una volta arrivato al confine, devo prendere la bici.

Con la bici, sempre lei ha scelto

di fare 1.800 km lungo la costa.

- E al ritorno? - Perché, secondo te torniamo?

- Ma sì, forza. - Oh.

Non sarebbe una brutta vita.

A far male è il confronto con i miei fratelli.

Renzo è avvocato.

Ha una moglie perfetta che ha studiato 12 anni dizione

e due figli da pubblicità.

- Sono buoni i tontoloni! - Mmh!

E sono anche leggeri e nutrienti.

- Che succede? - Porto in bagno la bambina.

- Ah, sì. Giustamente, siete in due. - Andiamo?

Fate in fretta, l'aereo non aspetta.

Dottoressa, lei va a Rimini ad agosto con gli sci?

- Dopo il convegno vado in Svizzera. - Ah, stupendo.

Ieri l'ho vista in TV.

Anzi, se può farmi un autografo…

Con piacere.

Isabella è psicologa, esperta in adolescenti.

Non a caso, ha cresciuto da sola il figlio ideale.

Ora studia a Harvard.

- Filippo è primo nel suo corso. - Ah!

- Non è vero! - Sì!

Non ci vediamo mai, solo durante le feste comandate.

Comandate da mio padre.

Meno male che non ha preso da zio Davide.

Filippo è capitano di football.

Filippo ha vinto il premio "Amico dell'anno".

Attenzione, perché stasera abbiamo una bella pergamena per lo zio Davide.

- Per me? - Sì!

- Mamma mia… - Vediamo.

"Pecora nera della famiglia".

- Carino! - Che ridi?

Allora tu sei una gatta morta!

Come osi dare della gatta morta a mia sorella?

- Porco abbottonato! - Vuoi far scoppiare una lite?

Basta che non ti scoppi un bottone, sennò si fa una strage.

Silenzio! Smettetela!

Ecco, abbiamo sempre litigato, fino a quando…

- Hai preso la soia e le bacche di Goji?

Non ancora. Un attimo, il telefono.

- Lo sapevo, ci ho pensato io. - Mamma?

Perché piangi?

È morto vostro padre.

È una tragedia.

- È un dramma. - È terribile.

È una catastrofe! Ci salta il volo per le Maldive!

Mi dispiace.

Cazzo, c'è pure il nasone di mio fratello.

Mamma, perché piangi?

Amore, perché ai funerali si piange.

Che bella cerimonia!

- Porto io la bara di papà. - No, aspetta, ci sono loro.

Ci sono i figli, perché la deve portare un estraneo?

Scusi? Scusi?

Scusi?

Mica è papà! Sono io.

Scusi, è mio padre.

- Ehi. - Oh.

Mi raccomando, eh.

Papà.

Peccato, era un grand'uomo vostro padre.

- Nella media. - Grande esempio.

Io nella vita dovevo essere come lui, sempre disponibile ad aiutare chiunque.

- Mio padre non era… - Io ho sbagliato.

Non era così solidale, tranquillo.

Io ho sbagliato, sono stato avaro,

invece vostro padre aveva una generosità unica.

Papà…

Se avevi bisogno di soldi, lui non se lo faceva dire due volte.

Infatti alla prima volta diceva di no. Mio padre non era così…

Lui era sempre sorridente alla vita. Io no, io ho sbagliato.

Papà era triste, era avaro.

- Quindi cosa ho sbagliato? - Funerale. Non conoscete proprio papà.

- Peccato. - Oh!

Ah! Oh!

Ecco Filomena.

Che dici, Filomena?

- Posso? - Mmh.

Era traumatizzata, le ho dato un calmante. Statele vicino, mi raccomando.

- Sì. - Grazie.

- Grazie, dottore. - Grazie, Filomena.

Tu volevi partire per la vacanza con mamma così?

L'hai traumatizzata!

- Traumatizzata da te! - Da me? Da te!

- Papà pareva uno zombie! - Ragazzi!

Mamma ha perso la voglia di vivere.

Dopo papà, ora dobbiamo pure sepulv… Sep…

- "Seppellire"! - Eh! "Atterrare" mamma?

- Una bella ventata di ottimismo. Nasone! - Dici a me? Capocchione!

- Ragazzi! - Hai una bombola del gas…

- La settimana bianca… - Renzo, è la psicologa che parla!

Non la sorella.

Quando una persona affronta un lutto, ha bisogno di molto conforto.

- Vado da mia madre. - Vai a vedere che dice.

- Capocchione. - Nasone.

"Nasone"? Ho un naso alla francese.

Potremmo sciare su quel naso.

Dove l'hai presa questa camicia, nella savana?

Ci facciamo la settimana bianca.

Come l'hai presa, con la liana?

Questo capocchione bombolone…

Ma che padre sei?

Avevi promesso anche ai bambini di fare surf.

Qui non poteva restarci quello scansafatiche di tuo fratello?

Dimenticavo che in famiglia ti fai calpestare come un'ameba.

Anzi, sei un pezzo di ameba.

Amore! Come va, tutto a posto?

- Papà, posso farti una domanda? - Certo! Siediti qui.

Ma quando muori, che succede?

Amore mio, si va in Paradiso.

Si conoscono persone nuove, si incontrano persone che già si conoscevano.

- Poi ci sono gli angeli. - No, non ci siamo capiti.

Quando tu muori, che succede?

A chi dai i soldi, le case, le proprietà?

Te lo faccio sapere.

Qui mi ammalo, perché ho tante intolleranze.

Ai grassi animali, ai latticini, alle melanzane, ai capperi…

Tutto ciò che arriva su una tavola siciliana.

Secondo me, sai che devi fare?

È un consiglio. Le analisi per l'intolleranza alla vita.

Sì, l'unico valore che è uscito sballato è il tuo.

E poi sono stanca del tuo modo di vivere.

Ti posso dire una cosa?

Sono leggermente stanco pure io di certi atteggiamenti.

Quando accade a te, tutti in silenzio. Quando accade a me, non fa niente.

Tu mi fai mangiare delle cose incredibili.

Mi hai fatto mangiare la pastiera di seitan!

L'impepata di tofu!

Per colazione mi hai fatto mangiare i semi di lino, due kg di semi di lino!

Sono andato in bagno e ho tirato fuori una camicia con tutti i bottoni!

Ti rendi conto? Ho detto qualcosa? Non ho detto niente.

Sono andato in bagno, zitto…

È scaduta l'assicurazione.

Mi sente?

Sì? Eccomi. Sì, ora la sento anch'io.

Vorrei parlare con Filippo, sono sua madre.

- Sì. - Bambini, sentite le gocce di mare?

- Le sentite? Arriva l'onda! - Renzo, attento!

Arriva l'onda! Giù!

Dai, venite qui.

Adesso ci facciamo un bel selfie, venite qui.

Anzi, no, ci facciamo un surfie.

Eh?

Meno male che aveva scavallato l'anno.

Invece anche questa se ne è andata. Sei contento?

Per colpa tua che hai traumatizzato mamma, devo fare surf sul prato.

Io adesso dovevo stare in un resort cinque stelle lusso prima classe

dove va in vacanza il papa, in vacanza con il papa!

Come si chiama questo posto? "Gesù è resort"?

Oh, che battutona!

Perché, era bella la tua battuta sul surfie?

- I bambini ridevano. - Ti sfottevano.

Io posso permettermi certi posti, perché mi faccio un mazzo così,

non come te, che non lavori e campi con la paghetta di mamma.

Non è una paghetta, è l'affitto della villa.

È stata un'idea di Davide farla diventare un bed and breakfast.

Sai che lavoro, tutto on-line! Mamma mia, che fatica!

Sai qual è la verità? Che è un immaturo.

Ah, l'immaturo sono io? L'immaturo sei tu! Hai capito?

- Che stai dicendo? - La verità.

Non ti interessa aver perso papà, ti interessa aver perso la vacanza.

- Ha ragione. - State scherzando?

- Come vi permettete? - Ragazzi, c'è mamma! Dai.

Ehi, mamma.

Dobbiamo stare con mamma.

Io non tengo a papà, secondo te?

- Stai zitto. - Come vi permettete?

Dai, mamma, devi reagire!

Io lo so come ti senti.

Lo sai, papà ti vorrebbe vedere felice.

Dovresti partire. Vai alle Maldive.

Sì, oppure una crociera,

una bella crociera, dove tu non fai niente.

Stai lì, servita e riverita. Stai tranquilla.

Mamma, pensa a quello che può farti stare bene.

Mamma, ho letto uno studio, dice che oggi la vita inizia a 70 anni.

Settant'anni, hai capito? Eh!

Sono contenta che siete venuti.

Che bello. Come quando eravate bambini.

Ragazzi, vi ringrazio per essere rimasti e aver sacrificato le vostre ferie.

- No… - Io…

Io sono stata molto male.

La sera in cui è morto papà, ero andata sulla scogliera per buttarmi di sotto.

No, mamma!

Ma fra le rocce c'era un uomo, che me l'ha impedito.

Io credevo che fosse l'angelo custode, invece era Angelo Cederna!

- "Angelo Cederna"? - Chi è?

- Boh. - Eravamo a scuola insieme.

Siamo anche stati fidanzati per un periodo.

Vi rendete conto?

Come per miracolo,

sulla scogliera della morte, è rinato l'amore.

Domenica ci sposiamo.

- Che hai detto? - Non ho capito.

- È tutto merito vostro. - Ma…

Le vostre parole mi sono entrate nel cuore.

"La vita comincia a 70 anni."

"Papà ti vorrebbe felice."

"Pensa a quello che può farti stare bene."

Sono frasi che si dicono per dire, perché tu stavi male.

- Che stai dicendo?

- E papà? - E papà?

Questo è lui.

Ragazzi, ve lo devo dire.

- Io lo amo. - No…

- Sì? - No…

- Amore. - Questo è un disastro.

Il conto, signori.

- Quant'è? - 580.

Guaglio', un dolore alla volta!

Vuole i soldi di mamma. Ho chiamato le banche, non ha nulla.

Non ha un conto corrente, una casa, una residenza. Vive in barca!

Allora vi dico una cosa.

I miei amici del volontariato mi hanno detto una cosa terribile.

Questo ruba i fondi dai bambini africani.

- L'hanno fatto dimettere. - Assurdo.

Gli psicologi in zona dicono che non ha una famiglia o una compagna.

È una specie di figlio dei fiori che si fa le canne.

- Disgraziato. - Allora vi dico una cosa.

Stiamo dicendo che mamma si sta sposando un hippie cannaiolo

che ruba i fondi dai bambini africani?

- Esattamente. - Sì.

Allora vi dico una cosa.

- "Una cosa"? - Eh.

Se mia mamma si buttava dalla scogliera, aveva più speranze di salvarsi.

- Bravissimo. - Oh!

Lo sapevo che vi trovavo sotto l'albero della capannina.

- Volete vedere le bomboniere? - Già sono pronte?

- Angelo è velocissimo! - Che bravo.

- Visto? Questo è il catering con il menu.

Scusate. Signor Isecuzzi, mi dica.

Adesso ve la dico io una cosa. Questo matrimonio non si deve fare.

Incontriamolo.

Eccola, dev'essere questa.

Che aspettate? Salite a bordo!

- Saliamo.

Il mare è come l'amore, ti regala e non ti chiede niente.

Sapore di mare! Eh?

- Guardate.

Ma chi è a tavola?

Oh, carissimo!

Sì, 32 kg di gamberi rossi di Mazara del Vallo.

Un venditore, vabbè. Mangiate!

- Mi voleva chiedere qualcosa? - Volevamo parlare del matrimonio.

Ah, giusto, sì. Volevo fare un matrimonio tipo Malawi.

Lì la sposa si veste solo la sera.

Sta tutta la giornata nuda?

- A Malawi. - Beh, s'ammalawi. È mia mamma.

- Sta tutto il giorno nuda? - Poi facciamo la cerimonia.

Si fa una bella cerimonia, poi saliamo sulla barca e partiamo!

Eh! Con mamma tutta nuda! E voi andate.

Eh! Com'è?

Noi siamo totalmente contrari.

Ragazzi, ma di che cosa vi preoccupate?

Vostra madre non è una bambina ingenua.

Basta cazzate, ora parlo io.

Voi volete i soldi.

Potete fregare mia madre, ma non me. Nel mio studio ci sono quattro avvocati.

Saranno quattro gatti attaccati ai tuoi coglioni per il resto della vita.

Se ci dici quanto vuoi per sparire, forse possiamo trovare un accordo,

ma i quattro gatti resteranno attaccati.

Tutti e quattro.

Eh.

Sei forte.

Siediti.

Allora, sentite a me.

- Io non ho avuto paura di pirati e tutsi. - Sì.

- Dell'ISIS, di Menghistu, dei Marines. - Sì.

Posso avere paura di tre stronzi?

Sappia che non è una resa!

- Buon bagno in compagnia!

In compagnia di chi?

Oh! C'è una medusa! Stacca la medusa.

- Eh? - La medusa di mare!

- C'è di montagna? - Mi fa impressione!

- Rispondi!

- Mi cade il telefono! - Staccala!

- Vattene. - Ah! Mi hai attaccato la medusa!

Fammi rispondere! Pronto, mamma?

Ah!

Ah!

- Ah! Mamma? - Mamma!

- Non si stacca! - Sì, tutto a posto.

Stai zitto. Mamma si sta provando l'abito da sposa.

No!

Comunque, questo vestito è meraviglioso. Le sta da Dio.

Magari alla mia età non dovrei vestirmi di bianco.

- Mi fa sentire nuda. - Come "nuda"?

Sì, è come se tutti potessero vedere quello che provo.

Quello che prova io lo vedo benissimo.

Si provi pure questo.

- Buongiorno. - No?

- Potrebbe lasciarci soli un attimo? - Sì, va bene.

Come sto?

Sei bellissima.

Ma noi ti dobbiamo parlare.

Sì. Ehm… Sì.

Noi siamo assolutamente contrari a questo matrimonio.

Sì.

A parte la delicatezza di dirmelo in questo momento,

ma posso sapere perché?

Perché mamma, tu ti sei fidanzata con un tossico.

- Per due cannette, che vuoi che sia?

Anche Isa e Renzo se le facevano, di nascosto.

- Infatti ho sbagliato. - Mi dovevi chiamare.

- Ho sbagliato a dare il cattivo esempio! - Non è questo il punto.

- No. - Hai appena seppellito papà!

Non si può passare in pochi giorni da una corona di fiori a un bouquet.

Pure il fioraio hai messo in crisi, sta in difficoltà.

Bisogna rispettare la memoria delle persone,

soprattutto quella di un uomo che ha dedicato la sua vita

ai suoi pazienti e alla sua famiglia.

- Alla ricerca. - All'Università.

- Alle baldracche. - Oh!

Ragazzi, io vi ho sempre protetti, ma adesso basta.

Vostro padre mi ha costantemente tradita.

Infermiere, dottoresse, pazienti, una Ministra della Sanità…

- Pure? - Poi dicono che non fanno mai niente.

Invece si sono fatte papà.

Io con vostro padre ho vissuto una vita triste.

Quando volevo buttarmi dalla scogliera, non era sabato scorso,

ma molti anni fa.

Io da allora sto con Angelo, che mi ama, in segreto.

Adesso voglio farlo alla luce del sole.

Se non mi credete, leggete le lettere che ho messo nel baule in cantina.

Il matrimonio è pronto perché lo organizzano da anni.

Non è possibile.

E se ci fossero davvero le lettere?

Non riesco a immaginarlo.

Dai, prendi le lettere, leggi.

Questa qui.

Qui c'è una vecchia schedina del Totocalcio.

"Uno, uno, due, uno, uno, uno, uno…"

Non è un schedina, è la tua pagella delle elementari.

Per questo non c'era nemmeno un pareggio!

- Madonna del Carmine! - La lettera della Ministra?

- Hai capito le schifezze di tuo padre? - Tuo padre!

Quando fa schifezze è mio padre e quando fa cose buone è nostro padre?

- I tradimenti che ha fatto a mia madre! - A mia mamma!

- A nostra mamma! - Come le diciamo di non sposarsi?

Oh, Simona cara!

Grazie per essere qui a condividere questa gioia con noi.

Ciao, Simo'!

Adoro i matrimoni. Vado pazza per le disgrazie altrui.

Zio Tony dice che queste nozze sono una porcheria.

Ma perché non si guarda lui, che ha una moglie 20 anni più giovane

e infatti gli fa le corna dalla mattina alla sera?

Un po' acida.

"Un po' acida"? Se sputa a terra, fa un fosso.

- Bambini? - Avete saputo di Rosalia?

Ha perso il lavoro, ha preso la candida e sta con un mafioso, U Picciriddu!

- Lo porta qui. - "U Picciriddu"?

U Picciriddu viene al matrimonio?

- Sì. - Scherziamo? È un mafioso.

- No, ragazzi, non scherziamo. - Non ci giocavi a pallone?

- L'amico tuo… - Non voglio averci niente a che fare.

- Dove vai? - Piuttosto me ne vado io.

- Che fai? - Non voglio incontrarlo.

- Eh! - Renzo!

- Come andiamo? - Renzo, quanto tempo è passato?

- Una vita! - Eh, come no!

- Che piacere! - Non fare foto.

Stavamo sempre insieme, ci chiamavano "i gemelli del gol".

- Quante esultanze abbiamo fatto? - Certo!

- Te la ricordi l'esultanza? - Amico mio, ti pare?

Ti ricordi?

Mi ricordo.

Mamma mia, ragazzi…

- Oh, l'uomo del catering. - Scusate, chi me lo paga il saldo?

Scusi, abbassi la voce. Questi sono i miei fratelli. Dica.

Sono 90.000 euro.

- Eh? - "90.000 euro"?

Sì, 37.000 euro solo il tonno, passa una volta sola per i mari della Sicilia.

- Passa con una Lamborghini? - Chi me lo paga questo?

- Lo sposo. - È stato lui a dirmi di venire da voi.

- Dov'è? - Nello studio di vostro padre.

Nello studio di papà? Gli spacco la faccia!

Come da tradizione, il pranzo spetta ai parenti della sposa.

Eh, ma 32 kg di gamberi rossi di Mazara del Vallo…

Sono imbecilli, io avevo chiesto pesce povero.

Se lo paghiamo, i poveri diventiamo noi. Se lo paghiamo, il pesce sono io.

- No, io pagherei volentieri. - È una bella notizia.

- Il fatto è che non ce li ho. - È una brutta notizia.

Perché non fai un assegno postdatato con i soldi che ruberai a mamma?

Perché non ti vendi il peschereccio?

"Perché, perché" … Lo so io perché. Io da voi non voglio niente!

- Chiedo un prestito a mio fratello. - Chiede un prestito al fratello…

Sbirro, ricordi quando papà diceva: "La famiglia è sempre la famiglia"?

Ho bisogno di un prestito,

perché i figli di Lina sono tre grandissime teste di cazzo!

- Come ti permetti? - Ma…

Porta il libretto degli assegni, poi ti spiego. Siete contenti?

Pidocchi! Pidocchiosi!

- Cafone! Come ti permetti? - Calmo.

Sì? Tie'!

Oh! Ah!

- La pipa di papà! - No!

Bello?

- Che peccato! - È distrutta.

Ci teneva così tanto! È distrutta!

Gliel'aveva regalata Pertini, che peccato!

È morto.

Certo che è morto Pertini, da quel dì!

No.

- È morto lui. - Che stai dicendo?

- È morto. - Ma che dici?

- Non respira. - Sei un dottore, fai qualcosa.

- Perciò so che è morto. - Fai il massaggio cardiaco.

È morto! Lasci le impronte digitali? Non toccarlo.

- Questo è morto veramente! - Ragazzi, un momento.

- Ragioniamo. - Che ragioniamo? È morto.

C'era un matrimonio, c'è uno sposo…

C'è un cadavere.

E quindi? Invece di un matrimonio, festeggiamo un funerale?

Qui ce ne andiamo tutti e tre in galera.

C'è il cadavere, ci siamo noi, ci sono le impronte digitali

e c'è il movente, l'eredità.

E c'è il testimone, perché mamma sa che non vogliamo il matrimonio!

- Sì. - A tutti dicevi: "Gli spacco la testa."

No, troppi indizi. Questo processo dura almeno cinque anni.

Nessuno vorrà farsi difendere da un avvocato imputato.

Nessuno vuole venire da una psicologa accusata di omicidio.

E chi va da un medico che ha due morti sullo stomaco?

- Non venivano nemmeno prima. - Mamma mia…

Renzo, pensa qualcosa, sei un avvocato!

Sei avvocato o no? Capocchione, pensa!

Hai una testa così, ma inutile.

- Ah, io sono capocchione? Sì, sì. - Eh.

Lo portiamo sulla sua barca al largo e la affondiamo.

Sembrerà che non si voleva sposare ed è scappato.

- Questo hai pensato? - Sì.

- Che bella trovata! - Sì?

Non c'è niente da fare. Hai una testa gigante.

Il neurone gira e non trova parcheggio. Hai capito? Non si ferma un'idea buona.

Papà che avrebbe pensato? Avrebbe chiamato lui la Polizia,

perché era onesto, non come te.

Sì, chiama la Polizia.

Lui non ha niente da perdere. Bello, io ho una famiglia.

Non voglio vederla ridotta in povertà.

E io non voglio vedere Filippo cacciato da Harvard.

Lui vuole distruggere le nostre vite, così diventiamo falliti come lui.

- È questo che vuoi fare? - Sì.

Va bene, sì, sono un fallito, quindi che significa?

Che poiché sono un fallito, voglio vedere una persona in queste…

Come si porta in barca?

Ehi, giochiamo?

- Dai! - Non posso fare tutto io.

- Non ce la faccio. - Dai.

È pesantissimo, non ce la faccio.

Oh!

Scusate, per caso avete visto un pallone giallo?

Poggiamo, non ce la faccio più.

Eh? No, nessun pallone giallo.

- Oh! - Renzuccio, mi meraviglio di te.

Se vuoi fare l'ammazzatina in zona mia, mi devi chiedere il permesso.

Che "ammazzatina"? Che dici?

Lo sanno tutti, il tappeto lo porta uno, sulla spalla.

Se il tappeto lo portano in due o in tre, pure stanchi,

lo capiscono pure i bambini di dieci anni che dentro c'è… un lombrico.

- Avevamo pensato di metterlo sulla barca. - Sulla barca.

- Poi affondava la barca e il lombrico… - E affondava il lombrico nella barca.

Non si butta il lombrico a mare!

Perché il mare, a differenza mia, è troppo onesto.

Restituisce tutto, pure quello che non va restituito.

- Mmh… - E voi siete fottuti.

- Dilettanti. Tutto io vi devo insegnare? - Scusate.

Vabbè, abbiamo capito. Come possiamo fare?

Perché lo chiedi a me? Ti sei dimenticato che mi hai rinnegato?

- Quando mai? - Le dico una cosa, signor Picciriddu.

Proprio ieri ho visto mio fratello davanti allo specchio

che faceva l'esultanza vostra, quella famosa.

Sì!

Vabbè, concentriamoci. Il morto ce l'abbiamo?

- Sì. - A posto. Il movente ce l'abbiamo?

- Sì. - Manca l'alibi del Picciriddu.

Allora, abbiamo la festa di matrimonio?

- Sì. - Bene. Ci sono gli invitati?

- Sì. - Questa gente ci servono.

- "Ci servono". - Ah.

Perché in automatico possono diventare testimoni oculati.

- "Oculati". - C'è la festa.

Durante la festa entra uno che fa una rapina.

Quante volte capita a un matrimonio o a un funerale?

- Eh! - Eh!

- Stanno iniziando con le comunioni. - Sì.

Anche ai baby shower Uno entra… È un classico.

E guarda caso, comincia a sparare agli impazzati.

- "Impazzati". - "Impazzati".

E guarda caso, ci scappa il morto. È fatta.

- E il morto chi è? - Come "chi è"?

Quello che serve a noi, il lombrico.

Se fanno l'autopsia, lo vedono che era già morto.

- Ma stai zitto, va'… - Che ti immischi tu?

Se gli scarichi addosso un intero caricatore Scorpion da 44 colpi,

diventa un colapasta.

- Mi fa schifo. - Vuoi andare in galera?

Facciamo 50 colpi e non ne parliamo più.

Non c'è problema.

- I due in più te li omaggio io. - Sono sei.

La matematica non è mai stata il mio forte.

Perché, l'italiano sì? "Oculati"…

- Pronto? - Pronto, Sale Grosso? Sono io, ascolta.

- Il lombrico è caduto da cavallo. - "Il lombrico"?

Perché ha parlato con il re e ha saputo dal cardinale

che bisogna fare il trattamento di massaggio thailandese.

- Ah, il centro massaggi. - Ha la prenotazione confermata.

Basterebbero 44 scatole di pomata,

però io ho deciso che gliene facciamo 50.

Le due in più gliele omaggio io.

- Ma allora sono sei. - Bravo.

Come comanda vossia.

Comunque, ci vorrà un po' di tempo, almeno quattro o cinque ore.

- Siamo in miniera a estrarre. - Perfetto.

A dopo.

Tutto a posto, ci vorranno quattro o cinque ore.

Portate su il lombrico, gli spariamo alla cerimonia.

Amore! Amore, ma che ci fai lì?

Niente, amore mio, stavo ammirando l'infinito,

quello di Giacomo Ghepardi, ti ricordi?

Con permesso. Amore mio.

- Riportiamolo su. Il telefono! - Prendilo.

Chiudi, dai.

Ridi, dai. Dobbiamo solo aspettare il matrimonio di nostra madre.

Stiamo aspettando l'omicidio dello sposo, che è pure morto!

Eh…

- Ragazzi! - Mamma.

Ragazzi, Angelo è sparito!

- No! - No, ho parlato con lui cinque minuti fa.

Sì, l'ho visto io, aveva un abito elegantissimo.

Ma che dici? Si veste come un barbone!

Ha un abito, una roba di… Non questa roba da 20 euro.

Un abito da Londra.

- Il mio hippie si è fatto bello per me? - Bellissimo.

Perché l'ha detto a voi? Non avete litigato?

- No! - Perché? Perché avete litigato?

- Non abbiamo litigato. - Discusso.

Ma poi abbiamo fatto pace.

- Una pace definitiva. - Tombale.

Che bella notizia. Vado a cercare il telefono.

- Sì. - Lo chiamo subito.

Poverina.

- Il telefono!

- Chiudilo. - Minchia, è pure di sinistra!

- Questo ragazzo ha tutte le disgrazie. - Eh! Vero.

- Scusate. Renzo? - Sì?

Che c'è? Sta benedicendo?

No, quando vanno in bagno tutti e tre, fa così.

- Andate. - A dopo.

A dopo.

Dobbiamo farlo sparare con un abito di Londra.

- Ti rendi conto? - Sì.

Va bene, io ho un'idea.

Oddio, io tremo.

Vado dagli ospiti.

Questo no, questo no… Questi non vanno bene, mamma li riconosce.

Mamma non butta via niente. Vedi questo.

- Sì. - Bravo Davide!

È un London, perfetto stile anni '70.

- Magnifico. - Guarda.

Ho trovato altre lettere.

Non voglio sapere altro delle zozzerie di papà.

Nemmeno io. Dai.

- Vestiamolo. - Sì.

Secondo te, questo è un orlo?

- L'ho chiamato, tutto ok, forse arriva. - Chi?

Giorgio Armani, la fa lui la piega.

Che ve ne importa?

- Tanto gli sparano 50 colpi! - Già.

- Allora lo fermo. - Chi?

- Giorgio Armani. L'ho chiamato, è brutto. - Ancora?

- Chi è?

- Rispondi tu. - È mamma.

Sì. "Ho saputo del vestito, ti amo."

Che rispondiamo?

Una cosa semplice. "Anche io. Un bacio."

"Mi chiami con uno dei nostri nomignoli?"

- Alla loro età ancora i nomignoli? - Usiamo un classicone.

- Sì. - "Maialina", "bufalotta", "porcellina".

- "Sei una vacca." - A mamma? Ma che è, una macelleria?

- Come osi? - Era per dire.

- Come ti viene in mente? - Che devo scrivere?

Una cosa più romantica: "Te lo sussurro dopo nell'orecchio."

Noi stiamo prendendo in giro mamma.

Dobbiamo dire la verità.

Stai scherzando? Ce ne andiamo tutti e tre in galera?

No, ormai non si torna più indietro.

Si va dritti, con coraggio e senza paura.

- Oh! Chi è?

- Filomena! - "Filomena"?

Ciao!

- Ciao! - Chi sono?

Sono finlandesi, hanno preso questa stanza.

- Che ha detto? - Eh?

Non l'ho mai capita. Secondo te, la capivo oggi?

Affittano! Avanti!

Hai affittato la casa di famiglia ad agosto ad Hansel e Gretel?

Mi sono sbagliato, non avevo capito che mese era.

Facciamo una cosa. Vi diamo una camera più grande, è un problema?

No, stanza gialla. O chiamo Polizia.

- Tre minuti e la camera è pronta. - Grazie.

- Che ti volevo dire, amore? - Dimmi, amore mio.

Non puoi bere sempre. Giusto, amore mio?

Che stai dicendo? Lo sai che io sono analcolico.

- Eh, prosit. - Procida.

Ad maiora.

- A Maiore e pure a Positano. - A Positano.

No, i pupi di papà! Vi ricordate quante battaglie facevamo…

- Sì. - In siciliano da bambini?

- Devi sputare sangue! - Muto!

- Cornuto! - Ti distruggo!

Non gridate.

Nasone, hai un ponte su quel naso

che risolve il problema dello Stretto di Messina.

Nasone, se fai uno starnuto, danno l'allerta meteo.

Capocchione, ma tu hai capito che se metti la tua testa nell'Etna,

l'hai sigillato e non schizza più niente?

Questo bombolone sale e pepe!

Qua ci stanno le finlandesi bone, bone assai!

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

- Dove mettiamo i fuochi d'artificio? - Bisogna chiederlo a Davide.

Davide! Sono Filomena!

- Ancora? - Biliardo occupato!

Qui il "caruso" ha i fuochi!

Fammi fare a me.

- Uh… - Dai.

Vi cerca il maresciallo!

Se vi arresta, voglio l'esclusiva.

Maresciallo carissimo.

Dov'è Angelo?

- Perché ce lo chiede? - Devo dargli una cosa personale.

- L'assegno per il catering? - Sì.

- No. - Invece sì.

- No. - Invece sì.

- No! - Minchia!

È un regalo di mio fratello.

- Ma quando mai? - Ci tiene, è il suo regalo per le nozze.

Se ci tieni tanto, te lo concedo.

Meglio, così non presto i soldi a quel tossico.

Se lo vedete, ditegli di rispondermi al telefono!

Questo cannaiolo…

- È scemo. - Ma è pericoloso. Portiamolo in cantina.

- Dai, dai, dai. - Uno, due…

Mamma l'ha portato qua, non lo vuole più vedere.

- Qui ci sono scritte cose allucinanti. - Non voglio saperle.

Penso che tu le sappia. Papà ti comprava gli esami.

- Sedici esami più la tesi? - È vero.

Io non studiavo mai, così papà ha pensato di darmi un aiutino.

A me non ha mai dato un aiutino. Mai!

Papà pensava che tu fossi imbranato, ma che avessi delle possibilità.

Di me, invece,

pensava che fossi proprio senza speranza.

Io da papà volevo farmi dire solamente:

"Io ti stimo, io ti stimo, io ti stimo".

Quindi ti ha inserito lui nello studio di quel ragazzo… Come si chiamava?

- Marino? - "Marino"? Di dov'era?

- Di Camerota. - Marino di Camerota?

- Sì. - Non me lo ricordo.

- Oh! - Qua brucia tutto!

- Ci cremano qui dentro. - Andiamo! Vai, oh!

Il quadro di papà!

Zio Gaspare, sta bruciando la cantina, fai presto.

- Sta andando a fuoco la cantina. - Accorriamo!

Non si tengono i fuochi nel legno, serve la custodia in metallo.

- Sapete quante volte ci scappa il morto? - Qua il morto non scappa.

Dicono tutti così.

Non so se muoiono uguale nelle altre case, ma qui non scappa.

Almeno avete l'attestato?

- L'attestato? - Attestato…

- A te è stato… - A me è stato?

Non nel senso "a te è stato" come "a me è stato".

- Attestato dato… - Dal fuochista.

- Ce l'ha il fuochista. - A me serve in fretta.

- Altrimenti requisisco la cassa. - No!

- No! - No, mi oppongo, io sono un avvocato.

Ai sensi dell'articolo 134 comma 3, lei non lo può fare.

Avvocato, ma che dici? È l'articolo 214 comma 6.

Ma che sta dicendo?

- Requisite. - No! Scusate, io sono psicologa.

- Sì, l'ho vista in TV. - Ah, bene, grazie.

Sotto un profilo psicologico, appropriarsi degli oggetti altrui

può essere destabilizzante e portare a delle psicosomatiche gravi.

Non solo. Ai senti dell'articolo 98 comma 5,

ci troviamo di fronte al reato d'appropriazione indebita di casse altrui,

da uno a sei anni.

No, vi state sbagliando, è l'articolo 646 comma 1.

- No, comma 5. - Comma 1.

Come è possibile che non conosci un articolo?

Questo fa il capo dei Vigili o il capo degli avvocati?

- Perché non siete avvocato? - Mi viene il fuoco di Sant'Antonio.

- "Fuoco"! - Intervieni.

Ma dove vai? È mia sorella!

Vado a prenderla a testate. Tu non prenderti la confidenza.

Avete visto il fuochista?

- Hai visto dove sta il fuochista? - No.

Il fuochista?

- È alla scuderia. - Ottimo.

Io! Io! Io! Io!

Brucio di passione, sono tutto un fuoco.

Ti spengo io.

- Che cos'è, una grigliata?

Ah…

Scusi se sto disturbando.

Mi servirebbe l'attestato, perché purtroppo me l'hanno richiesto.

- Io! Io! Io! - Signora, un attimo, sto parlando.

Se mi dà l'attestato, me ne vado e potete fare quello che volete.

Che fai? Guardone!

Voglio guardare solo l'attestato. Vado di fretta, dov'è?

- Cammina, porco! - Il porco sono io?

Io! Io! Io!

Pure tu, sì.

- Prendilo, è in tasca. - OK.

Guaglio', devi stare un attimo fermo.

Non c'è una posizione che mi faciliti la presa?

- La posso mettere in testa? - Puoi metterla pure incinta. Stai fermo.

- No! - Risponde su tutto?

Eh!

- Preso! Me ne vado, grazie. - Oh!

- Oh! - Oh.

Tu non dire niente a Picciriddu.

Io?

"Io! Io! Io! Io!"

No, un momento, sta cercando il documento.

Ecco.

- Ok, ragazzi. - Uh!

- Andiamo. - Vai, frate'.

Meno male, va'. Anche questa è andata.

Siamo rovinati, il maresciallo ha chiamato sette volte e ha scritto: "Rispondi."

Scrivi: "Sto facendo la permanente dal parrucchiere.

- Non posso parlare." - Aspetta.

- Bravo.

"Basta cazzate, voglio vederti o mando una pattuglia a perquisire la casa."

- "Una pattuglia"? - Serve una videochiamata.

- Lo vede e si tranquillizza. - Come fai con un cadavere?

Sì, 47, "morto che parla".

- E se non ci riesci? - 113 che ci viene a prendere.

- Facciamolo parlare, cantare… - Organizzo la videochiamata?

- È l'unica soluzione, deve vederlo.

- Tra 30 minuti. - Bravissima.

- Vai, organizziamoci. - Andiamo.

- Oh! - Eh?

Il morto! Il morto.

- Ah, il morto. - Uno…

Non mi sono mai sentito così vivo.

- Abbiamo i vocali. - In mezz'ora non ce la facciamo.

Ecco, loro ci possono salvare, i nativi digitali.

Mi raccomando, non ne dovete parlare con nessuno.

- Shh. - Quindi che ci dai in cambio?

Non dirò a mamma che avete cotto una rana all'acqua pazza.

- Mille euro in contanti, subito. - Ah.

Allora io vado.

- Dove vai? - A prelevare, questo non era previsto.

- L'orologio. - Come l'orologio?

- Sì, è di garanzia. - Ah.

- Ti voglio bene, papà. - Meno male, figurati se mi schifavi.

- Sei pronto? - 50 euro.

Prendi 50 euro di più!

Ogni file contiene una frase. Clicchi qui e parte.

Ok, qui.

Ti voglio bene, ho voglia di baciarti.

Il prossimo.

No! Sei proprio una boomer!

- Questo, non sbagliarti! - Ah, ok.

Ciao, sbirro, come stai?

Perché stai bevendo così tanto?

Sono stressato per il lavoro, ho una consegna importante da fare.

- Che devi consegnare? - Un infame che si nasconde a nord.

Peppuccio mio, io ti conosco, non è il lavoro che ti angustia.

Niente… È Renzuccio.

- Mmh. - Mi fa incazzare.

Mi evita, come se avessi la peste. Me!

- Non mi ha neanche presentato sua moglie. - Non ti preoccupare, ci penso io.

- Deborah! Scusa, puoi venire un attimo? - Sì.

- Scusa, torno subito. - È questa?

Dimmi.

Enchantillé, Peppuccio Picciriddu.

- I miei sospetti. - Rispetti.

Ah. Deborah Branciforte Langotti Drusa De Pamphilis in Di Rienzo.

Sa che mi pare di conoscere la sua voce? Può essere?

Ah, beh, sì, forse l'ha sentita nei podcast su Shakespeare e Molière.

- Io faccio queste cose. - Dove?

No, Deborah è modesta, lei è la voce di Google Maps.

- Che minchia dici? Lei? - Lei.

- Fammi sentire. - No.

- Faglielo sentire. - Fammelo sentire.

- Amunì! - Alla rotonda prendi la quarta uscita.

Sarai arrivato a destinazione, in Via Aurelia 29.

Precisa lei! I miei sospetti erano giusti.

Fammi un favore, gioia mia.

Dai una testata al cameriere? Gli ho chiesto da mangiare mezz'ora fa.

- Scugnomusso? - Sì.

- Grazie. - Va bene, amore mio. Scusami.

Vieni qua.

Avvicinati, tranquilla.

Una curiosità.

In tutti questi anni Renzuccio ha mai parlato di me?

No.

Ogni tanto mi ha parlato di un suo amico di infanzia con cui giocava a pallone.

Dice che era laido, viscido, orribile. Pare che adesso sia in un brutto giro.

Posso andare ora? Ho paura.

Oddio, ma chi frequenta Renzo?

Allora, questo si tira così.

Questo si tira così. Dove hai imparato a cotonare?

Io ho un sacco di passioni nascoste che tu non conosci.

Pure io.

- Bella estetista. - Che ridi?

Ciao, sbirro, come stai?

Ah, rispondi, non sei morto!

Non mi sono mai sentito così vivo.

Di' la verità, non è che oggi ti sei fatto una trentina di canne più del solito?

Io dico di sì! Sempre sì! Decisamente sì!

E io che mi preoccupo per te!

Ciao, sbirro, ti voglio bene. Ho voglia di baciarti.

- Ma no! - Perché hai voglia di baciarmi?

La famiglia è sempre la famiglia.

- Eh! - Basta spinelli!

- Voglio vederti negli occhi. - Leva gli occhiali.

- Apri questi occhi! - Renzo!

Eh!

Che fratello strafumato!

- È andata. - Bravissimo.

- Bravissimo.

- Che cos'è questa musica? - No! Non ci credo!

Guarda quello! Ma che fa?

- Chi? - È impazzito. U Picciriddu.

Il matrimonio non è iniziato e già ci sta rovinando la festa.

- Vai a vedere che succede. - Mannaggia…

Guarda che figura…

Che figura ci facciamo?

Via questo coso! Forza!

Oh!

Cancella tutti i file audio.

Non sai che scena! Stanno tirando su Picciriddu con una specie di…

- Una specie di carro attrezzi-gru. - Cos'è questa foto di Filippo?

Questo non sta a Harvard, sta in una comunità.

No, ma è… un fotomontaggio.

Filippo è bravissimo in technology application.

Sì, ma c'è scritto: "Mamma, 52 giorni senza."

- Dai, Isabella.

Guarda che noi lo sappiamo che tu hai fatto…

Ah! Leva questa gamba! Sta a peso morto questo.

Lo sappiamo, l'hai fatto per non deludere papà.

Va bene, è normale.

Isa,

lo sai che ti vogliamo bene.

- Filippo è il mio nipote preferito. - Perché, i miei come sono?

Dove li metti quei due mostri?

Sei contento? Sei stato promosso, non sei più la pecora nera della famiglia.

La famiglia è distrutta.

Sono promosso, ma la scuola è crollata ed è morto pure il bidello.

Oh!

- Ah! - C'è Don Oronzo.

- Pure! - Deve benedire la casa.

Porta un po' di acqua santa.

Per come stiamo combinati, ci vogliono le pistole ad acqua o l'idrante.

Questo deve sparire.

Quello gira tutta la casa. Come facciamo?

Questo deve sparire. Pensa, capocchione, dove lo portiamo?

Alla collina maledetta. C'è stato un omicidio.

- Non ci va mai nessuno. - Tu hai un GPS!

- Visto? Se non c'era capocchione… - Pronto?

- Prendilo. - Uno, due…

Uno, due…

Uno, due… Oh, poi lo devi prendere.

Come lo portate?

Io ho pensato a dove, per come portarlo fatti venire un'idea pure tu!

Davide!

Vieni, vieni, vieni.

Vieni, vieni.

Vieni, vieni, vieni.

Vieni, vieni.

Guarda qua.

Guarda.

Qui si respira un'aria meravigliosa. Ti dà veramente il senso della vita, eh?

Che bello, che poesia!

- Sarà un gabbiano? - Che ha mangiato pesante?

No, non è un gabbiano, è un tricheco. Oh…

Tu che ci fai qui?

- Sono venuto a bere, per dimenticare. - Noi andiamo di fretta.

"Tanto caro mi fu questo fermo colle,

ove il mio bisnonno fece il suo primo omicidio."

- Ah. - Ah.

Vattene, dobbiamo parlare di affari.

- Hai rapporti pure con la mafia? - No.

Non mi sembra il caso, lasciamo stare.

- A me sì, quindi? - Oh! Oh!

Picciriddu, ma che è?

Non ti preoccupare, Daviduzzo, non è mafioso.

- È pentito. - "Pentito"?

Pentito dei suoi sentimenti, quelli che una volta provava per me.

Ma che stai dicendo?

La nostra è stata un'intesa meravigliosa,

dentro e fuori dal campo.

- Poi un giorno vostro padre ci scoprì. - Ah.

Era un tipo chiuso, un tipo ottuso,

uno di quelli che pensava che era meglio un figlio morto che come noi.

"Noi" chi? Ma che dici? È impazzito.

Così prese tuo fratello Renzuccio da parte e gli disse:

"Se lo lasci, ti sistemo a vita".

Così Renzuccio ha dato ascolto a vostro padre

e da quel momento ha cominciato a evitarmi, come se avessi la rogna.

Ma tu che vuoi da me? Che vuoi?

Che rispondi a una domanda

che ti ho fatto esattamente 23 anni, cinque mesi e un giorno fa.

Scusate, ma è passato tanto tempo.

Anche tu…

mi pensi ancora?

No, Peppu', mi dispiace, io amo mia moglie.

Capisco che ci sia stato un momento di tensione,

ma secondo me, non bisognerebbe mai confondere l'amore con il lavoro.

Allora le chiedo, è possibile continuare il lavoro che stavate facendo?

Potete uccidere di nuovo il morto come eravamo rimasti?

- Ce lo fa? - Certo.

Daviduccio, guarda che io sono un signor professionista.

Questo è il cognato che ho sempre voluto.

Oh, la carrozzina! È sparita!

E io che mi metto a parlare con quello!

- Peppuccio esagera, non è successo nulla. - Che me ne frega?

So come funzionano i rapporti. Pure a me con Irene, la stessa cosa.

- Le ho lasciato un messaggio. - Che le hai scritto?

Se mi rinnovava l'assicurazione.

O è finito a mare o giù in collina.

Se lo trovano in villa, chiamano la Polizia ed è finita.

Se lo trovavano, già ci avevano chiamato.

- La Polizia? - È mamma.

- Che dice? - Vi voglio vedere tra mezz'ora.

Va bene, mamma.

- Vuole vederci. - È finita, hanno trovato il cadavere.

- Fermiamoci, mi fanno male le gambe. - Sì, dammi la mano, Renzuccio.

Tanto ormai è finita. Uh!

- Ti ricordi che diceva papà? - Papà diceva parecchie stronzate.

"A tutti piacciono le sfogliatelle.

C'è chi preferisce la frolla e chi la riccia.

Poi ci sono persone a cui piacciono tutte e tre."

Un visionario. Un luminare, eh?

L'ennesima stronzata di papà.

Non mi trovo nemmeno con i conti,

perché le sfogliatelle sono due, riccia e frolla, non sono tre.

Non esiste la sfogliatella riccia,

la sfogliatella frolla e la sfogliatella e basta.

Eccoti qua!

Io chi sarei, riccia, frolla o sfogliatella?

Che ci fai qua?

Scusami, le sfogliatelle sono due, la riccia e la frolla.

Davide! Tanto una certezza ce l'ho.

- Sta andando in bagno da sola? - No, è Renzo che se ne va a 'fanculo!

- Aspetta un momento. - Non sopporto l'ipocrisia!

- Mellifluo! Laido usurpatore! - Non mi piacciono i dolci, amo il salato.

- Adesso da mamma devo andare da solo? - Che devo fare? È nervosa.

Aspetta un momento! Mannaggia… Tu fraintendi!

Mamma! Mamma, che succede?

- Che c'è? - Sono in ansia per Angelo.

Nessuno l'ha visto, non risponde. Voi non sapete dov'è?

Si è perso. Qui non c'è, ora vado in collina.

Non so se questo matrimonio si fa, ma se si fa, io mi sto sposando da sola.

Siete spariti pure voi!

Io l'ho capito che non avete fatto pace, ma perché?

Lui è un uomo buono, ha speso una vita per l'Africa.

Ha speso i soldi dell'Africa!

Non ha famiglia, non ha parenti. Questo si mangia i soldi tuoi!

Non parlare così di tuo padre!

Che hai detto?

Io sto parlando di Cederna.

Va bene, mi sono sbagliata!

A 72 anni la testa lo fa.

- Scusa, devo andare dagli ospiti. - Mamma? Mamma?

Mamma?

Lui… Lui non ha figli e famiglia perché sta con me.

Quella cosa sulla scogliera è successa 43 anni e nove mesi fa.

Eh?

Tesoro mio, queste cose una donna le sente.

Le fa.

E poi siete così simili, la stessa passione per il volontariato.

Possibile che su sei milioni di volontari,

sono l'unico che ha un padre involontariamente?

E poi avete la stessa identica voglia al polpaccio destro.

È da quando hai 18 anni che io mi chiedo se dirtelo o no.

Perdonami.

- Davide mi ha mandato la posizione. - Fammi vedere.

- Ah, sì, è qui a sinistra, vieni! - Questi cosi non sono mai precisissimi.

Non ti voglio come padre! Hai capito?

Non ti voglio come marito di mia madre! Non ti voglio, non ti voglio!

- Ah! - Ah!

Oh!

Ah.

Senti una cosa, ma io mi sono già sposato?

Ti senti male?

- Siamo quasi arrivati. - Oh!

Scusate, ma voi lo sapete se mi sono sposato oppure no?

Ehm…

Che famiglia fragile!

Tesoro, io non mi ricordo niente,

nemmeno come ho fatto a mettermi questo vestito da pagliaccio,

ma ho barlumi.

Parenti della sposa… Mi pare che stavamo parlando del catering.

Da voi non voglio niente! Poi buio.

- È una sorta di morte apparente. - "Morte apparente"!

- Come… - In Messico!

- Sì. - Non c'entra niente la morte apparente.

È andata così. Parlavamo amabilmente del catering.

Dimmi, non ricordo proprio.

È deciso, il pranzo lo pago io.

- No. - No, assolutamente. Scherziamo?

Scusi, signor Cederna, il catering lo paghiamo noi.

È il nostro regalo per il matrimonio di nostra madre.

Assolutamente. Ci offendiamo, eh!

Ma poi solo 32 kg di gamberi rossi!

Vengono da Mazara.

A questo punto, prendiamo degli astici canadesi.

E come vengono?

- Con l'aereo. - Sono abbattuti?

Beh, dopo dieci ore di viaggio, sono un po' abbattuti,

ma poi si riprendono!

- Prendiamoli, pago pure quelli. - No!

- Ci tengo. - Stiamo scherzando?

- Siamo in difficoltà. - Ci offendiamo.

- No, mi dispiace. - Non esiste.

- Non se ne parla proprio. - Litighiamo.

- Vi dico una cosa. - Guardi…

L'ho già fatto io. Tie'!

Oh! Ah!

- Ma che… - Oh!

Non dava cenni di vita, eravamo disperati.

Ma poi ci siamo ricordati che abbiamo un altro grandissimo medico.

- Il dottore del paese? - No, Davide, tuo figlio!

Alla laurea ha preso solo 68

perché ha sempre vissuto con profonda angoscia

il confronto con papà.

Papà lo ostacolava perché aveva paura che Davide fosse migliore di lui.

Infatti, qualche ora nelle mani del sapiente Davide

ed ecco qui Angelo vivo e vegeto.

Pronto a dire uno squillante "sì".

Figlio mio, grazie, grazie, grazie!

Grazie, grazie.

Vado sopra a cambiarmi.

Io vado a mettermi il vestito.

Ragazzi, questo è il regalo più bello. Grazie.

Ciao, mamma.

Comunque, tutto è bene quel che finisce bene.

È un dubbio mio

o ci sono al momento due mafiosi che non sono stati bloccati

che vogliono venire a uccidere il morto, che in questo momento è vivo

e che se non li blocchiamo, diventa un'altra volta morto?

- È una cosa mia o è così? - No, no!

Andiamo. È di là!

Signor Picciriddu! Signor Picciriddu!

- Oh! Don Peppuccio! Picciriddu! - Signor Picciriddu!

Guaglio', devi bloccare tutto!

- Devi bloccare i picciotti! - Ci dia un nome, un numero!

- Don Peppu'! - Ah…

Ti amo, veramente.

- Oh! - Il suo cellulare.

- Che fai? - Sappiamo l'ora della chiamata.

Lo sblocchiamo con il riconoscimento facciale.

- Uh!

- Uh! - Uh!

Questo non è Don Peppuccio, è Dom Pérignon!

Ecco qua.

Ci sono due chiamate nella stessa ora. Che numero facciamo?

Chiama tu, parla tu.

- Mmh! - Il primo o il secondo?

- Il primo o il secondo? - Il secondo!

Oh, parla in italiano con me, che non ti capisco!

- Baby…

- Sempre con questa "baby"!

- Minchia, ammazzalo! - Oh! Conto fino a dieci!

- Ora conto fino a dieci e poi ti ammazzo. - Aspetta, fermo, è il capo!

Pronto?

Vi ricordate l'incarico del massaggio thailandese

con la pomata?

Sì, siamo noi. È di nuovo ubriaco. Pronto?

- Bloccate tutto! - Come dobbiamo sospendere?

Altrimenti vi spacco la testa, hai capito?

Questo è ubriaco sul serio.

Va bene, capo, sì.

Non lo capisco quando parla.

Andiamo.

- Su, mi serve la sedia. - Eh?

- Su, mi serve la sedia! - Forza, cammina!

Avanti, che già mi hai scassato la minchia.

Senza la sedia?

Io…

Ehi, tu, fatti guardare.

Sai che hai lo sguardo diverso? Sembri più grande.

Forse perché non mi sento più pecora nera, almeno credo.

Ah…

Tesoro mio.

Ehm, ragazzi…

Mi sembra di capire

che qualche altro segreto sia uscito allo scoperto.

Non voglio spaventarvi, ma li conoscevo già tutti.

Tesori miei, era papà che voleva dei figli perfetti.

A me bastava il miracolo di averli i figli.

Voi siete come siete.

Io vi voglio bene da sempre.

- Renzo? - Sì, andiamo.

Tu sapevi già tutto?

È possibile.

Lo sai che ti mangerei a morsi?

Uh!

Non sei più vegana? Non hai più intolleranze?

- Sono venuta a rinnovare l'assicurazione. - Eh.

- Stavolta assicurazione sulla vita, però. - Sì.

Hanno fatto i confetti di segale.

In nome del popolo italiano,

per i poteri a me conferiti…

Prenditi queste 44 pomate.

Anzi, 50.

Due sono omaggio di Picciriddu.

- Angelo! - E sono sei.

Ti salvo io!

No!

Corri, corri! Andiamo!

Papà, non muoverti.

Volevo dirti che io ti st…

Mi st…

- Io ti st… - Tu mi sti…

Sì…

Chiamate l'ambulanza!

Tutto è bene ciò che finisce bene.

Adesso ho capito perché si dice che senza la famiglia ci si sente persi.

Io ho ritrovato il mio vero padre.

Mia sorella ha ritrovato il rapporto con suo figlio.

Mia madre ha ritrovato il suo vecchio e grande amore.

Nel mio frigorifero ho ritrovato tanto tofu,

ma tanto, grazie a Irene.

Soprattutto, mio fratello ha ritrovato il coraggio di parlare con sua moglie.

Mi dispiace, ti ho mentito.

- È successo tanti anni fa. - Renzo, ti ho mentito anch'io.

Ho avuto…

una storia con la voce delle ferrovie.

L'ho conosciuto al Galà dei Trasporti.

Perché fingevi?

Sin da piccola sognavo una famiglia da spot.

So che sono finte, però quella serenità, quella pace…

La famiglia è la famiglia.

Ma siamo sicuri sicuri

che la storia con quello che dà la voce alla stazione

sia stata una storia passeggera, finita?

Certo.

Italo! Non correre!

Amore, ti piacciono i biscotti nuovi?

- Sì, sono proprio buoni i cornutini. - Bene, mangiane un altro.

Mamma, questo ha le corna spezzate.

Non ti preoccupare, amore, le rifaccio io.

Per quanto riguarda i cornutini, che dire?

Succede anche nelle migliori famiglie.

Tu mi devi rispondere. Che significa "st"?

'Sta minchia!

Erano 50 colpi.

44 li abbiamo sparati, due li avevo messi omaggio io.

Ne mancavano quattro, ora con i conti siamo a posto.

Buona giornata, arrivederci. Con permesso. Andiamo.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.