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[sparo]
Anna!
[ansima]
L'hanno mandato a Ceccano.
[sparo]
- [sparo] - [tonfo in acqua]
[donna urla]
[suona "Figli delle stelle" di Alan Sorrenti]
[DJ] Siamo pronti?
- [folla] Sì! - [DJ] Vi voglio carichi!
La canzone della 3ª B!
La canzone di Alan!
[esultano]
[uomo] Chi sono?
Oh. Lo so. Credo.
Mi riconosci dalle mani o dalla voce?
Tutti e due.
Quanto è passato?
Ho paura a dirlo.
Ecco, appunto. Stai zitto, perché è troppo.
Ho fatto tutto il Sud America.
Tanto Cile, tanta Bolivia, tanto Venezuela.
Ma cosa facevi lì?
Un teatro mio. Spontaneo.
Con azioni provocatoriamente politiche. Sono stato anche in galera.
Per il teatro politico?
Mmh. Per spaccio.
Il teatro politico, in certi Paesi, senza lo spaccio non si mantiene.
Tua mamma come sta? Recita ancora?
[esita] No.
No, ormai non la chiama più nessuno, figurati.
Dammi il numero di telefono.
Ho una parte per una cosa che sto mettendo su. Dai.
- No, stai scherzando? - Non sto scherzando.
Guarda che le faresti un regalo enorme.
Che peccato, però.
Io e te…
ci siamo messi insieme troppo presto.
Troppo presto. Eravamo…
dei piccoli germogli.
Insomma…
Più che germoglio, per come scopavi in giro,
mi sembravi più una pianta rampicante.
E tu, per vendetta, ti sei messa col tipo della 3ª F.
- [donna] Mh. - Il coglione.
- È mio marito. - Ah.
Allora tanto coglione non dev'essere.
[verso di scherno]
- Senti, io domani parto per le Asturie. - Ah.
Farò uno stage per diventare mimo di animali.
- Ma pensa. - [ridacchia]
Posso chiamarti quando torno?
Sì, certo.
Possiamo andare a prenderci un caffè,
oppure mangiare del fieno, se torni cavallo.
[ridono]
Veramente, volevo farti vedere il mio teatro.
- Con piacere. - E non è un'allusione sessuale.
No, no, non mi è sembrata un'allusione se…
Buonanotte.
- Buonanotte. - 'Notte.
Grazie.
Ma che… Queste macchine sportive…
[rombo del motore]
[donna sospira]
- [motore si spegne] - [uomo] 'Fanculo.
[rombo del motore]
- [musica soft] - [rumori meccanici e scoppi]
Scusi, vorremmo ordinare.
No, non vogliamo ordinare. Aspettiamo mamma.
Grazie, aspettiamo.
- Aspettiamo mamma. - Certo.
Chissà che dovrà dirci.
Io forse lo so.
Tipo?
Potrebbe c'entrare con il suo lavoro, ma non dico niente.
Però magari invece è la volta che sgancia.
- Infatti. - Veramente, non cominciate.
Li ha ereditati, sono soldi suoi.
Ne farà quello che vuole. Per favore.
Carlo, glielo puoi dire?
Che gli devo dire?
Ho capito, ma ha 90 anni!
Se li porta nella tomba, questi sei milioni? Eh.
Si tratterebbe solo di dare una mano alla propria famiglia.
Per esempio, nella mia sala da tè ci sono un paio di cose da ristrutturare…
- Ancora? - Due sole, papà.
Piuttosto io, insomma… Mentre cerco un nuovo lavoro,
sarebbe carino trovarmi un appartamento mio…
Perché, con noi non stai bene?
No, sì. Ma dopo un anno con voi…
- Vorrei indipendenza. - Deve levarsi dai coglioni.
Vabbè, il concetto è lo stesso. Più gergale.
- Eccola. - [Carlo] Ah, è arrivata?
Comunque, sui i soldi di nonna, papà è d'accordo con noi.
- Ma no… - Ah, sì? Perché?
Ho fatto tanta fatica a rifare la patente nautica,
che un gommone, una barchetta, me la comprerei volentieri.
Allora, scusate, una sala da tè, un appartamento e un gommone.
No, dico, siamo a posto con le ordinazioni?
- Oh. - Mamma.
- Prego. - Ciao a tutti!
- Ciao. - Mamma.
- Che bella che sei. - Ecco qua.
È tanto che non ti vedo.
Lo so. È colpa mia. [ride]
Nonna, ti ho fatto un regalino, prima che mi dimentico.
[nonna] Oh…
Sono l'unica che ha fatto un regalo a nonna?
- È tè di muschio di bosco. - [nonna] Ah.
Occhio che ti crescono i funghi in bocca.
[nonna] Grazie, Ale.
Comunque…
Oggi vi ho fatto venire tutti,
perché devo dirvi una cosa molto importante.
Ho conosciuto una persona,
che mi ha fatto rinascere.
Te lo meriti, dopo tutto questo tempo.
Pensa che io, ormai, su quella cosa ci avevo messo una pietra sopra.
[sottovoce] Lo so.
[nonna] E invece…
Fin dalla prima notte che mi ha presa,
ho sentito il mio corpo vibrare.
Diventare come lo stretto di Magellano:
attraversato e penetrato
dalle possenti navi di un meraviglioso esploratore.
[sottovoce] Che schifo.
L'altra notte, mi ha issata…
Vi prego, fatela tacere.
Eccolo!
[suona "Ohi'a Hua Palaku" di Palani Vaughan]
[uomo] Ciao!
- Ciao a tutti. Anna! - [Carlo] Ciao.
Ciao. Amore mio.
[nonna ridacchia]
- Tu sei Carlo, giusto? - Sì.
- Mi ricordo di te. - Eh, anch'io.
Prendo una sedia.
- Ma chi è? - Una testa di cazzo.
- Allora, amore? Tutto bene? - Mh-mh.
- Eh? Sei felice? - [nonna] Sì.
Con tutta la famiglia, i tuoi nipotini?
Anna, devo ringraziarti.
Se non mi avessi dato il suo numero, non ci saremmo rincontrati
e Giuliana non sarebbe tornata a fare teatro.
È vero.
Stiamo mettendo su un mio adattamento di Hemingway, La vecchia e il mare.
E Giuliana farà la vecchia.
Ah, la vecchia. Ma che mi dici? Tu che fai, il mare?
No. Io faccio il marlin.
Il pesce. Curioso, eh?
E stiamo anche sistemando il suo teatro, che stava cadendo a pezzi.
No! Esagerata! È rustico.
Tanto, grazie a Dio e ai soldi ereditati da zia Tea,
i fondi li abbiamo.
Ma soprattutto grazie a te, amore.
Grazie a te.
[baci rumorosi]
[musica carica di tensione]
[mugugni ripetuti]
[mugugni]
Ma che è, il marlin ha le coliche?
[Giuliana] Vieni a uccidermi, pesce. Solo tu puoi farlo.
Vieni a uccidermi, sorella.
Non importa chi dei due ucciderà l'altro.
[mugugna]
Ma ammazzatevi tutti e due.
[uomo] Ahi. Ah…
[Giuliana] Che succede?
Facciamo una pausa, perché io sto morendo di caldo.
Com'ero?
Sei straordinaria, amore.
- Straordinaria. - Grazie.
- Fai una pausa, noi sistemiamo le luci. - Sì.
- Andiamo. - È meglio.
Tasso? Tasso! E Cuba?
Questa è una notte cubana, per te?
Allora, questa qua è una pagina di un giornale di Montevideo.
Leggi, lì c'è il nome di Nunzio Zampa,
in merito a un'indagine per omicidio.
Questa qua si chiama Luisa Rodriguez, e aveva 20 anni più di lui.
E poi c'è la cilena.
Probabile incendio doloso. Falle vedere il ritaglio.
Sì, guarda, mamma.
Abbi pazienza. Ecco, guarda.
Questi dove li avete presi?
Beh, mamma, abbiamo fatto fare delle ricerche.
[Giuliana] Da chi?
Da chi lo sa fare di mestiere.
Perché ci sembrava un po' strano, mamma.
- Che cosa? - [Anna sospira]
Il fatto che un uomo vitale e meraviglioso
potesse innamorarsi di una vecchia come me?
- Esatto. - [Giuliana] Mmh.
Sto cercando un modo carino per dirtelo, mamma.
Queste donne le ha accoppate Nunzio!
Ma sei scemo? Cosa stai dicendo?
C'è un modo carino per dirlo?
Se le ha uccise, le ha uccise. Che fai, un jingle?
Non sarai per caso gelosa?
Mamma, non sono gelosa. Sono preoccupata. Hai capito?
Nunzio ha sposato due donne.
Due donne più grandi di lui, ricche, e adesso tutte e due morte.
Tu sei ricca, hai sei milioni e sei più grande di lui.
Non ti viene in mente niente?
Nunzio ha sofferto tanto nella sua vita.
E pure io sono stata tanto tempo da sola.
E ora dovrei stare ad ascoltare i vostri pettegolezzi
e buttare all'aria la mia felicità?
Beh, se ti interessa vivere qualche anno di più…
[sospira]
Cos'è?
- Sono le nostre fedi. - Oddio.
Fra due settimane ci sposeremo a Minorca!
Ma cosa stai dicendo?
E poi ci trasferiremo a vivere a Jericoacoara.
Un villaggio di sabbia nel nord-est del Brasile.
Ma che è, una soap opera?
[musica incalzante]
[sospira]
[sbuffa]
Da quant'è che è in camera?
Da tre ore, non vuole vedere nessuno.
- Ci vado a parlare io, magari? - No, per carità.
Con la depressione che hai ultimamente la porti al suicidio.
Ma che…
[Anna] Scusate, prendo una cosa nella borsa.
- Come va? - [Anna sospira]
Come una a cui vogliono ammazzare la mamma.
Incazzata.
- Tanto non glielo faccio fare. - E che fai?
No, non posso coinvolgervi. È una cosa che devo fare da sola.
"Fare da sola" cosa?
Niente. Non ho bisogno di nessuno.
- [Carlo] Basta… - "Basta" cosa?
Basta. Che è questa cosa?
Sono tuo marito, per la miseria.
Vabbè che mi consideri un uomo inutile, un incapace.
Ma nei momenti difficili voglio esserci.
Bene.
Bisogna ammazzare Nunzio.
Eh, non sarebbe male.
Mamma, che dici? Stai scherzando?
No.
Non sto scherzando.
Ma sei matta?
Secondo te, sto qui ad aspettare una telefonata dal Brasile
che mi dice che la mamma è morta perché mangiata dai piranha
o morsa dal ragno delle banane?
E chiamiamo la polizia!
Ah, sì? E che cosa diciamo alla polizia? Non è stato ancora commesso nessun reato.
E poi Nunzio non è mai stato condannato per la morte delle sue ex mogli.
Cosa può fare la polizia?
Mamma, che stai dicendo? Non si può fare, dai. Ma che è?
Perché, invece, lasciare morire nonna va bene?
Con quello stronzo che si frega tutta l'eredità.
Ma stiamo scherzando? Papà, di' qualcosa!
E che devo dire?
Come "che devo dire"? È una follia!
Quando c'è da dare una mano, tu sempre così fai?
Quando c'era da sparecchiare, ti imboscavi.
Sei matta? Mica stiamo mettendo un piatto in lavastoviglie.
Qui stiamo parlando di… ammazzare un uomo.
Un uomo che ammazzerà mia mamma, se non facciamo niente!
Papà, di' qualcosa. Dai, per favore. Su.
Di' qualcosa!
Dico che hai rotto il cazzo! Fammi ragionare, no?
No. Non c'è niente su cui ragionare.
Scusate, questa è una mia responsabilità, voi non dovete essere coinvolti.
Comunque, adesso io vado a dormire. Voglio riposare.
Domani devo essere fresca, devo pianificare un omicidio.
Buonanotte, amori.
[musica incalzante]
[sospira]
[porta si apre]
Carlo?
Cosa c'è?
Ok, ti aiuterò.
Non sei obbligato.
Quando ti lamentavi che non facevamo niente di eccitante insieme,
non pensavo a un omicidio.
Ma se è quello che vuoi…
io non ti abbandono.
[bacio]
[cigolio di rotelle]
Eh? Così ci segniamo i punti del piano.
Amore, no.
Non ci può essere niente di scritto. Dobbiamo tenere tutto a memoria.
Sì, vabbè, brava.
Ormai se non segno le cose, io non ricordo niente.
Ho capito, amore, ma non possiamo andare in galera
perché trovano una lavagna con su scritto "giovedì ammazzare Nunzio". Dai.
[figlio] Ciao.
- [Carlo] Che fate qui? - [Alessandra] Dai, vai. Vai.
Io e mamma…
Sarebbe meglio se ci lasciate soli, così non sentite che diciamo e…
No.
No, io ci ho pensato tutta la notte.
È una questione morale al di là della legge.
Non sono moralmente disposta ad accettare
che qualcuno rubi la mia parte di eredità senza morire!
Io, ovviamente, non voglio che ammazzino nonna,
però se magari troviamo un'alternativa all'omicidio…
Amori, intanto siete qui.
È dalle vacanze in Grecia
che non facevamo qualcosa tutti e quattro assieme.
Comunque, prima di iniziare, vorrei dire una cosa per tranquillizzarvi.
Se riusciremo a…
e venissimo scoperti…
io prenderò la responsabilità per tutti voi.
- Ok. - Ok.
Grande.
- [Anna] Caffè? - [Alessandra] Io.
Proprio come se non fosse un cazzo?
- Vabbè, un caffè pure a me. - [Alessandra] Io ho portato le brioche.
Emi', non fare lo scemo. Siamo una famiglia che fa colazione.
- Non ti far venire l'ansia. - Amore, siediti.
Bene. Cominciamo.
Eh, sì.
Ehm… Beh?
Qualcuno ha qualche idea su come fare?
[si schiarisce la voce] Vado io?
- Sì! - [Anna] Sì, amore.
[colpetto di tosse]
Ammazza!
- Eccoci. - [Anna] Ah.
Questo è l'aconito. È una pianta che si trova alle Baleari.
A Minorca e in qualche bosco di Santo Tomás.
Prego. Passa, passa a papà.
Contiene l'aconitina, una sostanza che porta la paralisi dei nervi sensitivi.
Ah, bene.
L'ingerimento dei suoi fiori provoca la contrazione della gola,
che porta a morte per asfissia.
Quindi, a tutti gli effetti, all'infarto.
- All'infarto. - Sì.
È un avvelenamento che non lascia segni.
Stamattina mi sono svegliata presto per consultare tutti i prontuari botanici.
[ride] Ma guarda un po'.
Mamma ti ha passato l'allergia al polline e l'istinto da killer.
Amore di mamma. Eh, tua sorella?
Beh, riassumendo…
Il matrimonio si farà alla villa, la villa che ha affittato la mamma. Bene?
Prima che arrivino gli invitati,
abbiamo quattro giorni per stare da soli con Nunzio.
Quattro giorni prima del matrimonio.
Quindi, quattro giorni per…
Per…
quello.
Beh, comunque, a Minorca non ci siamo mai stati. [ride]
[Anna] Vero.
Dice che si fanno delle passeggiate meravigliose.
[musica incalzante]
[rombo di aereo]
[voci non udibili]
Tu non ce l'hai la valigia?
Io ho tutto qui.
Tre mutande, tre magliette,
e L'introduzione alla Metafisica di Bergson.
Tu, invece, ti sei portato la copertina elettrica
e i braccioli per nuotare?
Eh, certo.
Sai, sono contento che passeremo questo tempo insieme,
perché hai il potere di farmi sentire più giovane.
- Lo so, faccio questo effetto. - Eh.
Fare una vacanza con uno che sta con una novantenne
fa sembrare Anna una bambina.
- [ride] - Sì, fatti un'altra risata…
E se a Minorca non troviamo l'aconito?
Eh?
[Emilio] Se a Minorca non troviamo l'aconito?
[Alessandra] Lo troviamo.
Per sicurezza ho portato l'arsenico.
- Che cazzo dici? - Non cominciare, eh?
E se ti controllano la valigia?
Non la controllano.
- E se la controllano? - Perché dovrebbero?
Siamo in aeroporto, ovvio che la controllano!
Ma che… Stai calmo, cazzo!
L'ho messo nella tua.
Veramente?
Sì. A me non ci entrava più niente.
Sto scherzando.
Calmati.
Ti pare che mi porto l'arsenico dietro? Sono pazza?
Una boccetta col teschio. [imita rantolio]
Coglione.
[musica incalzante]
[voci non udibili]
Abbiamo un problema.
Cioè?
[sottovoce] Emilio sta svalvolando.
Dice che non vuole più andare alla sagra di Ceccano.
Cosa?
Non vuole più utilizzare la parola "omicidio".
Perciò utilizzerà delle parole in codice, per esempio "sagra di Ceccano".
E che cos'è la sagra di Ceccano?
Mamma, non lo so, ma non è questo il punto.
Se non interveniamo, rischiamo che mandi tutto a puttane.
- Ecco. E ora? - [Carlo sospira]
Ci vado a parlare io. Fammi passare.
Che succede?
Niente.
Come "niente"?
Tua sorella dice che sei turbato per la sagra di Ceccano.
Papà, io non ci voglio andare a Ceccano. Non ci voglio andare.
Perché sono quelle cose che, se ci vai, ti perseguitano per tutta la vita.
Eh… Non è vero.
Si mangia un po' pesante. Non esagerare.
- Poi ho detto che pagherò tutto io, no? - Non è una questione di pagare.
È una questione morale. Come fai…
È vero. Non fanno gli scontrini, fanno tutto a nero.
Eh…
Però, alle volte, nella vita,
ti trovi di fronte delle scelte che non avevi previsto.
Il male minore, per tutta la famiglia, è andare a Ceccano.
[singhiozza debolmente]
Comunque, puoi sempre decidere di non venire con noi alla sagra.
- [sospira] - Nessuno ti obbliga, tesoro.
Mi sembra una follia che voi siete tutti così tranquilli.
Come fate a non avere rimorsi?
Dai, non fare così, tesoro. Non fare così.
- [singhiozza] - [Carlo] Su.
[sottovoce] È un ragazzo disturbato. È malato, molto malato.
[musica ritmata]
Le chiavi sono in macchina?
[ragazzo parla in spagnolo]
Che cazzo ha detto?
Cioè, fai guidare mamma? Non puoi guidare tu?
Non ho la patente.
Ne ho una del Chiapas, ma non vale in nessuna nazione, a parte il Nicaragua.
Ma se mi hai accompagnata a casa.
Ho detto che non ho la patente. La macchina ce l'ho.
[musica ritmata]
[Anna] Ho avuto un'idea.
Se noi riuscissimo a far credere che quello di Nunzio è un suicidio?
- Eh? - Ecco, no.
Se magari, al posto di "suicidio", potessimo usare un'altra parola…
Magari possiamo dire "abbronzarci".
- Sì. - Che non stride col mare?
E basta con queste cazzate!
No, perché, senti, suicidio, nessuno cerca un colpevole. Ti pare?
Ecco, però, dobbiamo far credere alla mamma
che Nunzio, comunque, è un po' depresso, che…
Gli attori, d'altronde, non sono tutti mentalmente instabili?
Altroché.
Io lo sapevo che andava a finire così.
Così come?
Non si era detto che avremmo usato l'aconito?
Sì, amore, ma certo. Però guarda che serve un piano B.
Certo, soprattutto se il piano A è il mio, vero?
[Emilio] Eh, esatto.
Perché non avete mai un briciolo di fiducia nei miei confronti?
Sì, però non fare la bambina, adesso.
Sì, tesoro, nessuno vuole sminuirti come assassina.
Andiamo.
Che meraviglia. Che bellezza!
Dove ci hai portato, amore?
Per i miei amori, non bado a spese.
[Anna sottovoce] Isolatissimo.
È vero.
- [Giuliana] Ah! - Hola!
- [Nunzio] Hola! - Hola!
- [Carlo] Hola! - Mucho gusto.
- Patricia? - [Patricia] Sì.
È la cuoca, si occuperà anche della casa.
- Mentre, Luis… - Mh-mh.
Luis è il giardiniere, giusto?
- E custode. - [Carlo] Ah, bene.
- Venite a vedere la proprietà. - [Carlo] Andiamo.
- [Giuliana] Sì! - [sottovoce] Esci.
- [Carlo] Di qua? - [Giuliana] Ti piace?
- [Nunzio] Bellissimo. - [Giuliana] Visto che bello?
Lì c'è la piscina. E più giù, c'è l'accesso alla playa privata.
Ecco. E come mai ci sono tutte queste telecamere?
- Mio marito es un poquito paranoico. - Ah.
Le ha fatte mettere lui ai padroni di casa.
Ero nella Guardia Civile, prima di questo lavoro.
Comunque mi sembra un posto tranquillo.
Tranquillo?
È tranquillissimo.
Poi, la gente dell'isola sa che ci sono io.
Sanno che, se entra un estraneo,
prima gli sparo e poi gli chiedo el nombre.
[ride] Se non gli piace il nome, gli spara di nuovo.
- Esattamente. - [Carlo] Non mi dica!
[Anna] Adesso anche il guardiano.
Che cosa dobbiamo fare? Io non lo so.
Cioè, cosa facciamo adesso?
Dobbiamo fare fuori anche Luis?
E vuoi lasciare viva Patricia? Eh?
No, certo, figurati. Facciamo fuori anche Patricia.
[cigolio e rumori indistinti]
- [Anna] Che cos'è? - [rumori indistinti]
- Eh? - Cos'è?
- [cigolio] - Non lo so.
Viene dalla stanza di tua madre.
[cigolio e rumori indistinti]
Ma stanno spostando dei mobili?
Beh, mi sembrano molto indecisi.
- Eh? - Sposta avanti, indietro.
Avanti, indietro.
- Beh, fai qualcosa, scusa. - Che devo fare?
Non lo so, ma scusa, falli smettere.
Cioè, il mio ex e mia madre che mi spostano i mobili nell'orecchio?
Ma sono fuori?
Ma quale ex? Che ex? Quarant'anni fa!
Che ex? Non è un ex. Mh.
È un ospizio, una casa di riposo.
- [gemiti] - Ammazza, però.
Vai, per favore!
[Giuliana geme rumorosamente]
Lo faccio solo per te.
[cigolio]
[gemiti]
Che vuoi?
È… [esita]
Anna non riesce a dormire.
Come mai?
Eh…
[sottovoce] I rumori…
I rumori.
Ah.
Sono le upupe. In giardino.
Sì, anche le upupe.
Mh.
Sai che anch'io, quando dormo in un letto per la prima volta,
faccio fatica ad addormentarmi.
Sì, ho notato.
Ma credo che a tua figlia dia più fastidio il fatto di sentire che voi… [esita]
- …spostate i mobili. - Eh?
Di là sentiamo che spostate i mobili.
Il letto!
- Sai che dovete fare? - Dimmi.
Scopate, così si stanca e si rilassa.
Giuliana, alla nostra età, abbiamo…
dignità e senso del ridicolo.
La suocera zoccola.
[musica soft]
Buen día!
- Buenos días, Patricia! - [Anna] Buenos días, sì.
- [Carlo] Gracias, Patricia. - Grazie, sì.
Sapete…
Stanotte ho avuto come un'illuminazione.
Ho capito di essere felice.
- Ce ne siamo accorti. - Una bella cosa.
[Giuliana] Finalmente felice.
Spero solo che Nunzio non si stufi di me.
Ogni tanto lo sento distante, con la testa altrove.
È perché, mamma…
Succede che…
Insomma, te lo devo dire, Nunzio…
già al liceo, si curava per la depressione.
È vero.
E io pensavo ce l'avesse fatta a risolvere,
ma ci ha raccontato che…
- Ha proprio dei vuoti esistenziali e… - [Giuliana] Ah.
Viene sopraffatto dalla tristezza e dall'apatia.
Adesso che mi ci fai pensare, anche Emilio se n'è accorto.
Perché fra depressi ci si riconosce.
Ma la depressione di Emilio è più sana.
Eh, è solo come un cane, ha una vita di merda.
È normale che si senta giù, questo povero cristiano.
Invece, la depressione di Nunzio
è una di quelle che non sai da dove vengano.
È il mal de vivre, lo spleen.
Alla mattina non si vogliono alzare per non affrontare una nuova giornata,
non si lava, perché ha il terrore dell'acqua.
Sono le depressioni più pericolose.
- [campanello della bici] - [Nunzio imita il verso di un uccello]
[Nunzio] I love you!
Ragazzi, quest'isola è straordinaria! Chi vuole venire con me a farsi un giro?
È la depressione.
[sospira]
Sono alti, poi bassi, poi alti, poi bassi.
[suona "Non voglio mica la luna" di Fiordaliso]
♪ Vorrei due ali d'aliante ♪
♪ Per andare sempre più distante ♪
♪ Oh, oh, oh ♪
♪ E una baracca sul fiume ♪
♪ Per pulirmi bene le mie piume ♪
♪ Ah, ah, ah ♪
Una volta, in Albania, sono andato a cavallo con Fiordaliso.
Non so chi sia.
- Non sai chi è Fiordaliso? - No.
Beh, allora ammazzati, sparati.
Neanche a prenderla così…
["Non voglio mica la luna" continua]
[musica si interrompe]
E con la sala da tè? Hai lasciato qualcuno questi giorni?
- L'ho chiusa. - Ah.
Così risparmio sull'elettricità.
No, beh, è un buco nero.
Che?
La sala da tè è un buco nero. Sta andando malissimo.
Ah, mi dispiace. Non pensavo.
Sì, perché non l'ho detto a nessuno.
Lo sai solo tu e i fornitori che non riesco più a pagare.
Quindi è per quello che non ti fai più sentire?
Pensavo di averti fatto qualcosa.
Pensavo non sopportassi più il tuo fratellone.
[ride] No, figurati.
Avrò sempre bisogno di avere accanto qualcuno messo peggio di me.
[Nunzio] Bestie, venite a vedere che spettacolo.
Vado a prendere una bottiglia d'acqua.
[musica ritmata]
[scroscio di onde]
[scatti della fotocamera]
[musica si interrompe]
Ale?
Ale!
Che c'è?
Potresti abbronzarti.
Sì, speriamo, sì.
Dico,
non credo che esisterà un momento migliore per abbronzarsi.
[scatti della fotocamera]
[musica carica di tensione]
Non ce la faccio ad abbronzarmi!
Perché non vieni tu ad abbronzarti?
'Sto cazzo! Io non mi abbronzerò mai!
Io nemmeno ci volevo venire su quest'isola maledetta!
Io non mi abbronzo!
Io non mi abbronzerò mai!
E neanche io!
Chi se ne frega! Non vi abbronzate!
Mica siete obbligati!
Flippati paranoici.
[scatti della fotocamera]
Comunque, io ho la protezione 50.
Facciamoci un bagno.
[voci indistinte]
Nunzio faceva le foto dalla scogliera ed Emilio ha detto: "Abbronzati".
Mi sono avvicinata sempre di più, lui era lì, io ho detto: "Lo faccio".
Stavo per spingerlo, ero vicinissima.
Emilio non fa un cazzo, tra l'altro. No, ma va bene.
Ero lì che ho detto: "Adesso lo butto di sotto…"
Non ce l'ho fatta.
Eh…
Questa cosa ce l'hai sempre avuta, però, eh?
Cosa?
A danza, non volevi fare il saggio. A nuoto, non volevi fare le gare.
[piagnucola] "No, mamma. Non ce la faccio, mamma."
Ti ricordi le scene?
Dai. "Mi viene l'ansia, il blocco."
Non è proprio la stessa situazione.
No, invece è la stessa. Tu questa cosa la devi risolvere.
Per te stessa, dico, al di là dell'omicidio.
Vado in bagno.
Però pure tu… Già era mortificata.
Cosa ho detto?
Non l'ha buttato giù dalla scogliera?
- Ok, pazienza. - [Anna sospira]
Ci sta male lei per prima. È inutile rincarare.
Beh, non si può dire niente? Non ha mica tre anni.
Che c'entra?
Scusa, è lei che si dà delle aspettative altissime.
L'ipotensione, il blocco del sistema nervoso,
l'aconitum, dai.
Fa l'esperta, la specialista, e quando c'è da quagliare,
che basta dare una spintarella, si blocca.
Parlavate di me?
- No, amore, no. - No, tesoro, no.
Comunque, secondo me, visto come stanno andando le cose,
non siamo in grado.
Basta!
Devi dare un po' di fiducia a questa famiglia.
E soprattutto in te stesso devi averne.
- Sei sempre negativo, Emilio. - [Carlo] Sempre negativo.
- [Alessandra] Chissà perché. - [sospira] Cosa?
Ci avete sempre considerati due idioti, trattati da bambini.
Però quando vi serviva, volevate che fossimo maturi, adulti.
- Facile essere genitori così. - Basta, state sempre a lamentarvi!
Chi se ne frega di come vi abbiamo cresciuto,
di come vi vediamo.
[sospira]
- Avete 30 anni. Sveglia! - [Anna] Eh.
No, veramente, poi questa cosa mi fa una tristezza enorme, guarda.
Vedere che non riusciamo a essere uniti neanche per una cosa come un omicidio.
[Carlo] Mamma ha ragione.
Cerchiamo di rimanere tutti insieme, concentrati sull'obiettivo.
Non è così complicato.
Non è che dobbiamo spaccare l'atomo.
Dobbiamo soltanto far fuori un povero imbecille, un uomo inutile…
Eh? Dai.
[Carlo] Fai una bella passeggiata con tuo fratello.
Così cercate pure questa pianta assassina.
[Anna] Eh.
Ehm, come si chiama? L'anagoneda. Anco… Anconeda.
- L'aconito. - Aconito. Muovetevi, dai. Andiamo.
[inspira profondamente]
Un po' di coraggio!
- Andiamo. - [Carlo] Coraggio, dai.
[voci indistinte]
Da chi avranno preso? Da noi no.
- Da tuo padre, vigliacco. - Ancora?
- Tua madre lo trascinava per l'orecchio. - Pensa ai tuoi.
[musica soft]
In ogni ecosistema, si possono trovare piante potenzialmente letali.
Mh, che bello. Lo dici come se fosse una cosa allegra.
[verso di sforzo]
[Alessandra] Niente. Meglio se cerchiamo di là.
No, vai tu, io resto qua.
Perché, scusa?
Faccio da palo. Così, se si avvicina qualcuno, ti avviso.
Faccio il verso di un animale. Il verso del cavallo.
Mh, bravo.
Se ti vedono nitrire, passiamo sicuramente inosservati.
Coglione.
[musica drammatica]
[scroscio di acqua]
[Anna sbuffa]
[scroscio s'interrompe]
- [Carlo ansima] - [uomo fischietta]
- [sottovoce] C'è un uomo nudo in bagno. - Eh?
C'è un uomo nudo in bagno.
Come "c'è un uomo nudo in bagno"?
[fischietta]
'Giorno.
Quién es?
No. Chi è lei, scusi?
Ci sono dei bambini?
No.
[uomo] Ah, bien.
Vabbè, ci stanno i grandi. Non è che…
Perdona, ho preso il vostro bagno, perché nella mia stanza non c'è.
Sono Bojan.
Testimone di nozze di Nunzio.
Sono arrivato ora dal Cile.
[Alessandra sbuffa]
- Alzati, andiamo. - [Emilio] Oh.
L'hai trovato?
No.
[Emilio sbadiglia]
Ah, mamma mia. Mi sento tutto strano.
Questa pennica mi ha ammazzato.
[tira su col naso]
[Emilio espira]
Che è?
Ti dico una cosa, ma tu non ti agiti.
Già la premessa mi agita.
Mi sa che l'ho trovato.
Cazzo.
- E se l'ho toccato? - No, toccato…
Mi sa che l'hai toccato.
Che ne sai? Stavi nel bosco.
Sei leggermente arrossato lì.
- Sto morendo. - Non stai morendo.
Non l'hai mangiato. Però andiamo in ospedale.
- Se l'ho mangiato? - L'hai fatto?
- E che ne so? - Come? Bruchi mentre dormi?
La gente cammina, mentre dorme. Magari io bruco!
- Aiuto! - No. Emilio!
- Aiuto! [urla] - No! Aspetta. Emilio!
- [Emilio] Sto morendo! - Emilio!
[Emilio] Sto morendo!
[voci indistinte]
Más fruta, Carlo. Più, più.
[parla in spagnolo]
Che? Che faccio?
Che fine avete fatto?
Lascia stare, va'.
- [sottovoce] Trovata la pianta? - Sì.
Ma il genio ci si è sdraiato sopra e siamo dovuti correre in ospedale.
Mi hanno messo il cortisone, ma c'è ancora la gobba.
Comunque, non possiamo più usare l'aconito,
perché se indagano, mettono insieme le due cose
e siamo fregati.
Perché ogni volta che io provo a fare qualcosa,
tu mi devi sabotare?
Certo, mi sono avvelenato apposta!
Shh! Zitti.
[in spagnolo] Ti ha chiamato lui?
- Sì! - Incredibile! Davvero pazzesco.
Che succede?
Niente, Nunzio è andato in paese
a raccattare un po' di amici di Luis e Patricia
per festeggiare l'arrivo del suo testimone di nozze.
Quale testimone di nozze?
Eh.
[suona "Phoenix City" di Roland Alphonso]
[voci indistinte]
[esultano]
Si chiama Bojan.
Wedding planner serbo, uruguagio d'adozione.
Ma è cieco?
Momentaneamente. Ha avuto un incidente agli occhi
mentre organizzava una prima comunione a Valparaiso.
- Anna, finalmente soli. - [Anna] Eh, già.
La mamma dov'è?
È andata a riposarsi, è un po' stanchina.
Ah, strano, per una di 87 anni.
So cosa vuoi fare.
[balbetta] Cosa?
Ma avrai il coraggio?
[Nunzio tira su col naso]
Di cosa parli, scusa?
- Di lasciarlo. - Ah! [sospiro di sollievo]
Dai, l'Anna che ho conosciuto io non si accontentava così.
Scusa, posso prendere?
È strano sentito dire da uno che si è innamorato
di un'ottantasettenne con sei milioni in banca.
Questo è vero.
Mi sono sempre piaciute le donne ricche, ma non per i soldi.
Le donne ricche sono più allegre delle poveracce.
- Ah. - E a me piace l'allegria.
Questi siamo io e te.
Che facciamo l'amore a scuola durante l'occupazione.
No, non sei mai stato così elastico.
[voci indistinte]
[colpi col bastone]
[voci indistinte in lontananza]
[Alessandra] Hai capito o no?
[Emilio] Che succede?
[Carlo] Eh, non succede niente, questo è il problema.
[Anna] Senza dare la colpa a nessuno, ma l'aconito è stato un fallimento.
Dopodomani, Luis e Patricia andranno alla fiesta a Ciutadella.
Quindi, quello sarà il momento per…
andare a Ceccano.
Mettiamo dei sonniferi nel bicchiere di Nunzio
e quando nonna va a letto…
E se non ci va?
No, nonna va sempre a letto dopo mangiato.
- Magari non ci va. - Non rompere! Nonna va a letto.
Sennò le do una martellata e ce la porto io.
Vabbè, per favore. Nonna va a letto, va bene?
Noi prendiamo Nunzio addormentato e lo portiamo in garage.
In garage, sullo stradino, non ci sono telecamere.
Lo mettiamo in macchina,
attacchiamo al tubo di scappamento una canna,
accendiamo il motore…
[inspira]
Fino a che…
E Bojan?
- Ah… - Eh!
E Bojan. Bojan…
Inventiamo una cosa e lo mandiamo, lo spediamo alla festa anche lui.
O gli mettiamo del sonni… Ammazziamo anche lui.
- Esagerata. - [Anna] Ecco.
Un problema alla volta, per favore. Emilio, cerca di essere positivo.
[Carlo] Positivo, almeno una volta.
Meno male che è cieco.
Se ci dev'essere il rischio di un testimone,
meglio che sia cieco, no?
Però in queste 48 ore,
dobbiamo continuare a seminare, nella testa di tutti,
l'idea che Nunzio sta tentando d'ammazzarsi.
E come fai?
Con un colpo di genio.
Simuleremo un tentativo di suicidio in piscina.
In piscina?
Scusami, ma chi è che si suicida in piscina? Dai.
Chi vuole ammazzarsi. Che ti frega dove lo fa?
In piscina? Impossibile.
Non deve riuscirci! [sospira]
Basta che sembri che ci provi.
Poi sto organizzando tutta una cosa con le telecamere di sicurezza…
Perché spiegarvelo, se non avete un briciolo di fantasia?
Mi sembra un'idiozia.
[Carlo] Vabbè, votiamo.
Chi è contrario all'idea della piscina?
Perfetto. Io e mamma votiamo a favore.
Il tuo voto non vale un cazzo, il tuo meno di un cazzo.
Ok, passata.
- Non funzionano così le votazioni. - [Carlo] Invece sì!
Perché visto che siete d'accordo che, se qualcosa va storto,
in galera ci vado io, allora decido io.
- Shh! - [Carlo sospira]
[sottovoce] Comunque, si fa domani,
quando io e nonna andiamo a scegliere i fiori per il matrimonio. Ok?
- Scusate, si fa che cosa? - Ve lo spiego domani mattina.
Oh, mamma…
[musica incalzante]
[Giuliana] Che bello averti conosciuto!
Peccato che tu viva così lontano.
Eh, sì.
[Giuliana] Se vivevi un po' più vicino…
[Bojan e Giuliana ridono]
[Giuliana] Che bello questo porto!
[musica sovrasta le voci]
[voci indistinte]
Vieni, vieni. Ecco qua.
Piano, piano, c'è lo scalino.
[Giuliana] Attento.
A me questa storia pare una buffonata. Poi…
[sbuffa]
Sta arrivando.
Papà, davvero, questa cosa non ha senso.
Basta che non fai la timida.
Fai la disperata. Devi farti vedere sconvolta.
- Non so se ce la faccio. - [verso di fastidio]
Ehi, Nunzio, che fai?
Vado a fare un bagno.
Lo sai che papà ha fatto un minuto di svuota-polmoni?
Cos'è "svuota-polmoni"?
Ma no, dai, non è niente.
No. Diglielo, non fare il modesto.
Sono stato in piscina, sott'acqua, in apnea per un minuto e mezzo.
Anche di più.
Io ho il brevetto da sub. L'ho preso a Bali, negli anni '80.
Dove mi ero rifugiato per una storia di passaporti falsi.
Le solite assurdità della giustizia italiana.
[Alessandra] Eh, certo.
Mi sa che tu non sei capace di stare un minuto e mezzo in apnea.
[Nunzio ride]
Va bene, facciamo una cosa.
Mentre io mi tuffo, voi prendete la macchina,
vi fate un bel giro per l'isola
e poi quando tornate, io sono ancora sotto.
[inspira]
Aspetta. Aspetta un attimo.
Vai, vai.
[suoni non udibili]
Vai, vai!
Oddio!
[voci non udibili]
Oddio, papà, ma che fa?
Che cosa hai combinato? Cosa hai combinato?
- Che ho fatto? - [Carlo] Pazzo!
- Io me lo sentivo, me lo sentivo! - No!
[urla]
[voci non udibili]
- Pazzo! - [Alessandra] Papà!
Non rischiare! Non devi rischiare!
Io sono pazzo? Ma siete voi che siete pazzi!
Non uscivi più dalla piscina, pensavamo fossi svenuto!
- [Alessandra singhiozza] - Io? Voi siete pazzi!
Siete una famiglia strana.
Non strana simpatica, ma strana malata!
Siete malati!
Figlia mia, che cagna che sei.
È tutto troppo, tutta alta, tutta urlata. Non si recita così.
Tu mi hai detto di farlo. Scusa, ma…
Una buffonata.
Perché tu, invece, bravo? Eh?
[musica minacciosa]
Luis, ci sei?
- Ciao, Carlo. Come va? - Tutto bene.
- Hai bisogno? - Eh, sì.
È una questione un po' delicata.
Devi sapere che Nunzio sta attraversando
un periodo molto complicato, di depressione.
Nunzio?
Non sembra. Sembra molto alegre.
[sospira]
In realtà, un anno fa ha tentato il suicidio.
E pochi minuti fa, in piscina…
ha provato ad affogarsi.
In piscina?
Ma come fai ad affogarti da solo in piscina?
- Impossibile. - No, non è impossibile!
Ehm…
Nunzio è una persona imprevedibile, un pazzo,
ma ha una grande forza mentale.
Ovviamente, tu non devi parlargliene.
Io l'ho fatto soltanto perché tu sapessi
e volevo chiederti se potevi tenerlo d'occhio,
magari quando noi non siamo alla villa.
Ma certo.
Muchas gracias, Luis. Lo siento mucho.
Ah, ehm…
Oltretutto, dovrebbero esserci
delle immagini della telecamera di sicurezza
con la scena del tentativo del suo suicidio.
Potremmo vederle?
Anche per sentire che cosa ne pensavi tu.
Quando non ci sono i proprietari di casa, le telecamere sono in funzione,
ma non registrano.
Allora che cazzo ci stanno a fare? A che servono?
Ehm, sono un deterrente per eventuali ladri.
Mi dispiace molto per Nunzio.
Se vuoi, posso chiamare un dottore che conosco.
- Uno psichiatra dell'ospedale… - No, no.
Lui odia gli psichiatri. Si fida solo degli sciamani.
Vabbè. Ciao, va'. Vai a cagare.
[musica drammatica]
[musica ritmata]
[musica sfuma]
[musica in lontananza]
[musica si intensifica]
Anna?
[suona "Nube viajera" di Tania Libertad alla radio]
[gemiti]
[gemiti]
[musica sfuma]
[porta si chiude]
Dov'eri?
Ero a fare una passeggiata, che non…
Non riesco a dormire.
Comunque, Carlo, veramente, l'idea della piscina era una cretinata.
[sospira] Ha ragione Alessandra.
Ci vuoi tutti attorno, vicini,
e poi ci sminuisci sempre.
[Anna sbuffa]
Ti ho visto in piscina con Nunzio.
Ma chi?
Cosa stai dicendo? Ero in pineta da sola.
Allora chi scopava sul divanetto?
Ma Carlo!
Sarà stata Giuliana.
Sono come dei conigli, quei due.
Scusa, eh.
Ti sembra possibile che mi imbosco con l'assassino di mia madre?
Che ne so?
Magari hai il complesso di Elettra. Sei entrata in fase junghiana.
Ma non dire stronzate.
[Anna sospira]
Comunque…
Nunzio, che ancora si rotola sui divanetti,
organizza le feste e fa lo yoga della felicità,
secondo te, chi ci crede che si vuole suicidare? Dai.
Neanche se lo dice lui.
Beh…
Se te lo dice lui, sì.
[musica ritmata]
[voci indistinte]
- [Nunzio] Facciamo una foto. - [Carlo] Ma che fai?
[Nunzio] Sì, una foto di famiglia, tutti insieme. Avanti.
- [Emilio] È necessario? - [Nunzio] Via gli occhiali.
Ah, bene. Ora facciamo un bel "cheese".
Anzi, no, fate: "Grease". Col ditino, come John Travolta.
- Avanti. Anche tu, Carlo. - Eh, senz'altro.
[scatto della fotocamera]
- Noi andiamo a vedere il labirinto. - [Emilio] Eh.
- Posso farti una domanda personale? - Dimmi.
Com'è avere una figlia così figa?
Difficile?
- Ma che discorso è? - Oh!
Borghesia, portami via.
- Mh? - No, lascia stare.
Mi ero dimenticato che sei un ingegnere.
Con l'anima di un robot conformista.
Scusami, è colpa mia.
[sottovoce] Ma vaffanculo.
[applausi]
[cavallo nitrisce]
[voci indistinte]
Eccolo.
Che succede?
Preparano la fiesta per stasera.
Anna? Io comincio a salire.
[Anna] Sì, arriviamo.
[Bojan ride]
[sospira] Giuliana è in buone mani.
Le due ex mogli di Nunzio, poverine, non avevano nessuno.
Almeno, nessuno disposto a proteggerle,
come fai tu con tua madre.
Di cosa stai parlando?
Eh.
Di amore, Anna.
Nunzio come lo vedi? Ti sembra contento?
Perché?
Io non lo so. Sono un po' preoccupato.
Lo vedo depresso.
Non vorrei che facesse qualche pazzia.
Cioè?
Non vorrei che lo trovassero…
in garage,
appeso…
al tubo del gas.
[musica carica di tensione]
Andiamo a raggiungere Giuliana.
[musica sfuma]
[voci indistinte]
[scatto della fotocamera]
[recita in spagnolo]
Bravissimo.
Non ho capito un cazzo, ma molto poetico.
Senti, Nunzio.
Io avrei bisogno di parlare un attimo con qualcuno,
ma non posso farlo coi miei figli, tanto meno con Anna.
E vuoi farlo con me?
Eh, beh…
Non c'è nessun altro e…
È una cosa delicata
e penso che tu possa essere la persona giusta per potermi aiutare.
Lo svantaggio di piacere a tutti.
Eh, immagino.
- Ti si attaccano come le cozze. - Mh.
Fuori dalla cava c'è un bar. Andiamo a bere una cosa?
- Paghi tu? - Sì, pago io, pago io. Scendi, va'.
[Bojan] Come va, tesoro?
[Giuliana] Bene. Ho quasi finito.
Sei veramente fortunata, Anna.
È una cosa rara, per una figlia,
poter assistere al matrimonio della propria madre.
È bello.
Bojan, cosa vuoi?
Quello che vogliono tutti.
L'amore.
I soldi.
Quanto?
Un milione.
[si schiarisce la voce]
Un milione?
Sei matto?
Per una donna di 87 anni?
Ma Nunzio è mio amico.
No, guarda.
È solare, spiritosa, ma è anche una bella rompicoglioni.
No, pur considerando il valore affettivo,
mi dispiace, ma io posso arrivare al massimo a 300.000 euro.
[ridacchia]
Dai. 400.000.
No, 350.
[espira]
Guarda. 400.000,
e dico alla polizia
che Nunzio ha già cercato di suicidarsi a Montevideo due anni fa.
Va bene?
Io non amo più Anna.
Io vorrei scriverle una lettera, cercando di spiegarmi.
In realtà, l'ho scritta, ma è venuto fuori un disastro.
Tu sai scrivere, parlare.
Sai raccontare.
Magari potresti darmi una mano a riscriverla.
- Hai carta e penna? - Sì. Sì, ecco.
Ecco qua.
Scrivi.
[Carlo sospira]
Io non posso scriverla. Scrivi tu e poi la ricopio.
Però non c'è bisogno di piangere.
Per quanto tu sia triste, devi cercare di mantenere le palle.
Io vorrei far passare l'idea che questo è un addio.
Lascio questa vita che, ormai, per me è inutile.
"Anna, mio vecchio amore."
Ehm…
Come incipit è perfetto. Ma non scriverei "Anna".
Scriverei solo "Mio vecchio amore".
Perché?
Perché i nomi distraggono.
- La lettera è per Anna. - Sì, certo, ma lei non è che non lo sa.
Mh.
- "Anna, mio vecchio amore." - Ma…
Puoi scrivere solo "Mio vecchio amore"? Ci dobbiamo bloccare su questa cazzata?
- Andiamo, su. - Va bene.
- "Mio vecchio amore." - "Mio vecchio amore."
"Io so di essere…"
"Un coglione."
Mi piace questa sincerità.
"Un coglione arrogante."
"Un coglione arrogante."
- "Una persona finta." - "Finta."
"Vanitosa."
"Vanitosa…" Pure vanitosa? Coraggio, eh?
Ecco. "Vanitosa."
"Dietro la cui maschera…"
"Maschera…"
"C'è il nulla."
"Il nulla."
"La merda."
- "La merda"? - Eh.
Manco a umiliarsi così, però.
No, ci tengo. Voglio essere limpido, sincero.
- Fino al masochismo. - Va bene.
[Nunzio] E alla fine, per questo,
ho deciso di abbandonare questo tuo e questo mio mondo.
Un capolavoro.
La metteremo in macchina. A fianco al suo corpo.
La sua lettera d'addio.
Devo dirti una cosa, perché è importante che tu la sappia.
Oddio. È bella o brutta?
È bella.
Tipo "ho capito quanto vale mio marito"?
No. È tipo… Bojan sa che vogliamo ammazzare Nunzio.
Ma che dici? Sei… Stai scherzando?
No.
E che cazzo c'è di bello?
Perché non sarà un ostacolo.
Perché ci siamo accordati.
Anzi, lui confermerà le tendenze suicide di Nunzio.
Anna, qua ci stiamo incasinando troppo.
Amore. Non ti preoccupare.
Guarda che un po' di casino è proprio strutturale,
quando si progetta un omicidio.
Amore, fidati.
[musica soft]
[Nunzio dalle cuffie] Il tuo nome è composto da due sillabe magiche.
Nun…
…zio.
Tutti ti amano.
Possiedi 54 caratteri femminili,
e 54 maschili.
Non sei solo.
Sei il fratello maggiore di Dio.
Ti amano tutti.
[cigolio di ruota]
- [Anna] Ciao, Luis. - Ciao.
- [Anna] A che ora comincia la fiesta? - Tra poco.
[Anna] Ho visto che si esercitavano con i cavalli.
- Ti è piaciuto? - Moltissimo.
- [Luis] Però Patricia non sta bene. - Oh.
Ha una grossa emicrania, per cui non credo che ci andremo.
[farfuglia]
Luis?
- [Anna] Luis. - Sì?
Possiamo prenderci cura noi di Patricia.
No, non ti preoccupare, grazie.
Scusa, però mia figlia ha una sala da tè dove vendono delle tisane per l'emicrania.
Praticamente è una dottoressa.
E io ho fatto volontariato in un canile per cinque anni.
Nel senso, anche i cani hanno l'emicrania. Ne abbiamo aiutati tanti.
Eh? Dai, ci occupiamo noi di Patricia. E poi la fiesta è una volta sola all'anno.
[ride] Tre volte all'anno.
Però in un'isola non succede mai un cazzo, anche perdersene una è un peccato, no?
[sospira] Non so.
Guarda, oggi ho avuto anche un problema alla macchina,
e non mi fido ad andarci fino a Ciutadella.
Si vede che è il destino.
Scusa, eh, però il destino si cambia,
perché la macchina te la presto io.
Beh…
Eh.
Se è così…
Vale. Ok, grazie.
Grazie a te, che bello!
[ridacchia] Bene.
[sbuffa]
[musica incalzante]
[voci non udibili]
[musica sfuma]
- [Carlo] Oh. - Eh?
Questo è un leggero sonnifero per tua madre, per farle prendere sonno.
[Anna] Sì.
Invece questo è per stendere Nunzio.
Carlo, però, mi raccomando. Non le… Eh?
[rumore indistinto]
- Anna. - [musica drammatica]
[voci non udibili]
E ora queste chi sono?
- Le ragazze del burraco. - [Carlo sospira]
- [Giuliana] Amore? - Sì.
Ti piace questo vestito?
L'ho preso tanti anni fa durante una tournée al Cairo.
Ti sta bene, sembri Vanna Marchi.
Ma quanto sei deficiente?
Guarda che a me Vanna Marchi piace. Anche come donna, eh?
[cigolio]
[donne] Sorpresa!
- Non ci posso credere! - Eh!
[Giuliana] Sono arrivate le mie testimoni! Non dovevate venire domani?
- Sei contenta? - Ti abbiamo fatto una sorpresa.
- [Giuliana] Che bello! - Che succede?
Sono arrivate le amiche.
- Sono arrivate le mie testimoni. - [Bojan] Ah.
Triulu, Malanova e Scuntintizza.
Rimanete a cena, stasera. Così ci sbronziamo tutti come i cani.
- [Giuliana] Che bello! Sì. - Ma guarda!
- Che piacere vedervi. - Buonasera.
- Inaspettata. - [donna 1] Ben trovata.
- Buonasera. - Che bell'idea.
- [donna 2] Sì. - Rimangono a cena da noi.
[donna 2] Sì.
Non credo proprio.
No, nel senso…
- Bojan, scusa… - [Bojan] Sì?
Un'occasione del genere non si può perdere, no?
Il nostro wedding planner.
L'addio al nubilato.
L'addio al nubilato, Bojan.
Ah, ce… Certo. L'addio al nubilato.
- No, no, no. Non si può perdere. - Ah.
E allora? Che facciamo?
Andiamo a fare un picnic serale. Un bagno a mezzanotte.
Poi, chi può fare il bagno, lo fa, chi non può, non lo fa.
Anche una cosa più semplice.
Perché non le porti alla fiesta a Ciutadella?
- L'importante è che si beva! - Sì!
Noi abbiamo l'albergo lì.
Ci sbronziamo e poi ci trasciniamo in camera sui gomiti.
Brava.
[Bojan] Ok. Alla fiesta. Andiamo.
[Nunzio] Eh, la fiesta…
- Sì. - Mi raccomando, eh?
Chiudiamolo, lo sportello.
Sbronzati anche per me, hermano, eh?
Eh…
[sospira] Sì, certo.
Devo prenderla doppia.
[sospira] Hermano.
Di qua, di qua. Vieni giù. Qua.
Ciao, belle ragazze. Buon divertimento. Ciao, ciao.
[portiera si chiude]
Ciao.
Noi non beviamo?
- Vado a fare dei cuba libre. - Lo sai fare?
Sai che il lime sul ghiaccio va prima del rum?
Lo so fare.
- Ti aiuto. Ti… - [insieme] No!
Lo sa fare. Eh…
- [Nunzio] Sicura? - Come no.
- Sì, è un mezzo alcolista, quindi… - Ah.
[Alessandra] Non sai quanti Natali rovinati…
[Nunzio] Ma pensa.
[musica incalzante]
[musica sfuma]
Beh, visto che siamo in famiglia,
possiamo smettere di mantenere certe apparenze.
Possiamo pippare liberamente. Pippiamo tutti, no?
- No, io no, grazie. - Ah.
- No, io neanche. - Ah. [ridacchia]
Eh, io sì. La famiglia è sincerità.
Sincerità e bamba, così non sbagli mai.
- Così non vai mai a sbattere. - Eh, certo.
[Carlo] Eccomi!
Però mi sa che l'ho dimenticata in camera.
[Carlo] Eccoci qua.
[Nunzio] Oh, cuba libre!
[Nunzio ridacchia]
[Carlo] Allora…
Questo lo diamo a Nunzio.
Grazie.
- [Carlo] Questo a te. - Grazie, amore.
- [Carlo] Ecco. - Papà, grazie.
[Carlo] Emilio.
Alla famiglia.
- Alla famiglia! - [Anna] Alla famiglia.
[ride]
[Nunzio] Mmh.
Mmh.
Comunque, questa sarebbe una bella storia da raccontare in teatro.
La figlia insicura, il figlio depresso,
i genitori che stanno insieme dai tempi del liceo.
La nonna che si è messa con il vedovo.
Anzi, plurivedovo, più giovane.
Potrebbe essere una bella commedia.
Mh. Un po' amara, forse.
Bisogna vedere come va a finire.
- Eh. - Eh, sì. Forse hai ragione.
La devi proprio sposare, nonna?
Perché non dovrei?
Magari… Magari non è una cosa buona.
Non è una cosa che fa bene, a tutti e due.
Emilio, basta.
Scusate, io…
ho una botta di sonno improvvisa.
Se qualcuno mi usasse la cortesia di andarmi a prendere la cocaina,
nella camera da letto, perché io…
L'ho dimenticata.
E quelle furono le sue ultime parole.
[Emilio] Eh…
Eh.
Dicono tutti che nelle isole la benzina costa tanto.
Non mi pare. Abbiamo fatto benzina, non costava tanto.
Quant'era? 1,60, 1,70 al litro. Non mi pareva…
Non abbiamo ancora mangiato la paella!
Siamo qui e non l'abbiamo mangiata. Mi pare una follia.
Luis dice che quella valenciana è con la carne.
Poi c'è quella di pesce, con le cozze… La facciamo mista.
Ci prendiamo una paella mista, così facciamo carne e pesce
e non ci sbagliamo!
Oggi ho fatto 100 vasche nella piscina.
Cento vasche della piscina, che non è una piscina olimpionica.
Però sempre 100 ne ho fatte. Quindi, ho un po' sonno. Buonanotte.
[Anna] Emilio.
Scusa, prima di metterti il pigiama, ci sarebbe da ammazzare Nunzio.
Te lo ricordi?
- Posso dire una cosa? - Prego.
Sei milioni. Valgono più della vita di Nunzio?
Ovviamente sì.
Ma anche la vita di nonna vale di più.
Ma, evidentemente, tu e papà ci avete educato male.
Ci avete educato diversamente.
Perciò, io ed Emilio…
non ammazziamo nessuno, ci tiriamo fuori.
Non ce la facciamo.
Mi sembra giusto. Sì.
Davvero?
[Anna] Sì, amore.
[Anna sospira]
Andate a dormire, va'.
E voi?
Beh, noi…
Con calma, svegliamo Nunzio e lo portiamo in camera sua.
Sì, facciamo così.
[Anna] Sì.
Ok.
Scusate se vi ho coinvolti. Veramente, mi dispiace.
Però grazie, perché ci siete stati, anche se…
Sì, era una follia, mi rendo conto.
Finito, basta.
Ok.
Allora, buonanotte.
[Anna e Carlo] Buonanotte.
- Buonanotte. - [Anna] Amori…
Sei pronto?
[musica incalzante]
[Carlo] Alzalo. Ma lo devi alzare.
[Anna] Ho capito, ma se lo prendo… È pesante, prendo i piedi.
Carlo, accendi la luce.
[Carlo sospira]
- [Carlo] Mettigli le gambe dentro. - Eh, sì, cosa sto facendo?
[Carlo] Io intanto prendo il tubo.
[versi di sforzo]
[Anna] La lettera.
- [clacson] - Che fate?
- [Anna] Shh. No, no… - [Nunzio geme]
[Anna] Ma che…
- [Carlo] Anna. - Eh?
Ehm, vieni un attimo.
[Anna] Eh?
Non trovo il tubo di scappamento. Eppure dovrebbe essere qua, no?
[Anna] Cosa?
Non trovo il tubo di scappamento. Dovrebbe stare qua, no?
[Anna] Eh?
Non c'è il tubo di scappamento.
Come non c'è il tubo di… Figurati.
[Carlo sospira]
[Anna] Non c'è il tu… Non c'è il tu…
Non c'è.
È una macchina elettrica.
- [Anna] Ma come? - [sbuffa]
E noi cosa facciamo senza il tubo di scappamento?
[farfuglia]
È un'auto elettrica. Possiamo fare un…
Un elettro… elettroshock.
Ma vattene, va'. Che dici? [schiocca la lingua]
Vieni, dammi una mano.
[versi di sforzo]
[sospirano]
Bene. E adesso?
- E adesso andiamo a dormire. - Come?
Tua madre non è una rincoglionita.
Sa quello che le abbiamo detto del passato di Nunzio. Lo sa.
Forse vuole godersi questi ultimi anni così.
Qualunque cosa possa succedere.
Ah. Ah, ecco.
E mi dovrebbe bastare, quindi.
Non lo so.
Io per amore sono arrivato fino a qui. Anche oltre ogni logica.
Ma ora mi fermo.
Non vieni a letto?
[Anna] Tra poco.
[musica triste]
- [sparo] - Anna!
- Cos'è? - [ansimano]
[Emilio ansima]
L'hanno mandato a Ceccano.
[musica incalzante]
Che succede? Dov'è Nunzio?
Era giù a dormire in salotto.
No, era qui con me. Dov'è?
- Mamma! - [sparo]
- [Giuliana urla] Cos'è? Che cos'è? - [Bojan] Qué pasa?
- [Giuliana] Oh, mamma! - Qué pasa?
[sparo]
- [Patricia urla] - [tonfo in acqua]
[urla]
[in spagnolo] Luis, che hai fatto? Sei pazzo?
[Nunzio] Aiuto!
[in spagnolo] Perdonami, non so perché l'ho fatto…
- [Nunzio] Chiamate un'ambulanza! Aiuto! - [Patricia] Dame esta pistola!
[Patricia ansima] Luis!
[parla in spagnolo]
[Nunzio] Aiuto!
[Patricia] È stato un momento di follia!
[musica drammatica sovrasta le voci]
[Patricia] Ti amo, perdonami!
Non c'è nessuno che può chiamare una minchia di ambulanza?
[musica sfuma]
[Nunzio in spagnolo] Un'infermiera così bella…
non poteva che lavorare in un ospedale vicino al mare.
[in spagnolo] Amico…
questa volta te la sei vista proprio brutta.
[in spagnolo] Anche tu.
Cosa avresti fatto se ti avessi lasciato orfano?
[ride]
Mi compravo una Harley e una villa in Montenegro.
Qué dices?
Niente, niente. [ride]
[voci non udibili]
[Anna] Mi dispiace, sai?
- Di che cosa? - Che non sia morto.
[Giuliana ride]
Adesso cosa farai?
Tra due settimane, appena Nunzio sarà in grado di muoversi,
torneremo a Roma.
Per mettere in scena La vecchia e il mare.
- [Anna sbuffa] - Poi, dopo lo spettacolo… [esita]
…partiremo per il Brasile.
Mamma, ma perché?
Ma prima,
verserò sul tuo conto i sei milioni.
No, mamma, ma per favore.
Magari qualcosina in meno. Qualcosa me la tengo per il Brasile.
[schiocca la lingua]
Seppur contro voglia,
ho accettato il motivo per cui Nunzio sta con me.
Ma voglio godermi la vita.
Finché posso.
Per cui fingerò di avere ancora i soldi
e mi godrò il Brasile con lui,
rendendolo mio schiavo.
Sai, alla mia età,
pensare di essere in Brasile,
a fare l'amore sulla sabbia…
è qualcosa per cui vale la pena di rischiare.
Forse non solo alla tua età, mamma.
[voci indistinte]
- [Carlo] Com'è l'acqua? - Bella. Bellissima.
- Tu non te lo fai il bagno? - Ma che sei matta?
Ecco mamma.
[Alessandra] Come va?
Dai, diciamo tutto a posto, sì.
[Emilio] Eh.
Nonna come sta?
Nonna non si sposa.
- [sospiri di sollievo] - Meno male.
Però sarebbe bello fare un'altra vacanza tutti insieme. Mh?
Anche senza dover ammazzare qualcuno, insomma.
Eh, sì.
Per cui non si sposa più?
No.
Beh, meno male.
Non l'abbiamo ammazzato, ma almeno l'abbiamo salvata.
- Nunzio ha fatto tutto da solo. - [Emilio] Oddio…
Pure noi ci siamo accollati un bello sbattimento, eh?
Credo che ci meriteremmo almeno un grazie.
- Pure qualcosa di più, che dici? - [Emilio] Eh.
Quindi, con nonna, di soldi non hai parlato?
- Vado a fare due passi. - Vengo anch'io.
- Perché, che ho detto? - Ci hai parlato o no?
- In ospedale? - Eh.
No, non le ho parlato.
Io sono stato tre settimane in tachicardia, così, gratis.
- Le hai detto del gommone? - Basta monetizzare i sentimenti!
Secondo me ci hai parlato, ma non ci vuoi dire un cazzo!
- Non parlare così a tua madre! - Non parlare così a tua madre!
- Cafona. - E un canotto?
Ma perché poi è sempre colpa mia, invece?
- Basta, fatela finita! - [Alessandra] Eh, no.
[Emilio] Volevo togliermi dall'appartamento, così…
- [Carlo] Basta! - [Alessandra] Non è vero.
[voci indistinte]
[suona "Phoenix City" di Roland Alphonso]
- Ecco mamma. E l'aereo, anche. - [rombo di aereo]
Sta precipitando.
Ma io me lo sentivo, eh? Me lo sentivo.
- [ride] - Christian, però! Ti prego.
Voi non lo sapete, ma la madre strangolava i cani.
Mica i barboncini!
- [ride] - [parole indistinte]
- [cane abbaia] - Che facciamo col cane?
- [Emilio] Che succede? - Che non succede…
È una questione un po' delicata… Non mi ricordo che cazzo devo dire.
Luisa e…
Luisa e… Come cazzo…
Vi prego, fatela tacere.
- [Giuliana] Eccolo! - [Carlo] Eccolo.
[ridono]
Ma che cazzo…
E se a Minorca non troviamo l'arsenico? Scusate.
[ride]
- E se a Minorca non troviamo l'aconito? - No, aspetta.
[regista] Stop.
[voci indistinte]
- [regista] Ricominciamo? - Me l'ha detto Giovanna.
- [rumore di peto] - [Emilio] Bello, bello.
- Chi ha scoreggiato? - [risate]
[ride] Non ce la faccio, perché ora mi aspetto sempre la scoreggia.
- Beh, sei un coglione. - Vai, vai.
[Emilio] L'hanno mandato a Ceccano.
Vabbè.
- E 'sti cazzi! - [risate]
È un cut…
["Phoenix City" sfuma]
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