All language subtitles for Per amore di Poppea (1977) WEB-DLRip 1080p_track5_[ita]

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Original subtitles

Uno, due! Uno, due! Uno, due!

Forza, ragazzi! Muovetevi!

Uno, due! Uno, due! Uno, due!

Uno, due! Uno, due! Forza!

Uno, due! Uno, due!

Uno, due! Uno, due! Uno, due! Uno, due! Uno, due!

- Basta così. - Oddio...

Piegamento sulle ginocchia.

Uno! Due.

Uno! Due.

Lasciamo perdere questo esercizio, è troppo pericoloso.

Ora faremo delle torsioni del busto.

Torsione del busto... Uno!

- Che fai, imbecille! - Scusi, centurione.

- Arriva il generale! - Ragazzi, sull'attenti! Scattare!

Seconda legione, 10 presenti più 1. Centurione Lucio Vinicio.

Che saresti tu. Comodi, ragazzi. Lama di guerra, eh?

Ma... Ma quale lama di guerra. E' stato uno dei nostri.

Non ho fatto in tempo a dirgli: "Fermati, sto con te!"

- Rimane questo della tua centuria? - Sì, non riesco a farli scattare.

Se non ci riesci tu che ti chiami Vinicio, siamo perduti.

Alla sfilata davanti all'imperatore porto quattro gatti?

Facciamo un reclutamento generale. Raduniamo un migliaio di burini.

Tu me li prelevi e tu, Vinicio, me li alleni.

Speriamo di essere pronti, sennò sapete Nerone che mi fa?

Tutto secondo i calcoli. Eccola!

- Eccola! - L'ho già detto io. Fai l'eco, imbecille? Andiamo!

Piano, sennò ci vede.

Eccola qua! Ahia!

Aaaah! Ahia, ahia...

Mamma mia, quanto è "bona"!

- Hai visto che chiappe? - Bisogna acchiapparla!

- Ci penso io! - Andiamo!

Caio! Caio, l'hai acchiappata?

- Brutto mascalzone, stai giocando? - Mi dai due minuti?

Come controllo? Non ho l'orologio. Diamogli un taglio, su!

- Uffa! - Andiamo!

Ladri! Che vi prendesse un colpo!

Io credevo che avevate intenzioni oneste. Froci!

No... Niente... Questa niente, questa niente, questa niente.

Eccola qua! Per questa vi posso dare due sesterzi.

- E a Roma la vende per dieci! - Per il trasporto.

- Il fieno è aumentato. - Ah, sì? Caio, ci danno più fieno.

I piedi... Ahia...

- Per due sesterzi ti do due basette. - No, lascia perdere.

Filippo, andiamo. Con questi non si combina niente.

Ave. Anche stamattina alle catacombe?

Che dolore questi piedi!

- Come cammina male, ma chi è? - San Callisto.

Et voilà!

- Cos'è? L'ultimo strillo della moda? - No, è l'ultimo strillo di Tito.

Invece dei capelli della moglie, ha tagliato la barba al marito!

Era al posto suo!

- Non ti fa svenire? - Mi piace.

Sei sesterzi, senza trattare.

Le ultime notizie. Andiamo a sentire.

"Attenzione!"

"Per ordine dell'imperatore è stata messa una taglia di 25 sesterzi"

"sui criminali che aggrediscono uomini e donne rubando i capelli."

Qui le cose si mettono male, ci rivediamo quando si calmano le acque.

Mi fate un colpo di piccione e io rivengo. Vi saluto!

"Il generale Galba, allo scopo di rinsanguare le sue gloriose legioni,"

"ha ordinato il reclutamento degli gli uomini di età oltre i 18 anni."

Arrivano! Arrivano i legionari, prendono gli uomini!

- Hai fatto domanda? - Io no. E tu? - Nemmeno io. Allora andiamo!

- Uscite! Non vi nascondete! - Forza, uomini! Fuori!

E' l'imperatore che vi chiama! Venite fuori!

Forza, uomini! Fuori!

Che ospitalità!

Fuori, andiamo!

- Qui ci sto io! - Non posso starci pure io?

Ahò! Venite fuori! Ma qui non c'è nessuno.

Guarda questi burini!

Psss! Psss!

- Eccoli! - Venite qua voi due!

Venite, stanno qua!

- Qui! - Sì, eccomi.

- Adesso ci penso io. - Arriva?

- Spoglialo e vestiti. - Sì.

Andiamo, sennò ci scappano! Si sono nascosti là dietro!

Dai! Eccolo.

Lo so, lo so.

Dai, sbrigatevi! Stanno là! Cammina! Cammina!

Cammina!

- Eccolo. - Lo so, lo so.

Li ho visti! Si sono nascosti là! Dai che li prendiamo!

Dai!

Lo so, lo so.

- Oddio! Non sento più la "capoccia"! - Che ti frega? Corriamo con i piedi.

- Eccoli là! - Prendiamoli! Addosso!

Mamma mia, guarda quanti sono!

Prendi questo tavolone.

- Metti giù. - Prendiamoli!

- Fermi! Non vi muovete! - Dopo vi portiamo da mangiare!

Domanda a quelle.

- Silenzio! Ci sono uomini qui? - Magari, mio bel signore.

- Gli uomini sono andati a fare il militare. Diglielo pure tu. - Tutti.

Tra le schiave che Galba deve vendere a Roma, vorrei tenerne un paio.

- E come fai? Le avrà contate. - Ho un'idea.

- Se le togliamo e ci mettiamo queste burine, se ne accorge? - No.

- Ci hanno scoperto. - Zitto, sorridi.

- Simpatici! - Sentite, belle pupe.

- Vorreste venire a Roma con noi? - Io direi di no. - Pure io.

- E io direi di sì! - Perché no? Sempre a contraddire.

Scusa, ci rifacciamo il trucco e poi...

- Dove andate? Fatelo qui. - Sì.

Una toccatina... Poi c'è un ventaccio oggi!

Scusa!

- Un momentino. - Sbrigatevi! Dovete venire con noi.

- Non ci veniamo. - Non cadremo mai così in basso.

Aiuto! Ahia! Ahia!

Ahò! Non si può mai parlare.

Ti piacevo di più così, Seneca, oppure con la barba?

Galba, cha, cha, cha!

- Perché strillano? - Inneggiano a Galba. Oggi c'è la sfilata.

- Ah, già, il trionfo. - Con tutte queste vittorie fuori casa!

- Pure con i Britanni hanno vinto. - Va bene, ma che cosa strillano?

E' meglio se strillano.

Tu devi avere paura di quelli che stanno zitti, come i cristiani.

- I cristiani? E chi sono? - Sembrano un popolo come un altro.

- Popolo! Popolo! Come dicono laggiù. - Dove?

In Grecia, no? Laggiù, hai visto?

"Demos" che vuol dire demonio, fetenzia.

Ma quelli che dico io non sono semplice demos.

- Sono "demos-cristiani". - Demos-cristiani?

Che nome curioso! E sono pericolosi?

Certo, se prendono piede, non te li levi più.

Galba, cha, cha, cha! Galba, cha, cha, cha!

Senti quanto strillano questi!

- Sai che si vede normale con questo smeraldo? - E chiudi l'occhio.

E' chiuso, ma si vede normale.

Senti, questo Galba mi preoccupa.

Non potremmo incastrarlo con qualche scandaletto?

Ma è l'uomo più onesto dell'impero!

Allora come avrà fatto a fare carriera?

Ma lascialo perdere. Lo rimandi in Spagna.

- Balli il flamenco? - No, mi sei salito con la ruota sul piede!

Beato lui che può rivedere la mia patria. Sapessi quanto lo invidio!

Ma perché? Non ti piace stare qui, a Roma?

Sì, ma ogni tanto ho la nostalgia di Cordova.

Hai ragione, con questo centrocampo che abbiamo!

Nerone non lo sopporto più, mi trascura.

Quando viene, si dà gli atteggiamenti da frocetto, ma è un trucco.

Intanto se la fa con le mie schiave. Non sopporto il tradimento!

Poppea, lui è imperatore, può permetterselo.

Sono avventure senza importanza.

Il divino Lucio Domizio Enobarbo!

Eccolo, arriva! Via!

Lui sarà divino, ma l'osso mio è sacro! Fai piano!

- Ave, Lucio Domizio. - Chiamami Nerone, sarò il tuo micione.

- Ave, Nerone. - Ave, ave. Senti... E tu come ti chiami?

- Genoveffa. - Ci avrei giurato!

- E tu? - Livia.

- E poi? - Fetusa. - Non ti sforzare, si sente.

- Tigellino? Tigellino! - Divino, io sto qui.

Scusa, non si vede niente con questo.

Queste due riportale indietro al mercato e cambiale.

Non voglio che la mia divina sia rovinata dalla loro presenza.

Tu non sforzarti, sei al massimo.

- E queste chi le do? - A Patronio, è così elegante. Le appende al cesso.

- Se non le vuole? - Gliele dai con il diritto di riscatto per sei mesi.

Le nuove le voglio... Come dire? Al bacio!

Così?

Ma che mi fai?

- Poppea, non avevi altre 20 schiave? - Sì, ma...

- Le tengo chiuse perché hanno il morbillo. - Ah, il morbillo?

E' una malattia infettiva? Sai che da piccolo non l'ho avuto?

E' meglio che vada via, sennò me lo attaccano.

Se entro due giorni non guariscono, bisogna rimediare, Tigellino.

- Eventualmente le faccio ammazzare. - Oh! No, poverine.

Falle bruciare, la puzza ce l'hai già, si risparmia.

Ahò? Ahò? Ti vuoi togliere?

Appena hanno una lancia in mano, si piazzano in mezzo alla strada!

Che figlio di una mignotta!

- Ma è il figlio di Agrippina! - Beh? E io che ho detto?

Schiavi, belli gli schiavi di Terragonia!

Avanti! Chi compra gli schiavi? Forza, sono gli ultimi rimasti!

Coraggio! Sono gli schiavi più freschi del momento! Toccate pure!

Sono gli schiavi più belli del mercato! Ve li offro per poco!

Dai con gli schiavi!

Sssh!

Guarda questa che monumento! Che monte di Venere!

- Le palle! - Che hai detto? Dea Pallade, proteggi la nostra castità.

Ma chi ti si prende?

Se ci comprano questi rimbambiti, gli diamo una botta in testa e scappiamo.

Però attenti ai colpi bassi.

Ave, Samuele. Che hai di buono oggi?

Schiavi e schiave di Terragonia, portati da Galba. Robetta fina, eh?

- I maschi sono un po' racchietti. - Quelli buoni li hanno presi subito.

Queste matrone sono assatanate!

- Quanto sono brutte! - Sì, ma così hai i doppi servizi.

Hai ragione, sono due cessi. Va bene, quanto me le metti?

Sono 30 sesterzi ognuna. Se prendi la coppia, 50 sesterzi.

Hanno la leggiadria di un uccello.

- Abbiamo un uccello che è una leggiadria! - Samuele,

ti do 30 sesterzi per tutte e due. - Però l'IVA a parte. - Che cos'è?

Imposta Verginità Assicurata.

- Verginità? E chi me l'assicura? - Le hai guardate bene?

Domitilla, tira!

Atte, sta arrivando Tigellino.

Che strazio! Non si può leggere un fumetto in pace.

- Dove ci porta? - Boh!

- Che vuoi, Tigellino? - Ti ho portato due nuove schiave.

Non vi si può guardare. Beh, meglio così!

- Vi faccio fare le schiave personali di Poppea. - Grazie.

Aspettatemi qua. Tigellino, devo dirti una cosa.

- Con permesso. - Prego.

- Sai che mi ha fatto ieri? - Chi, Nerone?

Qui stiamo proprio bene.

Ahio! Mica tanto. Se ci scoprono, ci fanno fare i guardiani.

- Basta che rimaniamo qui! - Ai guardiani tagliano gli zebedei.

- No, ma che ci fanno? - Niente, glieli fanno mangiare.

- Ragazze, siete nuove? Venite a giocare a mosca cieca? - Sì, sì!

Io no, mi dà fastidio il buio.

- Ave. - Ave.

- Rompo i coglioni, se mi siedo? - Siedi pure. - Come ti chiami?

- Lucilla. E tu? - Tizio... Cioè, Tizia!

- Di dove sei? - Come schiava sono terragonese,

ma io e la mia amica siamo ciociare. E' un segreto.

- Se è un segreto... Già vai via? - Scusa, si è spostato l'albero.

Ahò! Non vedo niente. Dove state?

- Cucù! - "Tettete"!

- Chi sono? - Mi sfugge il nome, ma dovresti presentarti a "Bontà loro".

Non ho paura della schiavitù. Il mio Signore ha detto...

"Beati gli ultimi che saranno i primi". - Ah, sì?

- Ho paura del peccato. Il Signore non vuole. - Ma chi è questo signore?

Guarda, questo è il suo simbolo.

E' l'unico e vero Signore del mondo. Lui ha predicato l'amore.

Ah, l'amore! Ora si ragiona. Questo Signore mi sta simpatico.

- Brava, sono contenta. - Pure io.

Tizia! Caia! Tizia!

- Eccomi! Scusa, poi ti cerco io. - Ciao.

- Dove state? - Caia! - Presente!

- Con tutte queste donne, qui ci divertiamo! - Te l'avevo detto.

Ragazze, venite a vestirvi.

- Tu chi sei, la Tizia? - No, io sono Caia.

- Tizia sono io. - Mi piaci.

- E tu come ti chiami? - Abdula, quello che ti si incula.

- Lei non ti piace? - No.

Quando smonto stasera dal servizio, vengo a trovarti.

Mortacci tua...

Prima che ci si facciano, scappiamo!

Andiamo, sta di spalle. Corri, corri.

Ci ha visto!

- Sono dimagrita, ma i calzari... - Come sei carina, belloccia!

Beccati questo sulla capoccia!

- Bravo! - Bel colpo, eh? - Andiamo!

Aspettami!

Psss! Psss!

- A me? - Sì, chi sennò? Vieni!

Li mor...

Gli abbiamo dato una grossa buca!

- Ci sono due sentinelle all'uscita. - E allora?

- Non lo so. Proviamo a saltare il muretto. - Va bene, vado prima io.

Piano, piano. Vai, così.

- Adesso come si fa? - Ti aiuto io, faccio il maniglietto.

- Facciamo il conto alla rovescia. Tre, due... - Uno!

Ci sei? Guarda dall'altra parte.

Non vedo l'ora di smontare.

Siamo fortunati, dall'altra parte c'è il fieno!

Adesso salgo.

Coraggio, devo buttarmi. Op!

Arrivo... Oddio!

Avevi detto che c'era il fieno!

Ti sei buttato da dove siamo saliti?

Con tutti questi muri non ci si capisce niente. Aspetta, ora vengo.

Muoviti! Su!

Eccomi. Mi sembra di essere un alpino.

- Dai! Vieni giù! - Meno male che c'è il fieno.

Ecco le sventole! Vi stavo cercando. Seguitemi.

- Poppea vi aspetta. - Maschione!

Poppea, che fai, svieni? Su, non è niente!

Dici bene tu, ma all'improvviso, mi presenti queste due schiave...

Mi fai prendere un infarto.

E' stato un affare, le ho pagate due soldi.

Guardale. Non sono carine, ma sono ruspanti, sono sode!

Comunque hai fatto bene, voglio vedere che faccia farà Nerone.

- Adesso devo fare il bagno. - "Se vedemus."

Che bello!

Com'è la giornata, ragazze?

"Bona."

- E' "bona forte"! - Ma c'è il temporale!

Sempre bona è.

- Divina, ma è latte? - Sì.

- E' fresco? - Di giornata.

Fammi assaggiare.

Ecco qua!

Quanto è bona!

- Giù, giù, giù! - E adesso chi massaggia?

- Massaggiamo insieme. Tu vuoi tetta o coscia? - Coscia.

- Anch'io, meno male che ne ha due. - Meno male!

Ti piace?

Vado a rifarmi il trucco, eh?

Ciao!

Spingi!

Divina!

- Spingi più forte. - Sì... Ah!

E' mezzogiorno? Allora posso fare il bagno pure io!

- Ave. - Ave...

- Parola d'ordine. - Juventus-Pro Patria.

- 5 a 0. - Chi ha segnato?

Nessuno, è la parola d'ordine. La divina dorme.

- Ave. - Ave.

- Che c'è? - Ce n'è un altro. - Sssh!

Ave, divina.

- Sei tu, Vitruvio? - No, sono Calpurnio. Vitruvio monta alle 4.

- Hai capito chi ha inventato la catena di montaggio? - Poi monto io.

- Sei una schiava. - Ti sei convinto pure tu? Siamo uomini.

Lo so! Ma a lei che dici? Che ti è cresciuto un sedano all'improvviso?

- Andiamo dalle schiave! - A loro dici che ti è cresciuta una carota?

- Diciamo che fa bene alla vista. - No, io rimango qui.

- Ognuno cucina per conto suo. Ciao. - Ciao.

Lucilla?

- Ma che fai? - Sssh! Niente, niente.

Dov'è? Lucilla?

Lucilla? Lucilla?

- Eccoti qua! - Ma che tocchi?

Scusa, mi sono sbagliata, al buio non si vede un cazzo. Lucilla?

Lucilla?

- Qui è pieno di trabocchetti. - Tizia, sei tu?

Sì. Fammi un po' di posto. Ecco qua!

- Ma che fai qui? - Devo parlarti.

Anch'io sono per la legge del tuo Signore, la legge dell'amore.

- Me l'hai già detto. - Ma tu mi piaci tanto!

- Ma è una cosa spirituale oppure carnale? - Carnale.

- Ma allora sei lesbica. - No, sono ciociara.

Anzi, voglio dirti un gran segreto. Sono ciociaro.

Tu sei maschio! Avrei dovuto capirlo perché mi sento tanto attratta da te.

Però io posso solo amare un uomo della mia religione.

- Tu sei cristiano? - Perdinci, cristianissimo! Mi piaci tanto.

Strano, noi cristiani mostriamo subito il simbolo di riconoscimento.

- Tu ancora non mi hai fatto vedere il pesce. - Beh, se insisti! Tiè!

- Sporcaccione! - Che serata!

Scusami, tesoro, non dovevo farlo, il nostro Signore è contro la violenza.

Scusami tu, non ci siamo capiti. Io sono ciociaro, sono ignorante.

Ora vai e sii prudente. Se ti scoprono, ti uccideranno.

Stai attenta anche tu. Se scoprono che sei cristiana, sei nei guai.

- A più tardi, fratello. - Ciao.

Ave.

- Sentito? L'ha chiamata fratello. - Non sarà la cantante?

Sono le 4 e tutto va bene!

E chi se ne frega!

Questo è il solito cornutaccio.

Sono le 4 e tutto va bene!

E vattene a casa!

Mannaggia...

Le 4 e tutto va bene!

Mica tanto, mi hai svegliato!

Sono le 4 e tutto va bene!

- Calpurnio, sono le 4. Vuoi la parola d'ordine? - Che mi frega!

Buonanotte.

Che testa! Ma chi sei, Pruzzo?

Vedi? E' proprio la misura mia.

- Che succede? - Niente, sono quelli della Nettezza Urbana.

- Che ore sono? - Le 4. - Ma tu non sei Vitruvio!

- Vitruvio ha gli orecchioni. - E tu chi sei?

- Quinto Pistolo. - Sei basso per un pretoriano.

Faccio parte della squadra juniores, ma non è l'altezza che conta.

Che idea mandarmi un ragazzino! Vieni, salta tra le mie braccia.

Ave, divino.

Ahò! Hai fatto la finta?

- Nasconditi, arriva Nerone! - Mi fa nero!

- Ciao, cocca, ci si rivede. Si fa per dire! - Ave, Lucio Domizio.

Stai lì? Chiamami Nerone, sarò il tuo micione, ma non il tuo fregnone.

- Perché mi dici questo? - Qui ci sono tutti i pretoriani

che urlano in mezzo al palazzo. E' un segnale di allarme?

- Vogliono far scappare qualche amichetto? - Che dici, Neronetto?

Non chiamarmi Neronetto. Mi fai sentire un salame.

Lo dici in modo così "affettato"!

Finalmente ti ho preso, sventolona mia! Ma dov'eri finita?

- Che vuoi fare? Io sono una ragazza perbene. - Vieni qua!

- Di che cosa hai paura? - Pietà, signore!

Io sono uno schiavo come te e poi non vedi che sono innamorato cotto?

- Si vede che sei cotto. - Tu sei della mia misura, bella, soda!

- Stai fermo! - Io ho intenzioni serie.

- E' quello che mi preoccupa. - Io voglio solo un piccolo anticipo.

- Io non do anticipi a nessuno! - Ma perché?

Adesso te lo dico. Sono un uomo!

- Mi adatto, vengo dal Marocco. - Vai a morire ammazzato!

Ave!

Aaah ! Aiuto! Aiuto!

- Aaah! - Aaah!

Sono venuto per conoscere le schiave che ha comprato Tigellino. Dove sono?

Sei impaziente? Adesso te le faccio conoscere io. Tizia! Caia!

- Ave, divino. - Caia e Tizia. Sarebbe come dire...

Cazia, che boccioli di rose! Come sei carina!

- Ma come sei bellina! Vi ha comprate Tigellino? - Sì.

Carine, eh? Un affare. Le ho pagate solo 30 sesterzi.

E io te li trattengo tutti quanti dallo stipendio!

- Il divino ha preso d'aceto. - Non prendertela con lui.

Non è un purissimo esteta come te, Nerone.

Dici davvero o mi stai coglionando?

Ma no, divino, tu le donne le sai scegliere bene. Guarda me.

Ah-ah! Mi hai convinto, però stai buona che c'è gente.

- Se non le vuoi, le faccio sgozzare subito. - Sì, ma lontano.

Sicuramente schizzano.

Cos'è questo fetore che proviene da questa città?

Ah, Grecia...

- Ma siamo a Roma! - Fammi finire.

- Sto meglio così? - Sì. Ah, Grecia, che hai inventato l'ecologia!

Roma non la sopporto, quasi quasi le do fuoco. Puzza! Sì, puzza!

- Non è Roma, sono io, me la sono fatta sotto. - Ah, sì?

Allora falle lavare e finché non sono pulite, non le ammazzi.

Troppo buono!

- Poppea, ti ho riportato le schiave. - Brava.

Ma che fanno per pranzo? Si sente odore di lesso.

Sono loro, le ho messe a mollo nell'acqua bollente.

- Ah! Sono venute benissimo. - Chiamo Abdula o le ammazzi tu?

- Ci penso io, ho un pugnale egizio da provare. - Va bene, ci vediamo.

Ahò! Potresti anche chiamarmi divina, sono la moglie dell'imperatore.

Buono quello! Per te ho molti modi per chiamarti.

- Lascia stare, stavo scherzando. - Ah, beh! Questa trucidona!

Questo personale, quanta confidenza! Non ci si combatte più.

Allora?

- Dove eravamo rimaste? - Fatti coraggio o moriamo per la puzza!

Mi rode di obbedire a Nerone, ma siete così brutte

- che stavolta il divino non ha torto. - Ha ragione!

La tua faccia non mi è nuova. Hai un fratello nei pretoriani?

- Veramente... Quasi! - Sì.

Come si dice, divina... In un certo senso, il pretoriano è lui.

- Quinto Pistolo! - No, tu saresti... E tu chi sei, la fidanzata?

No, ma quale fidanzata? A me le donne mi chiamano Wilkinson!

- E chi è? - Quello dello sciabolone, no?

- Allora voi due siete uomini! - Altroché!

Possiamo togliere le parrucche? I capelli si appiccicano negli occhi.

Siete matti? Se vi vede Atte, fa subito la spia.

- E' una serpe velenosa. - Va bene.

Poppea?

- Poppea, c'è un profumiere di Bisanzio. - Fallo passare!

Ti pareva che te ne perdevi uno! Nonnetto, entrate.

- Ave. - Ave. Ma tu chi sei?

Per la tua serva sono Diomede da Samo, mercante di profumi.

- Ma per te... - Per me?

- Per te non sono uno straniero. - Gaio Calpurnio Pisone!

- Oh, Gaio Calpurnio Pisone! - Chiamami solo Pisone, ho fretta.

Mi sono dovuto travestire per vederti. Se mi scoprono, sono fritto!

Sei uno sciocco, ti dico sempre che potresti essere tu l'imperatore.

Facciamo questa congiura!

- Una congiura? Con chi? - Con tanta gente.

Nerone ha stufato, è cattivo, inetto. Perfino Seneca ci starebbe!

Un vecchio rincoglionito?

Serve un esercito e Ottone e Vitellio sono lontani.

- Potresti dirlo a Galba. - Galba? Come la fai facile!

E' l'uomo più onesto dell'impero. Per convincerlo, servono 10.000 sesterzi.

- Chi me li dà? - Io!

- Tu hai 10.000 sesterzi? - No, quel pidocchioso non tira fuori un soldo.

- Io so come farglieli sputare. - E tu faresti questo per me?

Per me, tu sei una cosa mia. E ora vai, ti raggiungerò stanotte.

- Ti seguiranno. Come farai a uscire dal palazzo? - So io come devo fare.

Va bene, ti aspetto alla taverna di Spartacus.

- Vale, Poppea! - Vale, vale. Ve lo farò vedere io quanto vale Poppea.

- Mi volete bene? Ma dove state? - Avevamo sete!

Così Pisone diventa imperatore. Volete seguirmi in questa impresa?

- Basta che non ci chiedi soldi! - No, quelli ve li do io.

La vostra fedeltà merita un premio, 25 sesterzi ciascuno.

Grazie, Poppea. Li tengo io, tu sei troppo piccolo per avere i soldi.

- Ave. - Ave.

- Novità? - Tutto a posto.

Guarda, ahò!

Dici a me?

- Andiamo? - E andiamo!

Guardaroba, signori? Elmetto, scudo, lancia.

- Prendete lo scontrino e aprite gli occhi. - Quanto è bella!

Ehi, voi due! Avvicinatevi un po'.

- A noi? - Venite avanti.

Mi dareste una grattatina al naso? Non posso muovermi con questo peso.

Grazie.

Spogliateli e vestitevi.

- Chi va là? - Ispezione.

- Parola d'ordine. - Dilla tu, l'ispezione la faccio io!

Veramente... Io non me la ricordo.

Hai sentito? Non se la ricorda.

Domattina vai dal comandante e ti fai dare 10 frustate!

- Meglio 12. - 12!

- Sissignore. - Andiamo, ragazzi.

- Fesso! Non mi ha chiesto il nome. - Come hai detto?

- Niente. - 15!

Facciamo 20.

Alt! Caio, si sono fregati la scala.

- Ma no, eccola lì. Andiamo. - Meno male!

- Presto! Non avremo fatto tardi? - Che ore saranno?

Ieri a quest'ora erano le 2.

- Che ore sono? - Sono le 2 e tutto va bene! - Che ti dicevo?

- Sei preciso! Dammi la lanterna. - Servizio imperiale.

- E io come faccio? - Ti attacchi!

- Ma come farai ad indovinare sempre? - Non si vede un cazzo. Sono le 2...

Ahi! Mannaggia! Vorrei sapere chi ha inventato questo mestiere di merda!

Bevete, questo è un nettare.

- Com'è andata? - Non tanto bene... - Stanno entrando i pretoriani!

- Si salvi chi può! - Lucano, sono venuti ad arrestarmi.

- Voi aspettatemi qua. - Signorsì!

Poppea!

- Oste, portaci del vino! - E fagioli, io ho fame!

- I fagioli sono finiti. Dopo chi mi paga? - Loro.

- Va bene. Che vi posso portare? - Ce l'hai l'abbacchio?

- Se aspettavo voi per venderlo, ero fallito. - Hai le patate in umido?

- L'ultima porzione è finita. - Hai bistecche di pecora?

- No, è finita. - Hai i pidocchi?

Non lo so, vado a vedere in cucina.

- Come hai corrotto quei pretoriani? - Non sono pretoriani, sono del SIT.

- Cos'è il SIT? - Lucano, tu sei un poeta, non ti occupi di politica.

- No, a parte qualche congiura. - Comunque SIT significa

Schiave Invertite Terragonesi. Su di loro posso contare ad occhi chiusi.

Domattina Nerone avrà una brutta sorpresa.

- Puoi nascondermi tu? - Ci penso io, tesoro! - Oste?

- Brigadiere, cosa le porto? - Un piccione.

- Arrosto o alla cacciatora? - Vivo.

- Divino! - Allora? L'hai trovata?

Niente, l'ho fatta cercare pure in cantina. Poppea è scomparsa.

Dove sarà andata questa cretina? Le sentinelle che hanno detto?

Si ricordano solo Poppea che ballava e una gran botta in testa.

- Ma allora qualcuno l'ha aggredita! - Io...

- Tu? - No, io ho trovato l'appartamento tutto sottosopra.

Aaah!

Tutto sottosopra! Città balorda!

Non si vive più! Pure dentro casa ti vengono a beccare.

- "Impiccione". - Io mi impiccio degli affari miei. - No, un piccione.

Ma chi ti manda, uccellaccio caro della dea Minerva?

Sei venuto a cercare le mollichelle? Vieni qua, pucci pucci!

Hai la gamba ingessata o sei arrapato? Fammi vedere.

Un messaggio!

No, un messaggio!

- E' per te? - Fammi leggere. "Figlio di una..."

- E' per te. - Ce l'avete tutti con la povera mamma.

Meno male che l'ho fatta fuori, sennò chissà che vecchiaia passava!

- Che dice? - Fammi vedere. "Se vuoi Poppea ancora viva,"

"devi versare 10.000 sesterzi. Le Brigate Giallorosse."

- Neanche dei romanisti puoi fidarti! - Ma no, quelli sono fedeli.

- Saranno altri giallorossi. - I giallorossi del Catanzaro?

Potete farne quello che volete di Poppea.

Io ne prendo un'altra e me la sposo.

- Nerone... - No, Mendelssohn. - Nerone, come ragioni?

Il popolo ama Poppea e se non la vede più, pensa che l'hai ammazzata tu.

- Già corre voce nel palazzo. - Allora devo pagare 10.000 sesterzi?

- E' una parola! - Io ho un'idea. Metti una tassa una tantum.

Per esempio sui cavalli. Un cavallo, 10 sesterzi.

10 cavalli, 100 sesterzi e così via. Ti va?

- Tigellino... - Sto qua.

Ti sembra una cosa giusta?

- Così colpiamo i ricchi. - Beh?

Come beh? Hanno i soldi, pagano i sigari.

No, non li hanno ancora inventati.

Quelli pagano i sicari e ci fanno una faccia così.

Piuttosto, facciamo una tantum sui figli.

Su un figlio, 10 sesterzi, due figli, 20 sesterzi.

- Dobbiamo colpire i beni voluttuari. - Chi ha i figli è un poveraccio.

Però i figli come li hai fatti? Ti sei divertito? E adesso paghi!

E' vero, non ci avevo pensato.

- Sei un genio! - Lo so, gli dèi mi furono propizi.

Allora, forza, raduniamo questi 10.000 sesterzi.

- Che ci vorresti fare? - Ahò! Mi hai messo paura.

- Ma di che ti impicci? - E' da un po' che ascolto te

e quel rincoglionito di Tigellino. - Attenta a come parli!

Stai attento tu! Se apro bocca, voglio vedere che ti succede.

- Tu ancora non hai capito? - Poppea è mia moglie e io devo salvarla.

Bravo! Ricordi le due "sdrucinate" che volevi fare sgozzare?

Sono scappate con Poppea e ti hanno chiesto i soldi per divertirsi.

- Atte, tu sei proprio una serpe! - E tu sei un beccaccione!

- Ma come osi? Tu sei una schiava! - E tu sei uno stronzo!

- E tu non dici niente? - E mica è per me, è per te.

Nerone, senti.

- Io non ho capito niente! - Ho detto che ho un'idea!

Tu, hai un'idea? Ahi, ahi!

Dai! Dai, che sto morendo!

Ho una fame...

Ecco. Tieni.

- E' buono, eh? - Ma è magrolino.

Ci vorrebbe un abbacchione, questo mi mette tenerezza.

I reni!

- Sarà arrivata la risposta di Nerone? - Non lo so.

- Ho dato ordine all'oste di portare il piccione appena torna. - Strano.

Che buon odore!

- Che cos'è? Fagiano? - No, un piccione. Ne vuoi un pezzo?

- No, grazie. Dove l'avete trovato? - Ce l'ha portato l'oste stamattina.

- Non è un granché. - Aveva pure una zampa gonfia. Soffriva di nefrite.

Quel bozzo era il messaggio di Nerone! Disgraziati!

- Non ti arrabbiare. Abbiamo buttato le zampe. - Dove?

- Qui intorno. - Forza, cercate!

Non è facile.

Pisone, aiutaci, sennò siamo rovinati.

Qui niente...

E qui che c'è? No, questo è uno stronzo.

- Eccola, è quella gonfia! Avevi ragione, c'è un messaggio. - Leggi!

- Sì... Non posso, non so scrivere. - Dammelo, leggo io.

"Alle false Brigate Giallorosse, che poi faremo i conti."

"Troverete 10.000 sesterzi dopodomani negli Orti di Galatea,"

"accanto alla statua di Cupido, ma rivoglio Poppea intatta,"

"si fa per dire, comunque in buono stato."

"Con i soldi spero compriate solo medicine. Nerone."

Ce l'abbiamo fatta! Brava! Avrò i miei 10.000 sesterzi!

I 10.000 li avrò io. Tu stai buono, sennò imperatore faccio un altro.

Ma io scherzavo, amore.

Comunque siate prudenti. Vi aspetto alla mia villa sull'Appia.

Se potessi avere

mille lire al mese...

Sei matto? Già rompi tanto con una lira sola, figurati con mille!

- Mi rovini sempre l'ispirazione! - Ave, Cesare.

Chiamami Lucio Domizio o Nerone, ma non chiamarmi Cesare, porta iella.

- Quello si è beccato 44 pugnalate. - 45.

- 44. - Nel '45.

C'entra una volta e porto uno. Chi sono questi?

- Sono tre campioni. - Dell'olimpiade degli stracciaroli?

No, campioni del reparto speciale Polizia Segreta. Guarda questo.

- "Roma Nitida". - Sembra uno scopino, invece guarda.

E' una lancia!

E questa coppia di innamorati? Guarda questa fanciulla. Scopriti.

Quest'anno le palle si portano alte? Sono travestiti?

Errore, divino.

Questi sono due maschiacci pronti a scattare contro i nemici dell'impero.

Di questi elementi disseminerò gli Orti di Galatea!

- Bravo, così gli fanno da concime. - Zitta, Atte!

- Senti... I sesterzi li hai trovati? - Li ho trovati.

- Non facciamo "fregnacce", eh? - Io ho un cervello che è esplosivo!

Boom! Ti è scoppiato il cervello.

- Quanto è grosso quel saccone! - Certo, è pieno di sesterzi.

Stavolta gliel'abbiamo "scrocchiata"!

- Questi puliscono tutto! - Sarà cambiato sindaco.

Sei pronto? Tieniti forte.

Ahò! Noi siamo le guardie, dobbiamo fare finta. Non ti agitare.

Tutta questa gente non mi convince. Riuscirete a prendere il sacco?

- Certo, ci siamo organizzati prima. - Con il sistema volante, a strappo.

- Però non date nell'occhio. - No!

Vai! Acchiappa!

Cupido, hai preso il culo mio per un tiro a segno?

Eccomi!

Settete! Non avere paura, sono io.

- Sei finito alla Nettezza Urbana? - Mi sono travestito per salvarti.

- Grazie, mio fedele. - Andiamo via, è tutto finito!

Sulla strada c'è una lettiga per te. Hai sofferto molto?

Un po', ma ormai è passata. Grazie, Tigellino.

Che scemi! Hanno preso Poppea e hanno lasciato il sacchetto!

Che "fregnoni"! Acchiappalo.

- Ti aiuto... E' pesantissimo! - Certo, è pieno di sesterzi!

Cara Poppea, sei contenta di essere tornata a casetta tua?

Grazie, mio imperatore. Ho passato ore terribili in una cella oscura.

- Ti hanno fatto violenza carnale? - No, nessuno ha osato toccarmi.

- Ecco perché è stato terribile. - Io ti conosco, divino.

- Scherzi per nascondere la tua commozione, so che mi ami. - Certo!

Mi sei costata un mucchio di sacrifici, un sacco di sesterzi!

Sì, un sacco di sassi!

Tutte "breccole" scelte sull'Aniene!

Così nel sacco non ci sono i sesterzi, ci sono tutte pietre.

Quanto pesa! Sono stanco morto.

Pensa quanto si incazzano quando si accorgono che abbiamo i sesterzi!

- Con questo sacco ci noteranno? - Diciamo che sono fagioli, no?

- Magari, io ho tanta fame! - Piano, oh! Piano, oh!

Piano! Piano! Piano!

- Eccoli di nuovo. Ora che volete? - Vogliamo mangiare. Abbiamo fame.

Sì, ma chi mi paga? Io voglio i soldi, non le chiacchiere.

- Abbiamo un sacco di sesterzi. - Bono! Non ti fidi?

- No! - Abbiamo 25 sesterzi per uno.

- Vero, Caio? - Sì, quelli di Poppea.

- Fammeli vedere. - Eccoli qua.

Belli!

- Li mangi? - Boni! Boni! Che vi porto?

- Tutto! - Volete mangiare di brutto? E io vi faccio "strafogare"!

- Due! - No, sono tre!

Sono due.

- Chi è? - Davide.

- E Golia? - Le ha finite. Non senti come parla?

- Tu compri? - Non compriamo niente. Né lamette, cravatte o callifughi.

- Io ti porto un grosso affare. - Tienilo per te, ho già il mio!

- Se mi date 50 sesterzi, io vi do quest'anfora. - Che "dritto"!

Tu hai gli occhi intelligenti. Questa contiene olio di pietra.

- Adesso le pietre si spremono? - Zitto, non capisci. Lui capisce.

- Quest'olio schizza fuori dalla terra. - Ci condiscono gli alberi?

Quest'olio prende fuoco meglio della resina e aumenta sempre di valore.

Oggi lo compri a 50 sesterzi, domani a 500 sesterzi,

tra un mese a 5.000 sesterzi. - Alla faccia del caciocavallo!

- Fai lo spiritoso? - No.

Quando viene la crisi il governo ti fa grande culo con l'olio di pietra.

Ci ha già pensato Cupido con la freccia di marmo!

- Compriamolo, questi servivano per le mance. - Affare fatto!

Che sveltezza! E' Gheddafi?

- Andiamo? - Sì.

Tenete, "sgargarozzatevi" come volete.

I pretoriani possono anche mettersi in borghese,

ma quando mangiano li riconosci subito. Mortacci loro!

Chi si rivede!

- Salve, ragazzi. - Sempronio nostro!

- Che fortuna rincontrarvi! - Eeeh! Come no!

Sapete che ho cambiato articolo? Adesso compro e vendo gladiatori.

Ma che ci facciamo con i gladiatori?

Se venite con me, vi rendo ricchi.

- A noi? - Ci rende ricchi!

Parla che il tempo è denaro!

Per contare tutti questi sesterzi ci vogliono 50 anni.

Ho l'ufficio di collocamento al Circo Massimo. Ecco il biglietto da visita.

- Allora? Il conto chi lo paga? - Lui!

Io? Ma che sei matto? Neanche li conosco e poi vado di fretta.

- Va all'ufficio! - Allora, che vogliamo fare?

- Che vogliamo fare? - Voglio i sesterzi.

- Va bene, li prendo dal sacco. - Prendili dove vuoi, ma prendili.

La gente non si fida più. Ecco, buon uomo!

- Oggi siamo magnanimi. - Mi dai i sassi?

Sassi!

- Ma che... - I sesterzi li chiama sassi!

I sesterzi li chiama sassi! Questi...

Sassi... Ahò!

Sassi...

Ma... Ci hanno fregato! Ci hanno fregato!

- Io vado un attimo al cesso. - Un momento, eh?

- Tizio! - Ma dove andate? Delinquenti!

Questi zozzi ladri si sono strafogati alla faccia mia!

Ahio! Ahio!

- Mamma mia, che dolore! - Che botta!

- Fatti coraggio, su. - Mi pesa la testa.

- Fatti forza, vieni su. - Mi pesa la testa.

Certo, hai una pietruzza nel cappuccio.

Meno male che abbiamo mangiato e poi abbiamo fatto questo affare.

Controlliamo, vediamo che ci hanno "ammollato".

- Di che sa? - Puzza di petrolio.

- Vuoi vedere che non prende fuoco? - Proviamo.

Piano. Piano!

Però, che fiuto!

Certo, sai come si chiamano quelli? Agnelli. L'hai capita?

- Vediamo se prende fuoco? - Accendi, va!

- Mamma mia! - Aiuto! Brucio!

Aspettami, almeno mi fai luce!

Come sta la divina dopo questa avventura?

Bene, Patronio, è tutta una tenerezza.

Io credevo che era d'accordo con i rapitori. Brivido!

E' colpa di quella zozzona di Atte che mi mette su.

- Ave, divino. - Eh?

- Ave, divino! - Ah, sei tu. Ma che vuoi?

C'è una commissione di donne che chiede di essere ricevuta.

Dice che vogliono combattere il parto, vogliono l'aborto libero.

Porca zozza! Gli hai detto che esiste il diritto alla vita?

Gliel'ho detto e mi hanno risposto: "Ma è vita questa?"

Vogliono avere sempre l'ultima parola queste femmine!

Ma quello è fumo? Ma... pure lì.

E pure là. Ma...

Ma ci sono anche le fiamme!

Patronio, guarda, le fiamme! Roma brucia!

Divino! Nerone! Siamo in mezzo ai guai.

Dicono che tu hai dato fuoco a Roma.

Nerone ha incendiato Roma!

Vogliono entrare nel palazzo e metterti le budella in mano.

Che schifo!

Ahò! Io sono innocente, non mi sono mosso da qui!

O dèi!

E ora?

- E adesso che facciamo? - Trova un altro colpevole.

- Che fai, parli? - Ho parlato io.

Allora gli dici che è stato Galba oppure Vitellio.

No, il colpevole dev'essere a portata di mano, devi consegnarlo al popolo.

- Allora tu. - Oh! - Tu. - Io no.

Allora... Ahio! Che strazio questo lauro!

- A Napoli dicono la stessa cosa. - Aiutami, Tigellino.

No, non così. Sì, ma aiutami anche a trovare il colpevole.

- Ci sarebbero i cristiani. - Ma solo le donne però.

Sì, è un'ottima idea. Reggi la lira, attento che scivola.

Li arresti tutti, poi chiudi questi democristiani nel Circo Massimo

e ci facciamo un grande spettacolo.

Questa ancora non so suonarla. Poi li ammazziamo tutti.

Così quando il popolo vede tutti questi morti ammazzati, si calma.

- Vai a dirglielo. - Glielo dico?

- Diglielo. - Glielo dico?

- Diglielo. - Vado.

Popolo di Roma, state a sentire!

A dare fuoco alla città sono stati i cristiani!

State tranquilli, li ammazziamo tutti!

Tigellino vuole bene al suo Nerone.

Non si fermerebbe neanche davanti alla morte... degli altri!

Non vi preoccupate. Sono contento che siete arrivati!

Adesso datevi da fare, sennò fanno più bella figura i cristiani.

- Giocano pure fuori casa. - A noi basta il pareggio, no?

- Davvero stanno arrestando i cristiani? - Hanno incendiato Roma.

- Ah, è vero! - E' vero. E' vero.

E' stato Nerone, ma bisogna dire così.

Bisogna dire così!

- Vuoi contraddirli? - Venite con me.

Allora... Questo non serve, levalo di mezzo. Pronti?

- Aaah! - Ti ho fatto male?

No, sono abituato. Ce l'hai con me?

- No, sono cattivo! - Tu prendi la rete.

Ti piace? L'ho fatta da solo, è un'autorete.

Bravo! Prendi la rete e poi la fai girare.

Girare, girare e poi...

Settete!

- Come fanno i cowboy. - Ti ho fatto male?

No, sono abituato.

- Lo allenti, lo pari con il ginocchio... Ah! - Ti ho fatto male?

- No, sono abituato. Tu pari con lo scudo. Aaah! - Va bene?

Tu alzi lo scudo e poi con il pugnale lo attiri, lo attiri, lo schivi e...

- Ti ha fatto male? - Sì, a questo non ero abituato!

Ricordate quello che vi ho insegnato?

- Sicuro che non è pericoloso? - No, basta che ti ci abitui.

Ricordate, Spartaco si è arricchito con questo mestiere.

- Ma ci pagano? - Tanto i soldi li tengo io!

- Vai di fretta? - No.

- Allora perché corri? - Hanno liberato i leoni.

- Che ci frega? - Passano di qui.

Tizio! Tizio!

Lucilla, amore mio! Chi ti ha chiuso qui dentro?

- Con lei non puoi parlare. - Perché?

- E' cristiana. - Anche io.

- Ah, sì? - Allora, vai dentro!

Non si può più parlare? Era per dire... Lucilla!

- Sempronio, non dici niente? Tizio non è cristiano. - Sono abituato.

- Ti saluto, ciao! - Ma dove vai?

- Ragazzi, c'è un equivoco, lui non è cristiano. - E chi lo dice? - Io.

- E tu chi sei? - Un amico suo. - Ah, sì? Che dice la circolare?

"Gli amici dei cristiani sono considerati cristiani."

- E chi lo conosce? Avete fatto bene ad arrestarlo! - Dentro!

Ma non lo conosco! Mi ha chiesto pure dei soldi!

Ben arrivato, fratello.

- Grazie, Caio. E' bello avere un amico. - Mica tanto!

- Ahò! Perché questi leoni sono così incazzati? - Hanno fame.

- Perché non gli danno da mangiare? - Glielo daranno.

Per questo noi siamo qui, fratello.

Che bella combinazione, amore mio! Da tanto aspetto questo momento.

- Per essere veramente felici, manca solo una cosa. - Cosa?

- Il cunicolo. - Ma che dici, amore?

Quello no, la mia religione non lo permette.

No, che hai capito?

Il cunicolo, un buco sul muro, come quelli che stanno nelle catacombe.

Qui ci vedono tutti. Vogliamo consumarlo o no questo matrimonio?

- Sì, visto che la consumazione è obbligatoria. - Allora andiamo.

Tizio? Ahò! Ma dove stanno?

Ecco, forse questo è il posto giusto.

Sali.

Mi piaci perché hai la pudicizia.

Sì, però sbrigati che questo è un culo che leva le forze.

Ecco. Eccoci qua!

Stai giù, così non ci vedono. Ti ha detto niente mamma?

Andiamo! Fuori! Forza!

- Sbrigatevi, fuori! - Andiamo, andiamo!

Tutti fuori, forza!

Forza!

Muovetevi! Fuori!

- Anche tu, fuori! - No! Fermo con la frusta!

Fermo! Fermo! Fermati!

Mamma mia!

- No! - Vieni qua! Vieni qua, ho detto!

- Ho detto fuori! - Fuori? Non potevi dirlo prima?

- Andiamo! - Calmo, adesso esco.

Ahò! Li hanno portati via tutti, non si sente più nessuno.

- Li hanno liberati? - No, non senti? Li hanno dati in pasto ai leoni!

Caio? Caio?

Hanno portato via pure lui.

Che brutta fine che ha fatto, povero amico mio!

- Forza! Muoviti! - Io sono delicato!

- Non farti più rivedere nell'arena! - E chi si fa rivedere nell'arena?

Li hanno mangiati tutti. Dove si sarà nascosto Tizio?

- Tizio? - Caio!

- Tizio! - Caio!

- Tizio! - Caio!

- Tizio. - Caio!

- Tizio! - Caio!

Ci siamo fatti una bella chiamata! Come ti sei salvato?

- E' stata una cosa in 4 tempi. - Raccontami!

Allora... Io stavo lì, tutto cattivo.

E' venuto un leone, mi sono cacato sotto, quello...

Ha annusato ed è svenuto.

Questi stronzi se la sono presa con me e mi hanno cacciato via.

Tizio? Tizio? Ahò!

Allora hanno ragione i leoni!

- Che aspettiamo? - Aspettiamo, aspettiamo.

Eccola!

Come hai fatto, divina?

Sono scappata durante lo spettacolo al Circo Massimo.

Allora?

Suvvia, Gaio Calpurnio Pisone!

- Pensiamo a far fuori il puzzone. - Bravo, filosofo.

- Sono bei versi. - Dovresti farne tu, Lucano, che sei un buon poeta.

Non ci riesco, sono troppo amareggiato.

Se ne facessi in questo momento, mi chiamerebbero "l'amaro Lucano".

Lasciamo stare i digestivi, parliamo di cose serie.

Perché per uccidere Nerone scegli come sicari dei cristiani?

Perché odiano il loro persecutore ed essendo compromessi, non parleranno.

A me risulta che sono molto fifoni.

Ecco gli ultimi cristiani rimasti. Oggi sono andati a ruba nell'arena.

Vai. Ma voi avete coraggio?

- Da leoni. No? - No!

Io li conosco, posso garantire.

- Ma tu che ci fai qui? - Sono la sua fidanzata.

- Lei tenetela fuori. - Io voglio rimanere con te.

No, è pericoloso. Vai alla villa di Pisone e ci aspetti lì.

Voi dovete travestirvi da pretoriani.

- Un'altra volta? - Zitto, contraddici sempre! Ciao, Lucilla.

A presto, amore. Attenta a Pisone, eh?

- Ma tuo nonno stava nei Bersaglieri? - Mi sembra di no. Ave!

Ave.

Sono le 2 e tutto va bene!

Stiamo in mezzo a un casino e va bene?

Se lo dico io, puoi crederci!

Non ci credo!

Te lo ripeto che tutto va bene e sono le 2.

Va male, mia moglie è scappata!

Beato te, mia moglie si porta gli uomini a casa!

- Allora è vero. - Cosa?

Che hai le corna!

Mannaggia! Sono le 2 e 2.

Due che?

Due figli di una mignotta!

Io e Seneca lo facciamo uscire da lì con un pretesto qualunque.

Appena esce gli fai la "cianchetta" e gli butti addosso il mantello.

Va bene.

E tu, quando lo vedi per terra, lo finisci a colpi di mazza!

Okay? Capito?

Sssh! Tieni la mazza.

Divino? Divino? Nerone, svegliati!

E' la colazione? Che hai portato? Ma è il pitale! Lasciami dormire.

- Sento puzza di bruciato. - Dopo un incendio così, durerà per mesi.

Svegliati! Ricordi quelle due pernacchione che rubarono Poppea?

- Stanno fuori vestite da pretoriani, le ho riconosciute! - Che vorranno?

- Fare una congiura. - Che gli frega di ammazzarti? - A me?

- A te! - A me? Aiuto! Scoprimi!

Ma chi sarà stato? Petronio? Ma no, a lui piace il veleno.

Di' a Tigellino di aspettarmi con la biga Special.

- Io scappo ad Anzio. - Ad Anzio? Porti anche me?

- Vorrei tanto mangiare una bella zuppa di pesce. - Ti pare il momento?

Però lì la fanno buona. Vai, salva il tuo imperatore. Prenota per due.

Salva il tuo imperatore!

- Nerone? - Troppo tardi. Uccidetemi... No. Chi è?

- Amici. - Quali amici? Io non ho più amici. Non entrare, vai via!

Ah, ma sei tu! Che sei venuto a fare?

Ti ho portato Calpurnio Pisone che deve partire per la Grecia.

Mi piace la Grecia! Ma non avevi il girone di ritorno in Britannia?

Nerone, la biga è pronta.

Ho scoperto che Seneca e Pisone hanno imbastito una congiura. Ciao.

Eccoli!

Adesso vai subito a casa e...

No, aspetta... E... No! Ti tagli le vene.

Tu... Prendetelo! Fermatelo!

Ma io sono...

Uno stronzo...

- Bravi! - Ma no, questi non sono pretoriani. All'armi!

All'a...

- Scansati! Levati di mezzo! - Il pitale!

- Imbalsamato, dov'è l'uscita segreta? - E' dietro alla tenda.

- Di là. Grazie. - Buon riposo, eh?

Aaah... Ammazza, che botta!

- Pure tu te la sei fatta sotto, eh? - Ma su!

Come hai fatto a scoprire?

- Me l'ha detto Poppea. - Possibile? Poppea?

- E tu come l'hai saputo? - Me l'ha detto Poppea.

Possibile? Poppea?

- E tu come l'hai saputo? - Me l'ha detto Poppea.

Lei come l'ha saputo? Non tu!

- Non lo so. - Perciò lo sto chiedendo a lei!

Dove non arrivano cento occhi di uomini

arriva l'orecchio di una donna. Vieni, vieni.

- Vieni, micione. - Tigellino?

- Vieni. - Tigellino?

Tigellino, questa mi si fa... Aaah!

Eccoli.

- C'è una biga. - Sì, la vedo. - Andiamo, forza!

- Ma il divino non viene? - Sì, eccolo. Lì, lì!

- Presto, ad Albalonga! - Dobbiamo consegnare un messaggio segreto.

- Vola, l'imperatore ha molti nemici. - Pure tra le guardie. Vai!

Hanno rubato la biga Special!

Inseguiamoli!

Questi disgraziati mi hanno fregato un'altra volta!

Auriga, forza con questa biga! Dai, frusta!

Ma non frusti?

Questi non si fermano!

Corri!

- Qui c'è una cassetta. - Lo so, ci ho sbattuto tre volte!

- C'è scritto "Emergenza". - Aprila!

- Che organizzazione! - Mettiamo la farina lacrimogena nel lanciafarina!

- Io metto la farina e tu pompi. - No, pompa tu!

- Tu metti la farina e io pompo. - No, è meglio che pompo io!

- Pompa! - Sto pompando, non lo vedi?

- Forte! Metti altra farina! - E' troppa?

Questi insistono!

- Ho trovato il laser! - Dai fuoco al paglione!

L'hai centrato!

Li abbiamo infarinati e cotti!

Forza, auriga!

- Guadagnano sempre più terreno! - Ho trovato l'olio!

- Butta! - Adesso li facciamo slittare!

- Non gli ha fatto niente. - Aspetta, guardo io.

Ecco quello buono!

Disgraziati! Così ci fate male!

- Ma che hai tirato? - L'Olio Sasso.

Le guardie! C'è un posto di blocco! Via! Via!

Fermi! Fermi!

Bravo, sembri uno sciatore!

Andiamo!

- Spostiamo, passano di qua. - Non si può fare avanti e indietro!

- E questi? - Abbiamo sbagliato di nuovo!

Frusta più forte, ci stanno riprendendo!

- Ragazzi, dove correte? - Andate alla festa del pinzimonio?

No, alla festa di cazzimperio! - Veniamo anche noi!

Sì, tanto siamo pochi!

Ahò! Suona quando passi!

- Fateci scendere! - Vigliacchi!

- Era tanto buono... - Stai attento, c'è un funerale!

Aiuto!

Che è successo?

Mortacci vostri!

- Tu corri e fai finta di niente, capito? - Dai, auriga!

Dai! Frusta! Più forte!

Ahò! Mi lasciate qui? Fatemi scendere!

- Frena! - E come si fa?

- Non lo so, tira! - Tira tu!

- Facciamo a chi arriva prima? - Dai!

Non è colpa mia se Pisone si è dovuto rifugiare sulle Alpi.

- Metteteci un po' di sprint. - Non ce la faccio più.

Non vi lamentate, ringraziate gli dèi che vi ho trovato prima di Nerone

e che vi ho travestiti da etiopi, sennò sai dove stavate adesso?

L'importante è salvare la pelle.

- Mica tanto! - Siamo pieni di carbone. - Forza, muoviamoci.

- Divina, camminiamo da tre giorni, quanto manca? - 600 chilometri.

- Allora sbrighiamoci. - Sì, tra 4 anni ci siamo. Andiamo.

- Oh! Ferma un attimo. - Sì.

Scusa, devo fare una cosa. Un minuto, poi torno.

Sì, vai. Mi bruciano le mani!

- Ecco qua. Pronti? - L'hai fatta tutta?

Beh! Vai così. Vedi come va meglio?

Tu ti sei alleggerito. Dopo tocca a me!

Bella idea, eh? Dai, forza!

- Forza, forza... - Tira!

- Tira più forte. - Sto tirando!

Un altro pezzetto e poi è finito.

Finito? Mancano 600 chilometri! Pista!

Corri, corri! Pista!

Levatevi di mezzo! Corri, corri! Aiuto, non freno!

Tizio, ti sei fatto male?

No. Il cartello lo mettono alla fine!

- Perché? Che c'è scritto? - "Attenzione alla scarpata."

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