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Non era la prima volta che qualcuno di noi finiva in galera,
per una rissa, un'insolenza a una guardia o una bravata.
Non era la prima volta che Nando aspettava un amico fuori del carcere
per riportarlo fino al nostro quartiere,
che amavamo proprio perch� era fatto cos�.
Un vicolo dentro I'altro e le case costrette in uno spazio breve
che segnava il limite fra la nostra condizione di uomini
e il resto della citt�.
Vivere nel nostro quartiere significava accontentarsi di poco,
imparare un mestiere, ingrandire I'officina,
essere il re del biliardo, avere una ragazza e a volte due.
Che aspetti? Vai ad aprire.
O avere una moto in societ� come Otello il barbiere,
Nando che a tempo perso faceva i fumetti,
e Franco il bibitaro.
- Sei stato ai "bagni"? Come sei stato? - Provaci, ti fanno entrare.
Per te � pi� facile, ti conoscono.
- Anima mia, sposiamoci subito! - Lasciami perdere!
- Ciao. - Franco, pure di prima mattina!
lo mi sfogo a parole!
Disgraziato, vuoi piantarla?
- Lasciala, la rompi. - Nando, con questa abbiamo fatto un affare.
- Senti come canta? - Nuvolari, smettila!
Questa I'abbiamo comprata tutti e tre e volete andarci solo voi due!
- Prima impara a portarla. - Se non ci provo, quando imparo?
Nando, � per te.
- C'� la solita sultana. - Arrivo.
- Il fiore esotico al telefono! - Maria!
Ciao. Eri appena entrato e gi� sei uscito!
Forse gli sono antipatico, I� dentro non mi vogliono.
Invece a me sei simpatico, io ti darei I'ergastolo.
Lo so.
Te I'ho detto, in questo negozio non ci sono ragazze.
Quella che viene a rispondere? Ha almeno 50 anni!
- lo ti butto fuori! - Pu� essere mia madre.
Magari! Ti darei tanti schiaffi tutto il giorno.
Che c'entra la voce? Quella si conserva.
Lo senti?
Guardalo in faccia invece che sui fumetti!
- Sei antipatica! - Poi te lo dico.
- Maria, fallo smettere con la moto. - Fallo tu,
io non mi posso muovere, sono vecchia.
Adesso non posso dirtelo, te lo dico dopo. Ciao.
- Leggi. - Ciao, Nando.
- Pronto? - La senti?
Il telefono dovremmo pagarlo a met�.
Pronto?
- Dammi una grattachecca. - All'et� tua ancora la mangi?
- Se non fosse per me, quando mangeresti? - Ma dai!
- Aiutami. - Non ce la fai?
- E' bella. - S�, ma tu stai lontano.
- Non si pu� neanche guardare? - Non si sa mai!
lo sono esperto di motori.
- Lo so. - Ti ho mai rubato qualcosa?
Qui siamo tutti una famiglia.
- E' bello averti come parente! - Dammi una grattachecca.
Devo lavorare, per stasera devo consegnare tre Vespe.
# Vola, colomba bianca vola... # - Qui tra vespe e zanzare...!
- Non puoi continuare cos�! # Dille che non sar� pi� sola... #
Potevi dirmi subito che stasera lavoriamo alla Piramide!
# Che non la lascer�. # - Va bene, ciao.
- Nando, parti? - Vado a girare una scena alle piramidi.
- Quali piramidi? - A San Paolo, alla fermata del tram.
Non ti viene da ridere a vederti sui giornali con il turbante in testa?
lo non leggo i fotoromanzi. E tu con questi calzoni? Ti sembra serio?
Questo � il mio lavoro e poi io ho un "debole" per i pantaloni.
- Lo so. - Nando, toglimi una curiosit�.
Quella al telefono era la solita petulante?
Era la tigre del Bengala. Vai!
Roba da matti!
Ragazzi', che fai qui? Via!
Maria, di' la verit�, non ti piace proprio quello?
- Un uomo non fa quelle buffonate. - Per� � un 'fusto"!
- Che ti sei messa in testa? - A me piace. - Che sfacciata!
Luciano, senti.
- Che c'�? - lo oggi devo andare via,
...tu continua a smerigliare le valvole. - Gi� fatto.
- Pulisco il carburatore? - No, smeriglia le valvole,
finch� te lo dico io.
Poi se voglio cambiare mestiere, si arrabbia!
Nando, vai a fare il cinema? Beato te, in mezzo a tutte quelle pupe...!
Le pi� "bone" hanno un fratello che picchia, io ci sto attento.
- Non ti capisco. - Hai capito!
- C'� mia sorella? - E' di I�.
Vai a fare Bob Taylor? Beato te che fai I'artista!
- Adriana? - Che c'�? - Mi fai trovare tutto pronto stasera?
Signor Nando, quando smette di fare il meccanico?
- Ha tanto successo con i fumetti! - Non ho I'osteria come suo marito.
- Mi serve per "arrotondare". - Gli uomini pensano solo ai soldi.
Con tutto quello che avrebbero sotto mano...!
- Otello, mi d� un'occhiata? - Eccomi.
Benissimo. Adriana ha le mani di fata.
S�, ma io li taglierei pi� corti.
Devo stare bene per un vestito che ho comprato.
Quando lo metto, mio marito si arrabbia con me, si vede tutto!
- Lei � troppo bella, lo capisco. - Ma lui non cerca mai di capire me.
- Ciao, Adriana. - Ciao.
Si lamenta! Se un giorno Cesare la capisce davvero...!
- Andiamo al cinema stasera? - Non ti sei stufato di chiedermelo?
- Spero che un giorno capiti un film che ti piace. - Spera allora.
Se su 200 macchine, tra Vespe e auto se ne ferma la met�,
...sono 200 bibite all'ora. - Pure lei pensa ai soldi.
- E' una cosa importante. - Si potrebbe fare una societ�.
Provi a parlarne a Cesare.
Non mi piace fare affari con gli amici, alla fine si litiga sempre.
Se me ne occupassi io? Con una donna � pi� difficile litigare.
- Lo dice lei. - Ma io sono brava.
lo mi sentirei imbarazzato con lei.
Perch�? Non riesce a vedermi come socia?
Il guaio � che... s�, insomma...
- lo riesco a vederla solo come moglie di Cesare. - Peccato.
- Che vorrebbe fare, signora Ines? - Ci pensi un po'.
Ines, forza con questa grattachecca!
Guarda come ti vesti! Se ti muovi di pi�, si spacca tutto.
- Quando cammini, si voltano tutti. - E allora? A te non levano niente.
Con quella non arrivi alla terza ripresa!
Vuoi farmi compromettere? Vuoi che tutti parlino di me?
- Uffa! - Vuoi stare ferma?
Non puoi muoverti come gli altri? Ti guardano tutti.
Lasciali godere!
- Tu che vuoi? - Niente, guardo. - Ma che guardi!
Avanti la palma! Muovetevi!
Un po' pi� in qua. Ancora.
No, troppo. Ecco. Pronti?
Espressione. Espressione, Nando!
- Sono qua, non mi vedi? - Ricorda il personaggio,
sei un uomo ardente, la passione si deve sentire nello sguardo,
...dal modo in cui la stringi. - Stringimi.
- Sto stringendo. - Non cos�, come quando siamo soli.
Non posso, con tutta questa gente! Ci sono pure le guardie.
Non c'� espressione, manca lo sguardo.
A questo punto i lettori devono piangere.
- Vi state dando I'ultimo addio. - Magari!
- Come hai detto? - Niente, non farci caso.
Adesso basta, lui mi prende in giro ed � un pezzo di ghiaccio.
Come posso dare qualcosa? Prova a fargli abbracciare una motocicletta,
forse si riscalder�. Non sembra proprio un uomo.
- Proprio tu dici queste cose? - Volgare!
- Tu non sarai mai un artista. - Me ne frego!
Allora perch� fai questo mestiere?
Calma, calma.
lo faccio il meccanico, faccio questo lavoro per arrotondare.
Potevi andare ad arrotondare da un'altra parte!
Siete voi che mi avete cercato!
Dicevate che ero un fusto, che avevo gli occhi... come li avevo?
- Foschi, ma limpidi. - L'avete detto voi.
Noi? Sei stata tu! Sei sempre tu che scopri i divi!
Basta, ora mi avete stufato!
Ora sono nervosa e non posso pi� lavorare.
- Pausa. Cestino. - Riprendiamo tra un'ora.
Fatemi portare qui da mangiare, io non mi sposto da qui!
E facciamo presto, domani � domenica, io non lavoro.
La domenica, mi lavo, mi "stiro" e vado a ballare.
Adriana.
Franco, lasciami perdere.
Adriana.
- Tu sei sempre I'amore mio. - Ma tu scherzi sempre?
Il nostro � amore vero, ci conosciamo da piccoli!
Torna a lavorare, se viene mio fratello,
ti fa mangiare tutte le granatine in una volta.
Non ti preoccupare, a quest'ora sta al telefono col Sahara.
Adriana.
Oggi sei pi� carina del solito. Come faccio a dimenticarti?
- Non ci riesci? - No, ti vedo ogni cinque minuti!
- Devo scomparire? - No, ma avevamo deciso di lasciarci
...quindi lasciamoci e non vediamoci pi�. - Va bene!
Adriana, senti! Che roba!
Aspetta! Porca miseria!
Ce I'hai con me? Che ti ho fatto?
lo agisco cos� perch� non voglio trattarti come le altre.
- Se lo facessi... - Mio fratello ti avrebbe picchiato.
S�. lo ti avrei dovuto sposare e ti farei morire di fame.
- Bella giustificazione! - Non � colpa mia se non ho soldi.
- Vorrei un chiosco a Via Cristoforo Colombo. -Lo volevi in Via Flaminia.
In Viale Cristoforo Colombo in un'ora passano migliaia di auto
e alla gente viene sete.
Un viale senza alberi, senza niente � I'ideale per vendere le bibite.
Svegliati! Tu sogni sempre.
Ora che sei uscito, tutte le donne sono tue!
A me va sempre bene con le donne!
Sono un gentleman, altrimenti potrei raccontare troppe cose!
Luciano, tu non sai riconoscere una donna da un copertone!
lo le conosco, se non hanno un bel "davanzale" non m'interessano.
Hai ragione, altrimenti dove ti appoggi?
- Ciao, Adriana. - Ciao.
Luciano, quella te la sei scordata?
- Ho insegnato io ad Adriana a fare I'amore! -Sai che ha imparato!
Senti.
- Che dicevi? - Niente, sono un gentleman.
Spiegati bene, altrimenti ti do uno schiaffo che te lo ricordi!
Che ti frega? Adriana non � la tua ragazza.
- E se fosse? - Lei non ti pensa!
Adriana mi appartiene e tu la lasci perdere.
Se vuoi un consiglio, lasciala perdere tu!
Sor Otello, venite ad aiutarmi. Stai fermo!
Ahi! Lasciami stare, accidenti a te!
- Pensate voi a raparlo. - Non voglio averci a che fare!
Non � cattivo.
Disgraziato! Andiamo, cammina!
- Mannaggia! - Adriana, vieni ad aiutarmi.
Vigliacchi, siete in due!
- Buono, poi ti compro le caramelle. - Non mi "incanti" con le caramelle.
Ragazzi', ancora non mi conosci.
- Ehi! lo ti ammazzo! - A chi? - A te!
- Stai fermo! - Ti ho sentito litigare con Luciano.
S�, litigavamo per la Roma.
Otello, credi che non ti abbia sentito?
Non sono un indiano, mi stai scotennando!
Delinquente, io ti stacco la testa!
- Rispondimi. - Che vuoi sapere?
Hai detto che sono la tua ragazza. lo vorrei essere informata.
Voi state a "pomiciare" e a me fate i bozzi in testa!
Stai buono.
Se fosse vero quello che ho detto, non ti farebbe piacere?
Non so come mi � scappato... anzi lo so.
Se tu fossi la mia ragazza, io sarei contento.
- Vuoi scherzare? - Sai che voglio dire. Ci sposiamo.
Ti sembra cos� facile? Per sposarsi bisogna volersi tanto bene.
E' quello che dicevo io.
Se una ragazza dovesse sposare una brava persona,
farebbe bene a scegliere te.
- Tu saresti... - Allora ci vuoi pensare?
- No, ci ho gi� pensato. - Ma io non ti avevo detto niente.
Le ragazze cominciano a pensare all'amore molto prima di voi.
Ti ha "mandato in bianco"!
Mannaggia a te, a tua madre che ti porta e a me che ti prendo.
Dietro la piazza c'� il barbiere con il cavalluccio, vai l�.
No, mi sei pi� simpatico tu.
Pronto?
Che dici? Parla pi� forte, non capisco.
Smettila con quei fumetti!
No, non dicevo a te. Come?
Un paio di pantaloni? A che ti servono?
Me I'hanno fregati mentre giravo la scena del fumetto.
Non posso mettermi i calzoni della sultana.
Vieni qua, sbrigati. Davanti all'ingresso del circo.
Prendi il taxi, lo pago io.
"Che notte! Solo il cavaliere bianco galoppava... "
- Incarta un paio di calzoni. - Quali? - Un paio qualunque.
- Faraone! - Hai impiegato tanto tempo!
- Sono venuta con un cammello. - Aspettami qua.
Ti serve altro?
- Hai cucito tu i pantaloni? - S�.
Da te e da quel sarto non mi farei cucire nemmeno una papalina!
Una PAPALONA. Hai una testa grossa!
- La mia � grossa, la tua � vuota. - Ricominci?
- Dov'� la motocicletta? - L�, se non hanno rubato anche quella.
Andiamo.
Quando ti trovi nei guai vieni da me.
Hai ragione, ma tu mi stai sempre addosso!
- Mi ringrazi cos�? - Smettila, vuoi che mi metta in ginocchio?
In ginocchio ti metti nei fumetti
davanti a quelle che ti telefonano venti volte al giorno!
Maria, se tu non avessi quel caratteraccio,
e se non fossi impunita e sempre pronta a tirare fuori le unghie...!
- In fondo non saresti antipatica. - Devo essere simpatica a te?
- Monta, tieni questo fagotto. - Pure!
- Monta! - Quando compri la macchina?
Fai I'attore, guadagni un sacco di soldi...
e hai comprato questo "catorcio" in tre!
Ti dovevo mandare nudo, tu sei matto!
- Vai piano! - Vado al minimo!
Maria, mi stai stringendo troppo.
Fanatico!
Le sere nel nostro quartiere erano sempre uguali.
Ci si trovava nei bar, nei biliardi, o al centro della piazza.
Non sempre le nostre strade si incontravano.
Talvolta qualcuno non prendeva quella giusta
per una malintesa premura di vivere.
- Tieni. - Grazie.
Adriana, il formaggio.
Appena passa quel fanatico di Franco vai subito a guardare!
- Vorrei sapere che cosa ti piace! - Niente.
Guardo chi voglio, non devo chiedere il permesso!
- No! Quello non lo guardi e non ci pensi! - Non ci penso!
- Adriana, non mi inganni, non sono un ragazzino! - Nemmeno io!
- Non mi va di essere controllata! - Non � adatto a una ragazza seria.
Sua madre sta male e lui va a Ostia a fare il "pappagallo"!
Sono fatti suoi se va a fare il "bibitaro" o il pappagallo.
- Tieni, io esco. - Dove vai?
- Da Marisa, le devo sistemare la testa. - S�...
A quella le servirebbe nuova!
- Ho capito, signor Annibale. - I pantaloni grigi senza piega.
- Va bene. - Gli altri normali.
- Posso aiutare? - No!
Perch� me lo dice tante volte? Non sono una principiante.
Avete pensato a quella cosa che vi ho detto?
Lasciamo perdere, non � il caso.
- Vuol bere qualcosa? - Grazie.
Posso sperare ancora?
- Speri. - Non voglio una risposta "su due piedi".
lo... Marisa, io...
Se era un altro, la risposta gliela davo su un piede solo!
- Marisa, se... - Non deve insistere.
- Gliel'ho gi� detto tante volte! - I miei sentimenti sono sinceri!
Marisa, io ormai sono un uomo serio...
Questo � il difetto, a me piacciono i ragazzi della mia et�.
- Ah! - Salute, sor Annibale.
Marisa, a me non piace scherzare, vi voglio bene e sono convinto...
Non fareste la vita da signora... ma non vi mancherebbe nulla.
Non mi mancherebbe niente? Mi mancherebbe I'amore!
Non � poco!
Adesso faccia una tragedia, oggi � cos�, domani forse...
- Posso sperare? - Buonasera. -Ciao.
Che facce da funerale! Che vi � successo?
Niente. Sono cose nostre, Adriana.
Ho capito... Marisa.
Non sia triste, Marisa non lo fa per cattiveria.
E' perch�...
Venga. Adesso capir�.
Vede, signor Annibale? Li guardi.
I nostri ragazzi sono tutti qua. Ci conosciamo da quando siamo nati.
Siamo sempre stati assieme.
Se una ragazza deve immaginare un marito, lo pensa tra questi.
Marisa, io pure.
Magari ancora non sappiamo chi sia.
Pu� essere Otello o Franco. Ma sar� sempre uno di loro.
- Buonasera, signora Ines. - Buonasera, signor Franco.
- Venga, o ha da fare? - No. Cesare � al biliardo?
- Gi�. - Ci stavo andando anch'io.
- Non capisco i gusti degli uomini! - Dove vado? Non ho una ragazza.
Lei � un tipo riservato. Mi aiuti a piegare la tovaglia.
- Mi staranno aspettando. - Li lasci aspettare.
Ormai avranno cominciato la partita senza di lei.
C'� gente che passa le giornate al biliardo.
Ci sarebbero tante cose pi� interessanti!
- Noi la domenica andiamo a ballare qua vicino. - Beati voi!
Forse un giorno verr� anch'io. Le piacerebbe ballare con me?
E' impazzito?
- Sora Ines, non sono nato ieri. - Mi pare proprio di s�.
- Che vuole da me? - Giochiamo agli indiani?
- Mi lasci passare. - Me lo d� un bacio? Uno solo.
- Questo punto non lo levi pi�! - Lo levo con una palla sola.
- Caff� per tutti? - D'accordo.
Barista, preparati! lo non guardo neanche!
Quando la palla fa 'ta-ta", il giocatore non ci sa fa'!
- Visto? Quattro caff�! - Ci provo io. - E' inutile.
Non la levi neanche col "piede di porco"... ci siamo capiti!
I miei punti li so levare solo io!
- Scansati. - Dove mi metto? - Devo tirare, il boccino � qua.
Visto?
lo non la capisco.
- E' mezz'ora che ripete la solita cosa. - Appunto, non sia insistente.
- Ora sono io che insisto? - Mi dia questo bacio, sia buona.
Senta... se le do questo bacio, la smette?
Certo.
- Sor Cesare! - C'� gente!
Aspetta.
- Sora Ines, mi d� un fiasco di vino? - Certo.
- Stavo per andare via. - Stavo imbottigliando il vinello nuovo.
- Ho visto il sor Cesare in strada. - Veniva qui?
Credevo che fosse gi� arrivato.
Sono stato sfortunato, poi c'era troppa gente!
Ma fammi il piacere! Se avessi avuto la stecca con...
Stasera a forza di scommesse non mi avete fatto fare una partita!
Ti ho battuto come un pellegrino dell'Anno Santo!
- Scherzi? Mi chiamano il "Papetto" del biliardo! - Certo.
Non sapevo che a quest'ora in questo vicolo passassero le fate!
- Aveva bisogno di una riparazione! - Che balestre!
- Buonasera, dottore. - Buonasera. - Nando, I'hai ingranata le terza?
- Ce I'hanno con te. - Che ti importa?
Abbiamo trasmesso dallo stadio in Roma
la partita valevole per il campionato di serie A Lazio-Spal.
Conclusa col punteggio: Lazio 0, Spal 5.
Alcuni risultati finali delle altre partite:
Milan batte Roma 5 a 1...
- Esci? - S�, � proibito?
- Dove vai? - A ballare.
- Sei impazzita? Oggi � domenica! - Appunto.
Vuoi andare a ballare il giorno dei morti?
Tra poco I'osteria sar� piena di gente.
Nei giorni di festa c'� chi va all'osteria e chi a ballare.
Che � questa novit�? Che ti � saltato in mente improvvisamente?
Una volta tanto mi voglio prendere uno svago.
C'� bisogno di andare a ballare per svagarsi?
Ognuno si svaga come pu�. Tu vai al biliardo tutte le sere?
- E io ballo! - Il biliardo � un gioco serio, uno sport.
- Che ti mangia un mucchio di quattrini! - No, sono bravo!
- E io sono brava a ballare! - Con chi vai a ballare e dove?
Dove vuoi che vada? Al dancing del quartiere.
Per andare in quel porcaio c'� bisogno di profumarsi tanto?
- Devo puzzare? - Non � bello andare in mezzo a quella marmaglia!
- Tu sei una signora! - Le signore vanno a divertirsi
...ed escono la domenica. - Volevo dire che sei sposata.
Non me lo ricordare.
Non me lo ricordare!
- Che cos'� questa storia? - Niente.
Mi � scappato.
Ma anche le donne sposate vanno a divertirsi. Con i mariti, certo.
Pure quelle vecchie, ma a te non importa.
C'� I'osteria, il biliardo... Ma io sono giovane!
- Quindi vado a ballare. - Puoi mettere un altro vestito?
Ma che ha questo vestito! Perch� non mi accompagni tu?
- Accompagnarti a ballare! - Ciao, Cesare!
- Guarda Latini! - Chi � Latini?
- Ciao. - Mi fa un autografo, per favore?
- Vuole anche il mio? - S�.
Grazie.
Ho firmato Marlon Brando.
Signor Latini, � un onore averla qui con noi. Accomodatevi.
- Tuo fratello � un fanatico. - Sei invidioso?
# Buongiorno, Giuliana. Buongiorno, piccina. #
Vedi quello? E' Latini.
- Dammi il giornale. - Che ci fai?
- Scusi, mi fa un autografo? - Prego.
Sai fare la firma o metti la croce?
- Come si chiama? - Caldaron Ultimina.
- Mi fa la dedica? - A Ultimina, con simpatia.
Con molta simpatia.
- Adriana... - Fammi ballare, mi sono stufata.
- Tu non balli? - Non ne ho voglia.
- Nemmeno con me? - Proprio con te non ne ho voglia.
lo vorrei sapere che ti ho fatto.
- Nina, balli? - Sono occupata.
Pure Dina � occupata.
- Otello, ti sei fermato sul mio piede. - Scusa.
- Stai bene l�, eh? - E chi si muove!
Permesso?
Stai tranquilla, lo dico io a tua madre.
- Sora Ines, viene pure Cesare? - Ma va'...!
- Me la presenti? - Vai via!
Buonasera, signora.
- Adriana, balla con me. - Per fare ingelosire quella?
- Sei uno sfacciato! - Tu non mi capirai mai!
- Sola? - Volevo distrarmi un po'.
- Tu sei solo? - Veramente sono con gli altri.
Ho visto.
- Che caldo! Andiamo a bere? - Volentieri.
Due Coca.
Non hai niente da dirmi?
No... non saprei...
- Nemmeno "buonasera". - Buonasera? Perch�?
- Perch� non me I'hai detto ieri. - leri?
- Ah, ieri! - Non ricordi ieri?
Perch� sei scappato? Ti avevo detto di aspettarmi.
- Balliamo? - S�.
- Otello, balliamo. - Certo, sono venuto apposta!
- Adriana, che c'�? - Niente.
- Sei stanca? - No.
Vengo raramente a ballare e non sono abituata.
- Se vuoi torniamo al tavolo. - No, mi piace ballare.
- Pure con me? - S�.
- Otello, ti piace Ines? - Non � brutta.
A voi uomini piacciono i tipi cos�.
- lo penso ad altro, lo sai. - Mi ripeti sempre la stessa cosa.
Te lo ripeter� finch� non hai capito.
- Ho capito. - No. Non ti voglio soltanto bene.
- lo ti voglio sposare. - Che novit�!
Venire a ballare con te � proprio divertente!
lo ballo male e poi non mi piace.
- Nelle scene dei fumetti come fai? - Non si balla, ci si mette in posa.
Ora capisco perch� stai fermo come una statua!
Perch� non ti fai uscire un fumetto dalla bocca?
- Era meglio se rimanevo a casa. - Allora vai a casa!
Certo che ci vado!
Non si pu� pi� scherzare?
Mi inviti a ballare e poi non balli!
Sta l� con una faccia da "Seguito al prossimo numero".
Hai parlato tanto e mi hai fatto venire sete. Andiamo al bar.
E' meglio.
Domani c'� la gara dei parrucchieri. Vorrei che mi facessi da modella.
Sto preparando un'acconciatura bellissima.
- Se tu fai la modella, vincer�. - Mi vuoi sfruttare.
Se mi aiuti e vinciamo il concorso, aumenterebbero i clienti
e potremmo mettere una scritta al neon: "Otello e Adriana"...
- "Moglie e marito". - Come corri!
Bella la vita, eh?
- Andiamo a sederci. - Aspetta un momento.
Se � vero che mi vuoi un po' di bene, fidanziamoci.
Per ora senza dirlo a tutti.
Stando insieme potremmo capire se siamo fatti I'uno per I'altra.
- Stiamo insieme tutto il giorno! - In negozio!
Tu dall'altra parte della tenda e con qualche cliente rompiscatole.
- Amore... - Ci sai fare, eh?
Adriana, fammi contento.
In fondo hai ragione, proviamoci.
- Davvero? - Davvero.
Andiamo.
Vieni.
Ines, ti devo parlare.
- Ti ho fatto uscire per questo. - Parla.
Non ti avvicinare... Cos� non posso parlare.
Perch� non puoi parlare?
Devo essere sincero, a me piace dare fastidio alle ragazze.
- Allora dammi fastidio. - Tu non sei una ragazza.
- Allora perch� hai cominciato? - Tu mi piaci, piaci a tutti,
...ma sei la moglie di Cesare. - Mi fai la morale?
No, mi accontento di averti dato un bacio.
- Hai forse paura? - Di chi?
Ma c'� Cesare. Andiamo insieme al biliardo e a volte mi paga da bere.
Sto facendo una bella figura!
lo ho sempre creduto che prima o poi avrei messo la testa a posto.
- Vorrei aprire un bar. - Questo non c'entra!
S�! Se faccio una mascalzonata non metto pi� la testa a posto!
lo chiacchiero, faccio il galletto...
poi mi accorgo che ho una cotta per una ragazzina e lei... si sposa.
- Ti sembro uno stupido, vero? - No.
- Allora non sei offesa? - No, anzi, sono contenta.
Se tu avessi voluto, io avrei ceduto e dopo mi sarei vergognata.
Forse � meglio.
Amore mio.
Maria, ti piacerebbe fare questo ballo?
- Certo, siamo venuti per questo. - Proviamoci.
Per� io non so ballare.
- Se ti pesto i piedi, non strillare. - Va bene.
Non hanno voluto farti fare una brutta figura.
Vedrai il prossimo!
Nando, ho fatto come Maometto.
La montagna non veniva a me e io sono venuta alla montagna.
- Ciao. - Ti presento la signorina Marisa.
- Alba del Bosco, una mia collega. - La tigre del Bengala?
lo sono la madre, quella che risponde al telefono.
- Allora buon divertimento! - Marisa!
Quelle sono le cinquantenni?
- Perch� sei venuta? - Volevo vederti.
Morivo senza di te e tu invece... Ti ho cercato dappertutto,
eri introvabile. Poi mi hanno detto che eri qui.
- Non sapevo che avevi una doppia vita. - Doppia vita?
lo credo che tu lavori e pensi a me, invece vai a ballare!
- Non strillare, non fare scenate. - lo non mi sposto da qui.
- Ciao, Luciano. - Ciao, Marcella. Vai a ballare pure tu?
Mi piacerebbe. Puoi prestarmi i soldi per I'ingresso?
- Non ho una lira. - Ma non ti pagano mai?
No. Perch� non vieni a fare una passeggiata con me?
- Ma non hai una lira! - Per passeggiare non servono soldi.
- Smettila. - Lo so, dovrei essere Nando.
Posso entrare un momento? Devo dire una cosa a mia sorella.
- Va bene, ma fai presto. - Grazie.
- Balliamo? - No, dopo.
- Che fai qui? - Devo stare sempre a casa?
- Devo diventare una monaca? - Non � il posto per una ragazzina.
- C'� certa gente...! Andiamo. - Sei nervosa?
Non dovevi venire qui!
Tu non ce I'hai con me, ma con Nando.
La tigre del Bengala ce lo frega a tutte e due.
Non posso fare niente, devo sempre stare a casa!
Attenzione! Signore e signori abbiamo il piacere di avere fra noi
la regina dei fotoromanzi Alba del Bosco,
insieme al suo partner Nando Latini.
Ora in loro onore I'orchestra eseguir� un boogie-woogie.
- Ci vediamo domenica. - Certo!
- Ciao, Luciano. Che fai qui? - Lasciami stare.
- Da quando stai qui? - Da quando � cominciato.
- Devi fare la spia? - Non ho la ragazza e non so ballare.
- Che divertimento ballare! Hai visto Marisa? - S�, era arrabbiata.
Quella fa arrabbiare tutti! Vuoi che ti paghi il biglietto?
Ci potevi pensare prima!
Si trascurava sempre di pensare a un amico.
Luciano non era abbastanza sbruffone e lo lasciavamo solo.
Per questo aveva maturato qualcosa che avrebbe potuto perderlo.
Quante cose erano avvenute quella domenica!
Quanti piccoli drammi,
quante storie appena iniziate, appena interrotte.
Adriana si era fidanzata con Otello,
Marisa, come sempre, aveva litigato con Nando.
Franco aveva rinunciato alla sua avventura.
Per Ines, invece, non era stato facile tornare a casa.
Aveva vagato per ore con il cuore vuoto
e alla fine aveva deciso di andare via per sempre.
Non si pu� rimanere sconfitti dove si � nati e cresciuti
e dove la felicit� era a portata di mano.
Non c'� niente da dire.
- C'� poco da dire, � cos� chiaro. - Cosa?
- Che vai via. - Gi�.
- Dove vai? - Vado via, non torno pi�.
- Anche questo si era capito. - Per fortuna la prendi con calma.
I vecchi o sono calmi o sono matti.
- lo sono calmo. - No, tu sei solo un impunito.
Ti conosco! Fai I'uomo superiore!
- Invece dentro... - Di quello che ho dentro non ti occupare.
- Allora perch� non strilli? - Non te lo meriti.
Invece me lo merito.
E' quasi successo!
Allora? Non mi picchi? Urla!
Urlerei se rimanessi, ma poich� vai via � fatica sprecata.
- Che uomo! Ti dico che per poco... - Non mi dire pi� niente.
A un uomo della mia et� con una moglie della tua et�,
� sufficiente quel "per poco".
- Contento te... - Contenti tutti.
- Meglio cos�. - Meglio cos�. - Non fare I'eco!
Non arrabbiarti con te stessa, Ines.
Oggi � successo un fatto che non conosco e che non voglio conoscere.
- Ma che ti ha dato I'ultima spinta. - Mi sono accorta di essere giovane.
Se oggi sono tornata... quasi pulita a casa... domani non lo so.
Non voglio pi� avere I'impiccio tuo sulla coscienza.
E' giusto. Cos� vai via.
- Per lo sbaglio che ho fatto mi � andata bene. - Ho sbagliato io.
No, tranquillizzati, I'ho fatto io.
Una ragazzina come te doveva sbagliare.
Alle ragazzine piacciono gli uomini con i capelli grigi,
ma guai a sposarle.
- Il giorno dopo si accorgono che il marito ha il catarro. -Che c'entra?
C'entra.
Che porta le mutande lunghe di lana,
che non ha pi� voglia di balli o di divertimenti.
Magari ce I'ha, ma sono le forze che lo fregano.
Che si deve sentire dentro quella povera figlia? Rabbia!
lo ho sbagliato!
Avevo il dovere di non perdere la testa
e accorgermi degli anni che avevo.
Per non farti cambiare idea, ti ho sposata subito.
Ho sperato che dormissi... chiss� fino a quando.
Invece ti sei svegliata.
Ed eccomi qua, vecchio, stanco,
e tu giovane, bella, piena di smanie.
Ho sbagliato io.
E ora, perch� piangi?
- Non piango. - Meglio cos�.
- Meglio cos�. - Non mi fare I'eco.
Fammi un piacere, vai via.
Un piacere fammelo tu, lasciami questo vestito.
- Non ti piace. - Appunto.
Gli voglio dare fuoco!
Come � difficile andare via, arrendersi.
Lasciare gli affetti, il ricordo di certi anni,
le strade, le piazze che sono state la nostra infanzia.
Ecco a voi.
Sei ubriaco? Mi hai dato 500 lire di pi�.
- Meglio di pi� che di meno. - Si vede che sei ubriaco.
- Non ti ho detto di no. - Buonasera, sor Alberto.
Buonasera.
Lascia fare a me, mi sembri mercoled�!
Sor Cesare, un altro mezzo litro.
Con quelle chiacchiere mi hai addormentato un'altra volta.
Tu per� svegliati, ti ha chiesto mezzo litro.
Vi muovete, sor Cesare?
# Bimba dagli occhi pieni di malia, ora sei tutta mia. #
Come sono stonato!
- Ciao, Nando. - Buonasera, sor Annibale.
Nando... ti devo parlare.
- Parla. - In mezzo alla piazza? Vieni in negozio.
- Ho da fare, un altro giorno. - Dopo non ti far� piacere.
Allora � meglio che non me la dici mai. Vuoi dei soldi?
No, si tratta di Adriana.
- Nando, apri? Mi serve la moto. - Non vedi che sto parlando?
Hai una gran qualit�, sei sempre molto gentile.
Allora sfascio tutto. Apri?
Guarda che sfascio tutto!
Luciano, dai la motocicletta a questo strazio.
Apri.
- Cosa dicevi? - Adriana ed io ci siamo fidanzati.
Ah! Me lo dici cos�?
Come te lo devo dire? Non � facile.
Ci ho pensato, � una cosa seria.
Prima di fare progetti volevo sapere come la pensi.
Sono contento per Adriana.
- Nando! - Che c'�?
- La moto non c'� pi�. - Come non c'� pi�!
- Non c'� davvero! - Dov'� andata?
- Otello, I'hanno fregata! - Sicuro di averla messa qua ieri sera?
- Certo! Quando hai aperto, la serratura era sana? - S�.
- Sono entrati con una chiave falsa! - Chi I'avr� presa?
- La notte qua ci passano le fate. - Vuoi due schiaffi?
- Stai l� "impalato"? - Che posso fare? Ne fabbrico un'altra?
- Qualcosa ci sar� da fare! - Andiamo dal "Gratta".
Hai ragione, lui lo sapr�.
- Tu non vieni? - No... mi � venuta un'idea.
Con le tue idee... quando la ritroviamo!
- Ciao, Adriana. - Ciao.
Ci hanno fregato la motocicletta.
Lo dici cos�? Con tutti i soldi che vi � costata?
Non ti preoccupare.
E' andata a cercarla il tuo fidanzato.
A proposito, ti volevo fare gli auguri, ti sposi presto.
- Grazie. - Otello � un bravo ragazzo, ci starai bene.
Allora... perch� ridi?
Perch� sei buffo con quell'aria seria.
E poi come fai a sapere che ci star� bene?
E' semplice, con te sar� contento. Io lo so, con te si sta bene.
Ma... perch� non sei andato a cercare la motocicletta?
Perch�... quando la ritrovano quelli!
Poi quando una cosa si � persa... si � persa.
- Si trova, si trova. - No, quello ha gi� telefonato a mezza Roma!
Telefoniamo all'altra mezza! Ti dico che si trova!
- Sono finiti i gettoni! - Nando, dagli i soldi.
- Tieni. - Prima prova a Pietralata e poi a San Lorenzo.
- Sai chi c'� a Pietralata? - S�. - Chi? - Il "Lenzetta".
Digli che � una cosa del "Gratta"!
Ci si pu� fidare di questo "Lenzetta"?
- Nando, che mestiere fai? - Il meccanico. - Fai il tuo lavoro.
- E' uno che parla? - Che ti frega?
- E' uno che sa vivere! - Se andassimo al Commissariato?
Se volete prendere il ladro... forse.
Ma se volete ritrovare la moto...
Che ci faccio con il ladro, non mi porta in braccio!
Bisogna fare presto, altrimenti una ruota a Porta Portese...
I'altra a Campo dei Fiori... e quando la ritrovi?
Lenzetta?
Mi serve una 250 per oggi! E' una cosa per il "Gratta".
Mi serve con questa targa 15428.
S�, � nera. E' uscita ieri dall'officina.
Che aveva? Un difetto alla messa in moto.
E' partita da sola!
Va bene.
- Lenzetta dice che a Pietralata non c'�. - Va bene, riattacca.
- Ha 4 gomme nuove a poco. - Digli che passo dopo.
Il Gratta dice che passa.
- Ti metti a fare gli affari tuoi? - E' un "giro", lasciami lavorare!
Anche se la ritrovano, non mi importa.
La passione per la moto non I'ho mai avuta.
Allora perch� I'hai comprata?
- Mi piaceva fare il fanatico. - L'avevo capito.
Ma adesso... certi "grilli" per la testa non li ho pi�.
- Adriana, mi pettini? - Non hai le mani?
- Vuoi anche I'onda? - Da questa parte.
Allora? L'avete ritrovata?
S�, I'abbiamo ritrovata.
Luciano, sta a vicolo del Moro numero 3, vai a prenderla.
Chiedi di un certo "Riccetto".
Hai capito?
- Digli che ti manda il Gratta. - Tra mezz'ora devi stare qua.
Non perdere la strada di casa, corri!
L'avete ritrovata e avete questa faccia?
- Scommetto che � stato lui! - Allora ce I'hai con me?
E' stato un amico nostro.
Luciano, ascolta.
Senti che vuole. Ti � andata male, eh?
Cammina!
- Che fai? - Manderesti in galera anche tua madre!
Gi� sei stato una volta in galera, non ti basta?
Chi ruba deve avere il coraggio di difendersi!
Carogna!
Difenditi!
Difenditi, vigliacco.
Non ti mando in galera, piuttosto ti ammazzo!
Luciano, mi sei piaciuto, sei un ottimo incassatore.
Luciano, non ci pensare pi�.
Prendi dell'acqua, ha bisogno di una rinfrescata.
Ora staremo pi� tranquilli tutti.
Speriamo che ti passi il vizietto di rubare.
Te le dovevano proprio dare. Vuoi un consiglio? Non rubare.
Non conosci le basi.
Il Gratta ruba tutti i giorni e non � mai andato in galera.
Prima o poi ci andr�, gli deve capitare I'occasione!
- E lui gli far� compagnia. - A te manderei in galera!
Domani vuole portare Adriana al concorso dei parrucchieri.
Le taglia i capelli, le vuole fare "Il fungo cinese".
Povera Adriana! Chiss� come la concia questo assassino!
- Adriana, come ti fa i capelli? - Quanto sei spiritoso!
Giovanna!
- Maria, mi chiami Giovanna? - Subito.
Ti fai vedere questa sera?
- Che vuoi? - Di' a Nando che stasera rientro un po' pi� tardi!
Adriana, mi avverti quando ripassi?
Certo.
Gi� hai la fronte bassa,
con i capelli sopra avrai un'espressione intelligente!
Solo tu hai la fortuna di essere bello!
Non mi interessa piacere a te, hai certi gusti!
Ti sei offesa? Adriana, lo dico per te!
Potessero spararla!
- Gnappetta, senti. - S�.
Resta al chiosco, i prezzi li sai: 60 la grande e 40 la piccola.
Non fare credito, io torno subito. Ciao.
Gnappetta, mi dai una grattachecca?
- Ce I'hai i soldi? - No, passa dopo pap� a pagare.
- Non mi fido. - Ti faccio pagare da pap�!
Non mi fido! Vai via!
- Che vuoi da me? - Ti vai a far rovinare i capelli?
- Che ti importa? Lasciami in pace! - Ti voglio avvertire.
Quello ti rovina! Guarda come mi ha rovinato facendomi la barba!
A te che importa? Ora mi fai perdere anche I'autobus!
Adriana, aspettami!
Adriana.
Non puoi fare cos�! Sei proprio un'impunita!
Il fungo cinese non � per te! Otello � un negriero!
E' I'ultima volta che te lo dico!
Fermate! Franco!
- Adriana! - Si � fatto male? - Mi sono rovinato!
- Non mi sono fatto niente. - Mi faccia vedere.
- Non mi sono fatto niente! - Va bene!
Adriana!
Adriana!
- Il braccio, Adriana! - Sei ferito?
No, mi sarei buttato sotto I'autobus per farti scendere.
L'hai fatto apposta!
Adriana, non trattarmi cos�.
- Smettetela! - Spostati!
- Adriana, da quanti anni ci conosciamo? - 21 e mezzo.
E' una vita, Adriana. Lascia perdere quel concorso, non andarci.
Ci vogliamo bene. Non capisco perch� ci siamo lasciati.
Tu queste cose le hai sempre prese alla leggera, che dovevo fare?
Hai ragione, mi darei una botta in testa dalla rabbia!
Non risolveresti niente. Adesso te lo posso dire che ho pensato a te.
- Ma ti sei messo con quella Ines... - Con quella no, te lo giuro.
Mi fa piacere... ma ormai � troppo tardi.
Adriana, da quanti anni ci vediamo ogni giorno?
- Da 21 e mezzo. - Per me � come ti vedessi per la prima volta.
Stai zitto. Se mi avessi parlato cos� due giorni fa...
Pazienza, resteremo amici.
- Amici? Vai via e parli di amicizia. - Gi�.
Addio, Franco.
Addio, Adriana.
Franco, non ci voglio andare!
Adesso cominci a ragionare.
Sali, ti porto io al concorso.
Pronta?
Questi capelli! Che stupida, te li avrebbe rovinati!
- Te li avrebbe tagliati corti cos�. - Non me li voleva tagliare.
Me li voleva fare cos�.
- Quanto sei brutta! - Non mi avresti voluto pi� bene?
- Verr� il giorno che non te ne vorr� pi�. - Cosa dici?
Te ne ho voluto tanto, sai? Neanche te ne sei accorta.
- Tu te ne eri accorto che mi volevi bene? - Ascolta.
Adesso te lo spiego.
- Ti volevo bene da quando portavi le treccine cos�. - Avevo 13 anni.
- A una ragazza di 13 anni non si d� un bacio. - Infatti te lo do adesso.
- E' una scusa. - Ricordi quando ti pettinavi cos�?
- Anche allora ti volevo bene, avevi? - 16 anni.
A 16 anni si pu� fare.
- Romoletto, hai visto Adriana? - No.
Se ti serve una modella, io sono libera.
Con quei capelli ti potrei solo accorciare le basette!
Spiritoso!
Attenzione! Inizia la settima edizione della "Forbice d'oro"...
A matto! Un momento!
- I concorrenti si avvicinino alle proprie modelle. - Un momento!
- Potrebbe rimandare un momento la cerimonia? - No.
- La mia modella ha avuto un grave inconveniente. - Quale?
- Non ha suonato la sua sveglia. - Le compri un gallo!
- Signori... - Non scherzi, per piacere.
- Per me � importante, mi devo sposare... - Lo dice a me?
A lei non interessa, ma se non vinco come mi sposo?
- Non si sposi! Adesso la salvo io. - Grazie.
- Signore e signori, partiamo. - Come? - Pronti...
- Mi metti le mani addosso? - Meno 4, 3, 2, 1, via!
E' interessante vedere I'inizio di questa formidabile gara...
- A me li fa alla Lollo, a te? - A me basta che li taglia.
- Contenta? - Tu lo sei davvero?
- S�, mi pare di essere un altro. - Devi esserlo, se non cambi...
Hai visto quanto ci metto poco a trovarmi un altro marito?
- Ora chi glielo dice? - A chi? - A Otello, glielo devi dire tu!
Va bene... ma non � simpatico fare un discorso cos� ad un amico.
- Sarebbe meglio se glielo dicessi tu. - Non volevi cambiare?
- Va bene, glielo dico io a Otello. - E a Nando?
- A Nando glielo dici tu, sei la sorella! - No.
- Perch�? - Se vuoi � cos� o torniamo amici come prima!
- Un uomo deve avere il coraggio di dire quello che fa. - Va bene!
Sembro Nuvolari, eh? Guarda che corsa!
- Otello e Nando dicono che non ci so andare! - Attento!
- Tranquilla! - Chiacchiera di meno!
Io la moto la so portare! La guido ad occhi chiusi!
- Ora ti faccio vedere! - Ho paura!
Guarda, rester� segnata per tutta la vita!
Macch�! Invece temo per il mio ginocchio!
- Peggio ti doveva succedere! - E' colpa mia?
Sei stata tu a parlare di Nando e Otello, mi hai fatto innervosire.
Speriamo di sbrigarci! A Nando che gli racconto?
Io piuttosto come faccio a presentarmi con la motocicletta!
- Pensi solo a te stesso! - Sapessi come ti sbagli!
Che succeder� a casa?
- Ciao, Luciano. - Ciao.
- Ciao, Nando. - Che hai combinato? - Niente.
Hai fatto il fanatico e sei caduto!
Ho dovuto frenare sul brecciolino e sono caduto!
Altre due volte che esci e la portiamo allo sfasciacarrozze!
- Nando, ti devo parlare. - Che mi devi dire oltre questo guaio?
- Con una martellata va tutto a posto! - Una martellata a te!
Sei matto? Non ti parlo pi�, peggio per te!
- E' pronto, Adriana? - Quasi.
- Avete vinto al concorso? - Ancora non si sa.
- Hai visto Otello? - No.
Pensavo che venisse da me a dirmi il risultato.
- Non hai visto nessun altro? - Chi dovevo vedere?
- Nessuno, dicevo per dire. - Sperate di vincere?
Ho capito, no. Non ti preoccupare, avrete successo lo stesso.
Questi concorsi sono un inganno.
- L'importante � che Otello ha voglia di lavorare. - Gi�.
- Zoppichi? - Ho battuto.
- Dove? Al concorso? - C'era un po' di confusione.
- Che hai fatto al braccio? - Te I'ho detto.
Era un concorso in motocicletta?
Per te ci si fa male solo in moto?
Fammi vedere. Ti ho detto di farmi vedere il braccio!
- Dove sei stata oggi? - Al concorso.
- Con Otello? - Certo... con Otello.
Otello aveva la motocicletta e siete cascati sul brecciolino?
Se lo sai, perch� tante domande?
In motocicletta ci stavi con Franco e non con Otello!
Ora ci penso io a quel lazzarone!
- Quel bibitaro vuole rovinare mia sorella? - Aspetta!
Nando, aspetta! Aspetta, ti ho detto!
- Con me non si scherza! - Torna a casa, ti spiego tutto!
Non ho fatto niente di male! Nando, aspetta!
Civetta! Gli levo in vizio di fare il galletto a quel mascalzone!
- Nando! - Ora lo spenno! - Vuoi fare uno scandalo?
- S�! - Allora strilla, ammazza tutti!
- Io non ho niente da vergognarmi! - Facciamoci conoscere! Franco!
- Franco! Vieni gi�! - Digli che non ci sto.
Vieni gi� che ti rompo le ossa!
Ha detto Franco che non c'�!
Capoccione!
Franco, lo vuoi un consiglio? Non scendere!
- Franco! - Nando, non posso scendere, parliamo dalla finestra.
O vieni gi� te o vengo su io!
Nando, finiamola con questa vergogna!
La vergogna � vostra! Tutti devono sapere chi � quel mascalzone!
Se hai coraggio, scendi!
Ho un ginocchio cos�, non mi posso muovere!
La devi smettere di dare fastidio alle ragazze!
Non do certo fastidio a lei!
Impicciatevi degli affari vostri.
- Signora... - Scendi che ti sistemo io!
- Voi non sistemate nessuno! - Perch�? - Zitta!
- L'hai voluta tu questa "caciara"! - Certo!
- Io non ho niente da nascondere! - Niente?
- Si pu� sapere tu che vuoi? - Parliamo delle FUMETTARE?
- Sono "bone", vero? - Basta, vi volete stare zitti?
- Parliamo quanto ci pare! - Parlo solo io!
Chi si crede di essere?
Quel ragazzino ha una bella voce!
- Che succede? - Franco ha picchiato Adriana
...e d� fastidio alle vecchie. - E' vero.
Permesso.
Permesso, fatemi passare.
Permesso! Adriana, ti ha picchiato?
- No, ma mi ha messo sulla bocca di tutti. - Mi volete spiegare?
Te lo spiego quando scende quella carogna! Scendi!
Che sono scemo? Ora che c'� Otello, mi picchiate in due! Ti saluto!
Ciao, Nando!
- Allora hai paura? - Certo che ho paura!
Hai sentito? A me basta questo.
Tutto il quartiere deve sapere quanto sei vigliacco! Andiamo.
- A buffone! - Basta! Non � vero!
- Scendi, Franco. - Adriana, sei matta? Quelli mi picchiano!
- Posso sapere cosa � successo? - Niente. Non � successo niente.
E' tutto come prima, anche se non sono venuta al concorso.
Vieni, andiamo alla bottega e fammi questo fungo cinese!
Nando, � diventata matta!
Te I'ho sempre detto che mia sorella � tutta matta!
Smettila di metterla in croce!
Quella ci mette in croce a noi!
Smettila di trattare male mia sorella!
- Volete uno schiaffo a testa? - Provaci!
- Andiamo, Marcella, quello picchia davvero. - Avanti, picchia!
Dai uno schiaffo a me, se sei capace!
A qualcuno lo dovevo dare!
Ha picchiato una ragazzina!
Che schiaffo, Nando.
Nando, aiutami, tua sorella � impazzita davvero!
Marisa!
Scusami.
- Senti? - Rispondi tu, digli che mi sono stufato.
- Ci vado? - S�.
Franco, me li sono tagliati!
Ti piaccio cos�? Mi voglio rapare a zero!
Adriana, che hai fatto? Fermati! Non fare sciocchezze!
Mi voglio portare via tutti i "grilli" che ho in testa!
Adriana, aspetta!
- Ora basta, il primo che si muove... - Ti picchia!
Chi sar� mai questo Nando? Carnera?
- Ti sei deciso a scendere! - Nando, non sei nessuno!
Parla con me! Lasciami, non voglio litigare!
Disgraziati! Guardate come I'avete ridotta!
- Ora te la sposi tu cos�? - S�.
- Con te non ho finito, lasciatemi! - Non sai ragionare con la bocca?
- Lasciatemi! - Avanti, lasciatelo!
Basta! La volete smettere? Io non conto niente?
Sono stata al mare con Franco!
Sono stata fidanzata con Luciano! Mi sono messa con Otello!
Ho amoreggiato come tutte le ragazze di questo quartiere!
Ma solo io posso sapere a chi vorr� bene per sempre.
A Franco vorr� bene per sempre. Che volete dirmi?
Che le vogliamo dire?
Io me la sono "coltivata" da piccola.
- E' cresciuta per te. - Franco, non ti fare pi� vedere.
Otello,
vuole bene a Franco.
Che ci trover�...
Adriana,
Finalmente sei sceso, stavi per fare la figura del vigliacco.
Per non fare la figura del vigliacco bisogna farsi picchiare?
- Devi essere un uomo. - Gli uomini si fanno picchiare?
- Allora perch� sei sceso? - Per i capelli.
Ah! Non per me.
Che capocciona! I capelli non sono miei.
Eh?
Franco! Nando ha detto che stasera dovete tornare presto!
Ha detto che proprio a lui doveva capitare un cognato figlio de 'na...
Un cognato, un fratello, un marito, un fidanzato.
Cos� era il nostro quartiere. Una rete di simpatie,
di affetti, di consuetudini.
Qualunque cosa accadesse: rancori, litigi, rivalit�,
si tornava amici come prima. Ognuno di noi era innamorato degli altri.
La storia di Franco e di Adriana era un po' la storia di tutti.
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