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Ci sono dei giorni e delle notti
capaci di cambiare il corso dell'umanità
delle vere e proprie porte, "sliding doors" del tempo
e con conseguenze attraversano i secoli.
Una di queste notti
è proprio quella tra il 18 e il 19 luglio del 64 dopo Cristo
quindi quasi duemila anni fa.
Immaginate, è una notte come questa.
E' luglio, una notte calda, afosa, l'aria sembra ferma
è difficile trovare refrigerio e in cielo splende la luna piena.
In quel momento ci troviamo nel cuore dell'impero, siamo a Roma
e chi comanda questo impero potentissimo
è una figura molto chiacchierata, Nerone.
Ebbene, le fiamme stanno letteralmente per divorare
la sua capitale e soprattutto questo capitolo della storia.
La storia di Nerone
è anche una storia fatta di intrighi di palazzo.
Avrebbe ucciso davvero Poppea incinta ?
Tutto ha inizio qui, nel Circo Massimo
in un tratto incurvato, una delle estremità.
Prima una luminosità anonima sotto un'arcata
che diventa un bagliore, e ben presto scoppiano le fiamme.
Certo, la gente urla.
I Vigili del Fuoco, già esistevano all'epoca
accorrono, vengono più squadre
ma possono fare ben poco con gli strumenti di allora.
Le fiamme cominciano a salire
e lambiscono la parte alta delle tribune, proprio qui sopra
i due terzi del Circo Massimo sopra di me sono di legno
e le tribune prendono fuoco. Vengono avviluppate dalle fiamme.
E' come una belva che comincia a correre
e a bruciare decine e decine di metri di tribune.
Un'intera fiancata del Circo Massimo probabilmente gradualmente si piega
e colpisce le case nelle vicinanze
quindi il fuoco incomincia a dilagare
come una sorta di mostro
un mostro vivente che comincia a divorare Roma.
Nell'arco della nottata
tutto il Circo Massimo viene bruciato.
Ma è alla mattina che accade qualcosa
che cambierà la storia.
In effetti c'è un vento, che oggi sappiamo essere il Libeccio
che spira da sud-ovest e spinge le fiamme nel resto della città.
Ora il fuoco è come un animale al galoppo.
La sua corsa segue il percorso della famosa Via Trionfale
la strada che oggi congiunge il Circo Massimo al Colosseo.
Dopo 24 ore, il centro di Roma assomiglia già un girone infernale.
L'evento che segnerà la storia di Nerone
ha inizio quando si trova nella sua villa ad Anzio.
- Quanto è lontano ? - Trenta miglia. - Trenta ?
- Sta bruciando tutta Roma. - E' tutto il giorno che brucia.
- Qui sei al sicuro. - Dobbiamo tornare a Roma subito.
Nerone torna immediatamente a Roma
ma quando arriva, la situazione è disperata.
Già da lontano vedeva metà del cielo azzurro
perché siamo in estate
e probabilmente un'altra metà con un fumo nero e denso
che va per le campagne
e per decine e decine di chilometri si può sentire l'odore di bruciato.
In quel fumo ci sono le case, gli arredamenti, le persone.
Quello che sta andando a fuoco non è solo una città
è la storia di Roma.
Quando arriva, si trova di fronte a una situazione gravissima
il Palatino è circondato su tre lati dalle fiamme.
Le fiamme stanno puntando proprio qui, al Foro
che è il cuore di Roma
e proprio in quest'area alle mie spalle
c'erano le abitazioni delle persone più in vista, i senatori
delle domus bellissime con degli arredamenti costosissimi
ma anche molto infiammabili.
Infatti ad andare a fuoco c'è anche la casa paterna di Nerone
con tutti i suoi ricordi
e parte del palazzo che stava costruendo sul Palatino.
- Cosa posso fare ? - Come ?
Non so niente di incendi, ma ti farò avere ciò che ti serve.
Ovunque spostiamo la gente, il fuoco la raggiunge.
Ci serve uno spazio aperto, avremmo bisogno di spazi aperti.
I miei giardini privati. Apriteli, fate entrare tutti.
- Sei sicuro ? - Sì !
Aprite i giardini !
Non può succedere. Roma non può finire così.
Se solo i marmi antichi potessero parlare
possiamo immaginare l'atmosfera che c'era in quei momenti, in quelle ore
proprio qui, nel Foro romano.
Sicuramente gente che scappava, le urla dei feriti, ustionati
e poi i "vigiles", i Vigili del Fuoco
che cercavano in ogni modo di combattere questo fuoco
che arriva proprio da laggiù.
Un'immensa onda di calore che si avvicinava
e che lungo la Via Sacra
stava arrivando come una specie di nemico
di forza della natura che progredisce e distrugge
qualunque cosa trovi sul suo percorso.
Anche perché usa un fenomeno terribile
che conoscono molto bene
tutti quelli che combattono i roghi estivi nei boschi
e cioè il vento porta delle scintille
e ogni scintilla dà origine a un nuovo incendio.
In questo, il fuoco è un essere vivente
nasce, cresce, divora per crescere
e poi fa dei figli. Questa è una cosa terribile.
Il calore e le temperature devono essere stati devastanti.
Gli scavi hanno riportato alla luce una lastra di bronzo
posta alla base di una statua, una statua imperiale.
Il calore è stato talmente forte che il bronzo non si è fuso, sciolto
si è vetrificato, frantumato in mille pezzi
come se fosse stato di vetro.
Questo indicherebbe temperature vicine anche ai mille gradi.
Il fuoco continua la sua corsa, la sua marcia inesorabile
e arriva sempre più vicino al punto dove mi trovo.
Proprio dietro di me divora in un colpo solo
il Tempio di Vesta, cioè quel monastero sacro
con quel fuoco sacro.
Nerone dov'è in questo momento ? Lassù, sul Campidoglio.
Sta osservando, con ogni probabilità da lassù
l'evolvere dell'incendio assieme a tutti i suoi collaboratori
e impartisce ordini, cerca di capire com'è la situazione
da quassù si vede tutto.
Ed è probabile che abbia proprio voluto a tutti i costi
salvare il Foro e il Campidoglio
perché non sono stati distrutti dalle fiamme
quindi avrà chiamato a raccolta tutti i Vigili volontari
chiunque potesse combattere in qualche modo questo fuoco.
Bisogna dire anche che il Foro era un luogo
dove c'erano tanti marmi e poi poco legno
rispetto, per esempio, alla suburra.
La suburra infatti, i quartieri popolari
sono lasciati alla mercé delle fiamme.
Vivono nella suburra decine di migliaia di persone
ma le loro sono case alte con tanti piani fatiscenti
c'è legno ovunque, dentro le pareti per tenerle su.
Gli edifici sono praticamente delle torce pronte a prendere fuoco.
Ancora adesso, a 19 secoli di distanza
è veramente impressionante sentire le parole di Tacito.
"Le donne urlavano per lo spavento."
"Di fronte alla velocità delle fiamme"
"i vecchi e i bambini più piccoli erano impotenti a fuggire."
"Il fuoco raggiungeva anche quelli che volevano salvare gli altri"
"o, trascinando i malati, perdevano minuti preziosi ad aspettarli."
"Morivano quelli che non si decidevano a muoversi"
"e quelli che paradossalmente si affrettavano troppo."
"In certe vie, la folla in preda al panico"
"ostruiva il passaggio"
"e non era difficile vedere alcuni"
"che si accasciavano sopraffatti dal dolore"
"per non essere riusciti a salvare un caro dalle fiamme."
"E sceglievano di morire anch'essi"
"aspettando che il fuoco li raggiungesse."
L'incendio di Roma è associato a un uomo
alla follia di un uomo, un vero e proprio principe nero.
Nerone lo si immagina mentre suona la sua cetra
e Roma va in fiamme.
In realtà le cose non stanno così, o perlomeno non lo sappiamo
perché ci sono giunte a duemila anni di distanza
soltanto le informazioni, i giudizi negativi su di lui
non conosciamo quelli positivi, li possiamo immaginare
e così, secondo me, la figura che più si adatta
per descrivere Nerone è quella di Joker.
Sì, perché aveva due volti anche lui.
Da una parte era un ragazzo, salì al potere a 17 anni
dedito alla lussuria, al lusso
però un ragazzo con le stesse pulsioni di un giovane di oggi.
Ama la velocità
non ci sono le moto e va sulle bighe e quadrighe.
Ama la musica
non aveva le console elettroniche e usa la cetra.
E' un ribelle, ha i capelli lunghi
si veste in modo quasi rivoluzionario e provocatorio
per esempio arriva a piedi nudi, con un fazzoletto attorno al collo
e una tunica a fiori. Insomma, un vero e proprio ribelle.
Dall'altra parte però è un cinico imperatore
capace di uccidere la madre, esattamente come Joker
e soprattutto un imperatore nuovo, visionario
che è riuscito a mostrare
e a costruire un nuovo modo di gestire il potere
che più tardi verrà accettato, per esempio sotto Adriano
ma non al suo tempo, è stato un precursore.
Insomma, la sua vita è un vero romanzo.
Un romanzo iniziato a pochi chilometri da Roma.
Ora ci troviamo a una sessantina di chilometri da Roma, ad Anzio
ed è proprio alle spalle di questa spiaggia
che sorgeva la bellissima villa imperiale.
Era molto importante, non solo perché Nerone
si trovava qui al momento dell'incendio
ma soprattutto perché è qui che è nato.
E' nato il 15 dicembre del 37 dopo Cristo.
C'è da dire che quando nasce
non ha veramente un padre di origini o di sangue imperiale
suo papà fa parte della famiglia degli Enobarbi
praticamente letteralmente una famiglia prestigiosa
con dei consoli molto nota, ma non imperiale.
Enobarbi significa "barba di bronzo", "barbarossa"
quindi da qui si pensa che effettivamente Nerone
avesse questo colorito, che era un tratto tipico di famiglia
un colorito un po' rossiccio.
Bisogna dire che invece da parte materna
lì sangue imperiale ce n'è eccome
perché sua madre è la famosa Agrippina Minore
cioè discendente diretta di Augusto.
E non solo, nel sangue di Nerone c'è anche il DNA di Marco Antonio
e poi suo zio è Caligola, perché sua madre è la sorella.
Se noi guardiamo Nerone
vediamo che è veramente il frutto del potere di Roma
perché fra DNA e parentele voi vedete tutto il potere di Roma.
Nerone non era il suo vero nome
lui nasce e viene chiamato in un altro modo
Lucio Domizio Enobarbo.
Nerone invece lo acquisirà dopo
e significa, in lingua sabina, "Il valoroso", "Il forte".
Malgrado tutto questo, l'inizio della vita di Nerone
è piena di tristezza
perché il padre muore quando lui ha tre anni
e la madre, più o meno in quel periodo
viene accusata di complotto dal fratello, l'imperatore Caligola
ed esiliata a Ponza.
Quindi lui giovanissimo, da qui, da questo luogo, da questa villa
potete immaginare che guardasse all'orizzonte l'Isola di Ponza
cercando con lo sguardo tra le onde la presenza della mamma.
Nel corso della sua vita, Nerone verrà spesso qui
in questa grandiosa villa
un po' per sfuggire all'afa di Roma
ci stava per lunghi periodi con la la sua corte in estate
un po' anche perché era molto legato a questo luogo
è qui, per esempio, che nascerà la sua unica figlia
che morirà purtroppo dopo pochi mesi.
C'è da dire che però questo palazzo era intimamente legato
alle vicende della dinastia alla quale apparteneva Nerone
la dinastia di Augusto, la dinastia Giulio-Claudia
fondatore dell'impero. Anzi, è proprio qui che Augusto
ha ricevuto la nomina di Pater Patriae
cioè "Il padre della patria" dal Senato.
E' qui che, per esempio, è nato Caligola, lo zio di Nerone.
Insomma, per secoli questo palazzo è stato usato
anche dopo questa fase imperiale. Era qualcosa di impressionante.
Considerate che queste erano le terme
terme che arrivavano fino a quattro piani.
Non sappiamo come fosse la struttura ai tempi di Nerone
ma era proprio laggiù che c'era e lo spogliatoio
quindi qua, all'epoca di Nerone
avreste potuto vederlo passare poco vestito.
Guardate, questo era un palazzo colossale
che vi sorprendeva per le dimensioni e il lusso.
Era una vera e propria piccola città.
La villa si estendeva lungo il litorale, pensate
per un po' meno di un chilometro, 800 metri
ed era in parte costruita
proprio sulla roccia, al di sopra della spiaggia.
Nerone ampliò la villa costruendo addirittura un porto privato
arricchendola con marmi pregiati
che venivano da tutto il Mediterraneo
ma anche affreschi e veri capolavori dell'arte.
Vista dal mare, presentava una serie ordinata di colonnati
simili all'alternanza di tasti bianchi e neri di un pianoforte.
E' proprio in questa villa, in questo contesto
che Nerone muove letteralmente i suoi primi passi.
Sì, però la situazione per lui non è facile, è molto pericolosa
perché il padre è morto e la madre è esiliata
quindi anche per proteggerlo da possibili ripercussioni
di una situazione in cui c'è uno zio, Caligola, feroce
viene affidato a una zia paterna
e quindi vive in una villa fuori Roma.
Non piangere. Sii forte.
E' un'infanzia particolare quella del giovane Nerone.
Ricordati di tuo padre.
Orfano di padre e con Agrippina in esilio
trascorre i primi anni della sua infanzia
nella villa in campagna della zia Domizia.
Nerone, vieni con me.
A prendersi cura di lui sono due balie
due schiave di nome Alessandra e Claudia
che resteranno vicino a Nerone fino alla morte.
L'istruzione è invece affidata
a due singolari personaggi, un barbiere e un attore.
- Come ti chiami ? - Sono Lucio Enobarbo Nerone.
Ti chiamerò Lucio, portatore di luce.
Un'educazione molto inusuale per uno dei discendenti di Augusto.
La storia di Nerone
è anche una storia fatta di intrighi di palazzo.
Diversi studiosi ritengono che questa curiosa educazione
che Nerone ha ricevuto da bambino
abbia poi, in qualche modo, influenzato tutta la sua vita
e forse effettivamente è proprio in questo periodo
che nasce il suo grande amore per la poesia, il teatro, la musica.
Il fatto di vivere in provincia, in campagna
a contatto con schiavi, liberti, cioè con dei ceti molto umili
non è improbabile che proprio questa frequentazione
abbia poi determinato quella simpatia, quell'attaccamento
che lui ha sempre dimostrato
nei confronti, appunto, dei ceti più umili.
Sollevando poi, ovviamente, lo sconcerto dell'aristocrazia.
Questa sua vita in campagna, questo suo momento
però ad un certo punto si conclude
perché a Roma le cose stanno per cambiare.
Se queste rovine, o parte di esse, potessero parlare
vi racconterebbero che Caligola, a causa dei suoi eccessi
e anche dei suoi comportamenti provocatori
a un certo punto solleva così tanto astio
soprattutto da parte dell'aristocrazia
che incominciano a formarsi delle idee contro di lui
dei gruppi contro di lui, e vogliono fargliela pagare.
E' il 24 gennaio del 41 dopo Cristo, quando una congiura di palazzo
mette fine al breve regno di Caligola.
Io vado nel regno degli dei.
Il terzo imperatore di Roma
paga con la vita i suoi eccessi e la sua ostilità al Senato.
E tu resterai in questo inferno !
Come successore viene scelto Claudio
uomo mite e già avanti con gli anni.
Non temere, Claudio. Accettala.
Claudio avvia una politica di pacificazione.
Fa richiamare Agrippina dall'esilio e le restituisce le proprietà.
Agrippina, Nerone, bentornati a casa.
Per il giovane Nerone è il momento di far ritorno a corte.
La storia di Nerone
è anche una storia fatta di intrighi di palazzo.
Noi ci troviamo tra i resti di un palazzo
che di intrighi ne ha sentiti e conosciuti tantissimi.
Siamo infatti tra i resti, qui sul Palatino, della Domus Tiberiana
che è stata recentemente riaperta al pubblico dopo quarant'anni.
Domus Tiberiana significa "palazzo, residenza di Tiberio"
infatti è stato lui a dare inizio a questo luogo incredibile
unendo alcune sue proprietà qui sul Palatino.
Dopo di lui Caligola e Claudio e anche Nerone
hanno aumentato questo luogo
facendolo diventare ancora più grande
poi c'è stato l'incendio che lo ha danneggiato gravemente
e quindi Nerone ha dovuto ricostruirlo
e il nucleo più interno di questo palazzo
è proprio di epoca neroniana.
Dopo di lui altri imperatori hanno ingrandito, ingigantito questo luogo
ma poi, a metà del Cinquecento
Alessandro Farnese ha deciso di coprirlo completamente di terra
per fare i suoi bellissimi giardini in cima, gli Orti Farnesiani.
Bisogna dire che questo è un vero e proprio libro di storia
che è rimasto chiuso per secoli
e che oggi si può ammirare con tutto il suo carico di storia.
Durante il regno di Nerone
la Domus Tiberiana costituiva quello che potrebbe essere definito
il cervello dell'impero
cioè oltre a disporre di sale e ambienti di rappresentanza
qui si trovavano probabilmente l'archivio imperiale e gli uffici
di molti dei potenti ministri di Nerone
tra cui, forse, quello di Tigellino
il suo feroce e temuto prefetto del Pretorio.
I famosi pretoriani ovviamente erano molto presenti in questo palazzo
anzi, questi ambienti probabilmente erano degli alloggi degli ufficiali
forse di rappresentanza o forse ci vivevano
non è molto chiaro, però erano molto eleganti
e si sa bene che i Pretoriani
sono sempre stati molto ambigui
spesso erano coinvolti in complotti, assassini
Caligola è stato ucciso proprio dai Pretoriani.
Bisogna dire che è in questo luogo, in questa atmosfera
che il giovane Nerone arriva a Roma
dopo essere rimasto, appunto, in campagna dalla zia
ed è qui che comincia la sua ascesa inarrestabile
verso il trono.
Anche se all'inizio probabilmente non c'era tutta questa sicurezza
e bisogna dire che certamente, dopo un'educazione in campagna
insomma, un po' sui generis
con liberti e schiavi, maestri di danza eccetera
Agrippina cambia completamente la vita a Nerone.
Gli mette a fianco personaggi di rango per la sua educazione.
Guardate, proprio qui ci sono degli affreschi bellissimi
in quarto stile, con degli stucchi
che rappresentano dei momenti di vita
qui, in questo palazzo, a corte in generale.
Ci sono donne, bambini
forse quella è un'offerta, chissà per un sacrificio...
Non è ben chiaro.
Però manca un personaggio che avremmo visto ai tempi di Nerone
un filosofo, Seneca
che fu responsabile della sua formazione.
Chi è il più ribelle dei due ? Il cavallo o il cavaliere ?
Seneca insegna a Nerone l'arte della retorica
la filosofia, la storia
e ne incoraggia l'interesse per la letteratura.
Tanto per cominciare, devi porti due domande fondamentali.
Chi sono io ?
Che cosa voglio veramente ?
Raccontano le fonti antiche che insieme leggevano ad alta voce
i capolavori della poesia greca e latina, da Omero a Virgilio.
Una formazione che potremmo definire a 360 gradi
che, secondo il pensiero di Seneca
avrebbe dovuto aiutare il sovrano a regnare secondo equità.
Ma se la nostra mancanza di senso di responsabilità
prenderà il sopravvento
un giorno questo grande impero svanirà dalla faccia della Terra.
Scegliendo Seneca come tutore di Nerone
Agrippina ottiene due risultati molto importanti.
Innanzitutto garantisce al figlio la migliore istruzione possibile
ma soprattutto crea simpatia nei suoi confronti
da parte dei Romani
perché Seneca è davvero uno degli intellettuali
più stimati da tutti a quell'epoca.
Sono in molti a pensare a un esempio illustre precedente
Alessandro Magno, che ha avuto Aristotele come tutore
però c'è un problema
perché Nerone non è in linea di successione diretta
per diventare imperatore
perché Claudio, che è l'imperatore, è sposato con Messalina
e ha già un figlio erede al trono, Britannico.
Agrippina è una donna paziente.
Sa che Messalina è bella quanto discussa.
A corte circolano voci sui suoi continui tradimenti.
E alla fine uno di questi si rivela la sua rovina.
Sono la madre dei tuoi figli.
Scoperta da Claudio viene condannata a morte.
E' stata Agrippina, vero ?
Ora il posto di imperatrice è vacante, e Agrippina lo vuole.
E' ovvio che Agrippina vede davanti a sé un'occasione d'oro.
Vuole diventare lei la moglie di Claudio
che tra l'altro è suo zio.
Per fare questo, raccontano gli antichi
ricorre alla seduzione.
Sì, perché c'era una pratica antica ancora un po' usata
quella dello Ius Osculi, in pratica il diritto al bacio.
Era una pratica molto antica
una donna, soprattutto nell'epoca arcaica di Roma e repubblicana
doveva farsi baciare la mattina
non solo dal marito, ma anche dai parenti maschi
fino ad arrivare al grado di cugino
perché si verificasse che non avesse bevuto.
Era una sorta di etilometro dell'antichità
soltanto che lei usa questa antica tradizione
con molta furbizia
e ogni mattina bacia il parente più importante, Claudio, suo zio
e lo fa talmente bene
che lui si invaghisce di questa bella nipote
giovane e attraente. La sposa e non solo.
Diventata moglie di Claudio
Agrippina fa in modo che l'imperatore adotti Nerone.
Da oggi questo rispettabile giovane uomo sarà mio figlio
Lucio Claudio Nerone !
Scavalcando così Britannico
il figlio naturale avuto da Messalina.
Al fine di rafforzarne ulteriormente la posizione
organizza infine il matrimonio tra Nerone e Ottavia
l'altra figlia di Claudio.
A questo punto, la strada per il trono imperiale
è spianata per Nerone.
Sì, però c'è ancora un ultimo ostacolo
l'imperatore Claudio
ma anche in questo caso ci pensa Agrippina.
I funghi, che delizia !
Nella Roma dei Cesari, anche un banchetto può essere fatale.
Agrippina lo sa bene, basta avere i giusti complici.
A tradire Claudio è una sua vecchia passione.
E' la sera del 12 ottobre del 54 dopo Cristo
quando Claudio viene avvelenato.
- L'imperatore è morto. - No !
Il giorno seguente, Nerone diventa imperatore.
Il lungo piano di Agrippina ha avuto successo.
Noi ora ci troviamo al Museo archeologico nazionale di Napoli
dove ci sono tanti capolavori
e soprattutto tante statue originali, intatte
veramente dei capolavori unici.
Tra queste statue, ci sono quelle dei protagonisti
della storia che vi stiamo raccontando.
In particolare, ecco, questa grande statua
di questo imperatore seduto, ebbene lui è Claudio.
Proprio con la morte di questo imperatore
inizia il regno di Nerone
un regno che durerà 14 anni e che sarà segnato da violenze
storie che veramente sono entrate nella storia.
Non appena muore Claudio, subito sorge un problema.
Un problema che riguarda la legittimità dell'ascesa di Nerone
al potere, al trono più alto dell'impero.
Sì, perché molti aristocratici ritengono che, in realtà
proprio lui, Claudio
avesse indicato un altro successore, suo figlio Britannico
che lui aveva avuto con Messalina
e, una volta avvelenato
Agrippina avrebbe fatto sparire questo testamento
in modo da lasciare la via aperta per suo figlio Nerone.
Insomma, già fin dall'inizio
ci sono questioni molto spinose che potrebbero, effettivamente
generare dei nuovi complotti, delle nuove congiure.
La situazione viene risolta drasticamente
appena un paio di anni dopo, quando Britannico viene avvelenato.
Questa volta su ordine proprio di Nerone.
Una morte che ufficialmente verrà attribuita a un attacco di epilessia
ma in realtà le cose stanno in modo ben diverso.
Il regno di Nerone comincia così, con un duplice omicidio
quello di Claudio e quello di Britannico.
Quando Nerone si siede sul trono di Roma
è giovanissimo, ha appena 17 anni
però i suoi primi anni di regno
saranno animati da una saggezza molto rara.
Come è possibile per un ragazzo così inesperto ?
La spiegazione è semplice
era affiancato da due uomini di grande saggezza
uno era il prefetto del Pretorio, il primo ministro dell'epoca
e l'altro era Seneca
quindi grazie ai loro consigli ha governato benissimo.
Ha fatto delle riforme, ha fatto costruire monumenti
un po' ovunque a Roma nell'impero
ha dato impeto e impulso all'arte e alla cultura
e questo è stato riconosciuto anche tanti anni dopo.
Per esempio da un imperatore come Traiano, che ha detto
"Guardate, quei primi anni"
"sono stati davvero il quinquennio d'oro della storia dell'impero."
Il Nerone imperatore è molto diverso dal ragazzo intimorito
arrivato a corte con Agrippina tanti anni prima.
Il nuovo ruolo lo trasforma nel corpo e nella mente.
In breve tempo, diventa un idolo del popolo
che ama i suoi comportamenti stravaganti, fuori dagli schemi.
Veste all'orientale e porta i capelli alla maniera degli aurighi
un po' ribelli, come andava di moda tra i giovani di quell'epoca.
Si circonda di letterati, filosofi e poeti.
Ama anche avventurarsi di notte per Roma, insieme agli amici
camuffato per non farsi riconoscere, per fare baldoria fino all'alba.
Si invaghisce di una liberta orientale di nome Acte
che pensa addirittura di sposare.
Atteggiamenti davvero trasgressivi per un imperatore
che in breve tempo fanno di lui un modello
per tanti giovani aristocratici
stanchi dei rigidi costumi dei padri.
Non vi azzardate !
C'è però un'ombra
su questo momento così bello per Roma
e quell'ombra ha un nome, eccolo qui, Agrippina.
Agrippina è una persona veramente straordinaria
dal punto di vista politico, lo si vede da questa ambiziosa
che guarda lontano.
E' la sorella di un imperatore, Caligola
la moglie di un imperatore, Claudio, la madre di un imperatore, Nerone
insomma, ha fatto il triplete del potere a Roma, potremmo dire
e agisce da imperatrice, è lei che comanda dietro le quinte
e la sua presenza è talmente ingombrante, soffocante
nella vita di palazzo, ma anche nella vita personale di Nerone
che lui prende una decisione terribile e drastica.
Agrippina è la donna che gli ha dato la vita e che lo ha messo sul trono
ma a Roma non c'è spazio per due imperatori.
Influenzato anche da Seneca
che in seguito definirà l'omicidio come "un male minore"
Nerone prende una delle decisioni più difficili della sua vita
l'uccisione di sua madre.
E' il marzo del 59 dopo Cristo, quando i sicari dell'imperatore
raggiungono Agrippina nella sua villa a Baia.
Mentre gli uomini inviati dal figlio tentennano
li affronta guardandoli negli occhi senza paura.
Io non credo ai presagi.
Colpisci il ventre che l'ha generato !
L'ultimo gesto di una vera imperatrice.
L'uccisione di Agrippina fa scalpore a Roma
però i Romani, tutto sommato
sono abituati agli omicidi in casa imperiale.
Quello che però è davvero intollerabile
è che questa volta non è stato ucciso un imperatore
secondo dei giochi di potere, ma la madre di un imperatore.
Questo è inconcepibile.
Nerone cerca di giustificarsi
facendo circolare l'idea e la notizia
che Agrippina stesse tramando, complottando contro di lui.
Sono in pochi certamente a crederci.
Anzi, in questa uccisione, questo omicidio eccellente
c'è sicuramente un'altra figura dietro
una donna che ha un ruolo fondamentale nella vita di Nerone.
Poppea Sabina, la più famosa e discussa delle mogli di Nerone.
Ritenuta una delle più belle imperatrici della storia di Roma.
Quando arriva a corte è già molto chiacchierata per i suoi matrimoni
e soprattutto per le sue relazioni extraconiugali.
In primis quella con Nerone
che la definirà una venere dai capelli ambrati.
Le voci sul suo conto ne amplificano il fascino.
Si racconta che per mantenere la pelle giovane e morbida
si immerga ogni giorno in un bagno di latte d'asina.
Per le giovani matrone, Poppea diventa un modello
ne copiano la pettinatura, gli atteggiamenti
ma dietro l'aspetto avvenente
si cela una donna intelligente e ambiziosa
che sa muoversi con disinvoltura nella vita di corte
come nel mondo degli affari.
Noi ora ci troviamo a Torre Annunziata, l'antica Oplontis
vedete cosa c'è alle mie spalle ?
Degli affreschi straordinari, un "viridarium"
praticamente una sorta di giardino immaginario
compreso tra vari ambienti di una villa.
In realtà qui poi c'erano anche delle piante che crescevano
e c'erano delle piante rappresentate sulle pareti.
Questo è solo uno degli ambienti di una villa straordinaria
che si trova qui a Oplontis, che in realtà era un esempio
di quelle che avremmo visto lungo tutta la costa.
Chiunque passasse come un veliero sul mare
vedeva queste ville di persone ricche, aristocratiche
e ce n'erano tante lungo la costa.
Stando qui, passeggiando in questi ambienti
possiamo avere quasi un assaggio del mondo
di una donna che Nerone amava tantissimo
infatti questa villa si chiama La villa di Poppea.
Si è conservata perché è stata purtroppo travolta
da questa eruzione immensa del Vesuvio nel 79 dopo Cristo
quindi l'ha conservata fino a oggi, compresa tutta la sua bellezza.
Era una villa gigantesca
sono stati trovati almeno novantanove ambienti
tutti affrescati in buona parte, e copriva 11.000 metri quadrati.
Sul bordo del mare.
Considerate che un terzo della villa è ancora da scoprire
sotto i lapilli, gli strati di cenere
anche sotto le case moderne di Torre Annunziata.
L'identificazione di questa villa con quella di Poppea
la seconda moglie di Nerone
si deve al rinvenimento, all'interno di un magazzino
di un'anfora.
Sapete cosa c'era scritto ? "A Secundus, schiavo di Poppea"
quindi era un'anfora mandata a uno schiavo di Poppea
e questo ha fatto pensare che questa villa fosse di Poppea.
L'anfora conteneva una pregiata qualità di garum
la famosa salsa di pesce molto amata dai Romani
e proveniva dal Portogallo, la Lusitania.
Se noi proviamo a entrare
all'interno di questa sontuosa dimora
ci troviamo di fronte a dei giochi prospettici
cioè c'erano dei giardini interni con delle finestre, dei cortili
quindi il vostro occhio attraversava un ambiente
entrava dentro questa sorta di cortile
con piante vere e finte, dipinte
e poi proseguiva in un altro ambiente
quindi era una specie di effetto telescopico.
Naturalmente potevate ammirare questi capolavori.
E' una fontana, una statua di un bambino che tiene un'oca
e dal suo becco una volta sgorgava l'acqua.
Qui, arte e piacere, il luxus, si mescolavano pienamente.
Tutte le pareti della villa sono affrescate con splendidi dipinti
tra i più belli mai trovati nell'area vesuviana
e sono raffigurate maschere, cesti di frutta, colonne, alberi
il tutto con arditi giochi di prospettiva.
E c'è una curiosità, uno degli affreschi della villa
riprodurrebbe quella che, secondo un'interpretazione popolare
potrebbe proprio essere una cassata o un dolce molto simile.
Continuiamo il nostro viaggio
in questa splendida villa di Oplontis
chissà se Nerone è mai stato qui !
Se questa villa è appartenuta a Poppea
è probabile che Nerone ci sia stato, che qui sia venuto
in teoria è possibile.
Magari ha mangiato proprio qui questo splendido triclinio.
Qui si mangiava e c'era il mare davanti a voi.
Guardate che colori straordinari.
Certamente avreste visto, se mai è stato qui
un Nerone innamorato, perché lui amava Poppea.
Pensate che i due si sono incontrati
quando lui aveva poco più di vent'anni
e se n'è invaghito subito
una donna bella, colta, intelligente
più matura di lui, sette anni più vecchia di lui
ma lui se n'è subito innamorato. Problema, erano entrambi sposati.
Lui con Ottavia, ma non la sopportava
era un matrimonio combinato.
Lei invece con Otone, che era un amico di Nerone
anzi, uno dei compagni di bagordi in gioventù.
Non ci ha pensato due volte, è diventato prima amante di Poppea
e poi ha obbligato il suo amico a divorziare
in modo che potesse sposarla.
E l'ha mandato lontanissimo
addirittura in Portogallo, appunto, in Lusitania
ed è stato proprio questo Otone a inviare quella famosa anfora.
Però immaginate, se Nerone è mai stato qua
possiamo anche pensare alle atmosfere.
Questo bellissimo affresco famoso in tutto il mondo, in quarto stile
con questo pavone che ha questa bellissima coda
che sembra emergere dall'affresco
e poi questi colonnati fanno capire quel mondo
ma soprattutto quel mondo quasi arrivabile
dei più ricchi e dei più potenti.
Chissà, queste mura forse hanno sentito i loro discorsi
erano entrambi appassionati d'Oriente
appassionati di fasto
e Poppea per Nerone era più che una moglie
era un'amante, un'amica, una consigliera.
Probabilmente è stata l'unica donna che lui abbia veramente amato.
Un amore folle
così può essere descritta la passione di Nerone per Poppea.
Una meteora che ne travolge la vita.
E' come se l'avessero drogato.
Non è più se stesso.
Per poterla sposare, Nerone è disposto a tutto
anche ad uccidere.
Ripudia Ottavia accusandola ingiustamente di adulterio.
Dopo averla mandata in esilio a Ventotene
la fa barbaramente assassinare.
Un episodio che detta scandalo a Roma
e segna la rottura profonda con Seneca.
Dopo il matrimonio con Poppea
il vecchio filosofo decide di ritirarsi a vita privata.
Passeggiare al MAN, il Museo archeologico nazionale di Napoli
è davvero straordinario.
Siete circondati da tanti oggetti che hanno una storia da raccontare
ma alcuni vi raccontano in modo diretto Nerone.
Partiamo da questo oggetto che il mondo ci invidia
un capolavoro, una lucerna che, quando aveva il suo coperchio
era probabilmente di un chilo di oro massiccio.
Qualcosa di incredibile.
Questa lucerna è stata trovata a Pompei
proprio dove c'era il tempio dedicato a Venere
e secondo molti studiosi sarebbe una donazione, un regalo
fatto da Nerone e Poppea per ringraziare Venere
per la nascita della loro primogenita Claudia
che purtroppo poi morì dopo pochi mesi.
E' davvero incredibile pensare che un oggetto come questo
ci sono varie teorie, ma insomma
possa essere veramente stato tenuto in mano da Nerone.
Se così fosse, è come essere in contatto con lui
e con tutta la sua vita.
Ma non c'è solo questo
perché Nerone aveva un rapporto particolare con Pompei
con il golfo di Napoli
era un luogo che lo coinvolgeva parecchio
forse perché, appunto, era proprio qui
che la famiglia di Poppea aveva tanti interessi e proprietà
e quindi lui automaticamente
era per altri motivi, ma anche per questo sempre presente.
Comunque amava questa zona
e con ogni probabilità aveva una scuola di gladiatori.
Lo possiamo dire
perché durante gli scavi in passato effettuati a Pompei
sono riemersi questi splendidi schinieri.
Proprio sul lato di questo schiniere si legge la punzonatura
"Nero Aug" quindi "l'imperatore Augusto".
Lui era proprietario di una scuola di gladiatori
praticamente quella che oggi è quella più importante
perché ci ha fornito tanti reperti durante gli scavi
compresi questi due elmi, che quindi erano coevi
probabilmente facevano parte
di quelle armi e armature da parata
che usavano i gladiatori quando incominciavano spettacolo
facendo il giro all'interno dell'arena.
Noi sappiamo che Nerone amava i gladiatori con il grande scudo
quindi i Mirmilloni, amava questo tipo di gladiatore
e non è da escludere che lui abbia applaudito questo gladiatore
e lo stesso abbia visto Nerone.
Come vedete, continuiamo a esplorare il mondo di Nerone
attraverso degli oggetti che non ci danno la certezza assoluta
ma ci danno delle suggestioni di vedere Nerone.
Poi ci sono queste monete trovate a Pompei, Ercolano
e qui c'è Nerone di nuovo.
Qui lo si vede molto giovane, assieme ad Agrippina
poi si vedono altre monete
che sono state coniate nel corso degli anni
e vedete Nerone che cambia aspetto
un po' come se fossero delle foto da carta d'identità
scattate regolarmente negli anni.
Nei ritratti sulle monete, in particolare quelle più tarde
vediamo un Nerone dal volto appesantito
più grasso, con il doppio mento.
Elementi che compaiono anche nei diversi busti
che ci sono pervenuti.
Qual era il vero volto di Nerone ?
Mettendo insieme tutti questi elementi
e utilizzando l'intelligenza artificiale
un artista digitale canadese, Daniel Voshart
ha provato a ricreare il volto di Nerone.
E allora, ecco il risultato.
C'è un fatto che travolgerà non solo Nerone
ma anche la sua immagine nel corso dei secoli, nella storia
ed è una catastrofe
che può essere paragonata soltanto all'eruzione del Vesuvio.
Sto parlando dell'incendio di Roma.
Un incendio che ci riporta a questo oggetto nuovamente
quasi fosse la sceneggiatura di un romanzo, di un film.
Sì, perché Roma era la città più grande del pianeta
ed è stata distrutta in nove giorni. Come è stato possibile ?
Forse un oggetto simile a questo ci può dare una spiegazione
ma per comprenderlo bisogna andare in un luogo
dove tutto sembra essersi fermato dall'età romana.
Io consiglio a tutti di venire qui a Ostia
per passeggiare in queste antichissime vie
perché passeggiare qui vi dà l'esatta sensazione
di cosa significasse camminare a Roma.
Certo, gli edifici che vedete attorno a me, l'urbanistica
è leggermente successiva all'epoca di Nerone
risale soprattutto all'epoca di Traiano
però la Roma di Nerone era molto simile
era fatta di vie strette, edifici molto alti
e, come vedete, anche qui si vede quello che si vedeva a quell'epoca
tante botteghe che si aprivano, esattamente come nelle città moderne
e si possono capire anche i pericoli per gli incendi
che c'erano nelle città antiche.
Per esempio entriamo qui, questo è un bar dell'epoca
una tavola calda, una popina.
Questo era il bancone su cui il barista, uno schiavo
vi serviva quello che volevate mangiare
poi vedete queste aperture ? Sono delle vasche.
Non è da escludere che servissero per tenere pesci, ostriche
animali che venivano dal mare qui distante, tenendoli vivi
per poi servirli ai clienti.
Un po' gli acquari in certi ristoranti.
Ecco, qui era l'equivalente di ciò che si vede in un fast food
con i cibi esposti, e si sapeva che cosa si poteva chiedere.
Su queste scalette c'erano brocche, c'erano i bicchieri
anche i cibi che venivano venduti
e tutt'attorno noi tavolini di legno con gli avventori.
Quindi eravate circondati da un vociare delle persone
ma anche dagli odori.
Sì, perché sentivate proprio i cibi in cottura
e questo è il primo problema.
Nelle città antiche c'era la fiamma libera
si cucinava, gli artigiani lavoravano
si illuminava con delle lucerne degli ambienti bui alla sera
si usava il fuoco per certe cerimonie religiose
per i riti funebri, poi pensate anche alle cremazioni.
Insomma, il fuoco era molto presente nelle città
e le città erano di legno
e il legno e la fiamma libera non vanno molto d'accordo.
Insomma, queste case erano veramente delle fiaccole
pronte a prendere fuoco.
Roma aveva un problema in più
essendo una città che era esplosa dal punto di vista demografico
stiamo parlando di una città di un milione di abitanti
la più grande e popolosa città di tutto il pianeta
la prima grande città nella storia dell'uomo
a essere così popolosa
e tutto era avvenuto soprattutto in un paio di secoli
dalla Roma repubblicana.
La gente era venuta a Roma e si è dovuto dare loro un tetto
o meglio una stanza
perché la maggior parte dei Romani viveva uno sopra l'altro
all'interno di questi, che erano delle insule
cioè dei caseggiati, dei grandi condomini
a più piani, fino a cinque o sei piani.
Questo certamente era un problema perché le case erano così a contatto
a volte avevano persino le pareti in comune
che in caso di incendio c'era un effetto domino.
Immaginate il viavai di persone lungo questi scalini.
C'è da dire una cosa, che salire queste scale condominiali
equivaleva a percorrere alla rovescia
la scala sociale romana.
Cioè i ricchi non stavano in cima agli edifici, ma in basso
ai piani bassi, ai piani nobili dove arrivava l'acqua corrente
faceva più caldo in inverno e più fresco in estate
però più si saliva
e più vi trovavate in ambienti affollati e sporchi
perché più si saliva
e più l'acqua non arrivava, l'igiene era quindi scarsa
gli appartamenti che trovavate venivano affittati a delle persone
che a loro volta affittavano le stanze, una dopo l'altra.
Persino all'interno delle stanze
pare, in molti casi ci fosse il subaffitto degli angoli
per altre persone.
Insomma, erano ambienti sicuramente difficili, ma anche molto pericolosi
perché a causa della speculazione edilizia
gli ultimi piani, i più alti, erano stati costruiti
molto rapidamente e con materiali scadenti.
Questo cosa significa ? Crolli, ma anche e soprattutto incendi.
Erano praticamente costituiti di legna
di materiale molto semplice, poco resistente.
Lo sappiamo dagli antichi, chi viveva in cima
e aveva una mansarda con la vista sui tetti di Roma
era un povero e rischiava di morire arrostito
assieme ai piccioni che, sui tetti, facevano le uova.
Questo significava vivere nell'antica Roma
anche al tempo di Nerone.
Come abbiamo visto, il rischio dei grandi incendi
nelle città romane era molto elevato
e i Romani, nel corso della loro vita
affrontarono ognuno più volte il terrore di un grande incendio.
Cosa si poteva fare per combattere questa questa belva distruttrice ?
Già Augusto aveva trovato una soluzione.
Aveva creato il primo corpo di vigili del fuoco della storia.
Erano 7.000, disposti in 14 caserme, grandi e piccole.
Ogni caserma sorvegliava un paio di circoscrizioni di Roma.
Questa è Roma.
Vedete i 14 rioni ?
In ogni rione, c'è una caserma come la nostra.
Guardate, noi ci troviamo proprio nella caserma
dei Vigili del Fuoco di Ostia. E' enorme.
Da queste scale dovevano scendere i vigili
pronti a andare a fare le ronde e altri che tornavano.
Facevano le ronde sempre a coppia.
Bisogna dire che, quando ci si trova qui
e si vede la dimensione di una caserma dei Vigili del Fuoco
in una città tutto sommato piccola come Ostia, si capisce
la strategia romana nei confronti degli incendi.
Agire il più presto possibile.
Qui, a Ostia, dove c'erano più in là
i depositi di grano, era essenziale difendere il bene principale
della città, il grano.
- Al fuoco ! - Restate calmi !
Per lottare contro il fuoco, i vigili dispongono
di un equipaggiamento rudimentale.
Indossano elmetti di cuoio e usano secchi, asce, scale.
Strumenti efficaci per fermare fiamme circoscritte
ma impotenti di fronte a un incendio di vaste proporzioni.
Guardate che cosa aveva scelto.
Addirittura un teatro con 5.000 persone.
A dominare il cortile della caserma
dei Vigili del Fuoco di Ostia è un tempio
un tempio dedicato al culto imperiale.
Sopra quei piedistalli che vedete
c'erano statue di imperatori, familiari
membri della lunga famiglia imperiale.
Qui c'è un mosaico veramente impressionante.
Quello del sacrificio di alcuni tori.
Nel mondo pagano
il sacrificio del toro era un'offerta importante.
Qui si vede proprio il vittimarius che uccide
e fa a pezzi il toro per le offerte alle divinità.
Questo mondo religioso era davvero presente
per i Vigili del Fuoco, che dovevano affrontare dei rischi incredibili
anche perché, come è facile intuire
i loro strumenti erano molto semplici.
Affrontare con quegli strumenti un incendio immenso
che magari vi distruggeva una città intera richiedeva
tanto coraggio e anche molte credenze religiose.
Uno degli incubi dei Vigili del fuoco di Roma era
la possibilità che prendesse fuoco un luogo immenso
molto amato da Nerone.
La Roma di Nerone è una città costellata
di meraviglie architettoniche, tra le quali svetta
il Circo Massimo, il tempio delle corse dei carri.
Nerone le adora.
Con i suoi 150.000 spettatori, il Circo Massimo è, in fondo
il più grande palcoscenico dell'antichità.
L'imperatore finanzia generosamente
le scuderie e organizza corse memorabili.
Sa che sono uno strumento importante
per guadagnarsi il consenso del popolo.
Il Circo Massimo detiene un altro record
molto più inquietante. E' uno dei luoghi di Roma
in cui si verificano più incendi.
Il circo è anche il più grande centro commerciale dell'antichità.
Lungo le sue arcate, si trovano decine di botteghe, magazzini
in cui si vendono souvenir, cibi e merci di ogni tipo.
Sono aperte anche quando non ci sono le gare
e costituiscono un polo di attrazione per il popolo di Roma
e non solo di giorno.
Di notte, il circo si trasforma in un posto pericoloso
frequentato da loschi personaggi
che si aggirano per le innumerevoli taverne.
Numerose sono le prostitute
che, come in un moderno quartiere a luci rosse
adescavano i propri clienti.
Non mancano i giocatori d'azzardo.
Tutte attività che fanno del Circo Massimo
uno dei luoghi notturni più animati della città.
[PAROLE NON UDIBILI]
Torniamo a quella notte del 64 dopo Cristo.
Cerchiamo di capire che cosa è successo.
Da Tacito, sappiamo
che il grande incendio di Roma, quello che è entrato storia
è partito proprio da qui, da questo punto del Circo Massimo.
E' una delle estremità arrotondate.
Ancora oggi si vede. E' incredibile. Questo è stato un punto essenziale
che ha travolto la storia dell'Occidente.
Che cosa è successo ? Da Tacito sappiamo
che era una notte di luglio, afosa.
Non c'era un alito di vento. C'era la luna piena.
Non aveva piovuto da tantissimo tempo.
Qualcosa è successo qui, in questi ambienti
che gli storici hanno cercato di ricostruire.
Voi sapete che la circolazione
dei carri, a Roma, era vietata di giorno.
Se volete, era una grande isola pedonale.
Quello che si poteva fare coi carri
era venire ad alimentare, a portare le derrate
e qualunque merce di notte. Non facevano dormire
chi viveva ai piani bassi delle case.
I magazzini venivano riforniti di notte, soprattutto.
Le arcate del Circo Massimo
in buona parte, erano costituite da dei magazzini.
Potete immaginare come fossero questi magazzini.
Erano pieni di anfore, merci altamente infiammabili.
Siccome i proprietari non si fidavano
è chiaro che all'interno di questi depositi vivevano
dei custodi degli schiavi
magari su un soppalco di legno
e dormivano sul pagliericcio.
Ecco, l'incendio è partito da un ambiente come questo.
Non sappiamo quale. E' un ambiente piccolo.
Come e perché ?
Ebbene, dovete immaginare
che se un incendio scoppia di notte
a provocarlo non può essere un'attività artigianale, un fabbro
perché di notte non si lavora, non così tanto.
Non può essere un braciere rovesciato. Perché ?
Perché siamo d'estate. Non può essere una attività
o una cucina che sta lavorando, perché si dorme.
Tutto deve essere stato causato da qualcosa di estremamente banale.
Si può immaginare una fiaccola o una lucerna.
Magari una lucerna
posizionata, lasciata in bilico, proprio da degli operai
mentre scaricavano
le merci nei depositi.
Forse, uno schiavo assonnato che doveva controllare il deposito
ha posto male questa lucerna
oppure l'ha fatta cadere senza volerlo.
Se ci pensate, cade una lucerna in un ambiente così piccolo
e ristretto ? Fa effetto forno. Il calore diventa insopportabile.
La merce prende fuoco, il fumo diventa si sparge ovunque
l'aria diventa irrespirabile e bisogna uscire.
Uscendo, quel fuoco l'ha fatta da padrone.
Si è alimentato sul resto delle merci e poi ha preso piede.
Come una belva, ha divorato tutta Roma.
Ecco, forse proprio così è cominciato
quell'incredibile incendio
che ha devastato la più grande città dell'antichità.
Ha risparmiato solo quattro dei 14 distretti.
Pensiamo che mezzo milione di persone sia senza casa.
I morti sono migliaia.
Il 18 luglio del 64 dopo Cristo, Roma era la più ricca metropoli
del mondo antico.
Il 28 luglio, nove giorni dopo
è solo una distesa di rovine fumanti.
Non è rimasto niente.
Non volgere lo sguardo. Controllati, Nerone.
Nerone è passato alla storia come l'imperatore incendiario
colui che avrebbe appiccato il fuoco
a Roma distruggendola completamente, lasciandone solo delle rovine
unicamente per poterla ricostruire seguendo i suoi progetti faraonici.
Non solo, durante l'incendio, si sarebbe messo a recitare versi
e a cantare con la sua lira.
In realtà usava la cetra, un'altra cosa.
Tutto questo non è vero.
Sono delle fake news messe in giro
dai suoi nemici più ostili.
In fondo la classe dei senatori era veramente
il cuore di queste falsità.
Sono quelle che ci sono arrivate fino ad oggi.
In realtà, gli studiosi di oggi cominciano a capire
che Nerone non era questa figura come è sempre stata descritta
ma, in realtà, durante l'incendio si è prodigato.
Non solo, una volta spente le fiamme
ha aperto le sue proprietà e gli edifici pubblici
per poter ospitare gli sfollati, ha abbassato il prezzo del grano
ha fatto affluire a Roma ogni genere di bene.
L'immagine che abbiamo di lui è proprio quella più negativa.
Anche allora, spente le fiamme
c'era un altro tipo di fuoco che serpeggiava
tra le rovine di Roma, nei campi degli sfollati.
Erano le maldicenze. Sempre questi senatori, suoi nemici
hanno cominciato a far circolare l'idea
che fosse proprio lui il responsabile.
Allora, per sviare queste maldicenze
si è arrivati alla decisione di incolpare i cristiani.
Erano all'incirca un migliaio i cristiani
che vivevano a Roma nel 64 dopo Cristo.
Una piccola comunità, da poco comparsa in città
che si prestava bene a fungere da capro espiatorio.
Fedeli al loro unico Dio
i cristiani, infatti, si rifiutavano di venerare gli dèi cittadini
e non partecipavano alle feste e alle cerimonie comuni.
Tutti comportamenti che li rendevano sospetti
agli occhi di molti Romani.
E' possibile che l'idea di incolpare i cristiani
sia stata suggerita a Nerone da Tigellino
che aveva motivi personali per cercare
un capro espiatorio per il disastro accaduto.
Anche su di lui, infatti, gravavano molti sospetti
alimentati dal fatto che dopo sei giorni di danni
quando le fiamme sembravano spente
l'incendio era ripreso proprio da alcuni giardini
di sua proprietà.
Privi di protezione politica, in una Roma attraversata
da un clima di paura e isterismo per la tragedia accaduta
le accuse nei confronti dei cristiani
trovarono così un terreno fertile.
Nelle settimane seguenti all'incendio
i soldati di Nerone attuano una vera e propria caccia all'uomo
catturando tutti i cristiani che riescono a trovare.
Lo fanno anche scoprendoli attraverso delazioni
o delle confessioni estorte con la tortura.
Poi, li portano qui.
Sul lato sinistro, dove oggi si trova San Pietro
sorgeva il circo di Nerone.
Si trattava di un ippodromo personale dell'imperatore
fatto erigere da Caligola e poi completato da Nerone.
L'unico elemento sopravvissuto del circo
era l'obelisco, che vediamo nella piazza
e che si trovava proprio al centro della spina.
E' proprio qui, nel circo
e nelle strade e nelle aree tutt'attorno
che sono stati portati per essere giustiziati.
Quanti erano ?
Non le folle che ci sono state tramandate
però comunque qualche centinaio, forse 200-300 persone.
Poche in confronto al milione di abitanti di una città come Roma
ma tantissime nei confronti di una comunità
che contava un migliaio di persone.
Sono stati uccisi in un modo terribile.
Alcuni sono stati ricoperti di pece
e dati alle fiamme, altri sono stati uccisi a colpi di frecce
altri dati in pasto le belve, altri ancora crocifissi.
E' stato un trattamento così crudele
che persino i Romani, pagani, sono stati colpiti.
Gente come Tacito, infatti, ha scritto poi
"Non si poteva non provare della pietà nei loro confronti".
Tra le vittime della repressione
vi è il più illustre dei cristiani di allora. L'Apostolo Pietro.
Secondo la tradizione, chiese di essere crocefisso a testa in giù
in segno di umiltà.
Non si riteneva degno di subire lo stesso supplizio toccato a Gesù.
I suoi compagni ne seppelliscono il corpo
in una piccola necropoli, poco distante dal luogo
dove era stato ucciso.
Col tempo, l'area funebre crebbe per dimensioni
diventando meta di pellegrinaggio per i cristiani.
Oltre due secoli dopo, l'imperatore Costantino concede ai cristiani
la possibilità di edificare una chiesa sulla tomba dell'apostolo.
Aveva così inizio
la storia di uno dei più importanti luoghi di culto del mondo.
La Basilica di San Pietro.
La persecuzione dei cristiani costituisce una macchia indelebile
sulla figura e il nome di Nerone
che accompagneranno la sua immagine
per secoli, dopo la sua morte.
In effetti, ancora oggi... voi non ci pensate
ma citate Nerone, o perlomeno pensate a Nerone
ogni volta che vedete passare una macchina
con la targa che ha 666.
E' quello che viene chiamato il numero dell'Anticristo.
Sì, perché già pochi anni dopo la sua morte
nell'Apocalisse di Giovanni, si parla di lui come l'Anticristo
citando questi numeri. 666. Come mai ?
Tutto viene dal fatto
che il nome di Nerone era composto da delle lettere
e sommando i numeri di queste lettere
nella posizione dell'alfabeto ebraico
viene come somma totale 666. Bisogna dire che Nerone
non è stato il solo imperatore ad aver perseguitato i cristiani
e neanche quello che ha provocato
un maggior numero di morti durante il suo regno.
Il fatto di aver ucciso Pietro lo ha condannato
all'odio eterno da parte dei cristiani.
Poi, considerate che l'Impero Romano è diventato
un impero cristiano, potete immaginare.
Nerone, in tutto questo, cosa pensa ?
E' assolutamente ignaro che questa sua azione
il fatto di aver ucciso i cristiani
praticamente costituirà una sorta di maledizione per i secoli.
Lui, anzi, è piuttosto fiero di quello che ha fatto
perché ha ottenuto due grandi benefici.
Il primo è quello
di aver trovato un capro espiatorio.
Diciamo...
di aver dato qualcuno su cui sfogarsi
parliamo del popolo che ha sofferto, ha perso tutto
e sta cercando qualcuno su cui sfogarsi.
Lui dà loro i cristiani. L'altro è di aver ammutolito
le voci che lo vedevano come il responsabile dell'incendio.
Adesso ha le mani libere.
Può finalmente ricostruire Roma
e dare l'avvio ai suoi ambiziosi progetti.
Nerone dà il via al più grande programma urbanistico
della storia di Roma.
Metalli preziosi e milioni di tonnellate di marmo
vengono fatti arrivare da ogni parte dell'impero per ornare la capitale.
Un progetto senza precedenti
la cui punta di diamante è costituita dalla Domus Aurea
la nuova residenza dell'imperatore.
Così chiamata per gli stucchi dorati
che ne facevano risplendere le sale
e per l'uso sapiente della luce
che gli architetti Severio e Celere seppero farne al suo interno.
La Domus Aurea era
uno dei più grandi palazzi imperiali Mondo Antico
e occupava una superficie di quasi 200 ettari.
La domus si estendeva dal Palatino al Colle Oppio e al Celio
collegati tra loro da immensi porticati
lunghi oltre un chilometro, che erano intervallati da vigneti
ninfei e giardini con piante esotiche e animali selvatici
nei quali l'imperatore amava passeggiare e ricevere gli ospiti.
"Al centro della residenza c'era un grande lago artificiale"
"quasi un mare." Scrive lo storico latino Svetonio.
Vicino ad esso si ergeva
una gigantesca statua in bronzo alta 35 metri
che raffigurava Nerone
con le sembianze del dio Sole.
Avete presente
cosa significhi esplorare un relitto in fondo al mare ?
Quando ci si trova in questo luogo, la sensazione è uguale
ma invece di un transatlantico, c'è un palazzo sepolto.
Questi sono i resti di uno dei padiglioni della Domus Aurea
che si è trovato per secoli sepolto nel cuore di Roma.
Perché ? E' perché con la morte di Nerone
i suoi successori hanno continuamente cancellato
la presenza di Nerone e i monumenti di Nerone.
Uno di questi è stata proprio la Domus Aurea
che è stata interrata
e sopra è stato costruito un complesso termale.
Questa struttura è servita da fondazione, da sostegno.
Proprio perché è stata sepolta
si è conservata nei secoli. Poi, i ricercatori hanno scavato.
Ecco quello che è riemerso.
Uno degli ambienti dove certamente Nerone è passato.
Questi affreschi li avrà visti. Non lo sappiamo.
Allora, da qui capiamo anche qualcosa che colpisce.
Era quel padiglione che si trovava sul Colle Oppio
in questa grande superficie della Domus Aurea.
Questa è una porzione immensa.
Non solo gli ambienti sono altissimi
ma sono state trovate almeno 150 grandi sale.
E' qualcosa di impressionante.
Quando si cammina qui
si esplora qualcosa che vi colpisce
per le dimensioni, per i continui snodi, corridoi, ambienti
e perché non si vede traccia di possibili porte.
A che cosa serviva ?
Voi dovete immaginare la Domus Aurea come un'area multifunzionale.
Dovete scordare completamente
l'idea di un palazzo privato di Nerone
che ha coperto gran parte
della superficie di Roma bruciata per fare il suo palazzo personale.
Questa era un'area nella quale certamente
c'era un suo palazzo privato
ma poi c'era anche un'area dedicata agli incontri con ambascerie
e di rappresentanza.
Ecco, è questa. Ecco perché non ci sono porte
e ci sono questi ambienti così belli, affrescati.
Infine, c'è concetto del resto della Domus Aurea
cioè una superficie immensa, aperta al popolo.
Come dicevo, non è più il palazzo privato
di tutti i grandi dittatori e imperatori nella storia.
E' un nuovo modo di concepire il potere, un'area immensa
in cui la gente può venire. Ci sono prati, laghi, portici, statue.
Ci si può incontrare e riposare.
E' qualcosa di nuovo, qualcosa che fa sì che il potente
cioè Nerone, condivida il lusso del suo potere
con gli abitanti di Roma.
E' qualcosa che non s'era mai visto prima.
Tutto è stato realizzato in meno di quattro anni
cioè da quando c'è stato l'incendio di Roma
alla morte di Nerone. Dal 64
a metà del 68 dopo Cristo.
Quindi Nerone, qui, in realtà ci ha abitato pochissimo
però sappiamo che, quando entrò, disse
"Finalmente vado ad abitare in una casa degna di un uomo".
Che casa !
E' possibile, a 2000 anni di distanza
Ricostruire l'aspetto di questo mondo
e di questo luogo davvero incredibile.
Un incanto per gli occhi.
Così dovevano apparire le pareti della Domus Aurea.
E' stato calcolato che soltanto gli affreschi
che decoravano il padiglione del Colle Oppio coprivano
circa 30.000 metri quadrati.
Ben 30 volte la superficie della Cappella Sistina.
Le decorazioni si devono a Fabullo
uno dei più famosi pittori dell'età antica.
In un certo senso, anche di quella moderna.
I suoi affreschi hanno ispirato
i più grandi artisti rinascimentali.
Che fine hanno fatto i marmi e le statue
che una volta rendevano questi ambienti straordinari ?
Sono stati depredati, soprattutto prima di interrare la Domus Aurea.
Immaginate quanti ce ne devono essere
perché questo era un luogo dove venivano
dei re e degli ambasciatori.
Bisognava mostrare la ricchezza di Roma
e la potenza dell'imperatore.
Qualche reperto, però, è stato trovato.
Il famoso "Laocoonte", il gruppo scultoreo
che si trova oggi nei Musei Vaticani viene da qui
e vi dà un'idea di quante opere potevate vedere.
Era un museo, una sorta di museo Vaticano
o di Louvre per uso diplomatico.
Quando ci si trova dentro la Domus Aurea
non c'è soltanto la mente
che viaggia in mezzo a bellezze perdute.
C'è una bellezza presente, costituita dall'architettura
e dagli affreschi. In epoca romana, per esempio sotto Nerone
ma non solo, l'architettura aveva dei volti quasi moderni.
Facciamo un esempio. Vedete quelle aperture lassù ?
Quelle bocche di lupo ? Ebbene, da lì entrava la luce
a certe ore del giorno. I raggi del sole attraversavano
fendevano l'aria
e si infilavano in altrettante aperture
che vedete su questa parete, in modo da illuminare
una stanza buia che si trovava al di là di questa parete.
Insomma, era un giocare con le forme, l'aria, il sole.
Questa era l'architettura romana.
Sopporto i suoi eccessi da anni.
Quello di Nerone è un sogno grandioso
ma anche uno schiaffo all'aristocrazia.
Adesso molti senatori hanno perso le proprie domus nell'incendio.
Per fare spazio alla Domus Aurea, Nerone se ne è impossessato
senza indennizzarli.
Voglio regnare come fanno gli dèi.
- Come un dio. - Più la folla ti acclama
più i senatori si sentiranno minacciati.
Ci sta dissanguando. Distrugge tutto ciò che Roma rappresenta.
Chi metteresti al suo posto ?
Non c'è nessuno. Nerone è un diretto discendente di Augusto.
Roma è sua.
I congiurati sono all'incirca una quarantina.
Cosa spinge un numero così alto di persone
in un progetto così drammatico e pericoloso
come tentare di uccidere un imperatore ?
I motivi sono tanti. Ognuno ha una sua ragione.
Per esempio, ci sono anche motivi artistici
e rancori personali.
Il poeta Lucano, ad esempio, ce l'ha con Nerone
perché Nerone gli ha vietato di pubblicare i suoi versi.
Gli altri motivi, quelli che animano
le altre persone, sono ben più radicati.
Per capirlo, bisogna fare un passo indietro nel tempo.
Infatti, i rapporti tra Nerone e il Senato sono stati idilliaci
fino a quando Nerone ha varato dei provvedimenti
che colpivano gli interessi economici dei senatori
e delle loro famiglie.
Un esempio ? La riforma monetaria
che favoriva l'uso delle monete d'argento rispetto a quelle d'oro.
Un ricco accumula le sue ricchezze sotto forma di monete d'oro
e quindi era proprio come il conto corrente
delle famiglie senatorie che era stato colpito
con questi provvedimenti. C'è anche un altro motivo.
Le famiglie aristocratiche rinfacciano a Nerone
di aver aperto ai ceti più bassi l'amministrazione pubblica.
Sì, perché Nerone non si fidava degli aristocratici
e quindi aveva piazzato i suoi uomini ovunque
nell'amministrazione pubblica. Si trattava spesso di ex schiavi
di liberti. Un affronto nei confronti
dei senatori, delle famiglie ricche.
Mentre la nuova Roma di Nerone sta prendendo forma
gli oppositori decidono di passare all'azione.
- Nerone si fida di te... - Non voglio.
Che "banchetto da Pisone" divenga sinonimo di "pugnalato a morte".
Se dovrò essere imperatore
la mia famiglia non può essere disonorata. - Domani.
Mentre è alle corse dei carri. E' la vostra occasione.
Nella Roma imperiale, anche i muri hanno orecchie.
I congiurati vengono traditi.
Informato del piano per assassinarlo
Nerone e ordina a Tigellino di interrogare e torturare
i presunti capi della congiura.
E' l'inizio di un bagno di sangue.
L'ondata di esecuzioni e suicidi ordinati da Nerone
Non ha precedenti nella storia di Roma.
In un colpo solo, l'imperatore elimina tutti gli oppositori.
Nessuno viene processato. Nessuno viene perdonato.
Tra le vittime della brutale repressione c'è anche Seneca
il vecchio maestro dell'imperatore.
Sono tutti morti. E adesso ?
Adesso reciterò...
in pubblico.
Senza più oppositori, Nerone indice
la più grande celebrazione delle arti della storia romana
e lui, l'Imperatore, si esibirà davanti al popolo.
(sottovoce) Ci siamo, io sono divino. L'arte è divina.
(sottovoce) Dev'essere perfetto, Devo essere perfetto.
Lo sarai. Stasera il mondo ammirerà un grande artista.
E' davvero sorprendente come Napoli sappia rivelare
dei volti nascosti della sua storia e della storia in generale.
A volte, basta semplicemente aprire un portone
per trovarsi direttamente proiettati non solo nella storia antica
ma in quella di Nerone e in particolare in una sua passione
diventata famosissima e molto discussa, quella del teatro.
Alla fine dell'Ottocento
nascosti nel sottosuolo del centro storico di Napoli
sono stati riportati alla luce quelli che erano i resti
dell'antico teatro della città.
Si trovano dove un tempo sorgeva un giardino condominiale.
La cosa straordinaria è che ancora oggi vi si può entrare.
Questa struttura ci permette davvero
di entrare nel mondo di Nerone.
E' vero, è stato poi ricostruito pochi anni dopo la sua morte
durante la dinastia dei Flavi
forse a causa di danni dovuti ai terremoti.
Tuttavia, questo nostro viaggio all'interno della struttura sepolta
di questo incredibile teatro
ci consente veramente di capire l'atmosfera di quei momenti
di ritornare a quell'epoca.
Nerone ha fatto
per la prima volta in pubblico un concerto proprio qui a Napoli
verosimilmente proprio in questo teatro.
Sembra che durante l'esibizione ci fu anche
una forte scossa di terremoto che lo obbligò a rifugiarsi
in alcune terme qui vicino.
Un segno infausto, dissero.
In effetti, veniva visto male
un imperatore che cantava e suonava di fronte al pubblico.
Certo, gli aristocratici lo facevano
e anche i nobili, ma in casa e non in pubblico.
Invece guardate che cosa aveva scelto lui
addirittura un teatro con 5000 persone.
E' incredibile pensare che proprio su questi spalti
o alcuni molto simili del teatro che c'era all'epoca di Nerone
si vedevano 5000 persone che rumoreggiavano
prima dell'esibizione.
Poi, devono essersi ammutoliti nel momento in cui è uscito
perché era la prima volta che un imperatore si esibiva così
in un concerto, una sorta di Vasco Rossi dell'epoca.
La domanda che tutti ci poniamo è questa.
Ma lui era bravo ?
La gente che lo ha visto, seduta qui
ha poi applaudito ? Era entusiasta o scandalizzata ?
I pareri sono discordi.
Gli antichi che lo denigravano, soprattutto i ricchi e i senatori
dicevano che non fosse assolutamente all'altezza
e che vedevano con orrore
un imperatore cantare in mezzo al pubblico.
Oggi gli storici tendono a rivalutare questo giudizio
innanzitutto perché lui aveva studiato.
Si era preparato
ed era al tempo stesso autore e attore
compositore, musicista, persino ballerino.
Questa idea di un uomo stonato che canta mentre Roma prende fuoco
o davanti a persone che sono annoiate
oggi è molto ridimensionata.
Lui era un artista molto originale e a tutto tondo.
Una cosa che è rimasta, certamente
è che esibirsi a Napoli è molto particolare.
Il calore del pubblico napoletano è qualcosa che è rimasto inalterato
in 2000 anni.
Nel mio cuore non scorre forse il tuo sangue, padre ?
[APPLAUSI]
Sentendo il tuo sangue seccarsi sulle mie mani...
Quella del rapporto tra Nerone e il teatro
è una storia ancora in parte da scrivere
che proprio recentemente si è arricchita
di un nuovo sorprendente capitolo.
Effettuando alcuni scavi preventivi nel cortile di Palazzo della Rovere
sede dell'ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
la Sovrintendenza Speciale di Roma ha infatti rinvenuto
diversi reperti di un lussuoso edificio
risalente all'epoca neroniana.
Sono venute alla luce alcune colonne di marmo
e diverse decorazioni a foglia d'oro
simili a quelle della Domus Aurea
ma soprattutto alcuni gradini di una cavea
e parte di un palcoscenico.
Secondo gli archeologi sarebbero i resti
del famoso teatro privato di Nerone
una struttura di cui si era sempre ignorata l'esatta posizione
dove l'imperatore portava i suoi spettacoli
spesso esibendosi davanti
ad un pubblico ristretto di amici e familiari.
In terra, io non sapevo...
Quella per il teatro è una passione
che accompagnerà Nerone per tutta la sua vita
e a cui si lega, stando alle fonti antiche
un altro episodio drammatico della sua storia
la morte di Poppea.
Proprio tornando da uno spettacolo, in un impeto di rabbia
Nerone ne avrebbe provocato la morte colpendola ripetutamente.
- Divino ! Ero perfetto, Poppea ? - Sì ! L'hanno visto tutti.
Anche quando ti è caduto lo scettro, ti sei ripreso in un attimo.
- Stai zitta ! - Non osare colpirmi !
[LAMENTI]
E' una tragica fine che costituirà un momento decisivo
nelle vicende di questo imperatore.
Questo è il racconto
che ci è stato tramandato dall'antichità.
Oggi gli studiosi tendono a ridimensionare le cose.
Nerone avrebbe ucciso davvero Poppea incinta con un calcio ?
In realtà, molti pensano che questa sia una tipica fake news
per demonizzare un tiranno
tutti i suoi nemici l'avrebbero detto.
Oggi si tende a pensare
che Poppea sia morta per problemi di gravidanza
una cosa molto comune all'epoca.
Comunque siano andate le cose
Nerone è stato devastato dalla morte di Poppea.
Ha organizzato subito un funerale solenne.
L'ha fatta imbalsamare
l'ha fatta portare al Mausoleo di Augusto
e poi l'ha divinizzata.
Lui non sarà più lo stesso. Sì, è vero
si è risposato poco dopo con una donna molto matura
che si era sposata molte volte, Statilia Messalina
ma forse era più un matrimonio di facciata.
Lui rimarrà per sempre innamorato di Poppea
a tal punto che lei diventerà una sua ossessione.
La morte di Poppea coincide
con l'aggravamento della crisi finanziaria.
Il programma urbanistico ha svuotato le casse di Roma.
Il sogno di Nerone sembra destinato a rimanere incompiuto.
Niente è stato finito.
Niente !
Tu, pescatore di perle. Mi serve denaro, trovalo.
Continueremo a costruire.
L'impero è sull'orlo del tracollo finanziario
ma questo non impedisce a Nerone di partire per la Grecia
con un imponente seguito.
Il suo viaggio è caratterizzato
da esibizioni pubbliche e vizi privati.
Quello schiavo, Sporo, non ti ricorda qualcuno ?
- Come ? - L'ho notato il giorno che Poppea...
mi ha lasciato.
Mi diceva sempre
che la sua bellezza sarebbe sopravvissuta alla sua morte.
Il viaggio di Nerone in Grecia sarà
l'unico dell'imperatore fuori dall'Italia, per tutta la vita
e sarà anche il viaggio più scandaloso, discusso e licenzioso.
Lo è perché Nerone dà sfogo a tutte le sue passioni
chissà, forse per dimenticare la morte di Poppea.
Farà di tutto, parteciperà ai giochi olimpici
e a tante altre cose
ma soprattutto entreranno nella storia
i suoi banchetti licenziosi e le sue perversioni sessuali.
Ma cosa c'è di vero ?
Noi ci troviamo in un luogo molto particolare.
Questo è il Gabinetto segreto che si trova qui al MANN
il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Queste sono delle raffigurazioni, dei quadretti, degli affreschi
che provengono da Pompei.
Alcuni si trovavano dentro dei lupanari
quindi delle case di tolleranza.
Altri invece si trovavano proprio all'interno delle case
spesso in luoghi o stanze dove veniva il sesso.
Oggi nessuno metterebbe
delle rappresentazioni di questo tipo in casa
o comunque non in modo così evidente.
All'epoca, bisogna fare questa premessa
si entrava in un mondo diverso, il mondo romano non è il nostro.
C'era un altro modo di pensare
anche e soprattutto nei confronti del sesso.
Le regole erano diverse, l'amore era vissuto in modo libero.
Non c'erano le categorie homo, etero o bi.
C'era l'amore che doveva essere vissuto
in modo naturale e bello, cosa giustissima.
Pensate che l'uomo romano culturalmente era bisessuale.
Un imperatore come Claudio, che era etero
era visto in modo un po' strano, come una sorta di eccezione.
Giulio Cesare era bisessuale.
Insomma, era un modo di concepire l'amore.
E Nerone in tutto questo ?
Effettivamente, Nerone viveva come tutti i Romani
in case, in palazzi, in luoghi dove il sesso era esplicito
e e rappresentato anche artisticamente
in modo bello ed esplicito.
E lui ? Su di lui ci sono arrivate delle storie veramente molto forti.
Lui avrebbe avuto rapporti con la madre Agrippina.
E' vero ? Oggi gli studiosi tendono a pensare che siano delle fake news
per screditarlo, i suoi nemici lo dicevano.
Sì, però dei fatti sono veri.
Lui ha sposato tre donne, Ottavia, Poppea e Statilia Messalina.
Il primo e il terzo matrimonio non erano di cuore
forse erano più di facciata o di rappresentanza
però poi lui ha sposato due uomini.
Come la mettiamo ? In realtà, lui ha sposato un liberto
che si chiamava storia e assomigliava a Poppea.
Lo ha fatto evirare, gli ha fatto mettere una parrucca
e con lui si è sposato, però oggi si tende a pensare
che fosse un matrimonio assolutamente simbolico
quasi di iniziazione, non per forza consumato.
Poi ha fatto un altro matrimonio con un altro liberto, Marco Pitagora
e questa volta l'uomo era interpretato da Pitagora
e la sposa era Nerone stesso
ma anche lì si tende a pensare
che fosse più una cosa simbolica e quasi teatrale.
Tuttavia, dobbiamo entrare in questo.
Considerate un mondo in cui il sesso e la moralità erano diversi
e un mondo in cui certe regole erano molto diverse rispetto alle nostre.
Quindi, Nerone dev'essere visto con la lente del tempo
inquadrato nella sua epoca
e poi pulito da tutte le fake news e le maldicenze
che i suoi nemici gli hanno addossato.
Certo, trovandoci in questo luogo
anche noi cerchiamo di fare la stessa cosa.
Lo vediamo con gli occhi moderni.
Alcuni possono essere scandalizzati.
Ci sono magari all'interno dei gruppi che entrano qui
degli imbarazzi, eccetera, perché noi guardiamo
qualcosa del passato con la nostra cultura.
Uno degli errori che non bisogna mai fare
è guardare il passato oppure altre culture
con gli occhi della tua cultura.
Tu devi guardarli, capirli, mai giudicarli.
Durante la lunga assenza da Roma
è cresciuto il malcontento nelle province
costrette a sostenere gran parte dei costi di ricostruzione di Roma.
Tigellino porta notizie preoccupanti.
I governatori della Gallia e della Spagna si sono ribellati
e cercano l'appoggio dei senatori.
Mio Signore.
Questa è una grave minaccia, devi reagire.
- Abbiamo avuto altre ribellioni. - Non come questa.
Non sono barbari che chiedono la libertà.
Questi sono Romani, aristocratici.
Non vogliono liberarsi dell'impero. Vogliono liberarsi di te.
Devi dire al Senato cosa intendi fare a riguardo.
Devi tornare a Roma.
Al ritorno a Roma, l'imperatore è accolto da una folla festante.
Nerone ha reso la capitale dell'impero
la città più sfarzosa che il mondo conosca.
Ed è vostro !
Se il popolo è dalla sua parte
gli aristocratici tramano invece per la sua caduta.
I suoi nemici lo attendono al varco.
Vogliono sapere cosa farà con le province ribelli.
Di fronte al Senato, Nerone tiene un discorso
che lascia sbigottiti i presenti.
Fra tre giorni, partirò per la Gallia personalmente
per affrontare i nostri nemici.
Si pentiranno di quello che hanno fatto.
(tutti) Bravo !
Schiaccerò i nemici dell'impero non con la spada, ma con l'arte.
La mia arte ! Ho intenzione di cantare per loro.
Di fronte alla ribellione in Gallia e in Spagna da parte di Galba
Nerone potrebbe agire, invece si trova completamente impreparato.
In fondo, però, ha ancora dalla sua parte
le legioni e comandanti fedeli, come per esempio Vespasiano.
Ha dalla sua parte il popolo, i pretoriani
i governatori delle altre province
ma stranamente è immobile.
Non agisce, forse perché in realtà gli manca una preparazione militare
il fatto di avere un piglio deciso, di agire.
Questo offre il fianco ai suoi nemici e senatori
che agiscono.
Per farla breve, una mattina si sveglia nel suo palazzo
ed è solo.
Lo hanno abbandonato tutti, anche le guardie.
Lo vedete camminare a piedi nudi
chiamando e realizzando di essere ormai stato abbandonato.
Certo, noi possiamo immaginare il suo sgomento e stupore
nel camminare in quello che era una volta il suo regno
e trovarsi ormai preda.
Come disse Cicerone
"Il destino dei tiranni è quello di vivere nella solitudine"
"in una vita di sospetti e angosce"
"nella quale non c'è spazio per l'amicizia".
Mio signore, devi alzarti ! Le guardie lasciano il palazzo.
Tigellino !
Tigellino...
Siamo amici.
Sono l'imperatore.
Il legittimo imperatore.
Ormai...
non basta.
Non temendo più per la loro vita
i senatori dichiarano Nerone nemico dello Stato.
Ora è dovere di tutti i cittadini dell'impero uccidere l'imperatore.
L'ultimo discendente di Augusto è braccato come un criminale comune.
Sul regno del più visionario degli imperatori
sta per calare il sipario.
L'uomo che sognava di essere un dio
ora è solo di fronte ai propri fantasmi.
Davanti a pochi amici rimasti fedeli
Nerone decide di togliersi la vita.
Qualunque cosa pensino di me...
oggi il mondo perde un grande artista.
Si conclude così, con un finale degno di tragedia
di quelle che amava tanto Nerone
l'impero di questo imperatore.
Tutti noi ci aspetteremmo a questo punto
che il corpo una volta scoperto sia stato poi trascinato per le strade
buttato nel Tevere
che abbia ricevuto la cosiddetta damnatio memoriae.
Invece, anche questa è una fake news.
Non è accaduto, perlomeno all'inizio
anzi, il corpo di Nerone è stato raccolto da tre persone
dalle sue balie nutrici che lo conoscevano fin da bambino
e da una donna, Atte, un suo grande amore giovanile
rimasta fedele per tutti questi anni.
Hanno raccolto il corpo, lo hanno lavato
e poi è stato disposto un funerale sontuoso.
Il corpo è stato cremato.
E poi le ceneri dove sono andate ?
Le ceneri sono state portate nel sepolcro di famiglia
la Cappella degli Domizi Enobarbi, la famiglia del padre.
Questo luogo si trova in un posto che tutti conoscono
Piazza del Popolo a Roma.
Allora non era una zona così abitata o con fontane maestose
anzi, era una zona periferica con prati e boschetti.
Lì c'era da questa tomba, questo sepolcro di famiglia.
Le fonti antiche ci raccontano
che per molto tempo, ogni anno alla data della sua morte
la gente comune, uomini e donne, veniva ad onorarlo
portando fiori, omaggi, eccetera.
Fa pensare, tutto sommato, a così tanti secoli di distanza
che in un posto come questo, Piazza del Popolo
ci sia la tomba di Nerone, una volta
e anche l'obelisco, quello di Ramesse II.
A poche decine di metri di distanza
ci sono le testimonianze di due grandi protagonisti della storia
ma in fondo questa è anche Roma.
Le ceneri di Nerone vennero conservate
dentro un grande sarcofago in porfido rosso
sormontato da un altare di marmo bianco
e circondato da una balaustra di pietra.
E' un monumento molto bello.
Tra l'altro, questo monumento rimase fino al medioevo
per oltre 1000 anni
fino a quando papa Pasquale II decise
di abbattere tutto per eliminare fisicamente
questo grande nemico della chiesa.
Per tutto quel tempo, naturalmente
questo luogo trovò un altro scopo
e cioè venne eretta una cappella di culto
che nel tempo diventò sempre più grande
fino a diventare questa chiesa, una delle più antiche di Roma
Santa Maria del popolo.
Per ironia della sorte, all'interno di questa chiesa
in una cappella, potete ammirare un capolavoro del Caravaggio
"La crocifissione di Pietro", famosissima.
Questa cappella e questo quadro si trovano esattamente
sopra il luogo dov'era stato sepolto Nerone
che aveva voluto la morte di Pietro.
La morte di Nerone segna l'inizio di una sanguinosa guerra civile
che in un anno vedrà succedersi ben quattro imperatori.
Alla fine, a conquistare il trono è Vespasiano.
Il nuovo imperatore cercherà di cancellare in ogni modo
la memoria di Nerone.
Ordina di abbattere la Domus Aurea.
Al suo posto, sorgerà un monumento
destinato a diventare un simbolo di Roma, il Colosseo.
Siamo giunti alla fine di questo nostro viaggio nella vita di Nerone.
C'è una domanda che ci possiamo porre.
Come mai
questo imperatore affascina così tanto oggi ?
Considerate che ad Hollywood, dopo Gesù Cristo
è la figura storica più interpretata
probabilmente perché è una figura storica
piena di contraddizioni.
Poi c'è stato qualcos'altro, c'è stato questo immenso incendio
che ha certamente travolto la sua immagine nel corso dei secoli
perché poi ha dovuto trucidare i cristiani
da qui l'odio dei cristiani nei suoi confronti.
L'impero poi è diventato cristiano.
Questo ci porta ad una considerazione.
In effetti, quell'incendio partito per una causa così banale
ha realmente travolto la storia
fino a coinvolgere persino noi e i nostri tempi.
Se non fosse caduta quella lucerna, non ci sarebbe stato l'incendio
non sarebbero stati perseguitati e trucidati i cristiani
non sarebbe stato ucciso Pietro
e non sarebbe stato sepolto
nel luogo che si trova lì alle mie spalle.
Se non fosse caduta quella lucerna, come sarebbe oggi il mondo ?
Certamente, San Pietro non ci sarebbe.
Forse ci sarebbe comunque un altro edificio di culto cristiano
ma non lì e non con questo aspetto.
Forse non avremmo neanche il "Giudizio universale"
e la cappella sistina, avremmo qualcos'altro.
La religione cristiana sarebbe rimasta
un culto limitato al Medio Oriente senza la morte di Pietro ?
Oppure, visto che era una religione aperta a tutti
agli ultimi e alle donne, con una promessa di salvezza
avrebbe comunque vinto nella società romana ?
Questo non lo possiamo mai dire
però si arriva ad una considerazione molto interessante.
Vedendo come una semplice lucerna possa cambiare la storia nei secoli
possiamo dire in effetti che il futuro non esiste.
Esistono tanti futuri possibili per ognuno di noi
anche per i nostri paesi.
Per ognuno di noi
tutto dipende dalle decisioni che prendiamo
che ci indirizzano da una parte o da un'altra
o a volte anche dal caso.
Basta semplicemente poggiare una lucerna nel punto sbagliato.
Grazie per averci seguito. Buonanotte.
Allora, 57.1 prima, due macchine.
Chissà se Nerone ha mai visitato o vissuto...
Cos'è successo ?
[VOCI NON UDIBILI]
A troneggiare nel cortile di questa caserma dei vigili...
[VOCI INDISTINTE]
[RISATE]
Allora, siete pronti ?
Era Nerone. Allora, seguiamo questa...
[SIRENE DI AMBULANZA]
- Posso darlo a qualcuno ? - Sì. - Ok.
- Sei pronto ? - Sempre. Quando comincio a parlare ?
Tre... due... uno... Azione, Alberto.
(in romano) Andiamo, ragazzi !
Allora...
In questa stagione di "Ulisse"
abbiamo viaggiato insieme attraverso paesaggi da sogno
e vi abbiamo raccontato storie appassionanti.
In occasione dell'incoronazione di Carlo III del Regno Unito
abbiamo ripercorso la storia di una famiglia
da sempre al centro della scena, i Windsor.
Carlo è già diventato re
al momento della scomparsa di sua madre, la regina Elisabetta.
Tra pochi giorni quella stessa corona brillerà sul suo capo.
In più di un secolo, la dinastia dei Windsor ha attraversato
i momenti più drammatici della storia d'Europa.
Tutti i suoi esponenti sono entrati, volenti o nolenti
nel racconto del costume degli ultimi decenni
abbiamo poi ricordato
il percorso professionale e umano di Piero Angela
dalle sue prime corrispondenze come giornalista
ai grandi programmi dedicati alla scienza
punto di riferimento culturale per generazioni di italiani.
Lui si rivolgeva soprattutto ai giovani
e ha donato loro ciò che aveva imparato
in decenni di vita e di carriera.
Qui non ha più senso l'alto e il basso.
Un viaggio lungo una vita, quello di un pioniere
che con razionalità e rigore scientifico
ci ha raccontato la complessità del mondo
sempre con parole semplici e chiare.
Le telecamere di "Ulisse" ci hanno accompagnato
alla scoperta di Petra, l'affascinante città dei Nabatei
dimenticata per secoli e riscoperta solo all'inizio dell'Ottocento.
Progressivamente, come un sipario di pietra che si apre
vi accoglie e quello che avete davanti è un tesoro
anzi, "El Khasneh", che vuol dire tesoro in arabo.
Petra è stata il punto di partenza
per un itinerario alla scoperta della Giordania
un'affascinante terra di mercanti, di profeti e di re.
Eccomi, sono Anna. Anna Frank.
Poi Alberto Angela ci ha guidato attraverso i canali di Amsterdam
per sfogliare insieme "Il diario di Anna Frank"
una ragazza ebrea innamorata della vita.
Abbiamo rivissuto la vicenda della famiglia di Anna
nella celebre casa sul retro dove i Frank si erano nascosti
per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Anna è davvero ancora viva, anzi, Anna è per sempre.
La stagione di "Ulisse" si è poi conclusa con la storia
di uno dei più controversi imperatori di Roma, Nerone.
Le fiamme stanno letteralmente per divorare la sua capitale
e soprattutto questo capitolo della storia.
Sono stati viaggi entusiasmanti e altri ne stiamo preparando
per vivere ancora insieme il piacere della scoperta.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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