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È pazzesco.
Non è finito. Va' via.
Com'è dipingere di nuovo?
Sono un po' arrugginita.
Hai ripensato a quello che ci siamo detti l'altra sera?
Cioè?
Mollare la galleria.
Dipingere a tempo pieno.
Dovresti stare più attento a quello che chiedi.
Ti troverai in una casa piena di quadri.
Sei troppo brava per seguire il lavoro degli altri, davvero.
Beh... vediamo come andrà l'accordo.
L'accordo...
è stato concluso.
Queste cifre sono assurde.
Ehi, qualcuno può darmi uno strappo?
- Dove? - Allo skate park.
Sì, ti accompagno io.
No, tranquilla. Ci penso io.
Devo fare dei giri, andiamo.
Ti vedi con Brooke?
- Sì. - Avete un appuntamento?
È meglio se vado a piedi.
Tranquillo, non ti metterò in imbarazzo. Preparati.
Continua a dipingere.
Sei teso?
Sì, un po'.
È un buon segno.
Non è una brutta cosa. La tensione ti mantiene lucido.
Già.
Divertiti. Andrà tutto bene.
- Ehi. - Ciao, come va?
Beh...
sembri pronto per un'avventura.
Ti piace?
Spacca, non è vero?
Quella è per me?
Tieni.
Ti giro il numero del mio contatto. È bravo.
Mi ha salvato diverse volte.
Sicuro di volere sigillare la scatola?
Sì?
Perché sei tornato qui?
È per lei, non è vero?
Sì.
L'errore che hai fatto nel tuo mondo.
Hai costruito questa, anziché una vita con lei.
Ci ho preso?
Fa' buon viaggio.
Ricorda le mie parole.
Spero troverai quello che cerchi.
Ciao, ragazzi.
- Vieni con me? Andiamo. - Sì.
Io...
Ti ho preso una cosa.
Sei in ritardo.
Lo so.
Sei nervoso, per aver visto la ragazza che ti piace.
C'era anche Drew. Ha rovinato tutto.
Sai, dovresti pensare alla prossima mossa.
Tipo?
Non lo so, sta a te capire quale.
Se te ne stai con le mani in mano...
È più facile a dirsi che...
Sì, ma potresti pentirtene.
Il rimpianto ti logora, lascia che te lo dica.
Che c'è?
Che ti prende? Charlie?
- È stato... Oddio. - Cazzo.
- L'allergia? - Sì.
Che c'è?
Lo zaino? Faccio io.
Cosa devo cercare?
Una Epipen?
Andiamo, com'è fatta?
Merda.
È questa? Resisti. Oddio.
Che devo fare? Non mollare. Ok...
Ehi, sta bene, giusto?
- Sì, se la caverà. - Ok.
Lo stanno visitando.
- Tu stai bene? - Sì.
Cos'è successo?
È stata colpa mia. Gli ho preso un gelato.
In che senso?
Dentro c'erano le arachidi.
Io non avevo letto...
Non ci ho pensato.
Non hai pensato che è allergico alle arachidi?
Lo so.
Che stai facendo?
Devo organizzare lo spazio alla galleria per un'asta.
Sembra impegnativo.
Ho chiesto di non lavorare all'evento...
e ora mi toccano i preparativi.
Posso fare qualcosa per te?
No.
Ehi.
Da quando usi il filo interdentale?
Lo uso da sempre.
Solo quando vai dal dentista, non freghi nessuno.
Mi prendo cura delle mie gengive. Che problema c'è?
Nessuno, era una semplice curiosità.
Ok.
BASATO SUL ROMANZO DI BLAKE CROUCH
Come procede?
Ci sono quasi.
Il Village Tap
ha un'insegna rossa al neon
L'ECCELLENTE BEAN CAFE
- Cazzo. - Che c'è?
E c'è un'enoteca dall'altra parte della strada
ENOTECA
- Che ti prende? - La porta è rossa.
Quelli non sono mia moglie...
e il mio cane.
Non è la mia porta né la mia casa.
Non è proprio la mia cazzo di giornata.
Non c'è nessuno dentro.
Ma non importa, non vedo l'albero commemorativo.
Cavolo.
Questo è anche peggio di tutti quei mondi assurdi.
Una serie di Chicago che sembrano quasi normali.
"Quasi", appunto, ma non sono casa.
Non so se sono pronto a tornare nella scatola.
Nemmeno io.
Cerchiamo un posto come si deve per la notte.
È tutto buonissimo.
Oh, mio Dio.
Non capisco se è per la fame o se il cibo è davvero delizioso.
- È ottimo. - Vero?
Oh, sì. Ehi, racconta...
Hai poi trovato l'Amanda di questo mondo?
Non è una terapeuta.
Sul serio?
Sei pronto?
Gestisce un fast food White Castle.
No. No.
Almeno tu sei una manager.
Ti sei mai chiesta...
Se potessi liberarti del superfluo, del tuo stile di vita
e di tutti i fattori esterni,
quali sarebbero le caratteristiche
che ti rendono la persona che sei?
Cioè, io sono lei,
l'Amanda di White Castle, al livello più elementare?
Sì.
Proprio così.
Beh, la personalità è un insieme di pensieri, emozioni
e comportamenti unici per ognuno.
Ci piace pensare che sia immutabile, ma non lo è.
- Sì, le persone cambiano... - Non lo è.
...ma la base resta invariata.
Certo. Il nostro carattere si definisce intorno ai tre anni,
ma è solo la reazione all'ambiente in cui ci troviamo.
Il mio Jason, ad esempio, non riusciva a controllare il suo carattere.
- Idem. - Come pensavo.
Ma tu sei più empatico e padrone dei tuoi impulsi rispetto a lui.
E questo grazie al tuo vissuto, alle tue scelte.
La nostra personalità cambia nel corso della vita, e...
Adoro questa canzone.
Che c'è?
No. Non scherziamo.
No, grazie. Io non ballo.
Lo so che non balli.
Nemmeno lui.
Cos'è che ti spaventa?
Quello che spaventa tutti.
Se ti fa sentire stupido, puoi sempre uscire dal ristorante o lasciare la città.
Puoi perfino lasciare questo mondo.
Buttiamoci.
Sì, cazzo.
Ehi.
Ehi.
È stata una serata davvero fantastica.
Già.
Sì, è vero, è stata pazzesca.
È come se il mio mondo stesse scomparendo.
Credi che arriverai a dimenticarlo completamente?
Temo che, a un certo punto, non mi sembrerà più reale.
Che vuoi dire?
Perché non lo è.
Questa realtà è tutto ciò che abbiamo.
Se vuoi che vada nell'altro letto,
basta dirlo.
Non voglio questo.
Ma ho bisogno che tu lo faccia.
Certo.
Jason, prego.
Io ho tutto ciò che desidero. Ogni cosa.
Ma sono qui, a parlare con te, perché...
non è come l'avevo immaginato, suppongo.
Ho lavorato sodo per ottenere questo e arrivare qui, credimi.
Forse avevi aspettative troppo alte, ci hai pensato?
Potresti aver idealizzato questa fase di vita.
Forse hai sempre fantasticato
su quanto sarebbe stato idilliaco ottenere tutto questo:
una moglie che ami, un figlio,
la libertà di fare ciò che vuoi.
Ma hai dimenticato un dettaglio.
La vita è solo vita.
Hai detto che ti aspettavi altro.
Cosa, esattamente?
Se ti rispondo "la perfezione", penserai che sono uno stronzo.
Ora vuole che molli la galleria.
E tu lo farai?
A dire il vero, non ci ho nemmeno pensato.
Sono molti soldi.
- Assurdo. - Ok.
Sì, poi ci sono tanti altri dettagli:
d'un tratto, usa il filo interdentale e si veste in modo elegante.
Chiama un divorzista.
So che sono piccolezze.
- Ma non fanno che accumularsi. - Continua.
Tipo, lascia le chiavi sul piano della cucina,
anziché appenderle sul gancio.
Quando entra in casa, si toglie le scarpe.
Svuota la lavastoviglie appena ha finito.
Vuole fare sesso continuamente.
Frena. Mi stai dicendo che è più sexy, più pulito e più ricco.
E quell'episodio con Charlie, non è stato cosa da poco.
Ho fatto un casino qualche giorno fa.
Ho dato a mio figlio Charlie del gelato.
Conteneva arachidi e lui è finito al pronto soccorso.
- Ora sta bene? - Sì.
Sì.
E mi farò perdonare.
Ma Daniela non riesce a farsela passare.
- Ti sei scusato? - Certo.
Sì, ma ora sento di doverle dimostrare
che sono presente e attento, in qualche modo.
Cosa farai?
Io non disdegno i grandi gesti romantici.
E Daniela?
E tu?
A chi non piacciono?
Io e il mio compagno abbiamo concezioni diverse del romanticismo.
Sei sposata.
L'altra sera, mentre aspettavamo Charlie al pronto soccorso,
ho notato dei segni sul suo braccio.
Una ferita?
Segni di puntura.
Pensi che si buchi?
Hai tenuto il meglio per ultimo.
- Gli hai chiesto spiegazioni? - No.
Ultimamente, esce quasi tutte le sere.
Dice che sono appuntamenti di lavoro, ma non lo so.
- Dovrei parlargli. - No, non farlo.
Ti mentirà e non farai che insospettirlo.
Devi seguirlo.
- Dici? - Sì.
Scopri che sta succedendo.
No.
Gli parlerò.
Come mi hai trovata?
Tramite un'ex fidanzata.
Storia lunga.
Ehi.
Speravo di parlarti.
Mi piacerebbe molto, ma sto uscendo.
Dove vai?
Dove "andiamo", semmai.
Questo io lo so, sta a te scoprirlo.
Per caso, c'entra una cena?
- Sì, proprio così. - Ok.
Ma prima, dobbiamo fare un salto in un posto.
Sarà una cosa veloce, promesso.
Eccoci.
ASTA DI BENEFICENZA DI ARTISTI LOCALI DI CHICAGO
Mi hai portata all'asta?
- Sì. - No.
No, voglio solo mostrarti una cosa. Devi vedere una cosa al volo.
- Non capisco. - Vieni.
- Perché siamo qui? - Fidati di me.
Salve, come va? Che piacere, ciao.
Molto piacere.
- Ok, dietro di te. - Che cosa?
- Portami a casa. - Perché?
Voglio andare.
Ok, ascoltami, so che ho fatto un casino.
Solo non capisco il perché.
Non ci arrivi?
No. Credevo di renderti felice.
Sì.
No.
No, non sono felice.
Mi sento davvero umiliata, cazzo.
"Umiliata"? Quel dipinto è pazzesco.
L'hai preso senza il mio permesso e hai chiesto ai miei colleghi di esporlo.
Erano felici. Loro...
Non avevano altra scelta.
Mi hai fatto indossare questo abito che detesto
e mi hai portata lì, dove mi conoscono tutti.
E non solo il quadro è terribile,
non era nemmeno finito.
Il quadro è bello.
- È bellissimo! - Non è una tua decisione, Jason.
Si tratta del mio lavoro.
È una cosa privata. Sapevi che non volevo venderlo.
Allora non farlo! Non venderlo, cazzo.
Solo... non capisco perché non possano vederlo tutti.
Perché non dipingo da anni!
E sto ancora cercando di capire se è quello che voglio fare!
Come ti è venuto in mente?
Forse non sei la persona che credevo che fossi.
Non intendevo questo.
Io non...
Forse non lo sono.
Voglio che tu sia felice.
Oh, no. Tu vuoi essere felice.
Questo cos'è?
Credo che se lo stia iniettando.
Cosa? Pensi che si droghi? No.
È pieno di buchi.
Cazzo.
Ok, aspetta. Forse è malato e non vuole farti preoccupare.
Sarà una terapia sperimentale.
Una malattia segreta mi sembra surreale.
Anche se ha un deposito di cui non sapevo nulla.
- E cosa ci tiene? - Quella.
Poi non so. Non sono riuscita a entrare.
Puoi analizzarla?
Non è granché come campione, ma sì.
Intanto scopri di che si tratta,
poi capiremo il da farsi.
Stai bene?
Sì.
Ho solo bisogno di stare un po' da sola.
Ci vediamo qui stasera?
E se questo fosse il mio mondo?
Ci vediamo qui in tutti i casi stasera?
Posso aiutarti?
Sei tu l'artista?
È molto bello.
Grazie.
Questo quadro...
mi ricorda Juneway Beach, in qualche modo.
Indovinato.
Sì, tipo...
in autunno, o giù di lì.
Novembre, per la precisione.
Mi piacciono le albe.
Già.
Ok, ti lascio dare un'occhiata, io sono qui in giro.
Se hai domande, chiedi pure.
Mia moglie è un'artista.
- Vive qui? - Sì, sì. Beh...
In realtà, no...
tecnicamente.
Non stiamo insieme.
Cioè, non è vero che non stiamo insieme.
È...
Complicato.
Sì.
Ti andrebbe di bere un caffè insieme?
Ecco, sarò bloccata qui tutto il giorno.
Allora, magari quando stacchi, o...
Oppure, mi stai... scaricando educatamente.
- Mi dispiace. - Scusa.
Sì. Cazzo. Mi dispiace, scusa.
Tranquillo. Grazie di essere passato.
A te. Grazie a te.
Salve, serve aiuto?
Ma che eleganza.
Grande.
Occhio al solletico.
Non era il tuo mondo?
Siamo a corto di fiale...
e di opzioni.
Già.
Posso?
Grazie.
Hai descritto la lunghezza e il colore dei suoi capelli, il suo lavoro...
Non è abbastanza.
- Faccio del mio meglio. - Lo so.
Ma devi andare più a fondo.
Sì.
Ho bisogno di un po' d'aria.
Cerco qualcosa da mangiare. A dopo.
Sì, il cognome è "Dessen". D-E-S-S-E-N.
Ok, grazie.
Ehi.
Credevo mi avessi abbandonata.
Scusa. Non succederà più, te lo prometto.
Dove sei stato?
Ho spiato e pedinato me stesso.
Ha seguito me e Daniela al ristorante, li ho osservati da una finestra.
Dopo sono andati al cinema.
Li ho seguiti e mi sono seduto dietro di loro,
li ho visti guardare un film.
E così ho capito perché il tuo Jason mi abbia fatto questo.
Mi avrà pedinato per settimane.
Al lavoro, durante le uscite con Daniela,
ci spiava dalla finestra, mentre eravamo a casa, di notte,
immaginando che sparissi, che sparissi nel nulla, cazzo.
In questo momento la mia testa è piena di pensieri folli.
Così non funziona.
Già.
Brancoliamo nel buio.
Sì, ma ci stiamo avvicinando.
- Oh, Jason. - Così... No, no.
Pensa a dove siamo partiti, ora ci siamo quasi.
Il mondo che stai cercando...
è un granello di sabbia in una spiaggia immensa.
No, tu... non dire così.
Jason. Jason.
Hai visto tua moglie uccisa.
L'hai vista morire di una malattia orribile.
L'hai vista non riconoscerti.
Sposata con altri. Con altre versioni di te.
Il nostro cervello non è programmato per tutto questo.
Quanto potrai reggere ancora?
No, non è questo il punto, io devo trovare la mia Daniela.
Ci restano solo dieci fiale.
Dieci.
- Forse hai ragione, è impossibile. - Non lo è.
Guardami, non lo è.
Non ti chiedo di non sperarci.
Ma dobbiamo cambiare approccio.
Capisco perché è arrabbiata.
Mostrare le sue opere è una scelta che spetta solo a lei.
Ha detto la stessa cosa.
Come ti senti ora?
In tutta onestà, vorrei solo andarmene.
Per il litigio?
Per tutto quanto.
Ho lavorato duramente per arrivare qui e ora va tutto a rotoli.
Quando pensi di andartene, cosa immagini?
Un corridoio infinitamente lungo,
con tante porte a perdita d'occhio, tutte equidistanti.
E dietro a ogni porta, una versione della mia vita
che avrei potuto vivere.
Se non mi piace quella in cui mi trovo, posso sempre sceglierne un'altra.
Metafora molto interessante.
Te la rubo.
Fa' pure.
Continui a parlare di porte,
forse perché ti senti più al sicuro, lì,
a vivere in un corridoio.
Sai come si chiama questa?
Come?
Paura di impegnarsi.
Sono sposato da 15 anni.
Da come parli, non sembra.
Ehi.
- Ehi. - Credevi che non l'avrei scoperto?
- Di che stai parlando? - E dai.
Non vuoi lavorare con me perché sei impegnato a rubarmi le idee?
Non te l'ho rubato.
Come sei riuscito a crearlo? Questo composto?
Jay, è come se... se mi avessi letto nella mente.
Ryan, te lo giuro, non ho ficcato il naso nella tua ricerca.
L'ha fatto qualcuno che lavora per te?
No.
Se scomodiamo gli avvocati,
passeranno al vaglio la tua vita, il tuo lavoro,
i tuoi laboratori, ogni cosa.
Non dobbiamo arrivare a tanto.
Jason, sono in trattativa con diverse case farmaceutiche.
Se scoprono una tecnologia concorrente,
è tutto finito.
Chi ti ha dato la fiala?
Ha importanza?
Il tuo composto funziona?
Ci siamo quasi.
Qual è la tua idea?
Un'alternativa più sicura all'anestesia totale.
Una terapia per i traumi, per le fobie.
Una terapia del dolore completamente innovativa.
Il tuo funziona?
Sì. Sì, funziona.
Wow.
Come colpisci le aree di Brodmann?
Non posso dirtelo.
Andiamo.
Ok.
E tu puoi dirmela la tua idea?
Facciamo una cosa.
Lascia che te lo mostri.
Che cazzo è?
Il mio progetto segreto.
A cosa serve?
Ora lo vedrai.
Porca troia, Jay.
Aspetta, devo spararmelo in vena anche io?
Se vuoi sapere come funziona.
È sicuro?
Sì, l'ho fatto un centinaio di volte.
Ok.
Non capisco quello che sto vedendo. Jay, che significa?
È solo una manifestazione della tua mente
che cerca di spiegare visivamente qualcosa che il cervello non comprende.
E sarebbe?
Uno spazio di probabilità a cinque dimensioni,
altresì detto "sovrapposizione".
Jay...
quindi, mi trovo in uno stato quantico?
- Esatto, sì. - Jay.
Ora questo ti sembra un corridoio,
ma, in realtà, è la scatola che si ripete in tutte le possibili realtà
che condividono le stesse coordinate spazio-temporali.
Non può essere...
È reale.
Jason.
Oh, mio...
Cosa c'è dietro le porte?
Infinite versioni del mondo che conosci.
Alcune leggermente diverse, altre da mandarti fuori di testa.
Cazzo.
- Aspetta. No. - Cosa?
Questa...
Questa è la parte pericolosa.
La tua coscienza, il tuo stato emotivo...
Ok.
...determinano quale realtà troveremo dietro le porte.
- Merda, certo... - Voglio che ti concentri.
- Sei emozionato, lo so... - Ci sto provando, ok.
Inspira.
Ed espira.
Sei pronto?
Questa è Chicago?
Un'altra versione di Chicago.
Un luogo più accogliente ed evoluto del nostro mondo.
Ok, ma... perché siamo finiti proprio qui?
Pensavo al genere di posto che avrebbe voluto vedere il mio amico.
Potrei mostrarti tantissime cose.
Non possiamo restare a lungo.
Dammi il tuo telefono, faccio una foto.
Sì.
Jason, non ci credo, hai creato un composto migliore del mio.
Credevo di essere l'unico al mondo a poterlo fare.
Esiste un'infinità di mondi.
E un'infinità di Ryan.
Non sei il Jason che conosco, vero?
Ehi...
Non ti creerò problemi, hai capito?
No, aspetta. Fermo, aspetta!
No, aspettami.
Jay!
Jason?
Sì, sono io.
Piacere, Anthony.
- Ciao. - Lavoro con Leighton.
Grazie di esserti precipitato qui.
- Pensi di poterlo fare? - Certamente.
Come prima cosa, dovremo sigillare il telaio.
Chiamo i rinforzi...
Sottotitoli: Chiara Mangieri
DUBBING BROTHERS
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