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Non potrei mai più lavorare qui ora.
Guarda quei pantaloncini.
- Coprono tutta la coscia! - Già.
Beh, per quanto sia stato divertente
ascoltare i racconti di un narratore inedito...
- Non era necessario. - Dovrei andare.
Mio nipote, Hugo.
Héctor.
- Il Protettor? - In carne e ossa.
Tanto piacere.
Ok.
Ci vediamo al funerale.
Certo, al funerale. Sì, certo.
Vedi, Hugo, abbiamo ancora tempo
e devo ancora raccontarti tante storie su questo posto.
Quindi... Hugo. Hugo. Ehi. Hugo!
Il tuo telefono non può essere più importante.
Wow. L'hai sentito, abuelita. Ha detto che non sei così importante.
- Mamma. Mi dispiace. - Máximo, m'hijo.
- Che bello vederti! - Anche a me fa piacere!
- Io... - Da quanto tempo è così?
- Tutto il tempo. - Il medico ha detto...
che non posso prendere l'aereo dopo l'intervento alle ginocchia. Quindi mio...
- No, no. - Già.
- No. L'ha fatto di nuovo. Hugo. - No...
Vai nelle impostazioni e leva i filtri.
Che impostazioni? Se premo qui...
Non è colpa nostra.
Non siamo cresciuti con la tecnologia come te.
Per te, cosa vuol dire "VHS"?
Che qualcuno è V-E-C-C-H-I-O.
Allora la tecnologia era più semplice.
Il montaggio dei film era di classe:
tapparelle che si abbassano, un orologio che gira...
Ecco cos'era all'avanguardia.
PRIMA CONVENTION INTERNAZIONALE DELL'AUDIOVISIVO
Era la mia prima convention da assistente capo delle operazioni
ed ero entusiasta.
Avrei seguito alcune delle menti più geniali di quei tempi.
Mi sentivo inarrestabile finché...
Signorina Davies.
Máximo.
Vi interrompo?
Stavamo chiacchierando. Dulce mi ha portato il caffè.
- Spero che non ci sia un'oca, qui dentro. - Non oggi.
Un'oca?
Dovevi esserci!
Signorina Davies, volevo rivedere il programma della convention con lei.
Giusto, per fortuna sei passato. Io e don Pablo
abbiamo promosso Dulce a coordinatrice degli eventi speciali.
Quindi, non dovrai occupartene tu.
- Ma... - Meglio: hai tante cose per le mani.
Ma a me fa piacere!
So fare il giocoliere!
Non dire scemenze.
Il talento di Dulce è sprecato in piscina.
Poi, a quanto pare, è una maga dell'elettronica.
Diciamo che sono un'oca dell'elettronica.
Sentivo che la nostra nuova coordinatrice degli eventi speciali voleva farmi fuori.
Me la faccio addosso!
Io e Dulce dovevamo fare due chiacchiere.
Bene, il punto è questo.
Sono io che porto il caffè a Diane e io che do informazioni a don Pablo.
Non devo aiutare i nostri capi?
No. Cioè, sì. È solo che è compito mio.
Sono io l'aspirante assistente capo delle operazioni.
Scusami.
Don Pablo ti ha assicurato quella promozione?
- Beh, non esattamente. - Perché, se ti senti minacciato
da una dipendente che ha iniziato solo due mesi fa, allora...
forse non sei tagliato per quel ruolo.
Anzi...
forse sei solo un coglioncello piagnucolone, come sempre.
Non sono un coglioncello piagnucolone.
Ti ricordi quanto hai pianto perché ti aveva punto un'ape?
- Avevo sette anni. - Ne avevi nove, eri un frignone!
Senti, sono anni che aspetto un'opportunità come questa
e farò tutto il necessario per arrivare in cima.
Anche mentire sul fatto di essere una genia dell'elettronica.
Non so nemmeno usare il telefono.
Hai mentito alla signorina Davies?
Mi ha detto di chiamarla "Diane".
E don Pablito, ormai, ce l'ho sul palmo della mano.
Don Pablo! Salve.
Ha... ha cambiato i baffi?
Molto eleganti, quasi aerodinamici.
Ho dato una spuntatina.
Grazie per averlo notato, Dulce.
- Molto "dulce" da parte tua. - Urca!
Fa anche le battute! Incredibile.
Coglioncello frignone.
Don Pablo.
Per fortuna, la mia famiglia se la stava passando meglio.
Si era allenata con Esteban tutta l'estate
e finalmente Sara stava partecipando alla gara di dibattito.
E stava passando il primo turno alla grande.
La mancanza di opposizione in un sistema monopartitico
porta alla corruzione e a una violazione dei diritti umani.
Per questo, sostengo che il processo democratico messicano
sia intrinsecamente difettoso.
- Tempo! - Quella è mia figlia!
Beh, in realtà è la sua...
Ma siamo sposati, quindi è mia figlia!
Hai sentito?
Il modo in cui ha presentato l'argomentazione e l'ha sostenuta...
Sto sudando? Mi sembra di sudare.
Mi sembra tutta una tifoseria organizzata,
ma sono felice di vedere Sara che studia qualcosa con passione.
- Mh-hm. - Mi scusi, signore.
Abbiamo notato che esultava.
- Scusate, mi emoziono molto. - No, si figuri.
Volevamo solo chiederle: lei è Esteban Navarro?
È lui! Esteban-ator! Siamo suoi grandi fan.
- Piacere. - Piacere mio.
- Wow. Hai dei fan? - Cosa vuoi che ti dica?
Mi ero fatto un nome, nei dibattiti, qui ad Acapulco.
Solo ad Acapulco? In tutto lo stato di Guerrero!
Non mi stupisco che sua figlia abbia distrutto la nostra.
- Era vostra figlia? - Sì.
- Mh. - Spero che stia bene.
Ma sì! È un onore essere stata umiliata pubblicamente dalla sua allieva.
- Piacere. - Piacere mio.
Tanto piacere.
- E complimenti. - Grazie.
Caspita.
Beh, Esteban-ator,
andresti a prendere qualcosa da mangiare prima del prossimo turno?
Ma non possiamo perdere questi posti. Sono alla distanza perfetta dal palco.
Se Sara fa piangere qualcuno, da qui riusciamo a vedere le lacrime.
È solo un passatempo, non la stai prendendo troppo sul serio, no?
Certo che no.
FORZA SARA!
Grazie.
Héctor.
Potresti portare una cosa alla signorina Davies?
- Ho tutti gli ospiti della convention... - Per Diane, certo. Farei di tutto.
Grazie.
Per un crudele scherzo del destino, Lorena aveva chiesto a Héctor
di portare a Diane i fiori di Alejandro Vera.
Ecco a te.
Sono per me?
- Da parte del signor Vera. - Per un attimo ho pensato...
Fidati, se fossero da parte mia, il bouquet sarebbe molto più grande.
Cioè, ci sono abbastanza fiori per chiamarlo "bouquet"?
Beh, sono solo dei fiori in amicizia.
- Tra colleghi. - Mh-hm.
Mh-hm.
Goditi questa deludente manciata di fiori.
Pronto, ciao, Alejandro.
Sai che non è il caso di mandarmi dei fiori.
Perché lavoriamo insieme.
Non capisco il bigliettino. Me lo tradurresti?
Sì, lo so che lo spagnolo è una lingua romanza...
Un drink alle 17:00? Non sapevo fossi in città.
Ci penserò.
Ciao.
Héctor aveva bisogno di un momento per schiarirsi le idee.
Passeggiando a fianco ai nerd che erano venuti per la convention,
non riusciva a levarsi Diane e Alejandro Vera dalla testa.
Un peso per i tuoi pensieri?
Quando sei arrivato?
Sono arrivato con la marea e con la marea partirò.
O alle 17:00. Quando finisco il turno.
Chad, sono abbastanza sicuro che per fare il bagnino serva il brevetto.
L'ho preso quando avevo 16 anni.
Per rimorchiare le ragazze.
Ma ora colgo il significato più profondo.
Un bagnino protegge i bagnanti.
Pensaci.
Wow. Molto, molto, molto profondo.
Forse è il lavoro più importante, a Las Colinas.
Meglio che torni al lavoro, allora.
Ma io sto... sto lavorando.
Sei in acque profonde e non ti lascerò annegare nella disperazione.
Per quanto fosse difficile fare quel che stavo per fare,
dovevo farmi coraggio e dire a Memo di Dulce.
Memo, la famiglia per me è importantissima. Lo sai.
Quindi, per onestà, sai se c'è qualche possibilità,
forse, che tua sorella possa essere...
Un mostro? Senza dubbio, sì.
- Lo pensi anche tu? - Naturalmente! Dulce è terribile.
Le avevo trovato un lavoro qui perché doveva essere una cosa di un giorno.
E mia madre mi aveva costretto.
Ma adesso ha un lavoro fisso
e io ho fatto entrare un lupo travestito da agnello.
- Allora, d'accordo, fermiamola! - Certo!
- Mi aiuti a sbarazzarmene? - Certo che no.
Quanti alti e bassi in questo discorso.
Máximo, non potrei mai andare contro la mia famiglia.
Una volta, mio cugino Felipe, ha divulgato la ricetta segreta del mole di mia nonna.
Ancora oggi non so dove sia finito.
- Oh. E se io... - Fermo. Non dirlo nemmeno.
Se scopro altro, dovrò dirglielo per forza.
Lo faresti?
- Ma sono il tuo migliore amico. - Lo so. E mi odierei per questo.
Ma lei è mia sorella.
Non posso tradirla. Per quanto muoia dalla voglia di farlo.
Non sarebbe giusto.
E poi, mia madre mi ucciderebbe.
Ok. Capisco.
Giuro che non ti coinvolgerò.
Bene. Grazie.
E questa conversazione non è mai avvenuta.
Porca miseria, tutte le volte!
Ciao, Diane.
Cosa ci fai qui?
Volevo fare un salto e vedere come vanno i nostri affari.
Oggi, alla grande!
- Cinque abiti da sera... - Bene. Possiamo parlare tra donne?
Ok. Era una principessa marocchina, ma, certo, raccontami pure.
Resti tra noi. C'è un uomo a cui potrei essere interessata sentimentalmente.
Il problema è che lavoriamo insieme.
E, se c'è qualcuna che se ne intende, quella sei tu!
- Ah, per me e Máximo? - E Chad.
E non sapevamo bene se ci fosse qualcosa o no tra te e Beto.
Non c'era niente.
Il punto è che non sono sicura se sia il caso di andare avanti...
La posta in gioco è altissima.
Quand'è che si supera il limite?
Sinceramente? Quando non ce la fai più ad aspettare.
Quando i sentimenti sono troppo forti per nasconderli.
Lo capirai perché non potrai non accorgertene.
Tu capisci lo spagnolo, vero?
Sì. Leggo e parlo la mia lingua madre. Perché?
Mi tradurresti questo?
Potrebbe aiutarmi a capire.
Sì, non c'è problema.
È tornata. La principessa. Con sua madre.
Quindi è la regina! Lo posso fare dopo?
Oh, sì. Vai e aiuta Sua Maestà.
Benvenute! Benvenute!
Non potevo fidarmi di Dulce,
quindi avevo deciso di tenerla d'occhio finché non avessi capito
come liberarmi di lei.
...è una videocamera VHS con riproduzione diretta su VCR.
Con questa bellezza, giri i film come Scorsese.
Marty in realtà lo pronuncia Scorsese.
Aspetta. Ti faccio vedere una cosa.
- Quant'è che mi segui? - Perché pensi che ti stia seguendo?
Non l'avevo previsto.
Vuoi davvero fare la guerra alla nuova dipendente preferita di Las Colinas?
Non ho paura di te, Dulce.
Io vedo oltre la tua apparenza innocente.
Sì, beh... sei l'unico, a quanto pare.
È la tua parola contro quella di un angelo dolce e adorabile.
Quindi, se non hai qualche prova, meglio che tu ti faccia da parte.
Ed ecco i nostri nuovi microfoni lavalier.
Microscopico, eh?
La batteria dura cinque ore e lo puoi nascondere dove vuoi.
Dove voglio? Fantastico!
Stava per iniziare il secondo turno di Sara
ed Esteban era pronto per un altro bagno di sangue.
Il tema del prossimo turno è "l'assistenza sanitaria universale".
Sara farà a pezzi la sua avversaria,
che quella sì che avrà bisogno dell'assistenza sanitaria. Popcorn?
L'avversaria della signorina Gallardo è...
Aida?
Ma cosa ci fai qui? Perché non mi hai detto dei dibattiti?
Te l'avrei detto, se ti fossi presa la briga di chiamarmi.
Pensavo che il nostro bacio significasse qualcosa per te.
Ma certo che sì. Non capisci...
Concorrenti, prendete posto.
Buona fortuna. Ti servirà.
Signorina Gallardo, con l'argomentazione a favore, può cominciare.
Il tempo comincia adesso.
Signorina Gallardo, il tempo è iniziato.
Se l'è dimenticato?
Oggi porterò argomenti a favore dell'assistenza sanitaria...
Credo che sia una cosa che, se volessimo,
potremmo lottare per avercelo... tutti.
Non ti racconto tutto,
ma diciamo che è stato un disastro.
Non penso di aver mai visto mia madre perdere una discussione.
È fastidioso.
Fidati, lo so bene.
Ma vedere Aida l'aveva agitata.
Tua madre non riusciva a esprimersi.
E alla fine, Aida l'ha sconfitta.
Pertanto, in chiusura, la mia avversaria è un mostro demoniaco
che bacia le ragazze e non le richiama.
E confuto l'argomentazione che sia un essere umano decente.
Che possa marcire all'inferno.
Ok, forse non era proprio la frase di chiusura di Aida,
ma era sicuramente il sottotesto.
Sara, cos'è successo? Hai buttato via la borsa di studio!
Non mi interessa.
È stata una tua idea, non mia.
Non avrei dovuto darti retta, da subito.
Ehi, Memo. Hai visto Dulce in giro?
- Perché? - Solo per normali motivi di lavoro.
Architetti qualcosa?
- Pensavo che non volessi saperlo. - Hai ragione, non voglio.
Bene, perché non te lo dirò.
- Perfetto, sennò glielo direi. - Allora, l'hai vista?
Non mi sento di poterlo dire.
- Non ho altro da dire. - Meglio.
- Buona giornata. - A te.
Oh, no.
Oh, no.
Non so che fare. Continuo a pensare a...
questa donna.
Mi sento bloccato.
Paletta.
Tutti ci blocchiamo, si sa.
Devi riuscire a tirarti fuori dal pantano.
Secchio.
- Grazie. - Non c'è di che.
Wow. È un cancello funzionante?
Protegge i piccoli abitanti della sabbia dagli eserciti invasori.
Bum, bum, bum!
Come hai fatto a diventare così bravo?
In Spagna abbiamo dei castelli veri.
Quando ero bambino, mio padre e io li ricreavamo nella sabbia, insieme.
Pensavo che il mondo fosse tutto magico.
Che esistessero le fiabe
e che un cavaliere coraggioso potesse sposare la regina.
Ma poi il cavaliere spedì la regina dritta tra le braccia
di un re molto, molto, molto ricco che le manda le rose
e la porta a fare stupidi giri in elicottero.
C'erano gli elicotteri già nel passato?
Cosa? No.
Non hai davvero... Concentrati, Chad.
Il punto è che la vita reale non è così magica come pensavo.
O forse le fiabe, per quelli come me, non esistono.
Oppure la tua fiaba non si è ancora conclusa.
Mi servono delle conchiglie.
So che non avrei dovuto dire così a Sara, ma...
Era uno dei nostri argomenti di punta. Era la nostra occasione.
Cosa intendi per "nostri" argomenti?
- No, i suoi argomenti. - Cosa intendi per "nostra" occasione?
Oh, no. Mi sono fatto prendere troppo la mano, vero?
Ti sei fatto stampare una maglietta.
Ne ho fatte stampare due.
Incredibile.
Senti...
il bello di essere genitori
è che hai sempre una seconda opportunità per sistemare tutto.
Ho sposato una donna saggia.
Non ne discuto.
Mi aiuterai a parlarle?
A dire il vero, credo che Esteban-ator dovrebbe occuparsene da solo.
Vai.
"Tornerò".
Buona fortuna.
Mi hanno detto che mi cercavi.
- Ciao, Dulce. - Mi dispiace tanto, Máximo.
Me l'ha tirato fuori con le brutte!
Pensavi davvero di potermi incastrare?
- Memo. Come hai potuto? - Non dare la colpa a lui.
Ehi.
Sei l'unico così scemo a pensare di potersi fidare.
Prima o poi scopriranno chi sei, Dulce. Non puoi ingannarli per sempre.
Certo che posso.
Sai la noia di tutti quei caffè con Diane che ho dovuto sopportare
solo per arrivare a questo punto?
Tutte quelle battute sulle oche!
Ce ne fosse una che fa ridere.
Ma non lo saprà mai.
Perché lei e don Pablo vedranno sempre e solo quel che gli vorrò far vedere.
Dulce, così alla mano, carina e innocente.
Máximo, mi ha messo alle strette. Nel mio ufficio, per di più!
Non mi è mai sembrato così piccolo.
Perché ridi?
Hai ripreso tutto?
Ogni singola parola.
E che qualità dell'immagine!
Incredibile.
Grazie, Beto.
No, grazie, a te. Dulce è proprio cattiva.
Sai che mi lancia gli spicchi di lime, mentre lavoro?
Volevi che vedessi quel microfono?
Sapevi che l'avrei detto a mia sorella.
E ora ho tutte le prove che mi servono per farla licenziare.
Come hai potuto?
Cioè? Ho seguito le regole.
Non ti ho detto nulla del mio piano.
- Pensavo che fossi d'accordo. - Ma mi hai usato.
Avevi detto che non mi avresti coinvolto
e invece mi hai usato come esca per fare i tuoi giochetti.
Non è diverso da quello che fa Dulce.
Anzi, semmai è peggio.
Lei non fa finta di interessarsi a me.
Oh, no. Sto cadendo.
Sto cadendo. Sto cade...
Vedila così: almeno non troviamo traffico tornando a casa.
- Ho rovinato tutto. - No, non è vero.
Non dovevo farti tante pressioni.
Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo
se avessi concluso l'ultimo dibattito.
Cosa ti ha fermato?
Mia madre.
Voleva che restassi ad Acapulco.
Aveva paura di mandarmi in giro per il mondo. Forse, anche io avevo paura.
Mia madre sa essere molto persuasiva.
Una volta mi ha convinto che odiavo il gelato.
- Ma tu adori il gelato! - Mh-hm.
- Mi dispiace tanto. - Lo so.
Sara, questa era la mia passione, ma non significa che debba essere la tua.
Ti voglio bene e ti sostengo.
Anche se non distruggerai tutto lo stato di Guerrero.
Prendete posto, per favore.
Comincia l'ultimo dibattito.
Vuoi fermarti e assistere?
L'ultima volta che Sara aveva visto Aida, stava andando via in taxi,
sperando che l'universo le facesse incontrare di nuovo.
E ora lei era sul palco, a pochi passi da lei.
No.
Andiamo a casa.
Però, in primavera ci sarà un altro torneo. Non sarebbe male.
Soprattutto se il mio allenatore è Esteban-ator.
Devo confessarti che oggi ho firmato tre autografi.
A me hanno chiesto quanto prendi.
Io ti faccio da allenatore e tu mi fai da manager!
Beh, forse non avrò mai la mia fiaba, ma almeno ho questo.
Forse il mio è sbagliato.
Onestamente, cosa vedi?
Onestamente?
Tette.
Vedo due tette.
Io vedo un bimbo senza un padre che gli insegnasse a fare i castelli.
Né nient'altro.
Continuo a vedere due tette.
Ho provato tutti questi lavori diversi per cercare di trovare me stesso,
ma c'è ancora qualcosa che manca.
E comincio a pensare che sia mio padre.
Faccio una camminata.
Aiuto!
Aiuto! Aiuto!
Chad, sei ancora in servizio.
Chad!
Resisti, sto arrivando.
Ho finito la traduzione.
È bellissimo.
Grazie, Julia. Spero che questo rimanga tra noi.
Julia aveva ragione. Lo sai, perché non puoi non accorgertene.
E, dopo aver letto quelle parole, Diane se n'era accorta.
Aspetta.
Diane esce da Las Colinas, corre sulla spiaggia
e poi torna a Las Colinas?
Ok, ok. Forse mi sono preso qualche licenza poetica.
Ma cosa vuoi che ti dica?
Che camminava a passo spedito per tutto l'hotel?
- Meglio. - Ok.
Camminava a passo spedito per l'hotel.
Non dire niente. Voglio dirlo prima io.
Quando penso a te, mi viene da vomitare.
Perché il pensiero di mettermi così in gioco mi terrorizza.
Ma dopo aver letto quel che hai scritto, non posso più nascondere quel che provo...
e credo che dovremmo stare insieme.
E dovevo dirtelo
prima che finissi il turno.
- Héctor? - Héctor.
A Diane piacevano le attenzioni del signor Vera,
e le aveva usate per sistemare la loro partnership commerciale.
Ma, per tutto il tempo, aveva pensato a Héctor.
Meriti di essere trattata come una regina.
Dopo aver salvato la bella regina del castello rosa...
Mi piace questo lato di te, Héctor. È molto dolce.
Aspetta, qui manca una pagina.
Se ti serve del tempo per...
Muto come un pesce, Paco.
Cos'è?
Noi. Il nostro primo giorno a Las Colinas.
Wow.
Non hai nemmeno una foto di Lorena sulla scrivania.
Non vuole che la tenga.
Dice che non è fotogenica. Che scema.
Ma questo...
È stato il giorno più bello della mia vita.
Anche il mio.
Vedi, il Máximo che conoscevo non avrebbe fatto quel che ha fatto oggi.
Si comportava meglio.
Lo so.
Mi dispiace, Memo.
Non dovevo farti scegliere tra amici e familiari.
- Pensavo che fossimo entrambi. - Hai ragione. È così.
Se non fosse per te, non sarei nemmeno a Las Colinas.
Sarei ancora al capolinea dell'autobus a controllare i biglietti.
Quindi, basta giocare sporco.
Batterò Dulce in modo pulito.
Queste cassette sono molto resistenti. I VHS dureranno per sempre.
Ok, ok. Ammetto che questa era bella.
Ma è meglio andare.
Anzi, meglio, ti porto a fare un giro.
Non ti ho fatto vedere la Finestra sul mare.
L'hanno demolita.
- Né la cascata a bordo piscina. - Ora c'è solo un muro.
Che ne dici dei cassonetti dove io e Julia ci baciavamo?
Tío, non voglio vedere la spazzatura.
Senti, so che stai prendendo tempo.
Ma è ora di andare al funerale.
Ok, hai ragione.
Ok.
Facciamo ancora un giro, prima di entrare?
Non c'è niente di peggio che essere il primo, a un funerale.
Forza, tío. Di cosa hai paura?
Diane?
Non mi avevi detto che era morta.
Non lo sapevo nemmeno io, Hugo.
Oh, no. No. No.
La mia regina è viva e vegeta.
Sta facendo Kinky Boots a Fort Lauderdale, adesso.
È triste di non poterci essere.
Ma, si sa, il palcoscenico è il palcoscenico.
Ho pagato un sacco di soldi per farla fare.
Ora puoi chiamarmi "Héctor, di statue il commissionator".
- Comunque, ci vediamo dentro. - Sì.
- Oddio, non penso di farcela. - Ce la farai, ti aiuto io.
Memo.
Sono felice di vederti.
Sei sicuro di voler entrare con un paria di Las Colinas?
No, ma non ho scelta.
Siamo una famiglia.
Andiamo.
Sottotitoli: Valentina Stagnaro
DUBBING BROTHERS
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