All language subtitles for Smoke_Sauna_Sisterhood

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Original subtitles

Diventa, diventa forte!

Diventa, diventa potente!

Ben trovata, cara sauna!

Ricordo quando ero piccola,

allora i bambini non andavano dal parrucchiere,

ma da una signora che usava solo le forbici.

Questa signora sospirava e chiedeva:

"Povera ragazza, come crescerai?"

"Come donna non hai speranza, i denti storti, e sei troppo magra."

"Sotto gli occhi, le occhiaie, i capelli così sottili."

Nessuno mi ha ma detto direttamente che ero brutta, ma era sottintéso.

La gente era preoccupata, che tu non fossi all'altezza di piacere a qualcuno.

Sì! Proprio così!

Mia sorella aveva lunghi capelli biondi, e papà amava dire:

"Così carini, come qualcosa fatto a mano."

Tutti l'ammiravano.

Nel mio caso invece la gente mi chiedeva soltanto, come andava la scuola,

e se avevo buoni voti.

Questo è tutto quello che i miei parenti si aspettavano da me.

Ricordo che andai da mia madre e le chiesi:

"Davvero non sono per niente bella?"

La mamma volendo consolarmi, mi disse:

"Beh sì, ma tu sei unica!"

Mi sono resa convinta anch'io, che davvero non ero bella.

E con questa certezza, non è stato facile per me, stare nell'ambiente femminile.

Mi ci è voluto molto tempo, prima che iniziassi a sentirmi bella.

Penso di avere avuto circa quarant'anni, quando ho iniziato a sentirmi bella.

Credo che sia stato un duro colpo, per mia madre,

avere una figlia... grassa...

Che non avrebbe mai potuto diventare una ballerina.

Lei stessa aveva questo sogno, di diventare una ballerina.

A questo proposito, ricordo che il complimento più bello di mia madre,

che io, e anche le mie sorelle abbiamo ricevuto,

è quando ha detto: "Oh, sei diventata così magra!"

Questa è stato il più bel apprezzamento.

Quando senti questo, allora ti dici: "Okay! Adesso mi sento bene!"

Il primo ricordo, che ho di mia madre, è lei davanti ad uno specchio,

che si guarda, si osserva.

Ha sollevato i suoi vestiti, si è voltata,

si è controllata il sedere, la cellulite, e qualsiasi altra parte del corpo,

e non era soddisfatta di se stessa.

Il suo sogno era quello di aumentare il seno, in modo che tutti gli uomini la desiderassero.

Per lei, la cosa principale per una donna, era attrarre gli uomini.

Questo per lei faceva di una donna, una donna preziosa.

L'unica cosa bella del mio corpo, fin da quando è cominciato a crescere,

era il fatto che avevo un bel seno. Allora mia madre era felice.

Mia sorella aveva cinque anni più di me.

Si è sviluppata più velocemente. Aveva le tette grandi.

Io stavo ancora aspettando che il mio seno iniziasse a crescere.

Ricordo che andavo in bicicletta, e mettevo le mele sotto la maglietta...

sembrava che saltellavano!

- È ben stabile? - Sì.

I calzini sulle mani!

Batti la betulla sul mio collo,

e sulle spalle.

Sapevo dai film che i capelli potevano cadere.

Ma non avrei mai pensato, che tutti i peli del corpo sarebbero caduti.

Sono andata in bagno e le mie mutandine erano piene di peli.

Poi mi sono ricordata, che erano passate due settimane,

e anche i miei capelli, avrebbero potuto staccarsi.

Così mi sono tirata i capelli, e infatti venivano via.

Una ciocca dietro l'altra...

- E' sufficiente che li tiri e basta? - Sì.

Ero seduta davanti al forno, li ho presi e li ho messi dentro il forno.

Questa cosa mi ha fatto ripensare molto alla vita.

Non credo di essermi preoccupata, nemmeno per un secondo.

Mi sentivo solo molto stanca.

Pensavo di aver solo bisogno di una vacanza.

Avevo solo una piccola increspatura qui.

Ho pensato: "Mi farò un regalo di Natale,"

"e andrò a fare un controllo medico."

Risultò...

che avevo un cancro al seno.

La mia prima reazione è stata,

probabilmente, la paura della morte, tutto, dentro di te, si congela.

Per circa due o tre giorni,

non sono nemmeno andata in bagno. Non ho mangiato.

Stavo cancellando le feste di Natale e altre cose programmate.

Poi ho capito, che questa paura della morte, mi stava facendo morire.

Ho invitato un amico a trovarmi.

Piangevo, parlando e lamentandomi della morte, con il mio amico,

e poi ricevo una telefonata.

Venivo invitata ad un appuntamento.

Era una situazione davvero assurda. Mi stavo preparando a morire e...

Ho riso, e quella risata, mi ha liberata dalla paura.

Mi sono resa conto che non ero ancora morta, e allora perché disperarmi e piangere?

E così ho deciso di iniziare a vivere.

La prima cosa che ho fatto, è stata di riconsiderare i vari inviti alle feste del Natale.

Sarei andata a tutte le feste.

Il giorno successivo, l'uomo della telefonata, ha lasciato un messaggio, scusandosi.

Probabilmente non sono stata l'unica, quella sera, a cui ha fatto quell'invito.

Ha detto che era ubriaco.

L'ho richiamato e gli ho detto: "Non so cosa hanno pensato le altre donne,"

"ma io ti sarò grata per il resto della mia vita!"

Si sa che queste cose accadono alle persone,

ma non pensi mai che possano succedere a te.

Non ho più l'utero.

Non ho più una delle mie ovaie, e anche una parte del mio seno.

Mi sono stati asportati parecchi organi.

Ma quando ho fatto quest'ultima operazione, ho sentito che...

...l'anima non può essere tagliata via.

Oh! Ben fatto!

Fallo ancora una volta, così si romperà bene.

La "smoke sauna" è un luogo sacro, dove ti purifichi.

Quando ti lavi, è una benedizione.

Puoi lavare via tutto lo sporco.

Si ringrazia la persona che riscalda la sauna.

E anche la persona che porta l'acqua.

Nella smoke sauna le donne partorivano.

La smoke sauna veniva riscaldata, la madre veniva posta in una vasca,

e al momento del parto, la facevano uscire dalla vasca.

Così il parto era più facile, e non così doloroso.

Quando nasceva un figlio, era lui il nuovo padrone di casa.

Ma quando nasceva una figlia... oh...

La figlia era...

Nessuno diceva di volere una figlia, si voleva quasi sempre un figlio.

I figli maschi lavoravano,

ma le figlie dovevano essere date in matrimonio, con la relativa dote.

I miei parenti ora mi hanno lasciato in pace con questo argomento,

ma per un po' ho pensato che avrei inventato qualcuno.

Giusto per togliere questo argomento dai soliti discorsi.

In realtà ho dei parenti molto carini... ma sì, questo mi ha aperto gli occhi.

Pensavo che il problema fosse che nessuno mi voleva.

E loro hanno pensato che io non volevo nessuno, anche se avevo un'ampia scelta.

Allora iniziai a guardare in modo diverso.

Sia che nel mare ci siano molti pesci, o pochi,

in realtà è tutto nella tua testa.

Esatto è così.

Non sono sicura se questa pressione, provenga più dalla società o da noi stesse.

Per me era anche molto importante, avere una specie di compagno.

Anche se, la maggior parte delle volte, non ne avevo uno.

Poi sono stata sposata, e c'è stato il bello e il brutto.

Ma...

Avevo più di 30 anni,

quando ho accettato il fatto, che mi andava bene anche stare da sola.

E quando poi sono andata ad alcuni eventi familiari...

funerali o cose del genere...

per tutto il tempo la tensione continuava a crescere,

perché mi rendevo conto che avevo già 34, 35 anni.

I miei genitori non me lo chiedono nemmeno più,

hanno perso ogni speranza.

Probabilmente volevano dei nipoti, ma non ne sono arrivati...

e continuamente la pressione, cresceva, cresceva e cresceva.

Ricordo un momento particolarmente divertente ad un funerale.

Durante quel periodo avevo un partner.

Non era con me al funerale, ma almeno potevo dire,

che avevo un uomo con un bambino di 12 anni.

Una delle mie parenti ha detto:

"Almeno è qualcosa!"

Acqua tiepida...

Puoi berla anche tu, vuoi?

Sì.

Recentemente sono andata ad un matrimonio, e qualcuno ha proposto il gioco "Dick-Pic",

Ovvero, alla donna che raccoglie il bouquet della sposa,

tutti gli ospiti maschi devono inviare la foto del loro cazzo.

Così può scegliere tra quelle foto?

Non ricordo come ci siamo arrivati a quel gioco.

Sai cosa mi è appena capitato?

Io pensavo che "Dick-Pic" fosse una nuova App!

Non ho capito subito.

Non ho mai ricevuto foto tipo "Dick-Pic".

Come funziona?

Cosa fotografano esattamente?

Il mio amico l'ha fatto, ed è stato davvero terribile.

Questa è una cosa da Tinder.

Un ragazzo inizia a parlarti,

e poi all'improvviso ti arriva una foto del suo cazzo!

È un vero shock!

Non immaginerei mai di essere su Tinder,

chatto e poi all'improvviso, invio una foto della figa.

Forse sarebbe divertente. Ma nemmeno io riesco ad immaginarlo.

Avevo un partner che nel bel mezzo del sesso,

ha deciso di inventare un gioco di ruolo, che diceva essere "interessante".

Prima di entrare in me,

lui ha detto: "Chiedimelo!".

Anzi: "Imploralo!"

E poi ho dovuto dire...

adesso non ricordo la frase esatta,

ma in sostanza, qualcosa tipo: "Posso avere il tuo pene, per favore?..."

Gliel'ho chiesto una volta, ma...

la mia mente si è confusa!

E ho usato l'imperativo: "Posso avere il pene, per favore!"

E lui ha detto: "No, devi chiederlo gentilmente!"

Il desiderio di essere voluto, e di sentire,

che io lo volevo così tanto, fino ad implorarlo.

- Cosa intendeva dire con gentilezza? - Forse è l'influenza dei film porno?

Probabilmente. Ma ero certa di averlo chiesto, con una voce delicata.

"Posso avere il tuo pene, per favore?"

Era tutto così surreale.

Non potevo nemmeno arrabbiarmi,

perché per me è stato come... una cartolina che arriva da un altro pianeta.

Non mi era mai capitata una cosa simile.

Lo hai detto a tua madre?

Lei lo sa?

E tuo padre?

Lo hanno scoperto quest'anno. In realtà l'anno scorso.

Direttamente da me.

Forse lo avevano intuito, ma non ne sono sicura.

Oh Dio! Quando è successo?

Nel 2009, quasi dieci anni fa.

Sono andata a un campo di nuoto di tre giorni.

Ho soggiornato a casa di un'amica. Era una mia cara amica.

Ricordo che ero seduta sul divano...

...e altre due ragazze sedevano su un altro divano.

E dal nulla arriva questa sensazione...

La tempesta più grande che abbia mai sentito, mi cade addosso!

Qualcosa mai provata prima!

Cento volte più potente di qualsiasi cosa pensassi ma di poter sentire.

E so precisamente che era verso quella persona.

E so che era qualcosa che significava amore, e questo mi ha scioccata.

Quella sera non riuscii più dire una parola.

Non l'ho detto a nessuno, non l'ho condiviso con nessuno.

E poi ho pensato: "Veramente? Mi piacciono le donne adesso?"

"Ma stai scherzando? La vita può andare peggio di quanto non sia già?"

Però almeno adesso capivo, perché non andavo d'accordo con nessun uomo.

Ho capito che dovevo porre fine alla relazione che avevo!

Mi ci sono volute tre settimane, per porre fine al quel rapporto,

con il mio compagno di allora. È stato davvero difficile dirglielo.

A quel tempo non sapevo come gestire una cosa simile.

Mi sono inventata una ragione...

"Ehi, sei un po' troppo femminile per me!"

"Per me non sta proprio funzionando!"

Qualcosa di completamente insensato.

Immagino che gli abbia lasciato una grossa cicatrice.

Non è stato carino, ma non sapevo come dirglielo in un altro modo.

Poi ho iniziato il percorso per accettare questa nuova me.

Ho iniziato a cercare di scoprire se era davvero così.

È stato un processo molto complesso...

Perché la persona, verso la quale provavo quei sentimenti...

Così un giorno, le ho detto che provavo quei sentimenti,

ma che non mi aspettavo niente da lei.

Sicuramente non volevo niente da lei.

Ma sentivo che non potevamo continuare a parlare,

prima che riuscissi a tirarmi fuori questa cosa.

- E così hai scoperto le carte? - Sì.

E c'è stato un abbandono totale.

Ha detto che ero la persona più disgustosa che avesse mai incontrato.

E questo faceva male. Questo mi ha davvero ferita.

Qualcosa che per me era così naturale, che stavo ancora imparando su me stessa...

E qualcuno dice che sono disgustosa.

È stato doloroso ed è stato un processo...

un processo piuttosto lungo.

L'anno scorso sono andata a casa dei miei genitori e ho pensato:

"Diamine! Glielo dirò!"

Ma era in qualche modo imbarazzante, non me la sentivo di farlo.

Ma poi il mio partner,

di notte, per qualche motivo, ha messo dei fiori davanti alla porta!

Un grande mazzo di fiori.

La mattina mi sveglio e sento: "Elsa, ci sono dei fiori!"

Fiori? Era uno scherzo? Ma sapevo chi li aveva portati.

Papà mi ha chiesto: "Oh! Hai un fidanzato?"

"Chi ti ha mandato dei fiori?"

Ho pensato: "Va bene, mi è stata data la possibilità..."

Mi sentivo così a disagio lì in cucina, e ho detto semplicemente:

"Sì, beh, fiori molto carini..."

Sono andata un attimo al piano di sopra,

e ho pensato: "Perché non colgo questa opportunità?"

Sono tornata di sotto e ho detto: "Papà, hai chiesto chi ha mandato i fiori?"

"Sì, te l'ho chiesto"

Ho detto: "Beh, li ho avuti dalla mia compagna: è una donna".

Non ricordo esattamente come, ma ho detto che avevo una relazione con lei.

Papà si è allontanato dalla TV, e mi ha guardata.

"Che cosa? Sei lesbica?"

Ho risposto: "Sì, non lo so. Immagino sia così che ci chiamano".

Ha detto "Ah", ed è tornato davanti alla TV, e non ha detto altro.

Poi la mamma si è seduta sul divano, e tranquillamente ha detto:

"Un essere umano è un essere umano!"

E questo è tutto.

E nella nostra famiglia, questo argomento, non è stato oggetto di ulteriori discussioni.

Non vuoi bagnarti i capelli?

Solo le persone più vicine sapevano come fosse veramente mia madre.

Gli altri continuavano a ripetere quanto fosse una brava donna.

Io indovinavo il suo umore, dal modo in cui chiudeva la porta.

Spesso era dell'umore giusto o era soltanto stanca.

Aveva tre figli.

Il crollo dell'Unione Sovietica... Tempi di razionamenti...

Dopo chiusa la porta, che tipo di passi si stanno avvicinando?

"I piatti sono ancora sporchi! Cosa diavolo fai in casa?"

Quando era, diventava spaventosa.

Un'altra volta è tornata a casa,

e aveva deciso che si dove andare a raccogliere i mirtilli.

Ma io e mia sorella eravamo entrambe stanche.

Ho detto: "Oggi non voglio andare a raccogliere i mirtilli."

Con una rabbia furiosa, ha lanciato i secchi nel cortile.

"Qui non si fa niente, qui è tutto un..."

Ad un certo punto, ricordo, sono corsa per uscire dal cancello...

...e lei mi è corsa dietro con una falce, cercando di prendermi.

Sono scappata per salvarmi la vita, mentre lei mi inseguiva con la falce.

Se mi fossi fermata, mi avrebbe ferito alle gambe.

Mi hai chiesto se mi piacerebbe, che mia madre fosse ancora viva.

Quando morì, proprio come quando era viva,

provavo sentimenti contrastanti.

Mi capita a volte che desideravo che morisse.

Altre volte pensavo addirittura che l'avrei uccisa io,

mentre qualche volta avevo paura che fosse lei ad uccidere me.

Faceva paura. Faceva davvero paura.

Eppure ci amava moltissimo, mi amava moltissimo.

Allora vi voleva bene?

Amore, sì, io...

Sentivo che si prendeva cura di noi come meglio poteva.

Era sempre in apprensione,

il suo cuore tremava per noi, si chiedeva se tra noi era tutto a posto.

Doveva sempre controllare ed assicurarsi che stavamo bene.

Che avevamo tutto.

Che facevamo le cose, nel modo in cui lei le riteneva giuste,

perché in quel modo allora, tutto andava come doveva andare.

Questo era il suo modo di prendersi cura di noi, non ne conosceva altri.

Solo attraverso un totale controllo.

Una vera parola come amore, non esisteva nella nostra famiglia.

Se chiedevi il significato, allora papà diceva subito:

"Che cos'è?"

Ho risposto che è un animale curioso.

È una specie che si mangia.

Gli estoni non ne vogliono davvero parlare.

Sì.

E se poi parli di abbracciare, accarezzare, essere coccolato?

Ah! No, mai, mai!

Una volta sono stata lontana da casa per quasi cinque anni.

Il mio ritorno a casa era a sorpresa. Loto non lo sapevano.

Quando arrivai in bicicletta, la mamma era a casa. Mio papà no.

Sono entrata dal corridoio e ho sbirciato in cucina.

La mamma mi guarda e dice: "Oh, sei a casa".

E basta. Niente abbracci, niente baci, niente.

E nessuno mi ha chiesto: Com'è andato il viaggio?

- Dove sei andata, cosa hai fatto? - Come stai?

Come stai? Hai dei nuovo amici?

"Oh, hai trovato il tempo per venire."

Ecco sì, esatto! "Oh, hai trovato il tempo...".

Sì, una delle prime frasi è proprio...

Un'ora dopo, papà è tornato a casa,

e si rivolge a me con lo stesso: "Oh, sei a casa!"

Ho chiesto se si erano messi d'accordo, per salutarmi con la stessa frase.

Poi per fortuna è arrivato mio fratello e mi ha fatto tante domande.

Vedevo che mia madre ascoltava con molta attenzione.

Mio fratello mi ha detto che poi lei ha chiesto,

tutte le cose possibili sul mio viaggio.

Ma non ha voluto dimostrarmi che lo ha fatto, che le interessava sapere.

E ho pensato, wow, che cosa triste.

Perché l'affetto non deve essere mostrato. È considerato una debolezza.

Sì.

Hai sempre avuto il coraggio di scappare.

Hai avuto il coraggio di fare qualcos'altro.

Questo è qualcosa che ammiro così tanto in te,

e che io non ho mai osato fare.

Sì, ci sono stati degli abbracci,

con le mani attorno al collo, e anche baci.

Non era permesso niente altro che un bacio.

Mia madre mi disse:

"Puoi dormire con un ragazzo, ma non puoi concederti a lui!"

"Non lasciare che il ragazzo ti tocchi dove non deve!"

Se allora una ragazza sola, fosse rimasta incinta, era una enorme vergogna.

In un certo senso,

la capacità della Terra di produrre cibo, è una risorsa,

ma anche il corpo femminile è visto come una risorsa.

La capacità delle donne di partorire, è vista come una risorsa.

Pensi che gli uomini dovrebbero influire sulla decisione di partorire o meno?

Questa decisione dovrebbe spettare solo alle donne.

Quello che le donne vogliono fare con il proprio corpo, dovrebbe dipendere solo da loro.

Nessun altro dovrebbe avere il diritto,

se avere dei figli o no.

- Hai mai abortito? - Sì una volta.

- Quanti anni avevi? - Ero poco più che ventenne.

Anch'io ho avuto un aborto.

E' stato così.

Amavo davvero un ragazzo.

E poi sono rimasta incinta.

Ero così felice, quando ho scoperto di essere incinta.

Ho invitato questo ragazzo a farmi visita.

Pensavo che fosse una buona notizia,

e così gliel'ho detto.

E' stato in silenzio, e dopo un po' disse...

che doveva andare a bere con i suoi amici.

E che...

...che non voleva il bambino.

E...se partorivo, dovevo affrontare tutto da sola.

Non voleva neppure vederlo...

Ho sentito che dentro di me, tutto si era spezzato.

Ma ero troppo spaventata per partorire.

Ho scoperto che esisteva una specie di pillola che permetteva di abortire.

Si trovava in Finlandia.

In Estonia veniva praticato un tipo di aborto, con un vecchio metodo,

che poteva far diventare sterili. Ne avevo paura.

E poi ho detto al mio ragazzo,

almeno di pagare le spese per l'aborto.

In un posto ad Helsinki, c'era un altro modo.

L'uomo può darti i soldi, ma tu devi andarci da sola.

E da sola poi ti siedi sul water, o nello studio di un medico.

Penso che molti uomini non sappiano che le loro mogli hanno abortito in questo modo.

Di sicuro...

Mia madre ha avuto, per esempio...

diversi aborti...

Ma si vergogna ancora, non osa dirlo.

Anch'io mi vergogno.

Oh caro sposo traditore!

Hai ingannato la madre e il suocero!

Hai ingannato la loro giovane figlia!

Avevi promesso di portarla in carrozza!

Avevi promesso di far dondolare una culla!

Ho pensato alle scelte che abbiamo come donne.

Mia nonna non l'ha mai detto,

ma ne ho sentito parlare più tardi.

Molto spesso è stata picchiata da suo marito.

Da mio nonno, che non ho mai conosciuto, perché è morto prima.

La picchiava sbattendole la testa contro il pavimento.

Una volta ebbe rotte delle costole, e fu portata in ospedale.

Così la sua salute mentale...

L'enorme carestia del dopoguerra...

Durante la fine degli anni 40, e poi nei 50...

Le fattorie collettive... Tutte quelle situazioni...

Quali potevano essere le sue alternative?

Anche quando il nonno prese un'altra donna,

a vivere con loro nella stessa casa,

anche allora la nonna ancora...

Dopo che lui era già morto, è rimasta sola.

Di tanto in tanto andava a visitare la tomba di suo marito e...

Come ha detto una mia prozia...

la nonna era pazza di quell'uomo.

Tutti l'avevano avvertita che lui,

era un donnaiolo ed un ubriacone.

Ma nonostante questo...

La nonna aveva fatto la sua scelta, e aveva scelto quell'uomo.

Ed è stata una scelta definitiva.

A rischio di essere picchiata, o addirittura picchiata a morte.

Altrimenti i capelli diventano troppo caldi. Si può il loro crepitio.

Grazie.

Stavi dormendo.

C'erano molte coperte e tanta biancheria da letto...

E...

Signore, quanto eri bella.

Speravo che restassi addormentata.

Ho portato carta e penna e ti ho disegnata.

Hai dormito così, con la mano sotto il mento.

Ti ho disegnata.

E così ho scoperto,

che quella è la posizione più comoda per dormire.

Arrotolo anche la coperta qui.

Se ho almeno un quarto d'ora, per dormire durante il giorno,

allora quella è la posizione per potermi addormentare subito.

E quando ti ho dato quella foto, anche allora avevo paura che...

Ti piaceva, la consideravi importante?

Non ricordo proprio come...

come è potuto succedere tutto così...

probabilmente ero piuttosto brilla.

Ma ricordo di averti baciato,

o mi hai baciato. o ci siamo baciate.

Ma come è successo?

A proposito, non ricordo nemmeno, come sia successa la prima volta.

Forse davvero eravamo un po' ubriache.

Mi è sembrato che...

Va bene, in effetti ti piacciono gli uomini, e...

E avevo tanta paura di farmi male.

Scoprire che forse era solo un gioco...

...per te.

E non volevo... sicuramente per me non era un gioco.

Ma non capivo se si trattasse, solo qualcosa di più, del provarci.

In realtà ancora non lo so veramente...

Abbiamo questi concetti così profondamente dentro noi,

su chi può offrirti intimità, e su chi non dovrebbe.

Tutti desideriamo l'intimità,

ma osiamo lasciare entrare,

quello che sembra, beh, insolito?

Riusciamo a riconoscere, in quel momento, quello che desideriamo?

Vuoi dire che avevi questo forte concetto,

che solo un uomo e una donna, dovrebbero stare insieme?

Sì, e non so se ce l'ho ancora.

Non lo so...

Beh, non ho mai sentito l'urgenza di sperimentare,

ma so che ti ho vista nei miei sogni.

Lasciarsi è stato un peccato molto grande.

Non conoscevo nessuno, da queste parti che avrebbe divorziato,

non ne ho mai nemmeno sentito parlare.

Quelli che si erano sposati, anche se c'erano state difficoltà...

Litigavano e litigavano, finché alla fine non si riconciliavano.

E vivevano insieme, fino alla morte.

Il mio vicino che stava in collina,

quando sua moglie è morta, è venuto e mi ha chiesto:

"Cara Mari, vieni a lavarla?"

"Ho già riscaldato la sauna per scaldare l'acqua."

Chi lava i morti con acqua calda? Non l'avevo mai sentito prima!

Ma lui prima, non aveva mai avuto a che fare con i morti,

pensava che la moglie dovesse essere lavata con acqua calda.

Ho lavato così tante persone morte,

che credo di aver, non so...

A lavare i morti sono chiamate le persone,

che sono coraggiose e non hanno paura. Ma alcuni temono i morti,

e non vogliono toccarli.

L'anima del morto resta nella casa, per quaranta giorni.

E vede tutto.

Stavano per passare i quaranta giorni, dopo la morte di mio marito.

Erano passati quaranta giorni ed era sera.

Mentre dormivo, ho aperto gli occhi,

e mio marito era in piedi accanto a me,

con indosso gli stessi vestiti con cui era stato sepolto.

Mi ha guardato ed ero così felice. Un sorriso mi è apparso sul viso.

"Ma... non sei morto?" Ho chiesto...

Mentre lo guardavo è scomparso.

Prova a sentire. Ti sembra vada bene?

Sì.

Cari spiriti, ora tocca a voi...

...venite a lavarvi.

Se facciamo una "sauna spiritica"...

Non oso chiamare mia madre.

Perché sento che potrebbe arrabbiarsi con me.

Nella mia vita, ho avuto un'esperienza ravvicinata, con la morte.

Ora credo di avere una specie di rapporto con lei.

Avevo 39 anni quando sono rimasta incinta.

Era la seconda volta nella mia vita.

Il mio primo figlio era già grande.

Nella mia vita c'era un nuovo amore.

Entrambi eravamo molto impazienti di avere un figlio.

Mancavano pochi giorni, alla data prevista per la nascita.

Quando andavo a letto, la sera, ricordo una sensazione,

era strana, da un po' di tempo non si muoveva.

Ma pensavo che andasse tutto bene, probabilmente stava solo dormendo.

Abbiamo pensato di andare in ospedale a controllare, giusto per essere tranquilli.

E poi c'è stato il momento in cui la dottoressa...

che stava controllando con l'apparecchio la mia pancia, restava in silenzio.

Ma tu la guardi e comprendi...

Che chi tieni dentro di te non è più in vita, e allora il parto deve essere indotto.

Capisci che il corpo non uscirà da solo.

Il processo di induzione, richiede molto tempo,

o almeno nel mio caso è durato parecchio tempo.

Tutta la notte e tutto il giorno.

Ricordo che ad un certo punto, quando è arrivato il dolore,

ho urlato.

Quando era nato il mio primo figlio, non avevo emesso alcun suono.

Mi sembrava strano o forse semplicemente, allora non ci riuscivo.

Adesso invece era come se fosse la sola cosa che potevo fare.

Alla fine, il parto è il parto.

Ogni donna che ha partorito conosce questa sensazione,

ad un certo punto sei concentrata solo su quello.

E in questo senso, non ha molta importanza,

se stai dando alla luce un bambino vivo o senza vita.

La situazione è la stessa, quando il parto comincia ad avvicinarsi,

oppure il bambino comincia a uscire.

Ad un certo punto il dolore è semplicemente passato.

Poi ricordo quando la bambina, mi fu messa in grembo.

Questa bambina era molto bella, il suo corpo era ancora caldo.

E poi lentamente...

Ha iniziato a raffreddarsi...

a diventare più freddo.

I medici dicono che...

...se il bambino è morto nel grembo materno, è meglio partorirlo in modo naturale,

e non con il taglio cesareo. Molte donne si oppongono a questo,

stanno vivendo una situazione già difficile, perché sopportare anche i dolori del parto?

In realtà sono felice di aver partorito,

perché il dolore che provi durante il parto,

è un inizio per farti accettare questo evento.

Così, quando tutto sarà finito,

una parte di questo dolore, è già bruciato, dissolto.

Sale, sale, proteggimi dal male sia dentro che fuori...

Sale, sale, proteggimi dal male sia dentro che fuori...

Ciò che deve andare, se ne vada...

Fuori! Via, via, fuori subito!

Purifica la bambina!

Così sia...

Acqua, porta via il dolore...

Acqua, porta via il dolore...

Adesso lo chiamano "il periodo",

quando ero bambina dicevano "la tua malattia".

Ho avuto il mio primo ciclo e poi...

Mia madre era così sciocca, che non mi spiegò "la malattia"...

Ho visto qualcosa iniziare ad uscire da me,

e andai dietro la porta e cominciai a piangere,

pensando che il sangue se ne stesse andando via.

Mi sempre che allora non indossavo le mutandine.

Piangevo e la mamma mi ha chiesto:

"Perché piangi, tesoro, qui dietro la porta?"

La mamma vide cosa mi stava succedendo e disse: "Oh!"

"Cara bambina, non c'è niente di male, adesso sei diventata una donna!"

"Adesso che è iniziata la tua malattia!"

Dopo diventi una donna,

mentre fino alla tua malattia eri una bambina.

Come te lo hanno detto? Ti hanno detto...

Mia nonna mi diceva sempre di andare a lavarmi la pipì.

Ed era decisamente imbarazzante.

A volte lo diceva davanti a mio nonno, ed era terribile.

Ero una ragazzina, ma in qualche modo ero così imbarazzata.

Da dove arriva un simile imbarazzo?

- Ti ricordi? - Certo.

- Era così? - Io mi vergognavo!

- Ma cosa dite alle vostre figlie? - Lavarti la soffice.

- La soffice? - Sì.

La figa. Io dico figa.

Anch'io dico così.

Figa... non posso dire pipì, perché...

- non lo è affatto. - E dire solo: "Lavati le parti inferiori."?

È terribile! Lo odio!

Veramente! È orribile!

Sì, lavati le parti inferiori. Le mie parti inferiori sono tutte pulite!

E dovevi riferirlo a tua nonna o tua madre.

Ricordo, ad esempio, che avevo una nonna,

e il suo ideale era una donna pura: "una donna deve essere pura.", diceva.

Ricordo che avevo 4 o 5 anni e lei mi ha portato a spasso,

ha iniziato a parlare, e mi diceva che è molto importante,

che una donna non indossi i pantaloni larghi.

E poi ho pensato, e se indosso un vestito?

Non capivo il significato.

Perché non larghi? Perché altrimenti i pantaloni cadono?

Sì, diceva, cadono.

"E poi potresti... devi mantenerla!"

Cosa devo mantenere? "Devi mantenere la tua purezza."

Cosa intendi con purezza? Come se mi stessi lavando?

Poi ha detto che la verginità è il bene più importante di una donna,

e deve essere conservato con molta attenzione.

E ho immaginato, come ogni ragazza lo ha immaginato,

come sarebbe stata la prima volta?

Un bel ragazzo, che mi ama moltissimo...

E poi è successo che invece, un vecchio schifoso mi ha violentata.

Come hai conosciuto questo vecchio?

Quando avevo 16 o 17 anni,

stavo facendo l'autostop,

poi...

Poi questo vecchio mi ha fatta salire, e sembrava molto amichevole.

Stava scherzando e la radio era accesa.

C'era una canzone di Mati Nuude, che parlava di rose.

Abbiamo anche iniziato a cantare insieme.

Quindi sì, molto simpatico.

E poi ha detto: "Oh, ho bisogno di fare benzina."

"Dopo proseguiremo, ma prima ho bisogno la benzina."

Poi ha svoltato verso un villaggio.

E io ho pensato: okay.

Ha guidato fino ad un certo punto, poi ha svoltato.

All'improvviso ho avuto una strana sensazione allo stomaco. Oh Gesù Cristo! Che succede?

Ha svoltato su una strada nella foresta.

Allora ho capito che ero nella merda fino al collo. Ho capito che non andava alla stazione di servizio.

I pensieri sono iniziati a correre come dei pazzi, cosa farò adesso... mi chiedevo.

Poi si è fermato in una casa ed è uscito dall'auto.

Volevo scappare dalla porta ma mi sono resa conto,

che lì in fondo, dove ero seduta, le porte non avevano un'apertura.

In quel modo non potevo uscire.

Poi sento l'abbaiare di cani.

C'erano tre o quattro cani di grossa taglia intorno alla macchina,

e io avevo una paura terribile dei cani.

I cani ringhiavano intorno alla macchina e ho pensato: oh merda!

Non sapevo guidare, la mia mente lavorava come impazzita.

I cani sono ovunque, cosa posso fare?

Questo non è reale, non sta succedendo a me.

Questo succede nei film, non succede a me.

L'uomo era andato in quella casa quando è uscito ho pensato:

Forse tornerà al volante e proseguiremo.

Invece, lui si è avvicinando alla portiera,

l'ha aperta e aveva in mano un coltello.

Ho iniziato a dirgli che mio padre, è un poliziotto duro,

e che avrei dovuto chiamarlo, perché altrimenti si preoccupava.

E l'uomo dice: "No, non lo è, stai zitta uccellino!"

"E poi ti piacerà..."

Ho provato a spingerlo via.

Questo tizio ha preso il mio bene più prezioso!

Poi...

Poi ho pensato, che davvero non m'importava,

voglio sopravvivere, voglio vivere, mi dicevo.

Ho qualcosa da dire e da dare al mondo,

non mi interessa questo bene prezioso.

Poi ho guardato fuori dal finestrino dell'auto, ho guardato gli alberi, la foresta.

E poi ho semplicemente parlato con Dio,

per favore, gli ho detto, voglio sopravvivere.

Mi dispiace Dio, non mi interessa questo bene prezioso che ha una donna.

Mi interessa solo sopravvivere.

Poi ho pregato, e ad un certo punto non ho più reagito.

Pensavo che non mi importasse, aveva un coltello e non volevo...

Se mi avesse pugnalato con quel coltello,

cosa poteva succedere? Paralizzarmi.

Sfregiarmi.

E poi nessuno mi vorrà più,

quando la mia faccia sarà sfigurata! Non mi importa!

E poi, ad un certo punto, lui ha iniziato a dispiacersi per me.

E ha detto: "Non fare così adesso, non è niente".

"Se vuoi andiamo nella casetta, c'è un letto bello e comodo."

"Ti mostrerò come si fa veramente, questa macchina non è il posto migliore."

E poi ha preso della benzina, non so dove l'abbia presa.

Mi ha portato da qualche parte lungo la strada.

Ha aperto la portiera, e così sono uscita, e lui voleva anche baciarmi.

Ha detto: "Forse ci incontreremo di nuovo."

Che bastardo!

E poi io...

Sono scappata.

No, non sono scappata subito.

Ero lì sul ciglio della strada e pensavo: "Adesso faccio l'autostop e vado a casa".

Lui se n'è andato e io lì ferma tremavo.

Ma la storia ha un seguito.

Lì nel fosso tremavo, e intanto arriva un'altra macchina.

C'erano due uomini dentro, mi hanno notata nel fosso.

Hanno chiesto, se avevo bisogno di aiuto.

Stavo tremando e ho detto di sì,

che avevo bisogno di aiuto, che dovevo tornare a casa.

Mi hanno fatta salire e mi hanno chiesto:

"Perché tremi, bell'uccellino?"

Io pensavo di essere brutta, magra,

eppure all'epoca, ricevevo molti complimenti.

Ma io invece davvero mi detestavo.

Comunque: "Perché tremi, uccellino?"

E allora ho detto che un uomo mi aveva violentata.

Hanno detto: "Oh cazzo! Che brutta cosa.".

"Hai bisogno del cognac!"

Mi hanno portato da qualche parte, in una casa,

e mi hanno dato del whisky o del cognac, mi hanno fatta bere.

Poi uno di loro si è seduto accanto a me,

e cominciò ad abbracciarmi.

E ha iniziato a toccarmi.

E poi mi stava baciando.

E ha detto:

"Ehi, va tutto bene adesso! È successo!"

"Ora che la tua verginità se n'è andata, puoi iniziare a vivere la vita!"

E allora io...

Ero così confusa, che mi sono ritrovata a ricambiare i suoi baci.

E più tardi ho pensato, cosa ho fatto? L'ho baciato anch'io,

e ho lasciato che mi toccasse, dopo quello che avevo vissuto.

Non so dire... non so cosa sia successo.

Ma gli ho lasciato fare tutto.

In ogni caso, quando finalmente mi portarono a casa,

mia madre...

All'inizio non ho detto niente.

Ma dopo un po' dissi a mia madre, quello che era successo.

Le ho detto che ero stata violentata, e lei non ci credeva.

"Sei stata violentata?"

"Ascolta, inventati qualcosa di meglio, per attirare l'attenzione."

Non so se non credeva che io...

Pensava davvero che fossi così brutta, che nessuno mi poteva voler stuprare?

Questo era quello che pensavo.

Qualche anno dopo, ho visto in TV, due ragazze che erano state rapite,

torturate e violentate per diversi giorni..

Per fortuna riuscirono a scappare, altrimenti, probabilmente, sarebbero state uccise.

L'ho visto al telegiornale della polizia, e veniva fatto vedere il mio stupratore.

Così ho capito,

che ero stata molto vicina ad essere uccisa.

Non so se quella preghiera ha aiutato...

Voglio proteggere mia figlia da tutto questo!

Ma come farlo? Come lo posso fare?

- Sudiamo tutto questo dolore! - Sudiamo tutta quella paura!

Sudore, fuori, fuori!

Dolore, fuori, fuori!

Fuori! Fuori! Fuori!

Fuori!

A tutte le mie sorelle

La tradizione della “Smoke Sauna” di Vana-Võromaa, nel Sud-Estonia, fa parte della lista Unesco del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

Versione italiana: Esprit 03/2024

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

Vi ringraziamo della fatica,

custode della Sauna!

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

Vi ringraziamo portatore dell'acqua,

e del frustino!

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

Cari Madre Terra e Padre Cielo!

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

perché avete nutrito

la betulla.

E benedetto le acque!

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

Vi ringraziamo caro fuoco,

vi ringraziamo, care pietre!

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

Tutto il nostro dolore nell'acqua fredda!

Tutte le nostre paure nell'acqua fredda!

Vi ringraziamo, vi ringraziamo!

Cara Smoke Sauna, tu, luogo sacro!

Ti ringraziamo, ti ringraziamo!

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