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Marron glacé, datti una mossa, la chiave!
Shhh!
Tre, due, uno…
Ma come minchia fa quello, ogni volta?
Ha fatto un corso di telecinesi?
Ok!
Contrordine, il bersaglio è in ritardo di due ore.
Porca puttana,
tutte le volte che dobbiamo ammazzare qualcuno,
c'è sempre un contrattempo della minchia!
Ma come? Non dovevamo fare saltare in aria la tintoria dei Jefferson.
- Quello dobbiamo farlo domani. - Ma perché?
Perché devo essere sempre l'ultimo a sapere le cose?
Questa è colpa tua, alcolizzato di merda!
Chi dobbiamo ammazzare?
- Tieni. - L'avete fotografato di schiena?
Ma porca miseria, non ci si può più fidare di nessuno.
E soprattutto di te. Di te non mi fido!
Minchione, girala!
Ah, è lui!
Stampato!
Portiamoci avanti con il lavoro. Montiamo il fucile.
Piano, è un oggetto delicato.
Impasticcomane, vieni ad aiutarmi.
Ti ammazzerei a mozzicate!
Lasciamo perdere!
Leggo le istruzioni.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- "Complimenti per l'ottima scelta." - Grazie.
"Sistemare il treppiedi modulare."
Eccolo lì.
"Avvitare il bullone A con il cacciavite a stella.
Assicurare il 'processore' all'intercapedine C.
Inserire il gancio B nell'alloggiamento."
Ma che fai?
"Agganciare il calcio, facendo pressione sulla base del medesimo.
Infilare nel 'microprocessore' la canna del mirino,
che si basa sull'ordine della grandezza del medesimo."
- Allora, inserire… - Fallo tu!
Porca miseria, che giornata!
Se andavamo dai Jefferson, a quest'ora avevamo già finito.
Dai! Dai!
Ho fatto questo mestiere per stare tranquillo! Me lo stai avvelenando.
Vieni qui.
- "Buongiorno." - Buongiorno.
- "Complimenti per l'ottima scelta." - Grazie.
- "Sistemare il treppiedi modulare…" - Fatto!
- "Avvitare il bullone A con il…" - Fatto!
- "Assicurate il percussore…" - Fatto!
- "Inserire il…" - Fatto!
- "Agganciare il…" - Fatto!
- "Innestare il carica…" - Fatto!
- "Agganciare…" - Fatto!
"Tenere lontano dalla portata dei bambini."
Che caldo!
Quando chiamano questi minchioni?
È da due ore che siamo qui. Sto diventando nervoso, e non va bene!
Sto diventando nervoso! E non va bene!
Calmati, Johnny, guarda l'immondizia come se ne fotte.
Quello prima o poi ci fa ammazzare tutti. Ma lo ammazzo prima io.
E io ti aiuto.
- Che hai qui? - Dove?
- Hai un bollo rosso. È un succhiotto! - Si vede tanto?
- Eh, sì. - Porca miseria!
- Chi te l'ha fatto? - Betty.
- La conosco? - Sì, l'hai vista alla festa di Frank.
Quella che ha rotto il bicchiere.
La biondina alta, con i capelli raccolti dietro.
- Non è quella. Comunque… - Quella che ha il Mercedes bianco.
- Ero sotto la doccia… - Quella che ha il cagnolino…
- A un certo punto… - Quella con il trench grigio.
- Trench grigio? È lei. - Sì, Betty, è alta…
- con i capelli raccolti dietro. - Ero sotto la doccia…
- Suo fratello fa il paracadutista. - Sì, bravo.
- Sua madre organizza le feste… - Sì, bravo.
- Ero sotto la doccia… - Ha un po' le ginocchia a punta.
Ginocchia a punta?
- Sì, Betty. - Allora non è lei!
- Ma non è quella alta… - Non importa. Ero sotto la doccia…
- Ho… - Quella che ha il cagnolino.
Ho capito di chi stai parlando, ma non è lei.
- Ha il Mercedes bianco. - No, non è lei.
- Ero sotto la doccia e… - Quella che ha il 42 di piede.
- 42 di piede? - Sì.
- Allora è lei. - Betty.
- Alta, con i capelli raccolti dietro. - Ero sotto la doccia…
- Sua madre organizza le feste… - sento bussare…
Sono sotto la doccia da due ore, mi stai facendo venire la polmonite!
- Sì, Betty. - Ti sto dicendo che è lei!
Ho capito!
Comunque, apro la porta e facciamo l'amore.
- Ah! - Ti risparmio i preliminari.
Però, dopo aver fatto l'amore… non lo so…
Già, in queste cose non si sa mai.
Lo so. Non lo so è un modo di dire.
- Tu hai detto: Non lo so. - Ho detto: Non lo so", però lo so.
- Ho finito di fare l'amore e non lo so… - Vedi che non lo sai?
Lo so! Dico non lo so per dire che lo so!
Ma tu dici "non lo so" per dire lo so?
Allora quando dici: "Non lo so, mi piacerebbe andare al mare."
Tu lo sai che ti piacerebbe andare al mare. È solo un modo di dire.
- Sei stato tu! - Che c'entro io?
Ho paura!
Minchia, ho paura!
Chi è?
- Servizio in camera. - Servizio in camera?
- Chi l'ha chiamato? - Sono stato io,
tre birrette, tre panini, che sarà mai!
Porca di quella… Ah!
Minchia, che situazione di merda!
Tieniti forte!
- Tira! - Tieniti forte!
- Resisti! - Tira, tira!
Mi stai scippando il braccio!
- Aldo, non ce la faccio! - Non mollare, dammi l'altra mano.
- Non riesco a staccarla! - Allunga l'altra mano!
- Non ce la faccio più. - Staccati.
Chiama Jack. Chiama Jack.
Grazie.
Cosa è successo?
Sicuramente quella merda ambulante ha ammazzato il cameriere.
Porca di quella puttana! Tirami su che lo ammazzo!
Johnny, potevo fare una figura di merda per quattro spiccioli, eh?
- Tirami su che lo ammazzo! - Sto tirando.
- Ehi, Johnny. - Che c'è?
Quella è la mia macchina. Quella è la mia macchina!
Figlio di puttana, non toccare la macchina.
Aiuto, mi stanno rubando l'autoradio. Polizia!
Come stai?
Minchia, fallo sparire dalla mia vista.
- Calma! - Non ti si può lasciare solo un attimo.
Che nervosismo!
Che paura che mi sono preso!
Queste cose fanno pensare. Ancora un attimo e…
puf, tutto finito. Un'autoradio da 50 dollari persa per sempre.
Meno male che si sei tu, Johnny.
Comunque, non pensiamoci più. "Tutto è bene ciò che finisce bene."
- Che dolore! - Minchia!
Ti ho detto di non toccarmi, quando ho la pistola nella mano sinistra.
Minchia!
Non va bene essere nervosi!
Ok. Ok. Ok. È il momento, è il momento!
- Pronto. - Giacomo, tutto a posto?
Sì.
Senti, mi chiami dopo. Sto guardando un film.
No. Stiamo chiudendo.
A proposito. Dove hai messo le rondelle M6? Aldo non le trova.
Io non lo so. Dai, chiamami dopo.
- Le commissioni le hai fatte? - Sì, tutte.
- Il vestito lo hai ritirato? - Sì. Secondo te, mi sposo nudo?
- Gli anelli? - Ma che palle!
Certo che li ho ritirati.
- Anche le scarpe? - Le scarpe le ho riti…
Porca puttana! Le scarpe!
Hai visto? Se non ti telefonavo ti sposavi in ciabatte.
Se mi sbrigo, riesco ad andare a ritirarle.
A proposito, il pacco è arrivato.
Domani mattina, prima di partire, andiamo a ritirarlo.
Ti vengo a prendere verso le 7:30.
- Alle 7:30? - Va bene, alle 7:15. Ciao.
Ecco! Ecco!
Silenzio! Silenzio! Ce l'ho!
Dai, Aldo, spegni tutto. Andiamo.
Aldo!
Aldo!
- Aldo! - Aldo!
- Allora? - Aldo!
- Cosa c'è? - Abbiamo detto alle 8:00, sono le 8:07.
Non c'è bisogno di gridare così. Qui la gente mi conosce.
Sbrigati, scendi. Dobbiamo anche ritirare il pacco.
Finisco di mangiare la peperonata e scendo.
Peperonata? Alle otto del mattino?
A mezzogiorno cosa mangia: topi morti?
Signor Giovanni, signor Giovanni. Buongiorno, signor Giovanni.
Come sta la sua signora? È al mare che la aspetta?
Ma lei non è geloso?
Me la saluti tanto. E lei, signor Giacomo?
Il grande giorno si avvicina!
- Ha paura? - Beh, insomma.
Mancano solo tre giorni, poi mi sposo.
Era ora che facesse qualcosa anche lei. Così siete a posto tutti e tre.
A proposito, se non togliete l'auto da lì,
davanti al portone immediatamente,
io ve la faccio rigare da mio marito.
E poi ve la faccio anche portar via dai vigili. Capito?
Buon viaggio. Buon viaggio anche e lei.
Buongiorno, signora.
Dai, sono le 8:10. Hai visto quel cane?
Gli hanno montato le tibie al contrario?
Scusa.
Scusa? Arrivi, non mi saluti, e mi freghi il posto?
Hai ragione. Ciao, come stai? Andiamo, Giovanni, è tardi.
- Ma chi sono quelli? - Sono dei mantenuti.
- Chi? - Due hanno sposato le sorelle Cecconi.
E l'altro sta per attaccare il cappello con la più giovane.
E adesso stanno andando giù nel meridione, in Puglia,
per fare il matrimonio.
Il cavaliere vuole fare le nozze nel paese dove è nata sua moglie.
Le figlie del dottor Cecconi?
Sì, lui ha una grande catena di negozi di ferramenta.
Se non fosse per lui, quei tre sarebbero in mezzo a una strada.
Scusa, puoi togliere i piedi dal cruscotto. Lo sporchi.
Come sei pignolo!
- Io sono pignolo? - Un po' lo sei.
Questo cammina sul cruscotto e io sono pignolo!
Sì, però devi sapere accettare le critiche.
Visto che sono pignolo, sposteresti la gamba, o non entrano le marce?
Hai visto che sei pignolo?
Allora facciamo tutto il viaggio con la prima, perché io sarei pignolo!
Comunque, mettiti le cinture, se facciamo un incidente sbatti,
- e l'assicurazione non paga. - Non serve! Stiamo andando a 30 all'ora.
Visto?
- Allora sei bastardo! - E pignolo.
Io vado a prendere il pacco. Tu vai…
Possibile che tutti i lavori di responsabilità devi farli tu?
- Io non sono capace? - No. Però, sei vuoi andare, vai.
Fa proprio schifo questo cane.
- Va beh… caffè? - Caffè? Caffè.
Che hai da guardare?
Matteo, basta con le bollicine. Così. Basta!
- Facciamo braccio di ferro. - Lo abbiamo già fatto tre volte.
Basta.
Giochiamo a braccio di ferro?
Bambino, non vedi che sto leggendo il giornale.
Ma che risposta è? È un bambino, giocaci.
Ok, giochiamo a braccio di ferro.
- Sei pronto? Dai tu il via? - Conta.
- Via. - Via.
Il bambino urla Ma dai, ma vieni! Ma chi sei?
- Giochiamo a braccio di ferro? - Smettila, scemo.
- Ringhio, non ti allontanare. - Vai, vai, Ringhio.
- Attraversa la strada, Ringhio. - Ringhio, fermati.
- Allora, vuoi finirla o no? - Guarda chi è arrivato.
Ehi, Ciccio, una vita per ritirare un pacco?
Non sono andato a ritirare le patate fritte. Questa è roba che costa.
- Lo so bene. - Andiamo.
Dai, mettila bene. Mettila dritta.
Mettilo fino in fondo, sdraiato.
- Come sdraiato? - Piatto.
- Mettilo piatto. - Fallo tu, signor precisino.
- No! - No!
- Se l'hai rotta, ti uccido. - Cosa facciamo, la apriamo?
Sembra tutto a posto.
Cos'è questa cosa?
Scusate, 170 milioni per questa merdina?
- È una follia! - Ma che follia?
Lo sai che questo è un Garpez. Uno dei più grandi scultori viventi.
Scultore di che? Il mio falegname, con 30.000 lire la fa meglio.
Guarda, non ha neanche le unghie.
Cosa se ne fa nostro suocero di una scultura da 170 milioni?
Già, siccome fa il ferramenta, non può interessargli l'arte moderna.
Bravo continuiamo a ragionare per luoghi comuni. Bravo!
Ringhio! Andiamo!
- Telefono. Telefono. - Rispondo io.
Pronto? Ciao, scimmietta. È la scimmietta.
Ti chiamo scimmietta quanto mi pare e piace.
Dove siete? Ancora a Lodi? Sono ancora a Lodi.
- Starà guidando Giovanni. - Digli dei regali.
Sono arrivati tanti regali.
La zia Gina ci fa regalato la tartaruga d'argento con l'orologio.
- Le nacchere. - La zia Jole le nacchere di avorio.
- Un presepe. - E poi un presepe di Capodimonte.
Poi delle presine in pannolenci e dei cigni in cristallo.
Volevo chiederti: il karaoke lo facciamo prima o dopo la torta?
È il nano? Passamelo.
Lo sai che ti amo pazzamente, ho anche pensato…
Dai.
- Prima parliamo poi facciamo l'amore… - Su, non chiacchierare.
- Ti passo papino. - Sì, papino!
Levati questo vestito, mi sembri un pupazzo.
Pronto? Allora, avete fatto tutto? Avete ritirato il pacco?
Sì, tutto a posto. Anzi, complimenti per il Garpez.
Ma che stai dicendo?
Il Garpez, la scultura. Un oggetto veramente bello, complimenti.
Ma cosa? Quella gamba di merda!
Con 30.000 lire il mio falegname l'avrebbe fatta meglio.
Non ha neanche le unghie.
Stiamo parlando di un esponente della trans-avanguardia.
Le sue opere sono esposte al Moma di New York.
E sai dov'è ora lo scultore?
Al General Hospital. Ha due cannucce nel naso…
E un'altra non ti dico dove perché sono un signore.
Ha avuto un ictus, è più di là che di qua.
Lo sai come sono fatti gli artisti. Mezzi drogati, mezzi froci.
Comunque, se muore, la gamba fa un salto e va a 300 milioni.
Perché parlo con te? Tu non capisci niente.
Per piacere nano, passami il pignolo.
Pronto, pignolo, dove siete?
Siamo partiti da poco, avremo fatto 40 chilometri.
Pignolo, dovete sbrigarvi, dovete correre.
Stasera siete tutti invitati al ristorante Gambrinus.
Così vi presento il prete.
Mi raccomando, non fatemi fare figure di merda.
Mi raccomando.
Sento Ringhio. Ringhio, fammi sentire la tua voce.
Meno male che ci sei tu, Ringhio.
Sei l'unico che mi dà soddisfazioni.
Scusa, puoi chiudere il finestrino?
Sai che quest'anno ho avuto problemi al trigemino.
Ti chiedo di chiudere il finestrino e tu accendi l'aria condizionata!
Quest'anno ho già fatto tre bronchiti.
Attacco l'aria condizionata perché fumi. Che faccio, accendo la radio?
La radio no, ho già mal di testa.
Se lo dicevi prima, ci portavamo dietro il polmone d'acciaio!
Cazzo!
Puoi fermarti? Devo fare la pipì.
Devo fermarmi ogni due minuti perché tu devi fare la pipì?
Va bene, allora ti piscio in macchina.
Vieni, Ringhio, dai.
Sei proprio pigro!
Senti, lega il mostro alla macchina, così fa la guardia.
- Perché, non può venire? - Chi, la merdina?
Dammi! Per amore della pace! Vieni, Ringhio.
Adesso stai qui a fare la guardia a una gamba…
una gamba da un miliardo di dollari. Hai capito?
Un Garpez originale senza unghie. Hai capito bene?
Com'è intelligente questo cane!
Torno subito. Aspettatemi!
Un latte macchiato tiepido, senza schiuma e con poco caffè.
Tiepido, non freddo. Poi gli chiedi le cose…
- Che fine ha fatto Giacomo? - Dove vuoi che sia? Al reparto libri.
- Guardalo, è lì. - Eccolo.
Ma quanti libri legge?
Neanche uno. Ne compra cento al mese, non gliene ho visto sfogliare uno.
Guardalo! Adesso passeggia con le mani dietro la schiena.
Si avvicina ai best seller. È freddo! Lo sapevo io.
Si avvicina ai best seller ma sono troppo commerciali per lui.
Guardalo, fa la faccia schifata.
È vero.
Adesso cerca il solito libro sfigato che non conosce nessuno.
Ecco, visto?
Mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovane.
Copie vendute: due. Guarda, adesso lo sfoglia.
Per forza, è un libro, lo sfoglia, non è che ci vuole Nostradamus.
Guarda, è arrivata una ragazza. Che fa?
Adesso fa il fenomeno.
Gli fa al volo una recensione.
Non l'ha mai aperto. Guarda come si atteggia.
Incredibile.
- E adesso? - Sta' attento, vieni.
Mi scusi. Le è caduto un giornale.
Cos'è, l'inserto de La Repubblica?
Tu sei proprio bastardo.
È uno scherzo. Comunque, tieni, potrebbe servirci.
- Sì, tienilo! - Era carina.
- Sempre a fare il bastardo, tu! - Era un piccolo scherzo.
Tu continui a scherzare.
Guarda quei ragazzini come sono bravi.
Io sono più bravo di voi!
Ma vai! Ma vieni! Ma chi sono?
Pirletti, dimmi, chi sono? Altro che la tua ruota.
Chi arriva ultimo è pirla.
Ma vai a cagare!
Certo che sei proprio scemo, ti metti a competere con i bambini.
Senti chi parla! Stai per sposarti e stai lì a fare gli occhi dolci a quella…
Poi con il trucco dei libri, che ha 100 anni!
Giacomino si sposa, Giacomino si sposa.
- Fra poco ti accasi. - Basta! Prendi a sberle Ringhio.
Ringhio!
Non voglio guardare, non voglio guardare.
Ma perché? Era il cane più bello del mondo.
Era meglio di Rin Tin Tin.
Così è la vita.
Con te non ci parlo, sei un assassino.
Io?
Sei stato tu a legarlo dietro.
Sì, ma di chi era il piede che gli ha dato la morte?
Quel che è stato è stato. Litigare è inutile.
Quel che è stato è stato un paio di palle. Chi lo dice al vecchio?
Il vecchio prima ci apre la testa e poi ci sputa dentro.
- E poi ci licenzia. - Certo che siete proprio dei conigli.
Ma che paura dovete avere? Siamo tra persone civili, o no?
Lo chiamiamo e gli spieghiamo che è stato un incidente.
Non lo abbiamo fatto apposta.
- Pronto? - La sapete la novità? È morto.
Io non c'entro niente, è stato Giovanni che come al solito…
Ma che avete capito? È morto Garpez, lo scultore.
Siamo veramente dispiaciuti.
- È un peccato. - Ma che peccato?
È stato il più grosso affare dell'anno.
Il vecchio Cecconi, ha colpito ancora.
Ma di affari che ne capite voi? Che ne capite?
L'unico affare della vostra vita è stato sposarvi con le mie figlie.
Passatemi Ringhio, lui è l'unico che mi capisce.
Ringhio?
Pronto, Ringhio?
Perché non rispondi?
Che gli state facendo a questo cane? Lo sento male.
No, non è niente. C'è un'interferenza.
Stato… torta… te.
Pronto? Pronto?
Questi non sanno usare neanche il telefono.
Giovanni, è una palla questa musica. Cambiamo?
Non ti piace? Mettine una tu.
Propongo io una…
Ma per favore! Ma per favore!
Non ce la faccio! Troppi ricordi!
Non ce la faccio!
Cambiamo genere!
- Non senti un rumorino? - Un…?
- Un rumorino, un rumorino metallico. - No.
A parte che ho appena avuto l'otite e non sento tanto bene…
Ma sei una discarica! Non senti un rumorino metallico?
Alla prossima uscita c'è un meccanico,
gli facciamo dare una controllata.
Ma come? Siamo già in ritardo, e tu vuoi uscire dall'autostrada?
Anche il capitano del Titanic lo diceva.
Non preoccupatevi, è soltanto un rumorino.
Da niente.
Il capitano del Titanic parlava così?
Bravo, bell'idea che hai avuto! Usciamo!
Dove cazzo siamo finiti, nel Wyoming?
- È colpa mia se non ci sono cartelli? - Qui ce n'è uno.
Fermati, vediamo se c'è un'indicazione.
Il rumorino! Senti le voci, ora!
Non c'è niente.
- Ma chi cazzo guida così? - Sangue! Sangue dal naso!
Ma come cazzo si fa a guidare così? Ma sei scemo?
È colpa mia! È colpa mia!
- Sì, e io ho rotto la macchina. - Non è successa una tragedia!
Certo, però siamo in ritardo di 3 ore, la macchina è rotta.
Mi scusi, mi ero persa, stavo guardando la cartina.
Dai, stava controllando la cartina!
Certo, ammazziamo la gente perché sta guardando la cartina.
- Guarda! - Si è fatto male?
- Certo che mi sono fatto male. - No, ha il naso lungo…
Mi dispiace, lei mi ha frenato davanti così all'improvviso.
- Ma se andavo a 20 all'ora? - Un po' all'improvviso hai frenato.
Tu stavi dormendo.
"A volte dorme di più lo sveglio che il dormiente."
- Che cazzo di proverbio è? - Già, ha parlato lo stupido!
Ok, spostiamo le macchine che qui stiamo facendo solo casino.
- Porco Giuda, guarda! - Ma non è niente.
Mi dispiace.
- Come non è niente? - Sono cose che si riparano.
- E adesso? - Ma porca puttana!
Ero fermo. Lasciamo perdere… Giacomo che… ma dai.
Quello poi ci fa un c… ma dai.
Ma porca di quella puttana.
- Sì, va bene, però… - Non dire niente. Non dire niente.
E adesso cosa facciamo?
Visto tutti i casini che le abbiamo provocato…
ci permetta di farci perdonare offrendole il pranzo.
- Grazie. - Va bene?
Perdonare cosa?
Scusa, mi ha rotto la macchina, mi ha sfigurato!
Aldo, di' qualcosa! Ma porca…
- Però è carina, vero? - Sì, è carina.
Non è solo carina, ha un'aria un po' particolare.
Sì, ha un'aria particolare, ma ricordati che fra due giorni ti sposi.
- Perché, cosa ho detto di male? - Le fai gli occhi dolci.
Ma che occhi dolci! Aldo, sto facendo lo scemo?
Un po'.
Abbiamo fatto la constatazione amichevole. A momenti avevo torto.
Insomma, tutte le ragioni non le avevi.
Tutto a posto?
Sì, sono riuscita a spostare il traghetto.
Altrimenti addio vacanze!
- Traghetto per… - Grecia.
Faccio da Brindisi a Patrasso e poi un giro per le isole.
Vai a raggiungere il fidanzato?
No.
Ha toccato un tasto dolente?
Vi siete appena lasciati?
Ti ha mollata!
- Si vede! - Sei un deficiente.
Con la tua migliore amica?
Smettila, Giovanni!
L'ho detto così, per rompere il ghiaccio.
Scusate.
Voi siete musicisti?
- Come? - Nella custodia cosa c'è? Un sax.
- No, c'è una cosa… - È un'opera d'arte.
- È una scultura. - Posso vederla?
Eh, no, Ciccia. Non possiamo farla vedere a chiunque.
Come no! Dai, Giovanni, fagliela vedere.
E va bene.
Ecco, vedi, guarda.
- No! - Eh, sì. Purtroppo sì!
- Non è possibile, è autentica? - La gamba?
- Ma questo è un Garpez. - Ma come hai fatto, così, al volo…
Per forza, è una merda, è un Garpez. Anzi, visto che costa una cifra…
Sì, lo so. Nel mio lavoro ho a che fare con le opere d'arte.
- Faccio la restauratrice. - Davvero?
Ma lo sai che è sempre stato il sogno della mia vita fare il…
Ma se non sai unire i puntini sulla Settimana Enigmistica!
L'ho capita adesso!
C'è da ammazzarsi dal ridere.
E voi? Cosa fate nella vita?
Lavoriamo nella meccanica di precisione.
Tecnologie avanzate, al servizio di progettazioni particolari.
- Non so, haruere. - Hardware.
Creiamo dei supporti che serviranno per progettare grosse situazioni.
Strumenti di precisione, per una svolta futura della meccanica…
Non so se mi spiego.
Insomma, abbiamo un negozio di ferramenta.
Il negozio di ferramenta non è nostro,
noi ci lavoriamo come commessi.
Come galoppini, insomma. Come…
Non devi essere così pessimista.
"Una rondine non vola solo e sempre a primavera".
Visto che siamo sul filosofico, io ti cito Platone.
Ma lascialo perdere quel Platone lì che ti ha pure lasciata.
- Questo è fuori! - Platone, il Simposio di Platone.
Il mito delle metà, lo conoscete?
Sì, una volta lo ricordavo bene, adesso…
- Ho letto qualche pagina. - Ho capito.
Allora, secondo Platone, l'uomo una volta era come questa mela…
perfetto. Bastava a se stesso, ed era felice.
Non c'erano distinzioni tra uomini e donne.
C'erano soltanto questi individui perfetti e felici!
Un giorno, Zeus, che era geloso della loro perfezione…
E da quel giorno, l'uomo ha cominciato a cercare la sua metà.
Perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice.
Solo che per quanti tentativi facesse…
non riusciva mai a trovare la sua metà esatta.
E non ce la fa tutt'ora.
Praticamente è impossibile trovare la propria metà e riconoscerla…
Ci vorrebbe un miracolo!
Ma questo non lavora mai?
Noi non possiamo aspettare. Facciamo conto che non sia successo niente.
- Salutiamoci. - Cosa gli diciamo al vecchio?
Gli riportiamo la macchina tutta ammaccata.
- Ci penserà l'assicurazione. - Tu sei proprio bastardo!
Cosa vuoi fare? Lasciarla da sola in mezzo all'Italia!
Vuoi andare al cinema?
A te bisogna portarti in giro legato. Ma porca…
Come facciamo a trovare il meccanico?
È come cercare un ago in un pagliaio.
Forse è lì.
- Senta, ci sarebbe un problemino. - Silenzio.
- È successo un incidente. - Per cortesia, sto vedendo il film.
Se posso permettermi…
- Niente, il meccanico non vuole. - Oh, oh!
Cosa?
- È un Garpelli. - Chi?
È un film di Garpelli.
Il neo-realista. Non lo proiettano da 30 anni.
- Ci sarà un motivo! Dai, andiamo. - Non possiamo perderlo, vi prego.
- Come non possiamo perderlo? - Scusa.
- Giacomo… - È un Garpelli, Giovanni.
Ma dai, ma…
- Aldo? - Vado a prendere i pop-corn.
Ma dai…
Grazie. Biglietti.
Biglietti, per favore, biglietti.
Grazie. Biglietti.
Senta, biglietti. Scusi?
Senta, senta.
Mi faccia vedere il biglietto. Se lo ha.
Ce l'ho. Se non dovessi averlo l'ho perso.
Così le farò la multa.
Non ho capito per quale motivo deve mettere le mani avanti.
Non ho detto questo. Ho detto che se non lo ha, le farò… futuro.
Se lo ritroverò… anteriore.
Non faccia lo spiritoso. Cerchi questo biglietto, se lo ha.
- Ce l'ho. - Sì, ce l'ha!
Vuole una sigaretta?
- No, grazie. - Non è per corromperla.
Ci mancherebbe. Vuole corrompermi con una sigaretta?
Vuole il pacchetto?
Senta, per favore, non faccia lo spiritoso. Il biglietto.
- Permesso, scusate, permesso. - Prego.
- Cosa è successo qui? - Non ha il biglietto.
- Ahia, gli dia una bella multa. - Ci penso io, non si preoccupi.
- Ma questo… - Una bella multa. - Non si preoccupi, grazie.
Lo sai che gli occhiali ti stanno benissimo?
Questi?
Sono proprio belli.
Grazie.
Forse è questo.
20 minuti per farlo saltare fuori?
Per caso doveva andare a una festa?
- Questo biglietto e pluri-timbrato. - Come?
Questo biglietto è stato timbrato più volte.
- Evidentemente l'ho pagato di più. - Non dica stupidate.
Mi dispiace, le faccio la multa.
- Questo me l'ha venduto il suo collega… - Non dica stupidate!
Se lei è ignorante, non è colpa di nessuno, va bene?
Ignorante lo dice a sua sorella, va bene?
L'ho detto nel senso che ignora che quello è un biglietto singolo.
Allora lei è un imbecille nel senso che imbelle…
Per favore, lei si scosti. Venga con me, venga con me.
Scendiamo e lo controlliamo giù.
Lascialo andare. Che ti costa? È odioso, bastardo dentro.
Perché bastardo? Allora fomentiamo la delinquenza.
Le regole le buttiamo nel cesso?
- Però lui si accanisce. - Ho capito… - Silenzio.
- Poi, se lui non gli fa la multa… - Silenzio!
- È inutile che tiri, non scappo. - Intanto hai allungato il passo.
L'ho allungato perché ho il passo più lungo della gamba.
- Mi dia le sue generalità. - In generale sto così così.
Non faccia lo spiritoso: nome e cognome.
- Come si chiama? - Sto aspettando.
- Che sta aspettando? - Che scriva.
Sono pronto. Come si chiama?
- Ajeje. - Ajeje?
Sì.
- Come si scrive Ajeje, sentiamo? - A, I come I lunga.
I lunga…
E je si ripete.
- No, Eje, non… - Per favore!
Sentiamo il cognome. Con un nome così, chissà quale sarà il cognome.
Ajeje Brazov.
L'attore che fa il vecchio, è bravissimo.
È due spanne sopra gli altri.
Non sono attori professionisti, sono presi dalla strada.
- Ecco. - Adesso verifichiamo.
Qui non c'è il documento.
- Non c'è il documento? - E lasci stare. Sempre a mettere le mani!
Allora, dov'è?
Porca miseria, mi hanno rubato il documento.
- Porca miseria! Tutte a me… - Non dica stupidate!
Le fregano il documento e le lasciano il porta-documento?
Vuol dire che sono diventati bravi.
Cosa ti ho fatto?
Ti ricordo qualche amico che da piccolo ti ha picchiato?
Non ti ho fatto niente, è da due ore che tiri.
Sembra che vuoi picchiare uno a tutti i costi…
Guarda che scena che fa?
Io non volevo salire sul tram, mi hanno tirato su.
Non dire stupidate! Come fai a fare la scena così?
Oh, porco Giuda, tenga qua.
Fa star male questa roba.
- Soffro come una bestia! - Sì, sono scene un po' toccanti.
- È il neo-realismo. - No, mi sa che sono le cozze.
Giacomo si lamenta per il dolore Silenzio.
- Sta male. - Sta male?
- Le cozze. - Sta finendo il film.
- Che gli è successo? - Le cozze.
Una colica.
- Scusi, lei dove crede di andare? - Sono un collega, un controllore.
Biglietto.
Sto inseguendo un ragazzo, sono un controllore.
Sì, e io sono Gary Cooper.
Giacomo si lamenta per il dolore Silenzio.
Devi stare calmo, non ti succede niente, siamo in buone mani.
- Dunque. Nome e cognome? - Giacomo Poretti.
L'ho chiesto a lei? È lei il malato?
No, lo conosco, è mio cognato.
Secondo lei io devo compilare un documento ufficiale…
mettendo le informazioni del primo che passa?
Io lo conosco.
- Senta, è suo cognato? - Sì.
- Come ha detto che si chiama? - Perché non lo chiede a lui?
Giacomo Poretti. Per favore, siamo in ritardo!
Non stare sempre a questionare.
Giacomo Poretti.
Allora, vediamo un po'. Se tocco qui, fa male?
È sicuro?
- Invece, se tocco qui? - No.
Perché non gli diamo un calmante per endovenosa,
non so, 4 cc di Placibio?
È medico? Non lo sapevo. Dove ha studiato?
Mi faccia il piacere di mettersi lì e di stare zitto.
E non disturbi, mentre faccio il mio lavoro.
Signorina? Mi prepari un calmante, dunque…
Quattro cc di Placibio per endovena.
Faccia vedere la lingua.
Dottore, secondo me, ha una colica renale.
- Che cosa le ho detto prima? Di stare? - Zitto.
- E di mettersi? - Lì.
- Sì, però… - Sono io che faccio le visite! Capito?
Sì, però, se tocchiamo qui…
…e gli fa male, non può essere una tracheite.
Adesso si mette anche a fare le diagnosi.
È arrivato il professorone, sa cosa faccio?
Mi tolgo il camice e lo do a lei. Va bene?
Vuole il camice?
- No. - Stia zitto!
Non voglio più sentire neanche una parola. Ha capito? Zitto.
- Caro, signor… - Giacomo Poretti.
Caro, signor Poretti, qui abbiamo una bella colica renale.
L'ho detto io!
Dobbiamo fare qualche esamino, questa notte la passa qui dentro.
- Motivi precauzionali. - Guardi che siamo già in ritardo.
Non puoi metterti a discutere con il professore.
È un professorone di stirpe.
Lui sa quello che deve dire.
- Come ti senti? - Insomma.
Ancora non ti ha fatto effetto il Placibio?
Mi sembra che non abbia fatto ancora effetto. Mi fa male qui.
Per forza, mangi la merda e ti fa male.
E intanto noi siamo chiusi qui. Non prende neanche il telefonino.
- Ti tolgo le calze? - Sì, io non ce la faccio.
- Calmati. - Ti sembra facile?
Oh, cazzo! La macchina. Ci hanno rubato la macchina.
Hai visto quella tua amichetta?
E la Grecia, e la mitologia, e tagliamo la mela…
E intanto ha rubato la macchina, con dentro la gamba.
E io pirla che ci ho lasciato le chiavi dentro.
Quella grandissima… Ah, Chiara.
Voi siete matti a lasciare giù la gamba, e se ve la rubano?
- La macchina l'ho messa all'ombra. - Brava.
- Questa è la tua borsa, Giacomo? - Sì.
Il pigiama dov'è?
- Non c'è il pigiama. - Non c'è?
Eh… dormo nudo.
Dormi nudo? Hai due bronchiti al giorno e dormi nudo?
Ragazzi, stiamo calmi, vorrà dire che gli presterò il mio.
Anche tu! Ti sembra il caso di dormire con la maglietta di Sforza?
Quella di Ronaldo era finita.
No, non è niente. Non ti preoccupare.
- Adesso sta dormendo. - Che vuol dire non può parlare?
- Dimmi se sta bene? - Ti ho detto che non è niente.
- Passami Marta, adesso. - Te la passo.
Ma che fai? Disgraziati, figli di una mignotta
dove cazzo siete?
Non me ne frega un cazzo se ha la colica o ha la lebbra…
- Amore? - Per piacere, state zitti. Zitti e fermi!
E poi, mi ero raccomandato. Questo è un posto di classe.
Qui ci vengono solo i signori.
A parte la figura di merda che mi avete fatto fare col prete.
- Ho capito! Mi dispiace! - Mi dispiace un cazzo!
- Adesso, passami mia moglie. - Come? Che dici?
- Ti ho detto di passarmi mia moglie. - Ragazzi, vi avverto.
Io sono buono e caro, ma se perdo la pazienza, sono guai per tutti.
Io vi ributto nella fogna da dove vi ho raccolto.
È chiaro? È chiaro?
Ma che guardate? Perché non continuate a mangiare, eh?
Pronto? Pronto?
Lo sai che con 20 milioni si può comprare un bar in Costa Rica?
Sulla spiaggia. Sole… mare… pieno di palme.
- Tutto l'anno in costume? - Tutto l'anno in costume.
Nessuno che ti rompe le palle, che ti dice quello che devi fare.
Certo, ci vuole coraggio. Bisogna abbandonare tutto.
- E se ti va male? - Il rischio c'è.
Del resto, se non rischi… Tu non hai mai rischiato?
Una volta. Una volta ho messo due fisse a Inter-Cagliari.
Sicuro che non vi crea problemi accompagnarmi fino al traghetto?
No, te l'ho già detto tante volte, è sulla strada.
Non potevamo lasciarti sola in mezzo all'Italia con l'auto rotta.
- Era una buona idea, tra l'altro. - Ma smettila di essere così!
- Non ci credi nemmeno tu. - Dai.
Sono le 9:30, alle 13:30, cascasse il mondo, siamo a Brindisi.
Sono il conte Dracula, minchia!
Che paura!
- Allora, Giusy, mangi qualcosa? - No, sono stanca. Buonanotte.
- Buonanotte. - Poverina, lavora tanto, è sempre stanca.
- Sì, continuiamo a cantare. - Dacci dentro.
Che giornata, due transilvani leghisti.
Forza della natura, a noi!
Che dolore!
Non mi convince, Michele.
- In effetti. - Avremo fatto bene a portarlo dentro?
Non so, con tutta la brutta gente che c'è in giro.
- Guarda gli zigomi come sono bassi. - Sono proprio bassi.
- L'hai vista la calotta cranica? - Esatto, bravo.
- Per non parlare dei bulbi oculari. - Guarda che mandibola ha!
E i denti, guarda i denti.
- Ti dico una cosa. - Non dirla.
Invece te la dico. Quello lì è un terrone.
- Un terrone? Terrone, terrone? - Sì, sono sicuro.
Silenzio, si sveglia. Ehi, buonuomo, allora?
- Tutto a posto? Cosa è successo? - Insomma.
- Vuole un cognac per tirarsi su? - Magari uno Zibibbo.
- Uno? - Ma che dialetto parla?
- Zibibbo? Cos'è? - Piuttosto, come ti chiami?
- Io sono Michele, lui è Gino. Lei? - Brambilla.
- E di nome? - Brambilla Fumagalli.
Senti un po', Brambilla Fumagalli, da che parti vieni, tu?
Da un Cantone nei parage.
- Parage? - Parage?
- Come si dice? - Sembra francese.
Un po' più giù della Francia.
Santa Polenta, che botta che ho preso.
Oh, mia bella Madonnina, che botta che ho preso.
- Questo mi convince poco. - Anche a me.
- Facciamo l'inganno della cadrega. - Bravo.
- Vai a prendere la cadrega. - Sei scaltro come una faina.
Ehi, Brambilla, venga pure, si serva, prenda pure una cadrega.
- Una cadrega non si rifiuta mai. - Ragionier Fumagalli, prego.
- Una bella cadrega, prego, prego. - Eh, sì.
Fumagalli, eh?
La cadreca, vero?
Buona, questa cadreca.
La mela sarebbe la cadrega?
- La cadrega è la sedia. - Caro il mio bel ragioniere.
Stavo proprio dicendo che ha una buona stagionatura…
Questa cadrega di faggio.
Devo andare in bagno.
Dove sarebbe il bagno? Comunque, devo andare in bagno.
- Bagno? - Comunque?
Che botta ho preso!
Devi andare al cess.
In alto a sinistra.
Scusate, ma devo cambiare l'acqua al pipistrello.
Comunque, torno.
Gino, avevi proprio ragione. Questo è un terrone.
Bravo.
- Cos'è quella cosa? Un papiro? - L'avrà dimenticata il terrone.
Apri, apri.
A Dracula, con affetto, Totò Schillaci.
Dracula? Schillaci? Ma chi è Schillaci?
- È il gran visir di tutti i terroni. - Oh, Signore!
Michele, a mali estremi, estremi rimedi.
Lo vedi quel buco lì? Questa notte lo riempiamo. Vieni!
Dai, Gino.
Non c'è.
- Giusy. - Giusy!
- Brutto terrone. - Mamma bella!
Che paura!
Se avessi la mia chiave M16 l'avrei già riparato.
È colpa mia se non passa nessuno da tre ore?
È colpa tua. Vi faccio fare una scorciatoia senza traffico.
Dove ci hai portati? Nel Nebraska.
Si è svegliato il principino.
Ciao, Pasta con le sarde, dacci una mano.
Noi tre dobbiamo fare un bel discorsetto.
- Cos'ha questo? - Ma vaffanculo.
- Oh, Ciccio! - Ma che modi sono?
Dove vai?
Non sono un bel segno questi cambi repentini di umore.
- Aldo? - Ma guarda!
Io non lo capisco questo qua.
Aldo?
- Ma vieni! Ma vai! - Bravissima.
Sei forte!
- Ma come hai fatto? - Niente, un gioco da ragazzi.
- Avevi la chiave M16. - Bisogna sapere usare le chiavi.
Ragazzi? Ragazzi?
- Cos'ha in braccio? - Ragazzi?
Guardate cosa ho trovato. Ho trovato il nuovo Ringhio.
Ma è nero!
Perché devi essere razzista anche con i cani?
- Ha anche le orecchie da pipistrello. - Bello, vero?
- È carino. - Che bello!
Dai la zampa alla signorina.
Oh, ragazzi, se facessimo un bel bagno?
No, ragazzi, abbiamo scherzato, ti ho fatto anche guidare.
Siamo già in ritardo, non scherziamo!
Va bene, ma solo 5 minuti.
- Non hai freddo? - No.
- Tu sì? - Un po'.
- Facciamo una nuotata fino là. - Sì.
- Sentito? Fa un po' 'freddino'. - Facciamo una nuotata fin là.
- Non mi batti. - Ti prendo!
No!
Nuotiamo a dorso.
Cosa fai?
- Dove sei? - Qui.
- E così domani ti sposi? - Sì, ma niente di serio.
- Cinque salti. - Ne devo fare almeno due.
Stai basso.
- Ne ha fatti due. - Sì, per miracolo.
- Tu nuoti benissimo. - Grazie.
Anche tu nuoti bene. Nuoti benissimo a rana.
Forse perché a scuola mi chiamavano ranocchio.
- Hai visto, ci sono riuscito? - Bravo.
Prendi questo sasso al volo.
A volte anche i ranocchi possono trasformarsi in principi.
> Ahi! > Ma siete scemi? Bastardi!
Aspetta! Certo che voi due siete proprio bastardi!
Scusa, Chiara, a nome ti entrambi. Io non l'ho fatto apposta.
A parte il fatto che è stato lui.
- Scusa. - Comunque non è successo niente.
Lo so che non lo avete fatto apposta.
Nessun problema.
Veramente un problema ci sarebbe.
No! Il cane ha pisciato sulla gamba.
Che cazzo! Questo deficiente di cane!
- Il legno è poroso. - È pipì, è ammoniaca, non chissà cosa.
- Sì, allora facciamoci la doccia. - Con l'ammoniaca fanno lo shampoo.
Infatti si vedono i risultati. Che schifo!
Vado al fiume a lavarla.
Una lavata, una asciugata…
- Ti do un calcio! - Ringhio, vieni qua.
300 milioni… ma porca puttana!
E comunque, mettete a posto questo casino, che siamo già in ritardo.
Pronto? Vai!
Ma dai! Guarda cosa hai combinato?
Avessimo almeno un materassino o un gommone.
- Ragazzi, mi è venuta un'idea. - Un'idea?
Ma sei deficiente?
- Credevo che galleggiasse. - Solo il cerchione pesa 30 chili!
- Scusi, dove finisce questo fiume? - Dove finisce?
- A cinque chilometri da qui c'è il mare. - Il mare?
Sì, il mare.
Il mare!
Certo che tu hai delle mani di merda, lasciatelo dire.
Il suo cane piscia sulla gamba ed è colpa mia?
Frena, frena, frena!
Guardate là.
Ci penso io.
Ragazzi, tutto a posto.
Ce la giochiamo a pallone. Italia-Marocco, si arriva ai dieci.
Ma sei scemo?
Non hai visto Marrakech Express?
Ecco la sensazione di déjà-vu che avevo.
Dai, dai, dai.
Ma vieni! Il ritorno della grande Inter!
Ma non l'ho toccato! Dai!
Avete visto che gesto atletico nella rovesciata?
Li hai lasciati di sasso.
E Chiara? Quando ha parato il rigore?
Una responsabilità incredibile, eppure, con un colpo di reni…
- Meraviglioso! - Sì, meraviglioso.
Come abbiamo fatto a perdere 10 a 3?
Fino a quando si ostina a schierare la squadra a zone, si perde.
Il Marocco è forte fisicamente, non puoi mettere la difesa alta.
Quelli ti infilano il contropiede.
Questo si deve sposare, e siamo in ritardo di una vita.
Il dietro della macchina, è completamente distrutto.
Ci ha affidato un bulldog e gli portiamo un topo-ragno.
E una gamba da 300 milioni è in mano a una banda di muratori marocchini.
Ditemi voi?
Ho avuto un'idea.
Su con la vita.
No, non me la sento. Sento un rumore che viene dal mio stomaco.
Vi rendete conto della cazzata che stiamo facendo?
Cosa ho fatto di male per avere la maschera di Karl Popper?
- Non è Karl Popper, è Cossiga. - Oh, no, mi sta sulle palle.
Insomma, ora basta! La volete recuperare questa gamba, o no?
Va bene, Nilde.
Il cane guaisce Stai buono, hai capito?
Fai la guardia. Non puoi venire con noi…
non abbiamo trovato la maschera di Rin Tin Tin.
Ma quando sei testardo, sei testardo!
- Guarda dove metti i piedi! - Ho la maschera, come faccio a vedere.
Silenzio!
Ragazzi, caffè?
Stai calmo! Non è successo niente.
Permesso di soggiorno? Tutto a posto?
Quattro, armati e con volto coperto, si introducevano…
Cosa abbiamo scritto?
Quattro, armati e con volto coperto, si introducevano…
…nell'abitazione dell'ingegner Hassan
e dell'architetto Sadat,
al fine di sottrarre un oggetto in legno di dubbio gusto.
- Punto? - Punto. E poi eccetera, eccetera.
Allora? Ci mettiamo a rubare le statue? Eh, Storti?
Sì, abbassa gli occhi.
Baglio. Furto con scasso, vilipendio alle massime cariche dello Stato.
- Come la mettiamo? - Come vuole lei, signor direttore.
Baglio, facciamo gli spiritosi?
Te la faccio passare io la voglia di ridere, ci metto poco.
Scusi, maresciallo, ma la gamba è nostra.
Non è proprio nostra, apparterrebbe a…
Uno che si chiama Poretti Giacomino ed è nato a Busto Garolfo,
dovrebbe avere il buongusto di stare zitto.
Comunque, si chiama Giacomo.
Qualcuno le ha chiesto di fare l'avvocato delle cause perse?
- Ti chiami Giacomo, no? - Giacomino.
Dunque, qui il fatto è grave.
Cosa ne facciamo di questi, ingegnere? Procediamo?
Lasciali andare, maresciallo. Mi fanno pena.
Sono dei poveracci. Tutto questo casino per una gamba.
Con 30.000 lire il mio falegname la fa meglio.
Ringraziate l'ingegnere.
Grazie.
- Come mai il vecchio non chiama? - Ho staccato il telefonino.
Saranno in pensiero, saranno almeno 24 ore che non ci facciamo sentire.
- Va bene, vuoi chiamare tu? - Perché proprio io?
Giacomo dorme, io sto guidando…
Credi che abbia paura?
Pronto? Sì, stiamo… sì, sì… no.
Lasciami… e… no…
Se fosse stato per me… Io sono il primo che…
Non ho ca… non ho ca…
allora? Mi lasci parlare, o no? Hai capito?
Stai parlando solo tu? Mi hai proprio rotto i coglioni!
Io non sono un automa, sono una persona.
Te lo devo proprio dire: vaffanculo.
Vaffanculo. Tu, il tuo negozio, la tua villa di merda.
Mi fai schifo! Stronzo!
- Era occupato. - Ma va' a cagare!
Forza, Maria, andiamo, corri.
Tesoro, ha telefonato Giovanni, ha detto che tra 2 ore sono qui.
Sono due giorni che dicono che sono qui tra due ore.
Chissà cosa stanno facendo quei tre.
Secondo me è successo qualcosa di grave.
Sono così preoccupata!
Scusa, ma se non si preoccupa lei, perché ti preoccupi tu?
♪ Ti fanno compagnia ♪
♪ Certe lettere d'amore ♪
♪ Parole che restano con lui ♪
♪ E non andiamo via ♪
♪ ma nascondiamo del dolore che scivola ♪
♪ lo sentiremo poi ♪
Signora, ci sarebbe una fattura da regolare. Ci pensa lei?
Io non lo so, mio marito si occupa di queste cose.
Ma non lo vedo in giro. Eros? Eros?
Vi devo dire una cosa.
- Mi sa che non mi sposo più. - Come non ti sposi più?
Mi sono innamorato.
Per favore, mi scusi.
La cosa non mi sorprende, si vede.
- Da cosa si vede? - Da come la guardi, da come vi appartate.
- Da come sei distratto. - Distratto?
- Hai perfino perso una gamba. - Guarda che l'hai persa tu.
Vedi che non ricordi, la gamba l'ha persa lui.
- Cosa ho perso? - Ah, l'amore!
Se ti interessa, ho un bel videoregistratore Sony.
- Ma no! - Capo! Convinci la moglie del tuo amico.
- Non si sposa più! - Capo! Occhiali da sole!
Sai che ti dico? Un po' ti invidio.
- Davvero? - Sì. Un po' mi fa paura…
- Si può sapere che cazzo succede? - Succede quello che deve succedere.
Dagli corda, mandiamo tutto a puttane!
Non ho detto che mando tutto a puttane, ci sto pensando!
Giacomo, non sei più un ragazzino. Diglielo anche tu.
Se ti fai trascinare dagli eventi…
Sapete cosa faccio? Glielo dico.
Cos'è che le dici? Cosa le dici?
Ecco qua.
- Ci sarebbe una novità. - Un'altra?
Quei ragazzi là in fondo prendono lo stesso traghetto mio.
Mi hanno offerto un passaggio e io avrei accettato.
Così, è più comodo per tutti.
Comodo sarebbe comodo, ma…
- Prendo la valigia. - Ti aiuto.
Ciao, Aldo.
Ciao, Ringhio.
Ciao, Giacomino.
Dai, Giacomo, andiamo via.
- Scusa, hai una sigaretta? - Sì.
- Grazie. - Ciao.
Scusa, puoi fermarti? Mi viene da vomitare.
Come facciamo a portarlo a casa così?
Come può sposarsi in quelle condizioni?
Chi l'ha detto che deve sposarsi? Non possiamo obbligarlo.
Non è che non vuole! È confuso. Lui vorrebbe, però…
crede di non volere. E poi non possiamo mandare tutto a puttane.
- Ma tutto cosa? - Il lavoro.
- Sì, bel lavoro! - La famiglia.
Sì, con quel suocero! Lo prenderei a bottigliate da mattina a sera.
La sicurezza economica, un sacco di cose.
Ringhio abbaia Cosa c'è, Ringhio?
Ma dov'è finito Giacomino?
Ma dove cacchio è finito?
Ecco, lo sapevo, avrà fatto l'insano gesto!
Ma che insano gesto! Non si vede neanche.
- Giacomo! - Giacomino!
Me lo immagino tutto spappolato, con le mosche che gli girano intorno.
- L'amore dà, l'amore toglie. - Dai.
Dobbiamo stare qui una vita? Sbrigati.
Ma porca miseria, porca miseria, qui la roccia è tutta franabile.
Semmai sarà friabile.
Comunque frana, non è che fria!
Ma poi dovevi venire giù per forza con le infradito?
Dovevo fare prendere un po' di aria ai piedi.
- Allora? - Ma porca miseria!
Adesso non posso né scendere né salire.
Rimango qui.
Metti il piede dove c'è quella sporgenza.
Dove?
Quella sporgenza a forma di zoccolo di gnu.
Non conosco lo gnu, come faccio a conoscere lo zoccolo di gnu?
L'altro mettilo nella rientranza in basso.
- Quale rientranza? - Quella a forma di vertebra di moffetta.
- Dimmi come è fatta una moffetta? - La vertebra è dentro, non si vede.
Forse ho trovato un buco.
Speriamo che non sia il culo della moffetta.
- Dai. - Un attimo di pazienza.
Con le ciabatte!
- Eccolo lì. - Giacomino.
- Giacomo. - Giacomino.
Per favore, lasciatemi in pace. Non mi dovete stare sempre addosso.
Ti sei capicollato? Ti sei ferito?
- Ma cosa stai dicendo? - Ti sei messo a scalare la montagna?
Ma se c'è il sentiero!
- C'è il sentiero? - Cosa ne so io?
A momenti mi ammazzavo e c'è il sentiero?
Guarda che il sentiero non è sinonimo di sicurezza.
Metti che sdruccioli, metti che prendi una tegola in testa.
Una tegola? Qui? In mezzo all'Oceano Indiano. Ma dai.
Dai, Giacomo, è già tardi, andiamo.
Pronto. Ciao Giuliana, sì, stiamo arrivando.
No, Giacomo non può, perché…
perché è in bagno.
Ti passo Aldo, ti vuole parlare.
Pronto, Giuliana, che piacere.
Stiamo arrivando. Sì, tutto bene.
No, Giacomino sta dormendo. Sì, sta dormendo in bagno.
Si vede che si è addormentato mentre stava cagando. Che ne so io?
Stiamo arrivando. Sì. Stiamo arrivando. Ma…
Ma vaffanculo!
♪ Ho imparato a sognare, Quando inizi a scoprire ♪
♪ Che ogni sogno Ti porta più in là ♪
♪ Cavalcando aquiloni O tra muri e confini ♪
♪ Ho imparato a sognare da là ♪
♪ Quando tutte le scuse Per giocare son buone ♪
♪ Quando tutta la vita È una bella canzone ♪
♪ C'era chi era incapace a sognare E chi sognava già ♪
♪ Tra una botta che prendo E una botta che do ♪
♪ Tra un amico che perdo E un amico che avrò ♪
♪ E se cado una volta Una volta cadrò ♪
♪ E da terra da lì m'alzerò ♪
♪ C'è che ormai che ho imparato a sognare Non smetterò ♪
♪ C'è che ormai che ho imparato a sognare Non smetterò ♪
Sei proprio sicuro, Giovanni?
Fidati, è meglio per tutti.
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