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- Gradite del prosecco ? - Sì. - Grazie.
- No, grazie. (in arabo) Grazie.
Gradisce del prosecco ?
(cuffie) Rizzo, sei in servizio, non si beve.
- Sono in servizio, non si beve. - Mi dispiace. - Anche a me.
Ispettore, sono in servizio dalle sette.
- Io dalle sei. (cuffie) Ragazzi, concentrati, manca poco.
Occhi sul ministro libico, non sul culo della cameriera.
- Io sto guardando lui. - Rizzo... - Dove sei ? Non ti vedo.
Per questo sono io il capo e non tu.
Com'era il culo della cameriera ?
Meglio di quello del ministro. Ma Bonetti ? E' vero, Bonetti.
- Bonetti, ci sei ? - Sì, nulla da segnalare.
- Il milanese deve bere un po'. - Oppure farsi una bella scopata.
Bonetti, non dare retta a quei due animali.
- Scusa. - Mi scusi. - Grazie.
Fenomeni, ricordate quanto eravate tesi voi la prima volta ?
Dài, su, ripassino.
Il ministro lascerà questa Ambasciata tra sei minuti.
Rizzo, tu vai a coprire la porta del garage.
Nicotra, tu all'ingresso.
Questo è per te.
Io me ne sto qui buono buono con il ministro.
[UN CANE ABBAIA ALL'ESTERNO]
Che succede ?
Ingresso, rispondete. Che succede ?
C'è una con una cagnetta, è in calore e i cani danno di matto.
Nicotra, vai all'ingresso.
Perché ? Con le cagnette in calore ingannano i cani poliziotto.
- Nicotra, sei arrivato ? - Non ancora.
Dài, su.
Tutto a posto, è la nipote del ministro con il marito.
- Controlla se il suo culo è meglio di quello dello zio. - E' coperta.
[RISATA] Bonetti, stai ridendo ?
- Che onore ! - Bonetti, non fare caso a quei due.
All'inizio sembrano due cretini, poi li conosci e sono deficienti.
[# SONO L'UOMO CHE TI PASSA ACCANTO.]
[# IL RUMORE DEL TRAFFICO DI SOTTOFONDO.]
[# SONO FREDDO E PIOGGIA SULL'ASFALTO.]
[# QUELLA PACE CHE TORNA DOPO AVERE PIANTO.]
[# IO CAMBIO PELLE, CAMBIO LE MIE IMPRONTE]
[# COME LA VIPERA, IL LUPO E IL CAMALEONTE.]
[# NELLO SPECCHIO IL RIFLESSO DI QUELLO CHE SEMBRO.]
[# UN CLANDESTINO.]
[# SONO L'UOMO DELLA PORTA ACCANTO.
[# IL RUMORE DEL CLACSON AL SEMAFORO ROSSO.]
[# SONO IO LO SCONOSCIUTO A FIANCO]
[# MENTRE CHIEDI AL BANCONE UN'ALTRA DOPPIO MALTO.]
[# IO CAMBIO CASA, CAMBIO L'ORIZZONTE]
[# COME CAMBIANO I LIMITI DELLA MIA MENTE.]
[# NELLO SPECCHIO IL RIFLESSO DI QUELLO CHE SONO.]
[# UN CLANDESTINO.]
[# SOLO UN CLANDESTINO. #]
[MUSICA ELETTRONICA]
Mi fai il timbro, per favore ?
[VOMITO] Rientriamo. Mi vomiti sulle scarpe ?
[RISATE]
E' tenuta bene, ma più di 1500 euro non te li danno.
Ma come sarebbe "1500" ? Dài !
- E' tenuta benissimo. - Eh, 280.000 chilometri !
Oh !
L'umido il martedì.
- Te l'ho detto dieci volte. - Me lo riporto dentro ?
No, lo lasciamo per terra fino alla settimana prossima.
Così le pantegane giocano a palla.
Guarda che non siamo a Roma e non ti scordare l'affitto.
Sei già in ritardo di una settimana.
- Piano ! - C'è la polizia.
Se ti trovano qua senza contratto, finiamo nella merda.
No, ci finisci tu. [BUSSANO ALLA PORTA]
Non dire nulla, fai parlare me.
Buonasera, maresciallo.
Non è maresciallo, è vicequestore.
- Chi ti ha detto che vivo qua ? - Lui non vive qua.
Io non so chi sia questo signore.
Sono entrato in officina e l'ho trovato dentro.
- Non si deve preoccupare, sono un suo amico. - No.
Sei un mio ex collega.
Palitha, esci, per favore. Chiudi la porta.
- A che devo la visita ? - Che cos'è questa puzza ?
E' l'umido, posso buttarlo solo il martedì.
Posso ?
- Stai bene ? - Che vuoi ?
- Ho un lavoro per te. - Ho già un lavoro.
Luca, se sei a Milano per fare il buttafuori
potevi restare a casa, lì ci sono le discoteche.
Cerca qualcuno che le guardi le spalle, c'è il suo numero dentro.
E' la moglie di Paolo Zanatta.
- La moglie di chi ? - Zanatta, ex banchiere, ex ministro.
Ora è responsabile della Banca Centrale al Parlamento Europeo.
Mi fa piacere, ma io non faccio il bodyguard.
Le serve uno che lo accompagni. Ti infili una giacca.
Stai qualche ora con lei e ti metti trecento euro in tasca, è facile.
- Ci facciamo un aperitivo e ne parliamo ? - Che ore sono ?
- E' quasi mezzogiorno. - Ah.
Fallo da solo, è pieno di roba.
Devo andare da un amico.
Fammi un favore. Quando esci, chiudi la porta.
Ah...
Il calzino.
- Manca qualcosa. - Quanto ? - Duemila. Mi serve tempo.
- Tipo ? - Una settimana, due al massimo.
- Una è meglio. - Okay, grazie.
Basta ! Basta ! Non ho rubato io l'auto !
- L'ho portata via con il carro attrezzi. - Che vuoi farci credere ?
- Te lo bruciamo il carro attrezzi ! - Oh ! Chi siete ? Posa il coltello.
- Posalo ! - Torniamo domani ! - Sono cazzi vostri !
[LAMENTI] Ti hanno fatto male ?
- Ah. - Vieni, andiamo.
Perché mi hai aiutato ?
Sono otto mesi che stai qua e mi parli a malapena.
Rompi le palle con la differenziata.
- Siediti, sta' buono. - Grazie.
Che volevano quei "pischelli" ?
- Puoi uscire, per favore ? - No.
Qualche sera fa mi ha chiamato un tizio.
Aveva sbattuto un'auto contro un muro.
Mi ha chiesto di andarla a prendere con il carro attrezzi
per lasciarla vicino al Parco Goccia.
- Qual è il problema ? - L'auto non era sua.
- L'aveva rubata a quello che era prima in officina. - Fammi capire.
Uno ruba un'auto, la sbatte contro un muro e chiama il carro attrezzi ?
- E' assurdo, no ? - Eh, sì.
Quelli pensano che sono stato io e domani tornano.
Perché non mi aiuti ? Eri pure un poliziotto.
Appunto, ero.
"Da piccola Alice era convinta che il denaro fosse un cognome."
"Si chiamavano per cognome da quelle parti."
"Il Bravetta, il Vesanza, il Denaro."
"Era un nemico dei suoi genitori."
"Nonostante lo cercassero sempre, non si presentava mai."
"Anzi, con il tempo le sembrava"
"che avesse anche cominciato a incrinare il loro rapporto."
[APPLAUSI]
Grazie, grazie mille a tutti.
Grazie.
- Complimenti. - Grazie, è stata gentile. - Grazie.
- Grazie per le belle parole. - Grazie.
- Brava. - Complimenti. - Grazie mille.
- Straordinaria. - Brava. - Complimenti. - Grazie.
- Com'è andata ? - Abbastanza bene, direi.
Per caso, hai visto una ragazza con i capelli neri e ciocche viola ?
- Ha più o meno sedici anni. - No, nessuno sotto i novant'anni.
- Carolina, complimenti ! - Grazie, signora Bollini.
- Tuo marito dov'è ? - Mio marito è a Bruxelles.
- Non ce l'ha fatta a tornare. - Non ce la fanno mai a tornare.
[FISCHIO]
Non riesco a muovere le gambe.
- Ehi. - Non riesco a muovere le gambe.
- Non mi sento le gambe. - Sta' tranquillo.
[(BONETTI PIANGE)] (Sta' tranquillo.)
Chi è ? [PALITHA PARLA IN SINGALESE]
- Chi è ? - Luca. - Ah, è Luca.
- Andiamo a prendere la macchina. - Dove la prendiamo ?
Ora l'auto sarà già nell'Europa dell'Est o in Africa.
Le caricano smontate sui container, cambiano i sigilli doganali e poi...
- Le rimontano. - Tu come lo sai ?
Me l'ha detto uno che conosco.
- Va bene, ti aspetto giù. - Arrivo.
- Dove hai trovato questo aggeggio ? - E' una 1100 del 1957.
Non se ne vedono in giro, infatti non sai la gente che mi chiama.
- Immagino. - In più, è d'epoca.
- Non ci pago il bollo. - Ah, ecco perché.
- Esattamente dove l'ho lasciata. - C'è qualcosa che non mi torna.
Guarda qua.
- Avvicina il carro attrezzi. - Va bene.
La macchina te l'ho trovata e te l'ho portata qui.
- Però quello che cerchi davvero non c'è più. - Tu che ne sai ?
Ti hanno rubato l'auto per cercare qualcosa che avevi nascosto dentro.
Sbaglio ?
Chi ruba un'auto, non chiama il carro attrezzi.
Scappa e la lascia lì.
Non sono affari miei.
Voglio solo che non tornate qui a rompere le palle, chiaro ?
- Palitha. - Sì. - Dove stiamo qua ?
Nolo, vuol dire "Nord di Loreto". Lo chiamano così da qualche tempo.
- Prima come si chiamava ? - Periferia povera.
- Samir ! - Che succede ? - Tuo padre.
Papà !
Papà ! Che è successo ? Che ti hanno fatto ?
Dimmelo tu che cos'è successo, dimmelo tu.
- Questi chi sono ? Che cosa vogliono ? - Sono amici.
Guarda che hanno fatto.
Che cosa mi hai fatto tu.
Se non facevi il delinquente, non succedeva nulla !
- Adesso sistemo tutto. - Che vuoi sistemare ?
Hai quasi trent'anni, quando smetti di fare queste stronzate ?
Risolverò la situazione.
Non so che cosa ti sei messo a fare, ma è gente pericolosa.
- Dobbiamo andare via e subito. - Ancora ? Basta !
"Basta" ? "Basta" lo dico io !
Auto e soldi, solo questo hai imparato !
- Se sapevo che diventavi questo, non ti facevo crescere qui! - Papà!
Aprimi !
- Apri, papà ! - Ehi.
- E' quello il Paese di tuo padre ? - Sì.
[PARLA IN ARABO] "La piccola Milano".
L'hanno costruita i marocchini che vivono in Italia.
- Tutto quello che guadagnano finisce lì. - Che cercavano ?
- Che c'era nel cruscotto ? - Che vuoi ? Sei uno sbirro ?
- Ti sei mai rotto il naso ? - No. - Vuoi provare ? - Oh !
- E' un investigatore privato. - Davvero mi può aiutare ?
E' forte in queste cose.
C'era un pacco nel doppio fondo del cruscotto.
- Droga ? - No, fumo. Lo vendono anche nei negozi.
Sì, digli così alla polizia quando ti arrestano.
- Quanta ? - Parecchio.
Devo dare i soldi a chi me l'ha venduto, sennò sono nella merda.
E' un casino, cazzo.
- In quanti sanno di questa storia ? - Nessuno.
- Chi ti ha venduto il fumo ? - Khalid, un algerino.
Mi faceva un bel prezzo, ma dovevo andare a prenderlo fino a Bergamo.
Ho smontato l'auto, l'ho caricata e sono ripartito.
Mi sono fermato a bere, sono uscito e l'auto non c'era.
Hai il numero di Khalid ?
No, abbiamo parlato di persona, era più sicuro.
Palitha, il numero di quello che ti ha chiamato per l'auto.
- Numero nascosto. - A che ora ha chiamato ? - All'1 e 22.
E' forte in queste cose, infatti costa un po' caro
ma sono cifre che uno spacciatore si può permettere.
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Luca. - Carvelli, allora hai ancora il mio numero.
Se mi chiami dopo tanti anni, è di certo una rottura di coglioni.
Speravo di sentirti più contento dopo tanto tempo.
- Non credo che tu voglia sapere come sto. - Come stai? - Stavo bene.
Dormivo beato finché un rompipalle non mi ha svegliato. Che vuoi ?
Cerco uno che ha chiamato un mio amico venerdì notte.
Mandami il suo numero e l'indirizzo dove ha ricevuto la chiamata
così capisco a quale cella si è agganciato, domattina ti dico.
Oh, ho parlato con Samir. Ci siamo messi d'accordo.
Se trovi il pacco, ti dà 2000 euro. Contento ?
Per uno come te, 1600 euro sono una bella cifra, no ?
- Non erano 2000 ? - Meno il mio 20 per cento. - Ah.
Dove andiamo ?
Adesso te lo dico, accosta qua.
- Parliamo con quello che ti ha fatto portare via l'auto. - Dov'è ?
- Ti ho fatto accostare qua, è qua. - Qua dentro ? - Sì. - Ah.
Ho detto a un amico che ti ha chiamato un numero privato
e mi ha trovato il wi-fi a cui si collega.
Tu... Sono pronto, andiamo.
- Dove ? - Dentro. - Io vado.
- Io ? - Tu rimani qua. - Ancora.
Ciao.
- Mi fai un kebab con le patatine ? - Non ci mettiamo le patatine.
- Perché ? - E' come l'ananas sulla pizza.
- Tu metti l'ananas sulla pizza ? - Faccio il pizzaiolo ?
Tu fai il kebabbaro, quindi fai il bravo e lo fai con le patatine.
- Portami pure una birra. - Non vendiamo alcolici. - Ah, no ?
Ora ci dite che cosa possiamo bere ?
[PARLANO IN ARABO]
- Tu con il cappello, come ti chiami ? - Youssef.
Youssef e Farid.
Quindi Khalid sei tu.
So che hai chiamato il carro attrezzi.
- Che cazzo vuoi da me ? - Fare due chiacchiere.
Ah ! Ah !
- "Sorry". - Ti avevo detto di aspettare. - Mi è venuta fame.
- Tu sai chi è Samir, vero ? - Io non so niente.
Io non so niente.
Non è stata una mia idea, mi hanno chiesto di farlo.
Dovevo convincere Samir a comprare il fumo.
- Dovevo caricarglielo in auto e poi rubarglielo. - Chi te l'ha chiesto ?
- Dimmelo o ti brucio la testa ! - Gli uomini di Beslama !
Beslama Dirar !
Lasciami, lasciami. Ah... Ah...
- Adesso fammi il kebab con le patatine. - Due.
- Chi era ? - Quello che ti ha fatto portare via l'auto.
Che ne so io ? Sono tutti uguali questi emigrati.
- Com'è che sai l'arabo ? - E' una storia lunga.
- Adesso che si fa ? - Tu niente, tu vai a casa.
Ciao.
Sei bravo, ma hai un carattere di cacca.
Scusa il ritardo, a quest'ora c'è traffico sulla circonvallazione.
- Per me, uno Spritz. Tu Negroni ? - No, vado via subito.
Uno Spritz e un Negroni, grazie.
- Com'è andata la presentazione di Carolina ? - Com'è andata ?
- Meglio che fare il buttafuori. - In discoteca la gente
è più sobria. Hai trovato quello che ti ho chiesto ?
[SOSPIRO] Perché ti interessa questo Beslama ?
- Che ci devi fare ? - E' una roba mia.
Sei nei casini ? Ti servono soldi ?
Non ho bisogno di niente, Claudio, solo quello che ti ho chiesto.
Beslama Dirar lo conosciamo bene.
E' arrivato in Italia dal Marocco nel '94 via Lampedusa.
- Non è passato dalla Francia ? - No.
Ha sei kebab, una copertura per lo spaccio di hashish.
Non parlo di un po' di fumo, ha in mano il mercato di Milano Est.
- Perché non lo avete arrestato ? - Non è stupido.
E' gente pericolosa, meglio che ci stai alla larga.
Ci sei tu che mi proteggi.
- Dove vai ? Il Negroni ? - Avevo detto che non lo prendevo.
[# MI FACCIO CORAGGIO, SI VA. TI PERDI DA GIORNI.]
[# DA MESI NON DORMO LA NOTTE.]
[# HO IL SOLE NEGLI OCCHI.]
[# STO SCAPPANDO VIA DA QUA.]
[# NON SO PIU' CHE COSA FARE.]
[# SONO SOLO IN MEZZO AL MARE. #]
- Chi cazzo sono ? - Oh ! Ma che... - Oh !
Ah ! [LA MUSICA SI INTERROMPE]
- I soldi ? - Mi hanno rubato la roba.
Ve li do tutti, il tempo di tirare su 20.000 euro.
Non sono 20, ma 40.
Hai tre giorni, sennò ammazzo te e tuo padre.
- Guarda chi c'è. - Ce ne hai messo di tempo.
- Già è tanto che sono qui. Che succede ? - Quattro marocchini.
- Ci hanno riempito di botte. - Bene.
Ora sapete la differenza tra chi gioca a fare il cattivo e chi lo è.
Era un "armadio". Se non gli do i soldi, ammazza me e mio padre.
- Dov'è tuo padre ? - Da mio zio. Non gli ho detto nulla.
Non so chi erano.
No, eh ? Erano gli uomini di Beslama Dirar.
- Avevo capito che lo conoscevi. - Non lo conosco, so chi è e basta.
Lui ha chiesto a Khalid di rubarti la macchina.
Ora il debito ce l'hai con lui.
- Che gli hai fatto ? - Niente. - Non raccontarmi cazzate.
Vuole farti il culo, gli hai fatto qualcosa.
Avete venduto il fumo dove non dovevate ?
- Non spaccio in Via Padova, non sono scemo. - Va bene, va bene.
Facciamo che ti credo, però aiutami a capire.
Un boss di Via Padova che non conosci
ti fa comprare del fumo e te lo fa rubare.
- Qualcosa non funziona. - Magari voleva ricattarlo.
Certo, un'estorsione.
E' facile capire che è un poveraccio figlio di immigrato.
La foto con tua madre e tuo padre sotto la bandiera italiana
dove è stata scattata ?
Intendi questa foto qua ?
- Sì, questa. - A Lampedusa, appena arrivati in Italia.
- Non avevo nemmeno un anno. - Era il 1994 ?
- Sei sicuro ? - Sì, ho scritto una canzone su quel viaggio.
Tranquilli, in amicizia.
Mandate qualcuno a prendermi per parlare con il vostro capo.
Mentre aspetto, mi fate un kebab con le patatine ? So che è buono.
Oh !
Vabbè, "armadio"... Pensavo peggio.
Bello qui.
Il batik appeso alla parete è molto chic.
E' un tappeto Hanbel.
Mi ci sono nascosto dentro quando sono venuto in Italia.
Uno si porta un pezzo di casa.
E' una cosa che fanno tutti i clandestini, no ?
A Milano tu sei più clandestino di me, caro Travaglia.
Tu hai fatto domande in giro su di me
e io ho fatto domande in giro su di te.
Hai scoperto che le mie attività sono meno interessanti delle tue.
- Ispettore capo dell'Antiterrorismo. - Ex ispettore.
Sì, il casino all'Ambasciata.
Condoglianze per la tua donna.
Grazie.
Ora sei una specie di investigatore privato ?
No, sto dando una mano a un bravo ragazzo.
Un po' coglione, però è bravo.
- Il coglione mi deve dei soldi. - Sì, lo so.
Lo so bene. Tu vieni dalla regione di Béni Mellal-Khénifra, vero ?
Quella regione è famosa per due cose.
Le arance e i tappeti Hanbel.
So bene che quello non è un batik.
C'è un altro motivo per cui è molto famosa.
Per una cittadina piccola.
Fquih Ben Sala, "La piccola Milano".
E' quella lì, no ? E' da lì che viene il padre di Samir, vero ?
Non conosco tutti i marocchini a Milano.
- Quelli con cui sei venuto in Italia sì. - Tu che ne sai ?
Per venire qua dal Marocco passavate dalla Francia negli anni '90.
Voi siete venuti nel '94 via Lampedusa.
E' come fare Torino-Milano passando per la Svizzera.
Non eravate tanti.
Sai che c'è ?
Pensavo che tu ce l'avessi con lui e volessi fargliela pagare
e poi ho scoperto che lui nemmeno ti conosce.
Però suo padre Alì devi conoscerlo per forza.
Mi sono detto...
"Vuole fare il culo al ragazzo per farla pagare al padre ?"
[RISATA]
Come investigatore privato sei peggio che come poliziotto.
Tu non mi dirai mai quello che è successo sul barcone con Alì, vero ?
Vai tranquillo per il padre di Samir, non gli faccio niente.
- Già gli hai fatto qualcosa. - Però il figlio mi deve dei soldi.
Non mi faccio prendere per il culo da un ragazzino, quindi diglielo.
Mancano due giorni.
No, non c'è bisogno.
Conosco la strada.
[SALUTI IN ARABO]
- Allora, ci hai parlato ? - Sì.
Beslama fa sul serio. Hai due giorni.
Tu dovevi aiutarmi. Come trovo 40.000 euro in due giorni ?
- Senza il carico, non ho i soldi per te. - Non so che cos'è successo.
- Però lui vuole fartela pagare. - Che dovrei fare ?
Dài retta a tuo padre e torna in Marocco per un po'
sennò ci finisce in mezzo pure lui.
Non ci torno in Africa con il culo che mi sono fatto.
Non conosci la mia musica, ma sono bravo.
In radio iniziano a girare i miei pezzi.
Ho i miei amici qui, quelli che credono in me.
Io pensavo che mi avresti aiutato.
Dovevo capirlo subito, da quanto puzzavi di alcol.
Sono 9,60.
Grazie.
[SQUILLI DI CELLULARE]
Pronto ?
- Prego. - Permesso.
- C'è il signor Travaglia. - Grazie.
- Mi aiuta a rilassarmi. - Ah.
- Ha sete ? - No.
Gliela faccio assaggiare, è una centrifuga buona.
Per pranzo c'è l'insalata di farro.
- No, grazie, ho mangiato un panino. - Guardi che è buona.
Okay.
Sono 2000, è un anticipo.
Vuole fare molte presentazioni.
Non è solo per quelle e devo essere certa che prenda la cosa seriamente.
L'altro giorno l'ho parcheggiata in Triennale e l'ho ritrovata così.
- Ha idea di chi può essere stato ? - No.
Da un po' ho l'impressione di essere seguita e la sera non esco più.
- Senta, io... - Puoi darmi del tu ?
- Carolina. - Sì.
Io posso mandarti qualcuno che te la sistema.
Vuoi lavorare per me ?
Maganza dice che sei un professionista, uno dei migliori.
Mi serve qualcuno che mi faccia stare tranquilla.
Il lavoro l'ho già accettato, però Maganza doveva dirti
che non sono in grado di proteggere nessuno e non lo ero nemmeno prima.
Mi dispiace per la tua compagna ma capita a tutti di fare un errore.
Non grande come il mio.
[COLPI DI TOSSE]
- Sto con lui. - Non mi lasci da solo.
Non mi lasci da solo. [PIANTO]
[COLPI DI TOSSE]
[CELLULARE: # IL VIAGGIO E' LUNGO, SAI, FRA'.]
[# E' DURA QUI, FRA'.]
[# ANCHE SE HO PAURA DI METTERMI IN VIAGGIO]
[# MI FACCIO CORAGGIO E SI VA.]
[# I SOLDI VOGLIONO PIU' SOLDI]
[# PER TENERCI A GALLA A STENTO.]
[# SENTO IL FREDDO DENTRO LE MIE OSSA.]
[# MI SONO PROMESSO, SI', DI FARMI FORZA.]
[# FORSE QUELLA E' LA MIA FINE]
[# SE IL MIO CORPO] [NON SOPPORTERA' TUTTE LE MIE PAURE
[# NON POTRANNO MAI CAPIRE.]
[# NON POTRANNO MAI CAPIRE.]
[# A STENTO]
[# MI FACCIO CORAGGIO.]
[# MI FACCIO CORAGGIO, SI VA.]
[# TI PERDI DA GIORNI.]
[# DA MESI NON DORMO LA NOTTE.]
[# HO IL SOLE NEGLI OCCHI. #]
Alì.
- Ci siamo conosciuti l'altra sera a casa sua. - Che cosa vuole ?
Samir mi ha chiesto di aiutarlo.
Se ci riesce, le faccio gli auguri. E' una vita che ci provo.
Un tizio ce l'ha con lui, si chiama Beslama Dirar.
- Non so chi sia. - E' pericoloso, tanto.
Rischia di finirci in mezzo pure lei.
Voglio denunciare tutto alla polizia.
No, lasciamo stare la polizia.
Non vorrei che ci vada di mezzo Samir.
Samir non ci andrà di mezzo, non si preoccupi, ci penso io.
[# A STENTO]
[# MI FACCIO CORAGGIO.]
[# MI FACCIO CORAGGIO, SI VA.]
[# TI PERDI DA GIORNI.]
[# DA MESI NON DORMO LA NOTTE.]
[# HO IL SOLE NEGLI OCCHI.]
[# STO SCAPPANDO VIA DA QUA.]
[# NON SO PIU' CHE COSA FARE. SONO SOLO IN MEZZO AL MARE.]
[# SIAMO IO E LE MIE PARE. # PADRE.]
[# TU NON SEI QUI CON ME. # QUANTI NE HAI SALVATI COME ME ?]
[# SALVATORE DI UOMINI. # TU NON SEI QUI CON ME.]
[# QUANTI NE HAI SALVATI COME ME ? COME ME ?]
[# PADRE.]
[# HANBEL. #]
- Aspettami qua. - Che fai ? - Citofono.
(in arabo) Italiano ! - Ecco, adesso questo mi ammazza.
Paura, eh ?
- Se mi cercavi, potevi suonare il campanello. - Non cercavo te.
Cercavo il padrone di quella macchina lì.
- Come l'hai capito ? - Dalla canzone di tuo figlio.
"Ti chiamavano Hanbel, salvatore di uomini."
Ha salvato la vita anche a me.
Se avessi minacciato di denunciarti, sapevo che lui ti avrebbe avvertito.
Eravamo amici, poi quando siamo arrivati in Italia
abbiamo preso strade diverse.
Ma io sono sempre in debito con lui.
Io ero venuto qui per fare crescere mio figlio bene
e fargli fare una vita migliore.
Mi sono fatto il culo a fare l'imbianchino per farlo studiare
e non è servito a niente.
Perché farlo tornare in Marocco cambierà le cose ?
Intanto lo togliamo da qui, così evitiamo altri guai.
L'unico modo per convincerlo a tornare in Marocco
era spaventarlo e fargli capire che non aveva scelta.
Andava tutto bene, poi sei arrivato tu a rompere le palle.
Non riuscivo più a dormire la notte.
Mi aspettavo che qualcuno venisse a dirmi che era stato ammazzato.
- Vi siete inventati tutto ? - Dovevo fare qualcosa.
Non potevo restare lì a guardare.
[PARLA IN ARABO]
- Sta dicendo... - Sì, lo so. Ha detto: "E' tutta colpa mia".
"E' tutta colpa mia."
Vai, Bonetti, vai !
- Ti ho fatto aspettare ? - Un po'.
- Ho risolto. - Perché Beslama ce l'ha con me ?
Non ce l'ha con te, ma con tuo padre.
- Che dici ? - Se non lo porti via, finisce male, lo capisci o no ?
- Che gli ha fatto ? - Questo te lo spiega tuo padre.
Se gli vuoi bene, domattina prendi un aereo con lui e ve ne andate.
Si risolve tutto, anche il tuo debito.
- Davvero ? - Sì, davvero.
Va bene, domani partiamo, mi hai convinto.
E' solo per un po', finché non si calma questa cosa.
La tua musica puoi farla pure dal Marocco.
A proposito, l'ho sentita.
E' vero, sei bravo.
- Ti faccio avere i tuoi soldi in qualche modo. - No, tieniteli.
Ti faranno comodo là.
Sei bravo, nonostante tutto quello che bevi.
No, non ci sto venerdì.
Non ci sto nemmeno sabato.
Non faccio più il buttafuori, ho trovato un altro lavoro.
Sì, okay, ciao.
(Come ha fatto a entrare ?)
(Era sulla lista sotto falso nome.)
(Khadija deve averlo aggiunto da sola all'ultimo momento.)
Tramite il tuo computer.
Ce l'aveva sempre sottomano, non è stato difficile per lei.
E...
C'è un'altra cosa.
Stanno controllando il suo telefono perché c'è il sospetto
che fosse in contatto con qualcuno già attenzionato dai Servizi.
Che cazzo dici ?
Tu l'hai vista, Luca.
Era lì per ammazzare il ministro, qualcosa deve essere andato storto.
Se la bomba fosse esplosa dentro, avrebbe fatto una strage.
Claudio, mangiavamo insieme.
Dormivamo insieme.
Non può avermi preso per il culo fin dall'inizio, non ci credo.
So che è difficile
ma prima accetti la verità, meglio è per tutti.
- Adesso ? - Ecco, bravo.
Ascoltami bene, Luca. Adesso non deve succedere niente.
Facciamo credere a tutti che sia morta nell'attentato.
Nessuno l'ha vista, nessuno deve sapere come sono andate le cose.
Sarebbe un disastro se venissero a saperlo e non solo con i libici.
Avremmo tutti contro, se venisse fuori che è stata la tua donna.
[RINTOCCHI DI CAMPANE]
Luca ! Oh !
La macchina è pronta e questa è per te.
L'ha lasciata un "armadio", non ha detto che c'è dentro.
- Un marocchino ? - Un emigrato. Che c'è scritto ?
[PARLA IN ARABO] Che vuol dire ?
- "Grazie, Clandestino". - Tu dovresti ringraziare me.
E' merito mio se ti sei messo in tasca 4000 euro.
- Questi non sono 4000. - Meno il mio 20 per cento. - Ah.
E l'affitto che mi dovevi.
Li ho presi già, eh, socio.
Vedrai che faremo grandi cose insieme.
Tu hai le capacità, ma hai bisogno di un professionista come me.
- Fottiti. - Eh ?
Vieni con me, vieni.
Sai che hai scritto qui ? Questo non è "soccorso stradale".
Significa "fottiti".
Professionista...
- Ciao. - Ciao. - La macchina è a posto.
- Wow, è stupendo. - Sì, Palitha ha fatto un bel lavoro.
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