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(Fabio) Ahò, ti è morto il parrucchiere?
Ahò, mortacci tuoi!
- Oggi non ho voglia di fare un cazzo. - (Andrea) Perché era a casa mia?
(Massimo) Andrea, non lo so, però gli ho detto tutto.
Gli ho detto dei poteri miei, dei poteri tuoi, della rapina.
Sì, però chi potrebbe essere
e perché si sarebbe trasformato o trasformata in Andrea?
Ahò, i tre carabinieri!
Forse gli interessava mio fratello.
Se fosse Asia?
- Dici la sosia di Sara? - Tu come sei arrivato a questa idea?
Quante possibilità ci sono che incontri la copia della tua ragazza?
Se fosse così, noi potremmo fregarla.
- (Massimo) Come? - (Marco) Dobbiamo solo capire chi è.
(canzone) Vivo finché l'anima mi prenderà fuoco
(canzone) Quando sono freddo, mi riscaldo da solo e noi
(canzone) Degli eroi vestiti d'amore e di odio
(canzone) Se ho paura, so che sono vivo e non morto, però ho capito
(canzone) Che le leggende non sono per sempre
(canzone) Forse sbaglierò tutte le strade
(canzone) E non so se terrò l'equilibrio prima di cadere
(canzone) Io sarò uno come noi
(canzone) Questi vecchi muri sembra che non hanno età
(canzone) Siamo fiori in mezzo al cemento e forse un po' lo siamo da sempre
(canzone) Io che sono un punto perso in questa città
(canzone) Che non mi ha mai dato niente
(canzone) Che mi chiedo da sempre chi verrebbe a cercare uno come noi.
Okay.
Sono diventati cari anche i peperoni.
- Bah, neanche tanto. - Due bastano.
Stai diventando peggio di me?
Oh, ciao, Riccardo.
- Armando! - Come stai?
- Bene. - Tu devi essere Sabrina.
- Sì. Ciao, piacere mio. - Piacere, Armando.
- Come va? Che fai? - La spesa.
No, con il lavoro.
Siamo rimasti male quando ti hanno licenziato.
- Hai trovato un altro lavoro? - Sì, sì.
- Fai il metronotte? - Tutto bene.
- Se hai bisogno di qualcosa... - No, grazie, Armando.
Okay, allora in bocca al lupo per tutto.
- Grazie. - Alla prossima. È stato un piacere.
Mio.
Che fai? Ti vergogni di noi?
- Jean, che hai, il cazzetto? - Oh!
Tu che ridi? Ce l'hai più piccolo di lui.
- Chiedilo a tua sorella. - Vaffanculo!
Andiamo a fare la doccia.
(sottovoce) Dai, dai! Dov'è il giacchetto?
Dai!
Codice?
- Quando è nata Sara, 5-9-05. - Che "sottone".
- Piano con le parole. - Non ha detto che è un coglione.
- Vabbè, comunque è mio fratello. - Sbrigati, cazzo!
(voci indistinte)
- (Andrea) Che scriviamo? - "Ciao, bella ragazza, che fai stasera?"
- Come cazzo parli? - Perché?
Un coatto come Nicola le dirà... "Ti voglio... becca''".
- Scrivi così a mia sorella? - Ho detto un coatto come Nicola.
- Vabbè, faccio io. - Veloci.
"Ci vediamo al Loft Feria alle nove?"
(notifica)
Chi scrive alla cinesina?
Fammi vedere chi ti scrive.
- Oh! Parlo con te. - Un attimo.
- Dammi quel cazzo di telefono! - Mi lasci stare?
Basta!
- Chi cazzo vuoi che le scriva? - Che vuoi?
Sarà sua madre o sua sorella.
Dai! Allora?
- Non ha risposto. - No, ragazzi!
Rischiamo che ci beccano.
Mettiamo via. (notifica)
"Okay per le nove." Ha risposto.
- Dai! - "D'accordo..."
- Non rispondere. - Ragazzi, muovetevi!
Dai, sbrigatevi. Veramente, sbrigatevi.
- Ahò... - Eeeeh! Come sei grosso tu!
Come fai ad avere questo fisico da maschio!
Tu sei amico di mio fratello, vero?
Si vede. Vuoi sapere come faccio?
- Sì, maestro, illuminami. - È facile.
- Smetti di farti le "pugnette"... - Molto difficile.
- Poi rinasci me, ancora più difficile. - Certo.
- Fatevi una bella doccia, puzzate. - Hai ragione.
Dico a mamma che non ti lavi, zozzoni! Fuori dai coglioni.
(Marco) Grazie per il consiglio.
- Zozzoni. - (Fabio) Vabbè, andiamo.
Va bene, potrebbe pure essere Asia,
però come cazzo ce lo facciamo dire?
Siamo intelligenti, un modo lo troviamo.
Pensate che possa essere una persona
come me e Andrea con dei poteri? Potrebbero essercene degli altri?
Ehi? Oh, che succede?
- Anche Greta ha dei poteri. - Che cazzo dici?
Riesce a mandare indietro il tempo.
È una cosa difficile da spiegare, ma quando stavamo al luna park,
ci siamo baciati e... - Aspetta, vi siete baciati?
- Sì, ci siamo baciati. - Fallo parlare.
Jean ci ha visti e si è incazzato, quindi Greta ha mandato indietro il tempo.
- Per lui questa cosa non è mai successa. - (Massimo) Però tu...
A Greta hai detto di me e te, del nostro potere?
- No, certo che no. - Possiamo fidarci?
A questo punto conviene dirglielo, no?
Sì.
Non so, hai fatto tanti casini parlando con la gente.
(Massimo) Ahò, Marco!
Non è stata colpa mia! Mi ha licenziato senza motivo!
- Perché non me l'hai detto subito? - Sapevo che avresti reagito così!
- Così come? - Così! È stata una bugia necessaria.
- Una bugia necessaria? - Sì, non volevo farti preoccupare.
Ah!
- E perché mi vergognavo. - Devi vergognarti
soprattutto quando lo sapranno i ragazzi. - (Riccardo) I ragazzi non lo sapranno.
- (Sabrina) No? - (Riccardo) No, ho un altro lavoro.
(Sabrina) Quale?
Quale!
- Faccio il rider. - Il rider?
Certo, porti la pizza a casa della gente. Wow!
- Sto prendendo tempo! - Non abbiamo tempo, cazzo!
Già con due stipendi non campavamo. Come facciamo con i due spicci da rider?
(Riccardo) Ti ho mai delusa?
- Ne troverò uno migliore. - Già.
Ce la faremo come abbiamo sempre fatto, però tu devi stare con me.
Tu non devi mentirmi mai più! È l'unica cosa che ci resta, l'unica.
Mamma? Papà? Sono rientrato!
Arrivo, amore.
- Cuccioletto! Ciao, come stai? - Ciao, mamma. Bene, tu?
- Fame? - Sì.
Vediamo che offre la casa.
- Ciao! - Ciao.
- Sei già tornata. - Sì, non mi sentivo bene.
Sono uscita prima.
Controlli un attimo il sugo?
Ho incontrato Beatrice Nenchi.
(Simona) Abbiamo parlato.
Era molto preoccupata per te. Devo esserlo anch'io?
- No, perché? Che ti ha detto? - Dimmelo tu.
Ha fatto finta di incontrarmi per caso solo per parlarmi di te.
Sarà preoccupata perché esco con Viola.
Esci con Viola? Davvero? Stai con Viola?
Da quanto?
Non tengo il conto dei giorni, non dobbiamo sposarci.
Allora forse era per questo che...
C'è qualche problema con Viola? Tutto a posto?
Senti, mi è passata la fame.
Sì, ma sei felice? Perché conta solo questo, Massimo.
Devi essere felice.
Mi piace Viola. Sì, mi piace.
(campanello)
Salve, sono Andrea, un amico di Greta.
Greta?
Greta?
C'è una persona che dice di essere un tuo amico.
Posso parlare?
- Sei pazzo a venire a casa mia! - Scusa, ho chiamato, ma non rispondevi.
Se non rispondo, c'è un motivo.
- Ho fatto qualcosa? - No!
Che devi dirmi?
Mi hai chiesto se ne conoscevo altri come noi.
Ssh...
Ti ho mentito, ne conosco almeno altri due.
Uno è mio amico e non te l'ho detto per non metterlo in mezzo.
L'altro non lo so, può cambiare forma.
Lo stiamo cercando e abbiamo bisogno di te. Ci aiuti?
- Chi è questo tuo amico? - Vorrei fartelo conoscere, ti va?
No, è meglio di no. Non posso aiutarvi, ho abbastanza casini.
- Ho fatto qualcosa che non vuoi dirmi? - Io non so cosa ti sei messo in testa,
ma se non fossi tornato indietro nel tempo con me,
il bacio non ci sarebbe mai stato né per te né per me, capito?
Ti prego, la prossima volta se io non ti rispondo, non venire qua.
Vattene.
Chi era quello?
Mi sembra di non averlo mai visto a scuola o sbaglio?
È un amico di Jean.
Da quando ti interessa con chi esco?
Ci tengo a conoscere i tuoi amici.
Hai debiti con lui?
- Ti vende il fumo, la coca? - Che cazzo dici?
Quello che penso, Greta e lo pensa anche tuo padre.
Devi smetterla di rovinarti la vita e di rovinarla anche a noi.
Non ti basta tutto quello che è già successo?
Continua. Abbi almeno il coraggio di dirlo.
È successo a causa mia. È colpa mia se Daniel è finito in coma.
Lo so.
Lo so, penso anch'io. Sei contenta?
Ti prego, sorridi! Voglio vederti felice.
Oh!
Dove hai preso questi? Quelli?
- Me li ha regalati Luana. - Luana?
Cos'è, una banca? Uno di questi costa quanto un mese del mio stipendio.
- Li ha presi in un negozio dell'usato. - Un negozio dell'usato.
- Con l'etichetta? - Per colpa tua ho solo vestiti di merda.
- Sei pazza? - Mamma!
(Beatrice) Che cazzo stai facendo? Che cosa combini?
Parla con lei, se non mi credi. Tieni, parlaci.
Luana? Scusa, la tua amica è una stronza!
Almeno lei ci tiene alla mia felicità!
- Ciao. Sabrina dov'è? - Eccola.
Oh!
- Mamma mia... - Che hai? Hai una faccia!
- Dormito male. - Ti servirebbe un caffè vero, non questo.
Intanto bevo questo.
- Guarda un po'. - Mamma mia...
- La colletta di Anna. - Dai!
Hanno messo i soldi anche Melissa e Linda.
- Sai che non sganciano mai una lira. - No!
È stata una tua idea, è giusto che gliela porti tu.
- Ne sarà molto felice. - Sì.
- Quanti sono? - Tremila euro.
Wow!
- Bene, no? - Molto bene.
- Vado a lavorare. - Sì.
Sono i soldi della colletta?
Bene. Allora se vieni nel mio ufficio, ti preparo l'assegno.
(Giuseppe) Una promessa è una promessa.
- (Giuseppe) Quanto avete raccolto? - Tremila.
- Che brave. - Sì.
Bene.
Allora la Revanche...
Aspetta, ce l'ho io.
Grazie.
- Siedi, Sabrina. - No, sono a posto, grazie.
Allora la Revanche... parteciperà
con altri tremila.
Beh, certo.
Un gesto bellissimo, grazie.
Senti...
Ho saputo che i nostri figli sono diventati amici.
Buffo, no? A quanto pare amano la stessa musica.
"Musica" è un parolone.
È quello che dicevano i nostri genitori sulla musica che ascoltavamo noi.
- Quindi? - Parliamo come loro.
- Si diventa grandi. - No, si invecchia.
Tu sei sempre la stessa.
No, sono cambiata anch'io, molto più di quanto sembri.
- Posso farti una domanda? - Dai.
Tu sei felice di quello che hai, della vita che fai?
Bah...
Diciamo che non è proprio una vita perfetta,
ma non la cambierei con nessun'altra.
Grazie.
Oh! Stai studiando?
Ahò! No.
Cioè... sì.
- Perché hai questa faccia? Tutto a posto? - No.
- Non è a posto. - Perché? Problemi con la riccona?
Però la porti alle giostre! Te l'ho già detto.
Sono stato stupido a credere che ci fosse qualcosa tra me e lei.
Vorrei dirti che ne troverai una migliore, ma ti direi una cazzata.
Tu invece? Che hai? Sei strano.
Studi latino. Problemi?
- No, niente. - Problemi con Asia?
No, quella prima mi cerca, poi sparisce. Sai com'è.
- Tutto a posto. - Vuoi un consiglio?
Cioè?
Tu lasciala stare, ti sta prendendo solo per il culo.
- Dici? - Sì, dico.
Che fai?
Vado a prendere qualcosa da mangiare.
Ti ricordi di quel ragazzo, Andrea?
Credo che si sia innamorato di me.
Mi odio per quello che sto per dire, ma...
Anch'io mi sto innamorando di lui.
Anzi, sono innamorata di lui.
Piacerebbe anche a te, ne sono sicura. È proprio come te.
Uno stupido altruista del cazzo.
Uno di quelli che... per le persone a cui vuole bene farebbe qualsiasi cosa.
Anche lui ha un dono, sai?
Un dono che potrebbe salvarti,
ma può morire per questo.
L'ho trattato di merda.
Spero che basti e che non mi cerchi più.
Ho paura che prima o poi gli chiederei di guarirti
e che magari lui accetterebbe.
Scusa, Daniel, non posso permettermi di perdere nessuno.
Non posso.
Devo salvarti io.
- Marco, ci vediamo fuori al locale. - (Marco) Mi raccomando, puntuale.
(Marco) Puntuale.
- Marco? - (Marco) Ehi? Oh!
- Ti richiamo, mi sta chiamando Viola. - (Marco) Va bene. A stasera.
- (Marco) Mi raccomando, puntuale. - Sì, ciao.
- Ohi? - (Viola) Che fai?
- (Massimo) Niente. Tu? - Sono in giro.
Passiamo la notte insieme in albergo o dove ci pare?
Ho detto a mia zia che ceno con lei.
Se non vuoi, inventa una scusa migliore.
- No, è la verità. - Sì, vaffanculo!
Viola!
(squilli di cellulare)
(notifica)
(Jean) Ciao, Greta, ho bisogno di parlarti.
(Jean) Fammi sapere se puoi, ciao.
Ciao. Scusa il ritardo. L'autobus non passava mai.
- Tranquilla. - Come sta mamma?
- Dorme. - Allora verrò a trovarla domani.
Ti ho portato una cosa.
Abbiamo fatto una colletta.
- Non dovevate. - Invece sì.
Ha contribuito anche Liberati.
Le persone vere si vedono nel momento del bisogno.
- Grazie davvero. - Tesoro!
Salutami mamma. Ciao.
- (Jean) Grazie per essere venuta. - È un piacere.
Ti ricordi quando sei arrivata a Roma, le prime volte che uscivamo?
Venivamo qui a vedere queste cazzo di colonne.
Come posso dimenticarlo?
Tu non conoscevi nessuno,
però io e te ci siamo subito trovati.
Tu mi hai detto una cosa, che senza di me saresti impazzita.
Sai che c'è?
È vero.
Anch'io senza di te sarei impazzito.
Questa cosa dei poteri ci lega e non capisco che cazzo c'entra Andrea.
Sei innamorata di lui?
No.
Però non significa che sono innamorata di te.
Io tengo tantissimo a te.
Non voglio perderti, ma...
Dimmi la verità, tu soffri tanto?
Se la nostra amicizia ti fa male, dobbiamo chiuderla qua.
Ho fatto qualcosa di sbagliato? Ho detto qualcosa che non ricordo?
No.
Tu non sei l'unico ad aver sbagliato tra noi due!
Qualsiasi cosa abbia fatto...
non succederà più.
È una promessa.
È una bella promessa.
Dai.
Mamma!
- Ti senti meglio? - Sì.
- Portami a fare due passi. - Vieni.
Perché sei ancora qui? È il tuo giorno libero.
- Vai a casa a riposare. - Non sono stanca.
Sabrina mi ha dato questa per te.
"Vedi di guarire presto. Noi ti aspettiamo, ti vogliamo bene."
C'è anche un assegno del dottor Liberati.
Ce ne fossero di datori di lavoro come lui!
Perché questa faccia?
La fabbrica...
È stata la fabbrica a farmi ammalare. Deve esserci qualcosa.
Non può essere. Michela prima, adesso io.
- Non può essere un caso. - Che dici?
Scusa, non so che mi è passato per la mente. Dimentica ciò che ho detto.
- Va bene. Ci mettiamo a letto? - No.
Portami alla macchinetta del caffè.
- Tu che cosa prendi? - Un caffè.
- Tu? - Acqua frizzante.
- Non è Sabrina? - Sì!
- Ehi! - Ciao.
Ciao, ma non dovevi andare da Anna?
- Sì, sono andata prima. - Come sta?
- Bene, dai. - Perché sei tornata?
- Ho dimenticato una cosa nell'armadietto. - Vai, ti aspettiamo.
- No, tranquille. - Dai.
No, ci vediamo domani. Buonanotte. Grazie.
- Ciao. - Ciao, ragazze.
- Ha dimenticato qualcosa nell'armadietto. - Dai!
Andiamo.
- Sabrina. - Ehi.
- Non sei andata dalla Petrescu? - Sì, sua figlia ti ringrazia tanto.
Okay.
Che c'è?
- Che è successo? - Io non dovrei parlarti di certe cose,
soprattutto non a te.
Riccardo ha perso il lavoro.
- Ah, mi dispiace. - Già.
Non so, pensavo che...
Tu conosci tante persone, sei uno importante, quindi...
- Se puoi aiutarlo a trovare qualcosa. - Certo.
Hai fatto bene a parlarne a me.
- Ma ora non saprei, però ci penso... - Certo.
- E ti faccio sapere. - Okay.
Aspetta un attimo, perché...
Riccardo lavora anche come metronotte, giusto?
- Sì. - Ti spiego.
Il contratto con la ditta che si occupa di sicurezza scadrà a giorni.
Pensavamo di assumere un vigilante a tempo pieno.
Non so...
Pensi... che potrebbe interessargli lavorare qui da noi?
- Spero di sì. - Glielo accenni tu e poi...
Okay. Grazie.
- Buonanotte. - Sì...
Buonanotte.
(sottovoce) Oddio, questa!
- Amore, dove sei? - Qua, mi sto preparando, sono in ritardo.
È per te.
Per me? Che cosa si festeggia?
Il tuo nuovo lavoro.
- Quale lavoro? - A Giuseppe serve una guardia giurata.
Ho fatto il tuo nome e lui ha detto sì.
Giuseppe?
Giuseppe.
Magari questa l'ha comprata lui.
- Era meglio se me ne parlavi prima! - L'ho comprata io
e pensavo che saresti stato d'accordo! Abbiamo bisogno di quel lavoro, cazzo!
Abbiamo bisogno del lavoro, non dell'elemosina di Giuseppe
che ha sposato una donna per avere la sua fabbrica perché non riusciva a sposare te!
Il favore lo fa a te. Ti sei chiesta perché?
- Che cazzo dici? - Certo, che cazzo dico.
Che cazzo dici?
Metti da parte l'orgoglio e pensa alla famiglia.
Pensa alla famiglia? Che ho fatto in tutto questo tempo?
- Mi sono ridotto a consegnare le pizze! - Non basta!
Come facciamo a pagare le visite di Andrea? Dimmelo tu perché io non lo so!
- (Sabrina) Io non lo so. - Basta. Per favore, non litigate più.
Per favore!
Vi do una mano, inizio a lavorare come rider, però non litigate.
Che cazzo dici, Nicola? Quale rider?
Poi che ne sai che io faccio il rider?
- Nicola, tu devi studiare, capito? - Ad Andrea chi ci pensa?
Sono un egoista di merda.
Vieni qua.
Vai, Andrea.
Mio fratello non verrà. So cosa puoi fare, ma non preoccuparti, sono qui...
Voglio solo parlare, aspetta!
- Dove pensi di andare? - Ah!
- (Andrea) Che è successo? - (Marco) Vai! Aah...
Aah...
Aah...
- (Andrea) È sicuro che sta qui dentro? - Sì, l'ho vista entrare.
Potrebbe essere chiunque.
Lei stava già facendo la spesa, non può essere.
Lei non ha niente.
- (Andrea) Può essere lei. - (Massimo) Il carrello è vuoto.
Che cazzo volete dalla mia ragazza?
- È la tua ragazza? - Sì, è la ragazza mia.
- Scusa. - Scusa.
- (cliente) Andiamo. - Andiamo.
(cliente) Che cazzo volevano quelli?
- (Massimo) Andrea! - Corri!
Massimo! Tutto bene?
Massimo! Dai, dobbiamo correre!
- Tu dove cazzo stavi? - Arrivi adesso?
- Che mi sono perso? - Asia si è trasformata
in un tipo con la barba. L'hai visto?
- No. - (Andrea) Sei inutile, Marco.
- (Massimo) Coglione. - Perché? Perché?
(a voce alta) So che puoi sentirci! Vogliamo solo parlare!
(Andrea) Anche noi siamo diversi come te!
- (Andrea) Oh! Esci! - (Marco) Che cazzo fai?
(Andrea) Stai zitto!
- (Massimo) Andiamo o do fuoco a qualcosa. - (Marco) Perché la prendi così?
- (Marco) Ragazzi, mi aspettate? - (Andrea) No.
- (Marco) Ho preso un calcio nelle palle! - (Andrea) Anch'io!
- (Marco) Veramente? - Sì.
- (Giuseppe) Buongiorno. - (Sabrina) Ciao.
(Giuseppe) Ciao, Riccardo.
Sono contento che tu abbia accettato.
Grazie.
Allora, cominci domani stesso.
Il contratto è pronto. Andiamo a firmarlo?
- Andiamo. - Dai. A dopo.
- Grazie. - Caffè preso?
- (Riccardo) Sì, grazie. - (Giuseppe) Hai risolto con la macchina?
(Riccardo) È qua.
Nicola?
Che fai qua?
- Niente. - Non sei a mangiare fuori con Fabio?
Ho... cambiato idea.
Tu non sei mio fratello. Quella come te la sei fatta?
Ieri sera.
Quando hai detto che anche voi avete i poteri, mi stavi prendendo in giro?
No, non ti sto prendendo in giro.
Guarda.
Fidati.
- Io... Io devo andare. - Ehi?
Noi ci siamo fidati di te. Tu fidati di noi.
Lin!
Lo dirai a Nicola, vero?
Anche se volessi, che posso dirgli? Si sta innamorando di una che non esiste.
Una che non sei tu.
Non è giusto per lui né per te. Così prendi in giro lui e te stessa.
Smettila con Asia e con mio fratello.
Non è facile, ma le cose giuste non lo sono quasi mai.
- Andrea! - Oh!
Sei tu!
- Anche tu hai un potere? - Sì.
- Da quanto lo sai? - Da poco prima di Natale.
- È quando l'abbiamo scoperto noi. - È vero.
Vabbè, siete tutti quelli del quartiere.
Forse è qualcosa legato al quartiere.
Lei che fa qua?
- L'ho invitata io. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- Ciao, Andrea. - Ciao.
Ciao. Mi chiamo Greta.
Ciao, Lin.
- Io riesco a riavvolgere il tempo. - (Marco) Che figata.
Tu che potere hai?
Io so fare... questo.
Wow!
Uguale.
Okay.
Comunque, voi siete tutti dello stesso quartiere,
ma io non ho mai messo piede qui prima di Capodanno.
A me è iniziato alla Vigilia di Natale e poi c'è Jean.
Lui vive in un altro quartiere.
- No, vabbè. Anche Jean ha un potere. - Non lo sapevo.
Sì, ce l'ha anche lui
e gli è comparso quando è iniziato a tutti noi.
Tutti.
(Massimo) Dobbiamo capire perché succede a noi.
- Ciao, Jean. - Ciao.
- Come va? - Bene.
Mi ha detto mamma che hai litigato con Greta.
Non ho litigato con Greta, tutto bene.
- Ah. Ha capito male? - Magari sì.
- È successo qualche altra cosa? - No, vorrei solo stare tranquillo.
- È un crimine? - Va bene.
- Vieni a tavola? - Non ho fame.
È difficile da capire? Non ho fame!
Beh? Che succede? State litigando?
- No, non litighiamo. - No, nessun litigio.
Non ha fame, mangerà dopo. Andiamo.
Non mangio neanche dopo perché esco.
(voce indistinta)
Ho chiesto al mio socio di darti l'aumento, ma non è d'accordo.
Te li sei meritati. Devo andare in bagno, scusa.
- 'Notte. - Buonanotte.
Lara?
Ehi! Che fai qui? La mamma sta bene?
Come al solito.
Scusa se sono venuta qui, ma ieri ha fatto un discorso strano.
Dice che lei e Michela si sono ammalate per colpa della fabbrica,
poi ha ritrattato tutto, non so se per non farmi preoccupare.
Tu sai se ci sono state altre persone che si sono ammalate di tumore ai polmoni?
- No, che io sappia no. - Potresti chiedere in giro?
Io lavoro qui da vent'anni, conosco tutti.
Sono attenti alle norme di sicurezza, soprattutto Liberati.
Certo, non dico che è colpa sua, magari qualcun altro.
Mi dispiace, ma non credo che sia colpa della fabbrica.
No, certo.
Hai ragione.
- Salutamela. - Grazie.
Buonanotte. Ciao, tesoro.
(canzone) Ti difendi dalla polvere
(canzone) Sottile dentro l'aria che respiri
(canzone) Non posso più vederti correre
(canzone) In questi campi nucleari
(canzone) Vieni a vedere questi spari
(canzone) Che si nascondono nell'aria
(canzone) Immaginiamoci l'aurora
(canzone) In questa terra di fiori
(canzone) Che se ci vivi, poi muori
(canzone) E ti chiedi perché
(canzone) Nessuno ti vuole bene
(canzone) Noi due
(canzone) Sotto cieli di amianto, sai
- (canzone) È una vita che piango, sai. - (ragazzo) Strano!
Oh! Guarda chi c'è.
Ma... È lui!
- Guarda chi c'è! - Allora non sei morto o sei resuscitato?
- Sì, è arrivato Gesù Cristo. - Fatemi passare.
Mi piace come sei vestito stasera.
Queste scarpe sono più belle di quelle dell'altra volta.
- Levale. - Non sono il tuo numero.
Questo stronzo fa anche le battutine.
Dagli 'ste scarpe.
- Non era abbastanza forte. - Ah, no?
Questo? Era forte? Com'era questo destro?
- Oh! - Che cazzo fai, coglione!
La polizia!
Questa ce la paghi.
Vaffanculo, coglione!
Sto bene, sto bene.
(tintinnio di monete)
Viola!
- Che è successo? - Niente, avevo voglia di vederti.
No...
Cazzo, mi hai detto: "Sbrigati, è urgente".
- Cioè... - Perché hai questa faccia?
Sono stanco, Viola. Stanno cambiando un po' di cose e sono stanco.
Ti stai dimenticando di me?
Così ti voglio.
Però non prendermi per il culo.
Andiamo da te?
Dai!
- Con un casco? - Sì.
Mettilo tu.
Non c'è più.
- (Simona) Ciao, Beatrice. - (Beatrice) Che fai qua?
Mi serviva il bagno.
(barista) Ho chiuso io cassa, c'erano duemila euro e stanno tutti lì.
- (Beatrice) Non ha preso niente? - (barista) No.
(Fulvio) Sono Fulvio Neri, uno dei più grandi distributori
di slot-machine e videogiochi. Sono un truffatore.
(Fulvio) Ho manomesso il software delle macchine per impedirvi di vincere.
(Fulvio) È tutta una truffa e voi siete le uniche vittime.
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