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Non so abbracciarlo, non so parlargli.
Non so fare niente.
Ti ho odiato quando me lo hai tolto, però mai come adesso capisco
che sei stata la madre migliore che Massimo potesse avere
e che non sarò mai all'altezza.
- (Beatrice) Ciao. - Che fai qua?
Io vengo più spesso di quanto immagini.
Volevo bene a Michela, mi manca tanto.
(Beatrice) Ciao, amore.
Mi chiedo un sacco di volte se ho fatto la cosa giusta
ad aiutare lei e tua madre a... a ottenere l'affidamento di Massimo.
Ancora non so darmi una risposta, però...
Io sono convinta che Michela da qualche parte è felice
di sapere quanto tu tieni a Massimo.
Stai facendo del tuo meglio, conta questo.
Grazie,
ma evidentemente il mio meglio non è abbastanza.
Non è mai abbastanza per nessuna madre, credimi.
Macché, lui con me non parla e se mi parla,
è per dirmi che ho fatto una cazzata. - Oddio, mi sembra di sentire Viola.
Ultimamente è intrattabile. Sembra sempre che nasconda qualcosa.
- Sì, anche Massimo. - Dai? Perché, che fa?
No, niente. Non mi dice niente.
Che fa, dove va.
A volte torna a notte fonda, però credo che sia normale alla sua età.
Io facevo anche peggio.
Ho dimenticato dei documenti.
(notifica)
(Fulvio) Sono Fulvio Neri,
uno dei più grandi distributori di slot-machine e videogiochi.
(Fulvio) Sono un truffatore.
(canzone) Vivo finché l'anima mi prenderà fuoco
(canzone) Quando sono freddo, mi riscaldo da solo e noi
(canzone) Degli eroi vestiti d'amore e di odio
(canzone) Se ho paura, so che sono vivo e non morto, però ho capito
(canzone) Che le leggende non sono per sempre
(canzone) Forse sbaglierò tutte le strade
(canzone) E non so se terrò l'equilibrio prima di cadere
(canzone) Io sarò uno come noi
(canzone) Questi vecchi muri sembra che non hanno età
(canzone) Siamo fiori in mezzo al cemento e forse un po' lo siamo da sempre
(canzone) Io che sono un punto perso in questa città
(canzone) Che non mi ha mai dato niente
(canzone) Che mi chiedo da sempre chi verrebbe a cercare uno come noi.
- (Fulvio) Ho manomesso i software... - (Fabio) Sgravato, eh?
L'ho mandato a tutta la scuola. Ora diventa virale.
- Sto pensando una cosa. - (Luana) È fico!
- (Deborah) Quanto è fico. - Nico, ti aspetto giù.
Sì, ora vengo. Hai visto questo graffito?
Al bar delle slot non c'era una roba simile?
- Dici lo stesso tizio? - Secondo me sì.
È tipo... il giustiziere del quartiere, capito?
- Tipo l'Uomo Ragno. - (Fabio) Sì!
- Mi fai un autografo? - Complimenti.
- Premiati come Coglioni dell'Anno! - Che cazzo vuoi?
Avete messo online l'unica traccia che può ricondurre a voi!
- L'unico che può sputtanarci sei tu. - Ha ragione e poi non si vedono le facce.
Non avevo dubbi che Viola fosse idiota, ma da te non me lo aspettavo.
- Vai a cagare! - Vacci tu, Viola!
Andrea!
- Quando facciamo il prossimo colpo? - Però, per favore...
Abbassa la voce.
È meglio fermarci un attimo.
Scherzi? Sul più bello?
Io non voglio attirare l'attenzione su di noi.
- Hai paura di Marco? - Che c'entra Marco?
Noi non siamo ladri, lo facciamo con chi lo merita.
Basta prendere un ricco a caso e vedi che lo merita.
Lo dico anche per te. Non voglio che ti capiti niente.
Questa, forse... per un po' è meglio se non la metti.
- Allora tieni a me. - Certo che ci tengo.
- Prendiamo il caffè al bar, che dici? - Sì.
- (Ianni) È solo una felpa. - (Beatrice) Con un'etichetta gialla.
- Guarda bene. - Ce ne saranno migliaia in giro.
Dobbiamo pure cominciare da qualcosa!
Questo video ha migliaia di visualizzazioni.
Hai letto i commenti? Lo considerano un giustiziere.
- La gente deve credere in qualcosa. - Ho capito,
ma se crede nel giustiziere, noi che ci stiamo a fare?
- Dove vai? - Vado a cercarlo!
In due ore in questo Paese diventa un eroe nazionale.
- Signora, venga. - Eccomi.
Al terzo piano.
Andiamo, amore.
- (dottore) Per qualsiasi cosa, ci sono. - Va bene.
- A presto. - Grazie.
- Ciao, Andrea! - Ciao.
Andiamo, campione? Stai benissimo, forza.
- (Sabrina) Siamo state brave. - (Iris) È una bella cosa.
(Sabrina) Abbiamo quasi raggiunto la cifra che volevamo.
Chi è in difficoltà, questo mese non mette nulla.
- (Sabrina) Certo. - In difficoltà per che cosa?
- Una colletta per Anna. - Per le spese mediche.
Ah, certo.
Vorrei partecipare anch'io.
Anzi, se mi fate sapere la cifra che raccogliete,
io aggiungerò la stessa cifra a nome della Revanche.
- Grazie, dottore. - No...
- Buon lavoro. - Grazie.
Di che parlavate? Perché ti ringraziavano?
Niente.
Stanno organizzando una colletta e ho deciso di partecipare.
Non devi esporti con loro in questo modo, soprattutto adesso.
(Fulvio) Le probabilità di vincere sono praticamente pari a zero.
(Fulvio) È tutta una truffa e voi siete le uniche vittime.
Così stanno esagerando, si faranno beccare.
Sì.
(Marco) A volte penso che sarebbe meglio, se non fosse per mia madre.
(Andrea) Da piccolo odiavo non poter giocare a pallone con gli altri.
Soprattutto odiavo dare tante preoccupazioni ai miei genitori,
fargli spendere tanti soldi in medici e medicine.
Ogni sera speravo che tutto finisse, come per magia,
ma non finiva un cazzo.
Sai che è successo oggi?
Ho visto un ragazzino all'ospedale.
Era malato di tumore.
Io avrei voluto guarirlo, ma non posso
perché il mio potere mi uccide. Ho un potere di merda che non serve!
No, io penso che ci sia una ragione se è successo proprio a te.
Zi', sei una pippa!
Vai a prenderci tre birre.
Dai.
(Beatrice) Salve.
(Beatrice) Massimo! Hai due minuti per parlare?
Sì.
Ora arrivo.
- Va bene qua? - Sì.
- Bevi a quest'ora? - Non sono per me.
Dai, ti pare che lo dico a tua zia?
L'ho incontrata, adesso. Era al cimitero da tua madre.
Simona fa di tutto per starti vicino nel miglior modo possibile.
Mi dice anche che...
- No, vabbè, niente. - No, dimmi.
È preoccupata, perché dice che sei strano, sei sfuggente
come se nascondessi qualcosa.
Io non nascondo niente, Beatrice.
- Davvero! Lei si starà facendo un film. - Mm mm.
E Viola?
Anche lei è strana, visto che state sempre insieme...
Stiamo insieme perché siamo amici.
- Amici? - Sì.
Tu me lo diresti se lei avesse qualche problema?
Te lo chiedo...
Non da poliziotta, ovviamente.
- Sì, te lo direi, ma non ci sono. - (Fabio) Quanto mi fai aspettare?
Va bene, vai. Scusa.
(Fabio) Dai.
- Va bene. Scusami, eh? - Figurati!
Dai.
- (Beatrice) Arrivederci! - (Shin) Arrivederci.
Volevi farti arrestare?
- Non ti diverti con noi? - Dai, gioca.
(canzone) Le luci sono costellazioni
(canzone) Esplodono, ma senza rumori
(canzone) Noi siamo stazioni spaziali
(canzone) Assomigliamo a cantieri navali
(canzone) A cuore aperto quando restiamo soli
(canzone) E ci sentiamo persone speciali
(canzone) Due bolle d'aria in mezzo al mare
(canzone) E continuiamo a galleggiare fino a farci del male
(canzone) Fino a farci scoppiare
(canzone) Così piccola diventa la città
(canzone) Che se la guardi dall'alto
(canzone) È solo un piccolo pezzo d'asfalto
(canzone) È così piccola che non capisco, sai
(canzone) Com'è che ci siamo persi
(canzone) Com'è che adesso mi guardi con occhi diversi
(canzone) Come due bolle di sapone
(canzone) Continuiamo a galleggiare fino a farci scoppiare
(canzone) Fino a farci del male.
(Jonas) Greta?
Che fai qua?
- Non devi andare al lavoro? - Siediti.
Era bello quando facevamo le foto vere.
Quelle che si stampano. Quelle digitali sembrano finte.
Forse perché non puoi toccarle, non lo so.
- Bella questa. - Bellissima.
- Però sei molto serio, eh? - Sono sempre serio.
- Qui ne mancano alcune. - Sì.
Le ha prese tua madre, quelle più belle.
Dice che vuole tenerle da parte, nel caso non si svegli più.
(Greta) Ma che dice? Certo che si sveglia!
- (Jonas) Sei andata a trovarlo? - Sì.
Gli ho fatto un regalo.
Però glielo do quando torna a casa.
(Jonas) Hai fatto bene. Oggi è il suo compleanno.
Mm mm.
Sai che...
Da quando è successo, io... sogno solo una cosa.
Poter tornare indietro nel tempo.
Papà...
So che sembra impossibile, ma...
(Greta) A te posso dirlo.
Il mio sogno si è avverato. Posso riavvolgere il tempo.
- Greta... - Te lo giuro.
Posso farlo solo per poco, ma mi sto allenando.
Riuscirò a tornare indietro per evitare...
Greta, basta!
Ti diverti a prenderci in giro?
Non ti basta il dolore che hai causato?
Mamma, è la verità!
Credimi almeno una volta. Ti prego, papà!
Papà, almeno tu mi credi o no!
Cazzo, credimi!
Inge!
- Oggi è il suo compleanno. - Mm mm.
Va bene, io vado a fare i compiti.
(Marco) Complimenti, siete due coglioni.
(Marco) Avete messo online l'unica traccia che può ricondurre a voi!
Sono proprio un coglione.
- Buonasera. - Buonasera.
Mi dà un secondo? Arrivo subito.
Scusate?
Che sta succedendo? Che fa la signora alla cassa?
È che... la cassa si era bloccata, la signora mi stava aiutando.
Tu ti fai aiutare dai clienti?
Signora, può accomodarsi? Grazie.
- Sì, stavo solo aiutando. - Grazie.
Prego.
Grazie.
Se succede un'altra volta, sei licenziata!
È chiaro?
Quindi? Che devi dirmi di urgente?
- Penso che tua madre sospetti di me. - Che cosa?
- Penso che mi abbia scoperto. - Come ti ha scoperto?
Non lo so. L'ho incontrata al bar di Lin e mi ha fatto l'interrogatorio.
Mi sono fatto due domande e ho rivisto il video.
Solo per un attimo si vede il logo della mia felpa!
No, vabbè!
Tu sei un coglione, Massimo!
Ti ho detto che mamma non è una cretina.
Io non sto sempre a pensare a tua madre!
Bisogna inventare qualcosa.
Che cazzo mi invento, eh? Che cazzo mi invento, dimmelo.
In una storia d'amore io voglio essere sorpresa sempre.
Sì, però capiamoci.
Non come quel ragazzo che mi ha detto: "Ti porto in un posto speciale"
e poi mi ha portato al luna park.
Addio, bello! Se tu mi inviti ad andare a bere qualcosa
e poi mi porti all'aeroporto e si vola per Parigi...
Beh, da me potrai avere tutto ciò che desideri.
Ciao.
Ciao.
Sei...
- Bellissima. - Grazie.
- Tu ti siedi sempre qua? - Io?
- Mm mm. - Sì.
Beviamo qualcosa?
Ti do subito due alternative.
Stiamo qua oppure ti porto a Parigi, eh?
Vabbè, Parigi magari no, la prossima volta.
Le giostre no.
- Le giostre? - Sì, quella è un'altra storia.
Però ti porto in un posto che conosco solo io.
Che fai, ci vieni?
- Okay. - Sì?
- Sì. - Sì?
Allora andiamo, beviamo dopo.
Eh? Ti piace?
Non è Parigi, però...
È caratteristico, no?
Come hai fatto a entrare nella piscina della scuola?
- Ci sei stata? - No, mai.
Ah. Osvaldo, il bidello.
Basta portargli un pacchetto di sigarette e un panino
ed eccoci qua.
Tu ci porti tutte le ragazze qui?
No, è la primissima volta.
Volevi stare in un altro posto?
No, no, no.
Beh, di notte siamo da soli, c'è l'acqua calda.
Che fai?
Mi spoglio.
Tu fai il bagno vestita?
Dai, vieni.
Non vieni?
No, no, scusa.
Eh? Che cazzo fai, Asia?
Asia! Oh!
(Nicola) Asia!
Dovrei lasciarti qui.
Dai, sali.
Sono troppo buono.
Tieniti.
Siamo chiusi.
- Il tuo capo è ancora qui? - No.
Che vuole ancora?
(Simona) Senti...
Sono tutti, tieni.
Io non so che mi è successo, scusami.
Perché l'hai fatto?
Ho visto la tua faccia quando giochi.
La vita fa già abbastanza schifo, non rovinartela.
Grazie.
(Nando) Non farmi aspettare, sai che mi innervosisco.
(Nando) Hai un bel bar, una bella famiglia.
Non costringermi a fare cazzate!
- Chi era quello? - Uno che aveva bevuto troppo.
- Dove sei stata? - Al cinema.
- A quest'ora? Con chi sei andata? - Con un'amica.
- Chi era? - Asia, non la conosci.
- Dai, entra, vai in camera. - Okay.
Viola, Marco, dai!
Oh!
Me la tieni, mamma?
- È nuova? - No, non è nuova.
È di Massimo, è qui da due settimane. Mi sta rompendo le palle per questa felpa.
Me la ridai? Grazie. Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- (Massimo) Fermiamoci. - (Marco) Non ce la faccio più.
(Massimo) Fermiamoci.
(Marco) Prof, un minuto!
Comunque grazie, eh? Hai avuto un'idea geniale.
Aspetta a cantare vittoria, non so se mia madre ci ha creduto.
- Vabbè, speriamo. - È l'ultima volta che ti paro il culo.
Perciò non fare più cazzate. Me lo prometti?
Vabbè, torno a correre.
(campanella)
- Ciao, Jean. - Ciao.
Dai, Greta, rispondi.
Guarda che sciarpetta! Esiste da uomo?
Sembri Luana.
Con tutti i soldi che ha tuo padre, poteva prenderti una sciarpa carina.
- Ridammi la sciarpa. - Sennò? Che cazzo fai? Mi meni?
- Ridammi la sciarpa. - Leva la mano o ti ammazzo.
- Tu ridammi la sciarpa. - (Guido) Spostati.
(Guido) Che succede qua? Levagli la mano di dosso. Leva la mano!
Ti porto dal preside o penso io a te?
Non è successo niente, Guido.
(Guido) Vai.
(Guido) Vaffanculo, va'.
Liberati, se hai bisogno di qualcosa, chiedi.
Salutami tuo padre.
- (Andrea) Come va con la sosia? - Mi sfotti? Ti cambio i connotati?
- No, no. - Allora fatti i cazzi tuoi.
Piuttosto tu? Greta Thunberg... come si chiama?
- Riuscite a comunicare adesso? - Sì, ci vediamo, facciamo musica.
Praticamente non fate un cazzo.
- L'hai baciata? - No.
Aspetti che lo faccia lei, il miracolo che non accadrà mai.
Non voglio fare la figura dello scemo.
Ti spiego come funziona il mondo femminile.
Aperitivo, sushi...
non preoccuparti, ti do io i soldi, elemento acqua.
Quindi la piscina della scuola, io ho le chiavi,
oppure le terme di notte.
Acqua bollente, corpi nudi e "ficchi".
- Ficchi? - Infili.
Che cosa?
Il sushi.
Vabbè, ho capito.
- Dammi il telefono. - Che fai?
- Come l'hai salvata? Greta? - Greta.
- Solo Greta? - Sì.
- No Thunberg? - Che fai, la chiami?
- Stai buono. - Metti giù.
Fermo. Sta squillando.
- Ho visto. - Se vuoi, ci parlo io.
Prendo appuntamento io? Oh, vai!
- (Greta) Andrea? - Ciao.
- Ehm... che fai oggi? - (sottovoce) Deciso.
- (sottovoce) Ti sente. - Sto a casa.
- Stai a casa? - Perfetto, te la dà sicuro.
- Ti sente. - Vai.
- Ci vediamo oggi? - (Greta) Sì, che facciamo?
- Aperitivo. - Aperitivo?
- Sushi e terme. - Sushi e terme.
- Bravo. - (Greta) Terme?
- Forse le terme no. - Dai, cazzo!
- Ti va il luna park? - (Greta) Sì, perché no?
- Alle giostre? - (Greta) Ci vediamo lì alle sette?
- Non sei mio fratello. - Okay.
- Ci vediamo stasera alle sette. Ciao. - (Greta) Ciao, a dopo.
Io non capisco le ragazze. Vabbè.
Se non combini niente, è la prova che sei nato in provetta.
Ora che cavolo faccio?
Okay, ho ricevuto la posizione, tranquillo.
Ci vediamo dopo.
Ciao, Jean. Che fai qua?
- Sono giorni che mi eviti. - No, no... Non ti sto evitando.
È successo qualcosa?
- È per i poteri? - No, i poteri non c'entrano niente.
Non ti preoccupare. Ieri era il compleanno di Daniel.
Volevo stare un po' da sola e basta.
Sì, scusa.
- Mi ero dimenticato. - Non fa niente.
Senti, io adesso devo andare. Dai.
- Ti chiamo domani, va bene? - Greta.
Se ci fossero problemi tra di noi, tu me lo diresti?
Certo.
Andrea!
- Ciao. - Ciao.
- Scusa il ritardo. - Stai tranquilla.
Per gli standard di Roma sei in anticipo.
Che battutone!
Da dove vogliamo cominciare?
- Dalle montagne russe. - Le montagne russe?
- Io non ci sono mai stato, evitiamo. - Non preoccuparti, sto io con te.
(squilli di cellulare)
- Non rispondi? - È Massimo, un mio amico.
- Lo chiamo più tardi. - Va bene. Dai, andiamo!
Aaah!
Aaah!
Voglio scendere! Aaah!
Lin, porti questi cazzo di spritz? Dai!
Vabbè, insomma...
Ieri hai "trombato"?
Io sono un gentleman. Non parlo di certe cose.
(Fabio) Tu non hai fatto un cazzo.
Anche se fosse? Anche se fosse, Fabio?
Non devi scopartela per forza subito.
Parli tu che ti lamentavi tutti i giorni che Sara non te la dava!
Che cazzo c'entra Sara? Con lei era diverso.
- In meglio o in peggio? - Diverso. Sai che c'è, Fabio?
Dove vai?
- A casa. - Non ti sei rilassato ieri in piscina?
(sbuffa)
Nicola?
Oh! Che cazzo fai qua?
L'appuntamento con Greta?
- Eh, mi ha dato buca. - Perché?
Ha detto che era complicato, non ce la faceva più.
Ci credo, volevi portarla alle giostre. Come ti è venuto in mente?
Però poteva avvertirmi prima.
Mai fidarsi delle donne.
Guarda che ha combinato Sara!
Ti fidi di quella di ieri?
Sì, cioè... Non lo so.
Ho paura, Andrea. Se è come Sara, stavolta mi faccio male.
- Perché? - Perché mi piace, Andrea, anche tanto.
- Però è strana. - In che senso?
Non lo so. Sembra che le piaccio, ma quando mi avvicino, scappa.
In piscina mi ha lasciato come uno stronzo in ammollo.
Secondo me le piaci molto.
Certo, detto da uno che prende solo pali, è una garanzia,
però puoi migliorare.
- Che hai? Perché stai così? - Eh...
È... perché ho freddo.
Tu non sei mio fratello.
Ti stai innamorando?
Che ti devo dire? Purtroppo... i sintomi ci sono tutti.
Che sono queste domande? Andiamo! Tieni.
- (Greta) Ti è piaciuto? - (Andrea) Diciamo di sì.
- Vuoi lo zucchero filato? - Sì, dai!
- Ciao. - Uno, grazie.
- Prego. - A quante ragazze lo hai offerto?
L'ultima volta che sono venuto qua avevo otto anni, quindi...
Sai che...
A otto anni adoravo lo zucchero filato.
- Sì? - Sì.
Mio fratello me lo comprava sempre.
Tuo fratello? Hai un fratello?
Sì, però non mi piace parlare di lui.
Perché?
Perché è in coma...
ed è stata colpa mia.
Abbiamo raccolto duemila euro
e sai che ha detto Giuseppe? Che raddoppierà la cifra.
Con i soldi che ha lo avrei fatto anch'io.
Comunque è un bel gesto.
Sì, hai ragione.
Scusa, sono... Ciao.
Oh! Beh!
Ciao, papà. Ciao, mamma.
- Ciao, Andrea. - Buonasera.
- Buonasera? - Ah... Ciao, papà.
Un bacio?
- "Ciao, mamma." - Ciao.
(Sabrina) Se trovo ancora la vostra roba sporca in giro,
la butto fuori dalla finestra, chiaro?
- (Sabrina) Chiaro? - Sì, mamma!
Chiaramente fai tutto tu.
- Che fai? - La doccia.
- Nudo? - Tu la fai vestito?
Sei scemo?
Tu non sei mio fratello.
L'ho sempre detto.
Nicola?
Devo andare, mi ha richiamato Greta.
Ci vai così? Sei il suo cagnolino?
- No, aveva un problema in famiglia. - Seh, problema in famiglia!
Vabbè. Mi raccomando, porta a casa il risultato.
- Dove vai? - Ha un appuntamento...
Con gli amici e ora devo andare.
- Torni per cena? - No, mangio fuori.
- Nicola, ti prego. - Che ho fatto?
- Vestiti. - Ah!
- Scusa, mamma. - Signore!
- Andrea! - Massimo?
È tutto il giorno che ti chiamo. Perché non rispondi?
- Ero con Nicola e ho il telefono scarico. - Io devo parlarti.
- Dove stai andando? - Ehm... Ho un appuntamento.
Con Greta? Pesce!
- Che fai? - Stavo scherzando.
Ti accompagno, così intanto parliamo. Dove devi andare?
- Di là. - Andiamo, così non ti faccio fare tardi.
(Greta) Da quel giorno mia madre è diventata più stronza
e mio padre
cerca di fare finta che non sia successo niente.
È per non farmi sentire in colpa, ma...
peggiora la situazione.
Tuo padre ha ragione. Non è stata colpa tua.
So che può sembrare banale, però la verità lo è spesso.
Tu che ne sai?
La mia famiglia non ha fatto una vacanza a causa delle spese mediche.
Mio padre non ha mai fatto un regalo a mia madre
né mia madre lo ha fatto a mio padre
però so che si amano perché mi amano.
Mio fratello ha passato tre compleanni da solo perché io ero sempre in ospedale,
ma so che anche lui mi ama.
Però...
A volte penso che sarebbe stato meglio se non fossi mai nato.
Sarebbe stato più semplice per tutti.
Non lo sapevo.
Sono un'egoista del cazzo.
Da quando mi prendete per il culo?
Jean... che fai qua?
Noi stavamo solo...
- Continui a prendermi per il culo? - No, certo che no.
Andrea! Andrea, Andrea!
Jean, che cazzo gli hai fatto?
Jean!
Perché non mi hai detto la verità?
Sarebbe stato più semplice per tutti.
Scusami, devo andare.
Jean, mi stai seguendo?
- Perché non mi hai detto che uscivate? - Perché esco con chi mi pare.
- Posso? - State insieme?
È un amico e pensavo che lo fossi anche tu.
- Scusa, io... - Scusa niente!
Ho già tanti problemi senza di te. Ti prego, non rovinare tutto anche tu!
(Massimo) Viola si sta facendo prendere la mano. Vede questa cosa come un gioco.
Che cosa?
Mi stai ascoltando? Le rapine che stiamo facendo.
Quelle del quartiere?
Mi prendi per il culo? Che hai?
È che Greta mi ha dato buca e...
Hai detto che stiamo andando all'appuntamento con Greta.
Non sapevo come dirtelo.
Non mi riconosco più. Io volevo vendicare mia madre.
Invece sono diventato un cazzo di ladro.
Poi sono talmente coglione da farmi riprendere nel video della villa.
Siete voi nel video?
Andrea, non prendermi per il culo. Che cazzo hai? Mi sembri scemo.
Scusa se ti do dello scemo, però...
Dai, capiscimi.
Da quando ho questo potere, faccio solo cazzate.
Invece il tuo?
L'hai riusato? (notifica)
Andrea, come cazzo hai fatto a inviarmi un messaggio ora?
Andrea, dove cazzo vai?
Andrea?
Mi sta facendo uno scherzo?
- Oh! Che cazzo vuoi? - Scusa!
Levati dai coglioni!
- Greta... - Scusa, so che pensi che sono una matta.
Prima scappo, poi torno, però ci sono cose che non posso spiegarti.
Certo, cose che non puoi spiegarmi. Jean mi ha dato un pugno in faccia
e poi stavo accanto a te come se nulla fosse successo.
È il tuo potere? Torni indietro nel tempo?
Tu che ne sai?
- Perché anch'io ho un potere. - Cioè?
Posso guarire le persone,
però se lo faccio, il mio cuore rischia di fermarsi.
Bella fregatura, vero?
Conosci altri come noi?
No. Tu?
No.
- Perché proprio a noi? - Non lo so.
Dai, ti accompagno a casa.
Grazie.
Sai, ancora non capisco. Come hai fatto a portarmi indietro nel tempo con te?
(Greta) Ti toccavo.
Vedi?
Ti giuro, non era mai successo prima.
È la prima volta, non lo sapevo neanche io.
- Forse i poteri possono cambiare. - Sì!
Sì, cazzo! Ma...
Se è così, tu puoi guarire la gente senza stare male.
- No, per me non è così. - Che ne sai?
Il mio potere può cambiare, ma il mio cuore no.
Forse dobbiamo solo allenarci.
- Capire come si fa. - Non credo.
- Come fai a dirlo? - Lo so e basta.
Io vado.
- (Marco) Sei sicuro? - (Massimo) Sì, era Andrea.
(Massimo) Assomigliava ad Andrea!
(Marco) Non arrabbiarti, è che non capisco perché si è trasformato in Andrea.
Io non lo so, però come un coglione gli ho detto tutto.
- Gli hai raccontato tutto? - Sì.
Sei veramente coglione.
Ora la cosa importante è trovarlo. Dobbiamo capire chi cazzo è!
Sì, ma prima troviamo Andrea e raccontiamogli tutto, no?
(Simona) "Massimo, amore mio,
oggi compi un anno.
(Simona) Vorrei tanto starti vicino, stringerti forte.
(Simona) Michela mi ha dato una tua foto.
(Simona) Dio mio, come sei bello!
(Simona) Tu nemmeno immagini quanto mi manchi."
Quanto tempo è passato?
Troppo.
- Sei sicuro che siano qui a Roma? - Sì.
Che cosa pensi di fare?
Fermarli,
prima che sia troppo tardi.
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