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- Bramante, Agnese ? - Di che parli ?
Capisco farti una storia con lui
ma vendergli le storie dei pazienti, le loro vite ! Perché l'hai fatto ?
Tu hai una storia con lui, perciò divorzi.
L'ho fatto per te.
Che significa ?
La verità non è quella che ti ho detto.
Portami a casa e ti dico tutto.
Ha tutte le caratteristiche
che ci si aspetta da questo tipo di tumore.
Non c'è una cura efficace riconosciuta.
Facciamo quello che si deve fare.
Iniziamo con la chemio per ridurre la massa in questa zona.
Aiuterà con i sintomi e consentirà una pleurectomia.
- Quindi si può fare qualcosa, è asportabile. - No.
L'obiettivo è di farla arrivare fino in fondo
soffrendo il meno possibile. - No, allora...
- Quanto mi resta ? - Sei mesi.
Forse nove.
Prendo un'aspettativa e passo del tempo con Carolina.
- Ci vediamo a casa. - Sì, amore.
Ha perso un figlio e si sente dire che sta per morire.
Carolina ? Come faccio ?
- Non è giusto. - No, non lo è.
- Che posso fare ? - Aiutami, perché io non me lo faccio bastare.
Voglio altri pareri, voglio sentire il mondo, non la faccio morire così.
Morirei al posto suo, se potessi.
[VIBRAZIONE DI CELLULARE]
Sì ?
- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno. - Salve.
- Che succede ? Troppe emozioni ? - Dispnea e ipertensione moderata.
Maddalena Tinagli era al Pronto Soccorso per affanno.
- Ha avuto un pregresso di polmonite e l'emoglobina bassa. - Okay.
Ho avuto la polmonite un anno fa, hanno detto che resterà la debolezza
ma non mi è mai successa una cosa così, non potevo respirare.
- All'improvviso ? - Facevamo una corsa in un campo verso casa.
Papà ha detto che chi arrivava ultimo non mangiava la torta.
- Non sono arrivata neanche a metà. - Adesso stai meglio. - Prego.
- Buongiorno. - Salve. - Ero bloccato in Intensiva, scusa.
- Non preoccuparti. - Ciao, come ti senti ?
- Meglio, mamma. Adesso andate. - Certo. Venite con la nonna.
La puoi curare ?
Vedrai che non è niente, vai.
Episodio di dispnea con pregresso di polmonite.
- La faccio alzare. - Certo. - Grazie.
E' stato un momento. Se era polmonite, non stava così.
Lei ha sempre avuto questo respiro affannoso.
E' ansiosa, eh, dottore ?
- Giordano, l'ecografo. - Sì. - Prego.
C'è un piccolo sibilo, è meglio controllare.
- Lo sapevo, non possiamo partire. - Il camper è tra cinque giorni.
- Partiamo. - E' il viaggio di nozze ?
Lo abbiamo promesso ai bambini, ma affittare un camper costa tanto.
Poi è difficile lasciare la terra, abbiamo gli animali.
E' una ditta piccola, mio fratello ha preso le ferie per aiutarci.
Dottore, o lo facciamo adesso o mai più. Dite che possiamo ?
I polmoni sono segnati, ma ci sta
con gli esiti della polmonite rimasti dell'anno scorso.
A quando risale l'ultima Tac ? Facciamone un'altra.
La Tac non è vecchia, la novità nel suo quadro è l'emoglobina bassa.
Mi concentrerei su quella.
L'anemia unita a disturbi polmonari
può dare dei casi di dispnea come per Maddalena.
- Risolvendo l'anemia, scomparirebbe la dispnea. - Sì.
Iniziamo la cura, così si rimette in piedi e sale sul camper.
Capiamo da dove arriva l'anemia.
- Ipotesi ? - I globuli rossi sono di grandi dimensioni.
Dovrebbe derivare da carenza di vitamina B12 o acido folico.
Verifichiamo i livelli di B12, facciamo l'analisi del microbiota.
Vediamo se è un problema al fegato o una malattia autoimmune.
- Okay. - Voglio un'endoscopia. - Per quella ti mando qualcuno io.
- Sei libero per un'endoscopia ? - Chiudo queste diarie e arrivo.
Ti aggiorna la Giordano. Vorrei chiederti un'altra cosa.
Che fai dopo la specializzazione ?
Ti propongo per il posto da strutturato.
- Manca un mese. - Se dici di sì, posso tergiversare.
Sennò vado in direzione, mi serve qualcuno.
Se non volessi lavorare in un ospedale pubblico ?
Non sceglievi Medicina Interna.
Ho un amico in una clinica a Bruxelles.
Ha uno stipendio da favola e a me i soldi servono.
- A tutti servono, ma non può essere quella la motivazione, no ? - No.
E' un modo per andare via da Milano, non sono mai uscito da qua.
Qui faresti la differenza.
Hai controllato Amedeo ? Oggi sono sessanta giorni.
Aiutami a girarlo.
Tranquillo, finché c'è Teresa, non avrai piaghe da decubito.
Va chiesta la commissione per accertare la morte cerebrale
e devi farlo tu.
Emorragia cerebrale causata da trauma stradale.
La Tac parla chiaro, dopo due mesi il cervello non ha dato segnali.
Va bene, grazie.
Ci diranno quando può venire la commissione.
Bisogna avvisare la famiglia, lo farò io, li avevo già preparati.
Non si dovrebbe morire così giovani.
- Scusi, professore... - Non mi chiami "professore"
e comunque hai ragione.
-Amedeo se ne andrà salvando la vita di qualcuno. -Giorgia ? -Sì.
Andrea, ho parlato con un collega di Pavia che è tornato da New York.
Mi ha parlato di un Dipartimento Oncologico.
Sperimentano una terapia che funziona sul tumore di Agnese.
- Hai il numero del dipartimento ? - Sì.
Il numero del medico di riferimento. Penso che ti darà una risposta.
- Dài. - Professore, c'è un nuovo ricovero, ma non ho nessuno.
A chi lo do ?
Prof, sono libero per l'endoscopia, però non trovo la Giordano.
Mi aggiorni tu ?
Penso io all'endoscopia, occupati di lui.
Arriva da Ortopedia, anziano con possibile infezione ospedaliera.
Sarà responsabilità tua
come se fosse il tuo primo paziente da strutturato.
- Vuoi corrompermi ? - Ti dimostro che puoi fare la differenza.
Ehi, Agnese. No, niente, volevo solo sentirti. Come stai ?
E' un mese che sono qui, prima l'operazione per la frattura.
- Adesso mi ammalo. - Lo so, signor Gianfranco.
Contrarre un'infezione in ospedale nonostante i protocolli è possibile
soprattutto nei soggetti anziani. - Io non sono anziano.
Io sono un vecchio rottame.
Hanno fatto bene i miei figli a portarmi in...
- Come le chiamano le case di riposo ? - Rsa. - Rsa, sì.
- Lì si è rotto il femore ? - Sì. - Come ?
Chi lo sa ?
Sono caduto da solo all'improvviso, come un sacco di patate.
- Sono un vecchio rottame. - Leggo che è da pochi mesi in una Rsa.
I miei figli stanno all'estero, non volevano lasciarmi da solo.
Sto anche bene, potrei fare amicizia con altri vecchi rottami come me.
Non lo so, non lo so, sono io che sono storto.
Quando sono lì, non mi va di fare niente.
Mi sento senza forze come adesso qui dentro, sempre peggio.
Lo so, ora è debilitato dalla malattia, dalla degenza.
- Noi dobbiamo individuare subito l'infezione. - Bravo.
Anche lei mi darà la sua bella medicina.
- Voi medici fate solo questo. - Sì, troppe medicine non fanno mai bene.
- Eh. - Provo a ricostruire il suo piano terapeutico.
Proviamo.
Eccoci.
Buone notizie, i tuoi livelli di vitamina B12 sono molto bassi.
Questo comporta un'anemia importante.
Queste sono buone notizie ?
- Beh... - Sì, perché un'anemia così con il tuo quadro causa dispnea.
Non è un'anemia dovuta a un'altra patologia
ma a iperproliferazione batterica nell'intestino tenue.
La curiamo con antibiotici e integratori di vitamina B12.
Risolta questa anemia, sparirà anche la dispnea.
Non è niente di grave, può tornare a casa e partire.
Io le darei la cura e la terrei in osservazione qualche giorno.
Così si riposa anche. Quando dovete partire ?
- Abbiamo il camper da martedì. - Sì. - Bene.
Lunedì verifichiamo l'emoglobina e poi vediamo di farvi uscire.
- Grazie. - Grazie.
Il collega americano mi ha mandato delle cose da leggere.
Fanno qualcosa di diverso.
Trovo il tempo, lo leggo io. Grazie mille. Grazie, Enrico.
[BUSSANO ALLA PORTA] Sì ?
- Prof. - Sì. - Vorrei parlarti del mio paziente, Gianfranco.
Fai partire le colture per trovare l'infezione.
- L'ho già fatto. - Mi hai preso in parola.
Mi hai messo alla prova.
- Quindi, che c'è ? - Gianfranco viene da una Rsa.
Ho il suo piano terapeutico. Gli somministravano benzodiazepine.
Per questo si è rotto il femore.
Dice che si è sentito un sacco di patate, senza forze.
Abbiamo avuto un altro paziente da Rsa
che faceva uso di benzodiazepine. - Sì, è la stessa Rsa.
E' a un chilometro da qua e ci mandano i pazienti.
Ho fatto delle domande a Gianfranco e ha detto che le danno a tutti.
- Tutti. - Com'è possibile ? Perché ? - Non ne ho idea.
Credo che sia interessante capire la correlazione
tra le benzodiazepine e le patologie da ricovero come le fratture.
La tendenza ad assumerle può portare a conseguenze che non immaginano.
- Forse le Rsa non lo sanno. - E' vero.
- Proponi una ricerca alla direzione. - No.
Dopo la laurea mi sono promesso di studiare il meno possibile.
- Può essere importante. - Non so se è importante.
Però sono certo che se lo è, tu saprai farne buon uso.
Non ce n'è bisogno, dice che uscirò presto.
Forse addirittura lunedì.
Lui ? Beh, è un medico giovane, ma bravino.
Va bene, dài un bacio ai bambini da parte del nonno.
- Ciao. - Sono bravino, ma non ho detto che uscirà lunedì.
Allora, abbiamo individuato la causa dell'infezione.
E' stafilococco aureo, una delle peggiori.
Adesso che lo sappiamo, possiamo iniziare con l'antibiotico.
Va bene, sono pronto, tanto medicina più, medicina meno.
Non si tratta di medicine, deve impegnarsi per guarire.
Non mi dica di pregare, ho smesso quando è morta mia moglie.
Io parlo di fare fisioterapia, di camminare tutti i giorni.
- Io odio la fisioterapia. - Gianfranco !
Va bene, se si deve, va bene.
- Parlo io con suo figlio. - No, lo farebbe solo preoccupare.
Non ho mai voluto che i miei figli condizionassero la loro vita per me.
Va bene.
Professore, hanno chiamato dalla direzione.
-La commissione per la dichiarazione di morte arriva lunedì. -Ci sarò.
Ti perdono per il "professore", se confermi che domani è tranquillo.
- Devo prendermi la giornata, ho da fare con mia moglie. - Okay.
Domani è uno di quei venerdì rari. Nessun assente, nessun ricovero.
- Dovremmo farcela. - Bene, lascia questa in direzione sanitaria.
La segretaria si occupa delle domande di ricerca.
Sì, professore.
Lo sa che sono vecchio stampo.
[RISATE] Frenate, qui non si corre.
Salutate il dottore. Buonasera, dottore.
Via, tutti dalla mamma ! Vai, vai !
Ecco qua.
Settanta per cento di risultati positivi.
Sei nel target ideale per età, condizioni, stadio della malattia.
Guarirai, Agnese. Domani leggiamo tutto con calma e bene.
Compiliamo il form, bisogna allegare la cartella clinica.
- Ci sono delle cose da fare, però andrà bene. - Non dirlo.
Facciamo quello che c'è da fare, ma non dirmi più che andrà bene.
Presto andremo a New York, promesso.
[NOTIFICA DAL PC]
La prossima sezione parte tra poco e il gruppo è formato.
Ti hanno messo in lista d'attesa.
- Entrerò nella sezione successiva. - La prossima è fra sei mesi.
Mi dispiace, non dovevo parlare troppo presto.
- Oggi richiamo New York. - E che cosa ?
Gli chiedi di raccomandarmi ? Sulla base di che ?
- Mamma. - Amore, arrivo.
Farò tutto quello che si deve fare.
Prima la chirurgia e fra sei mesi giuro che sarò viva.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
Devo andare.
- I dati sono questi. - Okay, perfetto.
Mi faccia vedere gli altri parametri.
- Prego. - Grazie.
- Che hanno deciso ? - Credo ancora niente.
Dopo la visita aspettano una settimana per decidere
e se tutto resta uguale, dichiarano la morte cerebrale. - Perché ?
Per dire che hanno fatto un tentativo.
Non è una decisione facile anche in casi evidenti come questo.
Vieni.
Come va con il tuo paziente ?
Al quarto giorno di antibiotico il peggio è passato.
- Bene. Giordano, giro visite. - Sì.
Certi giorni non sembra neanche lui.
Non è facile andare avanti con la storia di sua moglie.
Sono cose che ti cambiano.
Eccoci, così.
- Gianfranco. - Devo camminare, me l'ha detto lei. - Sì.
Andavo alla grande, ma si vede che oggi sono meno in forma di ieri.
Era al bar mentre aspettavo l'orario visite.
- Grazie, Vincenzo. - Valerio. - Sì, Valerio.
- In bocca al lupo per il viaggio, ciao. - Grazie. - Grazie.
- Andiamo, bimbi. - Gianfranco, però...
- Lei è caldo. - No, no.
Piano, piano, piano. Teresa, vieni.
- Di qua. - Gianfra'. - Eh. - Che succede ?
- L'anemia è rientrata quasi del tutto. - Okay.
Continua la cura e appena tornati vieni per controllare l'emoglobina.
Sì.
- Sei pallida. - Stando qui da giorni...
- Sono stanca di stare a letto. - Alzati un secondo.
Fai un colpo di tosse.
Di nuovo.
C'è il sibilo, sebbene l'anemia sia rientrata.
Forse è per via della tua patologia polmonare cronica.
- Domani partiamo. - Sì, staremo attenti a non farla stancare troppo.
Andrà tutto bene.
Ora non partiamo più ?
(Andrà tutto bene.)
- Professore. - Sì. - Preparo le dimissioni ?
- No, dobbiamo fare degli accertamenti. - Ma...
Prepara Rx, emogasanalisi e a seguire Tac.
- Che dobbiamo fare ? - Quello che ha detto.
- Che ha detto ? - Valerio.
Dottore ! Dottore, un momento.
Non può andarsene, ci dica se Maddalena può uscire.
- Per ora no. - Ha qualcosa di grave ?
- Dobbiamo fare degli accertamenti. - Sta meglio, già vuol dire.
Dovevo farli dall'inizio, mi sono sbagliato.
Abbiamo solo questa settimana.
Se domani non partiamo, perdiamo i soldi e l'occasione.
- A lei che importa ? - Mi importa. - Trovi una soluzione !
Lei non può fare l'amico e poi ora dire che ha sbagliato !
Ha ragione, ho sbagliato, non è la prima volta, ma rimedierò.
Può sbagliare ancora, Maddalena può essersi presa qualcosa qua.
Prima usciamo, meglio è.
Non dovevo fare il vostro amico, perché io sono il medico.
Sua moglie è la paziente. Io decido che si fa qua.
Se volete uscire, uscite, ma firmate contro il mio parere.
- Non l'ho mai sentito parlare così. - E' per fare il bene del paziente.
Se se ne va, mica tanto.
[BUSSANO ALLA PORTA]
Problemi con la paziente ?
L'anemia è rientrata. Perché la trattieni ?
- C'è qualcosa da approfondire ? - Sì, ma non posso costringerla.
Non dovrei fare nulla in questo momento.
Che succede ?
Ehi.
Con me puoi parlare.
- Agnese morirà, Marco. - Non devi dire così.
Non devi dire così, ci sono delle cure.
Ce n'è una efficace per lei.
Una cura sperimentale.
Ci sarà posto fra sei mesi
quando lo stadio della sua malattia sarà cambiato
e non sarà più trattabile.
Il momento è ora e ora non è possibile.
Okay, però le cose possono ancora cambiare.
Non devi arrenderti fino alla fine.
Se c'è qualcosa che posso fare, che possiamo fare
tu me lo dici e io lo faccio.
Dimmi se la paziente decide di firmare.
Io mi prendo un po' di tempo, smaltisco l'arretrato.
Non lo so, forse ho esagerato con il moto.
Mi faceva sentire meglio.
Le è salita di colpo la febbre e non è per il moto.
Allora mi darete più medicine, lei sa sicuramente quale darmi.
Le ho dato un antipiretico, ma ora voglio procedere con un'ecografia.
Basta, quando uscirò di qua, voglio tornare a casa mia.
Devo trovare il modo per farlo capire ai miei figli.
- Sono certo che capiranno. - Speriamo. - Allora...
E' un'endocardite batterica, ha danneggiato la valvola aortica.
- Bisogna sostituire la valvola. - Il paziente ha più di 70 anni.
- Sì. - E' debilitato, prova con i farmaci.
E' in insufficienza valvolare, l'infezione si diffonde rapidamente.
- Ho paura che... - Che cosa ?
Se aspettiamo che i farmaci facciano effetto, potrebbe morire.
Potrebbe morire anche sotto i ferri. Se vuoi correre il rischio...
[BUSSANO ALLA PORTA]
Dalla direzione sanitaria dicono che lei non risponde.
- Non ero dell'umore. - Avevano delle richieste di approfondimento
sulla ricerca che vuole presentare. Mi hanno detto di che si tratta.
Penso di saperne qualcosa, se le interessa.
Quella sull'uso delle benzodiazepine ?
Prima dell'Ambrosiano io lavoravo in una Rsa.
Mi hanno licenziato dopo l'arrivo delle benzodiazepine.
Molte Rsa fanno capo a delle cooperative.
In Lombardia alcune gestiscono decine di strutture.
La cooperativa a cui facevo capo ha introdotto nuovi protocolli sanitari
che prevedevano la somministrazione di benzodiazepine
come terapia di base a tutti i ricoverati.
Quindi, è vero. C'è stato uno studio clinico di supporto ?
Sì, il protocollo era firmato dal medico responsabile
ma tra noi circolava una spiegazione semplice.
Più benzodiazepine vuol dire pazienti più docili.
Passano più tempo a letto, serve meno assistenza
quindi meno personale. - Ti hanno licenziata per questo ?
Non ufficialmente.
Da lì sono aumentati i posti letto e diminuiti i posti di lavoro.
- Bel guadagno per la cooperativa. - Chi è il medico responsabile ?
Ora lavora in Regione. Alberto Bramante.
Certo, il mio professore, ma è una brava persona.
I titolari della cooperativa avranno usato i risultati del suo lavoro
con scopo di lucro.
Non lavoro più per quella cooperativa.
- I suoi protocolli sono in vigore. - Le benzodiazepine già esistevano.
Io ho solo sistematizzato delle pratiche già efficaci.
- Non è ciò che mi hanno detto. - Lo so.
A volte, quando si perde il lavoro, darsi una spiegazione esterna aiuta.
Sono contento che sei passato
anche se non ci sono gli estremi per la ricerca che vuoi fare.
Dimmi un po', come sta Agnese ?
Non bene. C'è una cura nuova in America, ma è in lista d'attesa.
Potrei avere i dati sull'uso delle benzodiazepine
prima dei suoi protocolli ? - Non credo di averli, no.
- Erano pratiche efficaci, li ha studiati. - Era anni fa.
Ha ragione. Penso che possa essere una ricerca di rilevanza sociale.
- Li ho già chiesti alla direzione sanitaria. - Andrea, lascia stare.
La ricerca non porterà a nulla.
Io lo vorrei sapere se fossi responsabile, pure involontariamente
di una tendenza all'uso eccessivo delle benzodiazepine.
Non c'è nessuna tendenza.
Chi ti ha messo in testa questa storia assurda ?
A lei perché interessa saperlo ?
Rovinerebbe la carriera di qualcuno per proteggere la sua ?
Mettiamola così.
O tu ritiri la tua ricerca o io ti rovino, Andrea.
- Pronto, Archivio Centrale ? - Sono Andrea Fanti.
- Primario di Medicina Interna all'Ambrosiano di Milano. - Mi dica.
Se le chiedessi i dati sull'uso delle benzodiazepine nelle Rsa
voi potreste darmeli ? - Sono sicuro di sì.
Chiami domani a quest'ora e le darò le informazioni.
Va bene, grazie.
Professore, la paziente del camper.
- Ha firmato per uscire ? - E' peggiorata di colpo.
Ha 39 di febbre, tosse persistente, dispnea a riposo.
- Aumentare l'ossigeno. - Stava bene. Com'è possibile ?
- Ha preso un'infezione ospedaliera ? - Esca di qui !
Ora !
[COLPI DI TOSSE]
Ho l'emogasanalisi, è polmonare.
E' in distress respiratorio acuto.
L'Rx esclude tumori, versamenti pleurici e pneumotorace.
La mascherina non basta, prepara la Cpap, la mettiamo dopo la Tac.
- La sala è pronta ? - Sì.
- Sono un cretino. Quando arriva la Tac ? - La stanno refertando.
Guarda l'Rx, l'opacità bilaterale.
Non è il segno di una polmonite cronica, è qualcosa di nuovo, acuto.
- Avrei potuto vederlo giorni fa. - Io ho spinto sull'anemia.
- Ecco la Tac. - Grazie.
Stessa opacità bilaterale e a vetro smerigliato.
- Gli spazi sembrano pieni. - Se fosse sangue ?
- Emorragia alveolare diffusa. - Nessun episodio di emottisi, però.
Se gli spazi non fossero pieni, ma collassati ?
- Polmonite interstiziale acuta. - E' in insufficienza respiratoria.
In Intensiva, dobbiamo intubare.
- Fai preparare una biopsia polmonare con broncoscopio. - Vado.
Allora, non mi ha abbandonato.
- Non l'ho più vista. - No, non l'ho abbandonata.
Ho parlato con un collega da cui vorrei farla operare.
Che cosa ? Un'altra operazione ? Perché ?
L'infezione è arrivata al cuore e ha danneggiato una valvola.
- Vuole farmi operare al cuore ? Non è rischioso ? - Lo è.
Però è più pericoloso aspettare che l'infezione avanzi.
Tanto ho capito, da questo ospedale non uscirò più.
Comunque, forse anche lei dovrebbe lasciarmi andare.
Non ci penso nemmeno, lei non doveva neanche arrivarci in ospedale.
La prossima volta che andrà verso un bar
sarà il bar del suo quartiere, ha promesso di tornare a casa.
- Io non l'ho promesso. - No ? Me lo prometta adesso.
Se mi dà il consenso, l'ho già messa in lista.
- Domani mattina, è il primo. - Eh.
La biopsia ha confermato la polmonite interstiziale acuta.
- Che cos'è ? - Una malattia polmonare rara e molto grave.
Compromette la funzionalità degli alveoli.
- Crea tessuto cicatriziale irreversibile. - Irreversibile ?
Non ci sono speranze per i suoi polmoni.
Per adesso noi possiamo ossigenarle il sangue artificialmente
ma dobbiamo trovare un donatore.
State dicendo che mia moglie sta morendo di polmonite ?
E' già nella lista trapianti
ma serve la sua autorizzazione, perché lei è incosciente.
- Com'è possibile ? Com'è possibile ? - Si...
Dovevamo partire ! L'anemia, la vitamina, poi sbagli !
- Poi è polmonite ! Tu stai uccidendo mia moglie ! - Basta !
Noi cerchiamo di fare il possibile. Firmi l'autorizzazione.
Ha ragione lui.
Io volevo che lei stesse bene come lo volevano loro.
- Ho voluto vedere solo l'anemia. - No, è colpa mia. - Non è vero.
Io ero lì, la responsabilità è mia.
Dovevo pensarci, ho fatto lo stesso errore che ho fatto con Mattia.
Mi sono accontentato della spiegazione più semplice.
Ma...
Io non ho perso solo un figlio.
Ho sprecato la sua morte, perché non ho imparato niente.
- Maddalena morirà per colpa mia come lui. - Non morirà.
Possiamo tenerla ossigenata un giorno, anche due forse.
Le troveremo un polmone.
Ce n'era uno.
L'hanno dato a un paziente di pari punteggio ma più vicino al donatore.
Aspetta, aspetta. Noi ce l'abbiamo qui il donatore.
Ce l'abbiamo, sua madre mi ha confermato la sua volontà.
Abbiamo le analisi già fatte.
Il polmone di Amedeo è compatibile con quello di Maddalena.
Spieghiamo tutto alla commissione.
- Il ragazzo è cerebralmente morto. - Non funziona così.
- Non lo dichiareranno morto dopo 24 ore da oggi. - Ma...
Lo faranno quando è tardi.
Come con Agnese.
Il momento è ora e ora non è possibile.
C'è ancora tempo.
Potrebbe arrivare un altro polmone.
Adesso vai a casa. Se succede qualcosa, ti chiamo.
Io sono di turno, poi questo casino l'ho innescato io.
Io te lo giuro, Marco, se Maddalena ce la fa...
io non mi farò mai più coinvolgere dalle storie personali dei pazienti
da quello che sentono e che pensano.
Ma l'empatia...
L'empatia non è una colpa, è una cosa buona.
E' una cosa buona che fa male.
Se vuoi mettere in pratica le tue minacce, fa' pure, non mi interessa.
Mi sono fatto prendere dai nervi.
Sono venuto qua per scusarmi e per proporti un patto.
Io non sono un criminale.
Non troverai niente di illecito nei protocolli che ho firmato.
E' il punto di vista di un medico che tu non condividi.
Però forse questo medico non ha mai voluto davvero fare il medico.
- Vuoi fare carriera in politica ? - Esatto.
Sarei più utile a dirigere la Sanità che non a praticarla.
Sono agli inizi e la tua ricerca non mi farebbe un buon servizio.
Per che cosa poi ?
Per verificare che una pratica clinica dai benefici certi
un giorno potrebbe avere conseguenze impreviste ?
- Esatto, potrebbe averle. - Potrebbe anche non averle.
Pensiamo a quello che possiamo fare oggi, qui, immediatamente.
Tipo salvare la vita ad Agnese.
Io gestisco i fondi privati di una ricca fondazione.
Sono io che decido quali progetti finanziare.
Per esempio, potrei aumentare
il campione del trial americano di due unità.
- Agnese è la seconda in lista d'attesa. - La fortuna vi assiste.
Devi rinunciare alla ricerca.
[VOCI NON UDIBILI]
[SEGNALE ACUSTICO]
Aumenta la pressione, teniamo in vita il polmone.
Okay, sì.
Avverto la commissione !
Dov'eri ? Ero preoccupata.
Perché ? Sono un primario, è normale avere imprevisti.
- Di solito avvisi o richiami. - Non ho potuto.
Scusa, sono stanco. [VIBRAZIONE DI CELLULARE]
Dimmi.
Stanno portando Maddalena in sala operatoria.
Gli altri organi sono in partenza per diverse destinazioni.
Te l'avevo detto, bastava solo aspettare.
Sei stato tu ?
Certo, ho constatato il decesso, ho avvisato la commissione
e ho avviato la procedura per l'espianto, sì.
Guardami, Marco, sei un medico.
Giurami che non hai aiutato Amedeo ad andarsene.
Ma che cosa dici ? Per chi mi hai preso ?
Non me lo diresti mai, vero ?
Forse no, però non lo so, perché non l'ho fatto.
Comunque, avrei salvato una vita che non sarebbe arrivata a domani.
Non avresti agito da medico.
[VIBRAZIONE DI CELLULARE]
Agnese ? Cara, dimmi. Che fai sveglia ? E' notte.
Agnese, passami Carolina.
Dille che sto tornando a casa, va bene, sì.
Si è riaddormentata.
Ha avuto gli incubi, ha sognato che eri morto.
Ti ho chiamato perché sentisse la tua voce.
- Hai fatto bene. - Come sta la tua paziente ?
Si salverà.
Io posso provarci e prometto che farò di tutto
ma è improbabile che io sopravviva.
Come si fa a dire a una bambina che ha perso suo fratello
che deve perdere anche la madre ?
Come si fa ?
[PIANTO]
Se accetto, tu la fai rientrare nel gruppo che parte adesso.
- Ho la tua parola ? - Ho già dato il suo nominativo.
Aspettano la conferma del finanziamento approvato.
- Ti faccio leggere l'e-mail ? - La mia parola per la tua.
Prendo un volo e vado.
Sono Andrea Fanti, ho chiamato ieri per dei dati sulle Rsa.
No, aspetti, non mi servono più.
Rinuncio a quella ricerca.
Va bene, grazie, arrivederci.
Sì... No, deve dire che ho avuto un contrattempo.
Dica alla caposala che non so a che ora rientrerò, grazie.
- Qui c'è il passaporto. - Sì. - Ho fatto la richiesta di visto.
- Potevo partire domani. - E' il primo volo per New York.
Devi arrivare presto, devono conoscerti, farti gli accertamenti.
- Non ci credo di avere avuto questa fortuna. - Succede.
C'è un nuovo finanziatore e hanno allargato il campione.
- E' una cosa di cui essere felice. - Tu perché non sei felice ?
Perché dici una cosa simile ? Sono agitato.
- Provo a non farti perdere il volo. - Quando mi raggiungi ?
Mi organizzo con il reparto, con Carolina e...
La cartella clinica.
Esatto, per questo ho consigliato a suo padre di operarsi.
Nonostante le ultime disavventure, ha un fisico in forma.
Certo, certo. Sì, sì, arrivederci.
- Vuole parlare con lei. - Ah.
Pronto ? Eccomi. Sì, sì.
No, no, non c'è bisogno, te l'ho detto.
Non ti scapicollare, qui io sono in buone mani, sì.
Vabbè... Certo che mi fa piacere.
Va bene, va bene, ciao. Ciao, ciao, ciao.
Dice che ha trovato un volo per questa sera.
E' meglio, no ? La troverà in degenza.
I colleghi di Cardiochirurgia stanno venendo a prenderla.
Grazie per avergli spiegato tutto così bene.
Si figuri, fa parte del mio lavoro.
Lei deve promettermi di parlargli di qualcosa.
Sì, sì, sì. Ho deciso, io voglio tornare a casa.
La inviterò a cena.
Io faccio un pollo al curry, non per dire, veramente buono.
Quando i nostri ragazzi ci dicevano
che volevano andare a studiare fuori e poi anche a lavorare fuori
mia moglie diceva che ne avrebbe sofferto.
Io no. Io li ho sempre incoraggiati.
So di avere fatto bene.
Sì, ma non credevo che ne avrei sofferto così tanto.
- Mi deve giurare di non dirglielo. - Giuro.
Non sa quanto mi piacerebbe averli adesso a Milano.
Io a fare il nonno, i miei nipotini...
- Gianfranco... - Poi...
Poi non sarebbe venuto in mente a nessuno l'idea...
- Della cosa... - Della Rsa ? Della Rsa.
E' importante che non si affatichi, perché sta sudando.
- Ha dolore al petto ? - No. - Ha dolore ? No ? - No, no.
Però... Però...
Mi sono sbagliato... [SEGNALE ACUSTICO]
Sul mal di stomaco.
- Non ho sbagliato, volevo... - Ho un paziente in arresto cardiaco !
Stai qua, stai con me. Stai con me, resisti.
Stai con me, stai con me.
Uno, due, tre, quattro, cinque
sei, sette, otto, nove, dieci, undici, dodici, tredici... Forza !
Sedici, diciassette, diciotto, diciannove, venti.
Ventuno, ventidue, ventitré, ventiquattro, venticinque.
Stai con me, resisti. Uno, due, tre... Scarica !
Ancora, scarica !
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Ti posso parlare ? - Vieni.
Non è mai stata una questione di soldi, io amo questo lavoro.
E' solo che ho una sorella a carico affetta da sindrome di Down.
- Ah. - Siamo gemelli. Io non posso farle mancare nulla.
Ha solo me, i nostri genitori non ci sono più.
Hai scelto la clinica a Bruxelles ? Lo capisco.
Al contrario. Ho deciso di rimanere qua.
Lei passa tante ore in una struttura assistenziale dedicata.
Vive con me e tutto ciò che riguarda la sua vita, le sue cose e le cure
con difficoltà, ma lo decidiamo insieme.
Non permetterei a nessuno che non la conosce quanto me
di occuparsi di lei mentre io sono fuori a fare i soldi, la carriera.
Bene. Come sta il tuo paziente ?
L'infezione è diventata endocardite
e ha avuto un attacco cardiaco prima che potessimo operarlo.
Però l'ho preso in tempo.
Non uscirà da qui come ci è entrato.
E' pesante come conseguenza di una frattura.
Magari la storia delle benzodiazepine nelle Rsa
può essere considerato un fattore di rischio sociale in qualche modo.
Non ci sono gli estremi per una ricerca.
Bene.
Speriamo di salvare anche il prossimo.
Hai fatto la differenza.
Perché sei stato il mio medico di riferimento.
Quindi, grazie.
Sono contento di sapere che rimani.
Adesso puoi andare.
- Avete salvato la nostra famiglia, grazie. - Facciamo il nostro lavoro.
Volevamo salutare il dottor Fanti. Non lo abbiamo più visto.
Non c'è oggi, è in partenza per New York.
Lo vedrete alla visita di controllo.
- Sì. - Grazie. - Grazie ancora.
- Arrivederci. - Andiamo ? - Sì. - Arrivederci, dottore, grazie.
Io credo che Fanti non tornerà più.
-Perché ? -La caposala mi ha mandato nel suo studio a prendere una cosa.
Ha portato via tutto tranne il camice
ma ha strappato l'etichetta con il suo nome.
Adesso mi spieghi che cos'è la storia del camice.
Non serviva venire, manderò le dimissioni in direzione.
Che cosa dici ?
So che stai affrontando un momento difficile in famiglia.
- Non lo superi non lavorando più. - Non posso fare il medico.
Ho tradito il Giuramento di Ippocrate.
- Come ? - Non te lo posso dire.
- Adesso devo andare. - L'hai fatto per i soldi ?
Hai ucciso qualcuno ? Non credo, ti conosco.
Sei stato messo davanti una scelta difficile ?
Non ho fatto quello che dovrebbe fare un medico.
Sì, ma questo... Succede anche questo !
Noi dobbiamo andare avanti.
E' vero, sono stato messo di fronte a una scelta difficile.
Ho tradito i miei princìpi per salvare una madre di famiglia.
- Ma per Maddalena non lo avrei fatto. - Sì, ma...
Anche lei era una madre di famiglia.
Quando si è trattato di mia moglie
non ci ho pensato un attimo a tradire quei princìpi.
L'hai fatto per Agnese, è comprensibile.
No, ho messo i miei interessi personali davanti a tutto !
Sai che c'è ? Lo rifarei.
Non ce la faccio a guardarmi tutti i giorni nello specchio
e pensare che non sono degno di fare quello che faccio, quindi basta.
Sì, invece è quello che ti tocca fare.
Scappare sarebbe troppo comodo. Che vuoi fare ? Vuoi andare via ?
Vuoi farla franca ? Vai. Vai pure, vai.
Oppure resti qui, ogni giorno ti guardi in quello specchio
e ti ricordi che dovrai essere più di un medico
dovrai essere un soldato della medicina.
Quando sei arrivato a New York, eri più strano di quando ero partita
ma ormai avevo capito perché, visto che avevo incontrato Bramante.
(in inglese) L'esame è andato bene. - Grazie.
Era lì per visionare il progetto, pensava che io sapessi.
Che piacere vederti, ciao. Come sta andando ?
Bene, dicono che sto rispondendo bene alle cure.
- Lei che ci fa qui ? - Seguo un progetto che finanziamo.
- Lei è un finanziatore ? - Ah, scusami. Andrea non te l'ha detto ?
- No, non sono io, è una fondazione che io presiedo. - Ah.
- E' stato bello vederti, spero che tu guarisca presto. - Grazie.
Lì ho capito che ero finita nel trial sperimentale
perché tu avevi accettato un compromesso.
Ero sconvolta.
Non ci credevo che avevi deciso senza chiedermelo.
Non era mai successo.
Quando sei venuto a New York, ti ho affrontato.
Ti ho detto cose orribili, hai reagito come se fossi di ghiaccio.
Non mi hai detto del patto
o della ricerca a cui hai rinunciato.
Ti ho lasciato così nel mezzo di una cura così delicata ?
[VOCE NON UDIBILE]
Io ti ho cacciato, non volevo parlarne.
Volevo che andassi via. Il giorno dopo sei tornato a Milano.
All'inizio pensavo che fosse un momento di crisi
e che al mio ritorno da New York l'avremmo superata.
Ma tu non hai mai fatto un passo indietro.
Non sei mai riuscito a perdonarti.
Da allora hai lasciato entrare nella tua vita solo la medicina.
Sei diventato un'altra persona.
Sei diventato per tutti il professor Fanti.
Il principe bastardo.
Poi è arrivata l'amnesia.
Di colpo è sparito tutto, ho rivisto il vecchio te e mi è piaciuto.
Pure troppo.
Tu...
Tu hai inventato la storia con Bramante, ti sei fatta odiare.
Ti sei fatta ricattare per non dirmi la verità.
Ti aveva fatto talmente male. Aveva fatto male a tutti noi.
Come se assieme alla ricerca tu avessi rinunciato alla tua anima.
Quando i ricordi stavano tornando
avevo paura che succedesse tutto di nuovo.
Non succederà più, amore mio.
Ormai sono prefrontale, ricordi ?
L'unica cosa che conta è vederti ridere.
Ho lasciato che lui si approfittasse di ciò che ci stava succedendo
e stavo per commettere lo stesso errore, ma è finita, Agnese.
Credo anche di sapere che ricerca fosse.
In reparto qualcuno ha rimediato.
A tutto il resto rimedierò io.
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