All language subtitles for Doc_Nelle_tue_mani_s03e06[supervideo.tv]

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Original subtitles

Sottotitoli creati dalla comunità Amara.

org Io non ho bisogno di niente, tanto meno di uno stronzo come te.

Benissimo, ora adesso fai una bella cosa. Frendi le tue cose e te ne vai, via.

Anzi, me ne andate tutte e due, fuori.

Oh, ti prego.

È la prima volta che ti vedo andare via puntuale?

Sì, ho un impegno.

Ed è un impegno carino?

Non mi guardare così, era una battuta.

È l'ora dell'aperitivo, spero tu non debba andare a fare una visita dal medico.

Ti volevo ringraziare, comunque.

Perché?

Per quello che fai.

Per l'impegno che ci metti come tutor.

Beh, non lo fare, non ringraziarmi.

Ho ancora un sacco di tempo per farti ricredere.

Sbaglio, miss, prima della classe, oggi è la prima di andare via.

E tu? Non vai con lei?

Perché?

Perché dopo che abbè cottato la tua serata in piscina

a Collin volevo conoscere gli sviluppi tra di voi.

Federico, cosa stai dicendo? Non ha mai cottato la serata? Sarà.

Io comunque non ho più visto nessuna borsa nella piscina.

Beh, sono stato molto impegnato. Sono molto impegnato.

Offerta last minute. C'è un paziente in arrivo dalla sala Jesse.

Ok.

Vado io.

Anche tu.

La Giordano ne vuole due. Controllo incrociato.

Eh no, scusa, tocca a Martina.

Ha dei pazienti in meno dopo le dimensioni stamattina.

Non vedo nessuna Martina.

Ma poi è lui il tutor, si può controllare da solo? Lentini.

Non approfittare oltre della mia proverbiale pazienza.

Anche perché se la perdo.

Ci siamo capiti?

Che c'è?

Dopo tutto quello che hai fatto non devi decidere così in fretta.

D'aria sono.

Non è che un giorno in più nemmeno cambia qualcosa ormai.

Lo so.

Scusate, devo andare.

Ciao.

Ciao.

Si sta aspettando il primario e ha sbagliato il giorno.

È con il dottor Sandri, quando fa le terapie a

fine giornata, poi torna direttamente a casa.

Grazie al cielo.

Ma se c'è qualche urgenza...

No, non...

No, volevo solo parlargli.

Puoi lasciare detto a me, così gli porto io il messaggio.

Non fa niente, non c'è fretta.

Farò un'altra volta.

Ok.

Ciao.

Ma io devo trovarla.

Se quella donna è stata la causa della mia separazione

da Agnese significa che è stata davvero importante.

Ma non hai il nome.

Allora, continuare a cercarla.

Potrebbero arrivarmi altri ricordi.

Comunque avevi ragione a non voler sospendere la terapia.

Anzi, forse dovremmo aumentarla, no?

No, potremmo così.

Io spero davvero che riuscirei a trovarla e a riconciliarti col tuo passato.

E tu a scrivereci una pubblica di te.

E a vincere il Nobel, sì.

Ma la fama non mi interessa.

Mi interessi tu.

Cominciamo.

Una volta mi sono rotto il braccio

e non mi ricordo di essere rimasto in ospedale per una notte.

Hanno chiesto di trattenerti per prudenza

ma l'osservazione breve e intensiva è piena.

Paziente accusa malessere generale,

forte cefalea e alcune linee di febbre.

Corretto?

La febbre può essere una reazione corporea

dovuta allo shock della caduta e della frattura.

Ma è meglio se questa notte ti teniamo sotto osservazione.

Poi domani, se va tutto bene, ti mandiamo a casa.

Hai qualcuno che può venire a prenderti, i tuoi genitori?

No, vabbè, vengo io, non c'è problema.

Bene.

Ci vediamo domani, allora.

Ok, domani gli do un'occhiata.

Fate RX torace ed Emochromo.

Ora? No, domani.

Dopo che l'abbiamo dimesso.

Ottima occasione per fare tu il prelievo, tra l'altro.

Ma scusa, c'è l'infermere di turno?

E non è nemmeno mio paziente.

Se non te la senti, rimango io.

Eh.

Lo fai tu.

Diamo un senso alla stanza delle simulazioni.

Mi sembra che tu non abbia più avuto problemi con il prelievo, no?

Sì, sì, sì, si confermo.

Il manichino non si è più lamentato.

Forse era perché l'hai ucciso sei o sette volte con la tracheostomia.

Hai visto Andrea? È con Enrico.

Sempre alla ricerca del dacchio Fanti.

Scusami, Giulia.

Lo so che questa cosa ti sta incasinando la vita.

Mi ha sempre detto che ero stata la prima dopo Agnese.

Magari la prima è importante.

O magari no.

Se mi ha mentito e io non me ne sono accorta.

Magari l'ho fatto su tutto.

Io ero sicura di quello che avevamo.

Se mi fosse sbagliata.

Quando scoprirà tutto, ti dirà la verità.

Adesso non è solo Fanti.

Adesso è Doc.

Dottoressa, Fanti la cerca.

In maniera piuttosto insistente.

Lo so, ma devo prima verificare un ricovero.

Eccomi.

Allora, cosa abbiamo?

Voglio sentire azzurra.

La passante è arrivata con astenia a una forte dismeo.

Non ho mai avuto un gran fiato.

Ma da quando mi sono trasferita in un palazzo

senza ascensore mi sono accorta che non è normale.

E stamattina pensavo di morire.

Le faccio emocroma ed ecotoracea.

Elisa è già partita?

Sì.

Cioè... parte oggi.

L'ecotoracea la fa azzurra.

Io voglio anche le C.G.

Muovetevi.

L'emocroma è nella norma.

Ecotoracea e C.G. negative.

Come pensate di procedere? Beh, potremmo.

..

Se me ho metto non va alla montagna.

Le avrei portato tutto tra poco.

C'è una pazienti medicheria.

È data una cura per l'ipertensione e l'hai rimandata a casa.

Se il problema persiste, si ripresenterà.

Altre perdite di tempo?

Grazie, professore.

Lei è molto preparato nel prendere decisioni.

Ma io voglio sapere cosa avrebbero fatto i nostri specializzanti.

Se lo sapessero lo avrebbero già fatto.

Giusto? ricevuto.

Cure di missione.

Prof.

Come mette a suo agio le specializzanti?

E proprio nessuno.

Tutto bene?

Vuoi qualcosa da bere o sei abbastanza comodo?

Perché posso procurarvi una vacanza forzata.

No, no, sto comodo.

La ragazza chi è, no?

Azzurra Leardini, sostituisce Lisa Russo per i tre mesi di borsa di studio New York.

Chi dà ne le dà un occhio.

Grazie, Giulia.

Io mi chiedo, no?

Per quanto tempo ancora continuerete a girarvi intorno senza mai decidervi?

Non mi gira intorno, gli servo.

Lo dici, eh?

Beh, se te ne rimani lì ad aspettare non lo saprai mai.

No? A lavoro.

Servo un passaggio?

Non credo a ricevere altre offerte.

Di solito le girano tutti a largo.

Mi conviene approfittarne.

Carlo.

Sì?

Parlare con te è più difficile che parlare col Papa.

Sì.

Mi si è fermata la macchina al policlinico e ho bisogno di che un'ora vada a prendere.

Va bene? Va bene.

Ok.

Io la prossima destra sono arrivato.

Mentre aspetta il Papa può venire con me, comunque.

Domani mattina vengo a prenderla.

Sicura?

Perché posso prendere un taxi? È di strada.

E mi fa piacere.

Doc.

Eh?

Posso parlarti un attimo? Sì, certo.

Tu accompagnami a conoscere il paziente ricoverato ieri sera, ok? Certo.

Andiamo.

Hai venti secondi per dirmi cosa credi che sia.

Speriamo niente.

È un po' vaga come diagnosi.

Emochromone è la norma, Rx negativa.

Se la febbra è passata e il mal di testa è rientrato

ci sono buone probabilità che trattenerlo sia stato solo un gesto di prudenza.

Altrimenti?

Altrimenti anamnesi per valutare la ricorrenza delle cefalee

e la coesistenza di altri sintomi neurologici.

E nel caso risonanza.

Andiamo a conoscerlo.

Ah, scusami.

Cosa volevi dirvi? Ah, no, no.

Non è così urgente.

Sicura? Andiamo.

Perché non esci?

È grave? Buongiorno.

Buongiorno.

Piacere?

Devi essere Angelo, giusto?

E tu? Eh, Vasco.

Piacere.

Piacere.

Io ho portato le stampelle perché pensavo uscisse, però non lo so.

Cefalee e febbre sono aumentate,

si è aggiunta anche la nausea, quindi.

Vivete insieme?

Lavoriamo pure insieme.

Questo qui non te lo scolli mai di dosso.

Se ci licenziamo pure insieme se è per questo.

Grazie a te.

Dunque, cefalee e nausea le hai già avute in passato? Nausea no.

Cefalea sarebbe mal di testa?

Perché quello ce l'ho sempre.

Sono una DHD, avete presente?

Disturbo dell'attenzione?

Sì, faccio fatica a concentrarmi, mi scopre il cervello.

E oggi, come è un mal di testa solito,

o è più forte del solito?

No, oggi è forte.

Forte.

Però non datemi cure complicate da seguire, perché non è roba mia.

Malattie importanti?

Familiarità?

Familiarità cosa vuol dire?

Se in famiglia ci sono stati casi di particolari malattie.

Ah, non so.

Non la conosco la mia famiglia.

Mio padre non l'ho mai visto, mia madre mi ha abbandonato a 5 anni.

E con chi sei cresciuto?

Con un sacco di famiglie in affido.

Quindi tua madre non ti ha propriamente abbandonato,

in affido è un provvedimento temporaneo che viene richiesto per dei motivi specifici?

Certo, perché una DHD non lo vuole nessuno.

Possiamo parlare con tua madre?

Potrebbe essere importante per scoprire.

No, no, no, non potete.

Non so dov'è, non mi ricordo il cognome, mi sono scordato pure la faccia.

Ti bruciano gli occhi?

O vedi sfocato? Sfocato, sì.

Ok, allora fai questo per me.

Chiudi gli occhi e con la punta dell'indice ti tocchi la punta del naso.

Bene, l'altra mano.

Ok, ti ricordi qualcosa della caduta?

Sei scivolato, incampato?

Bo, ho perso l'equilibrio.

La risonanza magnetica in cefalo.

Sì, grazie.

Sei sicuro di non voler sapere dove è tua madre?

Basterebbe contattare l'assistente sociale che ti avevi in carico?

Basterebbe volerlo, ma io non voglio, ok?

Fai conto che sia morta.

Puoi curarmi lo stesso? Certo.

Quindi non gli è cavato niente? Faremo a meno.

Aspettiamo la risonanza e intanto cerchiamo

di dare un senso a tutti questi sintomi neurologici.

Ha già andato Riccardo.

Devi ricordarli che a volte per una DHD non è facile stare fermo e costretto a lungo.

È importante parlarvi costantemente e attivare il pulsante antipanico.

Segui gli esame anche tu.

Le immagini non sono tutto, ma se ci fai l'occhio sono importanti.

È un po' che non ho un vero esperto in squadra.

Angelo, se va tutto bene,

premi una volta il pulsante.

Ok.

Allora, che cosa vedi? Cosa non vedo.

Non mi sembra di vedere masse tumorali o edemi o liquidi che creano pressione.

Angelo, va tutto bene? Basta.

Angelo.

Basta.

Tirelo fuori.

Tirelo fuori.

Basta.

Angelo, tranquillo.

Sai in ospedale.

Respira, Angelo.

Tranquillo.

Lasciami.

Lo tengo.

Ok, ci sono.

Basta.

Angelo, Angelo.

Che cazzo fai?

C'è rigida nucale.

Potrebbe essere meningite.

Respira.

Respira.

Respira.

Andiamo.

Ho avuto un attacco di panico.

Mentre il paziente rende l'irio.

E' esagerato.

Il paziente ne è stato confuso in anni.

E quello non era un attacco di panico, ma solo una leggera crisi d'ansia.

Una crisi d'ansia?

Se ti viene una leggera crisi d'ansia

mentre il paziente è sul filo tra la vita e la morte, che fai? Respiri.

Esattamente come hai fatto.

E ripresenta, Riccardo, non sarebbe comunque accaduto nulla.

E che quando hai detto meningite, io ho pensato.

..

Non ci arriviamo alla putazione.

Se è meningite, la prendiamo in tempo.

Non c'è nemmeno aumento della pressione intracranica.

Possiamo fargli subito il prelevo del liqueur.

Ti aspetti di essere così perfetta?

Te l'avevo detto che ti saresti ricreduta sul tuo tutor.

E meno male che c'eri te.

Grazie.

Dottore, Andrea.

Salve.

Puoi dirmi come sta Angelo, per favore?

È ancora presto.

Però magari puoi dirmi tu qualcosa in più.

Voi non siete soltanto coinculini, vero?

No, lui è mio fratello.

Cioè, non biologico, però siamo cresciuti insieme.

I miei l'hanno adottato quando io avevo undici anni

E prima di noi è stato tipo in cinque o sei famiglie.

E lui già allora non voleva vedere la madre.

Certo, sì.

Lei l'ha abbandonato perché diceva che lui era un bambino difficile.

E poi da lì non l'ha più voluto nessuno per anni.

Fino i tuoi gintoli.

Cioè, in realtà è stato un merito della mia prof di italiano.

Credo sia stata la prima persona al mondo a volergli bene davvero.

Mi ricordo che aveva parlato coi miei, con me ci ha spiegato cos'era la DHD,

come comportarci.

Poi a me all'inizio sta roba sembrava tipo un superpotere.

Cioè io ero un po' uno sfigato a scuola, però da quando

è arrivato lui non mi ha dato più fastidio del suo.

È bello che siete rimasti così uniti.

Se ci fosse mia madre adesso direbbe pure troppo.

Cioè secondo lei è colpa sua

se io non ho mai finito le superiori.

Invece io credo sia merito suo,

se io mi sono fatto una vita a 18 anni.

Poi per carità, è vero.

Non ho il diploma adesso, però comunque io già ho fatto mille lavori.

Anche perché Angelo non è uno che dura molto.

No, è strano che non aveva mai voluto contattare la madre anche dopo tanti anni,

e avrebbe ricordato qualcosa che ha dimenticato.

Secondo me invece lui vorrebbe solo dimenticare

quando lei lo chiedeva a chiave nello scopuzzino perché diceva che era troppo citato.

Ce lo teneva anche tutta la notte lì dentro.

Non mi spiace.

Abbiamo già inviato una notte per dare il liquore ad analizzare,

ma la cosa importante è che a noi è sembrato limpido.

Sì, dovrebbe essere meningite virale, non batterica.

Bene, Eric.

Intuire in tempo una diagnosi di meningite vitale.

Andiamo a sollecitare il laboratorio.

Prima abbiamo il refferto sul liquore, meglio.

Come va con la donna misteriosa?

Hai ricordato altro?

Secondo te perché proprio lei

te lo sei chiesto?

Sì.

Credo sia la causa della mia separazione

Cioè sei stato con lei prima della separazione?

Questo non me l'avevi detto.

Come fai a saperlo?

Solo indizi per ora.

Magari mi torneranno altri ricordi

o troverò con la donna.

Allora se sarei io e te abbiamo un appuntamento in archivio.

Se non era una di medicina sarà stata di un altro reparto.

Lo troveremo.

Non mi importa di lei,

ma se questa storia riguarda il periodo in cui il tuo matrimonio era in crisi,

così tanti anni prima di noi, voglio saperlo.

Significherebbe che almeno non mi sono sbagliata.

Scusa se ti chiedo di fermarti qui.

No, lo capisco.

Sta cosa penserebbero se ci vedessero

andare a venire insieme ogni giorno da dieci giorni.

E non mi importa nemmeno di doverti dare di lei davanti agli altri.

Perché per me questa è una cosa nostra.

E a me piace.

Anche a me.

Cioè...

Questa... strana sensazione di vita quotidiana al di fuori dell'ospedale è strana.

Ma bella.

Potremmo conservarla.

Anche dopo che il tuo meccanico super impegnato ti avrà montato il pezzo di ricambo.

Potremmo fare colazione insieme

o... andare a bere qualcosa.

Parlare un po' come abbiamo fatto in questi giorni.

Ma rispondi?

Non è importante.

No, dopo.

Mi prego, non mandatemi il nuovo a casa.

Ho un infarto.

Sto per morire.

Ho paura.

Si, calmi che non c'è nessun infarto.

Però ha fatto bene a tornare.

Ho già firmato il ricovero.

Però adesso le faccio gli accertamenti.

Eccolo.

Nessun miglioramento con la cura che le abbiamo dato?

No, anzi, mi sembra di stare addirittura peggio.

Tanto tanto il secondo piano, ma il terzo proprio mi ammazza.

E mi vengono i crampi alle gambe e i giramenti alla testa.

Avrei dovuto avere il coraggio di andare a vivere dal mio ragazzo.

Lui almeno ha l'ascensore.

Anche la creatinina è alta.

L'ipertensione potrebbe essere causata da una nefropatia.

O potrebbe essere il contrario.

Ma la paziente non è un soggetto tipico da ipertensione.

Non fa attività fisica,

ma è giovane,

ha abitudini alimentari sane,

non beve, non fuma, non fa un lavoro stressante.

Per questo vorrei farle un'ecografia renale.

Anche Azzurra la pensa così?

Non ne avete nemmeno parlato.

Le sto parlando con te.

Tanto lei non mi segue.

E comunque rimarrà qui solamente per i tre mesi di Elisa.

Non puoi lavorare solo con chi ti piace.

Buongiorno, professore.

Buongiorno.

Va bene l'ecografia i Reni,

ma la fate insieme.

Sì, sì scusa, non posso rispondere, non posso parlare.

Sì, sì, ti richiamo, ti richiamo, ciao.

Buongiorno, professore.

Dai Giulia, basta lo scarozzo in giro dappertutto,

che saranno almeno dieci giorni.

E vi ho visti.

Anche se lo lasci lontano dall'ingresso, vi ho visti, e

potevi dirmelo, questo è anche in parte il merito mio, no?

Cosa, che ci diamo di tu quando siamo soli?

Perché non c'è altro.

Ma non ci credo, non può essere.

E allora ci sarà un'altra donna.

Sì.

Hai un attimo? Sì, certo.

Hai una penna?

Sì.

Grazie.

Non mi hai risposto quando ti ho detto che potremmo continuare a vederci.

Giulia... Potremmo continuare così senza dirlo a nessuno.

Invece a te va bene solo quando c'è una scusa ufficiale.

Perché?

C'è qualcosa che non vuoi dirmi?

Posso solo dirti che non mi merito il tempo che ti ho rubato come una scusa.

Ti ho mandato il numero del mio meccanico.

Forse farà prima del tuo.

Così non hai più scuse.

Sì.

Ah, mi spiace.

Non mi sono più fatto sentire.

Ma mi sono liberato.

Va bene, ci vediamo domani.

Ciao.

Ho male qui.

Che succede?

Ho un'emorragia congiuntivale.

Falle della betalolo.

Forza!

Ok, Flavina, guardami.

Tra poco passerà tutto.

Vieni, ti aiuto a distenderti.

Sei sotto farmacia ma mi ha fatto salire alla pressione così.

Vieni qua.

Senti.

Alla pressione passa le gambe.

E quindi?

Siete tornati al punto in cui tu stai aspettando?

Non si sa che cosa.

Ti sbaglio, non aspetto più niente.

A parte che chiamo il meccanico.

La paziente con l'ipertensione.

Ci sono novità.

Abbiamo fatto un'attacco torace.

E recografia i reni?

Non si aspettavi la nefropatia?

No, è secondaria.

Ha la pressione bassa, gli arti inferiori e un lieve soffio al cuore.

Potete controllare anche voi?

A me sembra che ci sia.

A noi.

Sì, c'è.

Non è molto estesa, però c'è.

È per questo che non sarei mai accorta.

Ne servivano le scale.

E la paura di andare a convivere.

Dunque, si chiama coartazione ortica.

È un restringimento anomalo che sottopone il

suo cuore a uno sforzo maggiore del normale.

È congenita, ma nel suo caso è di grado moderato,

perciò ha potuto conviverci senza rendersene conto.

Quindi se evito le scale e gli sforzi tornano a stare bene come prima.

Il sovraccarico di pressione non fa bene al cuore mentre la pressione è troppo bassa

nella parte inferiore del corpo da problemi reni.

Però, è un ostacolo che si può rimuovere senza conseguenze.

Diciamo che non dovrei decidere di andare a

convivere col tuo ragazzo sulla base di un ascensore.

Tu riposati.

Noi andiamo a parlare con Fiorgia.

Chidane.

Allora?

Come vago la nuova specializzante?

Se vuoi il mio parere una palla al piede.

Ed è lei una palla al piede

o è Elisa che ti manca?

Ma certo che mi manca!

Io tra meno di un anno sarò di nuovo in Etiopia non

avrò più colleghi come lei con cui fare squadra.

Quella stronza

poteva evitare di farsi mandare in America proprio ora.

Chidane, tu capisci che

non parleresti così

se fosse soltanto una questione professionale.

No, no, senti, io non mischio le cose come fai tu.

Quindi non ti darebbe fastidio se Elisa

si facesse delle storie.

Solamente se fosse con un cretino.

Altrimenti sarei felice per lei.

Come lei con me quando l'ho fatto vedere le foto di mia moglie.

Perché tu hai una moglie?

Cioè, non sono ancora tecnicamente sposato

ma ho una moglie designata al mio villaggio.

La noi a volte si usa.

Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta.

Cioè, tu hai fatto vedere una foto di tua moglie, della tua futura moglie a Elisa

e ti stupisce che lei se ne sia andata in America.

E quindi?

A lei non importa? No, per carità.

..

Ma magari mi sono sbagliato più, ecco.

Sono su di lei e anche un po' su di te.

L'ipotesi della meningite è tua.

Perché non è brutto che lo dicessi a Doc?

Vabbè, io tu che importa.

Seguivamo lo stesso paziente.

Che poi sei tu che ti sei preso la responsabilità

di fare subito l'arachicentesi.

Sei da dove vieni questo? Dall'Etiopia.

Due miei ex-colleghi dopo la specializzazione si sono sposati e sono trasferiti lì.

Coraggio?

Sì, a sposarsi sì, senza ombra di dubbio.

Questo è un...

Un chitabe,

uno strumento della medicina tradizionale etiope.

Per quanto non saprai che pesci pigliare.

Grazie.

Era tanto

che non avevo qualcuno con cui fare squadra.

Sei un bravo medico.

È quello che ho sempre pensato di sentirmi dire un giorno.

Beh, aspettati che te lo dicono spesso, perché lo sai.

Mi hai anche aiutato con queste mie stupide crisi d'ansia.

Non sono stupida.

E poi se le conosco è perché non sofferto anch'io qualche anno fa.

Tu?

Ti sembra così strano?

Quanta gente soffre di crisi d'ansia?

No, no, no, lo so, lo so, solo che non me l'aspettavo da te.

Sei sempre così centrata, così trasparente.

Anche tu?

Eppure,

hai tenuto la scosta una protesi per un anno.

Tu c'è.

Tu c'è.

Mi sa che scopriremo che abbiamo più cose in comune di quelle che pensiamo.

I risultati del lecor di Angelo.

L'aumento rifocitare delle proteine è minimo, non c'è diminuzione del glucosio,

questo vuol dire che non è meningite batterica.

Facciamo partire subito gli esami per individuare il virus allora e manteniamo.

..

E manteniamo la copertura antibiotica di sicurezza finché non è accertata la causa.

Cos'è?

Avete fatto punto a pad?

Molto di più, signorina Wang Lin.

Abbiamo un referto che ci dà della speranza.

Va beh, faccio io gli esami, intanto sono di turno.

Ok.

Chiamami se hai bisogno.

Grazie.

Signorina Wang Lin,

chi ne dice di recuperare la nostra serata in piscina? Sì, adesso.

Sì?

Sì.

Andiamo?

Sì.

Isabetta, vieni.

Un'esente.

Bene, scusami, ero addormentata.

Non ti preoccupare.

E con oggi abbiamo avuto questo ciclo di plasma feresi.

Per un po' ti lasciamo in pace.

A me non pesa mica venire qui.

Salto qualche giorno di lavoro

e poi mi piace la compagnia.

Giro che se mi guarite dalla porpora vengo a fare da volontaria.

Affare fatto.

Va con calma, eh.

Oggi smontiamo insieme.

A dopo.

Grazie.

Ciao, vuoi chiamarmi?

Isabetta, sei pronta? Non lo so.

Ora chiedo.

Cesconi,

chiedono di Elizabeth.

È pronta? Non lo so.

Che le dobbiamo dire? Pietro.

Pietro, il fidanzato? No, peggio.

Sono quello che li controlla i fidanzati.

Un rinco non lo voglio tra i piedi.

Pietro,

cosa stai dicendo, eh?

Cosa ti vedi in mente?

Perché lui è il tuo fidanzato?

No.

No, no.

Io vengo in pace.

Io sono solo il suo medico.

E allora perché non hai il camice come lei?

Perché?

Perché lei qui dentro si vive.

Invece io stavo per andare a casa.

Nemmeno io vivo qui.

Solo che stasera devo ancora vedere il primario.

Dottoressa, buonasera.

Ciao, Isabetta.

Comunque sono d'accordo con te.

Anche io ai fidanzati e rincoli pannerei.

C'è problemi con una tipa, eh? Pietro.

Scusa?

Che dici?

Lo invitiamo a cena?

Sta solo come uno sfigato.

È la nostra serata hamburger e patatine se non sei un medico fissato con le verdure.

No, adesso basta e ti prego.

Scuselo, è che lui non sta mai zitto.

Però l'invito è valido.

Voglio dire, a me fa piacere.

Hamburger e patatine.

Ci sto.

Super.

Ciao.

Ciao, e Pietro, per favore siamo...

Se questa cosa

ti pesa,

voglio dire,

non ho farti problemi.

Ma assolutamente no, non avevo programmi stasera, non ho avuto il tempo

di farmi così tanti amici da quando sono qui a Milano.

E il tuo fratello?

L'hai più sentito?

Ah, lasciamo stare.

Non passai tanti anni ma continua a volermi tenermi fuori dalla sua vita.

Lo posso obbligarlo, no? Andiamo.

Vasco?

Che succede?

No, sono Martina.

Come ti senti?

Vedo che la febbra non è scesa all'unostone del paracetamolo.

Angelo, che succede? Angelo, parla.

Prova a parlarmi.

Parla.

E in crisi convulsiva.

Vuoi dire agli altri che inizia il Giro Vista?

La paziente 26

è arrivata con ipertensione e problemi renali.

Le abbiamo diagnosticato

ad una quartazione ortica moderata.

Perché non lo avete fatto firmare il consenso per l'operazione?

Sono stata io a non firmarlo.

Non penso di farla.

Voglio dire,

adesso che so che cos'ho,

sono molto più tranquilla.

Perciò, grazie,

ma ci ho convistuto per trent'anni e posso tranquillamente andare avanti così.

Sta scherzando.

Lei a trent'anni si vuole mettere questi limiti è una cosa piuttosto sciocca

e l'intervento è relativamente semplice.

Semplice per lei forse.

A presente cosa vuol dire avere la fobia

degli aghi e delle lame? Non penso.

E nemmeno ci proverebbe a capirlo.

Nessun problema.

La vita è sua.

Kidane.

Non tutti gli ostacoli si possono rimuovere.

Ci sono delle cose che sono più grandi di noi e non ci possiamo fare niente.

Ma a volte questi ostacoli siamo noi i primi che ci li mettiamo addosso.

Magari senza accorgercere.

Operati.

Vai a vivere col tuo ragazzo.

Dipende solo da te.

Kidane.

La 26 ha firmato il consenso per l'intervento.

Le hai detto quando aveva bisogno di sentirsi dire.

Grazie.

Bravo Kidane, hai fatto un buon lavoro.

Grazie.

Giulia mi sta aiutando a cercarlo ma non l'abbiamo ancora trovata.

Io spero che tu ti renda conto di quello che sta facendo Giulia per te.

Certo.

Io voglio recuperare i miei ricordi.

Lei vuole metterle alla prova.

Facciamo squadra?

No.

No.

Sì?

Roff,

ha finito?

Pronto per me?

Giulia,

ci sono novità importanti su un caso.

È una priorità assolutamente dispiace.

Ah, non te la prendere.

A volte serve una scusa

per il gestire dei sentimenti che non puoi ammettere.

Arrivederci.

Arrivederci.

Quando ho visto il peggioramento ho pensato che ci sono poche cose

con questo quadro clinico che peggiorano velocemente quanto la meningite tubercolare.

La composizione del liqueur era anomala per la tubercolare.

Ma Martina ha deciso comunque di far partire la cura.

E direi che le ha salvato la vita perché abbiamo verificato ed è lei.

È solo che mi sono ricordata di una pubblicazione colletta all'università.

Si comparavano i casi di meningite tubercolare

passati dal teleclinico in dieci anni.

E per il 18% dei casi la composizione del liqueur

non corrispondeva al quadro tipico della tubercolosi.

Come nel caso di Angela.

Come tubercolosi?

Angela ha di nuovo la tubercolosi.

Ah, scusi.

Lei chi è signora?

È tua madre?

No.

Lei è la madre di Angelo.

Hai detto che poteva servire per curarlo, no?

Così gli ho contattato l'assistente sociale che si occupava di lui

quando stava da noi e parlando abbiamo capito che in realtà Angelo si sbaglia.

Che c'è?

Sto morendo?

No.

Non più.

Come si dice te

abbiamo preso per i capelli.

Avevi una meningite tubercolare

che è una delle infezioni cerebrale più gravi.

Ti pareva che non la dovevo fare difficile.

In realtà il bacio di cocche è piuttosto comune.

Solo che la malattia la sviluppano bambini non vaccinati,

anziani, mono depressi nei giovani adulti è più raro.

A meno che, come nel tuo caso,

uno non abbia avuto la tubercolosi da piccolo.

No, aspetta.

Io ho avuto la tubercolosi da piccolo?

Ce l'aveva detto tua madre.

Mi prendi per il culo?

Io ti spacco la faccia, Vasco.

Provaci.

Tanto lo so che non lo fai.

Ascoltami,

è una storia che dovresti ascoltare

perché riguarda qualcosa che tu credi di ricordare.

Io me la ricordo benissimo, mia madre.

Sì, il problema è che ti ricordi male, però.

Quella che ti chiudeva nello stanzino da piccolo non era lei.

Ma che cazzo dici?

Cosa ne sai tu?

Me l'ha detto l'assistente sociale.

Puoi chiederglielo se vuoi.

Ascoltami,

la tua prima madre affidatare era una persona sbagliata.

Solo che tu te la ricordi come se fosse la tua.

Hai il sovrapposto dei tuoi ricordi.

Non è possibile.

E poi pure se fosse.

Non succedeva niente se lei non mi schifava e mi abbandonava.

Non ti ha abbandonato.

Ti ha portato in ospedale perché avevi la tuberculosis.

Poi stavate vivendo un momento complesso, difficile.

E ha scoperto che ti poteva dare il raffido temporaneo e poi

non hai riuscito a riprenderti.

Non ha voluto, altrimenti perché?

Perché ho fatto un casino e sono finita in galera.

Dieci anni.

E quando sono uscita

mi hanno detto che non volevi più vedermi.

Mi scoppia la testa.

Quindi è colpa mia, no?

Che rovino sempre tutto, che sono pazzo,

che tutti mi odiano.

No, no, no.

Ascolta.

Passi, passi.

Tranquillo, tranquillo.

Guarda me, guarda me.

Qua nessuno ti odia.

Altrimenti chi è che ti sopportava una vita intera?

Adesso dobbiamo essere felici perché finalmente abbiamo capito tutto.

Adesso sei qua, sei vivo,

questo è l'importante.

E qua tutti ti vogliono bene.

C'è anche tua mamma.

Poi ci sono io.

Quindi con questa scoperta della tubercolosi mi pure hai salvato la vita?

Ah, in realtà sulla tubercolosi è arrivata prima la dottoressa Carelli.

Forse per curarti non avevamo bisogno di tutto il tuo passato.

Però io su tutto il resto ci farei un pensiero.

Penso se non ce l'avevi uno che ti sopportava tutta la vita.

Ti è stato fortunato.

Li lascio.

A Martina è la sua prima vita salvata.

Cioè, voi avete costretto venire in questo bar di sfigati

perché la prima della classe ha fatto la prima della classe?

No, perché tu hai perso

la sfida con lei e quindi paghi tu.

Ci sta.

Però ragazzi non vi ci abituate, eh?

Perché a medicina si muore anche.

Allora, Percardo l'ha detto male ma ha detto una cosa giusta.

E se so

medicina interna

dà più dolori che gioie.

La sfida però

a quella c'è sempre non quella tra colleghi che è sano cazzeggio.

Quella con la grandissima stronzo.

E chi è?

La Marabini? La morte.

Parla della sfida di tutti i giorni con la morte.

A ogni sfida vinta

bisogna festeggiare poi dimenticarsene

e iniziarne una nuova.

Io magari vi guardo e basta, eh?

Così evitiamo cazzate.

Ho ammazzato di nuovo il manichino.

Ci denuncerà.

Ci farà a causa quel manichino.

A Martina.

Anche io volo festeggiare Martina.

Perché mi ha ricordato che a volte si può fare

a meno del passato e fidarsi del presente.

A Martina.

A Martina.

A noi.

Cos'era la cosa di cui mi volevi parlare? Ah, eh.

..

No, adesso non importa più.

Secondo te avremmo dovuto richiamarle all'ordine?

Ma no, per una volta che festeggiano.

Senti,

quella cosa che hai detto che si può fare a meno del passato

significa che non mi aiuterai più a cercare quella donna.

Al contrario.

Ma lo voglio fare per te, non per me.

Io ricordo che cosa avevamo e non ho bisogno di sapere altro.

Ma tu sì.

Buonanotte, Andrea.

Andrea.

Ciao.

Scusa per l'altra volta, sono sparita.

Ti prego,

raccontami tutto.

Ascolta, io e te abbiamo avuto una storia dodici anni fa, giusto?

Sì.

Mi ricordo come ti chiacchi.

Diana.

Diana.

Diana Novelli.

Come ci siamo conosciuti?

Io e te ci siamo

amati sicuramente moltissimo perché ho completamente mandato

affrontami il mio matrimonio per te.

No, no.

Questo non è vero, ricordi male.

Io dodici anni fa stavo con mia moglie.

Io e te ci vedevamo di nascosto, in hotel o.

..

Tu vivevi in hotel, non avevi ancora una casa?

Ma tu e tua moglie eravate già separati.

E io, comunque, non avrei mai

potuto rovinare il tuo matrimonio.

Che vuol dire?

Noi abbiamo passato qualche notte insieme

perché

tu non eri abituato alla solitudine.

Io non ho contato niente per te.

Ma magari ero io ad essere molto innamorato di te.

No, perché ti ho cercato anni dopo.

Ma tu mi hai detto

che poteva esserci una sola donna nella tua vita.

Che era la collega che stava accanto da me.

Scarlo, per te ci sei ancora.

Sembrava importante.

Escolta.

Io,

ora,

ho di nuovo una vita e non voglio mischiarlo con quella vecchia.

Quindi,

lascia stare il passato.

Dov'è?

I ricordi non sono la vita reale.

Sono ricordi.

Ok.

Sì, Carlo.

Sì.

Sì, sì, inviermi la fattura.

Anzi,

grazie per la pazienza.

Ok?

Ok.

Giulia.

Volevo chiederti scusa.

E effettivamente mi sono comportato come un cretino.

È una settimana che non rispondo alle telefonate del mio meccanico.

Questo per avere una scusa con me stesso

per passare almeno un'ora al giorno con te in macchina.

Allora,

adesso mi dici perché.

Senza stronzate tipo che non te lo meriti.

Forse è una stronzata, ma è quello che penso.

È un mio passato pesante.

Ogni tanto ci giro intorno e accontento di qualche attimo di felicità occasionale.

Come i tuoi passaggi in macchina.

Però ho rimesso a posto tutto.

La macchina l'ho fatta giustare.

E non mi servono più i tuoi passaggi.

Così posso invitarti a cena.

Senza più scusa.

Il caffè nello sport e lo sud.

Scusa se ti ho svegliato.

È bello vederti qua al mattino.

Posso farti una domanda?

Lo zucchero?

No.

Perché abbiamo fatto passare tanti anni quando poi ieri dopo due minuti

abbiamo fatto l'amore come se l'avessimo sempre fatto?

Perché noi l'abbiamo sempre fatto.

Tu fai parte della mia vita tutti i giorni e anni.

Accorgersene un po' prima, no?

E... con quel passato pesante

come la mettiamo?

Io il mio passato non lo posso cancellare.

Però lo posso spostare.

È una cosa che dipende

esclusivamente da me

perché tu hai già fatto abbastanza.

Tu mi hai tenuto in vita.

Dottoressa Giulia Giardano.

Io dopo Agnese non ho avuto nessuno perché avevo già te.

Ehi.

L'hai detto anche a te?

Sì.

Ok.

Eccolo.

Ehi.

Allora?

Allora niente, quello che vi ho scritto.

Nient'altro,

sono un homeo in un po' locazione temporale.

Ma non ne capo poco.

Diana Novelli a me non dice nulla.

Cioè,

se è stata una meteora ci sta anche perché tu non mi hai detto nulla.

Parlandole

ti sei ricordato di vent'altro.

No, ma che importa?

Mi ha rimesso a posto il ricordo che mi tormentava di più.

Non sopportavo l'idea

di averti tradito proprio in quel momento.

Anche se spiegava la fine del nostro matrimonio che è una cosa che non capirò mai.

Questo Diana Novelli visto che c'era poteva anche dirti qualcosa altro, no?

Poteva, ma non voleva.

Anche perché mi ha detto la cosa più importante di tutte.

Scusate, devo andare.

Comunque per me anch'io non ho mai capito.

Cosa?

Perché vi siete lasciati.

Cioè

siete riusciti a avvicinarvi dopo mattia.

Voi due se... Adesso ti cimiti anche tu?

L'amore è finisce.

Non c'è altro da aggiungere.

Sai cosa sono per me i ricordi?

E gli strumenti.

Che possono servire per

elaborare la vita.

Ma ho capito che non devono condizionartela.

Non vuoi più cercare la donna misteriosa? No, no.

Anzi l'ho trovata.

La ci ho parlato pure.

E avevi ragione tu.

Era esattamente quello di cui avevo bisogno.

Chi era?

Cosa ti ha detto?

Hai scoperto qualcosa?

Che sono un cretino.

E la cosa più importante della mia vita ce l'ho tutti i giorni davanti agli occhi.

E mi sopporta da anni.

Vedi Giulia

tu non sei quella a cui chiedere informazioni sul mio passato.

Tu sei il mio passato.

Anche se non lo ricordo.

Ma sei molto di più.

Sei quella che c'è sempre stata.

E sei anche quella che vorrei che ci fosse per sempre.

Io ti prego non andartene, Giulia.

Sei tu la mia vela.

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