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- Lei è...? - Savastano Pietro.
Apra la bocca.
Alzi la lingua.
Si abbassi sulle ginocchia.
Più larghe le gambe.
Ma tua moglie lo sa che ti piacciono queste cose?
Più in basso.
Tossisca.
- Date a me. - Lavorante, stia al suo posto.
Lei lo sa, in passato qui dentro c'è stata una politica diversa.
Ora con me bisogna rigare dritti.
Niente privilegi. Lei mi capisce Savastano?
Per nessuno.
Voi qui dentro per me siete tutti uguali.
Cella 32.
Con questo non si ragiona, eh?
No, è di ferro.
Questo è diritto e dovere, Don Pietro.
Ma voi non vi preoccupate.
Tu fammi avere il cellulare.
Eh...
Collega, cella 32.
E' arrivato Don Pietro Savastano!
- Buongiorno Don Pietro. - Buongiorno Don Pietro.
Buongiorno.
- Don Pietro, buongiorno. - I miei rispetti.
- Buongiorno, Don Pietro. - Rispetti.
Ragazzi, ragazzi...
- Don Pietro... - Buongiorno, Don Pietro.
- Buongiorno, ragazzi. - Date a me.
Buongiorno, Don Pietro.
- Peppino... - Dimmi, Tonino.
- Prepara un caffè per Don Pietro. - A disposizione.
- Luciano. - Sì.
Dammi una mano a fare il letto.
Don Pietro sarà sicuramente stanco e vorrà riposarsi un po', vero?
Ma tu sei sempre qua dentro?
Sono ricorrente, Don Pietro.
- Dammi una mano. - Don Pietro, Diego, a vostra disposizione.
Accendi bene là sotto, Luciano.
Sono giudicabile, mi hanno arrestato per 52 buste di cocaina.
E tu, Pasqualino?
Sono giudicabile anch'io, zio.
Rapina e sequestro, a Mergellina.
Una gioielleria.
Uno stronzo ha suonato l'allarme e io l'ho preso come ostaggio.
Poi è successo un bordello.
Belle e buone sono arrivate le volanti da tutte le parti,
si sono portati anche l'elicottero, zio, sembrava un film americano.
Anch'io ho iniziato con una rapina a Mergellina.
Davvero?
Secondo me,
abbiamo rapinato lo stesso stronzo a distanza di trent'anni.
Si, ma ora che l'ho rapinato io, lo stronzo si era attrezzato bene.
Ha messo l'allarme.
E quanto ti hanno dato per questo bordello?
Di soldi niente, zio. Di galera ancora non lo so.
L'acqua bolle.
Ragazzi, portatemi subito il resto della roba.
Daniele, prepara la tavola.
- Subito, Maestro! - Prendi la pasta.
Vai ad aiutare Antonio.
Dai, ragazzi, portate il resto della roba.
Ehi, Rino
Tutto a posto?
Tutto a posto un cazzo!
Quel comandante non ci fa vivere in pace.
Figurati, ora si è messo in testa di fare perquisire anche noi.
E mettitelo dentro il culo!
E ditegli che Gennaro è uscito dall'ospedale.
Tutto a posto, sta bene.
A Don Pietro non deve mancare nulla, hai capito?
Stai tranquillo, Ciro.
- Stammi bene, Rino. - Ciao.
Dai, femminuccia! Uno, due... Dai, che li conto.
Nella linguina con lo scampo ci vuole un po' di pomodoro.
E' normale! Io prima faccio soffriggere
l'aglio, l'olio e il peperoncino.
Poi ci verso dentro gli scampi e faccio rosolare un po',
un bel bicchiere di vino bianco,
al momento ci schiaffo dentro quattro pomodorini
e poi...
E poi don Pietro non mi calcola nemmeno.
- Sta facendo parlare solo me. - Ma che cos'ha?
Buongiorno, Don Pietro.
- Buongiorno, Don Pietro. - Ragazzi, fate passare.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno, Don Pietro. - Buongiorno, Don Pietro.
Buongiorno, Don Pietro.
Buongiorno.
Mamma mia!
Non ce la faccio a fare questa vita Non è più cosa per me
E' uno stress ogni momento
Sorvegliante.
Dobbiamo fare qualcosa per l'acqua, qua.
Sembra una pisciata di gallina.
Savastano, dovete rientrare in cella.
Sì, adesso arrivo.
Il tempo di sciacquarmi con questa pisciata.
Avete ragione, Don Pietro.
Pasqualino.
Ma che 'e successo'?
La settimana prossima ho il processo.
- Mi sento proprio negativo. - Ma non preoccuparti.
Vedrai che andrà tutto bene.
Savastano!
Questo l'avete chiesto voi?
- Sì. - Mettete una firma.
Don Pietro, vostro figlio è uscito dall'ospedale e sta bene.
La roba non è quella di Conte.
Però non è nemmeno male, secondo me,
e il prezzo è accettabile.
Che vuoi? Siediti.
Ciro, Ciro... Il cellulare.
- E' lui. - Don Pietro.
La parola del Signore.
Don Pietro, vi metto in viva voce.
Ci sentite?
Tutto a posto, ragazzi?
Adesso che vi sentiamo, tutto a posto, Don Pietro.
Ci mancate, Don Pietro.
Allora, don Pietro, come ve la passate lì dentro?
Una passeggiata di salute.
L'appalto al terzo mondo com'è andato, bene?
Tutto a posto, zio. De Rosa vi ringrazia molto.
E adesso gli dovete dire che non deve più scassare il cazzo.
Quello delle case popolari deve dire a Curcio
che si deve consorziare con Russo, capito?
- Il fumo? - Zio, un canale con Di Vaio e Carluccio si è aperto,
ma questi si stanno cagando sotto.
Dicono che se si devono mettere contro Conte,
devono avere la certezza che anche carcerato,
voi siete il numero uno.
E fatemici parlare,
Io spiego io a queste mezze calzette chi è che comanda.
Più tardi, all'una. Fammi avere il numero.
- Devo chiudere. - Statemi bene, zio. - Arrivederci.
Ma che fa?
Ma che cazzo fate là?
Faccia al muro, forza!
Ma non hai capito che devi mettere la faccia al muro?
Cosa hai perso?
Eh? Cosa hai perso?
- Oh! - Oh!
Pezzo di merda!
Faccia al muro, Savastano.
- Oh, bastardo! Bastardo! - Ma che cazzo fai? Fermo!
Ma che cazzo... Andiamo!
- Oh, stai calmo, appuntato. Sei troppo agitato. - Cammina!
Perquisizione.
- Che è successo? - Proprio ora che stiamo mangiando?
- Ma non avete niente da fare! - Ma siete sempre qui dentro.
- Nemmeno il tempo di sedersi. - Ogni volta è così.
Andiamo.
Due per volta, uscite dalla parte di fuori.
Dai, veloci. Fuori. Dai, andiamo.
Andiamo, forza. Due alla volta.
- Fuori. - Veloci. - Tutti in cella di transizione, forza.
In silenzio, forza.
Zecchinetta...
- Come andiamo, Totò? - Tutto a posto. E' con me.
Siete un po' in anticipo.
Volevamo essere sicuri di non perdere l'occasione
di parlare con Don Pietro.
E' un privilegio per noi, vero Vicie'?
Per voi che non contate un cazzo, sì.
Avete una bella possibilità.
Noi ti capiamo Ciro, ma tu cerca di capire noi.
I contatti sono quelli.
Se ci mettiamo contro Conte dobbiamo essere sicuri
che c'è qualcuno che ci protegge, no?
La mia parola non ti bastava?
Fosse per me, basta e avanza!
Ma c'è tanta gente che dobbiamo convincere.
E se loro sanno che io parlo direttamente con Don Pietro,
con tutto il rispetto, è un'altra cosa.
Il contatto deve essere diretto.
Abbiate un po' di pazienza, allora.
Ora parlate direttamente con lui, come volete voi.
- Pasqualino... - Pasqualino...
- Guarda come ti hanno conciato. - Che bastardi.
- Pasquale, ma cos'è successo? - Ma chi è stato?
L'hanno ferito a un occhio.
Cosa c'è, zio?
Siete preoccupato?
Avevo un problema molto importante da risolvere, Pasqualino.
E questo stronzo di un comandante
mi sta facendo perdere un sacco di tempo inutilmente.
Si è fatto tardi, Zecchinetta.
Me ne devo andare.
Ci proviamo un'altra volta domani, Totò.
Eh...
Ci proviamo domani.
Stammi bene, Zecchinetta.
Questi due si stanno cagando sotto.
Questi due scemi non hanno le palle per andare avanti con noi.
Ma noi non possiamo lasciare le piazze nostre senza fumo.
Dobbiamo essere sempre presenti. La gente capisce e fa uno più uno.
Salvatore Conte in Spagna, Don Pietro a Poggioreale,
e il problema è il nostro.
Per il momento la soluzione più veloce sono questi due stronzi.
Comandante carissimo,
a che devo questa visita?
Io credevo che ci fossimo capiti.
Ma questo mi dimostra che mi ero sbagliato.
Peccato. l'isolamento le farà capire meglio
come ci si comporta in questo istituto.
Cazzo!
Sono a vostra disposizione, Comandante.
Ho bisogno di farmi un'amante
Altrimenti mi metto una fune al collo
Dentro questa casa manca il sole Si urla sempre, non c'è pace
Ragazzo, questa è merda.
Lo so, zio, ma senza la roba sto male.
Vieni con me, vieni. Vieni, così ti passa. Cammina!
- Dai, Pasqualino. - Vai, vai.
Vai, vai! Prendi la roba, vai!
- E vai così! - Fagliela vedere!
Brutti stronzi!
Chiudete i blindati.
Tonino, va' a prendere il posto della signora Imma.
- Signora... - Che c'è?
C'è la moglie di Don Pietro Savastano.
E cosa deve fare?
Deve passare avanti.
Passare avanti? Noi siamo qui da stamattina alle 7:00.
Non vi preoccupate.
Non la facciamo passare! Non se ne parla proprio!
E facciamola passare. E cerchiamo di stare tranquilli.
Cerchiamo di stare tranquilli. E' la moglie di Don Pietro.
Ciao, papà.
Come stai?
Sto bene.
- Tu come stai? - Sta bene, grazie a Dio sta bene.
Ha fatto i controlli, è tutto a posto.
Il versamento si è riassorbito completamente.
E' la verità? Ti senti meglio?
Sì, sì. Sto bene, papà.
Cercate di farmi uscire da qui il prima possibile.
Non ti preoccupare. L'avvocato ha detto che devi stare tranquillo.
E' facile quando il culo non è il tuo!
Tu sei sicuro di star bene?
Ti hanno sistemato bene?
Rino ti stanno aiutando?
Quel cornuto del Comandante l'ha fatto trasferire.
Ma non è un problema.
All'udienza preliminare manca poco.
Se l'avvocato fa il suo lavoro...
Ciro dice che il contatto nuovo è saltato.
Che dobbiamo fare?
E che dobbiamo fare? Ne troviamo un altro.
Tu porta i soldi a Musi e digli che devono rimanere sempre liquidi.
- Hai capito, Gennaro? - Sì.
Con i soldi si aggiusta tutto.
Ma tu che hai fatto ai capelli?
Niente, che ho fatto?
Ti vedo più selvaggia. Più leonessa!
E dai...
Dico sul serio.
Adesso sei tu l'uomo di casa.
Antonio, oggi mangiamo bene.
La mamma ha mandato il pollo con le patate.
E come lo fa mamma...
Pasqualino, ma che stai facendo?
Scusate, zio, ma oggi ho l'udienza e così sembro uno zingaro.
Ce l'ho stampata in faccia la condanna.
Secondo me il giudice non mi fa neanche sedere.
Tieni.
Mettiti questa.
No, ma quando mai, zio.
Non vi preoccupate.
Pasqualino, mettiti la camicia.
Ehi, ragazzi, guardate quanto è brutta questa camicia.
- Ma dove l'ha presa, a Resina? - Ma che ne so?
Oh, vedi? Così sembri un uomo onesto.
Grazie, Don Pietro.
Si vede che questa
è roba che costa molto.
Pasqualino, sono proprio i soldi a fare l'uomo onesto.
Ma che cos'è questa puzza?
Quei tossici si mettono i soldi dentro le mutande.
Pensavi che ne uscissero profumati?
Però poi chi se li mette in tasca la puzza non la sente più.
Fidati.
A che stai pensando, Gennaro?
A quante mutande servono per contenere tutti questi soldi.
E' un peccato che abbiano chiuso un posto così bello.
Non l'hanno mai aperto questo posto.
E' sempre stato chiuso.
Va bene, dai, Gennaro. Ce ne possiamo andare.
Tra poco arriva Musi.
Una famiglia numerosa.
- La famiglia è importante. - Tieni, tieni.
Senti che odorino, questa parmigiana!
Don Pietro, vostra moglie ha le mani d'oro.
Grazie, Antonio.
Ragazzi, vi siete lavati le mani?
A tavola!
E vai!
Perquisizione.
Tutti fuori. Dobbiamo perquisire la cella.
- Non ci lasciano mai mangiare. - Roba da pazzi!
Andiamo! Dai!
Sbrigatevi. Datevi una mossa, veloci.
Dai, diamoci una mossa.
Alza le braccia.
Alza.
Alza.
Ma cos'è questa storia di don Pietro?
Ma si sistema?
Non sì sa ancora niente.
Comunque è sempre lui il capo, anche dentro il carcere.
Mio padre è un leone.
Allora, i soldi che ti abbiamo portato,
devono essere sempre liquidi, ci possono servire.
Titoli di stato, tripla A.
Ho detto soldi liquidi.
Guarda, è come se fossero liquidi.
Tu li rivendi in cinque minuti.
Poi tripla A significa rischio zero.
Almeno mentre stanno lì fermi rendono qualcosa, no?
Perché rinunciare a degli interessi?
Va bene.
Lo sai tu come fare a tenerli sempre liquidi.
Guarda, io direi Finlandia.
Tra l'altro è l'unica tripla A con outlook stabile.
Praticamente sono contanti.
Fai tu.
Abbiamo finito?
Ma che cos'è questo bordello?
- Che figli di puttana! - Ma che hanno combinato?
Hanno incasinato tutto.
Ragazzi, non c'è acqua.
Come, non c'è acqua?
Non esce né dal lavandino né dallo scarico, Don Pietro.
E' quel pezzo di merda del comandante.
Mi vuole fare incazzare veramente.
E' una battaglia persa.
- Qui dentro comanda lui. - Ah, sì?
Chiudi quella porta.
Forza, dentro. Dentro.
Chiudi.
Coraggio, Alberto, chiudi.
Ehi, Gennaro, toglimi una curiosità.
Ma da quant'è che non ti fai una chiavata?
Eh...
Dobbiamo fare qualcosa.
Ma quella ragazza bionda?
Quella di Casavatore?
Quella per cui hai fatto il bordello?
Magari, Ciruzzo.
Ma quella è impossibile!
Fammi fare una telefonata.
Fammi trovare apparecchiato bene.
Mi raccomando, eh!
Senti, adesso ti devo salutare.
Sì, ci sentiamo dopo.
Ciao.
Hai visto la faccia che ha fatto?
Ed è stato zitto.
Muto, senza dire una parola.
E lo sai perché?
Perché quella femmina, questa macchina, tutto quello che ha...
E' tutto nostro.
Bravo, stai incominciando a capire.
Gennaro, me e te insieme, non ci ferma nessuno.
Antonio, ti sei distratto.
Capita, Don Pietro.
Pasqualino, cos'è successo?
Mi hanno dato dieci anni.
Oh...
Non ci devi pensare.
Devi stare tranquillo.
Lo sai che facciamo?
Domani mattina chiamiamo il tuo avvocato,
facciamo fare una bella richiesta per i domiciliari
e poi, male che vada, ti mettono in comunità.
Genny! Genny! Genny!
Grazie per essere venuta.
Allora?
Che mi dovevi dire?
Io stasera mi sento un Re.
Vuoi essere la mia Regina?
Si può sapere dove mi stai portando?
E' una sorpresa.
Prego, ragazzi, da questa parte.
- Ciao, Tonino. - Ciao, zio.
Ehi, sei tornato?
Vieni, Gennaro, entra.
Buonasera.
- Ciao, Carlucciello. - Tutto a posto?
- Prego, prego, accomodatevi. - 'Sera.
Mamma mia, che piacere.
- Mio figlio parla sempre di voi. - Il piacere è mio.
Buonasera.
Portala fuori sul balcone. Prego.
Gennaro, ma quello è Alessio?
Te l'avevo detto che stasera saresti stata come una regina.
Buonasera a tutti, applausi.
Che canzone vuoi sentire?
Ancora noi.
Ancora noi.
A chi la dobbiamo dedicare?
A Noemi,
la splendida ragazza di fianco a me.
E poi voglio dedicarla a mio padre che è ingiustamente in carcere.
E poi la voglio dedicare a quel grandissimo cornuto
di Salvatore Conte,
che si è cagato sotto ed è scappato in Spagna.
Su le mani!
Pasqualino.
Pasqualino, apri questa cazzo di porta.
Apri questa cazzo di porta!
- Antonio... - Che c'è? - Vai a chiamare le guardie.
Ragazzi, datemi una mano.
Ma che succede?
Su le mani!
Guardia!
Guardia!
- Ma che c'è? - Alla 32.
Comandante, cella 32.
Fate uscire tutti.
Avanti, tutti fuori.
Grazie!
Alessio! Alessio! Alessio!
Grazie, grazie.
Adesso vediamo. Qui non c'è niente da fare.
Collega, prendi i primi due, mettili nella cella 40.
Genny! Genny! Genny! Genny!
Grazie a tutti.
Dov'era? Qua.
Eh?
Ciao, mamma.
Vieni.
Mamma...
Ti presento Noemi,
che nel mio cuore ha gettato i semi.
Noemi, lei è Imma, mia mamma.
Piacere.
Piacere.
- Eh? - Vieni un momento di là.
Ti devo parlare.
Aspettami, eh?
Tieni, ok?
Ti sembra questa l'ora di tornare,
conciato in questo modo?
E poi come ti permetti di portare a casa
una ragazza sconosciuta senza avvertire?
Mamma...
Tu non devi preoccuparti più di niente.
Ora sono cresciuto.
Ora lo so quello che faccio.
Ora penso a tutto io.
L'hai sentito papà, no?
Ora sono io l'uomo.
Sono io l'uomo qui dentro.
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