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È arrivato il momento.
Devi essere bello per il tuo funerale.
Come se fossi ancora vivo.
Solo addormentato.
Così è come ti ricorderanno tutti.
Cosa c'è?
Niente.
Una volta ti piaceva.
Piccola... mi dispiace.
'fanculo. Cazzo!
Anna, cosa c'è?
Da un po' è come... come se tu fossi altrove.
Si tratta per caso di noi? È questo?
- Non si tratta di noi. - E allora che cos'è?
Che cosa, eh?
Non lo so.
Ascolta...
voglio solo che siamo di nuovo felici.
Tu sei felice?
Lo sono Paul.
Ti amo non sai quanto.
Ehi, Zecca!
Cos'è, non mi senti, Zecca?
Sei sordo?
- Cazzo fai, non sai parlare? - Ehi!
- Che succede? - Niente, signorina Taylor.
Niente? A me non sembra niente.
Voi due subito in classe.
Adesso! Muovetevi, in classe.
Jack, tutto ok?
- Forse sta morendo. - Quale dici?
Questo? No. Poverino...
è solo spaventato. Vedi?
Ora state lavorando su George Shaw? Giusto?
Aiutatemi.
Ehi!
C'è qualcuno?
- Jack... - L'ho spaventata, signorina?
No...
È chiusa.
- Non dovresti essere a casa? - Mi passa a prendere la mamma.
Ok. Beh, io devo scappare.
- Dove va? - A un funerale.
Il mio vecchio maestro di pianoforte.
- Posso venire? - No, Jack.
Un funerale è una cosa molto privata, capisci?
- Non sono mai stato a un funerale. - Non sarebbe appropriato.
E poi tua madre non si preoccuperebbe?
- No, non credo. - Io dico di sì.
Ti auguro una buona giornata.
- Ci vediamo domani a scuola. - Sì.
Abbiamo affidato il nostro fratello James Hutton alla misericordia di Dio,
nella certezza della resurrezione delle carne e della vita eterna.
Io sono la resurrezione e la vita,
e coloro che credono in me, anche morti, vivranno.
Coloro che dormono nella terra si sveglieranno e grideranno di gioia.
E la terra restituirà di nuovo alla vita coloro che sono morti.
Rose bianche? Erano le sue preferite.
- Come lo sapeva? - Pensavo che fossero le più appropriate.
Signora Hutton. Mi dispiace tanto.
Grazie, cara. Hai un'aria stanca, cara.
No. No, sto bene. Va tutto bene.
Oh...
Cavolo. Accidenti!
- Mi dispiace, scusa. - Ehi! Mi hai spaventato da morire.
Scusa.
- Oh! I capelli... - Non ti piacciono?
No, non ho detto questo. Sono solo...
molto rossi. Non ti ci vedo, ecco.
- I signori vogliono ordinare? - Sì. Prendiamo l'anatra, per favore.
- Paul! - Prendi sempre l'anatra qui.
Magari non mi va stasera.
- Vada per l'anatra. - Sì, signora.
È ottima.
Ascolta... la mano.
- Cerchiamo di non litigare stasera, ok? - Ok.
- Che cosa beviamo? - Oh, sì. Scusa.
È buono!
E anche molto costoso a giudicare dall'etichetta.
- Festeggiamo qualcosa? - C'è una cosa di cui ti devo parlare.
Riguarda noi due. Mi hanno offerto di dirigere un ufficio a Chicago.
Questo vorrà dire più lavoro
e più responsabilità e cambiamenti, ma...
è un'incredibile opportunità e sarei pazzo a non coglierla. Così...
stavo pensando che forse...
- è il momento per noi... - Vuoi lasciarmi?
- Cosa? - Potevi dirmelo stamattina.
Non serviva questa bella cenetta per darmi il benservito.
- Anna, aspetta... no... - Mi avevi detto che tra noi era tutto ok!
- Non essere ridicola, stai equivocando. - Io non mi sento ridicola!
Dio santo! Riusciamo a mangiare una volta senza discutere?
No. No. Sembra proprio di no. Forse è più forte di me, chi lo sa?
- Magari è vero! - Vaffanculo.
Ti prego, ci guardano tutti, non fare così.
- Vaffanculo! - Ok.
Tu sei pazza. Sei la copia di tua madre!
Io non somiglio affatto a mia madre!
- Non credere che ti corra dietro. - Bene!
Cazzo.
Cazzo!
Anna... Anna!
- Anna, ti prego, apri! - Vattene, non ti voglio sentire!
Non fare così. Anna!
Voglio che tu venga a Chicago. Anna! Aspetta...
Ma porca puttana!
Cazzo.
Anna...
Che cazzo vuoi, passa, no?
Cazzo!
Dove mi trovo?
È in una camera mortuaria. Lei è morta.
Ha avuto un incidente con la macchina.
Ha urtato contro un camion.
Io non sono morta.
Il medico ha constatato il suo decesso otto ore fa.
Il sangue non sta più circolando nel suo corpo.
Le sue cellule cerebrali stanno morendo. Il suo corpo è già in decomposizione.
Io non sono morta.
Questo è il suo certificato di morte. Causa del decesso: trauma massivo interno.
Ora del decesso: 20:23. È arrivata in ospedale già morta.
Il medico di guardia ha messo la sua firma qui,
alle 21:45.
Mi dispiace.
Che sta succedendo? Perché non mi posso muovere?
Non mi tocchi! Perché deve toccarmi?
Preparo il suo corpo.
- Deve essere bella per il suo funerale. - Io non sono morta.
Dite tutti così. Forse dovrebbe riposare ora.
Oh, mio Dio... Non posso essere morta. Non sono morta.
È soltanto un brutto sogno. Oh, Dio. Fammi svegliare!
Fammi svegliare... Fammi svegliare...
Fammi svegliare.
Anna...
Piccola, non hai capito. Voglio che tu venga con me a Chicago.
Io ti voglio con me!
Senti, dobbiamo parlare. Passo a scuola prima di andare in ufficio.
Tornerà tutto a posto.
Promesso. Chiamami quando senti il messaggio.
Ti amo tantissimo.
Ok, a tra poco.
- Il guscio cresce... - Salve.
- Cercavo Anna Taylor. - Mi scusi, lei non può entrare.
Sono il fidanzato di Anna, Paul Coleman.
- Questa è la sua aula, giusto? - Non si è presentata oggi.
- Sta male? Ha telefonato? - No, non ha telefonato.
Ok, sì grazie. Scusi.
Era un'insegnante.
Lo so, è sempre così difficile quando sono giovani.
Esatto, la conoscevi. Era al tuo funerale.
È in buone mani ora.
Oh, ciao Diane. Anna è in casa?
- Forse è meglio se entri. - Cosa c'è?
Insomma, cos'è successo? Dov'è Anna?
Anna ha avuto un incidente d'auto ieri sera.
Mia figlia è morta. Ecco cos'è successo.
Un incident...
Quando? Cos... Di che sta parlando?
Non so quando.
Ieri sera, hanno detto intorno alle 20:30.
Eravamo al... ristorante.
Non avresti dovuto farla guidare con quella pioggia!
Non può essere morta.
C’è uno sbaglio, per forza!
Non c'è nessuno sbaglio.
Ah, fiori! Decisamente appropriato.
Perché non...
Perché non mi ha chiamato?
L'hai allontanata da me.
Non voglio che tu la veda, che ti avvicini a lei.
- La prego, non mi faccia del male. - Come potrei fargliene? Lei è morta.
Non posso essere morta.
Allora che cosa fa qui?
Mi lasci andare. La prego, la prego, non lo dirò a nessuno, glielo prometto.
Si ostina ancora a negare.
Deve fidarsi di me.
Sono qui per aiutarla.
Che sta succedendo?
Perché non sento nessun dolore?
Perché mi tiene qui?
- Cosa vuole fare? - Non abbia paura.
Le rilasserà i muscoli.
Impedisce l'insorgere del rigor mortis.
Così potrà lavorare sul suo corpo.
Sua madre è in anticipo.
Sono addolorato, signora Taylor,
so quanto sia tragica la perdita di un figlio.
- Se vuole accomodarsi nel mio ufficio... - Prima voglio vederla.
- Ma non è ancora preparata. - Non mi interessa, voglio vederla ora.
Ma certo. Per di qua.
- No... - Oh! Mi perdoni.
Come dicevo, avevo appena iniziato la preparazione.
Le mie scuse.
Che senso ha... preservare il corpo se l'anima se ne è già andata?
No. L'anima è ancora qui.
Siamo noi a soffrire. Noi che veniamo lasciati indietro.
Chi è che si prenderà cura di me ora?
A questo non hai pensato?
Confermerò la data con Padre Graham nel pomeriggio.
Venerdì, come da lei richiesto.
Faccia quello che ritiene meglio.
Sono solo dettagli.
- Oh... c'è una cosa. - Sì?
I capelli. Anna era bruna.
Mi piacerebbero di nuovo di quel colore.
Certamente.
E siamo adesso con il signor Harris. Spero le piacciano le uova perché...
Mamma. Ieri poi non sei venuta a prendermi a scuola.
Ti aspettavo.
Sono sotto shock.
È l'effetto dello shock, è tutto ok!
Padre Graham, grazie di avermi richiamato.
Sì, vorrei confermare il servizio funebre per venerdì.
La deceduta è Anna Taylor. T-A-Y-L-O-R.
Sì, è di sotto.
C'è qualcuno? C'è qualcuno?
Fatemi uscire.
Fatemi uscire!
- Posso aiutarla? - Eliot Deacon?
Sì.
- Mi chiamo Paul Coleman. - Ma certo! L'avvocato.
È una piccola città. Con il mio lavoro finisci per conoscere un po' tutti.
Io sono il fidanzato di Anna Taylor.
È strano. Non aveva un anello di fidanzamento.
Cioè non... proprio fidanzato, ma...
Signor Coleman, mi rincresce per la sua perdita.
Vorrei vederla.
Temo che dovrà aspettare venerdì per la visita.
Devo vederla ora, la prego. Se è possibile.
- Mi dispiace. Lei non è della famiglia... - Solo cinque minuti.
- Mi rendo conto, signor Coleman... - Lei non si rende conto!
Non si rende conto!
- Lei non sa di che sto parlando... - Paul...
Paul!
Paul! Paul, sono qui!
La prego. Me la faccia vedere.
Creda, non posso davvero aiutarla. Mi rincresce.
Fammi uscire!
Paul!
Chi era?
Nessuno.
"Nessuno"?
- Era Paul. - Lo so.
L'ho sentita parlare con lui.
Perché non ha voluto che mi vedesse?
- Lei ne era innamorata? - Non sono affari suoi.
Non me l’avrebbe detto che era venuto,
- non è vero? - No.
- Perché? - L'avrebbe solo fatta soffrire.
Lei deve distaccarsi dalla vita, così come deve distaccarsi da lui.
Non le credo.
- Perché mi sta facendo questo? - Siete tutti uguali.
Ve la prendete con me perché siete morti, come fosse mia la colpa!
No! Lei mi ha drogata,
- così mia madre... - Gli altri!
Per loro tu sei un cadavere su un tavolo da obitorio.
Solo io so vederti per ciò che sei davvero.
Tu... sei fuori. Sei pazzo.
Completamente pazzo.
Beh, non ho tempo per questo. Sono molto occupato.
Oh! Quasi dimenticavo. Quanto sei alta?
Perché?
Ho bisogno della tua altezza per la bara.
Diciamo 1 e 60.
Aspetta... no! No...
Signor Coleman, ho saputo della sua ragazza. Mi dispiace.
- Tom c'è? - Il capitano è uscito un attimo.
- Può aspettare nel suo ufficio se vuole. - No, grazie.
Vado... a bere una cosa.
Merdosa!
Tutto bene?
Sì. Sto bene.
Sto bene...
L'ho appena saputo.
- Mi dispiace molto, se hai bisogno... - Ho bisogno di vedere Anna.
Cosa vuoi dire?
Il direttore dell'ufficio funebre dice che non sono della famiglia.
Non me la lascia vedere, Tom. Parla con lui,
inventati qualcosa, mostragli il distintivo...
Non posso farlo, Paul.
È solo colpa mia.
- Sicuro di stare bene? - Eh?
Sì. Mando sempre tutto a puttane.
Oh, Dio...
non voglio morire.
- Lei chi era? - La signora Whitehall.
Non devi aver paura di lei.
- I morti non nuocciono ai morti. - Ma io non sono morta!
Resta dove sei.
Dammi le forbici.
Io voglio solo aiutarti.
Ti uccido! Giuro su Dio, guarda che ti uccido.
Avanti, fallo.
Andiamo...
Cosa stai aspettando?
Guarda... sto respirando.
Sto respirando! Forse ero in coma e i medici hanno commesso uno sbaglio.
Sei morta, Anna. Tutti quanti muoiono.
Come posso essere morta se sto parlando con te ora?
Parliamo... non perché tu sei viva.
Ma perché io ho un dono.
Posso parlare con coloro che stanno sospesi.
- Perché? - Per aiutarli durante il trapasso.
Io sono un fantasma? Per questo sono qui?
Sei qui perché io possa seppellirti. Vieni.
- No, ti prego, non voglio... - Sei un cadavere, Anna,
- la tua opinione non conta più. - Ma io respiro.
- Devo per forza essere viva! - Oh, che monotonia!
Pensate che siccome respirate, pisciate, cagate siete vivi?
Vi attaccate alla vita come se attaccarvici valesse lo sforzo.
La tua vita valeva questo sforzo, Anna?
Forse sei morta molto tempo fa.
Mi sorprende che tu stia ancora discutendo con me.
Non ti resta più molto tempo.
Il tuo funerale è tra due giorni.
Presto sarai chiusa in una bara e sepolta nella terra.
Nessuno potrà più sentirti. Nessuno potrà più parlarti.
Hai paura?
Tu non sei pronta.
Non sei pronta.
Perché resisti? Non ti resta molto tempo.
Ha ragione lui. Presto sarai chiusa in una bara.
Sotto terra.
Che cos'hai fatto della tua vita?
Forse sei morta molto tempo fa.
Sono molto delusa da te.
Chi sei?
Sono il tuo specchio. Forse è vero che sei meglio da morta.
Paul!
Posso fare qualcosa per te?
Puoi fare tu qualcosa per me. Andresti a buttarmi quelli, per favore?
Non c'è più vita in loro. Il loro posto è l’immondizia.
Conoscevi la signora Whitehall?
- Pensavo fosse la signorina Taylor. - Ah!
La signorina Taylor. No, il suo funerale è fissato per questo venerdì.
Dov'è adesso?
- Si trova di sotto. - Perché?
Perché... non è pronta.
Il fiore è per lei?
- Era la mia insegnante. - Ah.
- E tu sei... - Jack.
- Bene, Jack, che cosa ne pensi? - Di che cosa?
Di come si presenta la signora Whitehall. Lo trovi interessante?
Sì. È ok, credo.
Capisco.
I funerali sono tutti uguali?
No, Jack. Non sono mai uguali.
Ognuno è speciale.
Ogni defunto parla con noi in modo diverso.
Cosa vuol dire?
È stato un piacere parlare con te, Jack.
Perché hai fatto questo?
Perché hai fatto questo?
C'è questo dopo la vita?
Perché somiglia molto all'inferno.
Paul...
Paul...
No!
- Che cos'è? - Il vestito. Per il funerale.
- Il vestito per il mio funerale? - Tua madre me lo ha portato stamattina.
Non sono pronta per morire. Non ancora.
Fuori non c'è più niente per te ormai.
Torno tra poco.
Oh, Dio...
Cristo!
Merda!
Cazzo...
Grazie.
Signore, il resto!
Ok.
Ti prego...
Ti prego, rispondi.
Ti prego, rispondi. Avanti, Paul...
Dai, rispondi al telefono.
- Sì. - Sono qui, sono io.
- Paul, mi senti? - Pronto?
Aiutami. Paul, aiutami...
Ti prego, basta.
Sono l’unico che ti può sentire ora.
Farei molta attenzione se fossi in te.
I morti hanno un grande ascendente sui vivi.
- Cosa vuoi dire? - Lui sente ancora la tua presenza.
Gli stai solo causando altro dolore.
Se lo amassi davvero, accetteresti la tua morte e lo lasceresti andare.
- Allora provami che sono davvero morta. - Che banalità.
Avete sempre bisogno di prove!
- Perché sembro un cadavere? - Perché sei un cadavere.
È ora che accetti la verità.
Tu sei morta. Non tornerai mai più a vivere.
Io sono morta.
Un brutto sogno?
Un sogno assurdo, pazzesco. Avevo avuto un incidente d'auto ed ero morta.
Hai mai sognato di essere morto?
Paul.
- Paul... < Shh! Shh shh.
- Che stai facendo? - Abbassa la voce.
- Disturberai i vicini. - Qui accanto non abita nessuno.
Mi hai mai amato? Eh?
Dillo.
Di' che mi ami.
- Serve a rassicurarti? - Non è per me. Piuttosto per Eliot.
È sempre così?
Cosa vuoi dire?
Credevo che una volta morti non si provasse più dolore.
Credevo non si dovesse lottare più.
Ma la verità è che non si smette mai, vero?
Passerò a prendere la salma in ospedale.
Sì. Questo pomeriggio?
Sì, va bene.
Ci mancherebbe, signor Miller. Grazie.
- Faccia pure con calma. - Ok.
- Bene. - Grazie.
Ok. Ti faccio una foto, aspetta.
Ok? Sorridi.
- Ok. - Ehi, questo è per te.
- È splendido. - Tu sei splendida.
- Voglio vedere il lago. - Non cominciare coi tuoi giochetti.
Non te ne pentirai, giuro.
Andiamo!
Cosa stai facendo?
- Dai, vieni con me. - Dov'è che andiamo?
A che serve quello?
Per la bocca. Per tenerla chiusa.
E adesso gli occhi.
- Ha qualche familiare? - Sì.
Un fratello. Verrà più tardi.
Mia madre ha pianto quando è venuta a vedermi?
Mi dispiace.
E Paul?
Non ha più importanza ormai.
Devo saperlo.
Avevamo litigato. Ho cercato di fermarla...
No.
No, non l'ha fatto.
Ti dovresti sdraiare.
Ti stai indebolendo. È quasi il momento.
Posso farti una domanda?
Sì, certo.
Perché si muore?
Per rendere la vita importante.
- Signor Coleman? - Sì.
Mi chiamo Jack.
Ciao. Ciao, Jack. Come sapevi il mio nome?
La signorina Taylor era la mia insegnante.
- L'ho vista ieri sera. - Cosa?
Passavo davanti alle pompe funebri.
E...
la signorina stava là. Alla finestra.
Con indosso un vestito rosso.
Non dire sciocchezze. Non ha mai avuto un vestito rosso.
- Mi crede un bugiardo? - Senti...
Jack, scusami, non sono dell'umore, ok?
- Ha bisogno del suo aiuto. - Anna è morta!
La tua insegnante è morta.
- Io non posso aiutarla. - Forse perché non le vuole più bene.
- Come ti permetti, stronzetto! - Ehi, ehi, ehi!
- Cos'è, ti diverti? - Stia buono.
Stai bene, Jack? Tutto a posto?
- Oh, mio Dio... - E adesso esca di qua.
Jack, mi dispiace. Credimi, mi dispiace tanto.
Signora Whitehall...
Susan. Spero tu abbia trovato quello che cercavi.
Abbiamo passato insieme dei bei momenti.
Eh? Antony. Shh shh...
Antony... così confuso.
- Che posso fare per lei, agente? - Vorrei vedere il corpo.
Frank Miller. Sono suo fratello, Vincent Miller. Ho chiamato stamattina.
Signor Miller. Certo. Prego.
Le faccio le mie condoglianze.
Spero non sia un problema. Vorrei solo vederlo prima del funerale.
Certo, non c'è nessun problema.
Suo fratello è qui.
Ha fatto un bellissimo lavoro, grazie.
Perché lei possa ricordarlo com'era.
Quella è l’insegnante, non è vero?
Sì. Sì, è una tragedia.
C'è però qualcosa che non mi convince.
Non la convince?
Il suo sorriso.
Sì, era... era un po' più... sorridente.
- Sorridente? - Sì.
Mi permetta.
Ancora un po'.
- Così? - Sì, grazie.
Oh, ci mancherebbe. Lieto di poterle venire incontro.
Le spiace se mi trattengo un paio di minuti da solo con lui?
No, niente affatto.
- L'aspetto qui fuori. - D'accordo. Grazie.
Mi dispiace! Io... io... non...
Forse è meglio che vada ora.
Ci vediamo alla funzione. E grazie.
Te l’avevo detto. Questo era tuo fratello.
Tu hai avuto un incidente. Sei morto. Perché nessuno mi dà mai ascolto?
No, non è un dono. È una condanna!
Mi prendo cura di voi come se foste i miei figli.
Lavo la merda dai vostri corpi. Vi vesto.
Mi adopero per farvi apparire più belli di quanto foste da vivi.
E voi cosa fate? Litigate con me.
Come se fossi io colpevole della vostra morte.
Non parli con me ora? Cosa c'è, eh?
Cosa? Non ti va?
Non parli perché... non hai niente da dire.
E non hai niente da dire perché...
sei un cadavere.
Ah, no. Ora sono io che non voglio più parlare.
Mamma, io vado.
Com'è? Hai paura?
Jack.
Tu hai un'empatia con i morti.
Sei attratto da loro e loro da te. È un dono raro.
Lo so che hai visto Anna.
Questo ti spaventa? Sì?
Non devi aver paura.
Cristo aveva lo stesso dono.
Ha fatto levare Lazzaro e ha parlato con lui che era morto.
- Lei ha parlato con Anna Taylor? - Sì.
- Ha parlato con altri? - Ah, sì, molti altri.
Chi è stato il primo con cui ha parlato?
Mia madre.
Non devi aver paura. Le altre persone non capiscono.
Non vedono ciò che vediamo noi.
Io ti posso aiutare. Ti posso insegnare.
Era alla finestra, con addosso un vestito rosso.
Anna... mi dispiace.
Deacon!
Signor Coleman, che piacere.
Lei non è morta, vero?
- Come, scusi? - Qualcuno l'ha vista.
Prego?
Uno degli studenti di Anna l'ha vista alla finestra!
Oh, vuole dire Jack.
- Lo conosce? - Certo che lo conosco.
Viene spesso qui intorno.
È un bambino di 11 anni, signor Coleman. E come tutti i bambini
ha una fervida immaginazione.
- Ora, se vuole scusarmi... - Non credo l'abbia immaginato,
credo che l'abbia vista davvero.
Con il dovuto rispetto, forse è lei a voler credere che l'abbia vista.
Vaffanculo. Anna!
- Signor Coleman... - Anna!
- Anna! - Credo che dovrebbe andarsene.
Anna!
Anna!
È qui dentro, non è vero?
Mi dia la chiave.
Mi dia quella cazzo di chiave, la prego!
- Anna! - È morta,
deve lasciarla andare. Anna ha accettato la sua morte,
ora è in pace.
Mi dispiace.
Non ci riesco, Anna.
Non posso vivere senza di te.
- Anna! Apri la porta, ti prego! - Signor Coleman.
Anna è morta.
So cosa sta provando. Negare fa parte del dolore.
Ma deve accettare il fatto che se ne è andata.
- Anna ha bisogno di me. - Non può più aiutarla, deve credermi.
Anna... Anna!
- La chiave! Mi dia quella chiave! - Vuole che chiami la polizia?
Le evito il disturbo.
Fatti fare un mandato di perquisizione, Tom.
Voglio un mandato di perquisizione!
- Vuoi aiutarmi o no? - Paul, siediti.
- Non ho tempo! - Mettiti seduto.
Mi ha appena telefonato Eliot Deacon.
- Cosa? - Ti sei cotto il cervello?
- Non vuole farmela vedere. - Ha avuto un incidente d'auto!
La sua auto è distrutta. È di là, nel deposito.
Non è morta. Tom, non è morta!
Il referto del coroner.
I paramedici hanno comunicato i dati. C’è la dilatazione oculare e il polso...
Il medico ha firmato qui senza neanche vedere il corpo.
- E allora? - E allora niente elettroencefalogramma.
- Magari è stata drogata... - "È stata drogata"?
- In effetti, ci sono dei narcotici che... - Senti?
Bromuro di idronio.
Totale paralisi in pochi secondi. Il battito cardiaco ridotto a un niente.
Grazie. Tom, ascolta.
- Quel ragazzino, Jack, lui l'ha vista. - Io l'ho vista.
- Era sul tavolo dell'obitorio, morta. - No, no!
- Non c'è dubbio che lei fosse morta. - No, no! No!
Tom, ascolta. Vai laggiù, dai un'occhiata. Ti prego, vai.
E su quali basi? Hai elementi a sostegno?
- No. Ma io... - Non hai niente.
Credo che mi abbia telefonato.
- Telefonato? - Chiamata urbana o ultraterrena?
Vaffanculo!
Cercherò di essere chiaro.
Prima prendi a schiaffi quel povero ragazzino.
Poi aggredisci quel Deacon e adesso...
vieni qui a dirmi che la tua defunta fidanzata
ti ha telefonato.
Sei arrivato, Paul.
Hai bisogno di rimettere insieme i pezzi, ok?
- Sì. - La vedrai domani al funerale.
E ti convincerai.
La devi smettere con questa ossessione, devi fartene una ragione, Paul.
Ti devi rassegnare.
Perché mi devo vestire?
- Domani è il tuo funerale. - Di già?
Sì, di già. Avevi solo tre giorni.
Te lo avevo detto di usare bene il tuo tempo.
Sono così piena di rimpianti.
Non ho altro che rimpianti.
Volevo una vita diversa.
Perché non hai fatto qualcosa?
Ho cercato...
Niente sembrava mai cambiare.
La mattina mi alzavo, facevo una doccia...
andavo al lavoro in mezzo al solito traffico.
Tornavo a casa, andavo a dormire...
di nuovo mi alzavo... Mai niente di diverso.
Che cosa volevi davvero dalla vita?
- Essere felice, almeno un po'. - Felice?
Tutti a dire che volevate essere felici. Che cosa significa?
E infatti questo è il punto...
- io non lo so. - Sì che lo sai.
Solo hai troppa paura di ammetterlo con te stessa.
Non voglio più parlare di questo, basta.
- Voglio solo che tutto finisca. - Che cosa volevi dalla vita?
- Cosa cazzo ne so? - Sì che lo sai! Che cosa volevi?
- Non so cosa volevo... - Che cosa volevi, Anna?
- Volevo l'amore. - Avevi l'amore.
Paul ti amava.
Tu non sai niente.
Io volevo l'amore, ma...
avevo troppa paura.
Mia madre...
Quand'ero piccola ho imparato...
che amare qualcuno vuol dire soffrire.
Così decisi di non amare mai più nessuno.
Per non dover soffrire di nuovo.
Ho continuato a respingere Paul.
Era convinto che io non lo amassi.
Ed era così?
È stato l'unico che abbia mai amato.
Ma non riuscivo mai a dirlo.
Finché non ha smesso lui di amarmi.
Che cosa faresti se avessi un'altra occasione?
Non lo so.
Beh? Non è questo che volevi?
Ora... sei all'inferno!
- Putrida! - Giù in fondo!
Sei morta.
Morta.
Pensavo che tu fossi diversa.
Dite tutti che avete paura della morte.
Ma la verità è che avete più paura della vita.
In fondo sono contenta.
Contenta che sia finita.
Diceva che poteva insegnarmi.
È solo un buco nella terra.
- È per... - Anna Taylor.
Esatto. Per Anna.
- Il suo posto è qui. - Perché è morta?
No. Perché non è rimasta più vita in lei.
- Come sarebbe? - Non capisci?
Io sono l'unico che può vedere tutti questi cadaveri vagare senza scopo.
Tutto quello che fanno è urinare e defecare.
Soffocarci con il loro fetore.
Non fare niente delle loro vite.
Togliere l'aria a coloro che hanno davvero voglia di vivere.
Io devo seppellirli tutti.
Non ho altra scelta.
E adesso siamo in due.
È arrivato il momento.
Devi essere bella per il tuo funerale.
Questo ti rilasserà i muscoli.
Renderà la tua pelle raggiante, come se fossi ancora viva.
Così è come resterai impressa nel ricordo.
Potrei rivedere com'ero, un'ultima volta?
Potrei rivedere com'ero, un'ultima volta?
Ma certo.
- Questa è la fine. - L’ultima parte è la più difficile.
Dovrai affrontarla da sola, ma...
sarai presto in pace.
- Mi hai mentito! - Anna.
Abbiamo già affrontato l’argomento. È la tua immaginazione.
- Mi hai mentito! - Anna...
stai solo cercando di aggrapparti alla vita.
- No... - Anna!
- No. No! - Non cedere alle tue paure.
- Non cedere alle tue paure. - Lasciami.
- Sei così... vicina. - Perché mi hai mentito?
Così vicina... Ecco fatto.
Le violette... lei le adorava.
- Come faceva a saperlo? - Pensavo fossero le più appropriate.
Ci troviamo qui oggi per ricordare davanti a Dio la nostra sorella Anna.
Ringraziarla per la sua vita
e affidare la sua anima all'infinita misericordia di nostro Signore.
Perché come Cristo fu resuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre,
così anche noi possiamo avere la certezza della resurrezione.
I nostri congiunti non li perdiamo, essi ci precedono soltanto.
Il sangue di Gesù è la nostra speranza
ed è salvezza per la vita eterna.
Io sono la resurrezione e la vita,
e coloro che credono in me, anche morti, vivranno.
Coloro che dormono nella terra
si sveglieranno e grideranno di gioia.
E la terra restituirà di nuovo alla vita coloro che sono morti.
Che cosa c'è?
È così fredda.
Mi dispiace tanto.
Non avere paura. È molto meglio così.
Lei è in pace ora.
- Avevi detto che era viva. - Non ho mai detto che era viva.
Avevo solo detto di averla vista.
Serve un passaggio?
Ok. Ci vediamo.
- Signor Coleman? - Sì?
Non dimentichi di allacciare la cintura.
Pensa, Anna,
tutto il mondo, tua madre... il tuo fidanzato, i tuoi amici...
tutti ti hanno seppellita.
Hanno messo una pietra sul tuo corpo.
Hanno preso congedo da te.
E sono tornati alle loro cene davanti alla Tv,
ai loro weekend, convinti che questo a loro non potrà mai capitare.
Pensaci su, Anna.
Pensaci finché sei ancora in grado.
Oh, no...
No... no... no... Sono viva!
Dio, no! Aiutatemi!
Oh, sì.
- Non ha già bevuto a sufficienza? - Vada all'inferno.
Signor Coleman, credo che dovrebbe mostrare più rispetto.
Io lo so che non era morta.
Ah, no, davvero?
No, lo disse anche a papà? Non me lo ricordo.
Lei non ha idea di quello che succede quando si muore.
Quello che succede al corpo. Quello che succede all'anima.
Lei crede che Anna fosse ancora viva dopo l’incidente?
Magari ha ragione.
Magari... è ancora viva.
Perché non va a verificare con i suoi occhi, signor Coleman?
Vada a vedere se è morta.
O se è viva.
Grandissimo pezzo di merda!
- Razza di psicopatico! - Non credo che le resti più molto tempo.
Paul, che stai facendo?
Un po' di decenza!
Non avere paura.
È molto meglio così.
Fatemi uscire!
Andiamo...
Paul!
No...
È tutto finito?
Sì, Jack, è tutto finito.
Anna...
Anna... Anna. Sono qui. Sono qui, Anna.
Sono qui. Sono qui.
Respira, amore... Respira.
Respira...
- Paul... - Dio ti ringrazio. Piccola...
Dio, sì. Sì, sì.
- Sei tornato per me? - Sì. Sono tornato per te.
- Sei salva ora. - Ti amo.
- Ti ho sempre amato. - Cos'è questo rumore?
Sono solo le forbici per i tuoi vestiti.
Ora ti stanno mettendo sul tavolo.
- Dove mi trovo? - In una camera mortuaria.
- Lei è morto. - Io non sono morto.
Ha avuto un incidente. Ha perso il controllo dell'auto
e si è schiantato contro un albero.
Ho visto Anna. L'hai sepolta che era viva!
Non ci è mai arrivato al cimitero.
E non ha mai visto Anna.
- Lei è morto. - Io non sono morto.
Tutti uguali. Non fate che ripetere la stessa cosa!
Io non sono morto!
Aaahh!
Io non sono morto...
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