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(CANNONATE)
(CANNONATE)
(SCIABORDIO DELL'ACQUA)
(GUAITO)
(ULULATO)
Peppino: (Accento siciliano) Non ricordi niente? Chi sei?
Parla. Sai scrivere?
Nemmeno io so scrivere, so fare solo la "R".
Quella ricamata del Principe di Racalmuto.
Una volta mio padre gli fece un revers così ben fatto
da sembrare cucito addosso e dava risalto alla figura.
Erano altri tempi.
Non come adesso che per campare bisogna rubare anche ai morti!
(GEMITO DEL CANE)
Perfetto!
Vero, Rosabella?
Ti piace la nostra...
La nostra...
La nostra Errè!
Errè, sarai la mia assistente!
(Accento siciliano) Di briganti ne ho scannati tanti.
Quand'ero nell'altro reggimento,
il nostro superiore,
più briganti uccidevamo, più soldi per le puttane ci dava.
(RISATE)
Anche Murat ve lo può confermare, vero?
Soldato: Ma che ne sa? Era sempre ubriaco, non ricorda niente.
Con tutti 'sti briganti che ci sono qui in giro,
con quante puttane dovremmo andare?
Con un intero bordello!
Che minchiate.
- Qui non ce ne sono briganti. Se lo dice lui...
(RISATE)
Vieni qui!
Dov'è tua madre?
È occupata.
Dille di venire subito qui!
Non è possibile, sta lavorando!
Sta lavorando? Con chi?
Dille che il Capitano Murat la sta aspettando!
(RISATE E BACCANO)
Hai capito cosa devi dire?
Capitano! Vai, vai.
Murat, a chi l'hai rubato il grado? Quando sei diventato capitano?
Non l'ho rubato, ho lottato per averlo!
(RISATE)
Con chi hai lottato, con le capre o con le pecore?
Vieni qui, bella!
Fatti vedere. Sei proprio bella.
La taverniera stasera ha un ospite importante.
Il maggiore Cola!
Murat, "capitano" è poco!
Soldato: Poco!
(GEMITI DI PIACERE)
(URLA)
(Piange) Puttana!
(Urla) Puttana!
(BUSSANO ALLA PORTA)
(IMITA IL VERSO DEL CAVALLO)
Mendicante: Ringrazia tua madre.
e dille che gli amici, lì sopra, la pensano!
Reginella: Turi, chiudi la porta! Vai a dormire, forza!
Briganti...
(COLONNA SONORA: MUSICA INCALZANTE)
(Urla) Puttana.
Puttana!
Puttana!
Solo tu mi vuoi bene. Sì!
(FRUSCIO)
(ESPLOSIONE)
(SPARI, CONCITAZIONE)
(Murat sente un sibilo)
(SQUILLO DI TROMBA)
(BRUSIO)
(LAMENTI)
Murat, dammi da bere...
Infame.
Ti sei fatto la mia donna.
Viva il Re Francesco II di Borbone!
(SPARO)
(Sottovoce) Santa Vergine Maria, questi m'ammazzano!
Santa Maria, morirò!
Ma che dici?
Perché dovrebbero ucciderti?
A quello lo salvarono, no? Salveranno anche noi.
Quello era un alto ufficiale, per questo lo hanno salvato.
Funziona così.
Io non sono niente.
Ora mi sparano e sparano anche a voi, capitano.
(Sottovoce) Santa Maria Vergine...
Zitto!
- Vieni fuori! - No.
(Urla) Maria Vergine, no!
(SPARO)
Un po' di rispetto per il mio grado, soldato!
Andiamo...
Dunque, maggiore Cola!
Sì, signore!
"Sì, signore" che cosa?
Colonnello: Non ho ancora parlato.
In queste terre avete una gran fretta di eseguire ordini
anche quando non ci sono!
Ecco...
in questo caso, un ordine ci sarebbe,
ma non siete voi a doverlo eseguire. Bensì, ahimè, io!
Sua Maestà,
il Re Vittorio Emanuele II,
ordina che a voialtri ufficiali borbonici
venga inflitta la pena della galera, con esecuzione capitale.
Mi seguite, Maggiore?
Sì, signore!
Ottimo, adesso andiamo d'accordo!
C'è un'altra cosa importante che dovete sapere.
Voi vi potete salvare.
- Sì, signore? - Sì!
Perché il nostro Re,
nella sua immensa generosità, vi offre un'alternativa.
Servire lui e la Patria invece di morire.
Che ne dite, Maggiore?
(Murat sente un sibilo)
(Voce ovattata) State attento alla risposta
perché qui non si tratta di eseguire ordini.
Si tratta di fare una scelta!
Volete morire?
- No, signore! - (Urla) No!
Quindi servirete il vostro Re.
Vittorio Emanuele.
Bene, bene.
A questo punto, per completare il nostro accordo,
servirebbe una prova della vostra fedeltà.
Mi spiego meglio.
Dunque,
il nostro Re, forse,
sarebbe interessato a sapere dove si nascondono quei briganti pidocchiosi
in questo territorio.
(VERSO)
È un passo di montagna.
(VERSO)
(LAMENTI DI DOLORE)
Lo conoscete bene!
Molto bene!
Ottimo.
A cavallo.
Prendete il prigioniero.
Colonnello: Portate il mio cavallo.
Avanti!
(COLONNA SONORA: MUSICA INCALZANTE)
(BELATI)
Non ho fatto niente, sono il figlio della taverniera.
È un ragazzino!
- Capitano, chi sono quelli? - Tu non mi conosci.
Abbassate le armi!
Stai zitto o questi ti ammazzano!
Dice che è il figlio della taverniera, mi scambiò per qualche altro.
Non vedo briganti qua.
Il colonnello vuole sapere
dove sono i briganti.
In casa?
Dov'è tua madre?
Non c'è, è al lavoro nei campi.
Maggiore, non fate il furbo con me.
Non faccio il furbo, colonnello, è il ragazzo che non sa!
Adesso vediamo cosa sa e cosa non sa!
Come si chiama il nostro Re?
(In siciliano) Vuole sapere come si chiama il suo Re...
(In siciliano) Il Re? Lo so, è Franceschello!
Risposta sbagliata.
Il nostro Re si chiama Vittorio Emanuele II.
- Volete farlo voi? - No.
Devo pensare che siete un impostore?
Fatelo in nome del vostro re.
Avanti.
Avanti.
Avanti, ho detto!
(Urla) Avanti Savoia, avanti!
No, questo è buono, guarda!
È vero!
Con questa stoffa ti faccio anche i pantaloni.
- Ci faccio la giacca! - Forza Erre, prendi le forbici!
- La compri? - Sì!
(BRUSIO)
Ragazza (Urla) : L'hanno catturata!
Venite, correte!
Hanno catturato la brigantessa!
Venite!
L'hanno trovata mentre rubava in una casa!
L'hanno presa le guardie!
Venite, accorrete! Hanno preso la brigantessa.
(RULLO DI TAMBURO)
No, lasciatemi.
(Ride) Allora ce le ha le tette.
Agli atti:
Maria Capitanio,
bandita per i delitti compiuti al seguito della banda di briganti,
conosciuta meglio come "La banda delle drude",
alle quali vengono imputati ben tre omicidi e ventiquattro rapine.
Per ordine del nostro Re galantuomo, Vittorio Emanuele II,
si decreta la condanna a morte della druda per fucilazione immediata.
(BRUSIO)
Fate silenzio!
Al vostro posto!
No!
Puntare!
(Urla) No.
Alt!
Finalmente.
(BRUSIO)
(VERSI DI STUPORE)
Colonnello: Bene.
(VOCI CONCITATE)
(VERSI DI DOLORE)
Schifosa.
Che cosa fai tu? Ferma lì!
Bene, bene.
(TAMBURO)
Abbiamo un altro brigante qua!
Non è forse una giornata fortunata questa?
(BRUSIO)
Eh no, abbiamo solo un mezzo brigante!
(VERSO DI DOLORE)
Soldato: State indietro!
(SPARO)
Prendetela!
(Accento siciliano) Slegami, avanti, slegami!
(SPARO)
Lasciami!
Cammina, vieni!
Prendetela!
Bastarda!
Forza!
(COLONNA SONORA: MUSICA DI SUSPENCE)
Dividiamoci.
Quindi fai parte della banda di Schiavone?
Ma mi rispondi?
Mi capisci?
Con chi stai?
Con Peppino, lavoro con lui.
Peppino? Chi è, il tuo uomo?
- È un brigante? - È sarto.
Sarto?
Mi chiamo Maria
e sono druda.
(Accento siciliano) Mi chiamo Errè.
Errè, devo andare via da qui.
Devo raggiungere le mie compagne alla montagna della Vulva.
Lì siamo al sicuro.
Andiamo Errè,
quelli del nord cercheranno anche te, ora!
Occhiosolo, sono io!
- Non dovevi fare il verso della quaglia? - Non lo so fare.
L'hai detto tu che dobbiamo fare un segnale di riconoscimento.
La prossima volta faccio la gallina, così mi spari sicuro!
- Chi è questa? - Lei sta con me.
(Accento siciliano) Ciccilla, guarda chi è arrivato!
(L'ANNUSA)
(Accento siciliano) Chi sei?
Sono Errè.
- Chi? - Ciccilla, lasciala stare.
I soldati mi hanno catturato e lei mi ha salvato.
È brigantessa?
Parlo con te, rispondi!
- Sei brigantessa? - Non lo è, lasciala stare.
- Parla? - Poco.
Ma col coltello ci sa fare!
Ha tagliato la gamba del porco piemontese come io faccio coi polli!
Non parla, ma di sicuro mangia!
Deve stare per forza qui? Chi la conosce?
Per salvare me, ha lasciato il suo padrone.
Che dovevo fare? La dovevo lasciare nei boschi?
E se ci vuole fottere?
Questa è brava e se sta nella nostra banda è meglio anche per noi.
- Ne sei sicura? - Vedrai!
(SUSSULTO)
(Sottovoce) Cagnazzo.
Cagnazzo!
Senti i rumori?
- Li hai visti? - Sì, per me sono loro!
Che succede?
(Urla) Prendiamoli!
"Fotofrago", ora ci divertiamo!
(URLA E SPARI)
(VOCI INDISTINTE)
Forza, alzati!
"Fotofrago", sei pronto?
Altrimenti a questo ci si smonta il sorriso.
Sì, sono pronto!
Ridi!
Se vieni bene nella "fotofraghia" la mandiamo a tua moglie,
la vedova.
Immobili tutti un secondo!
Non mi puoi uccidere, chiedo processo alla giustizia.
Non ti posso uccidere?
Perché?
Macellaio, recitagli la poesia, così si diverte.
La poesia.
Ricevo dalla mano benefica del nostro re,
Vittorio Emanuele II,
(SPUTA)
il potere di curare gli atroci dolori delle nostre terre.
Bla, bla, bla...
Bel sorriso, vero?
Murat!
Ti ricordi?
Sono Pascale!
Secondo reggimento di fanteria.
Battagliammo insieme!
Non mi riconosci perché sono conciato così.
Guardami bene, Murat, devi ricordare.
Sono Pascale, tu ti devi ricordare, Murat!
Guardami bene.
(COLTELLATA E VERSO DI DOLORE)
Non ricordo.
Non mi ricordo.
(VERSI)
Macellaio...
il brigante lo conoscevate già?
Che cosa si prova, eh?
Tu come ti senti "fotofrago",
quando fai una "fotofraghia" alle persone prima vive e poi scannate?
Ti senti bene?
È meglio prima o dopo?
Rispondi!
(Timoroso) Io mi concentro più su...
Non c'è differenza!
Chi nasce storto, non può morire dritto!
Noi siamo storti
come loro!
Anche tu.
E la guerra?
Ragazzi della stessa banda gli uni contro gli altri, è questa la guerra.
La guerra che ci fa divorare tra di noi,
come cani randagi.
Altro che unità.
Unità di 'sta minchia!
Cos'è, ti sei spaventato "fotofrago"?
Vai, cammina!
Cagnazzo! Dai, che ce ne andiamo!
Cagnazzo: Andiamocene.
Menomale che ti ho incontrato, Peppino!
Mi raccomando, questa la voglio un po' più accollata.
Stai prendendo bene le misure? Sono dimagrito molto.
- In battaglia non vi davano da mangiare? - Peppino, è dura la vita del soldato.
Ma adesso, con l'arrivo di mio figlio,
certamente devo recuperare, quindi tu, una mano, tieniti largo!
Più largo, Peppino.
Filu', scendi da quella carrozza, prendi un po' d'aria che ti fa bene.
Giustino, sono stanca, fa caldo e ho fame!
Resisti, vita mia, che Peppino ha quasi finito.
Ti garantisco che per ora di cena saremo a Villa.
Madre mia, la città impigrisce.
Mentre qui, in montagna, quest'aria fresca...
Ricordi la mia masseria, Peppino?
Certo, barone. Ci venivo sempre con mio padre.
Quanti bei ricordi.
A proposito... Angelo, il fattore della masseria, lo hai mai più rivisto?
Sì, barone. Ma non lavora più nella vostra masseria!
- Come mai? - È tornato al suo paese!
Quel cornuto del domestico non me ne fece parola.
Ma cosa volete che vi dicano, barone.
Un campiere affamato e scontento, dura meno di una fragola a maggio!
Come fa uno come Angelo ad essere scontento,
questo proprio mi sfugge!
Signor barone...
La guerra, i tributi... i braccianti sono scontenti!
Capisco.
Appena apri la bocca per mangiare, questi ti levano anche l'aria!
Si capisce.
Che caldo!
Totò, forza, il vino!
Barone, i briganti fanno la guerra,
ma il combattere fa arricchire solo i potenti
e non noi poveri morti di fame.
Certo, Peppino, ma tu devi stare sereno. È questione di tempo!
È il normale assestamento dopo uno scossone.
Dico...
Se muovo il bicchiere, che fa il vino?
Oscilla...
finché non si ferma da solo.
Giustino, andiamo!
Eccomi, vita della mia vita.
L'importante è che ci sia una mano forte a sorreggerlo.
Brindiamo a mio figlio
e al futuro glorioso che lo attende come suddito del grande Regno d'Italia.
(SPARO)
(FILOMENA URLA DI TERRORE)
Giustino!
(SPARI E URLA)
(Ride) Che bella scena!
Questa carrozza sarà piena di monete d'oro!
Quanti saranno?
Altri due o tre?
Per me sono in cinque!
Meno uno, l'altro spara ancora.
Dividiamoci.
Tu e Ciccilla di qua.
Tu coprimi le spalle e raccatta quello trovi.
Vita mia, sono qui.
Ma che fai?
Quando sei con me, non devi aver paura.
Barone, tutto bene?
Forse ne ho preso uno, sono nella collina qui accanto.
Sali in carrozza e tieniti pronto a partire.
Vai piano.
Vita mia, afferra questa!
Devi armare il cane, puntare bene e premere il grilletto.
- Quale cane? - Vita mia, questo cane!
- Dove vai, mi lasci sola? - Può mai essere, Filu'?
È una strategia che ho imparato in guerra, si chiama diversivo!
- Ovvero, scappi? - Filomena così mi offendi!
Mi infilo lì, sbuco fuori all'improvviso,
li prendo alla sprovvista e tutto questo per te
- che sei la mia vita! - No!
Prendi il cavallo. Che fai ancora ferma?
Forza, sali lì sopra.
(TINTINNIO DEGLI SPERONI)
Argento! Però...
(COMANDI AI CAVALLI)
(NITRITI)
(Respira affannosamente) Il cane, qual è il cane?
No, ti prego.
Guarda qui, questo vale un sacco.
Ciccilla: L'anello l'abbiamo preso.
Ora mancano solo i pendenti.
(COLONNA SONORA: MUSICA INCALZANTE)
Brava, sapevo che ce l'avresti fatta!
(URLA)
(GUAITI)
È una donna nobile, è importante!
- È nobile! - Come? Donna importante?
Di chi sei figlia, bella?
Sono la figlia di Don Masino Branciforte.
Mio padre è proprietario terriero, possiede enormi ricchezze!
Quel bastardo che fa lavorare i contadini morti di fame.
Sai che fine facciamo fare ai nobili come te?
Questa. Pare fosse il tuo maritino!
Ora tocca a te, pancina!
- La piccola ha ragione. - Riguardo a cosa?
Voglio dire che...
se la scanniamo ora, il bottino questo è e questo rimane.
Se la teniamo viva, quanto vale?
Vale altre borse di ducati.
Di più.
- Se ho capito, un sacco di monete d'oro. - Brava!
Se lei vale tanto, figurati quello che sta qui dentro!
Se premettete, Don Masino ha molto oro,
ma solo per poco.
Pare si sia affiliato al Nuovo Regno.
Quindi deve dare tutto il suo oro ai piemontesi
scambiandolo per cartamoneta.
La lira italiana.
- Come fai a sapere tutto questo? - Sono il sarto dei Signori.
Quando sono soli con me, parlano tanto.
Se permettete, io potrei esservi utile.
E bravo il sarto!
(FILOMENA PIANGE)
(TUONI)
(URLA INDISTINTE)
- Sergente, il Colonnello lo trovo dentro? - Sì, è dentro!
(VERSI DI SPAVENTO)
Ferma, ferma!
Tocca il corno, tocca la mela, tocca me.
(URLA DI DOLORE)
Tocca il corno, tocca la mela, tocca me.
Non guardatemi, non guardatemi.
Tocca il corno, tocca la mela, tocca me.
(Urla) Tocca il corno, tocca la mela, tocca me, ho detto!
Avanti!
Tocca il corno, tocca la mela, tocca me.
Tocca il corno, tocca la mela, tocca me.
Aspettate qui.
(URLA DI DOLORE)
Tocca il corno, tocca la mela, tocca me.
Il corno, la mela, me.
Ferma...
Maggiore!
Bene, bene, bene...
Bene, bene, bene!
Rivestitevi, forza!
Bene... Dunque...
(PIANTO E URLO)
Bene, bene, bene...
Vedo che siete sempre più rapido!
Su questi due pendevano le taglie da sole due settimane.
È la lama. Più si affina e più squarta.
(In francese) Molto bene, amici, ecco i soldi.
(In francese) Uno, due, tre...
Uno, due, tre...
(In francese) Ecco fatto!
Bene...
Con questi riscatto Cagnazzo dalla taglia che gli metteste in testa.
Voi vi tenete il denaro e io mi tengo lui libero e siamo pace.
La taglia di Cagnazzo è più alta.
Ma lui ha tagliato la testa al brigante.
- Io dico che basta! - Lo dico io quando basta.
Farete un'altra cosa importante per me.
Quella banda di bagasce, le drude.
Colonnello: Si nascondono qui intorno, ma non sappiamo ancora dove.
Portatemele
e considererò Cagnazzo libero.
No.
Cagnazzo è già libero.
Ma...
Voglio la testa di quelle donne prima che questa qua se la mangino i vermi!
A quanto?
Cinquecento per le tre drude
e altre trecento
se mi portate la testa della bastarda che taglia.
Gamba.
(COMANDI)
Attenzione!
(LAMENTI)
Che rottura!
Che devi fare? Siediti lì e stai zitta!
Questo è "il Macellaio".
Sta con quelli del nord per cercare noi briganti.
Quando li prende li squarta e gli fa una fotografia.
Così chi le vede capisce che lui non ha pietà.
Perciò tutti lo temono!
- Che hai fatto? - Non puoi farmi questo!
La rivoltella
viene dagli stranieri.
Sei colpi a ripetizione. Ferma, precisa.
È un pezzo raro.
Peccato che ci sia un solo proiettile!
(Sarcastica) Tuo marito ti voleva molto bene.
Devi sapere che Lucia è un'esperta.
Il suo fucile è inglese.
Lucia, raccontale del fucile.
- Cosa dovrei dire? - Dai...
Dai!
L'ho tubato a un inglese,
ma non uno qualunque.
Era mio marito.
Lucia: Era capitano della marina inglese ed era molto ricco.
L'ho sposato controvoglia perché costretta dalla mia famiglia.
- (In inglese) Niente male. - Adesso provi questo
Questo sì!
Anche se io, in realtà, amavo un altro uomo,
Domenico.
Ci frequentammo per più di un anno e nessuno sapeva di noi.
Nessuno.
Ma io e Domenico non eravamo destinati.
Così fui costretta a ubbidire, e ad abbassare la testa.
A recitare la parte della donna infedele e perdonata
e sposata con l'uomo che l'aveva sfigurata!
Il bastardo non me l'aveva mai fatto toccare.
Ma io sapevo tutto lo stesso.
(VOCI INDISTINTE)
Posso provarci anch'io?
Sei sicura?
Ti aiuto io!
Faccio da sola.
Come desideri, mia cara!
Stai attenta al rinculo del fucile, non vorrei finisse nello stagno.
(In inglese) Speriamo che la sua mira sia meglio della sua cucina.
Non potrebbe essere peggio!
Capitano: Non credo sia in grado di colpire l'albero!
Tutto bene, signora?
Il fucile è un po' pesante,
ma almeno non mi devo ricordare di chiudere un occhio per prendere la mira.
(URLA DI TERRORE)
Lucia: lo osservavo quel verme.
Ogni volta che lo puliva e lo caricava, lo puliva e lo caricava.
Da quel momento sarei stata ricercata, lo sapevo.
Ma tenere in mano il ferro mi faceva stare bene.
Ma poi com'è finita?
Sono fuggita nei boschi
e lì ho trovato le mie compagne che stavano messe peggio di me!
Molto peggio.
(FILOMENA SI LAMENTA)
(URLA)
Però, che bei dentini che hai.
Sai quanti soldi potrei farci con questi dentini?
Zitta, devi stare zitta.
Continua a mugugnare, tesoro, e te li stacco uno per volta.
- Zitta, ho detto! - Lasciala stare.
Ci serve intera, altrimenti non se la prende nessuno!
Perché, vorresti farla risposare?
Facciamo un gioco!
Tutti insieme...
- Quale sarebbe questo gioco? - Il gioco è questo:
Ognuna di noi,
deve dare la propria arma a questa nuova banda,
per proteggerla e rimanere unite.
Sempre!
Che ve ne pare?
A me sembra una minchiata.
E invece è bello, forza, partecipa!
Minchia, che pesantezza!
Beh, ho capito!
Mio marito spara meno di quello di Lucia.
Vedi? Meglio di niente!
Attenta a come parli?
Questo ferro mi ha liberata!
Non colpisce un bastardo a 300 piedi,
ma ti giuro che se finisce in mezzo alle gambe di un uomo
poi, puoi smettere di considerarsi tale.
Ne ha scannati più di dieci in questo modo.
- Vero, Cicannina? - Sì.
Cinque Borbone, due soldati piemontesi...
E un garibaldino.
Sai perché Maria mi chiama Cicannina?
Perché nei campi dove stavo io
all'ora in cui cantano le cicale,
ogni giorno,
ero costretta a scopare col campiere.
Così...
a seconda delle sue voglie, lui passava,
mi afferrava e mi portava nella rimessa.
Cammina.
Entra.
Ciccilla: Mio padre gli ha permesso per anni di fare ciò che voleva
pur di mangiare e non avere altri problemi.
(GEMITI)
Ma un giorno andò diversamente e fu lui ad avere un problema.
(TAGLIO E URLO)
Il porco.
Da allora, le cicale mi straniscono sempre un po'.
Come quella volta del garibaldino.
Mi ero persa per i campi
e a un certo punto vidi in lontananza una camicia rossa.
Mi nascosi tra le rocce, ma lui mi vide e s'avvicinò.
Parlava strano, non lo capivo.
Il succo era che io gli piacevo
e che voleva scappare con me.
Così ha iniziato a parlarmi dell'Unità.
- L'Unità? Sì.
Quale Unità?
Chi lo sa, forse quella tra me e lui,
perché all'improvviso mi buttò a terra e provò a prendermi da dietro.
Ma da dietro...
- Dietro? - Dietro!
Come fanno i pastori con le pecore.
Il bastardo voleva approfittarsene.
Diceva che quest'Unità è una cosa molto bella
che accade quando uno del nord conosce uno del sud.
Tipo come stavamo facendo noi.
Già...
Lui dietro
e io davanti a farmi sfondare per l'Unità.
E poi?
Niente.
Stava esagerando con quest'Unità.
Quindi, glielo tagliai
e decisi di tenermi il suo attrezzo!
Ma quindi quelli che hai lì sono tutti...
Tu che ne dici, tesoro?
E tu, Maria?
Io...
Io per noi ci metto questa.
Era del mio uomo, il brigante Ninco Nanco.
Chi è Ninco Nanco?
Ninco Nanco parlava poco,
ma se ti guardava
ti sentivi scavare dentro.
Un giorno venne nel mio villaggio coi suoi compagni
per arringare i contadini.
Io lo vedevo che si muoveva dentro al sole infuocato, così.
Poi mi guardò e io mi sentii morire dentro.
Non sapevo cosa stessi facendo
e lo seguii.
Così...
E diventai la donna di Ninco Nanco.
È morto?
È sparito nel nulla.
Nessuno sa dove sia.
Lo hanno tradito i suoi compagni.
Maria, è ancora in mezzo ai boschi a tagliare le teste ai piemontesi.
La vedi questa lama?
Viene dall'oriente.
Ha fatto scorrere molto sangue
e tanto ancora ne vedrà.
- Sì, sangue di innocenti! - Stai zitto, non parlare e dormi.
Innocenti lo dici tu.
Io li chiamo dico ladri
che permettono ad altri ladri di rubare questa terra che noi lavoriamo,
la terra nostra!
Tu sei sarto e fai vestiti, giusto?
E di chi cazzo è il vestito?
È tuo che lo hai fatto o è di chi lo porta?
È tuo finché quello non ti paga, giusto?
A noi non ci paga nessuno.
(Adirata) Loro si rubano la terra nostra e noi ce la riprendiamo.
Io...
Non ho un'arma.
Prendi questa!
Tieni, prendila.
Adesso anche tu hai qualcosa da raccontare.
Ma che stai facendo?
Errè, io ti conosco, il tuo cuore è diverso.
Quelle uccidono le persone!
Tu conosci Errè?
Solo perché mi hai trovata?
Ora non è più così.
Ora sono una brigantessa nota e sono pericolosa, capisci?
(FILOMENA PIANGE)
Non ho mai visto donne incinte che dimenticano come si cammina.
Forza!
Devi mettere un piede davanti all'altro. Cammina!
Cammina!
Ti ho detto che senza cavallo non mi muovo.
Portati il cavallo. Se poi te lo ammazzano, non voglio sentirti.
Ciccilla, non si discute.
I cavalli restano qui al sicuro.
Portiamoci quello del sarto che è mezzo zoppo.
Se lo ammazzano non fa nulla.
Sarto, prendi carta e penna!
Cosa scrivo?
- Perché, tu sai scrivere? - Sì!
Sì, so scrivere.
E allora scrivi: Caro Don Masino...
Come "Caro"?
Gli vogliamo dire "affezionato"?
"Adorato" mi piace di più, chi dici?
Dimmelo tu come si scrive!
Don Masino Branciforte.
Sì, ma sbrigati che si sta facendo notte. Quello ha anche il nome lungo.
Va bene, ho capito! Scrivila tu.
Meglio, così tuo padre è sicuro che sei tu, ma devi sbrigarti.
Io non ce la faccio più in quella grotta.
Lasciatemi andare a casa, vi prego!
(Lucia legge) Padre adorato, è la vostra Filomena che vi scrive.
Sono caduta vittima
di pericolose brigante
che mi tengono prigioniera e mi torturano.
Se vorrete riabbracciarmi
chiedono alla vostra pietà...
Trecento ducati? Trentamila ducati!
- Trentamila non li ha! Li ha.
E se poi è vero che non li ha?
- Senti allora scrivi... - Facciamo mille e non se ne parla più.
Se tu e la pancia valete solo mille ducati,
io ti sfondo il cervello e ti lascio qui, furbacchiona.
Scrivi tremila.
Che state dicendo? Tutto 'sto casino per tremila ducati?
Fai cinquemila. Non uno meno.
- Quali cinquemila? Scrivi diecimila! - Cinquemila.
- Ho detto tremila. - Io ho detto diecimila.
(VOCI CHE SI ACCAVALLANO)
(URLO DI DOLORE)
Sei pazza, che hai fatto?
Dicevi che il padre deve sapere che è lei a scrivere.
Ora lo sa.
Torniamo.
Guarda cosa c'è qui!
Roba femminile,
ma non c'è il corpo.
Donna nobile.
L'hanno presa!
- Saranno state le drude? - Sì.
Ora hanno anche un ostaggio.
Sai una cosa, Cagnazzo?
Ci hanno fatto un favore.
Sì...
Se hanno preso la ragazza, di sicuro non l'hanno ancora uccisa.
Dunque, se la troviamo, troviamo anche un pozzo d'oro.
E ora sappiamo anche dove cercare.
Se vorrete riabbracciarmi, padre mio,
esse chiedono alla vostra pietà la somma di...
(VERSO)
Quel grandissimo fetente, di Giustino Fortunato.
Fetente!
Maledetti siano lui e la patta dei suoi pantaloni!
Maledette!
Ci mancavano solo i briganti e i rapimenti!
Don Masino: Questo è troppo!
È peggio della madre.
Ma come si fa?
Quella incapace...
Non ci posso pensare!
Quella è proprio una cretina ed è un'incapace!
(BUSSANO)
Avanti!
Vossignoria, arrivarono i notabili con i ducati!
Ah, molto bene, arrivo!
Dimmi un po': tu hai visto la mia piccola?
E com'è, molto...
Quanto di preciso?
Ormai allora si tratta di pochi giorni, non c'è niente da fare!
Questo lo puoi consegnare a quelle briganti
come ricompensa, purché si tengano Filomena fino al parto?
E poi, dopo, magari, discuteremo del riscatto.
Siamo d'accordo? Guarda.
Ossequi, Don Masino! Avete ben riposato?
Grazie, figliolo. Ben riposato, grazie!
E sono finalmente contento che sia arrivato questo giorno!
Ho visto che avete già disposto il vostro oro
e mi sono permesso di dare ordine ai miei servitori
perché affiancassero il mio al vostro, in modo che paiano una sol cosa!
Assolutamente...
Dobbiamo aspettare che arrivino i militari così concluderemo il nostro affare!
Non vedo l'ora, papà!
Che fina ha fatto il sarto?
Stanno arrivando quelli del nord.
- Cos'ha? - È molto grossa.
Potrebbero essere i dolori del parto!
Ci mancava solo questa!
Ascolta, tesoro,
azzardati a urlare o a partorire adesso e ti scanno!
Scaricate!
Ah, la vostra figliola! Che piacere poterla rimirare!
Pensate, Don Masino,
che non la vedo da così sì tanto tempo che talvolta fatico a ricordarne il volto!
Tutta sua madre, pace all'anima sua...
Ma che notizie giungono dal convento?
- Come sta? - Bene.
Mangia e prende peso! E questo è sempre un sintomo di ottima salute!
Bene.
Del resto deve rinforzare il grembo che accoglierà i vostri nipoti!
Bravo...
Ma quando pensate che si potrà compiere questa nostra unione?
- Presto, presto! - Presto, presto!
Presto, quando?
Perché "presto" è ciò che mi avete già detto due mesi orsono.
Ma non dovete avere fretta, figliolo!
Un periodo di pace con le consorelle
era necessario per Filomena,
perché arrivasse pura nello spirito oltre che nel corpo al vostro talamo!
Del resto, lei smania tanto quanto voi...
Anima santa, mia adorata!
Quello che noi possiamo fare per lei è chiudere le nostre faccende!
Apprestatevi a firmare, su!
Certo, Don Masino,
quando volete voi, la fretta la conoscete però, è vero?
Sarete molto più ricco ora!
Io lo faccio per i vostri figli e i miei nipoti!
Un ducato? Che vuol dire?
Che volete da me? Non vuole più la figlia!
Finché non partorisce, non la rivuole!
Come non la vuole più? Dopo tutta questa fatica?
Ve lo dico io: sono scappata!
Il barone Giustino Fortunato era mio cugino.
Io e lui ci amavamo segretamente, mentre io ero promessa sposa a un altro uomo.
Dovevamo fuggire,
ma mio padre ci scoprì prima del tempo e decise di mandarmi in convento!
È meglio che me ne vada
altrimenti le taglio la lingua e la uso come pane.
E, quando eravamo in fuga, voi lo avete ucciso!
Siete delle bestie!
Panciuta bastarda, lo dici solo ora?
- Lucia, calmiamoci, fammi ragionare! - Che vuoi ragionare?
Magari domani partorirà e si risolve tutto!
E se passa una settimana? Li hai visti?
Prenderanno l'oro e lasceranno la carta.
Cosa dovremmo farci con la carta? Non sapete nemmeno scrivere.
Tu sapresti scrivere? Lo abbiamo visto.
Anche la carta ha un valore!
Per me la carta non ha valore.
La bruci e si fa cenere, la bagni e diventa poltiglia!
L'oro, che sia nell'acqua o nel fuoco, rimane sempre oro.
Da una parte c'è il padrone coi soldi buoni
e dall'altra le guardie con quelli fasulli!
E allora sai che facciamo?
Ora andiamo e ce li prendiamo entrambi!
Quelli fasulli e anche quelli buoni!
Bene.
Signori,
in nome di sua Maestà Vittorio Emanuele II,
vi consegno la bolla dei ventisette milioni di lire
divisi in sei tagli diversi di banconote del nuovo Regno.
- Ventisette milioni... - Esattamente!
Colonnello, si era parlato di un'equivalenza di trenta milioni!
Don Masino, è semplice.
È già stato tutto concordato con il vostro notaio.
Mi avevate detto trenta milioni!
No, signore, ho detto "quasi trenta".
Bisogna togliere le spese di cambio e la nuova tassazione sulla proprietà.
Esatto.
Ma è un cambio indecoroso!
Cinquecentomila ducati è una montagna d'oro!
Lo sa, colonnello?
Sarà pure, ma che cosa ve ne farete di una montagna d'oro
quando, per Editto Regio,
le vostre terre saranno libere e chiunque potrà comperarle?
Chiunque in possesso di denaro corrente e contante.
Voi!
(COMANDI AL CAVALLO)
Colonnello: Bene.
Avanti!
Don Masino, è arrivata vostra figlia!
(GUAITI)
Che minchia ci fa qua la sciagurata?
Madre santa!
Padre!
Ha mangiato sì!
Piccola, che ci fai qui?
A che devo questa vita anzitempo?
Buongiorno, signori!
Non muovetevi o scanno la ragazza!
Fermi! Non sparate a mia figlia!
Vostra figlia e non solo! Che cos'è questa storia, Don Masino?
Filomena: No! - Cammina.
Era questo che intendevate per "prendere peso"?
Esigo delle spiegazioni!
Aiuto!
Chi è sto spilungone?
Sarà lo sposo, il cornuto!
Se voi non mi spiegate subito, Don Masino,
vado immediatamente a strappare tutte le carte firmate, capito?
Vuoi stare zitto, cretino?
Padre, perdonatemi!
Spara, spara!
Minchia, picciotti andiamo!
Ruggero, Antonio!
(In siciliano) Dove andate?
No!
Eccoli, sono questi!
Maria!
Perdonatemi padre!
(SPARI)
È tutta colpa tua, stupida puttana!
Conserva il proiettile!
(LAMENTI)
Maria, sono questi quelli giusti!
Forza!
Maria!
Vieni qui.
Ti porto via!
(URLA)
Maria, dobbiamo scappare!
Maria!
Fallo per me, prendila.
Vattene.
Vattene...
Devi sapere sempre chi sei.
A chi appartieni.
Moriamo forti!
Maria.
Cicannina, scappiamo, forza!
Scappiamo!
Errè...
(CAVALLI AL TROTTO)
Murat: Forza picciotti!
Rosario, cerca le altre da quella parte.
Guarda cosa c'è qui Vai di là," fotofrago"!
A questa dobbiamo tagliarle solo la testa.
Guarda che bella brigantessa.
Cagnazzo, guarda che bel coniglio!
Acchiappiamolo, vieni Cagnazzo!
Non ti conviene uccidermi! Dirò al macellaio che ti ho trovata già morta!
Fidati, lo conosco, quello è un pazzo.
Se s'impunta, ti cercherà finché non ti troverà!
Per te è sprecato.
(URLO)
(GUAITI)
(URLO)
Diglielo dov'è andata questa brigantessa, altrimenti ti fa male!
Vedi?
Fai stare zitta quella cagna!
- No, ti prego, il cane no! - Zitto.
Falla stare zitta!
Allontana questa cagna!
Falla allontanare!
Levamela di dosso.
Falla allontanare, levamela di dosso.
Maggiore!
Dopo tutto questo tempo,
non avete ancora imparato a tenere a bada i vostri avanzi di galera?
Colonnello: Caricate le casse sul carro!
Questo posto inizia a puzzare, voglio andarmene.
Avanti!
Avanti!
Bene, bene, bene!
(VERSO DI DOLORE)
Dov'è la bastarda?
Dov'è?
Bene, bene, bene...
Bastarda.
Murat: Che bella festa.
(Murat sente un sibilo)
Tutto a posto?
Tutto a posto!
Bene, venite su!
Accomodatevi.
Siamo fra gentiluomini, ormai.
(In francese) Sedetevi, signore!
Bene, bene, bene.
Mi spiace per il vostro amico, ma per i miei gusti abbaiava un po' troppo!
(In francese) Uno, due... Ecco fatto!
Bene! Brindiamo.
A Don Masino,
che ha speso una montagna di soldi per comprare delle terre già sue.
Sapete perché preferisco trattare con voi,
piuttosto che questi signorotti imbecilli?
(VERSO DI NEGAZIONE)
Perché voi siete furbo.
Eseguite i miei ordini
e non avete perso neanche una moneta d'oro.
Anzi, ne avete guadagnate!
Noi...
Noi siamo amici,
Murat.
Eh, già.
Avrete un cognome importante,
ma restate comunque un bifolco ex borbonico.
Avete ragione, Colonnello,
io sono un bifolco ex borbonico.
Ma da figlio di puttana, quale sono,
riconosco subito i figli di puttana come me,
anche se sono truccati, mascherati,
con belle divise,
con sciabole,
pennacchi, cavalli bianchi...
Sì.
Anche se sono...
che so io...
storpi, mezzo castrati,
ladri.
- Mi spiego, colonnello? - Non osate sfidarmi, non mi sfidate!
Altrimenti? Che minchia fate?
Vi faccio cambiare bandiera un'altra volta!
Io non ho bandiera!
Vi facevo più furbo!
Non ho padroni, io!
Questo è in nome del mio amico!
Macellaio,
ne facciamo una col colonnello?
No,
fagliela da solo la "fotofraghia" a Sua Maestà!
Come?
Vai, che ti sta aspettando!
Vado?
Permesso...
(VERSO DERISORIO)
(TONFO)
Reginella!
Reginella, guarda cosa ho per te.
È proprio mio!
È tuo e di nessun'altra!
(GEMITI DI PIACERE)
Che stai facendo, sciagurato? Lasciami.
- Non puoi farmi questo! - Lasciami.
Lasciala stare, Murat!
Demente!
Ho combattuto per te, per il tuo amore!
Ma quale amore? Lasciami. Tra di noi è finita, capito?
(Urla) Vattene!
Soldato: Hai bevuto molto stasera.
Sciagurata! Prima o poi tornerò.
Ti strapperò e mangerò il cuore.
Lo mangerò a morsi!
Murat: Maledetta.
Lo mangerò a morsi!
Puttana!
Turi, chiudi la porta! Vai a letto, forza!
Sono andati via?
Vieni qui.
Forza, dai, vieni qui!
Sbrigati, vieni!
Per oggi basta così, vieni qui.
Avanti.
Avanti Savoia.
- No. - (Urla) Avanti!
Colonnello: Avanti!
Avanti, Savoia!
Sparate!
Avanti!
Avanti!
No!
No!
Questa non vi serve più!
Andiamo, non ci sono briganti qua!
(LAMENTO)
Figlio d'un cane!
Ti sei preso il mio figlio innocente
e pensavi che avresti preso anche il mio cuore.
Vero?
Ora sono io che mi prendo il tuo cuore.
(URLA)
(COLONNA SONORA: MUSICA ELETTRONICA)
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