All language subtitles for IlCommissarioRicciardi-S2E4

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Original subtitles

(in napoletano) # E torna, rondinella.

# Torna a questo nido, ora che è primavera.

# Io lascio la porta aperta, quando è sera

# sperando di trovarti

# vicino a me. #

[FISCHIETTA]

# Torna, gli amici miei sanno che torni.

# Tutti si sono informati

# e a tutti dico: "In questi giorni."

# Uno soltanto era il migliore amico.

# Non l'ho visto e non è più venuto.

# Fosse partito ? #

(insieme) Oh !

Ah !

Ah ! [APPLAUSI]

Fedora !

(insieme) Oh !

[VOCIARE INDISTINTO]

Fedora.

Fedora ! Aiuto !

Enrica.

Perdonatemi per il modo... ma io non ce la facevo più ad attendere.

Venite con me, vi prego.

Io ho bisogno di capire adesso.

L'altra sera avete rifiutato il vostro pretendente, è così ?

Perché ?

Lo sapete perché. Lo sai perché.

- Tu veramente sei venuto a Ischia ? - Sì.

- Perché non me lo hai detto ? - Sono arrivato troppo tardi.

Eravate già sulla spiaggia e...

E ho pensato che fosse meglio così

che lui fosse la scelta giusta per te.

- Come poteva esserlo ? - Con lui sarebbe facile essere felice.

[VOCE IN TEDESCO DALLA RADIO]

Che cos'è per te la felicità ?

La nostra finestra.

Non avrei mai dovuto concedermelo

perché io non posso renderti felice come meriti.

Io lo so che per il tuo lavoro tu conosci il dolore.

Non per questo devi soffrire.

Tu meriti di scegliere quello che ti rende felice, che desideri.

Aspetta...

- Commissario. - Eh. - Che ci fate qua fuori turno a quest'ora ?

- E' successo qualcosa ? - No, a casa non riuscivo a stare.

- E' la prima volta che faccio un turno doppio ? - No.

Non vi ho mai visto correre così.

Sono contento, perché uscivo per una chiamata.

Almeno non ci devo andare con De Blasio.

- Che è successo ? - Un omicidio al teatro Splendor.

- Chi c'è di turno ? - Camarda e Cesarano, aspettano giù.

Eccovi, finalmente ! Una tragedia !

- Durante lo spettacolo centrale ! - Che è questa confidenza ?

- Chi siete ? - Pasquale Renzullo, proprietario del teatro.

Brigadiere Maione, commissario Ricciardi.

- Calmatevi e dite chi è la vittima e dove sta. - Come "chi è" ?

- Fedora Marra ! - Eh. - Le ha sparato Gelmi in scena !

Mettete a posto le mani.

Sono due attori famosi pure di cinematografo, marito e moglie.

- Non li conosce ? - No. Calmatevi. - Non è facile.

- Provateci. - Non è facile ! - Raccontate "per filo e per segno".

A volte penso che mi piacerebbe rimanere a dormire con te.

Ma verrebbe qualcuno a rompere le scatole per qualche emergenza.

Lascio sempre detto dove sto.

[BUSSANO ALLA PORTA] > Dottore, la cercano !

Lo vedi ? Mai chiamarsi le cose.

Questa è una rivista, commissario.

Naturalmente c'è un filo conduttore, ma tanti numeri diversi.

Lo spettacolo si ripete tre volte al giorno

ma con loro avevo sempre il teatro pieno.

Va bene, vediamo se ho capito.

- Questo... Come si chiama il primo attore ? - Gelmi. - Gelmi. - Eh.

Ha sparato alla moglie sul palco davanti a tutti.

- In teoria, faceva parte dello spettacolo. - Aspettate.

In che senso ?

Nel senso che stavano interpretando la canzone sceneggiata "Rondinella".

Gelmi faceva la parte del marito geloso

che spara prima all'amante e poi alla moglie.

A salve, naturalmente.

Oggi durante lo spettacolo centrale

il secondo colpo era un proiettile vero.

Fedora è morta in scena davanti a tutti.

- E lì è rimasta, voglio sperare. - E chi la toccava ?

(Amore...)

(della mia vita.)

Amore della mia vita.

(Amore della mia vita.)

Amore della mia vita.

Una gran donna, bella e brava.

Questa era una vera attrice, eh, peccato.

Come sempre in casi del genere, a prescindere dalla vittima.

Buon lavoro.

- Sai già dire qualche cosa ? - Sì.

Mi avete rovinato la serata come al solito.

La dinamica è chiara, no ?

Stando al punto di arrivo della pallottola e alla traiettoria

non può avere sparato che Gelmi. - Resta da capire perché.

- Devo parlare con questo Gelmi. - E' chiuso nel suo camerino.

Dietro le quinte ci sono attori e tecnici per voi.

- Andiamo da loro. Noi ci aggiorniamo per il referto. - Sì.

- Prego, Renzullo, fate strada. - Come no ?

Erano tutti qua, quando è successo il fatto.

Qua ci sono i due musicisti

che accompagnavano Gelmi durante la canzone sceneggiata.

Poi là invece c'è l'attore che faceva la parte dell'amante.

Poverino, il ragazzo si è preso uno spavento incredibile.

- Si è emozionato. - Sì. - Dài.

Buonasera, commissario, Pio Romano, per servirvi.

O se non vi servo più, potrei andare, per favore ?

Io mi sento un po' in imbarazzo.

E' che mi sono spaventato molto.

Se Gelmi sbagliava mira, io a quest'ora ero... un uomo morto.

Sì. Se avete riferito le vostre generalità al brigadiere

potete andare a cambiarvi.

Restate a disposizione e non lasciate la città.

Che lasciano ? Dobbiamo portare avanti lo spettacolo lo stesso.

Il fine settimana dell'Immacolata abbiamo il pienone.

Già è difficile andare avanti con la tournée, senza Fedora e Gelmi.

Figuriamoci se ci possiamo permettere di rimborsare i biglietti

che già abbiamo venduto a Napoli.

- Hai capito ? - Quando c'è sentimento... - Dov'è Gelmi ?

E' qua, commissario.

Eccomi, commissario.

Sono Michelangelo Gelmi.

Ho ucciso mia moglie.

Ma non sono stato io.

- No, voi le avete sparato. - Come succede a ogni spettacolo.

Come sempre... ho caricato io l'arma.

Ma a salve, però. Non capisco come sia stato possibile.

- Voi ammettete di avere caricato l'arma e di avere sparato ? - Sì.

Ma non l'avrei mai uccisa.

Era l'amore della mia vita.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno, papà ! - Buongiorno.

- Sbrigatevi, è tardi, a scuola. - Non voglio andare a scuola !

- No, ci devi andare ! Lavati i denti e preparati. - Ciao.

Lucia, comunque i soldi non mi sono più mancati, eh.

Forse mi sono sbagliato.

- Ho sbagliato a dubitare dei figli miei. - Eh.

Già vai al lavoro ? Ieri notte hai fatto tardissimo.

- C'è stato un omicidio. Non ci sono orari che tengano. - Eh !

- La dura vita del poliziotto, eh ? - Che vuoi dire ? - Niente.

Che voglio... Ti sta venendo "la coda di paglia" ?

Non ce la faccio più a difendere il mio lavoro con te

e a dire a Giovanni che è sbaglio. - Che c'entra Giovanni ? - C'entra.

Se vuole fare il poliziotto, come faccio io a dirgli che è sbagliato ?

E' un lavoro di sacrificio che può essere pericoloso

ma è un lavoro molto importante.

Poi se insiste così tanto, forse è perché ha la vocazione.

- A me pare che ultimamente non abbia più la vocazione. - Gesù !

- A quel ragazzo hai fatto "una testa così". - Io ?

L'ho fatto perché si vede che tu non ci credi, quando gli dici di no.

- Sembra che lo fai solo per me. - Brava, lo faccio solo per te.

- Buongiorno. - Buongiorno, Nelide.

Hai visto che bel sole ?

- A più tardi. - A più tardi.

(Ora ci credi ?)

"La donna bella fa l'uomo contento".

(La signorina Enrica lo fa felice.)

Lo dobbiamo aiutare, sennò per altri dieci anni la guarda dalla finestra.

(in cilentano) Come faccio ? Il signorino non dice una parola.

Mica lo posso obbligare.

Tu non lo devi obbligare, devi solo trovare il momento giusto.

Bisogna vedere come soffia il vento.

Hai il coraggio di sorridere, dopo ciò che hai fatto ?

Mamma...

Guardate, pure a me è dispiaciuto assai per Manfred.

Io che vi devo dire ? E' stato più forte di me.

Enrica !

Gesù, pensa che sia un gioco !

Il maggiore è molto controllato. Non si lascia andare a confidenze.

So solo che con la ragazza è successo qualcosa che lo ha scosso.

Qualcosa che ha compromesso la loro relazione ?

Se il tedesco tornasse in Germania, per noi sarebbe un gran danno.

Ci serve qualcuno che lo leghi a sé invogliandolo a restare a Napoli.

Non mi starete chiedendo di essere quel qualcuno.

Non vi chiederò mai una cosa del genere.

Vi sto solo pregando di usare la vostra influenza

per tenere il maggiore vicino alla signorina Colombo.

Sto proprio invecchiando.

Non si richiede più il mio fascino

ma la mia autorevolezza di donna navigata.

Il vostro fascino, signora...

non ha mai brillato tanto.

Non mi aspettavo di vederti. Mi sarei data una sistemata.

Tu non ne hai bisogno.

Però hai ragione, avrei fatto meglio ad avvisarti.

Avevo una grande urgenza di parlarti, Bianca.

Tu mi hai salvato la vita.

- Io questo non lo dimenticherò. - Ha l'aria di essere un congedo.

Credo che il tempo speso insieme sia bastato

a fare cadere i sospetti verso di me

e che quindi la nostra recita possa essere interrotta.

Mi fa piacere.

Senza di me, per te sarà facile rifarti una vita.

Farti la vita che meriti.

Grazie.

Per tutto.

[VOCIARE INDISTINTO]

(Io ti amo, ma è troppo tardi.)

Io ti amo, ma è troppo tardi.

(Io ti amo...)

Bruno.

Ricciardi caro, spero che tu sia venuto per la colazione.

- Non penserai che il tuo esame sia pronto. - Quello non c'entra.

Sono io che ho bisogno di te.

Devo sapere se esiste un sistema assolutamente sicuro...

per non avere figli.

- "Per non avere figli" ? - Hai capito bene.

Esiste, si chiama "astinenza".

Io che ti dico ? Il maestro sei tu.

- Ti prego. - Fammi capire, riguarda l'indagine o riguarda te ?

Se riguarda te, sistemi ce ne sono, ma mi auguro che tu li conosca.

- Mi sono innamorato. - Ah.

Amo una donna meravigliosa.

Non posso chiederle di sposarmi

se prima non ho la certezza di non avere figli.

Il commissario Ricciardi si è innamorato

e di una donna meravigliosa ?

Questo già è un miracolo ! Ti preoccupano i figli, perché ?

Sei giovane, sei in salute, guadagni bene.

- Qual è il problema ? - Io convivo con un grande dolore. Grande, Bruno.

Non penso che sia giusto

che un dolore così grande piombi addosso a dei bambini innocenti.

Stammi a sentire. Stamattina ho stretto tra le braccia

l'ennesimo cadavere di un bambino morto di difterite.

La mamma me l'ha lasciato qua perché a casa ne ha altri otto.

Ricciardi, altro otto.

- Il dolore non è mai giusto, se si tratta di bambini. - Lo so.

Senti, non sei l'unico a convivere con il dolore.

La cosa importante è combatterlo. Non ti rifugiare dietro il lavoro.

Quello che hai tu sai come si chiama ? "Paura di vivere".

Lo sai come si combatte ? E' facile, basta vivere.

- Adesso però, senza rimandare. - Vorrei che fosse così semplice.

Ci penserò.

- Ti ringrazio e chiedo scusa, se ho disturbato. - Non disturbi mai.

- Dottore ? - Eh. - Di sotto c'è una donna che chiede di voi.

Signora, ha bisogno di aiuto ?

Signora, come si sente ? Signora ?

Lina !

Lina !

- Presto, una barella ! - Eccomi, dottore. - Aiutatemi.

- Commissario. - Ehi. - Mentre vi aspettavo

ho fatto un giro per sentire i commenti.

Stranamente voi non arrivavate.

- E quindi, Raffaele ? - E quindi...

Tutti parlano dell'omicidio di Fedora Marra.

C'è chi dice che Gelmi l'ha fatto per invidia

perché lei era diventata più famosa, chi per gelosia.

Per me, le cose vanno di pari passo.

Quando si sono innamorati, Gelmi era un artista famoso del cinema muto.

Gelmi l'ha fatta diventare un'attrice.

Poi c'è stato l'avvento del cinema sonoro.

Lei è diventata più famosa.

Metteteci pure la differenza di età...

Secondo me, Gelmi temeva di perderla sotto tutti i punti di vista.

Ho capito, Raffaele, però...

Come si fa a uccidere la donna che si ama ?

Veramente, scusate se ve lo dico...

- Lo abbiamo visto succedere tante volte. - Sì, ma così ?

Se Gelmi si fosse sbagliato a caricare la pistola ?

La pistola che uso in scena è la mia personale.

Sono stato capitano dell'Esercito durante la guerra.

Distinguo un proiettile a salve da uno vero.

State dicendo che qualcun altro ha scambiato un proiettile ?

- Questa è un'accusa molto grave. - Lo so.

Non riesco a immaginare la ragione. Non me lo spiego.

I camerini mio e di Fedora sono sempre chiusi a chiave.

Poi Erminia non fa avvicinare mai nessuno.

- Chi è Erminia ? - Erminia Pacelli, la custode dei camerini.

E' tra le maestranze schedate ieri.

E' una mia persona fidatissima, molto precisa.

Se anche si fosse assentata

il tempo sufficiente a entrare nel mio camerino in mia assenza

lo avrebbe detto subito.

Quali erano realmente i rapporti tra voi e vostra moglie ?

Non sono stato io.

- Io la amavo. - Questa non è sempre una prova di innocenza, anzi.

Per esempio, dobbiamo vedere se lei amava voi allo stesso modo.

So quello che volete dire. Le ho sentite le malelingue.

Ma vi sbagliate.

Tra me e Fedora non c'era gelosia.

Avessi voluto ucciderla, lo avrei fatto così, davanti a tutti ?

Potrebbero dire che lo avete fatto apposta

per fare sembrare la cosa impossibile.

A me non importa di finire i miei giorni in carcere.

Senza Fedora, la mia vita non ha più senso.

A me sembrava sincero.

Per un attore può essere semplice approfittare di un fatto di gelosia

e recitare la parte di uno disperato.

Poi ti chiedi perché detesti le messe in scena dei sentimenti.

Quelli reali, quelli veri, sono più potenti, nel bene e nel male.

Commissario, scusate, ma...

- Scusate, ma io ve lo devo proprio dire. - Eh.

Voi mi sembrate un'altra persona.

Come ve lo spiego...

Per esempio, questa cosa dei sentimenti.

Quando mai avete parlato di quanto sono forti i sentimenti ?

Nel bene, poi ?

C'entra la corsa che avete fatto l'altra sera ?

Quale corsa ? Che c'entra, che dici ?

Dico, commissario... che secondo me a voi è capitato qualcosa.

Nel bene, eh.

(in napoletano) # Se dormi o se non dormi, bella mia. #

Ecco a voi.

# Ascolta per un momento... #

Del baccalà.

- Anche a me piace il baccalà, sapete, signorina ? - Nelide.

Buongiorno. Vi volevo ringraziare per il vostro consiglio.

Avevate ragione, non dovevo arrendermi. Grazie assai.

Nelide.

Che bel nome che avete.

Tutti mi chiamano Sarracino, ma il mio nome è Gaetano, Tanino.

Perdonate, se interrompiamo il vostro lavoro

ma dovrei dare un'altra occhiata in palcoscenico.

Certo, non c'è problema.

Solo che non c'è più niente, perché noi abbiamo fatto pulire tutto.

- Ci avete autorizzato voi. - Certo. Se non vi dispiace... - Prego.

(Della mia vita.)

Amore della mia vita.

Non è stato lui.

(Amore della mia vita.)

(Amore della mia vita.)

Tu sei qui, non è stato lui.

Amore della mia vita.

Trovo il responsabile, te lo prometto.

Maione !

- Renzullo, queste le avete messe voi qui ? - No.

Non vi so dire. Se volete, mi informo.

Rispondetemi schiettamente.

- Secondo voi, Gelmi ha ucciso di proposito la moglie ? - No.

Sarebbe un pazzo. A parte che la amava.

Il vero nome in cartellone è quello di Fedora.

- Senza Fedora, Gelmi è finito oramai. - Ascoltate.

Devo parlare con i componenti della compagnia. Quando e dove li trovo ?

Arriveranno nel pomeriggio, prima dello spettacolo.

Ora ci sono solo i musicisti

che devono provare la sceneggiata con il sostituto di Gelmi.

- Se volete, li vado a chiamare. - Grazie, sì.

Commissario. Volete scoprire se le malelingue hanno ragione ?

Se Fedora aveva l'amante ? Perché avete visto le rose, vero ?

Sì e penso che abbiamo messo in galera la persona sbagliata.

Commissario, un uomo geloso può fare cose da pazzi

pure se si rovina la vita.

La prima cosa da fare è escludere il movente della gelosia.

Scusate, io volevo soltanto...

- No, prego. - Grazie.

- Voi avete messo anche le rose ? - No.

Fedora era una donna speciale. Mica solo io la amavo.

Non in quel senso, eh. Io e Fedora eravamo amici.

Che voi sappiate però

c'era invece qualcuno qui che la amava in quel modo ?

Io non lo so... ma penso che ci fosse qualcuno.

Fedora era una donna discreta e amava molto Gelmi.

Anche se ultimamente era più felice.

Commissario, i musicisti sono arrivati.

- Se volete, vi stanno aspettando. - Grazie.

Gelmi ci scritturò una sera che venne a cena con la sorella.

Era nella trattoria dove cantavamo.

Voi nella replica di ieri sera avete notato qualcosa di diverso ?

Non lo so, Gelmi vi è sembrato turbato ? Qualunque cosa.

No, non direi, commissario.

Pensiamo a suonare, ma non mi sembra che ci fosse nulla di strano.

E voi ? Vi siete accorto di qualcosa ?

Di diverso c'è stato il sangue.

- Tutto quel sangue. - Certo.

- Va bene. - Commissario. La signora Erminia, la custode dei camerini.

Sì, sappiamo bene di che si occupa, vi ringrazio.

Se vi venisse in mente qualcosa, fatecelo sapere.

- Potete andare. - Grazie.

Signora.

Che c'è da sapere ? Hanno visto tutti quello che è successo.

- Lo avete visto pure voi ? - No, io no.

(in napoletano) Sono stata seduta tutta la sera davanti ai camerini.

Se lo avessi saputo, glielo avrei impedito.

- Non lo avrei lasciato rovinarsi. - Come potevate capirlo ?

Prima del secondo spettacolo

Gelmi è andato nel camerino della moglie e hanno litigato.

Non capivo, ma sentivo le voci.

Poi dopo un po' è tornato nel suo camerino.

A quel punto era arrabbiato ? Vi ha detto qualcosa ?

Piangeva.

Michelangelo Gelmi piangeva.

E' possibile che qualcuno sia entrato nel camerino di Gelmi

mentre lui era via.

Non è possibile. Chi vuole entrare, passa davanti a me.

- Io non ho visto nessuno. - Magari vi siete alzata, che ne so...

- Per andare in bagno... - No.

Ho il compito di non fare entrare nessuno nei camerini.

Al bagno ci vado, quando se ne sono andati tutti.

Commissario, la signora Erminia è meglio di un cane da guardia.

Quelli sarebbero gli amici tuoi ?

- E' una banda di ladri, non ti vergogni ? - Che dici ?

Dove hai preso questa ? Eh ?

Pensate di potere fare fessa la polizia ? Guardami in faccia !

Con quelli non te la fai più, hai capito ?

Se tuo padre lo sapesse, penserebbe di avere perso un figlio.

Ti ha difeso, quando volevi fare il poliziotto.

Tu sai che vuol dire fare il poliziotto ?

E' una cosa seria ! Uno è poliziotto dentro, Giovanni !

Quali ladri ? Questa me l'ha regalata un amico.

Tu la devi smettere di spiarmi ogni volta.

Commissario, questo sì che è un camerino.

Di quelli che immagini, quando sogni di fare l'attore.

Perché, tu volevi fare teatro ?

Un po' di tempo fa, prima di incontrare Lucia.

Poi ho scelto i sentimenti reali piuttosto che quelli finti.

Come dite voi, sono migliori.

- Hai trovato qualcosa nel camerino di Gelmi ? - No, macché.

Ha fatto il soldato, è tutto preciso.

Sembra una cella monacale, a parte la bottiglia di brandy.

Renzullo mi ha detto che ultimamente "alzava il gomito".

"Anche stanotte indosserò il tuo ricamo prima di addormentarmi."

"Sono tua, tua e felice. A domani."

Ah. Allora l'amante c'è veramente.

- Renzullo. - Ah, commissario ! Siete ancora qua ?

- Avrete il piacere di rivedermi stasera. - Ci sarà lo spettacolo !

Appunto. Dobbiamo parlare con tutta la compagnia.

- Così li vediamo tutti assieme. Buon lavoro. - Pure a voi.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Scusate, ma qual è il piano ?

- Stasera che andiamo a cercare ? - L'amante, Raffaele.

Il biglietto parla chiaro, si vedevano tutti i giorni.

Forse è uno della compagnia.

Pure se sappiamo il nome, che cambia per il movente di Gelmi ?

Si vede che l'ha scoperto e hanno litigato.

Non sappiamo ancora perché discutevano.

Capisco che abbiate dubbi

ma secondo me Gelmi geloso ha sparato alla moglie.

- C'è poco da indagare. - Ci vediamo qui poco prima dello spettacolo.

Nel frattempo, passa da Modo per il referto.

- Pure là non ci sarà niente di interessante. - Voi ?

- Che ? - Avete qualche piano ? Ho visto che guardavate l'orologio.

Si vede che il piano era guardare l'ora. A più tardi.

Dottore.

Se siete venuto per il referto, lo trovate sul mio tavolo.

Non c'è niente di diverso da ciò che sapete già.

Madonna mia, come ha fatto questa povera donna a ridursi così ?

- L'hanno picchiata ? Chi è stato ? - Non lo so.

Non ho fatto in tempo a chiederglielo.

E' svenuta per la debolezza e il dolore e l'ho sedata.

- Dobbiamo indagare. Si configura un reato molto grave. - Lo so bene.

Appena capiremo ciò che è successo

chi è stato la dovrà pagare molto cara.

Glielo dico non solo come medico, ma come uomo.

Questa ragazza per me è più di una pazienta.

Le chiedo che è successo e allora sì che vi chiederò di fare giustizia.

Se volete, ho del tempo libero.

Se mi dite chi è e dove abita, posso iniziare a fare delle domande.

Si chiama Lina.

Vive nello stesso posto in cui lavora.

Al bordello di Mamma Clara.

Adesso però non potremo vederci tutte le sere.

Almeno finché non sarà ufficiale.

- Non posso scappare ogni sera senza dare spiegazioni ! - No...

Aspetta, non c'è fretta.

Io non voglio metterti fretta.

Io lo so che troveremo il modo di fare tutto nella maniera giusta.

Anche se a volte, quando ti guardo

mi sembra che pensi che non te lo meriti.

Sei tu che meriteresti qualcosa che non posso darti.

Guardami. Perché mi ripeti sempre questa cosa ?

Che cos'è che pensi che non puoi darmi ?

Ciò che so che tu desideri più di ogni altra cosa al mondo.

Dei figli ?

- Tu non puoi avere figli ? - No, non perché non possa.

E' che io non li voglio.

- Perché ? - So che dolore trasmetterei loro.

- So di che dolore dovrebbero farsi carico per colpa mia. - No.

Non dire queste cose, tu fai un lavoro onorevole.

I nostri figli saranno fieri del tuo lavoro.

Dalle cose brutte, dai pericoli, li proteggeremo noi. Io sono con te.

(accento tedesco) Chiede scusa a nome di Enrica e mi invita a cena

per l'onomastico della sua nipotina Imma dopodomani, l'otto dicembre.

- Non vi sembra bizzarro ? - No.

Per un napoletano no, tengono molto all'onomastico.

Intendo, perché non mi ha scritto Enrica

se voleva chiedermi scusa ?

Forse è molto timida e poi lo avete detto anche voi

che è affezionata alla sua famiglia, alla sua città.

Tranquillizzatela e riconquistatela.

Dovete andarci, Manfred, lo sapete bene, altrimenti ve ne pentireste.

Michelangelo è un galantuomo, io gli credo.

Qualcuno ha sostituito la pallottola per incastrarlo.

Di sicuro era piena di ammiratori.

Quando era sul palco, esisteva solo lei.

Una donna ha comunque il diritto di viversi la passione, no ?

Magari Fedora manco lo tradiva.

Le piaceva solo farsi corteggiare.

Era lui che vedeva i fantasmi.

Quando uno beve, succede.

Dove lo trovo un altro lavoro così buono ? Ci mantengo la famiglia.

Ve l'ho detto, commissario, noi li conosciamo da poco.

Dei fatti privati non sappiamo niente.

Che ne sappiamo noi, se la signora fuori dal teatro vedeva qualcuno ?

Qui allo Splendor ? Non è possibile, ce ne saremmo accorti, credo.

Nessuno di noi avrebbe rischiato la carriera così.

Se lo scoprivano, era finito.

Commissario, noi attori siamo gente strana.

Viviamo di metafore ed esagerazioni sceniche.

Il povero Michelangelo ha dimenticato la differenza che c'è

tra la realtà e l'immaginazione.

Quindi perdonatemi.

La parola "ricamo" secondo voi applicata al vostro mondo

potrebbe anche significare una metafora ?

Commissario, io dico che una poesia, una canzone...

perfino una scena comica può essere un ricamo.

Sempre se ben eseguita.

- Grazie. - Prego.

[SCATTO DI SERRATURA]

- Lucia. - Eh. - Che ci fai ancora sveglia ?

Lucia, mi dispiace che oggi abbiamo discusso su Giovanni.

- So che tu parli per il suo bene. - No, hai ragione.

Raffaele, il lavoro del poliziotto è importante.

Solo che non so se Giovanni è all'altezza.

Perché, non sta studiando ?

- Se è così, dimmelo e gli faccio un discorsetto. - No.

E' che ha problemi a capire certe cose.

- "Problemi" ? - Eh.

I problemi veri sono altri.

- Che c'è ? Un'indagine ? - No, non c'entra niente l'indagine.

Che è ?

Oggi in ospedale ho visto una ragazza.

L'hanno massacrata di botte. Dovevi vedere che avevano combinato.

- Chi è stato ? - Non lo so.

La tenutaria del bordello dove lavora non sa niente.

Mi ha dato l'indirizzo dei familiari, ma prima di avvisarli

vorrei sapere qualcosa di più per dire loro qualcosa di più.

Sei un brav'uomo, Raffaele, tu.

- Ora andiamo a letto che è tardi, forza. - Sì, ora vengo.

A proposito, la banda di ragazzini che rubavano che fine ha fatto ?

- Gesù, Lucia, come ti vengono ? - Ne parlavano al mercato oggi.

Stanno loro addosso, se ne occupa un mio collega.

Li prenderanno a calci e li manderanno in riformatorio.

Eh.

Metti la data di oggi, va protocollata entro la mattinata.

Camarda !

Hai visto per caso se è arrivato Maione ?

- Che c'è ? Avete il torcicollo ? - Ricciardi !

Non bisognava sbrigarsi con il caso Marra ?

Perché non ho un capo d'imputazione sulla scrivania ?

Buongiorno. E' che c'è stata una novità.

- Abbiamo scoperto una relazione extraconiugale dell'attrice. - Ah.

- Con chi ? - Non lo sappiamo ancora.

Se c'è un amante, il movente è ancora più chiaro.

Il colpevole è uno. Voglio subito un capo di imputazione per Gelmi.

Certo, è che siamo molto vicini a capire l'identità dell'amante.

Sono molto curioso di vedere in viso

chi ha ottenuto le grazie di Fedora Marra.

Un giorno.

Ricciardi, un giorno.

(in napoletano) # Se dormi... # - Tutto bene, brigadiere ?

# Ascolta per un momento questa voce.

# Chi ti vuole tanto bene sta in mezzo alla strada

# per cantarti una canzoncina dolce. #

[BUSSANO ALLA PORTA] Accomodatevi, brigadiere.

Bambinella, come facevi a sapere che ero io ?

Ho riconosciuto il vostro passo inconfondibile.

Uno "scugnizzo" mi ha fatto il segno.

- Siete parecchio appariscente. - "Appariscente" ? - In generale...

Ringrazia che abiti in cima alla scalinata santa

e quando arrivo, non ho il fiato e la forza di riempirti di mazzate.

Riprendete fiato, magari tra poco ce la fate.

- Ho bisogno di una informazione. - In città non si parla di altro.

E' vero che Fedora aveva un amante ?

Gesù, con quel marito che aveva ! Io non capisco a volte...

Le informazioni devi darle tu a me.

Non sono venuto per la faccenda del teatro.

Ieri una donna si è presentata all'ospedale dei Pellegrini.

- Allora siete venuto per Lina. - Eh.

Un cliente mio pescatore l'ha trovata con un collega.

L'hanno portata ai Pellegrini perché lo ha chiesto Lina.

- L'hanno trovata molto lontano ? - No, non ve lo posso dire.

Sei scema ? Vuoi vedere che ti porto in galera ?

Mi vesto e vengo, perché non parlo.

- Madonna mia, che pazienza ! - Lina è amica mia, ma veramente.

Ci conosciamo da tanto tempo.

Non capisco, proprio perché è amica tua devi...

E' amica mia e so che ha un sogno da 16 anni per cui ha lavorato tanto.

- Preferisce morire piuttosto che perderlo. - Se non parli...

(in napoletano) # Stai dormendo, non ti sei svegliata.

# Queste finestrelle non si vogliono aprire. #

A me piace molto cantare. Non ve lo credevate, eh ?

Ci sono molte cose che ignorate di me

e sono a vostra disposizione per molte, se voleste approfittare.

Mannaggia !

Mi hanno dato l'indirizzo della famiglia della ragazza.

E' alla Masseria del Campiglione, vicino Pozzuoli.

- Il fattaccio è capitato là. - Come fate a dirlo ?

Un informatore mi ha detto

che due pescatori hanno trovato la ragazza lontano da qua.

Non stanno solo a Pozzuoli, ma due casi fanno un indizio.

- Appena è possibile, io ci vado a fare due chiacchiere. - Va bene.

Quando andate alla Masseria del Campiglione, ditemelo.

Voglio venire pure io.

- Voglio vedere in faccia chi l'ha ridotta così. - Va bene.

- Arrivederci. - Bruno.

- Bruno. - Lina ! Lina, come stai ?

Non fatelo, vi prego.

- "Non fatelo" ? Che cosa ? - Se puoi...

Salvami pure.

Lui lascialo stare, ti prego.

- Chi ? "Lui" chi ? Chi è ? - Giuramelo.

Giuralo.

Va bene, te lo giuro. Tu però stai calma adesso, eh ?

Stai calma e riposati.

Noi veniamo da una famiglia molto agiata.

Se mio padre non fosse morto così presto

non avrebbe permesso a mio fratello di diventare un attore.

Un mestiere indecoroso per cui sei sulla bocca di tutti

e per colpa del quale mio fratello ha incontrato e sposato

una donnetta come Fedora, una servetta, capitemi.

Guardate infatti come si è ridotto.

Per voi dubbi non ce ne sono, è stato vostro fratello.

- Avete qualche altra spiegazione ? - Le indagini sono ancora in corso.

A questo proposito, ho da domandarvi una cosa delicata.

Secondo voi, Fedora aveva un amante ?

Allora magari avete idea di chi potesse essere ?

Chi potesse essere non lo so, ma ce l'aveva.

Fedora era una poco di buono.

Poi mi dicono: "Perché Michelangelo beveva ?"

Per colpa di quella donnaccia che gli ha rovinato la vita.

Guardate qua, guardate che fierezza.

Mio fratello è stato un soldato nell'anima.

Mio fratello è stato eroe di guerra, un capitano dell'Esercito.

Mi fratello ha combattuto sul Piave nel 1918.

- Mio fratello è stato pluridecorato... - Posso ? - Prego.

Guardate qua, guardate. Guardate che attore.

Sì, non ci vuole niente di più.

Quattro canzonette e subito fanno.

- Brigadiere. - Fammi passare.

- Volevo avvisare che il commissario vi cercava. - Trattienimi ancora.

- Già sono in ritardo. - Brigadiere. - Parla solo se è importante.

Non lo so, però mi avete detto di farvi sapere le novità

sulla banda dei furti ai Quartieri Spagnoli.

- Bravo, ci sono novità ? - Ci sono. E' arrivata la soffiata giusta.

Li aspettano al varco. Potete arrestarli voi stesso.

- No, date loro ceffoni da parte mia. Posso andare ? - Sì. - Grazie.

- Arrivederci, commissario. - Arrivederci. - Signora.

Devo preoccuparmi ? Un'altra volta in ritardo ?

- Poi quello diverso sono io. - Sto facendo un favore al dottor Modo.

Voglio raccogliere più informazioni prima di parlarne.

- Bruno ha problemi ? - Non lui, una sua amica.

Passerò a trovarlo appena posso per capire se ha bisogno.

- Andiamo a parlare con Gelmi. - Ancora ?

Quella che è uscita è la sorella ed è evidente che odiava Fedora.

- Ruotolo. - Quindi siete convinto che è lei ?

- E come ? - Non lo so, simpatica non è. - No, eh ?

Certo che mi portavo sempre la pistola a casa.

Non avrei mai lasciato un'arma in camerino.

- Perché ? - Qualcuno potrebbe essere entrato in camera vostra

e avere inserito il proiettile lì. - In camera mia? No.

Apprezzo il tentativo, ma non è possibile.

Comunque la caricavo sempre in teatro.

Quindi anche se fosse, me ne sarei accorto.

Abbiamo scoperto che vostra moglie aveva una relazione con qualcuno.

Voi lo sapevate ?

Non proprio, ma la conoscevo bene.

Vedevo che c'era qualcosa.

Ho provato a farglielo confessare quella sera.

Si è infuriata e aveva ragione.

A che pro saperlo ?

Che ci sapete dire invece di un ricamo

che vostra moglie indossava prima di andare a dormire ?

Non so di che parlate.

Ultimamente non dormivamo insieme.

Io...

Io lo so che tutte le apparenze sono contro di me.

Un marito tradito al termine della carriera

che decide di chiudere la storia così.

Ma non è andata così.

Magari Fedora aveva pure l'amante, ma sarebbe rimasta sempre con me.

Mi voleva bene e mi era grata.

Io sono quello che ha visto il suo talento

prima della sua bellezza.

Io aiuto, non uccido.

Guardate qua.

Anche sotto le armi mi pare che foste affiatato con i vostri uomini.

- E' così ? - Quello che si vive in guerra non si dimentica.

Molti di loro io li ho aiutati anche dopo.

Il marito di Erminia, per esempio.

Qual è in foto ? Indicatecelo.

- Che ci fate qua ? - Ti fanno fare il palo ?

- Siete pazza ? - Non ti permettere !

"Fetente" e pure maleducato ? Io non ti ho cresciuto così.

Stammi a sentire. Io lo so quello che sto dicendo e tu pure.

Ma tanto io non te lo faccio fare.

- Ne possiamo parlare più tardi ? - No. Tu ora non ci vai.

Non è niente di che e io non sono d'accordo.

Però se non ci vado, mi prendono per un cacasotto.

Meglio cacasotto che "malamente". Tu non ci vai.

Senti, vuoi mettere su un bel disco allegro che ne ho bisogno ?

Questo è per te.

Carlo !

[MUSICA DAL GIRADISCHI] Che ti salta in mente ?

Conosci la marchesa Imma.

Si risentirà, se andrai al suo ricevimento con un vestito vecchio.

- Quale ricevimento ? - Quello che darà per l'Immacolata.

Qui ci sono due inviti.

Sono contenta che te la senti di andare a un ricevimento.

Tu non andrai con me, Bianca.

Andrai con il tuo commissario.

Anche se è stato così sconsiderato da allontanarti

non potrà rifiutare un ultimo invito.

A che servirebbe ?

A fargli vedere...

quello che si sta perdendo.

(in napoletano) # Se dormi o non dormi, bella mia

# ascolta per un momento questa voce.

# Chi ti vuole tanto bene sta in mezzo alla strada

# per cantarti una canzoncina dolce. #

- Raffaele. - Scusate, me l'ha messa in testa Bambinella.

- Una bellissima canzone. - Sei stato da Bambinella ?

No, cioè sì, però non sa niente, commissario.

- Chi è ? - Signor Pacelli, polizia.

Scusate, ma mia moglie non c'è.

Non sono abituato a vedere più nessuno.

- Forse volevate parlare con lei per il fatto del teatro. - No.

In realtà è con voi che volevamo parlare.

Abbiamo saputo da Gelmi che siete stati commilitoni.

Per questa ragione ci teneva ad aiutare la vostra famiglia.

Nessuno mi ha dato più lavoro

da quando sono tornato dal fronte in queste condizioni.

Erminia ha dovuto fare cento lavori

finché Gelmi le ha dato un buon posto.

Quando avete visto Gelmi l'ultima volta ?

In guerra, commissario.

In guerra. Non ho voluto che mi vedesse così.

Voglio che rimaniamo nei nostri ricordi.

Forse allora questa vorrete tenerla voi.

Grazie, commissario.

Non ho foto della mia vita di prima.

Solo questo disegno.

Il ritratto fatto da mia figlia.

Prego, accomodatevi.

Vedete ?

Quando sono partito per il fronte, lei era una bambina.

Lei è sempre stata un'artista.

Ha un sogno per lo spettacolo.

Erminia è andata da Gelmi, quando ha saputo che era a Napoli

per chiedergli un piccolo aiuto per pagarle delle lezioni di ballo.

Gelmi ha fatto molto di più.

Ha assunto pure Erminia.

Che vuol dire "pure Erminia" ?

- Anche vostra figlia lavora in quella stessa rivista ? - Sì.

Dopo qualche lezione di ballo, l'ha presa come ballerina.

Adesso come va a finire ? Perderanno il lavoro tutte e due.

Almeno mia figlia ha trovato un bravo ragazzo, così si sistema.

Ci credo che Erminia sia fedelissima a Gelmi.

- Ha aiutato tutta la famiglia sua. - Hai ragione.

Resta l'unica che poteva avere accesso al camerino

per sostituire la pallottola.

Perché avrebbe dovuto farlo ?

Non aveva interesse a creare problemi allo spettacolo.

Magari odiava Fedora.

Perché farla sparare da Gelmi, poi davanti a tutti?

Lo avrebbe solo messo nei guai.

Continuo a pensarci, ma un movente oltre alla gelosia non lo trovo.

Il problema è che non siete convinto della colpevolezza di Gelmi.

Che vi devo dire ? Mi fido di voi, anche quando non capisco niente.

- Ditemi che dobbiamo fare e io lo faccio. - Niente.

Adesso mi faccio una camminata per schiarirmi le idee.

Domani sentiamo un'altra volta Erminia e la figlia.

- Vai a casa. - Ci vediamo domani, commissario.

> Lucia !

- Che strilli ! Sto qua, che c'è ? - Madonna mia, quanto sei bella.

- Se avessi la voce, ti farei una serenata. - Eh.

(in napoletano) # Chi ti vuole tanto bene sta in mezzo alla strada

# per cantarti una canzoncina dolce. #

Hai finito ? Dài, ho la verza sul fuoco, che c'è ?

- Volevo avvisarti, stasera faccio tardi. - Va bene, ciao.

- Ah, a proposito. - Che è ? - Te lo sentivi, eh ?

- Che cosa ? - La banda dei furti, i ragazzini, li hanno arrestati.

- Quando è successo ? - Oggi.

In Questura fanno passare loro la voglia di fare gli spiritosi.

Sono fortunati, perché non sono passati per le mie mani.

- Ciao, Lucia. - Ciao.

Renato, per la settimana prossima fai un riassunto del primo capitolo.

- Va bene ? Bravo. - Enrica. - Sì ? - Domani è l'Immacolata.

- Faccio il Pan di Spagna per Imma ? - Sì, perché faremo una cena.

Va bene. Renato, mi raccomando, leggi pure il secondo, va bene ?

- Ho invitato anche il maggiore. - Perché ?

Renato, vai da mamma, salutamela.

- Perché ? - Perché sono tua madre e mi preoccupo per il tuo futuro.

Tanto dopo ciò che ho fatto, non verrà mai.

Invece verrà, ha già accettato.

Questo mi fa capire che ho ragione e dovresti capirlo anche tu.

Enrica, quell'uomo tiene tanto a te.

E' viva o è morta ?

Allora ? E' viva o è morta ?

Forse è meglio che ci dite prima il vostro nome.

Se siete venuti qua, significa che già lo sapete.

Scuotto Beniamino. Sono il padre.

Vostra figlia è ancora viva

ma è un miracolo, con ciò che le hanno fatto.

E' una ragazza molto forte.

- Sì, lo è. - Sapete che vostra figlia è ridotta in quello stato

e non state vicino a lei ?

Fatemi capire, ve lo chiedo come padre ! Io impazzirei !

Cuginetto, tieni ! Mangia !

Ecco qua.

- Vostra figlia pure fa la puttana ? - State calmo, Maione.

Scuotto, vostra figlia è venuta qua ? E' vero o no ?

- Non è che siete stato voi a picchiarla ? - No di certo.

E' venuta qua a portarmi i soldi, come tutti i mesi.

Aiutateci a capire chi è stato.

Vostra figlia ha rischiato di morire in mezzo alla strada da sola !

Ognuno ha la vita che si sceglie.

Una puttana mette in conto che può fare una brutta fine.

- Mi dispiace, ma io non so niente. - No, voi sapete.

Se non parlate, io vi porto in galera, è chiaro ?

Portatemi dove volete, tanto io non parlerò mai.

Sentite, ma chi ci vive qua insieme a voi ?

"Chi ci vive" ?

Camillo, mio nipote.

Cioè il figlio di Lina ?

Sì.

- Quanti anni ha ? - Ha 16 anni.

Sentite, brigadiere...

Se non mi arrestate, quando uscite, mi chiudete la porta, per piacere ?

Ma come può essere ?

- Perché un figlio farebbe questo a sua madre ? - Non lo so.

Non lo so, non lo voglio manco sapere.

Adesso ho capito che voleva dirmi Lina.

Secondo me, era uno di quelli seduti a quel tavolo.

Sono spariti, ma io li acchiappo, eh.

- Dottore, in questa faccenda ci voglio vedere chiaro. - No.

Per piacere, non dite niente a Ricciardi.

Lui non lascerebbe mai impunito un atto del genere.

- Lo capisco. - Capite pure Lina.

Capite pure Lina o no ?

Mi ha chiesto solo questo

di non indagare, di lasciare il figlio in pace.

Quel subdolo e misterioso individuo che gode delle vostre simpatie...

è stato capace di sfuggire al nostro controllo.

Ricciardi ? Che cosa avrà mai fatto ?

E' il motivo per cui la maestrina ha rifiutato il tedesco.

Si frequentano di nascosto.

Allora avevo ragione io.

Non capisco, siete stato voi a dirmi della contessa di Roccaspina.

A quanto pare, gode di molti favori.

In ogni caso, è un ostacolo.

- Che intendete dire ? - Vi ho detto che il tedesco ci serve a Napoli.

Se la ragazza lo rifiuta

lui potrebbe rinunciare all'incarico e lasciare la città.

Dovremo impedire con ogni mezzo che Ricciardi si metta tra i due.

- Non potete costringere una donna a reprimere i sentimenti. - Lo so.

Ma... possiamo eliminare l'oggetto di quei sentimenti.

- Il mestiere di poliziotto è molto pericoloso. - Falco, non scherzate.

Ragionate, se la ragazza accetterà di sposare Manfred

lui la porterà con sé in Germania.

Perdereste lo stesso il vostro canale.

Questo non potete saperlo.

La ragazza è radicata a Napoli, potrebbero decidere di rimanere.

Invece senza di lei è molto difficile che ciò accada.

Il maggiore è invitato a cena da lei domani sera.

Le cose si metteranno a posto.

Farò di tutto per cercare di convincerlo a restare a Napoli.

Lasciate stare Ricciardi.

Enrica.

Qui puoi parlarmi, no ?

Mi fai preoccupare così.

Mia madre ha invitato Manfred a cena domani.

E' testarda.

Pensa che accetterò la situazione per paura di rimanere sola.

E' una paura solo sua, sia chiaro.

- E tu non puoi spiegarglielo questo ? - No.

Dovrei dirle che amo un altro, ma non mi crederebbe.

Penserebbe che sono pazza, che me lo invento.

Oppure penserebbe che quest'uomo non mi corrisponde.

Certo, perché altrimenti si farebbe avanti e lo direbbe a tutti.

Tu lo sai che non è così.

Sì, io lo so, ma non abbiamo tempo.

Se non parlerai con i miei genitori

non so più che fare per allontanare Manfred.

Che devo fare ? Continuo a pensare a Lina e a suo figlio.

Io lo sapevo.

Sei tale e quale al commissario tuo.

Dovete andare fino in fondo alla verità.

So anche che rispetterai il volere di quella donna.

Tu sei uno che rispetta i sentimenti.

Questa è una dote rara.

Io voglio imparare da te.

Voglio rispettare il volere di Giovanni.

Lui però deve sentirselo veramente.

Eh ?

Eh ?

Che è ?

- Non ha più ripreso conoscenza ? - No.

Andate a chiamare il prete.

Voi che mi chiedete il prete ?

Sì, andate a chiamare il parroco di San Ferdinando.

L'amico di Ricciardi, come si chiama ? Don Pierino.

(in napoletano) # Per cantarti una canzoncina dolce... #

Scusate, l'ho imparata alla radio.

Di che ti scusi, Nelide ? Hai pure una bella voce.

La conosco questa canzone, sai ?

Se ne canti ancora un po', mi fa piacere.

# Ma stai dormendo e non ti sei svegliata... #

Brava.

# Queste finestrelle non si vogliono aprire.

# E' un ricamo questa mandolinata.

# Svegliati, bella mia, non dormire... #

- Scusa, Nelide, devo andare. - Non mangiate niente ? - No.

Anzi, grazie, già così mi sei stata di grande aiuto.

- Buona giornata. - Arrivederci.

E' triste un'altra volta, lo so.

Che ti pensavi, che era facile ?

Sai da quanto è che fa avanti e indietro ?

Tu continua a tenerlo d'occhio.

Prepara qualcosa di buono per la cena, è l'Immacolata.

Buono, ma leggero, come piace a lui.

Eh... Come piace a lui o come piace a te ?

Il signorino ciò che vuole manco lo sa.

Quello che vuoi tu è chiaro, mi pare.

Comprare le verdure da un certo fruttivendolo.

Questo gioiellino qua è velocissimo. Fa 70 chilometri orari.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

Ci avete pensato ? Da dove iniziamo stamattina ?

- Da Erminia e sua figlia ? - No, nessuna delle due.

Partiamo dall'amante di Fedora

l'unico che può dirci se e quanto la loro relazione creasse problemi.

Va bene, solo come facciamo a trovarlo ?

L'ho mandato a chiamare, perché credo di sapere di chi si tratta.

- Almeno lo spero. - Chi è ? Come avete fatto ?

- Che camminata avete fatto ieri sera ? - Non c'entra la camminata.

C'entra la canzone di Bambinella. Stamattina la cantava anche Nelide.

Ha un momento in cui fa: "E' un ricamo questa mandolinata."

Hai presente ? Ti ricordi quello che ha detto il vecchio attore ?

Gli artisti ricamano e quindi... pure i mandolinisti.

[VOCIARE INDISTINTO]

Eh, io ho capito subito che siete una persona seria.

Riconoscete la qualità senza chiacchiere.

- Le chiacchiere già le fate voi. - Giusto.

- Cime di rapa ne avete ? - Come no ? Sono speciali.

Signorina Nelide, chiedete e vi sarà dato.

Sono pronto a soddisfare i vostri desideri.

Datemi due melograni, devo fare l'arrosto di maiale.

Ora ve li procuro.

- Ciro, hai i melograni ? - No. - No.

- Ehm... - Sarracino.

- "Parlare è un'arte facile". - Aspettate.

Perché mi hai fatto portare qui ? Che è questa messa in scena ?

La situazione è seria e la prudenza con questa gente non è mai troppa.

Ti serve aiuto ? A me non importa di ciò che è successo.

- Per te ci sono sempre. - Non ho bisogno io di aiuto.

- Sei tu quello in pericolo. - Quel pericolo non c'è più.

Non devi sentirti in colpa. Un'amica mi ha aiutato a rimediare.

Non parlo di quella questione. Non ti ho fatto venire per quello.

- Il problema è la maestrina. - Questo non ti riguarda.

Stavolta io non c'entro. Ricciardi, credimi.

Accetto il fatto che non ricambi i miei sentimenti

ma non puoi impedirmi di volerti bene. Devo avvisarti.

Devi lasciare andare la signorina Colombo o ti faranno fuori.

Non abbiamo idea di quello che sono capaci di fare.

Le persone scompaiono dalla sera alla mattina, perfino a Napoli.

Non sono un bersaglio politico.

- Che c'entra Enrica ? - E' solo un'altra pedina, come me e te.

Perché parli di pedine ? Io...

Se vuoi parlare con me, sii esplicita.

Convincila ad accettare la corte del tedesco o tu rischi la vita.

Il tedesco ? Perché ?

Livia, chi è lui ?

- Chi è ? E' pericoloso ? - Non è lui quello pericoloso.

E' soltanto un'altra pedina.

Livia !

Ricciardi, ti supplico.

Nonostante tutto, non posso pensare di perderti.

Non devi preoccuparti per me.

In quanto al resto, grazie.

Abbi cura di te.

Riaccompagnalo a casa, grazie.

Chi di voi è Camillo ?

Sono io. Voi chi siete ?

Secondo me, ha bisogno di una lezione di guida.

Ora mi racconti che è successo a tua madre senza dire bugie !

Io ho fatto la promessa che non ti faccio male

ma non so se la mantengo, chiaro ?

- E' successo che... - Parla ! Hai capito che devi parlare o no ?

E' successo che un compare mio lavorava in città qualche tempo fa.

- Parla ! - Lo hanno portato in un bordello e ha visto mia madre.

Vi rendete conto ? Mia madre è una puttana !

Io mi vergognavo troppo.

Tutti lo sapevano e volevano punirla per avere disonorato il Campiglione.

Che dovevo fare ?

Lo sai che penso ?

Vivere con il pensiero di ciò che hai fatto a chi ti vuole più bene

è la giusta punizione per uno come te.

Mi fai schifo.

Questo è un promemoria.

[VOCIARE INDISTINTO]

Bruno.

Ricciardi.

Stavolta io ho bisogno di te.

- E' lei ? E' Lina ? - Sì.

Che aspettavi a chiamarmi ?

Dottore. Dottore, è arrivato.

- Don Pierino. - Commissario.

Scusate il ritardo, ma spero di essere ancora in tempo.

- Per che cosa ? - Mi hanno detto di venire per una estrema unzione.

No, vi hanno informato male.

Non è per una estrema unzione, ma per celebrare un matrimonio.

Ci sono pure i testimoni, Suor Luisa e il commissario Ricciardi.

Bene, meglio così allora. Dove sono gli sposi ?

Che le è successo ?

L'uomo che doveva starle vicino e proteggerla non si decideva mai.

Quell'uomo sono io.

Adesso, anche se è tardi, io la voglio sposare.

La ragazza non è in grado di intendere e di volere, dottore.

Statemi a sentire, Don Pierino.

Statemi a sentire bene.

Io sono un codardo.

Se io non fossi stato un codardo, non sarebbe successo.

Io la amo.

Non lo sapevo che la vita e l'amore possono arrivare...

e andarsene via in un attimo.

Commissario, è arrivato Aurelio Pittella, il "battilocchio".

Che dico ? Lo chiamo ?

Commissario, è successo qualcosa ?

Quelli che hanno ridotto così la ragazza in ospedale...

li hai visti in faccia ?

- Scusate, se non vi ho detto nulla. - No.

Bruno mi ha spiegato perché non mi hai coinvolto. Hai fatto bene.

Non avrei rispettato la volontà di Lina.

Nemmeno per amore suo.

Io non sono all'altezza di un sentimento come l'amore.

E' questa la verità.

La storia della paura di vivere... Forse è vera pure quella.

- Scusa, Raffaele, chiama Pittella. - Subito.

Pittella !

Pittella, forza, andatevi a sedere.

Non vi farò perdere tempo perché non voglio perderne nemmeno io.

Sappiamo della vostra relazione con Fedora Marra.

- Come lo sapete ? - Abbiamo trovato un biglietto suo per voi.

Io non mi spiego una cosa.

Una donna come quella che ci ha trovato in voi ?

Me lo sono chiesto anche io.

Fedora diceva che l'avevo svegliata con il mandolino.

Che la mia musica era un ricamo, come nella canzone.

Quando è iniziata la vostra storia ?

- Dove vi vedevate ? - Circa un mese fa.

Ha fatto tutto lei, io figuriamoci se ci pensavo.

Al termine delle prove, mi chiese di restare.

Diceva che pensava a un numero da cantare con il mio accompagnamento.

Il marito la volle accontentare.

Così ogni tanto, a fine giornata...

restavamo da soli.

Io sapevo che era sbagliato, ma...

Fedora era irresistibile.

- Chi era a conoscenza della questione ? - Nessuno, commissario.

Io rischiavo non solo il posto, ma la carriera.

Fedora ci teneva a non mettere in ridicolo il marito.

Se penso che lui l'ha ammazzata...

- Dite che l'aveva scoperto ? - Stiamo cercando di capirlo.

Secondo voi è possibile che nessuno sospettasse nulla ?

Forse Erminia poteva immaginare, vedendo che io rimanevo con Fedora.

E' l'ultima ad andarsene.

Non me ne ha mai fatto cenno.

Però potrebbe averne parlato con Gelmi, no ?

A rischio di essere licenziata da Fedora ? Io non credo.

Avete una relazione con una ragazza della compagnia, è così ?

Questo che c'entra ?

"Guaglione", se il commissario ha fatto la domanda, c'entra.

Rispondete.

Sì, è vero.

Faccio schifo, lo so, ma non voglio perderla.

- Non mi costringete a dire chi è, vi prego. - Non serve. Lo so già io.

Mi dovete spiegare come avete fatto a capire.

Era ovvio pensare a Gelmi.

C'è da perdere la testa a pensare alla propria donna

tra le braccia di un altro uomo. - E' vero, sì, questo è vero.

Continuavo a pensare che se fossi stato al posto di Gelmi

non avrei mai potuto uccidere la donna che amo.

Avrei tentato di eliminare l'amante.

Ho guardato alla questione da un altro punto di vista

quello di un colpevole o una colpevole come in questo caso

che volesse eliminare Fedora perché era l'amante di Pittella.

Scusate, come ha fatto lei a entrare nel camerino

e a sostituire i proiettili ?

Ha approfittato di quando Gelmi era nel camerino di Fedora.

Allora mi state dicendo che la custode dei camerini ha mentito ?

- Non è vero che non si è alzata. - No, non dico che ha mentito.

- Dico proprio che è complice. - "Complice" ? - Mmm.

Non abbiamo detto sempre che non avrebbe mai danneggiato Gelmi ?

Sì, è vero, lo abbiamo detto.

Indagando, abbiamo scoperto che in tutta questa situazione

per lei c'è qualcuno di ancora più importante di Gelmi.

Raffaele, la ragazza è la figlia di Erminia.

La ballerina con i capelli rossi.

Rossi come quelli del padre.

Da lui ha imparato a usare una pistola.

In compagnia ha trovato un bravo ragazzo che se la sposa.

- Ti ricordi queste parole ? - "Bravo ragazzo".

- Pittella ? - Eh. - Hai capito il "battilocchio" ?

Stasera proviamo a fare due parole con questa ragazza.

Cerchiamo di farla confessare

così verifichiamo se ci ho visto giusto.

- Bianca. - Ti rubo solo un momento. Non ci giro intorno.

Sono venuta per chiederti un ultimo appuntamento per stasera.

Accompagnami al ricevimento

per l'onomastico della marchesa Imma Castaldi.

- Mi sarebbe impossibile declinare. - Ne abbiamo già parlato.

Ne abbiamo già parlato, Bianca.

Devo andare allo Splendor a interrogare una sospettata.

- Non potrei cambiarmi. - Vengo a prenderti con l'auto.

Così passi per casa e ti cambi.

Nessuno è puntuale a un ricevimento mondano.

Melograni, per il vostro arrosto.

- Quanto vi devo ? - Niente.

Oggi ho mancato verso di voi e dovevo recuperare.

Come ho detto, vi posso procurare tutto ciò che desiderate.

Non accetto, se non dite un prezzo.

Facciamo così, io vi chiedo di venire sempre al mio banco.

Va bene ? Io ci guadagno.

Una cliente esigente come voi ne attira altre.

Riuscite benissimo da solo ad attirare le clienti.

Questi sono per voi, un gesto di pace.

E per dirvi che vorrei conoscervi meglio, parlare un po'.

Non c'è niente di male.

D'accordo, Gaetano.

Se la finite di stuzzicarmi

io sarò vostra cliente e voi il mio verduraio di fiducia.

Di questo possiamo parlare, per il resto io devo lavorare e basta.

Va bene, ci sto.

Prima il lavoro... e poi si vede.

[FISCHIETTA]

E' successo qualcosa ?

Io e tua madre abbiamo parlato a lungo.

Luca sarà orgoglioso che la indosserai.

Stasera vado in missione con il commissario.

In futuro lo faremo io e te.

Non vedo l'ora.

No.

Meglio là.

Ecco qua.

Sei sicuro che il mandolinista non possa averla avvisata ?

No, sta chiuso a casa sotto stretta sorveglianza di Camarda.

Va bene, allora non ci rimane che aspettare.

Nel frattempo, ne approfitto per usare il bagno.

Non vorrei fare la fine dell'attore sul palco. Scusate.

- Fai presto. - Arrivo.

[VOCIARE INDISTINTO]

- La spalla ! - Osvaldo, vedi un po' che sta succedendo.

- Lascia stare, è meglio se proseguo a piedi. - Non mi sembra il caso.

- Aspettiamo e cambiamo strada. - E' dietro l'angolo.

Ci vogliono cinque minuti.

Vado e torno con Ricciardi, prima che possa cambiare idea.

Bianca.

No !

No ! No ! No !

No ! Luigi, no !

- Luigi, guardami. - Ferma !

- Aiuto ! - Lascia !

- Ferma ! Commissario ! - Guardami !

- Commissario ! - Aiuto !

[BUSSANO ALLA PORTA]

E' arrivato in anticipo, è proprio tedesco. Vai ad aprire.

Come è successo ? Dove ?

- Perdonatemi. - Enrica !

Beh ? Dove correte, di grazia ?

- Dobbiamo vedere Ricciardi. - E' con il dottor Modo.

Sarà lui a dirci se e quando sarà possibile vederlo.

Non preoccupatevi, non potrebbe essere in mani migliori.

Tu devi solo pregare che il commissario non muoia !

Davvero pensavi di cavartela così ?

Certo.

Gelmi uccideva quella puttana davanti a tutti.

Tutti sapevano che aveva buone ragioni per farlo.

Il commissario ha iniziato subito a fare domande.

Finalmente, dopo tanto tempo, ero felice.

Ballavo.

Ero innamorata e ricambiata.

La puttana gli ha messo gli occhi addosso.

Aurelio è speciale.

Lo senti suonare e ti incanti.

Non è per questo che se lo è voluto prendere.

E' perché era il più giovane.

Lei aveva l'ossessione dell'età.

Le serviva solo a scordare il tempo che passa.

[MUSICA DI PIANOFORTE]

- Livia. - Manfred.

Che ci fate qui ? La vostra cena ?

Ho sbagliato ad accettare l'invito.

Enrica non è timida.

- Non mi vuole e non mi vorrà mai. - No.

Manfred, voi adesso vi sedete qui.

Avete bevuto troppo, vi procuro un po' d'acqua.

Domani chiederò di farmi rientrare in patria.

Amore mio, ti prego, svegliati.

Svegliati.

Non mi puoi lasciare da sola.

Non puoi !

Ricciardi, sono io. Sono Bruno.

Calma, Ricciardi.

Era una brutta ferita, hai perso molto sangue.

Vedrai che ti rimetterai senza nessuna conseguenza.

- Almeno tu. - Lina ?

- Mi spiace. - E' la maledizione che mi porterò dietro finché campo.

- Devo imparare a conviverci. - Bisogna convivere con il dolore.

Però... senza smettere di vivere.

[BUSSANO ALLA PORTA] Ora basta !

Vogliamo vedere il commissario ! Non si può entrare.

Non mi mettete nei guai. Noi siamo preoccupati.

- Oh, finalmente. - Enrica !

- Signorino, come state ? - Commissario.

Buonasera, commissario.

Lieto di vedervi sano e salvo.

Buonasera, cavaliere.

Cavaliere, so bene che non sono le circostanze adeguate queste.

Però ve lo dico con il cuore.

Io vi chiedo il permesso...

di frequentare vostra figlia.

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