All language subtitles for IlCommissarioRicciardi-S2E3

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Original subtitles

(in napoletano) # Se questa voce ti sveglia

# nella notte

# mentre ti stringi il tuo sposo vicino.

# Resta sveglia

# se vuoi restare sveglia.... #

(Cettina !)

# Non andare vicino ai vetri

# per fare la spia.

# Perché non puoi sbagliare

# questa voce è la mia.

# E' la stessa voce

# di quando tutti e due

# con vergogna ci parlavamo

# dandoci del voi. #

Cettina, dove vai ? Fila subito dentro ! Vai !

Cettina !

Ma che è stato ?

Scusate, signor ispettore.

(sottovoce) Volevo dirvi che...

- Se è urgente, fateli passare. - Alzati e seguimi.

- Senza discutere. - I pervertiti come te meritano il confino.

[SCATTO DI SERRATURA] Duca Marangolo, che fate qui ?

- Commettete un grave errore. - Questo è un incontro riservato.

Ma questo chi è ?

Giovanotto.

Sono uno in grado di rimuovervi dall'incarico seduta stante.

Duca, nessuno mette in dubbio la vostra autorità, ma si tratta...

Questa accusa rivolta al barone di Malomonte è del tutto infondata.

- "Barone" chi ? - Bravi.

Mi congratulo per la completezza delle vostre informazioni.

E' tutto documentato, signore.

Garantisco io che il commissario Ricciardi nonché barone di Malomonte

non è colpevole di omosessualità.

Abbiamo prove, rapporti dettagliati.

Allora mi costringete a chiedere

alla contessa Bianca Palmieri di Roccaspina di dirvi perché è qui.

Io e il commissario Ricciardi abbiamo una relazione.

E' impossibile.

- I vostri incontri sono avvenuti negli ultimi giorni... - Quindi ?

E' evidente che la vostra perfetta rete di sorveglianza ha delle falle.

Bianca, tutto questo non è necessario, lasciate stare.

- Io non ho paura per me. - Da quanto dura questa relazione ?

Molti mesi ormai e sono stanca di nasconderla.

E la signora, l'altra ? Quella che ha avanzato l'accusa ?

Il rifiuto di Ricciardi è dovuto all'istinto di conservazione.

Sa bene che se scoprissi una cosa del genere...

adatt.

Gli caverei gli occhi con le mani.

Io so chi siete voi, la moglie di quell'assassino.

La vostra parola non vale niente.

- Anche voi siete colpevole di concubinaggio. - E tu ?

Eh ? Piccolo idiota ?

Come ti permetti ?

Se osate offendere di nuovo la contessa

e insistete con le vostre ridicole accuse

quanto è vero Iddio, finirete molto male.

Bianca, io non so davvero che cosa dire.

- Voi siete stata... - Ora che abbiamo una relazione...

- Possiamo anche darci del tu, non credi ? - Certo.

Allora tu ti rendi conto che hai messo in pericolo la tua reputazione

per uno sconosciuto ?

- Tu non sei uno sconosciuto, ma...

Mentirei, se dicessi che l'ho fatto solo per te.

Ho pensato tanto a Romualdo. Si è rovinato, ma per amore.

Tanta sofferenza per un attimo di felicità.

Forse ora posso tornare a vivere.

Grazie, Bianca, davvero di cuore. Io spero che ci rivedremo ancora.

Ricciardi... certo che ci rivedremo.

Siamo una coppia, già te lo sei dimenticato ?

Poi vorranno verificare che noi abbiamo una relazione per davvero.

Non sarà certo una tortura frequentarti.

Mi fa piacere.

Anche perché domani

Marangolo ci procurerà degli inviti per il suo circolo.

Per il nostro ingresso ufficiale in società.

Domani...

Il mio era uno sfogo, parole dette in un momento di sconforto

di cui avete approfittato per i vostri interessi !

Con che corraggio siete qui

dopo aver cercato di infangare un uomo a cui sono legata ?

- A parte il piacere di rivedervi ? - Non siate insolente.

A causa vostra, non posso ricucire i rapporti

con la persona a cui tengo di più.

In realtà, dato il vostro interesse per la persona in questione

sono qui per soddisfare le vostre curiosità.

Che volete dire ?

Il disguido che ha portato all'accusa nei riguardi di Ricciardi

ci ha aiutati a scoprire una sua relazione sentimentale.

Una relazione ? E con chi ?

Non è con la persona di cui sospettavate.

Ditemi chi è.

La contessa Bianca Palmieri di Roccaspina.

Che altro sapete ?

La contessa è sposata con il conte Romualdo.

E' attualmente detenuto, reo confesso di omicidio.

La conoscete ?

E' una bella donna ?

Molto bella.

- Che c'è ? - Niente.

Sei uscito dal bagno e sembra che devi dirmi qualcosa.

- Se mi vuoi fare la grazia di parlare... - Il fatto è che...

Da due giorni mi sembra di avere meno soldi in tasca

di quanti mi ricordassi di avere. - Ah. Io non li ho presi, eh.

- Figurati, ci mancherebbe altro. - C'è un "però" ?

Non vorrei che li avesse presi qualcuno.

Giovanni ?

Tu fai una cosa.

- Cerca di capire qualcosa, eh ? - Mm.

Con discrezione, diplomazia, come sai.

Lucia, indaga.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Ehi ! Tu che ci fai qua ? - Brigadiere ! - Che vuoi ?

- Bambinella ha urgente bisogno di parlare con voi ! - "Urgente" !

- "Questione di vita o di morte", così ha detto. - Va bene.

Vai a casa e fa' il bravo, vai.

- Brigadiere. - Che vuoi ?

Scostumato !

I soldi li ho portati, no ? Ora che volete ?

- Sei sicuro che questi soldi li hai rubati ? - Eh ! - Perché ?

Dove hai detto che li hai rubati nessuno dice niente.

- Voci non ne girano. - Non è che li hai rubati in casa tua ?

- Non avevi il coraggio di rubarli ? - Qua nessuno parla perché ha paura.

- Di te ?

Allora domani vieni con noi.

Abbiamo un posto dove rubare, così ci fai vedere quanto sei capace.

- Hai capito, Giovanni ? - Andiamo.

Che c'è, brigadiere ?

Bambinella !

Bambinella !

- Bambinella ! - Sto qua.

- "Qua" dove ? Non ti vedo. - Qua.

Ti pare ora di giocare a nascondino ?

Secondo te, non ho niente da fare ? Che c'è, stai male ? Che vuoi ?

- Voglio morire ! - Fammi capire una cosa.

Mi hai fatto chiamare e fare la scalinata con il cuore in gola

per dirmi che vuoi morire ? Bambinella, ti sei sbagliata.

Tu non vuoi morire, tu devi morire.

- Grazie per essere venuto. - Che hai fatto ?

- Stai male ? - Sì, ma non per me. - Eh.

Ti faccio stare male io, se non dici che è successo. Avanti.

Dovete sapere che...

Il fidanzato mio voi lo conoscete.

Si chiama Donadio Gustavo, detto "la Zoccola".

E' tutto un programma ! Lo conosco.

Ho avuto l'onore di arrestarlo più volte come mariuolo.

Fammi capire, la Zoccola si è fidanzato con te ?

- Gli ho aperto nuovi orizzonti. - Non voglio sapere !

- Vieni al dunque. - Gustavo mio è in pericolo di vita.

Fa il ricettatore nella zona di Pascalone "'u Lione".

- E' una volpe ! Pascalone lo ammazza. - Io che ho detto ?

Non sanno che Gustavo fa girare l'economia.

Pascalone e la famiglia Lombardi gli hanno dato appuntamento

alla masseria ai Ponti Rossi.

- Lo fanno a pezzi. - L'ho detto, ma lui vuole andare per forza.

- Che vuoi da me ? Che devo fare ? - Gustavo è sposato, ha due figli.

La moglie dopo la galera gli ha voltato la faccia.

Non vuole che i bambini crescano con un papà galeotto e lui soffre.

- Poi si è fidanzato con te. - Brigadiere.

- Convincetelo a non andare. - Sei impazzita ?

- Vado a parlare con la Zoccola ? Non esiste proprio. - Brigadiere.

Io ho solo voi.

- Ti ammirano tutti. - Solo perché siamo insieme.

Oppure non sanno che questi gioielli Marangolo me li ha regalati apposta.

Lo temono tutti, ma solo perché non conoscono la sua bontà d'animo.

Di quella ho avuto una prova personale in effetti.

Bianca, mi spiace molto della recita che sei costretta a fare.

No, io ne sono felice.

Non sai quanto.

- Come è andata poi, bene ? - Sì.

Senti, ma... dato che oramai siamo amanti...

perché non mi racconti qualcosa di te ?

Che cosa vuoi sapere ?

Quello che vuoi, quello che ritieni di dirmi.

Purtroppo posso dirti solo cose deludenti e un po' sciocche.

Soffro di emicrania, mangio poco.

Me lo farò bastare.

- Vincenzo, guarda qui. - No ! - Foto. - Un sorriso !

- Certo, ti è piaciuto ? - Sì. - Anche a me, molto.

- Secondo me, è lui. - E' vero. - E' Vincenzo Sannino, lo riconosco.

- Sembra proprio lui. - Cettina.

Cettina, mi imbarco per l'America prima che mi richiamino al fronte.

Guardami, io non ho paura della guerra.

Ho paura del tempo che perdo dietro alla guerra.

Allora resta qua, nasconditi.

Mi devo fare una posizione, amore mio, ti devo meritare.

- Se poi non torni più ? - Pure se muoio, torno da te.

Io ti voglio bene, lo sai.

- Io voglio una famiglia, dei figli. - Per questo vado in America.

Mi devi solo aspettare.

Te lo avevo detto che tornavo. Te lo avevo detto.

- Perché non mi hai aspettato ? - Che cercate da mia moglie ?

- Esci fuori con me, te lo spiego subito. - Andiamo. - No !

- Andiamo ! - No !

- Lasciate stare, è un pugile. - E allora ? Devo mettermi paura ?

- Andiamo ? - No, Costantino ! Costantino, ti prego, andiamo via.

Costantino, andiamo via !

(in inglese) Tutto bene ? (in inglese) Sì ? (in inglese) Sì.

[DIALOGHI NON UDIBILI]

[CAMPANA]

(in inglese) Pronti ? Combattete !

(in inglese) Uno, due, tre

quattro, cinque, sei, sette

otto, nove, dieci.

[VOCIARE INDISTINTO]

Lo ha trovato un commerciante che andava ad aprire il negozio.

- Eccellenza, perdonate. - E' lui. - Buongiorno.

- Stamattina ho trovato il cadavere. - Avete notato cose strane ?

- Movimenti, persone ? - No, qui era ancora deserto.

Il problema è che la salma è proprio davanti al mio negozio.

Se non si sposta, come faccio a lavorare ?

Se ci fate passare, noi ci sbrighiamo.

Fatevi da questa parte, avanti !

Come mai nessuno ha sentito niente ?

Per favore, signore, fateci lavorare.

(Tu ! Di nuovo tu !)

(Un'altra volta tu !)

(Di nuovo tu !)

Tu ! Di nuovo tu !

Un'altra volta tu !

(Di nuovo tu !)

- Maione. - Commissario, dite.

Lo hanno trascinato fino a qua.

Poi qua forse... è dove lo hanno finito.

Mamma, volete anche voi un po' di caffè ?

Io non capisco come fai a stare così tranquilla.

E' venuto qua, siete usciti insieme.

Come è possibile che non si è ancora dichiarato ?

- Eh... Ogni cosa a suo tempo. - Sì.

Il tempo passa e le cose non ci mettono niente a cambiare.

No, Enrica, tu ti devi dare da fare ! Agisci, muoviti !

Invitalo, fa ' qualcosa, a mamma ! Mi hai capito ?

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Prego. - Eh.

Allora...

Per ora... posso dirvi solo che l'omicidio è avvenuto

tra le cinque e le sei di stamattina e lo hanno ammazzato di botte.

Gliene hanno date tante, è di costituzione robusta.

- Non lo so... Una rapina ? - No, non credo proprio.

Ha ancora addosso l'orologio d'oro. Raffaele, fa' vedere.

Un agente gli ha trovato nella tasca del cappotto

il portafoglio con i documenti e 70.000 lire.

- Però ! - Tanti soldi che nessuno ha toccato.

Senti, Ricciardi, come si chiamava questo pover'uomo ?

Costantino Irace.

(in napoletano) Mi sono stancata ! Sempre le stesse lamentele !

- Volevate parlarmi ? Ditemi. - Lontano da orecchie indiscrete.

Fra qualche giorno è il tuo compleanno.

Faremo una festicciola e...

Vuoi invitare qualcuno ?

Inviterò Manfred.

Se voglio una famiglia e la voglio...

non posso permettermi altre esitazioni.

Poi così farò tutti contenti.

Lo hai già detto a Manfred ?

Sto per dirglielo. Con permesso.

A dopo, figlia mia.

- Buongiorno. - Buongiorno, la signora Irace ?

- Primo piano a destra. - Grazie. - Grazie.

Costantino...

Oddio, Costantino...

E io come faccio ? Come faccio ?

Signora, perdonatemi.

Perdonate, sapete dove era diretto, quando è uscito ?

Sapevo solo che doveva uscire.

Mi ha detto: "Non ti svegliare."

"Io devo uscire prestissimo."

Lui, noi... siamo commercianti, abbiamo un negozio di tessuti.

Irace e Taliercio, non so se lo conoscete.

Siamo in Galleria Umberto.

- Cettina. - Guido.

Cettina mia, che tragedia ! Ho appena saputo dal portiere.

Povero Costantino nostro.

- Voi chi siete ? - Avvocato Guido Capone, un cugino della signora.

Abito al piano di sopra.

Commissario Ricciardi, lui è il brigadiere Maione.

Commissario, io capisco le vostre esigenze.

Dovete capire che adesso mia cugina non è in grado di rispondere

alle vostre pur dovute domande. - Certamente.

La attendiamo in Commissariato per quando se la sentirà.

Purtroppo, avvocato, è necessario riconoscere il corpo della vittima.

Me ne occuperò io al più presto.

(in cilentano) Sì, lo so, i pomodori non sono quelli giusti.

Mi mancano pure un sacco di cose.

Perché ti mancano tante cose ?

- Perché ? - Perché vuoi andare al mercato.

Tanto quello non mi incanta.

Allora vi ringrazio per la passeggiata e per i fiori.

Enrica, per quel ricevimento non volete proprio ripensarci ?

Mi mandate da solo ?

Io vi ringrazio, ma non sono portata per i ricevimenti dell'alta società.

Mi sentirei a disagio e sarei un peso pure per voi.

[PARLA IN TEDESCO]

- Eh ? - Io sarei fiero... di avere voi accanto a me

quando mi presento davanti a tutti.

Dovrete darmi tempo per abituarmi a uno stile di vita più mondano.

Come volete.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Un chilo e mezzo, va bene ? - Sì. - Gli odori li volete ?

- Sarracino, me li date sì o no ? - Sì, tenete.

- I soldi non li volete ? - Ehi.

- Io vorrei sapere che vi ho fatto di male. - Niente, perché ?

Perché ? Non vi servite mai da me. Pare che lo fate apposta.

- Allora ? - "Chi troppo vuole, nulla stringe".

Donna Rosa, avete del basilico ?

Gustavo, lo so che sei qui.

Apri, Gustavo.

Se usi lo stesso nascondiglio per dieci anni, poi è un domicilio.

- Questo nascondiglio lo conoscete solo voi. - Per cortesia !

- Ringrazia Bambinella che sto qui. Che hai fatto ? - Niente.

- Volevo piazzare della merce. - Rubata. - Eh.

- Al Borgo degli Orefici. - Eh. - Che è zona dei Lombardi. - Eh.

- Allora è certificato. - Che ? - Che sei proprio stronzo.

- Ora vado da Pascalone. - Come no ?

Quello ti fa fare la fine delle "zoccole".

Così pago soltanto io, non la mia famiglia e nemmeno Bambinella.

Se io scappo, Pascalone se la prende con loro.

Io invece preferisco morire di mazzate.

Sono già stato in ospedale per il riconoscimento.

Purtroppo è lui, è Costantino.

Ho sperato fino all'ultimo che non fosse lui.

Signora.

Stamattina, quando ci siamo parlati

mi avete detto che vostro marito è uscito di casa molto presto.

- Sapete dove era diretto ? - Doveva concludere un affare.

C'era della merce, stoffe pregiate...

che venivano in nave dalla Scozia.

Lui che voleva fare, acquistarle subito ?

Costantino fa sempre così.

Faceva.

Quanto è brutto dire "faceva".

Coraggio, non vi tratterrò ancora a lungo.

Il fatto è che vostro marito aveva con sé una grossa cifra in contanti.

Ve ne aveva parlato ?

Ha parlato di un affare importante, ma non so quanti soldi fossero.

- Li ha messi nel taschino... - Costantino è stato sempre abile.

Per bruciare la concorrenza, pagava in anticipo e in contanti.

Una rapina è da escludere, perché i soldi sono rimasti là.

Non può essere stato un tentativo di rapina.

- Il colpevole può essere solo Vincenzo Sannino. - Scusate ?

Non sapete che è successo l'altra sera al cinematografo ?

- Vi avevo detto di restare a casa a riposare. - Scusate.

Stavamo dicendo, Vincenzo Sannino... è molto famoso come pugile.

In America lo chiamavano "il Serpente" perché era veloce.

Gancio sinistro, sempre secco, sempre lo stesso.

Perché dici "lo chiamavano" ?

Circa un anno fa con il gancio sinistro ha ammazzato un avversario.

Lo ha fulminato.

Ha deciso di ritirarsi e non combattere più.

- Mi sembra una decisione più che comprensibile. - Eh.

Ma non per quei signori là.

Sapete com'è, prima diventi orgoglio nazionale

poi ti ritiri perché hai ammazzato un avversario negro...

- Da orgoglio... - A "scuorno" nazionale.

Andiamo a parlare con il Serpente.

- Prima facciamo un salto al negozio della vittima. - Ricciardi !

- Proprio voi cercavo. - Dottore.

Ho saputo che lavorate al caso Irace.

- Sì, stavamo proprio uscendo per le indagini. - Bene, molto bene.

E' un caso che ha fatto scalpore, ma è anche facile da risolvere.

- Voi dite ? - Dico sì.

Sannino il pugile, se vogliamo chiamarlo così...

ha disonorato l'Italia facendo il vigliacco.

- Ha fatto minacce in pubblico alla vittima. - Quindi ? - Quindi...

Mi aspetto una soluzione logica e rapidissima del caso.

Chiaro ? E adesso andate.

- Era già morto ? - Sì, poveraccio. - Ho saputo stamattina.

- Adesso come fanno ? - Non lo so.

Fate passare, per cortesia ! Fate passare, grazie.

- Per le tende... - Taliercio, buongiorno !

Commissario Ricciardi, brigadiere Maione.

- Dovremmo farvi delle domande. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Torno domani. - A domani.

- Chiudo il negozio, così siamo più tranquilli. - Prego.

Scusate, volevo chiudere il negozio, ma avete visto, c'è tanta gente.

Quindi eravate il socio di Costantino Irace ?

Il socio, ma soprattutto il cognato.

Costantino ha sposato mia sorella Concetta.

Povera Concetta mia, sarà distrutta.

Non ho avuto il tempo di andarla a consolare.

- Avete visto che folla c'è qua fuori ? - Perdonate l'invadenza.

Voi eravate in buoni rapporti con la vittima ?

Ve l'ho detto, Costantino era come un fratello per me.

Quando ha sposato mia sorella ha risollevato lui il negozio.

Lui prima era commerciante di frutta e verdura.

Aveva intuito per il commercio, allora ci siamo messi insieme.

Pensate che il negozio di fianco, questi Merolla

prima che Costantino e Cettina si sposassero

volevano comprare il negozio nostro. Noi abbiamo risollevato le sorti.

- Ora loro sono "in cattive acque". - Taliercio.

- Questo negozio è di famiglia. - Sì. Sono la terza generazione.

Mio nonno aveva una bancarella con le cravatte in Via Roma e adesso...

- Quello che ci interessa sapere è questo. - Sì.

Sapevate che oggi vostro cognato è uscito molto presto di casa

con una forte somma di denaro ? - Certo. Eravamo come fratelli.

Gli ho detto: "Ti accompagno, così non vai solo."

Ma niente ! Costantino aveva la testa dura.

Non sentiva nessuno e non aveva paura di niente.

Scusate, ma come mai aveva tanti soldi addosso ?

- Gli affari non si fanno tramite la banca ? - Avete ragione.

Costantino voleva agire subito e in fretta pagando in contanti.

Così aboliamo la concorrenza.

- Qua nel quartiere, come sapete... - Qualcun altro oltre a voi sapeva

che Costantino andava in giro con questa forte somma di denaro ?

Non lo so e non so Costantino a chi lo ha detto, credo a nessuno.

Di sicuro per concludere l'affare c'è stato un mediatore.

- Ve lo posso garantire. - Chi è ? - Si chiama Nicola Martuscelli.

- Ha l'ufficio al molo 15. - Vi ringrazio. - Grazie.

Scusatemi.

Scusatemi...

- Scusatemi, se mi permetto. - Taliercio, parlate, diteci.

La verità è che qua si sa chi ha fatto il "malamente" a mio cognato.

Scommetto che si tratta di Vincenzo Sannino il pugile.

Gelosia, gelosia.

Era innamorato di mia sorella. Voleva toglierla a Costantino.

- Grazie. Restate a disposizione. - Grazie.

- Per qualsiasi cosa, sono qua. - Arrivederci. - Buona giornata.

A voi.

Chi è il prossimo ? Accomodatevi.

Ah...

[CAMPANELLO]

- Desiderano ? - Brigadiere Maione, lui è commissario Ricciardi.

Dobbiamo parlare con Vincenzo Sannino.

Mi spiace, ma non può essere disturbato.

- Forse non è chiara la situazione. - Mi dispiace, ma non dipende da me.

Sono disposizioni della signorina Penny Wright.

- Chi è ? (accento americano) Buongiorno.

- Sono Penny Wright, la segretaria di Mister Sannino. - Buongiorno.

Come avrete capito, devo parlare con il vostro assistito.

- Lo so, ma al momento è indisponibile. - Molto bene.

Sarò costretto a convocarlo in Commissariato

facendolo prelevare qui in albergo.

Mi mettete in imbarazzo, io non saprei come aiutarla.

(accento americano) Posso essere di aiuto ?

Sono il manager di Mister Sannino, Jack Biasin.

Perdonate, perché è così difficile parlare con Sannino ?

Prima la signorina, poi voi...

- Fate pensare che abbia qualcosa da temere o nascondere. - Sono qua.

Perdonatemi, se vi ho fatto attendere.

Come vedete... non sono in perfetta forma.

Vi prego di seguirmi.

Sannino, devo sapere dove avete passato la notte scorsa

tutta la notte fino all'alba.

- Ha dormito con me. - Sì, confermo.

- Siamo stati insieme la notte. (in inglese) Zitto !

Siamo stati al cinematografo, ma lo sapete già, no ?

Esattamente e dopo ?

Commissario, la verità è che mi sono ubriacato.

Non ricordo nulla della scorsa notte.

Insomma, si presenta questo tipo, no ?

Non aveva niente, cioè, aveva un taglietto sul mento.

Una fesseria, una stupidaggine.

Questo pretende di passare prima degli altri.

Dovevo curare prima lui, capito ? Cioè...

Perché, secondo te ? Perché aveva la camicia nera.

Sono tutti così, prepotenti, imbecilli.

Tu però sta' attenta, qua dentro.

Non dire queste cose con gli altri clienti.

Io non corro questo rischio.

Brava.

Pure perché non ho altri clienti.

Che vuol dire ?

Madame si è infuriata.

Ma io ho deciso.

Io ricevo soltanto te.

Mi hai abituata troppo bene.

Alla gentilezza, al rispetto.

E' colpa tua.

Io però non voglio.

Non ne vale la pena.

Io non capisco.

Lui viene qua per invitarti a un ricevimento e tu rifiuti ?

Mamma, non mi andava.

Non le andava ! Le andava di fare una passeggiata e tornare a casa !

Meno male che viene al tuo compleanno

così si dichiara e finisce questo "sperpetuo" !

Commissario, Nicola Martuscelli. Il mediatore dell'affare di Irace.

- Certo, buonasera. - Buonasera. - Sono il commissario Ricciardi.

- Comodo, comodo. - Grazie.

- Allora, raccontatemi che cosa è successo. - Sì, commissario.

Stamattina all'alba aspettavo il povero Irace

per concludere un affare.

Lui, come sapete, non è arrivato.

Già, questo lo sappiamo.

Però diteci, Irace vi utilizzava spesso come suo intermediario ?

- Per i suoi affari, dico. - No.

Anzi, se devo essere sincero, lavoro molto di più con Merolla.

Sarebbe il concorrente di Irace.

- Ha il negozio accanto a quello di Irace. - Certo.

- Come mai invece che con Merolla ora... - Gli affari sono affari.

Merolla è una brava persona.

Anzi, la sua offerta per la stoffa era pure più alta.

Irace ha messo sul piatto soldi contanti.

Pagava subito, a carico avvenuto.

Non potevo rifiutarmi di dargli una mano, anche se...

Dite, dite. "Anche se" ?

Aggiudicandosi la partita di stoffe, Irace metteva tutti

nelle condizioni di chiudere, Merolla compreso.

Ho capito. Sedetevi.

Merolla sapeva del vostro appuntamento di stamattina ?

- Io questo non lo so dire, proprio non lo so. - Mmm.

- Dobbiamo andare a parlare con questo Merolla. - Avete ragione.

In quanto concorrente di Irace, ha i suoi buoni motivi per...

Chiedo scusa per il disturbo, commissario.

- Dopo l'incontro di stamattina, devo chiarire alcune cose. - Certo.

Seguitemi.

- Sei stato poi al Catasto ? - Sì, ho già fatto la richiesta.

- Prego, ditemi pure. - Ieri Vinnie ha bevuto parecchio.

Perciò ha minacciato quell'uomo, ma non significa che lo abbia ucciso.

Mi avete detto che avete dormito insieme.

Sono la segretaria personale di Vinnie... Vincenzo.

Abbiamo una relazione... "libera", se così si può definire.

Avete un accento straniero, ma parlate l'italiano molto bene.

- Mia madre era di Frosinone, poi è emigrata... - Signorina.

Voi avete passato tutta la notte con Vincenzo ?

Dopo la serata in cinematografo

siamo andati in un locale Vincenzo, io e Jack.

Vinnie ha continuato a bere.

Ha detto che voleva camminare per smaltire la sbronza.

Sono tornata in albergo, ero stanca. Jack è andato con lui.

Quando mi sono svegliata, c'era Vinnie al mio fianco che dormiva.

Era ancora vestito.

- A che ora vi siete svegliata ? - Intorno alle sette, sette e mezza.

Non ho controllato l'orologio, ma c'era luce nella stanza.

E Jack è rimasto con lui per tutto il tempo ?

Credo di sì, non abbiamo avuto modo di parlare.

I segni che Vincenzo ha sulle mani voi come li spiegate ?

Non lo so.

Avrà litigato con qualcuno o dato pugni al muro.

Sono sicura della sua innocenza.

Vinnie è stato un pugile, ma non è cattivo.

Dopo l'ultimo incontro, ha donato il compenso

alla moglie del pugile che purtroppo è morto.

E' un brav'uomo.

Il suo lato debole è quella donna, Cettina.

- La moglie della vittima ? - E' tornato in Italia per lei.

Non è una ragione per uccidere il marito, per uno come Vinnie.

Grazie, signorina.

- Vi accompagniamo all'uscita ? - Grazie. - Prego.

- Com'è, buona ? - Sì. - Molto buona.

Falco, ormai mi venite a trovare senza preavviso.

Vi chiedo scusa, ma ho nuove informazioni su Colombo Enrica

che abita di fronte a... chi sapete voi.

- Che informazioni ? - Frequenta il maggiore Manfred von Brauchitsch.

Ho capito. Perché la cosa dovrebbe interessarmi ?

Von Brauchitsch è a Napoli

come addetto culturale presso il Consolato di Germania.

Secondo noi e la nostra sensazione è condivisa a Roma

la sua vera missione è quella di osservare e studiare

certe strutture militari, soprattutto del porto.

Una spia ? Non lo avrei mai creduto.

Non capisco perché mi stiate dando queste informazioni.

L'intelligenza e il fascino di una donna come voi possono essere

un passe-partout per accedere alle confidenze di qualunque uomo.

In fondo, Livia, sarebbe solo una frequentazione in più.

Non dovreste approfondirla troppo.

Perché dovrei prestarmi a questo gioco ?

Per prestare un servizio alla patria.

E anche perché...

Von Brauchitsch parteciperà a un ricevimento

a cui hanno invitato anche il vostro commissario con la sua contessa.

Hai capito perché siamo qua ?

E' l'ora di chi è al lavoro, di chi fa la spesa.

Le case sono vuote, ce ne sono tre sicure.

Tu fermati qua e controlla se arriva qualcuno. Se c'è pericolo, fischia.

Sai fare un fischio ?

[FISCHIO DEBOLE]

[FISCHIO FORTE]

Questo è un fischio.

Commissario, io ve lo giuro.

Io darei un premio a chi lo ha ucciso.

Irace era un commerciante scorretto, lo sapevano tutti.

Ero arrivato a offrire 87.000 lire per quelle stoffe

ma lui pagava in contanti.

Di meno, ma in contanti.

Così mi ha rovinato.

Ha rovinato altri commercianti con i suoi metodi sleali...

Però adesso vi potete rifare, non siete contento ?

Lo so, vi capisco, non si dovrebbe parlare così di un morto.

Dovrò chiudere lo stesso. L'affare con gli scozzesi lo farà il cognato.

- Michelangelo Taliercio. - Appunto.

Loro i soldi a disposizione li hanno.

Io sono ridotto al fallimento.

Io e le mie figlie.

Merolla, voi dove vi trovavate, la mattina del delitto ?

Sono uscito di casa verso le sei e mezza.

Ve lo possono confermare le mie figlie.

Sono venuto qui ad aprire il negozio.

Una speranza c'è sempre, no ?

Mi hanno visto tutti, ve lo possono confermare, non è che...

Andiamo, fuggiamo !

Fatemi vedere.

- Metti. - Uha ! - Bravo.

- Questa a te. - Bello.

Sasà. No ! Tieni.

- Oh ! - Non fare lo scemo ! - Tieni. - Solo questa ?

A posto ?

Questa qua...

- E' la parte tua. - Non fa niente.

- Andiamo. - Ciao. - Statemi bene.

Ricciardi.

Vi informo...

che ho avuto una telefonata di fuoco con il capo della Questura.

A sua volta ha ricevuto "una lavata di capo" dal Ministero.

- A che proposito ? - E me lo chiedete ?

Quel pugile, quel vigliacco ormai noto a tutti.

Lo devo arrestare io ?

O preferite che passi il caso a De Blasio

così potete continuare a "girarvi i pollici" ?

- Certamente no, sarà fatto. - Sarà meglio.

- Camarda ! Dov'è ? - Sto qua. - Andiamo.

- Se l'indagine va a De Blasio, è finita. - Che facciamo ?

- Andiamo ad arrestare Sannino ? - Sì.

Prima voglio verificare un paio di cose.

Siete sicuri che non devo chiamare mio cugino ?

Ha detto di parlarvi solo in sua presenza.

- Abbiamo davvero bisogno di poche informazioni. - Va bene.

Quindi... ci stavate dicendo ?

Sì, la serenata.

Non ci potevo credere che fosse Vincenzo, che fosse davvero tornato.

Della serenata vostro marito se n'è accorto ?

Certo, ha svegliato l'intero palazzo.

Io ho voluto bene a Vincenzo, ma eravamo due ragazzini.

Quando mio marito si è affacciato

gli ho detto che non sapevo chi fosse a fare quella serenata.

Costantino lo aveva riconosciuto, io... non potevo più fingere.

Sannino è tornato dall'America per voi ?

Sì.

Me lo aveva giurato.

Ma sono passati tanti anni. Poi è arrivato Costantino.

Il negozio di famiglia lo ha salvato lui.

Mio fratello non so come avrebbe fatto.

Costantino lo ha sempre aiutato.

La moglie è malata, ha bisogno di cure costosissime.

Signora Irace, voi pensate che sia stato Sannino ?

Non so che gli è passato per la testa.

Ma il Vincenzo che conosco io...

non è un assassino.

Pure ora, le volte che l'ho visto...

Non ha gli occhi cattivi.

Ha solo tanto dolore.

L'ho fatto mettere così per fare capire la dinamica dell'azione.

Non c'è dubbio che il corpo sia stato trascinato.

Se vedete qua, i tessuti sono abrasi.

Vedete qua ? Però è abraso solo al centro.

- Che vuol dire ? - Che erano in due.

Esatto, perciò uno è commissario e uno non lo è.

Uno lo teneva per le braccia, infatti le maniche sono integre.

Un altro, evidentemente, lo teneva per i piedi.

La parte posteriore delle scarpe e la parte inferiore dei pantaloni

sono integre.

Per il resto, l'esame necroscopico conferma l'esito di un "mazziatone".

Partendo dalla testa, ecchimosi al volto

lacerazioni nella regione del naso e della bocca

frattura dei denti e perdite ematiche.

Poi frattura delle costole, rottura della milza

e versamento nel peritoneo. - Povero cristiano !

Non è finita qua, aveva una bella collezione.

Rottura del femore destro e contusioni al femore sinistro.

Secondo me, prima ha ricevuto un forte colpo da dietro alle gambe

per farlo cadere, però...

La cosa che lo ha ucciso è stato un forte colpo alla tempia destra.

- Un gancio sinistro. - Potrebbe essere un gancio sinistro.

Bravo, ne capisci pure di pugilato.

State facendo un errore, commissario.

- Vinnie ha passato la notte con la segretaria. - No, in realtà.

La signorina ha ammesso di esserselo trovato nel letto al risveglio.

Troppi indizi lo incriminano.

Che spiegazione avete per le macchie di sangue o le ferite sulle mani ?

Mentre passeggiavamo, hanno cercato di rapinarci.

Erano in tre o quattro, li abbiamo presi a pugni e sono scappati.

Ecco perché Vinnie era in quelle condizioni.

Poi siamo tornati qui.

Vi assicuro di averlo lasciato

davanti alla porta della stanza di Penny quella notte.

Ma io non sono entrato.

- Appena sei andato in camera tua, sono uscito. - Per andare dove ?

Chi lo sa, commissario ? Ero talmente ubriaco che...

[PARLA IN INGLESE]

Tanto qua tutti vogliono il mio arresto.

A casa mia sono un vigliacco per tutti.

Allora facciamoli contenti.

Andiamo. No, non serve.

"Goodbye, Mister Biasin".

Commissario.

Vi posso chiedere una cortesia ?

Una passeggiata, solo una passeggiata.

- Prima di finire in cella. - Non mi sembra il caso... - Maione.

Venite.

Sapete, commissario ? Io in fondo ho vissuto due vite.

Una in America, con il pugilato, la fama.

L'altra è rimasta qua...

vicino al mare...

e a Cettina.

Voi non siete proprio riuscito a dimenticarla.

Vedete quello scoglio ?

Io e Cettina venivamo proprio qua.

Lei voleva "La serenata senza nome".

Così la chiamava.

L'ho cantata quella sera sotto casa sua.

Le ho cantato il mio tormento, perché non è più mia.

Però Cettina sono io, commissario.

E' ogni battito del mio cuore.

Ogni respiro.

Non c'è stata una sola notte in cui non mi sia venuta in sogno.

Forse l'ho sognata da ubriaco.

- Non ne sono sicuro. - Che volete dire ?

Io mi ricordo che ho sognato che andavo sotto casa sua.

Nel sogno, vedevo il marito che usciva di casa.

Allora sono salito.

Era tutto così reale.

Peccato che sia stato solo un sogno.

Adesso dobbiamo andare, Sannino.

[MUSICA DAL GIRADISCHI]

E' inutile negare.

Tutto di te lo dice.

Il tuo viso, il tuo sguardo.

Perfino come ascolti la musica.

Da come ti muovevi, sembrava che volessi dire a tutto il mondo...

che ti sei innamorata.

Se vuoi negarlo

per non darmi un dolore...

Beh, ti sbagli.

Saperti felice è per me una gioia...

che supera anche l'amor proprio

o questa ridicola gelosia

di un vecchio innamorato.

Lui è già costretto a vedermi per fare scena.

Non voglio imporgli altro.

L'amore è comunque un peso che poi bisogna reggere.

Le tue parole confermano tutto il bene che provo per te, ma...

Non arrenderti, Bianca.

Se sei davvero innamorata.

Bianca ! Che piacere vederti dopo tanto tempo !

Anche per me è un piacere.

- E' il barone di Malomonte, se non sbaglio ? - Per servirvi.

- Conoscevo vostro padre. - Non è possibile, marchesa.

Siete troppo giovane.

Ci rivediamo più tardi ?

Complimenti per la magnifica festa.

- Buonasera, contessa. - Buonasera. - Buonasera.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Ti prego, portami via. - Oramai ci siamo.

So che tra gli ospiti ci sono in incognito le persone

che hanno istruito contro di te quel ridicolo processo.

- Prego, signori. - Grazie.

E' bene che si accorgano di noi.

Sai che...

Ah, c'è qualcosa che devo sapere ?

Ora ti racconto.

Bambinella, ci sei ?

Bambinella !

- Bambinella ! (piangendo) Sì, brigadiere, sto qua.

Me ne vado subito, sono venuto solo per dirti

che ho parlato con il tuo amico, ma ha la testa dura.

Vuole per forza andare a incontrare...

Bambinella, ma che hai combinato ?

L'ho convinto a non andare.

- E ti ha ridotta così ? - Che andate a pensare ?

Gustavo mi vuole bene veramente.

E va bene.

Sei carina anche così.

"Mannaggia alla capa tua".

Guarda che hai combinato.

- Ti fa male ? - Un po'.

Un po' di pazienza, piano piano... passa.

Si può sapere chi è stato ?

Eh, Bambinella ?

Eh ? Bambinella ?

Ma che ti sei addormentata ?

Era da tanto tempo che non sentivo la cura di una mano amica.

Amica veramente.

Mannaggia alla tua testa dura.

Mi dici chi è stato ?

Gli uomini di Pascalone.

Volevano sapere dove l'ho nascosto

perché ho nascosto l'amore mio in un posto che so solo io.

Ti farai ammazzare un giorno o l'altro. Ti faranno a pezzi !

Quindi è stata lei ad accusarti di...

E' ciò che mi hanno raccontato durante l'interrogatorio.

Fermi, per favore ! Livia cara !

Ho chiesto ai nostri musicisti di accompagnarti.

Nessuno vuole rinunciare al piacere di sentirti cantare.

[APPLAUSI] Prego.

Fate spazio.

[CANTA "THE MAN I LOVE"]

- Almeno adesso riesci a respirare. - Molto meglio.

Non sono proprio abituato.

- Beh, io... sono stata bene. - La mia fortuna è che c'eri tu.

- Complici. - Sì, complici.

Mamma, aspettatemi ! Vengo pure io !

Mamma, aspettatemi ! Vengo pure io !

Aspetta !

Non correre !

Ti piacciono i bambini ?

A chi non piacciono ?

Io non posso averne.

Avrei tanto voluto, ma...

Non proverò mai la gioia di essere madre.

- Scusami, volevo dirtelo, dato che prima ti sei confidato con me. - Sì.

Mi dispiace.

- Scusa. - Di che cosa ?

Io amo un'altra donna.

Ti trovo bene, Nelide.

Da qualche tempo hai una luce diversa.

Te lo volevo dire, stai bene.

Grazie.

Invece voi siete un po' sciupato.

Non mangiate mai niente.

Vado a fare un po' di spesa. "Chicco a chicco, si fa il mucchio".

Se lo dici tu...

- Prego, signorina. - Grazie, buona giornata.

Datemi due di questi.

Sembrano buoni.

Subito.

- Buongiorno, che ci fate da queste parti ? - Ve lo dico con le buone.

Andate a chiamare Pasquale e ditegli che sto qua.

Tu guarda chi si vede ! Nientemeno ! Il brigadiere Raffaele Maione !

Buongiorno, Pasquale.

A che devo questo onore ?

Pasquale, ricordi quante volte ti ho salvato il mazzo a scuola ?

A stento ricordo di essere stato a scuola.

Sai perché ?

Perché né la maestra né tuo padre ti hanno mai riempito di mazzate.

Non lo hanno fatto, perché ti ho sempre coperto.

Quante bugie e quante fesserie ho dovuto dire per coprirti.

- Ora che vuoi ? Che ti ringrazi dopo tanto tempo ? - No.

Gustavo la Zoccola.

Lo sai, quello ha sbagliato.

- Io devo dare l'esempio, sennò qua... - Nessuno ti rispetta, lo so.

- Allora che sei venuto a fare ? - Quello ha capito che ha sbagliato.

E' pentito, non lo farà mai più.

Soprattutto, ha una moglie e due figli.

Se è per questo, ha anche un femminiello.

Non è da uomini d'onore.

Tanto prima o poi lo troviamo.

E se ti proponessi un ravvedimento ?

Ravvedimento totale.

Ora i giovani Balilla del rione Sanità intoneranno il coro

"Su del Nilo al sacro lido" dall'"Aida" di Verdi.

(in coro) # Su del Nilo... # - Aiutami a riflettere.

- Noi ora come ora in mano che cosa abbiamo di nuovo ? - In che senso ?

Da un lato c'è il pugile con le minacce.

Dall'altro c'è Irace che deve chiudere un affare.

- Poi ? Pensaci bene. - Datemi qualcosa.

- Grazie ! - Dicevo, pensaci bene.

Irace quella mattina, nonostante le minacce

si mette in tasca un sacco di soldi

per incontrare Martuscelli e concludere tutto.

- Gli affari sono affari. - Appunto.

- A quell'appuntamento doveva andarci per forza. - Quindi ?

Non lo so.

Sentiamo Taliercio che altro ha da dire sulla transazione.

[APPLAUSI]

- Buongiorno. - Buongiorno.

Siamo il commissario Ricciardi e il brigadiere Maione. Voi siete ?

- Paolo Forino. - E il signor Taliercio ?

Mi dispiace, commissario, ma il signor Taliercio non c'è.

Potrebbe dirci a che ora rientra ?

- In genere, nel pomeriggio. - Come sarebbe "in genere" ?

Il signor Taliercio si assenta di solito dal negozio

da mezzogiorno fino al pomeriggio per andare a trovare la moglie.

- Quindi torna a casa sua ? - No.

No, la moglie non è a casa, è in una clinica purtroppo.

Se vi serve di sapere qualcosa, potete chiedere a me.

- Forino, giusto ? - Sì.

Dell'ultimo affare importante che Irace stava curando

quello delle stoffe pregiate...

Sì, le 150 pezze di whipcord pettinato.

Bravissimo. Voi che ne sapete precisamente ?

Con quelle stoffe, saremmo stati a posto per due anni.

Dell'appuntamento anticipato che Irace aveva con i compratori

chi era a conoscenza, che sappiate ?

Mah, il povero signor Irace...

Il cognato e...

E il mediatore, logicamente.

E voi, logicamente.

Certo, ma mica sono andato a dirlo in giro.

Forino, guardatemi.

Secondo voi, è possibile

che qualcuno sia andato a riferire dell'appuntamento a Merolla ?

Visto che pure lui era intenzionato a portare a casa l'affare ?

Commissario, io questo non lo so.

Però è successo tutto all'improvviso.

Mi ricordo che il giorno prima

Irace e il cognato hanno chiamato l'avvocato Capone

che si occupa dell'amministrazione

per fargli preparare le 85.000 lire che servivano in contanti.

- Scusate, quanto avete detto ? - Sono 85.000 lire.

- Siete sicuro ? - In contanti.

Tu ! Di nuovo tu !

Un'altra volta tu !

Sei ancora qui.

Certo.

Che c'è, commissario ?

Irace arrivava da lì, è entrato nel vicolo andando in quella direzione.

Se è come dice Bruno, cioè lo hanno preso in due

forse uno si è nascosto nella nicchia per prenderlo alle spalle.

- Cioè il pugile o l'amico ? - No, Raffaele.

Sono troppo grossi tutti e due per stare là dentro.

E' stato colpito da dietro.

Era fermo e la bastonata lo ha fatto cadere, capito ?

Mentre stava fermo nel vicolo ? La dinamica potrebbe essere questa.

Uno lo ha sorpreso da dietro dandogli la bastonata.

Irace stava fermo in mezzo al vicolo a parlare con l'altro.

E' abbastanza plausibile

sennò sarebbe stato difficile coglierlo di sorpresa, no ?

Se non fosse stato distratto da qualcun altro.

Questi sono gli abiti di Irace.

- Tieni, Raffaele. - Poggia qua.

Guardate qua.

Questo bottone è stato strappato. Tutto il resto è integro.

Questo pantalone vale la libertà di un uomo.

- Tienicelo da conto. - Dottore. - Arrivederci.

Non pensare solo a te, c'è anche la felicità degli altri.

- Buongiorno, Sergio. - Buongiorno.

- Signorina ! - Buongiorno.

Signorina, io non me ne intendo di certe cose, però...

- Quali cose ? Che dite, scusate ? - Signorina...

- Non vi capisco, ditemi. - Sì.

Io non mi intendo di certe cose

ma se ho capito bene, non vi dovete arrendere.

"Chi prima non pensa, dopo sospira".

Se desiderate una cosa, datevi da fare.

- Commissario. - Ehi. - L'intermediario ha confermato.

Irace avrebbe pagato 85.000 lire.

- In tasca ne aveva solo 70.000. - Sì.

- Domani ci penso io. - Scusate... - Facciamo un pedinamento in due ?

- Aumenta il rischio che ci scopra. - Chiediamo in giro, no ?

Possiamo chiedere solo a chi sa e potrebbe avvisarlo.

Come volete voi, commissario.

- Buona serata. - A voi.

- Brigadiere, scusate. - Che c'è ?

- Ci sarebbero novità su quei furti. - "Ci sarebbero" o "ci sono" ?

- Tutti e due. - "Tutti"... No, non ce la faccio.

Io mi arrendo, non ce la posso fare.

Scusatemi !

- Scusatemi. - Signorina. - Domani sarà il mio compleanno.

- Ci sarà una festa. - Auguri. - Fatemi parlare.

A casa mia verrà una persona.

- So di chi parlate. - So che lo sapete.

Perché noi ci guardiamo, è vero ? Ci guardiamo da tanto tempo.

Questa persona chiederà la mia mano.

E voi ne siete felice.

Se ne fossi felice, ne parlerei con voi ?

Io ho bisogno di sapere se posso continuare a crederci

prima di rispondere a una persona che vuole una famiglia con me.

Devo sapere che volete dal vostro futuro.

Non vi sbagliate su ciò che io sento per voi.

Però io...

Io non potrò mai darvi quello che desiderate per...

Per il vostro futuro.

Lina, sono stato un imbecille. Un imbecille sono stato.

Ho avuto paura.

Ero felicissimo di sapere che non avresti ricevuto altri clienti.

Ho capito, non parliamone più.

Ma no, come non ne parliamo più ? No, noi dobbiamo parlare.

- Dobbiamo parlare, perché se senti quello che sento io... - Ssh.

Tu stai qua.

Io pure.

Qua stiamo insieme.

Qua ci vediamo.

- Non c'è nient'altro da aggiungere. - Io ti voglio portare via da qua.

Tu sei un dottore.

Un medico stimato.

Non rovinarti la vita per colpa mia.

Non ne vale la pena.

- Buonasera, Livia. - Nessuna novità, mi spiace.

Ho passato una bella serata con Manfred.

E' gentile, galante, ma non fa domande.

- Evita di rispondere alle mie. - Ci vorrà tempo.

E' molto innamorato di quella maestra.

Sì, certo, è attratto da me, ma la sua mente è tutta per lei.

Non credo che vi potrà resistere a lungo.

Certo, è impossibile non essere attratti da me, vero ?

Peccato che l'attrazione rimanga tale

e i sentimenti siano destinati alle altre.

O chi vi ama davvero non è preso in considerazione.

E non può permettersi di dirvelo.

- Giovanni. - Ehi.

C'è qualcosa che mi devi dire ?

- Perché ? - Ti sei innamorato ? - Mamma, che dite ?

Hai preso i soldi dalla giacca di papà per farle un regalo ?

- Non vi capisco. - Guarda che ho trovato. - Scusate il ritardo !

- Raffaele. - Lo so, ho avuto un contrattempo.

- Che contrattempo ? - C'è stato un furto nel quartiere.

- Ah. - Pare che siano stati dei ragazzini.

- Li hanno visti scappare. Dammi una mano. - Si.

- E' pronto a tavola. - Che hai preparato per cena ?

- Pasta e patate. - Con la provola ?

- E' normale. - Ehi ! Bello di papà !

Bello di papà !

Bambinella, te lo spiego un'altra volta.

Questa è brutta gente, ma ha delle regole... morali.

Se Gustavo chiede scusa per lo sgarro che ha fatto

e promette di tornare da moglie e figli...

Moglie e figli, punto.

Senza distrazioni.

Pascalone ci mette "una pietra sopra".

- "Regole morali". - Eh.

Separare due persone che si amano come può essere una regola morale ?

Bambinella, da me che vuoi ?

Questa proposta ho fatto ed è stata accettata.

Di più non potevo fare.

Ora decidi tu.

Io gli voglio troppo bene.

Gli voglio troppo bene per non sacrificarmi per lui.

Gli dirò che ho un altro amore, così mi disprezza e mi dimentica.

Però almeno non soffre come me per un'ingiustizia.

Abbiamo fatto tutte le indagini per un quadro clinico preciso.

Mio marito dice che stanotte non ha chiuso occhio.

Tra qualche giorno sua moglie comincerà a stare meglio.

Grazie.

Mamma.

Ricordati le mie parole, Luigi.

Non avere paura della solitudine.

La nostra clinica richiede pagamenti molto onerosi.

La riservatezza è compresa nel prezzo.

Me ne rendo conto, direttore.

Solo che l'alternativa ad avere le informazioni

che potreste darmi ora in via del tutto riservata

è che io le ottenga attraverso la Magistratura.

Perciò scegliete voi.

I nostri ospiti sono ricoverati in tre sezioni.

Gli agitati, i semi-agitati e i tranquilli.

Dove è ospitata la persona di cui stiamo parlando ?

Nella seconda sezione.

Ho bisogno di sapere da quanto tempo si trova qui e quanto paga.

E' qui da sei anni e paga 10.000 lire l'anno.

E' una delle rette più coste, vista la particolarità del trattamento.

I pagamenti come sono ? Sono puntuali ?

La famiglia è stata molto in ritardo negli ultimi mesi, ma per fortuna...

Due giorni fa, la retta è stata integralmente saldata.

E' stato pagato anche il semestre successivo.

A questo punto, ho bisogno solo di due ultime cose.

Dovrei usare il vostro telefono e vedere la persona in questione.

So perfettamente che è in corso una visita, ma vedete...

Ho proprio bisogno di vederli entrambi.

Commissario.

Che ci fate qua ? Come avete saputo ?

Voi vi assentate sempre dal vostro negozio

a partire da mezzogiorno.

Mi è bastato seguirvi.

- Niente di meno, mi avete seguito ? - Sì.

Taliercio.

Mi dispiace per vostra moglie.

Mi dispiace davvero.

Però non ha più senso mentire.

- Non capisco che volete da me. - Voglio 85.000 lire.

Tanti erano i soldi che portava con sé vostro cognato

in vista di quell'appuntamento.

In pochi sapevano che li teneva in un taschino del pantalone.

Tra quei pochi, ci siete voi.

Addosso gli abbiamo ritrovato meno soldi.

Settantamila lire che stavano in una tasca del cappotto.

Il bottone del taschino dei pantaloni era saltato via.

Chi ha preso i soldi li ha strappati con furia dal taschino

facendo saltare via il bottone. Ne ha presa una parte, 15.000 lire

e il resto lo ha messo nella tasca del cappotto.

- E quindi ? - Il magistrato verrà informato

Che le 15.000 lire servivano a voi

per pagare la retta di vostra moglie e anticipare un semestre.

Non avete niente in mano !

Andavo d'accordo con Costantino ! Non avevo motivo di ucciderlo !

- I soldi. - Non sono un uomo violento ! - Taliercio, i soldi.

E' questo il motivo. Sappiamo anche che non eravate da solo.

Nel vicolo c'è un nascondiglio

dove si è messo un vostro complice per colpirlo alle spalle.

Sappiamo di chi si tratta.

Dell'unica altra persona a conoscere l'ora dell'appuntamento.

Dell'unica con la corporatura giusta per nascondersi in quel vicolo.

E' stato lui a uccidere.

E' così ?

Tu capisci, Adare' ?

Io ! Io, che ero stato il padrone, ora prendevo lo stipendio !

E lui ? Lui non veniva mai al negozio.

Perché ? Ve lo dico io, perché era roba sua, come me.

Come la merce, come mia sorella.

Adare', ti ricordi Cettina ? Ricordi come era bella ?

Adesso è rimasta l'ombra di quella che era

come se fosse morta, uccisa da lui.

Adare', devi stare tranquilla, perché a te ci penso io.

Pure se mi mettono in galera.

Ho giurato davanti a Dio.

"Nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia".

Non ti preoccupare, a te ci penso io, sì, sta' tranquilla.

Sta' tranquilla, a te ci penso io.

Non si può pranzare in pace ?

E' meglio se vi calmate e state seduto, credetemi.

Signora Irace, senza volerlo, ce lo avete detto voi.

Non capisco.

"Le volte che l'ho visto", sono parole vostre.

Sono al plurale, "le volte".

Noi eravamo a conoscenza di una sola volta, al cinematografo.

- Tra voi e Sannino c'è stato almeno un altro incontro. - Cettina.

E' stato quando hanno ucciso Irace.

Eravate da sola in casa, giusto ?

E avete aperto la porta a Vincenzo, è così ?

Lui era ubriaco.

Mi ha raccontato tutto come se si trattasse di un sogno.

Invece era vero. Era vero che vi siete visti.

Era ero che vi siete baciati.

Che hai fatto ? Dimmi che non è vero.

Mi sono affacciata.

Lui era lì che mi guardava come tanti anni fa.

- Lo hai baciato ? - Proprio non ce la fate.

- Non riuscite a frenare la vostra gelosia. - Che dite ?

Non bastava eliminare chi ha sposato la donna che amate, ma pure Sannino.

La sera che c'è stata la serenata, l'ha sentita tutto il palazzo.

Quindi pure voi.

Deve essere stato allora che avete iniziato a pensare a come fare.

Certo, una mano ve l'ha data Sannino con la scenata al cinematografo.

Poi per uno che conosce la Legge il piano poteva essere completo.

Non è così ? Così avete inscenato tutto.

Avete fatto leva sul bisogno di soldi di vostro cugino.

- Sono solo illazioni. - Vostro cugino ha confessato.

Siete stato voi a colpire.

Avete approfittato della sorpresa di Irace

nel trovarsi davanti il cognato lì a quell'ora.

[GRIDA]

Poi lo avete finito

con un colpo dato apposta perché la colpa andasse a Sannino

alla tempia destra, mentre già aveva perso i sensi.

Alla fine avete preso la somma necessaria

per pagare la retta della clinica per la moglie di Taliercio.

Il resto glielo avete rimesso addosso.

Avrebbe dovuto aspettare che la polizia ci restituisse il denaro.

Ma non ha resistito.

Sapeva quanti soldi aveva. Ne ha presi quanti gliene servivano

e nella fretta ha messo tutto nella tasca del cappotto.

Il vostro scopo era fare in modo

che scartassimo subito la rapina come movente.

Che concentrassimo le attenzioni sul pugile.

Siete stato sfortunato. Non potevate immaginare

che con quanti soldi fosse uscito di casa Irace quella mattina

alla fine lo avremmo scoperto.

Come hai potuto ? Mio marito.

- Vincenzo. - Non lo capisci ?

Potevo sbarazzarmi di tutti e due in un colpo solo.

Ho pensato che potesse realizzarsi il nostro sogno.

Il "nostro", sì ? Perché lo sognavi pure tu, no ?

Non può che essere così, vero, Cettina ?

E' vero, amore mio ?

[VOCIARE INDISTINTO]

- Fa la prostituta. - La donna del mistero ? - La donna che amo.

Tu la ami davvero ?

Come non ho mai amato prima.

Ammesso che io sia stato capace di amare prima di adesso.

Che intendi fare ?

Non lasciarmela scappare per niente al mondo.

Preparo una bella sorpresa.

- Che possa essere felice con lei, amico mio. - Si chiama Lina.

- A Lina allora. - A Lina

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