All language subtitles for IlCommissarioRicciardi-S2E2

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Original subtitles

# Vattene da lì.

# Vattene, pazzerella.

# Va', falena, e torna.

# E torna a quest'aria così fresca e bella.

# Lo vedi che io pure

# mi abbaglio piano piano e mi brucio... #

- Buongiorno, Nelide. - Buongiorno.

- Non pensavo che mi sentiste. - Che problema c'è ?

- Ho preparato la colazione. - Non ho fame, grazie. - Lo sapevo !

- E' pronta a portare via. - Hai pensato a tutto.

- Non si può fare fesso lo stomaco. - Nemmeno te, mi pare.

Se avevate una moglie, non vi faceva uscire a digiuno.

Eh, già.

- Buona giornata. - Pure a voi.

Parole al vento !

Io parlo e il signorino manco mi sente.

(in napoletano) Parla più forte, Nelide.

Zia Rosa.

Io non sono capace.

- "Chi nasce tondo, non muore quadrato." - Nessuno nasce imparato.

Ora ci sei tu e devi fare qualcosa

sennò il signorino nostro ci resta zitello a vita.

La fate facile voi, eh.

Io che ne so dell'amore ?

Che splendore, pare il corredo di una regina.

Tua madre non è mai stata così contenta.

Sì, non ho capito che si è messa in testa.

- Ha rivoltato la casa per un paio di biglietti. - Lo sappiamo noi.

- Dove si è cacciata Maria ? - Abbiate pazienza, ne vale la pena.

- Guardate che sciccheria ! - Che bella ! - Bella !

Non l'ha fatta bella, è bellissima. Pare una sirena.

- Mamma. - Che c'è ? - Per piacere.

- Che ho detto di male ? E' il tuo fidanzato. - Non lo è.

Perché un ufficiale tedesco dovrebbe spedirti tante lettere ?

Dicci, Maria, com'è l'ufficiale ?

Carla, dillo tu che sei stata a Ischia con loro.

Bellissimo, alto, biondo. Pareva proprio un... tedesco.

- Si capisce ! E' tedesco ! - Ci sono tedeschi e tedeschi.

Uno che dipinge così ha un animo sensibile di artista.

- Ed è innamorato. L'ha fatta molto bella. - Mamma ! - Che c'è ?

- Non la smettete ? - Mamma mia, figlia mia, che carattere che hai.

Se fosse per lei, la bocca cucita si dovrebbe avere !

Cucita ! Mamma mia...

Non ti arrabbiare.

Lo sai come è fatta tua madre.

Sì, lo so come è fatta, però...

Vorrei che ogni tanto si rendesse conto di come sono fatta io.

Fammi un sorriso.

Fammi andare al lavoro tranquillo.

Così.

- A dopo. - Buon lavoro.

("Cara Enrica, questa è la mia ultima lettera.")

("Quando la leggerai, sarò già nella tua meravigliosa città")

("e potremo parlare guardandoci negli occhi.")

Che c'è, Raffaele ?

Commissario, con rispetto parlando, eh, però...

Io dico quello che vedo.

- Posso ? - Se ti dico che non puoi, cambia qualcosa ?

Un uomo non può stare sempre da solo.

A forza di essere triste, invecchia prima, ve lo dico io.

- Chi ti dice che sono triste ? - Anche un cieco lo vedrebbe.

- Siete pure più sciupato del solito. - A proposito...

Qui c'è la colazione che mi ha preparato Nelide.

Mangia, mi sembri sciupato pure tu.

Mi provocate, ma sapete che non mi tiro indietro.

Si sente da qui il profumo. Queste sono le cose importanti della vita.

Ti dico che puoi favorire....

- Mangiatelo voi, è meglio. - Favorisci.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti !

- Commissario Ricciardi. - Contessa. Ruotolo, grazie.

Accomodatevi.

- Lasciate pure a me. - Grazie.

Allora... che cosa posso fare per voi ?

Vorrei parlarvi.

- E' importante. - Potete parlare liberamente, ve lo garantisco.

Come volete.

Voi avete conosciuto mio marito, il conte Romualdo.

- E' in carcere per l'omicidio dell'avvocato Piro. - Ho saputo.

- Mi dispiace. - L'indagine è stata chiusa da un vostro collega.

Sì, De Blasio.

Che cosa possiamo fare per voi ?

Mio marito non è "uno stinco di santo".

Con il gioco si è rovinato e ha rovinato anche me.

- Nonostante i suoi vizi, non è un assassino. - Beh...

Contessa, ha confessato.

- Mente, io lo so. - E come fate voi a saperlo ?

Torna spesso tardi, a volte ubriaco, a volte non torna affatto.

Ma quella notte è tornato a casa.

Io vorrei potervi credere, contessa.

Perché mai un innocente si accusa di un crimine che non ha commesso ?

- Un omicidio, poi ? - Non lo so.

Però so che quella notte era in casa.

- Lo avete detto agli inquirenti ? - Sì, ma nessuno mi ha dato ascolto.

- Con la confessione, si è chiuso subito il caso. - Troppo in fretta.

Perciò sono qui, per chiedervi di scoprire la verità.

Non nego che mi mettete in una condizione delicata.

Interferire nel lavoro altrui su un caso chiuso...

Lo so, però quando ci siamo conosciuti, voi...

Voi mi siete sembrato un uomo...

che non si accontenta delle soluzioni più comode.

Mi sono sbagliata ?

Non vi prometto niente, ma farò il possibile.

[MUSICA DI ORGANO]

(in napoletano) # Guarda questa falena

# come gira e come rigira.

# Come torna un'altra volta

# a tentare questa candela.

# Falena, questo è un lume.

# Non è rosa o gelsomino. #

[CANTICCHIA]

Scusate, Don Pierino, se vi ho disturbato.

Buongiorno, cavaliere.

Scaldavo un po' la voce, prima di dire la messa.

In fondo, pure la canzone popolare viene da Nostro Signore, no ?

- Tutto bene ? - Ho da chiedervi un consiglio.

Giulio, questa faccia non ve l'ho mai vista.

- Che succede ? - Enrica.

- Non sta bene ? - Di salute sì, ma è infelice.

Io lo vedo, ma non posso farci niente.

- Questa cosa mi spezza il cuore. - Qual è il problema ?

- Si è innamorata di un uomo che non può ricambiarla. - Lo conoscete?

Per amore di mia figlia, ho fatto una cosa che non è nella mia natura.

Gli ho parlato e lui mi aveva promesso

che avrebbe chiarito i suoi sentimenti per Enrica.

E Ricciardi non lo ha fatto ?

Come fate a sapere che si tratta di lui ?

Lo conosco il commissario.

Basta guardarlo negli occhi per capire che ha un tormento.

So che è un uomo giusto e leale.

Se non ha parlato ancora a vostra figlia

ci deve essere una ragione più che valida.

Non dubitatene e abbiate pazienza.

Caro Don Pierino, niente logora la pazienza di un padre

come i dolori di una figlia.

- E' il mestiere più difficile. - Eh.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.

- De Blasio, buongiorno. - Ricciardi.

Ehm... Che posso fare per te ?

So che ti sei occupato dell'omicidio di un tale Piro.

- Sì, perché? Accomodati. - No, sono di passaggio, ti disturbo per poco.

Seguo un'indagine che potrebbe avere dei rapporti con quel caso.

Mi farebbe comodo guardare il tuo fascicolo.

- Sai che i fascicoli non possono uscire dall'ufficio. - Lo so.

- Se preferisci le vie ufficiali, lo faccio chiedere da Garzo. - No !

Se non ci aiutiamo tra colleghi, no ? Eh !

Solo che questo fascicolo è una miseria.

E' un caso nato chiuso. Il conte Palmieri ha confessato.

- Lo so e vorrà dire che mi farò bastare quel poco che c'è. - Ah.

Te lo vado a prendere.

- Sta nell'archivio. - Grazie. - Prego.

Allora, vediamo un po' qua dove sta...

Ah, eccolo qua.

Pratica archiviata trovata.

Allora.

Questo no... Eccolo qua.

E' lui, eccolo qua, vedi ? E' qua.

Vedi ? Come ti dicevo.

C'è il verbale, la perizia del medico legale e la confessione.

- Chi lo ha ritrovato il cadavere ? - Eh... la serva.

E' stata la serva, lo ha ritrovato al mattino nello studio.

- La moglie era in casa e la figlia a scuola. - Che sappiamo...

-De Blasio. -Eh. -Non è più comodo, se lo porti qua cinque minuti ? -Sì.

- Ti chiedevo... - Sì. - Che sappiamo della vittima ?

L'avvocato Piro era un assiduo frequentatore dei salotti esclusivi.

In verità, era uno strozzino.

Lui ci godeva a prestare i soldi ai nobili decaduti.

Il conte Palmieri di Roccaspina tra carte, cavalli e altro

gli doveva una barca di soldi.

- Chi ha fatto la perizia ? - L'amico tuo, Modo.

- Voi chi avete interrogato ? - I familiari, la cameriera...

Poi stavamo lì, è arrivato il conte e ha confessato.

- Posso dare un'occhiata ? - Eh.

Vedo se ho dei riscontri con il mio caso e te lo restituisco.

Va bene, te lo concedo per oggi. Domattina me lo riporti ?

- Sarà fatto. - Eh. - De Blasio. - Eh.

- Buon lavoro. - Grazie.

"Durante la notte dell'omicidio"

"sotto l'effetto di alcol e dopo avere perso al gioco"

"il conte Palmieri va dall'avvocato Piro"

"per convincerlo a rimandare la restituzione di un debito."

Piro lo fa entrare nel suo ufficio e lì hanno un alterco.

Il conte Palmieri prende un oggetto dalla scrivania

non ricorda se una penna o un tagliacarte.

Lo colpisce, si mette paura e scappa a casa.

Il giorno dopo, decide di tornare da Piro, però trova la polizia.

Come mai nessuno li ha sentiti ?

Quando si sono incontrati la volta prima, li hanno sentiti eccome.

Commissario, voi sapete che stima ho di quel tappo spuntato di De Blasio

ma la soluzione del caso sta su un piatto d'argento.

Al tappo spuntato dobbiamo ridare i verbali domattina.

- Tu ricopiali, io vado a parlare con Modo. - Scusate.

Se permettete, li farei ricopiare ad Antonelli.

- Io ho le mani troppo grosse, non viene bene. - Fai come vuoi.

Tieni presente che è un'indagine non autorizzata.

- Non dobbiamo trovarci Garzo tra i piedi. - No... Mmm !

Ah, che sorpresa !

Da quando noi siamo al governo, la polizia è in vacanza !

Non è un rimprovero, è un dato di fatto.

- Napoli oramai è meglio della Svizzera. - Già.

- Pare che presto parleremo tedesco. - Mangiamo cioccolata.

Grande popolo quello germanico, c'è poco da scherzare.

Voi lo sapete, io non scherzo mai. Perdonateci, torniamo al lavoro.

- Bravi. - Con permesso. - Bravi.

Come si dice in questi casi ?

"Auf wiedersehn" ! Avvocato...

- "A soreta". - Ehi. - Eh !

Dicevo io: "Ecco, è arrivata l'eclissi."

- Ho bisogno di te. - Uno prima si saluta, dice come sta...

- No ? Poi forse ti rispondo. - Come devo stare ?

Stare male non è un reato e neanche dirlo, per adesso.

"Grazie, dottor Modo, di queste belle parole, ci penserò."

- Va bene, che vuoi ? - Avvocato Piro. - "Avvocato Piro" ?

- Avvocato Piro... - Sì. - Che vuoi sapere ?

- Se è ancora morto ? - Sì, anche come è morto.

Come è morto l'avvocato Piro ? Fammi ricordare.

Riverso sulla scrivania con la gola perforata.

- Nessuna traccia di colluttazione. - L'arma ? - Non l'avevano trovata.

- Un'idea te la sarai fatta. - Dalla ferita, sì.

La gola era perforata dal lato destro

e l'arma aveva reciso la giugulare.

Questo non farebbe pensare al tagliacarte

piuttosto a un oggetto appuntito.

-Il che esclude la tua intelligenza. -Sei proprio in forma.

- Che è successo oggi ? Ci sono novità ? - Chi può saperlo ?

- C'entra una donna ? - Sei perspicace, veramente.

Sai che dovresti fare ? Il commissario di polizia.

- Vedi che la faccenda è seria ? - Sì, ma non è grave.

Non parli della donna del mistero. Mi dici qualcosa in più sul caso ?

Perché ti interessa tanto Piro ? Un verme di meno in giro.

- Meglio così, no? - Sì, ma qualcosa in questa storia non mi convince.

- A che ora è morto ? - Se ricordo bene, tra mezzanotte e le due.

Se non hai altre domande o altro da fare, io invece sì.

- Ho molto da fare. - Che dici tu? "Cherchez la femme"?

- Una cosa del genere. Ciao, Ricciardi. - Ciao.

Falco ?

Vi aspettavo giorni fa.

E' cominciato l'autunno.

Niente più gente per strada.

Niente più sedie nei vicoli.

Niente più voci.

Una volta qualcuno mi ha detto che le anime dei vicoli sono di vetro.

Ci si può guardare attraverso.

- Che cosa si vede in queste anime ? - La vita.

- Vi ho portato le informazioni che volevate. - Bene.

Si chiama Colombo Enrica.

Come già sapete, abita a Via Santa Teresa, come lui.

Esattamente nel palazzo di fronte.

Che cos'altro avete scoperto ?

Ha studiato da maestra, vive ancora con i genitori.

Il padre ha un negozio di cappelli.

Falco, ditemi se c'è qualcosa tra di loro o no.

No, signora, non c'è niente.

La ragazza frequentava la defunta governante Vaglio Rosa.

Sicuramente si conoscono, almeno di vista.

In ogni caso

avevamo già un'informativa piuttosto precisa sulla ragazza.

Un'informativa ? Come mai ?

A volte non è una persona che conta, ma i suoi legami.

Questa estate la signorina Colombo ha insegnato in colonia a Ischia.

Ha conosciuto un ufficiale tedesco.

Hanno stretto amicizia.

- Volete dire che si sono fidanzati? - Non è escluso.

- Lui si è trasferito a Napoli da poco. - E' una splendida notizia.

Auguro a entrambi tanta felicità.

Signora...

Vi ho appena messa a parte di informazioni riservate.

L'uomo riveste per noi il massimo interesse.

Per questo vi devo pregare di tenervi lontana da lui.

- Rinuncerò all'onore di fare la sua conoscenza. - Non basta.

Sarebbe pericoloso frequentare tutti quelli che hanno a che fare con lui.

Se vi riferite a Ricciardi, sapete bene che non posso farlo.

Perdonatemi la franchezza, signora.

Perché vi incaponite con quest'uomo ?

Perché so di piacergli. Lo so, lo sento.

Comunque io vi ringrazio.

So che tenete molto al mio bene.

Falco, ditemi.

Come mai sapete tutte queste cose sulla vita dei vicoli ?

Sono un orfano.

In quei vicoli ci sono cresciuto.

- Non avete una famiglia ? - Ce l'ho.

E' il Partito.

Senza Partito, non sarei niente.

Per questo, vi devo chiedere

di non mettermi mai nella condizione di dovere scegliere

tra la fedeltà al regime e i sentimenti che mi legano a voi.

- Buongiorno. - Buongiorno, contessa.

Queste orchidee sono molto belle.

Io preferisco le rose.

Come posso aiutarvi, commissario ?

Vorrei ricostruire con voi i momenti di quella notte.

Quando vostro marito è rincasato, voi eravate già a letto ?

Lo avete sentito arrivare ?

Sì, mi ha svegliata il rumore della porta della sua stanza.

"La sua stanza" ?

Io e mio marito dormiamo in camere separate

ormai da diversi anni.

Perdonatemi, come fate a essere così sicura di ciò che mi dite ?

Questa è la mia stanza.

Quella lì è quella di mio marito.

- Se rimanete qua, vi faccio sentire. - Va bene.

- La vostra porta era così ? - Sì, dormo con le porte aperte.

[SCRICCHIOLIO]

[SCRICCHIOLIO]

- Avete sentito ? - Sì.

In effetti, avrebbe svegliato chiunque.

Mio marito è rientrato alle nove.

Al mattino è uscito alle sette e mezza.

Durante la notte non si è mai mosso dalla stanza.

Ammettiamo che vostro marito non sia più uscito

e che avesse un motivo per accusarsi di un omicidio che non ha commesso.

Però materialmente, secondo voi...

come sapeva che c'era stato un delitto ?

Perché il mattino dopo uscire così presto ?

Era un'abitudine che aveva preso negli ultimi mesi.

- Non ho idea di dove andasse. - Non glielo avete mai chiesto ?

Io e Romualdo siamo sposati da dieci anni.

Non abbiamo avuto figli

e il nostro rapporto è appassito poco alla volta.

- Capita nei matrimoni. - Perdonatemi.

Non voglio che mi parliate di cose che non mi riguardano.

Invece credo che sia necessario.

Mi chiedo se non possa essere questa la ragione

per cui Romualdo si è addossato una colpa non sia.

Spiegatemi meglio.

Mi chiedo se per non perdere il poco che ci resta

ovvero il nome e questa casa...

non abbia scelto il carcere per liberarsi dai creditori.

Perdonatemi, non credete che quelli proverebbero a rivalersi su di voi ?

Non credo che vadano troppo per il sottile.

No, non credo che succederebbe.

Voi siete venuta da me con un motivo preciso.

Io mi sono fidato e questa è la ragione per cui sono qui adesso.

Perciò io vi chiedo e mi auguro che siate sincera fino in fondo con me.

C'è qualcos'altro che dovrei sapere o mi avete detto tutto ?

No, non c'è nient'altro.

(in napoletano) Peperoni ! Comprate i peperoni !

Signorina, guardate che bellezza ! Aspettate.

Si sente il mare, come le conchiglie ! Sentite.

Buongiorno, signorina ! Sentite che musica !

- Non ho tempo da perdere, io lavoro. - Io non lavoro ?

Scusate, io devo convincervi che ho la verdura migliore di Napoli.

Voi non ci credete.

- Assaggiate. - Dalle mie parti, i contadini vendono le verdure.

I saltimbanchi fanno le recite. Buona giornata.

Sarracino, finalmente una ragazza che ti rimette al posto tuo !

Non c'è niente da fare oggi, eh ?

Eh, commissario ? Avete visto che lavoro che ho fatto ?

- Tu o Antonelli dell'archivio ? - Ora "spaccate il capello".

- Lui ha scritto, ma io ho dettato. - Beh !

- L'avvocato della difesa è Moscato. - Mmm.

Andiamo a fare due chiacchiere con il principe del foro ?

No, Raffaele, ci vado io.

-Ti ho coinvolto troppo, non voglio metterti nei guai. -Non se ne parla.

- Dimenticate che non vi dia una mano. - E va bene.

Allora una cosa forse la puoi fare.

Puoi fare una passeggiata... dove sai tu.

- Dove so io ? - Sì. - Adesso ? Che c'entra ? - C'entra, c'entra.

Voglio sapere tutto sia del conte che della contessa.

- Pure della contessa ? - Per me, nasconde qualcosa.

A casa sua c'erano dei fiori molto costosi.

Dubito che li mandi il marito da Poggioreale.

- A più tardi. - A più tardi.

Dovete essere il commissario Ricciardi.

-Avvocato Moscato, piacere. -Grazie per avere accettato di incontrarmi.

- Conoscete bene il conte ? - Ci conosciamo dai tempi del liceo.

Io voglio bene a quel disgraziato.

Voglio bene pure a Bianca, ma questo non cambia le cose.

Potreste raccontarmi meglio che tipo è, che storia ha ?

Lui viene da una famiglia antica, nobile.

Aveva un futuro che ha mandato in malora.

-Per via del vizio del gioco ? -Quello non è il vizio, è la febbre.

Ha dilapidato un patrimonio immenso e ha mandato in rovina anche Bianca.

Che voi sappiate, il conte di vizi ne ha anche altri?

- Non lo so, per esempio le donne. - No, questo lo escludo.

Ultimamente, le cose con Bianca non erano più le stesse

ma lui ha solo quel demone.

Invece, avvocato, con Piro... i rapporti come erano ?

Mi sapete dire quando e in che circostanza si sono conosciuti ?

Ludovico Piro era un mascalzone

che si è approfittato di chi era andato in rovina per qualche motivo.

Romualdo è cascato nella sua rete e non sapeva come uscirne.

Per questo lo ha ammazzato.

Avvocato.

Io vorrei incontrare il vostro amico in carcere

però una richiesta ufficiale non la posso fare.

Se ci tenete tanto, posso accompagnarvi io.

Speravo che rispondeste così.

[VOCIARE INDISTINTO]

Ogni volta devo fare questa scalinata santa, mannaggia a lei...

Non mi vedi più, capito ? Sei una "chiavica" !

Ehi ! Perché non guardi dove metti i piedi ?

Scusate, è che quel fetente "ricchione" non riceve più !

Non preoccupatevi, a voi apre la porta.

Che è questa confidenza ? Come ti permetti ?

- Non sto qua per ciò che pensi tu. - No ? - No. - E perché ?

A te che importa ? Sono qua per servizio.

- Appunto, per il servizio ! - Va' via o ti porto in galera !

Sì, buon divertimento, brigadiere !

Franco, ti ho detto che non ricevo più ! Basta !

Fammi la grazia, rassegnati !

(in napoletano) Te ne devi andare !

- Che hai combinato ? Che gridi ? - Scusate, brigadiere.

Che paura che mi ha messo ! Accomodatevi, prendete fiato.

- Vi faccio un surrogato. - Perché la porta è chiusa ?

Avete incontrato Francuccio ? Mamma mia, quanto è asfissiante !

- Avete problemi con Francuccio ? - No, nessun problema, anzi.

Per una volta, una cosa bella.

-Vi metto lo zucchero ? -Ho chiesto perché la porta è chiusa.

Brigadiere, mi sono innamorata.

Sapete com'è, una certe cose non si sente più di farle...

per lavoro.

Chi sarebbe il fortunato ?

- Questa informazione la terrei per me, se non vi dispiace. - No.

La devi tenere per te, per cortesia. Io campo pure senza sapere niente.

A proposito, non è che ora non mi dài più informazioni

perché ti sei... fidanzata ?

Quando mai ? A voi non posso negare niente, lo sapete.

Avanti, che volete sapere ?

Allora, un avvocato di Santa Lucia...

- La so ! - Certo. - Piro si chiamava, è vero ? - Sì.

- Il colpevole ha confessato, no ? - Faccio io le domande.

Mi servono informazioni su vittima, presunto omicida e pure la contessa.

Mi devi fare sapere tutto, relazioni, vizi, debiti di gioco.

- E pure velocemente. - Come no ? Ora ho pure più tempo libero.

- Magari un giorno ci facciamo una bella passeggiata. - Come no ?

- Ti porto pure in riva al mare. - Veramente ? A Mergellina ?

Ti faccio fare pure un bel tuffo.

- Con un sasso legata al piede. - Evitiamo.

- Il mio fidanzato è geloso. - Eh !

- Guarda che mi hai fatto fare. - Pulisco io.

Don Pierino ! Che ci fate qui ?

Semplice, commissario, aspettavo voi.

- Me lo concedete un minuto ? - Certo.

- Che succede ? - Vi devo chiedere uno sforzo.

Provate a immaginare un prete bellissimo, buonissimo

con tantissimi capelli.

- Riuscite a immaginarlo ? - Credo di potercela fare, sì.

Provate a immaginare che un giorno

venga un padre di famiglia a fargli visita per una richiesta di aiuto.

Ama sua figlia e soffre per lei.

E' una ragazza dolcissima.

Ha un cuore buono, ma fragile.

Vedendosi allontanata dall'uomo che ama

rischia di prendere la strada sbagliata.

Se invece fosse quella giusta ?

Amare qualcuno, amarlo davvero, dico...

non significa volere il suo bene, anche a rischio di perderlo ?

Quando lascerete andare il dolore che vi portate dentro ?

E' la vita di un fantasma la vostra.

Sì.

Però è l'unica che ho.

Vi domando perdono, ma è meglio che io torni a lavorare.

Pregherò ogni giorno per voi, commissario.

Che diciamo ai familiari ? Sanno che le indagini sono chiuse.

Qualcosa ci inventeremo.

Alla faccia del palazzo ! Guarda qua.

Buonasera, con chi ho il piacere di parlare ?

Signora Piro, sono il commissario Ricciardi.

Lui è il brigadiere Maione.

Ci scusiamo per essere venuti qui senza preavviso

ma vi assicuriamo che si tratta di una formalità.

Credevo che la questione fosse conclusa o sbaglio ?

Purtroppo, signora, nei verbali sono presenti delle carenze.

- In fase processuale potrebbero comportare rischi. - Che rischi ?

Quel maledetto deve restare in galera per sempre !

Siamo qua per questo, signora.

Avremmo solo bisogno di dare un'occhiata

allo studio di vostro marito.

Dove è successo...

- Permettete ? - Prego.

(E' deciso così, inutile parlare.)

- Come mai non è venuto... Di Blasio ? - Sì, oggi non poteva.

E' deciso così, inutile parlare.

(E' deciso così, inutile parlare.)

- Che dovete appurare di preciso ? - La corrispondenza con i verbali.

Signora.

Il medico legale sostiene

che vostro marito sia morto tra mezzanotte e le due del mattino.

Era solito trattenersi al lavoro fino a un'ora così tarda ?

Mio marito amministrava enti religiosi molto importanti.

Aveva la fiducia del vescovo e di alti funzionari dello Stato.

Perciò lavorava tanto, pure di notte.

- Vostra figlia dov'è ? - E' qua.

Carlotta, c'è qui la polizia.

I signori sono qui per verificare alcune cose prima del processo.

Allora bisogna aiutarli.

Così forse le mie preghiere saranno esaudite.

Signorina, perdonateci per tutto il disturbo.

- Quando avete visto vostro padre per l'ultima volta ? - Dopo cena.

Gli ho dato un bacio come tutte le sere prima di andare a dormire.

- Invece voi, signora ? - Gli ho portato una tazza di latte.

Saranno state le dieci e mezza forse.

La mattina prima del delitto, dai verbali risulta

che il conte di Roccaspina abbia discusso con vostro marito.

- E' così ? - Sì.

Per pura umanità Ludovico gli aveva prestato del denaro.

-Lui non rispettata mai le scadenze. -Quella mattina chi c'era in casa ?

Io, la cameriera e l'autista. Carlotta era a scuola.

- Avete sentito che si dicevano ? - No, la lite è durata poco.

Mio marito non parlava volentieri del suo lavoro.

Aveva molti debitori vostro marito ?

Quell'uomo ci ha rovinato la vita.

- Volete fare il processo a mio padre ? - No, signorina.

Io vi capisco, però dovete rendervi conto

che la Difesa cercherà di suggerire alla Corte ipotesi diverse.

Diverse da che cosa ? La confessione non è una prova definitiva ?

No, può essere ritrattata fino all'ultimo minuto.

Siamo qui per aiutarvi a scongiurare un'eventualità del genere.

Mio marito è morto e un uomo ha confessato di averlo ucciso.

Per il mondo, la cosa è chiusa qui.

Per il mondo forse, per me non si chiuderà mai e poi mai.

Mi dici che c'è ?

- Niente. - Te lo dico io ?

Manfred è a Napoli.

Non vuoi seguire il cuore tuo ?

Poi finisce che arrivano i rimpianti.

- Voi avete rimpianti ? - No.

Io ho sempre seguito il cuore.

Mi sono innamorato di tua madre.

Lei voleva sposarsi, voleva dei figli, mettere su famiglia.

All'inizio ho avuto paura, ma appena sei nata tu...

Non ho avuto dubbi né paure.

Per questo, solo per questo, ti prego, segui il cuore.

Papà, io devo smettere di inseguire un uomo che non mi vuole.

Un uomo che non mi ama.

Io devo pensare al mio futuro.

Purché tu sia felice.

[VOCIARE INDISTINTO]

-Buonasera. -Commissario, buonasera. Scusate, se vi importuno.

La signora mi ha detto se potete venire con me.

E' tardi, ditele che non posso.

Ha detto che è per un motivo molto importante.

[BUSSANO ALLA PORTA] Clara, entra.

Signora, è arrivato il commissario Ricciardi.

- Fallo accomodare in salotto. - Va bene.

Come siete bella !

Buonasera, Livia.

E' successo qualcosa ?

Deve per forza succedere qualcosa, per avere l'onore di vederti ?

- Come stai ? - E' stata una giornata lunga.

Non mi riferivo al lavoro.

So che significa perdere qualcuno.

So quanto Rosa fosse importante per te.

Mi manca molto.

Non credevo che potesse mancarmi tanto.

Ho perso mio figlio, conosco il dolore.

Se mi sono così ostinata con te... è perché mi hai riportato alla vita.

- Io ? - Sì, tu.

Due anni fa ero appena tornata a Napoli.

Sono venuta da te in Questura.

- Non so se ricordi che ti ho detto. - Certo che sì.

Che passeggiavi sul lungomare.

Hai visto dei ragazzini che giocavano.

Per la prima volta, non ho distolto lo sguardo.

In quel momento, ho sentito la vita tornare a scorrermi nelle vene.

Sono corsa da te e appena ti ho visto, l'ho capito.

La ragione eri tu.

Mi attribuisci un merito che non ho.

Perché non mi permetti di volerti bene ?

Perché quello che tu mi chiedi... io non posso dartelo.

E' per via di quella ragazza ?

Se c'è qualcosa tra di voi, dimmelo. Ti giuro, ti lascerò stare.

Non c'è nessuna ragazza.

Meglio così, visto che ha un altro.

- Come lo sai ? - Non ha importanza.

E' più intelligente di me, ha capito subito che con te non c'è speranza.

Il problema non sei tu, il problema non sei mai stata tu.

Il problema sono io.

- Io ti posso aiutare. - No ! Non puoi, non può farlo nessuno.

Solo l'Inferno.

(in napoletano) Niente baci, te l'ho detto. - Scusa.

- Non è per te. - Non preoccuparti, lo so.

Ho conosciuto altre ragazze che non vogliono baciare i clienti.

Eh, ma non è la stessa cosa.

Loro lo fanno per tenersi qualcosa di stretto solo per sé.

Tu invece ?

A me i baci non piacciono.

Non lo so perché.

Forse perché mi fanno sentire scoperta.

Forse mi fanno paura.

- Sto dicendo un sacco di sciocchezze, vero ? - No.

A me piacciono, perché le dici tu.

- Io ? - Sì, tu.

Guarda che io ti penso, Lina.

- Che dici ? - Lo sapevo, guarda ! Dico la verità e non vengo creduto.

Ti penso sempre, giorno e notte.

Pure il gesto che fai adesso... mi piace, perché lo fai con grazia.

Dottore...

Sei sicuro di sentirti bene ?

Mai stato meglio.

Luigi.

- Mamma. - Non rinunciare a vivere, figlio mio.

Io non posso, mamma.

- Voi sapete il motivo. - Non sappiamo niente.

(Non sappiamo niente.)

(Possiamo dare solo dolore alle persone che amiamo.)

La nostra maledizione deve finire con me.

Senza dolore non c'è amore, ricordatelo.

Non c'è amore senza dolore.

Io voglio il tuo amore.

Aiutami...

Aiutami...

- Commissario. - Avvocato, grazie per la cortesia.

Bianca si è raccomandata tanto, ma non deve farsi troppe illusioni.

- Conoscete la strada, immagino. - In verità no.

A me non piace accompagnare la gente in carcere.

Non mi piace mai vedere un uomo privato della propria libertà.

Grazie.

Romualdo, ti sei sciupato ancora di più ?

Vuoi lasciarti morire di fame ?

- Quando vado a giudizio ? - Ancora non c'è una data.

Non ho capito perché tanta fretta.

Non devi capire, ma fare ciò che dico.

L'omicidio non era premeditato, ho agito di impulso.

La pena prevista è di 21 anni.

La mia condotta sarà ineccepibile, quindi uscirò prima.

Vuoi uscire prima e farti condannare ?

Sono colpevole, è giusto così.

Però, conte...

quella sera nessuno vi ha visto o sentito entrare a casa di Piro.

- Vostra moglie è sicura che foste a casa. - Non le dia retta.

Ha provato a convincere tutti. Se ne deve fare una ragione.

Rispondete a questa domanda, come mai nessuno vi ha visto o sentito ?

Perché lo state facendo ? Che dovete espiare qui dentro ?

- Guardia, abbiamo finito qui. - Romualdo, aspetta.

- Tu pensa al processo. - Aspetta.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Ci sta. - La frase più bella non è "ti amo".

- E' "Napoli in vantaggio". - Abbiamo un dio in centrocampo.

- Scusate il ritardo. - Non lo ferma nessuno.

Bambinella, allora... Oh, scusate !

Bambinella, ma come ti sei conciata ?

Perché, non vi piaccio ?

- Sei inquietante. - Siete un ingrato.

Vi evito la salita e mi trattate come una "mappina" ?

- Sbrigati, che mi devi dire ? Parla. - Mmm...

Che ? Che c'hai, una paresi ? Che c'è, che hai ? Parla !

Niente.

Questo conte di Roccaspina, a parte il gioco, non ha vizi.

- Mi hai fatto venire qua per dirmi solo questo? - Fatemi parlare! Eh!

Una mia compagna, che lavora sopra un medico

è amica della serva della contessa.

Pure se non la pagano più da anni, è rimasta lo stesso.

Non ti fermare, vai avanti !

- Dice che la contessa ha uno spasimante. - Uno spasimante? - Mmm.

- Commissario. - Contessa.

Che ci fate qui ? Volete notizie di vostro marito ?

Sì, ma prima devo dirvi una cosa.

L'altro giorno vi ho mentito.

Le orchidee sono i miei fiori preferiti.

Perché mi dite questo ?

Io vi ho chiesto aiuto e voi avete il diritto di saperlo.

I fiori me li ha mandati il duca Marangolo.

Quando ho detto che gli strozzini non si sarebbero rifatti su di me

è perché so che correrebbe in mio aiuto.

Ma quindi tra voi e il duca esiste...

Esiste una relazione ?

Sì, ma non come state pensando voi.

Lui è innamorato, lei no. Non lo vuole perdere come amico.

- La solita storia. - Ha passato un guaio.

L'amore è sempre un guaio, ma guai se non ci fosse.

Bambinella ! Di Piro che mi puoi dire ?

Conosco una ragazza che se la faceva con l'autista di Piro.

- Una "ragazza" ? - Una collega, ex collega. - Mmm.

Quindi ? Ti fermi ? Vai avanti !

Quindi l'autista è stato licenziato in tronco.

- Perché ? - Dicono che, morto il padre, non se lo possono permettere.

Voi ci credete ?

L'avvocato, buon'anima, quando è morto, ha lasciato una vera fortuna.

Se volessi parlare con l'autista...

- Voi come fareste senza di me ? - Camperei cento anni !

Vado, che se ci vedono insieme, chissà che pensano.

Che devono pensare ? Fammi il piacere !

- Ve l'ho detto, il mio fidanzato è gelosissimo. - Sissignore.

Pazienza !

- Quindi Romualdo non ha nessuna intenzione di ritrattare. - No.

Devo dire che non ho mai conosciuto un uomo così deciso a distruggersi.

Qualche volta discutendo con lui...

gli ho detto che era la mia rovina, che avrei voluto che sparisse.

E' colpa mia, se ha fatto questo gesto.

No, io non credo.

Ognuno è arbitro del proprio destino, Bianca.

Contessa.

Non possiamo sentirci responsabili di tutto.

[MUSICA DAL GIRADISCHI]

Falco.

Che ci fate qui ?

Non uscite da due giorni.

State bene ?

Voi siete l'unica persona... che tiene veramente a me.

Che cosa è successo ?

Che è successo ?

Che ho capito che...

Ho capito quanto sono stata stupida e illusa.

Continuate a tormentarvi per lui ?

- Devo farvi pena. - No.

- Una donna sola, triste... - No, è quell'uomo a farmi pena.

E anche rabbia, perché non sa quello che perde.

No...

Sono io che ho qualcosa di sbagliato.

Non dovete nemmeno pensarlo.

Falco.

Rifiutereste una donna come me ?

Solo un pazzo lo farebbe.

Anche un vostro battito di ciglia è bellezza pura.

Siete gentile.

Ma tutta questa bellezza di cui voi parlate...

Non è servita a un granché.

Evidentemente il problema non siete voi.

Io preferirei sapere...

che non gli piacciono le donne.

Mi sentirei meno ferita.

Mi sono sempre tormentata pensando di essere io la causa di tutto.

Però forse...

Forse avete ragione voi.

[DIALOGHI NON UDIBILI]

Non ne posso parlare pubblicamente

ma i nostri archeologi a Pompei hanno fatto una scoperta

di cui io informerò personalmente Berlino.

Vi siete preso il disturbo di portare un vino francese.

La vita è troppo breve per vini mediocri.

L'avete fatta voi ?

Siete un angelo, Enrica.

- E' la sua specialità e sa fare tante altre cose. - Mamma, dài.

A me è bastato vederla a Ischia, su quella spiaggia.

Con quanta gentilezza...

si occupava dei bambini.

Era dolce...

[PARLA IN TEDESCO]

- Mmm ? - Eh ? Era autorevole.

Enrica è bravissima con i bambini.

- Bravissima. - Maggiore, non vi manca la vostra patria ?

Certo, ma...

Sento di avere già trovato una nuova casa qui in Italia.

Poi questo Paese è pieno di tesori.

[PARLA IN TEDESCO]

(Ora finalmente non sarò più solo.)

(Ora finalmente non sarò più solo.)

(Ora finalmente non sarò più solo.)

(Ora finalmente non sarò più solo.)

(Ora finalmente non sarò più solo.)

(Ora finalmente non sarò più solo.)

- Poi che ti ha detto ? - Niente !

- Tu per forza loro devi guardare ? - No ! Scusa.

- L'ultimo, va'. - Un altro ultimo ? - L'ultimo.

Tu mi devi dire una cosa, io non ho ancora capito.

Perché questo caso ti interessa tanto ?

Ho promesso alla contessa Bianca che l'avrei aiutata.

- Troppe cose non tornano. - Ho capito.

"Cherchez la femme", eh ?

Batte in cuore in questi pantaloni !

Smettila di dire fesserie !

Se davvero non è stato il marito, perché prendersi tutta la colpa ?

Eh, perché ?

Lo dici sempre tu, no ? O si ammazza per amore o si ammazza per fame.

- In questo caso perché ? - In questo caso fame.

- Piro era lo strozzino dei nobili. - "I nobili" ? "I nobili" !

- Me li devi stanare tutti i nobili, capito ? - Sì. - Uno per uno.

Prometti, eh ? Uh !

- Vieni qui. - Che fai ? - Porta bene ! - Bruno !

- L'ultimo, promesso. - Settimo, ottavo ultimo. - Sempre ultimo.

I vostri genitori sono amabili.

Grazie. A dire il vero, forse mia mamma parla troppo.

E' una donna molto simpatica.

Voi però avete preso da vostro padre.

E voi come lo avete capito ?

Enrica, quando potrò rivedervi ?

Da soli, intendo.

Domani pomeriggio, magari ?

- Domani non è possibile. - Allora dopodomani.

- Cerca di stare su, forza. - Io ci provo, con impegno ! - Sì.

(in napoletano) # Falena... # - Senti ! Senti che canzone, senti !

"Salvare la falena, perché sennò si brucia", capito ?

- La "palummella" è la falena. - Sì. - Chi è la falena ? - Chi ?

- Tu sei commissario, lo sai ! - No ! - Non mentire ! - Non lo so.

- Questa è casa tua. Se Dio vuole, siamo arrivati. - Vai.

- Ce la fai ? - Sì, è tutto sotto controllo.

- Ohi ! - Ehi, vieni qua.

- Sono diventati più scalini. - Dammi le chiavi, ti metto a letto.

- Le chiavi di casa ? - No, dell'ospedale. - Ecco qua.

Ecco qua.

Sei un amico.

Ehi ! Su, dài !

- Ah... - Dài, cammina.

Ci pensate a quanto verranno belli i bambini ?

Alti, biondi, possenti, dei principini.

Quanto corri, Maria !

Enrica dovrebbe correre, per non farsi sfuggire un partito così.

- Faccio un altro caffè ? - Mmm.

Aspetta e spera ! Ti vuoi muovere ?

Oh, Madonna ! Finalmente !

- Buongiorno, duca. - Prego, commissario, accomodatevi.

Il barone Ricciardi di Malomonte.

Era un caro amico di famiglia.

- Siete parenti, per caso ? - No.

Va bene, veniamo al dunque.

Il giorno prima del delitto, voi vi siete recato a casa Roccaspina.

Perché ?

Io sono un uomo morigerato.

Non ho mai avuto vizi.

A parte uno.

Bianca Palmieri di Roccaspina.

Devo chiedervi esattamente che tipo di rapporto c'è tra di voi.

Purtroppo solo amicizia.

Ecco perché un anno fa Bianca mi confidò

che Romualdo era stato picchiato.

Sapevo dei suoi debiti, ma... non che rischiasse la vita.

Così decisi di aiutarlo.

Ma l'ho fatto per lei.

Certo.

E' a questo punto della storia che entra in scena l'avvocato Piro ?

Quel piccolo patetico usuraio.

Io gli chiesi di aiutare Romualdo.

Gli dissi che avrei io onorato i suoi debiti.

A una condizione, nessuno doveva sapere da dove venivano i soldi.

Però poi è successo qualcosa.

A un certo punto, Piro... non ha voluto più accettare il mio denaro.

- E come mai, secondo voi ? - Vorrei saperlo anche io.

Romualdo era la sua "gallina dalle uova d'oro".

Che bisogno c'era di distruggerlo ?

Dovrete perdonare l'insinuazione, ma io devo fare il mio mestiere.

E' difficile non vedere nella disgrazia del conte

la migliore occasione per voi.

Commissario, io sto morendo, non mi resta molto.

Poi conosco Bianca.

Non potrebbe mai stare... con un uomo

solo per riconoscenza o carità.

Perché siete andato da lei quella notte ?

Avvertirla.

Temevo che Romualdo potesse farla finita.

Invece mi ha sorpreso. Non lo ritenevo capace di uccidere.

Vi ringrazio per il vostro tempo.

- Spero di esservi stato di aiuto. - Assolutamente.

Il barone Ricciardi di Malomonte era mio padre.

Vi chiedo scusa per non avervelo detto subito.

E' che... questo è un mondo al quale io...

Io ormai non appartengo più da molto tempo.

[BUSSA ALLA PORTA] Avanti.

Camarda, che c'è ?

Maione, fuori c'è uno che cerca un brigadiere grosso...

Con la "panza".

- Ha fatto lui così. - Fallo entrare e poi sparisci dalla mia vista.

- Che è questa confidenza ? - Avanti !

Prego.

Sono Laprece Salvatore, l'ex autista di casa Piro.

- La signorina Bambinella mi ha detto... - Sì, lasciate stare.

Non ha importanza.

- Ho saputo che siete stato licenziato. - Ingiustamente.

Mi hanno lasciato senza referenze e non so "dove sbattere la testa".

- Accomodatevi. - Grazie.

Enrica !

Che ci fate voi qua ?

- Scusatemi, io... - Mi chiedete scusa ?

Di che cosa vi scusate ? No, spiegatemelo.

Di avermi guardata per tanto tempo e poi di non avermi cercata più ?

- O di avermi fatto credere... - Voi mi rimproverate ed è giusto, però...

Io so che c'è una persona nella vostra vita, vi ho visti.

Come vi permettete ? Che diritto avete voi ?

Pensate che non vi abbia visto con quella donna ?

Enrica !

Enrica.

Io vi avrei aspettato per chissà quanto tempo.

A me sarebbe bastato solo un gesto, uno solo.

A che cosa serve ?

Me lo sapete dire voi adesso a che cosa serve tutto questo mare ?

[RUMORE DI PASSI] Enrica !

L'investimento già è stato attivato e non so se ho fatto bene...

Ah, Ricciardi !

De Blasio mi ha appena riferito

che avete chiesto di visionare il fascicolo del caso Piro. - Sì.

- Mi serviva per un collegamento con un'altra indagine. - Va bene.

Attento a dove mettete le mani.

Ho già restituito il fascicolo al collega.

Ricciardi, vediamo di capirci.

Il caso dell'avvocato Piro è un caso chiuso.

- C'è un reo confesso. - Lo so.

Ricordatevi sempre che lavorate per la patria e per il Partito.

Sono stato chiaro ?

- Per quanto tempo avete prestato servizio da Piro ? - Tre anni.

Mi occupavo della Fiat 525, nera, 68 cavalli, bella come il sole.

Commissario, è arrivato il signore.

- Laprece Salvatore, sono l'autista di Piro. - Buongiorno. Continui.

Avete detto di essere stato licenziato ingiustamente.

- Perché ? - Brigadiere...

Hanno detto che senza il padre non potevano sostenere la spesa

ma i soldi li hanno eccome.

- Voi che giustificazione vi siete dato ? - Non lo so.

Alla signora non sono mai piaciuto.

E' un'arpia quella.

- Invece la figlia che tipo è ? - No, lei è un'altra cosa.

E' bella, ma pure intelligente.

Va in uno dei migliori licei di Napoli.

La mattina la vedevo uscire presto, alle sette, con tutti quei libri...

- Non so come fa a leggere tanto. - Scusate.

- Non la portavate in automobile ? - Preferiva andare a piedi.

Usciva presto per trovarsi con le amiche davanti a scuola.

Avete notato qualcosa di strano ?

Che ne so, una conoscenza, una confidenza che vi ha fatto lui ?

L'avvocato ? Quello ? Figuratevi, se chiacchierava con me.

Insomma, niente fuori dall'ordinario.

Tranne che per una cosa, ma non so se è importante.

Voi ditecela intanto.

Il giorno prima dell'omicidio

siamo andati al convento della Madonna Incoronata

dopo Pomigliano d'Arco.

L'avvocato era l'amministratore, ogni tre mesi ce lo portavo.

La visita andò come al solito.

Ma il giorno dopo, l'avvocato mi disse di portarlo di nuovo là

come se avesse scordato qualcosa.

Non era mai successo.

- Il motivo non ve lo ha spiegato ? - No.

Io non gli chiesi niente.

Dopo di che, di notevole non è successo altro ?

Va bene, tenetevi a disposizione per altre domande.

Più a disposizione di così ! Vedete pure voi, se mi potete aiutare.

- Anche a guidare la macchina vostra, eh. - Non serve.

- Io la porto benissimo. - Va bene.

Certo che è strano, perché se Piro voleva rovinare il conte

secondo me c'è sotto qualcos'altro, per forza.

- No ? - Maione. - Che c'è ? - La strada !

Ah.

Non vi preoccupate, siete in buone mani.

-Ritornando a prima, c'è qualcosa di personale tra i due, per me. -Sì.

Eh, commissario ? Venti minuti precisi.

Al corso di guida ero il più bravo.

Gli altri spero di non incontrarli mai.

- Questa è una storia molto brutta. - Sì, Madre.

Ascoltate, noi abbiamo saputo

che l'avvocato si è recato qui il giorno prima di morire.

- Ce lo potete confermare ? - Sì, certamente.

Per il rendiconto, come sempre.

Precisamente, ricordate che era venuto a fare ? Che vi ha detto ?

No, l'avvocato mi ha illustrato i numeri

i movimenti dei rendiconti successivi.

- Poi se n'è andato. - Come lo avete trovato ? Come vi è sembrato ?

Ah, tranquillo ! Tranquillo, come sempre.

- Ogni quanto vi veniva a trovare ? - Ogni fine trimestre.

- Le informazioni che vi ha dato quel giorno erano complete ? - Sì.

L'avvocato era una persona tanto precisa.

Se era preciso, come mai è tornato a trovarvi anche il giorno dopo ?

Beh, questo veramente non me lo ricordo.

Posso assicurarvelo io, Madre.

E' tornato il giorno dopo, ce lo ha detto l'autista.

Ma certo, è proprio vero.

E' tornato anche il giorno dopo l'avvocato.

- Posso domandarvi il motivo ? - No.

No, commissario, questo proprio io non posso.

Era una questione personale.

Per noi è molto importante conoscere i motivi per cui è tornato qui

per lo svolgimento delle indagini.

Noi non possiamo divulgare le confidenze dei nostri fedeli

anche se purtroppo non sono più tra noi.

Madre, voi non dovete nasconderci una cosa così importante.

Come vi ho già detto, era una questione personale.

Non ha niente a che vedere con tutto quanto è accaduto dopo.

Ora però veramente mi dispiace, ma sono costretta a salutarvi.

Capite bene, il convento, il collegio...

Abbiamo veramente un gran da fare e tanto, tantissimo lavoro.

-Vi lasciamo alle vostre incombenze. Arrivederci. -Madre.

Secondo me, la "capa 'e pezza" sa sicuramente qualcosa.

- Quanto è vero Iddio. - Già.

- Dobbiamo fare qualche domanda alla vedova Piro. - Lo penso anche io.

[VOCIARE INDISTINTO]

Dovrei mettere in collegio mio figlio, così si calma.

- Che fa ? - Sta facendo penare me e la madre.

- Vuole fare il poliziotto. - Ancora ? - Eh.

Te l'ho detto, sono i guai del dare il buon esempio.

- La colpa è sempre mia ? - Sempre.

(Inutile parlare.)

(E' deciso.)

E' deciso così, inutile parlare.

(E' deciso così, inutile parlare.)

Che ti è successo davvero ?

E' deciso così, inutile parlare.

Commissario.

Come vi siete permessi ? E' una violazione.

Non eravate in casa, abbiamo chiesto il permesso alla cameriera.

Che altro volete da noi ?

State tranquilla, ho da farvi solo una domanda.

- Perché avete licenziato l'autista? - Non vedo come la cosa vi riguardi.

- Era mio marito che usava la macchina. - Lo so.

E' andato due giorni di fila al convento della Madonna Incoronata.

- Perché ? - Mio marito si occupava di tenere i loro conti.

- Vostra figlia dov'è ? - A scuola. Per favore, lasciateci in pace.

Non vi sembra che abbiamo sofferto già abbastanza ?

Commissario.

[VOCIARE INDISTINTO]

Meno male che la vita continua.

- Ciao. - Ciao.

- Secondo me, aspettano Carlotta. - Che facciamo ? Vogliamo andare ?

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Cercavate me ? - Dobbiamo chiarire solo una piccola cosa con voi.

Vostro padre il giorno in cui è venuto a mancare

si era fatto portare al convento della Madonna Incoronata.

- Sapete perché ? - Il collegio era uno degli enti che amministrava.

Lo sappiamo, ma non sappiamo perché ci è andato due volte in due giorni.

- Mio padre non parlava con me del suo lavoro. - Va bene.

- Non vi disturbiamo oltre. - Grazie.

E' una vergogna che tentiate di salvare un assassino

solo perché è un nobile e ha le amicizie giuste.

Signorina.

Se Palmieri di Roccaspina è colpevole, sconterà la sua pena.

- Ve lo assicuro. - Lo spero davvero.

- Maione. - Grazie.

(in napoletano) # Torna e va', falena di notte

# nell'ombra in cui sei nata.

# Torna in quest'aria imbalsamata

# che ti sa consolare.

# Nel buio e per me solo

# questa candela arde e si strugge.

# Ma che bruci tutti e due non lo posso sopportare.

# Lo vedi che io pure

# mi abbaglio piano piano

# e che mi brucio la mano per volerti cacciare ? #

[APPLAUSI] Bravissima !

- Brava ! - Troppo buoni.

Che tu abbia fatto poca vita mondana negli ultimi mesi è un delitto.

- Rimedierò, te lo prometto. - Ti presento qualche amico.

Maggiore, ci sono voci così belle nella vostra Germania ?

- Manfred von Brauchitsch. - Livia Lucani.

[PARLA IN TEDESCO]

Voci così divine fioriscono solo al sole del Mediterraneo, amica mia.

Maggiore, che cosa vi porta qui a Napoli ?

Sovrintende il lavoro di un gruppo di archeologi.

- Affascinante! Voglio sapere tutto. - Certamente. - Sì.

Grazie.

A Roma sono sempre più interessati al tedesco.

- Che avete scoperto su Colombo Enrica? - Ha incontrato la famiglia.

Sembra intenzionato a chiederla in sposa.

Quel legame potrebbe risultarci utile, prima o poi.

C'è solo un problema però. La ragazza è innamorata di un altro.

Un commissario di polizia.

Non saranno dei banali sentimenti

a mettere a rischio i nostri interessi. - Ci penso io.

- Ci serve una motocicletta. - Hai ragione.

- Dobbiamo trovare i soldi. - Come ? Ce ne servono troppi.

Sei proprio un bravo ragazzo, eh ? Per questo ci aiuterai tu.

- Io ? - Sì, proprio tu.

Devi fare vedere se sei all'altezza e se tieni a noi.

Ce lo devi dimostrare.

E se gli è capitato qualcosa ?

Sarà peggio ciò che gli capita quando torna.

- Gli faccio una faccia così. - Giovanni non ha mai fatto così.

- Scendo, magari è in piazza. - Vai.

Che sono queste facce ?

- Ti pare questa l'ora di tornare ? - Ero con degli amici.

- Non mi sono accorto che era tardi. - "Amici" ?

Chi sono questi amici ? Scansafatiche come te ?

Senti, io non ne posso più ! Non posso fare il poliziotto.

Non posso scendere con gli amici. Luca è morto, ma io sono vivo !

(Vostro padre era andato al convento della Madonna Incoronata.)

- Sapete perché ? - Il collegio era uno degli enti che amministrava.

Il giorno dopo, l'avvocato mi disse di portarlo di nuovo là.

Era una questione personale.

E' deciso così, inutile parlare.

[DIALOGHI NON UDIBILI]

Sette e dieci.

Preferiva andare a piedi.

Usciva presto per vedere le amiche davanti a scuola.

[DIALOGHI NON UDIBILI]

Buongiorno, signorina.

- Che fate qui ? - Attendevo voi.

Non ho tempo, devo andare a scuola.

Non avete perso l'abitudine a venire qui, eh ?

Anche se ormai non vi aspetta più nessuno.

- Non so di che cosa parlate. - Accomodatevi e ve lo spiego.

- Fate presto, ho latino alla prima ora. - Certo.

- Per me un caffè, grazie. - Sì, dottore.

Per la signorina il solito.

- Che credete di dimostrare ? - Voi e Roccaspina avevate una relazione.

- Siete pazzo. - Era un uomo affascinante.

Dico "era", perché temo che adesso non lo riconoscereste.

Per quanto mi riguarda, deve marcire in galera.

Avevate poche occasioni per vedervi.

Avete preso l'abitudine di uscire di casa il mattino presto

per avere il tempo di incontrarvi prima di entrare a scuola.

Solo che vostro padre...

Grazie.

Dicevo, vostro padre in qualche modo deve avervi scoperto.

Ha deciso...

di rovinare il conte.

Perciò Roccaspina era da voi il mattino prima del delitto.

Per parlare con lui.

Tutti li hanno sentiti urlare, ma nessuno ha capito che dicessero.

- Ho sentito abbastanza. - Non parlavano di debiti.

Parlavano di voi. Vostro padre è impazzito per questa storia, vero ?

Avete una bella fantasia, commissario.

Ma veniamo al motivo per cui...

Per cui vostro padre ha deciso di andare una seconda volta

al convento dell'Incoronata.

Quello non è solo un convento.

E' un collegio. Me lo avete detto voi stessa.

Parlando di quella struttura, avete detto la parola "collegio".

Avete fatto licenziare l'autista

per evitare che potesse dire qualcosa sulla seconda visita.

Quella sera, quando avete salutato vostro padre...

lui vi ha comunicato la sua decisione di chiudervi in collegio.

- Non ci andrò mai! Scappo di casa! - Va' in camera tua.

- Papà, vi prego. - Taci.

Palmieri per te è morto. Da domani sei in collegio.

- Papà. - E' deciso così, inutile parlare.

Poi siete tornata, vi siete messa alle sue spalle.

Gli avete dato un colpo solo, così. Secco e mortale.

"Perché non è stato visto niente ?"

Mi chiedevo: "Perché nessuno ha sentito niente ?"

Perché l'assassino era in casa.

O meglio, l'assassina. Voi.

Potrei riavere l'arma del delitto ?

Il mattino dopo, avete cercato l'aiuto

dell'unico che per voi si sarebbe buttato nel fuoco.

Al solito posto e alla solita ora.

La mia vita è finita...

per colpa di quel mostro.

Non hai nulla da temere, amore mio.

Mi occuperò io di tutto.

Bravo, commissario.

Potreste scrivere un romanzo.

Voglio darvi qualche dettaglio in più sui personaggi.

- Come il padre della protagonista. - Ammettete di essere voi ?

E' una supposizione tutta vostra.

Dato che stiamo giocando, ci provo anche io.

Allora, questo padre premuroso

che non si preoccupa della felicità di sua figlia

sapete che fa ?

La presenta al duca Marangolo, un vecchio malato

per combinare un buon matrimonio.

In quell'occasione, lei conosce il conte.

La ragazzina che il padre offre al vecchio si getta

tra le braccia del nobile squattrinato.

Su di lui bisognerebbe dire qualcosa in più.

Avete promesso a quel poveretto che lo aspetterete finché non esce ?

Lei non gli ha promesso niente.

Gli ha dato qualcosa che la moglie non gli ha mai dato.

- La gioia di vivere. - E' innocente.

- Potete ancora salvarlo, se volete. - La ragazza lo ha già salvato.

La vita del conte era inutile, vuota.

- Lei gli ha dato un significato. - Carlotta, confessate.

Non vi macchiate di un secondo delitto.

Sbagliate, io non ho commesso nessun delitto.

In galera c'è chi ha ucciso il mio povero papà.

Ora devo andare a scuola. Sapete, ho un futuro da costruire... io.

Una persona verrà condannata al vostro posto.

Vi rendete conto di che significhi per il vostro futuro ?

Sfuggire oggi alla giustizia non vi servirà a niente.

Il male che vi portate dentro non finirà mai.

Non vi date pena per me, commissario.

"E' deciso così."

"Inutile parlare."

-Sappiamo che è accaduto e non basta per scagionare Romualdo ? -No.

Non abbiamo in mano prove vere e proprie.

Se il conte non ritratta la confessione

le nostre restano congetture.

Non voglio più vivere con quell'uomo.

L'idea che un innocente si rovini...

Perciò intendo incontrarlo ancora.

Non so come potrò ripagarvi di ciò che avete fatto.

Sono felice di avervi creduto.

A me questo basta. A presto.

Non me ne capacito, commissario, come è possibile ?

Lei ha l'età di mio figlio Giovanni.

Com'è che una ragazza intreccia una relazione con un uomo ?

-Ammazza il padre e prende in giro avvocati, polizia e magistrati. -No.

La ragazza ha preso in giro solo Palmieri.

A noi basta convincerlo che il suo sacrificio è senza senso.

- Commissario Ricciardi. - Comodi.

Secondo te, quella ti aspetta 20 anni ? Romualdo, ritratta.

Ti prego. Oggi stesso farò l'istanza per riaprire l'indagine.

Se accettassi la tua proposta, che vita avrei ?

Con una moglie che non amo, che mi giudica in silenzio ?

Conte, ascoltatemi.

Provate a concentrarvi solo su questo.

Carlotta farebbe qualche anno di carcere minorile e sarebbe fuori.

Che fine farebbe ?

Una parricida legata a uno spiantato come me, commissario ?

Voi non potete capire...

perché non avete mai amato.

Io sono l'assassino di Ludovico Piro e sconterò la mia pena.

Ancora una cosa, commissario.

Io lo so che lei non mi aspetterà e non voglio che lo faccia.

Io voglio che lei viva libera e felice.

Perché io la amo.

- Raffaele. - Mmm. - Non dormi ?

Non ci riesco.

Giovanni.

Non ha detto una parola per tutta la serata.

- Non so se facciamo bene ad andargli così contro. - Che dici?

Lucia, quando uno ha una passione, non gliela puoi togliere.

- La passione di fare il poliziotto? - Eh.

Ne abbiamo già perso uno di figlio.

Non ti basta ?

[CAMPANELLO]

- Buongiorno, signorina. - Che cercate a quest'ora ?

Vi ho portato della verdura fresca appena raccolta.

- Ho capito, quanto vi devo ? - Ora mi volete offendere !

- Nelide, chi è ? - Nessuno.

- Quando vi rivedo ? - Levate il piede.

Se devo rompermelo, per avere una promessa, lo faccio.

Aspettate, forse mi potete aiutare.

Buongiorno.

Signorina, un attimo ! Scappate ?

- No! - Non scappate? Allora guardate qua.

Guardate qua che belle verdure !

Nelide, io corro in Questura.

Di sicuro stasera farò tardi.

Ha delle belle cipolle il ragazzo del mercato.

- Le cipolle ? - Posso fare patate e cipolle, che dite ?

- Va bene. - Con un filo d'olio. - Sì. - Come piace a voi.

- Toccate, sentite come sono fresche, freschissime. - Scusa.

- Guardate questa cipolla, sembra un cuore. - Enrica.

- Perdonate... - Stavolta ascoltate voi.

Quello che ho fatto...

Io ho cercato di farlo per voi, per il vostro bene.

Se si ama qualcuno, bisogna proteggerlo, no ?

La falena della canzone non deve avvicinarsi alla fiamma o...

Se si sta male tutti e due, poi uno si chiede che senso ha.

E' come se si fosse in due in una stanza.

Uno parla e ha ragione. Parla l'altro e ha ragione.

Sembra di impazzire e ci si ritrova vicino al mare.

Io non lo so a che serve tutto quel mare.

Posso provare a scoprirlo.

Questo è il mio mestiere, scoprire le cose.

Ci riuscirò.

Spero con voi.

- Commissario Ricciardi. - Che volete ? - Venite con noi.

Faccio da me.

Vi decidete a dirmi che volete da me ?

Sono commissario di polizia, non potete trattarmi così.

Ricciardi, sarete pure un commissario...

ma non avete una famiglia, non siete sposato.

Non siete fidanzato.

Non avete relazioni femminili.

- Nemmeno il bordello frequentate. - Quindi ? Che volete dire ?

Dai nostri rapporti di sorveglianza

emerge chiaramente la vostra inclinazione alla pederastia.

- Voi siete pazzi. - No.

-Qua il malato sei tu. -In compenso frequentate spesso tale Modo Bruno.

Anche noi lo conosciamo bene.

Alcune sere fa siete salito a casa sua.

- Voi due soli. - Era ubriaco.

- L'ho aiutato a mettersi a letto. - In che altro lo avete aiutato ?

Voi siete un rappresentante dello Stato.

- Uomini come voi dovrebbero dare l'esempio. - Vi sbagliate di grosso.

Lo dite voi. Abbiamo una testimonianza autorevole.

Una donna di fede molto vicina alla famiglia del Duce.

Ha dichiarato che avrebbe voluto intrattenere rapporti con voi.

- Livia ? - E voi vi siete rifiutato.

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