All language subtitles for IlCommissarioRicciardi-S2E1

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Original subtitles

[VOCIARE INDISTINTO]

Poggialo qua.

(in cilentano) Prepariamo la tavola.. - Dammi una mano.

Rosa mia... tu non sai che darei per rivederti

ma il fatto che non ti vedo è un segno buono.

Vuol dire che te ne sei andata senza soffrire

che te ne sei andata in pace.

- Davvero ve ne andate ? - Io sempre qua starei

ma il barone non lo tieni lontano dal lavoro.

E' un miracolo se siamo rimasti per settimane.

- Si è pure ripreso. Quella è l'aria buona. - Eh.

E' questa la mia condanna.

Io vedo i morti di morte violenta

e sento le loro voci.

Sono queste voci che mi tormentano costantemente

almeno fino a quando non rendo loro giustizia.

Finite voi, io vado a vedere se in cucina è tutto pronto.

- Il barone dov'è ? - L'ho visto andare nella cappella.

Allora stiamo proprio per ripartire, se ha avuto il coraggio di andarci.

Eh.

Grazie.

Aveva ragione mia madre.

Io devo stare da solo

perché questa maledizione finisca con me.

Non posso avere dei figli, Rosa, perché non è giusto

che... questa cosa venga trasmessa anche a loro

come mia madre l'ha trasmessa a me.

Barone, il pranzo è pronto !

Venite con noi.

Certo che vengo con voi, sennò Nelide chi la sente ?

Su, andiamo a mangiare.

Non mi prendi.

- Buongiorno, barone. - Buongiorno. - Scusate il ritardo. - Figuratevi.

Alla salute !

(in napoletano) # Nell'ombra va questo cuore

# che non può dormire

# e canta e piange: "Amore, amore, tu mi fai morire." #

[VOCIARE INDISTINTO] Andiamo a fare la spesa.

# Ma se tu senti ancora questa voce tremare

# no, non mi credere... #

A te piace ?

La verità ?

- Non serve la verità, lascia stare. Grazie, arrivederci. - Arrivederci.

Ah !

Finalmente.

Una sede degna di questo nome.

A proposito, notizie del commissario Ricciardi ?

Dovrebbe rientrare a breve.

Beato lui che ha trovato il tempo per farsi una vacanza.

Scusate se vi contraddico.

Il commissario è andato a seppellire una persona molto cara al paese suo.

Certo, chi dice il contrario ? Ma è durata abbastanza questa...

- Sepoltura. - "Sepoltura".

Per fortuna, la città è sotto controllo

e come vedete, abbiamo ricevuto il giusto premio.

Bello, eh ? Bellissimo.

- Eh ? Molto bello. - Mmm. - Molto...

Al lavoro.

Salvatore, aiutate voi la signorina a portare su i bagagli.

Io passo al commissariato.

- Non vi riposate ? - Vado e torno, avviso che sono tornato.

Già ha avvisato per telefono. Deve dargli la prova che è tornato ?

Fate attenzione alle valigie e sbrigatevi.

"L'acqua che non cammina puzza."

[VOCIARE INDISTINTO]

Commissario.

- Vorrei vedere il mio nuovo ufficio, se possibile. - Seguitemi.

Grazie.

Allora, che ne dite ?

Grande.

Quella è la vostra.

Purtroppo mi dispiace per i "mamozzi", ma...

[VOCIARE INDISTINTO]

(in cilentano) Zia Rosa mia, io adesso come faccio senza di voi ?

Mi avete fatto un bel dispetto.

Ve ne siete andata...

e mi avete lasciata sola.

Adesso io come faccio, me lo dite ?

Gesù mio, sto diventando pazza.

Vi dico che mi mancate assai, tanto che mi sembra di vedervi.

Io non ti lascio sola. Se mi pensi, non ti lascio sola.

Sono felice che tu sia tornato.

- Come hai saputo... - Garzo.

Gli ho chiesto di avvisarmi il prima possibile.

Sono molto dispiaciuta per Rosa.

Se c'è qualcosa che posso fare per te...

Non stare solo in questi momenti.

Se tu vuoi, io ci sono.

- Andiamo a mangiare qualcosa insieme. - Mi aspettano a casa.

Ti accompagno.

Se non ti dispiace, vorrei fare due passi.

- A presto. - A presto.

[VOCIARE INDISTINTO]

Commissario.

[CAMPANELLO]

Buonasera. Buonasera. Accomodatevi. Grazie.

- Raffaele. - Commissario. - E' successo qualcosa ? - No.

Volevo sapere se vi serve qualcosa, se posso esservi utile.

Ecco, diteglielo voi che deve mangiare qualcosa.

Commissario, Nelide ha ragione.

Ah ! Guarda là, guarda che spettacolo.

Facciamo così. Se volete, mi fermo a mangiare una cosa con voi.

Mmm ? Che ne dite ?

"Da una cattiva spina può nascere una buona rosa."

- "Una cattiva spina" ? - Le fa piacere se resti.

- Io non la capisco. - Siediti.

- Dammi la giacca. - Grazie. - Faccio io. - No, ci penso io.

No, se Lucia scopre che ho bevuto, poi devo chiamarvi come testimone.

- E io testimonio. - Va bene.

[CAMPANELLO]

Buonasera. Buonasera.

- E' Bruno ! - Prego. - Ehi !

Sono venuto a salutarti, ma pensavo che fossi solo.

- Come hai saputo che sono tornato ? - Come ho saputo ? Eh...

Ho capito, un'altra fuga di notizie. [RISATA DI BRUNO]

- Come stai ? - Bene. Dài, accomodati.

- Nelide, si trattiene anche il dottor Modo. - Arrivo.

- Dottore, Nelide si è superata. - Sì ? Vediamo. - E' buono.

Mmm...

Mmm... Buonissimo. Un po' pesantuccio, però buonissimo.

- Avete lo stomaco delicato. - No.

Domani Lucia fa il ragù e viene pure sua sorella con il cognato.

Quelli si sono piazzati a casa nostra tutte le domeniche.

Perché non venite pure voi ? Magari vi distraete un po'.

Grazie. Ringrazia pure Lucia, siete molto cari.

Bravo, così ti distrai un po'.

Però sono reduce da una lunga vacanza.

- Domani sarò in commissariato. - E' inutile.

Lo sapete, quello che mi distrae è lavorare.

Ma come sei cresciuto !

E' grande. [VOCIARE INDISTINTO]

# Canto per un'altra.

# No, non ti voglio vedere

# come una volta.

# Tu non sei niente per me

# niente per me. #

Due patate e due peperoni.

# Non so più che nome hai tu, Maria. #

Salve.

Scusatemi se vi disturbo, stavo cercando la signora Rosa.

Non la vedo da tanto, le finestre sono state chiuse per settimane.

Voi sapete se è partita ?

Rosa non c'è più.

Che cosa volete dire, scusate ? Che è successo, è stata licenziata ?

Mi dispiace, signorina.

Zia Rosa è morta.

La terra l'ha fatta e la terra la mangia.

Non ho capito, scusate...

Non abbiamo avuto il tempo di mettere i manifesti.

Subito siamo partiti per farla stare al paese.

- Voi la conoscevate bene ? - Sì, le volevo molto bene.

Scusatemi, condoglianze.

Ho saputo di Rosa.

Ho capito perché la casa è stata vuota.

Volevo dirvi che mi dispiace molto.

Le volevo veramente tanto bene.

So quanto contava per voi.

Vi ringrazio molto.

Buona giornata.

Perdonatemi.

Siete molto diverso con me.

- Ho fatto qualcosa che... - No.

No, no, signorina.

Voi non avete niente da rimproverarvi.

Perdonatemi ancora.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.

Commissario, scusate.

E' arrivata una chiamata.

C'è un morto ammazzato in Vicolo della Speranzella

sopra a Montecalvario.

Così hanno detto e così riporto.

Chi è di turno questa mattina ?

E' domenica, solo Piscitelli e Cesarano... e io.

Vabbè, allora facciamo così.

Piscitelli lo lasciamo qui a presidiare.

Cesarano viene con me...

e pure tu. - Agli ordini.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Aprite !

Per favore, è domenica, lo sapete meglio di me.

- Oggi niente numeri, domani. - Che succede ? Ci è scappato il morto !

- Tu che ci fai qua ? Non eri di riposo ? - Andate.

E' zona mia e Lucia sta preparando ancora il ragù, serve un'altra ora.

E poi viene mio cognato, più tardi arrivo e meglio è.

- Andiamo a vedere chi è la vittima. - E' Gaspare Rummolo, un assistito.

- Come lo sai ? - E' l'assistito più famoso di Napoli. - Cioè ?

- Vi presento una persona. Fate passare. - Fate passare.

- Vincenzo Caruso, il postiere del bancolotto. - Andiamo da Gaspare

ma lasciate una guardia per tenere a bada la gente.

- Quando succedono queste cose, sono numeri. - Voi state qua.

- Noi vi seguiamo. - Va bene. - Fate passare !

Signori, per piacere !

Forza !

Non c'è niente da guardare. E' domenica, andate a casa.

Gaetano, il mio impiegato. Abita al pianerottolo di Gaspare.

- Maria, mia sorella, che pure lavora al bancolotto. - E' un onore.

- Chi ha trovato il cadavere ? - Io, commissario.

Gli stavo portando un po' di latte scaldato.

La porta era aperta.

Sono entrato e l'ho trovato.

- Andiamo a vedere ? - Certo.

[VOCIARE INDISTINTO]

Ho ricavato la stanza sopra al bancolotto per Gaspare.

- Ci sono altre abitazioni a questo piano ? - Di Gaetano.

Io e mia sorella stiamo giù, al piano di sotto.

Il commissario entra da solo, noi aspettiamo qui.

Prima era già buio così ?

Gaspare non aveva bisogno di luce, era cieco.

(Ventuno, nove)

(e diciannove.)

Ventuno, nove e diciannove.

Ventuno, nove e diciannove.

Ventuno, nove e diciannove.

(Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove.)

[SOSPIRO DI RICCIARDI]

Ho fatto chiamare il fotografo e il dottor Modo.

- Stanno arrivando. - Bene.

L'unica via di accesso alla stanza è il portoncino.

La finestra è stretta e sta in alto, dà direttamente su una strada.

Nessuno ci si arrampicherebbe, si darebbe troppo nell'occhio.

Tu mi confermi che Rummolo viveva qui da solo ?

Sì, era cieco, quindi non scendeva o saliva le scale

se non accompagnato.

Era anche molto sospettoso.

Non apriva mai la porta, se non alle persone che conosceva.

Come assistito aveva i suoi clienti

ma li accoglieva la domenica e il sabato sera.

Quindi... se la cosa è capitata ieri

qua non ci è passato nessuno.

Come sapete, fanno l'estrazione sabato alle quattro del pomeriggio.

Non ne sapevo niente, me lo stai spiegando tu.

A proposito di questo, esattamente che vuol dire "assistito" ?

Scusate, mi dimentico che voi non siete proprio di Napoli.

L'assistito è quello che parla ai morti.

Solo le anime del Purgatorio possono andare in sonno ai vivi, si sa.

- "Si sa". - E' una credenza popolare.

Pare che le anime più propense a dare i numeri siano

quelle giustiziate a morte e pentite o quelle morte in un modo violento.

Chissà, forse perché hanno più cose da raccontare.

Vabbè, mi pare di avere capito che Rummolo fosse fondamentale

per interpretare i numeri da giocare. - Fondamentalissimo.

- Era conosciuto in tutta Napoli. - Oh !

Io vi devo ringraziare, come al solito, da tradizione !

La domenica non esiste quando uno è amico di questo commissario.

Che mi avete chiamato a fare ? Il caso è risolto.

Il poveretto sarà morto perché ha visto il panciotto di Maione.

- Siete sempre il solito ! - Chiudete meglio. Dov'è Gaspare ?

- Lo conoscevi ? - Cazzo !

Tutta Napoli lo conosce, anzi, tutta Napoli tranne una persona.

Comunque è vero, io non lo conoscevo.

Fino a stamattina non sapevo neanche che cosa fossero... gli assistiti.

Ci credo ! Tu sei un miscredente, in certe cose non credi.

Per te un morto è solo un cadavere a terra e un enigma da risolvere.

I morti parlano, parlano a me che sono un genio della medicina

e grazie a quello che mi dice il loro corpo riesco a risalire

all'ora e alla causa del decesso.

E poi parlano a uno come lui, che è cieco

e ha una sensibilità più forte rispetto agli altri.

Sei invidioso, con te stanno zitti.

L'invidia è l'ultima cosa che posso provare per questo poveretto.

Stava chiuso qui dentro, non poteva uscire. Un prigioniero.

Certe cose ti condannano alla solitudine.

Non sono doni, sono maledizioni.

Andiamo, vedi che mi puoi dire.

(Ventuno, nove e diciannove. Ventuno, nove e diciannove.)

Ventuno, nove e diciannove.

Intanto ti posso dire subito che il povero Gaspare è morto

perché gli hanno infilato una lama nell'occhio sinistro

o comunque un oggetto appuntito e affilato.

- Questa è una morte istantanea. - E tutto quel sangue ?

Dietro al globo oculare abbiamo una fittissima rete di capillari

che serve a irrorare l'occhio.

Proprio attraverso un occhio cieco è passata la morte.

L'ora del decesso ?

Sarà stata tra mezzanotte e le tre, le quattro della notte scorsa

ma per essere precisi, bisogna aspettare.

Commissario, se volete, possiamo scendere giù a fare qualche domanda.

Io tolgo il disturbo, vado a godermi un po' di meritato tempo libero

pure perché... per oggi ho visto un po' troppe cose atroci

soprattutto questo panciotto.

Perché, non vi piace proprio ?

- E' un regalo di mio cognato, se ne intende. - Meno male !

- Questo panciotto è all'ultimo grido. - Sì, di terrore.

- Tornatevene a casa ! - Se ho capito bene

praticamente Gaspare Rummolo era un vostro dipendente.

No, io gli davo l'alloggio, un po' di vitto.

Se lo pagavo, la gente non ci credeva più.

Certo, c'era la comodità della ricevitoria sotto.

La gente prendeva i numeri da lui e se li giocava subito.

In occasioni come quella di ieri sera che succedeva ?

- Con la ricevitoria chiusa, i clienti salivano da lui ? - No.

Quando eravamo chiusi, solo io e Gaetano andavamo a vedere

se gli serviva qualcosa.

A questo punto ho bisogno di sapere

voi tre dove vi trovavate ieri sera dopo mezzanotte.

- Voi ? - Ero in una trattoria qua vicino, Da Tonino.

- Poi sono tornato a casa. - Io stavo in camera.

Mi sono portata i numeri delle matrici

per controllare gli incassi della giornata, come faccio sempre.

Poi ho messo tutto a posto e sono andata a dormire.

- Nessuno mi ha cercata. (sottovoce) Ti credo.

Anche io sono rimasto qua, non mi sono mosso

però...

- "Però" ? - Poco dopo le undici di ieri sera qualcuno è venuto.

Il conte Palmieri.

Doveva parlare con Gaspare.

Quello gioca assai, non me la sono sentita di mandarlo via.

A che ora se ne è andato ?

Non lo so, però dopo una mezz'ora è arrivata anche sua moglie

la contessa Bianca.

Questa cosa mi ha sorpreso, perché lei non viene mai qui.

E' una donna troppo bella, forse la più bella di tutta Napoli.

E' bella... [SOSPIRO DI MARIA]

Ma ha una faccia triste, poveretta.

La bellezza sta nel cuore di chi ce l'ha, non di chi guarda.

Se sei triste, a che ti serve la bellezza ?

- Guardate me, per esempio. - Meglio di no. - Raffaele.

Volevo dire... Basta così, abbiamo capito.

- Tenetevi a disposizione. - Come ordinate.

- Camarda ? - Ditemi, brigadiere.

- Sentimi bene. - Sì. - Fai un elenco dei clienti

che sono stati al bancolotto negli ultimi giorni.

- Caruso ? - Commissario.

- Una curiosità. - Dite pure.

Vorrei capire meglio il fatto dell'interpretazione dei numeri.

Per esempio, il nove che significa ?

Commissario, diciamo che il nove è la "figliata", il parto.

E il ventuno o il diciannove ?

Il diciannove è la risata, la gioia.

Pure il desiderio, dipende dal sogno.

Invece il ventuno è... la donna nuda.

Pure la donna bella fa ventuno.

[BRUSI'O]

Se avete un credito nei confronti di mio marito

non so come potrete riscuoterlo

e nemmeno abbiamo mobili o oggetti di valore di alcun genere.

Tutto sequestrato, quindi vi pregherei di lasciare...

Nessun credito, contessa.

Mi sarei fatto annunciare, ma la governante non ha chiesto nulla.

Sono Ricciardi, commissario di pubblica sicurezza.

E' successo qualcosa a mio marito ? Sta bene ?

E' con lui che vorrei parlare, oltre che con voi.

- Non è in casa. - Dove posso trovarlo ?

Sarà a racimolare denaro per giocare, come al solito.

Ma... potrei sapere di che si tratta ?

Voi e vostro marito ieri sera avete fatto visita a Gaspare Rummolo ?

Sì. Romualdo era andato a fare visita a Rummolo.

Io sono andata lì per portarlo via.

- Quando siete venuti via, lui come stava ? - Come al solito.

- Non capisco queste domande. - Rummolo è morto.

E' stato assassinato questa notte.

Oh.

Quasi mi vergogno.

Non provo alcun dispiacere.

E' colpa sua se Romualdo si è fatto prendere dalla febbre del gioco

una febbre che non passa mai.

Vi do delle buone ragioni per sospettare di me.

Purtroppo, sospettare è il mio mestiere.

Voi e vostro marito venite in commissariato il prima possibile

non oltre oggi pomeriggio

o sarò costretto a convocarvi ufficialmente.

Perdonate il disturbo. Buona giornata.

A voi.

Ti sta bene questo panciotto, ti sfina.

- Davvero ? - Mettilo più spesso, sembra fatto apposta per te. No ?

E' perfetto.

- Mmm ! Lucia, il ragù è buonissimo. - Ti piace ?

- Molto. - Ottimo. - Grazie.

La prossima volta mettici un pizzico di sale in più

così diventa perfetto come lo cucina tua sorella.

[RISATA DI MARIANO]

Giovanni, fai il timido ?

Di' qualche cosa, parla !

- Che devo dire ? - Racconta che vuoi fare da grande. - Di'.

- Voglio fare il poliziotto come papà. - Ah.

Non se ne parla nemmeno, ne abbiamo già parlato.

Ha ragione tua madre. E' una vita sacrificata.

I poliziotti non guadagnano nemmeno bene. Stai a sentire lo zio.

Trovati un lavoro che ti arricchisce e ti fa fare la bella vita

così fai contenti mamma e papà. Ho detto bene, Ciuciù ?

Giustissimo.

E' buono.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Sì, perché no ? - Prego.

Mamma Clara.

Dottore caro, la domenica è il mio giorno preferito

perché so che ci venite a fare visita. - Troppo gentile.

- C'è una ragazza nuova, sono certa che la gradirete. - Sì ?

Lina ?

- Buongiorno, Lina. - Buongiorno.

- Commissario, i conti Palmieri. > Camarda !

Grazie per essere qui, prego.

- Ricciardi. - Perdonate.

- Camarda, ho dimenticato gli inviti al teatro. - Mi dispiace.

- Prendili sulla mia scrivania. - Ora ve li prendo.

Ma quelli...

sono il conte Palmieri e consorte ? Che ci fanno qui ?

Sono qui per l'omicidio Rummolo.

Non so niente di questa storia.

- E' fresca di giornata. - Ah.

E questo Rummolo...

è l'assistito di Vicolo della Speranzella ? - Sì, lo conoscevate ?

Sentito. I conti Palmieri sono sospettati ?

Ottimo, Rummolo è del popolino

e i conti Palmieri sono nobili, ma decaduti.

Sarà innegabile che non guardiamo in faccia a nessuno. Bravo.

Che dire ? Il caso mi sembra chiuso.

- Camarda. - Ecco. - Grazie. - Prego.

Poltronissima.

Commissario, a Gaspare io volevo bene, era mio amico.

Non gli avrei mai potuto fare del male.

Perché proprio ieri sera siete passato a trovarlo ?

C'era già stata l'estrazione, che cosa avevate da dirvi ?

Noi ci vedevamo spesso la sera del sabato.

Io lo incontravo per commentare le estrazioni

per capire come predisporre la prossima giocata.

Ieri sera ho fatto tardi

perché... cercavo dei soldi in giro.

A lui non andava di chiacchierare e mi ha detto che era molto stanco.

Poi mia moglie si è preoccupata, mi è venuta a cercare

e siamo tornati a casa insieme.

Sì, è andata così.

Spero che non abbia fatto in tempo ad assecondare un'ultima volta...

la fissazione di mio marito.

Bianca, ti prego !

Gaspare non c'entra niente, sono io che insisto, sono io che...

Infatti sei tu che hai rovinato la nostra casa

il tuo nome, la mia vita...

a furia di inseguire il fantasma di un terno.

Quando siete venuti via

c'era qualcuno insieme a lui ?

O vi ha dato l'impressione di aspettare visite ?

No, commissario.

Era in vestaglia, ma era ancora vestito sotto.

Quando sono uscito, mi ha detto che potevo chiudere il portone

quindi immagino che non aspettasse nessun altro.

Una curiosità, d'abitudine portate sempre con voi il bastone ?

Questo ?

Sì, sempre.

Lina, Lina, Lina... Qual è il tuo nome vero, invece ?

(in napoletano) Lina. Non ho mai voluto un nome falso come le altre.

- Io voglio essere sempre io. - Brava.

Brava, fai bene.

Sei bellissima, Lina.

Ma va' ! Se ero bella, facevo l'attrice o un altro lavoro.

Ah, sì ? Volevi fare l'attrice ?

Sei sicura che non fai l'attrice parecchie volte al giorno qui ?

So a che cosa vi riferite.

Qui dobbiamo fare tutto il contrario della recitazione.

Dobbiamo rompere la barriera.

- "La barriera" ? Che cos'è ? - La barriera.

La mettiamo tutti ogni giorno per non farci riconoscere dagli altri.

La faccia finta.

E voi ? Voi ce l'avete ?

- Che cosa ? - La faccia finta.

Io ?

Mica una sola, ce ne ho parecchie, ma il mio problema sai qual è ?

- No. - Che non le so usare.

Ah, no ?

Allora dovete stare attento.

Il mondo è brutto fuori da qua...

e pure qua dentro.

- Buonasera, Nelide. - Buonasera.

- Stasera ho cucinato leggero. - Bene.

- Sedetevi. - Grazie.

- Manfred. - Enrica.

Grazie, Nelide.

Leggero, leggero.

[PARLANO IN TEDESCO]

La morte di Gaspare è avvenuta tra la mezzanotte di sabato e le due

sempre di notte, ovviamente.

Oltre a questo, posso dirti che...

non c'erano segni di colluttazione

quindi il poveretto non si è difeso, è stato ucciso all'improvviso.

Magari da qualcuno che conosceva.

Questo, però, l'esame necroscopico non lo può rilevare.

Senti, Bruno...

Gaspare era... un assistito.

- Si dice così, giusto ? - Mmm.

Uno di quelli che restano in contatto con i morti.

Che tu sappia, queste facoltà...

si possono ereditare ?

Si possono trasmettere ai figli ?

Ricciardi, se tu mi parli di genetica

posso dirti ciò che so su geni dominanti, recessivi

alleli e compagnia bella.

Se ci sono due genitori con gli occhi azzurri

i figli avranno gli occhi azzurri.

Se questa regola si applica pure alle orecchie a sventola

non lo so, dovrei andare a controllare.

Se vuoi sapere dell'ereditarietà di un dono soprannaturale

la scienza non si è ancora espressa, figuriamoci se posso farlo io.

- Perché, Rummolo aveva un figlio ? - Lascia stare.

- Prendi anche la mia. - Non la vuoi ? - No. - E' buona.

- Commissario, eccomi. - Raffaele. - Dottore esimio.

Mi spiace, due sfogliatelle c'erano e due me ne sto mangiando.

Ho già fatto colazione.

- Poi abbiamo da fare. - Torniamo al quartiere del bancolotto.

- Vediamo se qualcuno ha notato qualcosa. - Escludete i conti ?

Non del tutto

però c'è qualcosa che mi dice... che ci si può fidare

soprattutto della contessa. - Certe donne sono troppo belle

per essere bugiarde. - Come ?

- Oggi state una bellezza, brigadiere. - E' la divisa. - Sì.

- Vi siete tolto quell'obbrobrio di panciotto. - Raffaele.

- State bene. - Bruciatelo.

- Buona giornata, Bruno. - Ciao.

- Grazie, buona giornata. - A voi.

- Ah, la posta. - Eccola. - Grazie.

[SCATTO DELLA SERRATURA]

- Allora ? - "Allora" che cosa ?

La cartolina. L'ho vista, chi l'ha scritta ?

Me l'ha mandata una mia amica da Ischia, non vi preoccupate.

- Avvicinatevi. - Mio marito è capriccioso.

La mia scarola è più fresca di quella che deve spuntare.

- Datemi due mazzetti. - Va bene.

Toccate pure, non vi preoccupate.

Signorina bella, buongiorno. Un attimo di pazienza e vi servo.

- "Chi fa due chiacchiere davanti al forno perde il pane." - No !

Perché dite così ? No ! C'è pure il sole.

Quando c'è sole, c'è più voglia di lavorare.

Queste di sole ne hanno preso troppo, le scarole sono mosce.

Arrivederci.

Le scarole.

Il sei sulla ruota di Napoli.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Sentite, avete notato per caso qualcosa ieri ? - No.

Sono tutti in fila per giocarsi i numeri della morte di Gaspare.

Aveva degli amici ? Frequentava qualcuno ?

Magari poteva esserci qualcuno che ce l'aveva con lui.

Nessuno, Gaspare non usciva mai di casa. Che cosa doveva vedere ?

La domenica mattina andava a prendere un caffè con mio fratello

il tempo di sistemare la stanza.

Solo quando Gaspare non c'era. Siamo una famiglia rispettabile.

Dopo il caffè tornavamo a casa. La gente lo fermava di continuo.

Non lo lasciavano mai in pace.

- Io torno nella sua stanza per qualche minuto. - Prego.

Tutto a posto ?

Ventuno, nove

e diciannove.

(Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove.)

Ventuno, nove e diciannove.

(Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove. Ventuno, nove...)

Che facevi con uno specchio ?

Ventuno, nove e diciannove.

Io non ne so niente di questo specchio.

Non sapevo nemmeno che ce l'avesse.

Voi, signora ?

- Forse un ricordo della madre. - Gaspare non si confidava mai.

Aveva difficoltà a parlare anche con me che gli ero amico.

Rimettetelo fra le sue cose.

Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente

e nessuno ricorda niente, però non è come al solito.

Non è che non vogliono parlare perché vogliono farsi i fatti loro.

- Hanno paura. - Esattamente, hanno paura di parlare.

Sotto c'è qualcosa che non va, non mi convince.

Allora tu lo sai bene quello che devi fare, no ?

- Sì, commissario. - Ci vediamo più tardi in commissariato.

[RINTOCCHI DI CAMPANA]

E' arrivato proprio stamattina.

Fallo vedere a Gargiulo, lui ne capisce.

Sì, dopo vado in ufficio.

Ricciardi !

Ma dico io, tutta Napoli parla del caso Rummolo.

Dai piani alti ricevo pressioni, si vuole il caso chiuso.

E che cosa vengo a sapere ? Che non arrestate il colpevole ?

Chi sarebbe il colpevole ?

Me l'avete detto voi ! Il conte Palmieri.

- Io ho detto "sospettato". - Come ?

Non fabbrico un colpevole per fare un piacere ai piani alti.

Senza riscontri, con i piani alti si rischia di fare brutte figure.

Non trovate, dottore ?

Abbiate pazienza e lasciatemi lavorare.

Grazie.

Camarda ?

Delinquente !

Tutto bene, brigadiere ?

Vi siete messo in cerimonia ? Non vi dovevate disturbare.

Il disturbo, per me, è venire qua. Questa è roba mia, non è per te.

Pure voi mi siete mancato.

Da quando mi sono trasferita, non venite più a trovarmi.

- Non vi piace la mia nuova reggia ? - Madonna mia, dammi la pazienza.

- Sono venuto... - Accomodatevi. - No, devo chiederti una cosa.

- Che fate in piedi ? - Non preoccuparti. - Siete di casa.

La casa te la incendio, se non mi fai parlare ! Oh.

Allora, stavamo dicendo.

- Hanno ucciso... - Gaspare Rummolo, il cieco.

Vabbè, ho capito, parla tu, avanti. Fammi sapere che cosa sai.

Dovete sapere che...

Il giorno prima dell'omicidio, un uomo molto temuto da tutti

un "guappo" vero, uno di quelli davvero pericolosi...

"Un guappo vero" e poi ti sei fermata. Vai avanti.

Pare che questa persona abbia litigato proprio con Gaspare

per via di una grossissima somma che lui aveva puntato su un terno

che Gaspare gli aveva dato per certo.

I numeri non sono usciti e gli è salito il sangue al cervello.

Ho capito. Come si chiama questo "guappo" ?

Eh... Ha giurato davanti a tutti che il cieco l'avrebbe pagata cara.

- Come si chiama il "guappo" ? - Nessuno ve lo dirà.

- Il nome ? - Temono di fare una brutta fine.

- La brutta fine la fai tu, se non parli. - Va bene. - Eh.

- Però non vi ho detto niente. - No. - Mi date la vostra parola ?

- Te la do. - Giurate. - Ti do fuoco alla parrucca, se non parli.

Gennaro Luise.

- Oh, vedi ? Ci voleva tanto ? - Abita dove sta la ricevitoria.

Ha tanta gente a disposizione disposta a tutto per lui

perché presta i soldi a strozzo, quindi ne ha sotto parecchi

compreso il conte Palmieri

che avete interrogato l'altro giorno con la moglie.

- Pure questo sai ? - Sapere le cose è l'unico modo per attirarvi qua.

- Che c'è qua dentro ? - Che vuoi ?

Che cos'è questa cosa ?

E'... E' un indizio per un'indagine, non sono cose che ti riguardando.

Però, giacché ci siamo

guarda, dài un'occhiata anche tu.

Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria !

- Ti piace ? - Che schifo !

Era del cieco ? Per questo l'hanno ammazzato.

- Non mi pare della sua taglia. - Lascia stare, non approfondiamo.

Un'altra cosa importante.

Sai il terno che il cieco ha dato a Luise, il "guappo" ?

Certo che lo sai, perché te lo chiedo ?

Non ci crederete, ma speravo che veniste.

Sono venuto perché sapevo che ti mancavo, modestamente.

Mentre vi sistemate... vi faccio portare sopra il caffè.

Ormai già lo so che vi piace.

- Hai una bella memoria. - Non è sempre bello.

Soprattutto se ci sono cose che non ti piace ricordare.

Sì.

Facciamo così. Mmm ?

Io questo caffè me lo bevo, se tu te lo bevi insieme a me.

Noi sappiamo anche dove abita questo Gennaro Luise ?

Sì, vicino alla ricevitoria.

Vabbè, domani andiamo a fare una visita a questo signore.

Ah, so anche qual è il terno che il cieco ha dato al "guappo".

- Te lo volevi giocare ? - Ci ho pensato.

Il gioco è una brutta bestia, è una febbre. Bisogna stare attenti.

- Quali erano questi numeri ? - Ventuno, nove e diciannove.

Fai una cosa, vai a casa.

Dobbiamo riposare, domani sarà una giornata impegnativa.

- Siete sicuro ? - Vai, vai.

Va bene, grazie.

- A domani. - A domani.

[DEI CANI ABBAIANO]

[ROMBO DI MOTORE]

Potevi entrare ieri al Gambrinus. Non ti avrei morso.

- Non capisco, scusa. - Mi hai vista e sei tornato sui tuoi passi.

- Perché avrei dovuto farlo ? - Non lo so.

Dimmelo tu.

Non ti ho vista, non ricordo neanche di essere passato di lì.

- Perso tra i tuoi pensieri. - Sì, ho un caso che mi impegna molto.

Magari tra i tuoi pensieri c'è una donna ?

Quello che c'è nei miei pensieri... riguarda solo me, Livia.

Scusami.

E' solo che vorrei capire.

Vorrei che ti aprissi con me.

Di me sai già tutto quello che c'è da sapere.

Certo...

Mi dovrebbe bastare, non è vero ?

Dovrei aspettare un'altra elemosina della tua attenzione.

Prima o poi capiterà ?

No, facciamo che non capiterà.

Così siamo tranquilli tutti e due.

[SCATTO DELLA SERRATURA]

[PORTA CHE SI CHIUDE]

[CAMPANELLO]

- Grazie. - Ieri sera non avete mangiato, stamattina solo il caffè.

Come vi reggete in piedi ?

Portatevi dietro qualcosa per riempire lo stomaco.

[VOCI NON UDIBILI]

Eh ?

Che parlo a fare ?

- Oh, Gesù mio ! - Oh, mamma... - Guarda.

- Ma sei tu questa ? - Pare di sì.

E' tale e quale !

Chi l'avrà fatto ? Un ammiratore ?

Enrica, mi rispondi ? Potrò sapere chi ti ha fatto questo quadro ?

- C'è un biglietto ! Vediamo... - Se permettete, è indirizzato a me.

- Salve. - Brigadiere. - Dovrebbe essere qui.

Proviamo a entrare.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Che volete ? - Qua le domande le facciamo noi.

Brigadiere Maione e commissario Ricciardi.

- Che cercate ? - Gennaro Luise, questo cerchiamo.

Sappiamo che abita qui.

Mi dispiace, ma vi sbagliate.

Don Gennaro Luise abitava qui, ma ha cambiato casa.

- Dove lo possiamo trovare adesso ? - Non lo so, non me l'ha detto.

Facciamo così, adesso io ti porto in Questura

così magari ti torna la memoria.

Mi potete pure incarcerare adesso

ma non so dov'è Don Gennaro, giuro.

Raffaele, lascia stare. Grazie.

Che cos'è ?

Signora... Signora, scusate, un'informazione.

- Dite. - Sapete per caso dove abita Gennaro Luise ?

Abitava qua, poi se ne è andato.

Mai sentito, non so chi sia.

- Grazie. - Aspetta, scusa.

Sai di una persona che si chiama Gennaro Luise ?

Ehi, dove scappi ?

Perché non ci avete parlato di Gennaro Luise ?

- Non capisco. - Caruso, sappiamo che aveva litigato con Gaspare

e che l'aveva minacciato in pubblico.

E' vero, voi avete ragione...

ma qua abbiamo tutti paura di lui.

Commissario, quello è un tipo molto pericoloso.

Voi ci dovete capire. Noi non ci mettiamo contro di lui.

Così permettete a un presunto colpevole di rendersi irreperibile.

Almeno potete dirci dov'è andato ?

Io vi giuro su tutto quello che ho di più caro che non lo sappiamo.

Se qualcuno lo sa, starà attento a tenere la bocca chiusa.

- Serve altro ? - Datemi tre o quattro pomodori. - Pure tredici.

Gli "sciurilli" li volete ? Sono freschi freschi, come voi.

- Va bene, datemene qualcuno. - Arrivo. Permesso.

Restate qui, non ve ne andate. Allora, vediamo.

Buongiorno, signorina. Questi sono speciali.

- Io sono cresciuta in mezzo alla terra. - Dove andate ?

Signorina, se ve ne andate, vi portate via il sole !

Grazie.

Davvero, commissario

io non ho idea di chi sia Gennaro Luise.

Quello che mi dite è ben strano.

So per certo che avete contratto un debito con lui.

Devo sapere dove posso trovare questa persona.

- Non lo so ! - Basta, Romualdo.

- Il commissario si è fidato e dobbiamo ricambiare. - Bianca.

Capisco il timore

ma tu sai dove trovare questo tizio che fa paura a tutti.

E' stato pochi giorni fa da Luise, per pagare una rata del debito.

Signor Conte.

Lo trovate alla locanda di Don Peppe, a Salita Arenella.

- E' lì che riscuote i crediti. - Grazie.

Ringrazio entrambi per la sincerità.

Arrivederci.

Romualdo.

("Signorina, se ve ne andate, vi portate via il sole !")

Non hai guardato quel giovane in faccia, quando ti ha richiamata.

Sai perché ? Hai paura che poi ti illudi.

Lo stesso fa il signorino con la ragazza qua di fronte.

Non si vuole illudere.

Tonino, vuoi salire o no ?

Va bene. Beata lei.

[VOCIARE INDISTINTO]

Oh. Favorite, vi volete accomodare ? C'è un tavolo libero.

- Veramente, sto cercando Gennaro Luise. - "Gennaro" ?

- Luise. - Chi è questo Gennaro Luise ?

- So che frequenta questa osteria. - Sapete male. Voi chi siete ?

- Il commissario Ricciardi. - Ah.

[FISCHIO]

Che vi devo dire ? Vi hanno informato male.

Qua questo Gennaro Luise non si è mai visto. Vero ?

Vorrà dire che mi siedo e aspetto.

Se avete tempo da perdere, sedetevi.

Ne ho quanto ne volete, tutto quello che serve.

Lo so che fischi per avvisare.

Fischia pure, tanto finché non arriva, io non mi muovo.

- Ah. - Se non viene, torno con dieci guardie

e facciamo una bella perquisizione, voi che dite ? - Che vi devo dire ?

- Mi fate la gentilezza di portarmi un caffè ? - A disposizione, arrivo.

Ricciardi !

- Cesarano, sai dov'è il commissario ? - No, mi dispiace.

Maione ! Maione !

Eccellenza, comandi.

E' possibile sapere dov'è il commissario ?

- E' in giro a indagare. - Io voglio sapere che cosa ha da indagare.

Deve arrestare un colpevole, così che io possa dire a chi di dovere

che tra l'altro mi telefona ogni ora, che è tutto a posto.

Appena torna, glielo comunico io.

Ah, comunque, quando io lo cerco

lui deve farsi trovare in ufficio. Chiaro ?

Scusate, Eccellenza, se vi contraddico

ma i casi non si risolvono stando in ufficio dietro la scrivania

e poi il commissario... non ha la palla di vetro.

- Non può sapere quando lo cercate. - Non ce l'ha ? - No.

Bravo. Fai lo spiritoso con me ?

- Stavo dicendo un'altra cosa. - Hai detto troppo.

Ti meriti una bella sospensione

così fai lo spiritoso a casa tua.

- Contento ? - Sì, Eccellenza.

Al lavoro.

- Non è semplice, bisogna parlare con l'appuntato. - Sì.

- Eccellenza. (sottovoce) E' scemo.

Commissario, se volete seguirmi

vi porto da chi sapete voi.

- Grazie per i caffè. - Sempre a disposizione.

Aspettate qua.

Mi hanno detto...

che mi volevate parlare.

- Commissario. - Bene, possiamo saltare le presentazioni.

Voi sapete chi sono io e io so bene chi siete voi.

Dite pure, a disposizione.

- Dove vi trovavate la notte di sabato scorso ? - Eh !

La notte è lunga. Se siete più preciso...

- Diciamo tra mezzanotte e le due. - E chi si ricorda ?

Potevo stare a casa a dormire oppure con qualche bella femmina.

- Scegliete voi. - Tanto qualcuno che lo confermi lo trovate, no ?

Come dite voi.

Mentre aspettiamo che qualcuno confermi l'alibi che non ricordate

voi e io ce ne andiamo in Questura. - Per quale motivo ? Che ho fatto ?

- E' un reato non ricordarmi cosa facevo sabato scorso ? - No.

L'omicidio lo è. Siete sospettato di avere ucciso Gaspare Rummolo.

Vi sbagliate, non l'ho ucciso io.

Potrete dimostrarlo. Andiamo.

Fatemi vedere come mi portate in Questura.

Con questa avete ucciso Gaspare ?

Commissario, non scherziamo, andatevene ora con le vostre gambe

e la chiudiamo qui.

Io da qui non me ne vado, neanche morto.

Nemmeno io.

Mi volete ammazzare ?

Per me va bene.

Non sapete che piacere mi fate.

(in napoletano) Forza. Che c'è, non avete il coraggio ?

Siete un uomo, commissario.

Oppure siete un pazzo.

Solo chi conosce il dolore...

non ha paura di morire.

Venite con me.

Accomodatevi.

Vi presento Mario.

Mario è mio fratello.

Gli ho fatto da padre da quando era piccolo.

- Aveva il fuoco, non stava mai quieto. - Che gli è successo ?

Due anni fa l'ho mandato a Marsiglia.

Abbiamo due pescherie in Francia.

Mario le doveva ingrandire

così se ne stava lontano da qua e faceva una vita onesta.

Il mese scorso me l'hanno rimandato così.

Una malattia improvvisa.

L'ho fatto visitare.

Pare che potrebbe migliorare.

Ci vorrà tempo... e pazienza.

Io la pazienza ce l'ho...

ma nel frattempo nessuno lo deve sapere.

Nessuno lo deve vedere così.

Io non dirò niente a nessuno...

però voi mi dovete spiegare.

Non voglio che la gente provi pietà per mio fratello

e per me.

Tutti sanno che cosa significa Mario per me.

E' il mio sangue.

Il mio sangue non può diventare debolezza.

Quindi sabato scorso eravate con vostro fratello ?

Con lui... e con l'infermiera che vedete.

La notte non lo lascio mai da solo.

Avete la mia parola d'onore.

Vi credo... però è strano.

Conoscete bene la paura che mettete a tutti.

Tenete tanta gente in pugno in virtù dei soldi che vi deve

e invece di vergognarvi per questo

vi vergognate per vostro fratello.

Fossi in voi, ci penserei.

(in napoletano) # Pensaci bene.

# Sì, ti voglio bene.

# Ti voglio bene e tu mi fai

# morire. #

- Brava. I miei complimenti, Livia. - Brava.

- Bravissima. - Brava.

- Brava. - Eccezionale.

- Ha cantato magnificamente. - Alla vostra voce. - Evviva.

- Al vostro successo. - Lei è bravissima. - Grazie.

Allora che fai, vieni con noi ?

No, è da stamattina che sto qua, vado a casa.

A domani.

- Maione. - Commissario.

Ti cercavo, ti devo aggiornare.

Che cos'è questa faccia ?

- Mi ha sospeso. - Garzo ? - Eh.

Commissario, quello è tutto scemo, dalla testa ai piedi.

# Quest'aria serena e questo sole sei tu.

# Non farmi perdere

# questa giovinezza.

# Questa luna d'argento per te

# sospira ancora. #

- E' pronto, mamma. - Grazie.

# Di più splende in cielo per me una stella d'oro. #

Grazie, basta così.

# Io vivo e muoio per te, muoio per te. #

Grazie.

# Ti voglio bene, sì

# solo a te, Maria. #

Io non riesco a capire.

Il quadro, le cartoline...

Tu mi nascondi qualcosa.

Io non vi nascondo proprio niente.

E il biglietto misterioso ?

- E' semplicemente un biglietto. - Che c'è scritto ?

- Niente di importante. - Dimmelo, anche se non è importante.

Certe volte mi esasperate.

- Raffaele, vestiti, è sabato. - Che dobbiamo fare ?

Stai da un po' troppo tempo a ciondolare per casa.

- Ti sei già scordato perché ? - Perché ?

Ah... Tuo cognato Mariano domani ha un impegno

quindi lui e mia sorella vengono a pranzo oggi. - Me ne ero scordato.

Mettiti il panciotto che ti ha regalato, così è contento.

- Il panciotto ? - Eh.

- Lucia, senti, ma a te piace questo coso ? - In che senso ?

Ti piace o non ti piace ?

- E' particolare. - "Particolare" ?

E' una questione di gusti.

Questo coso è una schifezza.

- Anche secondo me. - Vedi che la pensi come me ?

Quello l'ha fatto per farmi un dispetto, ne sono sicuro.

Mi è antipatico. Faccio peccato, ma mi è antipatico.

Non lo voglio sapere, però posso dirti una cosa ?

Dove sta scritto che ogni domenica devono venire qui ?

Brava, si sono proprio piazzati a casa nostra !

- Eh ! - Eh ! - Eh ! - Eh !

Questo coso...

Giulio, vieni qua ! Che bellezza, figlia mia.

Un ufficiale tedesco che sicuramente farà carriera

si è innamorato di nostra figlia.

Manfred, si chiama. Manfred !

Sicuramente adesso viene qua !

Viene a chiedere la mano di Enrica. Conosce l'indirizzo.

Ha mandato le cartoline e il quadro. I tedeschi sono persone precise.

- Non sei contento ? - Eh...

Il corredo ! Dobbiamo aprire l'armadio e fargli prendere aria.

Quando lo facciamo ?

Mamma, abbiate pazienza.

[SCATTO DELLA SERRATURA]

E' vero ?

Sì.

Io vi ho parlato di Manfred nelle lettere

ma non vi ho detto tutto, perché... - Non sai che cosa fare.

Papà, è un uomo buono.

Mi ha riempita di attenzioni, continua a farlo.

Ma il tuo cuore è altrove.

Luigi Alfredo è diventato freddo...

distaccato, non si affaccia più alla finestra.

- A Ischia non si è fatto vedere ? - "A Ischia" ? - Gli ho parlato

mentre tu non c'eri. - Che dite ?

Niente di compromettente.

Un discorso così, tra uomini.

Mi sono fidato, gli ho dato il tuo indirizzo di Ischia.

Sì, però lui non è venuto.

Io non l'ho visto.

[MUSICA JAZZ]

Quanta premura.

Queste sono mani preziose.

- Vanno trattate bene. - Sono così bravo ad accarezzarti ?

Non vi "allanzate" troppo.

Madame mi ha detto che siete un medico, che lavorate in ospedale.

Allora queste mani fanno del bene.

Vado a fare spesa al mercato.

- C'è qualcosa che volete mangiare ? - No, tanto sai che cosa prendere.

Vabbè.

Il mio lavoro, sai... Il mio lavoro è solo sofferenza, dolore.

Che ti devo dire ? E' questo.

Non credete, il mio lavoro non è tanto diverso dal vostro.

Sapeste quanto dolore, negli uomini che salgono quassù.

Uno crede che vengano a divertirsi, invece cercano di dimenticare

il dolore che portano dentro.

Tu come te ne accorgi ?

A volte si mettono a piangere.

Allora io penso... che se le mogli li vedessero come li vedo io

proverebbero pena, invece che odio.

Perché parli di odio ?

Certe donne odiano gli uomini.

E certi uomini odiano le donne.

Non lo sapevate ?

Senti un po', Lina... perché mi dai del voi ?

Dammi del tu, come faccio io.

Va bene, come vuoi tu.

- Sono usciti i numeri del cieco. - Veramente ? - Tutti e tre.

- Ventuno, diciannove e nove. - Allora aveva ragione !

Chissà che volevano dire i morti.

La donna bella, il desiderio e il parto.

No, il nove è pure la separazione, l'addio.

Pure la donna bella fa ventuno.

[VOCIARE INDISTINTO]

L'addio.

Lucia, grazie per il pranzo.

- Figuratevi. - Era tutto squisito come al solito, vero ? - E' vero.

- Domenica che facciamo ? - Non ve l'ho detto ? - No.

- Domenica prossima abbiamo da fare. Ciao. - Ho capito.

- Arrivederci. - Ciao, Mariano. - Arrivederci.

Ciao.

Andiamo, va'.

- Raffaele ! - Commissario. - Salve. - Perdonate il disturbo, è urgente.

- Ma di che ? Non vi propongo nemmeno un caffè, entro. - Grazie.

Finalmente ho capito.

Ho sempre pensato alla febbre del gioco

che Rummolo fosse stato ucciso per quella. - E invece ?

Invece ho sbagliato febbre.

Rummolo era ancora vestito di tutto punto

anche se era tardi.

Aspettava qualcuno

anche se aveva chiesto al conte di chiudere il portone.

Evidentemente, questo qualcuno che aspettava e che poi è arrivato

era in possesso delle chiavi, quindi doveva essere uno di voi tre.

Ma una cosa mi ha fatto capire.

"La bellezza sta nel cuore di chi ce l'ha, non di chi guarda."

E' questo che mi avete detto l'altra volta, no ?

E chi può considerarla meglio questa bellezza del cuore

di chi deve per forza vedere il mondo a modo suo ?

Come un cieco, per esempio.

Lo specchio nella stanza di Rummolo non era utile a lui.

Serviva a voi...

per sistemarvi prima di lasciare la sua stanza

per mascherare i segni dell'amore che avevate sul viso.

Maria !

Tu stai zitto, che è pure colpa tua.

Mi hai tenuta chiusa dentro casa per una vita

come se io fossi una cosa tua.

Che c'entra ? Era una premura.

- L'ho fatto per proteggerti. - Da che mi dovevi proteggere ?

Dalla gente che mi sfotte perché sono brutta ?

Con questo... Con questo ho ucciso Gaspare.

E' l'amore, commissario.

Voi parlate dell'amore.

L'amore è una febbre, è un'ossessione.

Gaspare... Gaspare mi amava.

Mi vedeva come nessun altro mi aveva mai visto

anche se non ci vedeva.

Quanto mi amava ! E io sapevo che mi amava.

Ma poi un giorno ha deciso che non dovevamo più incontrarci

perché temeva che mio fratello ci scoprisse e lo mandasse via

visto che, secondo lui, nessuno mi poteva avvicinare con sincerità.

Gaspare temeva che lo mettesse in mezzo alla strada.

Quella notte sono andata da lui come sempre.

Prima di scendere a mettere a posto le matrici dei biglietti...

Senza questa stanza, che ho per concessione di tuo fratello

io non sono nessuno.

Certo che ho paura che ci vediamo.

- Che dici ? - Prima o poi ci scopre. - Gaspare, no. - No !

Quei maledetti numeri, quelli che non sono usciti...

- Che cosa... - Me l'hanno fatto capire.

- I numeri ? Che stai dicendo ? - Sì, Maria.

La donna bella...

il desiderio...

e l'addio, Maria. - No.

- Ci dobbiamo separare. - No !

Io non posso rischiare.

Ventuno, nove e diciannove. Ventuno, nove e diciannove.

- Che dici ? - Ventuno, nove e diciannove. - Che dici ?

- Ventuno, nove e diciannove. - No, no.

Allora... commissario, sono stata io che non ci ho visto più.

Ventuno, nove e diciannove.

Ho preso la prima cosa che ho trovato

e l'ho colpito.

Gaspare...

[PIANTO DI MARIA]

Una sola volta...

l'ho colpito.

Ho pulito il taglierino

e l'ho messo a posto.

Io l'ho tenuto tra le mani per tutta la settimana.

Maria.

Ora dovete venire con noi.

(Ventuno, nove e diciannove.)

Ventuno, nove e diciannove.

(Ventuno, nove e diciannove.) (Ventuno, nove e diciannove.)

(Ventuno, nove e diciannove.)

[VOCE NON UDIBILE]

Signorina, io vi devo delle scuse.

Di che cosa vi dovete scusare ?

Ho fatto delle battute...

sul vostro aspetto, come un fesso.

- Non le ho sentite. - Ma io le ho fatte.

Una persona perbene, una persona intelligente

deve sapere che la cosa importante...

Insomma, ci siamo capiti, no ?

Grazie.

Prego, accomodatevi.

Grazie di essere venuto.

Se mi chiamate, sono molto felice e molto preoccupato.

Sapete che ho un interesse particolare per una persona.

Vi ho già dato tutte le informazioni che potevo.

Questa persona tempo fa ha avuto un incidente molto grave.

All'ospedale, oltre alla tata, c'era una ragazza alta, con gli occhiali

vestita semplicemente, forse un'impiegata o una maestrina.

Me ne sono ricordata all'improvviso.

Pensavo che fosse una parente.

Adesso so che abita di fronte a casa sua.

Vorrei saperne di più.

Anche la gelosia...

Vorrei sapere se c'è qualcuno che lo tiene lontano da me.

Che cos'ha questo commissario per occuparvi così tanto la mente ?

E io che cosa non ho per occupare la sua ?

- Camarda ? - Sì ? - Pensaci tu.

Agli ordini. Da questa parte.

Prego.

Camarda, che succede ?

Eccellenza...

Maione, la tua sospensione mi risulta ancora valida.

Dottore, il caso Rummolo è stato risolto.

Abbiamo preso in custodia la colpevole

e il merito è tutto di Maione.

Nonostante fosse sospeso dal lavoro, ha avuto un'intuizione decisiva.

Molto bene, molto bene.

Allora attendo il rapporto

per informare... chi di dovere.

Eccellenza.

Grazie, commissario.

# Nell'ombra va questo cuore

# che non può dormire. #

- Che bella voce, Sarracino. - Eh.

Soprattutto quando c'è chi la deve sentire.

# E canta e piange

# "Amore, amore, tu mi fai morire." #

Nelide ?

Nelide, pranzo a casa.

Nelide ?

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