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[vocio]
[musica da discoteca]
- Come va? Tutto apposto? - Buonasera, come va?
["Push" di Emanuele Frusi]
[squilli di cellulare]
Non risponde, cazzo, non risponde.
- Sei pronto? - Per cosa?
Stiamo per fare il colpo della vita e mi dici pronto per cosa?
Coglione. Certo che sono pronto. Pensavo stavi parlando di un'altra cosa.
Cioè tu riesci a pensare ad altro?
Ti vuoi mettere a fare polemica sulle cazzate?
Ma se invertiamo i ruoli?
Ma che sei scemo?
Prendo le sacche coi soldi. Ho paura di questa cosa della pistola.
Ma se la pistola è finta! Sono tre giorni che fai le prove.
Non mettermi l'ansia.
["Push" di Emanuele Frusi]
Ancora non risponde, cazzo.
Dove cazzo stai?
Sono arrivati, è ora!
["Push" di Emanuele Frusi]
Ma guarda quest'imbecille.
- Ma dove cazzo guardi? - Mi sono appoggiato un attimo.
- Appoggiato un attimo? - E allora?
- Chi t'ha dato la patente? - Ma chi ha detto che ce l'ho?
- Fai anche lo spiritoso? - La spiritosa la fai te.
Vedi di andartene.
- [uomo] Datti una calmata. - [donna] Guarda che hai fatto!
[uomo] Guarda che m'hai fatto alla macchina.
Rincoglionita, vattene.
- Grazie, Domenico. - Prego.
Ciao.
Sbrighiamoci, è tardi. Posa questi cosi.
Ma dove dobbiamo andare? Sono vestito bene?
Devi fare ripetizioni al figlio di un amico mio. 20 euro l'ora.
Ripetizioni di cosa?
Mauretto, roba di scuola. Tu eri bravo.
Che materia?
Aspetta un attimo.
Prendiamoci un caffè.
Un orzo in tazza piccola, per favore.
- C'è un bagno? - Giù per le scale, in fondo al corridoio.
- È occupato. - Grazie.
- Vuoi un caffè? - No.
Grazie.
[rumore di auto]
[uomini parlano in cinese]
[auto parte sgommando]
Puoi evitare di farmi mettere questa roba sul motorino?
- Te la sei giocata male. - Ancora?
Ti potevi inventare qualcosa.
Quello cercava ripetizioni di greco, io sono geometra, che m'inventavo?
In futuro, se dobbiamo fare una cosa che mi riguarda, avvertimi
- così evitiamo le figure di merda. - E io quella del coglione.
Ancora che cerchi? Tanto non arriva.
Dovrà arrivare prima o poi.
Odio il postino.
È morta, ma volevo dire che è stata una cosa improvvisa…
Qua non lo sapeva nessuno che moriva.
A noi ci pare ancora viva, questo volevo dire.
Quindi?
La pensione la prende o no?
R11. R11, gliel'ho già detto.
- Attendo in linea. - Papà, dacci pace oggi, eh.
E certo, come no. Chissà chi ci paga l'affitto senza la pensione di nonna.
[Guglielmo] Pronto?
Va bene.
[Guglielmo] Oggi no, eh! Non oggi!
Digito?
Uno. Ma senza riattaccare?
Va bene.
- Ma che ti frega, stai calmo. - Io sto calmo.
Ma tu guarda. "Digita uno…"
Se faccio un'altra pupa, la chiamo Giulia, come nonna.
Quanto ti passava?
- 200 euro. - 200 euro?
- Non ci devi neanche pensare - Come faccio, ora?
- T'arrangi. Senti che casino che fa. - Stai calmo, Romolo. Vieni qua.
Prenditi le gocce e stai calmo.
[uomo urla]
Apri! È casa mia!
Esci fuori da casa mia! Apri!
Tutto apposto?
Tutto apposto.
- Mi ha spaccato il naso. - Buonasera.
Buonasera.
[Mauro] Sam, finiscila, non sapevi l'italiano quando ci siamo conosciuti.
Dai smettila, gioca un po' con me.
Come si dice, nella tua lingua, "ti amo"?
[indistinto]
Non è vero, non dire cazzate, me l'hai già detto una volta.
- [indistinto] - [Mauro] Questa è vera.
[Romolo] Datti una calmata, Lucia!
Bussare no, eh?
- Ma che fai? - Stavo pensando a nonna.
Quand'era giovane. Vado a fumare.
[Mauro] Ma che perdete pure la caparra?
È che Lucia ci aveva fatto la bocca.
Capirai, un appartamento tutto nostro.
Vedrai che le passa.
A me no, Mauretto.
Mi sono rotto il cazzo.
A chi lo dici.
Andiamo a letto, che domani è una giornataccia.
'Notte.
MI DISPIACE PER TUA NONNA, AMORE.
SEI SEMPRE NEL MIO CUORE. TI VOGLIO TANTO BENE.
- Grazie. - Arrivederci.
Le sembrano bagnati?
Se io le chiedo una cosa, lei quella cosa mi deve dare, capito?
Signora, però qui c'è scritto "Agitare bene prima dell'uso
e applicare su capelli bagnati".
E secondo lei cosa ho fatto?
Va bene, facciamo così…
- Provi questo. - Ah, me lo cambia?
No, perché oramai il flacone è aperto.
Ma certo, che stupida.
Così sono brava pure io.
Ciaone! Per me potete chiudere.
Ma che fai?
Scusi, sta passando un funerale.
[prete recita il "Padre Nostro"]
Non potevamo evitare questa processione?
Mica dico per nonna eh, povera, però ci stanno guardando tutti.
Incredibile, pure il segno della croce s'è fatto quel ladro.
Non oggi, Guglielmo.
Guarda lì che faccia.
Basta.
- Io scendo e lo meno. - Guglielmo!
[prete recita "l'Ave Maria"]
- [Samantha] Mi vuoi aprire? - [uomo] Dammi tempo.
[Samantha] Cretino!
Zio, hai saputo qualcosa dal comune?
Niente, eh? Io la domanda l'ho fatta, ma questi non rispondono.
- Che ci vuoi fare. - Chiama l'amico tuo, no?
Vabbè.
Mi raccomando, attaccali.
Perché io faccio il giro
e se ti sgamo, sono cazzi.
A quest'ora si arriva?
Avevo il funerale di nonna.
Oh, ci stai o dormi?
Forza, allora. Andate, aria!
["Romano hip hop" di Gipsy.cz]
[Ciro] Tutti i giorni la stessa canzone di merda.
Tutti i giorni la stessa storia.
Avvocato, non mi sento tutelato.
Capito? Non si sente tutelato!
- C'hai la faccia come il culo! - I clienti non vengono
perché non vogliono sentire questa merda e vanno altrove.
Ecco perché non ho i soldi dell'affitto.
Capito? Queste due zoccolette mi fanno uscire pazzo!
- Ti ammazzo! - No, no!
La prego, Guglielmo, se fa così, passiamo dalla parte del torto.
Ma hai sentito che ha detto? Vuole il rimborso!
È un anno che sta qua e sono nove mesi che non mi paga una lira.
Lei mi ha dato un locale pezzotto!
Ha rotto il cazzo, eh. Basta con questa lagna
Per favore, Guglielmo. Se continua così, peggioriamo la situazione, non lo capisce?
L'avvocato ha ragione.
Stia calmo.
Calmo? Calmo un cazzo!
Andiamo.
C'ho messo 50 anni a comprarmi questo locale.
Prima mi mandano in pensione, dice che sono cambiate le leggi,
poi mi ci fanno pagare le tasse anche se non ci posso lavorare
e ora arriva 'sto stronzo che non mi paga manco l'affitto e non lo posso sfrattare.
Ma com'è possibile?
Lo so, Guglielmo. Lo so.
Ma lei confidi nella legge.
Sì, buonasera.
Liun!
Arriva. È quasi pronto.
Portami quelli che c'hai prima di fare gli altri.
Oh, accendi il cervello che prima o poi ammazzi una persona.
Sbrigati, Liun. Li raccogli dopo.
Dammi. Liun, ci devi stare con la testa.
Mi dispiace per tua nonna, Romolo.
Ma quella macchina che hai quanto costa?
Oh, di' all'amico tuo che gli straordinari non ce li pagano.
Vai a lavorare. Forza!
È che c'è crisi, non è che…
La prossima volta ti do 40.
Ok, ma a me servono adesso.
Facciamo che stavolta m'hai fatto un favore, su.
Che favore, Sciacallo. Non scherzare, dacci i 20 euro.
Sto parlando con te?
Guarda che ti denunciamo.
Sui manifesti non c'è il timbro del comune.
- E allora? - Non sono regolari.
Ma non lo sai che quelli sono manifesti elettorali?
Non sono mai stati regolari, volpe.
Ti facciamo vertenza.
Lavoriamo in nero e ti facciamo vertenza. Che ne dici?
Ti piace fare il sindacalista, eh?
Mica dobbiamo litigare per due spicci?
- Infatti. - Ma che brutto mondo…
Tieni.
- Li hai attaccati? - Sì.
- Guarda che io faccio il giro. - E fallo. Ciao.
Melone, non te ne vai a casa? O vuoi venire a cena a casa mia?
Muoviti.
[musica malinconica]
Mamma…
Ciao, Romolo. Guarda che ti sta preparando tua madre.
- Ciao, mamma. - Ciao, tesoro.
- Ti ho preso questi. - Grazie.
Romolo…
ho vinto 20 euro, me li prendi tu, eh?
- Hai chiamato il dottore? - Ma che dottore.
Queste sono cure estetiche, ci vogliono troppi soldi.
Estetiche? Ma non cammini più.
- Ma che sta facendo? - Non so, sta facendo casino da un po'.
Papà!
- Che stai facendo? - Voglio vedere che c'è.
- L'appartamento di Ferri. - Voglio vedere che stanza c'è.
Ferri ha un sacco di soldi, la casa è chiusa da due anni,
sai quanto gliene frega se ci prendiamo una stanza?
- Ma sei serio? - Sì. Magari c'è una camera già arredata.
Ma che sono, più stronzo degli altri?
Papà. Fermo!
Stai impazzendo, ma che hai?
Se non mi fa entrare nel locale, io a quello gli stacco la testa.
Prendo il fucile e gli stacco la testa. Domani mattina vado là e gliela stacco.
Ma non serve a niente! Devi stare buono, non ti agitare.
Ma che cazzo dici? Da che pulpito, poi!
Che l'avresti ammazzato de botte. Che cazzo dici!
Che cazzo stai dicendo?
Scendi dal letto.
Fammi dare una pulita.
Lo faccio io. Chiama tua madre.
Guarda che cazzo hai fatto.
- [Romolo] Vogliamo parlare? - [Lucia] Di cosa?
Di cosa? Della casa.
Credevo di tua madre.
Sono due biglietti. È l'unico svago che ha. Povera, non esce mai di casa.
Ma qua tutto conta.
Per la casa, che vuoi che dica? Hai già deciso tu, no?
Ma come faccio?
Lucia…
Che non voglio una casetta tutta nostra?
Sì, lo capisco, ma io non so quanto resisto.
Perché non compriamo quella macchinetta che m'hai fatto vedere?
Quale?
Quella per fare le unghie.
Eri brava a farle. Avevi un bel giro prima che nascesse la bambina.
La casa pure a quello serviva.
Dove le faccio le mani, per strada?
O con tua madre coi piedi a mollo e tuo padre che strilla?
Dimmi tu che fare, allora.
Riinizio a rubare?
Maria, è pronta la cena?
Eh, da mo' che è pronta. Mauro non viene?
Non lo sai…
Non sai mai niente qua.
Papà?
Ciao, Ciro, buonasera.
- Ti posso parlare un attimo? - Certo, Mauretto.
Parla liberamente. Siamo soci al cinquanta per cento.
Perché non paghi l'affitto a papà?
Vai un attimo dentro.
Sono cose da dire davanti a un ragazzino?
- Ma tu hai capito come vanno gli affari? - No, dimmelo tu.
Male. Anzi, malissimo.
[in napoletano] Ho fatto una stronzata a prendere questo posto.
Se continua così, io me ne devo andare.
Troviamo una soluzione.
Riesci a dargli una parte? Non dico tutto.
È un anno che non lo paghi, papà ci sta perdendo la salute.
Ma sai che tuo padre mi ha messo le mani addosso, oggi?
Deve ringraziare Dio che non lo denuncio.
Papà? Ma che dici?
Ha 80 anni, non ha mai fatto male a una mosca. È la persona più buona
al mondo. Sono venuto qua per cercare una soluzione, un accordo,
ma se mi dici così, allora sto perdendo tempo.
E ha ragione papà che sei un delinquente.
Come ti permetti?
Tu vieni qua, a casa mia e davanti a mio figlio
mi tratti come uno stronzo.
Ma vattene, va'!
[musica rock]
Mettilo a posto.
- Ma davvero lo stavi per menare? - Sì, beh?
Maschio!
- A te come va col vecchio? - Non è vecchio.
Eh sì, non è vecchio…
Beh, vi sposate?
Non subito. Lo faccio aspettare.
Fallo aspettare un altro po' e muore davvero di vecchiaia.
Sei diventato geloso?
Ti vedo stressato, dovresti andare in vacanza.
Non ho una lira, dove vado.
Trovati una ricca, così, magari, sistemi anche tuo padre.
Senti un po', non è Juliette Lewis che canta?
- No, non è lei. - Sì, invece.
- Quant'è bona. - Ma che dici.
- È troppo bona. - Ma è secca, piace solo a te.
Ricordi quando è venuta a suonare all'Alpheus?
Che non mi ci hai mandato perché eri gelosa.
Avevo pure comprato il biglietto, 28 euro.
- Soldi buttati. - Eh, sì, sì.
[Samantha canta]
Che tempi.
Beh? Che c'è?
E che c'è? C'è che da quando ci siamo lasciati sei ancora più bella.
Ti va se scopiamo?
Eh?
- Ti va se facciamo l'amore? - No.
- Perché no? - Perché no.
Dai, l'abbiamo fatto mille volte, che ti cambia una volta in più?
È diverso, sono impegnata.
Se vuoi, ti faccio una sega.
Ma che davvero? Sei seria?
Chiudi.
- Ma vienimi sopra, scusa eh. - No.
- Perché no? - Sarebbe tradimento. Sono una seria.
["Suburban nights" di Emanuele Frusi]
[Mauro sospira]
Hai una sigaretta?
["Suburban nights" di Emanuele Frusi]
[uomini parlano in cinese]
[uomini parlano in cinese]
[segnale acustico]
Non è presto?
Devo andare dallo psicologo, dormi.
[uomo cerca di aprire la porta]
Gesù…
Aia!
Ma che cazzo stai a fare?
- Ma sei matto? - Ma che rientri come un ladro?
Sono le chiavi di mamma, non le conosco. Facevo piano per non svegliarvi.
Infatti, parla piano che dormono tutti.
M'hai fatto prendere un colpo.
- Ma non l'avevi buttata via? - E infatti non l'hai vista.
Spegni il caffè.
- Testa de cazzo! - Pure?
È Mauro, dormi.
Questa… Aia!
Dove sei stato?
Sono uscito.
Con Samantha.
Bravo, coglione.
Quella ti lascia per un vecchio e tu le vai ancora dietro.
Sai che c'è?
Ha fatto bene, aveva ragione.
Ha fatto bene?
Ma si, dai. Guarda come viviamo, guarda come vivo.
Ma perché deve lasciare queste cose sul tavolo?
Non ce la faccio più.
Deve cambiare qualcosa, voglio svoltare.
Vuoi svoltare? E come?
Non lo so, faccio un magheggio, un impiccio. Qualcosa mi invento.
- Un impiccio? Tu? - Perché no?
Ricordi quando mi sono venuti a prendere le guardie?
Certo.
Avevi 15 anni. Ti sei messo a piangere come un frignone.
Pensavo fossero venuti per me.
Per quattro cd masterizzati che vendevi a scuola.
- Vuole svoltare, vuole. - Sì.
Vuoi fare un magheggio?
- Sì. - Vai a dormire.
[Romolo] Che devo fare, dottore?
Che devi fare?
Sei serio?
Hai fatto due rapine, hai quasi ammazzato un uomo, 4 anni di reclusione
e finalmente ti vedo forte, ti vedo stabile.
Dopo il percorso fatto insieme, mi dici: "Che devo fare"?
Non puoi pretendere di risolvere i problemi del mondo.
Pensa a te.
Capisco le preoccupazioni, le ansie, capisco tutto,
ma devi pensare alla tua vita, a ciò che serve a te.
Lascia che gli altri facciano le proprie scelte, non puoi farti carico di tutto.
Anzi, lo sai che ti dico? Devi essere un po' più egoista.
Non so se ce la faccio.
- Ma che vuol dire? - Non lo so.
Non lo so che vuol dire. Non lo so.
Prima non avevo bisogno di queste.
Credi che solo tu hai i problemi?
Romolo, noi possiamo scegliere e tu hai scelto bene.
L'hai fatto già da tanto.
Vedi di non deludermi.
Devo andare a lavoro.
- Grazie, dottore. - Ciao.
[citofono]
- Chi è? - Signora..
[Mauro] Chi è?
Oh, Mauro!
Perché non rispondi?
Stavo dormendo.
Ci sta tuo fratello?
- Perché? - Gli devo parlare di una cosa!
Aspetta, scendo io.
Vuoi parlare con mio fratello e non vuoi dirmi perché?
Ma che te lo dico a fare. Mi serve un consiglio.
- Un consiglio? Da Romolo? - Sì.
E cioè?
Ah, ho incrociato Samantha col vecchio. Proprio un bell'uomo,
- l'avevo sottovalutato. - Che stronzo.
- Me lo vuoi dire? - Ecco il caffè.
Decaffeinato…
- Corretto. - Grazie.
Allora?
Voglio fare una rapina.
- M'hai svegliato per questa stronzata? - Ai cinesi.
Ai cinesi?
Ricordi quando t'ho portato da tuo fratello per le ripetizioni?
- E? - Ho trovato i cinesi.
Hanno un giro di soldi, di prestiti… So tutto.
È un lavoretto pulito.
Un lavoretto pulito? Ma senti come parli? Sei impazzito?
- Scusate, ho fatto prima che potevo. - Ciao.
Ciao, Domenico.
Allora, che mi dovevi dire?
Diglielo.
Vuole fare una rapina.
- Come no. Ci vediamo. - Fermo lì.
- Arrivano in tre. - Ma chi?
I cinesi.
Sono pieni di soldi questi, Fabio, e li portano direttamente loro…
Però sono da prendere in contropiede.
Loro arrivano, noi arriviamo e non se l'aspettano…
Ma arrivano dove?
Ma che cazzo stai dicendo?
Ti vedi troppi film. Ci meneranno pure.
Capito perché voglio parlare con Romolo?
[barista] Piove!
- Buongiorno. - Due caffè, grazie.
Ci sono pure le guardie.
Io non ne voglio sapere un cazzo.
E non ti azzardare a mettere in mezzo Romolo.
Paga.
Sei un pezzo di merda!
["Romano hip hop" di Gipsy.cz]
- Mauretto. - Che è questa roba?
Niente, lascia stare.
Già l'ho detto a tuo padre, qua non si può entrare.
Che hai fatto, bastardo?
Che hai fatto?
Pezzo di merda!
Io t'ammazzo, hai capito?
T'ammazzo, pezzo di merda.
T'ammazzo.
- Francesco. - Romolo.
Come stai?
- È morta nonna. - No, mi dispiace.
Che mi volevi dire?
- Mi preoccupa Mauro. - Che ha fatto?
Eh, che ha fatto…
Gli serve un lavoro.
Romolo…
è un momentaccio per l'azienda, siamo già troppi.
E i sindacati ci stanno col fiato sul collo…
Però per Mauro una situazione va trovata.
Facciamo una cosa, risolviamo un problema tuo e pure uno mio.
Vieni qua.
Ma quello là…
ma che cazzo sta facendo qua?
Ruba il lavoro agli italiani?
Tu ci lavori insieme tutti i giorni, no?
Ecco…
Me basta che fa una cazzata.
Pure piccola…
Grazie, Francesco.
Lasciamo stare. Mi invento qualcos'altro.
["Breaking shadows" di Elias Goldmund]
[musica ad alto volume]
[Maria] Aggressione? Commissario, si sbaglia.
Non è che cerca Romolo, l'altro figlio mio.
Ma chi l'ha denunciato?
Mauro Borri è in casa o no?
Cazzo…
Basta!
Basta con questo strazio! Avete rotto il cazzo!
Non ce la faccio più.
[musica ad alto volume]
Siete sicuri che non state cercando Romolo Borri?
Ancora? Signora, io parlo o no italiano?
Ma che gli dovete fare?
Il procedimento normale, due parole, quattro domande…
Che gli dovremmo fare?
Le faccio un bel caffè?
Le posso fare un caffè?
Aia. Oddio.
Mamma, non ti sento!
Non ti sento!
Aspetta un attimo.
Non ti sento, aspetta!
Che succede?
Ma chi? Mauro?
Ma che stanno dicendo?
Mamma, devi stare calma, però. Sta' tranquilla.
Ma che sparito…
Lo trovo io, tranquilla. Ti chiamo io.
Ti chiamo io. Ciao.
["What I did" di Emanuele Frusi]
Senti un po', com'è che tuo fratello non s'è presentato a lavoro?
Quando parli di Mauro devi sciacquarti la bocca.
Mamma mia quanto fai schifo.
["What I did" di Emanuele Frusi]
- Armando, hai visto Mauro? - È passato stamattina.
Romolo!
- Allora? - Allora che?
- Mauro non t'ha detto nulla? - Sapete dov'è?
- No, è successo qualcosa? - No, niente.
- Romolo. - Che c'è?
Ti volevamo parlare di una cosa.
Hai un minuto?
["Suburban nights" di Emanuele Frusi]
[citofono]
- Sì? - Sai dov'è Mauretto?
No, perché?
È successo qualcosa?
Messaggio gratuito. Il cliente da lei chiamato…
["Suburban nights" di Emanuele Frusi]
Stai messo bene.
Sto cercando Mauretto.
L'hai visto, per caso?
Non me pare.
Com'è?
Stai sempre in giro.
Sai tutto di tutti.
Se fosse, perché te lo dovrei dire?
- Per stare pari? - Per stare pari?
Quando t'ho beccato stavo facendo il lavoro mio.
Ora fai il matto, invece.
Prima o poi deve ripassare qua.
Facciamo che non ti ho visto.
Che cazzo stai facendo?
Mi hai fatto spaventare.
Hai visto che roba?
Questo pezzo di merda.
Se lo vede papà, gli prende un infarto.
- Meglio che non lo vede. - Eh, e come facciamo?
Mamma è preoccupata.
Ho fatto una cazzata, non so che m'è preso.
Sei stato tu?
- Sì. - Gli hai menato tu?
Sì, mi sono fatto pure male alla mano.
Cazzo ti ridi? È una cosa grave.
Che devo fare, ora?
[Martini] Quindi ammetti di aver picchiato De Gregorio?
Sì.
Ieri pomeriggio, dice la denuncia…
prima l'hai colpito al volto e poi gli hai sbattuto la testa sul marciapiede.
Prima, però, mi aveva aggredito lui, violentemente.
Ma scusa una cosa, se tu sapevi che la polizia ti stava cercando,
perché non ti sei fatto vivo subito?
Ero spaventato.
Non mi è mai capitato di essere aggredito.
Perché l'avrebbe fatto?
Come perché? L'ho beccato che rubava al negozio di mio padre.
Cosa deve rubare che quello stava al negozio suo.
I termosifoni, le piastrelle, gli scaffali, i rubinetti, tutto.
Quando sono arrivato si stava portando via due caloriferi.
Quindi…
colto in flagranza di reato, De Gregorio ti avrebbe assalito.
Non "mi avrebbe". Mi ha assalito.
Non ti sembra una reazione un poco esagerata?
- Che le devo dire? - Non mi torna una cosa.
- Tu sei incensurato… - Certo.
Sei una persona a modo, hai gli studi superiori,
stai facendo il concorso in comune come postino…
- Non come postino. - Quello che è…
È strano che una persona così a modo come te,
prende e picchia con questa violenza una persona come De Gregorio.
La disperazione, non lo so, ho perso la testa.
Sto solo tentando di aiutarti, di capire se tu hai agito veramente da solo…
o se qualcuno…
con qualche precedente penale…
Un amico, un familiare, un…
No, non ci provate.
Non mettete in mezzo mio fratello, lui non c'entra proprio niente.
Vuole sapere la verità? Se qualcuno m'ha dato una mano,
quelli siete stati voi. È un anno…
che vi diciamo che quello ci ruba e voi non avete fatto mai niente!
Ti credo che poi uno arriva all'esasperazione.
Abbiamo finito qua?
- Posso andare? - Sì, ma resta nei paraggi.
Arrivederci.
Oh.
Papà.
Tutto apposto, tranquillo.
Ha chiamato tua madre. È appena arrivato l'ufficiale giudiziario.
- Beh? - Domani ci ridanno il locale!
Andiamo a casa a festeggiare.
["Away from Demons" di Emanuele Frusi]
Stai imparando a lavorare, eh?
Mandiamo a casa il cinese.
Bravo Romolo. Fatti abbracciare.
Aspetto il rapporto.
- Oh. - Oh.
- Che fai qui? - Dov'eri finito?
- Ti ho chiamato 30 volte. - Sei gelosa?
Quando ti chiamo devi rispondere.
- Sei gelosa! - Falla finita.
Ti vogliono.
- Non ci posso credere. - Non ci stai capendo niente. Cose mie.
- Invece tu hai capito tutto? - Più o meno.
In fabbrica m'hanno chiesto se sei libero, tieniti pronto.
Non diciamo niente a mamma e papà.
- [Mauro] Io non rimango a cena. - Dove vai?
[Romolo] A farsi prendere per il culo. Ciao, amore.
- Ciao. - Provatela un po', se va bene.
Andrà bene sì.
- Scusa, ho le mani sporche. - Tranquilla.
- Ecco. - Sì.
È andato. Ma allora Cenerentola eri te.
È così!
Madonna, mi sembra veramente d'essere un'altra, guarda.
E allora stasera vado a ballare con un'altra.
[Mauro canticchia]
Mauro, hai le sigarette?
Comodino a sinistra. Mi chiudi la porta, per cortesia?
Mamma mia come ti stai facendo carino.
[musica in crescendo]
Non sai che ti perdi, è buonissima.
Ma quanto mangi?
Sei senza fondo. Ma come fai? Dove la metti tutta questa roba?
- Vuoi? - No.
Samantha…
ma perché mi hai lasciato?
- Perché sei noioso. - Io?
Non mangi la coratella e mangi sempre la pizza coi funghi.
Niente sorprese, niente improvvisazioni.
- Tutto qua? - Sì.
Se è solo questo, vuol dire che…
sei ancora un po' innamorata di me?
Può essere.
Quanto ti voglio!
Aspetta.
C'è il dottore?
Samantha, c'è il dottore?
No, è che mi sento…
Pure io mi sento tutto…
Mannaggia, proprio stasera.
Come ti senti?
- Mi passi la carta? - Eh?
Mi passi la carta.
La carta? Ah. Tieni.
[conati]
Come va? Meglio?
Un po'.
Come fai a essere così bella pure quando stai male?
[Samantha ansima]
Sei bellissima.
Mi fai una limonata?
Sì.
Starai subito meglio.
- Occhio che è calda. - Grazie.
Quello è il dottore?
Gli piace il mare, eh?
Qua sta al Circeo? Lo riconosco, ci sono stato pure io.
Sono le Bahamas.
Ammazza come ha arredato la casa.
È proprio… come si dice?
Cioè guarda il colore della parete, ma che è?
L'ho scelto io.
Sì, eh?
Perché non ti stai zitto?
Vieni qua.
Buona la limonata.
Mi manchi un sacco.
Ti posso portare pure io alle Bahamas.
Capito?
Ti senti male? Un'altra volta?
- Che hai? - Vado a lavarmi i denti.
La facciamo noi.
- Che? - Come che? La rapina.
- Ma sei serio? - Cazzo dici? Dove andiamo?
Te la stai facendo sotto?
- Se non ci state, la faccio da solo. - Sei matto?
Vuoi fare una rapina ai cinesi?
Senza Romolo non facciamo niente.
- Avrà sentito? - Ma che sentito, è un pupo.
- Lo dobbiamo far sparire. - Ma vaffanculo.
["A Chinese magpie" di Emanuele Frusi]
Teste di cazzo, state fermi.
Fermi, non muovetevi.
Che cazzo sta succedendo?
Ragazzi, prendiamo i soldi!
Che stanno facendo?
Beh?
Erano appena arrivati.
Seguili un po'.
Esci dalla macchina, pezzo di merda!
Sì, si risolve tutto.
- Mettiti qua. - Si risolve tutto.
- S'aggiusta tutto. - Qua.
- S'aggiusta tutto. - In ginocchio!
Cazzo ti guardi? Guarda per terra!
Non mi guardare!
Che cazzo guardi? Non mi guardare.
Mauretto…
ma ti sei impazzito?
Ma buttate questi sacchi e andatevene a casa.
Cazzo!
Fammi pensare.
Non era buono quello stronzo di tuo fratello a fare questa roba,
e ci voi riuscire te con questi due coglioni?
Pezzo di merda!
Quando parli di mio fratello ti devi sciacquare la bocca, capito?
Che cazzo state facendo? Andiamocene, forza!
["Run on techno" di Emanuele Frusi]
Gliel'ho spaccata la faccia a quel pezzo di merda.
Se ti denuncia, stiamo tutti nella merda.
'Sti cazzi, è la parola sua contro la mia.
È la parola nostra contro la sua.
Ragazzi…
siamo ricchi.
Siamo ricchi.
Guarda quanti soldi!
Guarda quanti cazzo ne sono.
Sono troppi.
Commissario, poi siamo tornati subito sul posto
e abbiamo trovato lo Sciacallo, ferito per terra.
Abbiamo chiamato i soccorsi.
Forse i cinesi l'hanno fregato.
- Quanto c'aveva lo Sciacallo? - 30.000 euro in contanti nel cofano.
Vuoi vedere che questi hanno rubato ai cinesi.
Niente cinesi, niente soldi. Abbiamo buttato mesi al cesso così.
Che facciamo?
Commissario, che facciamo?
Rinunciamo ai pesci grossi e ci teniamo Yun?
E che ci facciamo?
Voglio provare una cosa.
- Mica si sveglia se alzo un pochetto, no? - No.
- Vieni con me. - Che vuoi?
- Vieni. - Com'è che sei tornato a quest'ora?
È successo qualcosa a lavoro?
- Cos'è successo? - Che hai fatto stanotte?
- Ma che vuoi? - Rispondi!
- Sono stato con Samantha. - Con Samantha?
Perché non lo vuoi dire?
- Sono affari miei. - Mauro!
Saranno affari miei? Poi a te non piace, perché devo dirtelo.
Devi stare in campana!
Se esce fuori qualcosa, ti stacco la testa.
Non prendermi per il culo.
Tu sei matto, oh!
[porta che sbatte]
["Polyaural" di Baltes and Erbe]
Ruggero!
Ruggero.
Ma che è successo ieri sera?
Mi sai dire qualcosa?
Oh.
Allora?
- Non mi rispondi? - Che sono io? Una guardia?
È una battuta?
Sei stato il miglior poliziotto che abbia avuto.
Dammi una mano.
Stai per strada tutto il giorno. Dimmi che fare.
Rischio di mandare a puttane mesi di controlli e appostamenti.
E poi lo sai che c'è? Tu me lo devi perché io t'ho aiutato.
Io ho rischiato il culo per stare dalla parte tua.
Aiutato a fare che?
A fare che?
Ero un poliziotto, tu un commissario. Noi non contiamo un cazzo.
Non mi puoi aiutare.
Io volevo solo una cosa.
Quello doveva morire in carcere.
Manco una settimana s'è fatto.
Ma io continuo a cercarlo.
Ma chi stai cercando?
Quello era un tossico, magari è pure morto a quest'ora.
È un assassino, e non è morto.
Ma che vuoi fare, scusa?
Vuoi fare il giustiziere?
Sai quanti cazzo di casini hai fatto tu?
E quante volte t'ho dovuto parare il culo?
Aiutami, Ruggero!
Gira qua.
Eh?
Parcheggia e andiamo.
- Perché? - Non ci penso proprio.
- Perché? - Questo posto puzza di mignotta.
Ma che dici, dai. È carino dentro, ho visto le stanze.
Ho detto di no.
- E dai, ho organizzato tutto. - Ho detto di no.
Sai qual è il fatto?
Stavolta voglio fare una cosa bella, come si deve.
Mi capisci?
Ma che stai dicendo?
Ma che sei scemo?
Vuoi sposarmi?
Samantha…
mi vuoi sposare?
Vuoi farmi credere che sei innamorata di quello?
Con me non attacca. Ne abbiamo passate troppe insieme.
Ti conosco troppo bene, meglio di tutti.
Ti conosco da quando sei arrivata qua.
Non parlavi per niente italiano.
Quant'eri bella, amore mio.
- Non c'entravi un cazzo con… - Sta' zitto.
Sai perché mi sono innamorata di te?
Perché?
Perché eri diverso da tutta questa merda.
Pure tu.
È un sì?
- È un "non lo so". - È un po' sì?
Non lo so.
Te lo prendi l'anello?
- Se non mi sta bene? - Come non ti sta bene?
- Visto? - Sta bene.
Visto?
[musica romantica]
Sam. Ti giuro che te posso dare tutto ciò che cerchi nella vita, giuro.
Non voglio niente.
Non voglio niente.
[Ciro, in napoletano] Mauretto, come vanno le cose?
Tutt'apposto?
Oh, pare che hai visto un fantasma.
Che cazzo ci fai sotto casa mia?
Sei sbiancato.
Hai fatto tutti questi progressi
e appena mi vedi, crolli tutto d'un botto?
Ciro, non è giornata, lasciami perdere.
Oh! Aia!
Secondo te mi facevo fottere da uno come te?
Mi fai male, lasciami! Che cazzo vuoi?
Ciò che mi spetta, la metà di quello che hai preso tu.
Cazzo stai dicendo, non ho preso niente, lasciami!
Ringrazia la Madonna se ti sto facendo una proposta.
- Vi ha sentito pure mio figlio. - Sono tutte cazzate.
Ah? Allora domani ti vado a denunciare per rapina.
È la parola tua contro la mia.
Certo, e poi col cazzo che li spendi i soldi.
Hai fatto tutta questa fatica per mettere i soldi sottoterra?
Stai inguaiato, stai inguaiato assai.
Ok, faccio quello che vuoi.
Faccio quello che vuoi.
Ma a una condizione.
Coi soldi che ti do paghi a mio padre tutti gli arretrati.
Se a me non me ne fotte un cazzo di tuo padre?
Allora ammazzami subito perché io non ti do un cazzo.
["Rock 'n' roll robot" di Alberto Camerini]
[porta che si chiude]
- [Maria] È pronto! - Arrivo.
È pronto.
Non avevi smesso di fumare?
Era l'ultima, su.
Non far sentire la puzza a tuo padre.
Chiama tuo fratello, digli di venire a mangiare,
- altrimenti si raffredda. - Romolo.
- Dov'è? - Prova in camera tua.
- Hai fumato? - No, sono i vicini.
Eh, no.
Oh, concentrati che comincia il Gran Premio.
Dove hai messo la felpa rossa?
Non so, sta là. Che stai facendo?
Hai visto come zompa mamma?
Sì, pare un grillo. Chi la ferma più, sai che palle?
Eh bravo, Mauretto.
Per cosa?
Chi gliel'ha dati i soldi per l'operazione?
Papà.
E chi gliel'ha dati?
I soldi del negozio, del napoletano, lo sai.
- Gliel'ha dati il napoletano? - Eh.
Oh, sono tuo fratello.
È andato tutto bene.
È andato tutto bene.
Almeno ora abbiamo meno pensieri, no?
Non è andato tutto bene.
È proprio ora che i pensieri ti vengono.
Che vuol dire?
Che i soldi non li devi consumare tutti che da oggi tocca a te.
Cosa tocca a me?
Oh, mi fai capire? Romolo.
- Abbassa un po'. - Ma è il Gran Premio!
Un attimo, facciamo presto.
- Che succede? - Una cosa bella.
Ah, menomale.
Ho preso l'appartamento di Ferri.
Io, Lucia e la bimba ce ne andiamo.
Che meraviglia! Che bello!
- Sei contenta? - Sì!
Così ci possiamo parlare dal buco che ha fatto papà.
- Bello che? A noi come ci lasci? - C'è Mauretto.
- Capirai, stiamo freschi, con 20 euro! - Grazie.
Lo porto a lavorare con me.
Mettiti a correre che ti faccio rigare dritto.
- Vedi un po' chi è. - Che notizia!
Dammi un altro goccetto.
- Anche a me. - C'è la polizia.
Buon appetito.
Vi dispiace se diamo un'occhiata?
Che succede? Dove andate?
- Ma che succede, oh? - Succede che eri più bravo prima.
Ma che sta dicendo?
Hai rubato i soldi ai cinesi.
- Lui non c'entra un cazzo! - Zitto, fallo parlare.
Quali cinesi?
Conosci Giovanni Borrelli?
È il dottore mio.
È il dottore di mamma.
L'hai pagato con i soldi rubati ai cinesi.
Che erano falsi.
Per carità, precisi, però falsi.
- Ma che significa? - Sta' zitto, Mauretto.
- Ma tu non c'entri niente. - Devi sta' zitto!
Non hanno un cazzo.
Andiamo.
Ma che lo portano via così?
Stasera sto a casa.
- Romolo! - Ispettore!
Ma dove cazzo ve lo portate?
Ho capito.
La ringrazio, buona giornata.
[agente] Attento alla testa.
A questo giro non esci più.
Hanno chiamato dall'ospedale, quello che hai aggredito è morto.
["Demons" di Emanuele Frusi]
Fatelo scendere, lui non c'entra un cazzo.
- Sono stato io! - [Guglielmo] Mauro, che cazzo dici?
Sono stato io!
- Sono stato io! - Che cazzo vuol dire?
Sono stato io! Perché non mi ascoltate?
- Che cazzo dici? - Sono stato io, non ha fatto un cazzo.
- [uomo] Calma. - Fatelo scendere!
- [uomo] Dai! - [Mauro] Commissario!
Sono stato io, dovete arrestare me!
Fatelo uscire!
Fatelo uscire!
["Demons" di Emanuele Frusi]
Samantha!
Fermati!
["Demons" di Emanuele Frusi]
[uomo] Samantha!
Sam!
Samantha!
Samantha!
Ti prego!
Samantha!
Affacciati!
Samantha!
Esci, ti prego!
[clacson]
Oh, quando hai finito, ti levi dal cazzo?
[sparo]
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