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ABBAIO ABBAIO
ABBAI
RUMORE DELLA BARCA IN AVVICINAMENTO
Guarda cosa ho preso.
- Dove l'hai trovato? - Non l'ho trovato, l'ho ammazzato.
- Sei andato oltre la chiusa? - Lì non si va. C'è la Strega.
- E lo hai ammazzato tu. - Sì.
- Ti ha ferito? - No.
- Come lo hai ammazzato? - Con questo.
Perché non lo hai sventrato?
Cosa si fa quando si ammazza una bestia?
Si sbudella per evitare le mosche.
- Cosa? - Si sbudella per evitare le mosche.
E tu non lo hai fatto.
Ora non serve più a nulla.
Scuoialo. Lo portiamo ad Aringa.
Aringa!
Abbiamo una pelle!
Aringa!
Una pelle di cane!
(Aringa) E com'è questo cane?
È un cane.
(Aringa) Di che colore è?
Marrone!
Lo vuoi fare uno scambio?
Lo scambio lo faccio. Ma niente figlio.
Dammi il cane.
Resta qui. Non ti muovere.
- (padre) Come va, Aringa? - (Aringa) Di merda.
(padre) Mi dispiace. E gli occhi?
- Sei qui per questo? - No.
Allora non parlare dei miei occhi. Cammina.
- (Aringa) Avevo un cane, io. - (padre) Un cane? Non lo sapevo.
(Aringa) Sono due giorni che non tornava.
- (padre) Un cane? - (Aringa) Il cane, sì.
Da quanto ce l'avevi?
Non lo so.
Lo crescevi per mangiarlo?
Per compagnia. Come hai fatto te con tuo figlio.
- E dove l'hai presa questa pelle? - Nei campi.
- E questo cane era già morto? - Sì.
- Era già morto? - Sì, stava in un fosso.
Questo non è uno scambio.
(Aringa) Questa pelle è mia. E del mio cane.
Hai qualcosa da mangiare? Non pesco niente da tre giorni.
Le gabbie sono sempre vuote.
Ho due bombe.
Le butti nel lago e prendi i pesci.
- Le vuoi? - Io vorrei qualcosa da mangiare.
- Posso darti un pesce. - Dammene due, per favore.
(Aringo)Dimmi la verità, il cane lo ha ammazzato tuo figlio?
L'ho trovato io. Era già morto.
Quello è nato dopo i veleni.
Quelli nati dopo i veleni non hanno rispetto.
Lui ce l'ha il rispetto.
Vieni, va là, che oggi ti porti via il pesce.
Ti avevo detto di restare. Perché ti sei allontanato?
- Credi ad Aringo solo perché ha il fucile. - Zitto.
Non possiamo stare in guerra con Aringa, capito?
Andiamo.
COLPI DI TOSSE
- Che fai? Vuoi il bastone? - No.
Allora non spiare. E roba mia. Vai a dormire.
- Che facevi? - Ancora? Vai a dormire.
ESPLOSIONE
COLPI DI TOSSE
UNA BARCA SI AVVICINA
Dov'è tuo padre? Avete usato le mie bombe.
- Non abbiamo fatto niente. - Aringa! Che succede?
- Non sai niente? - Cosa?
(Aringa) Ladri schifosi. Prima il cane e poi le bombe.
Abbassa il fucile. Parliamo, aspetta.
Io non aspetto un cazzo. In ginocchio. Mettiti in ginocchio!
(Aringa) Apri la bocca.
Apri la bocca!
Se non mi ridai le mie bombe, giuro che ti ammazzo.
Le ho prese io. Le ho usate, ma non ho pescato niente.
Guardami! E una bella maglia, la vuoi?
Se vi rivedo nella mia zona, ammazzo te e tuo figlio.
Come dei cani, vi ammazzo.
Lo giuro su ciò che non c'è più. Dimmi di si.
Tu non mi servi a niente.
VERSI DI LOTTA
DONNA RIDE
- (la strega) Mentre eri alla chiusa? - (padre) Sì.
- (la strega) Per quanto? - (padre) 15 minuti.
(padre) Mi toglie il fiato, ogni volta è più forte.
Dovresti farti una tac. Se vuoi chiamo e fisso un esame.
No grazie, troppa fila agli sportelli.
RISATA
- L'hai presa dal pozzo? - E buona, ti puoi fidare.
- Ti fidi ancora? - La bevo sempre.
Non pensavo a questo.
- E a cosa pensavi? - Alle parole che usi.
- Che parole? - "Ti puoi fidare", hai detto.
Sono parole morte.
- Non sono morte. - Sì.
Tu qui hai solo cose morte.
Bicchieri di vetro, la brocca. Scatole di biscotti.
Manca a tutti, no?
- Che cosa? - La vita com'era prima.
Non serve più a niente il passato.
Non è vero, lo sai.
Io ho cancellato tutto.
Però ti sei tenuto tuo figlio.
- Lo sai che ti chiama "la Strega"? - Sì.
Quando lo tratti troppo male, viene qui.
- Che stai facendo? - Niente.
Grazie.
Ha ucciso un cane.
L'ha portato a casa, gli ho ordinato di scuoiarlo e lui l'ha fatto.
\ E normale per lui. Cani, topi.
- Li ammazza e Ii mangia. - Come tutti.
Io e te sappiamo cosa sono i cani,
sappiamo che stavano sul tappeto, vicino al divano
e invece di mangiarli gli facevamo le carezze.
- Lui non sa. - Tu non vuoi.
Che dovrei fare? Dirgli cos'è un tappeto, un divano,
una casa riscaldata? Eh?
Dovresti dirgli cos'è una carezza.
Le carezze non servono a niente.
Sarebbe meglio se fosse morto.
COLPI DI TOSSE
COLPI DI TOSSE
COLPI DI TOSSE
COLPI DI TOSSE E RESPIRO AFFANNOSO
VERSO DI FATICA
ACCENSIONE MOTORE
VERSO
Abbiamo preso un pesce!
Abbiamo preso un pesce.
ROMEO DI TUONO
Vediamo come va.
Questa è casa mia! Qui non ci devi stare.
Come stanno gli occhi, Aringa?
Cazzo te ne frega dei miei occhi? Vattene!
Puoi leggere, adesso?
No, non posso leggere, brutta merda. Allora?
Allora non mi servi a un cazzo.
Oh! Maledetto te, oh!
Vuoi ammazzarmi? Pezzo di merda. Dov'è tuo padre?
È morto. Perché gli hai detto che il cane era tuo?
Ma quale cazzo di cane?
- Lo vuoi? Pigliatelo! - Non lo voglio!
(Aringa) Che cazzo vuoi, eh? Cosa vuoi, vuoi il pesce?
Pigliati il mio pesce, è lì nel frigo. Piglialo!
ARINGO URLA
Dovevo spararti, dovevo! A te, e a tuo padre.
- Non doveva farti nascere. - Sono nato, ti è andata male!
Doveva affogarti appena nato, come hanno fatto tutti gli altri!
Cos'è? Non c'hai il coraggio. Sei una merda, sei.
Ammazzami! E pigliati questa terra di merda!
Tu l'hai fatto morire!
Strega! Ci sei? Ho da fare uno scambio!
- Cos'hai? - Giacca e corda.
- Voglio qualcosa da mangiare. - Qualcosa ce l'ho.
La giacca mi serve.
Che colore è?
È blu.
Ma tuo padre sa che sei qui?
Lui non sa più niente. E morto.
Non si scherza con queste cose.
Non scherzo. Ho aspettato un giorno e non si svegliava.
Che fai, piangi?
Diceva che se uno piange un altro se ne approfitta.
E dov'è adesso?
Nell'acqua. Dove si buttano i morti.
Ce n'è ancora?
Ti ho dato tutto.
- Dammi le mani. - Eh?
Dammi le mani.
- Cos'è? - Dimmelo tu, era suo.
- È un quaderno. - A che serve?
Serve a molte cose.
A disegnare o scrivere le parole.
- I ricordi. - I ricordi?
Quello che non vuoi dimenticare.
Ma tu sai leggere?
Sì. Sapevo leggere... prima.
Io no. Se prendevo il quaderno, mi picchiava.
Dammi le mani.
Le senti? Queste sono le parole?
Sì, sono le parole.
- Sai che parole sono? - No.
- Ma tu tocchi le cose e capisci. - A volte, però...
Per leggere ci vogliono occhi sani.
Scusami.
Strega, tu che pensi?
Oltre la chiusa qualcuno saprà leggere?
Non c'è niente oltre la chiusa.
E tu che ne sai? Non ci sei mai stata.
Vieni qua.
Anche lui lo diceva, ma si inventava le cose.
Non è vero, qui siamo al sicuro, fuori non sappiamo che cosa c'è.
- Qui non ho niente. - Ci sono io.
Puoi restare quanto vuoi, non solo oggi.
PASSI
- Sei tu? - Dimmi che dice il quaderno.
Niente. Iquaderni non hanno la bocca.
- Aprimi la chiusa. - Non ti apro proprio un bel niente.
È morto, solo tu puoi aprirla.
Non troverai nessuno che ti legge il quaderno. Ti faranno a pezzi.
SPARO Aprimi la chiusa!
Mi vuoi ammazzare?
Ammazzami, io là fuori non ti ci mando.
Ogni sera ci metteva i suoi pensieri e io non potevo guardare.
Me Ii dici tu i suoi ricordi?
- Ti voleva... - Conosci i suoi ricordi?
Vieni qui.
Stai attento.
Non ti fidare di nessuno lì fuori. Non ti fidare.
FISCHIO
Matteo.
Un bambino!
RISATA
- Ciao, bel bambino. Benvenuto! - Stai lontano.
Mi vuoi uccidere? Lorenzo, c'è un bambino col fucile!
Noi non abbiamo armi, non devi avere paura.
Hai fame?
- Da morire. - Ma non devi.
Se abbassi il fucile, ora ti diamo da mangiare.
Così va meglio, no?
\ E stanco. Prendilo in braccio.
- Posso prenderti in braccio? - No.
Peccato. Ma se vieni, ti diamo lo stesso da mangiare.
- Vieni, vieni, vieni. - Vieni.
Vieni.
- Non con le mani, con il cucchiaio. - E si mastica piano.
Da dove vieni?
Dalla laguna.
- Viaggio lungo. Sei solo? - Sì.
- Non hai la mamma e il papà? - Non più.
Povero bambino. Ha fatto a piedi tutta questa strada.
Avevo una barca. Però qualcuno me l'ha presa.
Sei proprio fortunato. La tua barca l'abbiamo noi.
Sta attaccata al pontile, vicino alla nostra. AI sicuro.
- Era legata, perché l'avete presa? - Abbiamo chiesto di chi fosse.
- Non hai risposto. - Non ho sentito.
Non dovevi lasciare una barca incustodita.
C'è gente cattiva in giro. Ma non ci toccano, abbiamo questi.
Durante la guerra, quando sono arrivati i veleni,
noi non siamo andati nei rifugi, siamo rimasti qui,
a lavorare, a coltivare la terra e adesso guarda.
La terra ci ha ricompensato.
Voi sapete leggere?
Perché ce lo chiedi?
Io ho questo.
Voglio sapere le parole che ci sono scritte.
- Allora, sai leggere? - Certo.
Me lo leggi?
- No, non si può. - Chi Io dice?
- Il quaderno. - I quaderni non hanno la bocca.
- Chi lo ha scritto? - Mio padre.
Se lui non te lo leggeva, forse non si può.
Mio padre è morto, adesso è mio e lo potete leggere.
Ha ragione. Quel quaderno è suo.
Ma adesso è tardi.
Me lo leggi domani, allora?
Domani.
Però abbiamo delle regole e le armi qui non entrano.
Quindi se vuoi restare qui, mi dai il fucile.
Altrimenti, prendi e te ne vai.
Decidi tu.
Matteo.
La cagna.
Vieni, vieni, vedrai che sorpresa!
Fammi luce.
Qui dentro puzza, ma dopo un po' ti abitui.
Allora? La vuoi vedere sì o no?
Mangia una sola volta al giorno. Ma solo la verdura brutta.
Quella buona no. Quella buona è per noi.
Guarda bene, così impari come si fa.
Riempi bene il pugno, cosi. E gliela dai.
Cagna, si mangia!
E se non mangia, prendi il bastone.
Ha paura del bastone. Quando lo vede capisce che deve mangiare.
Qualche volta però non capisce, allora glielo spingi nelle costole.
Piano piano. Senza farle male.
Ti piace?
Ti piace?
- Perché la tenete qui? - Sta bene. E al riparo.
Deve stare in salute, se vengono quelli, noi gliela diamo.
Ne avevamo altre due così.
- E chi sono quelli? - Amici. Ci facciamo affari.
Per pulire la gabbia la fai uscire e la leghi alla catena.
E invece con lei fai cosi...
Adesso è più pulita.
Basta guardare. Andiamo a dormire.
VOCE INDISTINTA
VOCI INDISTINTE
VOCI DI MATTEO E LORENZO
Sveglia tesoro!
Hai dormito tanto tanto.
Allora? Hai deciso se stai con noi o no?
Resta qui. Nessuno ti farà del male. Ci rispettano tutti.
- Mh. - Se resto me lo leggete il quaderno?
Te l'ho già detto... sì.
- Quando? - Stasera.
- Prima però devi lavorare. - E devi imparare le regole.
Ci sono tante regole bellissime che non sai ancora.
- Io resto però tu leggi. - Te l'ho già detto.
Stasera leggiamo.
Dai, adesso vieni qui, da bravo.
- Che fai? - Ti è piaciuta la verza?
Secondo te come abbiamo fatto a farla crescere?
Dai, che se fai il bravo stasera Lorenzo ti legge.
Non è difficile, devi andare su e giù.
Così... Vai.
Vai. su!
Vai, vai.
Vai. Chi semina raccoglie!
Vai!
Su, su! Vai!
Vai, vai. Vai, ragazzo.
Tira, tira, tira. Vai!
Visto che non è difficile?
Più dentro. Bravo ragazzo, vai!
Esci.
Esci!
Ho detto esci, devo pulire.
Tu perché sei qui?
- Mi dici perché sei qui? - Zitta, non posso parlarti.
Non ti fidare di loro. sono cattivi.
Erano gentili anche con me, prima di chiudermi qui dentro.
Ehi.
Me lo dici come ti chiami?
(Lorenzo) È pronta la cena!
Ti prego fammi andare via.
Torna dentro.
Non voglio morire, ti prego.
Tu non sei come loro. Tu sei normale, sei come me.
Guardami!
Ti prego, fammi andare via.
Mi chiamo Maria. Ti prego!
Fammi andare via, ti prego.
Così va bene?
Fermo così.
- Sei sicuro di voler sentire? - Sì. - Mh.
Va bene. Se l'è meritato.
- Lo hai fatto soffrire. - Leggi o no?
Stai calmo.
Ho detto che te lo leggo.
"È nato coi piedi davanti"
e le ha spaccato tutto".
"Adesso lei è morta
e lui piange".
"Piange sempre".
"E io non so cosa farmene".
Hai capito?
Parla di te.
Dice che quando sei nato, hai fatto morire tua madre.
È una brutta storia.
Non importa, continua.
Domani.
Ma io ho lavorato.
E io ho letto.
Tu domani lavori ancora e io ti leggo ancora.
Ci sono le regole.
Se mi leggi ancora, domani muovo tutta la terra.
Domani.
Tieni.
È mm.
È pulito. Te Io regalo.
Senti che morbido.
(sottovoce) Ehi, Maria.
(sottovoce) Maria, sveglia.
Sei tornato.
Io sono qui perché mi hanno promesso di leggere questo.
Mio padre sa leggere. Se mi fai uscire, andiamo da lui.
- E se poi non mi legge? - E mio padre.
Se gli chiedo una cosa, la fa.
Dai. Ma fai in fretta.
Se vedono che ti porto via, non sono contenti.
Che fai con la cagna?
- Aveva freddo. - Sì?
- Perché non è nella gabbia? - Ce ne andiamo.
Cosa?
Dopo l'amore che vi abbiamo dato? Matteo, vieni.
- Stai lontano. - Ma cosa vuoi?
Che ti legga il quaderno?
- Ero rimasto per questo! - Dammelo.
Ci sediamo e te lo leggo.
Dammelo.
Bravo.
"C'era un padre che aveva un quaderno".
"Abitava col figlio in una laguna, aveva una barca e poi è morto".
- Lo so a memoria. - Non è vero.
- Leggi! - Leggi?
Pensi di poter dare ordini a casa nostra?
- Adesso però ridammelo, è mio. (Aringo)- Eh, oh!
- Dammelo! - Prendilo!
Ho detto dammelo.
RISATE
Dammelo!
Aiutami!
LORENZO SI LAMENTA
Lorenzo, Lorenzo, Lorenzo! Lo hai ucciso!
Brutta merda infame!
Vuoi sapere cosa c'è scritto sul quaderno?
C'è scritto che ti odiava a morte! E che gli facevi schifo!
Che non ti voleva! E non dovevi nascere!
Brutta merda!
E che avrebbe preferito che tu fossi morto!
Adesso ti mando da lui, così te Io dice...
Dai, vieni su. Vieni.
Stai su.
(Maria) Senti, ti devo dire una cosa.
Non so se papà sa leggere.
Come?
Non so se sa leggere, non l'ho mai visto leggere.
- Perché hai detto che sa leggere? - Perché volevo scappare.
- Mi hai imbrogliato. - Ti ho salvato.
- Loro ti hanno detto solo bugie. - Sta' zitta!
Tanto lo so che c'è scritto.
Lo sapevo anche prima. Posso anche buttarlo nel fiume.
Eccola! Guarda, è lì.
- È casa tua? - Sì.
Aspettami.
Papà! Sono tornata, papà!
Papà!
Papà!
Papà, sono tornata!
Papà...
Papà...
Papà!
MARIA PIANGE
Io adesso vado via.
Devo trovare qualcuno che sa leggere.
Ciao.
Mi dici come ti chiami?
Non lo so come mi chiamo.
Mio padre mi chiamava Figlio.
Io non ci voglio più stare qui.
Puoi venire con me se vuoi.
E dove andiamo?
Non lo so, dritto, lungo il fiume. Come prima.
A cercare qualcuno che legge?
Sì.
- Perché mi guardi? - Così.
Si è impiccato, perché credeva che ero morta.
Da solo poteva ancora vivere.
Io non voglio stare da sola.
Mi fa paura stare da sola.
Ma secondo te noi due possiamo fare figli?
Non nascono più i figli.
Chi te l'ha detto?
Hai visto un bambino piccolo?
No.
Neanch'io.
Papà diceva che avrei incontrato un uomo, prima o poi...
e che ci avrei fatto un figlio.
MARIA CANTICCHIA
- (Maria) Ehi! Ci sei? - Sì!
(Maria) Hai trovato qualcosa?
- Ancora no! - Però parla, sennò ci perdiamo!
Parla tu!
(Maria canta) Occhi che parlano, bocca che guarda.
Rema e continua a remare
Naso che tocca, mano che adora. Il buio di buio i colori colora.
(Maria) E anche i coccodrilli, eh?
Qui non c'è niente. C'è troppo fango.
Che cos'è un coccodrillo?
Mi hai sentito?
Maria!
Maria!
Maria!
Maria!
Dove Ii hai trovati?
APERTURA PORTONE
Ho trovato questi.
Sono piccoli.
Vanno bene.
Sei stato bravo.
Hai sete?
Non ci credo che non vuoi bere.
No!
Nemmeno tu vuoi bere?
Lei lasciala qui. Lui portalo alle gabbie.
No! No! No!
Dov'è l'altra? Eh?
Boia, dallo a me!
- Aspetta. - Che c'è?
- Tu sai leggere? - Perché?
Perché hai l'età di quelli che sanno leggere.
Perché me lo chiedi?
Devo sapere cosa dice questo.
Era di mio padre.
Dentro ci sono i suoi ricordi.
Se sai leggere, mi puoi dire cosa c'è scritto.
Voglio sapere se gli facevo schifo.
RUMORI METALLICI
VOCI IN LONTANANZA
UOMINI RIDONO
< Non ce la faccio a guardarti così. Mettiti la maschera.
Hai sentito? Mettiti la maschera.
Che leggi?
Il ragazzo. Non farmelo uccidere.
È per questo che sei triste?
Per queste foto?
Possiamo tenerlo come schiavo.
Non ci servono schiavi. Ci serve mangiare.
- Io non voglio ucciderlo. - E perché?
Lui è diverso.
Mi ricorda cose.
Perché? Hai ancora ricordi tu?
Ti sbagli, non ti ricordi niente.
Come ti chiami?
Non te lo ricordi più come ti chiami.
La strada dove abitavi come si chiamava?
Non te lo ricordi. Chi era il tuo vicino di casa?
Che lavoro facevi?
Eri sposato?
Come si chiamava tua moglie?
Di che colore aveva i capelli?
Dormivate insieme?
E da che parte del letto dormivi?
Niente, non ti ricordi niente.
Mio figlio me lo ricordo.
Bugiardo.
- Me lo ricordo! - Ricordi di averlo ucciso?
Nessuno t'ha costretto.
Se non lo avessi fatto...
adesso avrebbe l'età di quel ragazzino.
Ti devi perdonare, come ci siamo perdonati tutti.
Non c'erano alternative.
Peri bambini, morire subito è stata la cosa migliore.
Perché sei vivo?
Perché ho incontrato te.
E perché ci aiutiamo?
- Perché sette è meglio di uno. - Siamo morti noi?
- Noi siamo vivi. - Bravo.
Vieni.
Stai giù adesso.
Chiudi gli occhi.
Zitto, non pensare.
Respira.
Cosa portano i ricordi?
- Paura. - Paura e poi?
- Dolore. - Che cosa cura il dolore?
- Altro dolore. - Ancora.
- Altro dolore! - Ancora.
- Altro dolore! - Ancora.
Altro dolore!
VERSI DI DOLORE
Adesso riposa.
Domani lo ammazzi tu il ragazzo.
LAMENTI DI DOLORE
"Anche stanotte ho sputato sangue,"
"sento il petto che brucia,"
"sto in piedi per miracolo,"
"mi manca poco".
"Lui ora dorme, non sa niente, non capisce".
"Non so se è intelligente".
"So che ha paura di me".
"Ha paura quando alzo la voce, ha paura quando lo guardo".
"Di Aringo invece no, non ha paura".
"Era quello che volevo".
"Gli ho insegnato che non deve amarmi,"
"non deve amare nessuno,"
"perché l'amore ci fa essere deboli".
"Sono cose che non posso spiegarti,"
"devo tenermi tutto dentro".
"Così forse potrai farcela".
"Così forse potrai farcela anche senza di me".
"Io invece mi porterò dentro l'odore della tua pelle".
"E i ricordi di cose che tu hai dimenticato".
"Un giorno,"
"hai riso con le lacrime," perché mentre pescavamo sono caduto in acqua".
"Io me lo ricordo".
"E mi ricordo l'ultima volta che mi hai abbracciato,"
"avevi quattro anni,"
"trovammo un cavallo che si contorceva per il dolore,"
"aveva in corpo il veleno".
"Noi lo uccidemmo per dargli pace".
"Mentre il sangue gli schizzava dal collo, tu piangevi a dirotto".
"E allora t'ho abbracciato"
"e quell'abbraccio me lo porto sempre nella memoria".
"Di tutti i ricordi, è quello più prezioso".
"Mi tormenta il pensiero di non guardarti più,"
"di non poterti proteggere,"
"di non vederti la barba crescere sulla faccia".
"Ma se stai leggendo, vuol dire che ce l'hai fatta".
"Forse hai la mia età, hai imparato eleggere,"
"hai trovato gente buona, cibo, una donna e magari hai dei figli".
"Io ho preso tutto il tuo amore, ma non potevo dirtelo".
"È stato un tormento per tutti e due,"
"ma se sei vivo io non ho sbagliato,"
"e tu ora puoi capirlo,"
"ora sai che ti ho amato più di me stesso,"
"e che il mio amore ti ha reso forte".
"Ti ha reso invincibile".
Che c'è?
Io non mi perdono più.
Non ti capisco. Che vuoi?
Non mi perdono più.
Basta.
Io ti ho già perdonato.
Maria! Maria, sei viva?
Maria svegliati. Tirati su.
Tirati su, forza. Vieni...
COLPO DI FUCILE
Maria, svegliati.
Maria...
Maria, sono qui.
Svegliati.
Svegliati...
Ti prego-
Ti prego, svegliati.
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