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(in napoletano) Devi andartene a Forcella.
San Gennaro! Hai scassato il cazzo!
- Vieni qua! - Mia sorella ha ragione.
- Sì? - Vittorio, levati!
(Cecco) Salvatore. Carolina. (Michelangelo) Salute.
(avventore) Maestro, sono tutti di là. - Salute, salute.
Vediamo di trovare la faccia giusta per voi.
- Più luce. - Salute.
No.
- Da dove vieni? - Da Salerno.
Lui no.
- Tu da dove vieni? - Roma.
- Roma dove? - Campo Marzio!
- Aaah! (Fabrizio) Michele!
Michele! Via!
Portiamolo via!
- Ranuccio... Ranuccio! - Calma.
È stato il fratello di Ranuccio. Merda!
Ho capito.
Questo mio volto sfigurato è la faccia giusta.
Ho capito.
Ho capito com'è il volto di Golia.
(Fabrizio) Coraggio, Michele.
Oggi mia madre è a Roma dal Papa
per avere la promessa di prendere presto una decisione sulla tua grazia.
Vi ho fatto convocare per indagare su certi dipinti
che offendono le rappresentazioni sacre nelle nostre chiese romane.
Conoscete questa opera?
“La Madonna della Serpe."
No, santità. lo non so d'arte.
Si trovava nella chiesa di Sant'Anna.
Spesso mi sono raccolto in preghiera innanzi a questa nostra mamma celeste.
Però in seguito ho saputo che la femmina prestata come modella per la pittura
è una baldracca di Santa Maria dell'Anima, tale Lena Antognetti.
È vero, zio santo, ma è una mirabile tela del Caravaggio.
- È un pittore eccelso. - Quattro anni fa,
si macchiò di un grave delitto. Uccise un uomo!
Condannato al taglio della testa, fuggì da Roma.
Ora prospera a Napoli nei palazzi della marchesa Costanza Colonna
che assieme ad altre nobili famiglie chiedono per lui la grazia
e il suo rientro sul Tevere.
Dovendo assumere codesta incomoda decisione,
vi chiedo di sondare in nome di Cristo
e di cogliere ogni informazione di cui veniate a conoscenza
pro o contro questo pittore.
Abbiamo deciso di affidare il destino di Caravaggio a voi
che in segretezza servite la mia volontà. Eseguite.
Giuro per la croce e per la spada.
Signor zio, una richiesta.
Posso togliervi l'opera che vi angustia e tenerla nella mia galleria di pittura?
- Posso? - In segreto.
"Michelangelo Merisi."
"Scipione Borghese."
"Costanza Colonna."
L'Ombra: ("Colto all'alba, provvisto di una lama senza benestare alcuno")
("Nonché assai ebbro di vino,")
(“Egli affermava di andare sotto protezione del cardinal del Monte,")
("Della marchesa Sforza Colonna e del cardinal Borghese.")
("Al campo della pallacorda, segui questione tra Ranuccio Tommasoni")
("E Michele Angelo Merisi, detto il Caravaggio, pittore eccelso,")
("Condannato al taglio della testa.")
("Chiunque lo veda darsi alla macchia")
("Potrà provvedere all'esecuzione della pena.")
- Chi è il fratello di Ranuccio? - lo.
- Anche tu sei imparentato con lui? - Sono il cugino.
Vi ho fatto venire per dirvi che il vostro fallito tentativo di uccidere Caravaggio
poteva generare una questione di Stato con il Regno di Napoli.
Non sta a voi mettere in pari la bilancia.
Allora è vero. La giustizia non esiste.
Solo degli stupidi come voi pensano il contrario.
Mio fratello è morto e Merisi che fa? Se ne va in giro, libero!
Affidatevi a noi e restate in silenzio.
(Costanza) "Vergine madre, figlia del tuo figlio,"
"umile e alta più che creatura," "termine fisso d'eterno consiglio."
(L'Ombra) Da queste carte risulta che dopo aver ammazzato Ranuccio Tommasoni,
Michelangelo Merisi sia corso qui da voi, a Palazzo Colonna.
Era certo di trovare protezione.
Risponde a verità?
- Credevo nella sua innocenza. - Il verbale dice il contrario.
Era un agguato. Uccise, ma per difendersi dai fratelli Tommasoni.
Si parla di lui come di un rissoso frequentatore di prostitute e taverne.
Voi come lo avete conosciuto?
I suoi genitori lavoravano nelle nostre proprietà a Caravaggio, vicino Milano.
Ha trascorso l'infanzia con i miei figli. Era un bambino diligente.
Prendeva lezioni nella mia scuola cristiana.
Si commuoveva per la lettura dei Vangeli.
Mostrò subito genio pittorico e con sua madre decidemmo
di mandarlo a fare pratica in una bottega di colori a Milano.
Poi arrivò la peste e tutto cambiò.
Mio marito morì e io decisi di ritornare a Roma.
Noi sappiamo che voi siete fuggita da Milano a Roma
perché il cardinal Borromeo vi consigliò di farvi suora
per certi vostri comportamenti lascivi.
- Malignità. - Qui leggo che Caravaggio
venne a Roma quando voi eravate già qui.
- Vi ha mai chiesto ospitalità? - Non me l'ha mai chiesto,
ha sempre vissuto come un cane randagio.
- Ma qualche volta lo vedevate. - Ve l'ho detto, raramente.
So che lavorava in varie botteghe dove dipingeva fiori per pochi ducati.
Nell'atelier del Cavalier d'Arpino, per esempio, ma detestava quel lavoro.
- Il maestro amava dipingere il vero. - Il vero? Che cos'è per lui?
Meretrici? Briganti?
Il dolore dell'umanità, i miserabili.
(Costanza) I poveri cristi che popolano la notte.
(Filippo) Che feto, per l'anima mia!
Fai vedere questo taglio. Non è grave.
- Vieni qua. - Ah!
Acquavite.
- Hai armi? Non voglio lame qua. - Se l'avessi avuta,
ora avresti salutato un altro al posto mio.
Dici fesserie!
- Tu, Battista, come va? - Non ho mangiato, ho fame.
LAMENTI
(Filippo) Anna, calmati. Calma, anima bella.
Che le è capitato?
Le guardie l'hanno frustata a Tor di Nona.
Questa scema si stava facendo "ingroppare" da uno zingaro, all'aria aperta.
Di' il grano del Rosario e domani mattina comincerai a guarire.
(Michelangelo) "Vedi questa donna? "
"Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai offerto l'acqua per i piedi.”
"Lei mi ha bagnato i piedi con l'acqua degli occhi"
"e li ha asciugati con i suoi capelli."
"Per questo io ti dico"
"i suoi peccati le vengano perdonati poiché ella ha molto amato."
- Che belle parole! - Non sono mie,
ma di Gesù scritte da San Luca.
Tu chi sei?
L'angelo Michele.
(Costanza) Da quel giorno Michele, quando poteva, andava alla Vallicella
dove quel santo prete, Filippo Neri, a tanti toglieva la fame.
Ancora un po' di pazienza, adesso si mangia.
Tu di che vivi? D'aria?
Fai un po' vedere che stai facendo. Che è questo?
Tu chi sei?
Pratico nelle botteghe attorno alla Minerva.
- Ora sono dal Cavalier d'Arpino. - Quello ha tanti quattrini.
- Poi è un mecenate. - Può darsi.
Però a me fa dipingere soltanto fiori e frutta e si tiene i denari nella borsa.
Se non stai bene con lui, vai alla chiesa nuova che fabbricano in San Pietro.
- Cercano scalpellini, muratori. - Ti sembrano mani da muratore queste?
Aprimi il tuo animo, figlio. Tu ritorni sempre qui.
Che ti interessa di tanti cristi in croce?
Vorrei fissarli qui, nelle cervella.
Metterli su tela un giorno, forse. Adoperarli per raccontare le storie.
- Che storie? - Quelle da mostrare nelle chiese.
Le storie di Gesù, degli apostoli, delle madonne, dei miseri, dei dannati.
- Qua cerchi tutto questo? - Sì, perché qua è tutto Vangelo.
Tu sei mezzo matto, però ci cogli.
(in inglese) Meraviglioso.
Meraviglioso!
- Che c'è, Merisi? - Ho finito.
No, non va bene. Manca la materia, il colore. E cupo.
Dai, mettilo a posto. Dai, vai! Non farmi perdere tempo.
(d'Arpino) Guardi qui. (cliente) Bello, interessante.
Che c'è?
Basta, me ne vado.
Ne ho abbastanza. Scusate.
- Che fai? - Me ne vado.
Lascia i quadri. - No! Li ho fatti io e li porto via!
Tu non puoi farlo! Tutto ciò che vedi è mio!
- Lascia il quadro. - Porta via.
I quadri. Che fai, eh?
- Vai a cacare! Femmina di culo del cazzo! - Ti faccio arrestare!
- Arresta questo! Vaffanculo! - Vieni qua!
(d'Arpino) I quadri!
SQUITTII
Era la prima volta che andavo a prenderlo in carcere e non sarebbe stata l'ultima.
Quella notte non sapeva dove andare e lo ospitai da me.
- In questo palazzo. - Qui.
- Sì. - Quella volta le malelingue parlarono.
Come sempre.
Io non sapevo che mi avreste interrogato.
È il mio mestiere.
È una colpa prendersi cura di un'anima che chiede aiuto?
(Costanza) Quella notte lui dormi qui.
< La mattina dopo non c'era più, la stanza era vuota.
< Aveva lasciato il palazzo prima dell'alba.
(Cardillo) "Onorio Martino Longhi, nato a Viggiù."
Qui c'è scritto "architetto e poeta".
"Coinvolto e sospettato di aver preso parte al delitto Tommasoni."
Ve lo giuro! Ve lo giuro! L'ho perso di vista.
Avete detto la seconda menzogna. Alla terza vi farò morire affogato.
Due mesi fa avete incontrato Merisi a Napoli.
- Sì, è così. - Chi c'era con voi?
Il pittore Orazio Gentileschi.
- Poi? - Il venditore d'arte Costantino Spada.
- Che eravate andati a fare a Napoli? - A trovarlo.
Non lo vedevamo da molti anni.
Con queste persone vi riunivate alla chiesa della Vallicella? A Roma?
Giusto?
Giusto?
Giusto?
Si!
Ogni tanto andavamo lì, ma per leggere delle pagine del Vangelo.
Voglio sapere i suoi peccati.
- Amava le donne? - Sì, con ardore.
Gli uomini?
Gli uomini?
Gli uomini no! Gli uomini no!
- I ragazzi. - Bene.
Raccontate, vi ascolto.
SUONO DI TAMBURO
(attrice) Sempre con me è il fazzoletto? - Questo fazzoletto?
È Venere che rimirammo in cielo?
Non più un alito di fiato passerà in questo bianco carro!
Arrestati, moro, pietà!
(accento romano) Uomini, donne, è arrivato Ranuccio vostro
- con questo ben di Dio! - Sono arrivate le baldracche!
(Orazio) Ranuccio! - Oh!
- Dove porti le tue belle passerotte? - Da chi può permettersele.
- Non ne lasci una a Orazio Gentileschi? - A me?
Né a te né al lombardo che l'ultima volta non ha pagato.
Io non ho mai pagato una donna.
La prossima volta vengo a chiedere il conto a te.
Dammi una mano a scendere.
- Aah! - Ma vattene!
(Ranuccio) Fillide, Annuccia, andiamo a dare fuoco alla vecchia a Trastevere.
- Aspetta! Noi ci conosciamo. - Chi non mi conosce?
- Lasciami. Devo andare. - Dove vai?
A Trastevere, a bruciare la vecchia.
- Andiamo, sennò Ranuccio si arrabbia. - Lasciami.
Vieni con me. Lascia stare Ranuccio.
Ce l'hai bello tosto.
- Bello, tutti questi quadri. - Hai visto?
Mi fa male!
- Che c'è? - Mi hanno ferita.
- Chi ti ha fatto questo? - Mi hanno frustata.
Guarda.
Vedrai, con questo guarirai in fretta.
Mi fai il solletico.
Guarda.
Che ti hanno fatto?
CANTO LITURGICO
- Non dobbiamo scopare? - Sì, dopo.
Adesso stai ferma. Girata così, brava. Ecco.
Si.
Ferma.
Adesso ho capito, sei un pittore.
Io chi sono?
- Maddalena, quella del Vangelo. - Maddalena?
- Che devo fare? - Stai ferma.
Come ti chiami? Abbassa la testa.
Annuccia. Annuccia Bianchini.
Annuccia. Stai ferma, Annuccia.
Guarda verso terra. Sì, così.
La Vallicella...
Arcangelo Michele.
Che fai?
Dormi?
Dormi, piccola. Brava.
Il cardinale Del Monte l'aspetta.
Questi sono i quadri di Caravaggio che avete chiesto di vedere.
- Grazie. - "I bari."
"I musici."
"Bacco adolescente."
Commovente.
Cardinale, lo avete sempre difeso, anche dopo l'omicidio. E vero?
Il mio preferito.
"Medusa."
Permettete, eminenza, aggiungerei una cosa.
Forse è un autoritratto del Caravaggio riflesso in uno specchio convesso.
Quegli occhi spalancati, allucinati
che sembrano schizzare fuori dalle orbite
e l'orrore in quei capelli fatti di serpenti.
Solo un uomo tormentato come Michele
poteva creare questo capolavoro.
(Del Monte) Il mercante d'arte Costantino Spada mi portò in bottega,
a Via della Scrofa, a vedere un quadro di Merisi e io chiesi di conoscerlo.
RISATA Si!
- Che fate qui? - Lavoriamo.
Con tutti questi nobili, qualcuno si acchiappa.
- Lei è un'amica mia. - Piacere, Fillide.
Lui è un pittore e cerca clienti.
Allora resta con noi, ci facciamo compagnia.
Fillide!
(Costanza) Michele!
VOCE NON UDIBILE
(Francesco) Ranuccio, guarda chi c'è.
- Fermo! - Lasciami!
C'è il cardinale.
VOCI NON UDIBILI
Sapete perché mi sono subito appassionato alla vostra tela?
Per questa lacrima.
Sono i dettagli a fare la perfezione.
La vostra Maddalena ha i capelli rossi, come la Maddalena del Tiziano.
- Vi siete ispirato a lui? - No, eminenza.
- A chi vi siete ispirato? - Alla strada.
La strada?
Alle persone che incontro nelle mie notti insonni.
Quindi in una di queste vostre notti insonni, avete incontrato...
Annuccia, una giovane puttana.
Non è l'ideale per rappresentare una santa.
Al contrario, eminenza. L'ideale perfetto.
Le donne in vendita vivono il dolore dell'esistere nel corpo.
Anche dell'anima.
Perdono la vostra insolenza
solo in nome della luce che... illumina il vostro quadro.
No! Che fa?
Peccato che non frequentate gli artisti dell'Accademia di San Luca.
Per esempio, il Baglione.
Il Baglione? Baglione... è un pittore?
Quegli sfaccendati dell'Accademia non mi interessano.
- Loro si impalmano, si premiano. - Però fareste bene a frequentarli.
Imparereste che non potete ritrarre donne di malaffare.
Allora distruggetelo se il Sant'Uffizio non lo approva.
Non sono pazzo.
Io non distruggo quello che incanta. Lo terrò nella mia collezione privata.
Michele, io vi offro uno studio.
Un vostro studio qui, a Palazzo Madama, tutto per voi.
Anche una stanza da letto, se vorrete...
ma datemi il vostro talento, lo voglio solo per me.
Voglio anche una spada.
- Una spada? - Sì, una spada da poter tenere sempre in vista.
Va bene.
Che cosa vi aveva sedotto in lui, eminenza?
Vedete? lo sono un uomo di Chiesa, ma vivo d'arte.
Ho visto all'opera Michelangelo.
(Del Monte) Era come vedere la mano di Dio.
< Aveva ali da gigante, si trattava solo di fargliele dispiegare.
< Lo fece dipingendo San Matteo nel momento della sua chiamata
e del suo martirio, e la crocifissione di San Pietro.
(Michelangelo) La testa dall'altra parte. - Non così!
- La testa di là.
- A testa ingiù. - Fai piano.
(Del Monte) Non fu più Michelangelo Merisi, ma il Caravaggio,
un maestro con vaste schiere di ammiratori e un'assai più vasta schiera di nemici.
(Baglione) Fermi, fermi, fermi!
Esimi colleghi dell'Accademia, amici,
che figurazione è mai questa di San Matteo?
È una visione di ferocia, di vita violenta, nient'altro.
In questa scena vedo solo nero, grigio,
personaggi senza sfumature, senza... grazia.
Poi vedo lui stesso, irriverente spettatore del martirio. Eccolo lì.
Non vi pare un'ignobile sconcezza? Il suo autoritratto ci accusa.
Significa che noi ancora oggi viviamo
nella stessa violenta, feroce persecuzione dei tempi andati.
Egli se ne fa addirittura testimone.
Egregio Baglione...
In effetti mi somiglia. Tappa quella bocca.
Tu e voi tutti dell'Accademia non avete occhi per vedere quello che ho ritratto.
Non è colpa vostra, ma delle maniere di pittura in cui cresceste
che vi tengono lontani da cercare il vero.
Voi applaudite l'ovvio in cambio del vostro tornaconto.
Ma io non vi sfido, non vi vedo!
- Voi siete morti. - Eppure respiro ancora.
Villano, vaccaro di un lombardo, a te non è permesso di insultare illustri artisti.
Stai al posto tuo.
Tu non puoi neanche sognare il posto a me destinato,
illustrissimo uomo di puttane.
Buoni, buoni.
- Uomo di? - Puttane.
Ringrazia che sei in chiesa altrimenti te ne farei pentire.
Le chiese non sono posti per animali come te.
- Ti scortico la nuca. - Ti divelgo il deretano.
Caravaggio è proprio uno "scornacchiato".
Vai! Vai, vai, vai.
- Piano. - Vai.
(Del Monte) Non credo che lui e Ranuccio si odiassero davvero,
ma il destino era contro di loro.
(Ranuccio) Prendila! - Vai!
- Non l'hai vista proprio questa. - Vai al posto tuo. - Sì, prendi la palla.
- Bravo! - È nostra!
(Michelangelo) È fuori! (Ranuccio) Che dici?
- Ma levati! - Cazzo!
(Del Monte) Si scontravano spesso, venivano alle mani e a volte alle spade.
(Ranuccio) Dai, lombardo!
(Michelangelo) Vai! (Ranuccio) Buoni con quella roba!
Rialzo.
- Venti scudi. - Lascia stare. Quaranta.
Quaranta sia!
Mandami dieci. Mandami dieci! Mandami dieci!
Sì! Sì!
Dieci, bravo.
Dove vai, Michelino? Ora tu paghi per quello che hai perso adesso
e per tutte le volte che hai preso le mie femmine senza chiederlo.
Pagherò. Ho le mani d'oro.
Ti pago.
Fermati!
Tu mi paghi adesso.
Va bene, ti pago subito.
- Che vuoi fare? - Non so, dimmelo tu.
- Stai attento. - Oh, oh!
- Anche questa è tua? - Lasciala!
Fermi, giù le lame!
Hai sentito? Ha detto giù le lame.
- Quanto sei bello! - Pure tu.
- Giù le lame. - Ah!
(Onorio) Michele, scappiamo, ci sono i gendarmi!
Arrivano i gendarmi!
Dai!
(Giordano) Dio senza l'uomo è niente.
(accento napoletano) Il mondo è niente senza Dio.
Se l'universo sparisse, sparirebbe pure Dio.
Per questo il Padre Eterno crea continuamente
infiniti cieli, infiniti soli,
- infiniti pianeti, infiniti universi. - Oh, abbassa la voce.
- Non riesco a dormire. - Perché mi tratti così?
Domani non sarò più su questa Terra.
Allora prega invece di rompere i coglioni.
Dio bada poco alle preghiere. lo sono solo un frate, mi chiamo Giordano.
Tu come ti chiami?
Mi chiamo Michelangelo.
- Tu sei quel Giordano che... - Sono io.
Giordano Bruno, nell'anima e nel corpo.
Che c'è? Ti sembra strano trovarti davanti il peggiore dei peccatori?
Sei questo?
No.
No, fratello mio. Il mio cuore è pulito e la mia anima pure.
Tu? Con questa febbre negli occhi che ti tortura,
che sei tu?
- Io sono un pittore. - Che dipingi?
Quello che vedo, il vero.
Il vero? La verità? lo la inseguo da sempre e alla fine mi ha portato qua.
Fammi sentire, che cos'è il vero tuo?
Questa prigione, quella luce laggiù.
Il buio, i tuoi occhi.
Tra poco si compirà quello che il Papa vuole da tempo.
Le fiamme faranno di questo corpo un pugno di cenere!
In Piazza Campo dei Fiori...
davanti a tutta la gente.
Il Papa questo vuole, la gente deve vedere!
Sembra che tu non abbia paura della morte.
Io ci ragiono con la morte. Ci gioco a dadi.
Quando vinco,
la paura sembra coraggio!
- Dammi le mani. - No.
Nessuno vuole stringere le mani dell'eretico domenicano
- perché Satana lo possiede! - lo non lo credo.
Michele...
Dammi la mano.
Ho paura!
(Giordano) Eccoli qua!
Come sono belli, i preti!
I gesuiti, il Papa, i frati, i santi!
Il reverendissimo cardinale Bellarmino che non mi ha fatto parlare!
Io ho parlato davanti alla regina Elisabetta!
Ho insegnato la filosofia a tutta la Francia!
Volete il mio corpo? Venite a prendervelo.
Vieni. (in francese) Sono qui. (in inglese) Vieni.
Prendi il mio corpo, ma non avrete mai il mio pensiero.
Il mio pensiero vivrà!
Io dico la verità! lo dico sempre la verità!
Avete più paura voi a uccidere che io a morire!
Cristo era un uomo e la Madonna era una femmina,
come mamma mia e dico che un uomo...
GRIDA
(Giordano) Infiniti cieli, infiniti soli, infiniti universi.
"Giovan Baglione o Giovan coglione, le tue pitture sono pitturesse."
"Tu sarai un becco fottuto con i tuoi disegni e cartoni."
"Portali ad Andrea, il pizzicagnolo di Via della Scrofa."
"Pulisciti il culo e stura la potta a tua moglie"
"senza mostrarle la catena d'oro che al collo indegnamente porti."
Non credo che voi abbiate fatto causa a Caravaggio per questi versi canzonatori.
Eccellenza, mi ha offeso.
Il Merisi è un diavolo incarnato.
Così l'ho ritratto nel mio quadro del "Amore divino"
in risposta alla sua oscena pittura
che è nascosta in una delle case più importanti della città.
Che ha di osceno questo quadro del Merisi di cui parlate?
Dovreste vederlo e allora capireste.
Intanto io non comprendo la ragione del mio essere qui.
Non preoccupatevi. Tornerete nella vostra casa.
Michele Merisi ha mai avuto una collana come questa dall'Accademia?
No. Eccellenza, no.
Perché è un pittore di rango inferiore a voi?
No. Caravaggio è un pittore meraviglioso.
Meraviglioso.
La sua vita è sporca.
- Continuo a non capire. - Non c'è bisogno di capire.
Qua dentro, vi assicuro, molti non capiscono, però parlano.
Che volete sapere?
Il vostro "Amore divino" dove si trova?
A Palazzo Giustiniani dove è custodito anche il suo Amore carnale.
Perché lo chiamate Amore carnale?
Dalle carte risulta un altro titolo.
"Amor vincit omnia."
"L'amore vince ogni cosa."
Il vero significato è nel quadro stesso, eccellenza.
(Baglione) Eccellenza, poiché il marchese Giustiniani è a Venezia per affari,
vi farò io da guida nella sua galleria.
Ho letto negli atti che il processo che gli avete intentato fu vinto da voi.
Perché poche settimane dopo lui era già fuori di prigione?
Grazie ai suoi amici potenti.
Le famiglie migliori di Roma collezionavano le sue opere.
Questo è il mio quadro.
Questo è il vostro "Amore divino".
Questo demonio sarebbe Michelangelo Merisi?
Allora?
La sua tela oscena, l'Amore carnale, dov'è?
- In un posto segreto. - Dove?
- Non posso rivelarlo. - Dove!
Seguitemi.
Il marchese sa che si tratta di un quadro lascivo, per questo lo tiene coperto.
Ora tutto è chiaro.
Portaste il Merisi davanti al giudice non per i suoi versi irridenti,
ma per accusarlo di sodomia.
Volevate levarvelo dai piedi per sempre.
- No, vi giuro... - Tacete!
- Perché ride? - Per vendere meglio.
L'amore che promette.
Fa ribrezzo e paura.
- Su che cosa l'amore vince? Non capisco. - Su tutto quello che ha ai suoi piedi.
Sulle armi, sulle guerre e anche sulle arti.
- Su ogni affanno dell'uomo. - Il talento unito alla perversione.
(accento napoletano) Grazie alla dea.
Grazie a Lui. Michelangelo...
Questa erba cresce dietro al Vesuvio.
Prende il sole prima che canti il gallo.
È un'erba santa.
Ti guarisce le carni
e ti fa riposare, come una creatura.
Questo è l'atto dell'ultimo processo. Qui ci sono tutte le carte.
Questi sono tutti i procedimenti contro Michele Angelo Merisi.
Grazie per la collaborazione.
Secondo voi, quali erano le famiglie che proteggevano il pittore?
Sono due gli elementi importanti. Uno era la famiglia Colonna.
(inquisitore) Le indagini portarono alla marchesa Costanza e al figlio Patrizio.
< Ovviamente è tutto nascosto dal segreto della Santa Inquisizione.
(Michelangelo) Sono felice che siete venuta a salutarmi. Questo è il mio posto.
Vi piace?
Se si potessero evitare i pettegolezzi, ti ospiterei,
ma... non si può.
Ma...
È un mio assistente che a volte mi fa da modello.
Sì, certo, ne ho sentito parlare. È Cecco, Cecco del Caravaggio.
Già.
Troppe voci cattive girano sui tuoi vizi, Michele.
Non sono vizi, è vita.
Vedi perché non posso accoglierti nel mio palazzo?
Quelli che si compiacciono di pensare male...
Penserebbero bene.
Perché mi hai fatto venire? La mia carrozza mi aspetta.
VERSO DI ANIMALE Che cos'è? Un cavallo?
Sì, guardate.
- La conversione di San Paolo! - Sì.
Il corpo di Paolo giace in estasi,
con gli occhi socchiusi, sotto la bestia.
Le gambe divaricate e le braccia protese verso la luce di Dio.
Voglio avvicinare il Divino all'uomo.
Però qualcuno lo ha trovato blasfemo e adesso non so più.
Sono confuso, non so davvero.
Non so se terminarlo o distruggerlo.
È un capolavoro.
Non c'è niente da correggere e niente da distruggere.
È perfetto, Michele. Credimi!
Costanza, devo tutto a voi.
Tutto.
Anche questa conversione è il frutto dei pomeriggi passati insieme,
quando mi facevate catechismo da bambino. Vi ricordate?
Siete voi la mia luce.
Chi lo aiutava nelle alte gerarchie ecclesiastiche?
Ci sarebbe il segreto.
- Il cardinal Del Monte? - Non posso rispondere.
Forse perché il cardinale è uno degli aspiranti al soglio pontificio,
- ma la sua anima non è immacolata. - Vi prego, non insistete.
Posso solo dirvi che il cardinal Del Monte fu una figura di rilievo per Merisi
soprattutto dopo l'apoteosi di Santa Maria del Popolo.
- Che intendete per apoteosi? - Il trionfo del martirio di Pietro
e la conversione di Paolo. RINTOCCHI DI CAMPANE
Davanti alla "Assunzione" del Carracci, ognuno si faceva il segno della croce
e recitava un Salve Regina.
Ma quando gli occhi si posavano sulle opere del Merisi,
tutti restavano a bocca aperta, muti. Niente, neanche un fiato.
Chi sei?
Sono l'uomo che sta sulla croce. Vedi? Quello là.
Mi riconosci? A dirla tutta, ero un po' più giovane.
Dovevo essere solo.
Battista a volte si ferma a dormire qua dentro.
Non mi ero accorto di lui. Perdonatemi, eccellenza.
Spesso il maestro chiamava Battista per metterlo là, sulla tela.
A quei tempi non c'erano tanti soldi. Adesso non c'è più un cazzo.
- Dai, dammi... - Non avvicinarti.
Dammi una monetina, sono un morto di fame.
Dai, dammela.
- Tu saresti San Pietro? - Sì, sono io, quello là.
Puzzi di vino.
Dove lo hai conosciuto?
Alla Vallicella.
Alla Vallicella.
(in inglese) Il mio nome è Gunter.
Posso impicciarmi?
Ci penso!
Santo misericordioso, prega per noi...
RISATE
(Michelangelo) Ferma, così.
- Quella chi è? - E Lena con il povero Paolino.
- Perché povero? - Il padre di Paolino
è stato arrestato dal cardinal Peretti.
- L'amante suo e di sua sorella, Amabilia. (Battista) Roba grossa.
Attento, ti rovini con quella.
PAOLINO PIANGE (Lena) Che hai?
- Fermatevi, devo parlarvi. - Non posso, mi aspettano.
Io vi aspettavo.
(Lena) Tieni, mamma, prendi Paolino.
Siete voi? lo vi conosco, siete il Caravaggio!
Il grande pittore!
- In persona. - Mio Dio!
So molte cose su di voi.
- Per esempio? - Avete avuto cento donne, è vero?
Voi? Da quanti uomini vi siete fatta cavalcare?
Molti più di cento.
Ora ho smesso con quella vita.
- Oddio! Come mai? - Mi danno in sposa.
A chi?
- Un "notaro"”. - Un notaro?
- Un notaro! - Mi leva dal "mestiere".
- Siete innamorata? - Non serve amarlo.
Ascoltate, quanto prendete per un pomeriggio? lo posso pagare il doppio.
Che cose strane vuoi fare? C'è mia madre.
Cose che non hai mai fatto.
- Come ti chiami? - Tutti mi chiamano Lena.
- Via! - Basta!
- Via! - Mi fa male!
Chi era per te Michelangelo Merisi?
Il tuo amante? Il tuo protettore?
Né l'una né l'altra cosa. lo ero la sua modella.
Non ti "chiavava"?
Non lo faceva perché a te preferiva il suo aiutante, Cecco Boneri?
Per un po' mi ha voluto bene.
Mi ha anche amato.
Come può parlare di amore una che vende la propria carne?
Eppure è successo.
- Vuoi un po' di pollo? - Che pollo? Deve fare la poppata.
È buono? No, non c'è aria.
(Lena) È vero che sei eretico?
- "Erettico? " - Erettico.
Poi mi hanno arrestato perché sono uscita dal palazzo del cardinal Peretti
vestita da uomo.
(Lena) È vero che sei blasfemo? - Non è vero.
Anzi, sono un credente.
- Sì? - Sì, molto.
A lui piaceva possedermi se ero vestita da uomo.
Dicono che sei sodomita.
Sì o no? lo non ci credo.
Il notaro?
- Che c'entra? - Come che c'entra?
Dovevi sposarlo.
(Lena) A 14 anni mamma e nonna mi portarono a Roma
a fare compagnia a cardinali e monsignori.
Si guadagnava bene.
- Che fai? Piangi? - No, non piango.
Falla finita.
Non piango, stronzo! Mi manca mia nonna.
- Mi manca! - Che dici?
(Michelangelo) Pezzi di merde! Di merde!
Di merde!
Di merde!
Hanno fatto i nomi dei pittori che lavoreranno a San Pietro. Il mio non c'è.
È ovvio! Hai perso il processo contro quel maiale di Baglione.
- Hanno chiamato i decoratori. - Michele, attento a quello che dici.
A Roma la gente sa tutto.
- Ti schiacciano. - Perché? Non è vero?
Eh? Non è vero?
(notaio) Puttana! Lurida puttana!
Tutti sanno che vai da lui.
Hai passato da lui le notti che sono stato a Orvieto! Alzati!
Troia!
Bastarda!
Vacca impestata!
Povera figlia.
Povera figlia!
Che è successo?
Non mi guardare.
- Che ti hanno fatto? - Ti prego, non mi guardare.
Chi è stato? Lena, chi è stato?
Il notaro.
- Vieni qua. - Fermati.
Buonasera, notaro.
Guardami! Guardami.
Se la tocchi un'altra volta, ti ammazzo.
Dopo aver assalito il notaro, era scappato a Genova dove è stato ospite dei Doria.
Grandi amici della marchesa Colonna.
Chi frequentava Michele? Dammi qualche nome.
Avanti, i nomi.
Scipione Borghese.
Il cardinale, nipote del Papa
che custodisce nella sua villa il dipinto della "Madonna della serpe".
La Madonna ha il volto mio. Ho avuto il Papa ai miei piedi.
Ha pregato in ginocchio a San Pietro.
Ma sempre una puttana sei rimasta, anche adesso.
Sarò anche una povera puttana,
ma grazie alla maestria del Caravaggio, sono diventata la madre di Dio.
Nella "Madonna della serpe”, nella "Madonna dei pellegrini" sono io,
Lena Antognetti, la puttana, nei secoli dei secoli.
RINTOCCHI DI CAMPANA
Michele... Tieni, prendi.
Bevi e vedrai, scaccerà via tutti i brutti pensieri.
Credi che Sua santità mi darà la grazia in cambio di questa mia testa?
- Guarda dove cacano! - Buongiorno.
In nome del tribunale ecclesiastico, questa bottega è sotto sequestro.
Chi è il pittore di questo quadro?
- Allora? - lo.
Sei il padrone della bottega?
- Sì. - Portatelo a Castel Sant'Angelo!
- Via! - Eccellenza...
Che dice sua madre di una figlia che dipinge nudi?
Artemisia ha perso sua madre quando era molto piccola.
- Perché non l'avete mandata in convento? - Non ci andrei mai e perché, poi?
Non si ad dice a una donna occuparsi di pittura.
L'arte non è né uomo né donna. lo vorrei solo essere libera.
Voi potete andare.
Che cosa rappresenta questo quadro?
Allora?
Susanna... e i vecchioni.
Susanna e i vecchioni. La sacra Bibbia, Artemisia!
Frequentate la chiesa della Vallicella?
Da quando Michele è andato via, non vado più. Andavo lì per lui.
Perché?
- Eravate innamorata? - Eravamo tutti affascinati da Caravaggio.
Uomini, donne. Amavamo la sua arte.
- Tuttavia lo avete conosciuto bene. - Veniva spesso a bottega da mio padre.
Di che cosa si parlava anni fa, alle riunioni della Vallicella?
Di Sacre Scritture.
Michele diceva qualcosa?
Parlava del Vangelo, lo conosce a memoria.
- Lo legge, lo interpreta. - La Chiesa è l'unica interprete!
Parlava di Lutero?
- Credeva nella verginità della Madonna? - Sì, come tutti. Chi non ci crede?
Di nostro Signore Gesù Cristo diceva cose sconvenienti?
No, mai.
- Degli apostoli e del Papa che diceva? - Perché mi chiedete questo?
Così mi confondete. Lui amava la chiesa dei poveri.
Vi sto chiedendo della Chiesa di Roma!
- Che cosa era per lui? Falsa? - No!
Questo no.
Lo spiegò anche ai tre monsignori che lo convocarono al Sant'Uffizio.
RINTOCCHI DI CAMPANA
(in latino) "Della venerazione e delle reliquie dei santi"
"e delle sacre immagini."
Voi conoscete le volontà del Papa sulle immagini sacre e profane.
Sì, le conosco.
Allora perché non vi attenete alle regole che egli ha così benignamente indicato?
Un pittore deve essere libero per poter dipingere.
Io cerco la verità.
Peccate di superbia, Merisi.
Voi non dovete cercare nessuna verità.
La verità è quella riportata nelle Sacre Scritture.
Vedete? I pittori hanno una responsabilità verso il popolo.
- Io con la mia arte... - La vostra arte?
Voi non dovete esercitare la fantasia per stupire e corrompere chi guarda,
soprattutto chi non sa leggere, il popolo!
Da ora in avanti nel riprodurre immagini sacre, vi è fatto divieto
di riprodurre immagini di uomini e donne esistenti!
Soprattutto se si tratta di malfattori,
di note cortigiane, per non dire di peggio,
per farne immagini di vergini, di santi!
Avete compreso? Ne siete consapevole?
Non vi ho sentito, Merisi.
Ne siete consapevole?
Sì, ne sono consapevole.
Potete andare.
VOCI NON UDIBILI
Uscì dal Sant'Uffizio annientato, pieno di rabbia, umiliato!
Da allora non ricevette più commissioni. Si fece altri nemici.
(Artemisia) La sua stella tramontava. Passava le notti a bere, a litigare
e a battersi, specie con Ranuccio.
Ranuccio, lo abbiamo preso!
- Dove stai? - Aspetta, Francesco.
- Muoviti! - Sto pisciando.
- Dai! - Arrivo.
Forza! Stai fermo!
- Stai fermo! - Aah!
(Ranuccio) Arrivo, me lo stavo sgrullando.
Che bel batocchio!
Che farai mai alle donne, tu?
Senti un po'.
Qualcuno si è incazzato, non chiedermi chi.
Dice che se non la smetti di dipingere figure contro Cristo,
finirai bruciato insieme alle tue pitture. Lascia perdere l'arte!
Dammi retta. Andiamo?
Fu abbandonato da tutti...
finché un giorno non andò a trovare il cardinale Scipione Borghese.
(Scipione) Fra Girolamo.
- Ssh! - Frate Andrea.
Fra Girolamo mi ha confidato di un contratto da te firmato
per un'ascensione della Vergine per Santa Maria della Scala.
- Sì. Ti ricordi? - Sì, ricordo.
Sembra un segno divino affinché la pecorella smarrita torni all'ovile.
Sì, infatti.
Ti abbiamo portato il pane del nostro forno.
- E le mele. - Le mele annurche dell'orto,
- che ti piacevano. - Le noci.
Anche le noci. Che è? Un anticipo per il quadro?
(in latino) Ave Maria piena di grazia, il Signore è con te.
Benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
(canta) Se i languidi miei occhi,
se i sospiri interrotti...
Mi fa male, questo mascalzone!
CANTICCHIA
- Anna! - Lasciami!
Povere pecorelle!
Che fai? Vai via, non toccare la roba mia!
- Oh, aspetta. - Mi fa male.
Lasciala, è impazzita da quando ha perso il figlio.
Mi tira calci, mi fa male.
- Mi fa disperare! - Aspetta.
- Chi sei? Che vuoi da me? - Sono Michele, il tuo angelo.
Brava, vieni.
Ti porto a casa, vieni.
- Andiamo. - Lasciami!
Non tirarmi i calci, mi fa disperare.
Stai buono, stai buono.
- Buona, manca un po' di sale. (in veneto) Puzza di merda di cane.
- L'ha messa dentro un gatto. - La piccola dei Giorgetti.
- Di dove sei tu? - Sono di Verona.
Mangia, mangia.
Alzate le braccia e guardate la Madonna,
- in adorazione. - Fate piano.
- Su con la Madonna! - Sicuro che la corda tiene?
Sì, vai serena. E un mio progetto, figuriamoci!
Mortacci vostri,
- mi stavo spezzando le gambe! - Dai, di nuovo, su le mani.
- Su, dai! - Giù le braccia. Fatela scendere, basta.
- La Madonna non vola. - Ma è bella.
La Madonna non vola, nel Vangelo non c'è scritto.
La Madonna non vola, non vola.
Michele!
Anna! Anna Bianchini si è buttata nel fiume.
(Michelangelo) Dai!
- Dove portiamo questa poveretta? - Nel mio studio!
- Da lui in studio? - Che ti passa per la testa?
Dai! Spingi!
(Battista) Che cosa fa?
La accarezza tutta quanta.
- Ecco. - Povera ragazza.
(Costanza) Sì, c'ero. I Colonna erano stati invitati per l'arrivo del Papa.
Il Papa arrivò con suo nipote, Scipione Borghese.
Lui aveva una devozione profonda per Michele, ma Michele non c'era.
Perché?
Temeva il giudizio del Papa, forse.
(Girolamo) Però le caviglie nude! - E il vestito da pochi soldi.
- Gli angeli dove sono? - Non ci sono.
Non è il momento, così si muore!
Un letto disfatto, i piedi nudi. Niente angeli o cielo!
Qualcuno che amavamo va via e per chi resta non c'è pace.
Non vedo gli angeli che la portano in cielo.
Non vedo neanche il cielo.
È solo una povera ragazza, buttata su un tavolaccio
con il ventre gonfio d'acqua, suicida o forse assassinata.
È la morte più viva che sia mai stata dipinta.
Il quadro non resterà qui, il Papa non lo permetterà mai!
Per voi l'ho fatto e per il popolo che viene qui in preghiera.
Non per un re o una corte!
La Madonna è madre di tutti.
Questa tela parla di qualcosa che riguarda tutti.
La nostra morte corporale.
Ma Michelangelo Merisi rappresenta il corpo di Maria terrena,
non la Beata Vergine.
Questo non è conforme alle nostre regole.
La Chiesa non è pronta per questo.
- Fate sparire quel quadro. - Ma zio...
Bruciatelo.
(Costanza) Il quadro andava rimosso, ma per giorni il popolo si accalcò
per ammirare il capolavoro del suo pittore che tutto il mondo ci invidiava.
Persino i nemici più severi capirono di trovarsi davanti a qualcosa... di eterno.
Per fortuna il giovane pittore olandese Rubens se ne innamorò
e comprò la tela dai frati per i Gonzaga di Mantova.
- Perché per fortuna? - Altrimenti "La morte della Vergine"
non esisterebbe più.
< Se fosse rimasta a Roma, il Sant'Uffizio l'avrebbe bruciata.
(Ranuccio) Bello!
< È vero quello che dice il popolo di Roma?
< Hai profanato il cadavere della povera Annuccia?
< L'hai portata a casa e ti sei chiuso da solo con lei per ore e ore...
e te la sei "chiavata"?
< È vero che dopo l'hai dipinta come se fosse Maria santissima?
< Affacciati, coniglio.
< Voglio dirti quanto mi fai schifo.
La tua voce è spregevole come quello che dici.
Spregevoli sono le tue opere.
Ma ormai la tua arte volge al termine. FISCHIO
Le tue parole sono niente perché tu sei un niente!
Oggi sono triste, non ho voglia di litigare.
Non sei più amato a Roma.
Torna alla nebbia e alla pioggia delle tue parti.
Questa è la mia città. Non ci sono nato, ma è mille volte più mia che tua.
Tu la imbratti con la sporcizia della tua anima, ammesso che ne abbia una.
Stavolta ti mando all'inferno.
Aaah!
Vieni via! Corri! Corri!
Sto morendo.
Sto morendo, fratello mio.
Aaah!
(Costanza) Mentre "La morte della Vergine" lasciava Roma alla volta di Mantova,
- Michele abbandonava Roma. - Con l'aiuto di vostro figlio o sbaglio?
- Così voi avete sfidato il pontefice. - Ero sicura della sua innocenza.
- O della sua colpevolezza. - Non si prova la propria innocenza
- se l'Inquisizione ti vuole morto. Non c'entra l'inquisizione.
Nei registri non c'è niente a suo carico.
Chi è specialista in persecuzioni non lascia tracce. Non devo insegnarlo a voi.
I miei informatori dicono che in fuga da Roma e dalla pena capitale,
dopo aver vissuto a Napoli, Merisi andò a Malta grazie ai vostri auspici.
Non ho tanto potere. Il capitano de Wignacourt, l'autorità suprema a Malta,
è soggetto al potere del Papa, non ascolta certo me!
Vi ha ascoltato.
(L'Ombra) Senza il vostro aiuto,
Michele Merisi non poteva aspirare al titolo di cavaliere, invece l'ha fatto.
< Grazie a quel titolo, stava per ottenere quella grazia che tanto voleva!
< Sotto pressioni della vostra famiglia, de Wignacourt scrisse al referente a Roma
informandolo di volere nominare Caravaggio cavaliere.
(de Wignacourt) "L'eccellente pittore Michele Angelo Merisi..."
(L'Ombra) La richiesta fu accolta.
< La missiva con la quale il Papa non impediva di fare Caravaggio cavaliere
giunse nell'isola in un mese, ma de Wignacourt voleva in cambio un dono.
< L'oratorio della cattedrale era da poco terminato, ma non aveva una pala d'altare.
< Se Michele ne avesse dipinta una, sarebbe stata cosa gradita.
< Quel titolo, fratello Michele Angelo, lo avrebbe fatto tornare a Roma
non da criminale, ma da soldato di Cristo.
< Questo fu il disegno del Caravaggio.
< Così il 14 luglio, un anno e due giorni dopo il suo arrivo a Malta,
venne nominato Cavaliere di Obbedienza.
< Poi la sua anima lussuriosa lo riportò sulla strada del peccato e del castigo.
- Come lo sapete? - Come so il resto.
Se le trasgressioni sessuali sono compiute lontane dagli sguardi dei superiori,
vengono tollerate, ma una condotta così disordinata, no.
Non voglio più ascoltarvi!
Voi sapevate di rischiare mandandolo a Malta.
Speravate che la disciplina dell'Ordine lo avrebbe frenato.
Aspettate, non perdetevi il finale.
La sua colpa è scritta su questi fogli, prelevati dagli archivi della fortezza.
Alcuni sono coperti da inchiostro tanto il reato era grave.
Credo che abbia tradito de Wignacourt portandogli via un'amata.
Michele non porta via nessuno! È così, chi lo frequenta perde la testa per lui.
È accaduto anche a voi.
Se lo negassi, voi mi credereste? Non credo proprio.
Non vi dirò niente.
(L'ombra) Il luogo dove l'Ordine conduce i processi è proprio l'oratorio.
< Lì ebbe luogo il processo e la sua spoliazione.
(giudice) Uomo infido e marcio.
(L'Ombra) Per fuggire da quel posto aveva bisogno di aiuto.
< Penso che sia stato vostro figlio Fabrizio a farlo evadere.
Aaah!
Voi, malgrado tutto, continuaste a proteggerlo. Ditemi dove lo nascondeste.
I primi tempi, dopo averlo fatto uscire da Roma.
Qui, a Paliano.
In questa stanza, dove siete ora, ha passato giorni terribili.
Giorni di grande angoscia.
È un pesante fardello avere spento la vita di un uomo.
Adesso si trova nel mio palazzo a Napoli, dai miei parenti
e spera nella grazia del Papa.
Il santo Padre la concederà.
- Come avete detto? - È questione di ore.
Voi siete la prima a saperlo.
Sono venuto per dirvelo con la speranza
che la Chiesa possa contare sulla fedeltà della vostra famiglia, come in passato.
(Costanza) Michele, ho pensato che potresti farmi un ritratto.
(Michelangelo) Non faccio ritratti alle signore.
Questo sono per te?
Una signora?
GEMITI DI PIACERE
(L'Ombra) Venite, marchese.
Sedetevi.
Ho accettato di parlarvi per rispetto,
ma non capisco perché nella missiva chiedete di non dirlo a mia madre.
So che vi devo molto. Il servizio presso cui prestate la vostra opera
mi ha molto aiutato quando più di uno voleva rovinare la mia vita.
A dire la verità, eravate voi stesso a distruggere la vostra vita.
Non esito a definire i vostri comportamenti ignobili.
Non vi permetto di parlarmi così.
In queste carte,
io ho le tracce del vostro vivere dissipato.
Ho bisogno di voi, voglio incontrare di persona Michele Merisi.
Voglio parlare con lui, ma io non posso operare fuori dallo Stato della Chiesa.
Portatelo voi da me.
No, è impossibile. Mi taglierebbero la testa, io sono amico di Michele.
Voi e vostra madre avete nascosto e protetto un assassino!
Potrei arrestare non solo voi, ma anche lei! Volete questo?
- Farete quello che vi chiedo? - Lo farò.
Per convincerlo, recatevi a Napoli e mostrategli questa carta.
Come vedete, ha il sigillo papale.
È il documento che gli concede la grazia.
Santità, il risultato della mia indagine.
Lo leggeremo con calma. Ora voglio un vostro parere.
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio...
ha un immenso talento.
- E tuttavia? - Tuttavia...
Tuttavia?
Attento a "San Giovannino disteso”, ci ho messo tanto.
(Cecco) Certo.
Fabrizio.
Tieni.
Sono il lasciapassare e la grazia con il sigillo papale.
Andrai per mare, è meno rischioso.
- Tu non vieni? - No.
Mi imbarco per Genova, parto domani. Ci rivedremo a Roma tra due mesi.
- Curati, amico mio. - Grazie, Fabrizio.
Te ne sarò grato per tutta la vita, almeno per quello che mi resta.
Avrai una vita lunga, invece.
Ci farai tanto gioire con la tua arte.
Prima di imbarcarmi, voglio passare per San Domenico.
Parto.
Ti lascio solo su questo altare.
Non flagellarlo, non consegnarlo a Pilato.
E fu crocifisso.
Non mi abbandonare! Stammi vicino in questo viaggio.
Portami con te, Michele!
L'Ombra: ("Beate le orecchie che danno retta non alla voce che suona da fuori,")
("Ma alla verità che ammaestra dal di dentro." )
< ("Beati gli occhi che chiusi alle cose esteriori,")
("Sono attenti alle interiori.")
("Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore")
("E si preoccupano di prepararsi sempre più con sforzo quotidiano")
("A comprendere le cose arcane del cielo.")
(L'Ombra) Finalmente vi conosco, Michele Angelo Merisi.
Negli ultimi tempi ho studiato la vostra vita e le vostre opere.
Una vita da avanzo di galera, arrestato e processato non so quante volte.
Però delle opere eccelse.
Venite in luce, non vi vedo.
- Chi siete? - L'Ombra.
- I miei uomini mi chiamano L'Ombra. - I vostri uomini?
- Siete un soldato? - Sono un servitore dello Stato.
Il Papa mi ha chiesto di valutare la vostra domanda di grazia.
La mia grazia è già decisa, guardate.
Quel documento è falso, non vale nulla. E opera del mio servizio.
- Che dite? È un lasciapassare. - Non esiste alcun lasciapassare.
Ho interrogato i vostri amici e i vostri nemici.
So tutti i peccati della vostra vita.
Per i peccati della vita ho chiesto il perdono.
- Per quelli della vostra arte? - La mia arte non ha bisogno del perdono.
Siete sicuro?
Nel mondo cristiano è in atto uno scontro totale
tra ordine e disordine.
Dio e il caos. Voi siete dalla parte del caos. Parlo per esperienza personale.
Mi sono immerso nelle vostre pitture, nella vostra meraviglia.
Non ho mai visto nella mia vita niente di altrettanto bello.
Però voi insinuate il dubbio in chi guarda e la Chiesa non vuole che la gente dubiti.
- Vuole che creda! - lo dipingo ciò che vedo.
Lo so bene.
Prendete pezzenti, ladri e li fate santi, le prostitute diventano Madonne.
Quei ragazzi che amate si trasformano in personaggi biblici,
ma restano figure moralmente abiette.
Signore, voi avete guardato la mia arte, ma non l'avete vista.
Una fede accecante vi ha sbarrato gli occhi.
Quelle figure abiette, come le chiamate voi,
- sono il mio Dio. - Siete sacrilego!
Sacrilego!
- Parlate come se non esistesse il sacro. - I corpi che ritraggo sono sacri.
Io lo nego! Voi dipingete il male, la malattia, la morte, la violenza.
No, io cerco nuove forme,
- nuovi colori, nuovi pensieri. - Bestemmiate!
Ragionate come se la Chiesa di Roma non esistesse, ma esiste!
I vostri committenti sono ricchi perché noi gli permettiamo di esserlo.
Noi paghiamo le vostre tele, sono nostre le chiese dove le esponete!
Sono nostre le storie che raccontate!
Appartiene tutto a noi. Noi decidiamo tutto!
Che cosa volete da me?
Che volete?
La rinuncia alla vostra arte, all'atto stesso del dipingere.
Non possiamo tollerare i vostri dipinti sugli altari. Non dovrete dipingere più.
La mia vita è la pittura. Se me la togliete, mi togliete la vita.
No, vi togliamo la pittura
- per salvarvi la vita. - No!
No, ho capito. Ho capito adesso.
Voi avete paura di me.
La Chiesa di Roma ha paura di un pittore!
Mi dispiace, voi avete capito la mia arte e vi siete spaventato,
ma una volta a Roma...
A Roma vi aspetta il boia e noi non vogliamo darvi al boia.
Michelangelo Merisi, siete troppo amato. Non vogliamo martiri.
- Il mio è un accordo per salvarvi! - lo non voglio essere salvato da voi!
Non voglio essere salvato. Voglio parlare con il cardinale Scipione Borghese.
Il cardinale non è previsto nell'accordo.
Mi dispiace, vi hanno abbandonato tutti.
La marchesa Costanza, il cardinal Del Monte. Tutti!
- Accettate la mia offerta. - No, non riconosco la vostra autorità.
Voi non siete niente. lo torno a Roma e consegnerò tre tele al cardinale.
Quando sarò lì, risolverò...
(canta) Lasciatemi...
morire.
< Lasciatemi...
morire.
E chi volete voi
che mi con forte
in così dura sorte
in così gran martire?
< Lasciatemi...
Non mi riconosci?
Sono il demonio, il cane rabbioso che ti ha promesso mio fratello.
< Lasciatemi...
morire.
TUONO
(Caravaggio) Alla morte mi sono preparato tutta la vita.
< Sfidavo la morte, ci giocavo.
< Ho amato ogni cosa della mia vita. Violenta, piena di furori,
colori, amori.
< Ora, più nulla.
< Vedo una nuova luce.
< Infiniti mondi, infiniti cieli...
< Infiniti universi.
< Un'infinita divinità che in tutto vive e una profondissima quiete mi pervade.
< Mi hanno ordinato di pentirmi, ma io non so di che pentirmi.
< Non voglio pentirmi.
< (in latino) L'amore vince su tutto.
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