All language subtitles for La.embajada.S01E01.elitetorrent.Italian-WWW.MY-SUBS.CO

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

WWW.MY-SUBS.CO

Subsfactory e Los Diplomáticos presentano...

La Embajada 1x01 - La mano en el fuego -

Traduzione e sync: jesstrl, Alle83, Paoletta87, ChiaraTom, Ladybird, marga, miahu

Revisione: humarub, Allison

www.subsfactory.it

AMBASCIATA SPAGNOLA IN THAILANDIA

Signor ambasciatore?

Polizia spagnola.

- E' in arresto per corruzione... - Come siete entrati?

abuso d'ufficio, traffico di influenza, appropriazione indebita...

Non potete arrestarmi, sono un diplomatico, ho l'immunità.

Ora non più.

Si allontani dal computer, per favore.

E mi dia il cellulare.

Che ci fate qui?

Cosa c'è?

Spero che abbiate svolto bene il vostro lavoro.

Luis! Cos'è successo? Dove lo state portando?

- Mi dispiace, signora. - Le dispiace?

- Sono ordini. - Non ha fatto nulla!

Ascoltali, Claudia!

- Luis, no... - Di' a Montero di chiamare un avvocato.

No, Luis.

E qualsiasi cosa succeda o ti dicano, non parlare con nessuno.

- Si allontani, la prego. - Lasciatelo!

Si allontani, per favore!

O dovrò arrestare anche lei.

Si allontani.

Un nuovo scandalo di corruzione colpisce la realtà spagnola.

Luis Salinas, ambasciatore spagnolo in Thailandia,

è stato arrestato per corruzione,

abuso d'ufficio, traffico di influenza, riciclaggio

e appropriazione indebita di fondi pubblici.

L'ambasciatore, in carica da un anno, è stato trasferito in Spagna.

E al momento, insieme ad alcuni suoi colleghi e familiari,

sta deponendo innanzi al giudice Corrales, alla Corte Suprema nazionale.

Questo è quanto ha intenzione di dichiarare?

Mio marito è un uomo onesto.

Forse è quello che pensa lei.

Era a conoscenza del fatto che custodiva 300.000 dollari in contanti nel suo ufficio?

E che il doppio di quell'importo...

era nascosto nella residenza ufficiale?

Ma cosa dice.

Se la prima cosa che ha fatto Luis quando ha scoperto cosa succedeva in ambasciata...

è stata proprio cercare di stroncare la corruzione.

Lei era arrivata lì una settimana dopo di lui.

Non è così?

Lavoravo come inviata a Washington...

e avevo preso un mese di permesso per...

aiutarlo a stabilirsi.

Avevo preso un volo diretto il giorno...

Beh, non ricordo, comunque era domenica.

Non vedevo l'ora di arrivare.

Mi avevano detto cose fantastiche di Bangkok.

UN ANNO PRIMA

Benvenuta a Bangkok, la città degli angeli.

Ma...

ne mancava uno.

Tu.

Sei venuto da solo?

Mi è costato il lavoro.

Mi danno tregua solo quando vado al letto.

La nostra nuova casa.

Che te ne pare?

Non ce n'era una più grande?

E' fantastica.

- Benvenuta, signora. - Piacere.

Elena Ferrán, cancelliera d'ambasciata.

Julio Carretero, il mio aiutante.

- Piacere. - Piacere.

- L'ho detto male, non ridere. - No, più o meno.

Andiamo.

E' fantastica!

Per averla scelta tu, non è niente male.

Avete già fatto qualche ricevimento?

Proprio domani terremo una cena ufficiale.

- Ma sarà all'ambasciata. - Ecco l'immagine che diamo noi spagnoli.

Sempre con un bicchiere e una tartina in mano.

- Vieni, voglio mostrarti una cosa. - Sì? Aspetta un attimo.

- Andiamo, dai. - Sì.

- Vieni, sbrigati. - Aspetta, Luis.

L'aveva scelta l'ambasciatore precedente.

Non ho voluto mandarti delle foto per non rovinarti la sorpresa.

La inauguriamo?

Adesso?

Perché no?

- No, no, no, no... - No.

Così imparo a fare domande.

Scusami, scusami...

Sì, sì, mi dica.

Sì, certo, sono io.

Vivono tutti qui?

Solo il maggiordomo e la cuoca.

- Hanno già visto quattro ambasciatori. - E qualcuno di loro parla spagnolo?

Lawan, il maggiordomo, se la cava.

Lei dia gli ordini a lui, e li passerà agli altri.

Vuole che la cuoca le prepari qualcosa da mangiare?

No, no! La ringrazio.

Comunque, Julio, potresti avvisarli che ora porto l'ambasciatrice a visitare la cucina?

Amore, devo tornare subito all'ambasciata.

- Tutto bene? - Più o meno.

Elena rimarrà qua con te per mostrarti il resto della casa, va bene?

- L'ambasciata è molto lontana? - No, per niente.

Ma Bangkok è un ingorgo continuo!

Non prenda mai l'auto da sola.

Qui guidano malissimo.

E' molto pericoloso.

So che l'ambasciatore precedente è morto in un incidente stradale.

Che disgrazia, poverino.

Gli mancavano appena quattro mesi al trasferimento.

Non capisco, in Spagna non controllano più i passaporti prima dell'imbarco?

Faccio più corse io all'aeroporto che un tassista.

Prendo i dati e rifaccio il passaporto, d'accordo?

L'ambasciatrice viaggiava proprio su quel volo, vero?

Sì, infatti.

Te ne occupi tu, Mayte?

Non ho scelta!

Dove sono? Nel mio ufficio?

Mi dispiace, ma in questa città è impossibile arrivare in orario.

Non si preoccupi, la capisco benissimo, è normale.

Il suo vice mi stava aggiornando.

Allora, il signor Paco Cadenas.

L'ambasciatore, don Luis Salinas.

- Piacere, ambasciatore. - Piacere.

Sa, ambasciatore, credo che io e lei ci siamo incrociati all'Università,

in qualche festa, entrambi coi capelli fino qua.

Vero? Io dovrei essere entrato circa un paio d'anni dopo di lei.

Perché lei è dell'82, giusto?

- Dell'anno dei Mondiali. - Sembra passato un secolo.

Già.

Il ministro dei trasporti tailandese potrebbe prendere una decisione prima di venerdì.

I lavori per la linea ad alta velocità sono iniziati,

e devono procedere con urgenza all'appalto del materiale rotabile.

Il signor Cadenas s'era accordato col vecchio ambasciatore...

Beh, sì, ma questo non deve essere un vincolo per lei, ovviamente.

Come dice il notiziario, sono tempi nuovi, no?

A proposito, congratulazioni!

- Per il successo avuto alle ultime elezioni. - No, non si confonda.

Questa non è una nomina politica, sono diplomatico di prima categoria.

Ah, sì, bene. Congratulazioni comunque.

- So pure che è la sua prima ambasciata. - Di nuovo è in errore.

E' la prima volta da ambasciatore, questo sì.

Caspita, sono una frana, non ne azzecco una.

Mi dica, la signora ambasciatrice è già qui?

Perché mi sono permesso di mandarvi un piccolo pensiero di benvenuto. Iberico!

Quelli costano una fortuna alla dogana, perché i tailandesi ormai li conoscono e...

Scusate...

vado a vedere se l'addetta commerciale è tornata dal Ministero.

Sarebbe il caso che partecipasse alla riunione.

Guardi, signor Cadenas, siamo qui per aiutarla.

Ma le aziende spagnole che aspirano al contratto sono tre

e non posso schierarmi a favore di nessuna.

Certo, lei deve appoggiare l'offerta migliore.

Vorrei solo evitarle di fare calcoli.

- La migliore è la mia, mi creda. - Le altre m'accuserebbero di favoritismo.

E avrebbero ragione!

Ambasciatore, lei è appena arrivato e magari non...

sa ancora come funzionano le cose qui.

Il treno ad alta velocità dipende da un'impresa pubblica.

E qui le imprese pubbliche non lavorano senza certe misure.

Non so se mi spiego.

So che in Thailandia la corruzione è molto diffusa.

Ma questa ambasciata non sarà coinvolta.

E quindi, vuole che un'impresa giapponese o cinese si aggiudichi l'appalto?

Ambasciatore, lei è qui per tutelare i nostri interessi. Così non fa bene alla Spagna!

Noi l'abbiamo fatta venire qui, le paghiamo lo stipendio con le tasse, no?

Una domanda, mi scusi...

- L'hanno già chiamata da Madrid? - Non sono affari suoi.

Ascolti, Cadenas...

capisco che ha investito tempo e denaro nel progetto, ma stia tranquillo.

- Se il suo è il migliore, senza dubbio sa... - A voi,

a voi di sinistra non piacciono gli imprenditori, vero?

- Non vi fidate di noi... - Ripeto, non sono di sinistra né di destra.

E anche se lo fossi, non influirà mai sul mio lavoro.

Ma certo.

No, si figuri, anch'io non sono di destra né di sinistra. Io faccio affari.

E tutt'e due sappiamo che l'appalto deve vincerlo un'impresa spagnola, no?

E farò tutto il possibile perché sia così.

Ma si può sempre fare un po' di più.

Quel che serva.

Ambasciatore...

siamo disposti tutti a fare uno sforzo!

La nostra riunione è terminata.

L'ambasciatore si fa sempre più amici.

Cosa gli avrà detto stavolta?

Avanti.

Signor ambasciatore.

Ha cercato di corrompermi cinque minuti dopo avermi conosciuto!

Signore, sarà al corrente del fatto che non è la prima volta che succede.

Ma farlo dentro l'ambasciata credo sia davvero vergognoso.

Mi dispiace.

Se lo denunciamo, gli ritireranno immediatamente la licenza.

Non lo denunceremo, non è stupido, non è stato così palese.

Questa gente pensa di poter comprare tutto col denaro.

Ma noi non siamo in vendita, non siamo mica politici.

A che ora è il ricevimento stasera?

Non avevi detto che non avresti voluto alcuna festa di benvenuto?

Niente da fare.

Dovrò chiedere di farlo aggiustare.

O puoi sopravvivere senza?

Non so, qui fa sempre così caldo?

No! No, solo d'estate, d'inverno la temperatura scende...

di uno o due gradi.

Ma te lo perderai.

- Hai già il biglietto di ritorno? - Per il venticinque, Luis.

E poi mi hanno dato cinque settimane per stare qui. Tomás è stato fantastico.

E chi è Tomás?

Tomás Garrido...

il mio nuovo capo redattore.

Ha mandato un sostituto a Washington per tutto il tempo che resterò qui.

Beh, un sostituto che prenderà di certo la metà di quanto prendi tu.

Tomás sarebbe felice se tu rimanessi qua,

così da poter prolungare il contratto al sostituto, no?

La Thailandia ti piacerà.

Se restassi a lavorare qui...

Luis, ne abbiamo già parlato.

Beh, possiamo parlarne di nuovo.

- Un'altra volta, se vuoi. - Non ora.

Non è un vero e proprio ricevimento, è più informale.

Non provare a lasciarmi sola stasera.

Non pensavo fosse così bella, non so perché.

Perché non hai una grande immaginazione, ammettilo.

Le hai parlato? Sai se viene da Washington?

- Strano che la lasci così sola. - Stai facendo un servizio?

Cos'è, voi giornalisti non vi riposate mai?

Non ho uno stipendio mensile come te. La mia agenzia mi paga ad articolo.

E oggi l'articolo è sull'ambasciatrice?

E perché non vai a chiederlo direttamente a lei?

Claudia. Come stai? Sono Fátima.

La moglie di Eduardo, il vice ambasciatore.

E' colpa sua se tuo marito non è con te e io debba venire da sola a presentarmi.

Allora, benvenuta!

Non voglio bere ancora.

Il volo è stato movimentato e sono ancora un po' nauseata.

Quando arriva vostra figlia?

Domani.

Beh, lei e il suo fidanzato.

Ha dovuto sistemare dei documenti e...

le serviva il permesso di lavoro.

Sì, me l'ha detto Eduardo.

Mi pare che l'abbiano assunta in un'impresa francese, no?

- Francese. - Ed è avvocato, no?

Avete figli?

Sì, una bambina piccola, ma non la portiamo a queste serate.

Fate bene.

La nostra la portavamo poche volte...

ma le odiava. E adesso che è cresciuta, le odia di più.

E come potrebbe essere altrimenti?

Hai visto che gente, tutti tirati? Sembrano così noiosi!

Credo saranno sei mesi che saluto ogni sera sempre le stesse persone.

Senti, te l'hanno spiegata...

la differenza tra un diplomatico e il resto della gente?

No.

Qual è?

Nessuna, ma loro non lo sanno.

M'hanno raccontato tante barzellette sui diplomatici.

E questa è brutta.

Tuo marito s'è occupato dell'ambasciata dopo la morte dell'ambasciatore?

Sì, e se potesse, si occuperebbe di tutto lo Stato.

Vive solo per il lavoro.

Ma cosa te lo dico a fare?

Eduardo ha perso i genitori quando era molto giovane.

E si è dovuto occupare della famiglia.

Per questo considera tutti noi qui come la sua famiglia.

Vuole solo il meglio per tutti.

Siete qui da tanto?

Tre anni, ormai. Mamma mia, come passa il tempo!

Non so se sia un bene o un male.

Io, invece, mi fermerò solo poco più di un mese.

Poi dovrò andar via. Lavoro.

Sì, so anche questo.

Come vedi, non ho altro da fare che interessarmi alla vita altrui.

A proposito, guarda.

Quella lì è Olga.

La moglie del console.

All'inizio la troverai insopportabile, ma diventerete buone amiche.

Olga, ti hanno già presentato l'ambasciatrice?

Non credo, me ne ricorderei.

Salve, molto lieta.

- Claudia, piacere. - Ringrazi suo marito!

Finalmente un ricevimento con un vino decente.

Prima, versavano veleno per topi,

ci mettevano su un'etichetta in francese, e a posto così.

Fátima, accompagnami al bagno.

Mi spaventa star sola quando mi guardo allo specchio.

Andate pure.

Claudia.

Volevano conoscerti.

Eduardo Marañón, console generale e mia mano destra in ambasciata.

- Patricia Segura... - Piacere.

l'addetta commerciale.

E questa chi è?

E' Sara.

- Sara Domingo, delle relazioni pubbliche. - Stronzo.

Piacere di conoscerla.

Per questo volevi che venissi?

Cristo, sei qui appena da una settimana!

- Quante volte m'avrai tradito di nascosto! - Ma che dici?

- L'hai rifatto! - Dove vai?

Lontano da te!

E non seguirmi!

Claudia, è mezz'ora che ti chiamo, ti prego, rispondi!

Senti, Claudia, non capisco cosa stia succedendo, però...

credo di meritare una spiegazione.

Chiamami, per favore!

Claudia, questa città non è sicura.

Non dovresti girare da sola di notte.

Chiamami, va bene?

Hai visto com'è uscita?

In taxi.

Nel quartiere a luci rosse.

Chiama la sicurezza. Devono trovarla.

No!

Toglimi le mani di dosso! Lasciami!

Andiamo.

Andiamo, venga con me.

Non li guardi.

Sei spagnolo?

La prossima volta che viene nel quartiere a luci rosse, si vesta in modo più sobrio.

Non ci sarà una prossima volta.

Grazie.

Che gli hai detto?

Che lei non poteva essere sua, perché era già di mia proprietà.

Caspita, non avrei mai pensato che mi avrebbe fatto piacere sentirlo dire.

Vivi qui?

No.

- Ma parli tailandese. - Sì.

L'accompagno da qualche parte? Ho un'auto.

Grazie.

Che bella spiaggia.

Sono arrivata ieri, e ancora non c'ero stata.

Ha il suo fascino, vero?

E' la mia preferita, tra tutte quelle che ci sono qui.

Ma sei pazzo?

Sai quanto ti potrebbero dare?

Da trentacinque anni alla pena di morte.

Ora sì che sembra una pazzia, vero?

Non saprei. Sembra che non t'importi.

Ogni tanto si deve fare qualcosa di sbagliato.

Non hai mai voluto essere un'altra persona?

Qualcuno...

senza preoccupazioni, che fa solo quello che gli pare.

Tu sei così?

Oggi sì.

E tu?

Oggi sì.

Adesso siamo ufficialmente due delinquenti.

E domani?

Posso darti un consiglio?

Se c'è qualcosa nella tua vita che non ti piace, cambialo.

Me lo diceva sempre mio padre.

Tuo padre era un sognatore.

La vita non è facile.

Non ho detto che sia facile.

Niente che valga la pena lo è!

Tocca a me.

Un consiglio.

Non prendere mai una decisione, pensando prima agli altri e poi a te.

Sai cosa farei adesso se pensassi solo a me stesso?

Chiedimi quanti anni ho.

- Ma no. - Sì, chiedimelo.

Non m'interessa.

E poi non diresti la verità.

Ti sbagli.

Io non dico bugie.

- Potrei essere tua madre. - Ma non lo sei.

E nemmeno mi guardi come se fossi tuo figlio.

Credevo che oggi dovessimo scordarci di fare la cosa giusta.

Buongiorno.

Dove sei stata?

Stai bene?

Ti abbiamo cercato tutta la notte.

Beh, ora m'hai trovato.

Claudia, siamo stati negli ospedali, nei commissariati e...

non sapevamo più chi chiamare.

Cosa stai facendo?

Me ne vado.

Vado in aeroporto a prendere mia figlia...

- e andiamo via da qui, oggi. - Claudia, non capisco proprio cosa succede.

- Non mi toccare... - Allora dimmi cos'hai!

Senti, Claudia, perché vuoi andartene?

Perché ieri sera sei andata via dalla festa?

Da quanto tempo faccio la figura dell'imbecille?

Mi hai fatto fare migliaia di chilometri per venire qui.

Per cosa? Per farmi vergognare?

Cos'è questa roba?

Queste foto sono false!

Vaffanculo.

Claudia, ti giuro, non sono io. E' la mia faccia, ma non sono io, davvero!

Chi te le ha date?

Cosa importa? Un cameriere.

Qualcuno ha modificato le foto, la faccia è la mia ma non il corpo.

Claudia, tu mi conosci bene. Per favore, guardale meglio.

Guarda qui, Claudia!

Io ho questa cicatrice?

Guarda.

Chi è questo qui?

Qualcuno vuole farci del male.

- Chi? - Non lo so.

- Sta bene sua...? - No, non sta bene, e nemmeno io!

Vi voglio tutti all'ambasciata tra un'ora.

Dimmi, Eduardo.

Sì.

Bene, stavo per partire per Hong Kong.

Adesso?

Sì, va bene, posso ritardare, ma perché? Cosa succede? Tutto bene?

Va bene, va bene. Okay, arrivo.

Buongiorno, cuore matto.

Cosa facevi nel mio studio?

Non trovo il caricabatterie del cellulare.

Non perdere tempo, Romero.

Tutti i cassetti sono chiusi e quando vieni tu, metto la chiave in una cassaforte.

Quale cassaforte?

Quella che è in camera tua, o quella dietro al quadro?

- Problemi con il nuovo ambasciatore? - No.

Fine dell'intervista.

Dice che gli ha dato la busta di persona.

- Non sapeva che farang... - Sì, uno straniero, va bene.

Ma gli abbiamo chiesto dove gliel'ha data?

Se è stato dentro l'ambasciata, e se era uno degli invitati.

- Dice che è stato nella sala della festa... - Sì, un farang, un occidentale, è chiaro.

Le telecamere all'ingresso avranno registrato qualche movimento strano.

Ho controllato la registrazione.

Si vedono tutti arrivare e un'ora dopo che vanno via, niente di più.

E' stato di sicuro uno degli invitati. Hai l'elenco completo?

Sì, con i dipendenti dell'ambasciata e alcuni loro parenti.

E i camerieri. Ce li ha mandati un'agenzia.

Controllerei le impronte sulla busta, ma ci saranno quelle

del cameriere, dell'ambasciatrice, le sue...

Certo, certo. Se l'avessimo saputo, avremmo indossato tutti dei guanti.

- Grazie. - Avrebbe semplificato il mio lavoro.

Voleva vedermi, ambasciatore?

Sì, sì, Sara, siediti.

- E' successo qualcosa? - Sì.

Ieri sera alla festa, qualcuno ha dato una busta con delle foto a mia moglie.

Eccole.

Scusa...

ma capirai che non posso passarci sopra.

- Da dove sono uscite? - Non lo so.

Ma qualcuno s'è scomodato a mettere la mia faccia,

- nascondendo la persona che era con te. - Io non ho idea di chi abbia potuto farlo.

Le foto sono state scattate dall'edificio di fronte.

Ha idea di chi può essere stato?

La persona... che ha scattato le foto?

No.

- No, no! Lo giuro, non so chi... - E la persona che era con lei?

Chi è?

Non deve interessarle, è la mia vita privata!

Io non ho niente a che fare con queste foto, deve credermi.

- Ciao! Mamma, siamo arrivati! - Vengo subito.

Ester?

Ester, dove sei?

- Ester? - Tre mesi senza vedermi,

e nemmeno m'hai dato un triste benvenuto in aeroporto!

Fatti vedere. Quanto sei bella!

- Ma dai. - Mio Dio, che bello.

- Dovevo venire all'aeroporto. - Non fa niente.

- Sì, avrei dovuto. - No, papà m'ha detto che non stavi bene.

E, poi, che lui era impegnato, tanto per cambiare.

Che bello averti qui!

Vorrai dire, averci qui.

- Dov'è? - Non pensarci proprio.

- No, no, no, no, cosa? - Tu, stai qui.

Zitto!

Carlos, ti presento mia madre.

Carlos, Claudia.

Claudia, Carlos.

Non vi salutate?

- Piacere. - Salve.

Mio Dio, che formali! Dai, datevi un bacio, siete quasi parenti!

Per favore, mamma.

Bene.

Non ti hanno detto il nome?

Hotel Cho.

- Un po' lontano per andarci a dormire, no? - Grazie, Mayte.

Lo consegno io all'ambasciatore.

La polizia ha portato il passaporto dell'ambasciatrice.

L'hanno trovato in una camera d'albergo a Hua Hin.

Quasi due ore da qui.

Ha denunciato lo smarrimento?

La polizia non me l'ha detto ma posso chiedere.

Chiama e chiedilo.

Scopri a nome di chi era registrata la stanza.

E perché? L'avrà semplicemente dimenticato lì l'ambasciatrice, no?

O magari gliel'hanno rubato e poi il ladro è andato in albergo.

Chiama e ci togliamo il dubbio. Io parlo con l'ambasciatore.

Non mi ero mai vergognata tanto in vita mia.

Davanti a tutti.

Non avrà capito che tu non c'entri nulla.

E' qui da meno di una settimana e già ha iniziato a scocciarmi.

Si crede importante perché l'hanno mandato come ambasciatore.

Ma qui siamo in culo al mondo!

Beh...

non so da ambasciatore, ma qui non è così male.

Ma io non sopporto le sue arie da superiore, come se fosse venuto a mettere ordine.

E noi che lavoriamo qui da anni cosa dovremmo essere?

La casta?

Calmati un po', eh?

Per te è facile parlare.

Tanto quella che in ufficio viene guardata come se fosse una puttana sono io.

Cosa faccio, ora?

E se quelle foto iniziassero a circolare su Internet?

Dovrai sporgere denuncia.

E accusare l'ambasciatore di averlo permesso.

Chi credi ci abbia fatto quelle foto?

E perché le hanno mandate all'ambasciatrice?

Credo che non siano fatti tuoi, e neppure miei.

Non hai intenzione di far nulla per scoprire chi è stato?

E' più nervoso di noi. Crollerà.

Ti fermi con me o hai da fare?

Mi stanno aspettando, oggi cucino io.

Sembra tutto buono, no?

Prendiamo un Pad Thai.

Qui sarà fantastico.

Qualsiasi cosa vuoi.

Da quanto hai detto di essere qui, Carlos?

Ha finito il tirocinio da un mese e alcuni suoi amici vivono qua,

così l'ho convinto a venire prima per andarli a trovare.

Ah, sì, degli amici!

Che bello, dove?

Sulla spiaggia del sud.

Hanno un hotel.

Sì, quel posto dove era...

impossibile rispondere ai messaggi di WhatsApp!

- Non c'è il Wi-Fi ovunque, qui. - Va bene, figurati, ed è utile saperlo.

Così so dove devo andare, se mi stanco di tutti voi.

Scusate il ritardo.

- Tesoro, sei bellissima! - Grazie, papà.

- Tu devi essere Carlos. - Molto lieto, signore.

Ester mi ha parlato tanto di te. Era ora che ti facessi vedere!

Come va, amore?

- Allora, come stai? - Molto bene.

Sto morendo di fame.

Vado a chiamare il maître, altrimenti non si mangia più, lo sai.

Qui hanno un altro ritmo!

Scusate, io vado un attimo al bagno.

Beh, tutti e tre insieme a Bangkok. Chi l'avrebbe mai detto?

Tutti e quattro.

Tutti e quattro.

Come stai? E il lavoro? Com'è andata la prima settimana?

Bell'ambiente in ambasciata?

Almeno in mia presenza, sì.

I vantaggi di essere il capo.

Lo sapevi.

Lo sapevi. Sapevi chi ero.

Certo che no.

Non ti credo.

Come avrei potuto essere così idiota?

Se avessi saputo chi fossi, non mi sarei avvicinato.

Lo fai spesso?

- Ester lo sa? - Ti giuro che è stata la prima volta.

Non ti credo. L'unica cosa che so di te è che sei un bugiardo.

- Neanche tu mi hai detto la verità. - No, io non t'ho detto niente!

E che sia l'ultima volta che mi guardi così in presenza di mia figlia.

- Perché, come ti ho guardato? - L'ultima!

E ieri notte è stato uno sbaglio. Non è mai successo.

- Claudia, quello di ie... - No, niente storie. Ascoltami!

Ieri non sapevo che fossi il ragazzo di mia figlia.

Adesso sì.

Quindi per me...

quello di ieri è un'altra persona.

Perché uno sbaglio si commette una volta.

Non due.

Mi piacerebbe aiutarlo, Ester, ma non posso.

Non sono venuto qui per assumere uno della mia famiglia appena comincio.

Carlos non è un tuo parente.

Ed è un asso, hai visto il curriculum? Il terzo del suo corso.

- Bene, così non tarderà a trovare lavoro... - Certo, papà, ma non è quello che vuole!

- Speravo che mi aiutassi. - Lo speravi tu o lui?

Gliel'ho promesso.

Credevo di averti insegnato a non fare promesse per conto di altri.

Senti, papà, meglio non parlare di promesse, va bene?

- Perché hai aspettato finora per dirmelo? - Fagli almeno un colloquio.

Ti sto chiedendo solo un colloquio.

Fatto.

Avvisati.

Arrivano subito.

Sapete già cosa ordinare?

Quindi la cena all'ambasciata è annullata?

Se non farete nulla per favorire l'accesso all'appalto?

La cena si farà.

Ma l'ambasciatore vuole restare neutrale.

Non vuole favorire nessuno degli impresari.

In pratica, non farà niente.

Io me l'aspettavo.

- So che è stato 2 anni nella Sinistra Unita. - Non significa niente.

Ci sono ministri del Partito Popolare che hanno militato coi comunisti.

A vent'anni tutti vogliono cambiare il mondo, Roberto.

- Hai davvero esagerato! - No, è solo un pensierino.

Mi piace tanto, ma è un pochino grande. Che si può fare?

Beh, lo cambiamo.

- Figurati, ma tu hai il polso di una bimba! - Visto?

- Lasciami solo con lui, forza. - Mi presti l'auto?

No.

Ti piacciono troppo le sportive.

- Apparecchia la tavola, dai. - Sì, subito.

Continua così, chef!

- Signore... - Caro Roberto.

Amichetto mio bello, quanto ti voglio bene!

- Come va? - Paco.

Cosa stiamo preparando?

Che bell'aspetto!

Com'è elegante tuo fratello. Per poco non lo riconoscevo.

Senti che profumo!

Ascolta, non mi avevi detto che saresti stato tu l'ambasciatore?

Vediamo un po' che fare con questo tipo, perché ci sta già tarpando le ali, no?

E già.

Il primo anno dopo la nomina sono tutti un po' spocchiosi.

Tranquillo, però, ci vuole pazienza.

Sì, ma non ho tempo, amico. Sono mesi che sto appresso a questo cazzo di treno!

E ora quel figlio di troia dice che non m'aiuterà!

Non posso credere che sarete a cena all'ambasciata col ministro dei trasporti,

senza parlargliene.

Gli racconterete barzellette?

Te ne racconto una io? Eccola.

Sono rovinato, porto Lucía in Spagna a richiedere il sussidio.

Amico, ho già chiamato Génova e Ferraz. Adesso tocca a te chiamare qualcuno.

Per questo hai fatto la scemenza delle foto?

Quali foto?

- Perché hai mandato le foto? - Che fai?

Perché l'hai fatto, Paco?

Cazzo.

Vuole fottere me e io fotto lui. E giro il dito nella piaga.

Così verrà a piangere da noi. E' come io e te abbiamo sempre fatto.

Mi hai spiato, Paco. Hai fatto delle foto a me.

Volevi ricattarmi?

Sei fuori di testa.

E sei fuori dall'affare.

- Dimentica il treno ad alta velocità. - Cosa?!

Non posso fidarmi di te. Hai fatto una cazzata una volta e non si ripeterà.

Ho fatto una cazzata? Io? Coi quattrini che ho investito in quel cazzo di treno?

- E tu dici a me che sono fuori? - Per favore, non alzare la voce a casa mia.

Non mi butti fuori da nessun affare.

Da nessuno!

Non sai che gente conosco.

Sì, visto che in gran parte te l'ho presentata io.

Cos'è successo?

Voglio che restituisca a Cadenas tutti i suoi regali, subito.

Perché?

Finisci di apparecchiare, è quasi pronto.

No. No. Questo non va sul conto dell'ambasciata.

Bene, vi prego di scusarmi, devo tornare all'ambasciata.

- Di già? - Carlos...

ti dispiacerebbe venire con me?

Ti prego.

- Ma certo. - Bene.

Fatevi belle, stasera c'è un ricevimento. Tanto per cambiare.

- Stasera, di già? - Ma se non vi va, non venite.

- Vero, no? Dillo anch... - Sarei felicissimo se veniste.

E a cosa si deve l'evento?

Figurati, vengono a cena gli imprenditori spagnoli ammessi per la concessione

del treno ad alta velocità.

Un evento impressionante!

- Incredibile. - Non puoi perdertelo.

Allora, a dopo.

Sei laureato in...?

Amministrazione e direzione d'impresa.

E perché l'hai scelto?

L'economia mi ha sempre interessato.

E' il motore che muove il mondo.

Credi che l'economia ti serva per lavorare in un'ambasciata?

- E' un colloquio di lavoro? - No.

Dovrai superare una selezione all'ambasciata, come ogni candidato.

Questa è una conversazione...

col tuo possibile futuro suocero.

L'economia serve sempre.

Il denaro è un linguaggio universale.

Ho un dottorato in Relazioni Internazionali.

- E negli ultimi mesi ho lavorato in banca... Hai mai fatto qualcosa d'illegale?

Sì.

Bene...

sei uno sincero.

Spero siano state questioni di poco conto.

Supponiamo che tu sia un giudice.

Per quanto ti venderesti?

- Non mi venderei mai. - Andiamo, dai, tutti abbiamo un prezzo.

Il tuo qual è?

Per quanto saresti disposto a venderti?

La domanda non ha senso.

Se mi vendo, smetto di essere un giudice.

Sei sicura di quello che fai?

Mamma...

- Dio mio, Ester, siete così giovani! - E allora?

Beh, non so. Voi due insieme, una vita nuova e poi...

lontano da casa vostra.

E quale sarebbe casa mia?

Dimmi qual è, perché ancora non lo so.

Quella in cui vivevate insieme o quella dove ognuno stava per conto proprio?

Va bene, Ester.

- Cerchiamo di conciliare i nostri lavori. - Lo so, mamma, proprio a questo mi riferivo.

Io non voglio conciliare.

Non voglio uno a Washington e uno in Thailandia.

Capisci?

No, no, no! Aspetta.

Scusa, vuoi paragonare un matrimonio di venticinque anni e più...

con una coppia che è...

- Da quanto tempo state insieme? - Sette mesi.

- Caspita, sette mesi! - Sì, sette mesi vivendo nella stessa casa.

Già. E credi che sette mesi bastino per conoscere una persona, no?

Conosco Carlos perfettamente.

Ne sei sicura?

Allora...

quanti ragazzi vi ho presentato?

Nessuno.

Perché nessuno era importante.

Possiamo parlare, ambasciatore?

- Ma certo, nel mio ufficio. - No.

Meglio fuori dall'ambasciata. Solo due minuti.

Non mi rovinerà. Non può distruggermi,

solo perché si sente Superman che salva il mondo.

Sono disposto ad aiutarla, Cadenas, ma non a trasgredire la legge.

Quando è necessario, la legge si cambia. Non sarebbe la prima volta.

Non giustificherò mai una tangente.

Qui nessuno deruba i contribuenti e quello che paga sono io.

E farò tutto il necessario. Come ho fatto sempre.

O crede che sia l'unico?

Qui, in questa ambasciata...

il vecchio ambasciatore...

e quello prima di lui...

Ha visto l'andamento degli affari? Non è una curva, è un cazzo di razzo che impenna.

- E sono tutti contenti. - E' un'accusa molto grave.

Ambasciatore, lei si crede furbo, ma la stanno fregando.

Qui è pieno di topi e c'è pure qualche ratto...

grande.

Ognuno morde il suo pezzo perché sa che ce n'è per tutti.

Non gliel'hanno detto.

Ancora non ha guardato i documenti con la sua super vista da Superman?

E' sempre un piacere, ambasciatore!

Elena!

Voglio vedere la contabilità degli ultimi due anni, inventari, fatture,

le copie dei contratti firmati, affitti, personale, tutto.

- Patricia? - Sì.

L'elenco delle imprese spagnole che hanno fatto transazioni,

dal 2010 e i rapporti dell'Ufficio per l'Internazionalizzazione.

- Dov'è il console? Dov'è Bernardo? - Sarà uscito a mangiare.

Non risponde.

Eduardo, voglio l'elenco completo dei visti concessi nell'ultimo anno.

Che succede, Carlos?

Scusi, ambasciatore, ma Malai non ha detto quello che le ha chiesto.

Ha detto loro di non preoccuparsi, perché lei non durerà molto qui,

e non dovranno sopportarla a lungo.

Glielo giuro, ha detto così.

Parli tailandese?

Sì, signore.

Bene.

Vieni con me.

Ci sei riuscito.

Sei assunto.

Vedremo che posto occuperai. Forse nessuno formalmente,

ma ti voglio al mio fianco.

Voglio che esamini i documenti con me.

Ci sarà molta documentazione in thai, perciò se non mi aiuti...

credo che non capirò niente.

Certo, quello che vuole.

E non mi fido di nessuno.

Hai visto, lì fuori chiunque è capace di ingannarmi.

Posso fidarmi solo di te.

Poco fa, l'ambasciatore ha parlato con Cadenas qui fuori.

Me l'ha detto Charles.

Ma che diavolo gli avrà detto per farlo reagire così?

E, soprattutto, dove cazzo ha trovato quel tizio che parla tailandese?

Va beh, calma.

Non sopporto per niente che ci tenga tutti sotto osservazione.

E non sono l'unica.

Bernardo ha chiesto il trasferimento. Ho avuto una soffiata dalla centrale.

L'ha chiesto senza dirci niente. E mi puzza di bruciato, Eduardo.

Se Bernardo viene messo alle strette...

- canta anche La Traviata. - Ascolta, parlo io con Bernardo.

Tu torna in ufficio, non voglio che ci vedano bisbigliare nei corridoi.

L'ambasciatore non troverà niente, perché qui non c'è niente.

- Sì? - Sono io, Fátima.

- Cosa vuoi? - Come va?

Che vuoi, Eduardo?

Voglio che ti lavori l'ambasciatrice.

Portala in giro, a fare shopping o quello che preferisci.

Cosa vuoi che scopra?

- Dove ha passato la notte? - No.

Voglio sapere cosa ha in mente l'ambasciatore.

Quali istruzioni sta ricevendo da Madrid.

Non ti aspetterai che mi dica tutto oggi, no?

Ovviamente, no.

Ma qualcosa le tirerai fuori.

Se lo vuoi, in una settimana riesci a diventare la sua confidente.

Hai restituito i regali a Cadenas?

Sì, non ti preoccupare minimamente di questo.

Stavi per andar via, vero?

No, perché?

Che peccato, hai sempre tanta fretta!

Mi perdoni se non t'accompagno alla porta?

- Volevi vedermi? - Sì.

Che sai dell'hotel dov'è stato trovato il passaporto dell'ambasciatrice?

La stanza era registrata a nome di Claudia Cernuda.

Ed è stata pagata con la sua carta di credito.

Perché sarà andata così lontano?

Chiama ancora l'hotel e chiedi com'è arrivata.

In auto o in taxi o è stata accompagnata, e se da un thai o un occidentale.

Va bene. Vediamo cosa riesco a scoprire.

Perché vuoi trasferirti, Bernardo?

Io?

Non ne posso più!

E penso sia meglio per tutti.

Ti giuro che non dirò niente...

Non so niente!

Sei molto agitato, non è il momento di prendere decisioni.

No, no... voglio ricominciare da zero.

Ricominciare da zero in un altro posto, dimenticare tutto.

Senti, Eduardo...

m'hanno detto che l'ambasciatore mi cercava

e ho iniziato a tremare. Devo prendere pillole per dormire!

- E non ne posso più, è finita. - Non è finita, Bernardo. Non è finita.

Per poter dormire tranquillo con la tua famiglia, devi solo fare quello che ti dico.

Lo sai, vero?

E sì che puoi farcela, certo che puoi!

Mantieni le apparenze con l'ambasciatore, e nessuna parola di troppo.

Qualsiasi cosa accada, intesi?

E ora andiamo nel tuo ufficio così annulli la richiesta di trasferimento, d'accordo?

Bernardo...

siamo come una famiglia e dobbiamo restare uniti.

Di sicuro hanno trovato qualcosa.

Mayte!

Sei autorizzata a mandare messaggi criptati?

Siamo in attesa di un addetto alle comunicazioni.

- Ma, per il momento, lo faccio io. - Bene, manda questo rapporto a Madrid.

Adesso.

SOLO PERSONALE AUTORIZZATO

Mayte.

Che cosa ti ha dato?

E' confidenziale.

Certo, e non devi farlo vedere a nessuno.

Ma ufficialmente sono ancora io l'ambasciatore.

Finché non presenterà le credenziali.

Come sta tua sorella? L'hanno operata?

Macché, continuano a farle esami.

Stanotte ho parlato con lei su Skype. Almeno non ha dolore.

Ma ancora ha il piede gonfio.

Speriamo bene, allora.

Fai quello che devi.

E continua a lavorare bene.

L'ambasciatore deve farsi una buona impressione.

Ministero degli Affari Esteri. Direzione Generale per la Promozione.

Confidenziale.

In data odierna mi accingo a inviare questo rapporto ai superiori,

perché sono convinto che nella gestione di quest'ambasciata

si commettano gravi reati che ho l'obbligo di denunciare.

Mancano ricevute, visti adesivi, fatture dei fornitori, relazioni finanziarie.

E tutto questo mi porta a concludere che qualcuno voglia occultare informazioni.

Non so chi possa essere, né se agisca solo o con dei complici.

Ma so che non mi fermerò finché non l'avrò scoperto.

Vengo qui tre volte a settimana.

A volte quattro.

In realtà non so perché non vengo qui più spesso.

Ci si fa l'abitudine.

A proposito, hanno bloccato i nostri container alla dogana.

E' tipico loro.

Ed è tipico anche che ti dicano che come minimo li terranno una settimana?

Una settimana, tanto per dire.

Qua le cose funzionano così.

Quindi è meglio che ti rilassi.

Sai cosa ti farebbe bene?

Un bel viaggio.

Ascolta, perché non venite con noi alle Maldive?

No, non ridere!

Così tuo marito si rilassa. L'ho visto un po' teso l'altra sera.

Sì, lo è.

Ma è anche la sua prima settimana da ambasciatore.

E in una settimana vuole cambiare il mondo, come posso immaginare.

Gli uomini sono così.

Non so, sembra che debbano dimostrare qualcosa.

Sai, per lui è importante.

In Spagna le cose stanno cambiando e si deve notare anche nelle ambasciate, no?

Le ambasciate sono tutte uguali.

Tutte.

Sono mondi a parte.

E' così da secoli.

Dovresti saperlo.

Non cambieranno da un giorno all'altro.

Ti piace fare immersioni?

Da morire.

Sì.

Allora questo posto ti piacerà molto.

- Salute! Al viaggio. - Salute! A noi due.

Me lo tieni? Torno subito.

Sono spagnolo, signora Cernuda. Ieri sera ero all'ambasciata.

Le dispiace se parliamo fuori?

No. Preferisco che non mi vedano parlare con lei.

Sono anch'io giornalista.

- Tomás non le ha parlato di me? - No!

Anni fa, siamo stati colleghi a La Crónica.

- Non le ha detto niente? - No, niente.

Mi chiamo Javier Romero.

Vivo da anni a Bangkok.

Lavoro per un'agenzia.

- Quindi? - Voglio solo che mi ascolti.

Le hanno detto com'è morto l'ambasciatore precedente?

Per un incidente stradale.

Quella è la versione ufficiale.

Fuori!

- Vada fuori. - No.

Mi ascolti...

L'ambasciatore era già morto quando l'auto è caduta in acqua.

Ho visto quando lo tiravano fuori e ho assistito alla prima autopsia.

E' sicuro?

- Lo denunci. - Il cadavere è stato cremato.

L'autopsia è scomparsa...

ma ho potuto leggerla prima che la facessero sparire.

Non ho altri indizi.

Lei è giornalista...

ed è l'ambasciatrice.

Magari da dentro potrebbe trovare una traccia da...

Mi aiuti.

Ma faccia attenzione.

Quell'ambasciata è un covo di vipere.

Figurati, ho ancora il fuso orario invertito.

Sì... No, non ho visto niente.

Di cosa? Dell'ONU?

Aspetta, ora la apro.

Sì, macché! Fa caldo da morire!

Sì...

Fatto.

Eccola.

Senti, non spazientirti, tanto tra un mese sarò di nuovo là.

Ascolta, Tomás. Una domanda.

Conosci un certo...

Javier Romero? Dice di aver lavorato con te.

E posso fidarmi di lui?

Che simpatico.

Non è per quello. No, niente, niente.

Va bene, dai. Guardo questo e poi ti chiamo, d'accordo?

Va bene, ciao.

MORTE AMBASCIATORE SPAGNOLO A BANGKOK

L'AUTO E' CADUTA NEL PORTO

L'AUTISTA E' RIUSCITO AD ABBANDONARE IL VEICOLO SOMMERSO

IL CADAVERE DEL DIPLOMATICO RECUPERATO DAL FONDO DEL FIUME

Perché non lo comunicò immediatamente?

Chi avrei dovuto informare?

La famiglia dell'ambasciatore precedente,

il ministro degli Affari Esteri,

la polizia spagnola!

Perché non ha detto niente?

Perché era un sospetto, non una certezza.

Non avevamo prove.

Tomás Garrido, il mio capo redattore, m'aveva detto che potevo fidarmi di Javier Romero.

Invece a Bangkok, tutti mi parlavano male di lui.

Non l'ha detto neanche a suo marito.

Né a sua figlia.

Perché?

Non volevo spaventarli.

Era una sera importante per Luis, era...

il primo ricevimento ufficiale come ambasciatore.

Non sapevo che quella serata sarebbe finita in tragedia...

né che sarebbe successo quello che poi è successo.

Sì?

Buona sera.

Guarda, sono lì.

Eccoli, i piccioncini.

La mano destra del nuovo ambasciatore è il suo futuro genero.

Questa sì che è trasparenza!

E dire che sono venuti per cambiare le cose.

Beh, bisognerà mettergli un po' i bastoni tra le ruote.

Scusate. Ambasciatore...

c'è il presidente delle ferrovie ad alta velocità tailandesi.

E' qui fuori.

Sì, un attimo.

Carlos?

Dice che per lui è sempre un piacere visitare l'Ambasciata spagnola.

Digli che il piacere è mio.

Non credo di esagerare dicendo che...

noi spagnoli siamo noti per la nostra ospitalità.

Sei l'unica che non conosco e non posso accettarlo.

Ciao, sono Roberto.

Ciao, Ester.

Io non conosco nessuno.

No?

Va beh, non preoccuparti.

E' la prima serata, poi vedrai la stessa gente che fa sempre lo stesso. Dai, vieni!

Vedi quelli là?

Diplomatici. Sono i più snob.

Restano in piedi, anche se bevono come spugne.

Vanno via solo se finiscono gli alcolici.

Questi altri, invece, sono gli imprenditori.

Parlano solo di auto, vestiti...

Insomma, vengono solo perché il cibo è gratis.

Sì, sì, lo so.

Sono la figlia dell'ambasciatore.

Figurati, non importa. Li descrivi molto bene.

Ma visto che critichi tanto, perché sei venuto?

Io? Ma per te!

Non lo sapevo, ma sono venuto per te, è chiaro.

No, sono Roberto, il fratello d'Eduardo. Il console generale dell'ambasciata.

- Controlla, guarda ancora. - Mi dispiace, il suo nome non c'è.

- Sarita, ci conosci, i signori Cadenas... - Non posso farvi entrare senza invito.

Mi dispiace. Non siete sulla lista.

Ehi, Eduardo, amico mio!

Di' alla signorina che non è possibile che non siamo sulla lista.

Ciao, Lucia, come stai?

Paco, non sei sulla lista, lo sapevi. Non saresti dovuto venire.

Perché? Perché lo dici tu? Qui non sei tu che comandi!

Ambasciatore.

Può dire lei a questo pagliaccio che non mi può cacciare via?

Con queste maniere non posso che dar ragione a lui.

Delle buone maniere preoccupatevi voi, che siete diplomatici.

Io vengo qui per concludere affari.

Farò una cosa che non avevo previsto.

Parlerò con il ministro dei trasporti tailandese,

ma solo per dirgli che ingaggi qualsiasi azienda spagnola

tranne la sua, signor Cadenas.

Cosa?

- Dai, Paco... - Non mettermi le mani addosso!

Potrebbe farmi la cortesia di andarsene?

Non fate tutte queste storie, quando mangiate i miei prosciutti.

O fermi tu questo qui, o andremo entrambi a fondo. E tu sarai il primo.

Andiamo.

E' un gran rompipalle.

Ma sai una cosa?

Ha ragione.

Basta che me lo dica e lo faccio.

Non preoccuparti, ci penso io.

Roberto.

Perché non porti la figlia dell'ambasciatore al Paradise? Non mi pare si stia divertendo.

Va bene, dai.

Stai attento all'auto.

Ci hanno invitato a una festa qui vicino, ci andiamo?

Ci saranno anche diplomatici, ma almeno l'età media sarà un po' più bassa.

- Va bene, okay. - Carlos!

- Mi dispiace, tuo padre ha bisogno di me. - Già.

- Anch'io. - Lo so, ma ora non posso.

- Vai tu, se vuoi. - No.

- No. - Perché no?

Vai, divertiti un po'!

Appena ho finito, ti raggiungo. D'accordo?

Mandami un SMS con l'indirizzo.

- Me lo prometti? - Sì.

- Promesso. - Sì.

Va bene.

- Lo poggi tu lì? - Sì.

Grazie.

- Pronta? - Sì, Carlos mi ha detto che viene dopo.

Dove vuoi andare?

Non lo so, in un posto in cui nessuno mi conosce.

Qui non ti conoscono, ma non passi inosservata.

Davvero? Si vede tanto che non sono tailandese?

- No, non lo dicevo per quello. - No?

- No. - Dai, parti!

No, ferma, paga l'ambasciata.

Davvero la Thailandia è pericolosa?

Ma va! Basta che eviti alcuni quartieri...

non noleggi auto sconosciute, non bevi acqua che non sia imbottigliata,

non esci con troppi soldi in tasca.

E non parli né della famiglia reale né di politica.

E poi...

basta solo che...

Signore.

Hanno appena chiamato al telefono d'emergenza dell'ambasciata.

Hanno arrestato una cittadina spagnola per possesso di stupefacenti.

Credo si tratti di sua figlia... Ester.

Ester?

Papà?

- Papà, sei tu? - Sì, sì, sono io. Cos'è successo?

Non lo so, non capisco.

Dicono che avevo droga nella borsa.

- Dovete tirarmi fuori da qui, capito? - Ester, ascolta, ascoltami.

Ti tireremo fuori, va bene?

- Ti prego, papà, fammi uscire! - Calma, lo faremo.

Ester.

Ester!

Ester!

Ha riattaccato.

E adesso cosa facciamo?

Mamma, dimmi che mi credi! Per favore, vi prego, fatemi uscire! Papà, vi scongiuro!

No, lasciatela stare! Liberatela!

- Ester! - Hai verificato quello che t'ho detto?

- Com'è arrivata in spiaggia l'ambasciatrice? - Aspetto notizie dall'hotel.

Qui la prigione è pericolosa, se le succede qualcosa verranno a cercarci.

- No! No, no! - Siamo complici di tutto quanto.

Forse abbiamo un modo per aiutarla,

per farla uscire con la fedina penale pulita, entro 24 ore o prima.

Ho un contatto. E' uno con parecchi agganci e l'ha fatto mille volte.

- Controlla il carcere e il giudice. - E non dare la colpa a lui.

Dalla a me, perché gli ho chiesto io di non dirtelo.

Eravamo una squadra, Claudia. Che ci sta succedendo?

Se le succede qualcosa, non me lo perdonerò mai.

Non le succederà nulla!

So qualcosa che ti piacerà. L'ambasciatrice ha passato la notte lì...

con un uomo, con un uomo occidentale.

Non posso rifiutare. Così lontani da casa, se non ci aiutiamo...

- Glieli restituirò. - Ne sono certo.

- Portano via una prigioniera ferita. - E' spagnola?

- Sembra di sì. - Voglio vederla! E' mia figlia.

- La prigioniera ha tentato il suicidio. - Ester! Se è spagnola, è mia figlia!

- Andiamo! - Lasciami! Lasciami!

www.subsfactory.it

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.