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Original subtitles

("LET HER GO" DEI PASSENGERS)

("LET HER GO" DEI PASSENGERS)

UOMO: Un ottimo lavoro! PAOLA: Grazie.

Non era una gara facile.

- Ho avuto un'ottima guida. - A dopo.

Brava.

- Mio marito Andrea. - Molto piacere.

- È un uomo fortunato. - Lo so.

- Vi lascio festeggiare. - Grazie.

- Non sono più tuo marito. - No?

Come vuoi che ti chiami? Amante?

In questi giorni tu sei moglie, ex moglie?

Non lo so.

Basta una raccomandata. Ti arriva a casa e scopri

che tua moglie non è più tua moglie, anzi non lo è mai stata.

Detto così non sembra una cattiva notizia.

DONNA: Cretino!

I casi dei matrimoni nulli alla parrocchia di San Cosimato a Roma.

L'annullamento di ben 47 matrimoni celebrati negli ultimi anni

dal sedicente sacerdote che ha tradito la fiducia di tutti

e ha sconvolto un intero quartiere.

(TV) Abbiamo con noi la dottoressa Stefania Andreoli, psicoterapeuta

per capire quali aspetti hanno colpito di più l'opinione pubblica.

DR.SSAANDREOLI (TV): Riflettiamo, ci si sposa perché sia per tutta la vita.

Se invece dovessimo rivalutare il valore di quella promessa

se ci trovassimo di fronte a "puoi tornare indietro, lo rifaresti?"

- Salve. - Guarda che faccia.

- Stai calma. - Se lo dici di nuovo,

- mi faccio esplodere qui. - Sembra tranquilla.

Una volta sola l'ho vista tranquilla e voleva tirarmi il ferro da stiro.

In piedi. Entra in aula il giudice.

"II Tribunale di Roma"

"attesa la sentenza del Tribunale Ecclesiastico del Vicariato di Roma"

"dichiarativa della nullità del matrimonio..."

- Che significa? - Nullo il matrimonio, nullo il divorzio.

"Dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio"

"e revoca, con decorrenza dalla data odierna"

"i provvedimenti concernenti l'assegno di mantenimento"

- "a favore della signora Bertelli." - Neanche 340 euro? Siamo matti?

Rispetti la lettura della sentenza o la farò accompagnare fuori.

Mi accompagni anche a pagare bollette, affitto e il resto!

Si vede che non ha figli. Scusi.

- Potevamo aspettare. - Certo, se aspettavo te!

"Revoca il diritto di visita come statuito in sede di separazione."

Aveva sempre scuse per non farmi vedere mio figlio.

Ha otto anni e si chiama Giulio.

- Con lui non si sa mai! - La situazione è paradossale.

Sì, ma l'interruzione dell'assegno di mantenimento è sacrosanto.

Si vergogni! Ha una ricca che lo mantiene!

- Tutelate così le donne che divorziano? - Mi dispiace.

Non c'è nessun divorzio perché per la legge non c'è stato matrimonio.

Per la legge non eravate sposati, ma possiamo ricorrere d'urgenza

e ottenere di nuovo il mantenimento per Giulio.

- L'incubo è finito. - Incubo? Per me è un incubo.

Tu sei voluta arrivare a questo punto. Il giudice ha deciso così

- e io non c'entro niente. - Certo, non è mai colpa tua!

Oh!

Oh!

Non ti frega niente di tuo figlio? Lascia stare questo cazzaro.

- Vuole solo rovinarci! - Tanto vi rovinate da soli.

Ci lasci nella merda?

Rispondi. Davvero ci lasci nella merda?

La letteratura è varia sull'annullamento del matrimonio

ma è la prima volta che succede una cosa simile.

Faremo giurisprudenza.

Avrei preferito finire nei manuali come avvocato.

Non posso crederci, per nove anni ha fregato tutti. Ha recitato la parte.

Poi non solo i matrimoni, anche messe, funerali.

- Rifacciamo anche quelli? - Anche le confessioni.

- Pensa quanti segreti ha ascoltato. - Non essendo prete

- non ha neanche il segreto professionale. - lo ci sono cascata.

Perché siamo costretti a sposarci tra un mese, quando dicono loro?

Potremmo prenderci un anno da single e poi risposarci. Nel caso, dopo.

- Questa mi piace. - Che fareste con un anno da single?

Eeeh...

lo ho una proposta. Ci risposiamo tra un mese

- e partiamo per il viaggio di nozze. - Torniamo a Bali, tutti insieme.

Sì. Diamo un senso a questo matrimonio.

Il senso sarebbe scegliersi di nuovo.

Giusto, ma ci scegliamo di nuovo in un posto figo.

Io ti scelgo ogni giorno, amore mio.

- L'idea del viaggio mi piace. - A casa controllo i voli.

- State dicendo sul serio? - Non dicevi che dovevamo rifarlo?

Perché non hai preso "la vendetta di Montezuma".

Ho ancora i brividi.

Chissà perché noi siamo stati male e voi no.

Noi abbiamo il fisico.

- È stato un viaggio pazzesco. - Sì.

- Vongole? - Noi tre.

Se prenotassi le stesse cabanes prese a Kuta?

- Ricorda ancora l'itinerario. - Certo.

Facciamo un altro tatuaggio. Anzi, ribattiamo questi, sono sbiaditi.

- Al matrimonio. - All'amore. All'amore!

(VOCI NON UDIBILI)

Manca solo il ricevimento! Voglio bene ai tuoi, ma ti prego, no.

- Lo dici tu a mia madre? - Diciamo che è un problema burocratico.

- Va bene. - Poi la sera... stiamo io te tranquilli.

- (DAL CITOFONO) Andrea? - Mamma, siamo noi, apri?

Ha ragione il giudice, non sono mai stata sposata con Vito.

Almeno non con quella merda che ho visto in aula. Devo voltare pagina.

(SQUILLI DI CELLULARE)

SÌ?

Amore, che numero è? Ti ho detto di non chiamarmi durante...

Alle 5? Ma non era domani?

Arrivo subito, amore! Sì, aspetta.

Ti prego, è l'ultima volta. Respirate con Anna!

- Ciao, mamma. - Finalmente! Come siete belli!

Da quando ci avete dato la notizia, parliamo solo del vostro matrimonio.

Noi vogliamo organizzare una festa più bella della prima.

Mamma, volevamo fare una cosa più intima.

- Anzi, pensavamo di non fare niente. - Non pensare, è meglio.

Vieni, Paola. Tu saprai apprezzare, quelli pensano solo al pallone.

Tua madre ha perso la testa. Dice che dovremmo risposarci anche noi

ma prima dovrei riconquistarla, sennò non si presenta all'altare.

Hai capito? È impazzita!

Così non va.

Devi darti una regolata, altrimenti dovrò prendere seri provvedimenti.

- Ma se... - Non iniziamo con le scuse.

I ritardi sono intollerabili.

- Un'ora e 40. - Un'ora e 47.

Sai che dovrò punirti, vero?

- Crepes alla Nutella. - No!

- Con doppia Nutella. - Esatto, con doppia Nutella!

Da oggi non tollererò un minuto di ritardo, sarò una nuova mamma.

La nuova mamma mi prende anche la panna.

Quella no. Scusa, ma no. Casomai doppia panna!

Si è messa a urlare in aula e mi ha inseguito fuori.

- È finita. - Non è finita,

non accetterà la decisione del giudice.

- Mi renderà la vita impossibile. - Lei non può fare più niente.

- È finita. - Speriamo.

Signora, è un bed and breakfast.

Se vuole una suite imperiale, chiami l'Excelsior, per 80 euro la trova.

Va bene, grazie.

- Che hai? - Niente.

Come niente?

- È che... - Che?

Dobbiamo fare sempre tutto insieme? Va bene il matrimonio

- ma anche il viaggio di nozze? - Pensavo che ti facesse piacere.

Poi con loro, senza di loro. Siamo sempre noi, no?

- Dico a Mark che non andiamo. - No, non voglio creare problemi.

VIOLA: Hai fame, eh?

Che aveva Giada oggi? Sembrava nervosa.

Magari era un po' stanca.

Magari si è accorta di avere sposato il tipico maschio alfa stronzetto.

- Beh! È un po' stronzo, dai. - Un po' sì.

Anche se ogni tanto vorrei essere come lui.

Ho trovato i voli per Tuban. Eccoli qua.

(NOTIFICA DA CELLULARE)

- La stessa compagnia dell'altra volta. - Sì, ma costano il doppio.

< PRETE: Luigi e Nicoletta.

Gianfranco e Natalia.

Ignazio e Giovanna.

Vittorio e Carlotta.

Fabio e Chris.

Diego e Lucilla.

Andrea e Paola. Lo vi dico trasformiamo questo inconveniente

in una festa che innalzi i nostri spiriti.

- Il prete con l'iPad non si può vedere. - Meglio quello finto.

PRETE: Siate consapevoli di che vuole dire...

Quanti siamo!

È tutto così assurdo che è quasi divertente.

PRETE: Come dice un canto, "la nostra festa non deve finire".

Perciò abbiamo pensato a un rito che coinvolga di nuovo tutti voi.

La Curia ha previsto per il 29 di questo mese

un evento collettivo per celebrare nuovamente tutti i matrimoni.

Vi aspetto.

PRETE: Nessuno vi costringe.

Nessuno vi costringe a risposarvi.

Quella che può sembrare una semplice formalità

può diventare un momento di riflessione.

Che cosa fate quando il vostro computer si impalla?

Aggiornate il software, eliminate quello che non vi serve più.

Vedetela come un'occasione, non come un castigo.

Io sarò qui per ogni domanda, dubbio.

Avete quasi un mese di tempo.

Mi raccomando, sfruttatelo al meglio.

Ricordate, Dio vi conosce, vi capisce, vi osserva.

Andate in pace.

(VOCI NON UDIBILI)

Dai! Tuo padre ti aspetta.

Però il corso prematrimoniale non lo facciamo, vero?

Devo dirti un segreto.

Bello o brutto?

Qui è dove ti ho visto la prima volta.

- Davvero? - In questo parco, su quella panchina.

- Sì, lavoravo qua vicino. - Avevi un libro sulla felicità.

Alain de Botton, "Architettura e felicità".

Lo so, avevo sbirciato.

Ho pensato: "Quella è la donna più bella che io abbia mai visto."

Oh!

Il giorno dopo sono tornato sperando di ritrovarti ed eri ancora lì.

Quello dopo ancora, quello dopo anche.

Detto così è un po' da maniaco.

- Sì? - Sì.

- Perché non ti sei avvicinato? - Non lo so, all'inizio mi andava così.

Perché me lo dici adesso?

- Quando dovevo dirtelo? - Nel momento in cui ti è venuto in mente.

- Avresti preferito? - Non lo so... Boh! Forse sì.

Facciamo un figlio?

Ti è venuto in mente ora?

Quando lo facciamo?

Adesso, qui, sulla panchina.

Quando?

Quando vogliamo. Facciamo un figlio quando vogliamo.

Mi raccomando, fai i compiti e non mangiare porcherie. Su!

Ho trovato anche parcheggio. Ciao, campione.

- Ciao. - Ciao. Vai.

- Va bene, ci vediamo alle 6? - No, 7 e mezza, lavoro fino a tardi.

- Mi hanno appena tolto gli alimenti. - Sempre la parola in più. Ciao.

- Com'è andato il catechismo? - Parlano tutti dei vostri matrimoni.

Vito!

Vito?

Senti, sono tre anni che tutte le volte...

Le gocce.

Deve metterle tra due ore, ha mal d'orecchi.

Vabbè, ciao.

Beh?

Ti lamentavi che costava troppo per indossarlo una volta sola.

Così ammortizziamo il prezzo.

Amore, perché risposarci? Stiamo bene insieme, è solo una formalità.

Che è quella faccia?

\ E la faccia di una che sente dire dal marito che non vuole sposarla.

- No, hai capito che cosa intendo. - No, non ho capito. Me lo spieghi?

Solo per il brivido di essere di nuovo fidanzati.

Che brivido è?

Stare insieme senza vincolo ufficiale, secondo me...

Stai scherzando? Se non scherzi... (SQUILLI DI CELLULARE)

Scusa, è Mark. Pronto?

Per Bali ho trovato un'offerta interessante, il 30% in meno

- però con la coincidenza a Singapore. - Fermiamoci due notti lì, no?

- Io volevo risparmiare! - Penso io a Singapore, fissa i biglietti.

- La mamma lavora anche la sera? - Sì, qualche volta.

Magari esce con le sue amiche a bere qualcosa.

Non credo. Torna a casa sudata, con la tuta e si addormenta sul divano.

- Non torna felice. - Per mangiare?

Prepara le cose che mi piacciono.

Io non so bene i tuoi gusti.

Non preoccuparti, papà. Neanch'io conosco i tuoi.

Però la pizza ti piace, ci andiamo sempre!

Non ti piace la pizza? Sei l'unico bambino a cui non piace la pizza?

Allora il brasato? Che cosa ti piace?

- Vuoi proprio saperlo? - Certo.

Ecco qua.

- Grazie. - Prego.

Andiamo lì.

Mi piacciono le alette di pollo fritte,

ma non bevo vino, caffè, birra.

Ho paura del buio, non mi piacciono i cartoni

e quando mi sento strano, a scuola mi nascondo in terrazza.

Sai una cosa che mi piace? La casa al lago.

- È vero che non posso più andarci? - Ti dispiace?

Non per il lago, per Margherita.

- Chi è Margherita? - Margherita.

\ E una tua amica?

È la persona più importante della mia vita.

Invece la tua qual è?

- Se non vuoi dirmelo, non fa niente. - Non è questo.

- Più importante... in che senso? - La più importante.

- Sei tu, no? - Lo so, ma a parte me?

- Come fai a saperlo? - Me lo dice sempre la mamma.

Ah... Te lo dice la mamma?

Comunque io dopo Margherita ho detto basta, con le donne ho chiuso.

Se non ci risposiamo? Ricominciamo da zero, ma nel modo giusto.

- Cioè? - Pensaci.

Io e te insieme tutto il tempo che vogliamo.

Una casa tutta nostra.

La mattina la colazione a letto.

- Io faccio colazione al bar. - Magari la domenica.

Fammi pensare.

Non è una brutta idea.

Però poi... io dovrei trovarmi un altro amante.

Dove trovo un amante come te?

Così bravo...

- Difficile. - Anche questo è vero.

- Sono in ritardissimo! - Tranquilla.

Non puoi capire.

- Entra e dice... - Chi entra?

La Saccomanno. Entra e dice: "Ti piace Copenaghen?"

- Hai capito? - Sì.

Lo studio con cui abbiamo vinto la gara! Vuole che segua il progetto.

Che le hai detto?

È andata via prima che potessi rispondere.

Però il fatto che lei me lo abbia chiesto è importantissimo.

Sì!

Eravamo usciti a cena, tornavamo a casa in moto, guidava lei.

Ha seguito la scritta "per tutte le direzioni" e mi ha portato a Parigi.

C'era un acquazzone, non si vedeva neanche la strada.

Io ero lì attaccato e dicevo "fermati", ma lei non si fermava.

Figurati se mamma si ferma.

Dovevo mangiare una spigola, mi sono trovato davanti alla Torre Eiffel.

Con tua mamma era sempre così.

Però... siamo arrivati all'alba, me lo ricordo ancora

c'era una luce bellissima.

Peccato che non potete andarci più, l'ha venduta.

- Che cosa? - La moto.

- Mamma ha venduto la moto? - Sì, ma ne compreremo una più grande.

- Ciao. Sei il mio campione! - Ciao, papà.

Tra le città del Nord, Copenaghen è quella che mi affascina di più.

Ho fatto un esame sul piano urbanistico di Orestad.

Sai che mi sento un coglione?

Che cosa stai dicendo?

- Abbiamo appena deciso di fare un figlio. - Certo.

Abbiamo sempre detto che volevamo un figlio.

Invece prima Londra, poi i concorsi. Sai quanto tempo è passato?

Quasi sei anni. Siamo sempre stati una coppia, felice, ma una coppia.

Se ci risposiamo, vorrei che diventassimo una famiglia.

Tu mi parli di Copenaghen.

Andrea?

Andrea!

- Perché hai detto questa cosa? - Voglio capire se vuoi un figlio!

Se non lo facciamo adesso, non lo facciamo più.

No! Perché hai detto "se ci risposiamo"?

- È diventata una condizione? - No, non è una condizione!

(TV) Non sai che significa essere genitori!

No, non lo so!

- Pago per le tue scelte sbagliate! - Non dire così dei miei figli!

< Non ho detto che i tuoi figli... < Hai indicato i miei figli!

< lo sono una madre, significa avere responsabilità!

< Vorrei avere tempo per me stessa...

(TV) Cannoli. Sono noti in tutto il mondo.

A Parigi ne ho assaggiati di buonissimi.

Entro cinque anni apriremo un franchising anche lì, me lo sento.

- Ehi! - Ehi!

Ci sei?

Sei pronto?

Mettiamo sotto tutta questa roba. Corri! Chiudiamo tutto.

Puoi chiedermelo, se vuoi.

Se ho visto l'amica di papà.

- Non mi interessa. - Non l'ho vista.

Porti anche me a Parigi?

Da quando vuoi andare a Parigi?

Voglio vedere l'alba come te e papà.

Spegni, ormai sono grande.

Dormi.

Non è una condizione.

< Andrea?

- Ho tagliato un po' di frutta. Vieni? - Arrivo!

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Ciao. - Ciao. Dove sei?

- Sono in stazione. Perché? - Non puoi partire più tardi?

No, Edo, voglio arrivare con calma. La riunione è alle 4, è importante.

- Ho voglia di vederti. - Ci vediamo dopodomani

tutti insieme a cena.

- Prendi anche il succo? - Sì.

Puoi anche non aprirlo, è da buttare.

Da buttare?

- È un regalo da buttare. - Ah!

- Voglio che sei felice. - lo sono felice.

Ma voglio esserlo di più. Per questo smetto di prendere la pillola.

In questi giorni abbiamo fatto molte visite.

- Vi consiglio di fare in fretta. - Ha detto la stessa cosa un mese fa.

Come un mese fa il proprietario non è sceso di un euro e non scenderà.

Evitiamo le solite manfrine del "non è quello che stavamo cercando".

Perché è esattamente ciò che stavamo cercando.

Lascerei l'ingresso com'è.

Qui metterei il bancone, qui la cassa.

(VOCE NON UDIBILE)

< La proposta della sua compagna di aprire una gelateria in società

è molto generosa. Lei avrebbe il 40%.

Per trovare la sua parte

- dovrà vendere la casa al lago. - Sì.

Un po' mi dispiace, era dei miei. Però va bene, vendiamo.

Per la sua ex moglie, ora che non paga più il 50% dell'affitto

il giudice ha deciso di sospendere anche l'assegno di 340 euro.

Mi sembra un po' troppo.

Forse riusciamo a far togliere anche i testi scolastici al mantenimento.

No... Voglio che resti tutto com'era.

Quando è venuto da me mi ha detto, testuali parole

di fare il possibile per rovinare la vita a quella stronza malefica.

Comunque 340 euro per crescere un figlio non è niente.

Negli ultimi tre anni ha fatto tutto lei, cioè...

Che sono venuto qui a fare? Sono qui per tutelare i suoi interessi

e tenerli ben separati dai sentimenti.

Sentimenti, interessi.

Sennò mi dica che devo fare. Me lo dica lei.

Lasciamo tutto com'era. L'assegno, i libri... Va bene così.

Sai quanto costa e quanto tempo ci vuole per annullare un matrimonio?

Per te è gratis, benedetto della Sacra Rota e tu non ne approfitti.

- Se fosse capitata a me questa grazia! - Sarebbe felice Simona.

No, anche mia moglie non vedrebbe l'ora di rifarsi una vita.

- Poi uno si impigrisce. - Cretini. Venti secondi.

È come se potessi rinascere e cambiare squadra.

- Qualcuno dovrebbe farlo. - Neanche se rinasco mille volte.

< RAGAZZA: Dieci.

Qual è l'ultima coppetta messa in bacheca?

Adesso contano anche i trofei amatoriali! Non avevo capito.

Questo è "Fùtbol Storie di Calcio".

Oggi parliamo di padri e figli, nel calcio e non solo.

(CAMPANELLO) Arrivo!

(CAMPANELLO) Sì!

- Sempre a fare ordine all'ultimo momento? - No, perché? Entra.

Ciao.

È cresciuta la pianta.

La fisarmonica è sul ripiano, sopra la lavatrice.

Faccio un caffè. Ne vuoi un po'?

Quello vero o il solito solubile?

- Tutto bene? - Ah... sì.

Non la vedevo da un sacco di tempo.

Dagli ottant'anni di tua nonna, alla casa di riposo.

Il tuo gruppo folk.

- Punk folk. - Cambia?

Cambia sì.

Ti eri addormentata sulla spalla della nonna.

Divertente tua nonna. E morta, no?

Che io sappia no, ma a quell'età è un attimo.

Poi volevo anche... Volevo dirti grazie per...

Hai detto a Giulio che è la persona più importante della mia vita.

Mi avrà beccata in quei cinque minuti in cui non ero incazzata.

(SQUILLI DI CELLULARE)

Scusa.

- Pronto? - Amore, in banca è tutto a posto.

Se diamo all'agenzia l'esclusiva per la vendita della casa al lago

ci tiene il locale per dieci giorni, il tempo di fare le pratiche.

- Ottimo! Ottimo. - Tutto bene?

Sì... sì.

- Ma dove sei? - Sono da un cliente,

nel negozio di un cliente.

- Okay, ci sentiamo dopo. - Sì, ci sentiamo dopo.

- Ma sei contento? - Sì, cavolo!

Allora, le ultime tre firme.

< Una qui, una qui e una qui.

< So che vale quel che vale.

Però per il matrimonio voglio aprire un conto con Viola.

Che bel pensiero! E raro sentire un bel pensiero qui.

Quando torna da Firenze, le faccio la sorpresa.

- Viola è molto fortunata. - Anche Edo tiene molto a te, lo sai.

Ah, sì? Non sembra.

Non gli piace mostrare ciò che prova, è il suo problema.

Recita la parte del cattivo, ma non è così.

Non ci crede nessuno, ma va bene, ho capito il concetto.

C'è anche chi è buono solo perché non è capace di essere cattivo.

Questa mi piace. Dai, allora.

Firma qua.

- Perché pensi che Edo abbia scelto te? - Me lo chiedo tutti i giorni.

Forse perché ha bisogno di te più di quanto non sappia neanche lui.

E allora... speriamo che lo capisca presto.

Non dovete preoccuparvi, anche lo studio di Londra ci ha rassicurato.

Mi scusi.

La Camera di Commercio di Parigi ci darà ragione.

Che il piacere... non ci abbandoni.

Mai!

- Come va? - Bene, grazie.

- Ciao! Grazie. - Complimenti.

Si stanno azzannando per le traduzioni. Vedrai che bomba.

Anche secondo me è il mio libro più bello, ma non è stato sempre così.

Ho fatto molte interviste, nessuno credeva a "Sesso e libertà".

Poi hanno iniziato a sparare contro la coppia tradizionale.

Tutti tranne lei, non ha mai voluto darmi retta.

Si è sposata in chiesa.

- Mamma... - Che beffa! E non sapete la novità.

Lei e Andrea sono tra i pochi che hanno avuto la fortuna

di avere l'annullamento dalla Sacra Rota, un dono del Signore, direi.

Invece che cosa fanno questi due geni? Si risposano.

Ci cascano di nuovo. Sposarsi è umano, ma risposarsi...

Abbiamo deciso di risposarci in chiesa e anche che faremo un figlio.

Anche questo l'ha ordinato la Sacra Rota?

"Non lo fo per piacer mio, ma per dare figli a Dio."

C'è la terapia di coppia.

Non serve fare figli, se il rapporto è in crisi.

- Vabbè. Prendo una fetta di torta. - Sì.

Proprio adesso che stai ingranando con il lavoro

vuoi chiuderti in casa a cambiare pannolini?

Non cambierà niente.

Tanto per cominciare cambierà quel corpicino.

Te lo scordi per il resto della tua vita, lo sai.

Sai anche che ti voglio bene e devo berci sopra.

- Perché sei venuto? - È tutto il giorno che devo dirtelo.

- Mi hai messo in imbarazzo! - Chi se n'è accorto?

- Come? Ma la Rinaldi è una... - Voglio sposare te.

Dobbiamo risposarci? Okay. Voglio sposare te!

- Tu sei pazzo. - Non sono pazzo,

non sono mai stato così sano.

Scusa.

Edo, tu hai una moglie che ti adora.

Io ho un marito che mi adora e adora anche te.

- Distruggeremmo due vite. - Ma saremmo felici.

Ma noi siamo felici. lo ho te e tu hai me.

Quando siamo tutti insieme, stiamo benissimo. Che ci manca?

Andare a fare una passeggiata, portarti fuori a cena

invece che stare chiusi in un albergo come due sorci.

Non ti piace più nasconderti?

A che stai pensando?

Ci vorrebbe un architetto bravo.

Perché?

Per farci uscire un'altra stanza serve un architetto molto bravo.

- Ti va una birra? - Sì.

Okay.

- Ehi! - Ehi!

Che vuoi per colazione?

No, la faccio al bar.

Buongiorno, è la 101. Mi porta un cappuccino...

Anzi, due cappuccini e due brioche. Va bene, grazie.

- Vado a fare la doccia, vieni? - No, sto finendo.

(VOCE NON UDIBILE)

(SQUILLI DI CELLULARE)

(SQUILLI DI CELLULARE)

< EDO: Amore, vieni?

SEGRETERIA: "Dopo il segnale acustico, lasciate un messaggio."

Ciao! Come va a Napoli? Spero sia tutto okay con il B&B.

Ho visto quel locale che ha cambiato gestione, sembra molto carino.

Se ti va, ci andiamo a cena stasera io e te.

Se torni in tempo, sennò ci andiamo un'altra volta.

Mi fai sapere qualcosa? Mi chiami quando torni? Ciao. Ciao.

Salve! Cerco mio figlio, Giulio Bongiovanni.

- Sezione? - Non so, non lo trovano.

- Chi l'ha chiamata? - La maestra.

- Che si chiama? - Non lo so.

- Non l'ho mai vista. - Mi vede ora!

È il padre di mio figlio.

- È la mamma, è la mamma. L'avete trovato? - No.

Ha cercato di dividere due compagni che litigavano, poi è scappato via.

- Vieni. - L'abbiamo già cercato. Dove vai?

Una volta... Vieni!

- Dove? - Forse lo so.

Di qua!

Amore! Come stai?

Non voglio più sentire litigare nessuno, mai più.

Non ti ho ringraziato abbastanza per avere pensato a me per Copenaghen.

Tutto a posto?

- Ne hai parlato con tuo marito? - Sì.

È felicissimo. Lui è sempre felice quando sono felice io.

Avete discusso.

Con Andrea stiamo insieme da sei anni

e non siamo mai stati troppo lontani. È un periodo particolare.

- State pensando di avere un figlio? - No, no. Non ora.

Se c'è un posto ideale per una donna che lavora e vuole fare un bambino

è proprio lì. Svezia, Danimarca, sono molto avanti.

La storia del matrimonio mi sta incasinando.

Sembrava una cazzata, invece...

Potrebbe essere l'occasione per resettare e iniziare una nuova vita.

Ci vuole coraggio, io non so se ce l'ho.

- Uno... rischia anche di farsi male. - Assaggia un po'.

Scotta, eh?

- Com'è? Peperoncino? - E buona, è buona.

Ti sta bene il colore.

Me l'ha regalato mia suocera, ma stringe sul seno. A te sta meglio.

Tienilo.

Sono incinta.

Vieni qua, abbracciami!

- Il papà che dice? - Non gliel'ho detto.

- Non gliel'hai detto? - No.

Perché ancora non glielo dici?

Perché... Lo vedo strano in questo periodo.

- Tipo? - È strano.

Non sono sicura che mi ami ancora.

Che dici? Ti ama tantissimo e tu lo sai.

- Diglielo. - No...

Magari è meglio aspettare un po'.

- Diciamolo stasera, siamo tutti insieme. - Non è il momento.

- Come fai a resistere? Lo impazzirei. - Infatti.

Va bene.

Almeno festeggiamo noi due. Non dirgli che ti ho dato da bere.

- Ultimo bicchiere di vino. - Sì. Cin!

Pensa come saremmo, se voltassimo pagina, completamente liberi.

Noi siamo liberi. Ragazze, è pronto. Prendi il tagliere?

Dimmi che cosa non siamo liberi di fare e non dirmi scopare.

VIOLA: Eccoci. Che profumino!

VIOLA: Sono affamata.

(VOCI NON UDIBILI)

- Questo è di acciaio. - E carino.

Ha anche il ghiaccio.

Questo è il top. E americano, con la french door.

Quattro porte, 543 litri.

Total no frost, 49 luci led.

- Due e novantanove. - Sono gli euro, immagino.

Beh! Togliendo l'Iva sono...

(INSIEME) Mille e 800.

- È buono. - Non sarà un po' grande?

È perfetto per una famiglia numerosa.

Dobbiamo sbrigarci a fare almeno tre figli.

- Più piccolo non ce l'ha? - Scemo!

Su con il piede. A coppia sopra.

- Okay. - Cambia piede. Okay.

E qua, SI.

- Ho tradito Viola. - Eh?

Un anno fa.

- Con chi? - Che c'entra?

- Con una della palestra? - Non importa.

Importa sì. Per una volta lo stronzo sei tu, non io.

- Tu non mi hai detto con chi sei stato. - Non me l'hai mai chiesto.

Non so che cosa fare.

- È passato un anno, ci pensi ancora? - Voglio dirlo a Viola.

Magari hai ragione tu, è un modo per ripartire in modo diverso.

Ho paura di perderla.

Allora devi dirglielo.

Vieni, su. Dà

(SQUILLI DI CELLULARE)

Aspetta, adesso...

- Tieni, andiamo. - Papà?

- Campione, come va? - Sul 32 erano sei, sul 30 erano due.

- Che cosa? - Gli uomini con la barba sull'autobus.

Con la barba?

Li contiamo per fare passare il tempo, arriviamo prima in piscina.

- Quanto ci mettete? - Un'ora, un'ora e mezza.

- Prima contavamo anche i rossi. - Mi passi la mamma, per favore?

- Oh! - Sara,

- ho fatto sistemare lo scooterone. - Che notizia!

Potete usare la mia macchina, la ritiri da Domenico, il meccanico.

- Sì, va bene. - Perché sabato non porti Giulio al lago?

- Rivede Margherita. - Margherita?

La persona più importante della sua vita.

Va bene.

Scusa, devo attaccare. Ciao.

Ciao.

> Mamma!

> Ho freddo! Mamma!

Mamma, ho freddo!

> Mamma... Mamma!

> Mamma...

> Mamma!

> Mamma...

> Mamma!

> Mamma!

> Amore, vieni qua.

- Tutto bene? - Sì.

- Le tue amichette sono andate via? - Sì.

- Com'è andata la lezione? - Bene.

- Ti sei divertita? - Sì.

Adesso ci asciughiamo.

Poi andiamo a casa a fare i compiti.

(DALLO SCHERMO) Prossimamente al cinema.

< Lei era la più bella e colta delle fanciulle a Parigi nel XII secolo.

< Lui il più quotato tra gli intellettuali della sua epoca.

Edo.

- È strano in questi giorni. - Strano come?

Mi ha detto una cosa... Magari scherzava, ma sembrava sincero.

- Tipo che cosa? - Mi ha detto di non dirlo.

Non è convinto di risposare Giada.

Beh... Magari gli è preso un momento di panico.

- Gliel'ho detto anch'io. - E lui?

Niente.

- Non ti ha detto più niente? - No, solo questo.

Perché fa così?

- Che cazzo gli è preso? < Sssh!

Potevi dirmi che le davi la macchina.

Sono passata in officina, non ha nemmeno pagato.

- Vedi... - So che l'hai fatto per tuo figlio.

Va bene, se gliela lasci per un po'. Però poi la macchina ci serve.

Va bene.

Amore...

È successo qualcosa?

- Mia madre sta di nuovo male. - No!

No, amore...

Mi dispiace.

Siete sicuri?

Volevo dirle che faremo un figlio, ma... non ce l'ho fatta.

Mamma merita di sentirsi dare una bella notizia con una faccia felice

ma io non ho quella faccia, Paola.

No, ti prego...

Ti prego.

Sai quanto ti adora?

Sarebbe felicissima di sentirlo da te.

Devi solo riconsegnarla al noleggio della stazione.

C'è scritto tutto nel contratto.

Le chiavi della mia?

- Sono nella macchina, le ho lasciate lì. - Okay.

Io vado, eh? Ciao, campione!

Ciao.

Sennò rimango ancora un pochino. Ti va di fare un giro al lago?

- Posso? - Ehi, vieni!

Scusa, ho un problema con il bancomat.

- Non funziona. - Lo controlli, per favore?

- Certo. - Grazie.

- Vieni, ci vorrà un minuto. - Allora? Come ti senti?

- Sono due gemelli. - Due gemelli? No!

Però... ancora non gliel'ho detto.

- Perché? - Perché non ho ancora trovato il momento.

- Il matrimonio è tra pochissimo. - Infatti.

- Devi dirglielo. - Lo so.

- Funziona. - Che aveva?

- Niente. - Grazie.

Comunque la notizia di un bambino, anzi, due...

\ E una cosa bellissima che a volte aiuta a superare momenti difficili.

Non vorrei che fosse un bambino a risolvere i nostri problemi.

Voglio che Edo scelga me, anzi, che scelga di nuovo me

ma non perché sono incinta.

- E la casa di Margherita? - È lì, ma oggi Margherita non c'è.

Come lo sai?

L'ho rivista, mi ha supplicato di tornare insieme

ma io non credo alle minestre riscaldate.

< Quando venivi qua?

Alla tua età. Venivo con gli amici a guardare le ville dei ricchi.

- Anche i nonni? - No, stavano con le galline.

Avevano cento galline.

- Davvero sognavi il villone? - Non è che...

Speriamo che Giulio abbia sogni più fantasiosi.

- Wow! - Ecco, appunto.

Questa è bella.

C'è anche la piscina.

Dammi un attimo lo zaino.

- Sei matto? Adesso che facciamo? - Dobbiamo andare a prenderlo.

Andiamo, dai!

Attenti, si scivola!

Ho detto a mio padre che non mi occuperò più dei bed and breakfast.

- Edo... - Voglio aprire uno studio mio.

Chiamo qualcuno dei miei compagni del corso di design.

Sentì...

La vita sta cambiando, cambiamola del tutto.

Giada è incinta.

Che cosa?

- È incinta. - Che dici?

Aspetta un figlio da te, anzi, due. Sono due gemelli.

- Perché non me l'avrebbe detto? - Non so perché non vuole dirtelo.

Vuole aspettare, ha paura.

Però è forte... più di quanto io e te non immaginiamo.

Pensavo che restasse con te perché non sapeva stare da sola, invece...

Tua moglie è una tipo tosta.

E adesso... che facciamo?

E adesso... Torni a casa e fai il padre.

E poi torni da me.

("LET HER GO" DEI PASSENGERS)

SARA: Se questi tornano? - No, non tornano. Non torna nessuno.

Mamma!

Papà! Papà!

Vito, sono tornati!

(VOCI NON UDIBILI)

Sei stato forte, campione!

- Glielo diciamo? - "Campione" non si può sentire!

È da vecchi.

Tua madre mi ripete solo che il giorno del matrimonio si avvicina.

Io devo riconquistarla perché sennò non si presenta all'altare, ma...

Ma della sua malattia... non parliamo mai.

Forse è questo il suo modo di parlarne.

Ho paura che si renda ridicola con il quartiere.

Per farmi ingelosire fa la cretina con quello che vende i fiori.

- Pietro. Ti pare possibile? - Tu corteggiala, no?

Fai vedere anche a Pietro quanto tieni a lei. Portala fuori.

Portala a ballare, a fare una gita. Falla sentire giovane e bella.

Tua madre è ancora giovane e bella.

Con Emilio ci siamo dati qui il primo bacio.

La domenica ci tornavo con i miei genitori.

Se avessero immaginato...

Invece mia madre non è mai stata una mamma...

Troppo normale.

La domenica stavo sempre con la tata, sempre.

È stato fortunato Andrea.

- Va tutto bene tra voi? - Sì. Perché?

\ E passato l'altro giorno, sembrava volesse dirmi qualcosa.

Ippolita...

Abbiamo deciso di avere un bambino.

Non posso immaginare una madre migliore per il mio nipotino.

Aspetta, faccio io.

- Come stai? - Bene.

("THE WAY THAT I LOVE YOU" DEI PASSENGERS)

Quando passa tanto tempo, sembra quasi che non sia più possibile.

Stare bene, anche soltanto per qualche ora.

("THE WAY THAT i LOVE YOU" DEI PASSENGERS)

(VOCI NON UDIBILI)

(VOCI NON UDIBILI)

- Mi ricorda quanti sono gli invitati? - Trentacinque.

Possiamo fare tre assaggini e proseguendo con il pesce

le proporrei un bianco profumato gradazione media.

- Prego, cara. - Bene.

- Eccomi! - Grazie.

- Mio marito. - Lasci, faccio io.

Ciao. - Che fai, non brindiamo?

Certo.

A che cosa brindiamo? È difficile da decidere.

Vediamo... A un matrimonio inutile, al figlio che non avremo mai

o alle cazzate che mi hai detto? Decidi tu.

Neanche hai trovato un nascondiglio vero.

- Amore... - Amore?

Quale cazzo di "amore"? Da quanto mi prendi per il culo?

Io come un coglione dico a tutti che presto sarò papà!

Credi che sia solo la tua vita?

Forse sono io, non sono il padre che vuoi per tuo figlio. Dimmelo.

Sei anche riuscita a mentire a una donna che sta per morire.

Ma chi cazzo sei?

Vaffanculo.

< Senti, ma...

Secondo te se avessimo avuto una... una villa come quella di oggi

sarebbe finita lo stesso?

(NOTIFICA DA CELLULARE)

Prendiamo la macchina e partiamo. Adesso, eh?

Come quando siamo andati a Parigi in moto,

- ricordi? - Certo.

- Chi se ne frega di tutto, eh? - Sì, dai!

Portiamo anche Giulio. Anche quella volta non volevi venire.

Poi siamo stati benissimo. Ricordi che ripetevi sempre?

(IN FRANCESE) È super! È super!

Eri ubriaco, non volevano neanche farti salire in taxi!

Poi, non so come, ti sei ricordato l'indirizzo dell'albergo.

(INSIEME) Rue du Dragon, 32.

Va bene, adesso devo andare.

Vai, vai da quella che lava e stira tutto perbenino. Cerchi solo quello.

- Non dire stronzate. - Come se non ti conoscessi.

Smettila.

Una scappatella con la matta sì, ma la vita vera è un'altra. Giusto?

Non hai capito, non voglio occuparmi sempre di te.

Non voglio una figlia al posto di una moglie.

Come pensi che ho fatto con Giulio? Mi hai lasciata sola e senza un euro.

- Stavo per dimenticare com'eri. - No, aspetta... Vito, aspetta.

- Basta. Devi cavartela da sola. - lo me la sono sempre cavata da sola.

Tu non ce la fai perché sei un cagasotto!

Voglio rifarmi una vita.

Con lei abbiamo anche un progetto insieme.

Stare seduti sul divano

- a contare i soldini? - Come ho potuto pensare...

Sei una merda!

No'. Dentro... Dentro...

Che ti ha preso?

Era un po' che volevo dirtelo, ma non trovavo mai il momento giusto.

Forse ero io che avevo paura.

Non ero sicura che lo volessi.

È strano. Ti svegli una mattina, sei padre.

Avevi ragione tu, è troppo grande.

Hai fame?

- Sì. - Sì?

Così! Perfetto.

Vieni.

Quando prendiamo una casa così? Con un bel cane...

(NOTIFICA DA CELLULARE) Scusa.

- Chi è? - Mio padre.

C'è un casino in un B&B, ha bisogno di me.

- Potrà aspettare dieci minuti, no? - Lo sai, quando chiama...

Edo, dai!

Per una volta che siamo io e te tranquilli.

- Eh, amore! - Edo!

Con questo buono possiamo comprare tante cose per il locale.

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Rispondi. - È anonimo.

- Magari è quello dell'agenzia. - Brava, sì.

Pronto? Sì, sono io.

Sì, ho noleggiato io l'auto.

C'è stato un incidente? Come non lo sa?

A Cerveteri dove? Okay, arrivo subito.

Hanno trovato la macchina, ma non loro.

- Chi? - Sara e Giulio.

- Le hai noleggiato un'auto? - Non posso spiegarti adesso. A dopo.

Ci rivediamo per firmare il contratto, no?

- Va bene! - Vito?

- Alle sei! - Alle sei, alle sei!

Ehi!

- Ciao. - Ciao.

Allora? Com'è andata? Che vi siete detti?

- È strano. - Che cosa è strano?

Diventare padre.

Strano... bello o strano brutto?

- Strano sbagliato. - Perché sbagliato?

Ho pensato a quello che fa una coppia quando ha un figlio.

Tipo... andare a comprare la carrozzina insieme

scegliere il pediatra, il pigiamino.

Ordinare su Amazon le api colorate da mettere sopra la culla.

Mi piacerebbe fare queste cose

ma mi piacerebbe farle con te.

Edo, questo... Questo non si può fare e tu lo sai.

- Perché no? - Perché no!

Ascoltami bene.

Edo, ti prego. Non rovinare tutto.

Tu adesso diventerai padre.

Anche Mark vuole un figlio. Ho detto sempre di no, ma adesso lo faremo.

Diventeremo genitori insieme.

I nostri figli cresceranno come fratelli.

Compreremo le carrozzine, i pigiamini e le apine.

Che cazzo dici? Io e te facciamo un figlio con due che non amiamo

per comprare le api insieme? Che cazzo dici!

Io amo Mark!

- Lo ami? - Sì.

Però ti scopi il suo migliore amico in viaggio di nozze.

Mi hai portato in spiaggia mentre lui si cagava l'anima in camera.

Guarda come lo ami.

Non fai questo casino perché sei innamorato di me.

Fai questo casino perché non riesci più a vivere con il senso di colpa

verso il tuo amico perfetto, leale, onesto, sincero

che fa sempre la cosa giusta. Sai che ti dico? Finiamola qua.

Mi dispiace che Andrea l'abbia scoperto così.

Mi dispiace non avertelo detto prima, Ippolita.

Cara, non si nasce per essere madri.

Si nasce donne o uomini.

Ascolta.

Quando ho sposato Emilio

io ero una donna già fatta, un po' come te.

Quando mi hanno detto che non potevo avere figli

io mi sono sentita...

Libera.

Libera?

Ho sempre pensato che tu fossi nata per essere madre.

No.

No?

No, cara. Un paio di anni dopo il matrimonio

sono rimasta incinta di Andrea e sono stata malissimo.

Non potevo parlarne con nessuno e neanche farlo vedere.

Poi è nato Andrea, i primi tempi sono stati terribili.

Quella naturalezza della maternità di cui tutti parlano

io non ce l'avevo.

Ho imparato a volere bene al mio bambino giorno dopo giorno.

Io ho imparato a diventare madre giorno dopo giorno.

Alla fine ho avuto la vita più bella e più piena che potessi avere.

Ma non ho scelto.

Tu puoi scegliere.

La libertà di scegliere è la cosa più importante al mondo.

Non perderla mai.

- Che è successo? - Usciva il fumo nero!

So che dovevo riconsegnarla, ma volevo fare una cosa carina, adulta!

- Invece come al solito... - Non ho capito niente.

Mamma ha messo la benzina invece del diesel.

Vabbè, succede. La portiamo da Domenico, non è grave.

- No, bisogna cambiare tutto. - Il sistema di iniezione, le valvole...

Non doveva capitare, dai!

Io avevo visto che il buco del serbatoio era largo

ma avevo il cellulare scarico. Siamo andati a piedi a cercare l'autogrill.

Scusa.

- Io devo fare il rapporto. - lo ho sete.

Lei deve fare il rapporto, tu hai sete...

E tu?

Non vuole chiamarlo?

Firmo io.

Ehi! Dov'eri? Dai, vieni! Forza!

Che te ne pare?

Non sai che hanno inventato. Vieni.

(INSIEME) Oooooo... Olé!

A Mark e Edo!

Che è questa faccia? Andiamo, forza!

(MUSICA DISCO)

- Su! Ci siamo sempre detti tutto. - Non voglio sposarmi.

- Smettila! - Sono innamorato di un'altra donna.

- Ora ci rifletti... - Dura da due anni.

- Da quando ti sei sposato? - Da quando ci siamo sposati.

Da quella sera

che tu e Giada vi siete sentiti male e...

e io e lei siamo andati in spiaggia.

Questo è "Fùtbol Storie di Calcio"

\ che è poesia e tragedia. E insieme comico, patetico, esagerato.

Parleremo del figlio di Butch Cassidy, designato per arbitrare

la finale dei Campionati del Mondo nel 1942 in Patagonia.

Fu costretto a sparare un colpo di pistola in aria

per dare un calcio di rigore alla nazionale italiana.

È vero o è una follia?

Sentiamo che ne pensa il nostro primo ascoltatore o ascoltatrice.

\ E una follia o no?

PAOLA (ALTOPARLANTE): È una follia, sì.

\ E una follia averti mentito, però è anche una follia per me

- pensare di avere un bambino. - Un po' di musica e poi riprendiamo.

Io, davvero, volevo essere come tua madre.

Ti giuro, ho provato a essere la persona che vuoi tu.

La verità è che io non sono una madre.

Non so se tu mi ami ancora, ma io ti amo così tanto.

Proprio perché ti amo così tanto

non posso costringerti a rinunciare a un figlio.

- Ciao. Com'è andata la serata? - Bene.

Un anno fa, quando ti dicevo che restavo in palestra fino a tardi

ho avuto una storia.

È durata un mese e mezzo, poi ho smesso.

Ho avuto paura che potesse rovinare il nostro rapporto.

Io non ho mai voluto innamorarmi di nessun'altra... e tu?

Ti sei mai innamorata di qualcun altro?

No.

Tu lo ami ancora?

Questo matrimonio può farci ripartire.

Per davvero, però.

(SCATTO DI SERRATURA)

Non sapeva nemmeno lui se dirmelo.

Ora ho capito perché ci tenevi tanto a rifare quel viaggio di nozze.

Su una cosa avevi ragione. Non c'è bisogno di risposarsi.

Aspetta, ora c'è una famiglia...

lo voglio che i miei figli vedano la faccia di una mamma felice.

È finita, Edo.

(SCATTO DI SERRATURA)

Andrea...

Andrea, ti prego...

Oggi mi ha telefonato il prete.

Voleva ricordarci che domani c'è il nostro matrimonio.

- Chissà come sarebbe stato risposarci. - Brutto, dai!

- Come brutto? - Non brutto, però...

Gli inizi sono unici. Avevi il pancione, eri bellissima.

Non potremo mai più essere belli come quella volta.

("LA PRIMA VOLTA" DEI NEGRAMARO)

# Parlami di quando

# mi hai visto per la prima volta.

# Ti ricordi a stento

# o rivivi tutto come, come fosse allora?

# Avevo l'aria stanca

# appeso ad una luna storta.

# O forse ero attento a non perdermi negli occhi

# nei tuoi occhi ancora. #

Per tutti i giorni della mia vita.

# E ti ricordi un mondo... #

Prometto di amarti e onorarti... Non ricordo più, scusi.

Io, Sara...

# Era lento il tempo o correva come un matto? #

Ricevi questo anello segno del mio amore e della mia fedeltà.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

# Che possa somigliare, in fondo, a quello che eravamo

# a quello che ora siamo, a come noi saremo un giorno.

# Ti ricordi quando

# mi hai ucciso per la prima volta.

# Hai mirato al centro

# e hai colpito un po' per sbaglio e per sbaglio hai vinto.

# E tremava il mondo

# quanti giri su se stesso.

# Sta scadendo il tempo

# o mi rimani ancora accanto?

# E adesso non c'è niente al mondo

# che possa somigliare, in fondo

# a quello che eravamo, a quello che ora siamo

# a come noi saremo un giorno.

# Non ricordo quella volta in cui ti ho visto ed eri un'altra.

# Non ricordi quella volta in cui mi hai tolto pure l'aria.

# Non ricordo la tua faccia quando hai fatto la mia smorfia.

# Non ricordo la mia casa.

# E adesso non c'è niente al mondo

# che possa somigliarci, in fondo.

# E quello che eravamo adesso non lo siamo

# e forse lo saremo un giorno.

# Sì, ma adesso non ha senso il mondo

# se con un gesto hai cancellato tutto.

# La storia che eravamo, i giorni che ora siamo

# e l'assenza che saremo un giorno.

# Parlami di quando

# mi hai amato per la prima volta. #

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