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MUSICA DA BALLO
Marco.
- Anna. - Come la canzone.
Sei veramente...
orrenda.
Scusate. Forse, se scendete e continuate gratis è meglio, sono 70 euro.
Senti.
Meno male che uno dei due sa cucinare.
Perché cucinare è una questione di chimica.
- Come tra me e te. - Sei proprio un ingegnere.
Romantico però.
< Ingegnere. Architetta.
Sì? Pronto?
Ah, sì. Sono in zona Baden Powell, per una vendita.
La comprano, la comprano.
(MARCO) Pronti per la montagna?
Andiamo. Aspetta.
Controllo il gas.
Precisetti, l'hai già controllato tre volte. Dai, andiamo.
Ma quanto ti posso amare io?
Beh, ti scorrazzo in giro per il mondo.
< Ehi, non riesco a dormire! - Lascia, faccio io.
(MARCO) No, ma perché scusami... Ma scusate, ancora state...
Ma quante macchine...
Oh, caffè, caffè, caffè. Time out.
- Ma quanto manca? - 7 calorie per arrivare a 400.
Sono due gin tonic.
VOCI DALLA TV
VIBRAZIONE DEL CELLULARE
Ehi, Sergio.
No, non mi disturbi. No, no, ma il lavoro è lavoro.
No, ma non stavo facendo niente di importante. Dai, dimmi.
Questo va qua?
Ehi?
- Buongiorno. - Buongiorno.
Grazie.
Marco, mi ami ancora?
Ma sì. Ma che domande fai?
Mi sono sporcato tutto.
Dico sul serio.
- Anna, sono le 9 di domenica mattina. - Dopo pranzo mi vuoi più bene?
Quando facciamo le uova o mettiamo l'aceto o la mandiamo due volte. Senti.
Perché non andiamo a vivere in un posto caldo? Potremmo trasferirci a Ibiza.
C'è il mare, c'è il sole e Tommy l'adora.
- Siamo sempre felici lì. - No, tu sei felice lì.
Comunque un conto è andarci in vacanza, un conto è passarci tutto l'anno.
Pensa a novembre che gioia.
Poi cosa faccio? Mi metto a fare le collanine?
Puoi fare l'ingegnere anche a Ibiza. Hai già lavorato in smart working.
Peccato che non parlo mezza parola straniera.
- Lo sai che non mi entrano in testa. - Un'ottima occasione per imparare.
Sì. "The pen is on the table". Tieni.
Non dico per sempre, per un po'. Finché Tommy non va alle superiori.
Potremmo affittare questo appartamento e mantenerci così. Lì la vita costa poco.
Anna, ma io sto bene qui. Cioè, noi stiamo bene qui.
Abbiamo la casa che abbiamo sempre voluto, due soldi da parte, un figlio stupendo.
Credimi, stiamo molto meglio di tanta gente che conosciamo.
E invece io ho la sensazione che ci stiamo perdendo le cose.
Che ci siamo fermati, che nella vita c'è tanto altro.
- Sono 3 anni che non facciamo un viaggio. - Ma chi ha viaggiato negli ultimi anni?
Poi Tommaso qui ha la sua vita, la scuola, lo sport, gli amici.
- Lo vuoi strappare dalle sue abitudini? - No, voglio strappare noi dalle nostre!
E poi non mi piace la donna che sono diventata.
Sono la moglie di Marco, sono la madre di Tommaso, ma io dove sono finita?
Dovresti riprendere a lavorare.
È uscito il bando per l'area giochi del parco del quartiere.
Ma perché non ci provi? Sei sempre stata bravissima.
Ormai ho perso la mano e comunque sono fuori dal giro.
E poi chi ci sta dietro a Tommy? Tu? Che non rientri neanche più a cena?
Marco, io non sono felice e neanche tu.
Ma chi è felice? La felicità è sopravvalutata.
- Ma io non voglio accontentarmi! - Ma io sì!
Va bene, scusa, comunque ci devo pensare.
Non è che adesso uno così su due piedi può prendere e partire.
Partire? Andiamo al villaggio dei Vichinghi?
- (in inglese) L'hai promesso. - Intanto in casa si parla italiano.
L'hai iscritto tu alla scuola internazionale.
Tu pensa a portare a casa la pagella più orrenda del mondo e poi ne riparliamo.
Adesso non è il momento di andare da nessuna parte.
Per te non sarà mai il momento.
Ci vuoi il cacao nel latte?
Secondo te l'amore finisce?
No. Siamo noi che finiamo.
Finiamo d'ascoltare, di prestare attenzione,
di guardare l'altro come se fosse la prima volta.
Com'è che tu hai sempre la risposta giusta, ma fai sempre la cosa sbagliata?
Minchia, sono avvocato.
- Ma volete divorziare? - Ma chi, io e Anna?
Ma... tu, a volte, dici delle robe... ma chi?
- Chiamami se hai bisogno. - No, ma non serve.
- Guarda ti do una mano. - Non serve.
PARLANO IN GIAPPONESE
Il presidente ringrazia, ma il budget non va bene.
Sono settimane che te lo dico.
Bene, la seduta è aggiornata. Signori.
Vieni nel mio ufficio.
A me fa piacere sapere come la pensi, ma quando te lo chiedo io, Marco.
Ti ricordo che, fino a prova contraria, tu qui lavori per me.
No, io non lavoro per te, lavoro con te
perché lo studio non è tuo, anche se sei il capoprogetto.
Peccato che sia io a decidere chi mandare via.
Sai che stiamo aprendo un nuovo studio ad Amsterdam.
E c'è bisogno di un capoprogetto là,
così la pianti di rompere le palle a questo capoprogetto qua.
Pensavo mi volessi mandare via.
Ma io ti voglio mandare via, Marco, ad Amsterdam.
- Quando sarebbe? - Da settembre.
Con le lingue sono negato, lo sai, no?
Ma devi progettare, Marco, non devi mica parlare.
I numeri sono uguali in tutto il mondo.
Poi magari è la volta buona che impari, no?
Non mi aspetto una risposta subito.
Immagino tu debba parlarne con Anna e Tommaso.
Oh, Tommaso, cazzo! Tommaso!
Vera, chiama Siri!
Ma che cazzo dico? Siri, chiama Vera!
Grazie Vera, che me l'hai recuperato.
Tranquillo. Lo sai, sei il mio genero preferito.
Perché sono l'unico.
Tommaso, giù da lì.
- Ma la nonna mi fa salire. - E io ti faccio scendere.
"Nonna" no! Io mi chiamo Vera.
- Ma lo fai salire sugli alberi? - Ci sono solo quelli.
Rimettiti le scarpe.
(VERA) Sugli alberi no, e le scarpe no.
La prudenza è la prima forma di sopravvivenza.
Se mio padre fosse stato meno spavaldo, avesse rispettato le regole,
si fosse messo le cinture...
adesso Tommaso avrebbe anche un nonno.
Comunque qui manca un'area per ragazzi.
- Dillo a tua figlia. - In che senso?
È una storia lunga.
Ohi, tutto bene?
Sì. Ti fermi a cena?
Ma sì, perché no? Non mi va di riaprire il negozio. Ferie.
Tommaso! Andiamo ora, su. Dai!
(TOMMASO) L'ultima partita, dai!
- Ciao, mamma! - Amore, hai fatto tardi!
Ciao, amore. Sì, non riuscivo a portarlo via.
- Mi aiuti con i cartellini? - Sì.
- E questa? - Piano, che è delicata.
- Gliel'hai presa tu? - Certo.
Dai, ragazze. Se passano coi droni e fanno delle foto si vede.
Che bacchettone sei! Questa è senza THC. Serve per dormire.
Ma c'è la camomilla. La vendono al supermercato,
non c'è bisogno di diventare una famiglia di narcos perché uno non riesce a dormire.
Senti, hai visto com'è contento con le mani nella terra?
(VERA) Bravo il mio giardiniere.
Ibiza sarebbe un posto perfetto per lui.
O per due fricchettone come voi.
VIBRAZIONE DEL CELLULARE
- (VERA) Chi vuole assaggiare un pomodoro? - Io!
- E lavarlo prima? - (insieme) E fagli fare gli anticorpi!
Adesso mi detesta per gli stessi motivi per cui prima le piacevo.
Sì, ma magari sei cambiato, in peggio.
- Magari siamo cambiati a vicenda. - Certo, è sempre colpa dell'altro.
Salve.
Cate, amore!
Ciao, amore.
Marco, sabato vieni alla festa del liceo?
Il nostro o quello della tua ragazza?
Scusa, ho fatto tardi, ma in negozio c'era uno che non se ne andava più via.
- Stai sempre a rimorchiare, te. - Il grigio va su tutto.
- Puzzone, è arrivata Vera. - Dov'è?
- Sarà andato fuori a fumarsi... - Una bella sigaretta.
No, secondo me è andato al bar a bersi un whisky.
Bravo e ora sarà già ubriaco.
- Ehh! - Eccolo!
Vieni qua. Allora, noi andiamo, resta tu a badare alla nonna.
Non la chiamare nonna, non è tanto vecchia.
Bravo! Grazie, nipote!
- I dinosauri sono più vecchi. - Ma come osi? In guardia!
- Amore, sei pronta? - Come sto?
Orrenda, come sempre. Senti, approfitto per buttare giù la spazzatura.
Vorrei intimidire quella tua ex molto figa che ancora ci spera.
Ma chi, Loredana? Ma figurati!
Ah, mi hanno offerto un trasferimento ad Amsterdam.
Stanno aprendo uno studio lì, stanno cercando un capoprogetto e...
Sergio ha pensato a me.
- E tu che gli hai risposto? - Che dovevo prima parlarne con te.
Amsterdam è una città bellissima.
E poi tu parli olandese.
Non mi volevi strappare dalle mie abitudini?
Ma Amsterdam è come Milano, faremmo la stessa vita.
Tu a lavoro e io a casa con Tommy, peggio, perché non ci sarebbe nemmeno Vera.
E Vera ce la portiamo, tra l'altro lì la cannabis è anche legale.
Ma io voglio andare al caldo, voglio andare in un posto bello.
- Voglio portare Tommy nella natura. - Ma Amsterdam è un posto bello,
è una città internazionale, vanno in giro in bicicletta, ci sono anche i canali.
E qui abbiamo i navigli.
Decidi sempre tu per tutti. Ma quand'è che tocca a me?
- Ad Amsterdam mi offrono una posizione. - Certo.
Quella è un'offerta che devi prendere in considerazione, il resto non conta.
- Anna. - Divertiti.
(MARCO) Ad essere onesti, tutti quei fumetti dei supereroi ero io...
- È verissimo, infatti... - Mai un ringraziamento a un concerto.
- Mi hai cambiato la vita. - Grande Max!
- Grandissimo! - Ciao.
- Stava al primo banco. - Non mi ricordo.
- Amore, almeno fai finta. - Posso dirti una cosa?
Io tra i due ho sempre preferito il biondo che balla.
Nicola! Grandissimo!
Ci sei cascato anche stavolta!
- Posso chiederti un selfie con Max? - Sì, certo.
- Amore, vuole un selfie con te. - Ok.
Alla fine le mogli servono solo a quello, e sono diventata bravissima.
- Anna ha risposto? - No, è arrabbiata.
Dietro a una donna arrabbiata c'è sempre un uomo che non sa che cazzo ha fatto.
Bevici su.
Due americani.
Ma poi non la capisco.
Dice che qui non è felice, che vuole cambiare aria, io...
le propongo Amsterdam e non va bene.
Poi, ultimamente, non è che facciamo neanche tanto l'amore come prima.
- Non che non mi venga duro, però... - Buon per te.
- Loredana! - Marco.
- Grazie. - A te.
Ma Nicola, scusa?
Ma come si fa a continuare ad amarsi?
Che ne so io. Non ho mai amato nessuno tranne te e non ho mai smesso.
- Ma sono finite. - Te ne prendo altre?
No, tanto è fame chimica.
Forse il problema non è l'amore, è il tempo.
È come in canoa: se uno rema troppo veloce e l'altro troppo piano,
le pagaie sbattono e la canoa si ferma.
Ah!
Ecco perché io preferisco pagaiare da sola.
Mi sa che sto diventando come te.
- (TOMMASO) Chi viene a giocare coi Lego? - La mamma!
Io vado a farmi una birra e un panino, ho proprio fame.
Amore, però 10 minuti perché è tardi, eh?
(in inglese) Che succede?
- Niente amore, sono un po' arrabbiata. - Perché?
Perché non mi si incastrano più i pezzi.
E Marquez ti piace ancora?
- Il pilota di moto GP? - Scemo.
Sai che non trovo più il tempo per leggere?
Beh, peccato perché tu mi consigliavi dei libri bellissimi.
E i tuoi bambini come stanno?
Bambini? Guarda che sono diventati dei ragazzi.
- E tuo marito come sta? - Ex marito.
Benissimo.
- E la tua bellissima moglie? - A casa, con Tommaso.
Anche i miei figli sono col padre.
Serata libera.
UNA PORTA SI APRE
Ti devo parlare. Ho pensato ad Amsterdam...
e credo che tu dovresti andare.
No, ma io non vado senza di voi.
Forse, a questo punto, sarebbe la cosa migliore.
- Ma in che senso, scusa? - Siamo stanchi, Marco.
- No, ma io non sono stanco. - Ma io sì.
- Va bene, ci lavoriamo, ok? - Ma lavorare su cosa?
Il matrimonio non è un ponte che fai i calcoli bene e quello sta su.
Non c'è una formula. E se uno non è felice deve avere il coraggio di cambiare.
Anna, mi stai lasciando?
Lo stai facendo anche tu, è che non te ne rendi conto.
Io? Ma se non t'ho neanche mai tradita. Guarda che potevo farlo.
Ma cosa c'entra? Le cose finiscono per un sacco di motivi.
No, le cose non finiscono, siamo noi a finire.
Eh?
Anna, c'è gente che sta insieme per gli stessi motivi per cui tu mi vuoi lasciare.
Ma che cazzo vuoi dalla vita? Cosa ti manca? Perché non sei mai contenta?
Bene, è il momento di prenderci una pausa.
"Prenderci una pausa" a casa mia significa "è finita".
Anche a casa mia, ma possiamo farlo bene io e te, senza tutte queste tragedie.
Ma che cazzo dici? Ma poi così dal nulla!
Ma per te è dal nulla. Ma io è un pezzo che ti dico che non stiamo più bene.
È che tu non m'ascolti. Ascolti solo te stesso.
Senti, e il viaggio? Sono mesi che parliamo di Vichinghi a Tommaso.
- Ma che senso ha partire così? - Era una promessa, non voglio deluderlo.
- Noi con Tommaso dobbiamo essere sinceri. - No, noi dobbiamo renderlo felice.
Non dicevi che la felicità è sopravvalutata?
- Sei proprio una bambina. - E tu un vecchio.
Papi! Mami! Pagella orrenda!
Amore.
PARLANO IN INGLESE
Ho capito solo "Norway".
Ha detto che sono stato bravo, quindi andiamo dai Vichinghi!
- Quindi si parte? - (sottovoce) Così non vale.
Una promessa è una promessa.
Me la riprendo, Nicola, me la riprendo.
- (NICOLA) Ma come fai a dirlo? - Ma perché la conosco.
Anna, quando viaggia, è felice.
Non ho nessuna voglia di andare, è che l'abbiamo promesso a Tommy
e non vogliamo deluderlo.
- (VERA) O gli vuoi dare una possibilità? - No.
No, assolutamente no, anzi avrei dovuto farlo prima.
(VERA) Ah, prima! E quando? Quando andava tutto bene? Non c'erano problemi...
Vera, devo andare, è tardi. Ciao.
- (NICOLA) Ok, minchione, dammi notizie. - Ok, ciao.
Potevi portarti direttamente l'armadio.
Sono pur sempre l'ingegner Precisetti.
Ecco, io voglio portare questi.
- Nient'altro? - Ah, brava.
Perché la roba da mangiare? Guarda che la vendono anche in Norvegia.
Ma non le cose che piacciono a te e a Tommaso.
Poi là costa tutto tantissimo, sono fuori di testa.
Sembriamo Totò e Peppino.
Voglio solo che per lui sia un'esperienza indimenticabile.
E poi, magari, potremmo... non so, usare il viaggio per riparlare.
Di cosa?
Te l'ho già detto, dobbiamo solo capire come spiegare a Tommaso
quello che succederà quando torneremo a Milano.
Non c'è un bancomat? Dovremmo prelevare delle corone.
Ormai, ovunque, si usano solo le carte.
Ma sì, dai, hai ragione.
PARLA IN INGLESE
- Non hanno il van che hai prenotato. - Come non hanno...
- No. - Ma no, è inaccettabile. Come si dice?
PARLANO IN INGLESE
- Non gesticolare, non si usa qui. - Ho capito ma ho prenotato...
Ascolta quello che dice, almeno lei.
PARLA IN INGLESE
- (MARCO) Cosa? - Ci fanno un upgrade.
Ottimo.
PARLA IN INGLESE
- Eh? - Ci sono tante regole.
PARLA IN INGLESE
(TOMMASO TRADUCE) Se vai veloce, ti arrestano.
PARLA IN INGLESE
- (TOMMASO) I pedoni... - Ho capito, ho capito.
< È bellissimo!
PARLA IN INGLESE
(a voce alta) Bisogna pagare le strade?
Marco è norvegese, non sorda.
- Che figo! - (ANNA) Vero?
PARLA IN INGLESE
Papi, andiamo al villaggio dei vichinghi?
Amore, guarda l'itinerario che t'ha preparato papà.
Ci andiamo quando torniamo da Capo Nord.
Adesso facciamo un bel giro a Oslo e vedrai che ti piacerà.
- Perché l'ombrello? - Qui il tempo cambia ogni 5 minuti.
- Che figo. - Vero?
Quella è l'Opera e quello è il museo di Munch.
Sono stati progettati da architetti famosi in tutto il mondo, sai?
Lì ci sono tre versioni del famoso urlo. Sai quel quadro così?
Cosa?
Ecco perché "Totò e Peppino".
- Dammi. - (ANNA) Amore, dai, andiamo.
Piano!
Che pace, non c'è un'anima.
Calcola che sono 5 milioni di abitanti in un Paese più grande dell'Italia.
VIBRAZIONE DEL CELLULARE
No, niente. Sai... tipo i giga?
Mi volevano dare i giga gratis per il roaming.
- (TOMMASO) Andiamo al villaggio vichingo? - Non ancora.
- Andiamo sul lago qui vicino a Oslo. - (ANNA) Perché andare al campeggio?
- In Norvegia c'è la sosta libera. - Ma perché il posto merita, fidati.
Stanno a mezze maniche quelli.
Salve.
Vai, dai, dai.
(MARCO) Mi sa che è di qua. Vai.
Andiamo a fare un giro?
Non ne valeva la pena?
Non cadere nel fiordo.
PARLA IN LINGUA STRANIERA
Incredibile, eh? C'è entrato tutto quello che abbiamo portato.
Non abbiamo portato le mascherine per dormire. C'è ancora luce.
Le compreremo, dai. Poi figurati se non dormiamo dopo una giornata così.
Ah, vi siete sistemati.
VIBRAZIONE DEL CELLULARE
PARLA IN NORVEGESE
- Cosa ha detto? - Ah, italiani, anche io.
- Ma dai! E come mai sei finita qui? - Per amore.
Poi l'amore è finito, ma qui si sta meglio che a Viterbo.
Allora, colazione norvegese?
Questo è brunost, formaggio marrone. Io mi prendo un uovo.
- Keviar. - Cos'è?
Interiora di merluzzo affumicate.
- Puzza. - Come te.
Se sei un vero vichingo lo devi assaggiare, ti verrà l'alito di un alce.
Ha ragione, vai.
Oddio, mamma mia!
(ANNA) Basta, va bene.
(TOMMASO) Prossima tappa dove andiamo?
(MARCO) Andiamo verso sud, a Kristiansand. Vedrai, ti piacerà.
- È una casa sull'albero. - Praticamente sì.
(ANNA) Perché in Italia non sappiamo fare queste cose?
No, tu le sapresti fare.
- (TOMMASO) Ma dormiamo qui? - (MARCO) Eh, sì.
- Ciao! - (in inglese) Marco da Milan?
Sì.
- Pablo. - Conchita.
PARLANO IN SPAGNOLO
Tommy, guarda!
- Julieta. - Presentati.
Tommy.
- (in spagnolo) Ti piacciono i cuccioli? - (ANNA) Sì che ci piacciono.
Ma sono stupendi.
- (in spagnolo) Sono di Astrid. - (ANNA) Belli, eh?
(in spagnolo) Astrid, lavora con noi.
- (in inglese) Piacere. - Ciao.
(in spagnolo) Il bed and breakfast è tutto con pannelli solari a impatto zero.
PARLANO IN INGLESE
- (in spagnolo) Le servono le maschere? - Sì, sì.
- (in inglese) Le chiavi. - Grazie.
Possiamo tenerlo?
Prima dovremmo chiederlo alla padrona e comunque portarli via è un casino,
servono le vaccinazioni, i documenti, i cuccioli vanno svezzati.
È un essere vivente, non è un giocattolo. Comunque perde anche un sacco di peli.
Nemmeno per stasera?
Ti prego!
Ma non è peggio se ti affezioni e poi lo devi lasciare?
Dai, papà ha ragione, rimettilo nella cuccia.
(in spagnolo) Prendo il bagaglio,eh?
(in spagnolo) Siamo di Madrid che è una città un po' difficile.
(in spagnolo) Conchita aveva bisogno di cambiare vita.
(in spagnolo) E questo posto è perfetto! È pieno di natura.
(in spagnolo) Qui Julieta è felice.
(in spagnolo) E se Julieta è felice e Conchita es feliz... anche io.
- E non vi manca la vita di prima? - (in spagnolo) La Spagna, Madrid?
(in spagnolo) No, no, abbiamo solo una vita.
Io lavoravo tutto il giorno, lontano da Conchita, da Julieta, no!
Ora? Molto meglio!
- C'è il prato sul tetto! - (in spagnolo) Sì, è tipico.
- È un paradiso qua. - (in spagnolo) Il paradiso.
Cosa?
Pensavo che forse... che forse Ibiza era la scelta giusta da fare.
Io dormo qui da solo, tu vai a dormire con papà.
Ok, ok.
- Io vado a pagare. - Io ho finito.
Vuoi venire a salutare i cuccioli? Andiamo, dai.
- Ci vediamo al camper. - Ok.
(in inglese) - Ciao. - Ciao, le chiavi.
(in inglese) Mi piacerebbe vedere l'Italia un giorno.
(in inglese) Posso chiamarvi, se vengo?
Eh... sì.
(in spagnolo) E tu... sempre, qui? Sempre?
(in spagnolo) No, lavoro qui durante la stagione. Sono una studente.
Ah, studente.
- (in inglese) E... in cosa? - (in inglese) Biologia.
(in inglese) E tu?
- Io... ingegnere. - (in inglese) Ingegnere Bello!
(in inglese) Questo è il mio numero del telefono.
Vado a prendere... i bagagli.
VOCI CONCITATE IN SPAGNOLO
- Anna, vieni. - Che c'è?
VOCI CONCITATE IN SPAGNOLO
- (ANNA) Dovremmo chiamare qualcuno? - No, se la cavano da soli.
Perché mi hai portato qui, allora?
Perché forse, Anna...
il paradiso visto da fuori non è lo stesso visto da dentro.
Dai, Tommaso, dai.
- Anna! - Sì, Tommy.
- Forse dovevamo prenderlo. - Sì, e poi chi ti reggeva, Precisetti?
Che hai?
Stavo pensando al paradiso.
Alla bellezza della natura.
E al fatto che forse a Ibiza l'inverno è molto lungo.
Forse non è dove vai, ma... è come stai.
Dai, tristone, un po' d'allegria. Cantatina? Dai!
- Dai, cantatina. - Vai.
Questo qua era quello al liceo con me. Te lo ricordi?
- Sì, papà me lo hai detto mille volte. - Grande Max.
(cantando) Ma perché sei andata via? Mi son persa nella notte.
(cantando) Perché non hai detto che non eri mia? Non lo so.
(cantando) La voce che risponde ai miei perché, uoh uoh uoh!
(cantando) Lancio qualche peso al cantinero che non parla mai!
(cantando) Accanto a me c'è un gringo,
uno straniero. Mi chiede "Man, dove vai?".
(cantando) Uoh uoh uoh! Nord, sud ovest est,
(cantando) E forse quel che cerco neanche c'è.
Vai a cagare!
I ciclisti hanno la precedenza, papi!
Vai al tuo posto e metti le cinture, tu.
VERSI DI SFORZO
- Io vado a scaricare. - Cos'è quella valigia?
- Sono le acque nere. - È cacca.
La cacca va in valigia.
- Allacciati il caschetto, spiritoso. - Senti, ma...
quello non è il ciclista che hai mandato a cagare stamattina?
(in inglese) Ehi! Non sei quello che ha cercato di uccidermi stamattina?
- Ehi, no in inglese, eh? - (in francese) Martin, incantato.
- Marco. - Anna.
(in francese) - Come va? - Parli il francese?
(in francese) - L'ho imparato a scuola. - Ah! Siete italiani.
- (in francese) Come l'hai capito? - Vai a cagare!
(in inglese) - Sì, scusa, italiano. - Scusa.
(in francese) - Io vivo in Belgio. - Non lo conosco.
Dovresti andarci. Stasera faccio un barbecue, volete venire?
- Barbecue, no! - Ma sì!
(in francese) - Ci vediamo più tardi! - A tra poco!
- Ciao. - Ciao.
Ma perché dobbiamo fare il barbecue con Thor?
- Thor? - Aveva anche il martello, non hai visto?
No, il martello non l'avevo notato.
Avevo preparato le verdure.
(in francese) Immagino che questi siano per te. Tu italiana o cosa?
(in francese) - Come? - Non viaggi molto.
(in francese) Sì, è vero.
Hot dog!
- Voilà. - Grazie.
PARLANO IN FRANCESE
Martin dice se domani andiamo tutti insieme in bici al lago.
Sì, andiamo!
In bici? Perché no?
Non ti far venire un infarto, eh?
(in francese) La tua bicicletta elettrica è molto buona.
(in francese) Non è elettrica... sono io.
(in francese) Andiamo? Forza, partiamo.
PARLA IN FRANCESE
Martin conosce un posto speciale.
(IMITA ANNA) Martin conosce un posto speciale.
Tommy, hai visto che meraviglia?
Scusa.
Scusate, non vogliamo mangiare qualcosa?
PARLANO IN FRANCESE
Dice se facciamo un bagno.
Ma come un bagno? Ma siete matti?
(Anna traduce) Ci possiamo buttare da là.
Dai. Dai, Tommy!
- Dai, poi mangiamo. - (in francese) Vieni con noi?
No? Ok.
Ma è nudo!
In Norvegia si usa così.
Dai Tommy, venite a buttarvi. È bellissimo!
- Vuoi andare? - No, è troppo alto.
Sicuro? No, stiamo bene così, grazie!
Ok!
Ciao!
Quindi è così che mi sentirò d'ora in avanti?
Che vuoi dire?
Quando ti... quando ti vedrò con un altro uomo.
- Ho visto come ti guardava. - Ma smettila.
E come lo guardavi tu.
- Ma mi ci vedi a me con uno così? - Eh, purtroppo sì.
Pensi che per me sarà più facile?
No, penso che io non ho voluto tutto questo.
Mi spiace che non sono riuscito a renderti felice.
GEMITI
Sto male.
TOSSISCE
Che ti senti?
38 e mezzo. Fortuna non ci siamo buttati sennò ora stavamo in tre in infermeria.
Non è tenendolo sotto una campana di vetro che gli insegnerai a stare al mondo.
No, guarda che era lui che non voleva buttarsi.
No, che non voleva deluderti. È diverso.
Vabbè, meglio. Così non fa cazzate, lo sai come ho perso mio padre.
Sì, mi dispiace, ma non può essere la giustificazione per ogni cosa.
Gli hai trasmesso un sacco di paure, ma lascialo vivere.
Ho freddissimo.
Guarda com'è utile Precisetti che si è portato tutto l'armadio.
- Dammi che ti do dell'altro tè. - Grazie.
COLPI DI TOSSE
Cos'ha la mamma?
Ha quello che hanno tutte le persone che fanno il bagno in un lago ghiacciato.
Ma lui sta bene.
Le persone normali, non Thor.
Non riesco a scaldarmi!
- Hi! - Hello!
Ah... pollo, pollo?
E... zuppa?
- (in inglese) Caffè? - No, no caffè.
(in inglese) Cucina? No.
(in inglese) Che vuole dirmi?
No, non ha capito.
IMITA IL VERSO DEL POLLO
No. IMITA IL VERSO DEL GALLO
Sì!
Attenta che scotta.
Brodo di pollo vichingo.
(in francese) Buonasera.
(in francese) Buon appetito. Sono venuto a salutare.
- (in francese) Io... vado. - Ah, vai?
(in francese) - Sì. - Buon viaggio.
(in inglese) - Grazie. Ciao. - Ciao.
(in francese) Posso salutare Anna?
No, Anna dorme... febbre.
(in francese) Allora salutatela per me.
Ciao.
< Ciao. < Ciao.
Comunque Thor è proprio figo.
- Perché, se uno ha i muscoli è figo? - Sì.
- Ma vogliamo sentire la nonna? - Sì, dai.
- Ciao! - Ehi!
- Come va? Bene? - Bene, la febbre sta passando.
Cosa mangiamo stasera?
- Stai meglio? - Sì.
- Tommaso? - Ha fatto amicizia.
Questo è Roan con le sue due mamme.
(in inglese) - Salve! - Salve!
(in inglese) Abigail, lei è mia moglie Sophie.
- Marco. - Anna.
(in inglese) Ci chiedevamo se i ragazzi possono giocare insieme.
- Non preoccupatevi, baderemo noi a lui. - Sì.
Sì, certo. Grazie.
- Gli danno un'occhiata loro. - (in inglese) A dopo.
Speriamo non facciano niente di pericoloso.
Secondo me la pistola è vera.
MUSICA DI CHITARRA
(cantando) Mi sembra strano davvero, da un po' di tempo è così,
succede sempre ogni volta che sei qui.
(cantando) E fai che m'innamoro davvero,
per troppi giorni da quanti?
(cantando) Quasi una vita a cercarti e adesso
ti ho qui davanti e vedrai,
vedrai che di tempo ne avrò ne avrai,
d'amore quanto vorrai,
perché non basta mai.
APPLAUSO
Grazie.
(in inglese) - Posso avere una birra? - È gratis.
(in inglese) Ok, grazie.
Noi camping da Italia.
- Ciao. - (in inglese) Ci vediamo.
Ah, grazie.
Regalino.
Guarda che in Norvegia è legale.
CANTA IN INGLESE
Eri più orrenda del solito con quel bambino in braccio.
Ti ricordi quando Tommy era così piccolo?
Ma potremmo farne un altro?
Ma che sei matto? Ricominciare da capo.
No, dico davvero. Non c'abbiamo mai pensato,
magari è la cosa giusta da fare
e poi facciamo ancora in tempo, eh?
Che ho detto, Anna?
Certe decisioni le prendi quando sei felice.
Chi ti ha detto che non lo saremo?
Anna, ma che c'è?
Sono rimasta incinta,
più o meno 3 anni fa.
Perché non me l'hai detto?
Perché tu saresti stato entusiasta e invece io non sapevo...
comunque l'ho perso subito, prima di prendere una decisione.
- Perché avresti deciso per tutti e due? - No.
Ma quando è successo ho pensato che la vita avesse deciso per me.
E perché dirtelo e stare male in due?
- Forse perché eravamo in due? - No, non eravamo in due.
- Quando è nato Tommy tu non c'eri. - Anna, io ero a lavorare.
Non ce l'ho con te, sto solo cercando di spiegarti come mi sentivo.
Sola, con un bambino appena nato
e non c'è nessuno che ti dice quanto può essere difficile.
A me non sembravi dispiaciuta, mi sembravi a tuo agio.
Forse volevo che tu lo pensassi.
(NAVIGATORE) Tra 300 metri svoltare a destra.
Ma svoltare dove che siamo su un ponte?
Ma perché non spegni quel coso e non ti godi un po' il viaggio?
Già finita la magia?
No, non è finita la magia, ma il traghetto per le Lofoten parte alle 12:00.
Se sbagliamo strada lo perdiamo.
C'è una sola strada per Bergen, dove vuoi che andiamo?
- Maniaco del controllo. - Ok, ok, ok, ok.
Guarda qua. Com'era la frase? "C'è solo una strada per Bergen".
Adesso ci siamo persi per fare i fricchettoni senza il navigatore.
La benzina ce l'abbiamo, torneremo indietro.
- Che dice adesso il tuo navigatore? - Che non prende.
Ah!
- Cazzo. - Che succede?
Non muovetevi.
Abbiamo bucato.
- Mi dispiace. - Eh, mi dispiace.
- Vabbè, adesso risolvo, dai. - Ti do una mano.
No, lascia stare che non sono cose da donne, queste.
Andiamo in Svezia per ritirare il Nobel per i diritti umani?
Siamo in mezzo al niente, ci potrebbero essere degli animali.
- Tipo che animali? - Orsi.
Sì, stanno proprio ad aspettare noi.
Se ti trovi davanti a un orso, mantieni la calma e parlaci.
Comunque voi state lì.
- Per un soffio. - Se non ci fossimo persi saremmo lì.
Adesso il prossimo è stasera, bisogna vedere se c'è posto,
- rifare la prenotazione, i biglietti. - Andremmo a fare un giro per Bergen.
La passeggiata per Bergen era prevista al ritorno.
A volte le cose vanno diversamente da come le hai programmate e non succede niente.
Tipo che ti vuoi separare?
Se avevo qualche dubbio me l'hai appena tolto.
Perché non andiamo al villaggio dei vichinghi?
Tommaso, basta! Non ti ci mettere anche tu!
PARLA IN INGLESE - E parla italiano!
Ma davvero hai voglia di litigare? Perché io zero. Andiamo amore?
- Dove andate adesso? - A fare un giro per Bergen.
- Perché papà è arrabbiato? - Non ce l'ha con te, ce l'ha con la vita.
(ANNA) Hai visto che buffi, come sono storti questi palazzi?
- Come fanno a stare in piedi? - Sono simili alla torre di Pisa.
(ANNA) Questa è la parte più antica della città.
(TOMMASO) È incredibile come sta ancora in piedi.
Eh, sì.
Guarda là. Vuoi farti una foto sotto l'alce?
(ANNA) Guardiamo le foto?
Somigli un po' all'alce.
- Vi faccio una foto? - No, grazie. Già fatta.
- Andiamo. - (TOMMASO) Io ho fame.
Sembra vera, eh?
Hai visto? È quella dei vichinghi.
- Com'è il tuo? - Buono, buono.
- Hanno delle cose buonissime qua, eh? - È vero.
Buonissima.
(ANNA) Noi andiamo all'imbarco!
CANTA "CASTA DIVA"
(in norvegese) Grazie.
- (in inglese) Bella prestazione. - Buonasera.
- Siete italiani? - Parliamo italiano per lavoro.
Sono Hassan, direttore d'orchestra libanese e lei Iseline.
Volete brindare a nostro divorzio?
(MARCO) Non ho capito chi divorzia da chi.
Amal è mia futura ex moglie, Amina è mia figlia.
- Sfortunatamente non parlano italiano. - E Iseline?
- Sua fidanzata. - Ah, e siete qua tutti insieme?
- Fantastico. - Matrimonio finisce, affetto resta.
Amal e Amina vivono in Dubai.
Sono venute qui per celebrare insieme nuovo inizio, per tutti.
Quindi non c'è bisogno di farsi la guerra? Proprio come dicevi te.
Pensa com'eri avanti, eh?
(HASSAN) Siamo come fratelli e sorelle. Brindiamo al divorzio.
Libiamo!
- Mami, posso andare in cabina? - Sì, amore vai.
Vai, vai.
- E come vi siete conosciuti? - Al Maggio Fiorentino.
È stato un colpo di fulmine, mentre cantava.
Anche il mio, mentre ballava con un altro.
E poi le cose cambiano.
E così l'ho seguita nella sua bella Norvegia.
Lei ha donato sua gioventù, io mia esperienza. Uno scambio equo.
Oppure hai trovato la donna giusta.
Scusate, io sono un po' stanca, raggiungo Tommaso. Buonanotte.
Nessuna donna è giusta... se sei sbagliato.
- Il nostro compito è imparare ad amare. - Sì, grazie.
E tu sai fare maestro.
PARLA IN LINGUA STRANIERA
Anna, Anna!
Sei un pazzo ubriaco. Come puoi dire certe cose davanti a Tommaso?
Sei tu che vuoi divorziare!
Certo, la decisione è mia. Sono una pazza irresponsabile, tu non c'entri!
No, io non è che non c'entro. Io non voglio! Ma tu tanto hai già deciso.
Dai, allora vai, vai, via. Butta via tutto alla prima difficoltà.
- Sì, perché tu non vuoi cambiare. - Ma perché tu sei cambiata?
Ti sembro la stessa ragazza che ballava scalza alle feste?
- Purtroppo no. - Chiediti perché.
Dai, Anna.
Grazie.
Ti vuoi separare?
Non lo so.
Non so più niente.
- C'è un'altra donna? - No.
Ma ha ragione lei, non siamo più felici.
Ricorda fratello:
sempre meglio divorzio felice che matrimonio triste.
- Buona fortuna. - Grazie.
VIBRAZIONE DEL CELLULARE
Tommy?
Tommy!
Ehi, ciao. Ti disturbo?
Alle Lofoten non so se prende. Scrivimi. Ok?
- Marco, Tommy non è in camera. - Come?
- Non so dove sia. - Ma come non...
- Tommy! - Tommy!
Tommaso!
Tommaso!
- Tommy! - Tommaso!
- Tommaso! - Tommy!
Tommaso! Ma perché ti sei nascosto? Vieni fuori.
Ma non si fa così, non va bene!
- Anna è qui! L'ho trovato! - Stavo scherzando.
Ma non si scherza sulle navi. Ma potevi cadere giù e se qualcuno ti prendeva?
- Dai, su, filare! - Scusa.
Tommy.
- Ma non si fa così. - Scusa, mamma.
Vi volete divorziare?
Comunque da te non divorzieremo mai.
Dai, andiamo.
- Sono morto di paura. - Lo so, anche io.
MUSICA DA BALLO
Chiamiamo la nonna?
Te lo giuro, Vera! Ho visto le balene! Credimi!
- E somigliavano a me? - Ma, no!
- Loro sono più belle. - Ma come ti permetti?
- Sei proprio il peggior nipote che ho. - Ma se sono l'unico!
No, basta. Sono troppo offesa, ti lascio.
No, ti lascio io.
E prendetevi una pausa di riflessione almeno prima, no?
Dai ragazzi, vi saluto. Io vo' a ballare.
- Ma come a ballare? - A ballare, a ballare. E allora?
- Ciao Vera. - (sottovoce) A te come ti vanno le cose?
Per quello che può servire, io ci sono.
Ciao.
Allora, i panini sono pronti. Tommaso è pronto. Tu sei pronta?
- Per cosa? - Il sole a mezzanotte!
(TOMMASO) Ma il sole non si vede!
Le cose non vanno sempre come le abbiamo programmate. Però è bello, vero?
Anna!
Anna!
Tommy!
(in inglese) - Va tutto bene? - Sì.
PARLANO IN NORVEGESE
Ma come volate a Bergen?
(OPERATRICE) Il telefono della persona chiamata non è raggiungibile.
Amore, io e papà...
Vi siete presi una pausa di riflessione.
E poi anch'io voglio vedere il villaggio vichingo.
Richiamami Anna, richiamami!
(LOREDANA) Oggi si chiama "ghosting", ma ai tempi nostri si chiamava uno stronzo
che non ti risponde e se ricordo, me l'hai già fatto quando mi hai lasciato per Anna.
(MARCO) Cazzo!
PARLANO IN NORVEGESE
Ascolti, scusi, ma io devo andare...
(in inglese) - Documenti? - Sì.
Sì, però devo andare perché all'aeroporto... aeroporto?
Ok? Questa è la patente, ok. Mia moglie...
PARLA IN NORVEGESE
- Italiano, non... - (in inglese) Parla inglese?
No inglese, no inglese.
(in inglese) Non si usa il cellulare quando si guida.
- Ok, ok, ok. - (in inglese) Devi pagare una multa.
Ok. Pago, pago! Però adesso devo andare perché...
Mia moglie, bambino, aereo...
- (in inglese) Non capisci l'italiano. - Se tu mi fermi parte l'aereo.
(in inglese) Non accettiamo carte. Quindi dobbiamo prendere il tuo indirizzo.
Però io adesso devo andare. Guarda, la targa è lì, questo è il nome..
- Mi mandi la multa a casa. - (in inglese) Si calmi.
No, "calmare" un cazzo. Parte mia moglie!
Mi mandi la multa a casa. Mi mandi la multa a casa.
- Ascoltami... - (in inglese) Ti portiamo alla Centrale.
- C'è mia moglie che parte! - (in inglese) Si calmi.
Cazzo! Ma mica ho fatto del male a qualcuno. Ho guidato col telefono!
- (in inglese) Si calmi. - E il camper?
Cazzo!
(in inglese) Possiamo prendere la sua roba?
POLIZIA
(in inglese) - Salve! - Salve!
VOCI NON UDIBILI
Tommy!
- Tommy! - Buh!
Non ti devi nascondere!
VOCI NON UDIBILI
(in inglese) Tiri fino alla spalla e lasci andare la freccia.
VOCI NON UDIBILI
Sei un vero vichingo.
- Ci facciamo una foto? - Sì.
(in inglese) Scusi, ci può fare una foto?
(in inglese) - Prego. - Grazie.
No, grazie amore.
Non è che adesso mi cucini tu?
Vorrà dire che ti toccherà imparare.
(SEGRETERIA) "Ciao Marco, volevamo dirti che va tutto bene e rientriamo a Milano."
Ciao Anna, volevo sapere come stavate e dirvi anche delle cose,
tipo che ho praticamente passato la notte in galera,
anche se sembrava più un b&b di Cologno Monzese.
Adesso sto facendo una sosta libera in un bosco, come piace a te.
No, questa no, dai.
Sosta libera, sosta libera.
Natura. All'aria aperta!
VERSO DI UN ANIMALE
Oh, cazzo.
Mi sa che ho parcheggiato a casa tua.
Mi chiamo Marco, sono...
un ingegnere di Milano...
ho una moglie e un figlio.
La moglie forse me la sono giocata, però.
E le ho sempre dato tutto. Non l'ho mai tradita...
ma se n'è andata.
Ma che cazzo vuole dalla vita, mi dirai.
No, no, no, no. Lo so che ho le mie responsabilità.
Sono ossessivo, sono rigido...
e l'ho data per scontata, ma...
io l'amo ancora.
MARCO RIDE
Ma che cazzo, sto parlando con un orso.
VERSO - No, no, voglio restare vivo.
No, no, questa la devo raccontare a Tommaso e Anna, ti prego.
No, magari questa no, ma tutto il resto sì.
E se mi lasci andare...
ti prometto che ti faccio fare un figurone.
RIDE
Ma no, Nicola, un orso vero, come quelli dei documentari. Grosso.
- (NICOLA) Cazzo, e tu che hai fatto? - Gli ho parlato.
Gli hai parlato? Ma chi sei? L'uomo che sussurrava agli orsi?
È una cosa che m'ha insegnato Tommaso. Però ha funzionato.
Ma non avevi qualcosa a portata di mano per difenderti?
A portata di mano sì, ma per difendermi non andava bene.
Scusa, e Anna e Tommaso dov'erano?
Se ne sono andati.
Anna mi ha lasciato.
- (NICOLA) Come t'ha lasciato? - Definitivamente, credo.
Ma se avevi detto che... ma che cazzo è successo?
(MARCO) No va beh, una storia lunga ma te la faccio breve.
- Colpa mia. - (NICOLA) Questo lo davo per scontato.
Ma, adesso, dopo aver addomesticato un orso, che pensi di fare?
Farò quello che capita, sono pronto a tutto.
Pronto a tutto? Marco, sei sicuro di stare bene?
Ma sì. Sai quando nella vita hai paura che ti succeda qualcosa
e poi quando ti succede non si sta poi così male?
(NICOLA) Quando fai il filosofo non ti sopporto.
Ti devo lasciare che sto aspettando una persona.
- La tua ragazza che esce da scuola? - Cretino.
Guarda che pure io mi sono lasciato con Caterina perché era un momento...
ero intossicato di cialis. Però adesso mi si è aperta un'altra situazione.
Dai poi ti racconto. Sento che è quella giusta.
- In bocca al lupo allora. - In bocca all'orso. Minchione.
- Ehi. - Ciao.
Sei sempre bellissima. Come stai?
- Tutto bene, grazie. Tu? - Alla grandissima.
Senti, ma eri al telefono con Marco?
MUSICA DA BALLO
Allora, la mano destra muovendo il polso è quella che fa ruotare la pagaia,
la sinistra rimane morbida e la pagaia...
- Ci vediamo martedì. - Mamma mi sono divertito tantissimo.
- Bene, quindi lo rifacciamo? - Sì.
AVVISO DEL CELLULARE - Non sei neanche caduto.
Avevi tanta paura.
SONO A MILANO, DOVE MI PORTI A BERE UNA COSA?
Anna! Mi sono buttato!
(in francese) Mi alleno per Iron Man dalla Serbia alla fine del mese.
Tre chilometri di nuoto, 180 chilometri di bicicletta e una maratona.
Domani sono a riposo quindi non mangio.
Preferisco un po' di insalata.
(in francese) Sono contento che tu sia venuta da sola.
(in francese) - Un bicchiere di vino? - Sì, champagne?
Perfetto.
(in spagnolo) Questo era il mio sogno, non di Pablo.
Ti ricordi di Julieta, la nostra figlia piccola?
- Sì. - (in spagnolo) Le manca suo padre.
- (in inglese) A Julieta manca il padre. - Ah, ok.
(in spagnolo) Pablo non era una cattiva persona, era infelice.
E voi adesso state bene?
(in spagnolo) Sì, stiamo meglio così.
Un mio amico dice: "Meglio un divorzio felice di un matrimonio triste".
- Capisci? - (in spagnolo) Lo stesso in spagnolo.
(in spagnolo) E tu perché sei tornato qui?
- Perché sono tornato qui? - Conchita?
(in inglese) Sei tu! Sei tornato!
- Ciao. - Ciao.
Mi scusi, è un po' che la guardo.
- Lei non è quello del bacio da 70 euro? - Scusi?
Una decina d'anni fa ho portato a bordo una coppia che s'è baciata tutta la notte
mentre il tassametro andava. 70 euro alla fine.
- Sì, eravamo noi. - No, pazzesco. Ma siete ancora insieme?
Credo di no.
UNA PORTA SI APRE
Grazie, papi! Lo volevo tantissimo!
- Ciao, puzzone. - Grazie.
- Come lo chiamiamo? - Thor.
- Ciao. - Ciao.
- Non sai che delirio portarlo in Italia. - Immagino. Bello però.
Come è andato il resto del viaggio?
Noioso.
- Papi, Thor ha fatto pipì. - Prendi uno straccio in cucina e asciuga.
- Dopo ci passiamo l'amuchina. - Bentornato Precisetti.
Beh, mica potevo lasciarlo in Norvegia.
E tu, pulcione?
Guarda che zampe che hai.
Questo ci diventa un gigante. Ma sarai buono o mi farai diventare pazza?
Non ti lascio da sola con Thor.
Mi sembrava un buon momento per regalare un cucciolo a Tommaso.
Ho anche pensato di affittare un appartamento in zona,
così quando hai bisogno di me...
- E Amsterdam? - No, niente Amsterdam.
Ho parlato con Sergio e mi sono preso dei mesi per stare con Tommaso finché...
non ci organizziamo.
Hai ragione tu.
Qualsiasi cosa sia la... la possiamo fare bene, insieme.
Grazie.
Quindi, se senti che affittano da queste parti...
Papi, hai visto il plastico del nostro viaggio?
No. Oh, wow. Ma l'hai fatto tu?
Con la mamma.
Infatti eccoti qua, tu e la mamma... solo voi.
C'è tutto. Questo è Bergen,
il veliero, la balena, il nostro camper.
- Questo che cos'è? - Il villaggio dei vichinghi.
- Bravo, bellissimo. - Grazie.
Vieni Thor, andiamo a vedere la nostra stanza.
E questo?
È un'idea per i giardini.
Un'area giochi a tema vichinghi.
Il castello del re vichingo...
il ponte con la nave...
e poi mi piacerebbe creare una zona per il picnic, magari con un barbecue.
Che dici? Ti piace?
Molto. È veramente molto interessante, brava.
Quindi hai deciso di partecipare al bando, cioè di ricominciare?
Ricominciare è un parolone, ci provo.
Tanto con il Comune sarebbe comunque un progetto a lunghissimo termine.
Vediamo.
E a breve termine che progetti hai?
Non so... cucinare qualcosa.
- Vuoi cenare con noi? - Beh, grazie.
Ma lo sai che mi ha riportato la nostra tassista? Quella del bacio.
- Ma dai? - Sì.
- L'hai riconosciuta? - No, m'ha riconosciuto lei.
Eppure sei cambiato.
Tu, no.
Sei sempre orrenda.
A che pensi?
Che potrei affittarti una stanza.
Beh, intanto prima dovresti comprare metà della casa.
Quando vinco il concorso ne riparliamo.
Cucino un risotto.
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