Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
AL PUBBLICO: Per evitare qualsiasi malinteso,
vorrei precisare che io non appaio in questo film.
È il primo dramma serio scritto e diretto da me.
CHARLES CHAPLIN
Un piccolo villaggio della Francia.
Marie St. Clair, una donna segnata dal destino,
vittima di una situazione familiare infelice.
"Sono chiusa dentro."
"Ma devo vederti stasera, Marie, per discutere del nostro progetto per domani."
Con i loro progetti per il futuro, ritornano.
"Saremo a Parigi a mezzogiorno, e a sera, saremo sposati."
"Ha chiuso la finestra."
"Sua figlia è rimasta chiusa fuori."
"Forse ti procurerà lui un letto per la notte."
"Lascia perdere."
"Vieni a casa mia. Mia madre ti ospiterà per questa notte."
"Chiederò a mia madre di prepararti il letto."
"Ti prego, non la svegliare."
"Oh, non so che fare."
"Non preoccuparti cara, domani dimenticheremo tutte queste lacrime."
"Vorrei vederti da solo."
"Fai uscire quella donna da questa casa!"
"Che dici? Chiamerò la mamma, lei capirà."
"È rimasta chiusa fuori, tutto qui."
"Farei meglio ad andar via."
"C'è un treno per Parigi a mezzanotte e un quarto. Possiamo prenderlo."
"Tu prendi i biglietti. Io vado a preparare la valigia."
"Fai presto."
"Caro, sono decisi a sposarsi. Perché non dai loro la tua benedizione?"
"Non voglio vederlo mai più."
"Ha abbastanza denaro?"
"Ti prego, caro, salutalo prima che se ne vada."
"Jean, saluta tuo padre."
"Presto, il dottore!"
"Jean, non sei ancora uscito?"
"Sei tu, Marie? È successa una cosa terribile. Dobbiamo rimandare la partenza."
"Un momento."
Un anno dopo, nella magica città di Parigi,
dove la fortuna è incostante e le donne giocano con le vite...
Pierre Revel, un uomo di alta classe
i cui capricci hanno creato e distrutto la carriera di molte donne.
Marie St. Clair, passata dal grigiore del villaggio allo splendore di Parigi.
"Lo scapolo più ricco di Parigi."
"Chi è quella?"
"Una delle vecchie zitelle più ricche di Parigi."
"Chi è l'uomo insieme a lei?"
Per Pierre Revel la vita è un'arte, e la buona cucina un capolavoro.
"Questi fazzoletti profumati infettano la mia cucina."
TARTUFI ALLO CHAMPAGNE.
I tartufi sono estratti da terra dai porci. Una leccornia per maiali e gentiluomini.
La mattina presto del giorno dopo. L'appartamento di Marie St. Clair.
Fifi, un'amica. Giovane e vivace, vive come vivono i giovani.
"Marie, pigrona!"
"Alzati. Vuoi sprecare la tua vita a letto?"
"Che fai in piedi a quest'ora?"
"Non sono ancora andata a letto."
L'ufficio di Pierre Revel.
Annuncio di fidanzamento
L'evento unirà due grandi fortune.
"Questo non complicherà le cose?"
"L'altra signora."
"Chiamala al telefono."
"Chi?"
"L'altra signora."
"Buongiorno, Marie, mia cara, posso invitarti a cena stasera?"
"Ma sì, certo."
"Non lo sa ancora."
Paulette, un'altra amica.
Annuncio di fidanzamento L'evento unirà due grandi fortune.
"Marie lo ha visto?"
"È la vita."
"Non preoccuparti, mia cara. Si aggiusterà tutto."
"È inutile, Pierre. Stasera non posso uscire."
"Sono troppo depressa."
"Non sarai preoccupata per questo, vero?"
"Per noi non cambia nulla. Possiamo continuare lo stesso come prima."
"Come puoi parlare così?"
"Ci vediamo domani, quando sarai di miglior umore. Buonanotte."
Quella sera, nel Quartiere Latino.
"Pronto, Marie. Sono nello studio di un mio amico. Perché non vieni?"
"Che sta succedendo?"
"Oh, solo una festicciola con un po' di amici."
"Lo troverai facilmente. È lo studio sulla
destra o sulla sinistra. Non ti so dire quale."
"Bene."
"Bene."
"Bene."
Il tempo trasforma le persone intime in estranei
e il formalismo ne nasconde le vere emozioni.
"Ma è bellissima."
"Vedo che sei diventato un artista."
"Allora siamo d'accordo. Dipingerai il mio ritratto."
"Ecco il mio indirizzo. Passa domani e ci metteremo d'accordo per il ritratto."
Il mattino seguente.
"Ecco il vestito con il quale vorrei essere ritratta."
"Jean, di chi porti il lutto?"
"Di mio padre."
"Quando è morto?"
"La notte in cui sei partita."
"Chiedi al signore della stanza accanto se ne gradisce."
"Perché dovrei dare spiegazioni? Non capiresti."
"Non trarre conclusioni. Capisco perfettamente."
"Che uomo intelligente."
"Però, stai attenta."
"Allora, scegliamo l'abito argentato?"
I giorni passano, e al ritratto mancano solo gli ultimi tocchi.
"Non sei stanco?"
"Hai promesso di non guardare il quadro finché non l'avrò finito."
"Perché far rivivere il passato?"
"Perché allora ti conoscevo meglio."
"Ti amo, Marie. Malgrado tutto, ti amo."
"Possiamo sposarci ed iniziare una nuova vita."
Nell'animo di Marie St. Clair, il dilemma: il matrimonio o il lusso?
"È inutile, non possiamo vivere così."
"In fondo non è così male, hai tutto."
"Non tutto."
"Povera piccola."
"Il guaio è che tu non sai ciò che vuoi!"
"Voglio una vera casa, dei bambini, e il rispetto di un uomo."
"Non mi prendi mai sul serio."
"Insomma, cosa c'è che non va?"
"Sono veramente infelice. Cosa ho fatto dalla vita? Niente."
"Stupido!"
"Perché tutta questa collera? Che vuol dire?"
"Vuol dire che dobbiamo lasciarci."
"Chi è, quel giovane artista?"
"Non ha importanza chi sia. Mi ama ed è pronto a sposarmi."
"Tu lo ami?"
"Sì!"
"Bugiarda."
"Lo amo."
"Ci vediamo domani sera a cena."
"Non mi rivedrai mai più."
"Benissimo, telefonami ogni tanto."
Un eterno problema. Madre e figlio.
"Va bene, non la sposo, allora lasciami in pace."
"Non mi importerebbe, ma una donna come quella..."
"Ti ho detto che non la sposerò."
"Penso solo al tuo avvenire."
"Sì, tu pensi al mio avvenire quando c'è di mezzo anche il tuo."
"Perché ti tormenti così?"
"Credi sempre tutto, mamma. È naturale che non la sposerei."
"Ma glielo hai proposto."
"Sì, in un istante di debolezza."
"Forse hai ragione tu, è stato un istante di debolezza."
"Non essere ridicolo."
Quella sera Pierre Revel si consola con l'amica di Marie.
"C'è Pierre con Paulette."
"E lei dice di essere amica di Marie."
"All'appartamento di Mademoiselle. Io rientro a piedi."
E quella sera Marie si consola.
"È ancora là fuori, Madame."
"Therese, chiamalo."
"Chiamala."
"Hai chiamato?"
"No. E tu?"
"Finiamola con queste sciocchezze. Quando posso rivederti?"
"Tu non mi ami più."
"Domani sera a cena?"
"Va bene! Buonanotte, cara."
Il mattino seguente.
"Mia cara, ho tante cose da raccontarti."
"Sai chi c'era ieri sera con Pierre? Quella smorfiosa di Paulette."
"E dice di essere un'amica, la spudorata."
"Non dire una parola a proposito di ieri sera."
"Vuole che ceni di nuovo con lui stasera ma sono tanto preoccupata per Marie.
"Indovina che cosa ha detto. Stasera va di nuovo a cena con lui."
"A che ora ceniamo stasera, caro?"
"Alle sette e mezzo."
"Sei sicuro di non avere altri impegni?"
"Devo scappare."
"Arrivederci, cara."
E mentre le ore passano, il rimorso e la disperazione
decidono della sorte di Jean Millet.
"Hai l'aria stanca, mio caro, non rientrare tardi."
"Non so quale dei tuoi umori mi diverte di più."
Marie, devo vederti per l'ultima volta. Jean
Marie, devo vederti per l'ultima volta. Jean
"Morto."
"Suo figlio ha avuto un grave incidente, deve prepararsi al peggio."
"Quanti anni aveva suo figlio?"
"Risiedeva a Parigi?"
Marie, devo vederti per l'ultima volta. Jean
"Dov'è la tua padrona?"
"È andata allo studio di suo figlio, Madame."
Il tempo guarisce ogni male e l'esperienza insegna che
il segreto della felicità sta nel far del bene agli altri.
"Mamma, sta arrivando il Padre."
"Vedo che c'è una persona in più in famiglia."
"Figliola, quando ti deciderai a sposarti e ad avere dei figli tuoi?"
STRADA NAZIONALE N° 19 PARIGI - 90 km
"A proposito, che ne è stato di Marie St. Clair?"
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.