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Original subtitles

[giornalista] A quasi 20 anni di distanza,

una nuova guerra di mafia torna a far tremare la Sicilia.

Sale a cinque il bilancio dei morti nella sola provincia di Palermo,

tutti affiliati alla cosca del super latitante Mariano Suro.

I sospetti si concentrano sui capimandamento

delle cosiddette Nove Famiglie della Cupola.

Stando agli inquirenti,

nuovi fatti di sangue potrebbero verificarsi nelle prossime ore.

Questa era l'ultima notizia, ora passiamo alla musica.

Questa è "Stormi", Iosonouncane.

Ah!

♪ Fronte sulle rive lontane, si risveglia la sete ♪

♪ Nel mattino trascinato dagli alberi ♪

Capo, mi fai 20?

♪ Del primo giorno che si perde nel sale, risvegliata la sete ♪

♪ Sulla riva tornerà ♪

- [in siciliano] Tu mi dici dov'è Suro? - Eh?

Per l'ultima volta, dov'è Mariano Suro?

♪ Per stendermi al sole ♪

♪ Stormi nel mattino con la luce del sole ♪

Se hai intenzione di parlare, fai sì con la testa.

♪ Stormi nel mattino con la luce del sole ♪

♪ Altro che si rompe tra le vele, risalendo dai fianchi ♪

♪ Il giorno cresce sulle rive lontane ♪

[uomo] Dov'è quel figlio di puttana di Suro?

[uomo 2] Pezzo di merda, dimmi dov'è!

♪ Vento che si rompe tra le vele ♪

♪ Sulla riva cadrò ♪

♪ Sulla riva sei tu ♪

Ah!

♪ Per stendermi al sole ♪

Immagino che fosse un "no".

[lamenti]

[scatto fotografico]

[voci indistinte]

- Dov'è Mariano Suro? - Ah! Ah!

Ah!

Ah!

Mi devi dire dov'è Mariano Suro!

- Ammazzami. - Come?

[uomo grida]

- Ammazzami. - Ammazzarti?

Certamente.

[risata]

Dove vai?

[grida]

[uomo] Vaffanculo!

♪ E con la morte nel cuore correrò per tornare ♪

Suca!

Ammazzami!

♪ E con la morte correrò per tornare ♪

♪ Dove il giorno rivive sul profilo degli alberi ♪

[uomo] Cornuto! Ah!

[esplosione]

[esplosione dallo schermo]

[segnale di linea libera]

[esplosione dallo schermo]

[farmacista] Ah!

[lamenti]

[in siciliano] Priscilla e il bambino dove sono?

[in italiano] È partita, ma non lo so dov'è andata.

[in siciliano] Marianuccio dov'è?

Se l'è portato via.

[farmacista, in italiano] Ti prego, per favore.

[farmacista, piangendo] Per favore, non mi ammazzate.

Vi prego, per favore, non mi ammazzate.

[Nino, in siciliano] L'obiettivo era scoprire dove si nascondesse Suro,

no 'sto schifo di carneficina.

['U Siccu] Nemmeno uno dei suoi uomini ce l'ha voluto dire.

[Nino] Nemmeno uno lo sapeva.

[Teresa] Palamita lo sa.

Il problema è che Palamita è in ospedale.

[verso di foca]

[in italiano] Don Lillo, a cosa dobbiamo l'onore?

Mimì Starnace.

- [in siciliano] Chi? "Il muratore"? - [don Lillo] Ah, lo conoscete.

È lui che ha costruito il bunker di Suro.

Ma che minchia...

Figli di puttana!

Lui sa dove sta.

[Mimì grida]

[annuncio pubblicitario dall'altoparlante]

[lamenti]

[Nino] Levagli il bavaglio.

[in italiano] Ora ci facciamo due chiacchiere.

Io e te.

[rumore di motosega]

Oh!

[in siciliano] Mario, spegni questo coso, spegnilo!

Che fai? Squartiamo un uomo?

Lo facciamo a pezzi?

[in italiano] Non dobbiamo interrogarlo?

[in siciliano] Sì, ma non così.

Ma come ragioni? In questo modo? Forza, andatevene.

Andatevene!

[Nino] Come diceva la buonanima di Salvatore Tracina, andatevene.

[in italiano] Mio Dio,

mi pento e mi dolgo dei miei peccati,

perché peccando ho offeso Te,

che sei infinitamente buono.

[rumore di passi]

[in siciliano] Palamita, dobbiamo accelerare.

Il prossimo è lei.

[Luvi, in italiano] Deve portarci immediatamente da Suro.

[Luvi] La questione "lupara bianca" va risolta prima del previsto.

Si sente meglio? Ce la fa?

- Devono togliermi i punti. - [Leonarda] Perfetto.

Dobbiamo andare via prima che la riportino all'Ucciardone.

Là io non la posso proteggere.

[Nino, in siciliano] Quindi lo Squalo Bianco,

quello che muore in cattività,

che gira in continuazione, non si ferma mai,

che cambia sempre abitazione,

ha deciso di fermarsi in un bel posto.

A chi si è rivolto

per fare il bunker?

A Emidio Starnace,

detto Mimì, il muratore.

Che fai? Te ne fumi uno insieme a me?

[Mimì] Ma tu...

Ma chi minchia sei?

Io?

Nessuno.

Non sono niente.

[Nino] Non mi conosce nessuno.

Tu sei quello famoso.

Ne parlavano tutti i giornali.

"Il muratore di Cosa Nostra".

Quello che fece il bunker a don Peppino Sgalambro.

Un bunker tutto cunicoli, stanze segrete,

sale sotterranee, vie di fuga.

Ma tu sei un muratore?

Tu...

Tu sei un architetto.

Sei un ingegnere.

Guarda, mi voglio sbilanciare.

Sei un artista.

Però muto.

Non parli, non dici niente.

Pensiamo al futuro.

Dove si vede Mimì Starnace da qui a dieci anni?

Mmh?

Che fai?

Immaginati nel futuro.

Sottoterra?

Ancora a scavare?

In mezzo ai vermi, agli scarafaggi?

Con l'umido che ti entra nelle ossa? Ma perché?

Il capolavoro tu l'hai già fatto, il bunker di don Peppino Sgalambro.

No, tu ti meriti un sacco di soldi, una barca di soldi.

Con questi soldi finalmente te ne vai su una spiaggia a prendere il sole

e ti godi la vita.

[in italiano] Vuoi un bicchiere d'acqua?

No.

[in siciliano] Io me lo prendo.

[bussano alla porta]

[in italiano] Maresciallo, mi scusi, potrebbe uscire un secondo?

- Qual è il problema? - Nessun problema, maresciallo.

Siamo venuti per riportare il detenuto all'Ucciardone.

Ma quando? Ora?

[agente] "Palamita Cataldo Silvio Maria".

[Leonarda] Chi l'ha deciso?

[agente] È scritto qua, sul foglio di dimissioni, anzi...

- No, aspetti un momento. - Scusate.

Non ve lo potete portare via.

Il detenuto non è ancora completamente ristabilito.

- Avvocato... - Ssh.

- [agente] C'è la firma del medico. - [Leonarda] Ha ancora i punti.

- [agente] Glieli toglieranno in carcere. - La situazione è di una gravità estrema.

[agente] Non dipende da noi.

[Leonarda] Sono io la responsabile della sua incolumità.

- Avvoca'... - [agente] Ne parli con il magistrato.

- [agente] Ora non complichi le cose. - [agente 2] Facciamo il nostro lavoro.

- [Palamita] Che intenzioni ha? - Mi mette le mani addosso?

[Palamita] Che intenzioni ha?

[grida]

Oh! Ma che...

- [Palamita grida] - [agente] Guardiamo.

Che è successo? Entra.

- [agente] Guarda com'è combinato. - [lamenti]

[agente] Addirittura.

Ecco, lo vedete?

L'ho detto che non era ancora ristabilito.

[Palamita grida]

[agente 2] Infermiera!

[agente 2] Infermiera!

[versi di dolore]

Ah!

Con una guerra di mafia in corso,

dobbiamo occuparci pure del trasporto dei detenuti?

C'è la Penitenziaria per quello.

Non è un detenuto qualsiasi. Palamita è un possibile bersaglio.

Con tutto il rispetto,

dei colleghi della Penitenziaria io mi fido poco.

Perché? C'è qualche novità?

Parla o no?

- No. - [Costardello] Vabbè, allora?

[voci indistinte in lontananza]

Stai diventando una scassacazzi tale e quale a tuo fratello, lo sai?

Ho pure dei difetti, comandante.

- Posso darti al massimo due uomini. - Uno mi basta.

[in siciliano] Ti avevo sottovalutato Mimì.

Non te ne frega nulla dei soldi, della bella vita.

La lotta contro la natura,

in estrema solitudine,

edificando città là dove non c'era l'erba, ma palude e fango.

Fango e palude.

Questo piace a te.

Questo ti interessa.

Ti interessa pure...

la segretezza.

Solo tu sai dove sono nascoste le tue opere d'arte.

C'è una bellezza in tutto questo, lo devo ammettere.

Però io dico...

Perché creare cose belle, se poi nessuno le può conoscere?

Che cosa sarebbe la "Nona Sinfonia"

se Beethoven l'avesse scritta per sé stesso?

Magari la suonava chiuso al gabinetto per non farsi sentire da nessuno,

senza lasciare lo spartito.

Perché? Che senso ha?

Allora io ti propongo una cosa.

Tu ci dici dov'è il bunker di Suro

e tutto l'universo viene a conoscere la tua grandezza,

il tuo genio assoluto.

Che dici?

Oh! Che minchia fai? Oh!

Che minchia fai? Oh!

Ah, procede bene.

Eh, piano piano.

- Sicuro che non... - Sicuro, sicuro.

Ci siamo quasi.

Puoi venire un attimo?

[canto di orca]

['U Siccu] Ha parlato?

Quasi, ci sto lavorando.

['U Siccu] Ci sta lavorando.

Ahi, ahi.

[in siciliano] Allora andiamo a prendere Palamita.

[Nino] Ma quando mai? Ma se è in ospedale.

Domani mattina lo trasferiscono alle nove.

[in italiano] Dovevano farlo oggi, ma ha avuto un problema con i punti.

[Nino, in siciliano] Che c'entra Palamita? Avevamo detto: "Niente Palamita".

- Sì, perché era in ospedale. - Ma tanto domani lo trasferiscono.

Lui sa di sicuro dov'è mio padre.

Assaltiamo il furgone durante il trasferimento.

Ci saranno giusto due giovani del ROS. Fonti certe.

Un lavoretto facile facile.

Andiamo, ragazzi.

Ehi, andiamo!

[voci indistinte in lontananza]

Sì, vabbè, ora assaltiamo un furgone dello Stato?

['U Siccu, in italiano] Sissignore, assaltiamo un furgone dello Stato.

- ['U Siccu] Perché no? - "Perché no?" Perché...

[in siciliano] Perché, poveretti, stanno lavorando.

Uno stipendio da fame e noi gli spariamo?

[in italiano] Non lo so.

[in siciliano] Poi attiriamo attenzioni indesiderate.

Ci sono altissime probabilità che la cosa non funzioni, non può funzionare.

Poi metti che parte un colpo e ammazziamo Palamita.

Chi ce lo dice dov'è nascosto Suro, ragazzi? Amunì.

Dio ne liberi, qualcuno di noi si ferisse?

Non me la prendo la responsabilità, non me la prendo la responsabilità.

Perché te la devi prendere tu?

Io dico di andare a prendere a Palamita.

Uno vale uno, Democrazia Corinthiana e tutto il resto.

Datemi tempo fino a domani mattina.

Se faccio parlare "il muratore" prima delle nove, niente Palamita.

Va bene?

[Nino, in italiano] Mimì, forse tu non l'hai capito, ma...

Se non parli morirà un sacco di gente.

Sì, lo so, già ne sono morti, ma...

Queste persone non hanno fatto niente di male.

Non c'entrano niente.

Sono persone...

a cui tengo molto.

Dimmelo tu, che cosa devo fare?

Da uomo a uomo.

Mi metto in ginocchio.

Ti supplico.

Ti scongiuro.

Dimmi dov'è Suro, ti prego.

[Mimì russa]

[squilli di cellulare]

Basta, cazzo, basta.

Tempo scaduto.

[in siciliano] Avete già dato da mangiare alle orche?

[annuncio pubblicitario dall'altoparlante]

[lamenti]

[Nino] Allora, Mimì?

- Che dici? - Non dico un cazzo!

- [Mimì] Ah! - Fallo scendere.

Ah!

- Uno? - Eccomi, sì, sono io.

Venga, mi segua.

[in italiano] Prego.

[in siciliano] Più giù!

Ah! Ah!

[Mimì, in italiano] Minchia!

- [squilli di cellulare] - [Matteo] Luvi!

Se non rispondo è perché non posso. Che cazzo succede?

[Matteo] In realtà, volevo chiederti scusa.

Per cosa?

[Matteo] Per la sentenza del processo Casà.

- Del processo? - [Matteo] Sempre lui.

[Matteo] Quello che ha spinto la madre morta sotto il camion.

- [in siciliano] Più giù! - [Mimì] Ah!

[canto di orche]

[in italiano] No, no, no, no!

- [Mimì grida] - Lo tiro su?

Aspetta un minuto.

[Matteo] Il giudice ha rigettato il controesame autoptico.

- Senti, Matteo... - [Matteo] Perché dice...

- [Matteo] Cioè... Vabbè... - Sì.

[Matteo] Alla fine gli hanno dato 15 anni.

- Matteo, sei stato bravissimo, ciao. - [Matteo] Come?

[motore si avvia]

[in siciliano] Alza.

[colpi di tosse]

[Mimì] Ah!

Allora, ci vuoi dire qualcosa?

[Mimì, in italiano] Va bene, va bene.

[Mimì] Va bene, un attimo.

[in siciliano] Non ti capisco!

Parla bene!

[Mimì, in italiano] Va bene, parlo!

[Mimì] Aiutatemi! Ah!

[Mimì] Ah!

[Mimì grida]

Spostati, guido io.

[Nicola] Ora non so guidare?

[sirene]

Ora, da questo momento in poi, qualsiasi cosa dico, tu te ne stai muto.

Che cazzo dici?

- Qui Scotellaro, mi ricevete? - [uomo] Avanti.

Siamo all'altezza del 37esimo chilometro della Statale 624.

Siamo finiti fuori strada.

Siamo caduti in un'imboscata.

Hanno fatto evadere il detenuto.

Mandate immediatamente i rinforzi, passo e chiudo.

- Leo, che cazzo sta succedendo? - Levati gli occhiali.

Perché mi devo levare gli occhiali?

Scusa.

- [stridìo di pneumatici] - [Nicola] Ah!

Lasciato quindi l'ospedale "Buccheri La Ferla"

a bordo del furgone recante nel vano posteriore

il detenuto Palamita Cataldo Silvio Maria,

ci dirigevamo verso la casa di reclusione di Palermo "Ucciardone Calogero di Bona".

- Allorquando... - "Allorquando"!

[Leonarda] Nicola, tocca a te. Dammi un pugno.

Che è 'sta cosa? Più forte, deve sembrare vero.

Allorquando, all'altezza del chilometro 37esimo della Statale 624,

il nostro automezzo incappava nel sistema della spike strip.

"Spike"? Come si scrive?

Altrimenti detta...

Dissuasore fora-pneumatici.

Il quale, causando la foratura di tutti e quattro gli pneumatici del veicolo,

obbligava il maresciallo Scotellaro a effettuare una frenata di emergenza,

che mi causava una frattura scomposta del setto e della piramide nasale.

Allego il referto.

Da dietro il cavalcavia uscivano sei individui armati

che ci intimavano di liberare il detenuto.

Una volta caricato nelle proprie autovetture,

sparivano nel senso di marcia.

Poi non ci dobbiamo fidare di quelli della Penitenziaria, porca puttana lurida!

Scotellaro, mi si inculano con la sabbia e tu non hai un cazzo da dire?

Palamita lo avevo arrestato io, comandante.

Pensi quanto mi brucia questa cosa.

[rumore di foratura]

'Sti grandi pezzi di merda!

Vabbè, maresciallo.

Mi deve scusare.

Dopo i recenti accadimenti,

mi trovo ancora in uno stato di forte agitazione emotiva.

Le dispiace se mi prendo il resto del giorno libero?

[Leonarda] Palamita ci porta da Suro.

Certo, ci porta lui.

Il braccio destro di Suro che ci porta da Suro e noi ci fidiamo.

Nicola, qua ci sono troppe cose da spiegare,

perciò limitati a quello che ti sto dicendo.

Io e te passiamo alla storia.

No, a me e te ci radiano dall'Arma.

Non mi hai neanche ringraziato che ti ho tenuto il gioco.

Grazie.

[Leonarda] Che fai? Ti sei emozionato, eh?

Sì, vabbè, ma in tutto ciò,

dove cazzo sta Palamita?

[Palamita] Minchia, oh.

- [in siciliano] Non respiravo più. - Veloce.

Quale "veloce"? Sono pieno di dolori.

Piano, piano, che ho i punti.

[in italiano] Adagio, ma veloce.

Dai.

[colpi di tosse]

[Luvi] Che è?

Come "che è"? Mi sono convertito, avvocata.

Meglio, così sta sempre a mani giunte.

Piano, la testa, giù.

[Palamita] Ahi.

[annuncio pubblicitario dall'altoparlante]

[Nino, in siciliano] Hai visto come sono cambiati?

Sembra un esercito vero.

Sei cambiato tu, Baldu'.

È cambiata la mia vita, non io.

Stavolta ce l'abbiamo.

L'ho già detta una volta questa cosa e portò una sfortuna...

Meno male che non sono superstizioso.

Disse toccandosi.

Ma tu che vivevi in Perù

e che non hai mai avuto nessuno ammazzato,

perché odi così tanto mio padre?

Facciamo che prima lo prendo e poi te lo dico.

Lo prendiamo.

[Teresa] Me le sono fatte dare da Mario, una per te e una per me.

Non voglio che vieni.

No, non esiste che mi perdo il funerale di mio padre.

Il tuo io me lo perderei volentieri.

Vieni qui.

♪ C'è una casetta piccola così ♪

♪ Con tante finestrelle colorate ♪

♪ Una donnina piccola così ♪

♪ Con due occhi grandi per guardare ♪

♪ C'è un omino piccolo così ♪

♪ Che torna sempre tardi da lavorare ♪

♪ Ha un cappello piccolo così ♪

♪ Con dentro un sogno da realizzare ♪

♪ Più ci pensa, più non sa aspettare ♪

♪ Amore mio, non devi stare in pena ♪

♪ Questa vita è una catena ♪

♪ Qualche volta fa un po' male ♪

Amunì.

♪ Guarda come son tranquilla io ♪

♪ Anche se attraverso il bosco ♪

♪ Con l'aiuto del buon Dio ♪

♪ Stando sempre attenta al lupo ♪

♪ Attenti al lupo ♪

♪ Attenti al lupo ♪

♪ Living together ♪

♪ Ah, ah, ah, ah ♪

♪ Living together ♪

♪ Oh, oh, oh, oh ♪

♪ Noi due qui distesi a far l'amore ♪

♪ In mezzo a questo mare di cicale ♪

♪ Questo amore piccolo così ♪

♪ Ma tanto grande che mi sembra di volare ♪

[Palamita, in siciliano] Stavo pensando...

Siamo sicuri che ci possiamo fidare di sua cognata

per fare quello che dobbiamo fare?

In fondo, con rispetto parlando, è sempre un carabiniere.

[segnale di indicatore di direzione]

- [Palamita, in italiano] Siamo arrivati? - Aspetti qui.

[squilli di cellulare]

[in siciliano] Oh, ma dove sei?

[Luvi, in italiano] Ci siamo quasi, stiamo arrivando.

[in siciliano] Sbrigati, io sono già qua.

- [in italiano] Luvi, ma tutto a posto? - [Luvi] Sì.

[Luvi] No. Pensavo...

Senti, ma non è che hai cambiato idea?

Certo che no. Perché dovrei?

[Luvi] Mah, non lo so.

Nino non avrebbe mai accettato di fare quello che dobbiamo fare.

"Noi siamo lo Stato", queste minchiate qui.

Ora che c'entra Nino?

Beh, lui l'occasione di un palcoscenico non se la sarebbe mai persa. Tu?

Ma che minchia stai dicendo?

Leo, se lo ammazzi di notte, in mezzo al nulla,

non saprà niente nessuno, nessuno ti vedrà.

[Luvi] Nessuno potrà farti l'applauso per dirti quanto sei stata brava.

La vanità.

Cazzo, la vanità a voi Scotellaro vi fotte sempre.

Nino te l'aveva promesso e io lo faccio.

A me non interessa quello che succederà dopo.

Io Suro lo arresto.

Va bene, arriviamo.

[Nicola] Beh?

[rintocchi di campane]

[Palamita, in siciliano] Allora, avvoca'?

[in italiano] Abbiamo un problema.

[in siciliano] Il maresciallo ha cambiato idea?

Lo vuole arrestare.

La prima cosa che farà Suro

è far uscire l'archivio.

Quindi direi che lei ha un bel problema.

[in italiano] Grazie per avermelo ricordato.

Non ci penso mai.

Che faccio?

[Palamita, in siciliano] Che vuole fare?

Tanto non è la prima volta che fa saltare un blitz.

Dico bene?

[in italiano] Mi sa tanto che il paradiso non fa per noi.

[in siciliano] Diciamo un Atto di dolore?

Mmh?

[in italiano]

[carabiniere] Carabinieri.

[Luvi] Mi passi il colonnello Costardello.

[notifica dal cellulare]

- Oh, Leo. - Zitto un attimo.

[cane abbaia in lontananza]

[sirene]

Comandante, posso spiegarle.

Spiegherai al PM, Scotellaro, perché hai fatto evadere un mafioso.

- [Costardello] No, non serve. - Serve, serve.

No, non serve.

[Nicola] Ho la macchina aperta, fammela chiudere, scusa.

Ecco, Palamita, è libero.

[in siciliano] È stato bello, avvoca'.

[in italiano] Che farà adesso?

Pellegrinaggio a Medjugorje, poi si vedrà.

Beato lei che ha ancora qualcosa in cui credere.

Non si preoccupi.

Prima o poi anche lei troverà un modo per liberarsi del passato.

Stia bene.

[in siciliano] Andiamo!

[in sottofondo "Paténipat" di Charlotte Adigéry]

[Nino] Suro si trova in uno di questi sei casali,

ma noi non sappiamo in quale.

Qua dentro non passa l'aria.

- L'avevano detto che qui faceva schifo. - Questo è.

Accendi il condizionatore, Lukaku. Porca puttana, sto morendo dal caldo.

[in italiano] È rotto.

[in siciliano] La finiamo con 'sto casino? Non siamo a scuola.

- Ma un posto più grande non c'era? - L'ho disegnato qua.

- Che scala è? - Non lo so che scala è.

- [capodecina Cinisi] Per me è tipo 1:20. - È 1:20? Che è? Una macchinina?

[capodecina Cinisi] Un lapino.

Diciamo che non è in scala, va bene? Ci concentriamo?

[Nino] Allora...

[Nino] Suro si trova in uno di questi sei casali,

ma noi non sappiamo in quale.

Allora, che cosa facciamo all'inizio?

[in sottofondo "Paténipat" di Charlotte Adigéry]

Innanzitutto, sigilliamo tutta questa zona, così.

[Nino] Lo dobbiamo attaccare da tutti i fronti, contemporaneamente.

Cinisi e Calatafimi da qua.

Boccadifalco da qua.

Passo di Rigano da qua.

Ciaculli da qua e Porta Nuova da qua.

Tutto chiaro?

- Non mi convince. - Nemmeno a me.

Secondo te, Suro non ha pensato a un modo per scappare in caso di emergenza?

Certo, qua dobbiamo ringraziare il nostro consulente.

[rumore di cannuccia]

Sì, la puttana di tua sorella.

[risate]

Perché Mariano Suro ha una via di fuga che è un capolavoro di ingegneria.

[Nino] Meglio di quella del Papa a Castel Sant'Angelo.

Si tratta di una serie di cunicoli sotterranei

che lo portano qua, a 4 km di distanza dai casali.

Noi vogliamo che lui ci vada,

perché noi saremo là ad aspettarlo.

Sì, ma io lì sotto come un topo non ci vado.

Si soffoca.

- È pericoloso. - [Teresa] Ci andiamo noi.

[in sottofondo "Paténipat" di Charlotte Adigéry]

Andiamo.

[spari dall'esterno]

[respiro affannoso]

[Mario] È gas.

[colpi di tosse]

Non respirate!

È gas!

[colpi di tosse]

[Nino] Non respirate.

[colpi di tosse]

[respiro affannoso]

[Luvi, in italiano] Mandorla.

- Mandorla. - [guaiti]

Che cosa fai qua fuori adesso? Che stai facendo? Eh?

Come hai fatto a uscire?

Che stronzo che sei!

- Oh. - Oddio!

Oh! Oh! Calma! Sono io, calma!

- Mi hai fatto prendere un colpo. - Scusa, non volevo, scusa.

- Non volevi, ma... - Oh.

- Che fai qua? - Che...

- Ti... - Vabbè, io non ho tempo.

- Aspetta. - Non mi seguire.

- Che ho fatto? - Ciao.

Ma pensi che non ho una dignità io?

Ti ho dato un'occasione.

Ti ho accolta nel mio studio come una di famiglia.

Ti ho pure ridato la passione per la professione.

Tu mi ripaghi così?

Fai finta di rifiutare un caso per lo studio e poi lo prendi da sola?

Pensavi che non lo scoprivo?

Sei una venduta.

Questo devo pensare?

- Pensa quello che ti pare. - No!

Stavolta non te la cavi così.

Noi ci mettiamo qua e parliamo per bene,

perché io voglio sapere che cos'hai da dirmi tu.

Lavoriamo ancora insieme? Siamo colleghi o no?

Cioè, che futuro vedi per noi?

Che cosa ne sarà di me e te?

Che vuoi che dica?

Scusami, non sei tu, sono io.

Mi hai preso in un periodo della vita un po' delicato.

Vengo da una storia difficile, eccetera.

Grazie per avermi accolta, sei un uomo meraviglioso.

Perdono, perdono, troverai qualcuno di meglio, te lo meriti.

- Vai, ciao. - [lamenti]

- Che cazzo era? - Niente, niente. Che era?

- Non hai sentito? - Il cane, è il cane.

- Il cane è fuori. - C'è un altro cane.

- Ma quando mai? - Matteo, no.

[respiro affannoso]

[rombo di aereo]

Ah!

[lamenti]

Scusi, Palamita.

È lei la mia maniera per liberarmi del passato.

Avvoca', ma vaffanculo.

Tu la sai togliere una freccia?

[voci indistinte in lontananza]

[Costardello] Scotellaro!

Passiamo alla storia, eh? La puttana di tua madre!

Nicola, mi dispiace.

Altro che radiati, qua finiamo sotto processo.

A casa io ho moglie e figli che mi aspettano, no come...

Fammi stare zitto, fammi stare zitto.

No come me?

Hai ragione, io sono sola.

Non cambia la vita di nessuno, se faccio una minchiata.

No, vabbè, non volevo dire questo.

Gli dico che ti ho costretto.

Scusa.

No, Leo, aspetta.

Scusami tu, sono un po' nervoso, poi le minchiate si fanno in due.

Ah, e...

Per quella cosa che mi avevi chiesto, l'Interpol mi ha detto qualcosa.

[uomo] Pizzilli!

Balduccio Remora è morto due anni fa per embolia polmonare.

- Andiamo. - In bocca al lupo.

Sì.

[dialogo indistinto]

[Costardello] Oh, allora, Scotellaro!

[pianto di neonato]

Non piangere, bello di nonno. Tra poco è pronto il latte.

[colpi di tosse]

Oh, hai visto? La mamma si è svegliata.

[Suro] Lasciala, lasciala.

Io mi domando e dico.

Guidare una rivoluzione armata contro tuo padre?

Tutta la vita che sognavo un degno erede, chi lo sapeva che ce l'avevo già?

[risata]

- [Teresa] No, papà, non ammazzarlo. - [Suro] No, gli devo domandare una cosa.

Io ho 76 anni.

Un rene non mio nel fianco sinistro.

Un'ernia discale che mi sta distruggendo la schiena.

Mi alzo sette volte a notte per orinare.

Il medico mi ha proibito di mangiare qualsiasi cibo che abbia sapore.

Eppure, con tutti questi problemi, io sono riuscito, non solo a conviverci,

ma anche a mantenere tutto tranquillo, in perfetto equilibrio.

In pace, addirittura.

Fino a quando non sei arrivato tu.

[Mariano piange]

[Suro] Allora, addio tranquillità, addio equilibrio, addio pace.

Ma perché tutta 'sta camurrìa? Per che cosa? Eh?

A te che cosa te ne viene?

A me l'incomodo dell'ennesimo trasloco,

quando mi ero abituato a stare comodo in una casa.

Pazienza.

Per fortuna c'è ancora qualche amico che mi può ospitare.

Ma a te?

[in siciliano] Inginocchiati.

[Mariano piange]

[Suro] Porti il nome di un uomo morto e ora morirai davvero,

ma prima devi dirmi una cosa.

Balduccio Remora, cugino dell'America del Sud,

ma tu chi minchia sei?

[in sottofondo "Tornerò" de I Santo California]

[Luvi attrice] Prendo la giacca, ci vediamo tra un po'.

A casa mia mi hanno insegnato, non so a casa sua,

che quando si entra in un posto nuovo, ci si presenta.

[Carlini] Mi scusi, dottor Bray, ha perfettamente ragione.

[Carlini] Piacere.

Sono Nino Scotellaro.

[in sottofondo "Tornerò" de I Santo California]

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