Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Narrerò questa storia perché i nomi ed il numero degli animali
sono come i nomi ed il numero delle stelle,
e perché io minuscola creatura abbia diritto alla grande mensa
per la benevolenza di Dio, mio Padre.
E nel narrarla, io prego il Signore Gesù,
dal fondo della grotta dei morti alla cima della cappella dei re,
di tradurre questo mio Magnificat in lettere di furia e di fuoco.
Narrerò ciò che accadde nella settimana di Passione del 926o anno dalla nascita del Cristo,
nelle terre dei signori di Malfole,
ad occidente della serra Monacesca ed ad oriente del fiume Glossina,
dove la gente credeva che il sole trascorresse la notte sul fondo del mare.
Ma erano profonde in loro la paura e l'amore di Dio
e la certezza della sua presenza nelle forze della natura,
nelle fonti, negli alberi, nelle nuvole del cielo,
nella trasparenza delle trasparenze.
E c'era per chi moriva l'usanza antica dell'ultimo saluto.
Era questo un patto che il morente stringeva con la persona più cara,
promettendogli dal Paradiso un segno della pace raggiunta.
Fu quella mattina del lunedì di Passione che Folco,
esecutore di giustizia privo di aiutante,
andò a cercarne uno fra i componenti la famiglia di Nomen,
custodi di maiali a formaggiai alle Rocchette.
Per l'esercizio della giustizia,
qualora la sorte ne presentasse la necessità,
si sceglierà tra figli maschi,
il cui sesso sarà accertato da ispezione
e liberi da legami di moglie e di prole.
Il signore di Sanzena farà 2 esecutori di giustizia ogni 5 anni
nella settimana di Pasqua con l'incarico di esecutare la giustizia
nelle terre di Malfole,
al disotto del fiume Limentra,
di Treppio, sotto il confine del giogo di Monte Sambuco
e Monte Acutoragazza,
al di fuori delle mura di Camugnano,
e noi borghi e nei guadi della Faina
e di Tredozio
e nel vallone di Monte Cavallaro.
Senza esecutare condanne nelle terre di Sassum Glossina,
che appartengono al signore di Loggiola.
E nel caso di morte
o mancamento sopravvenuto ad impossibilità di uno di essi,
verrà cercato nelle terre più vicine
un sostituto che abbia le stesse qualità
nel fisico e nell'anima del mancato,
e venga fatto esecutore con potere di aiutante del primo esecutore,
che ne sarà capo fino alla fine del mandato,
in cui chiederà al signore di ritornare alla sua origine
e famiglia e casa e nome.
- Come ti chiami? - Baino.
E per 5 anni del suo mandamento,
l'esecutore sarà segnato dai 5 anelli della santa morte,
che porterà in giorno e in notte
in segno di riconoscimento
e di immunità.
Fu sotto il cielo degli angeli dello stesso mattino che Roza, prostituta regale,
varcò gli impervi sentieri di Monte Cavallo,
diretta al monastero della Visitazione.
Dietro i portatori, afflitti dal peso di quel sacro carico,
la balie, le mammane, le levatrici di corte.
Perché Roza, concubina di Ugo re degli Italici,
custodiva nel suo grembo il seme di quel monarca,
quel figlio santo che proprio nella settimana di Passione
era destinato a nascere.
Mentre nell' alcove regali altre due meretrici
covavano nei loro putridi ventri semi di eguale stirpe.
In quella corsa per dare il maschio al re, c'era quindi in premio la successione.
E Roza, che malgrado l'età, era al suo primo figlio,
non voleva rinunciare al vantaggio che il destino le offriva.
È proprio maschio!
Molti erano i segni che quella carne che le ingombrava il ventre era carne di maschio.
Ma lei, conoscitrice di arti incantatorie,
portava appeso al collo, contro il volere della Chiesa, la pietra d'aquila,
che con il suo magnetismo protegge l'infante dai sortilegi del mondo.
È laggiù!
Si narrava che il monastero della Visitazione fosse stato eretto dallo stesso Carlomagno,
e poi dato in beneficio all'ordine della Santa Veste.
Le pie monache, oltre alle preghiere,
si dedicavano alla riparazione delle mura e del tetto,
alla tessitura delle coperte,
alla concia delle pelli,
alla tosatura delle pecore,
e alla coltivazione del frumento, dell'orzo, e del farro.
I diaconi e i suddiaconi, suddivisi in turiferari,
cruciferari, ceriferari, caudatari, collettori e scaccini,
conservavano vivo coi loro riti lo spirito dell'antica liturgia.
Usavano recitare ancora al Vespero la preghiera agli angeli
che si presentano al giudizio di Dio ogni giorno al tramonto del sole.
Il monastero doveva il suo nome alla visita che Maria fece ad Elisabetta all'indomani dell'Annunciazione.
Sospesa nel cielo di travi della chiesa,
si conservava da tempo immemorabile la tunica della Santa Vergine
che un pellegrino aveva portato fin qui dalla Terra Santa all'epoca dei primi re merovingi.
Reliquia prodigiosa per le partorienti.
Era abbazia regia.
E quindi uno speciale inginocchiatoio della chiesa era detto "il posto del re".
E sempre, in qualunque ora del giorno e della notte,
doveva essere occupato da una monaca o da una oblata,
che pregasse per l'anima del sovrano
liberandolo dai suoi peccati.
Se è al suo primo furto, gli debbo tagliare un orecchio
o cavargli un occhio.
Se le ritrovano a rubare ancora, gli taglio un piede
o una mano.
E se poi lo beccano una terza volta, mi tocca impiccarlo.
Ma è vero che ho preso il posto di tuo figlio?
Chi violenta una monaca bisogna bruciarlo vivo.
Chi è sposato due volte bisogna buttarlo giù da un burrone.
Lui è morto, vero?
Il figlio morto era il pensiero del boia.
E non c'era niente che potesse dargli ragione o pace o tregua.
Egli sentiva questo vuoto dentro di sé
e di essere come l'involucro,
la pelle amorosa di una ferita così immensa e incurabile.
Margherita, settima figlia di Alardo della Conca di Monte Fiore,
mediante testamento da me letto
nel lunedì della settimana di Passione
nel primo anno del regno di Ugo di Provenza,
si spoglia di tutto ciò che possiede
e, più precisamente,
di un settimo della casa e della corte,
di un settimo della strada che porta al guado del fiume Glossina,
di un settimo del bosco di Sperticano,
di un settimo della chiatta del guado,
della sua fossa al sepolcreto della famiglia,
di un settimo delle due vacche,
del vitello e del maiale.
Come oblata della santa casa del monastero della Visitazione,
la sua sorte sarà donata alla pia badessa devota di Cristo Signore.
detto dai cristiani Figlio dell'unico Dio.
In cambio di tale donazione il monastero rinuncerà per altri 10 anni
ai diritti di pesca e di guado del fiume Glossina.
Manterrà per se, secondo la regola, solo la cassa da suora,
che potrà contenere il suo corpo il giorno della sua morte.
Questa è la testa.
E questo è il collo.
È qui che deve arrivare la lama.
Dai, prova te!
Gli hai spaccato il cranio.
Forse non l'hai neanche ammazzato.
Riprova!
Qui!
Ancora.
Ancora.
Ancora!
Sai chi sono questi?
Tutti quelli della famiglia che non son più qui.
Questa sei te.
E secondo l'uso pagano, le pertiche con le colombe di legno
indicavano la strada del ritorno a casa a coloro che erano morti lontano.
Così il pomeriggio di quel lunedì santo,
con solo il vestito rattoppato,
la mantella di sua madre,
e una cassa di legno vuota,
Margherita lasciò la Conca di Monte Fiore
per un viaggio che per lei sarebbe durato per sempre.
Battuta dalla tempesta, senza consolazione,
ecco, io ti rifabbrico sopra il diaspro
e sopra lo zaffiro pongo i tuoi fondamenti.
Farò i tuoi merli di rubino,
le tue porte saranno pietre preziose,
e tutto il tuo recinto di gemme.
Ogni tuo figlio sarà discepolo del Signore
e i tuoi figli avranno abbondanza di pace.
Non avrai più da temere,
lo spavento non ti raggiungerà più.
E la Santa Vergine, dopo aver ricevuto la visita dell'angelo, un giorno disse
io mi leverò ed andrò a trovare la mia cugina Elisabetta.
Le racconterò tutti gli avvenimenti straordinari che mi sono capitati.
E tutto quello che essa mi dirà io lo farò.
Ed indossata la veste, si avviò nascostamente sul far del giorno
verso le montagne della Giudea.
Potete avvicinarvi.
La santa tunica vi aiuterà proteggendo nel travaglio la vita che portate in grembo.
E le donne avevano preparato su alti trespoli il giaciglio regale.
E lo dotarono di coltrice, di materasso, di piumaccio e di guanciale.
E chiara luce splendette dai muri della cella,
quando vennero accese torce di cera di Spagna.
Altre fantesche, per dare forza alla gestante, si occupavano della sua alimentazione,
cucinando carni che uomini esperti nelle arti del bosco avevano cacciato:
gru ed oche selvatiche cotte nella menta e nel fieno greco,
pavoni in salsa di pepe
e conigli in aceto al miele,
brodo di carne grasso
e liquore di uva di Creta.
molliche di candidissimo pane per astergere in grasso rappreso.
Gromario Grifone, signore di Malfole,
avvertendo che la sua morte era in cammino,
scelse di andarla ad incontrare ai piedi del monastero della Visitazione,
nell'estremo occidente delle sue terre.
Così gli uomini del suo corteggio
costruirono un alloggio con i legni di quel sacro bosco
e lo benedissero,
essendo eretto sulla terra nella quale il loro signore aveva visto la luce
e dove la compagna della sua vita era stata sepolta,
sulle rive di quel fiume
nel quale era stato immerso in quel giorno lontano e lucente
della sua investitura a cavaliere.
E così il martedì mattina della settimana di Passione
il suo corpo martoriato dall'arsione delle pustole
fu posto su una barca destinata a scendere la corrente
e la sua ultima e nobile scorta era formata dai tre bastardi generati nell'arco lungo della sua vita:
da Benicevenne, il suo figlio prediletto,
e da Martinella, che negli anni della sua vecchiezza era stata la sua distrazione e il suo amore.
E la sua pelle era tesa tra le ossa come sottile pergamena tra le lamine.
Ho tanti carissimi amici nel corso di questi anni.
Sono andati tutti in un posto lontano.
Ed è a questo luogo che penso sempre più spesso.
Mia cara amica, venitemi accanto un'altra volta
e scaldatemi dal gelo che mi prende.
Datemi un bacio. Non lo farete mai più.
Vi ho in vita dei giorni più belli.
Ora è il momento di perderti,
di vederti scomparire dal mio desiderio.
Questa è la prima delle tante rinunce di cui sono fatte queste ore.
Ti ho cercato ed amato solo te!
Dio mi è testimone!
Non ti ho mia chiesto patti nuziali e dote alcuna.
E anche se il nome di sposa può sembrare più santo e decoroso,...
per me fu sempre più dolce quello di amica.
Perfino quello di amante.
Perché quanto più mi umiliavo davanti a te,
tanto più credevo di piacerti...
e di recar onore alla tua gloria.
E lui sapeva che come la fioritura delle rose era il colore del suo corpo
e come arcobaleno che si riflette nelle acque la luminescenza del suo sguardo.
Mea culpa, mio Dio! E perdona in nome della tua grazia...
Per chi è questa funzione?
Per quello che deve morire.
...dall'ora della mia nascita, fino a questo giorno in cui eccomi annientarmi.
Gerusalemme, città di Dio, su te sorgerà il Signore.
In te apparirà la sua gloria, su te sorgerà il Signore.
Con la Quaresima, Agnello lasciava il convento della Madonna della Neve
compiendo un giro di tutti i monasteri della Pentapoli per compilare un annuario
dei monaci e delle monache morti durante l'inverno.
- Vi saluto per la Croce! - Vi saluto per la Croce!
Chi si è portato via l'inverno?
Se ne sono andati i fratelli Giovanni di Lino e Mauro Lico.
E di che cosa?
Di decrepitezza e di troppe veglie.
- È passata anche di qui, vero? - Purtroppo sì.
- Vi saluto per la Croce! - Vi saluto per la Croce!
Qualche sorella di questo luogo è stata chiamata nel paradiso dei santi?
Sì, a metà novembre suor Amara della Genuflessione.
Vi saluto per la Croce!
Le sue primavere e le sue estati
erano interamente consumate valicando montagne
popolate da uccelli divoratori di carni,
scendendo orridi dirupi,
traversando boschi,
confidando nella protezione dell'Altissimo
e convinto della sua presenza nella linfa di tutte le cose buone del mondo.
Qui a novembre è morta suor Escola.
Escola...
E di che cosa?
Di bubboni e d'età.
E all'Annunciazione se n'è andato Sibiliano della Piana.
E come è morto?
Affogato nello stagno della canapa.
Vabbe', se volete prendere nota.
Alla Madonna del Canneto sono morti:
Gerberga di Caracivenga,
e Marcovelfo del Pioppeto.
Alla Madonna dei Lattani:
Onesto del Gesù
ed Arterio di Mones
e Cherubino di Gerusalemme.
[Parlano un linguaggio barbaro]
E Benigno offrì a quell'arcana compagnia una pagnotta e due pesci seccati nel sale.
E loro in cambio gli mostrarono il re morto,
un cadavere che puzzava,
addobbato da mantello e corona,
puntellato con forcelle di legno.
Era stato ucciso nella battaglia di San Leo dai contadini che lo avevano intrappolato in una vigna.
I suoi compagni lo riportavano nel Norico,
mostrandolo nei villaggi
e in cambio accattonando viveri per il viaggio.
[Parlano un linguaggio barbaro]
Martinella, ti ho affidato ad Undeo,
che saprà difenderti e amarti.
E gli do pure l'usufrutto del fondo di Montasico
e la rendita della rocca di Prada
e le vigne di Cerignone con i due masi.
Ve ne andrete domani.
E Benicevenne vi farà sapere della mia morte.
Per la quale farete dire al canonico di Reno cento messe.
E a te, Agateo, prego di portare la mia croce a Colonia,
dove Elena, madre di Costantino,
ha sepolto i corpi dei re magi,
saldando così il mio debito con Dio.
E per lascito ti do in moglie la figlia del fattore delle Vincaie,
morto da tre anni,
senza eredi maschi.
È ancora nubile e vergine
e tu mi devi promettere di attendere che sia interamente donna
prima di possederla,
tenendola per tua cara amica, non sposa.
E a te, Rolandino, dono i diritti di pesca e di caccia dei poderi di Casa Corazza e delle Spinelle.
E i guadi del fiume Rancolfo e della Barlesca e l'usufrutto del mulino di Perticale.
E avrai per moglie la quinta figlia del signore di Febino,
che fu già vedova due volte
e ha i pascoli della Guastoglia.
E tu, Benicevenne,
ora che il mio tempo è interamente compiuto,
sarai il signore di Malfole.
e investito cavaliere.
Che i santi militari Giorgio, Teodoro,
Mercurio e Martino,
pongano le tue armi
al servizio della Dama celeste.
E sappiano aiutarti a riconoscere i segni
che vorrò darti della mia pace raggiunta.
Ecco l'odore del mio figlio,
come l'odore di un campo di grano che il Signore ha benedetto.
Cosa volete?
- Desidero ottenere... - Desidero ottenere...
- ...la misericordia e la grazia divina... - ...la misericordia e la grazia divina...
- e far parte della vostra società. - e far parte della vostra società.
Che Dio vi doni la società dei fedeli.
Fate i passi necessari per entrare il terreno santo del monastero.
Come vi chiamate?
Margherita della Conca di Monte Fiore.
Ora fai parte della nostre fede, che dovrai custodire come il cuore nel petto.
Benvenuta, sorella!
Benvenuta, sorella!
E durante il primo interrogatorio,
dopo averla fatto giurare sulla spada,
è stato chiesto al marito di confermare se la moglie gli abbia offerto
nella sera della festività di sant'Aurilia,
un pesce di fiume che aveva nascosto ancora vivo nelle sue parti intime,
estraendolo segretamente solo dopo gli ultimi spasimi di agonia.
Sì lo confermo. Lei mi ha costretto a mangiare un pesce che aveva introdotto dentro la sua vergogna.
Tutto questo mi è stato rivelato da un mio cugino morto che mi è apparso dinanzi alla stalla.
Se lei gli abbia offerto del pane da mangiare che aveva fatto impastare sulla pelle nuda del suo posteriore.
E se abbia aggiunto ai cibi e alle bevande un po' del suo sangue mestruale.
Sì giuro che mi ha offerto del pane che si era fatta impastare di nascosto sul suo di dietro.
Se completamente nuda si sia cosparsa di miele, rotolandosi su uno strato di chicchi di grano,
e abbia poi raccolto tutti i grani cosparsi sul suo corpo.
L'ho vista io una notte completamente nuda rotolarsi sul grano.
Se li abbia macinati facendo girare la mola in senso opposto a quello della rotazione del sole
e con questa farina abbia poi confezionato un dolce, offrendolo nel letto al consorte.
Sì, li ha macinati facendo girare la mola in senso opposto a quello del sole.
Tutte queste azioni malvagie tese a rendere impotente il marito per conservarsi solo per l'amante.
Maria aveva tre anni quando i genitori la portarono al tempio
e vi rimase dodici anni. Ripeti!
Maria aveva tre anni quando i genitori la portarono al tempio e vi rimase dodici anni.
Quando ebbe quindici anni fu data in sposa a Giuseppe. Ripeti!
Quando ebbe quindici anni fu data in sposa a Giuseppe.
Fu allora che le apparve l'angelo e le disse: tu partorirai il Figlio dell'Altissimo.
- Di chi? - Dell'Altissimo. Ripeti!
Fu allora che le apparve l'angelo e le disse: tu partorirai il Figlio dell'Altissimo.
Devi aspettare qui. Lasciare qui tutti i tuoi ricordi, come fece Maria quando fu portata al tempio.
Devi abituarti a non avere più ricordi.
Devi imparare a cancellare tutte le cose e le persone a cui vorresti pensare.
Tutte quante via.
Pensi che con tuo figlio sarebbe stato più facile?
Io e lui l'avremmo fatta soffrire di meno.
Tutto qua.
Lui sapeva come si fa.
Ma non hai paura che tornino quelli che ammazzi?
Sai quanti uomini, quante donne! Persino dei preti!
Gente importante della Chiesa.
Ma nessuno si è mai rifatto vivo. Né di giorno, né di notte.
Questo vuol dire che all'altro mondo è molto facile andarci,
ma che è molto difficile tornare di qua.
Anche per quelli che vanno in Paradiso?
Quelli che ci danno a noi non vanno in Paradiso.
Tu come lo sai?
Chi credi di essere per saperlo?
Se c'è qualcuno che deve tornare,
lo so io chi è.
Vorresti che ci fosse lui qui al posto mio, vero?
Vincere noi stessi diventando ogni giorno più forti
e ogni giorno progredire nel nostro miglioramento.
Vincere noi stessi diventando ogni giorno più forti
e ogni giorno progredire nel nostro miglioramento.
Tanto più vasta e più profonda è la tua scienza,
tanto più severamente sarai giudicato.
Tanto più vasta e più profonda è la tua scienza,
tanto più severamente sarai giudicato.
Perciò non vantarti di nessuna dottrina od arte,
piuttosto abbi paura di tutto il sapere che ti è stato affidato.
Quella stessa notte era morta di febbri Irmina di Tiola,
donata un anno prima dalla famiglia al monastero
in cambio dell'uso del mulino per la macina del frumento.
Così Margherita prese il suo posto nel dormitorio
e le fu affidata la sua coperta, il suo paglione e il suo bacile.
che erano benedetti, perché Irmina era morta libera da peccato.
Gran parte delle oblate provenivano da famiglie legate ancora da arcane e barbariche superstizioni.
Come l'obbligo di difendere con rovi da interventi di presenze demoniache
l'anima del defunto prima della sepoltura.
Tre estati e tre inverni aveva mandato il nostro Signore Dio sulla terra
da quando a Rustico di Gerusalemme ed ai suoi due figli
era toccato fare il turno di guardia alla Torre del Passero
contro quelli di Gragnone.
Durava nove giorni e nove notti.
E non c'era famiglia di contadini che non dovesse dare i propri maschi a questa servitù.
Sono qua!
Durante questo tempo,
le donne di Bosco Gennaro dovevano portare ogni tre giorni
il companatico e il bere e l'olio e il pane.
Più due trecce di fichi secchi e il sale e due cedri.
Fu così che Venturina e Rustico vennero innamorati.
- Cosa volete? - Siamo qui per chiedere una concessione al signore di Malfole.
Il signore di Malfole è gravemente malato.
In questo stato non può dare udienza alla gente del borgo
e prendere decisioni su uomini e cose.
Già da tempo aspettiamo il benestare per il matrimonio di nostra figlia.
Chi è la sposa?
Venturina di Gerardo di Bosco Gennaro, signore.
E chi chiedi di sposare?
Remigio di Rustico di Gerusalemme.
Quanti gradi di parentela vi separano per non commettere incesto?
Dalla spalla al dito di mezzo.
Avanti.
Son figlia di Gerardo di Bosco Gennaro.
Che era figlio di Mariolo di Bosco Gennaro.
Che era fratello di Emma di Bosco Gennaro.
Che sposò Zaffiro di Gerusalemme.
Che ebbe Diamoro di Gerusalemme.
Che ebbe Rustico di Gerusalemme.
Che è suo padre.
Cosa date al vostro signore in cambio di questa concessione?
Questa bestia.
E così Venturina poté avere la sua festa di fidanzamento,
rendendo pubblico il suo amore.
A colui che prenderà questa mia arroganza,
chiedo di spingersi un passo avanti a quel ragazzo
che venne a fare il guardia per nove giorni e nove notti
nella Torre del Passero contro quelli di Gragnone.
E a colui che riceverà questa mia benedizione
chiedo di fare una genuflessione alla donna
che venne a portare agli uomini della Torre del Passero
il pane per nove giorni
e la carne, il vino e le uova per nove giorni.
E a colui che riceverà questa mia canzone
chiedo di baciare la punta delle dita del piede della donna
che se torno dalla Torre del Passero ripetendo fino al borgo le parole della rimazione.
E a colei che prenderà questa mia preghiera
chiedo di scambiare il suo posto d'onore con quell'anima che ha riconosciuto il mio amore.
E coloro che la colomba ha ritrovato facciano il segno del Cristo per suggello di questa adunanza.
Oltre che con la preghiera e col digiuno,
ci si preparava alla santa ricorrenza della morte e della resurrezione del Nazzareno,
ripulendo il proprio spirito dai peccati del mondo
e il proprio corpo dalle lordure dei mesi invernali.
Era anche occasione per liberarlo con grande perizia
dai tanti parassiti che lo infestavano.
E Margherita si sforzò di togliere dalla sua testa tutti i ricordi che la riportavano a casa,
oltre le montagne.
E per farlo scese nel prato dietro il monastero
a cercare la tomba dell'oblata alla quale aveva preso il posto.
Ma non sapendo leggere, non seppe trovarla.
Giovanni di Salotto di Casio.
Giuro.
Falduccio di Gennaio.
Giuro.
Dianora di Calimola.
Giuro.
Tusco di Campodose.
Giuro.
Maiolo di Ponte.
Giuro.
Ascelino di Santo Roveto.
Giuro.
Lotardo del Potere dell'Angelo.
Giuro.
Giuscla del Biscione.
Giuro.
Astra di Fiaccone.
Giuro.
Fessa della Valle di Tiola.
Giuro.
Centone di Rocca di Bardi.
Giuro.
Ammiano di Panico.
Giuro.
La legge dice questo:
Chiunque uccida la propria moglie e neghi e contro di lui giurino dodici vicini,
sarà salvo a patto che paghi duecento soldi di risarcimento.
Altrimenti verrà esposto alla prova del giudizio.
Ora le tue mani saranno avvolte di stoppa e di lino,
dopo essere state coperte di cera.
Fatto questo sarai consegnato agli esecutori di giustizia,
che ti custodiranno per tre giorni e tre notti.
Al terzo giorno,
se riporterai traccia di bruciatura,
significherà la tua menzogna
e sarai squartato vivo in questo punto del borgo.
Fra i tanti obblighi che regolavano la vita al monastero,
vi era sovrano quello del silenzio,
da osservarsi durante l'intero arco del giorno e della notte,
fatto salvo il momento della preghiera in comune.
Si usava così un linguaggio speciale basato sui segni.
Ogni segno raffigurava un essere o una cosa del regno umano, animale o vegetale.
Un'idea o un principio.
Una domanda o un ordine.
Un sogno o un tormento.
O un concetto celeste.
Sentite il profumo di questa pianta?
È il profumo della casa dove siete nato.
Come l'hai riconosciuta?
Dai vostri racconti.
Piacesse a Dio che avessi ancora la possibilità di cacciare in quei campi.
Ahimè! Non ho più alcun potere sul mio corpo!
È necessario che mi prepari.
Se c'è qualcosa che ti aiuti a non soffrire,
te lo farò sapere.
Ti invierò un segno per dirtelo.
Questo è il nostro patto.
Se avrò oltre alla mia morte
la maniera di tornare e dirti la mia pace,
se avrò questa maniera,
se il Signore Cristo mi avrà perdonato
e mi darà questa maniera,
lo farò.
Te lo prometto.
E allora, anima mia,
la tua vita sarà allietata dalla speranza che nessuno a me diede.
Questo è l'impegno che voglio dirti,
nel momento della mia morte.
E secondo l'uso antico di quelle nobili genti,
venne composto un cerchio di corde e di torce benedette
attorno al luogo nel quale il loro signore stava morendo,
lasciandovi aperto solo un piccolo pertugio,
che era detto il pertugio della morte,
un santo passaggio attraverso il quale la morte,
che fra le devote del signore è la più devota,
sarebbe penetrata quella notte nel buio e nel silenzio del padiglione,
accolta come un'amica attesa da tempo.
Margherita, è il mattutino! Vestiti!
Questa è la tua candela.
Dura un terzo della notte.
Quando sarà per spegnersi ti verranno a prendere.
Lo sai cosa devi fare, vero?
Pregare e non addormentarti mai.
Lo sai come si fa a pregare?
Devi dire: Maria, ti voglio bene; Maria, ti voglio bene.
Tutto qui. Capito?
Qui c'è il vescovo Bona. È inutile che apriamo, sono sicura.
Qui i conti Barti e le loro figlie.
Qui suona vuoto: non c'è nessuno qui.
Qui passava l'acqua, quindi niente.
Se è morto dopo il fratello, sta nella cripta.
Furono portati tutti, dopo che vennero i ladri.
È qui. Dovrebbe essere qui sotto.
Sì, è qui.
È l'anello di famiglia.
È la signora di Malfole, è lei.
Fu all'alba del giovedì di Passione che il signore di Malfole ebbe il riposo dei dormienti.
Il suo cadavere fu immerso nel vino caldo.
E le donne usarono foglie di palma benedetta
per liberare quel corpo di guerriero dalla lordura di anni.
I nemici tenevano in loro mano il re,
dedicando il loro sforzo a buttar giù il suo elmo.
Il signore di Malfole si avanzò tanto da lanciarsi su di loro.
E tanto colpì davanti, dietro
e mostrò a tal segno il suo stile
e tanto spinse e tirò
da strappare a forza al re la testiera del cavallo.
E lo riportò salvo nel suo campo amico.
Tanto fece il signore di Malfole che più tardi il re disse
che mai ebbe visto né conosciuto colpo di cavaliere più bello
di quello usato dal signore di Malfole in quella guerra.
E molto ne venne lodato dai migliori.
Con il capo rivolto a Gerusalemme!
Fu quello stesso giorno che i due carnefici si lasciarono trascinare dal loro prigioniero
oltre il Pratone dei Chierici, da Isabella di Monte Cavallaro,
la vedova che aveva il dono della pazzia di chi nacque in tenebra d'interlunio.
Per il piacere che mi desti,
io lavai i miei capelli, marito mio!
E poi, dopo averli lavati,
li legai con fili d'oro, marito mio!
E poi, dopo che li lavai,
io con l'oro ebbi a legarli!
Li legai con fili d'oro,
mentre te io aspettavo, marito mio!
Oh caro mio marito,
oh bestia viva che mi sei stata dentro,
oh amaro nutrimento!
Oh albero diritto cresciuto verso il cielo!
Oh dolce mio marito!
Isabella!
Isabella!
Sono Alfio!
- Vai via! - Debbo parlarti!
- Vattene! - Debbo parlarti!
Non ti avvicinare! Vai via! Via!
Non puoi tirarmi dei sassi!
Non ti avvicinare!
Vattene!
Non ti avvicinare!
Forse se ci va uno di voi a spiegarle quello che mi capita,
forse si intenerisce.
Mica posso morire così, senza neanche averle parlato!
Ci provo?
Ha detto che ce ne dobbiamo andare, che già l'ha messa in un bel guaio.
Vieni via di qui!
Chi ti trattiene tra i santi fiori, ti faccia tornare da me almeno una volta!
È sempre stata matta fin da bambina.
C'aveva il cervello pieno d'acqua che andava per conto suo.
Questo piace ai maschi.
Ora che cambia sempre.
Andavi a Monte Cavallaro
e saltava fuori nuda da dietro un albero e ti guardava.
Ma se ti facevi avanti,
era capace di chiamare aiuto, magari di tirarti contro dei sassi.
Se stavi fermo,
se ne stava lì nuda a direi dei nomi.
E il marito?
Sapeva!
E poi quando si sparse la voce che è rimasta vedova,
tutti i maschi venivano su da Campo d'Oso, da Pioppa,
per cercare di coprirla.
E così sono andato su anch'io.
E a me guardava in modo speciale.
Ha detto: "Ma te sei il marito della Marzolina!"
E poi?
Non dormivo più.
Allora...
sono andato al monastero della Visitazione
per chiedere alla Madonna
se poteva farmi rimanere vedovo.
Ma in dodici hanno giurato che l'hai uccisa tu.
Ti ho posto quale sentinella alla casa d'Israele.
Cantico dei Cantici?
No!
- Ezechiele 3:16? - Bene!
Miele stilla le labbra della donna perduta.
Salmo 25:8.
No!
- Proverbi 5:22? - Bene!
Essa è per gli uomini un immenso tesoro.
Sapienza 7:14.
Bravi!
Al tuono della sua voce si ammassano le acque del cielo.
- I Re 11:7 - No.
- Gioele 4:21 - No.
- Ecclesiastico 12:20? - No.
- Esodo 15:9? - No.
Ezechiele 23:3.
Proverbi 26:28.
- Salmo 145? - No.
Geremia 5:16.
Il giovedì santo il digiuno si protraeva sino alla terza ora dopo il mezzogiorno.
E solo allora era permesso spartirsi il pane.
Benedite opere tutte del Signore il Signore!
Lodatelo ed esaltatelo nei secoli!
Benedite angeli del Signore il Signore, benedite cieli il Signore!
Benedite acque tutte che siete nei cieli il Signore!
Benedite potenze tutte il Signore!
Benedite sole e luna il Signore!
Benedite stelle del cielo il Signore!
Benedite pioggia e rugiada il Signore!
Benedite o venti tutti il Signore!
E i diaconi, proseguendo la loro salita,
raggiunsero l'oliveto di Arnone,
dove cresceva una pianta secolare che si diceva avesse l'età che avrebbe il Cristo
se fosse rimasto fra gli umani.
La terra che nutriva quest'ulivo era terra benedetta
ed era sempre stata difesa dal pascolo e mai concimata.
Sola dalla spremitura delle olive di questa pianta si otteneva l'olio da consacrare,
santificare ed esorcizzare
secondo i dettami dell'antica liturgia.
L'olio che sarà consacrato dovrà essere filtrato attraverso tre corporali posti a tre diverse altezze
e fatto cadere nell'orcio nel quale, senza travaso alcuno,
sarà portato alla cattedrale,
dove verrà benedetto e mescolato al sacro crisma.
Questa sostanza preziosa opera nel battesimo e nella cresima,
nella consacrazione degli altari e dei camici,
nella benedizione dei defunti,
nella consacrazione dei re e dei principi,
nella benedizione delle campane,
E il sacro crisma, recato a Clovis re dei Franchi da un angelo apparso in forma di colomba,
conservato per tutto l'anno all'interno dell'altare nel punto più inviolabile e recondito,
veniva mescolato in poche gocce all'olio benedetto.
Non può nascere 'sta notte: non è ancora cambiata la luna!
Speriamo che nasca il venerdì santo!
Tutti i nati in quel giorno sono veggenti o guaritori.
Ed egli vide un'immensa pianura, chiamata il territorio del Paradiso.
Vi erano castelli in numero stupefacente e bellissimi giardini di ricreazione.
Tutte le vie del Paradiso erano fatte dell'oro più puro e delle pietre più preziose.
Un viale era formato da alberi d'oro e coi rami che risplendevano d'oro.
I loro fiori rimanevano ricchi di colori secondo la loro specie
ed erano più incantevoli e meravigliosi di qualsiasi cosa sia dato di vedere nei giardini terreni.
Ed egli vide nel mezzo di questo territorio Gerusalemme santa,
sublime, bellissima e riccamente adorna.
La città era circondata da sette mirabili castelli,
con stemmi che recavano il nome glorioso della Vergine.
Ed egli vide che i castelli erano riccamente decorati
e innalzavano vessilli di vittoria.
E che gli angeli e gli arcangeli, gli apostoli e i profeti, i confessori e le vergini
erano disposti secondo il loro rango.
Ed egli li vide e così seppe di avere raggiunto la sua casa di pace in eterno.
Amen!
La vernaccia!
- Si vede la testa? - Quasi!
Il mantello e la corona.
Forse bisogna avvisare il re!
No! Aspettiamo! No!
Il ciclo è finito!
Eccolo! Eccolo! Dai! Dai!
Eccolo! Sta uscendo!
Eccolo! Eccolo!
È femmina.
Dove lo date il primo colpo? Eh?
Tagliate prima un braccio? Eh?
Ce chi taglia prima le gambe, vero? Eh?
Ha mentito.
È questo il momento per darmi il segnale.
Che queste piante,
queste piante si muovano appena col vento.
Che queste piante si muovano appena,
e io crederò che la vostra anima sia stata accolta in Paradiso accanto a nostro Signore
e le vostre colpe vi sono state perdonate
e voi state guardandomi da lassù nella gloria,
lontano dalle vostre tribolazioni.
Che io batta con la mia spada il fusto di questa pianta,
e che si alzi in volo un uccello.
Questo è il patto fra noi: che se si alza in volo anche solo un uccello,
voi mi state guardando dal cielo e la mia angoscia di avervi perduto è placata.
È vero che uno non muore subito
e che bisogna che gli spacchiate la schiena perché finalmente crepi?
E che può continuare a vivere anche senza gambe e senza braccia?
Pensa a dove andrai!
Devi pensare solo a quello!
Devi pensare solo al posto che ti aspetta!
Tu l'hai visto?
Là ci sei stato?
Non se mai visto uno che c'è stato e poi è tornato a raccontarlo.
E invece sì!
Frate Agnello del monastero della Madonna della Neve.
Lui diceva di sapere dov'era il Paradiso.
E quella stessa sera, Agnello, risalendo il Monte delle Nebbie,
aveva raggiunto il monastero del Paraclito,
fra tu i luoghi sacri quello più vicino al cielo.
Vi saluto per la croce.
Vi saluto per la croce.
Purtroppo questo inverno la morte ha visitato i monasteri della valle e quelli del crinale.
E ha voluto visitare anche la nostra santa casa,
portandosi via la nostra sorella Alpaide, la nostra canonichessa.
Che cosa l'ha condotta in Paradiso?
Il morso di un cane rabbioso.
Ah! Sì. Capisco.
- Vi saluto per la croce. - Vi saluto per la croce.
E in una delle tante grotte del Monte delle Nebbie,
vicinissimo al cielo,
Agnello quella stessa notte morì.
Su quel registro delle anime del Paradiso,
che si concludeva con la monaca Alpaide morsicata da un cane rabbioso,
nessuno poté aggiungere il suo nome.
Un giorno una fanciulla che aveva 15 anni di età,
di nome Maria,
uscì di casa.
Aveva bisogno d'acqua.
Prese una brocca e si recò alla fonte.
Indossava questa veste,
l'unica che possedesse,
sdrucita in mote parti.
Arrivò alla fonte ed udì una voce che la chiamava.
Si voltò e c'era un angelo del Signore che le annunciò che di lì a poco
lei sarebbe diventata la Madre di Dio.
Lei ebbe una gran paura.
Non riusciva a credere al destino che l'attendeva.
Non sapeva a chi rivolgersi.
Allora scappò in un paese lontano fra i monti,
dove viveva sua cugina Elisabetta.
Bussò alla porta
ed Elisabetta le venne incontro benedicendola con queste parole:
a cosa debbo l'onore che la madre di Dio onnipotente venga qui a casa mia?
Allora Maria capì e disse: l'anima mia magnifica il Signore
e lo spirito mio gioisce in Dio mio salvatore,
perché ha rivolto i sui sguardi all'umiltà della sua serva.
grandi cose ha fatto in me colui che è potente.
E venne il mattino del venerdì santo
e le tenebre scesero sulla terra.
E anche la natura sembrava seguire un rituale legato a quel triste giorno.
Santo sei Dio,
santo sei Onnipotente,
santo sei Immortale,
abbi pietà di noi!
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In cosa ti ho provocato?
Dammi riposta!
L'Uomo sarà trascinato sul monte Golgota,
nelle cui viscere Adamo è sepolto.
E nel santo vigneto un ramo dell'albero del Paradiso,
diverrà la croce del Figlio.
Le acque si muteranno e diverranno carboni ardenti
e le stelle cadranno a pezzi per la fiamma infuocata,
come se mai fossero state create.
Il cielo si muterà in un immane fulmine
e i fulmini atterriranno il mondo.
Gli spiriti dei defunti saranno simili ad essi
e si trasformeranno in fuoco
al comando di Dio.
Cosa fate qui? Via! Andate via!
O croce sempre fedele, sei l'unico albero glorioso!
Nessuna selva ne produce uguali, per fronde, fiori e ceppo!
Amato legno, che regge i dolci chiodi e il dolce peso!
Il corpo di Cristo.
Il corpo di Cristo.
Il corpo di Cristo.
Il corpo di Cristo.
Ti do mia figlia.
Allontani questo anello benedetto gli assalti del Demonio!
Per tutti i servizi che mi renderai e per tutte le cose che mi hai promesso,
per tutto questo ti do la mia casa e me stesso.
Con questo gesto esercito il mio diritto nei riguardi degli uomini
e alle donne e alle cose e agli animali della signoria di Malfole,
di cui sono erede.
Offrivi voglio la mia sudditanza
e i pensieri della mia testa
e le azioni delle mie mani e dei miei piedi
e delle mie gambe.
È per questo che noi stiamo assieme.
E offrirvi voglio le mia preghiera.
E i sogni della mia notte.
E offrire vi voglio i figli che vorrete dal mio corpo,
con cui andrete per i campi a seminare il grano
e a fare le difese.
E non vorrò offrirvi
la mia vecchiezza,
né la mia bruttezza,
né la mia debolezza,
né la mia poverezza.
E voglia Dio che allora non mi vedrete!
Fate voi!
Buona notte!
Se quella brace sprigiona un vortice di scintille nel tempo in cui dico un Ave Maria,
significa che voi siete da qualche parte nell'universo,
e mi vedete dal Cielo dei beati
e mi volete dire la vostra pace.
Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum.
Benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui, Jesu.
Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
C'era nella regola dell'ultimo saluto questo patto,
che veniva stipulato con la persona più cara,
promettendogli un ritorno.
Era un patto che la gente di quella terra da secoli e secoli
faceva al momento del distacco
con chi era destinato a sopravvivere.
Ma mai alcuno aveva avuto dall'aldilà risposta alcuna.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.