All language subtitles for Marco.Polo.1982.DVDRip.XviD.Ita.Full.Version.5.of.8

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Original subtitles

figlio di Chinkin. Si allena coi suoi istruttori.

tutt'uno col suo cavallo.

(COMMENTI DI AMMIRAZIONE)

I loro archi sono infallibili e difficili da usare.

del suo cavallo, e serve tempo per domarli.

Non ho mai visto tirare così.

Voglio provare!

- Occorre tempo per imparare a usarlo.

- No, padrone, non mi è permesso.

- Non sono mongolo.

- Sono cinese.

Mi spiace, noi non possiamo toccare le armi.

< Voglio imparare a usarlo. Il cavallo e l'arco sono la forza dei mongoli.

Se imparo le loro abitudini e tradizioni, e la vita quotidiana,

conoscerò meglio la Cina e i cinesi, e ne parlerò alla mia gente.

- Così i vostri eserciti possono seguirti qui? - No!

< Vieni, siediti.

No.

Sua Santità il Papa, il gran khan della mia religione,

dice che è importante creare nuovi ponti fra i popoli e aprire porte alla comprensione.

- Sì.

- Così impariamo gli uni dagli altri.

- Inizia col non chiamarmi padrone! - Mi è stato detto di servirti.

Sì, ma quando siamo soli, chiamami Marco.

Se è un ordine, padron -- Marco!

È un ordine! Ora, insegnami a tendere questo arco!

Va bene. Non devi tenerlo scostato e tirare verso di te. Richiede troppa forza.

- Allora come devo fare? di quel che faresti con un arco normale.

e la corda con la mano destra,

poi allontani l'arco più che puoi.

- Così, eh? Grazie!

- Il principe Chinkin vuole vederti.

La vita a corte non è sempre così semplice.

Il potente Phags Pa sospetta di noi e della nostra influenza occidentale,

e così anche Yeli Shue. il cancelliere imperiale della dinastia.

La sua famiglia serve i Khan dai giorni di Gengis.

E usa le parole come fossero oro: con parsimonia.

Noi siamo stati accolti bene perché ci siamo comportati con intelligenza,

non compromettere la nostra posizione col Grande Khan mostrando...

un'eccessiva familiarità. Abbiamo troppo in gioco.

Chinkin!

- Aiuto! Chen Pao, vieni qui! - No!

- Tutti voi! - Chen Pao, aiutami a tenerlo!

No!

Chen Pao, aiutami!

(concitato) Rilassati, Chinkin!

Apri la bocca! Aprila, aprila! Così, mordi. Mordi forte, mordi!

Calmo, ora, calmo. Rilassati. Cerca di rilassarti!

Può avere un altro attacco!

(PARLANO IN MONGOLO)

(MUSIC A DI SUSPENSE)

Gli ho messo la mia cintura fra i denti, per impedirgli di mordersi la lingua.

che mio figlio aveva questa malattia?

- Ma hai capito subito che cos'era!

un ragazzo aveva la stessa malattia.

dopo molti mesi.

e venne da me.

Eravamo soli, nessun altro l'ha saputo. Eccetto sua madre.

Nessuno, nemmeno suo figlio Timur.

Altri che sapevano che un tempo ne soffriva, lo credevano guarito, fino a oggi.

Questa malattia è il più geloso segreto che tengo celato a tutti. Il più terribile!

Perché, grande signore? Perché è un segreto?

- Perché la gente non dovrebbe capire? - Sì, forse. Potrebbe perfino commiserarlo.

Ma una volta che lo sapessero tutti,

la sua vita sarebbe minacciata ancor più che dal suo male!

Perché credi che io abbia tenuto Chinkin vicino a me

mentre ho dato agli altri miei figli territori da governare?

Per impedire loro di cospirare!

Se avessero il sospetto di questa debolezza dell'erede al trono,

dopo la mia morte, la gelosia e la sete di potere li accecherebbero!

E l'impero fondato dal mio avo, Gengis Khan, verrebbe fatto a pezzi, dilaniato,

come un bufalo da un branco di lupi affamati!

Le mie guardie hanno ordini severissimi:

che chiunque sia testimone di uno dei suoi attacchi,

o ne venga a conoscenza per qualsiasi ragione,

sia subito messo a morte.

Le mie guardie stanno cercando i servi.

- Chen Pao? - Quando lo troveranno, egli verrà giustiziato insieme agli altri.

E poi... poi ci sei tu.

Se non altro, tu non implori pietà. È più facile, così.

Ma io so che ora, nel tuo cuore, disprezzi mio figlio.

Chinkin è mio amico, non lo disprezzo. Perché dovrei?

Mi ha offerto subito la sua amicizia.

Giulio, il mio unico vero amico, che viaggiava con noi, è morto in Persia.

Da allora non ho avuto nessuno, nessun amico vero,

e pensavo che Chinkin...

Hai torto!

Consideri il male caduco come se fosse la peste.

Molte persone ne hanno sofferto, uomini famosi:

Alessandro Magno, Giulio Cesare, il più nobile dei re romani!

Parli dei due potenti guerrieri?! Tutto il mondo onora quegli uomini!

Eppure avevano il mal caduco, signore! Padre Anselmo, a scuola, ce lo diceva.

E diceva che non c'era da avere vergogna,

che nell'antichità, quello era considerato un segno di grandezza.

(commosso) Mio figlio ha il segno della grandezza.

Messer Marco avrà da oggi un rango d'onore alla mia corte.

Sarà ammesso alla mia presenza in qualsiasi momento,

e i suoi ordini devono essere rispettati.

- Mi pare che tu abbia perso la cintura. - Sì, grande signore.

Ebbene, prendi questa in cambio.

Gli spiriti dell'aria sono inquieti, grande signore.

Il tempo sta cambiando, e forse ha causato i recenti disordini.

- Devo chiamare gli sciamani per disperdere le nubi? - No.

Torneremo a Khanbalic.

- (sarcastico) Il segno della grandezza. - Il principe si è ripreso, a quanto pare.

Non si riprenderà mai. Non sarà mai degno di succedere al grande Kublai.

Ogni giorno Chinkin diventa meno mongolo

e più avvelenato dalla religione degli stranieri.

L'imperatrice vuol convincere il Gran Khan che l'olio della tomba del dio cristiano

- ha poteri miracolosi. - Stai in guardia dalle superstizioni.

Per il Khan è come un gioco, ma Chinkin è un debole,

e una filosofia che esalta la debolezza gli piace molto.

Dobbiamo fare qualcosa.

quel legame...

deve essere tagliato. Eliminato.

CHINKIN: Marco, vieni. Precediamo il corteo.

Comincia da su, al Nord. Dicono che supera la lunghezza di sei milioni di passi.

E in certe parti è abbastanza larga perché ci passi facilmente un carro coi buoi.

Se non la vedessi con i miei occhi non ci crederei mai.

Dai, muoviti!

- Chi l'ha costruita? - I cinesi, un migliaio di anni fa,

per proteggere la Cina nordoccidentale dai barbari.

- Barbari? - Sì, Marco, i barbari del deserto. Noi mongoli.

Ma adesso è diventata solo un monumento, una reliquia del passato.

>Hai chiesto chi ha costruito la Grande Muraglia.

I più ti diranno che è stato l'imperatore della Cina, il figlio del cielo.

Ma non è stato lui.

Furono centinaia di migliaia di schiavi, prigionieri.

Più di cent'anni di lavoro forzato.

E tante migliaia di loro morirono.

Le sue pietre sono unite dal loro sangue.

La gloria dovrebbe spettare a loro.

C'è una storia di una bellissima donna: Meng Chen Nu.

Suo marito fu condannato a lavorare qui, e lei venne a vederlo, per l'ultima volta.

Quando seppe che era morto per la fatica,

le sue grida di dolore furono così accorate che nel muro si aprì una breccia,

che non si è richiusa mai più.

- È una storia triste.

(PARLANO IN MONGOLO)

- Il tuo servo cinese, Chen Pao... - Che hai saputo?

È stato giustiziato.

L'ordine del Khan di risparmiarlo è arrivato troppo tardi.

Chen Pao...

- Dici di non fidarsi di Phags Pa. - Non sarebbe saggio.

- Perché? - È sospettoso di chiunque possa avere influenza su mio padre.

Specialmente di mia madre e di me. È un fanatico della sua religione,

mentre io tollero tutte le religioni, purché coloro che le praticano siano onesti.

Phags Pa cerca di rivoltare mio figlio Timur contro di me.

Pensa che se prendesse il mio posto sul trono,

lui lo controllerebbe più facilmente di quanto potrebbe con me.

Ma se voi tollerate e capite chi professa altre religioni,

perché trattate i vostri sudditi cinesi così duramente?

Io non desidero affatto succedere a mio padre prima che il suo tempo sia compiuto.

Ma una cosa, soprattutto, io cercherò di fare quando sarà la mia ora:

insegnare a tutti che siamo una stessa nazione.

C'è una sola speranza per il futuro.

non saremo più considerati,

né ci considereremo dei conquistatori, fieri invasori di una terra straniera,

- bensì figli della stessa madre: la Cina. - Ma il Gran Khan non potrebbe farlo subito?

È troppo presto. Il Khan non ama affidare delicati incarichi di governo ai cinesi Han.

E il capo degli stampatori, Lu Tse Yu? Tuo padre sembra tenerlo in altissima stima.

Sì, come uomo di scienza.

Insegnanti, filosofi, artisti, poeti... migliaia di loro servono il Grande Khan.

Ma tutte le posizioni importanti sono in mano ai mongoli,

o a estranei che rimangono fedeli nel proprio interesse.

Se il Khan fosse rovesciato, anche loro lo sarebbero.

Estranei come mio padre, mio zio, io stesso?

Sì, ma c'è una differenza fra estranei e stranieri.

Ci sono molti estranei nei posti di comando.

- E Achmet è il più potente. - Amministra lui l'impero?

- È il reggente, quando mio padre non è nella capitale, a Khanbalic. - E com'è?

Esegue ciò che mio padre desidera sia fatto.

Khanbalic festeggerà il nostro ritorno.

potente signore.

Le tue armate, guidate dal generale Bayan, hanno sconfitto l'ultima resistenza dei Sung.

in un esilio vergognoso,

abbandonando l'imperatrice e suo figlio.

sotto il tuo dominio,

Una sola nazione, un solo impero, il più grande esistente sotto il sole.

si inchinano alla tua vittoria!

Alzati, Bayan, spada dell'impero.

di tutto quanto hai conquistato.

Ti proclamo reggente in nome di mio nipote Timur.

A lui affido il trono che una volta appartenne ai Sung.

Salutiamo te, nobile Xie Chi, e tuo figlio, il principe Gong Di.

Con il tuo coraggio e la tua saggia decisione

hai salvato la tua terra dalla distruzione.

fanno ora parte dell'impero,

anche tu adesso fai parte della famiglia.

Marco, di cui ho sentito parlare tanto bene?

Mio figlio. Il nobile Achmet è il nostro protettore in Cina, Marco.

Vi prego, sedete.

Non si trovano spesso consiglieri per tutti i problemi di commercio e di affari

abili come tuo padre e tuo zio, giovane amico.

Hai una grande reputazione da difendere.

l'ho appresa da loro.

Ben detto. Hai la mente sveglia.

nel commercio della sete e delle spezie.

NICCOLÒ: Abbiamo stabilito contatti con mercanti di molti paesi, viaggiando.

Idee, progetti, mio figlio ha preso nota di tutto. Come hai detto, ha la mente svelta.

le occasioni per aprire nuovi mercati

e nuove fonti di commercio si sono moltiplicate.

Forse presto avrò una missione anche per te, giovane Marco.

assegnato al seguito del principe Chinkin.

e così anche il Grande Khan.

Dice che tu sei l'unica persona che abbia mai osato dirgli che aveva torto.

- Dimenticando a chi stavo parlando, mio signore.

Io ti consiglierei di non farlo troppo spesso. Ho visto nobili teste rotolare per molto meno.

di aiuto o di consiglio rivolgiti pure a me,

prima di avvicinare chiunque altro.

Grandi eventi, altri giorni gloriosi si preparano per l'impero del potente Kublai.

La vittoria sui Sung ha convinto il Grande Khan che le sue armate sono invincibili.

nel fodero.

a una foresta di bandiere e di stendardi.

Un nuovo trionfo onorerà la dinastia Yuan.

Dovrei chiedere a Phags Pa di assegnarti agli archivi imperiali.

Sei diventato uno studioso.

detto che si può viaggiare con la mente.

Io lo faccio riscrivendo i miei appunti.

dal Sichuan. Sono splendidi.

l'odore della polvere delle strade.

- Vuoi ripartire? Sei già stanco di Khanbalic? - No! No, davvero. Neanche la conosco.

La Khanbalic al di là delle mura...

Qui è tutto così tranquillo, così calmo. Così imperiale!

Io non riesco a stare così, senza far niente.

Mio padre e mio zio fanno progetti, vogliono aprire nuove vie da qui a Venezia, ma io...

Presto avrai qualcosa da fare anche tu. Mio padre ha dei progetti per te.

- Che cosa? - Non posso dirti di più, per il momento.

Phags Pa mi ha detto che dobbiamo andare alla riunione del Consiglio imperiale.

Ci sono voci di una nuova impresa militare che mio padre sta progettando.

Come puoi vedere, l'ordine e la pace non regnano a lungo fra noi.

- Sei sicuro che dovrò venire anch'io? - Sì, ma abbiamo ancora qualche ora.

- Vieni con me. Ti porterò io al di là di quelle mura. - Solo un momento!

Qui vendono un rimedio per ogni malattia. Vieni a vedere.

Abbiamo compagnia!

- Cos'è questo? il veleno. - Contro il veleno?

Andiamo. Marco, vieni.

Due famiglie, riunite per un matrimonio.

l'altra ha perduto una figlia.

perché gli spiriti dei due bambini si sposino.

molto simili, perché diventino tutt'uno.

Avranno dolci e giocattoli per sempre.

questa gente sconfigge la morte

che ha negato ai due piccoli il traguardo del matrimonio.

una richiesta urgente da farmi. Che volete?

So che tra breve sarò giudicato. Mi domando se...

(perentorio) Avete poco da domandarvi.

Le vostre storie hanno affascinato molte persone,

ma la vostra immaginazione è troppo vivace. Toccate argomenti che...

trappole per chi non è protetto dalla fede.

Idoli, falsi profeti, riti superstiziosi, Budda, Maometto.

Il diavolo ha molte facce, messer Rustichello, e parla troppe lingue.

La sventura colpisce coloro che cedono alle sue tentazioni.

La storia di come Polo ha consegnato a una donna pagana l'olio del Santo Sepolcro,

- quella farsa di miracolo... - Non l'ha definito un miracolo. Il principe si è rimesso in fretta.

messer Rustichello.

Ma tenetelo presente, quando inventate scrivendo.

Io non ho inventato niente! Marco Polo dice che è tutto vero

e che potrebbe provarlo, se solo avesse qui le sue note.

Il padre e lo zio raduneranno

tutto ciò che ha annotato durante il viaggio e il soggiorno in Cina.

Fratello, chiedete al Patriarca e ai monaci di San Felice di aiutarci nella ricerca del vero!

Messer Polo ha fatto la medesima richiesta.

e lo zio è tornato in Persia.

un astronomo dell'università di Padova.

- Ma prima dovremo discuterne. Non posso continuare così, sto impazzendo!

Non ho mai né fatto né scritto qualcosa che la Chiesa possa disapprovare o condannare!

Il mio solo peccato, e prego Dio che non sia mortale, è stato ascoltare un veneziano.

Un torrente di parole tale da confondermi la mente, la memoria e la coscienza.

Se potessi passare altro tempo con lui, confronteremmo i nostri scritti,

potrei fargli altre domande.

Il futuro marito arriva sotto il segno del cavallo.

La sposa sotto quello del drago.

Le stelle dicono che nell'ottavo giorno della terza luna

sarà permesso di attraversare la soglia di una nuova casa e di piantare nuovi semi.

Né tempeste né grandine minacceranno la vostra gioia.

Qui, i maggiori astronomi della Cina si radunano per studiare il Sole e la Luna,

e per interrogare le stelle.

Nessun cinese pensa di sposarsi, o di intraprendere un affare,

o di mettersi in viaggio senza aver prima consultato i segni del cielo.

(VOCI INDISTINTE)

Vieni, tocca a noi.

Sei tu che vuoi interrogare le stelle?

il mio futuro.

Lui vuole chiederti quali giorni fortunati sono riservati alla nostra amicizia.

M ARCO: Se la pace durerà.

Nuvole nere attraversano il cielo color cobalto.

Tu vedrai, con occhi che non possono vedere, lacerarsi il buio della notte.

Alto, nel sole nascente, il drago brucia.

La bandiera del grande Khan fluttua... nell'oceano.

Cosa significa?

domande la pazienza delle stelle.

Andiamo via da qui.

(FISCHIAALL'UCCELLO)

Devi pregare il tuo dio che è morto sulla croce, Marco.

Da molti giorni io sono perseguitata, inseguita da incubi di lutto e di angoscia.

Una grande tempesta sta per abbattersi su di noi.

Madre, il dio di Marco ha ascoltato le tue preghiere per me.

- Forse proteggerà anche la pace. è una parola sconosciuta per noi mongoli.

È solo un'illusione, come il sogno che dura una notte e si lascia dietro solo rimpianti.

L'impero ha bisogno di pace, ora che abbraccia tutta la Cina, e il Khan lo sa.

- Ha finalmente avverato il suo sogno. - Sì, ma ha ancora delle vecchie ferite

che il suo orgoglio non gli lascia dimenticare.

Io ho visto stagioni e stagioni trascorrere e tramontare,

ma per lui ci sono sempre nuove frontiere da attraversare e nuove terre da conquistare.

che dicono molto ricco di gemme e di oro.

Già una volta il Khan ha provato a sottometterlo con le sue armate.

- Ha già provato?

La carenza di piani disperse le nostre navi, portandole al disastro.

- Come si chiama questo paese? - È conosciuto come Cipangu,

detto anche ''il Regno delle Isole''.

non ha mai dimenticato quella sconfitta.

L'ho perfino sentito ripetere quel nome nel sonno, come un incubo: Cipangu.

Ma io credo sia difficile resistere all'esercito del Khan. La sconfitta sarà stata...

la parola ''pace'' avrebbe vita molto breve.

tu stai già pensando alla guerra. Un'altra guerra.

Ma quel paese quant'è grande? E il suo esercito quanto è potente?

hanno detto i pochi superstiti della battaglia.

E anche questo.

Sono stati fatti da un uomo di quelle isole.

Era stato ferito in battaglia e portato tra noi prigioniero.

Cominciò a modellare oggetti, piccoli animali, coppe, vasi, quando era in prigione.

Fui colpita dalla sua arte

e chiesi per lui la libertà, un tetto e una bottega dove potesse lavorare.

Ebbene, quell'uomo è tutto quello che conosco di Cipangu.

d'accordo con te, grande Kublai.

Tuttavia, se questi sono i tuoi ordini, penso sia meglio per noi colpire a Kyushu.

Uno sbarco a sorpresa di 20 o 30 mila uomini contro le torri di difesa.

Soldati, schiera dopo schiera.

di ripetere i nostri errori.

Lo sbarco, l'attacco...

''Il nemico sarà impreparato'', dicevano!

''Sono sempre impegnati a combattere fra loro''.

Invece ci siamo trovati in trappola. Le loro spade davanti a noi e l'oceano alle spalle!

Wong, l'ammiraglio della mia flotta, ha preparato un piano d'attacco.

abbiamo combattuto i pirati di Cipangu.

I soldati delle isole assaltano le coste. Col tuo aiuto possiamo sconfiggerli,

e tu conquisterai il Regno di Cipangu.

Tremila navi salperanno dai miei porti!

dev'essere guidata da un mongolo!

dobbiamo essere come fratelli!

Wong comanderà la flotta, il valoroso Argan guiderà l'armata.

sconfiggeremo il nemico!

contro le altre isole.

Il mare le divide. E divise devono restare.

Come pezzi di ferro prima che la fornace li trasformi in spade e scudi!

Ho inviato i miei ambasciatori all'imperatore di Cipangu e al suo reggente, lo shikken.

Gli ho intimato di sottomettersi!

Ora dobbiamo solo aspettare la risposta.

Cipangu si piegherà.

Perfino in quell'impero così lontano, l'eco della mia vittoria sui Sung sarà arrivata.

Seguitemi.

Il grande tronco di Gengis Khan ha ritrovato oggi tutti i suoi rami.

Nobili consiglieri, il Re di Corea, nostro fratello e alleato.

L'ammiraglio Wong, comandante della flotta coreana.

Di tremila... tremila navi!

Governa su tutte le vaste regioni centrali della steppa.

Bektor Khan, capo delle famiglie nomadi del Ganzu.

E suo figlio Nachin, il più valoroso dei nostri giovani guerrieri.

Nayan, discendente anch'egli del grande Gengis, mio antenato.

Egli ha scelto un nuovo dio, il cui simbolo è una croce.

potente alleato del popolo mongolo.

guerrieri giacciono senza sepoltura

sul fondo del mare di Cipangu.

La sanguinosa offesa agli eredi di Gengis Khan non è stata ancora vendicata!

Ho inviato laggiù i nostri ambasciatori.

Sapremo tra breve se quelle isole si sottomettono o se vogliono un'altra guerra.

Grande Khan, il mare è la nostra debolezza.

Un mongolo non è un guerriero, senza il suo cavallo.

< Vuoi dire che combatterai, ma solo fin dove arrivano i tuoi cavalli?

Grande Khan, Caidu pensa che il mare paralizzerà i suoi uomini.

invitano alla prudenza.

Eppure qui nessuno può ignorare

le grandi difficoltà in cui versano molte regioni del nostro impero!

Inondanzioni, epidemie nel Nord, la carestia che minaccia il devastato Sud!

- La guerra, specie se combattuta così lontano, non è mai una soluzione. - Lo è...

Quando il premio per chi vince è l'oro! Tanto oro quanto nessun regno ha mai visto.

a contare le sue ricchezze?!

Finora abbiamo conosciuto solo il suo ferro, non il suo oro!

Phags Pa, mi hai detto che ci sono fratelli della tua fede che vivono in quelle isole.

le ruote delle preghiere.

Vorrei una parola di saggezza da te.

Io dico che Caidu ammonisce con ragione, ma gli occhi di Achmet guardano lontano.

Ciò che egli vede è tale da accendere il cuore di desiderio.

Ma forse l'ultima parola spetterebbe alle stelle.

i miei ambasciatori.

E poi la decisione sarà mia. E mia soltanto.

- Grazie. - Per me, il kumis è meglio. - Marco, senti... - Scusatemi.

- Ho una sorpresa, qualcosa di speciale. - Cos'è? - Aspetta e vedrai. È cinese.

è un'usanza cinese imposta dal Khan.

- Qui fuori all'aperto si sta meglio. - Qui si respira, finalmente.

So quello che provate. A volte non sopporto di essere chiuso dentro a queste mura.

Mi sento come prigioniero in una gabbia d'oro.

Devo darvi una brutta notizia... Dobbiamo tornare dentro alla gabbia!

Tuo padre è molto saggio ad approfittare di ogni occasione per lasciare Khanbalic.

Dov'è andato, questa volta?

Sta portando una barca lungo il canale imperiale ai porti di Dongzhu e Zhaidon.

Aspetta un carico di avorio e giada dall'India.

Ora capisco, perché Kublai dimentica il modo di vivere mongolo!

Si veste da cinese, ha le unghie dipinte e i capelli profumati come una donna!

(RIS ATE)

Segue molte usanze e ha rispetto per tutte.

E si comporta con gli dei allo stesso modo.

Il Khan accetta tutte le fedi. Se solamente ne avesse una sua...

Tieni per te la tua fede e la tua croce. Io condivido l'opinione di Caidu Khan.

Andare sul mare non è impresa per noi mongoli.

Anche l'imperatrice la pensa così. Dice che il popolo delle isole ha grandi virtù.

Avendolo nemico c'è molto da perdere e nessun guadagno.

i palazzi e persino le case hanno tetti d'oro.

- E ha montagne di argento e di gemme.

che nessun mercante c'è mai stato.

i governanti alla realtà.

- Eccola, la mia sorpresa.

Sono fili di pasta di grano con soia e spezie. Una delizia cinese.

- Mettilo là. - Ecco. - Sembrano spaghi bolliti! - Mangiate e sentirete.

Questo è uno dei miei piatti preferiti!

Guarda, guarda, guarda! Come si fa a mangiarli?

È così... è così che si mangiano.

Visto? (RIS ATE)

- Mi chiamo Marco Polo.

Sono al servizio del Gran Khan. Ho visto i tuoi lavori.

I miei vasi sono la mia vita. Per essi mi hanno concesso un tetto sopra alla testa

e una ciotola di riso al giorno.

né luce né buio.

L'imperatrice Chabi mi ha detto che sei stato ferito.

Agli occhi. Ora le mani vedono per me. Tu conosci l'imperatrice?

È stata lei a mostrarmi i tuoi vasi. Adesso sembra ancora più miracoloso.

L'oscurità non esiste per me.

Per cancellarla mi bastano le mani, e ho imparato a leggere i suoni, le voci.

- Desidero sapere qualcosa da te, vasaio.

un padrone. Non faccio in tempo.

sapere del tuo paese. Il Regno delle Isole.

Perché?

- Sento paura nella tua voce... minaccia. - No! Solo il desiderio di sapere.

Il desiderio di riconoscere il vero dal falso.

sembra che tu sia cieco come me.

io devo affidarmi alla memoria.

>Tu, alla tua immaginazione.

>I cinesi chiamano il mio paese ''Cipangu'', che significa ''terra del sole che nasce''.

>Il sole lo ama e lo rende bellissimo.

>Di primo mattino, i tetti delle case e dei templi brillano come oro,

e alla sera i gabbiani cantano, e l'aria è piena di magia e di voci amiche.

>- Perfino il vento è dolce. >- Un paese di pace, allora.

>Pace? No, amico mio.

Il mio popolo è diviso da molte cose: liti religiose, possesso di terra,

ricchi gelosi di ciò che hanno e sempre pronti a battersi per avere di più.

Poi c'è l'orgoglio delle grandi famiglie.

E i signori della guerra, che chiamiamo ''samurai''...

nello stesso tempo generosi e crudeli.

Nati per combattere, non depongono mai la spada.

L'uno contro l'altro, famiglia contro famiglia.

Come ha fatto un paese così diviso a respingere i mongoli?

Queste dita sono diverse l'una dall'altra, non è vero, amico mio?

Ora sono diventate un pugno, unito e forte.

Quando il mio paese subisce un attacco, tutte le dispute, tutte le risse tacciono.

e a quella del suo reggente, lo shikken,

e a quella del suo grande generale, lo shogun.

battesse un solo cuore.

il nostro paese.

L'unica dominazione che accettiamo è quella di colui che ci governa.

Per proteggere la nostra terra ogni uomo può sacrificare tutto, perfino...

la vista del sole glorioso.

Ti prego, ascolta... Un astrologo mi ha letto questo presagio nelle stelle:

''Nuvole nere attraversano il cielo color cobalto.

Il grande vento degli dei spinge le vele.

Tu vedrai, con occhi che non vedono, l'oscurità della notte lacerarsi.

Il grande vento degli dei spinge le vele.

Alto, nel sole nascente, il drago brucia''.

''Gli stendardi dell'impero fluttuano nell'acqua.''

C'è una tempesta che solo i nostri dei possono suscitare.

La chiamiamo ''kamikaze''... vento degli dei.

Scatena tutti i demoni del mare.

Le bandiere di Kublai verranno inghiottite da onde impazzite.

Sul fondo del mare di Ariake esse fluttueranno nella corrente mortale.

Vai dal tuo Khan, combatti la sua ambizione!

Io vedo troppi morti. Fai che la ragione prevalga.

(con tono deciso) Dubbi, incertezze, discussioni! Tutto è ormai alle nostre spalle.

ci ha dato la sua risposta.

I miei ambasciatori sono stati decapitati!

Guerra fino a che il nemico non sia sterminato, e tutte le sue difese distrutte!

Non ascoltare solo la voce dell'ira, Kublai!

a combattere per te contro i nostri nemici.

Ma contro la ragione non potremo combattere mai!

Dobbiamo ancora discutere e prepararci meglio!

Perdonami, Grande Khan! Nobili signori... So che non mi spetta di parlare qui.

Io e il principe sappiamo che le stelle sono sfavorevoli. Un astrologo ci ha detto...

Basta! Basta con tutti voi!

Ne ho abbastanza dei vostri dubbi e della vostra prudenza!

Voi nascondete la paura dietro a una finta saggezza!

< Voi dite: ''Combatteremo, ma non sul mare''.

Eppure il mondo che gli dei hanno dato ai mongoli è fatto di terra e di acqua!

con l'ammiraglio Wong

per condurre i nostri eserciti alla vittoria!

La nostra risposta a Cipangu è...

guerra!

Guerra!

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