All language subtitles for Marco.Polo.1982.DVDRip.XviD.Ita.Full.Version.2.of.8

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Original subtitles

Aiuto! No, no! Aiutatemi!

Lo conosco. È di Pisa come me.

Qui la pazzia cresce come la muffa sui muri.

Da dieci anni siamo chiusi qui dentro e Pisa ci ha dimenticati.

La guerra l'ha umiliata, ma per fierezza rifiuta un trattato di pace.

Forse sono matto anch'io e non lo so.

Mia madre mi diceva che sono matto da quando sono nato.

Be', sono fuori allenamento.

Hop! Hop!

Uno, due, tre... Hop!

- Tua madre aveva ragione.

Avete un pubblico più numeroso e autorevole oggi, messer Rustichello.

Messer Andrea, messer Paolo, messer Lorenzo.

Nobili cittadini di Genova, tutti illustri esperti di legge, oltre che di teologia.

- Legge e teologia: è troppo, per me. Sono solo uno scrittore.

- conosciamo bene le fasi del nostro lavoro. - Un po' come le stagioni.

la primavera per la semina.

- L'estate per il raccolto. - E l'autunno per la caduta delle foglie.

Siamo arrivati al punto della storia in cui Niccolò Polo e suo fratello Matteo -

venite - dopo la loro visita al Doge di Venezia,

considerarono opportuno non ritardare il loro viaggio di ritorno alla corte di Kublai Khan.

''Cominciarono con l'ingaggiare un equipaggio... e dei servi,

come scorta nel loro lungo cammino verso il lontano Catai.

Uomini con lo stesso loro spirito di avventura,

e la capacità di sopportare i sicuri disagi di un viaggio attraverso paesi sconosciuti.

>I Polo parlarono ai marinai con franchezza,

non nascondendo i pericoli che avrebbero incontrato, ma promettendo un compenso

che avrebbe assicurato a loro e alle loro famiglie il benessere futuro''.

le coste persiane o della Terra Santa.

- Ho scaricato più crociati io di qual--

- Sissignore.

Ogni capitano ve lo confermerà. Sono nato su una nave.

anche per terra. - Io sono nato a Padova,

a metà strada fra terra e acqua. I miei sono tutti per mare, non c'è nessuno a casa.

Dimenticavo, mi chiamo Jacopo.

Bene. Matteo, prendi accordi con questi due marinai.

C'è un carico per Acri che va sul ponte.

- Te ne vai di nuovo, allora? - Appena possibile.

- Per dove? - Prima a San Giovanni d'Acri per una visita al legato pontificio.

Poi verso la Persia e il Catai.

Perché non me l'hai detto?

L'abbiamo deciso adesso.

- Non aspettate l'elezione del nuovo papa?

Sono i tesori che avete lasciato là a preoccuparvi.

Ti sembra sbagliato? È una fortuna, lo capirai al nostro ritorno.

Ma... Io vengo con voi?

No, Marco. Non discutiamone nemmeno.

non hai esperienza. Sei troppo giovane.

- Posso imparare. - Non è così semplice, ci vuole disciplina, che tu non hai.

Dopo tutti questi anni non puoi lasciarmi a casa. Non puoi!

Non ho né tempo né voglia di discutere. Matteo, diglielo.

E potresti causarci seri guai, Marco.

Tuo padre sa quello che è meglio per te. Venezia è una bellissima città.

Sei fortunato a stare qui, puoi imparare un buon mestiere.

- Tu sei veneziano. - Ma...

- Un veneziano è nato per viaggiare, l'hai detto tu. - Quando l'ho detto?

Nella lettera che hai scritto a mia madre.

me la leggeva sempre.

- Non ho mai saputo altro di te. - Forse ho scritto una cosa del genere, ma...

di stare con te.

Mi domandavo dov'eri e come vivevi. Ma ho sempre saputo che saresti tornato.

Non lasciarmi più ora, ti prego.

< Vieni a casa, presto. C'è un uomo che chiede del padre di Marco.

Dice che non se ne va senza vederti.

Eccolo, quella canaglia.

Fermo, resta lì. Non un passo di più, sei in casa mia.

- Da che cosa?

Da me. Sono il padre, Caterina è mia figlia.

- Ma di che parli? - Ha cercato di fuggire con lei.

Ha passato la notte con lei.

- È la verità, Marco?

- Io...

Lei ha cercato di proteggerlo.

L'ho picchiata a bastonate e alla fine ha fatto il suo nome.

Provocheresti solo uno scandalo.

Non sarà così difficile.

- Se lei vuole, io...

Se si sposano la dote a quanto ammonterà?

Dote?

- Quale dote? - Nessuna ragazza va alle nozze a mani vuote.

La cosa è diversa per noi. Donna Fiammetta e io contavamo su di lei.

L'abbiamo custodita come un gioiello per maritarla molto bene.

Ma ora lui l'ha rovinata e qualcuno deve pagare.

Capisco.

Sei qui per trattare il prezzo. Mi servirà qualche giorno, devo pensarci.

Andrò al consiglio se voi...

Non sarà necessario.

No.

< Vogliamo tutti evitare fastidi e pettegolezzi.

Ne sono certo.

Tieni, è una bella somma.

- Non è sufficiente. - È solo per farti capire che siamo pronti a trattare.

E adesso devi andartene. Desidero parlare con mio figlio.

Se dipendesse da me... gli pianterei un coltello nello stomaco.

Vi concedo tre giorni.

Non un'ora di più.

- Sciagurato, irresponsabile, piccolo idiota!

- E com'è, allora?

Taci. Come si può pensare che mio figlio abbia rapporti con quella famiglia.

e lasciare che quella bestia...

Ti ricordo che quella bestia è suo padre!

Se dici ancora una parola dovrò pensare che sei proprio stupido come dice tuo padre.

- Non c'è altro modo, eh? - Il viaggio per Acri durerà cinque settimane.

Poi lì abbiamo da fare... Passeranno almeno sei mesi.

Forse allora le acque si saranno calmate.

- Hai capito? Tu vieni con noi. - Vieni con noi solo fino ad Acri.

Ora vai a preparare la tua roba.

Allora vai a vedere con i tuoi occhi se tutto è davvero come abbiamo immaginato.

con te. Voglio andare via da questa città.

Sai quanto ho dovuto lottare per convincere mio padre a portare me.

E non è ancora finita.

Pensate a costruire un'altra barca, invece.

Mio padre non vuole che vada più lontano di Acri, poi dovrò tornare qui.

E quando tornerò, partiremo insieme. Te lo prometto.

Eppure dev'esserci un modo.

è la barca che mio padre mi ha lasciato''.

- E la barca è affondata. - Proprio così.

- Che può fare un marinaio senza barca?

è chiedere al padre del suo amico di ripagargliela.

A meno che non pensi che basta lamentarsi per ottenere qualcosa.

Sapevi benissimo che Marco era inesperto. Gliel'hai data a tuo rischio.

Ho diritto a un risarcimento.

E cioè?

Un posto sulla vostra nave. Come vostro servo.

Cosa?

nel nostro viaggio.

e che poi dovrà tornare a Venezia?

tu invece dovrai proseguire.

per una barca finita in bocca ai pesci.

D'accordo.

- Si parte domani. - D'accordo.

- Partiamo domani!

Vado con loro!

- Giulio.

< Vi prego, solo un ultimo messaggio.

Una vera barca.

- E lasci Venezia. - Venezia, ma non te.

- Tu vieni con me. - E tuo padre cosa ne pensa?

Ti nasconderò a bordo, non ti vedrà nessuno.

- Non voglio lasciarti. - Tu mi hai già lasciata.

- O forse sono io che mi sto allontanando da te. - Cosa?

Tu vai troppo in fretta, sei nato per viaggiare per il mondo.

- Questo significa essere un vero veneziano. - Certo. - Secondo te.

- Ma io sono diversa. - No.

Quel giorno, quando ce ne andammo con la barca, io stavo tremando.

Mi staccavo da Venezia, ed era un dolore.

- Tu mi credi come te, ma io non lo sono.

Paesi lontani, altri popoli.

Quando me ne parlavi, per un momento, era come se li vedessi anch'io.

(C AMPANE)

(C AMPANE)

Domani! È quello il giorno.

- Vieni con me.

Sarei un problema e nient'altro. Io...

- Non sono nemmeno sicura di quello che provo per te. - Lo so cosa provi per me.

Esattamente quello che io provo per te.

I sentimenti non sono tutto. Mia madre ha altri progetti per me.

< Vuole che sposi un uomo che abbia una buona posizione.

Non starò via per molto tempo.

Poi mi rispedirà a casa.

- Presto ti rivedrò, ne sono certo.

Lo seguirai a ogni costo, anche se dovessi sopportare le pene dell'inferno.

ti si spezzerebbe il cuore.

Terra! Terra!

ce l'abbiamo fatta.

Ecco, Marco. Ecco quello che volevi vedere.

La Palestina.

San Giovanni d'Acri.

- Allora vedremo i crociati? - Sì.

Acri è l'ultimo porto cristiano in Terra Santa. L'ultima roccaforte dei crociati.

( voci del popolo)

i ladri ti derubano mentre ti guardano.

per Gerusalemme?

Cerco di immaginarmi come sarà.

Hai troppa immaginazione, te l'ho detto.

Più lontano non vai e ringrazia che ho tanta pazienza.

Puoi ringraziarlo, sei arrivato ad Acri.

Niccolò e Matteo Polo, mercanti di Venezia.

Questo è mio figlio Marco. Dobbiamo parlare con il legato pontificio.

- Così la vostra missione non ha approdato a nulla?

come ambasciatori del Khan,

il consiglio non si è interessato a quanto volevamo dire.

commerciale fra l'Europa e l'impero dell'Est

sarebbe stata vista come un'occasione d'oro.

dubitano della sua buona fede.

per il commercio. - Non solo commercio.

- Non solo quello.

- Avremmo l'occasione di conoscerli meglio.

- E sarebbe desiderabile?

Ci insegnano a temere e odiare i mongoli, come tutto ciò che non conosciamo.

L'odio non viene forse dall'ignoranza?

Ben detto, giovanotto. Si perdono molte occasioni per sfiducia e per paura. Sedetevi.

strade, costruire ponti, spalancare porte.

a pensieri e idee nuove.

Alla lenta e irresistibile diffusione della verità.

Ma certo non mi aspetto che il Patriarca capisca l'importanza di tutto questo.

È vero, neanche quando gli abbiamo detto che lo scopo principale del Khan

era di inviarci per stabilire relazioni amichevoli con il Papa.

Hanno riso dicendo che prima bisognava trovarlo, un papa.

Ridono della vergogna della cristianità.

è senza un capo spirituale

perché i cardinali si azzuffano e fanno politica.

Riacquisteranno mai la ragione?

MATTEO: Non ve n'è segno. Siamo partiti dopo la notizia della rivolta di Viterbo.

alla parola data.

a Venezia, chissà quanti a tornare.

- Il Khan penserà che abbiamo mancato di parola. - Dev'essere un grande uomo.

Signore, il gran maestro dei templari sta aspettando.

Bene. Accompagnatelo al mio appartamento, lo vedrò più tardi.

e l'offerta di relazioni amichevoli,

ma ditemi... che cosa vuole da noi?

a Sua Santità

di inviare insieme a noi un centinaio di dottori della Chiesa esperti in tutte le arti.

- Per istruirlo nella fede?

ogni religione è ammessa nel suo impero.

Buddista, musulmana, ebraica. Su questo atto di tolleranza ha fondato la sua pace:

- La pax mongolica. - Pax mongolica?

- Di quale fede è lui? - Di tutte.

E di nessuna. Concede uguale onore a ogni religione.

Sapete cosa dite? Vi rendete conto dell'occasione che rischiamo di perdere?

Pensate: un mondo cristiano che va dall'Irlanda alla Cina,

e tutto perduto per la mancanza di un papa. Venite.

- che brucia nella chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.

Al Khan è stato detto che l'olio è sacro, un potente talismano.

E così è, o può esserlo. Per i veri credenti ha operato il miracolo della guarigione.

Ma temo che per il Khan abbia poco valore. Tuttavia, se insiste...

Per questo siete qui?

- Ci serve il vostro aiuto per arrivare a Gerusalemme. - Capisco.

Il viaggio non è facile, né sicuro. Noi teniamo Acri,

ma i saraceni hanno la Città Santa e quasi tutta la Palestina.

Come vedete, viviamo in uno stato di tregua armata.

Tornate domattina. Vi darò una lettera per il Khan

spiegando che il fallimento della vostra missione non è per colpa vostra.

Voglio convincerlo che non tutti gli uomini d'occidente non apprezzano il suo gesto,

e voglio incoraggiarlo a ritentare quando avremo un papa.

- Spero che comprenderà. - Lo farà.

- Preparate tre salvacondotti.

Per messer Niccolò, Matteo e Marco Polo,

perché raggiungano Gerusalemme.

A domani.

Mio figlio rimarrà ad Acri, in attesa di una nave che lo riporti a Venezia.

È venuto in Terra Santa solo a comprare e vendere? La sua anima non vi interessa?

ma noi abbiamo combattuto perché i pellegrini entrino in città a pregare.

Non desiderate fare il santo pellegrinaggio?

Non desideri pregare sul Golgota? Camminare nelle orme del Signore?

È la cosa che desidero di più al mondo.

Allora proseguirai il viaggio.

Salvacondotti per Niccolò, Matteo... e Marco Polo.

Dicono che quella era la casa di Lazzaro,

l'uomo che venne resuscitato da Gesù.

(VAGITI)

- Sono musulmani? - Sì, ma sono solo pastori nomadi,

che si spostano e mettono le tende dove trovano da pascolare.

Guardate lassù!

(GRID A DI TERRORE)

Marco...

No, no.

NICCOLÒ: Eccola, Gerusalemme la santa.

Ci accamperemo qui. Agostino, prepara per dormire. Giulio, aiutalo.

Perché non continuiamo?

entrare o uscire dalla città

e nessun cristiano può circolare nelle strade di notte.

(C AMPANA)

Siamo al sicuro vicino alla città, ma qualcuno starà di guardia.

È probabile che non s'addormenti se è lui il primo.

Non hai detto una parola per tutto il giorno.

MATTEO: Guarda, Marco.

Gerusalemme. Non è emozionante?

Pensavo tu fossi felice.

Lo sono. E anche grato.

Ma continuo a pensare a quei poveri pastori massacrati.

- Lo so. - NICCOLÒ: Erano nostri nemici.

Donne e vecchi inermi.

Quelle bestie li hanno uccisi senza pietà.

quei valorosi crociati che tanto ammiravi.

- Non riesco a capire.

Arrivati pieni di entusiasmo perché conoscevano la grandezza della loro causa.

che la guerra per liberare i luoghi santi

>non sarebbe stata una breve e gloriosa campagna,

ma anni di sacrifici, di scorrerie, di imboscate.

Combattono contro un popolo unito,

e ogni bambino, ogni uomo, ogni donna, è un nemico mortale.

Con leggi severe.

Spietate, se applicate a infedeli come noi.

Non possiamo sapere cosa aveva fatto quella gente.

- Forse non aveva fatto niente. - Che ne sai tu?

Hai molto da imparare.

perdere le illusioni della giovinezza.

per sopravvivere in questo mondo,

non si devono mai dare giudizi affrettati.

Qui dove siamo, questo posto.

Era conosciuto come l'Orto del Getsemani.

(C ANTO DI GALLO)

(CORNO)

(C AMPANE)

Sentite, è appena cotto. Ha un profumo!

NICCOLÒ: Ci aspetterete con le carovane e i mercanti alla porta orientale.

- Sì, signore. - Non possono venire con noi?

No, costa troppo. Due once d'oro per ognuno che entra in città.

< Vieni, Marco. Metti questo.

- Che cos'è? - Un turbante. È una delle regole, bisogna portarlo.

Blu per i cristiani, giallo per gli ebrei. E ricordati: qui siamo noi gli infedeli.

- Credevo ci fosse una tregua. - Sì, ma con i mamelucchi al potere,

- Gerusalemme è poco ospitale. - Andremo solo a visitare il Santo Sepolcro,

per farci dare l'olio sacro.

stai vicino a noi e tieni la bocca chiusa.

Se oggi fosse qui ne porterebbe uno giallo.

- Gesù.

- Che volete?

- Cosa? del Santo Sepolcro.

- Non ne abbiamo da sprecare. una lettera dell'arcidiacono Teobaldo.

Scrivere è una cosa facile. ''Date l'olio, datelo'',

ma l'olio è scarso e qui usiamo solo il più puro.

- È quello che dicono tutti.

Non ce n'è abbastanza.

Ogni pellegrino ne vuole un po', per curare le pustole, o una gamba malata.

Naturalmente, vorremmo lasciare un obolo per la Chiesa.

Naturalmente.

Forse ha ragione.

Ne avranno bisogno.

Ed è loro diritto farsi pagare.

Per qualche goccia d'olio si compra una dozzina di boccali di vino.

Non importa.

Che cos'è un monaco avido a confronto di tutto questo?

Un messaggero da Acri sta cercando dei pellegrini. Il loro nome è Polo.

- Seguitemi.

- Niccolò Polo?

- Dovete tornare subito ad Acri. - Ad Acri? Noi dobbiamo proseguire per l'Oriente.

Questi sono gli ordini del legato, altro non vi so dire.

- Siamo tornati come volevate. - E ve ne sono grato.

- Spero che la visita al Santo Sepolcro abbia avuto successo. - Completamente.

- Ma poteva essere un ottimo inizio del nostro viaggio.

- Davvero non ne conoscete la ragione? - No, mio signore.

- Rivoglio indietro la lettera che ho scritto all'imperatore Kublai. - Come volete.

Ve ne darò un'altra. Quando siete partiti io non ero che il legato in Palestina.

Ci è giunta nel frattempo la notizia che i cardinali sono giunti a un accordo.

E hanno scelto me, indegno come sono, quale nuovo Papa.

(CANTI LITURGICI)

Vuoi tu, Teobaldo, accettare la tua elezione a sommo pontefice,

secondo i sacri canoni di Santa Madre Chiesa?

Accetto.

Gregorio, in onore del grande papa Gregorio VII,

che ha restituito tanta forza alla Chiesa.

Voi, che ora posso chiamare figli miei,

ritornando in Cina non sarete solo gli ambasciatori del Grande Khan,

ma nostri speciali inviati, porterete la nostra lettera al Khan e l'olio del Santo Sepolcro.

E insieme, la nostra prima benedizione apostolica.

et Filii et Spiritus Sancti descendat super vos et maneat semper.

TUTTI: Amen.

- Mi sembra ancora di sognare.

Ci proverò.

- No, vi prego, seduti. Finite la cena.

L'olio santo per il Gran Khan e questi sono i regali che desidero gli diate da parte mia.

Non lo supereremo mai in ricchezza, ma speriamo di colpirlo con il nostro artigianato.

I più raffinati orafi di Firenze.

E i grandi vetrai di Venezia.

Non dimentichiamo Venezia, vero, Marco?

Allora, dimmi: Gerusalemme l'hai trovata come la immaginavi?

Molto di più in un senso, Santità, e molto meno in un altro.

- Ah, sì?

e così vicino alla presenza del Signore.

Eppure, non ho mai provato tanta rabbia.

È un ragazzo ancora con poca esperienza, Santità.

pagare per entrare in una città

che dovrebbe essere aperta a chi va a pregare, e altri il cui unico scopo

E ciò che mi ha addolorato di più è quando ho visto i soldati della Croce,

- che ammazzavano donne e bambini innocenti. - Perdonatelo, Santità.

e di più.

Avete l'olio e i regali, ma il Grande Khan ha anche chiesto cento preti.

Non ne abbiamo tanti a disposizione e non credo che potrei trovarli,

comunque non viaggerete soli, ho scelto due uomini dotti e pii per accompagnarvi.

del beato san Domenico.

e fratello Guglielmo ha studiato gli insegnamenti di Maometto.

Avranno il potere di assolvere e di ordinare preti e vescovi a mio nome.

la nostra Chiesa in Oriente.

- Con la preghiera di mostrarcene degni. - E la coscienza che la nostra strada

- è la strada del martirio. fretta di raggiungere la schiera dei martiri.

Voglio che le mie lettere e le mie parole giungano agli occhi e alle orecchie del Khan.

- Santo Padre,

- i crociati chiedono che vi mostriate a loro e che gli diate la vostra benedizione.

C'è una gran folla, fuori. Stanno aspettando da ore.

< Verrò tra poco.

Voi tre siete la prova della nostra sincerità.

Marco, ricordati il nostro patto: tu devi tornare a casa.

destinazione?

- sulla strada verso l'Armenia.

- Sì, certo. Tanti, Santità. - Con navi che vanno a Venezia.

Tuo padre vuole rimandarti a casa, ma basta che io gli dica...

No. Perdonatemi, Santo Padre. La vostra benedizione è sufficiente.

Quando mio padre sarà davanti al Gran Khan, sono certo che sarò presente.

Le fatiche del mio nuovo incarico cominciano. Vi benedico.

Benedixit,

fregit,

deditque discipulis suis, dicens:

''Accipite et manducate

ex hoc omnes''.

''Hoc est enim corpus meum''.

Niccolò, guarda!

fermi i cavalli! Marco, stai vicino a me!

No! Che fai, imbecille?

(DIALOGO IN ARABO)

Che Dio sia benedetto!

Credevo... Perché non ci hanno attaccati?

Ha risposto al mio saluto. Non poteva farlo dopo averci augurato una buona giornata.

- Tu, alzati!

Mi hai sentito, alzati!

Sono andati via.

La tua imprudenza ci poteva costare la vita!

- Se lo sceicco non li avesse ferm --

Mio fratello ti ha salvato la pelle. Ora ascolta bene:

il Papa ci ha raccomandato di adottare ogni precauzione,

se cerchi il martirio vai contro la sua volontà!

Tu hai un debole cuore.

Io non ho paura di pregare il Signore anche davanti alla morte!

se offendi ogni pagano che incontriamo, non sopravvivremo alle prime 50 miglia!

Io credo che forse ha ragione, fratello.

- Pensate che i musulmani torneranno? - Può darsi, sì.

Quelli potevano far parte di una forza più numerosa

in ricognizione in territorio armeno

per attaccare le forze del Khan.

Andremo al prossimo villaggio per passarvi la notte. Conosco la gente della zona.

Ci aiuteranno.

(GRID ANO IN ARMENO)

NICCOLÒ: I cavalli sono sfiniti, tutti a terra.

- Fermi, c'è un musulmano.

(NICOLA GRID A)

Non bere!

Forse è infetta! Forse è avvelenata.

- Non so, Marco. Ho male dentro.

Non fartene accorgere. Chi rimane indietro, viene lasciato lì.

Ho paura che... Non penso di potercela fare.

È così diversa la realtà, è tanto difficile.

- Monta in sella, lo porto io. - No, se si accorgono che sto male...

- Mio padre dice che presto la troveremo.

Appoggiati a me e non parlare, risparmia le forze.

(PARLA IN MONGOLO)

(DIALOGO IN MONGOLO)

verso la Persia.

dalla Persia. - Nel mezzo di una guerra.

- Che cosa intendete fare?

Dobbiamo continuare.

Verso la Persia. Ora sì che servono le vostre preghiere.

(NITRITI IN LONTANANZA)

Accidenti.

Acqua... Acqua!

- Acqua!

- Acqua, Giulio! - Acqua!

NICCOLÒ: Ci accamperemo qui. Scaricate selle e bagagli.

Da settimane, ormai, stiamo andando avanti.

Ci fermiamo, cambiamo direzione.

E... ancora non sappiamo cosa succede.

Tenete presente che noi siamo i legati del Papa.

Fra Guglielmo e io.

Quindi siamo responsabili di questa missione.

Attraverso pericoli e sacrifici, ci siamo detti:

''Tutto si può sopportare finché un giorno troveremo i mongoli''.

''Gli uomini del Grande Khan. Il suo lasciapassare spianerà tutte le strade''.

Siamo già in territorio controllato dai mongoli e ci nascondiamo!

Evitiamo le carovaniere. Perché?!

Ma perché non fate decidere noi? Vogliamo agire con prudenza.

Dobbiamo evitare rischi inutili.

notte finché non saremo in territori più sicuri.

(GIULIO GEME)

Come stai, figliolo?

Meglio, signore. Meglio.

Al riparo dal sole va meglio.

- Grazie.

Sta troppo male quel ragazzo, non sopravvivrà.

Non avrei dovuto portarli.

Né lui, né Marco.

Il porto di Laiazzo è troppo lontano, non ci arriveremo mai.

Dovevo trovare la forza di dire di no al Papa, invece...

Marco dovrà proseguire con noi, ora.

- È un ragazzo forte, Marco.

Io lo conosco appena.

E sembra così...

Diverso da me.

Via le spade! Marco!

- Nascondi questi.

No, no! Andate via!

< Via! C'è la peste! - Giulio!

(GRID A IN ARABO)

Giulio...

Giulio, ti prego.

- Sono Marco. - Mi dispiace... Marco.

Gli amici...

a casa...

riderebbero...

a vedermi... così.

Volevo...

Volevo essere come...

Come te.

È morto.

Giulio è morto.

(sottovoce)

lulium, filium Christi.

(ORDINI IN ARABO)

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