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Io, Hany Owen Keane, con la presente lascio gli artefatti raccolti dalla mia famiglia nell'arco di 10 generazioni
alla Fondazione Luna per essere catalogati ed esposti nei suoi musei
secondo le istruzioni dettagliate che seguono.
Direi che "dettagliate" è un eufemismo.
Una delle più incredibili collezioni private di antiquariato al mondo.
Incredibile. Tutte quelle casse...
Ci devono essere migliaia di oggetti qui. - La maggior parte impagabili.
- Per questo ho chiamato Milo. - Derek!
Vecchio cagnaccio!
- Stai benissimo! - Bugiardo!
Milo Javits, ti presento Alexandra Moreau.
- Milo ha il miglior occhio per l'antiquariato che abbia mai conosciuto. - Niente di meglio del carcere per favorire la vita di un uomo.
- Prigione? - Derek non te l'ha detto? È così che ci siamo conosciuti.
- Come vi siete conosciuti? - Bloccando i pescherecci a strascico russi.
Abbiamo lavorato con Greenpeace per un anno. - In mare a salvare balene!
Dovete avere storie fantastiche. - Sì, ma sfortunatamente non sono adatte a conversazioni educate.
Oh... guarda qua.
Vaso da giardino in pietra con figura di porcellana, iscrizioni in gaelico, il mio è un po' arrugginito, mi spiace.
Apoutine. È l'equivalente gaelico del chiaro di luna.
Rugiada irlandese in una brocca di whisky, sembra appropriato.
Dai vetri direi che è celtico del 18° secolo, non particolarmente prezioso.
Forse è prezioso il contenuto.
C'è solo un modo per scoprirlo, unitevi a me. - In realtà conserverei le bevande per la cena.
Sai qual è il tuo problema? Sei sempre troppo teso.
- Milo, ti mostro la tua stanza? - Con piacere.
Mi faccia strada, signora, poi vorrei vedere tutto in quelle scatole.
Ragazzaccio...
Mi occuperò di te più tardi, tesoro.
Vediamo cosa c'è qui...
Mica male!
Sì!
Madre santa!
Lui è me!
Ed io sono lui!
Questo è impossibile!
Ehi? C'è nessuno?
Pare di no.
Incredibile! Ma come...?
La brocca della strega!
Vieni nel mio salotto, disse il ragno alla mosca...
- Devo per forza? - Ma certo!
Rilassati, tesoro, sarà la serata migliore della tua vita.
- Sì, certo... - Ma sì! Lo prometto!
- Dov'è la nostra stella? - Temo abbia le farfalle della prima.
- Cosa? - Kat, andiamo! Lo spettacolo va avanti!
- Sei così carina! - Non posso credere di dover indossare questa roba.
Non possiamo nemmeno tornare a casa dopo che è finito. - So che è difficile.
Ho parlato con l'imbianchino: ha quasi finito e possiamo tornare a casa Domenica.
- Non mi sento bene, mamma... - Tesoro...
Sei un soldato, so che puoi farcela.
- Ricordo la mia prima recita, ero così nervosa. Ho anche vomitato! - Grazie, Alex.
Ma non mi ha impedito di dare il massimo!
Non ho neanche una battuta, finisco nella ragnatela e vengo mangiata viva.
Tu hai il ruolo più importante della recita.
Sì, sei l'ultimo pasto di Charlotte.
Dai, Kat. Sai che l'unico modo per sconfiggere la paura è affrontarla con un sorriso.
Grazie ragazzo e non preoccuparti, non farò niente col tuo corpo che non farei con il mio.
Oh, Kat! Sei molto carina stasera.
Sì, appetitosa!
Molto divertente. Credevo ci fosse anche Nick. - Purtroppo il suo volo dalle Fiji è stato ritardato.
Arriverà domani sera. Ma mi ha chiesto di dirti di rompere un'ala.
Rachel, vorrei presentarti un mio vecchio amico, Milo Javits. Ci aiuterà a valutare la collezione Keane.
Milo, la mia socia, Dr Rachel Corrigan. - Corrigan! Irlandese? - Mio marito era irlandese.
Spirito affine e questa preziosa apetta è tua? - Non sembri irlandese.
Non sono un'ape, sono una mosca della frutta.
Spiriti affini? Non sei irlandese, pensavo fossi un cecoslovacco del Minnesota.
Guarda qua!
Attenta.
- Che bella! - E anche preziosa, mettiamola via.
Posso tenerla nella mia stanza stasera? - Vediamo quando torniamo.
A proposito. Dobbiamo andare. Mi spiace per la fretta. Spero potremo chiacchierare al nostro ritorno.
Alex mi ha raccontato delle storie su voi due...
In bocca al lupo, Kat!
- Allora, dimmi. - Dirti cosa?
Non hai resistito, eh?
Allora, com'era?
- Ottimo. - Bene!.
Allora beviamolo insieme!
Beh... Ai vecchi tempi.
Bella botta!
Sigaro?
Perché no?
Una delle cose più belle.
Adoro il whiskey invecchiato.
Ed un buon sigaro.
Anch'io.
Dannazione, ha funzionato!
Chi diavolo è lei, signore?
Se non sbaglio sono tuo fratello, Sean McStuart Colleen.
Ma nel corpo di qualcun altro.
- Non parli come Sean. - No, sono chiuso in questo corpo come tu in quello!
Provalo.
Ti sei rotto lo stinco quando eri ragazzo, è guarito male e da allora zoppichi.
Lo sanno tutti quelli che mi sonoscono.
Hai detto a mamma e papà che eri caduto da cavallo, ma l'hai rotto quando siamo entrati nel fienile degli Haggarty per rubare una mucca.
- Cosa ne abbiamo fatto della mucca? - L'abbiamo scambiata per una pistola.
Ricordi? Dio benedica James Stevens.
- Mio fratello, eh? - Sì...
Beh, fratello. Facciamo un brindisi.
A tutti i guai da cui mi hai tolto.
E questo è per tutti quelli in cui mi hai messo!
- Quindi dove credi che ci troviamo? - Bella domanda.
Gesù, Giuseppe e Maria!
Che diavolo è?
- Il piu grande ponte mai visto! - Sì...
Una cosa è certa. Non siamo più in Irlanda.
- Chi diavolo è? - Si chiama Derek. Sei tu.
- Io? - Sì, guarda...
- Stai scherzando? - Ti pare?
- È più freddo di uno sgombro. - Già. Come il mio, direi che non sono grandi bevitori.
- Peccato che il tuo sia così brutto. - Attento a come parli.
Non sei una bellezza nemmeno tu.
Allora che cosa mi è successo?
Pensiamoci, Jimmy. Qual è l'ultima cosa che ricordi?
Stavo andando a Derry dai cattolici un venerdì sera.
Giusto ed eravamo fuori per fare qualche soldo supplementare.
Abbiamo fatto irruzione in quella grande casa. - La villa della vecchia Margaret Keane.
Dicevano che era una strega ma noi non ci credevamo. - Ci ha beccati con le mani nel sacco.
Ma è stata buona. Non ha chiamato il conestabile. - Anzi ci ha offerto da bere!
- Da questa brocca. - Sì!
E la stavamo assecondando perché pensavamo fosse una sciocca.
Tieni. Leggi qua.
Gli spiriti distillati qui dentro sono anime di due parenti problematici.
Se scapperanno, combineranno altri guai.
Siamo noi.
- Ci ha fatto un incantesimo! - Cosa ti aspettavi, era una dannata strega.
Ci ha fatto un incantesimo versandoci un bicchierino e noi siamo stati così stupidi da berlo.
- Quindi i nostri corpi sono andati. - E i nostri spiriti sono finiti nella brocca.
Dannazione, ci ha intrappolati in una bottiglia come due barchette?
Quando ha bevuto dalla brocca il tuo spirito è scivolato fuori nel suo corpo e io nel suo..
Quindi se io sono lui e tu l'altro tizio, che ne è di loro?
Respira ancora, per cui immagino che finché abbiamo i loro corpi, sono morti per il mondo.
E se lui si sveglia, che mi succede?
- Non ci avevo pensato. - Ah no? - No.
- Cos'hai fatto dell'altro tizio? - L'ho messo in una di quelle scatole.
Non potevano mica esserci due me che girano nella stessa stanza, no?
Bella mossa, Sean.
Peccato che non eri così sveglio quando eravamo insieme.
Li seppelliremo entrambi non appena sorgerà il sole. - Perfetto.
Ce ne sono altri. Sono usciti, ma credo che torneranno presto.
- Quanti? - Due donne e una bambina vestita come una mosca della frutta.
Non ci crederai. Una delle donne è nera!
E l'altra dice di essere un dottore.
- Non è che hai bevuto troppo? - Te lo giuro!
E come hai detto che ti hanno chiamato? - Milo, dal Minnesota.
Che credo sia in Cecoslovacchia....
Questo Derek ed io siamo amici di vecchia data, pare.
Cosa pensi che facciano se scoprono che lui non è lui ma io e tu non tu ma qualcun altro che non è quel tizio?
Beh, immagino non ne saranno troppo contenti, inizialmente.
C'è una cosa da dire su questo Derek. Ha soldi da buttare!
È quello che ho pensato subito. Mi sono guardato in giro e ho visto che ero in una villa padronale, di sicuro.
Una casa padronale tutta da svaligiare.
Guarda. Hanno pure le luci imbottigliate.
Perché hanno tutta sta roba in giro?
Non ne ho idea. Ma una casa come questa ha dei bei soldi nascosti da qualche parte.
Avranno anche soldi ma il cibo è disgustoso. - Lascia perdere lo stomaco, pensa all'oro.
- Trovato qualcosa? - Niente.
Ascolta! Arriva qualcuno...
Eccoci arrivati! Un applauso per la star dello show!
- Li ha stesi tutti! - Lei?
Sono inciampata nella ragnatela. Ho fatto un casino!
No, tesoro. Hai iprovvisato! Tutto qua!
Va a lavarti i denti, vengo a rimboccarti le coperte. - Ottimo lavoro, Katherine.
Hai reso fiera tua madre.
Allora, fin dove siete arrivati con le scatole?
- Non molto lontano. - Beh, la fortuna dei Keane potrà aspettare un altro giorno.
- Vuoi unirti a noi per un drink? - Molto divertente, direi di no.
E tu, signorina? - "Signorina"? Oh Signore, hai bevuto troppo. A domani Derek!
Come desideri!
Buonanotte a entrambe!
Per quanto ne sai, sono sposato con una di loro? - Non credo. - Ah, meglio così.
Sa che non bevo da anni! - Non lo so, un po' di alcool e si trasforma!
Di certo ora stanno bene! - Vedremo domattina! Grazie di essere venuta.
Sei stata di supporto a Kat! Buona notte. - Anche a te!
Mele...
Sai quand'è l'ultima volta che ho mangiato una mela?
Zitto e continua a cercare.
Sarà stato l'inverno del 1794.
Buffo, non ricordavo quant'erano buone. Niente, niente.
- Forse non c'è oro. - Non essere stupido.
Ti ricordi la casa del dottore che abbiamo derubato?
Intendi quella con il pannello segreto dietro la libreria? Dici che ce n'è una simile? - Proviamo di sopra.
- Le stanze di questo piano sono finite. - E ancora nemmeno uno scellino.
Sai, Sean? Qui c'è qualcosa che non va. - Cosa?
In una grande casa come questa ci si aspetterebbe che abbiano dei cavalli.
Immagino di sì.
Quindi cosa manca?
- Il letame. - Esatto.
Forse non ci sono cavalli in paradiso. - Non siamo in paradiso qua. Né all'inferno.
Penso siamo completamente da un'altra parte.
- Libri. - E nessuna cassa.
Da qualche parte ci devono essere i soldi. Lo sento.
Guarda quanti libri...
Io non me ne vado a mani vuote.
Che fretta c'è? Facciamo con calma!
Scherzi? E le donne e la bambina?
Pensi che non se ne accorgeranno domani?
- Hai ragione. - Certo.
Aiutami a trovare la botola segreta.
Sean! Guarda qui!
- Com'è possibile? - Forse siamo morti!
- Non potresti farlo da vivo, no? - Forse sto sognando.
Ma non sono morto.
- Jimmy? - Sean vieni! - Scherzi? - Certo che no.
Non ci crederai mai.
Jimmy?
Jimmy! Mi senti? Che diavolo...?
Guarda qua!
Sean! Vieni qua!
Dai Jimmy, smettila! Vieni fuori!
Jimmy!
Jimmy?
- Jimmy! Mi senti? - Sean?
Mamma? Svegliati!
Kat...
- Mi hai fatto paura! - Bene, siamo in due.
- Perché? Che succede? - Derek...
- Cioè? - Ce ne sono due.
Che diavolo...?
- Smettila! - Che ti è successo? Sei piccolissimo!
Come sei finito li dentro?
Tranquillo Jimmy arrivo!
Arrivo Jimmy!
Due Derek?! Impossibile.
No, li ho visti insieme, allo stesso tempo. Succede qualcosa di strano stanotte.
- Intendi peggio delle altre notti... - Io vado da Alex.
Kat! Asptta...
Sean! Parlami.
- Jimmy... - Sì, sono io.
Devi aver sbattuto contro il muro.
Sean, dovresti vedere lì dentro.
Figure di te sul muro.. che si muovono!
- Bugiardo... - Te lo giuro!
Beh, siamo ancora vivi.
Buon Dio, guarda qua.
Guarda la data. 1998.
Siamo nel futuro...
Oh Gesùmmaria.
Siamo rinati?
Credo mi stia iniziando a piacere essere questo Derek.
- Forse stiamo facendo uno sbaglio. - Quale sbaglio?
Forse non dovremmo prendere l'oro e scappare.
Vuoi dire... prendiamo l'oro e rimaniamo qua?
Perché no? Questa è casa mia. E tu sei mio amico.
Faremo una vita da re!
E le due donne con la bambina? Tu stesso hai detto che se ne accorgeranno!
Chiameranno il conestabile!
La risposta è semplice.
Le uccidiamo.
Rachel.
- Ti ha detto dei due Derek? - Già, come se uno non bastasse. - Non mi credete?
Ok, dove li hai visti?
- Giù. Uno era chiuso in una scatola. - Che scatola? - Una di quelle che ci hanno mandato.
Perché eri giù a frugare nelle casse invece che a letto a dormire?
Prometti di non arrabbiarti?
Se mi dici la verità.
Cercavo questa.
- Mi dispiace Alex, volevo solo guardarla. - Va bene, rimettiamola a posto ora.
E dove hai visto i due Derek?
Portiamoli fuori.
E seppelliamoli. Dov'è il tuo? - In una di quelle dannate scatole.
- Era proprio qui. - Ricordi in quale scatola?
Era vicino alla porta! Non c'è più...
- Sicura? - Dimmi cos'hai fatto esattamente.
Hai preso l'angelo, giusto? - Che freddo! Derek ha lasciato la porta aperta.
Signore!
- Possiamo esservi d'aiuto? - Mamma, l'angelo. È rotto.
Non preoccuparti. Ti ha spaventata Derek.
Ci ha spaventate tutte!
- Dov'eravate? - Stavamo lavorando...
Sì, fino a tardi. C'è molto da fare...
Cosa fate qua? Credevo foste a letto.
- Kat ha detto di aver visto due te. - Due me??
- Davvero? E dove? - In una scatola. Non c'è più.
Che sollievo. Odio vedere più di un "me" andarsene in giro. - Già, hai immaginato tutto. A letto, Kat.
- E l'angelo? - Vediamo... è rotto.
Non so se si può riparare. Possiamo vedere con lo scanner, ok?
- Possiamo? - È tardi, ma... - Ti prego mamma...
- Ok. E poi a letto. - Grazie mamma!
A propoito, non credete dobbiate andare a letto anche voi, ragazzi?
Stavamo per dire lo stesso. Ci vediamo domani.
Buonanotte.
- Ora accendiamo lo scanner... - Cos'è questo?
È una brocca di whiskey.
È proprio da lì che viene il tuo angelo. Vedi?
Non posso credere che Derek l'abbia portata qua.
- Guarda che strana scritta. - È gaelico.
- Vuoi vedere cosa significa? - Sì!
Mettiamola qua.
Ora dobbiamo inserire il codice.
Gli spiriti distillati qui dentro sono anime di due parenti problematici.
Se scapperanno, combineranno altri guai.
Finché il bacio di un angelo li rimettera dentro. - Che strana filastrocca!
Che vuol dire? - Non lo so, avrà a che fare con la casa dei Keane.
Vediamo.
Ecco qua. Casa Keane. Costruita dalla famosa eccentrica nonna di Haney Keane, Margaret Keane, nel 1787.
Derek.
Era meglio se rimanevi a letto.
- La strega bianca di Ulster? - È così che la chiamavano.
Streghe e angeli. Che cose strane...
Due spiriti problematici. E un bacio d'angelo.
Diamo un'occhiata all'angelo? - Certo, è per quello che siamo qua, vero?
Mettilo nello scanner. Io lo esamino da qua.
Ok, non sembra molto danneggiato.
- Sembra che sia cavo. - Cavo?
Sembra ci sia del liquido dentro.
- Liquido? - Oh Derek!
Quanto whiskey avete bevuto? - Non molto. Un assaggino.
Io ne starei lontano, perché c'è qualcosa di strano.
Cosa te lo fa pensare?
C'è un avvertimento sulla brocca, ma credo che l'angelo contenga la cura. - Mi dispiace, ti sbagli.
Il pericolo è quello che c'è dentro l'angelo, ecco cosa ha usato la vecchia strega Margaret Keane per fregarci.
Quindi dammi qua, piccoletta!
Scappa Kat!
Ne hai chiusa una nell'armadio. - La piccola è scappata, ma non preoccuparti.
Trovato l'oro le uccideremo tutte.
- Se la ragazza ha la cura, potrebbe darci problemi. - Ha 10 anni, che problemi può darci?
E poi anche avendo la cura non significa che sappia come usarla. - Allora, dove guardiamo ora?
Aspetta, è sempre stato sotto il nostro naso, le scatole!
Ha detto qualcosa su una fortuna, ricordi?
- Mamma diceva sempre che eri intelligente, Jimmy. - Davvero?
Rachel!
Alex? Sei tu?
Kat? Apri la porta, tesoro.
Non si apre, è chiusa e manca la chiave.
Ok, Kat. Ascoltami attentamente. Devi fare come dico.
- Hai ancora l'angelo? - Sì. - Va giù, ma sta attenta....
Non lo so, Jimmy...
- Non abbiamo fortuna a quanto pare. - C'è solo una cosa da fare. - Uccidiamole ora!
Arriviamo da loro e le costringiamo a dirci dove si trova. - E poi le uccidiamo!
Scusa, angioletto.
- Dov'è andata? - Non lontano.
Con le buone o con le cattive?
Ora vieni con me.
- Preferirei con le buone. - Scusa ma usiamo le cattive!
Andiamo da Kat!
- Fine della corsa, signorine. - Hanno carattere!
- Ma è ora di finirla. - Non contarci.
- E perché, piccola guerriera? - Vinei quassù a scoprirlo.
- Va bene. - No, è un trucco. Ha l'angelo. C'è quello che c'era nella brocca!
Tieni mamma, prendi!
Prendilo!
- Preso! - Bravo!
- Kat! - Prendila!
Riprova!
- E poi cos'abbiamo fatto? - Un casino pazzesco.
- Crema e zucchero? - E aspirina, per favore.
- Non posso crederci... - Beh, una cosa è certa.
La collezione Keane non è più la stessa. - E nemmeno io.
Quindi dove sono Kat e Rachel? - A riparare l'angelo. Dopo quel che è successo le ho detto che poteva tenerlo.
Sì, è il meno che si possa fare.
A volte è difficile distinguere il reale dal falso, perché sono molto simili.
Ma basta scavare più in profondità.
Perché quel che conta è ciò che sta dentro.
Come dice mia mamma, dobbiamo ascoltare il nostro cuore.
E una volta capito cos'è vero, non temere di fare la cosa giusta.
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