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(sveglia)
"Eri troppo bella per svegliarti. Termini 13:30. M."
- Qui non si fuma! - Non sto fumando.
- Amore? - S�?
Chi cazzo baci? Dai!
Nessuno da un bel po', purtroppo!
Eri cos� carino! Speravi fosse Lara?
Smettila!
Voglio dormire ancora un po'.
Ti ricordi l'appuntamento di oggi alle 4:00?
S�.
Sistema questo casino!
Giacomo, sono le 7:30. Svegliati.
Giacomino!
Ahi!
Pensavi di essere a casa tua?
Oggi � il grande giorno! Sei emozionato?
Sono un po' triste, perch� non andr� pi� in quella scuola.
Andrai al Liceo. Che bello!
Nella vita bisogna sempre andare avanti?
Puoi anche farti bocciare. All'esame non dici niente...
- Vuoi chiamare mamma? - No, mi mette agitazione.
Per questo sei voluto venire a dormire da zia Nicoletta?
Elena, stamattina hai le pulizie in platea e stanotte al portone.
- Non so se stasera ci sar�. Mi chiamo Emma. - Quando lo saprai?
All'ora di pranzo. Ti far� sapere.
S�, ma questa non � come l'occupazione del Liceo.
Vaffanculo!
- Per favore, ascoltate... (voci e urla)
Che sta succedendo?
Forza, ragazzi, affrontiamo la salita che ci porter� in cima.
Forza, possiamo farcela!
Ora! Via! Spingi...
Guarda le gambe!
Senti il bruciore sui polpacci che sale fino alla coscia?
Cerca di resistere; sei qui per questo, per sentire il dolore.
Spingi, dai!
Lara! Lara! Siamo scesi, puoi metterti seduta.
Togli la resistenza. Brava.
Scendiamo verso casa. Una lunga discesa verso casa.
(segnale di SMS in entrata)
(con accento straniero) Nicoletta, che succede?
Il preside ha detto che uno dei commissari d'esame sta male.
Per dei motivi che non ho capito, il sostituto arriva da Caserta.
- Oddio! - Non esagerare, anche l� ci sono dei bravi professori.
- Giacomo? - Sta bene, � a scuola.
Hanno cominciato con tre ore di ritardo, il suo esame sar� alle 6:00.
Non sei rimasta con lui?
Giacomo ha 13 anni, se la cava benissimo da solo.
Potevi chiamare tuo fratello e farlo venire prima.
- Alle 9,30 di mattina? Scherzi? Ciao. - Nicoletta!
Vaffanculo!
Nel XVII secolo � molto evidente il peso della cultura spagnola.
Soprattutto in Italia,
dove si trasferiscono due elementi fondamentali della musica.
Uno � la chitarra...
- Corsini, smettila! - Scusi.
Uno � la chitarra,
che viene usata come strumento di accompagnamento...
Giacomo, vai a prendere il costume perch� oggi ti faccio il bagno!
Che soggetto! Ti do un bacetto.
- Giacomo! (sottovoce) Mamma, che fai qui?
Perch� parli piano? Quel genio di tuo padre non risponde al telefono!
- Cos'hai fatto? - Niente, ho battuto la testa a casa di zia.
Brava anche lei! Guarda qui!
La ferita deve prendere aria. Hai ripassato la tesina?
- Mamma, vai, tanto presto arriver� pap�. - Non ti lascio da solo.
- Dove andiamo? - Dov'� lo zaino?
Che guardi? Sbrigati, devo andare in ufficio.
- Hai dormito? La zia ti ha fatto fare colazione? - Certo.
- La zia ha detto che pap� non ha pi� quella fidanzata. - Davvero?
Non mi interessa.
Vuoi che io torni con pap�?
- Vorrei che tornaste insieme. - Non � la stessa cosa?
No. Comunque, la psicologa dice che non devi farmi queste domande.
Hai ragione, scusa.
Prego...
Salve.
Ciao, Emma!
- Wow! - Che cazzo fai qui? Lui non ha l'esame oggi?
Stasera. Ora devo andare in ufficio e tuo padre non risponde.
- Fa bene! Tu sei ansiosa e non vuoi lasciare tuo figlio qualche ora. - S�.
- Lui se la cava benissimo, vero? - Mamma vuole che ripassi.
- Non � mai venuta nessuna madre qui. Che figura di merda! - Scusa.
Salve.
Che bravi! Fate anche le pulizie.
Che domande? Vivi in un mondo tutto tuo! Lascia Giacomo e vattene.
- Tuo padre verr� a prenderlo. Chiamalo tu. - Lascialo in pace!
- Noi ce la caviamo benissimo. Vero? - Questo posto � molto bello.
- Anche quello che fate. - Ciao. - Ciao, amore. - Ciao.
(squilli di cellulare)
- Eccomi. - Lara, dove sei?
Ho avuto un problema, sto arrivando.
- Devi andare subito a San Giovanni. - Perch�?
- Giorgio vuole parlarti con urgenza. - Non puoi mandarci qualcun altro?
- Qui non c'� nessuno. - Come?
- Sono tutti al Ministero. - Andr� fra un'ora.
- Prima non puoi? - No...
- No! La prego, sto andando via. - Questa � la fermata dell'autobus.
Sono stata poco. Non � passato l'autobus.
- Qui non pu� parcheggiare! - Sia gentile...
(clacson) - Che palle!
Puoi metterti qui a studiare. Io vado a lavorare e poi torno.
Questo teatro ora � vostro?
� pubblico, quindi � sempre stato nostro.
Ma ora lo abbiamo aperto alla citt�.
Decidiamo insieme alla gente quali spettacoli fare.
- Tu quando reciti? - Dovevo fare una cosa, ma credo che non la far�.
- Che cosa? - Un monologo che ho scritto io.
- Perch� non lo fai? - Hai altre domande?
Che cosa c'�?
- Non devi trattare male mamma. - Lo so.
Non la sopporto, � troppo ansiosa; sembra un criceto!
Tutte le madri sono ansiose, devono occuparsi di tante cose.
- Non ha neanche pap� ad aiutarla. - � stata lei a cacciarlo.
Adesso studia e non mi rompere i coglioni.
(citofono)
(squilli di cellulare)
- Pronto, Lara? - Apri il cancello.
- Quale cancello? Dove sei? - Davanti casa di Roberto.
Che cosa fai l�?
Dovevi andare a scuola da Giacomo. Hai dimenticato che ha l'esame?
Stai calma, non l'ho dimenticato.
No? No?
- Dove sei? - Sono a scuola. Dov'� Giacomo?
Sei a scuola? Ti ho chiamato 20 volte!
Avr� l'esame alle 6:00. L'ho portato in teatro da Emma.
- Ecco perch� non lo trovavo! Dovevate dirmelo. - Ti ho chiamato!
- Ora vado, stai calma. - Non mi dire cos�, mi fai arrabbiare di pi�.
Portalo a mangiare qualcosa. Ma non troppo o non digerisce.
- S�. - Devi riportarlo a scuola entro le 5:30...
Aaah! Oddio!
Hai fatto una faccia...
Sei un idiota! Mi verr� un infarto.
- Fai una risata ogni tanto! - Non c'� niente da ridere!
Tuo figlio oggi ha l'esame di terza media! Lo capisci, imbecille?
L'esame non � la fine del mondo! Perch� sei sempre cos� aggressiva?
Ho dei problemi al lavoro. Conosci la parola "lavoro"?
Non posso mai fare affidamento su di te!
- Te ne rendi conto? - S�.
- Sei un bambino! - S�, sono molto giovanile...
- Scendi. - Sei sempre pi� bella.
Scendi!
Perch� non cambi mai?
Come va con la cinese di scuola? Ti sei fatto avanti?
Credo di averglielo fatto capire.
Sei cotto di lei da tre anni.
Oggi � l'ultimo giorno in cui la vedi e non le dici niente?
Glielo stavo per dire ma poi � arrivata mamma e...
Rompe sempre i coglioni!
- Vai a dirglielo. - Mi vergogno. Poi devo aspettare pap�.
Mamma ti ha trasmesso l'ansia. � la tua vita, cazzo!
- Dici che devo andare? - Certo.
Sbrigati, altrimenti cambi idea.
Aspetta.
- Ti voglio bene, fratellino. - Anch'io.
Stasera non verr� al tuo esame. Mi dispiace.
- Perch�? - Parto.
Ricordati che ti voglio bene e ti penso.
Adesso vai.
- Vai! - S�, ho dimenticato lo zaino.
(clacson) - Pap�!
Come stai, figlia mia?
- Quanto sei figo! - Grazie. Anche tu non sei male!
- Tuo fratello? - � a scuola. - L'esame non � alle 6:00?
S�, ma voleva stare con i compagni. Ha detto di raggiungerlo l�.
- Prima accompagnami a Termini. - Dove vai?
Te lo dico mentre andiamo. (squilli di cellulare)
Ahi! So gi� chi �!
� lei!
Pronto?
S�, tutto a posto. Giacomo � con me. L'ho preso.
Portalo a mangiare qualcosa.
Va bene.
Ora scendo sottoterra, quindi il cellulare non prender�.
Non mi fate preoccupare.
Ciao.
- Ciao, Giorgio. - Ciao, Lara.
Siete gi� cos� avanti?
Qui abbiamo quasi finito.
- A Piazza Venezia la Sovrintendenza ha trovato qualcosa. - No!
- No! - Invece s�! Ma ora devono sgombrare,
altrimenti si blocca tutto di nuovo. - Certo. - Attenta.
- Dovrai andare a discutere. - Lo so!
- Milos Weiss. - Chi �? - Non sai chi �?
- Il pi� grande regista teatrale d'Europa. - Addirittura!
- Ha tenuto un seminario da noi: "Uso del corpo". - State insieme?
S�, da pi� di un mese. Ora torna a Parigi per lavoro
e vuole che vada con lui. - A Parigi? Sei troppo piccola!
- Ho 23 anni! - Appunto, sei piccola.
- Come far� senza di te? - Non sono neanche due ore di aereo!
- Non ho i soldi. - Non hai venduto delle sculture?
S�, ma non mi hanno pagato. Comunque sto scherzando.
Non dare pi� soldi alla mamma, tanto lei guadagna abbastanza.
Da mesi non le do niente e mi sento di merda.
Non ti fare colpevolizzare da lei. Se voleva i soldi,
doveva sposare un bancario o un dentista, non un artista come te!
Hai ragione.
Non mi guardi in quel modo: � mia figlia.
Allora?
Ci siamo?
- Tu e Giacomo mi mancherete. - Anche la mamma. - No.
- Mi odia, pensa che io non valga niente. - Non � vero, ti adora.
"Se vuoi fare l'attrice, smetti di parlare e sali sul palcoscenico."
Sai che la mamma ha un brutto carattere.
Perch� non riusciamo pi� a essere felici insieme?
- Chi? - Noi quattro.
- Quando ero piccola, eravamo tanto belli. - Lo siamo ancora!
Ci siamo divisi per portare ovunque la nostra bellezza!
(voci non udibili)
(con accento francese) Che sorpresa! - Quale sorpresa?
- Perch� ridi? - Non ti aspettavo.
- Non hai scritto tu quel biglietto? - Certo.
- Ho pensato che volessi venire. - Infatti sono qui.
- Per salutarci. - Ciao. - Ciao.
Avevi paura che venissi con te?
Sar� forse per lo zaino?
- Sto andando a casa a fare il bucato. - Ah!
Ti sei spaventato?
Devo andare.
- Sei arrabbiata con me? - No, sono stanca.
- Non posso portarti con me ora. - Non te l'ho chiesto. Vai.
- Parte il treno. - Vado.
Ti chiamo quando arrivo.
Ciao.
(voci non udibili)
- Ciao, Xiaolian. - Ciao.
- Sto in terza C. Ti ricordi di me? - Certo, sei Giacomo.
A scuola siamo in tanti, e...
- Com'� andato l'esame? - Non lo so, ma dicono che sono andata bene.
- A me lo hanno spostato alle 6:00. - Poverino.
Vai a casa? Vado in quella direzione, se vuoi ti accompagno.
- Sai dove abito? - No, so dov'� il ristorante dei tuoi genitori.
- Che ho detto? - E vai!
Ti avevo avvisato!
Io ho una sorella pi� grande, si chiama Emma.
Vuole fare l'attrice e ha occupato un teatro con dei suoi amici.
I tuoi genitori che cosa fanno?
Mia madre � laureata in ingegneria con voti altissimi,
e dirige i lavori della metropolitana.
Lei controlla che le cose vengano fatte bene.
Invece mio padre � un artista.
Dipinge e fa lo scultore.
Ma ultimamente � in crisi creativa e non lavora pi�.
Mia madre dice che non ha mai lavorato molto perch� � pigro.
Viene da una famiglia di nobili che gli ha sempre fatto credere
che fosse un grande artista, e allora si � rilassato.
- I miei sono separati. - Lo dici come se fossero morti!
Dici?
Che imbecille! Forza! Porca miseria!
Dottoressa, mi dia il tempo di arrivare.
Non dicevo a lei, ero al telefono. Non mi permetterei mai.
Il mio ex-marito non risponde mai.
- Tranquilla. Si accomodi. - Mi scusi... Grazie.
- Salve, professore. - Buongiorno, ingegnere.
Forse non ci siamo capiti. Un mese fa mi ha detto che stavate per chiudere.
� vero, ma poi abbiamo fatto ritrovamenti interessanti.
- Quali ritrovamenti? - Sezioni di pavimento di una villa patrizia.
- E qualche piccola scultura. Le faccio vedere. - Non importa.
Gli Antichi Romani avevano mura e pavimenti. Non � una sorpresa!
- Non sia scortese, ingegnere. - Lei non mi prenda in giro!
Vi ho concesso mesi di proroga; ora basta.
Non abbiamo ancora iniziato a scavare la stazione.
Dovete chiudere e basta!
Dia un'occhiata ai reperti, vedr� che non sono soltanto mattoni.
- Ci saranno anche bellissimi sassi! - Abbiamo ritrovato anche un Lare.
Non mi interessa! Arrivederci.
Vai a cagare!
Cinque... dieci...
quindici... venti...
- Quaranta. Grazie, arrivederci. - Arrivederci.
- Un test di gravidanza. - Subito.
- Non importa, grazie. - Prego... Signorina, lo scontrino e il resto!
- Il bagno? - � in fondo.
- � solo per i clienti. - Prendo un caff�.
Vaffanculo!
� incredibile! In tre anni di scuola non avevamo quasi mai parlato.
� un peccato! Per� lo stiamo facendo oggi.
Ora che cambiamo scuola mi farebbe piacere...
poterti vedere ancora... Se per te non � un problema.
- Per me no, per�... - Per�?
I miei genitori non vogliono che io frequenti i ragazzi italiani.
- Perch�? - Scusa, � molto imbarazzante...
- Dimmi. - Dicono che gli italiani non hanno voglia di lavorare.
Per me � un'idea sbagliata, ma loro...
Forse in certi casi hanno ragione.
- Io per� sono per met� russo. - � vero.
I russi sono lavoratori. Infatti io mi rifaccio il letto, lavo i piatti,
e in estate lavo la macchina dei nonni.
Devo andare, ciao.
(voci non udibili)
(squilli di cellulare)
- Pap�? - Sto arrivando.
- Non sono a scuola. - Dove sei? - Al bar a Piazza Vittorio.
Sto arrivando. Se chiama mamma, dille che sono l� con te.
Mi raccomando, altrimenti mi rompe le palle.
Porca pupazza infame!
Pap�?
(clacson) - Un attimo... Un po' di pazienza!
(clacson)
Scusa... scusa...
Siete tutti nervosi. Un attimo...
(clacson) - Che palle! Un momento!
- Mamma? - Amore, dove sei? - A scuola.
- Pap� � arrivato? - No, per�... - Ancora no?
- Allora vengo io. - Non ti arrabbiare, mi ha chiamato.
- Sta arrivando. - Un'ora fa mi ha detto che era gi� con te.
Digli di chiamarmi quando arriva. Tu stai bene, amore?
- Sei riuscito a ripassare un po'? - S�, mamma.
Devi dire a pap� di portarti a mangiare qualcosa, e poi a casa.
- Va bene, mamma. - Mi raccomando! - S�.
(clacson)
Piccolo! Come stai?
- Sei pronto per l'esame? Che hai fatto alla fronte? - Ho sbattuto.
- Mamma ha chiamato? - No... Cio�, s�. - S� o no? - S�.
- Gli hai detto che non stavamo insieme? - No.
Bravo. Lei � gi� tanto nervosa, non dobbiamo farla innervosire di pi�.
- Forse lo ha capito. - Come?
- Ha chiesto di parlare con te e... - No! Dovevi dirgli una bugia.
Non sono capace.
Le bugie non sono sempre un male, te l'ho spiegato tante volte.
- Spesso la verit� � una rottura di coglioni! - Mi dispiace.
Non importa... Hai fame?
Dove andiamo a mangiare?
- L�. - Al ristorante cinese? Non ti � mai piaciuto.
Invece s�. L'ho provato con mamma.
Allora va bene. Andiamo.
La lasagna? Qui fate sempre le stesse cose. Prendo gli gnocchi.
- Prego, signora. - Non occorre, grazie, c'� poca fila.
No, prego. Alessandro, spostati. Prego...
Grazie.
Zucchine e tacchino. Grazie.
Grazie.
- Ciao, Albertina. - Ciao, Lara.
- Li metti in soggezione. - A me sembra di fargli pena.
- Che cattivo umore! - � una giornata di merda.
Scusa il ritardo, oggi � successo di tutto.
� cos� da quando ti conosco, 20 anni.
- Non ti senti cos� anche tu a volte? - Cos� come?
Come se fosse tutto finito troppo presto.
� una sensazione che ho provato. Ma ormai sono passati anni.
Un matrimonio sbagliato, una figlia che mi odia,
un figlio che far� presto a meno di me.
- Siamo nella norma. - E questi che mi trattano come se fossi la nonna!
Non esageriamo, come la mamma!
Grazie!
- Albertina, non si pu� fumare qui. - Non m'importa!
Qui si mangia peggio di come mi ricordavo, almeno fammi fumare.
Se vuoi, ti cedo il mio appuntamento.
- No. Giacomo ha l'esame alle 6:00. - Devi solo fare due chiacchiere.
Scordatelo!
Come vuoi.
Sono sveglio da stamattina alle 8:00 a causa del tuo esame.
Poi mamma mi ha detto che lo hanno rimandato.
� molto nervosa; sembra che debba farlo lei!
Io invece sono sicuro che andrai bene. Hai programmi per l'estate?
A luglio andremo dai nonni. Poi forse in Spagna con mamma.
Bella! Ci siamo stati, ti ricordi? Nei Paesi Baschi.
� stata l'ultima vacanza che abbiamo fatto tutti insieme.
C'era quella festa in cui erano tutti ubriachi...
Non riuscivamo a dormire a causa del rumore.
Siamo andati in un piccolo luna-park a Bilbao, e c'era quel gioco
in cui i cavalli vanno avanti se mandi la palla in buca.
Tu ed Emma avete voluto farmi giocare e alla fine ho vinto.
- Ho preso l'orsacchiotto per te. - Ce l'ho ancora, si chiama Bilbao.
Bilbao! Hai visto?
Fu una serata bellissima. Eravamo tutti cos� felici.
Non and� proprio cos�.
- Come? - Mamma fece la gara.
Fu lei a vincere.
Non � bello che tu sminuisca quello che fa pap�
per far fare bella figura a mamma. Tu le vuoi bene ma...
Non ti sto sminuendo. Io ricordo questo.
Grazie... L'argomento � chiuso.
Buon appetito.
(segnale di SMS in entrata) - Ecco...
- � Giacomo. - Guarda la strada! - Leggimelo.
- "Sono a pranzo con pap�. Tutto bene." - Finalmente!
- Visto? Puoi stare tranquilla. - Salgo, lo saluto e vado via. - S�.
Non fare quella faccia.
Va bene, per� vai pi� piano; mi torna su il polpettone.
Albertina, non ho capito...
- Ci sei stata? Hai fatto qualcosa? - Mi hai guardato?
Ci siamo visti da amici un paio di volte...
Non ho intenzione di fare niente.
- Ti fidi di me? - No. Cio�... s�.
- S�, mi fido. - Mamma ti ha convinto che io non sono una persona seria.
- Non � vero. - Sai chi ti dava il biberon e ti cambiava i pannolini?
- Tu. - Bravo! Esatto.
Mamma lavorava.
Lei poteva lavorare grazie al fatto che io stavo a casa.
Non ci avevi pensato?
- Ti devi fidare di me. - Mi fido.
Davvero? Dammi il cinque.
Stringi!
- Scusi, non funziona. - Come?
- "Carta non abilitata". - Come?
- La vostra macchinetta non funziona. - Funziona sempre.
Davvero? Non c'� problema, paghiamo in contanti. 43 euro.
Vediamo quanto ho... 15...
Giacomo, hai dei soldi in contanti?
Abbia pazienza...
Allora... abbiamo 10... 15... 20...
24... Dovr� farci credito, signora.
Le � sparito subito il sorriso!
(voci non udibili) - A Londra mi volevano arrestare.
Poi si sono distratti e io sono scappato.
Mia figlia dice che tu sei a scuola sua.
Allora non importa, non pagate. Grazie.
Sta a scuola tua?
- Che fortuna! - Non li prendere!
Ci hanno offerto il pranzo, se non accettiamo, potrebbero arrabbiarsi!
Andiamo, prima che cambino idea.
Andiamo a ripassare per l'esame.
- Andiamo a prendere i soldi e glieli portiamo? - Non � urgente.
- Invece s�! - Stai calmo, piccolo.
- Non so dove prenderli. - Li chiediamo a mamma.
Figurati!
Posso chiederli a Roberto... Merda!
- Che ore sono? - Le 15:45.
- Devo scappare! - Dove vai? Devi riportarmi a casa!
Scusa, ho un appuntamento di lavoro che avevo dimenticato.
- Mamma ha detto che mi avresti riportato. - Non posso!
- Vengo a prenderti dopo. - Stronzo, pensi solo a te stesso. Ti odio!
- Calmati, piccolo! - Smettila, io non sono piccolo!
- Non sono piccolo! - Giacomo! - Vaffanculo!
Non dire parolacce! Vieni qua!
Vieni!
(squilli di cellulare)
(squilli di cellulare)
- Giacomo, dove sei? - Non � con te?
No... Ciao. Siamo stati insieme finora.
Siamo andati al ristorante, l'ho appena lasciato a casa.
Dovevi stare con lui.
Non posso, ho un appuntamento di lavoro.
- Lavoro? Tu? - Abbi piet� di noi comuni mortali!
Non siamo tutti perfetti come te. Sei pesante, sei opprimente!
Anche tua figlia non ti sopporta pi�.
Tu l'hai convinta che sei una vittima.
Non le ho detto niente! Ha le sue opinioni, ha 20 anni.
- Smettila... - Ti fa incazzare
che anche gli altri abbiano una loro opinione.
- Cresci, Ettore! - Vaffanculo, Lara! - Vaffanculo te!
Perch� ho fatto dei figli con lui?
Perch�?
Ciao, Emma.
Ha il 15 per cento di share.
- Non � poco. - No.
Ha un'impostazione nazional-popolare.
La scenografa ha sempre fatto questo tipo di cose.
Vorrei che tu collaborassi con lei e ti inventassi qualcosa
un po' meno banale, un po' pi� originale. Di qua.
Vado a chiamare il produttore. � una persona simpaticissima.
Sono molto contento che tu sia qui!
Attenzione.
(voci non udibili)
Questo � lo spazio riservato agli animali domestici e al bestiame.
Scusa, Gianni, c'� il mio amico di cui ti parlavo. Te lo presento...
Chiedo scusa...
- Che cosa fa? - Scusi, non trovo pi� il biglietto.
- Non siamo sull'autobus. - Sto uscendo. - Non pu� uscire cos�!
- Scusi. Grazie. - Ettore, dove vai?
- Roberto, non ci riesco. - Mi fai fare una figura di merda!
- Ho avuto un capogiro... - Smettila, sei ridicolo!
Rifiuti un lavoro di questi tempi per restare a casa senza fare niente!
- Vergognati! - Abbassa la voce.
- Sei presuntuoso e viziato! Ha ragione Lara! - Non esagerare...
Non ti aiuter� pi�.
E trovati un altro posto, perch� non ti voglio pi� a casa mia.
- Dai, Roby... - Un cazzo!
- Se vuole, pu� rientrare. - No, grazie...
(campanello)
Sono in missione per conto del KGB.
Perch� hai spento il cellulare?
Quell'agitata di tua madre mi ha gi� chiamato 250 volte!
- Hai ragione. Scusa, zia. - S�...
Tu adesso hai da fare?
- Non toccare, sono le sue opere! - Sai che cos'�?
(squilli di cellulare)
Nicoletta, lo hai trovato?
Ho capito... Bene... Come sta?
Va bene. Lo porti tu a scuola? D'accordo, ci vediamo l�. Grazie.
- Scusa, devo attaccare. - Ciao, cara, come stai? - Carissimo!
- Lei � Lara. - Piacere di conoscerla. Prego... - Buongiorno.
Dottore, sono venuta soltanto perch� Albertina mi parla molto di lei.
- Non vuole neanche sedersi? - No, io...
Non ho niente contro di lei ma...
Penso che ognuno debba tenersi i suoi difetti.
� vero, quando i difetti sono segno di personalit� � meglio tenerli.
- Non � meglio se parliamo seduti? - Soltanto cinque minuti.
Mi fa piacere che lo pensi anche lei.
Il nostro corpo � la storia della nostra vita, non si pu� cancellare.
Ho avuto due figli.
La prima l'ho allattata a lungo. Quasi due anni.
Il secondo no, perch� avevo cominciato a lavorare.
Dove vai?
Esco per fare una telefonata. Stai tranquilla.
- Albertina mi ha detto che si occupa della nuova metropolitana. - S�.
Da anni lavoro nei cantieri, al sole, al vento, alla pioggia...
- Sono cose che lasciano il segno. - Ho delle brutte rughe?
Quelle di una donna che ha fatto la sua vita.
S�... Ma io non so che cosa � successo...
Sono entrata in una nebbia in cui vedevo solo i miei figli e il lavoro.
Mi sembra di uscirne solo ora.
- Adesso che cosa vede? - Una donna di mezza et�.
Mia figlia dice che sono una vecchia.
Una che gli uomini non guardano pi�.
Forse se fossimo naufraghi su un'isola deserta...
Forse!
Questo mi sembra profondamente ingiusto.
Quando hai la bellezza e la giovent� non ti rendi conto e non ti importa.
Non hai neanche rispetto per il tuo corpo.
Poi, quando finalmente capisci, � troppo tardi: sei gi� vecchia.
- � cos� anche per altre cose. - S�...
Io da ragazza ero...
Avevo un bel fisico. Scusi se mi vanto un po'...
Una volta in vacanza vinsi il titolo di "Miss Maglietta Bagnata"!
No!
- Mi racconti! - Che vergogna!
Mi fece iscrivere il mio fidanzato di allora,
che diceva che avevo delle tette bellissime. Invece ora...
Ora Miss Maglietta Bagnata fa ancora una bella figura!
Certo, sono vestita! Se adesso...
- Posso? - Certo.
Con tutte queste cose di noi donne...
- Sono sudata. - Tranquilla...
Vado?
- Gi� le braccia, rilassate. - Va bene.
Cosa devo fare?
Mi dispiace deluderla, ma secondo me non deve fare proprio niente.
Era una bellissima ragazza, e ora � una bellissima donna.
- Lo pensa davvero? - Lo giuro!
Grazie!
- Ora va meglio? - S�.
Bene... Allora si stacchi.
- Scusi. - Si figuri...
La capisco benissimo.
Dicono che ai miei tempi anche io non ero male.
� ancora un uomo molto affascinante.
Grazie. Comunque non la opero. Se vuole, posso offrirle un caff�.
- Volentieri, grazie. - Per� prima si rivesta! - S�.
Scusi...
- Aspetta! Dove corri? - Dai, zia, facciamo tardi.
Stai calmo, non diventare nevrotico come tua madre.
Io vado. Ma tu non restare qui, mi metti in imbarazzo.
- A 200 metri di distanza? - Vai pi� lontano.
- Mi infilo nel cassonetto? - Mettiti qui dietro. - Va bene, vai.
(voci non udibili)
- Giacomo! - Ciao, ti ho portato questi.
- Mamma ha detto che non li vuole. - Eravamo rimasti senza soldi.
A casa mio padre mi ha dato subito i soldi
e mi ha detto di portarveli. C'� anche la mancia per il cameriere.
Per favore, � importante, non voglio fare la solita figura da italiano.
- Va bene. Tu non hai l'esame? - Fra mezz'ora. Devo correre.
- In bocca al lupo. - Grazie... cio�, crepi.
Spero di rivederti. Potremmo andare al mare... come amici.
- I tuoi sono contrari anche se per met� sono russo? - Non credo.
- Se ti va, chiamami. - Va bene. - Ciao.
- Zia... - Dimmi. - Non importa. - Dai!
- Stanotte ho fatto un sogno ma... - Raccontamelo.
Eravamo io, pap�, mamma ed Emma al lago di Martignano.
Ma non quando eravamo piccoli, adesso.
Stavamo bene, facevamo il bagno tutti insieme.
Poi pap� faceva un'immersione e non tornava pi� su.
- Allora Emma si immergeva e spariva anche lei. - Mamma mia!
- A quel punto io ero angosciato. - Immagino!
Guardavo mamma ma lei diceva: "Quei due cretini!".
Poi usciva dall'acqua e io restavo solo.
Volevo andare a cercarli, ma sott'acqua era buio e avevo paura.
- Poi mi sono svegliato perch� tu mi chiamavi. - Amore...
Possiamo risparmiare i soldi della psicologa!
(squilli di cellulare) - Emma?
- Emma? - Mamma...
Emma, dove sei? Ti ricordi che c'� l'esame di Giacomo?
- Mamma, mi fai parlare? - Dimmi.
Non so se posso venire, sono nei guai.
- Stai bene? - Mamma, puoi venire, per favore?
Certo, amore, vengo subito! Dove sei?
- Sono al fiume. - Come? Dove sei?
- All'Isola Tiberina. - Sono vicino, arrivo subito. Non ti muovere.
- Fermati subito. - Un attimo!
- Emma! - Che succede, Lara?
(rumore di frenata) (clacson)
- Sono nervoso, mi sembra di non sapere pi� nulla. - Ripetiamo.
Meglio di no, fammi bere.
- Eccomi. - Miracolo!
- Piccolo, quando tocca a te? - Non vuole essere chiamato cos�!
- Scusate. Allora? - C'� un'altra prima di me.
- Mamma? - Non lo so, non � ancora arrivata.
Miss Puntualit�! Vediamo dov'�.
- Star� arrivando. - Voglio sapere dov'�.
- Devo ripassare questo? - No, non te lo chiederanno.
Non risponde.
Emma!
Emma!
Eccomi. Sono qui.
Emma!
- Amore, che c'�? - Sono incinta.
- Che hai detto? - Ho un ritardo di una settimana.
Non hai fatto un test?
L'ho comprato ma non riesco a farlo.
- Devi farlo. Magari non � cos�. - Non riesco a pisciare.
- Stai calma. - No! Sono incinta di uno stronzo che mi ha mollata!
- Chi �? - Non sono cazzi tuoi! - Ok. - Non dire "Ok"!
- Posso parlare? - No.
Emma, ci sono due possibilit�: o non sei incinta...
- Oppure sono incinta e mi ammazzo! - Non esagerare.
- Non voglio abortire n� fare un figlio a 20 anni. - Io l'ho fatto.
- Ho fatto te. - Appunto!
- Perch�? - Lasciamo stare.
No, non lasciamo stare. Dimmelo.
La nostra ti sembra una famiglia felice?
Tesoro, mi dispiace, ma questa � la vita. Queste cose succedono.
Non dire stronzate! Tu sei voluta tornare a lavorare.
Mi rimproveri questo? Siamo nel medioevo?
- Povero Giacomo! - Che cosa?
Lo hai fatto soltanto per dimostrare che eri in grado di lavorare
e di fare la madre a due figli che tanto poi lasciavi a pap�!
- Non capisci niente! - Invece � cos�!
Non � cos�! E non ti permetto di parlarmi in questo modo!
Io e tuo padre abbiamo deciso insieme di avere Giacomo!
Anzi, forse lui lo ha voluto anche pi� di me!
Ho ripreso a lavorare perch� qualcuno doveva portare i soldi a casa!
Aveva promesso che mi avrebbe aiutato, ma poi non ce l'ha fatta.
Non riusciva ad occuparsi di Giacomo e non ci riesce neanche ora.
E non sopportava il mio successo al lavoro
mentre lui non combinava niente. - Lo hai cacciato di casa!
� stato lui ad andarsene perch� aveva un'altra!
- L'hai conosciuta? - No.
Peccato! Aveva circa la tua et�, avreste potuto diventare amiche.
- Che battuta del cazzo! - Hai ragione, ma basta parolacce.
Devi capire che io ti adoro e adoro tuo fratello!
Io e tuo padre ci vogliamo molto bene.
Per� non possiamo stare insieme.
- Puoi capirlo? - No.
Non posso capire perch� due persone che si sono amate tanto,
che hanno fatto due figli insieme e ancora si vogliono bene,
non possono pi� stare insieme. Porca puttana!
- Che c'�? - Me la sto facendo addosso.
- Prendi il test. - Lo sto facendo.
- Vieni qui. - Stammi vicino. - S�.
- Coprimi! - S�.
- Non ce la faccio. - Dai!
Ho paura, non ci riesco.
Non ci riesco... Stronza! Dammelo.
- Cosa ci vuoi fare? - Dammelo.
- Non voglio vederlo. - Lo butto? - No.
- Guardalo tu. - Va bene.
Allora?
Non vedo niente, ho lasciato gli occhiali in macchina.
Che scema! Dammelo.
Se sono due, � positivo, se � uno, � negativo.
Ai miei tempi era cos�.
Ehi...
- Stai tranquillo, andr� tutto bene. Io sono qui con te. - Ok.
- Forse non ci sono stato sempre, ma ora sono qui. - S�.
- Sei un ragazzo straordinario, farai un esame fantastico. - Ok.
- Scusami per oggi. - Va bene.
- Giacomo, vieni. - Pap�, scusa...
- Questo � l'ultimo. - Bene!
Buongiorno. Prego...
Prendete posto, cos� possiamo cominciare.
- Buongiorno, Corsini. - Buongiorno.
- Che facciamo? - Non lo so... l'esame?
S�. Devi darmi qualcosa?
- La tua tesina. - S�! Scusi...
- Va tutto bene? - S�.
Chiudete la porta, per favore? Grazie.
(voce di Lara in lontananza) Vieni di qua. Non essere sgradevole.
- Permesso... - Buongiorno.
- Ciao, Giacomo. - Scusate, avevo sbagliato porta.
- Ci mettiamo qui. Prego... Buongiorno. - Basta!
- Ciao, amore! - Shhh!
Se ci siamo accomodati tutti...
Cominciamo?
- Bravissimo! - Bravo, Giacomo!
- Grandissimo! - Grazie.
Bravo, Giacomo.
- Giacomo, ti faccio un'altra doccia! - Ehi! - Stavamo scherzando.
- Vai a scherzare altrove! - Guarda questa!
- In fondo Spaziani � buono... - No, tu sei troppo buono!
E tanto bravo! Sapevi tutto!
- Dov'� la cinese? - Non c'�. Per� le ho parlato.
- Com'� andata? - Non molto bene.
- Dice che noi italiani siamo inaffidabili. - Davvero?
Bello come sei, ne troverai altre cento!
- Non dovevi partire? - Ho cambiato idea. Vieni qui!
Guarda quanto si vogliono bene.
- Giacomo viene con me. Tu accompagni Emma? - Va bene.
- Io e Giacomo vogliamo andare a fare il bagno al lago. - Grande idea!
C'� molto traffico.
- Dai, mamma! - Emma, non insistere.
Non c'� problema, vi lascio la macchina, noi prendiamo un taxi.
- Dai... - Amore, io e te festeggeremo insieme domani.
- Sei sicura, mamma? - S�, andate.
- Li porti anche a cena? - S�. - Bene.
Per� stamattina sono uscito senza soldi...
- Tieni. - Te li ridar�.
- Ciurma, salpiamo l'ancora! - Ihuuu!
- Ciao! - Ciao, amore, sei bravissimo!
- Potevi andare. - Giacomo � rimasto malissimo.
- Non vi ci mettete anche voi. - Salve. - Buonasera.
Ho avuto una giornata molto faticosa.
- Se andavi al lago, ti rilassavi un po'. - Con lui?
Ciao...
(insieme) Dai, mamma, vieni anche tu.
Che palle, non vi sopporto!
- Vieni... - Eccomi.
- Ciao. - Ciao. - Mi raccomando...
- Quanto sono belli insieme! - S�, � proprio una bella famiglia.
- Lo avevo detto. - Questo traffico si scioglie subito. - Ma che dici?
- Metti un po' di musica. - S�.
Il Festivalbar! Ma che ascolti, mamma?
Sono i vostri CD di quando eravate piccoli.
Ottimo.
(musica dall'autoradio)
(canta in inglese)
(canta in inglese)
- Dai, mamma! - No, io non canto in macchina!
- Accidenti! - � troppo!
- Esagerata! - � proprio antipatica.
- Siamo seri. - Va bene.
Vai con loro.
- Tu? - No, io vi guardo.
Vieni.
Grande, Giacomo!
Fai un bel tuffo...
- Lara, � bellissimo, vieni. - Dai!
(insieme) Dai, mamma, vieni anche tu!
- Adesso monta a cavallo. - S�!
- Dai. - Io sto con Emma.
Aspetta... Vai...
(voci confuse)
Grande, Giacomo!
Ohi, ohi, ohi!
Pap�, vaffanculo!
Giacomo, era uno scherzo.
- Non lo fare pi�! - Va bene.
- Vieni qui... - Lasciami stare, pap�.
- Ti sei spaventato davvero? - Fai sempre questi scherzi cretini.
- � vero, pap� � un po' cretino... - Dai...
- Sono un po' cretino... - Dai!
- Mi scusi?... - S�.
Vieni qui.
- Vieni. - Ecco.
Come siete belli!
- Venite qui... - No, pap�, sento freddo!
- Venite qui... - No...
Perch� non sei pi� partita?
Ho cambiato idea.
Hai fatto bene.
L'ho visto. Il regista pi� grande del mondo!
Ti ho seguito alla stazione.
- � bruttino. - Che dici? � un figo pazzesco!
- Piace a tutte! - Quello?
- � un vecchio. - S�. Ha la tua et�.
- Davvero? - S�.
Ne dimostra di pi�.
- Molti di pi�! - Certo...
Non ci sono altri quarantacinquenni giovani come te!
� proprio vero!
� una serata bellissima.
Come a Bilbao quando eravate piccoli. Ti ricordi quel luna-park?
Certo. Tu hai vinto un peluche.
- Chi lo ha vinto? - Tu.
Non te lo ricordi?
Io me lo ricordo benissimo.
Io!
Me lo ricordo benissimo!
Non parlate e svegliatemi fra un'ora.
Ci siamo quasi... Lara, apri qui.
Siamo arrivati.
Fai un ultimo sforzo...
Lara!
Lara!
I bambini dormono. Cio�... i ragazzi.
Cos'�?
Non ci posso credere!
� tutto il giorno che ci penso. Ne ho parlato anche con Emma e Giacomo.
Emma dice che ho vinto io, e Giacomo che hai vinto tu.
- Pazzesco... - Ricordi com'� andata?
Certo. Ho vinto io.
Come?
- Abbiamo vinto tutti e due. - Come?
Siamo arrivati insieme. Si sono alzate due bandierine.
Quell'uomo ci disse che non era mai successo prima.
Come puoi non ricordatelo?
Madonna!
Mi sa che � vero...
Perch� mi guardi cos�?
(gemiti)
Ora vai via.
Non dire niente.
Vai via.
Come vuoi tu.
- Ettore. - Che c'�?
- Prendi la macchina. - Non preoccuparti, vado a piedi.
� lontano. Domani me la riporti.
Se ti preoccupi per me, fammi restare qui.
- Non questa sera. - Perch�?
- Non dopo quello che � successo. - Non � successo, lo abbiamo voluto.
Soprattutto tu!
� vero... Ho sbagliato, non dovevo.
Ho fatto solo confusione.
- Una bella confusione... - Smettila!
Ci siamo amati, ci siamo odiati... Che vogliamo fare ancora?
Non lo so... Sopportarci?
Questa cosa mi mancava: il tuo sorriso.
Non fare cos�, ti prego.
- Ti amo, Lara. - Non lo dire.
- L'ho detto. - Ti sbagli, tu ami un'altra cosa.
- Che cosa? - Il ricordo di quando ci amavamo.
- E di quanto ci amavamo. - Io ti amo ancora. Ancora di pi�.
Basta!
Basta. Vai via.
Merda! Mi sono chiusa fuori.
- Sono chiusa fuori. - Suona.
Non voglio svegliare Giacomo. Telefona a Emma.
- Non risponde. - Si sente lo squillo da qui. - Dorme.
Emma!
Emma!
- Emma! (un cane abbaia)
(insieme) Emma! - Ehi!
Che cazzo strillate?
- Mi sono chiusa fuori. - Mamma ha chiuso...
Apri.
- Dove vai? - Devo tornare in teatro.
- Che facevate l�? - Parlavamo.
Guarda un po'... Sei carina cos�!
Aspetta...
Grazie.
- Lasciami qui, vado a piedi. - S�.
- Insomma... tu e la mamma? - Che cosa?
Tornate insieme?
Ma no! Ma...
Non lo so... non credo.
- Tu saresti contenta? - Boh...
Non lo so... Oramai sono abituata.
Anche io sono abituato.
Ormai ho trovato i miei spazi, la mia libert�.
La libert� di non fare un cazzo!
Non lo so... Sono stanco, mi sento frastornato.
Allora vai a dormire.
Poi domattina ci pensi.
- Ciao. - Ciao.
- Emma! Ti abbiamo cercato tanto! - Ho dimenticato di chiamare, scusa.
Puoi andare in scena subito, te la senti?
- S�. - Dai.
(applausi dal pubblico)
(voci non udibili)
Vai!
(segreteria telefonica) Lascia un messaggio.
Roberto, sono qui fuori. Non suono perch� temo che tu stia dormendo
e non voglio disturbarti.
Mi dispiace moltissimo per quello che � successo oggi.
Ho sbagliato e mi scuso.
� stata una giornata piuttosto complicata per me.
Sono successe delle cose... Comunque volevo dirti...
Ci tengo a sottolineare
che a me questo lavoro interessa davvero molto.
Fai quello che puoi...
Mi chiami?
Scusami ancora... Ciao, ciao.
(scatto della serratura)
Roberto, non sapevo dove andare... Scusami...
- Ti sei gi� scusato in segreteria. Entra. - Hai ragione.
- Ho pensato a quel lavoro... - Ho capito! Entra!
Se non mi trovo bene, non devo restare per forza!
Basta! C'� gente che dorme!
- Ciao. - Ciao.
- Sei di turno anche tu? - S�. Complimenti, sei stata bravissima.
Grazie. Non so neanche io come ho fatto.
- Hai una sigaretta? - Certo.
(segnale di SMS in entrata) - Scusa.
"Appena arrivato. Mi manchi."
- Io sono Emma. - Marco.
- Dove vai? - A fare pip�.
- Giacomo? - S�? - Cos'� un Lare?
Per gli Antichi Romani, erano spiriti protettori della famiglia.
Non potevi cercarlo su Internet?
(citofono)
Chi �?
Ciao!
Bene, mi sembra. Ma tu che fai qui?
Certo! Arrivo subito.
- Eccomi. - Ciao. - Ciao.
Scusa, ma noi cinesi lavoratori ci svegliamo presto.
Tranquilla, anch'io mi alzo sempre a quest'ora.
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