All language subtitles for La.segretaria.privata.di.mio.padre.1976_Italian

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Original subtitles

Un mio amico diceva:

"Meglio essere un industriale povero,

che un operaio benestante." Era un pirla.

L'industriale è un bel mestiere,

specialmente per uno come me,

che da bambino, con rispetto parlando,

portava le pezze sul culo.

A cosa mi serve avere una fabbrica con 900 operai,

una casetta vicino alla Svizzera,

per mettere via qualche spicciolo,

e perfino un maggiordomo,

se devo tenermi uno straccio di segretaria come questa?

Siamo logici.

A cosa serve conquistare la ricchezza e il potere,

se la gente della strada non se ne accorge?

Un tempo il re portava la corona in testa, uno diceva: "è il re".

I condottieri impugnavano il bastone del comando,

la gente diceva: "quello è un condottiero".

Adesso i presidenti d'assemblea si arrangiano agitando un campanello.

Ma un industriale cosa fa?

Si scrive in fronte "sono ricco"?

Oppure "capitale di 25 miliardi interamente emigrati".

È anche pericoloso per le tasse.

L'unica cosa che distingue un imprenditore dai comuni mortali,

è la segretaria particolare.

Ma una sventola di segretaria!

Una di quelle che quando è con te fa dire alla gente:

"Guarda quello. Che gli venga un accidenti!"

Adesso voi direte:

"Bravo pirla, cosa aspetti a farti una segretaria come questa?"

Voi dite così perché non conoscete mia moglie!

- Sposata? - No.

- Che aspetta? - Scappano tutti.

Brava.

- Fidanzata? - No.

- Fidanzata? - Sì.

Bene.

A lei piacciono molto gli uomini?

- Per carità! No. - Meno male.

Amelia, sono assunte.

Prenda tutti i dati.

Commendatore, alle cinque ha appuntamento con i tedeschi.

Va bene, ho capito.

Sei contenta adesso?

Abbiamo messo su il museo degli orrori.

- Ne abbiamo 300 così! - Non esagerare.

A parte le assunzioni, perché mi ha convocato con urgenza?

Sì, certo, commendatore.

Questi prodotti sconvolgeranno il mercato dei cosmetici.

Senta: "Volti più belli…

anche se anziani,

"con i prodotti della ditta Ponziani."

Funzionano bene sulle nostre impiegate.

Franchino, per quelle ci vuole il bisturi, non la crema.

Spiritosi!

Mingozzi, non bisogna usarle sulle nostre operaie,

stanno bene così, vero?

Franco mi ha fatto venire un'idea.

- Quale idea? - Dica, commendatore.

Mettere i nostri mostriciattoli

sulle riviste di moda con scritto qua:

"Sono così perché non hanno usato i prodotti della ditta Ponziani."

Geniale, commendatore! È geniale.

Vada piano con queste slappate,

perché mi farà venire la pleurite.

- Commendatore… - Dai, Franchino. Forza, Cicci.

Andiamo, il tempo è denaro!

Scusi, Mingozzi.

È sicuro che tutte queste ragazze siano di provata moralità?

Più brutte di così non le ho trovate.

Sono ancora quasi tutte vergini.

- Ho un appuntamento, dai! - Qualche volta non fa testo,

quindi non è detto.

Arrivo, Ciccetti!

Arrivo, un momento!

Quella chi è? Vorrei capire.

- Vorrei capire anch'io. - Commendatore…

È la mia fidanzata.

Non pensavo che sarebbe arrivata così presto.

Mingozzi con quest'aria tutta… Si è fatto una fidanzata!

È anche bella. Ce la presenti.

È un po' timida, non vorrei che…

Mingozzi, ha paura che gliela mangiamo? Vada a prenderla.

Caro, non avevi fretta per via dei tedeschi?

I tedeschi aspettano!

Luisa, vorrei presentarti al commendatore ed alla signora.

Proprio adesso? No…

Andiamo!

Se non vuole venire, andiamo, Ciccetti.

Il pupo biondo sempre in prima linea.

Non aveva torto.

Da quella macchina era scesa la donna

che doveva cambiare la nostra vita familiare.

- La sig. na Luisa, la sig. ra Ponziani. - Piacere.

Molto lieta.

- Con permesso. - Mi scusi.

Adesso la persona più importante.

Commendatore, le presento la mia fidanzata, la sig. na Luisa.

Piacere, sono onorato e molto…

Io sono Franco, il figlio.

Scusate, se permettete, io…

È proprio timida.

È stata allevata dalle monache, allora capisce…

Ce ne sono poche così.

È deliziosa! Sa fare tante cose.

Sa battere a macchina, stenografare.

Conosce tutte le lingue.

Magari sa anche leggere!

- Andiamo, c'è afa. - Andiamo, è meglio.

- Mingozzi, mi raccomando. - Grazie.

- Sveglia, Franco! - Andiamo!

- Mi raccomando i nuovi prodotti. - Stia tranquillo.

- Ossequi, signora. - Complimenti per la fidanzata.

Bel gioiellino.

- Bella ragazza, vero?

- Chi? - La fidanzata di Mingozzi.

Un po' magra!

È una falsa magra, te lo dico io.

Magra e falsa, cioè bugiarda.

Le bugie hanno le gambe corte.

Lei ha delle gambe! Se le avesse Amelia…

- Perderebbe il posto, chiaro? - Amelia, hai sentito?

Una bella ragazza,

ma che speranze potevo avere?

A parte la moglie che è una nemica naturale,

c'era mio figlio che cominciava a scalpitare.

Adesso i figli sono imprevedibili,

specialmente se frequentano le cattive compagnie.

Sei arrivato!

Voi milanesi ve la prendete sempre comoda.

Non siete mai puntuali. Visto che ora abbiamo fatto?

È troppo tardi?

- Oscar! - Sì, papà!

- Queste consegne? - È tutto a posto, ora vado.

Dove vai senza lista, affanculo?

Questa via l'ho già sentita.

Se la conosci, vacci d'urgenza!

Sì, porto pure lui.

Arrivederci!

Quella sera non era meglio se mi facevo…

A forza di fare consegne a domicilio,

ho fatto esperienza.

Potrei scrivere un trattato di psicologia.

Mi sono anche fatto sbottonare i pantaloni.

Mi sembra un lavoro da chiromante.

Chiromante?

Prima di raccogliere il frutto, vuoi appoggiare la scala all'albero?

Andiamo a scopare o a cogliere albicocche?

Capito che andava a fare quel porco di mio figlio?

Sì, il maschio ha le sue esigenze.

Anch'io per sottrarmi al marcamento di mia moglie

imbastisco finti viaggi d'affari.

Non ti piace?

Va bene, è finta.

Si vede da lontano che è finta.

L'ho presa apposta, collana antiscippo, di questi tempi!

Certo.

Perché non la dai a tua moglie?

- Il mostro non mette questa roba. - Già, lei porta i pantaloni.

Quando la moglie in casa mette i pantaloni,

il marito li toglie altrove.

Sì, ma non per un etto di caramelle!

Amore…

perché non mi porti un gioiello di quelli veri?

Li metto in banca e io sono contenta lo stesso.

Che dolce!

Si accontenta con niente la mia svedesona.

Bella! Che bella, lunga, dritta.

Sembri un'autostrada a doppia corsia!

Questa è una svedese favolosa. Abita qui da tre mesi.

Ha ordinato vino e champagne,

è una zoccola di lusso. Dammi il numero.

Ahi!

Come si dice in svedese: "Ti voglio bene, amore mio"?

Dimmelo ancora!

Che sintesi!

Il telefono.

Vai a rispondere.

Vai a rispondere, poi passa la palla, sono solo!

- Pronto? - La sig. ra Ingrid?

Sì. Lei chi è?

Sono il vinaio.

- Devo fare una consegna urgente. - Proprio adesso?

- È sola? - Sì, sono sola.

Non è un problema, le pare?

Ah! Allora vengo.

A subito!

- Ha detto di sì? - Eh! Via!

- Chi era? - Uno sbaglio.

Uno sbaglio?

Con gli sbagli sei così languida? Sono geloso, eh?

- Stupido e avaro. - Avaro!

Un ciondolo d'oro è pronto per te.

Te lo do' stasera alle tre, va bene?

Sì.

Adesso vado a fare la doccia,

poi gattino e gattona fanno l'amore.

- Sei contento? - Sì.

Oh, l'ha ridetto!

Come ho fatto a vivere tanto tempo lontano dalla Svezia?

Goteborg, Copenaghen!

Viva le renne, viva Gustavo,

che ha sposato una moglie borghese.

Sono tutti intelligenti in quel Paese.

Gustavo!

Pari, tocca a me.

Mi dispiace, ma devo andare.

- Oscar, ti do 10.000 lire. - No, lascia stare.

Venti! Te ne do' 20, Oscar.

Va bene, per 20 ci sto. Ciao.

Oh! Dove vai?

- Ti ho dato le 20.000! - Per 20.000 lire te la racconto.

Permesso?

Permesso?

È arrivato l'uomo del vino. Sono io!

Ti stai preparando, eh?

Zoccolaccia mia, aspetta che adesso vengo.

Aspettami.

Oddio!

- Ho visto la morte in faccia. - Pure io!

Cosa fai lì nudo?

Ho caldo, ho portato lo champagne.

Lo champagne? Vinaio moderno!

Ha portato lo champagne nudo!

L'avanguardia etilica. Che fai qui?

Credevo di stare al distretto militare, mi sono spogliato!

Fuori di qui, verme solitario, fermento lattico.

Vai via!

Accidenti a quando sono venuto qua. Mi picchierei!

Fuori di qua!

Ti spacco il femore!

- Che c'è? Ho sentito delle voci. - Hai sentito gridare!

Ti fai portare lo champagne da un vinaio che…

- Era qui tutto… quasi nudo. - Nudo?

Insomma…

Sarà innamorato di me.

Io piaccio, non è colpa mia.

Ti faccio mettere l'antifurto alla sgnacchera.

Ho comprato lo champagne per festeggiare la casa nuova.

- Vieni. Porta lo champagne. - Sì, così facciamo il bagno!

- Oddio! - Si vesta!

- Mannaggia… - Già hai fatto?

È venuto il pappone e ho preso il fugone, fa pure rima.

Mi vesto subito.

Sto facendo la contravvenzione al veicolo per divieto di sosta.

Divieto di sosta?

Non mi ha neanche visto!

I giorni passavano piuttosto cretini

e la segretaria particolare

restava un sogno irrealizzabile.

Però una sera, fortunatamente, ci capitò una disgrazia.

Andiamo, arriviamo tardi. Vai veloce!

- Veloce con questa nebbia? - L'arena non aspetta.

Perdiamo la romanza, quella del Radames!

La canto io.

♪ Se quel guerrier io fossi Se il mio sogno si avverasse ♪

♪ Un esercito di froci da me guidato! ♪

Froci? Di prodi, cosa c'entrano i froci?

Signora, sono i prodi del nostro tempo.

Brava, Amelia.

Dai che arriviamo in ritardo!

Quello è un camion o un tunnel?

È un camion!

Come è successo?

Come è successo?

Chiedi a tuo padre.

Si è messo a cantare… in piena nebbia.

- Che cantava? - L'Aida.

Non sa nemmeno cantarla.

Come è successo?

Colpa di Radames.

- Come stai? - Come vuoi che stia?

Sono pieno di gesso, semi paralizzato.

Non riesco neanche a far pipì.

Poteva andare peggio, commendatore.

- Voleva che me lo tagliassero? - No, questo no.

È colpa di tua mamma!

È voluta andare a Verona con la nebbia,

per vedere l'Egitto al tempo dei "faraglioni".

Faraoni!

Lo so, sono stato all'università.

- In che ramo? - Non sono un gorilla!

Avevo un banco come tutti gli altri.

Pronto? Non è questa.

Ho capito subito che era quello. Sì, sono io! Chi è?

Dalla Germania, scritta in tedesco?

Amelia è più morta che viva.

Chiama più tardi. Vai.

Vai, vai. Ciao.

- Attacchi. - Subito, commendatore.

Siamo con il guano fino agli occhi.

Amelia è in ospedale

e io non so come tradurre la lettera di un tedesco.

Cercane un'altra.

Dove trovo un'altra con l'esperienza di Amelia?

Ci sono segretarie più brave…

e più belle.

- Mingozzi. - Sì, commendatore?

Come si chiama quel gran pezzo di fi… fidanzata?

La mia? Luisa!

- Luisa. - Luisa!

Da domani sarà la mia segretaria personale.

Io non penso…

Senza discussioni, Mingozzi, o mi "ingazzo".

Non credo che Luisa possa.

Abita con la zia a 30 km.

Abita a 30 km!

Oooh! Che vuol dire? Abbiamo le stanze degli ospiti.

Ne abbiamo 32, come i denti.

- C'è il bagno, l'armadio. - Non ne dubito.

Si troverà come a casa sua, anzi meglio, come in albergo. Ernesta!

Ecco il gatto e la volpe. Sempre dietro le porte ad ascoltare.

Bisogna preparare una camera per gli ospiti.

- Chi viene? - A te che interessa?

- Abbiamo deciso così e così sarà. - Ernesta, sono domande da fare?

Viene la sig. na Luisa,

la fidanzata del nostro caro Mingozzi.

Da domani sarà la mia segretaria personale. Va bene?

E la signora?

La signora…

per fortuna è inchiodata nella sua cameretta.

Non è necessario che lo sappia. Sono stato chiaro?

Sì, commendatore, da parte mia sì.

Lei racconta i fatti di tutti.

Caro dr. Mingozzi,

non ho parole per ringraziarla della sua collaborazione.

Commendatore, spero che Luisa… la soddisfi.

Lo spero anch'io.

Lo spero anch'io.

Wè! Da due giorni pitturate questo canale in tre persone.

State facendo La Pietà di Michelangelo? Che schifezza è?

Il commendatore non vi vorrà più vedere!

Che mi frega del commendatore.

Per me può anche andare a fare…

Questa cerca me sicuramente.

Madonna! Chi è?

- Buongiorno. - Buongiorno. Mi dica.

Sono la nuova segretaria del commendator Ponziani.

La nuova segretaria… del commendatore?

Non è possibile.

- Questa non è Villa Ponziani? - Sì, ma…

Lei è la nuova segretaria?

Le altre che fine… Oh, mamma mia!

Prego, si accomodi.

Le faccio strada.

- La valigia! - Ha la valigia!

- Portagliela tu, no? - Fatti i caz…

- Questi operai! - Grazie.

- Sempre dritto? - Modestamente, sempre dritto. Prego.

Il commendatore sta male.

- Sta così. - Un comizio?

No, un incidente d'auto, si è rotto il braccio.

Poverino, mi dispiace.

- La signora? - Sta così!

Con la gamba rotta.

Lo stesso incidente d'auto.

Prego!

La sua camera sta al secondo piano.

Le porto la valigia in camera.

- Le piace? - Sì, molto.

Questo è tutto gesso, il commendatore, la signora, la villa.

Siamo tutti ingessati.

Avanti.

- Buongiorno, commendatore. - Signorina Luisa!

Si accomodi.

Scusi, se la ricevo così, in questo luogo di dolore.

È stata gentile a venire subito.

Sono arrivata il prima possibile.

- Come sta? - Bene, benissimo, perfetto.

Come perfetto?

Si fa per dire! Guardi come sono conciato.

Che sensibilità! Ha portato i fiori.

Veramente sono per la sua signora.

- Vorrei andare a salutarla. - No!

Soffre di allergia ai fiori, a tutto, adesso anche al gesso.

Ha delle macchie rosse, sbava.

Sono desolata. Potrei portarle dei cioccolatini.

No! No, no.

La mia signora ha l'intestino cieco che…

che è sordo!

- Dove li metto? - Qua. C'è anche l'acqua!

Così utilizziamo l'impalcatura!

Una bella idea, vero?

Su tutto questo gesso bianco neanche una firmetta?

Porta fortuna.

- Davvero? - Sì.

- Posso avere l'onore? - Io?

La prego… No!

- Un pochino più giù, in basso. - Qui?

Si pieghi un po', così.

Si pieghi, verso il basso.

- Va bene qui? - La Madonna!

Le ho fatto male?

No, dicevo che la Madonna mi è testimone

di come io sia orgoglioso di averla al mio fianco,

sig. na Luisa…

Di averla al mio fianco con tutta la sua…

esperienza!

Ecco…

- Cominciamo subito? - Sì.

- Qual è il mio posto? - Eh?

Ah! Pensavo…

Quella è la scrivania, quella è la macchina da scrivere.

Quella… brava, come si siede bene!

Iniziò una lotta serrata

tra i miei più accaniti rivali.

È finito il primo tempo?

- Dovrei passare. - E passa!

Sono le nove, non vai all'università?

Fatti gli affari tuoi.

Che ciuccio! Quando si laurea!

A seguito della pregiata vostra,

vi informiamo che l'invio del bisolfito avverrà…

Giuseppe!

Chiedevo se la poltrona era libera.

- Alzati, gorilla. - Ho portato il tè.

Porta il caffè per me e per la signorina. Giuseppe!

I fiori.

- Perché si è scomodato? - "Pistola"!

Porta via i fiori!

Io credevo che…

Il vassoio!

Scusi, commendatore, ma ho solo due mani!

Ah! Cosa tocchi?

Giuseppe, i fiori. Tieni, deficiente.

Alla svelta! Due caffè.

Quant'è bella!

Le dico la verità, signora.

È brutta, sgradevole.

- Come Amelia? - Peggio.

Amelia almeno è simpatica,

ma questa è un mostro.

Due gambe… tozze.

Come ben sapete le aperture…

Le chiusure dei mercati con l'estero

- negli ultimi due mesi sono… - Che cosa fa?

Io? Niente!

Mi guardavo allo specchio. Dicevo… Oooh!

- Una faccia da babbuino! - Perché non me la fanno vedere?

Era venuta per fargliela conoscere,

ma lei era addormentata.

Adesso l'ha mandata a fare una commissione.

Naturalmente!

Non gli piace e se la leva dai piedi quel porco.

Deve restare e guai a te se tenta di cambiarla.

Mi devi avvertire.

Non dubiti, signora.

- Vuole l'aranciata? - No. Vai a vedere cosa fa.

Grazie alla fedeltà di Ernesta,

mia moglie non sospettò lo spettacolo che mi stavo godendo.

Ma le difficoltà non erano finite.

Appena sparsa la voce, dovetti fare i conti con la fabbrica.

Grazie, grazie, grazie!

Siete stati molto gentili a venirmi a trovare.

Questo testimonia lo spirito della nostra azienda.

Grazie.

Luisa, le sigarette, per favore.

Ora io vi prego anche…

e soprattutto di portare i miei saluti

al Consiglio di fabbrica e…

Eeeh!

E dite che spero di tornare al più presto,

ingessatura permettendo.

- Buongiorno, commendatore. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno, commendatore.

- Commendatore. - Buongiorno.

Buongiorno.

- La trovo molto bene. - Buongiorno.

Buongiorno.

- In gamba, commendatore! - Buongiorno.

- Buongiorno, commendatore! - Buongiorno.

- Complimenti! - Ha una bella cera, commendatore.

Auguri, commendatore.

Fa piacere sentirsi tanto amati dai propri collaboratori.

Come sta bene, commendatore!

Veramente bene! Complimenti.

Che labbra, commendatore!

Che bel colorito, commendatore!

Quanto sei bono oggi, commendatore!

Come si sente oggi, commendatore?

Mi ero appena salvato dall'attacco delle masse

e già si profilava un'altra battaglia.

Ma un figlio lo licenzi?

Lo metti in cassa integrazione?

Un figlio è un figlio, è il più difficile dei nemici,

soprattutto perché,

quasi nella maggior parte dei casi,

è sangue del tuo sangue.

Fagiano.

Stai buono, eh?

Brodino vegetale…

per il signorino, come ha detto il dottore.

Giuseppe… vai pure di là.

- Facciamo da noi. - Buon appetito.

- Si serva, Luisa. - Grazie.

- Sta molto bene questa sera. - Davvero?

Sì.

La pillola per il fegato inguaiato.

- Scommetto che ci sono le stelle stasera. - Perché?

Perché è una serata importante per me.

Che bello!

È bello scoprire che ci sono ancora giovani romantici.

Pillole lassative per andare…

Luisa, si trova bene con noi?

Sì, molto.

Suo padre è sempre carino, gentile.

Sì, sì. È gentile, carino…

È buono.

Un po' all'antica, un po' mummificato.

La mummia è qua, vivente.

- Che sorpresa, papà! Ciao. - Buonasera, commendatore.

Mi sono permesso di invitarla,

perché mangia sempre da sola.

Che bravo, ragazzo!

Pieno di iniziativa, come il papà.

Come dice quella roba latina? "Talis pater, talis filius."

Mangi prima di Carosello?

Perché mi tratti come un imbecille?

Voi mi trattate come un coglione!

Scusi, Luisa.

- Buona cena! - Buona serata.

- Le pillole! - Dalle a papà!

Non ha esperienza.

Io una volta ho fatto anche un safari.

Sig. na Luisa, le piacciono le candele?

Sì, molto.

Giuseppe, porta dello champagne.

Sono giovani, non sanno vivere.

Caviale… champagne…

Ciao, tesoro.

Sì, è andato tutto benissimo.

Ponziani è gentile, ma davvero ingenuo!

No, non ci sono problemi.

Ricordati…

il direttore della fabbrica devo essere io. Capito?

Sono stanco di fare l'impiegato.

Ma certo, tesoro. Buonanotte.

- Sì? - Sig. na Luisa,

scusi l'ora tarda e l'impudenza.

Tra poco mi richiamano dall'America.

Potrebbe venire qui a tradurre?

Certo, vengo subito.

Grazie, sig. na Luisa. L'aspetto.

Avanti!

Grazie.

Grazie, sig. na Luisa per essere venuta subito.

Gli americani hanno detto che avrebbero ritelefonato tra poco…

- dall'America e… - Non si preoccupi.

- Sono qui per questo. Dovere. - Che carina!

- Fa male? - Che dolore!

- Soffre molto? - È la posizione.

- Non ci pensi. - Se lei…

potesse aiutarmi a tirarmi su.

Se… mi tiro su, sto meglio.

- Sì… Per favore. - Mi dica.

Mi dia una mano e io…

Sì, va bene. Ecco.

- Lo prenda bene… - Si aggrappi a me.

Mi aggrappo!

Come Romolo e Remo! Che bello…

Mi sento un lupacchiotto.

- Ho perso l'equilibrio. - Anch'io… ho perso l'equilibrio.

Papà, permesso?

È Franco. Presto, presto!

Non vorrei che pensasse che noi due… No, invece…

Vada in bagno.

Un momento! Il libro.

Si nasconda.

Avanti!

Papà?

Volevo chiederti scusa per stasera a cena.

Mi sono lasciato andare.

Tra padre e figlio è normale

che ci siano delle piccole discussioni.

Comunque è tardi, vai a letto. Buonanotte.

- Da quando metti il profumo? - Il profumo? Ma cosa…

Vuoi che metta il petrolio? Eh! Scusa.

Sono ingessato, sudo e metto un po' di profumo.

La sig. na Luisa è stata qui?

La sig. na Luisa! Sei matto?

Dorme da chissà quanto! È giovane, ha il sonno profondo.

Quella gamba è tua?

Quale? Quella con il gesso…

- Che gamba? - Sig. na Luisa…

venga pure fuori. L'ho vista.

Oh! Chi c'è!

Io ero lì nascosta… Non nascosta.

Era l'America… in bagno. Scusi.

- Veramente originale! - Sì, l'America… Franco!

Ti proibisco di fare delle facili illazioni

e di dubitare dell'onestà della sig. na Luisa.

Poveretta.

- Signorina, grazie. Vada pure. - Bene.

Se telefonano gli americani, li mando a cagare.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Ciao! - Ciao!

Ersilia…

hai messo al mondo un figlio di mignotta!

Mi dispiace averle fatto una cattiva impressione,

- ma l'apparenza inganna. - Lo spero per lei.

- E anche per me. - Cosa vuol dire?

Sì?

Dica a quello stronzo di mio figlio di lasciarla in pace!

Sì, non si preoccupi, commendatore.

Buonanotte.

Buonanotte, Franco. Le dispiace chiudere la porta?

Buonanotte.

Questa segretaria stava diventando un condominio.

Anche Giuseppe, spinto dalla gelosia, prendeva delle iniziative.

- Avete bussato voi? - Sì. Il commendatore?

No, il commendatore non riceve.

Devo vederlo, è molto importante!

Non può, è ingessato. Non cammina.

Io voglio solo parlargli.

Non è possibile. Parlo tedesco?

Vengo dalla Germania per trattare un grande affare, sono Von Krunz.

Piccolino, mi annunci, per favore!

Affare o non affare, niente da fare! Sono gli ordini del commendatore.

Prego, prego, sì… Niente da fare, non ti faccio passare.

- Tu grande stronzo! - Fetente di merda!

Se apro il cancello, ti faccio un coso così.

Come si deve fare con questi tedeschi che non capiscono l'italiano?

Deve essere figlio di SS. Sicuramente!

- Ben alzata. - Buongiorno, Franco.

- L'aspettavo. - Perché?

Sto facendo una traduzione, non capisco una parola.

La aiuto io.

- Non riesco ad andare avanti. - Che cosa?

Qui, alla terza riga, stove.

Vediamo… stove letteralmente significa stufa.

È seguita da questa parola che significa vernice.

Direi "vernice a fuoco".

Vernice a fuoco. È vero, che stupido!

Che materia tratta?

- Chimica industriale. - Bello!

Segue le orme di suo padre.

Sì.

La fabbrica è importante.

Non vorrei che finisse in mani estranee.

Allora studio la materia specifica.

È vero, non ci avevo pensato.

È giusto.

È tardi! Ciao, Franco.

- Luisa! - Sì?

- Mi ha dato del tu. - Veramente?

Non mi sembra il caso di darsi del lei tra vecchi amici.

Ciao!

Mi scusi, può venire quando vuole, non si preoccupi.

Il fatto…

Von Krunz, è che io non ho dei collaboratori.

- Ho degli imbecilli qua con me! - È veramente così.

Sì, quando vuole. Scusi ancora.

Arrivederci. Grazie.

I napoletani sono tutti intelligenti.

Il napoletano appartiene alla storia.

Ci sono stati dei grandi uomini

- e sono dei grandi uomini! - Loro.

Io non sono napoletano?

Commendatore, che fate?

Hai mandato via un cliente da 600 milioni all'anno di fatturato!

- Il tedesco? Von Strudel? - Von Krunz!

- Mi ha offeso. - Ah, ti ha offeso?

Lo aveva proprio scritto, l'avrà fatto stampare.

- "Tu grande stronzo." - Ti ha detto così?

- Non doveva dirlo. - Certo. Vi darei un bacio.

"Merda atlantica" doveva dirti!

Non mi ha detto "merda atlantica".

Forse non ce l'aveva scritto.

- Vigliacco! - Commendatore, mi fate male!

- Il braccio! - Aspettate. Non mi posso muovere!

Buongiorno, commendatore.

Benvenuta, sig. na Luisa. Finalmente!

Mettiamoci d'accordo.

Il lavoro è lavoro. Doveva essere qui alle nove

e sono le 10 e 15.

Mi dispiace, non accadrà mai più.

Va bene. Vai di là e portaci due caffè.

Per me non importa, grazie.

- Uno? - Ti ho detto due caffè!

Siete già nervoso, se ne prendete due, impazzite!

Si è offesa?

Va bene, mi scusi!

Io non ce la faccio più…

tra il sudista e questo letto!

Non posso più muovermi!

Ci vorrebbe una sedia a rotelle.

- È più pratica. - Sì, è una bella idea.

È una bella idea da segretaria efficiente.

La compro subito.

Me ne occupo io. L'avrà entro la mattinata.

- Brava, se ne occupi lei. - Certo.

Scusi, commendatore, se mi permette volevo chiederle…

se è possibile avere il pomeriggio libero,

viene a prendermi il mio fidanzato.

Sì.

Certo, il fidanzato.

L'amore ha i suoi diritti.

Va bene.

Un'ora più tardi stamattina, il pomeriggio libero.

Se domani vuole le ferie, me lo dica.

Scherzavo, eh?

Grazie, commendatore.

La Marletti ha fatto un ordinativo.

Pronto? Mingozzi, sono Franco.

Ho un messaggio da parte di Luisa per lei.

Mi ha pregato di dirle di non venire

perché ha una riunione con mio padre.

Sì, un importante appuntamento di affari.

Grazie. Arrivederla!

Che meraviglia!

Quattro marce, marcia indietro.

Mezze piroette, piroette intere!

Me l'ha fatta avere la mia segretaria in un'ora.

A proposito della tua segretaria!

Quando mi farai conoscere questa miracolosa signorina?

- La segretaria? - Sì?

È una roba da shock, mai vista prima!

Mai vista in che senso?

- È una bellezza! - Una bellezza?

No, è un mostro!

Una bellezza nella sua bruttezza.

- Dille delle gambe. - Le gambe?

- Solo due gambe. - Come due?

- Due, ma bisogna vedere come. - Una qua e una là.

- Sono storte. - Sono attorcigliate!

Domattina la voglio qui, in ogni caso.

Domattina vuole vederla qui in ogni caso.

In ogni casa? La portiamo qua!

Cammina! Apri la porta.

Parassita, cammina.

Apri la porta. Muoviti!

Non avete la patente, mi mettete sotto!

Vieni qui! Aiutami.

- Spingi! - Sto spingendo.

Hai coperto le scritte della ditta

- sul furgoncino? - Sì.

Perché volete fare Perry Mason?

Voglio vedere dove Mingozzi porta Luisa.

Di sicuro in Camporella!

Se foste fidanzato con Luisa, dove la portereste?

- Al Grand Hotel! - Come facciamo?

- Con il camion non ci fanno entrare. - Spingi!

Un momento, siete pesante.

La gamba! Oddio…

Deficiente, liberami la gamba dal sedile!

Ciao.

Bella moto!

- Ti piace? - Sì.

Giuseppe, guarda. Mio figlio, altro che Mingozzi!

Vieni a fare un giro?

Non posso, sto aspettando il mio fidanzato.

È in ritardo, di solito è puntuale.

- Sei preoccupata? - Un po'.

Ho telefonato io a Mingozzi

- e gli ho detto di non venire. - Perché?

Speravo che se non veniva lui, venivi con me a fare un giro.

Franco, ma non potevi chiedermelo?

Vuoi dire che saresti venuta?

Certo. Perché no?

Per colpa tua ho il pomeriggio libero.

- Dove mi porti? - Vedrai.

Carne della mia carne!

- Togliete il braccio. - Giuseppe!

- Vola! - Un momento!

Ecco qua.

Vai!

- Cosa fai, suoni? - Avviso o vanno via.

- Delinquente! - Non vi arrabbiate.

Cominciamo bene il viaggio!

Vai. Vai!

Va piano il cagone, fa una passeggiata romantica.

Commendatore, questo coso sembra un carro armato!

Ah, dite a lui, credevo dicesse a me! Ho capito.

- Il lago quanto è bello! - Stai zitto, ignorante.

Ispira tanto sentimento!

Un po' di rispetto per il mio stato d'animo.

Commendatore, non è una disgrazia.

Sono giovani, lasciateli fare.

Giuseppe, non ti pago le marchette!

- Non li vedo. - Staranno più avanti.

Trovali o ti faccio due scarpe di cemento e ti butto nel lago.

- Cosa fai, disgraziato! - Fanno le strade che finiscono così!

Dovevo fermarmi prima?

Non tu, tuo padre si doveva fermare prima!

Che c'entra? Guido io la macchina.

Faccio il giro della casa?

Fai marcia indietro. Avanti!

Vado avanti o faccio marcia indietro?

Che devo fare?

Fai marcia indietro. Avanti.

- Faccio marcia indietro indietro! - Marcia indietro indietro! Avanti!

Madonna mia!

Devo andare indietro? Va bene, vado indietro.

- Vai! - È proprietà privata.

La proprietà privata la calpesto!

- Compra tutto! - Bisogna vedere se vendono.

Che bello qui!

È stupendo.

- Come si chiama questo laghetto? - Questo laghetto?

Si chiama…

- Non lo so. - Immagino che ha un nome, no?

Certo, ma non lo ricordo.

- Più forte! Cambia la marcia. - Metto la marcia funebre!

- Pensa che li troveremo? - Certo. Conosco bene mio figlio.

Luisa?

Vorrei parlarti.

- Dimmi. - Sì, ma non devi avere paura.

Mi siedo più indietro, guarda.

Porca vacca!

Ridi!

Chi porta le bestie in questo prato?

Scusa, Franco, sono cose che capitano, no?

Anche la mano!

- Vai forte. È un funerale? - Commendatore, piano piano.

Non conosco questa strada. Che volete da me?

Frena!

Commendatore, perché siete sceso? Non siamo arrivati!

Trovati.

Se ti volti, mi cambio.

- Oddio! Oddio! - Papà, dove vai?

A fare il bagno, stronzo! Oddio, mamma!

Dio mio!

Commendatore!

- Vi fa male il bagno a quest'ora. - Giuseppe!

Vai, ci penso io.

Commendatore, ecco Giuseppe vostro!

Commendatore!

- Com'è l'acqua? - Di merda, come il tuo cervello!

Prendo l'accappatoio o la carta igienica?

Disgraziato!

Trova qualcuno per tirarmi fuori. Si scioglie il gesso!

Presto, fai qualcosa!

Prendo l'accappatoio, il borotalco, facciamo una bella frizione.

Delinquente, fai qualcosa!

Non vi muovete, vengo subito.

- Se trovate un pesce da mezzo kg… - Te lo metto nel culo!

- State a bagno, non muovetevi. - Fai presto, si scioglie il gesso!

Valdoni, fai presto!

Mingozzi abita qui.

Spero di trovarlo.

Allora grazie per la bella passeggiata e…

- A parte… - Cosa?

A parte il finale. Mi dispiace per tuo padre.

Non credevo fosse così geloso di te.

Perché ti dispiace?

Non fraintendere, è per serietà professionale.

Franco, è meglio se davanti a lui non ci mostriamo troppo amici.

Non preoccuparti, adesso tuo padre non c'è. Ciao.

Ciao.

Fra', che fai?

Che c'è?

Era assatanata? Ti ha strappato i calzoni.

Oscar, sei pregato di non rompermi i coglioni!

Sei sicuro che te li ha lasciati? A casa controlla!

- Come si fa? - Basta, piantala! Piantala!

Un giorno o l'altro mi saltano le balle

e di questa casa faccio un locale all'aperto ed emigro in Brasile.

Stai calmo, Armandino.

Piantala anche tu con Armandino!

Sono Armandone, grande coglione e mia moglie se ne approfitta!

- Calma. - Ciao, papà, come stai?

- Che facce! Cos'è successo? - Domandalo a tua madre.

- Ha le sue ragioni. - Cosa è successo?

Vuole vedere la nuova segretaria domani.

- Beh? - Lo dici a me?

Lo immagini, se vede Luisa?

Lei mi ha costretto a riempire la fabbrica di mostri!

Sembra il museo degli orrori! Cosa ridi?

Cosa mastichi? Masticati i testicoli che quella fa saltare tutto!

Adesso troviamo una soluzione.

Non c'è tempo.

- Vuole vederla domattina alle nove. - Domattina alle nove la vedrà.

Come? Dove stanno le donne brutte? Non ce ne sono più.

Le ultime le abbiamo…

- È rimasta solo lei. - Non esagerare.

Entro stasera te la trovo io.

Franco… Te lo dice il tuo papà.

Se mi risolvi questa situazione, ti perdono tutto.

- Tutto, Franco. - Tutto? Non ti preoccupare.

A volte…

È solo che… Bisogna pagarla.

- Centomila lire. - Centomila lire?

Centomila lire?

Di fronte alla grande nemica,

il mio rivale diventava alleato.

Mi costava un centone,

ma questo per un figlio è abbastanza naturale.

Com'è questa segretaria?

Da giorni cerco di capire, nessuno mi spiega.

Sì, lo so, ma è una cosa così…

- Poi la vedremo. - Non l'hai vista?

Sì, ma di sfuggita, senza fermarmi…

È alta o bassa? Bruna o bionda?

Una volta l'ho vista bassa, poi alta…

È bassa o è alta!

- Con i tacchi di adesso crescono. - Porta i tacchi?

Credo di sì.

- Credo? - Ha due piedi, non so che porta.

- Ha due cose, come si chiamano… - Seni.

- Dietro… - Va bene, glissiamo.

Ecco, ha il glissiamo.

Poi non so che altro ha… Non lo so!

Possibile che nessuno mi sa dire com'è?

Perché devo dirlo io?

Te lo ordino. L'avrai vista, no?

- Posso dire la verità? - È quello che voglio.

È una chiavica.

Ecco Armando.

Sono le 9 e 15 e della segretaria non si hanno notizie.

- Dov'è? - Che posso fare?

Aspettiamo Franco.

Cosa c'entra Franco?

- Si era guastata… - L'ambulanza.

L'ambulanza… la macchina!

La macchina della segretaria! È andato a prenderla.

Siete qui tutti e due? Bene.

Sig. na Luisa, venga.

- Portatemela qua. - Venga, sig. na Luisa.

Buongiorno a tutti.

- Madonna! - Giuseppe! Ti senti male?

Buongiorno, carina.

- Si fa per dire. - Mamma mia…

- Vieni, non temere. - Sì, ma non tanto avanti.

Franco, hai esagerato.

Se ti davo 500.000 lire, portavi Frankenstein?

Dicono tutti che sei… un mostro di bravura.

Noi non ci siamo già visti?

Non è la tua segretaria?

Appunto! Ho scherzato. L'ho buttata lì.

- Era meglio buttarla là. - Scherza sempre.

- Sai tutte le lingue? - Tutte!

- Ne sa una più del diavolo. - Francese.

- Ha parlato al telefono! - Inglese.

Okay, Hemingway, thank you, very happy!

- Tedesco! - Ja…

Ora deve andare, ha da fare in ufficio.

- Posso dire una cosa? - Ancora?

- Va bene, alla svelta. - Signora, lei è bellissima.

Posso darle un bacio?

Va bene, ma… veloce.

Sulla guancia! Veloce.

- Vai, cara. - A me no!

Forza, in ufficio, arrivo.

- Contenta? - Sì… anche troppo.

Giuseppe… Giuseppe, i sali.

Ho visto la morte in faccia.

- Ahò! Non ti va bene? - Sì, bravo.

- Non ho capito il bacio a mamma. - Fa parte della recita.

Mi piace veramente.

- È mia madre! - Che ho detto? È bona.

- Devo dirti una cosa importante. - Cosa?

- Non qui, in privato. - Andiamo in camera.

- Che vuoi fare? - Cretino, piantala.

Luisa, le presento…

Una nostra parente.

Piacere, Luisa. Abbiamo lo stesso nome.

Vogliamo festeggiare?

Carina… Auguri.

Manca solo la cameriera e le hai baciate tutte!

Beh?

Cosa dovevi dirmi di così importante?

Aspetta.

Tuo padre e tua madre sono innamorati?

Eh?

Tuo padre va fuori per lavoro abbastanza spesso?

Che ti importa?

Ti ricordi il giorno della svedese?

- Beh? - Beh…

Il pappone era tuo padre.

Mio padre pappone? Sei impazzito?

Il pappone o l'amante.

- Me lo dici adesso? - L'ho visto adesso.

Zitto, fammi sentire, è una derivazione.

Sssh!

- Pronto, chi è? - Sono Ingrid.

Buongiorno, dottore.

Una volta mi chiamavi micetta.

Ora non posso.

Ho capito, c'è la strega vicino.

No, sto… Sto lavorando.

Immagino quanto lavori.

Neanche a letto ti va di muoverti. Fai fare tutto a me.

A proposito, che fine ha fatto il mio mensile?

Dottore, lo sa, sono qua ingessato.

Non posso muovermi.

Per soffiarmi il naso ho imparato lo yoga.

Amore mio, è un problema tuo.

Sono senza soldi. Manda qualcuno subito.

Come faccio? Io… Non so.

- Quando li mandi? - Dottore, va bene stasera?

- Perfetto. - Le mando Giuseppe.

- D'accordo. - Arrivederla, dottore.

Era la mutua?

Non so come, ma questa storia mi tornerà utile.

Se lo dici tu.

Continuiamo.

"Carissimo ing. Bisigato,

come lei può ben capire,

la nostra ditta non è in condizioni…"

Beh? Signorina, cosa succede?

Mi scusi, commendatore,

sento il dovere di darle delle spiegazioni.

Per la gita in campagna con Franco?

Non è il caso, poi forse è giusto.

Dico bene? Tra giovani…

- No, non è quello. - Lei sta tentando di dirmi…

Pensi il peggio di me.

Vuole dire che lei con mio figlio Franco…

- No, peggio. - Oh, Signore! Con Giuseppe?

- No, peggio. - Con il giardiniere?

Commendatore…

non potrebbe mai indovinare.

- Io non andavo a scuola dalle suore. - È un vantaggio.

- L'ha inventato Mingozzi. - Mingozzi?

Sì, il mio fidanzato.

Vede, lui voleva che diventassi la sua amante.

Ma come? Lui, la sua fidanzata…

Un fiore così, con me?

Vuole diventare il direttore della sua fabbrica.

Pensava che se noi…

Brutto sporcaccione, antico romano

e manager per vocazione!

- Dice sul serio? - Certo, commendatore.

Vede, io credo che…

se lo fa venire oggi, è meglio, così può rendersi conto.

Fa di tutto per mettermi in mostra davanti a lei.

Povera Luisa, in che mani è!

Le pare che un fidanzato si comporti così?

Gli telefoni, lo faccia venire qua

e vedrà come lo sistemo!

Grazie, commendatore.

Tesoro.

Ciao.

Un'occasione favolosa.

Ponziani ti farà venire oggi.

Credo sia il momento del giochino con la crema solare, no?

Mingozzi, ho una reputazione trentennale da difendere.

Se scrivo bronzo, deve essere bronzo.

È bronzo, glielo dimostro.

Un momento. Luisa? Un attimo, commendatore!

Vieni, un attimo solo.

Glielo dimostro subito.

Su, la gambetta.

- Vuole vedere? - Ne basta pochissima.

- Faccio da sola. - Giù le mani, Mingozzi!

Prego.

Vede bene, commendatore?

Guardi.

Su, anche nelle parti più bianche.

- Sì. - Vero, commendatore?

Sennò rimangono le macchie…

Com'è brava la mia Luisa, com'è docile.

- Va bene così? - Anche sotto…

Ciao, papà.

Cosa fai qui? Non vedi che stiamo lavorando?

Vedo, vedo.

Penso che possa bastare, no?

Non vorrai restare con una gamba bianca e una abbronzata!

- Sì, forse… - Ecco…

Non è il momento.

Se è per me, non importa.

Ecco! Bravo, ciao.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Vai, vai, vai! Il tempo è denaro.

Un'idea meravigliosa.

Una donna in bikini sotto l'ombrellone.

- Il caffè. - Sulla mia carrozzella?

Volevo provare la sedia elettrica.

Tu dovresti finire lì!

Poi un bel mazzo di fiori sul petto,

così almeno non ti vedo più.

- Porta via il caffè! - Va bene, non vi arrabbiate.

Lascia la carrozzella e vai!

Va bene, la metto al parcheggio.

Permette? Ho un'idea meravigliosa.

- Un'altra? - Sì.

Un momento. Luisa?

Ti piacerebbe essere immortalata…

in un manifesto?

- Dovrei pensarci. - Ci deve pensare.

Una fortuna così non capita tutti i giorni.

Glielo dica anche lei.

Diventerai famosa in tutta Italia!

- Cosa ne dice lei? - Certo!

Un'idea sensazionale.

Lui se ne intende, ha orecchio.

Un orecchio…

Ecco… Così.

È un abbronzante meraviglioso.

Va bene così?

Divina!

Rende la pelle morbida. Guardi.

- Vedo. - Guardi, è meravigliosa.

Va bene spingermi a guardare, ma così non mi muovo più!

Non sono io che spingo, è Giuseppe.

- Giuseppe? Sei lì? - Sì.

Vai via, sottosviluppato!

- Il caffè. - Non lo voglio!

Ora ne facciamo qualcuna senza reggiseno.

Il reggiseno?

- Lo leviamo. - Mi sembra eccessivo.

Per l'esportazione.

A Saint-Tropez le donne prendono il sole nude.

- Nude? - Sì.

Leviamolo! È per l'esportazione, sig. na Luisa.

L'esportazione…

Ecco la crema.

- Va bene così? - Sì.

Sig. na Luisa… sono commosso.

Quello che fa per la ditta…

è veramente encomiabile.

Sì, così, bellissima!

Figurati gli uomini quando ti vedranno!

- Passa la palla… - Siamo soli!

Un momento, cara, la collana.

Ora ne facciamo una con uno sguardo invitante.

- Va bene, commendatore? - Sì… Sì, sì.

Grazie.

Giuseppe, che dice della crema?

Ci metterei pure la cioccolata.

Cambiati, facciamo delle belle foto sul verde.

- Questo? - Sì.

- Non guardare. - Figurati!

Non si vergogni, è un piedelastra.

Franco, apri la finestra. Fa un caldo che si soffoca.

- Tieni. - Grazie, tesoro.

Aaah!

- Che c'è? - Là!

Una donna nuda!

Non c'è nessuna donna nuda.

No? Mi era sembrato… Oddio, sto diventando matta.

Non sei l'unica.

- No? - No!

- Buongiorno. - Buongiorno, Ernesta.

- Eccola di nuovo! - Cosa?

Nello specchio non vedi niente?

- No! Niente… - Ernesta, un fazzoletto.

Sì, signora.

Oddio, ancora!

- Cosa? - Un sogno… Sarà un sogno.

Ernesta! Oooh…

D'accordo.

Commendatore…

se ne facessimo una un po' più… piccantina?

- Piccantina? - Sì, nature.

- Senza lo slippino. - Per l'estero… sì.

Per l'estero.

Mingozzi, lei ha toccato il fondo, fa schifo!

- È pubblicità alla ditta. - Vada via.

Abbia pazienza…

- Se ne vada! È licenziato! - Ha frainteso…

Vada via!

- Bravo, commendatore. Permette? - Prego.

- Prendi la macchina e vattene. - Ho il rullino dentro.

Lo sviluppi nella camera oscura.

- Non ti permettere. - Bravo!

- Grazie. - Si rivesta, signorina.

Ho allontanato quel losco figuro.

Da oggi non avrà più da temere.

La ringrazio per il magnifico spirito…

di corpo.

Mi ero liberato di Mingozzi,

ma non dell'eccitazione

che quelle foto mi avevano scatenato.

Era l'ora del riposino pomeridiano

ed io volevo vederla a tutti i costi.

Voglio vederla…

Luisa distesa nel letto.

Voglio vederla… Luisa senza reggipetto.

Guarda questo fetente.

Hai capito? Guardalo…

Le manca la parola.

Magari adesso… vedo passare la Madonna.

Passare la Madonna…

No… Non c'è nessuno.

È la mia immaginazione.

- Non c'è nessuno. - Non c'è nessuno!

Sono il milite ignoto.

Percorso di guerra, mi ritiro all'Altare della Patria.

Franco! Cosa fai qui?

Non dovresti scandalizzarti tanto,

dopo lo spettacolo di stamattina in giardino.

Stai sbagliando.

C'era un motivo… ben preciso.

Non ne dubito, c'è sempre un motivo.

Cosa ti sei fatta regalare da mio padre per lo spogliarello?

Niente… te lo assicuro.

A volte non ti capisco. Perché fai così?

Non mi va di vederti presa di mira da tutti.

Non mi va.

Da mio padre, da Mingozzi.

Pure da Giuseppe!

Come fossi un pezzo di carne da mercato.

Perché non mi difendi?

Forse anche per te sono un pezzo di carne.

Per questo mi hai portato al lago.

Poi non hai avuto il coraggio.

Sei un ragazzino, Franco.

No! No!

Non hai capito niente.

Invece ho capito benissimo.

Ti voglio bene.

Te lo dimostrerò.

Giuseppe?

Tu pure dall'oculista?

Sono due giorni che non vedo niente.

Ho bisogno di una visita, ecco…

- Sto meglio. - Sì, stai meglio.

La busta.

Non fare la spia. Non dirlo a tua madre.

Lei uccide il commendatore e lui uccide me!

- Dopo morto? - Sì, dopo morto.

Rinviene, mi uccide e muore di nuovo.

Non dirò niente a mia madre.

La busta.

Dai, la busta che hai qua.

Mi raccomando, non fare la spia.

Mi fai una ricevuta?

- Vai a casa, c'è molto da fare. - Non fare la spia.

Sennò passo un guaio!

Si è preso la busta.

Ha capito?

Mio padre ha perso la testa per quella ragazza.

Della vostra storia l'ho saputo per caso.

L'ho avvisata perché si potesse cautelare.

Sei molto gentile.

Perché lo fai?

Non lo so, perché…

Perché mi è simpatica.

Capisco.

Anzi, grazie.

Si è fatto tardi.

Non vedi l'ora di rivederla, vero?

Di chi sta parlando?

Della nuova segretaria di tuo padre.

Sei innamorato, si vede.

Non ti preoccupare, ti aiuto io.

Tu sei stato gentile con me e io lo sarò con te.

Ciao.

Ciao.

Chi è?

Sono io, Giuseppe.

È successo qualcosa?

Ho portato la camomilla, così si addormenta.

Io stavo dormendo.

- Mi dispiace, l'ho svegliata. - Non fa niente.

Meglio, così le posso parlare.

- Mi dica, si sieda. - Grazie.

Lei mi giudica un cameriere ignorante, ma sono stato a scuola.

- Ah, sì? - Sì.

Stavo a servizio di una signora.

Accompagnavo il bambino a scuola,

elementari, medie, ginnasio, liceo.

Mi sveglia per dirmi queste cose?

No, io volevo dirle una cosa.

Va bene, me la dica.

Io… Io sono innamorato.

Voleva confidarsi.

- È innamorato di Ernesta. - No, è vecchia. Per carità!

È innamorato della signora?

- Non mi permetterei! - Franco?

No, non sono ricchione!

- Ah! - No, no.

Io sono innamorato…

- di lei. - Di me?

Sì, signorina.

Ho un amico in Svizzera

che mi ha promesso un posto da maître.

Ci sposiamo e partiamo subito.

È un'ottima sistemazione,

ma credo sia meglio parlarne domani. Va bene?

Chi è?

Sarà il commendatore?

Presto, si nasconda!

Viene a quest'ora dalla mia fidanzata?

Dove mi metto? Sotto le coperte.

Giuseppe, che cosa fa?

- Vada nell'armadio. - Nell'armadio?

Ma come…

- Non si apre. - Si apre!

- Zona estate o inverno? - È uguale.

Meglio l'estate, è più fresco.

Non si dimentichi, sono qua dentro.

Luisa?

Franco! Che cosa c'è?

- Sono venuto per parlarti. - Dimmi.

Volevo dirti una cosa importante.

Scusa per stamattina.

Ho detto cose che non pensavo.

- E poi… - Poi?

Poi volevo dirti un'altra cosa.

- Mi vuoi sposare? - Sposare?

Ma come…

- Chi è? - Tuo padre, nasconditi.

- Nell'armadio? - No, sotto al letto.

Sig. na Luisa?

- Anche lei qui? - Penserà che sono matta.

Signorina, non è così. Io…

- Ernesta, cosa fa? - Signorina…

non crederà che io…

Maria Vergine, semmai il contrario!

- Allora? - Ascolti, Luisa.

Io sono in questa casa da 40 anni.

Lei qui è una segretaria

e Franco è il figlio del mio padrone.

Non crederà che io sia cieca, signorina!

Franco le vuole bene.

Lei gli vuole bene?

Io…

- penso di sì. - Guarda questa…

Il commendatore!

Ernesta, si nasconda! No, lì no!

Qui!

No! Là dietro.

Luisa?

- Luisa? - Eh?

- Stava dormendo? - Non credo proprio!

Mi scusi, sa…

Improvvisamente mi è venuto in mente

che volevo dirle una cosa.

Anche lei, commendatore?

- Come "anche lei"? - No, dicevo…

Le dispiace fare in fretta? Sono stanca, commendatore.

Le spiace togliere di mezzo quel "commendatore"?

- Come vuole, Armando. - Oh! Mi ha chiamato Armando.

Mi ha chiamato Armando!

Oddio! Come L'esorcista. Come L'esorcista!

- Franco, che fai qui? - Smetti di provarci con tutte.

Figlio degenere, vieni che ti do' un morso!

Per carità!

Oddio, anche la befana fascista!

- Per l'amor di Dio! - Ora chi mi tira su? Giuseppe!

- Presente! Commendatore! - Sei già qua?

- Sei Mandrake? - No, ero di passaggio.

Sì e io sono caduto in tram! Aiutami.

Scusi, Luisa.

Qui tutti appena vedono una donna, perdono la testa.

Finalmente. Riprendiamo il discorso?

Giuseppe!

Che rompiscatole! Un momento.

Che mischia in quell'area di rigore!

C'era di che scoraggiare chiunque, ma non potevo arrendermi.

Il tempo stringeva e la nemica stava per guarire.

L'escalation verso la segretaria

diventava urgentissima.

Ho scalato montagne impervie,

non sarà una scala volgare a fermarmi.

Sinistr, destr!

Aiuto… Aiuto!

Chi la dura la vince!

Sinistr, destr!

"Com'è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale."

Cos'è successo?

Tesoro!

Fa' silenzio. Fa' silenzio!

Götterdämmerung, la caduta degli dei.

Stavo andando in camera.

- È quella là. - So io qual è!

Tirami su.

Aiutami a salire.

Mettiti davanti.

- Vieni davanti, ecco… - Poggiati.

Prendetemi pure…

Sono pronta, salgo con voi.

Domani faccio installare un ascensore. Portami in camera.

Prima sarà mia e poi vedremo.

Ti ho fatto venire perché tra padre e figlio

non devono esserci punti oscuri.

La gioventù ha i suoi diritti.

Io sono impulsivo

e quando ti ho visto lì, mi sono arrabbiato.

Comunque, non parliamone più.

- Non parliamone più. Ti serve altro? - No.

Sì! Sì.

La mamma vuole vedere la segretaria per affidarle un lavoro urgente.

Vuole vederla subito.

- Io cosa c'entro? - Non fare il pistola.

Sai quale segretaria conosce la mamma,

quel mostro dell'altra volta.

- Bisogna farla tornare. - Già!

- Bisogna pagarla. - Lo so.

Non so se bastano i soldi dell'altra volta.

Gioventù moderna! Stirpe di ricattatori.

Duecento bastano?

Duecento? Ci provo, non so. Spero che bastino.

- Comunque ciao. - Ciao.

Tutto sua mamma.

Ho in casa un fedayn biondo!

Luisa, sa che lei è straordinaria?

È la prima volta che capisco dei conti.

È l'abitudine.

In negozio li faccio sempre io.

Non sapevo avesse un negozio.

Non è mio, è di mio padre.

Quando mi servono soldi…

Luisa, lei ha proprio una mano esperta.

Sì, ho la mano esperta…

Non le serve altro, signora?

No, vada pure. Mio marito sarà impaziente.

Grazie.

Luisa? Vorrei farle un regalo.

- Non si preoccupi, è tutto pagato. - Ah, sì?

- Un regalino potrebbe farmelo. - Sì?

- Che cosa? - Un bacio sulla bocca.

Luisa… non è che le piacciono le donne? Aiuto!

Sì, chiamami Oscar!

È una donna questa? È una scavatrice!

Che bella giornata, eh?

Oddio, ricomincia con i sogni…

Lo so che non ci sei.

Non ci sei…

Sono solo dei sogni, non c'è nessuno.

- Sig. ra Ponziani… - Sono sogni e basta. Non ci sei.

Signora, non sono un sogno.

Sono Luisa, la fidanzata di Mingozzi.

Mi ricordo…

Che ci fa qui?

- Abito qui da una settimana. - Quel porco!

- Schifoso, mascalzone! - Si calmi.

Se ha pazienza, è una storia un po' complicata,

- ma le racconto tutto. - Va bene.

Non deve preoccuparsi,

nei giorni in cui sono stata qui come segretaria…

Sì, insomma… Le vuole un gran bene.

Le assicuro…

che non ha altre donne al di fuori di lei.

Chi l'immaginava!

Pensavo che quel puttaniere di mio marito

avesse almeno un'amante.

- Vedi cara… posso darti del tu? - Certo.

Prima di sposare mio marito ero la sua amante,

la sua segretaria.

Vede, non mi interessa il commendatore.

È Franco. Ci vogliamo bene e vogliamo sposarci.

- Glielo avrebbe detto lui, ma… - Un momento.

Per Franco è presto, è ancora un bambino per me.

Parliamone un'altra volta, rimandiamo. Non è il caso.

Simpatica quella ragazza che è uscita adesso.

Quella… ragazza?

Chissà se il commendatore si è accorto che è un uomo!

La signorina… Oscar.

La signorina Oscar.

A Oscar penso io, tu sposa Franco, con mio marito sistemiamo tutto.

Non c'è problema, anche perché…

- Grazie! - Prego.

No, sono stato imbrogliato.

No, quella imbrogliata sono io.

Stava qua da un secolo e non lo sapevo.

Non ti è stato detto per le tue condizioni di salute,

pericolose per te e per gli altri.

L'ho fatta venire qui per…

- Per cosa? - Per le comunicazioni con l'estero.

- Von Krunz… - E non ha tradotto?

Avrebbe potuto fare meglio, invece sempre in giro con Franco,

sul laghetto, in moto,

nelle stanze, nelle segrete!

Tesoro, sii ragionevole.

Luisa è una brava ragazza, mi fido di lei.

Sai che mi ha parlato bene di te?

Ah, sì? Ah!

- Che ha detto? - Ha detto che sei un bravo marito.

Non hai donne intorno o me l'avrebbe detto.

- Che cara! - Sì, è carina.

Comunque del matrimonio non se ne parla!

Non alzare la voce, non siamo in fabbrica.

Sii ragionevole, ascoltali.

Franco? Luisa?

- Eccoli qua. Giulietto e Romea. - Buongiorno.

Volevo presentarvi mia cugina, è in visita in città.

Vieni.

- Buongiorno a tutti. - Oddio!

Signora, sono la cugina svedese di Luisa.

Ho sentito tanto parlare di lei.

- Mi fa piacere conoscerla. - Piacere.

Ingrid, vieni.

Ti presento il commendator Ponziani.

Piacere… sono Ingrid.

- Io no, sono Armando. - Ci siamo conosciuti da qualche parte?

Eh? Ah…

Armando, conosci o no questa signora?

No, non ci siamo mai… conosciuti.

No? Mi sarò sbagliata.

Forse si è sbagliata.

Forse sì.

Franco, sai che tuo padre non vuole assolutamente

che sposi Luisa?

Forse vuole tenerla ancora come segretaria.

Cosa dici? Tua madre è impazzita.

Luisa ormai…

Ero abituato ad averla intorno.

Adesso con il matrimonio sarà sempre in casa, no?

Va bene, sei contento? Ecco!

- Contento? Felice, papà! - Sapessi io!

Prima non eri d'accordo.

Prima era prima, adesso è dopo.

Bacio la sposa.

- Così ti avrò sempre vicino. - Cosa ti sta dicendo all'orecchio?

Ehm… Niente!

Pensa com'è buono papà.

Mi ha chiesto se come viaggio di nozze

mi piace il giro del mondo.

Ora esageri, Armando.

Noi siamo andati sei giorni a Lugano,

- tanto per andare all'estero. - Ersilia!

Abbiamo fatto 30, facciamo 40, no?

Va bene, facciamo 31.

- Brindiamo. - Brindiamo. Champagne!

Per una volta che avevo rimediato una segretaria al bacio,

mio figlio me l'ha soffiata e l'ha portata in viaggio di nozze.

Non mi meraviglio, lui è sangue del mio sangue,

ma lei, quella gattamorta!

Guarda che casino ha saputo armare per darmi una fregatura.

A meno che non l'abbia fatto per restare in casa vicino a me

con il consenso di mia moglie.

Che stupido! Certo che l'ha fatto per questo!

Al ritorno ci riprovo e mi tolgo il dubbio.

Mi dispiace per Franco,

ma la guerra è guerra.

Potrebbe anche non essere sangue del mio sangue.

Qui non ci sono le valigie.

Apri il cofano, pirla!

Va bene.

Qui non ci sono le valigie, le hanno rubate.

C'è un beauty case.

- No, è tutto vuoto. - C'è un beauty case!

Una scatola?

- Non so come si chiama. - Piano, c'è roba delicata.

È una bomba?

Lasciate che vi guardi, benedetti!

Siete il ritratto della felicità.

Franco, tesoro!

Che gioia, ben tornati, ragazzi!

Oscar, che fai?

È il mio autista personale.

Ho deciso di andare più spesso alla Scala.

Non mi fido di tuo padre che canta e guida insieme.

Ma guarda…

Tesoro, come stai?

Oscar, non ti distrarre.

- Luisa! - Come hai fatto?

Tesoro, che cara!

Ciao, mamma.

Oddio! Che dolore!

Quante volte devo dire di lasciare le porte aperte?

Chi vedo! I miei ragazzi.

La gioia dei miei occhi. Venite qua.

Tua cugina è brava come te, Luisa.

Armando l'ha presa come segretaria.

Ingrid è veramente brava.

Forse è più brava di te.

Fa delle cose…

Arrivederci a domani, signorina.

A domani.

Ciao, cuginetta.

Ciao.

Tesoro!

Sono molto contenta, commendatore.

Commendatore? Ormai sono Armando, il tuo papà. Bacetto.

A mezzanotte nella camera degli ospiti.

Certo, papà.

Visto che avevo ragione?

D'altra parte, sia chiaro, vado da lei solo per chiarire l'equivoco.

Il Diabolik della Brianza e la sua Eva Kant che lo aspetta

nel letto al caldo.

Che roba! Luisa di schiena, come Luca di nuca…

Ecco. Arrivo, aspetta.

Ferma, ho preso la mira.

Ferma, ecco. Adesso…

E adesso…

Passa la palla che sto solo!

- Gnam, gnam! - Ciccetti!

Allora è vero che avevi urgenza di parlarmi!

- Alto tradimento! Oddio! - Dimmi…

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