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(MUSICA)
(RUMORI DI FOLLA)
SPEAKER: Un applauso per il prossimo concorrente. Sei pronto?
Hai il coraggio? Il cavallo lo mettiamo noi. Vai!
- Ajò, Louis! SPEAKER: Sei pronto?
Il prossimo concorrente in groppa!
Ehi!
Amore, cosa c'è? Guarda!
- Andiamo a casa? - E babbo?
Andiamo a trovarlo, dai.
Qui sei?
Ma non possiamo più prenderli adesso, fa troppo caldo.
Ma i ghiaccioli si mangiano quando fa caldo.
Potevi portarli dentro tu, forse si squagliavano meno.
Li porti sempre dentro tu.
Conviene mettere prima i ghiaccioli e poi spalare la merda. Tieni.
- Non bevo, lo sai. - Dai poco poco, sì. Ti piace.
Poco poco...
- Che cos'è? - Ah.
Aspetta.
Che cos'è?
Stamattina è venuto uno.
- Un ufficiale giudiziario! - Eh...
Gli devo 28.733 euro e 17. Sennò devo lasciare la casa tra un mese.
Tu ce li hai 28.733 euro e 17 centesimi?
Ma cosa c'ho? C'ho 35 euro in borsa.
E tuo marito ce li ha?
No.
- Scusami. Tina, Tina! - Savino...
- Tutto bene? - Scusami.
- Segnalo al prossimo turno, eh. - Va bene... Scusa.
Ciao.
- Le è arrivato lo sfratto esecutivo. - Lo sfratto?
Possiamo fare qualcosa?
28.733 e rotti.
Bisognava pagare per tempo.
Abbiamo fatto il possibile.
Certo.
Sei felice?
È una colpa?
UOMO (dal telefonino): "Allora, il mio primo bacio l'ho avuto a 17 anni.
- Era il terzo superiore..." - Ma no. E un figo pazzesco, io lo amo.
Zitta tu! Tanto uno così neanche se sei l'ultima sulla terra ti prende.
Ma la bocca la devo aprire subito o no?
- Subito. - Macché subito, solo alla fine.
Mia cugina la apre poco per volta.
Che significa poco per volta? Mica è la porta di casa!
Per me subito, ma non troppo perché sennò lui come fa?
Forse...
Lasciatela perdere a questa. Non sa niente di queste cose.
Andiamo?
Ciao, Mimma. Ciao.
Ciao, amore. Ciao, amore mio.
Peccato, eh, Mimma? Peccato, peccato.
- Madre castissima. - Prega per noi.
- Madre sempre Vergine. - Prega per noi.
- Madre immacolata. - Prega per noi.
- Madre degna d'amore. - Prega per noi.
- Madre ammirabile. - Prega per noi.
- Madre del Creatore. - Prega per noi.
- Madre del Salvatore. - Prega per noi.
Cosa ci fai qua?
È rossa proprio.
- Sì, ma dopo un pò si scuriscono. - Dici?
Sì.
Non è un pò triste l'organo a otto anni?
Ne compie dieci tra due settimane. Il 21, no?
SÌ sì, sì, il 21.
È bello l'organo, le piace.
È dedicato alla Madonna.
Allora!
Sto vendendo le bestie, poi vado via per sempre.
- Ti dispiace? - Certo...
Pure a me, tanto.
E tu non mangi?
Ho mangiato.
Chi era quella donna in chiesa, mamma?
Era un'anima persa, una poverina.
Abita lontano dal paese. Non ci viene mai qua.
- Stava pure al rodeo. - Ah, sì?
Lavati bene i piedi. Dentro le dita pure che là li lasci sempre luridi luridi.
Buonanotte.
- Buonanotte, amore. - Notte, babbo.
No, buttala che domani fa acido.
No, la porto io domani. La mangio io.
Oggi era là, in chiesa, la cercava.
Dici che voleva qualcosa?
Ha fatto un biglietto per il continente.
Però mi ha chiesto di portargliela lei... a casa sua, una volta.
E portala.
Tanti anni che abita qua vicino. Se voleva qualcosa, l'avrebbe già chiesta.
Aspetta, amore.
Chiudi la porta.
TINA: Angelica?
"Pringia manna". Sei una puttana, puttana, puttana!
Io lo so che non è colpa tua, lo so che non è colpa tua.
Ti perdono, però non posso più occuparmi di te e dei bastardi tuoi. Capito?
Hai capito che sei una puttana! Via! te ne devi andare, via! Via!
Via!
Siete arrivate?
Ciao, Vittoria. lo sono Angelica.
Cosa c'è? Perché mi guarda così?
- Di' buongiorno. - Si doveva accoppiare col cane di Savino!
Quindici euro a cucciolo mi dava.
Invece si è fatta montare da un randagio nano, hai capito?
Capito? Dovevi vedere la faccia contenta che c'aveva quando l'ho trovata.
Ma io non la posso più tenere, chiaro? Devo andare via, devo andare via!
- Te la vuoi portare? - La devi mettere nella scatolina. Là.
- Questa? - Mmm mmm. E anche queste.
Ah, il gufo lascialo. Non lo toccare, è sacro.
- Guarda che si avvicina ai cavalli. - Vittoria?
- È ubbidiente. - Molto.
Dai...
Dai, dai.
Ultimo! Dai, dai, dai...
Brava! Amore mio...
Poker!
Giacomino? Giacomino, gli anacardi me li dai?
E che cosa sono gli anacardi? Noccioline storpie?
Scimmia... Scimmia, mi chiamava la maestra a scuola!
A me, scimmia. Dopo tutti mi chiamavano scimmia.
Mamma! Vaglielo a dire alla maestra...
...Scavare la tomba, ci sono un sacco di pezzi lì.
- Arrivando in quella tomba in fondo... - Ma lì il buco è stretto.
Lo so, ma è lì che ci si trovano i pezzi.
- Ma il buco è stretto! - Lo so, però sai i soldi che ci facciamo.
- Bisogna andarci. - Ma quanti soldi?
- Più di 28.733 euro? - Molti di più!
- Sì? - Però per entrare ci vuole un fuscello...
- Un fuscello. - Nicola, cosa sono gli anacardi?
Anacardi!
Mi piaci perché dici sempre le cose come sono.
Pagami da bere, amore mio, dai! Dai!
- Vai a casa, vai, che hai bevuto tanto. - Dai, ma non ho pagato!
Lo sai che tra poco me ne vado. Lascio la casa, lascio tutto.
Adesso per un attimo pensa solo a me che non mi vedi più.
Amami... Pagami da bere, vai.
- L'ultimo e te ne vai, però. - Ah, Giacomino! Mi paga Nicola!
- Vai. - Ah, mi paga Nicola, mi paga!
Ah, il culo di Nicola? Il culo di Nicola, ne vogliamo parlare?
Cane, cane. Vieni, cane.
Puttanella mia, sei tornata?
Puttanella mia.
Scusa.
Lo vuoi un ghiacciolo?
Lo vuoi?
L'ho chiamata Luciana il cane, come mia madre.
Era una stronza, come tutte le madri.
(VETRI INFRANTI) Ahi ahi!
Aiuto! Ahia, ahia! Che male!
- Che faccio, signora? - Eh?
Non lo vedi che sto male? Mettici l'acqua, no?! Mi sto dissanguando.
Tu non sei tanto intelligente, vero?
Ah. Oddio, oddio...
"Signora" mi piace.
Sbrigati.
Ahhh...
Non ce le hai ancora le tettine tu?
Forza, aiutami. Pulisci.
Che mani piccole hai...
- Quanto sei alta? - Non lo so. L'ultima volta un metro e 34.
- E quanto pesi? - Venticinque chili.
Sei... sei un fuscello.
Ma corri mai, tu, eh?
Sembri una di quelle bambole che stanno sulle scatole dei biscotti inglesi.
Sai quei biscotti pieni di burro, che vendono nei supermercati dei ricchi.
Ti piacciono quei biscotti?
Mamma dice di lavare bene tra le dita dei piedi
che lo sporco va tutto là.
Lo sporco va dappertutto e non ci si può fare niente.
Se torni, ti porto in un posto che non hai mai visto.
TV:
"È stato bello e anche inaspettato.
Lo sai, un'ora fa quando ti ho invitata ad andare al mare,
non pensavo che il mio sogno si sarebbe avverato.
Ti amo da sempre e non importa se dobbiamo mentire."
- No! TV: "Anche io.
Voglio tornare dove tutto è cominciato, senza paura..."
Signora!
Signora!
Uuuuuuhhh...
Cosa c'è?
Non posso scendere, mi fa paura il vuoto.
Ma che vuol dire "mi fa paura il vuoto"?
Ma non lo vedi? Non c'è niente nel vuoto! Non ti può fare paura.
Vieni? Oooh...
Torni da sola. Ciao.
Signora!
Signora!
Amore...
Cosa c'è?
È successo qualcosa? Stai bene?
Sono tanto felice di vederti.
Amore grande! Anche io. Vuoi che mamma ti fa le polpette?
- Non sei stanca? - Ma cosa ci vuole, mi aiuti?
Eh? Ci mettiamo poco poco.
Dai. Non c'è il babbo.
Babbo, ma tu c'eri quando sono nata io?
No, amore mio.
RADIO: "Ci siamo dati un bacio..."
ANGELICA E RADIO: "E ancora non si stacca!
Ah, questo amore non si tocca!
È sempre un'avventura rimettersi con te, ma io non ho paura, del porno sono il re.
Un re senza corona, quante nevrosi ho. Un re che te le suona, se mi dirai di no.
Ma intanto prendi il coraggio e vai...
che se ti fermi peggio per noi.
Fare l'amore una volta in più...
sarebbe come non farlo, come non farlo.
Questo amore non si tocca.
Fatti mangiare e bere dalla mia bocca.
Oh, questo amore non si tocca.
Sia-sia-sia-sia-siamo ancora innamorati.
Ci siamo dati un bacio e ancora non si stacca.
Oh, questo amore non si tocca.
Fatti mangiare e bere dalla mia bocca."
ANGELICA, VITTORIA e RADIO: "Questo amore non si tocca.
Fatti mangiare e bere dalla mia bocca.
Questo amore non si tocca!"
ANGELICA e RADIO: "Sia-sia-sia-siamo ancora innamorati.
Ci siamo dati un bacio e ancora non si stacca."
- Siete state in gita al Supramonte? - Come?
Siete state in gita al Supramonte? Pensavo non ti piacevano i monti.
E infatti non mi piacciono.
No, mai stata in Supramonte.
Mi fa anche paura a me.
Strano.
Ero sicura di aver visto Vittoria qualche giorno fa.
Vittoria?
Pensavo che tu stavi dietro.
Ma infatti tu c'avevi pure il turno mi sa.
Eh, sì.
- Non era Vittoria. - Ti giuro era uguale.
Poi con quei capelli mica ce ne stanno tante, eh.
Sì, era Vittoria.
Così sì, che sei una bella femmina.
Reggiti forte.
Sai cosa gli succede a un cavallo se si azzoppa?
- No. - Gli si spara in testa.
Se si azzoppano, la colpa è tua e io sparo a te.
Scherzo! Mica ce l'ho il fucile.
È contenta Tina che vieni?
- Un pò... - Ah, sì? E cosa ha detto?
Non ha detto niente.
Vittoria?
Vittoria, ma'?
Ha lasciato un bigliettino che usciva con Marcella.
Con Marcella?
"Da belliscedda"... Anche un cuore ci ha messo.
È uscita anche l'altro giorno.
Ma perché non me l'hai detto, ma'! Eh?
Mamma!
Mamma!
Mamma! (CLACSON)
Mamma!
Mamma!
- Ciao, amore. - Mamma!
(VOCI ACCAVALLATE)
Forza, cavallini!
No! (SCHIOCCO DI FRUSTA)
Ehi!
Fermo!
(SCHIOCCO DI FRUSTA)
Ma cosa ci fai con i cavalli miei?
Cosa ci faccio? Li hai venduti bene, no?
Qui, prendi questi.
- Prendi... - Che cazzo...
Sì...
Ciao, amore.
Sali, forza.
Vai vai, via via.
Dove cazzo vai? Mi devi 200 "oiro".
- Te li porto. - Duecento oiro.
Cazzo.
Adesso gli devo 200 oiro a quello stronzo.
Questi sono i cavalli miei, stronzo!
E quella e casa mia, stronzi. Giusto?
- Sì. Stronzi! - Oh, non devi dire le parolacce, eh!
Hmm. Non ti posso vedere. Mi devi 200 euro, ragazzina. Chiaro?
Che c'è?
- Fai vedere se hai la pelle dell'angelo. - Non ce l'ho.
Non si dicono le bugie.
Su.
Faccio da sola.
- Togliti questi cosi che le portano le... - Mi stanno bene, sono bella così.
- Teli ha dati oggi nonna? - Sì.
(VOCI ACCAVALLATE)
Pagami da bere, me l'hai promesso.
Ancora insisti, eh? Ma tu non ti vergogni mai, eh?
Oh, grazie, grazie.
- Vieni. - Era il mio fidanzato.
Scherza, scherza vero?
Tina, Tina. C'è Tina.
Prima non ti vogliono mai baciare, poi ti succhiano forte come un mulo
che pare ti vogliano ingoiare. E questo l'amore, vero?
Giacomino, un mirto me lo dai?
Paga la mia amica, eh.
Me lo dai? Paga lei.
Eh?
Non gli piace tanto parlare a Giacomino...
però altre cose gli piacciono eh. Vero, Giacomì?
Solo che poi piange sempre, per via della moglie.
Forse è per questo che non mi può amare.
Potevamo stare bene io e Giacomino, no?
Giacomino ha la moglie da 16 anni.
E lo non ho nulla contro la moglie. Perché lei ha qualcosa contro di me?
- Eh? - Lei è la moglie.
E dovremmo essere amiche se vogliamo la stessa cosa, no?
Tu Vittoria non la devi più vedere.
- E perché non la devo più vedere? - Perché non era nel patto.
Ma nel patto c'era pure che mi aiutavi sempre.
- Io sempre ti ho aiutato. Sempre. - Ma mi tolgono la casa lo stesso.
Ma non ci posso fare niente, lo sai.
Io, Vittoria è mia.
Perché io te l'ho data.
Infatti, infatti, infatti, me l'hai data tu.
Perché era meglio così per tutti, lo sai.
Era meglio così.
Tu non l'hai mai voluta, mai.
Non l'hai mai voluta.
È venuta da sola.
È venuta lei a cercarmi e mi ha detto che lo sapevi.
Ed è pure tornata.
È tornata, perché le piace stare con me.
- Aspetta, aspetta... - Giacomino...
- Me ne paghi un altro? - Sì.
Ha detto che me ne paga un altro.
Quand'è il biglietto?
Eh? Quand'è?
Ascoltami bene.
Ascolta.
Parti.
Vai in un posto bello, diverso, divertente.
Lo sai cosa devi fare.
Cosa ti ho detto?
Devo vendere le bestie.
Sì, vendile tutte.
Ti fai un bel pò di soldini prima del viaggio.
Anche io e Umberto ti aiuteremo sempre. Sempre.
Lo vedi che ti voglio bene?
Sì.
- Sì. - Mi vuoi bene.
Sì.
Vuoi che ti accompagno a casa?
Non ce l'ho più la casa. Me la levano la casa.
- Non ancora. - Devo pagare 28.733 euro.
Lo so.
Lo so, lo so, Lo so.
Io non voglio andare via, io non voglio andare via.
- Che cosa ti lasci qui? Che cosa... - No, parto, parto...
Parto...
Una nuova vita, una nuova vita. Quella, vero? Quella?
Giacomino! Brindiamo a una nuova vita.
Madonnina...
fai che passano queste settimane.
Fai che torna tutto come prima. Fai che torna tutto come prima.
Vai vai, mamma ti guarda.
Aiuto, basta!
(VOCI ACCAVALLATE)
- Ciao Tina! - Ciao. Buongiorno.
(CANTANDO) "Questo amore non si tocca..."
(IN CORO) "Questo amore non si tocca..."
(CANTANDO) "Ci siamo dati un bacio...
(IN CORO) e ancora non si stacca."
(CANTANDO) "Ah, questo amore non si tocca."
Angelica! Ma stai dormendo? Che così si fa la guardia?
Andiamo che stiamo pescando, ajò! Muoviti!
(VOCI ACCAVALLATE)
Dai, cammina!
Fai vedere ad Angelica come si fa, dai.
Andiamo che è carico, dai!
Via la rete lì...
Andiamo, muoversi!
Andiamo. Cerchiamo di fare in fretta, per favore. Ajò
- Lavori qua adesso? - Faccio qualche giornata per Savino.
Io non li voglio vendere i cavalli miei!
- Avevi detto che partivi. - Ma perché non sei più gentile con me?
Avevi promesso che eri sempre gentile con me.
Sono gentile.
Forse ho trovato un modo per tenere la casa.
Ascolta...
Se si muove la notte lo sento, da nove anni.
Ogni colpo di tosse, ogni febbre, ogni goccia di sudore conosco di mia figlia!
Lei sa sempre che io ci sono. Basta che si volta e io ci sono.
Di questo ha bisogno, questo la cura. Ti prego.
E perché la devi curare? È malata?
Tu hai paura che è come me.
Tina, lo sai che se lei voleva, poteva...
Ma non lo capisci che adesso è tutto diverso? Non lo capisci?
Non gliela dovevo fare vedere, mai. E colpa tua.
Non puoi tenerla chiusa in casa.
Ma perché non mi hai detto che ora lavora da Savino?
Sei contento?
Dillo che sei contento così torno a dormire con te la notte.
Non hai mai sopportato quello che c'è tra noi.
Non è vero, io amo Vittoria.
Tu lo volevi maschio e come te.
Con quelle orecchie brutte, con quel naso storto.
Come diceva tuo padre? "Non è gente tua".
Io non l'ho mai detto, io amo Vittoria.
Mi volevi punire, eh! Mi volevi punire!
Perché non mi fai mai avvicinare? Mi tieni là come un cane che Scodinzola.
Invece voi vi abbracciate, vi parlate. E mia figlia o no?
La piccola soffre e secondo me ha diritto di conoscerla la mamma.
Mi hai strappato il cuore e l'hai dato a quella cagna.
Non è vero, amore mio.
Dobbiamo darle qualcosa, tutto.
Abbiamo 2000 euro più i soldi per Vittoria.
- Tu puoi vendere qualcosa! - No.
- Ma perché no? Perché? - Non pagheremo più per Vittoria.
- Ma non muore per terra? - Ti sembra che muore? Aiutami.
Vai, vai.
Hai visto?
Quelle piccole sono maschi, questa è femmina.
Ed è pure gonfia.
Quando deve sgravare, cambia tutto.
Sopra diventa nera e la pancia d'argento.
Di notte le femmine, quelle gonfie, escono dall'acqua, strisciano fino al mare
e da là nuotano per giorni e giorni fino ad arrivare a quel mare grandissimo,
- quello che sta davanti all'America. - L'Oceano Atlantico?
E tu chi sei?
Buongiorno, ho pescato un'anguilla da sola.
- Brava! E il permesso chi te l'ha dato? - Angelica, ma poi le porto i 10 euro.
- E di chi sei figlia tu?
- È la figlia di Umberto e Tina.
Ah, è vero.
E che cosa ci fai tu con la figlia di Piras?
Vai, vai che fai tardi.
Ti assomiglia.
Senti, per l'anguilla, mi dispiace... Te li do io.
Angelica dice che partoriscono lontano nell'oceano
e i piccoli tornano nello stesso punto da cui vengono le madri. E vero?
Sì.
Anche lei partirà e morirà tra poco?
Penso di sì, è gonfia.
Perché deve andare così lontano?
Perché non resta qui con i piccoli? Non li vuole vedere?
Dicono che l'uomo è complicato e la natura è semplice.
A volte anche la natura è complicata.
TV: "Io lo sapevo che sarebbe finita... ma tu non puoi lasciarmi così, non puoi!
Io sogno solo i nostri baci, ma ora devo andare. Perdonami!"
Il biglietto e i soldi, vai.
Prendi, c'è anche il biglietto.
Non vieni tu a pagarmi?
Diglielo a Vittoria che mi volevi pagare, diglielo!
Diglielo che mi vuole pagare.
Gliel'hai detto che sono tutto quello che abbiamo questi soldi?
E che gliene manderemo degli altri quando ne avremo?
- Basta che non vede più Vittoria. - Ha voluto solo 200 euro.
- Ma tu le hai detto che... - Non ce niente da dire!
È diversa.
Andiamo via, partiamo noi. Partiamo noi.
E dove vuoi andare, eh? Lo sai che lei può sempre dimostrare che è sua madre.
Vieni qua.
Devi respirare dentro, non con il naso. Dentro, capito?
Respira dentro.
- Hai respirato come ti ho detto? - Sì, dentro.
Brava, non ti devi agitare quando c'è meno aria.
Di solito, stanno vicino ai morti le cose più belle.
- Ma non si devono svegliare i morti. - E perché no?
Magari gli fa piacere un pò di compagnia. Sono solo ossa, non devi avere paura.
Tutto gira e tutto torna com'era. Vieni.
Vedi là, laggiù in fondo?
Là hanno trovato la statuetta di quella donna grassa.
È una cosa tanta, vale un sacco di soldi.
Ma tu sei mia madre, vero?
Più o meno.
Mi hai lasciato perché ero brutta e stupida?
Sì.
Però stai migliorando.
Ti posso fare una domanda?
Facile.
Come si mette la bocca quando si bacia?
(MUSICA DALLA RADIO)
Senti io non lo so perché ti ho lasciato.
Boh.
Dopo anni ero appena tornata in paese.
Pringia manna ero. Che ho fatto tardi per il funerale di mia madre.
Tina è arrivata mentre stavo per partorire che se non arrivava lei morivo, eh.
E ti ha fatto nascere.
E tu, tu eri... eri una cosa...
eri molto molto piccola... e sporca.
E io, lo dicono tutti che non so fare niente di buono
e invece Tina t'ha preso, t'ha pulito, tutte quelle cose.
Si vedeva che ti voleva tanto.
- Tu sai fare tante cose e lei è bugiarda. - No! No!
Questo no. Tu non devi dire così di Tina. E no! E pure tu sei bugiarda, allora.
Mi avevi detto che era contenta che venivi e invece no, non è così. Lo so.
Lei è buona.
Angelica!
Angelica!
Dammi da bere.
No no, non ti fa bene. No.
Dammi da...
Solo questa, ok?
Basta, basta, basta.
Gliel'hai detto?
Tu gliel'hai detto.
Tu non capisci, lei non mi guarda più come prima.
La notte la stringevo stretta stretta...
le annusavo i piedi...
Non le poteva succedere niente.
Adesso non posso stringerla più.
Perché? Perché mi hai fatto questo?
Perché mi hai fatto questo?
Piano piano, piano piano, piano.
Piano...
Perché?
Poteva essere meglio di noi due.
Perché?
L'ha detto lei.
Io ti odio...
Ti odio. Mi hai sentito?
Me li hai portati i soldi?
- Ma che giorno è oggi? - Eh?
Dico, oggi che giorno è?
- Il 20. - Il 20, infatti.
(PARLA IN TEDESCO)
(VOCI ACCAVALLATE)
Guardala, un'ubriacona. Una povera puttana.
- No, no. Vittoria! - Lasciala! Lasciala!
- Oh, ma porta via questa bambina! - Non la toccare.
- Vittoria, vieni qui. - Ma datti una calmata! Ma smetti!
- Vai via! - Ti sei fatta male? Vieni qui.
Sei una matta schifosa, sei una matta, hai capito? Che cazzo.
- Franco... Franco... Fran... - Andiamo a casa, andiamo a casa...
- Andiamo a casa. - lo con te non ci vengo!
- Perché l'hai portata qui? - Tu mi hai comprato.
Non ti importa di me o di quello che voglio io.
Tu mi odi perché io non sono come te, non ti piaccio.
Io, io non ti odio, io ti...
- lo ti voglio tanto bene. - Non mi toccare.
- Ti voglio tanto bene, andiamo a casa. - E non toccare nemmeno lei. Bugiarda!
Tu sei la cosa più importante per me, vieni con me! Vieni!
Vattene!
Vattene!
Ti ha fatto male?
- Giura. - Giuro.
Le ginocchia...
Non è cattivo, era eccitato perché mi voleva tanto.
Lui è il mio fidanzato.
E tu lo hai mandato via.
Ci sono io, andiamo a casa, mamma.
Franco?
Spostati, va...
Scusami se ti ho fatto sbagliare.
(STOVIGLIE CHE CADONO) Porco mondo, porco.
Bisogna fare la colazione e tutto, ecco.
Non ho tanta roba a casa perché la colazione non la faccio quasi mai,
ma... aspetta.
Ecco qua.
Ci mettiamo questo. Sa d'arancio è buono.
Guarda, fa le bolle.
Vai, vai là.
Questo non lo vuoi?
È buono, eh.
- Basta, grazie. - Non ti piacciono i fagioli?
- Molto, grazie. - Ah, ecco, pure a me.
Ecco qua.
- Buon appetito. - Buon appetito.
Che pancione che hai
- e i tuoi piccolini quando escono? - Luciana! Vai fuori!
- Luciana, Lucianina... - Fuori!
Guarda, Luciana. Guarda. Luciana...
Luciana...
Dai, Luciana. Vieni a giocare, guarda. Il bastoncino. Guarda, Luciana, vieni...
E dove stanno questi piccoletti?
Luciana, guarda.
Guarda, Luciana. Guarda.
Lucianina, vieni a giocare dai... Luciana!
Vieni, Luciana...
Posso chiamare mamma?
Sì, sì, certo. Stai qua, eh...
Vai via!
Tieni.
- Mamma? - Vittoria? Hai mangiato?
Sì, ho mangiato. Ti posso chiamare mamma?
Amore mio.
- L'hai visto Tormento d'amore? - No, non l'ho visto.
Appena torni, lo vediamo insieme.
Qua è tutto pronto. Tra poco vengono tutte, tutte le tue amiche per te.
Tanto non viene nessuno.
Si che vengono, vengono tutte.
- Vittoria! - Adesso devo andare.
- Amore... - Ciao.
- Ma Vittoria? - Vittoria arriva.
- Ma Vittoria compie 10 anni? - Eh, sì. E che non lo sai?
Un pò più alto.
Eh, sì.
Secondo me, non viene proprio.
Ho legato i cavalli come mi hai chiesto.
Andiamo!
- Dove andiamo? - Zitta.
- Stai bene? - Ho detto zitta! Statti zitta.
Mi scoppia la testa.
Qua, qua qua qua.
Ecco.
Che c'è là dentro?
- Non lo so, dicono un tesoro. - Ma ci dobbiamo entrare?
Tu ci entri. lo non ci passo è troppo stretto. Vedi?
Ma ti ho insegnato tutto quello che serve.
Zero paura del vuoto, trattieni il fiato, respira dentro
e poi spingi che riesci fuori.
Vai...
- Ma ci è mai entrato qualcuno? - No.
Vai.
Eh?
Cosa c'è?
Cosa c'è? Cosa t'aspettavi?
Vai!
Io questa sono, capito? Non ti dovevi aspettare niente da me, niente!
Io sono come la terra quando piove che più ci stai vicino e più sprofondi.
Mi servono i soldi. lo non ho niente, non ho nessuno, chiaro?
Non posso perdere pure la casa.
Volevo vendere i cavallini, ma hai fatto quella faccia e non li ho venduti. E ora?
È colpa tua cazzo, capito che è colpa tua?
Dai, vattene! Vattene, vattene! Via! Via!
Ha ragione Tina, ha ragione. lo non ti ho mai voluta a te, mai!
Non sai fare niente, sai solo piangere. Piangi, madonnina piangi.
Sei brutta, stupida. Brutta, inutile. Via!
Io ti schifo e ti maledico. Vi maledico tutte, bugiarde!
Vattene via! Sei inutile sei.
Sei una ragazzina inutile!
Neanche in un buco sai entrare!
- Non celi ho i tuoi soldi. - Lascia a me!
Che schifo! Voi e i vostri soldi di merda!
Basta adesso.
Cosa fai?
- No, no... - Tu non mi paghi, sono i miei.
- Capito? Sono i miei! - No, sono i cavallini di Vittoria questi.
- Tu non li devi toccare, capito? - Lascia!
- Non li devi toccare! - Lascia!
Lei gli vuole bene.
Ah, basta!
Che è successo? Vittoria...
Ch'è successo? Dov'è Vittoria? Vittoria! Dov'è?
- Lei mi voleva bene. - Che è successo? Dov'è?
Dov'è?
(PAROLE CONFUSE)
Le ho chiesto di entrare nel buco della necropoli.
Vittoria!
Vittoria!!!
Scusate!
Scusate, avete visto una bambina? Una bambina rossa?
(PARLA IN INGLESE)
Mia figlia Vittoria è in pericolo!
(PARLA IN INGLESE)
Stai bene?
Sono andata fino in fondo al buco più profondo, da sola.
Sei stata brava. Sei sempre brava per me.
Tanti auguri.
Ti sei fatta proprio grande.
- Amore. - Ah!
Eccoci.
Ahi, mi fa male, male.
Aspetta.
Ci sei entrata veramente?
Sì e sono pure uscita, ma laggiù non c'era niente.
Vieni qui.
- Ah! No, è acqua, è acqua. - Brucia.
Andiamo!
Andiamo!
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