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Original subtitles

Sa come si dice prima di fare una foto?

Sorridi! Perché?

Perché bisogna sorridere prima di scattare una foto?

Scusi, le foto a mia moglie le avete fatte oppure no?

Lei è sicuro di volerle vedere queste foto?

Ma certo che sono sicuro! Io ho pagato per quelle foto!

Io voglio sapere dove va mia moglie tutti i venerdì pomeriggio! D'accordo?

Non dia retta a mia figlia. Fa questo mestiere con troppa filosofia.

E io le sto dicendo che la verità

è un concetto più complesso di una semplice fotografia.

Vittorio Zampa. Sono io il fondatore dell'agenzia Occhio segreto. Le foto sono sue.

Oh, grazie.

Le ho scattate io personalmente e anche sviluppate, eh!

Non credo a questi trabiccoli moderni.

La pellicola...

- Ma questa non è mia moglie! - E sicuro?

Ma certo che sono sicuro: mia moglie è bionda, questa è bruna. Veda un pò lei!

Ma lei da quanto tempo non la vede? Magari è andata dal parrucchiere.

Ma che sta dicendo?

Comunque io sono andato dove mi avete detto voi: Via Roma 43.

Via Roma 45!

- No. - Sì, certo. - No signore, lei si sbaglia,

guardi, io c'ho il bigliettino qua che mi ha fatto mia figlia. E via Roma 43.

45!

- Ah, quello è un 5? - Ma voi siete matti!

Senta, si è trattato di un refuso ma non è nulla di irreparabile.

E comunque io il lavoro l'ho fatto: ho scattato le foto e le ho spedite!

Cosa?

Le hai spedite?

Tesoro, me l'hai scritto tu: N.B. Da spedire.

Da seguire! Da seguire!

Ah, questa è una G? E certo, se quello è un 5, quella è una G.

Ma siete due cialtroni.

Tesoro, ma magari manco sono arrivate... le poste si sa che non funzionano.

Zitto! Zitto!

- 'Giorno. - Ascolta.

- È arrivata questa per te. - Grazie.

- Amore, è la lettera dall'editore? - Eh sì.

- Dai apri. - Subito? - Subito.

- Vedi che dice. - E aspetta?

Gentile signor Ezio Bellucci, la ringraziamo per averci inviato il suo manoscritto

ma non lo riteniamo in linea con la nostra politica editoriale.

Cogliamo l'occasione per salutarla e darle un amichevole consiglio:

cambi almeno il titolo.

- Vabbè amore, non te la prendere. - Ancora con questo titolo!

E basta! Che c'ha che non va? "L'inferno degli uomini pesce" è bello, no?

Uomini con le branchie in un mondo di gente normale...

che poi qui è il concetto stesso di normalità che viene messo in discussione.

- E certo amore. - E però non lo capiscono. - Non lo capiscono.

Che cosa sono poi la diversità, la normalità, se non delle etichette sociali?

Brava.

- Però non lo capiscono comunque. - Non lo capiscono.

Bene, dai, ci vediamo a pausa pranzo.

- Fermati un secondo amore, volevo presentarti Pamela, la produttrice del film. - No, no.

E dai! Ma che è sta timidezza? Un attimo.

- Buongiorno. - Ah, cara.

- Pamela, lui è Ezio, il mio fidanzato. - Ah, tu saresti il famoso Ezio?

- Linda! Guarda che bella! E una bozza della locandina. - Wow.

Una cosina raffinata, senza quei piselloni, in primo piano

che fanno sempre cafone, dai vatti a preparare.

- Ciao amore mio, torni? - Eh sì, dopo a pranzo.

A dopo.

Oggi sarà lunga. Giriamo l'orgia con l'imperatore.

- Ah ecco e dov'è l'imperatore? - Eccolo proprio qui. E lui.

Bello qui. Molto bello.

Alberto Marini. Fa l'imprenditore.

Ha diversi interessi in Tunisia, perciò trascorre qui molto tempo.

Solo che adesso è più di una settimana che non abbiamo sue notizie e...

e siamo molto preoccupati.

Mio padre ci ha chiamato due domeniche fa dicendo...

Vi prego, chiunque l'abbia visto, si metta al più presto, in contatto con noi.

Una piccola clonazione a chiunque possa darci delle informazioni.

Alberto!

Signore e signori, bimbi e bimbine, venite tutti a divertirvi al luna park.

Amore...

Amore... Ah, stai uscendo? Avevo preso il pranzo.

Devo allenarmi. E poi sai che non mangio quelle schifezze lì, no?

Questo è il kebab di Boubir, una sciccheria.

Infatti, guarda come stai ingrassando. Secondo me tu hai un problema di motivazione.

Sei convinto di non farcela. Ma sai come dice il mio manuale?

Se non puoi, allora devi. E se devi, allora puoi.

- Che stai facendo? - Te l'ho detto! Zumba.

Tra l'altro stasera farò tardi, quindi non mi aspettare.

No, no, no. Qui! Qui che stai facendo?

Oh mamma mia, qui.

Francesco, queste dove le hai prese?

Erano nella posta! E questa qui sei tu!

Io?

- Ma no! Non sono io! - Sì, sì, sei tu! Guarda!

Ma no, potrebbe essere chiunque!

Ragioniamo, questa qui è la tua macchina, giusto?

Perché sono l'unica in tutto il mondo ad avere una macchina grigia.

No però questo vedi, è il tuo tatuaggio! La farfallina.

E questo qui è? Questa sei tu che stai baciando qualcuno che non sono io.

Francesco, sono io! Sono io e sto baciando un altro.

E sai perché? Perché ti voglio lasciare, non ce la faccio più.

Sono arrivata alla frutta, va bene!

Te l'ho detto in tutti i modi che le cose stavano andando male, in tutti i modi.

- Ma non mi hai mai detto niente! - Ah, non ti ho mai detto niente?

Forse perché sono una donna cazzo! Le cose non te le dico chiaramente,

te le faccio capire attraverso dei segnali! Non credi?

- Segnali? - Sì, segnali.

Quella merda di libreria è sei mesi che ti chiedo di montarla e guardala! E ancora lì!

- E che segnale è? - Poi cazzo guardati!

- Sei vestito da clown! - Ma io sono un clown, Sara.

Ecco appunto. Continua a fare il clown.

Ma che?

Allora, facciamo una cosa, il kebab non è stata una buona idea.

Allora, sai cosa faccio oggi pomeriggio? Vado a correre.

No, anzi, prima monto la libreria.

- Poi vado a correre e butto via il kebab. Perché? - Francesco! Francesco!

Ma come fai a chiedermi di restare?

Mi hai appena visto che mi baciavo con un altro.

Stop! Fabio! Fabio!

Quello è l'imperatore. Più luce! Lo voglio splendente, più luce!

Se vuoi più luce dobbiamo cambiare il proiettore ci vuole un altro jumbo.

Ma metti che cazzo vuoi. Capelli, parrucco! Dai ragazzi, per piacere! E dai!

Okay ragazzi, tutti in pausa.

Amore!

Senti, prendi due cestini, intanto io mi faccio una doccia al volo e mangiamo insieme.

- Va bene. - Mi aspetti? - Va bene.

- Arrivo. - Bellissima.

- Ezio. - Oh, piacere.

Scusa, non mi sono lavato. Jacopo.

Guarda, complimenti, perché ha un talento unico.

Linda farà sicuramente strada.

- Ne ho provate parecchie, fidati. Ciao. - Mi fido, mi fido. Ciao.

- Capisci che così non funzionerà mai! - Io non ho capito ma qual è il problema?

Scusa, tu hai scritto che lo schiavo deve ingropparsi alla regina,

ma il granduca del palazzo lo ha rinchiuso nelle segrete.

La regina vive nella torre, tu fammi capire come cazzo fanno ad incontrarsi?

Eh vabbè quando... come...

Dottore, facciamo che gli diamo un indulto così esce,

ci liberiamo di questo problema e ce ne andiamo prima.

Senti, domani tu vieni qui con una soluzione. Capito?

Certo, io stanotte ci penso e domani porto una soluzione!

Ma, scusate, ma se lo schiavo non fosse uno schiavo?

No? Posso un attimo?

Potrebbe essere il figlio illegittimo del re.

Mi spiego meglio.

Il re in quanto re si sarà divertito qualche volta, no?

Quindi diciamo che si è divertito con una cortigiana.

Da questa torbida relazione è nato un bambino che, crescendo, decide di vendicarsi.

A quel punto, il re scopre questa cosa e lo fa incarcerare

La regina, che ha capito la verità,

di notte si intrufola nelle segrete e lo libera dalle catene.

Cioè tu stai dicendo quindi che lui si scoperebbe la moglie di suo padre?

- Ma è una cosa impossibile. - Ma è geniale!

- Ah, è geniale? - No?

- Andiamo a mangiare. - Eh, sì.

Vabbé ma scusate. Come rimaniamo? Allora io stanotte non ci penso più?

Bravo, fai così. Non ci pensare più.

- Non ci penso più. - No.

Vado a prendere i cestini, scusate.

Ma questo chi è?

È ricoverato. E ricoverato qui in ospedale.

- Ospedaliseè... come? - Sicura?

No. È ricoverato qui in ospedale.

- Ci hanno chiamato in trasmissione. - Calma, calma...

- Ricoverato. - Sta male... Sta male!

Irene Marini?

- Sì. - Prego mi segua.

La ringrazio.

L'ha trovato un peschereccio al largo delle coste di la Marsa,

non aveva documenti, non sapevamo chi fosse...

Sì, ma come sta?

È messo molto male. Tre giorni di rianimazione...

però vede, suo fratello è molto forte!

Mio fratello? Vabbè...

Grazie.

Alberto!

Come stai?

- Chi è questa? - E la moglie.

No, la moglie sono io!

Alberto?

Chi è questa donna?

Ti ho fatto una domanda! Rispondimi!

Signora! È inutile: il signor Marini non si ricorda niente. Ha perso la memoria!

Sì, sì, certo. Guarda che ti conosco. Non fare lo stronzo con me!

- Calmati, calmati - Lasciami.

Non urlare.

Chi cazzo è questa?

Chi cazzo è questa?

Dottore?

Desidererei tornare in coma...

Gli arabi hanno rovinato tutto. I numeri romani erano molto più chiari.

Adesso vedrai, perché ti faccio vedere una cosa e tu mi darai ragione.

Guarda la zampetta di quel 3, che ti devo dire?

A me pure quello mi sembra un 5.

Aspetta che prendo gli occhiali...

Stavo parlando con te.

Permesso?

Permesso?

Permesso?

Per.. Salve... sono Valeria Zampa dell'agenzia “Occhio segreto”.

E...

Forse abbiamo fatto un piccole errore ma magari sono in tempo per rimediare.

C'è Sara?

Comunque...

Dicevo...

Sa che c'è gente che preferisce la verità per quanto possa far male,

è sempre meglio di una bugia. No?

È lei nella foto?

- Cosa fa? Volontariato? - Non toccare, questa è mia!

È sua, è sua. Va bene.

Che è successo?

Che è successo? Io ho visto le foto.

Abbiamo litigato, è andata via con la valigia

e adesso non mi risponde neanche più al telefono.

Devo finire la libreria. Capito?

Che...

No? Non è?

Amore? Ciao!

Wow!

Mamma mia che giornata amore!

- Sei stanca? - Ci ho messo tre ore per venire.

- Ah, dici il traffico? - No, c'era uno nuovo, emozionato...

Ma che carino che sei stato! Che hai preparato la tavola, il pinzimonio.

Oh, c'è anche l'arrosto, eh.

Tra l'altro mi sa che lo devo tirare fuori, ti aspettavo un pò prima.

- Sì, lo so. Ho accompagnato Pamela a castrare il cane. - Ah, poverino.

Va bene, senti, il tempo che l'arrosto finisce di cuocere, mi faccio una doccia al volo.

- Vai, vai. Veloce. - Corro. - Dai, dai, dai, dai, dai.

- Pronto? - Ezio! Ciao!

Grazie per oggi.

Poi la scena l'abbiamo fatta come dicevi tu. E venuta benissimo.

Figurati. Per così poco.

Eh, beh, sì invece però ci hai salvati, capirai, sono distrutta...

- Ci ho messo tre ore per venire... - Ah ma te dici quello nuovo...?

- Sì, sì, Linda me l'ha detto che si emozionava. - Ma no, no.

Mi riferivo al traffico, un casino per trovare dove infilare la macchina.

Adolfo, amore, è l'ora della pappa. E il mio cane.

- Senti, a proposito come sta? - Chi?

Il cane. Non sei stata dal veterinario?

- Io? - Scusami, tu non hai fatto castrare il cane oggi?

Ma per carità! Ma ti pare che una che produce film porno possa mai far castrare qualcuno?

Sì, sì, no, ma infatti. È che? Senti, Linda è ancora sotto la doccia.

- Ti faccio richiamare appena ha finito, va bene? - Baci!

E questa? Le ricorda qualcosa?

Proprio niente?

È Karim...

- Il suo primo figlio. - No, il primo figlio è lui!

Solo che noi non abbiamo le foto perché non ha voluto assistere al parto.

Gli fa impressione il sangue. Ma evidentemente solo il sangue italiano.

Eccolo qua Marco.

Guardi bene questa foto, a cosa le fa pensare?

Che avevo molti più capelli...

Questa situazione ti fa ridere?

No, un incipiente calvizie non mi diverte affatto.

Guardi questa foto qui? Ricorda qualcos'altro?

Molto strano.

È uno dei rarissimi saggi di tuo figlio al quale ti sei degnato di partecipare.

Signora, però così non ci aiuta.

Non mi ricordo niente.

È naturale. Lei è stato pescato in mezzo al mare. Adesso è sotto shock.

Non mi ricordo nemmeno cosa facevo in mezzo al mare.

Guardi quest'altra foto.

Questo è il suo primo matrimonio. Con la signora.

E in questa foto sta sposando Jamila Youssef.

Ma cazzo! Ma c'hai pure lo stesso vestito!

No, la cravatta è diversa.

Sono vestiti molto costosi, sarebbe stato uno spreco cambiarlo.

Bene, e ora che si fa?

Di solito la memoria ritorna gradualmente.

Lui adesso deve riposare molto e passare tanto tempo con la sua famiglia.

E quale?

Bella domanda.

Beh, con tutte e due naturalmente, sotto lo stesso tetto,

finché non torna la memoria.

Tieni.

Me lo fai a forma di cuore?

Tu sei piccolo ok?

Queste cose non le conosci bene. Il cuore è il simbolo dell'amore.

L'amore ti fotte sempre.

Le persone che più ti amano, tipo i tuoi, un bel giorno ti abbandoneranno,

e tu passerai il resto del tempo a domandarti

che significato può avere la tua vita del cazzo.

Per cui dammi retta, fanculo l'amore, goditi la banana, eh...

- Ha detto che mi abbandonate. - Ma che modi!

Ciao.

- Oddio. Cosa vuoi? - Ho trovato Sara.

Hai trovato Sara?

Hai detto che non rispondeva più al telefono e non sapevi dove fosse.

- E io ho fatto fare delle ricerche, comunque siamo un'agenzia molto efficiente. - Ho visto.

Senti, ti abbiamo rovinato la vita. Lo so.

Ho fatto controllare la sua carta di credito

e risulta che è stata usata tre ore fa in un resort qui in campagna.

- Dove? - Senti...

ti sembra il modo di parlare a dei bambini?

Hai fatto piangere mio figlio, guarda là!

Non sono stato io,

è l'amore che ci fa piangere ma io me ne fotto, e rido.

E io ti faccio male!

Come si chiama quel resort?

- Perché? - Devo vedere Sara!

Ma no, no, adesso ti sembra che la vita sia un disastro, no?

Io sto male. Starà soffrendo anche lei. Devo parlarle!

Scusami, però se una donna soffre, non se ne va in un resort a farsi le terme.

Sta a casa, no? Sta a casa a strafogarsi di gelato

mentre piange guardando la replica di Chocolat con Johnny Depp.

- Sai che hanno fatto una statistica? - Scusa, come hai detto che ti chiami?

- Io? - Sì.

Valeria! - Non me ne frega un cazzo del gelato,

di Johnny Depp, il cioccolato, va bene? Metti in moto e andiamo.

- Che c'è? - E arrivata questa.

Mi scusi, la posta me la lascia nella cassetta? La ritiro io, grazie.

Tra l'altro sarebbe anche domenica.

Ho capito però è arrivata ieri, me la sono dimenticata così ho pensato...

Ma che è aperta? Scusi ma chi è che apre la posta?

Consultinvest! È una società che si occupa di investimenti.

Tra l'altro danno degli ottimi risultati ai loro investitori.

Non dico per lei, magari per la signora.

- Buongiorno. - Buongiorno signora Linda!

- È sempre in forma la sua signora. - Grazie, grazie! Arrivederci.

Mamma mia, ma questo portiere è di un'invadenza incredibile.

- Maleducazione. - Ma che dice? - Niente, pubblicità.

Tu non gli dare tutta sta confidenza, sennò quello se ne approfitta.

- Ma che è? Il libro mio? Ma perché sta qua? - Lo rileggevo.

Sono arrivata al punto in cui lui rivela a tutti di non essere nato uomo pesce

e ci restano male...

Tu l'hai capito perché ci rimangono male?

No, non me l'hai mai detto. Perché?

Perché lui dice una bugia.

Le bugie possono fare male. Molto male.

Vado amore.

- Dove, scusa? - Devo andare sul set,

perché dobbiamo ancora chiudere, ci mancano delle scene grosse, per cui...

- Ma di domenica, scusa? Non riposate? - Amore, se riposiamo, non chiudiamo il film.

Dai, lo so, ti chiedo solo un pò di pazienza, sono gli ultimi giorni.

Me lo porto con me, così lo finisco in macchina. A dopo.

Ciao.

Ma siamo di fronte a un reato no?

In realtà il matrimonio tunisino non è mai stato trascritto presso l'ufficio consolare

- quindi tecnicamente... - Tecnicamente, sì.

Tecnicamente è uno stronzo. Ha fatto un figlio con un'altra.

Senti Irene tu hai ragione. Hai tutte le ragioni e a tempo debito le faremo valere.

Ma adesso come tuo legale devo sconsigliarti di prendere decisioni avventate.

Alberto è malato. Ci sono dei referti. E io devo studiare bene il caso!

- Scusate papà è là. - Dottor Marini.

Siamo qui, è quello il palazzo.

Non mi ricordavo. - Stai tranquillo,

tanto fra poco non ti sarà necessario ricordare qual è casa tua.

Sempre incazzata mamma.

- Sono vent'anni che è incazzata con te. - Ah sì? - Mi scusi...

Mi scusi, ma lei non è quello che hanno fatto vedere in tv?

Sì, quello che aveva due famiglie, una in Tunisia, una in Italia,

l'imprenditore del settore edile che faceva due settimane con una e due con l'altra?

Complimenti signora, lei sa di me molte più cose di quante non ne sappia io.

Mi tolga una curiosità...

Ma in questo paese non c'è proprio nessuno che si fa i cazzi propri?

Vieni, andiamo a vedere la casa va...

Deve essere molto bella a giudicare da quanto è stronza mia moglie.

- Che cos'è questo rumore? - Quale rumore scusa?

Hai sentito? Un rumore, la macchina fa un rumore.

Non lo so, non sono mica un meccanico.

Non è necessario essere un meccanico per sentire un rumore.

- Non sento niente. - Senti! Che succede?

- Non lo so. - Prova, riprova.

- Così la spacchiamo. - Merda! Merda! Merda!

Comunque non c'è bisogno di reagire in questo modo.

No, no, non c'è bisogno. No, ci godiamo anzi il panorama. Ma guarda dove cazzo siamo.

- Ti ricordo che non ti ho chiesto io di venire qui. - Apri sto cofano.

Apri questo cofano.

Ecco vediamo un pò cosa è successo.

Come si mette questo affare?

E adesso dimmi cosa è che non funziona. Cosa è? La batteria? Le che?

- Cosa cazzo ha questa macchina che non va? - Non lo so.

Tu mi hai veramente rovinato la vita, lo sai?

Io adesso mi trovo qua, in mezzo a una piana del cazzo

con te e la tua macchina che non funziona.

E tutto questo per colpa tua! Tua!

Certo.

Comunque ti avevo chiesto scusa.

Ti ho chiesto scusa ed è per questo che sto qua.

Perché ti ho rovinato la vita. Tanto la rovino a tutti io la vita, no?

Va bene? Sono un disastro. Io rovino la vita a tutti.

- Faccio schifo, merito di morire. - Ma cosa c'entra con la macchina questo?

È tutta colpa mia. Se la macchina si ferma, anche la fame nel mondo è colpa mia.

Senti, Valeria, hai un telefono?

Sono all'aeroporto di Parigi, ma dove mi informo?

Ti dico, hanno cancellato il volo.

Se senti casino è perché sono al check in con i miei colleghi.

Lo sai anche tu che a Parigi ci sono gli allarmi bomba, è un gran casino.

AI limite dormirò in aeroporto e prendo il primo volo domani mattina, no?

Stai parlando con tua moglie? E tua moglie al telefono?

- Ma che gliene frega? - Non ve le dite le cazzate, signora.

Non ve le dite, perché rovinate sempre tutto? Perché?

Guarda, sono già abbastanza nervoso. Ti aggiorno se ci sono novità.

Oh, cazzo, la valigia, cazzo, la valigia!

Lì, lì guarda, sì, così è più armonico, è molto più bello.

Aggiungi vernice, aggiungi vernice.

- Ma che fate per terra? - Stiamo disegnando.

- Stiamo facendo un albero di jagiarà. Si dice così in tunisino? - Sì.

- Ma sul parquet? - Abbellimento..

- A casa vostra voi fate così. - Irene, calma. E solo un bambino.

Scusate potete non cominciare a litigare per favore.

Perché domani avrei l'esame al conservatorio, quindi...

magari mi diplomo, me ne vado di casa e voi potete continuare però senza di me.

- Vi prego! - Dov'è la madre?

- Sta pregando. - No proprio no! Anche Allah a casa mia non entra, eh!

Perfetto, ci mancavano le Crociate.

E c'è un posto in cui possiamo dormire?

Beh, potete andare più avanti, mia moglie ha una locanda, si mangia anche bene.

- Ma più avanti dove? - Sì, più avanti, c'è un cascinale, lo vedete, quello la.

Ma non è che ci può dare un passaggio?

No.

- Scusi ma non c'è nessuno? - No, oggi non girano!

- Ma dico, neanche dentro? - No, io sto qui a fare la guardia al materiale!

- Grazie. - Arrivederci.

Ecco. Cous-cous all'oshban.

- Al cosa? - Oshban.

Salsicce di interiora di agnello.

- Deve essere molto buono! - Sei vegetariano!

Non so. Le hai sempre mangiate!

Io no grazie.

Io manco l'amatriciana potevo fare!

Beh si sa, l'agnello mangia solo erba, a rigor di logica?

Ma ha solo detto che sono buone, dai!

Sì certo, è vero. Ha solo detto che sono buone!

Sono io che sono stronza no! Tanto lo pensate tutti, sono una rompicoglioni!

Irene anche per noi è difficile. Ma lo facciamo per Alberto.

Guarda che non si ricorda neanche chi sei! L'hai capito o no?

Basta così!

Senti Irene, sentite tutti:

Mi dispiace, va bene?

Mi dispiace moltissimo non riuscire a darvi una spiegazione per tutto questo.

- Ma cosa vuoi spiegare? Quanto sei stronzo? - Sì, sono uno stronzo.

Sono un grandissimo stronzo.

Lo vogliamo scrivere su tutte le pareti di questa casa che sono uno stronzo?

Ma che ci posso fare se non mi ricordo niente?

Non mi ricordo di te, non mi ricordo di te.

Non mi ricordo di questa casa, non mi ricordo dei miei figli,

non mi ricordo dei mobili, di questi piatti!

Leggi Alberto...

Lahabi alkabir...

Questi piatti li ho fatti io, te li ricordi?

Li ho dipinti per te quando mi hai chiesto di sposarti.

A noi c'aveva detto che era un souvenir!

Sei un mostro!

Ok, ok...

Vogliamo mangiare? Se no si freddano le interiora, per favore.

Lahabi alkabir a tutti. Va bene?

Cosa c'è? L'ho detto male? L'ho pronunciato male?

No, è giusto. Lahabi alkabir...

"AI mio grande amore".

Perfetto, no perché c'avevi sempre detto che voleva dire "buon appetito" quindi...

- Senti Marco... - Marco che? C'hai riempito di cazzate.

- Ma dove vai? - Vado da Giada.

Giada?

- Chi è Giada? - La fidanzata.

È già fidanzato?

Tutto suo padre!

Cazzo!

Ero fotografa. Pubblicità, cataloghi, ma non ho retto.

Non volevo più vedere quelle facce da copertina e quei sorrisi finti

e quindi ho lasciato la moda e ho seguito mio papà nelle investigazioni.

E nelle foto dei cornuti hai trovato la verità?

Sì. Ti giri, per favore?

Oh scusa.

L'ho trovata anche se è una verità diversa, dolorosa.

Ma è sempre una verità. E comunque l'amore ti rende vulnerabile, no?

- Ma scusa non mi vorrai dire che anche tu? - Eh!

Ma tu sei una detective privata! Dovresti conoscere i trucchi del mestiere no..

Ma quali trucchi? Non ci sono i trucchetti.

Ma senti, era...

Era una cosa seria?

Beh sì, stavamo insieme da anni,

vivevamo insieme, dovevamo sposarci.

- E poi una sera sono tornata a casa e l'ho trovato a letto con la sua collega. - No.

Collega che io conoscevo tra l'altro perché era venuta a cena la sera prima, pensa.

- E tu? - Sono andata via, di corsa.

E non sono mai più tornata. Non ho mai avuto il coraggio di tornare in via Manzoni

e non ho mai più rivisto lui.

Puoi girarti.

Ah sì.

A me dispiace di averti rovinato la vita, veramente!

Rovinato adesso... è una parola grossa. Dai.

Scusa ma è un pigiama?

Sì.

Ti sei portata dietro il pigiama?

\ E sempre lì dentro il mio pigiama.

- Con il mio lavoro bisogna sempre tenersi pronti. - Mamma mia.

Vabbè.

- Buona... Buona Buonanotte. - Buonanotte.

Che poi per quella cosa della...

Buonanotte.

Buonanotte.

Scusi...

- Siete aperti? - Prego, si accomodi.

Mi dica.

Sì, per me è la prima volta che mi rivolgo a un'agenzia. Non so bene come funziona.

Lei sospetta di qualcuno?

Sì. Sì. È La mia compagna.

- E vorrebbe saperne di più? - Sì.

Vede, signore, il dubbio è una cosa che attanaglia molte persone.

Brecht addirittura diceva che tra tutte le cose sicure l'unica veramente certa è?

- Eh? Non ho capito. - Il dubbio.

- Ah, il dubbio. - E anche Shakespeare. Comunque questo è un altro discorso.

Dia un'occhiata alla nostra brochure,

lì c'è il tariffario, tutti i nostri servizi, così si fa un'idea.

Sì, senta, io avrei bisogno di risposte capito?

Immediate, perché sto proprio impazzendo! Non so se...

Certo. E noi gliele daremo queste risposte.

- Bene. - Il prima possibile. - Bene.

Lei adesso però deve darmi qualche informazione sulla sua compagna:

nome, cognome, professione.

La professione perché scusi, non capisco?

Signore, il sessanta per cento dei tradimenti avviene sul posto di lavoro!

Magari questo non è il suo caso ma possiamo tentare.

Ha già provato su internet?

Non sa alle volte quanti presunti "segreti" sono pubblicati su internet.

Nei forum, nei post!

- Nome e cognome. - Sì.

Linda...

Angel.

- Con la A. - A... Angel.

- È uno scherzo? - No, no, che scherzo. E il suo lavoro.

Signore, che cosa posso fare io? Dico qua sono in quattro.

- Sì. - Poi, io... Questo che sta facendo?

Senta, mi ascolti, io voglio sapere se la mia compagna

mi tradisce al di fuori del posto di lavoro. Ha capito?

- Perché poi non è la stessa cosa? - Non è la stessa cosa?

- Perché non è la stessa cosa, no? - Eh no! Non è la stessa cosa!

- No! Non è la stessa cosa! - No, eh, appunto, se lo dice lei.

Dica, dica...

Vedi, quello che sta succedendo qua per esempio?

- Questa qua è la condivisione. - Condivisione.

Esatto, esatto. Cosa che tu... una parola che tu non conosci.

Ragazzi, io sto girando la canna per condividerla.

Noi siamo interessati non a quel tipo di condivisione.

- Noi... capito... noi siamo un pò oltre, vero? - Sì.

- Conoscersi un pò meglio... - Ah sì, allora questa io me la fumo da solo.

- No. - No.

E chi è?

No ragazzi, questa... Questa è la guardia di finanza.

- Vaffanculo. - Ma perché ridi? Oh!

- Pronto? - Giada?

- Sì, chi parla? - Sono il papà di Marco.

È tuo papà.

- Oh cazzo. - Sì.

Scusa il disturbo Giada, Marco è lì con te giusto?

SÌ, glielo passo?

Grazie.

- No, no, no. - Vuole parlare con te!

- Cosa vuole? - Non lo so!

- Pronto? - Marco...

Sono papà, volevo parlarti un attimo.

Ohi, ma perché è successo qualcosa che non va?

Di cose ne sono successe parecchie ultimamente.

Sì, no, no, lo so.

Facciamo una cosa, dammi... Cosa faccio?

Tu non gli devi dire niente, lui qua non deve venire. Vai tu sotto, scendi tu. Dai.

Dammi due minuti e scendo io, va bene?

Okay, ti aspetto qui.

Oh cazzo, oh cazzo.

- Merda. - Oh, e allora?

- E... Non lo so. - Cosa?

- Questa qua è mia madre... - Cazzo, tua madre.

- Ma non era tua padre? - Mia madre gli ha detto qualcosa, ragazzi.

- Ma meglio no? - No, meglio un cazzo, Già, tu non lo conosci mio padre! Va bene?

Ho capito: cosa fa? Ti mangia? Si incazza? Ti mena?

- Ci siamo passati tutti Marco. - No.

- Ma quanto tempo pensi che poteva durare questa commedia? - Ascolta, senti...

- Ascolta, io ti voglio bene! - Non mi sembra!

Ma questo non è il tuo momento, va bene? Vaffanculo!

Oh, allora? Vengo con te. Scendo anch'io.

No, no.

- Pronto? - Sì.

Signor Marini? Entri, siamo al piano terra.

Si sente che ho fumato?

No... Cioè, un pochino.

- Va bene, senti... Dai. - Va bene.

Cosa?

- Papà... Ti avevo detto che sarei sceso io. - No, l'ho fatto entrare io.

Tranquillo.

- Tu devi essere Giada. - Sì, ci conosciamo.

Scusami. Non mi ricordo. Scusami anche tu. Non mi ricordo neanche di te.

- Io non la devo scusare. Perché noi in verità non ci conosciamo. - Giacomo!

Marco si vergognava a presentarmi a suo padre.

- Non è vero. - Perché aveva paura di una sua reazione.

Non è vero.

- Mi sembra che l'abbia presa abbastanza bene però, no? - Basta.

Che cosa?

Suo figlio è gay.

E io sono il suo ragazzo.

Lei non lo ha mai saputo perché è un bigotto e non lo avrebbe mai accettato.

Per questo la nostra amica Giada si è prestata per anni a farci da copertura.

Papà.

Mamma lo sa?

Sono i padri di solito a non saperlo.

- Ma avete fumato marijuana? - No. - No. - Sì.

- Sì. - Sì. - Ne avreste un pò anche per me?

Ma che bel quadretto familiare, eh? Papà e figlio che fumano insieme.

Non abbiamo mai fatto una canna insieme noi due?

Noi non abbiamo fatto un sacco di cose assieme.

Davvero pensi che un padre nel 2017 non possa accettare un figlio omosessuale?

No, forse quello di un altro. Però tu il tuo, no. Assolutamente no.

Ma pensi che io sia così stronzo? Così fascista?

Gli stronzi non sono solo i fascisti...

che quando ti guardano mano per la mano ti gonfiano di botte

ma anche quelli che abbassano lo sguardo,

o peggio ancora che sghignazzano con l'amico

facendo battutine e mischiando i froci con i pedofili.

Come se fossero la stessa cosa.

- Come quel coglione del tuo allenatore. Uguale. - No, no...

- Perché? Che ha fatto? - No...

Diciamo... Quando l'ha scoperto mi ha “consigliato” di lasciare la squadra

perché potevo creare disordine nello spogliatoio... cazzo.

- Ma questa cosa non me l'hai mai detta? - No, come cazzo facevo a dirtela?

Non te l'ho mai detta.

Come!

Passa sta canna, pedofilo!

Non mi sono mai considerato un terapeuta della coppia.

Io non cerco cure, cerco l'armonia, come ho ampiamente spiegato in tutti i miei libri.

- Me lo fa un autografo? - Ma certamente.

Signori, di là siamo pronti.

- Andiamo, amore. - Certo.

- Dai, continuiamo dopo. Vogliamo entrare? - Sì.

Buongiorno, sto cercando una persona che alloggia qui. Si chiama Sara Rocchi.

- Chi devo annunciare? - Un secondo, un secondo...

La prenotazione è a questo nome.

Sì...

- Avete già compilato il test di affinità?

- È questo qui? - Sì.

Per capire la vostra affinità di coppia.

- No, e... - E... E..

Mi dispiace ma se non compilate il test non posso accreditarvi.

- E noi lo compiliamo! - Un attimo solo, una foto per il questionario.

Grazie mille, buona giornata!

Allora, quale di queste immagini vi suggerisce maggiore felicità?

Un camino, una valigia, uno zucchero filato, un anello.

- Zucchero filato! - Zucchero filato!

Queste sono le foto che ha fatto a Roma?

Sì, anzi a questo proposito, le volevo dire

che gli scontrini dell'autostrada e della benzina sono a parte.

- E? Sì, sì...

- Conosce quest'uomo? - E un suo collega di lavoro.

Cioè di lavoro... Ho capito.

Ce ne sono altre? Sono solo queste?

No. Sono solo queste perché la loro stanza affacciava all'interno dell'albergo,

li ho potuti fotografare soltanto da fuori.

Ma si fidi di un professionista del settore.

In queste foto non c'è traccia di una relazione intima,

erano molto più esplicite quelle su internet. Senza offesa.

Sono abbastanza esplicite per me queste. Davvero.

Ma è bravissimo.

Morfeo Daniele...

Sei stato molto bravo. Molto molto bravo.

- Mi hai emozionato tantissimo, c'ho la pelle d'oca! - Sì, sì. Grazie

- Non si sente niente! - Ho detto che ho la pelle d'oca.

- Papà, vieni ti prego. - Bravo. - Grazie, grazie.

- Sono suo padre, sono il padre. - Scusate.

Ci facciamo le canne insieme.

- Mamma ci aspetta a casa? - Sì, sì. E a casa con la zia.

Ascolta. È duecento metri più avanti a destra e siamo arrivati.

Che?

- Niente. - Cosa?

No. No, era... Papà.“

- Devo fare una cosa. - Tipo...

- Lasciami fare... - Che cosa?

- Non ti preoccupare. - Sì. No... Non te lo chiedo?

Vieni con me.

Chi è il mister?

Io, mi dica.

Allora, caro mister.

Ci vuole chiarire che cosa intende per mettere disordine nello spogliatoio?

Cosa faceva mio figlio?

Metteva fuori posto le ciabatte? Scombinava gli accappatoi?

- Lasciava i calzini sporchi per terra? - Papà!

- Papà! - Non ho finito.

Ma chi ti credi di essere?

Tu sei pagato per insegnare calcio

e non puoi, e non devi permetterti

di discriminare sull'orientamento sessuale di un ragazzo

che tra l'altro ha appena dimostrato di essere un talentuosissimo pianista.

Papà, non è lui il mio allenatore.

- Come non è il tuo allenatore? - No, io andavo sotto casa di nonna.

E che cazzo non me lo dici? Mi fai litigare con Polifemo

Eh sì, perché mi piaceva guardarti mentre mi difendevi.

E mo?

- E mo... - E mo?

Lascerei la cosa su un piano di pacifica cordialità.

Io continuo il mio lavoro con i ragazzi. Complimenti.

Andiamo ragazzi, continuiamo.

- Ho sfiorato la figura di merda, eh? - Dici?

Andiamo.

Allora amici...

per anni ci hanno raccontato che la felicità...

è uno scherzo del destino, un caso.

Ma io oggi sono qui per dirvi che non è così,

non è così, dipende da noi.

Dipende da te, da te...

Dipende da te. Sei tu che puoi!

Se non puoi allora devi e se devi allora puoi!

Come nella musica.

In musica il concetto di armonico è una successione di suoni

le cui frequenze risultano multipli di una nota base.

Ecco noi sappiamo che nell'universo tutto vibra

e se noi riuscissimo a individuare

la "nota base" della coppia allora potremmo raggiungere l'armonia.

Ecco, io credo di aver individuato questa nota base

e voglio condividerla con voi: si chiama "sincerità".

Perché se non c'è sincerità, non c'è complicità

ma quando c'è complicità allora c'è amore.

Stronzo.

Prego? Scusi? Credo che il signore lì in fondo voglia intervenire.

No, no. Dica, dica. Non abbia paura. Non ho mai morso nessuno.

No, volevo dire che trovavo molto interessante quello che raccontava sulla sincerità.

Ecco, va bene, se trova interessante allora posso andare avanti!

No...

- perché volevo aggiungere qualcosa! - A Prego, prego, dica così poi continuiamo.

Grazie.

Se uno pensa a tutte le volte che è stato sincero, no?

Convinto di avere al suo fianco una persona altrettanto sincera.

No? Se uno ritorna con la mente a quei momenti,

ecco, e poi vede che quella persona

scopa con il primo fighetto che incontra, no?

Ecco se, se quel fighetto sei tu,

allora non è tanto difficile argomentare...

che sei un merdone. Ecco quello che sei.

No, no, signori, no, no. Lasciamolo dire!

Ma è giusto che ognuno possa esprimersi liberamente

anche se ritengo che questo tipo di opinioni siano un filino banali?

Scusi, però lei cos'è che dice sul banale?

Aspetti che l'ho letto qui. Eccolo.

Allora, "il banale è spesso il vestito migliore indossato dalla verità."

Io non lo capisco. È scritto qua però, vuole dargli un'occhiata.

Certo, è chiaro, è chiaro. Però detta così è decontestualizzata.

Oppure è una cagata, giusto per riprendere il concetto espresso poc'anzi dal mio amico

e se posso aggiungere un'ultima cosa.

Uno che si professa il guru della "Verità" nella coppia,

forse non dovrebbe fare l'amante di una che sta in coppia.

È una questione d'immagine, no?

Andiamo.

Ah no! Amore, Sara, tieni.

Doveste annoiarvi mentre fate jogging!

Arrivederci!

- Se non potete, dovete. - E se non potete...

Andate a fanculo.

Quindi in pratica lei è la sua amante?

- No, no. Ma che amante? No,no. Siamo amici. E solo un'amica! - Eh?

Siamo solo amici?

E allora vaffanculo.

- Ahò. - Ezio!

- Che fa questo? - Buono! Fermo Fermo.

Fermi fermi. Fermi tutti.

- Ezio che fai - Devo parlare con lui.

Dimmelo quant'è? Quant'è che te la scopi?

- Quant'è? - Ma che mi scopo chi, oh?

Quant'è che ti scopi la mia ragazza!? Dimmelo, quant'è?

Ezio! Ezio! Che sarà? Da quando abbiamo iniziato il film. Dì. Quant'è che è?

- Tre settimane. - Ezio, buono buono.

Voglio sapere quant'è che ti scopi la mia ragazza fuori dal set. Fuori!

Jacopo, ma che vi siete messi a fare le prove a casa?

Poi vengono qua e non gli funziona!

Ezio!

Vaffanculo.

Ma bello no? No, dico, un pò di azione...

perché non succede mai niente in queste... stanotte ci penso!

Vedi quello la giù lui è il figlio di Mario Quello che l'anno scorso...

- Ha portato la ragazza - Ne ho sentito parlare. - Salve.

- Conosco tutti? - Praticamente tutti.

- Devo salutare? - Sarebbe opportuno.

- Cazzo, sono nervosissimo. - Ragazzi, facciamoci una canna.

- Due, due, facciamone due. - No, no. No, no. No, ragazzi.

Papà, ti aiuto io.

Vedi quello là? Quello lì è Paolo Salsano, il nostro vicino di casa.

- C'ha il parrucchino? - Sì ma facciamo tutti finta di niente. Abbozziamo.

- Ciao Paolo, come stai? - Bene bene!

- E tanti complimenti a questo giovanotto! - Grazie.

Sei stato veramente stupefacente!

So che hai avuto il massimo dei voti,

e secondo me potevano anche darti una lode speciale.

Stai a guardare il capello.

Buona serata! - No. Figura di merda. Va bene.

Beh, mi sa che ti devo ringraziare alla fine.

Grazie a te.

- Mi sono divertita, lo sai? - Ah. - Sì.

Quello li era...

- Era un cagone. Si può dire cagone? - Sì, sì. - Ok. - Un vero cagone.

Pensa che quando ci eravamo messi insieme

mi diceva che le piaceva tutto di me, anche il mio lavoro.

Lo trovava...

Poetico. Stronza.

Il tuo lavoro è poetico!

Sarà!

Ogni tanto mi pento di non aver mai ascoltato quello che mi diceva mio padre.

E cosa ti diceva tuo padre?

- Non lo so. Non l'ho mai ascoltato! - Dai!

Sai che ti dico? A me i clown piacciono.

E mi piacciono i palloncini e mi piacciono da morire i luna park.

- Sul serio? - Scusa? L'immagine di felicità?

- Lo zucchero filato! - Lo zucchero filato!

- Dammene un altro! - Basta, stai esagerando.

- Hai bevuto già troppo! - Che? Mamma non vuole? Dammene un altro, dai.

Basta, basta, basta!

Buonasera, voglio confidarvi un segreto.

Oh, ma un segreto... non lo dite in giro.

Sono un uomo pesce. Guardale, guardale. Guarda l'occhio che critica. Non ci credi?

Che c'è qua? Cosa c'è qua? Tocca! Tocca! E una branchia.

Sono un uomo pesce. Solo normali? Mamma mia! Solo normali.

- Dammene un altro dai! - Senti adesso basta, hai capito?

- Vai fuori di qua! Hai capito? - Hai visto?

C'ho gli occhiali, non mi puoi toccare. Capito?

Va va va! Buonasera signorina, lei che è una donna aragosta e io sono un uomo pesce.

La vogliamo fare questa bella zuppa di... No no... C'ho gli occhiali.

- Ciao Michele! Come stai? - Bene. Tu?

Eh finalmente bene. Mi sono proprio ripreso, sto alla grande.

Ma come fai ad avere una figlia così carina?

- Ciao Alberto. - Ciao. - Ciao.

- Non era la figlia? - No.

T'ho detto il padre di Carla, non che quella era Carla.

- Ma è una ragazzina. - Eh lo so.

- Senti, facciamo una cosa. Noi andiamo a salutare degli amici. - No.

Sì, no, tranquillo, ti ho fatto un piccolo promemoria scritto, così eviti di farti figure

Cioè... nel senso... Capisci... Capito? Dai, dai, andiamo.

- Tornate presto. - Sì, sì. - Va bene.

Te l'ho chiesto per favore di tenere tuo figlio qui.

Sarebbe spiacevole dover dare delle giustificazioni a tutte quelle persone.

Capisco.

Quella è di Alberto.

Gli sto mettendo il bottone.

Ma come fai a non odiarlo?

Io ti ho capito, sai!

Tu lo giustifichi, va beh, non adesso perché è malato,

tu lo giustifichi perché pensi che abbia fatto bene.

Che sono pazza, sono isterica, anche un pò razzista...

Come si fa a stare con una così?

No Irene, io ti rispetto.

Perché Alberto non ti ha detto che aveva un'altra famiglia in tutti questi anni?

Sfasciata, a pezzi, per carità,

ma un'altra famiglia!

Un'altra casa,

Un altro letto...

Altre persone! !

Non lo so...

ma non è importante per me.

Io non sono isterica, sono solo una donna che ha la sua dignità quella che tu forse non hai!

Guarda che quel bottone l'ho attaccato anch'io vent'anni fa!

Alberto! Aldo Nano.

- Ciao - Ti trovo benissimo. Ti ricordi di mio figlio?

Sì, Nano anche tu.

Nano... Nano... Tu sei quello che è stato arrestato due anni fa?

- Veramente no! - Scusa...

È che la faccia ce l'hai.

Jamila!

Alberto!

Dove vai?

In Tunisia.

Torna a casa!

È la Tunisia casa.

Jamila, ti prego, datemi un'altra possibilità!

Io posso essere migliore! Lo sento che non sono così!

Tu sei un marito meraviglioso.

Un papà meraviglioso.

Mi hai amato tanto, Alberto. Io non potevo avere di meglio.

Tu non puoi essere migliore...

Sei già migliore.

Saluta papà.

Sei molto bravo a disegnare e ti voglio molto bene.

- Ora? - No. - Dai.

- Ora... - Sì, basta, togliti sta benda. Dai. - Evviva!

Qual è il civico? Qual è il civico?

- Comincio a gridare finché non escono tutti. - No.

- No. - Qual è il civico?

- È li. - Andiamo.

E non è vero che non ti va!

Questo no, questo è un ristorante, queste sono... Questo qui?

No, no, no, guarda che non si citofona, eh! No! No, no, no...

- Chiam... Suono a tutti? Suono a tutti!

- È questo, è questo, è questo.

- No, ti prego. - Questo qui? Che cognome del cazzo!

Dai.

- Sì, chi è? - Ehm... Sono Valeria.

- Valeria? - Sì. - Valeria chi?

Valeria, dovevamo sposarci...

- Ah, Valeria, certo. - Volevo soltanto dirti una cosa. Che...

Che succede?

Che sei un grandissimo pezzo di merda.

Io sto benissimo, vivo benissimo, sono felice e...

- E tu sei stronzo. - E tu sei stronzo.

- Ma va a cagare! - E un'ultima cosa...

Vaffanculo!

- Ehi, pronto? Valeria? - 'Notte. - Pronto?

Pronto?

Ma che cazzo!

Porca puttana, era il mio compleanno oggi!

- Linda ti aveva organizzato una festa a sorpresa. - Pamela!

Festa a sorpresa per uno stronzo come te! Pensa che scema! Poveretta.

- Cos'è? - Il regalo di Linda!

È andata con Jacopo fino a Roma per fartelo pubblicare.

Lui aveva un aggancio molto importante e voleva farti una sorpresa.

Cioè io ho fatto tutto sto casino e lei stava a Roma per il libro per me...

Hai fatto come tutti gli altri... Hai giudicato.

Come tutti quegli ipocriti che tra una sega e l'altra ti danno della puttana

solo perché hai avuto il coraggio di pensarla diversamente!

No,no, no. Senti, io Linda l'ho sempre rispettata, sempre.

Ho passato una vita a difendermi dagli sguardi della gente come te.

Li riconosco, ci sono abituata. Tu non la meriti una donna come Linda!

- Se sai dov'è, dimmelo. - Con Jacopo, all'ospedale.

- All'ospedale? - Lesione del corpo cavernoso del pene.

Glielo hai spezzato. L'hanno dovuto operare, poteva rimetterci la carriera!

E pensare che mi eri anche simpatico.

- Pronto? Valeria? Pronto, pronto, pronto. - Pronto? Pronto? - Non ho capito...

Ma quella è Sara? Che sta facendo?

- Ad occhio e croce sta citofonando a casa tua. - Scusa...

Mi dai un attimo?

Non c'è nessuno. Chi cerca?

Ho sbagliato, non volevo dirti tutte quelle cose lì.

Io voglio stare con te. Io ti amo.

- Chi è? - Ufficiale giudiziario.

Alberto! C'è l'ufficiale giudiziario.

Apri.

Alberto se c'è qualcosa che devo sapere, ti prego dimmelo prima.

Apri! apri!

Salve.

C'è un ordine di sequestro del tribunale giudiziario

nei confronti del signor Alberto Marini.

- È suo marito? - Sì, cioè... Ancora per poco.

Sono io.

- Che ho fatto? - Bancarotta.

Ha debiti nei confronti di vari istituti di credito per oltre 300 mila Euro.

Ecco fatto.

Abbiamo un ordine di sequestro quindi è il caso che chiami il suo avvocato,

- affinché possa darle un supporto legale. - Sì...

Dovrebbe firmare qui... Guardi...

- Papà? - Sì? - Posso giocare col pallone?

- Ricorda. Se non puoi, allora devi! E se devi... - Allora puoi.

Noi ci conosciamo?

- No, No. - Sì, sì, sì! Tu sei il fidanzato di quella!

Avete fatto tutto quel casino alla presentazione del mio libro!

Mi dispiace, non ce l'avevo con te.

Ma sai, alla fine forse, forse è stato meglio così.

Ho più tempo per dedicarmi a mio figlio.

- Mi piace vederlo crescere, sai... - Papà, ho fatto come hai detto tu. - Certo.

- Dove andiamo? - All'aeroporto. Voli internazionali.

Come è possibile? Come ha fatto a far fuori 300.000 Euro?

- Signora, gliel'ho già spiegato. Suo marito... - Ex.

Il suo Ex marito è fallito sette anni fa!

Lui continuava ad andare in Tunisia perché c'aveva l'altra famiglia.

Tecnicamente però era un disoccupato.

Scusi, mi faccia capire, un mese di indagini per scoprire quello che già sapevo?

C'è dell'altro...

- Che cos'è? - un'assicurazione sulla vita!

Due milioni di premio in caso di morte.

Esatto, l'ha stipulata Alberto. 50% per lei e 50% per Jamila.

- E quand'è che l'ha fatta? - Sei mesi prima.

Sei mesi prima dell'incidente?

Non è stato un incidente Irene. Alberto ha cercato di ammazzarsi.

Da quando si è accorto che non avrebbe più potuto pagare i suoi debitori,

ha deciso di uscire di scena.

Il peso delle bugie certe volte diventa insopportabile.

Alberto ha cercato di uccidersi per salvare voi.

Non c'è riuscito!

E ritorniamo in diretta su Radio International Sound.

È arrivato finalmente il momento della nostra ospite tanto attesa...

io direi il personaggio più amato

dagli ormoni degli italiani, e lasciatemelo dire anche la pornostar

più simpatica che ci sia in circolazione. Diamo il benvenuto a Linda Angel!

Buongiorno a tutti e grazie per questo invito.

Grazie Linda per essere qui con noi. Allora, prima domanda

forse un pò d'obbligo ma toglimi la curiosità.

Che cosa si prova, come ci si sente, a spogliarsi davanti a tutti?

Allora, non è sempre facile spogliarsi davanti a tutti,

e non lo è neanche per me che ho scelto un lavoro che anche ha a che fare con questo.

E non è facile quando lo sguardo che ti osserva diventa uno sguardo sbagliato,

diventa uno sguardo che fraintende, uno sguardo che sporca

e che può arrivare anche a fare molto male.

A proposito, ma che fine ha fatto la tua fidanzata?

- Com'è che si chiamava? - Valeria.

Si chiama Valeria e non è la mia fidanzata.

- Ah, non stavate insieme? - No, perché?

Il test di affinità!

Avete totalizzato il 98%,

me lo ricordo perché quelli sopra il 95 li conservavo, li usavo come casi scuola.

Praticamente voi due siete la coppia perfetta. L'armonia assoluta credimi.

Quando ti capita una persona così, è qualcosa di veramente speciale.

Senti Linda, toglici una curiosità.

Facciamolo per tutti i nostri radioascoltatori che ci stanno seguendo.

Ma in questo momento della tua vita c'è qualcuno di veramente speciale?

Guarda, potrei dirti che qualcuno c'era,

qualcuno che io credevo fosse speciale ma poi ho scoperto che mi sbagliavo.

Ahi Ahi Ahi amici! Qui qualcuno dovrebbe telefonare e chiedere scusa immediatamente.

Senti, scusa, posso chiederti una cortesia? Ce l'hai un cellulare?

- Ma certo.. - Mi fai fare una telefonata?

Va beh...

- Veloce, eh? - Sì, sì, grazie.

Buongiorno, Occhio segreto.

Buongiorno, Occhio segreto, sì? - Sì. - Sì, vorrei parlare con Valeria.

Valeria non c'è. In questo momento dovrebbe essere appena entrata in chiesa,

al matrimonio.

- Matrimonio? - Eh sì, al matrimonio.

Dove?

Vabbé Linda, ma diamo anche un margine di speranza,

c'è qualcosa che questo ragazzo può fare per farsi perdonare?

Non credo e sai perché?

Se è vero che sul set io sono Linda Angel, la pornostar,

è altrettanto vero che finite le riprese, finito l'ultimo ciak

io torno ad essere semplicemente Linda

e quella Linda ha bisogno,

avrebbe bisogno,

di una persona accanto a lei che si fidi perché la fiducia è una cosa importante.

Quello che cerco un uomo che mi capisca, che sappia mettere a nudo le sue fragilità,

che in un certo senso non abbia paura di mettersi nei miei panni.

Bene. Un'ultima domanda per te Linda poi ti prometto che ti lascio andare.

Sì, scusate, sta succedendo qualcosa di strano in questo momento in diretta

perché davanti ai nostri studi

qualcuno ha preso veramente in parola quello che ci siamo detti

e ha deciso di mettersi nei panni di Linda, anzi direi di toglierseli

nella fattispecie anche perché c'è un uomo nudo davanti ai nostri studi

che a un certo punto adesso mostra un cartello

insomma questo accade, è il bello della diretta su Radio International Sound...

Aspetti... La sposa!

Non mi sono sposata,

sono solo tornata alla mia vecchia passione per la fotografia.

Ma oggi dietro l'obiettivo non cerco più la verità,

almeno non la verità assoluta,

perché alla fine ho imparato che la verità in fondo è come un paio di scarpe,

ci sono verità comode e scomodissime.

Ci sono quelle che all'inizio ti fanno male,

ma poi ti ci abitui e allora finisci che ti ci affezioni

e magari non riesci più farne a meno.

Ci sono verità segrete, impresentabili, dolorose,

eppure a loro modo sempre necessarie.

Proprio come un paio di scarpe,

che in fondo il segreto di tutto è solo trovare quello più giusto per te.

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