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Original subtitles

Oddio, Francesco !

- Buongiorno. - Ciao.

- Ci hai riflettuto ? - Sì.

E... ?

Hai ragione tu, non può funzionare.

- Ti era già successo ? - No. - No.

- In tanti anni di professione, mai successo. - Neanche a me.

Però, si sa, capita.

Forse ho una soluzione per questo problema.

- Non ha senso. - No. - Tu lo sai. - Sì.

Orami il rapporto medico-paziente si è rotto.

Le sedute con te sono state importantissime per me, davvero.

Ma credo che dobbiamo interrompere la terapia.

- Certo, è colpa mia. - No ! - Sì, avrei dovuto accorgermene.

- No, spesso i pazienti... - Lo sai anche tu. - Capiscono meglio del...

Davvero, è successo anche a me. La tua professionalità non c'entra.

- Sei un ottimo psichiatra. - Grazie.

Allora, finisce qui.

Come Miss Italia.

Penso di sì, dai.

- Accompagnami o faccio tardi. - Sì, scusa.

Però non smettere la terapia. Stai facendo progressi.

- Non lo farò. - Giura. - Giuro.

Va bene, ciao.

Ciao.

Ciao.

- Anna ! - Sì.

- No... solo una cosa. - Sì.

- Dato che non siamo più medico e paziente... - Sì.

- Ti andrebbe... questa sera a cena ? - Sì.

- Davvero ? - Sì.

Alle otto.

- Buon lavoro. - Ciao.

Buona, buona, buona !

- Francesco. - Ehi, Matteo ! Ciao.

- Dove vai ? - Ho preso la colazione per le ragazze.

- Si alzano sempre tardi, allora... - Che sono ? - Delle brioche.

- Dammene una. - No, sono contate. Sono quattro.

- Hai tre figlie, una la dai a me. - Una è per me.

- Tu la potevi prendere al bar. - Già presa. Ma tu non sei allergico ?

- Al mascarpone. - Sono brioche al mascarpone, piene di mascarpone.

- Brioche al mascarpone. - Sì. - Dove le fanno ? - Al forno all'angolo.

Da Rolando, quello che dice: "È pronto il mascarpone per il dottore !"

Meno male che non ci sono mai andato ! Perché sei così felice, cos'è successo ?

Grazie per la domanda. Ho invitato a cena Anna e ha detto di sì.

CANTICCHIA - Perché ? - Come perché ?

- Mi hai detto tu di provarci. - Ma tu dicevi che è la tua psichiatra.

- È contro le regole e ora la inviti a cena ? - Ex psichiatra.

Perché improvvisamente sei così fiscale ? Ti vedo un po'... Che hai ?

- Che ho ? - Eh. - Che ho, Francesco ?

Pensavo che fossero per me, non ricordi che giorno è oggi ?

- No ! - Sì. - Il tuo compleanno. Auguri, auguri !

Se non festeggio con te e con quelle tre "sciamannate", con chi festeggio ?

Lo so. Facciamo la cena con te, hai ragione. Ma io ho già invitato Anna.

- Va bene, le dico di no. - No, facciamo così.

- Facciamo l'aperitivo da me e poi vai. - Lo facciamo da me, organizzo io.

- Poi sei libero, va bene ? - Prendo i bignè al mascarpone. No !

- Più di così non posso fare. - Va bene. - Dammi un bacetto.

- Novità ? - Niente. Non lo so, questo è sparito.

- Mi chiedo perché ! - Lo sai che è una domanda da sfigati ?

Lasciala perdere. Magari è solo impegnato.

No, la domanda è: "Perché finisco sempre con degli stronzi ?"

- È un dato di fatto, che ci vuoi fare ? - Vuoi deprimerti come per Ettore ? - No.

Bene, allora reagisci ? Lui ti fa "ghosting", tu lo scovi e lo massacri.

NOTIFICA DAL CELLULARE - È il mio. - È il mio.

È il mio. Niki. Mi sta letteralmente bombardando.

- A chi troppo e a chi niente. - Già.

(Francesco) RA TA TA TA ! RA TA TA TA !

Meno male che siete qui. Ho preso le pastarelle calde !

Le ho difese, in strada c'era gente che voleva mangiarle.

- RA TA TA TA ! RA TA TA TA ! - È di buonumore ? - Impossibile.

- È inquietante. - Ogni tanto, ci sono delle novità che mettono allegria.

- Psicofarmaci. - Li prendi ancora ? - C'è una persona nella mia vita.

- Davvero ? - Una donna ? - Che domanda è ?

- Siamo una famiglia aperta. - Chi è questa persona ?

- Rolando. (insieme) Il panettiere ? - Scherzo.

È la mia psichiatra, ex psichiatra.

Beh, non mi sembra molto professionale.

- Sì, è un po' strano. - È quella dell'ospedale ?

- La stessa che è venuta al matrimonio ? - Sì, Anna. - Anna.

Ragazze, mettete agli atti: non mi confiderò mai più con voi.

Non era una richiesta di parere, era un'informazione.

Ho conosciuto Anna e stasera ceniamo insieme.

E chi non mi ama non mi merita. Non volete le paste, le avete ignorate.

Le mangio io. Ce n'è una senza zucchero, una con pistacchio, una con mascarpone.

- RA TA TA TA ! RA TA TA TA ! - No !

RA TA TA TA ! RA TA TA TA !(canta) Ci piacerebbe cantare...

- È fuori ? - Sì. - Fa così.

Il fatto che io non sia più solo è comunque positivo.

Però questa mia ex mi dà sempre l'impressione di essere...

..un giocattolo nelle sue mani. - Si spieghi meglio.

- Ho analizzato le mie percezioni quando ci relazioniamo... - Mi scusi.

Mi sembra di parlare con un collega. Lei legge molti testi di psicanalisi ?

Sì, abbastanza. Però devo dirle una cosa. VIBRAZIONE DI CELLULARE

A volte, nel rapporto, è come se io sentissi di non essere ascoltato.

- Ha sentito ? - Come ?

Mi scusi, non so come sia rimasto acceso. Sono costernato.

- Ha una faccia, se vuole... - Posso rispondere ? - Prego. - Grazie.

- Pronto ?- Francesco.

Volevo solo informarti che sono a Milano.

Francesco, ti disturbo ?

No, ho un paziente, ma... A Milano, dove ?

Nell'unico posto dove potrei prendere un caffè con te.

Ti lascio lavorare. Ci sentiamo dopo.

Sì.

Era una donna, vero ?

- Dottore, comunque è proprio così che divento io con la mia ex. - Così come ?

Coglione.

- Ehilà. - Ehi !

- Come va ? - Bene, ho quasi finito il promo che mi avevi chiesto.

- Mi accompagni in un posto ? - Dove ? - Ho una riunione a Piacenza.

Ma prima devo passare nella mia casa di campagna a prendere dei documenti.

Vengo se mi dai un altro bacio.

Andiamo.

Risponde la segreteria telefonica del numero 3464...

Allora, Sara, sei di otto settimane. Ed è tutto assolutamente normale.

Devi stare tranquilla. Tu sei una macchina da figli come tua madre.

- Dovrebbe essere un complimento ? - Sì.

Ci sono donne che pagherebbero per sentirselo dire.

Allora, ti scrivo degli esami e la prossima volta me li porti.

- Sì. - Immagino che tuo marito sarà al settimo cielo.

- Come sta ? - Sta bene. Oggi non è riuscito a liberarsi.

E tuo padre come sta ?

- Bene, ogni tanto va in ansia. - Ah, lui va in ansia ?

- Salutamelo tanto. - Sì, grazie. - Ti accompagno.

(Elide) Marta, io mi sono occupata della tua causa.

Mio nipote non è avvocato, non si è mai neanche laureato.

Immagino che non ti abbia raccontato molto di sé.

SQUILLO DI CELLULARE

- Sara.- Ciao, Filippo.

- Posso parlarti ? - Guarda, sto...

Sto controllando le prenotazioni. Se non è un problema...

..ti richiamo, non vorrei commettere errori.

Aspetto un figlio.

Ah !

Ma non ti devi preoccupare per me, io sto bene.

Ma come... me lo dici così ?

Sì, lo so, è un casino.

Okay, voglio vederti.

Adesso preferisco stare da sola. Magari più in là, scusami.

- Mi scusi, sono un po' disorientata. - Riccardo fa questo effetto.

Però devi capire che lui è cresciuto in una famiglia di geni.

Presto si è reso conto di non essere come i suoi genitori.

Allora si è rifugiato in un mondo ideale dove era all'altezza dei suoi parenti.

- È una patologia, sai ? - E si sta curando ?

Mio padre è psicanalista, potrei parlargliene.

Magari !

Però, secondo me, sei tu che dovresti stargli vicino, ora.

Lo hai cambiato. Da quando vi frequentate...

..Riccardo ha ripreso a studiare Legge.

- Non esce più di casa. - Ecco dov'era finito, allora.

- Non te l'ha detto. - Credevo che fosse a Colonia e non volesse più vedermi.

No, studia per piacerti ancora di più. Immagino tu non sappia dove abita.

Ho capito.

Ecco.

- Mi ha fatto molto piacere incontrarti. - Grazie per essersi occupata della causa.

Grazie a lei, ho riavuto ciò che era mio.

- Ehi. - Ehi !

Non ti preoccupare, oggi Marina non c'è.

Non avevo voglia di tornare a casa.

Sei sempre stanca, ultimamente.

Hai un sacco di cose per la testa.

Ho una sorpresa.

Volevo dirtelo dopo, ma... tanto che cambia ?

Ho preso i biglietti per il Messico. Partiamo tra un mese...

..e stiamo fuori tre settimane. Beviamo tanti Margarita, stiamo al sole...

Sono incinta.

Incinta ?

Devi annullare il viaggio, mi dispiace.

Scusa.

Andare con un'altra non è un modo originale per farmela pagare.

Con che coraggio lo dici ? Dopo tanti anni, cosa dovevo fare ?

Puoi accusarmi di tutto, di averti lasciato solo con le bambine...

..ma io non avrei mai... - Smettiamo di rinfacciarci sempre tutto.

Proviamo a ricominciare, eh ?

Angelica...

Ehilà !

- Hai preso il gelato ? - Sì. - Con questo freddo !

- Ti trovo bene. - Anche tu, davvero.

- Oddio, hai qualcosa di diverso. Forse... - I capelli erano uguali.

- La barba bianca. - Sì.

- Devo tingerla ? - No !

- Le ragazze come stanno ? - Quante ore ho per rispondere ?

Comunque, stanno bene.

Tutte e tre. Ricordi ? Sono tre. Scusa.

E così... ci separiamo, hai cambiato idea.

Ci ho messo un po' di tempo, ma alla fine mi sono convinto.

Contenta ?

Io ho capito che non me la sento di tagliare con quello che siamo stati.

Non ho capito.

- Non vuoi più divorziare ? - Ma no, figurati !

So benissimo che tra di noi è finita, ma...

Devi aiutarmi a recuperare con le ragazze, e...

Aiutarmi a ritrovarle, tutto qui.

Sono delle donne, ormai, lo sai. Ragazze !

Non sarà facile, te lo dico.

(Emma) Claudio ? - Hmm ?

- Com'è la tua ex ? - Un casino, però...

Per Vittoria è una brava madre.

Perché vi siete lasciati ?

Perché, perché... Era finita, litigavamo sempre. Non funzionava più.

I miei si stanno separando solo adesso, anche se mia madre è sparita da 15 anni.

- Quindici anni ? - Sì. - Perché ? - Perché è una stronza.

Lavora per una ONG, sta salvando il pianeta...

..e non ti puoi neanche incazzare con lei. - I genitori come fanno sbagliano.

Di mamma ce n'è una sola, i neri hanno il ritmo nel sangue...

- Tutte quelle cose lì. - Sì. - Pippo Baudo, grande professionista.

Grazie, sono bellissimi. Ma non dovevi passare apposta.

Ho disdetto anche i biglietti. Volevo dirti che con me puoi sempre parlare.

- Sempre. - Sì, lo so.

- Scusa per la fuga di prima... - Figurati, hai dei buoni motivi.

Mi sono emozionata perfino io. Immagino come puoi stare tu.

Sì, sto ancora realizzando che avrò un figlio e quindi...

Non è semplice.

- Vieni a vivere da me. - Da te ?

Sì. Potremmo stare bene, insieme, noi tre.

Pensaci.

- A Filippo l'hai già detto ? - Sì. - E... ?

E... è confuso.

Comunque, volevo solo farti sapere che su di me puoi sempre contare.

Voi potete sempre contare su di me.

- Vado, ho la prova di un abito. - Ti accompagno. - No, grazie. Ciao.

Tua zia mi ha raccontato tutto.

Accomodati.

Sei arrabbiata.

No.

Cioè, lo ero prima. Adesso sono solo un po'...

Confusa, ecco.

Io avrei voluto dirti la verità.

Ma come ti ha già detto mia zia, ho qualche problema con il farlo.

- Quello che c'era tra di noi era vero... - Che c'è ? - Non mi dire bugie.

Io sono pazzo di te da quando ti ho vista.

- Anche per questo ero in analisi. - Eri ?

Ho avuto qualche problema con il mio analista.

Potresti parlare con il mio papà.

Lui magari può consigliarti qualcuno bravo, qualcuno...

Marta, il fatto è che...

Io ero in analisi proprio da lui.

- Ti stai inventando anche questo. - È la prima volta in vita mia...

..che dico la verità.

Per fortuna, ti ho beccato, così mettiamo questa roba in fresco.

- Non è presto per preparare tutto ? - Sono solo due bottiglie.

Almeno ci avvantaggiamo. Tu non mi piaci, cos'è questa faccia ?

- Che hai fatto ? - Che ho fatto ?

- Ho visto Angelica. - Tua moglie ?

Quante Angeliche conosci ? Sì, lei.

- Non vuoi più divorziare ? - Ni, figurati. È che mi ha chiesto aiuto.

Per fare cosa ?

Vorrebbe riconciliarsi con le ragazze, figurati.

Ti ha chiesto una cosa da niente !

- Che cazzo è successo ? - Ciao, Marta. - Ciao.

Molto bene, sei qui. Ho parlato con Riccardo.

- Posso spiegarti. - Non ti vergogni a entrare nella vita della gente così ?

- Sapevi tutto e non hai detto niente ! - Tutto bene ?

Le solite stronzate che combina tuo padre.

- L'ho fatto per proteggerti. - No, mi hai raccontato solo cazzate !

- Riccardo ti ha detto le cazzate. - Il mio Riccardo è un suo paziente.

Non è vero, Un mio paziente è diventato il suo Riccardo, dopo.

- Sei fuori di testa ? - Perché ? Cosa ho fatto ?

- Forse dovevo dirtelo prima. - Forse. - Te l'avrei detto.

- Io sono tuo padre, devo proteggerti... - Basta con questa storia !

Renditi conto che sono in grado di prendermi cura di me stessa.

- Chiaro ? - Si è visto come sei in grado. Hai trovato un grande avvocato !

Buoni, non ci scaldiamo troppo. Vostro padre ha avuto una giornata difficile.

Ha visto la moglie, stasera deve uscire con la psichiatra. Troppe cose deve fare !

Chi hai visto ?

- Ho sbagliato ? - La mamma ?

Sì. Angelica è qui a Milano e vorrebbe vedervi.

- E quando pensavi di dircelo ? - Dategli tregua, eh ?

- Andiamo a comprare i salatini. - Anche le gocce.

- Anche le gocce. Vi ricordo che è il mio compleanno. - Auguri.

- Mi ha fatto un favore ! - Non avevi già preso i salatini ?

Se li avevo presi, ti dicevo di andarli a prendere ?

Sono da Rolando il panettiere. Hai detto che non volevi andarci.

Devo vomitare, scusa.

Una casa di matti !

È bellissimo qua.

È la casa dei miei.

Adesso è un po' come la mia tana, non ci porto mai nessuno.

Non ci invito neanche gli amici.

Okay. Prendo i documenti e ripartiamo.

Va bene, Lea. Noi ci vediamo sabato.

Ehi ! Emma, Lea. Lea, Emma.

- Buonasera. - Buonasera.

Arrivederci.

- Non l'ha presa bene. - Mi ha visto crescere. Vuoi vedere la casa ? - Sì.

- Questa è la sala grande. - Bella.

Con il camino.

- Quello è il mio pianoforte. - Il tuo pianoforte ? - Sì.

- Tu suoni il pianoforte. - Suonavo, adesso lo odio.

E poi c'è la cucina, piccolina. Insomma, la casa è piccola, però...

- È bella. - Piccola, ma bella. Mi ricorda qualcuno.

Piccola, ma bella.

Voglio fare l'amore con te.

Mi sembra un'ottima idea.

Che c'è ?

Non ho mai fatto l'amore con nessuno.

Davvero ?

Sì. Stavo aspettando la persona giusta.

- Forse non dovevo dirtelo. - No, hai fatto benissimo.

Forse non è il caso di... farlo cinque minuti in cucina.

No ?

Se hai aspettato così tanto per la tua prima volta...

..forse hai diritto a qualcosa di speciale.

Ora abbiamo tutti i salatini del mondo e possiamo festeggiare il mio compleanno.

Però non voglio vederti con quella faccia triste che pensi agli attacchi di panico.

È il mio compleanno, ripeto ! Smetti di pensare alle ragazze.

- Se vogliono fare le cazzate, le fanno lo stesso. - Mi hai convinto.

- Indovina cosa faccio. - Che fai ? - Chiamo Anna. - Bravo.

VIBRAZIONE DEL CELLULARE

Anna, disturbo ?

No, sono a metà del turno e ne approfitto per fare una pausa. Dimmi.

Ti va di passare da me prima di cena ? Per un aperitivo con un amico.

- Dille che sono io, mi conosce. - È quello alto, "de" Roma.

Verrei volentieri, ma non credo che avrò finito per quell'ora.

Mi dispiace. Però la cena è confermata, vero ?

- Sì. - Facciamo alle 21 al Tableau. Lo conosci ?

- Sì, perfetto.- A dopo.

Mortacci ! Ti rendi conto chi sei diventato grazie a me ?

Non dire cavolate. Però, insomma... effettivamente.

Tu non porti nessuna stasera ? Non è da te !

Vogliamo dire che a 60 anni il vecchio Matteo comincia a perdere lo smalto, eh ?

Qualche colpo ? Che succede ?

- Niente, ho qualche problema, niente di che. - Che tipo di problema ?

- Di salute. - Grave ?

Sì. Sono andato da un medico e...

- Tu da un medico ? Allora è grave ! - Così non mi aiuti.

Non sei portato per tirare su la gente, cambia mestiere.

Ti conosco da 15 anni e non hai mai parlato di medici.

Infatti guarda come sono ridotto.

CAMPANELLO

- Ciao. - Ciao, Sara.

Entra, dai.

Belli, vero ? Papà.

- Siediti. - Sono arrivato secondo.

Grazie.

- Non ti togli il cappotto ? - Sì.

Dunque...

Sei... Sei... Sei sempre...

- Incinta, sì. - Perché...

Non ti ho neanche chiesto se hai intenzione di...

Io questo bambino lo voglio.

Io voglio che cresca con un padre e una madre che stanno insieme.

Tu non volevi rifarti una vita ?

Ti ho anche visto con quella tipa e la bambina. Pacchetto completo.

Stiamo parlando di nostro figlio, stiamo parlando di noi tre.

Torniamo insieme, Sara.

- Cosa ti hanno trovato ? - Niente, questa è la cosa grave.

- Ora fai morire me. Che hai ? - Niente, un problemino, una "défaillance".

Come la chiami ? Tu l'hai avuta mille volte, dovresti essere esperto.

- Che tipo di défaillance ? - Non sono riuscito ad andare a letto con Chiara.

- Tipo... - Tipo che non funziona niente. Morto.

Il medico mi ha cazziato perché non mi sono mai fatto controllare.

- Poi mi ha detto che non ho niente. - Meglio così. - No !

Se mi trovava qualcosa, mi curavo. Ora come faccio ?

- Ha detto che probabilmente dipende da qua. - Per te è peggio di una malattia.

Sì. Che dico a lei ? "Non funziona niente, perché dipende da qua".

Una volta che incontro una che mi interessa, una donna speciale, capita una tragedia.

Non ridere, è una tragedia !

Per la prima volta in vita mia, non sono salito a casa di una donna.

Secondo me, ha ragione il tuo medico. Hai bisogno di un terapista.

Non tu, perché mi pare che non sei portato per queste cose.

E poi è vietato, siamo troppo amici. Se vuoi, ti do l'indirizzo di uno bravo.

In ogni caso, io una diagnosi ce l'avrei. Se vuoi, te la faccio gratis.

- Beh ? - È grave. - Grave ?

Deve esserti successo qualcosa di indefinibile, imperscrutabile...

- Addirittura ? - Eh !

Secondo me, a te, Matteo...

..forse per la prima volta in 60 anni, sai cos'è successo ?

Ti sei innamorato.

- No ! No, no, no, no. - Sì. - No, no, no, no.

- Non ci capisci niente, non è possibile ! - Riconoscilo e poi funzionerà tutto.

- Non è così. - Mi fai un regalo per il tuo compleanno ?

- Non funziona al contrario ? - Me lo fai o no ?

- Hai detto che la diagnosi era gratis ! Dimmi. - Dammi questo.

- No... - Dammi ! Li porto io a casa.

- Tu devi fare un'altra cosa. - Cioè ? - Lo sai, dai.

Vai là e glielo dici.

Dici ?

Va bene.

- Dammi un bacetto. - No, ci guardano.

- Siamo amici ! - Devi sempre esagerare !

- Ciao, Matteo. Oh ! Poi mi racconti. - Sì, speriamo bene.

Sempre che tu abbia ragione. Secondo me, non ci capisci niente.

(Chiara) Amore, apri tu ?

Salve. Lei è...

Io sarei l'NCC, ma devo avere sbagliato porta.

Matteo ?

Entra.

- Non mi hai avvisato. - Volevo farti una sorpresa.

Però l'hai fatta tu a me.

Questa è casa mia, io ci vivo. Ti sembra normale ? Sparisci e riappari.

- Chi credi di essere ? - Chi credo di essere ? Nessuno.

Io da quasi vent'anni vivo a Milano e non mi è piaciuta subito.

Poi mi sono abituato, perché ho scoperto che le persone fanno le città.

Mi riferisco a quella famiglia di amici che mi ha adottato.

Fino a poco tempo fa, ogni sera uscivo, donne, feste, divertimenti...

Poi, quando avevo voglia di famiglia, suonavo a loro. Capito ?

- Oggi faccio 60 anni. - Auguri. - Grazie.

Io... Come te lo dico ?

Io a 60 anni...

- Quando ti vedo, non capisco più niente. - L'hai detto. - L'ho detto.

Per i miei 60 anni ho pensato di regalarmi una bella confessione.

Una bella confessione a Chiara.

Le confesso che io, a 60 anni...

..ho preso una "scuffia" per una milanese in carriera. Io !

Questo fino a poco fa.

Poi ho visto quel ragazzone...

..e ho pensato che forse siamo su due mondi diversi. - Sì. - Mamma ?

Io esco, torno dopo. Buonasera.

Divertiti.

Prendi le chiavi.

- È mio figlio. - È un bel ragazzo.

Marta.

- Marta. Marta ! - Eh !

- Mi dai una mano ? Vieni giù ? - Arrivo.

- È la terza volta che ci provo. - Se è la terza volta, sei poco capace.

Potevi scendere prima.

Queste sono le magnifiche idee di papà che noi dobbiamo portare a compimento.

- Cosa devo fare ? - Apparecchia, dai ! - Stai calma.

C'è solo la tovaglia. PORTA CHE SI CHIUDE

Emma !

- Vieni, aiutami. - Che succede ? - È il compleanno di Matteo.

- Che faccia hai ? - La mia faccia. Voi ?

- Che faccia avete ? È successo un casino ? - Beh...

Mamma è a Milano e vuole vederci.

- Va bene, voi che pensate di fare ? - Pensiamo di darle un'altra possibilità.

Beh, sì. Soprattutto adesso che diventa nonna.

Marta, sei incinta ?

Io.

- Io sono incinta. - Che ?

- Sono incinta. - Nel senso che diventerai una mamma...

..che noi diventiamo... - Zie ! - Oddio !

- Oddio ! Che notizia ! - Vabbè, con calma.

- Cioè, c'è un topolino lì dentro... - Non c'è un topolino.

- Un topolino piccolino ! - Non è un topolino, è un bambino.

Arrivo subito.

- Pronto ?- Dottoressa Taramelli.

- Riccardo, non è il momento. - Dovremo vederci presto, io...

- Ho degli importanti aggiornamenti da darle. - Del tipo ?

- Non so davvero come farmi perdonare. - Ma dai !

Per essere così pazzo, ma di te.

Io sono pazzo di te !

Ma sei... Sei scemo ?

- Allora non mi odi.- No.

Non ti odio. Non ti odio, avvocato, per niente.

- Ci sentiamo per la causa di domattina. - Sì.

Okay. Ciao.

Sì !

- Ehi, da quanto tempo lo sai ? - Gliel'ho già chiesto. - Da un po'.

- Per questo vomitavi ? - Che schifo. PORTA CHE SI CHIUDE

- Papà lo sa ? - Sì. - Bello vedervi tutte insieme.

- Noi diventiamo zie e non ci dici niente. - Io divento nonno, mannaggia !

- Ci dai una mano ? - Ho preso da bere, la torta... I rustici sono arrivati ?

- Sì, sono in cucina. - Più di così, ragazze ! - Portali a tavola.

Li porto a tavola. Voi mettete i festoni, è un mortorio qui.

È il compleanno di Matteo, fa 60 anni, è un vecchio.

- Facciamo un po' di allegria. - Io metto questo.

- Come si usa ? - Si attacca, come si usa ?

Chi ha messo le pizzette con i rustici ? Sono due cose diverse.

BOTTO DEL TAPPO (Francesco) Auguri a Matteo !

- Datemi i bicchieri, attenzione... - Altri 60 così !

Mi viene da piangere, asciugatemi le lacrime.

- No ! - Veramente c'è un piccolo errore. - Quale errore ?

- Il 3 è fatto male, sembra un 6 ! - È 6, non 3.

- Papà. - Dimmi. - Abbiamo pensato di vedere la mamma.

Sì, magari la invitiamo a cena.

Ora non ci pensiamo. Brindiamo.

- Sì. - Posso fare io un brindisi ?

- Certo. - Allora...

A mio figlio, che ho deciso che crescerà in questa casa, insieme a me.

Poveraccio ! Aspetta davvero ? Così me lo dite ?

- Quando hai deciso di rimanere qua ? - Adesso. - Ah.

Questo è l'unico posto dove mi sento libera.

- Grazie. - Di che ti stupisci ? Ormai sono cresciute e si ricomincia da capo !

- Auguri ! - Va bene, dai...

- Sei matta ? Gli fa male. Dille qualcosa ! - "Qualcosa", va bene ?

- Posso ? - Solo un goccino. - Non voglio rovinarvi la serata.

Sapete quanto voglio bene a tutti, ma ho una cena.

- Se volete, rimango, però... - Vai, è importante per te.

- Vero, ragazze ? Noi ce la caviamo da soli ? - Certo. - Vai !

- Lascio te a fare la psicanalisi nella mia famiglia. - Vai, papà, e divertiti.

Grazie. Scusa.

SQUILLO DI CELLULARE Buono ! Perché non hai preso le patatine ?

- Io ? - Ci tengo tanto. - Sì, sono io.

Arrivo subito.

VIBRAZIONE DI CELLULARE

- Francesco, dove sei ?- Sono al Pronto Soccorso.

- Ti è successo qualcosa ?- No. Conosci qualcuno in Neurologia ?

Arrivo subito. Intanto dimmi che è successo.

- Come ha fatto a sbattere contro il tram ? - Con il caos che c'è a Milano.

Basta distrarsi un attimo.

- Buonasera. - Buonasera.

- La signora è vostra madre ? - Sono le figlie. Io sono Francesco Taramelli.

Il marito, diciamo.

Allora, soffre di patologie croniche ?

- Ma... No... - Non credo, no.

Non lo sappiamo, in realtà.

- Io sono un amico di famiglia, non lo so. - Papà ? Papà ?

- Eh ? Scusate... - Malattie croniche. - No ! Non penso.

"Non penso." Assume farmaci, è diabetica ?

- Diatetica... - No. Mangiava un gelato. - Allora no.

- L'hai mai vista usare l'insulina ? - No. - Scusate.

- Scusate. Non sapete niente di lei. - Non sappiamo niente...

Perché non la frequentiamo da un po', tutto qui. Come sta, comunque ?

Non so dirvi quando si sveglierà.

Potrebbero volerci ore, come giorni.

- Possiamo aspettare qui ? - Sì, prego, lì ci sono delle sedie.

Accomodatevi. Io ripasso più tardi.

- Buonasera. Biagio, grazie davvero. - Grazie.

Allora... La signora ha preso una bella botta.

- Però aspettiamo l'esito della risonanza. - Grazie.

Volevo ringraziarti.

Non solo per questa sera, ma...

..anche...

Lo sai, in questi mesi sei stata fondamentale per me.

Certo. Che situazione !

- Che succede ? - Niente, è una situazione...

Io sono una brava psichiatra, però i bravi psichiatri...

..non escono a cena con i pazienti, capito ?

(insieme) Non è professionale. - Flick e Flock.

No !

E poi volevo dire che mi dispiace. Questa sera non doveva andare così.

- Mi sono messo un vestito... - Sei vestito bene. - Anche tu.

Francesco, le cose vanno come devono andare.

Era destino.

Francesco ! Si è svegliata, vieni.

- Bene ! - Bene.

- Vado. - Vai. - Scusa.

(Claudio) Ma come ti sei combinata ? Ce l'hai fatta a radunarci tutti.

< Siamo tutti qui, hai visto ?

< Lui è Matteo. Non l'hai ancora conosciuto, per tua fortuna.

< E loro ? Sono belle, eh ?

< Ci sono tutte e tre.

< Sono le nostre figlie, sono speciali.

< Resterai sempre la loro mamma.

Voi chi siete ?

Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma

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