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Posso ?
- Ho fatto il caffè. - Grazie, papà.
E di che ? Siamo gli unici mattinieri in questa casa.
Sentirai che buono.
- Sai che non prendo lo zucchero. - Neanch'io, che c'entra ?
- Perché c'è la zuccheriera ? - Per un fatto estetico.
Solo le tazzine sembrava una roba povera, mi conosci.
- Programmi per oggi ? - No, me la prendo con calma.
Fai bene.
Io vado per non cadere nella tentazione di farti il terzo grado.
- Sono due giorni che non faccio domande. - Ho visto, grazie.
- Bravo papone. - Bravo papà !
Stavo pensando di prendere la laurea triennale...
..in Scienze della Comunicazione. - Bella idea !
Davvero. Allora, magari, oggi, sei hai tempo...
..potresti passare in università a prendere i moduli.
E con Claudio ? Con il lavoro, come fai ?
Pensavo di licenziarmi.
Non esagerare. Magari fai un po' e un po'.
Non lo so, sono confusa.
CAMPANELLO - Vado io. - Va bene.
Io lavo le tazzine, come sempre.
È arrivata una raccomandata.
- Ci sono problemi ? - No, niente.
- Perché non la apri ? - Ora la apro, un momento.
Finisci con le tazzine, grazie.
Le ragazze ?
< Sono fuori.
< Gli manchi, e non solo a loro.
Sai, questa...
..tua continua resistenza rende tutto più difficile.
Non è il caso di rimandare di nuovo.
No, giusto.
- Lo facciamo per la serenità delle nostre figlie. - Hai ragione.
Ma io ti amo. Non so se riesco a vivere senza di te.
Se continuiamo così, finirà che non ci lasceremo mai.
- Tutto bene ? - Sì.
È la lettera dell'avvocato di tua madre. Iniziamo le pratiche per il divorzio.
Bene, no ? L'altro giorno hai detto: "È arrivato il momento e..."
- Hai cambiato idea ? - No, no. Figurati, no.
È difficile dire addio per sempre, lo so anch'io.
- Poi voi ci avete messo un casino di tempo. - Evidentemente, ci serviva.
Io volevo evitare a te e alla tue sorelle tutta questa sofferenza.
Papà, è impossibile.
Il divorzio non ci cambia niente, tanto non la sentiamo mai.
- Anche questo è vero. - Vado, così passo in facoltà.
Fatti sentire.
CONATI DI VOMITO
RUMORE DELLO SCIACQUONE
Sara ?
- Ehi, che faccetta hai ? - Non lo so, sto malissimo.
- Mi posso fare una camomilla ? - Sì, certo.
È la tensione, quella frega sempre. Ora sei nel bel mezzo della tempesta.
Infatti, ho la nausea.
Intendevo una tempesta emotiva, ma il punto è che passa, capito ?
Sì.
Hai pensato a che cosa vuoi chiedere per la separazione ?
- Niente, non voglio niente. - Okay.
Almeno hai pensato a un avvocato o...
Okay, ci penso io.
- Ti fidi ? - Magari.
Arrivo subito.
SQUILLO DI CELLULARE
Pronto, Marta. Ciao, come stai ?
Non pensare che ti uso per il tuo lavoro.
- Ma visto che abbiamo un rapporto sincero, te lo devo chiedere. - Cosa ?
Aiuto, ancora una volta. Però per mia sorella Sara.
Si sta separando e oggi ha il primo incontro.
Mi aiuti con la cravatta ?
Mi dispiace, vorrei aiutarti.
Ma non è il mio campo, non mi occupo di separazioni.
Sei coraggiosa ad affrontare tutto questo, e soprattutto a farlo subito.
Sono un po' confusa, però.
Eventualmente, avresti qualcuno a cui indirizzarmi ?
Sì, posso sentire qualche collega.
Oggi potete andare da sole, e prima dell'udienza troviamo una soluzione.
Va bene, grazie infinite ancora una volta, davvero.
Non devi ringraziarmi, davvero...
- Va bene, ci sentiamo dopo.- A dopo, grazie.
- Un disastro ? - No. È quasi pronta.
Da piccole, vi ho fatto delle lezioni su come si fa il nodo alla cravatta.
La aggiusto un po' e ci siamo, ecco.
Ho ricevuto la lettera dell'avvocato di vostra madre.
Fra poco sarò anch'io un uomo libero.
- Fa un certo effetto, vero ? - A me moltissimo.
Piccola !
- Ti voglio bene. - Anch'io.
Vado, ho un paziente. Bacetto ?
- Sicure che va bene ? - Sì. - Non fatemi fare brutte figure. - No !
- Tu lo sapevi ? - No. - Secondo te, come la sta prendendo ?
Credo bene, lo vedo bene.
Secondo te, non è che lo sta facendo perché ha un'altra ? - Papà ? - Eh.
La mamma è l'unica donna che abbia mai amato.
Dubito che possa amare qualcun'altra.
FISCHIO DEL BOLLITORE È così, fidati.
Vuoi anche tu ?
Sì, grazie. Perché no ? Con lo zucchero, però.
NOTIFICHE DAL CELLULARE
Claudio, mi hai cercato ?
No, avevo il telefono in modalità aereo.
Va bene, arrivo.
(Riccardo) Avevo paura di perdere lei come analista e Marta come ragazza.
- Per questo non ho avuto il coraggio di dirle la verità. - Certo.
Il suo ragionamento è logico, però cosa si fa ?
Rimaniamo in questa situazione di dubbio, di ruoli imprecisati, di finti avvocati ?
No, non si può, ha ragione. L'ho capito oggi.
- Dopo che Marta mi ha chiesto di seguire la separazione della sorella. - Di Sara ?
Che cazzo ! La mia famiglia non ha più segreti con lei, è quasi imbarazzante.
- Mi dispiace. - Stia seduto ! Stiamo facendo una seduta.
Mi dispiace, ma ho capito che devo trovare una soluzione, a tutti i costi.
- In che senso ? - Lo so io.
Aspetti, la seduta non è finita. Magari, proseguiamo giovedì.
Mi sa che non continuiamo giovedì.
Andrà tutto bene.
Ciao. Prego.
- Siete solo voi due ? - Quanti dovevamo essere ?
- Pensavo venissi con il tuo avvocato. - Credevo servisse dopo. - Buongiorno.
- Potevi avvisarla. - Lo davo per scontato.
- È tutto nuovo per noi, è la prima volta che ci separiamo. - Aspettami giù.
- Va bene, ti aspetto giù. - Ciao.
- Ecco, perfetto. - Il Tai Chi comincia a piacermi. - Sì, eh ? - Grazie.
- Quando vuoi, sono qui. - Però non ti ho ancora perdonato.
- Ci siamo dati un bacetto. - Tu mi hai dato il bacio di Giuda.
- Che brutto carattere ! - Mi hai fatto fare una figura di merda con la paziente.
- Oggi con che faccia la guardo ? - Basta.
- Da 15 anni sopporto il tuo brutto carattere, il tuo grugno. - Quale grugno ?
Piano. Attente ad attraversare, ragazze ! Emma, dove vai ?
Emma, stai attenta ! Emma, vieni qua !
STRIDIO DI PNEUMATICI Emma !
- È una scheggia. - Che spavento !
- Non devi mai lasciare la mano del papà. - Per fortuna non è successo niente.
- Di' a papà che non è successo niente. - Mi sono spaventato.
- Però vorrei sapere chi è quel criminale che parcheggia il furgone così. - Io.
- Scusi ? - Il furgone è mio, l'ho noleggiato.
- Le sembra normare parcheggiare così ? - A lei sembra normale che una bambina...
- Quanti anni hai, gnappetta ? - Quattro. - Quattro !
- Che una bambina di 4 anni corre per strada ? - Che vuol dire "gnappetta" ?
- Lei è di Roma, è evidente. - Allora ? - Le dico una cosa.
Qui a Milano ci sono delle regole a lei sconosciute...
..chiamate "codice della strada". Le consiglio, se non vuole multe o denunce...
..di imparare a rispettare queste regole se ripassasse di qua, ma spero di no.
- Mi dispiace, ma io abito qua. - Da quando ? - Da adesso.
- Sono venuto con il camion per fare il trasloco. - Bambine...
Il nostro nuovo vicino di casa è un pirata della strada. Prendo le borse.
- Arrivederci. Voi non vi muovete. "Se vedemo". - Sì, "se vedemo".
- Tu sei un pirata ? - Una specie. - Sei altissimo.
- Anch'io vorrei essere un pirata alto così. - Sì ? Allora...
Ecco la piratessa più alta del mondo !
- La metta subito giù ! - Non è pericoloso. - Papà.
Il signor pirata può venire a giocare da noi ?
- Se mi offri un caffè, facciamo pace. - Da quando ci diamo del tu ?
- Da quando siamo vicini. - Dai, papà ! Da quanto non invitiamo qualcuno ?
- Va bene, entriamo. - Andiamo !
- Cosa ci voleva a parcheggiarlo dritto ? - È di "sguincio", va bene così.
Ho lasciato il portone aperto, così capiscono che è mio.
- I condòmini saranno contenti. - Si dice "condomìni". - No, condòmini.
Hai qualcosa da mangiare ? Il caffè a stomaco vuoto non va bene.
- Siamo amici da 15 anni e non hai capito che io non sono come te. - Come ?
- Un lumacone che dice: "Namo, famo"... - Lumacone ?
- Io sono un lavoratore. - Appena vedi una donna, non capisci più niente.
- Io ? Ma che dici ? - È arrivato l'eunuco. - Dove ? - Sei tu.
- Che dici ? Smettila. - Invece, una donna che mi piaceva...
Chiara che fine ha fatto ? Me l'hai presentata, ci tenevi tanto.
- Ci stavamo rilassando, che c'entra ora ? - Parlamene. - Non c'entra...
CINGUETTIO Cos'è ?
- Che uccello sarà, che suono è ? - Non voglio essere volgare. Viene da lì.
È in mezzo alle tue gambe, parte da lì. Avevi detto che al Tai Chi...
..si spengono i telefoni. - Forse è una cosa di lavoro, lasciami rispondere.
- Io vado avanti. - Fai come vuoi. Pronto ?
Non dovevi richiamarmi ? Abbiamo lasciato un discorso a metà.
- Lo so, è che... - L'altra sera sono stata un po' irruente.
Era stata una giornata difficile e avevo bevuto un po'.
Capisco che tu ti sia spaventato.
Io ti avevo detto che non esco con le persone con cui lavoro.
Però dobbiamo finire il tuo profilo professionale, eh ?
Stasera ?
- Stasera... - Va bene, ho capito. - No, che hai capito ?
Va bene, stasera. Ti passo a prendere alle nove.
Ti aspetto.
- Tutto bene ? - Sì, una rottura di lavoro.
- Dimmi chi era. - Una cliente. - Una cliente ?
- Mi ha chiesto di accompagnarla stasera. - Dove ? - A Malpensa.
A Malpensa di sera ?
- "Non diventa mai nera." Cos'è, la canzone ? - La sera a Malpensa ?
- Che fai, il controllore di volo ? - No.
- Me ne vado, mi sto arrabbiando. - Ti ho preparato l'arrosto.
- Per stasera ? - Sì, l'ho scongelato, non posso rimandare.
- Quello con le mele che ti piace. - Con le mele. Lo fai proprio stasera ?
(avvocato) Allora, direi che ci siamo detti tutto.
- Mi faccia sapere il nome del suo avvocato, appena lo trova. - Certo.
Ne sto vagliando diversi.
- Arrivederci. - Grazie. - Torno subito.
Mi sembra tutto chiaro. Che ne pensi ?
- Sì. - Sono solo formalità per rendere tutto più...
- Più semplice e più veloce. - Hai ragione.
- Mi dispiace di averti messo fretta. - Lo so.
- Immagino che anche tu abbia voglia di rifarti una vita. - Sì.
- Le nostre vite devono andare avanti. - Sì.
Questa volta ero deciso. Quando è arrivata la lettera dell'avvocato...
..non pensavo che avrei riprovato quella sensazione di...
Panico.
- Abbandono. - No, qualcosa di più profondo.
- Amore ? - Senso di colpa.
Per essere stato io a porre fine a questa storia dopo tanti anni.
- Con sua moglie è finita da un pezzo, oppure no ? - Certo.
Formalizzare la fine di un rapporto non è semplice. Lo vuoi, in astratto...
..ma nella vita vera è più complicato.
Da come ne parla, sembra che sia capitato anche a lei, sbaglio ?
- A chi non è capitato ? - Non riesce a chiudere una storia.
- Questa è una domanda piuttosto intima. - Ne avrei una ancora più intima.
Conosco bene le regole, ma volevo chiederle...
Non è che lei mi segue ?
- Io ? - No... - Ma che dice ?
- Certo che no ! - Mi scusi.
- Mi è parso di vederla in quel locale... - No ! - Sa, quella comica...
..di cui le parlavo ? - Taramelli !
- È un classico esempio di proiezione. - Ma certo.
Mi avrebbe fatto piacere vederla lì.
Anche perché Matteo mi ha fatto fare la figuraccia del secolo.
E questo dimostra che dovremmo intensificare le sedute, che dice ?
- Va bene, per oggi abbiamo finito. - Mi scusi.
La saluto.
Per come lo conosco, Filippo ha buttato lì quella frase tanto per dire.
No, lui non dice cose a caso.
Forse ho trovato una macchina, dobbiamo tornare indietro.
- Ciao, Bianca. - Non saluti ?
(Filippo) Come stai ?
Ciao.
- Come stai ? - Ecco perché mi ha detto che devo rifarmi una vita.
- Ha scelto il pacchetto completo. (Filippo) Andiamo al cinema ?
Non ci rimanere male ! Hai visto che sfigati ?
Lasciami stare di merda, okay ?
- Ciao. - Ciao.
(Claudio) Buongiorno.
Ciao.
Bentornata.
- Credevo fossi partita davvero per Londra, stavolta. - Ci ho pensato.
- Mi sono solo presa una pausa. - Ti è passato l'entusiasmo ?
- O hai ricevuto un'offerta migliore ? - Inizio l'università.
Non riesco a stare qua.
Perché mi hai cercato ?
Emma.
- Il primo che fiata lo licenzio. - Sparire.
- Devo andare all'inaugurazione del Bike Sharing, vieni con me ? - Sì.
- Però devo andare a casa a cambiarmi. - No, ti accompagno io.
A volte la gente ti spiazza proprio.
Come si fa a passare da un relazione a un'altra in così poco tempo ?
Senza offesa. L'hai fatto anche tu con Niki.
Almeno tu hai avuto la decenza di non infilarti in una relazione-pacchetto...
..con bambino incluso.
- Ti senti bene ? Sei verde. - Accosta.
- Che ti succede ? - Accosta ! - Okay.
CONATI DI VOMITO E CLACSON Sara, ti aiuterei, ma...
Cazzo, viene da vomitare anche a me. Aspetta.
Ecco, aspetta. Tieni, tesoro.
Grazie.
Oddio !
Ogni volta che ti vengo a prendere, stai zitto, non parli.
- Ammutolito. Mi trovavo meglio con il dottor Fabbri. - Chi è ?
Un mio cliente stimato. Ha sotterrato tre mogli e ancora ride.
Porta i fiori tutto sorridente e quando sta con me, è spiritoso.
Bell'esempio, stimolante.
Sai qual è il problema ? Ultimamente mi succedono cose strane con la dottoressa.
- Finalmente, non ultimamente. - L'altra sera...
..è venuta alla serata di stand-up comedy. - Davvero ? - L'ho vista.
- Mentre mi facevi fare la figura di merda con la mia paziente. - È meraviglioso.
- Sembra che lo abbia fatto apposta. - Secondo te, perché è venuta ?
Porca miseria ! È venuta perché vuole altro da te.
- Le hai detto che l'hai vista ? - Gliel'ho fatto capire.
Siamo a posto.
Voi state facendo il gioco dello psicologo che va dalla psichiatra.
È una cazzata, neanche i ragazzini si comportano così.
Poi ti si legge in faccia.
- Cosa ? - Che tieni a lei, che ti piace.
Però non fare passare altri 15 anni, vai a prendertela.
- Ma non per gioco, per davvero. - Dici ? - Sì, dico.
Non puoi stare così, Sara.
- Non puoi permettere a Filippo di farti stare in questo modo, capito ? - Sì.
Mi lasci lì ? Accosta sulla destra, c'è una farmacia.
Sì, ma non ti lascio. Ti accompagno e ti aspetto lì.
- Mi dà fastidio la macchina. - Non è un problema, ti aspetto lì...
Preferisco camminare.
- Vado, ho la signora Somenzini. - Vai, vai.
- Aspetta. Quello non è il tizio che lavora con Emma ? - Sì.
- Che vuole ? - So io cosa vuole. - Ti aiuto ? - Non dobbiamo fare a botte.
Grazie per il pensiero. Ciao, Matteo.
- Buongiorno, non so se ricorda... - Come dimenticare !
- Claudio Malesci, giusto ? - Sì.
La ricordo da quando è entrato nella nostra vita. Ho la sua carta d'imbarco.
- Come mai da queste parti ? - Aspetto Emma.
Già. Le anticipo che mia figlia, Emma, la più piccola...
..ha deciso di riprendere gli studi. - Ah !
Troverà un'altra collaboratrice altrettanto capace. Arrivederci.
La mano gliela do volentieri. Anzi, se mi concedesse un secondo...
Mi dispiace, tra un quarto d'ora ho un paziente.
- È abbastanza. - Mi segua. - Grazie.
Si accomodi. Ho davvero pochi minuti.
- Allora, mi diceva... - Posso sedermi qui ?
- Pensavo a una chiacchierata informale. - Non ho mai provato la psicanalisi.
- Non avevo dubbi. - Mi ha sempre interessato.
- Ma non ho mai avuto il coraggio. - Provi. - Potrei venire da lei.
No ! Perché ? È vietato eticamente.
Chi ha... Non può...
Veniamo a noi. Non le nascondo che Emma era sinceramente turbata...
..da questa specie di... - Rapporto.
Qual rapporto ? Questo sentimento di poco conto che aveva verso di lei.
- Le chiedo di rispettare le sue scelte. - Sono qui per questo.
La vostra differenza di età, imbarazzante nel caso di...
..un ipotetico rapporto futuro, avrebbe creato molti problemi.
- Lei è un uomo di cinquant'anni ? - Quarantotto.
- Non sottilizziamo. - Lei quanti ne ha ? - Io qualcuno in più.
Abbastanza, comunque, da sapere, dato che ho studiato...
..che il suo è un tipico caso di crisi di mezza età. Paura della morte...
..fragilità, rifugio nella donna... In mia figlia ha visto una possibile rinascita...
..per uno come lei che è alla fine dei suoi giorni. La vita, insomma.
- Posso essere onesto con lei ? - Ci provi. - Sua figlia è...
..bella, brillante, capace, sensibile. Proprio come lei.
Io me ne sono accorto al matrimonio, dopo quel suo bellissimo discorso.
- Mi prende in giro ? - No ! - Avevo fumato.
- Forse è proprio per quello. - Mia figlia si è presa la prima cotta della sua vita.
- E io non voglio che soffra. - Neanch'io, per questo mi sono lasciato andare.
- In che senso ? - Io e sua figlia stiamo bene insieme.
- Cioè ? - Io non potevo perderla e mi sono buttato.
- Dove ? - Prima, quando è venuta per licenziarsi.
- Non si è licenziata ? - No. E con tutto il rispetto per l'università...
..le ho detto anch'io di iscriversi. COLPI ALLA PORTA
(Emma) Papà ?
Ti disturbo ?
Sono arrivati dei pacchi per Marta e io starei uscendo.
- Sta uscendo. - Con lui. - Con me. Allora...
- Arrivederci. - Temo di sì. - È stata una bella chiacchierata.
- Non posso dire altrettanto. - Chiudo ? - Sì, grazie.
Bella chiacchierata !
Povera Sara, che giornata !
Mio Dio, siete voi ! Siete voi, non è possibile !
Oddio !
Porca miseria !
No, no... Okay.
Oh, mio Dio ! Ciao !
Mi sei mancato tanto ! Ciao.
"Dottoressa Marta..." Okay.
"Facendo seguito all'accordo extragiudiziale raggiunto tra le parti..."
"..con la presente scrittura..." SQUILLO DI CELLULARE
Chi è ?
Pronto ? Sì, è arrivato tutto !
Una bella sorpresa ? È una magnifica sorpresa !
Riccardo, non puoi capire cosa hai fatto per me. Non so come ringraziarti !
È una cosa incredibile !
Adesso ? Okay, va bene. Ti raggiungo subito.
Okay, ciao.
Oh, mio Dio ! Ci vediamo tra pochissimo. Tu stai lì tranquillo.
A tra poco, ciao !
CAMPANELLO
- Ciao. - Ehi !
- Com'è andata ? - Eh, così.
- Triste ? - No, adesso mia sorella mi trova un avvocato.
- E vediamo di risolverla. - Guarda.
Messico !
Partiamo, mettiamo chilometri di distanza tra i tuoi problemi e l'atelier...
..e ci prendiamo una vacanza. Sarà bellissimo. Guarda, non ti piace ?
- Sì, molto. - Non ti piacerebbe ? È stupendo.
Dobbiamo solo decidere quando partire.
- Tutto bene ? - Sì, vado un attimo in bagno.
Prima potremmo passare da New York.
Oppure al ritorno.
Scusa, ho dimenticato di fare una cosa urgente a casa. Scusa.
- Prego. - Grazie di essere venuto.
Grazie a te, anzi, è una bellissima iniziativa.
- È anche merito tuo. - Non vi ho presentato.
- Serena, lei è Emma. Emma collabora con noi. - Ciao.
- Piacere. Se così giovane lavori già per Claudio, sei un fenomeno. - Ci provo.
- Lo conosco da anni e lui vuole solo i migliori... - E con esperienza.
- Ma nel suo caso c'è un talento naturale. - Si vede. - Possiamo fare un giro ?
- Certo ! - Un giro in bici. - Sì !
Bella idea ! Dai, andiamo a fare un giro in bici.
Avevo proprio voglia. SOSPIRA
Andiamo di là.
- Buon divertimento ! - Grazie.
- Perché non mi parli più ? - No, niente. È solo che...
- Prima Serena mi stava fissando, quindi... - Sei gelosa ? - No, figurati.
No, Serena la conosco da vent'anni.
- Tra noi non c'è mai stato niente, e lo ha anche notato. - Che cosa ?
Fermati un attimo.
Questo.
- Facciamo una foto. - Okay.
EMMA RIDE Che c'è ?
Penso alla faccia che avevi nello studio di mio padre.
- Non volevo metterti in imbarazzo. - No, meglio così.
- Non abbiamo niente da nascondere. - E tuo padre sembra uno che capisce.
Sì, certo. È come avere Freud in casa.
- Posiamo le bici e andiamo a lavorare ? - No. Continuiamo a pedalare.
E pedaliamo ! Io sono vecchio, non ce la faccio più.
Non mi sento più a mio agio a parlare delle mie cose con lei.
Non più, dopo...
Venire qui da lei era una cosa fuori dalla mia vita di tutti i giorni.
Questo era un posto speciale, diverso. Lei era speciale e diverso.
- Invece... - Invece venire l'altra sera ha rotto qualcosa, no ?
- Sono diventato uno qualunque. - No, non è così.
È stato anche carino a venire. Solo che...
Lei lo sa, sono impegnata.
No, Daniela, chiariamo subito. Non si offenda, ma...
..io nei suoi confronti non provo nessun tipo di attrazione sessuale, giuro.
Neanche fosse l'ultima donna sulla faccia della terra.
- Non è una cosa carina da dire. - Ha ragione, ma volevo essere chiaro.
Venire al suo spettacolo è stato un errore che dovevo evitare, ma ho un amico idiota.
L'ha visto, lungo, scemo. È imbarazzante.
Quindi ?
Penso che dovremmo interrompere la terapia.
Avrei dovuto proporlo io, ma può succedere che un paziente comprenda delle cose...
..prima e meglio dell'analista. E questo è il caso.
Bene, spero di vederla a un mio spettacolo.
- Non mancherò. - Lei è davvero bravo. - Grazie.
- Mi dispiace che lo dica mentre va via. - Sì.
Per quello che ne capisco, anche lei mi sembra brava.
- La battuta su Charlize Theron ha funzionato. - Sì.
E comunque...
Io un giretto con lei me lo farei.
Oggi ho fatto un primo esame, ma vorrei che tu lo vedessi domattina.
VIBRAZIONE DEL CELLULARE - A che ora attacchi ? - Sette e mezza.
Ti ho lasciato un appunto per la paziente della 75.
Ora ho tutto il necessario per proseguire la ricerca, persino il plastico !
- Come li hai convinti ? - Contro di te c'è una palese violazione.
Si sono arresi senza opporsi ?
Non potevano non riconoscerti la paternità della ricerca.
- Pensa a come ci è rimasto di merda Ettore. - Questa vittoria è tutta tua.
Scherzi ? Cosa avrei potuto fare senza un avvocato come te ?
E soprattutto sei...
Affidabile.
E sincero.
E mi hai restituito fiducia in me stessa e negli altri.
La cosa più importante è avere trovato te.
Ti prometto che non passerò tutto il tempo sulla ricerca, dobbiamo fare tante cose !
A proposito di questo, ti volevo dire una cosa.
In studio è arrivata una pratica molto importante, roba grossa.
Una multinazionale tedesca.
I miei associati vogliono che me ne occupi io.
- Buono, no ? - Mi trasferiscono a Colonia.
Parto stasera.
È giusto. Il lavoro prima di tutto.
Adesso hai di nuovo in mano la tua vita e questo è quello che conta.
Il conto, per favore.
- Senti che... Eh ? - Buono. - Buono, buono.
- Puoi dirlo forte. - A guardarvi bene, potreste essere compagni di classe.
- Di chi parli ? - Del "pischello" di tua figlia, sembra un po' avanti con l'età.
Emma ha diritto di fare le sue scelte, no ?
- Da come l'hai detto, ci credo proprio. - Aiutami invece di sputare sentenze.
- Guarda come sono vestito. - Ti do un grembiule. - Devo andare.
- Lasciami una fetta di arrosto. - Va bene, amore. - Non ti illudere.
- Io non voglio invecchiare con te. - Neanch'io con te.
Ci vedi, io e te da vecchi, sul divano con le pantofole e il plaid...
..a guardare la televisione ?
Non mi ci vedo, anche perché tu mi fregheresti il telecomando.
- Ti avviso quando torno ? - Sì, tolgo il piatto ? - Certo.
- Va bene, fai come vuoi. - Il tuo arrosto è la fine del mondo.
Marta ! Tu dici sempre che papà non fa mai niente, non cucina...
Senti che profumo ! L'ho fatto pensando a te, lo sai, vero ?
Vediamo se riconosci di che si tratta. Arrosto con le mele !
Sono arrivati gli scatoloni dall'università, dobbiamo festeggiare.
- No, grazie. - Se ricordo bene, l'arrosto è il tuo piatto preferito.
- Un po' di entusiasmo, no ? - Hai ragione, scusa.
- Grazie per il pensiero, è che... - È più che un pensiero. Che c'è ?
Ho aspettato tanto questo giorno... e Riccardo mi ha mollata.
- Stai scherzando ? Quel Riccardo ? - Perché ridi ?
- Non ci credo. - Perché ridi ? Mi ha fatto il discorsetto.
- Che discorsetto ? - Il discorsetto.
La versione ufficiale è che va all'estero per lavoro, la verità è che mi ha mollata.
Strano, non farebbe parte del suo pattern.
- Che ne sai tu del suo pattern ? - Infatti, ma rispetto alle cose...
..che tu mi hai descritto di lui, e facendo il suo quadro psicologico...
..dubito che possa fare una cosa del genere.
Mi sembra una persona sensibile, magari un po' impacciata, timida...
..ma non superficiale, sicuramente. Deduco dalle cose che tu hai detto di lui.
- Non puoi capire le persone solo con l'analisi. - Hai ragione anche tu.
Mangiamo ? Ti preparo...
Io non me la sento. Mi stendo un po', se non ti dispiace.
- Beh, ma... se non ti senti... - Magari dopo.
- Va bene ? - Sì. - Scusami. - No, figurati, fai...
- Ti tolgo il piatto ? - Sì, grazie.
Togliamo il piatto a Marta.
- Te lo metto via. Se cambi idea, fai un fischio. - Sì, grazie.
Marta ! Come stai ?
- Okay. Cioè, insomma, però ne parliamo dopo. - Okay.
Poi se gli viene fame ed è troppo tardi, affari loro.
Intanto mettiamo... Sara, non ti avevo visto.
- Senti che profumo. Com'è andata ? - Così. - Me lo dici dopo.
Ti ho fatto una sorpresa. Senti il profumo ?
Vediamo se indovini. Cos'è questo ?
Arrosto con le mele. Eh ?
- Senti il profumo ? - Sì. - Senti che roba. - Papà, ho la nausea.
Certo, la tensione... Intanto mettiamo il piatto.
Tu di solito ti siedi là. Cambiate la posizione.
Ecco qua. L'altra volta mi hai criticato perché era troppo duro.
- L'ho fatto cuocere a fuoco lento e stavolta... - Sono incinta.
- Cosa hai detto ? - Aspetto un bambino.
- Sei sicura ? - Ho fatto il test.
Un bambino !
Eh, lo so, è un casino.
Sono come la mamma, papà ?
No. No, non sei come la mamma.
E non sei neanche come me.
Sei Sara. Sei come sei...
..e va bene così, davvero.
- Va bene così ? - Anzi, brindiamo. Scusa...
Un bambino ! Si brinda, no ?
- Un po' di vino lo puoi bere. - Sì.
Dai !
Questo magari lo mangiamo. Non c'è più nessuno, anche Matteo è andato via.
Grazie, papà.
Vieni qua.
- Grazie. - Piccola mia. Ma che grazie !
Un bambino !
Se ho capito bene, io potrei creare un consorzio di NCC.
Esatto, diventare il manager e organizzare il lavoro.
- Poi chi guida ? - Ma faresti il leader.
Devi puntare più in alto.
Non ti entra in testa che a uno possa piacere quello che fa...
..e che voglia continuare a farlo per tutta la vita ?
A te non entra in testa che uno possa migliorarsi con un po' di ambizione ?
- Poi faresti la fortuna dei tuoi clienti. - Cioè ?
Sei peggio di una portinaia. Mi hai raccontato morte, vita e miracoli...
..dei tuoi clienti. - Non ci provare, sono un professionista serio.
- Il gossip lo faccio solo con i clienti che lo meritano. - Io lo merito ? - No.
- Meno male. - Senti, grazie per la cena.
Vuoi salire un attimo ? L'ultimo bicchiere della staffa.
Possiamo pensare a come valorizzare i tuoi task quotidiani, le tue skill...
Io metterei da parte quelle hard e penserei a quelle soft.
Scusa, Chiara. Io salirei volentieri, ma ho avuto una giornata pesante.
Mi sento... Facciamo tra qualche giorno, quando sono più lucido ? Ti dispiace ?
Facciamo una cosa.
Facciamo scadere i nostri contratti di esclusiva da buoni professionisti...
..e poi ognuno per la sua strada.
Sei d'accordo ?
Comunque, io sono sincera quando dico che hai dei potenziali.
- Il mio mestiere è quello di farli emergere. - Lo so.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Mannaggia a te ! Mi vuoi aiutare ? Disgraziato ! Svegliati !
Il dottore ha detto che non hai niente. Altro che potenziale...
Mannaggia, che figura !
L'ACCENDINO NON FUNZIONA No, dai, cazzo !
SQUILLO DI CELLULARE
Ciao.
Ho visto il messaggio. Doveva dirmi qualcosa di importante ?
Sì.
- Però adesso mi fa solo piacere sentirti.- Siamo passati al tu, quindi.
Com'è andata la tua giornata ?
Come sempre, piena di matti. La tua ?
Piena di matti, anche la mia.
Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma
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