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Original subtitles

Perché dobbiamo ritirare le fedi all'alba ?

- Potevamo fare Tai Chi stamattina. - Smettila ! Non è giornata, sono agitato.

- Per favore. - Non è un funerale, è il matrimonio di tua figlia.

Stanotte pensavo a me e ad Angelica, al nostro matrimonio. Eravamo felici.

Guarda com'è finita. Sara non sembra convinta. Se fa una cazzata ?

Perché tratti le tue figlie come pazienti ? Se Sara ha deciso, ha deciso.

Meno male che stamattina ho una seduta dalla psichiatra.

- Meno male che ti porto. - Così non ho crisi di panico. - Bravo.

- Basta con le crisi. Tu sei agitato perché oggi vedi Angelica. - Figurati.

NOTIFICA DAL CELLULARE È Sara, non si fida.

- Dice di ricordarmi le fedi. - Mi sa che non le ritiri.

- Questo si è portato iella. Guarda. - Come ?

Maurizio ! Aspetta, lo chiamo. È impossibile.

Chiama, voglio vedere come ti risponde da lassù.

- La segreteria. - Lascia un messaggio. A volte su rispondono.

- Come può essere ? Sentivo che... - Io lo sentivo ! - Dovevo venire ieri.

- Magari era vivo. Che si fa ? Sara si sposa oggi ! Le fedi... - Calmo !

Mi spaventi con questi occhi sgranati ! Fammi pensare. Calmo !

- Fammi pensare. Ce l'ho. - Hai le fedi ? - No, ho la soluzione.

- Andiamo, corri. - Maurizio !

- Sarà morto ? - Macché ! Sì, è morto.

Magari è morto il cugino.

(Francesco) Dove mi hai portato ? Stamattina mia figlia si sposa.

- Prima ho la psichiatra. - Zitto. Il mio amico è di Roma.

- Se si accorge che sei di Milano, è finita. - Perché ? - Zitto !

Come fa un romano a scoprire posti così che neanche io conosco ?

Abbi fede, ti sto risolvendo un problema. Attento al topo !

(Francesco) La pantegana. - Ricordi la canzone ? (canta) Le pantegane.

- Non fare il cretino. - Non lo vedo.

(Matteo) Muoviamoci con attenzione, qui non si vede bene.

- Tutti questi tubi. - Non respirare perché questa polvere... - Che cosa ?

Quante volte sei stato qui ?

- Non ci sono stato mai. - Non ci sei stato ? - È una storia lunga.

(Francesco) Se ci perdiamo ? Può essere un labirinto. - Lo sapevo.

- Lo avevo detto. - Che cosa ? - Attento alla pozzanghera. - Non è vero.

- Prima ho detto di non toccare il muro che c'è l'intonaco fresco. - Che fresco ?

- Me ne sarei accorto. È fresco ? - Tu non ascolti. Sono preoccupato per l'acqua.

- È piena di roba chimica. - Radioattiva ? Che posto è ? È pieno di tubi.

Sono preoccupato, questo non si vede. Forse c'è un pericolo.

- Magari le guardie. - Andiamo via. Ma perché... - Parli milanese. Zitto !

- Non parlo milanese. - Quando c'è un pericolo, devo fare il segnale.

Che segnale ?

(canta il tema de "Il buono, il brutto, il cattivo") Ah ah ah aah !

(canta lo stesso tema) Uo uo uo. (Matteo) Eccolo. - Chi è ?

- Sta arrivando. - È lui ? - Eccolo.

- È enorme. - Zitto, non parlare. - È più grande di te. - Ammazza !

Stai serio.

- Ciao, frate'. - Ciao, Matte'. Ho capito bene al telefono ?

Ti servono due fedi ?

- Ti sposi ? - Sei matto ?

Io mi sposo ? Si sposa la figlia dell'amico mio.

Belle, arrivate ieri da una gioielleria di Brera.

- Ha provato pure a fregarmi 'sto milanese infame. - Tutti uguali !

Manco a farlo apposta. Sputo ! Fammi vedere.

Tie', guarda che robetta. Sono belle, eh ?

- L'amico tuo non parla ? - No, poveraccio. È muto.

Ha avuto un incidente, gli hanno tagliato la carotide. A Porta Portese.

- Lo avrai letto. Una brutta storia. È rimasto pure mezzo scemo. - Davvero ?

- Con questa faccia da coglione ? - Coglione a chi ? - Allora parli.

- Poco. - Di che zona sei ?

- So' de Roma. - Oltre che muto è scemo ?

- Di che zona ? - Zona di Roma. - Di Torre... - Torre...

- Torrenova ? - Torre... - Torre Maura.

- Torre... - Torre Angela. - Torre Arancia. - Non esiste.

- Come non esiste ? - Tor Marancia. - Io che ho detto ? - L'ho detto io.

- Non sa dire le consonanti. - Cinquecento. Ecco le fedi, tie'.

Dagli le cinquecento.

- Si può fare un bonifico ? - Come no, ho le coordinate. Dammi i liquidi, "daje".

- Non farti riconoscere, non facciamo i milanesi. - Ho pure questo. 500 euro.

- Lo volete ? - Sì, grazie. - Allora sono sei "piotte".

- Conviene, io accetterei. - Che sono le piotte ? - Sono 600 euro.

- Sono tutti quelli che abbiamo preso. - Appunto, li hai. Daglieli.

(Francesco) Li conta pure ? - Certo. - Ciao, frate'.

Ce la siamo vista, toccata e baciata. Ciao, Matte'.

- Che bravo ragazzo ! - Il quartiere più difficile da pronunciare, Tor Marancia.

- Tor Marancia. - Ma che è ? - Sei ignorante. - Non dico che non esista.

- È difficile da dire. - Tor Marancia è credibile. - Di' Prati.

Scusi.

È morto il motorino. Scusi.

Condoglianze.

Per il motorino.

- Pensavo peggio, cinque minuti. - Dieci.

Eccomi.

- Tutto a posto ? - Bene, ci sono.

Allora, come sta ?

- Sono un po' irrequieto. - Lei avrà pensato...

..che il suo stato d'animo può essere legato al matrimonio di sua figlia.

- Quante ore mancano ? - Poche. - Pochissime.

Sì, forse è un po' anche quello. Forse.

La sua ex moglie... ci sarà ?

- Probabile, ma non penso che c'entri con le mie ansie. - Però ne parla poco.

Vi vedete, vi sentite ogni tanto ?

Diciamo che è irreperibile a meno di non andare a cercarla per mare.

- Bella metafora. - Non è una metafora.

Mia moglie lavora per una ONG che si occupa della salvaguardia degli oceani.

- Per lei tutto il resto è marginale. - Il resto siete lei e le vostre figlie.

- Oggi è in forma, è sul pezzo. - Per favore, restiamo nel "setting" ?

Mi perdoni. Ma quando sento parlare di mia moglie...

..poi in questi momenti, mi crea un po' di difficoltà.

La chiama ancora moglie ?

Posso chiederle perché ?

Perché...

Siamo ancora sposati.

Come mai ?

Le ho detto, è irreperibile. Per separarsi bisogna essere in due.

Lei ha chiesto la separazione ?

Diciamo... No.

Come mai ?

- Francesco, sta bene ? - Mi manca un po' l'aria. - Sì ?

Un goccino d'acqua.

Dottoressa, posso dire che sulla gestione della seduta ha ancora poca agilità.

Non si tratta il paziente come un tacchino a Natale.

- Non l'ho trattata come un tacchino a Natale. - Beh... - Non si agiti.

Tenga, beva un goccino d'acqua.

Un goccino. C'è il tappo, il tappo.

Con calma. No !

- Calma, non c'è bisogno di fare così. Non si agiti più del dovuto. - È qua.

Buongiorno, ragazzi. Prego.

Oggi si sposa mia sorella. Che fretta c'era ?

Il preside ha detto di farlo subito. Dovrebbe esserci tutto.

Ti ho anche svuotato l'armadietto.

Marta, mi dispiace. Raccomandato di merda, lo so.

Almeno poteva metterci la faccia, quel coniglio.

SUONERIA DI CELLULARE

- Marta, ho visto la tua chiamata. - Riccardo?

- Tutto bene ? - Sì, sono stata benissimo con te l'altra sera.

- Devo parlarti di quella rogna del lavoro. Hai tempo ? - Sì, ti raggiungo.

Okay, grazie.

Ti aspetto, okay.

(Angelica) "Queste erano dei nonni."

"Le ho fatte ritappezzare per te e tuo marito..."

"..affinché possiate sedere insieme a lungo. Mamma."

Ehi.

Si piange dopo avere detto sì, non prima.

- La truccatrice ti aspetta per i ritocchi. - Adesso vado.

Comoda.

È il regalo di mamma ?

(Emma) Secondo te, oggi viene ? - Non lo so.

- Sei ancora arrabbiata che l'ho invitata ? - No.

Di mamma non ricordo tanto, sai ?

Tu eri più grande, quando è andata via.

Capisco perché la vuoi con te oggi.

- Ti voglio bene. - No.

Anch'io ti voglio bene, però niente bacini.

È arrivato un pacchetto per te.

Cos'è ?

Sì, l'ho ricevuto adesso. Di' allo sponsor che può stare tranquillo.

Madonna, fanno veramente schifo. Cancellati, cancellati !

(Chiara) Chi è ? - Sono io.

- Io chi ? - Matteo.

Matteo ? Deve esserci un errore. Avrà sbagliato la mia assistente.

- Non devo andare da nessuna parte. - No, sono venuto io. Devo dirti una cosa.

- Puoi scendere un momento, per favore ?- Non posso, sono occupata.

Se non scendi, urlo il tuo nome qua fuori e ti faccio fare brutta figura.

Sono bello, guarda che meraviglia.

Vent'anni di meno.

Con tutti questi tram, perché chiama l'NCC ? Boh !

Che cosa urli tu ?

Mi stavo allenando. Tu dove vai così elegante ?

Dove vado ? Come ci vado ! Vieni a vedere, guarda che bella.

- Jaguar del 1964, blu notte. Vieni a vederla. Ti piace ? - Molto.

- È bella, vero ? - Comunque non mi hai risposto. Dove vai ?

- Volevo scusarmi per l'altra sera. - Non ricordarmelo.

Ti sei imbucato alla festa e il tuo amico ha avuto un attacco di panico.

- Poi hai lasciato i clienti a piedi. - L'amico mio è il problema. È separato.

Le tre figlie sono tornate a casa e stanno facendo casini indicibili.

- Che fantasia ! - È vero. La piccola sta con il cinquantenne.

La grande ha preso uno schiaffo dalla moglie dell'amante.

La mezzana tra due ore si sposa, ma giorni fa pomiciava con una.

- Cerca di capire, lui ha solo me. Quindi che facciamo ? - Ecco dove vai.

- Vuoi venire ? Magari ti diverti. - Non esco con le persone con cui lavoro.

- Io non lavoro con te. Faccio l'autista, mica il cacciatore di teste. - Divertiti.

- La prossima volta vieni con quella macchina. - Sì ? Ti prendo in parola.

(Marta) Essere stata cacciata può tornare a mio vantaggio ?

- Certo. - No, Riccardo. Dimmi la verità.

- Preferisco. - Su che cosa ? - Come su che cosa ? Sul mio lavoro, su Ettore.

- Gli mandiamo la diffida. Basterà per farti riavere il posto in facoltà. - Okay.

Tu comunicagli con un messaggio la diffida, vediamo come reagisce.

- Senti, io adesso devo andare. - Anch'io, si sposa mia sorella.

- Che bello ! Auguri. - Sì.

- Tu hai mai pensato di sposarti ? - Eh ?

No ! Dicevo così per dire.

È una cosa...

- Ciao. - Ciao.

- Provalo. - No. RUMORE DI PORTA

- Marta, muoviti. Devi ancora vestirti. - Lo so.

Fatti vedere. Oddio, sei stupenda !

Sì, manca il tocco finale.

- No. - Perché ? - Perché no.

- Ma perché ? - Dai, per favore.

- Può mettere questa roba quando le fanno tremila foto ? - Perciò deve metterlo.

- Dai ! - Tu ? - Che ? - Sì !

- Guarda che belli. - Incredibili ! Fai vedere.

- Sembro un lampadario. - Non è vero ! - Per favore, no.

- Che è quello scatolone ? - Ettore mi ha cacciato dall'università. - Che merda !

Già. Però Riccardo dice che non la passerà liscia.

- È bravo. - Sì. - È anche bello. - Sì. È un po' strano, non l'ho inquadrato bene.

- Nel lavoro è un killer. - Ti stai innamorando ? - Era chiodo scaccia chiodo.

Lo so, mi sto solo divertendo come avevate detto voi.

CAMPANELLO Non vi sopporto. Vado ad aprire. Arrivo !

- Siete pronti ? - Quasi. - Come quasi ?

Forza, veloci !

- Sei la creatura più meravigliosa che abbia mai visto ! (Emma) Zietto !

- Perché mi chiama zietto ? - Ho un regalo per te. Guarda che bello. - Che è ?

È un fermacravatta, è bellissimo.

- Sai che non si può guardare, vero ? - Non devi guardarlo, devi metterlo.

Tesoro, come faccio a dirti di no ? Però aiutatemi. Tuo padre dov'è ?

- Tra un po' parti per il viaggio di nozze. - Eccomi ! - Papà !

- Di solito la sposa si fa aspettare, non il padre. - Scusate.

Sara, sei bellissima !

Fatti dare un bacio.

Anche tu ! Non ho mai visto questo vestito. Posso baciare anche te ?

- Tu devi ancora cambiarti. - Sì.

- Vado... - A me il bacetto ? - Vabbè, bacetto pure a te.

- Facciamo due. - Ecco. - Vado... - Vai.

- Siamo in ritardo, io... - Vai ! - Vado. Subito.

- Dici che sta di nuovo male ? - No, è emozionato !

- Tu che aspetti a cambiarti ? - Sì, vado.

Quanto sei bella.

- Eccoci. - La sposa non esce da casa insieme al padre ?

Conosci tuo padre. Poi io non mi intendo di matrimoni, è inutile che me lo chiedi.

Mettiamo dentro tutto. Ci sei ?

- Davvero non hai mai pensato di sposarti ? - Io ?

"Mi metto un'estranea dentro casa ?" Come diceva Sordi. Fatti una risata !

- Vai a sposarti, mica al patibolo. L'ansia è normale. - Tu non te ne intendi.

Sì, ma in trent'anni di carriera, quante spose ho portato in chiesa ?

Ti è andata bene, Filippo è bravo. Poteva capitarti uno spiantato come tuo padre.

Francesco, andiamo ! Non facciamoci riconoscere. Quanto ci metti ?

Intanto chiudo.

Ci facciamo sempre riconoscere. Che starà facendo ? Capisco uno che ha i capelli.

Questa è una Jaguar del 1964.

Quando John Foster venne a Roma, chiese questa. Gliel'hanno dovuta dare.

Capito ? L'ha guidata John Foster.

- Chi era John Foster ? - Non ricordo, non me l'hanno detto.

Devi aiutarmi, Sara deve indossare questo coso.

- Mettilo tu. Non vale lo stesso ? - No.

Allora devi convincerla in un momento in cui è stanca durante il ricevimento.

Pratica, accurata, sicura di te. Non ti ho mai vista così.

È l'effetto Riccardo, il mio "friend with benefit".

Ho letto una definizione del matrimonio interessante. Credo che fosse di Lacan.

- È possibile ? - Mi pare. - Ha detto che il matrimonio è come...

- È una rinuncia, un sacrificio. Un piccolo sacrificio... - Che palle.

Scusa, papà, ma il sacrificio mi mette ansia.

- Lo conosci appena. - Va bene così, questo non prevede amicizia tra noi.

- Fai bene a seguire i nostri consigli, ma non esagerare. - Okay.

Se parlo di sacrificio, sembra che ti porto... Parliamo di scambio.

- Tu dai una parte di te in cambio... - Papà, ti prego !

Io la penso diversamente sul matrimonio.

- Sentiamo, come la pensi ? - La penso come la mamma.

Mamma è riuscita a prendere delle decisioni per se stessa...

..senza farsi spaventare dalle conseguenze.

- Vuol dire che non sei convinta di sposarti ? - No, ho solo l'ansia.

- Sara... - Eh ? - Non sei obbligata a fare questo passo.

Non è meglio parlarne con calma ? Matteo, accosta un attimo.

- Qua. - No, vai, Matteo.

- Matteo, ho detto accosta ! - Ho capito. - No, vai.

Così si scarbura la macchina. Che devo fare ? Abbiate pazienza.

- Io sono la sposa. Matteo, vai. - Vado ?

- Che devo fare ? (Francesco) Vai.

Mica è una Cinquecento !

- Mamma non c'è. Come glielo diciamo ? - Credevi che sarebbe venuta ?

- Non so, però adesso Sara ci resta male. (Emma) Infatti io non l'avrei invitata.

- Mamma ? - Non è ancora arrivata.

Io mi emoziono sempre ai matrimoni, specie quando si sposa mia sorella.

Come sei bella ! Ti manca una cosa speciale che ti renderà unica.

- Il diadema Lorenzetti. - Emma, per favore ! Vedi che faccia ha ?

(Emma) Marta è una perfettina che bada ai dettagli. - Ti aiuto.

Eccoci !

(Marta) Perfetta. Fatti vedere.

- Eh ? - Fatti vedere. - Mettiamo il diadema ? - Emma, basta.

Tranquillo. Mia madre, la sera prima del matrimonio, non voleva sposarsi.

Non sarei nato io. Guarda quanto è bella. Sono emozionato come se fosse figlia mia.

- Vuoi accompagnarla tu all'altare ? - Si può ?

Bello ! Stai tranquillo. Guarda come sei elegante. Leva i peli.

Porca miseria, ti voglio zen. Abbiamo tutto ?

Padre della sposa, sposa, sposo. La madre della sposa non è venuta. Le fedi.

- Continuiamo un'altra volta. - Sì. - Mi scusi. - Di niente.

- Cazzo ! - Che hai detto ?

- Ho lasciato le fedi dalla psichiatra. - Non facciamoci riconoscere da tutti !

- Accompagnami ! - Dove ti accompagno ? Adesso sono tutti in pole position.

- Dai ! - Idea ! Facciamoci prestare le fedi dai genitori di Filippo. - Che dici ?

(Anna) Taramelli ! - Guarda chi c'è.

Taramelli ! Taramelli !

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Le ha lasciate nel mio studio. Ho pensato: "Come fa ?" - Infatti. Grazie.

- Si fermi per la cerimonia. - No ! - Non è il caso. - Ha tanti impegni.

- Salve. Che belle ! Saluto la sposa. - Abbiamo tutto.

- Buongiorno. Bellissima ! Auguri. - Grazie.

- Papà non sta bene ? - Che state dicendo ?

- Che sono bellissime. - Allora ? Che aspettiamo ?

- Abbiamo... - Che è ? - Le fedi. - Vorrei vedere !

- Piacere, Piera. La mamma dello sposo. - Anna.

- È una tua amica che hai invitato ? - No, è una collega.

- È venuta a fare gli auguri. Sta andando via. - Bene, andiamo !

- Venga dentro anche lei. (Marta) Andiamo. - Faccia una cosa.

- L'assecondi e appena può, va via. - Pensavo di fare così. - Grazie.

- La ringrazio ancora. - Papà. Papà ! - Io mi avvio.

- Devi entrare con me. - Sì, scusa.

- Ci sei ? Sei convinta ? - Sì, papà.

- Puoi ancora... - Ma... MARCIA NUZIALE

(sacerdote) Il Signore mi sostenga con la sua benedizione.

L'uomo non osi separare ciò che Dio unisce. Amen.

Ci vogliono gli anelli. Gli anelli, ci vogliono gli anelli, le fedi.

- Hai tu gli anelli ? - Sì. Papà, gli anelli.

- Se il signore porta gli anelli... - Sì. Posso ? - Il signore degli anelli.

(imita Gollum) Il mio tesoro.

- Aspetta. (Sara) Facciamo noi.

- Eccone uno. - Grazie.

- Papà ! - Aspetta.

Vai.

- Scusate. - Adesso ho perso il segno.

- Vabbè, improvvisiamo. - Sì. - Improvvisiamo.

Il Signore benedica questi anelli...

..che vi scambiate vicendevolmente nel segno dell'amore e della fedeltà.

(insieme) Amen. - Adesso può dare l'anello. - Grazie.

- Sì. - La formula ? - Io...

Ti do questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà.

(sacerdote) Nel nome... - Del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. - Bravo.

Devo fare io. Con questo anello...

- La mano sinistra. - Scusate, sinistra.

- Con questo anello ti dono amore, pace... - Fedeltà.

- Fedeltà. - Ora lo sposo può baciare la sposa.

Marta !

Che c'è ? Che è successo ?

(Ettore) Ho ricevuto la diffida. Non ci credo che lo hai fatto.

Se pensi di spaventarmi, non hai capito un cazzo. Mi hai deluso.

- Io ti amavo. Ci vediamo in tribunale. - Okay, non preoccuparti.

Hai sentito Riccardo ? Mandagli il messaggio.

- La famiglia Taramelli non c'è ? - Lui è il papà. - Ci siamo. - Emma ?

- Marta ! Emma ! - Arriviamo.

- Ti aspettiamo per la foto. - Dai, Emma.

Riccardo, è il messaggio che ti ho girato. È uno stronzo di merda.

Mi sta rovinando il matrimonio di mia sorella.

Sì, va bene. No ! Come faccio a calmarmi adesso ?

- Marta ! - Ciao.

(Matteo) Ci siamo quasi. - Un momento. - Un attimo di pazienza. - Eccomi.

- Dai ! Che è successo ? - Niente, a posto.

- A posto. - Hai pianto ? - No ! - Pronti per la foto ?

- Un momento ! - È successo qualcosa. - Sono messa male ?

- La mamma della sposa non arriva ? - Che cavolo !

Una madre che non viene al matrimonio della figlia e non avverte neanche !

- Non so, non saprei proprio che dire. Scusi lo sfogo. - Si immagini.

- Posso rubartela un minuto ? - Sì.

- Certo, come no ! Vai, ho capito. - Che hai capito ? - Siete ancora giovani.

- È pazza. - Arrivederci, Piera. - Ciao. - Le dà del tu ?

Meraviglioso ! Per fortuna sono rimasta. Non mi sarei persa una cerimonia così.

Io la ringrazio, mi ha salvato il matrimonio.

Comunque siete una bella famiglia. Le sue figlie le vogliono molto bene.

È sicura di avere la specializzazione in Psichiatria ?

- Sta andando in scena un gran casino. - Sua moglie ? - Sì, non solo.

A proposito di mia moglie.

- La chiama ? - Sì, ha detto che veniva. Deve darmi una spiegazione.

Dottor Taramelli, per deformazione professionale io devo chiederglielo.

- È la cosa giusta ? - Mi dia una motivazione per non farlo.

Primo. Stamattina le è quasi venuto un attacco di panico parlando di sua moglie.

Poi non pensa che le sue figlie abbiano il diritto di affrontare la vita da sole ?

Comprese le delusioni verso la madre.

Poi anche per lei, si goda la festa.

Metta da parte il rancore per sua moglie. Almeno per qualche ora, ce la fa ?

Comincio a odiare il suo buon senso. Ha ragione.

A questo punto, perché non si ferma a bere qualcosa ? So che non si fa.

- Ma è una giornata così strana ! - Sono rimasta abbastanza. - Un prosecchino.

No, grazie. Arrivederci.

- Grazie, arrivederci. - Anna !

È dura ammetterlo, ma sa che...

- Vicino a lei mi sento più sicuro. - È il transfert, lo sa meglio di me.

Arrivederci.

- L'hai invitata al ricevimento ? - Cazzo se l'ho invitata.

- Ha detto di no. - Certo, è la mia psichiatra. - Dicono tutte così.

Ti aspetto in macchina.

(Emma) Una cosa speciale, che ti renderà unica è il diadema Lorenzetti.

- Lorenzetti ha chiamato. - Non vogliono mettere i gioielli, ma sono brutti. - Sì.

Che faccio ? La chiamo ?

Vabbè, vado io.

- Emma, mettilo via. Sembri un'invasata. - Papà, sto lavorando. - Appunto.

- Marta dov'è ? - Starà aiutando con l'organizzazione. Dove vuoi che sia ?

Mi dai un goccetto di amaro ? Non risponde.

Il segnaposto di Angelica non serve.

Sei matto ? Sono bellissimi !

- Grazie di essere venuto. - Non ti lascio così.

Ho chiamato Ettore, abbiamo fissato un appuntamento. Dovrà scendere a patti.

Vieni con me, qua si gela.

- Amore, qualcosa non va ? Sei stanca ? - No.

- Vado un attimo in bagno. Arrivo subito. - Sì.

- Devo sgranchirmi le gambe. - Aspetta. Dove vai ?

Tua figlia mica si sposa tutti i giorni. Tranquillo, non facciamoci riconoscere.

- Che fastidio ti davo ? - Gioca con il mio.

- Smetti di sorridere, se non ti va. - Non so che espressione mi viene.

- Lo hai messo tu alla fine. Ti sta bene. - Lo so.

- Dove vai ? - In bagno. - Vengo anch'io. - Sì, mi dai una mano sennò prendo fuoco ?

Mi dispiace che mamma non sia venuta.

Perché l'hai invitata ?

Per parlarle, per chiederle un consiglio.

Chiedilo a me.

- Oggi mi fai da sorella maggiore ? - Sì, quella vera è fuori uso. - Dov'è ?

GEMITI DI PIACERE

- Boh, non lo so. - È per colpa di quello stronzo, eh ? - Sì.

Però adesso c'è Riccardo a darle una mano, così gliela fanno pagare.

Basta ! Non puoi essere triste oggi, è la tua festa.

- Dopo andiamo a cercare Marta e ci ubriachiamo. - Va bene. Arrivo.

Oddio !

Okay.

Dio !

(Marta) Le mie scarpe ?

- Le hai tirate sul sedile anteriore. - Già.

- Ciao. Che fai qui ? - Sei poco professionale.

- Mi dispiace. - Ti dispiace. Se lo indossi tu, non risolvi la situazione.

- Soddisfatta ? La cerimonia è stata molto bella. - Sì, molto.

Tu mi hai consigliato le essenze e tutti mi fanno i complimenti per il vestito.

Infatti sei... Sei molto bella.

Eccole qui.

Ecco.

Fa freschino.

Ma è...

- Tu fai sempre così ? - Come ? Che lancio le scarpe ?

No, intendevo con gli uomini.

No ! È la prima volta in macchina.

Di solito non sono così. È che tu sei...

Sei così bello e...

- Quindi è solo per la bellezza. - Non solo per quello.

Sei anche un super avvocato.

Grazie.

- Vai a tutti i matrimoni delle tue spose ? - No.

Mi ha invitato tuo marito. Ha insistito molto e quindi... Eccomi qui.

Tutto bene, Sara ?

Sì, certo.

Di là c'è tutta la mia famiglia, quasi.

Il matrimonio è stato bellissimo e ho il marito dei miei sogni.

Eppure non sono felice.

- Vieni su a bere e a mangiare qualcosa ? - No !

- Perché no ? - Facciamo un'altra volta. Impiego un'ora per tornare a Milano.

- Faccio tardi. - Okay.

(Francesco) Riccardo ? Non ci credo.

Lui che ci fa qui ?

- Papà, che fai qui ? - Prendevo un po' d'aria. Tu ?

- Io torno dentro perché fa freddo. - Perché eri qua ?

Mia figlia con un mio paziente.

Vuoi la verità ? Ci ho provato, ma nessuno vuole questa roba, fa schifo.

Ascoltami, ho sbagliato.

Sono una ragazzina.

- Ma ci tengo troppo a lavorare con te. - Emma !

- Vieni a sentire tuo padre, sta parlando. (Francesco) Con il mestiere che faccio...

..incontro gente che vuole essere felice.

Mia figlia Marta !

Anche l'altra, Emma, la più piccola, e il grande Matteo.

Sì. Hai visto la mia consuocera ?

Stamattina si è pure truccata. Figurati quando si sveglia !

Filippo ha preso dal papà. Anche il papà, lasciamo stare.

Bevo un goccio, ho perso il filo.

La felicità.

Uno può cercarla nel lavoro che ama, per il quale si sbatte.

Marta, poi devo farti un discorsetto.

Il concetto di automobile. La parola "mobile" suggerisce che si muove.

Non per stare fermi al buio. Vabbè, risparmi benzina.

Oppure c'è chi cerca la felicità rinunciando a un anno a Londra.

- Eh, Emma ? Stai filmando ? Sono virale ? - Viralissimo.

Questo per seguire una carta d'imbarco di un certo Claudio Malesci.

- Chi cazzo è Claudio Malesci ? - Presente. - Chi è ?

- Malesci Claudio. - Un applauso a Claudio Malesci !

Si palesa !

Ragazze...

Occuparmi di voi mi...

Sono stato costretto a occuparmi di voi...

..perché qualcuno se n'è andato.

Mi ha reso un uomo migliore.

Non adesso che sono...

Ragazze, voi siete la mia tana della felicità.

- Bravo ! - Basta così.

Vieni qui. Poi io e te parliamo.

Sai che faceva tua sorella in macchina ? Si trombava uno.

Scusate ! Adesso ci siamo rotti i coglioni abbastanza.

Si può ballare ? Volete ballare ? Maestro, musica !

- Il discorso di tuo padre sta facendo il botto. - Posso togliermi le scarpe ? - Sì.

Ha scritto pure Lorenzetti, entusiasta.

Non ho messo il video per loro, non ci sono i gioielli.

Ha funzionato, questo basta. Ora capisco da chi hai preso quell'aria da matta.

Ti va di restare un po' ? Magari andiamo a ballare.

- Vabbè, è meglio se vado a dormire. Ci vediamo in ufficio. - Okay.

Ehi !

- Cercavo un posto per stare tranquilla. - Anch'io.

- Posso ? - Certo.

- Tutto bene ? - Sì.

Mi sarebbe piaciuto avere un padre come il tuo. Ha fatto un discorso figo.

Sì, è speciale.

Poi ha ragione. Quello che ha detto aveva un senso.

Se uno è così fortunato da incontrare la felicità, dovrebbe tenersela stretta.

A te non è permesso essere infelice oggi.

- Dici ? - Dico.

Io vado.

Che vuoi da me ?

Te.

Filippo.

Filippo !

- Come ti senti ? - Eh ? - Come ti senti ? - Meglio.

Avevo fatto solo due tiretti.

Sono bastati. Sei vecchio !

Sai chi me li ha fatti fare ? Il cameriere che non ti ha portato l'amaro.

Si faceva i "cannoni".

- Stavo pensando a come saranno i matrimoni di Marta e Emma. - No, calma.

- Intanto questo, poi vediamo. - Io ci ho preso gusto.

A me piace, mi trovo bene in queste situazioni. Filippo.

- Che è successo ? - Perché quella faccia ? Filippo !

Filippo !

- Cazzo ! - Sara.

(Matteo) Beh ?

- Che è successo ? - Un po' d'acqua, vaffanculo.

Vabbè, adesso non pensarci. Cerca di dormire, poi domani si vede.

Chi dorme più ? Andrò giù in studio.

Preferisco lasciare le ragazze da sole.

Che giornata !

Ho capito, ma tu ?

Che cosa ?

Chi pensa a te ?

Ci penso io, come al solito. Da solo ci penso.

Io resto con te, ti faccio compagnia. Non ti lascio solo stasera.

- Lasci la macchina così ? - Che ti frega ? - Occupi tre posti.

- Citofoneranno in tre. Che problema c'è ? - Sei proprio romano. - Sì.

- Pensa alla macchina ! - Spostala ! - Vado via subito.

Stamattina dovevamo tornare a casa.

Ma Sara ha la testa dura ! Sembra che ci provi gusto a fare cazzate.

- Lasciala stare per un po'. Magari poi parlandole... - Che le dico ?

Che era confusa, ha avuto un attimo di sbandamento. Nella vita si sbanda.

La verità è che, secondo me, Sara è innamorata di Niki.

- Tu credi... - Di sicuro non è innamorata del marito. - Che vuoi fare ?

Vado a portare la macchina al collega.

Francesco.

Hai dato tutto a queste ragazze, pure di più. Che altro puoi fare ?

Lascia fare un po' alla vita.

SQUILLI DI TELEFONO

- Pronto ?(Angelica) Sono io.

- Stai bene ?- Sì.

- Non dovevi partire di nuovo, le ragazze sono terrorizzate. - Passamele.

- No, stanno dormendo.- Svegliale, gli voglio parlare.

- Almeno passami Sara, con lei è più semplice. - Angelica.

Sei via da troppo tempo, sei quasi un'estranea per loro.

Va bene, tanto ci vediamo a New York. Le imbarchi in aereo, poi ci penso io.

Le tieni un paio di settimane, poi riparti per uno dei tuoi giri.

- Hanno bisogno di stabilità. - La tua o la mia ? - La loro. - Lo dici tu.

- Sì, e lo dicono anche loro.- Allora ti prego, parlaci, aiutami.

Mi dispiace.

- Francesco ! - Che è ? - Sono due volte che ti chiamo. Stai bene ? - Sì.

- Non farmi preoccupare. Vado via tranquillo ? - Tranquillo.

Che hai da guardare ?

Vorrei vedere te al posto mio !

Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma

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